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martedì 4 settembre 2012

Alfred Gislason (THW Kiel): vogliamo ancora la Final Four

Un'intervista con Alfred Gislason, 52enne allenatore islandese dal 2008 sulla panchina di quel THW Kiel attuale campione d'Europa, è apparsa di recente sul sito web dell'EHF (European Handball Federation). Fra meno di quattro settimane, i detentori del titolo saranno attesi da un inizio da brividi della nuova stagione internazionale, visto come, proprio al debutto, le 'Zebre' incroceranno per l'ennesima volta le spade con i loro grandi rivali dell'Atlético Madrid, battuti dal Kiel nella Final Four di Champions della scorso maggio, ma presisi la rivincita nell'ultimo atto del Super Globe (il 'Mondiale per club') andato in scena solo pochi giorni fa a Doha, in Qatar. La rivincita della rivincita è in programma in Spagna il 30 settembre 2012, all'esordio di un gruppo molto ostico di cui, in molti si augurano, potrebbe far parte il Bozen, fra poco impegnato nella sua piccola 'Final Four': il turno preliminare di Champions League in terra di Romania (sfida con il Constanta alle ore 17 italiane di sabato prossimo). Il sorteggio non è stato molto benevolo verso i campioni in carica, ma Gislason non se ne lamenta. Anzi...

* ehfCL.com: Quali sono le sue aspettative verso la prossima stagione di VELUX EHF Champions League?
** Alfred Gislason: Siamo molto soddisfatti degli avversari che dovremo affrontare nella fase a gruppi. Saremo messi alla prova sin dalla partenza, e tutte quelle partite importanti rappresenteranno un grande spettacolo per i nostri tifosi. Sono sicuro che il nostro palazzetto sarà esaurito in ogni match, il che, mi auguro, ci aiuterà a rendere migliori le nostre performance. Il nostro obiettivo è ovviamente tornare alla Final Four; vogliamo spezzare la maledizione che ha finora impedito a tutti i passati campioni in carica di ripresentarsi a Colonia l'anno seguente.

* ehfCL.com: Quale significato ha la partecipazione alla EHF Champions League per lei e la sua squadra?
** Alfred Gislason: La VELUX EHF Champions League è la competizione numero uno di ogni stagione, in quanto mette di fronte tutte le migliori squadre del mondo, e ciascuna partita rappresenta una grande sfida per noi.

* ehfCL.com: Quali sono, a suo parere, le favorite di questa stagione per raggiungere la Final Four e per vincere il titolo?
** Alfred Gislason: Come ho già detto, noi vogliamo arrivare a Colonia. Oltre alla nostra squadra mi aspetto che Barcellona e Atlético Madrid prendano parte della Final Four. Ma pure compagini quali Veszprém, Berlino, Chekhovskie Medvedi, Flensburg o Montpellier hanno i mezzi per arrivare sino in fondo. A mio parere il livello della pallamano in Champions League non è mai stato alto come in questa stagione. Per cui risulta veramente difficile prevedere le 'grandi favorite'.

giovedì 1 marzo 2012

EHF Champions League Maschile: gli orari della Final Four 2012.

La European Handball Federation ha reso noti gli orari della Final Four di Velux EHF Champions League maschile 2011/12, di scena il 26 e 27 Maggio prossimi nell'ormai 'tradizionale' scenario della Lanxess Arena di Colonia, in grado di ospitare fino a ventimila spettatori circa. E dove si annuncia un nuovo, molto probabile tutto esaurito, visto che 17 mila biglietti sono stati già venduti.

Giornalisti, fotografi, inviati radio-televisivi eccetera possono già inviare le loro richieste di accredito online tramite il portale ehfFINAL4.com entro le ore 17:00 di Venerdì 4 Maggio.

Ad 'allietare' il pubblico durante l'evento saranno gli Europe, rock-band svedese di grande successo nella seconda metà degli anni '80, che alla Lanxess Arena faranno risentire le note di 'The Final Countdown', singolo che, cantato dall'allora idolo Joy Tempest, spopolò nelle classifiche di mezza Europa un quarto di secolo fa (tanto per intenderci, quando squadre tipo ... SKA Minsk, Wybrzeże Danzica e CSKA Mosca dominavano la scena della pallamano internazionale). Un tuffo nel passato per i fans non più giovanissimi.

Sabato 26 Maggio 2012
* h: 15:15 prima semifinale
* h: 18:00 seconda semifinale

Domenica 27 Maggio 2012
* h: 15:15 finale 3/4 posto
* h: 18:00 finale 1/2 posto

mercoledì 21 dicembre 2011

Spagna: oggi e domani la Copa Asobal. Tokic sfida il Barça.

Tempo di Natale. Tempo di Copa ASOBAL. L'edizione numero 22 della seconda Coppa Nazionale della pallamano iberica comincia oggi al Palacio Municipal de los Deportes di León. Vi prendono parte le quattro migliori squadre del campionato (al termine del girone d'andata), che si affrontano nelle due semifinali odierne, mentre domani sera, alle ore 21:00, sarà già il momento di assegnare il titolo, ambitissimo in quanto regala automaticamente una piazza nella prossima Champions League.

Apre i battenti alle ore 19:00 il Cuatro Rayas Valladolid di Tin Tokic, che punta all'impresa contro l'apparentemente invincibile Barcellona Intersport. Non sarà della partita invece ... l'altro 'italiano', il pivot blaugrana Marco Oneto (lombalgia), però ci saranno i quattro ragazzi del vivaio che mister Xavi Pascual ha portato con la squadra ieri in Castiglia: Rodrigo Corrales, Aitor Ariño, Carlos Molina e David Balaguer. Laszlo Nagy, invece, fa notizia per la sua imminente decisione riguardo all'opportunità di vestire la maglia della Selección spagnola alle Olimpiadi di Londra.

Il Barça è giunto ormai alla ventesima partecipazione in questo trofeo, vinto sei volte con altrettante finali perdute. Una di queste sconfitte giunse proprio per mano del Valladolid (28-27), allora squadra ospitante, nell'edizione 2002-2003, anche se per l'attuale compagine di Tokic quella di oggi rimane solo la 'quinta volta' nel torneo. L'ultimo precedente di Liga, con i catalani facili trionfatori (32-23) non è un buon segnale per il Cuatro Rayas, che però ha dalla sua l'entusiasmo per il terzo posto in classifica appena raggiunto.

Due ore dopo tocca ai padroni di casa, il Reale Ademar León che se la vedrà con un avversario molto difficile: il Balonmano Atlético de Madrid. Di fatto una riedizione del match di campionato svoltosi appena quattro giorni fa, e dominato (39-31) dall'ex-Ciudad Real, ora di nuovo con i favori del pronostico per quanto Talant Dujshebaev si sforzi di affermare, in conferenza stampa, che quella di Coppa Asobal sarà tutta un'altra partita. Proprio con il nome precedente, l'attuale squadra della capitale ha già combattuto in undici edizioni del torneo, vincendone sei ed uscendo a mani vuote dalla finale in appena un caso. Per il ... Balonmano Atlético de Madrid si tratta invece di un debutto assoluto, in parte rovinato dalle ultime notizie riguardanti le aritmie di cui soffrono Arpad Sterbik e Jonas Kallman, per quanto entrambi saranno comunque della partita.

Dirette televisive su Teledeporte, ma chiunque voglia vedere le partite in Italia deve affidarsi ad internet. I link si trovano, intorno all'orario dei rispettivi fischi d'inizio, alle seguenti pagine:

http://www.laola1.tv/
Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

Semifinali Copa ASOBAL - Mercoledì 21 Dicembre
(Palacio Municipal de Deportes de León)

** 19:00 FC Barcelona Intersport - Cuatro Rayas Valladolid
Arbitri: Oscar Raluy López e Angel Luis Sabroso Ramirez

** 21:00 Reale Ademar León - BM. Atlético de Madrid
Arbitri: José Miguel García Fernández e Javier Pastor Gamón.

sabato 18 giugno 2011

Champions League 2011/12. La Final Four ancora a Colonia. Tokic ai preliminari. Wild Card per il Viborg femminile.

Non c'è due senza tre. O più semplicemente ... Arena che vince non si cambia. Dopo il grande successo di pubblico nelle edizioni 'da tutto esaurito' del 2010 e del 2011, il Comitato Esecutivo dell'EHF ha deciso che pure la prossima Final Four di VELUX EHF Champions League maschile si svolgerà nel magnifico scenario della Lanxess Arena di Colonia (Germania). L'evento avrà luogo Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2012, ma i biglietti saranno acquistabili on-line già da Settembre sul sito ufficiale http://ehffinal4.com/.

L'organo direttivo della Federazione continentale, i cui lavori sono in corso di svolgimento nell'isola di Malta, ha inoltre preso importanti decisioni riguardo alcune delle partecipanti alla massima competizione per club, sia a livello maschile che femminile.

Per quanto concerne gli uomini, le richiedenti ammesse al torneo a quattro (anch'esso con formato 'Final Four'), che tra il 3 e 4 Settembre prossimi si contenderanno, in una località ancora da decidere, la wild-card per la EHF Champions League 2011-12 sono le seguenti:

* Cuatro Rayas BM Valladolid (Spagna)
* Rhein-Neckar Löwen (Germania)
* Dunkerque HB Grand Littoral (Francia)
* KS Vive Targi Kielce (Polonia)

La nuova squadra dell'azzurro Tin Tokic (foto a sinistra) avrà dunque l'opportunità di giocarsi l'accesso alla Champions 2011-12, per quanto si troverà di fronte avversari difficilissimi, a partire ovviamente da quel Rhein-Neckar Löwen giunto sino all'ultimo atto della passata edizione. Soltanto il vincitore del torneo di qualificazione staccherà il biglietto per la Champions League, mentre le altre partecipanti verranno 'dirottate' sulla Coppa EHF.

In ambito femminile, il successo finale del Larvik HK lo scorso Maggio ha liberato il posto per un'altra formazione norvegese: nella fattispecie il Tertnes Bergen, terza classificata della scorsa regular season e finalista dei play-off del loro campionato, e di conseguenza ammessa al turno preliminare, che si svolgerà sotto forma di raggruppamenti di quattro squadre nel terzo week-end di Settembre. Fa ancora più notizia però la 'wild card' per il turno preliminare assegnata al Viborg HK, regina della scena europea per due anni, ma reduce da un'ultima stagione deludente, che l'ha vista addirittura eliminata in semifinale in patria. Evidentemente le vittorie mietute nel 2009 e 2010 sono state sufficienti per convincere gli alti papaveri dell'European Handball Federation a dare fiducia alla compagine dello Jutland.

I sorteggi per i turni preliminari della Champions League 2011/12 verranno effettuati al 'quartier generale' dell'EHF Office a Vienna alla ore 16:00 di Lunedì 27 Giugno.

I sorteggi per la prima fase (a gironi) della competizione avranno invece luogo la mattina seguente (Martedì 28 Giugno 2011) presso il Gartenhotel Altmannsdorf, sempre nella capitale austriaca.

lunedì 30 maggio 2011

EHF Champions League: Finale - Interviste nel dopo-partita

Xavier Pascual, allenatore del FC Barcelona Borges:. 'Prima di tutto lasciatemi dire che sono orgoglioso della mia squadra. Mi trovo d'accordo con Talant Dujshebaev sul fatto che il nostro portiere Danijel Saric sia stato il fattore che ha deciso la gara. E' la prima Champions League che vince, ed io sono molto contento per lui, sia come giocatore che come persona. La partita è stata una tipica finale, con gioco duro su entrambi i lati. Quest'anno ci troviamo dalla parte del vincitore, ma dopo la sconfitta in finale dello scorso anno, sappiamo bene anche cosa significhi stare dalla parte dei perdenti. I miei giocatori hanno dato tutto, e credo che il risultato finale sia persino riduttivo per quanto si è visto in campo. Dedico questa vittoria anche a tutti quelli che oggi erano per strada a festeggiare il successo del Barcellona nella Champions League di calcio'.

Danijel Saric, portiere del F.C. Barcelona Borges: 'Prima di tutto voglio ringraziare la mia squadra per il grande torneo disputato. Abbiamo infatti giocato un vero e proprio torneo negli ultimi due giorni, ed oggi abbiamo fatto veramente bene. Ringrazio sia il mio allenatore Xavier Pascual che Talant Dujshebaev per le belle parole che hanno detto su di me. E 'un grandissimo giorno per me , per la squadra, e per tutta la società. La finale di un anno fa è stato un incidente di percorso, ma quest'anno abbiamo vinto. Per riuscirci ci vogliono un po 'di fortuna, tanto duro lavoro e fiducia in sé stessi'.

Talant Dujshebaev
, allenatore del Renovalia Ciudad Real: 'Congratulazioni al Barcellona Borges per la loro vittoria; anche se naturalmente io adesso sono molto dispiaciuto. Come tutti possono immaginare, una sconfitta come questa fa molto male, però non posso rimproverare i miei giocatori, che hanno lottato e perso contro una squadra la cui superiorità è arrivata grazie ad un singolo giocatore, Danijel Saric. Ha fatto almeno quattordici parate difficili, e di conseguenza la mia squadra si è innervosita sia in attacco che in difesa, mentre gli avversari erano molto più precisi al tiro. Era uno di quei giorni (dove tutto va storto) ... Finisco parlando di Didier Dinart. Chiedo che la EHF lo proclami 'Giocatore dell'Anno'. Con la nazionale francese e con il Ciudad Real lui ha vinto tutti i titoli possibili, e pure l'impossibile .... Per me, da allenatore, è un piacere lavorare con un atleta che ogni giorno dà il massimo, e quindi mi piacerebbe che la Federazione (internazionale) gli rendesse onore; sarebbe anche il riconoscimento del fatto che gli sforzi difensivi sono importanti quanto un buon lavoro in attacco'.

Didier Dinart
, pivot del Renovalia Ciudad Real: 'Dal punto di vista personale, si è trattato di una partita molto difficile. Danijel Saric è stato bravissimo. Noi abbiamo lottato tutti, ma non siamo riusciti a farcela. Bisogna riconoscere che il Barcellona è stato migliore'.

domenica 29 maggio 2011

EHF Champions League: Barcellona Borges Campione d'Europa!!

La Coppa è del Barça!! Il Barcellona Borges completa un week-end assolutamente storico per la società sportiva catalana, conquistando, di fronte ai diciannovemila della Lanxess Arena, la Champions League di Handball nemmeno 24 ore dopo che la 'sezione' calcistica aveva trionfato a Wembley. Ed in maniera simile, denotando una superiorità abbastanza netta nei confronti dei loro avversari, per quanto pure questi fossero decisamente temibili. Se ieri era toccato al Manchester United di Sir Ferguson, oggi il 'malcapitato di turno' è il potente Renovalia Ciudad Real, che deve abbandonare i sogni di un veloce ritorno sul trono europeo, dove ora svetta la bandiera azulgrana. Per l'ottava volta. La 'Regina di Coppe' ha scritto una nuova pagina della sua storia.

Inizio veloce ed 'elettrico' con botta e risposta a suon di goal e difese piuttosto aggressive (ne fa le spese per primo Chema Rodríguez, il cui naso viene 'battezzato' da un irruento Laszlo Nagy), e con il pivot danese Jesper Nøddesbo a beffare più volte dalla linea la difesa nemica, troppo concentrata sui vari Nagy e Rutenka. Partita comunque equilibrata per una ventina di minuti circa, fino al 7-7, poi il Barcellona produce il primo allungo, grazie soprattutto al suo portierone Daniel Saric, autentica 'saracinesca umana', che oltre a fare il suo dovere tra i pali sin dall'avvio (ferma Jonas Källman lanciato in contropiede, neutralizza un rigore dello specialista Lazarov ecc. ecc...) si inventa addirittura un 'golazo' incredibile dalla propria porta (con la collaborazione di uno spaesato J.J. Hombrados, sostituto, oggi non sempre all'altezza, dell'infortunato Sterbik), mandando in visibilio i fans. NON quelli del Ciudad Real, ovviamente...

Se Abalo - oggi non nella sua migliore versione - e compagni avevano saputo reagire, con Rodríguez in veste di principale trascinatore, ai precedenti allunghi blaugrana, la magia estratta dal cilindro di Saric sposta l'inerzia del match tutta dalla parte del Barcellona. Quattro reti di fila, sigillate da un contrattacco di Cristian Ugalde, spianano la strada alla cavalcata catalana. La 'reazione' del Ciudad Real è affidata al povero García Parrondo, che prima cerca in tutti i modi di spiazzare Saric dai sette metri, ma non ci riesce, e poi, ormai 'ipnotizzato' dal portiere slavo, manda alle stelle un contropiede che avrebbe potuto riaprire i giochi. Si torna negli spogliatoi con la sensazione che i vincitori della Liga abbiano già una mano pure sulla Coppa.

Sensazione confermata nella ripresa: il più quattro (14-10) dell'intervallo cresce, a dispetto dei tentativi di rimonta del Ciudad Real (protagonisti soprattutto il combattivo polacco Mariusz Jurkewicz ed il macedone Lazarov) che però, oltre a trovare di fronte una difesa efficace e brava a metterli in difficoltà (complimenti pure ai vari Sorhaindo e Jernemyr), spesso vedono i loro tiri respinti al mittente dal 'solito' Saric. Che oggi para anche le mosche. E, tanto per non perdere l'abitudine, i contropiedi avversari: la sua nuova vittima è Virán Morros, oggi dalle polveri bagnate come molti suoi compagni. Nessuna sorpresa dunque che, a sette minuti dalla fine, il tabellone segni un eloquente 26-19 per il Barcellona Borges. In parole semplici: GAME OVER. Ma a dir la verità lo era da prima, dal massimo vantaggio già toccato sul 19 a 12 al minuto 39... Il mini-break seguente, che porterà il Ciudad Real sul 18-22 (min. 48) si sarebbe rivelato una mera illusione.

Gli ultimi istanti della partita, con molti degli uomini di Xavi Pascual che hanno ormai tolto il piede dall'acceleratore (Saric però non smette di esibirsi), servono giusto a rendere mano amara, agli uomini di Talant Dushebajev, una pillola comunque amarissima. Jesper Nøddesbo, il 'principe dei sei metri', anch'egli oggi fra i migliori dei suoi (e pensare che qualche tempo fa a Barcellona volevano mandarlo via ...), mette la ciliegina sulla torta con un goal all'ultimo secondo, che fissa il risultato sul 27-24 della sirena. Il cui suono scatena la festa dei vincitori.

Di tutti loro, compreso un visibilmente emozionato Iker Romero, che non poteva ambire ad una chiusura migliore della sua lunga esperienza in Catalogna. Il basco dal tiro devastante andrà al Füchse Berlino (contratto triennale) da campione d'Europa; nemmeno qualche piccolo screzio post-partita con Luc Abalo può cancellare la sua gioia.

Cliccare per ingrandire
Differita dell'incontro questa sera, alle ore 21:30 circa, sul canale televisivo satellitare Eurosport 2.

EHF Champions League: all'Amburgo la finalina per il 3° posto.

Va all'Amburgo la 'medaglia di bronzo' della Final Four di Colonia. Pur privi di un elemento di qualità come Blazenko Lackovic, i neo-campioni di Germania fanno loro il derby della Bundesliga, sconfiggendo il Rhein-Neckar Löwen con il punteggio finale di 33-31 (primo tempo 15-13).

E' stata una partita dall'andamento insolitamente semplice e ripetitivo: partenza-lampo dell'HSV, con un poker di reti consecutive subito a scavare il solco tra sè e gli avversari, e poi il Löwen, trascinato da Uwe Gensheimer, a rincorrere per tre quarti di gara, senza mai riuscire a rientrare, ed arrivando alla pausa sul 13-15 dopo aver cullato per un istante l'illusione di un possibile pareggio. Quando poi, dopo parecchi tentativi falliti, gettando al vento pure alcune superiorità numeriche, i 'Leoni' riescono finalmente ad agguantare la preda (sul 27-27: rigore di Olafur Stefansson, oggi top scorer dei suoi, intorno al 50°) ... se la lasciano di nuovo scappare in un attimo, vanificando in nemmeno un paio di minuti tutto il duro lavoro di 45 minuti.

Tre goal in successione dell'Amburgo chiudono di fatto i giochi, e ad Igor Vori e compagni basta amministrare - con il contributo decisivo del portiere svedese Per Sandström - il vantaggio negli ultimi istanti per portarsi a casa il match, piccola consolazione dopo la grande delusione del giorno prima. Oltre al croato ed allo svedese, nota di merito per Bertrand Gille, in rete una mezza dozzina di volte, e per Stefan Schröder. Bravo anche Torsten Jansen, che raggiunge il traguardo delle 1300 reti con la casacca dell'HSV Hamburg.

Complice l'infortunio di sabato che ha tolto di mezzo Slawomir Szaml, il Löwen recita piuttosto bene il ruolo di 'cenerentola' della manifestazione, perdendo - unica fra le quattro - entrambi gli incontri disputati. Il successo assoluto nella classifica marcatori di Gensheimer, a segno 116 volte in tutto, offre in realtà qualche motivo per sorridere ai tifosi della squadra tedesca, sui quali però gravano fitte nubi all'orizzonte: il boss della squadra, Jesper Nielsen, potrebbe infatti trasferire i migliori giocatori, tra cui la 24enne ala destra della nazionale tedesca, da Mannheim a Copenaghen, ovvero dal RNL al suo altro 'giocattolo', l'AG København, squadra per cui il magnate danese nutre grosse ambizioni.

** HSV Hamburg - Rhein-Neckar Löwen 33-31 (15-13)
HSV Hamburg: Bitter, Sandström; Bertrand Gille (6), Schröder (5), Igor Vori (5), Krzystof Lijewski (4), Jansen (3), Hens (3), Duvnjak (2), Guillaume Gille (2), Kraus (2, 2 rig.), Marcin Lijewski (1), Flohr, Lindberg, Lackovic, Schliedermann.
Rhein-Neckar Löwen: Fritz, Rominger (n.e.); Stefansson (7, 3 rig.), Sesum (5), Myrhol (5), Tkaczyk (3), Gensheimer (3, 2 rig.), Bielecki (2), Sigurdsson (2), Cupic (2), Müller (1), Groetzki (1), Schmid, Roggisch, Gunnarsson, Lund.

Parziali (ogni cinque minuti): 0-4, 3-6, 6-9, 7-11, 10-14, 13-15 (fine p.t.); 13-15, 15-17, 18-20, 21-23, 27-27, 28-30, 31-33 (fine incontro).

EHF Champion League: i link per scaricare le semifinali.

Dal forum spagnolo di Rojadirecta, i link Mega.upload per scaricare le due semifinali di EHF Champions League maschile giocate alla Lanxess Arena di Colonia il giorno Sabato 28 Maggio 2011. Cliccare sui link sotto.

ATTENZIONE: I link, o quantomeno alcuni di essi, potrebbero risultare temporaneamente indisponibili. Nel qual caso, riprovare in seguito ...

** Rhein-Neckar Löwen - F.C. Barcelona Borges
1ª parte (619 MB):
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2ª parte (584 MB):
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** Renovalia Ciudad Real - HSV Hamburg
1ª parte (667 MB):
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2ª parte (687 MB):
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sabato 28 maggio 2011

EHF Champions League Maschile: Finale 'all Iberian'. Passa anche il Ciudad Real ...

Aufwiedersehen Deutschland. A Colonia sarà finale 'Tutta Asobal'. I ventimila o quasi tedeschi della Lanxess Arena si troveranno costretti a vedere Barcellona Borges e Renovalia Ciudad Real contendersi lo scettro europeo. Dopo il successo dei catalani sul RNL, è infatti toccato agli eroi della Mancia, giustizieri dell'Amburgo nella seconda semifinale. Kiril 're dei sette metri' Lazarov (ottimo, come pure Luc Abalo e J.J. Hombrados; quest'ultimo subentrato a Sterbik, infortunatosi dopo pochi minuti di gara) e compagni hanno infatti prevalso per 28-23 al termine di una sfida iniziata male, con l'HSV che prova subito la fuga, ma raddrizzata velocemente.

Il 12-10 per gli spagnoli all'intervallo, frutto in particolare della solita grande difesa 'DOC' degli uomini di Duishebajev, delle parate di Hombrados con relativi contropiedi vincenti, e che poteva essere ancor più ampio senza le troppe palle perse dagli iberici, cresce fino al più sei (19-13) in un frenetico inizio di ripresa (introdotto da tre gol tutti di un fiato nei primi quaranta secondi ...); ma l'Amburgo non molla e, tirando fuori tutto il suo orgoglio, tra numeri di Johannes Bitter fra i pali e una fase difensiva adesso più efficace, torna sotto fino al 22-20. Alla squadra di coach Schwalb manca però l'ultimo spunto necessario a completare la rimonta.

Sono invece gli spagnoli a produrre l'accelerazione finale che, con un poker di reti consecutive, taglia le gambe agli avversari - con l'aiuto di un'avventata decisione dell'allenatore tedesco che, tradito dalle smanie di rimonta, toglie senza alcuna necessità Bitter dai pali e lascia la porta sguarnita; Abalo ringrazia e insacca - e di fatto 'esporta' il 'Clásico' spagnolo sul più grande palcoscenico internazionale. Per l'Amburgo arriva invece l'ennesima bocciatura a livello Champions, ancor più bruciante in quanto il trionfo nel campionato tedesco aveva illuso molti che questo fosse per loro l'anno buono in tutto e per tutto. Non avevano fatto i conti con la beffa del destino, che ha messo sulla loro strada, per l'ennesima volta, la 'bestia nera' Ciudad Real. Amburghesi eliminati dai 'manchegos' per la quarta di fila ... L'incubo continua.

** Ciudad Real - Amburgo 28-23 (12-10)
Renovalia Ciudad Real: Sterbik, Hombrados; Kallman (4), Viran Morros (1), Dinart (0), Davis (0), Abalo (5), Chema Rodríguez (1), Alberto Entrerríos (6), García Parrondo (2), Julen Aginagalde (0), Isaías Guardiola (1), Shevelev (0), Jurkiewicz (1), Lazarov (5, 4 rig.), Joan Cañellas (2).
HSV Hamburg: Bitter, Sandström; Vori (2), Guillaume Gille (1), Lindberg (5, 3 rig.), Krzysztof Lijewski (2), Duvnjak (2), Marcin Lijewski (0), Stefan Schröder (5), Torsten Jansen (1), Blazenko Lackovic (1), Matthias Flohr (0), Kraus (0), Bertrand Gille (0), Pascal Hens (4).

Arbitri:
Martín Gjeding, Mads Hansen (Danimarca).
2 Minuti: Abalo, Aginagalde (Ciudad Real) Vori, Jansen, Hens (HSV Hamburg).

Utim'ora: EHF Champions League. Leoni domati, il Barça è la prima finalista

Il Barcellona Borges è la prima finalista della Champions League maschile di pallamano 2010/11. Vincendo la resistenza di un Rhein Neckar Löwen molto coriaceo, i catalani si impongono con lo score finale di 30-28 al termine di una sfida intensissima e piena di emozioni, in cui ciascuna delle due squadre ha ribattuto colpo su colpo all'avversario. Partenza decisamente migliore per il Barça, trascinato da Juanin Garcia, mentre i tedeschi, che soffrono l'intensità difensiva avversaria, trovano la via del goal appena tre volte in un quarto d'ora. I blaugrana però non riescono a chiudere il match in anticipo, complice l'aggressività in difesa di Oliver Roggisch (tanto per cambiare, finito due volte sulla panca dei cattivi ...) e compagni e le parate di Szmal, e così gli uomini di Gudmundsson ne approfittano per rimontare, e tornare negli spogliatoi in perfetta parità (12-12 alla pausa).

Il Löwen ha addirittura più di qualche opportunità di passare in vantaggio a inizio ripresa, e dopo averne sprecata qualcuna riesce finalmente a mettere la testa avanti sul 16-15. Ma il Barça non si lascia intimidire, e ribalta immediatamente il risultato grazie ad un paio di contropiedi vincenti, resistendo successivamente ad una doppia inferiorità numerica. La lotta punto a punto continua fino al 20-20, poi emerge la maggior qualità degli uomini di Xavi Pascual, bravi a piazzare un 5-0, favorito dall'infortunio del portiere rivale Slawomir Szmal, e che di fatto spalanca le porte della finale. 'Icona' del loro ottimo momento è il rigore parato a Gensheimer dal giovane Gonzalo Perez de Vargas, la cui prodezza risulta complementare all'ottima prova di Danijel Saric tra i pali azulgrana. Assolutamente degno di nota è stato anche il contributo di Marco Antonio 'l'Italiano' Oneto; il pivot cileno con passaporto del nostro paese è risultato infatti decisivo in più di una occasione.

Dall'altro lato del campo però la grinta sfoggiata dai Leoni, che tengono fede al loro (sopran)nome per tutti i sessanta minuti, mantiene la sfida ancora aperta. Il RNL riesce però solo a ridurre lo scarto; Nagy e soci sono troppo bravi ed esperti per lasciarsi beffare, e conducono in porto una vittoria sofferta ma meritata. Il Barça ora attende la vincente della grande sfida tra Amburgo e Ciudad Real (fischio d'inizio alle 18:00). Con una certezza: neanche quest'anno la Lanxess Arena ospiterà un derby tedesco in finale.

** F.C Barcelona - Rhein Neckar Löwen 30-28 (12-12)
F.C. Barcelona Borges: Saric, Gonzalo Pérez de Vargas; Víctor Tomás (4), Nagy (2), Noddesbo (1), Raúl Entrerríos (3), Rutenka (5), Juanín García (5), Sarmiento (1), Jernemyr (0), Sorhaindo (1), Rocas (2, 2 rig.), Ugalde (2), Igropulo (1), Oneto (3).
Rhein Neckar Löwen: Szmal, Fritz; Cupic (4), Stefansson (4), Myrhol (2), Roggisch (0), Tkaczyk (2), Gensheimer (7, 2 rig.), Bielecki (3), Sesum (3), Schmid (1), Goetzki (1), Muller (1).

Arbitri: Nenad Krstic, Peter Ljubic (Slovenia).
2 minuti: Jernemyr (min. 23 e 41), Nagy (min. 40), Oneto (min. 54), Myrhol (min. 12), Roggisch (min. 27 e 36), Tkaczky (min. 55).

Champions League maschile: oggi parte la Final Four!

Parte fra poco, nella maestosa cornice della Lanxess Arena di Colonia, che ospita l'evento per il secondo anno consecutivo, la due giorni che assegnerà il titolo di campione europeo maschile di pallamano 2011. Tra oggi e domani sapremo chi salirà sul trono lasciato vacante del THW Kiel. Quattro le candidate, tutte di qualità, equamente suddivise tra i due campionati migliori del mondo.

Le prime ad andare in scena saranno, alle 15:15, Rhein-Neckar Löwen e Barcellona Borges. I tedeschi sono forse la meno temibile tra le protagoniste della Final Four, e vengono da un momento non proprio esaltante (vedasi la deludente prestazione nella Coppa di Germania) ma coach Gudmundur Gudmundsson può fare affidamento su una quantità di fuoriclasse (Uwe Gensheimer, Karol Bielecki; Bjarte Myrhol, il portiere Szmal, solo per citarne alcuni) tale da rendere i 'Leoni' in grado di sgambettare chiunque. Come peraltro già dimostrato alcuni mesi or sono nella fase a gruppi, quando espugnarono il Palau Blaugrana, e poi resistettero alle brame di vendetta catalane nel match di ritorno, conclusosi in parità.

Il Barcellona è uscito indenne da tutti i match disputati in terra tedesca nell'attuale stagione, con pure una dimostrazione di potenza offerta a Kiel, ma che conservano un amaro ricordo della finale dello scorso anno, sempre alla Lanxess Arena. Il loro ritorno sul luogo del delitto sarà certamente accompagnato da una forte sete di rivincita. Xavi Pascual, che per quanto i suoi uomini possano risultare favoriti non si fida dei rivali, dovrà fare i conti con un'assenza di peso, quella dell'infortunato portiere Johan Sjöstrand, rimpiazzato dal giovane Gonzalo Pérez de Vargas, promettente ma forse ancora troppo acerbo per un appuntamento del genere.

Alle 18:00 in punto tocca alle altre due semifinaliste, dai nomi prestigiosi e dal roster altrettanto notevole. Amburgo e Renovalia Ciudad Real si daranno battaglia in una sfida che si preannuncia intensa e combattutissima, con le difese, punto forte di entrambi gli schieramenti, probabilmente a dettar legge.

I 'padroni di casa', assenti lo scorso anno proprio come il RNL, sono riusciti ad interrompere il lungo regno del Kiel nel campionato tedesco, e adesso puntano a rifarsi della passate delusioni anche in ambito europeo. Anche in questo caso abbiamo a che fare con una squadra i cui grandi nomi (Blazenko Lackovic, Igor Vori, Domagoj Duvnjak, Hans Lindberg, i fratelli Gille, i fratelli Lijewski) non hanno bisogno di presentazione, e lo stesso dicasi per l'allenatore Martin Schwalb. Oltre all'innegabile qualità l'HSV Hamburg potrà in qualche modo contare sul 'fattore campo', con numerosi fan al seguito, e sulla grande voglia di rivalsa nei confronti degli spagnoli, che hanno infranto i sogni di gloria dei 'galletti' amburghesi per ben tre volte negli ultimi anni (2006, 2009 e 2010).

I tedeschi non troveranno però, dall'altra parte, una 'vittima sacrificale', ma piuttosto una delle squadre più forti di tutti i tempi: il Ciudad Real vincitore di due delle ultime tre edizioni del trofeo, e certamente ansioso di tornare sul tetto d'Europa dopo la 'parentesi' 2010. I ragazzi di Talant Dushebajev vengono anche da una Liga poco soddisfacente, in cui si sono dovuti inchinare al Barcellona, e la pur ottima vittoria nella coppa nazionale non è sufficiente per una squadra di tale lignaggio: solo un trionfo in Champions, o quantomeno la conquista della finale, salverebbe la stagione dei 'manchegos'. Che arrivano alla sfida con l'Amburgo da (leggermente) sfavoriti, ma con il loro parco-giocatori sono perfettamente in grado di ribaltare i pronostici e continuare la serie positiva a spese dei loro rivali odierni.

Diretta web sul portale EHFTV.com e televisiva sul canale satellitare Eurosport tedesco (satellite Astra 19:2° Est). Per chi ha scaricato il programma Sopcast, diretta con commento il lingua romena sul canale Digisport. Anche la televisione svizzera Schweizer Sport Fernsehen (www.schweizersportfernsehen.ch/) dovrebbe offrire il live streaming sul suo portale.

Differita degli incontri (con commento in Italiano?) questa sera – probabilmente a partire dalle 21 – su Eurosport 2.

sabato 7 maggio 2011

EHF Champions League Uomini - Final Four 2011: orari definitivi

La European Handball Federation ha finalmente comunicato, sul sito internet dedicato all'evento, gli orari definitivi delle due partite di semifinale della Final Four di Champions League maschile, in programma alla Lanxess Arena di Colonia, Germania, sabato 28 Maggio.

Ecco il programma completo della manifestazione, inclusi gli orari delle due finali previste per il giorno successivo.


Semifinale # 1 - Sabato 28 Maggio 2011 - h. 15.15

Rhein-Neckar Löwen (GER) - F.C. Barcelona Borges (SPA)

Semifinale # 2 - Sabato 28 Maggio 2011 - h. 18.00
Renovalia Ciudad Real (SPA) -. HSV Hamburg (GER)

Finale 3°-4° Posto - Domenica 29 Maggio 2011 - h. 15.15
Perdente Semifinale # 1 - Perdente Semifinale # 2

Finale 1°-2° Posto - Domenica 29 Maggio 2011 - h. 18.00
Vincente Semifinale # 1 - Vincente Semifinale # 2

lunedì 2 maggio 2011

EHF Champions League: effettuati i sorteggi delle semifinali

Sono stati effettuari questo pomeriggio i sorteggi delle semifinali della Final Four di Champions League maschile 2011, in programma alla Lanxess Arena di Colonia, Germania, sabato 28 Maggio, una alle 15:15 l'altra alle ore 18:00; con la finalissima tra le due squadre vincitrici il giorno seguente.

Ecco i risultati:

** Rhein Neckar Löwen (GER) - FC Barcelona Borges (SPA)

** Renovalia Ciudad Real (SPA) - HSV Hamburg (GER).

Niente derby nazionali in semifinale dunque, ma rimane la possibilità di vederne uno nella finale di Domenica 29.

EHF Champions League: Barcellona, Ciudad Real, Amburgo ed RNL alla Final Four!!

Due squadre delle Bundesliga, due dell'Asobal. La grande sfida di fine Maggio alla Lanxess Arena partirà con un sostanziale equilibrio tra i maggiori campionati del mondo. Senza i detentori del trofeo, però. Niente festeggiamenti per Thierry Omeyer in mezzo ai giocatori del Barça questa volta. Anzi, il portiere francese, grande protagonista della vittoria tedesca nella finalissima dello scorso anno, con polemica esultanza a fine partita annessa, è stato tra i principali responsabili dell'eliminazione dei suoi, avvenuta ieri pomeriggio per mano dei blaugrana.

Una difesa colabrodo del THW Kiel nella prima parte di gara, ma anche e soprattutto un portiere lontanissimo dai suoi migliori momenti, hanno spianato la strada al successo di un Barcellona Borges che, al contrario, ha beneficiato delle parate di un Danijel Saric bravissimo a sfoggiare nuovamente il proprio talento. E ad aiutare i suoi a battere i grandi rivali per la terza volta in questa stagione (l'altra sfida, nella fase a gironi, era terminata in parità).

Dopo la vittoria di misura (27-25) catalana all'andata ci si aspettava una battaglia campale alla Sparkasse Arena. Così è stato solo per il primo quarto d'ora o giù di lì, fino al 6-5 che faceva sperare i tifosi delle 'zebre'. Gelati però subito dopo dagli errori in attacco dei loro atleti, dalle parate di Saric e dal modo in cui il Barcellona, con il pivot Jesper Noddesbo in testa, puniva gli avversari, rendendone vana la difesa 6-0. Un primo break porta gli uomini di Xavi Pascual sul 9-6, ed il vantaggio vola ancora più alto: sino al 18-12 del 26°. Lo score dell'intervallo (15-19) lascia pochissime speranze ai tedeschi, ma l'inizio ripresa di un grandissimo Siarhei Rutenka (a segno otto volte) e dei suoi compagni, che piazzano subito un micidiale 4-0, le cancella del tutto.

La sostituzione dell'abulico Omeyer con Andreas Palicka porta ad un'iniezione di euforia tra i giocatori tedeschi: il portiere si fa subito notare per alcune grandissime parate, ed il Kiel torna a meno cinque (20-25). Ma è un fuoco di paglia, utile casomai solo a far aumentare i rimpianti per non aver effettuato la sostituzione prima. Esaurito il momento magico dell'estremo difensore svedese, il Barcellona torna a colpire, e ritrova il più otto (31-23 per loro). I catalani hanno ormai il biglietto per Colonia tra le mani, e staccano il piede dall'acceleratore. La mini-rimonta finale del Kiel, che porterà sino al 33-36 della sirena, serve però solo a rendere la pillola meno amara, e ad aumentare il bottino personale di Marcus Ahlm e Filip Jicha. I Re d'Europa del 2010 hanno ufficialmente abdicato, e dopo quanto visto ieri sera, c'è già chi pensa che a sostituirli sul trono sarà proprio chi li ha battuti.

THW Kiel - F.C. Barcelona 33-36 (15-17) (andata 25-27)
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Sprenger (3), Zeitz (2), Ahlm (8), Jicha (6, 1 rig.), Ilic (8), Lundström (-), Palmarsson (-), Klein (3), Kubes (-), Andersson (2), Jerome Fernandez (1)
F.C. Barcelona Borges: Saric; Víctor Tomás (3), Nagy (4), Noddesbo (5), Jernemyr (-), Raúl Entrerríos (2), Juanín (4), Rutenka (8), Oneto (-), Igropulo (-), Sorhaindo (1), Sarmiento (3), Rocas (4, 3 rig.) y Ugalde (2)

Quella del Primo Maggio non è stata l'unica grande impresa del ritorno dei quarti. Sabato era toccato al Rhein Neckar Löwen, capace di espugnare il campo di Montpellier per 35-26, ribaltando il meno due (27-29) casalingo dell'andata, e lasciando fuori dalla finale a quattro proprio Karabatic e compagni, fermatisi all'ultima tappa prima di Colonia per il secondo anno consecutivo. In realtà le cose sembravano andare per il verso giusto per i francesi nel primo tempo, conclusosi sul 17-15 con i transalpini sempre al comando, grazie in particolare ad un prolifico Mladen Bojinovic. Ma non avevano fatto i conti con il 'fattore S': ovvero Slawomir Szmal. Prima di tornare in patria nelle fila del Kielce, il portierone polacco regala ai Leoni di Germania una prestazione da incorniciare nella ripresa, che aiuta in maniera fondamentale i tedeschi a staccare il biglietto per la Final Four.

Il Montpellier riesce ad andare a segno appena nove volte in un secondo tempo che già inizia sotto il peggiori auspici per loro: RNL subito avanti sul 18-17, e poi in grado di ribaltare anche il parziale dell'intera eliminatoria portandosi sul 24-21. Con il solo Karabatic (Nikola) a non gettare la spugna, e Vid Kavticnik in campo in non ottime condizioni, resistere all'avanzata dei cavalieri teutonici, trascinati in attacco dal solito Uwe Gensheimer (il capocannoniere di Champions terminerà l'incontro in doppia cifra) diventa impresa impossibile per i francesi che, totalmente incapaci di reagire, vedono il loro svantaggio lievitare sino sul 23-28 e poi all'umiliante score finale di 26-35. Un crollo tanto clamoroso quanto (forse) inaspettato, che fa felici i tedeschi e al tempo stesso priva ancora la Final Four di Nikola Karabatic, beffato in maniera simile a quanto successo nella finale di Champions alcuni anni fa, quando il suo Kiel vinse a Ciudad Real proprio per 29-27, ma perse partita e titolo fra le mura amiche al ritorno.

Montpellier - Rhein-Neckar Löwen 26-35 (17-15) (andata 29-27)
Montpellier Agglomeration HB: Stochl, Robin; Nikola Karabatić (6), Bojinović (6, 2 rig.), Accambray (5), Dipanda, Guigou (5), Luka Karabatić, Salou (3), Markez (n.e.), Honrubia, Hammed, Grebille (n.e.), Hmam, Kavticnik (1), Joli.
Rhein-Neckar Löwen: Szmal, Fritz (n.e.); Rominger (n.e.), Stefánsson (1), Šešum (6), Tkaczyk (4), Čupić (7), Gensheimer (10, 3 rig.), Gunnarsson (3), Schmid, Roggisch, Bielecki (3), Sigurdsson (1), Rigterink (n.e.), Groetzki (n.e.), Lund (n.e.).


Tante emozioni e sorprendenti trionfi esterni a Kiel e Montpellier. Poco da dire invece sulle due altre sfide. Sabato pomeriggio l'Amburgo certifica il suo passaggio alla Final Four, scontato dopo il +14 dell'andata, impattando nella tana del Chekhovskie Medvedi. A dir la verità non si è trattato di una passeggiata per i tedeschi, presi allo sprovvisto dalla partenza-lampo degli avversari, con punteggi (9-3 e poi 15-7) che, nel primo tempo, rischiavano di far traballare le germaniche certezze. Ma a cavallo tra i due tempi l'HSV rimette le cose a posto, prima tornando negli spogliatoi sotto di 'appena' cinque reti (14-19), e poi cominciando la ripresa nel verso giusto. Chiusa la porta ad ogni flebile speranza di qualificazione russa i tedeschi, trascinati da un ottimo Domagoj Duvnjak, si possono dedicare anche alla vittoria nel match.

Prima di tutto eguagliando lo score (28-28) intorno a metà ripresa, poi addirittura mettendo il naso avanti (32-31 e 35-33). Il Medvedi non ci sta e, grazie alle reti di Siarhei Harbok e Dmitry Kovalev, riesce quantomeno ad evitare una sconfitta immeritata, chiudendo il match sul 37-37. Lo scorso anno i russi conquistarono, unica squadra dell'Est, la partecipazione alla Final Four mentre l'Amburgo si fermò alle porte di Colonia; quest'anno le parti si sono invertite, e potete star certi che la truppa di Martin Schwalb andrà all'atto finale della Champions con intenzioni piuttosto serie.

Chekhovskie Medvedi - Amburgo 37-37 (19-14) (andata 24-38)
Chekhovskie Medvedi: Grams, Budkov; Harbok 8, Kovalev 8 (4 rig.), Shelmenko 5, Chernoivanov 4, Chipurin 4, Filippov 4, Dibirov 2, Starykh 2, Rastvortsev, Ivanov, Aslanyan n.e., Skopintsev n.e., Zotov n.e., Shishkarev n.e.
HSV Hamburg: Bitter, Sandström; Duvnjak 7, Hens 6, Vori 5, Lindberg 5 (2 rig.), K. Lijewski 5, Schröder 4, Flohr 2, Lackovic 1, Jansen 1, Schliedermann 1, B. Gille, G. Gille

Alla Lanxess Arena troveranno pure il Ciudad Real. Battuti in casa dal Flensburg per 22-21, gli spagnoli hanno perso ieri l'imbattibilità interna che durava da circa tre anni, ma nessuno alla Quijote Arena sembrava particolarmente afflitto. Il grande successo dell'andata (38-24) in terra di Germania era una perfetta assicurazione sulla Final Four. Tedeschi rimaneggiati, ma combattivi, tanto da piazzare un break di partenza, e chiudere la prima parte sul 13-9 dopo essere stati avanti di cinque lunghezze (11-6) quattro minuti prima. Troppo poco per sperare in una fantascientifica qualificazione, abbastanza per credere in una uscita di scene onorevole e vittoriosa.

Che gli uomini di Ljubo Vranjes fossero decisi a portare a casa il trionfo parziale lo si è notato pure dalla loro reazione al 5-0 che, al ritorno in campo, ha portato avanti gli iberici, il cui miglior realizzatore è stato, guarda caso, Kiril Lazarov. Il match si è quindi trasformato in una sfida punto a punto, con i tedeschi di nuovo in vantaggio (15-17), ma Viran Morros a ribaltare la situazione (21-20) ad un giro e mezzo di orologio dalla conclusione. Lasse Boesen impatta a mezzo minuto dalla fine, il palo nega il goal ad Alberto Entrerríos, ed il terzino destro svedese Tobias Karlsson regala la vittoria ai suoi a fil di sirena.

Ciudad Real - SG Flensburg 21-22 (9-13) (andata 38-24)
Renovalia Ciudad Real: Sterbik, Hombrados, Antonio Carreño; Kallman (4), Abaló (1), Cañellas (2), Alberto Entrerríos (1), Viran Morros (3), Dinart (-), Isaías Guardiola (-), Juanjo Fernández (-), Julen Aginagalde (1), David Davis (1), Shevelev (-), Lazarov (7, 1 rig.) y Jurkiewicz (1).
SG Flensburg-Handewitt: Rasmussen, Weidner (ps); Karlsson (1), Eggert (3, 1 rig.), Fahlgren (3), Mogensen (4), Mocsai (-), Heinl (3), Szilagyi (3), Boesen (4), Knudsen (1).

Il sorteggio che deciderà gli accoppiamenti della Final Four è fissato per le ore 15:00 di Lunedì 2 Maggio.

sabato 23 aprile 2011

EHF Champions League Uomini: Amburgo vicinissimo alla Final Four.

Dopo il Ciudad Real, anche l'Amburgo prenota un posto al banchetto della Lanxess Arena. I tedeschi strapazzano il malcapitato Chekhovskie Medvedi (38-24 lo score finale) e, per quanto il loro allenatore Martin Schwalb si sforzi di predicare prudenza nelle interviste post-match, ipotecano la qualificazione alla Final Four di Maggio.

Passato lo scambio di reti iniziale, unici momenti nei quali i russi paiono tener testa agli avversari, l'HSV spinge sull'acceleratore ed apre un primo, significativo varco fra sè ed i rivali. Trascinati in particolare da Krzysztof Lijewski, Stefan Schröder e Hans Lindbergh, gli uomini di Schwalb rendono inutile il time-out chiesto da Vladimir Maximov, e si portano sul 15-8 al minuto 21. Il Chekhov, tenuto a galla soprattutto dai terzini, reagisce e quantomeno riporta il gap al meno cinque (20-15 per i padroni di casa) dell'intervallo.

Amburgo incontenibile in fase offensiva nel primo tempo, seppur con qualche problemino in difesa. Ma a Schwalb è sufficiente stringere le maglie e cambiare portiere (fuori Johannes Bitter, dentro Per Sandström), ed ecco una seconda parte quasi perfetta. Compresi tre decisivi rigori parati agli avversari, che permettono ai tedeschi di raggiungere il massimo vantaggio (26-18) al minuto 42.

Nell'ultimo quarto del match, il divario continua a crescere, a dispetto di qualche buon intervento del portiere russo Oleg Grams e di un nuovo time-out voluto da Maximov: si passa al 29-20, e poi al 33-23 segnato dal tabellone ai cinque dalla fine. La 'via crucis'del Chekhovskie prosegue fino alla sirena, con Lijewski (7 reti) e Pascal Hens (6) che terminano alla grande il loro lavoro, e con un goal all'ultimo secondo a sigillare la partita e, di fatto, l'intera eliminatoria. La 'seconda volta' a Colonia è ormai una chimera per i russi, mentre i tifosi amburghesi possono già prenotare il viaggio in Renania-Vestfalia.

** HSV Hamburg - Chekhovskie Medvedi 38-24 (20-15)
HSV Hamburg: Bitter, Sandström; Krysztof Lijewski 7, Hens 6, Schröder 5, Lindberg 5 (5 rig.), Vori 4, Duvnjak 3, Flohr 3, B. Gille 3, Lackovic 2, Jansen, G. Gille
Chekhovskie Medvedi: Grams, Budkov; Filippov 4 (2 rig.), Chernoivanov 3, Harbok 3, Ivanov 3, Kovalev 2, Chipurin 2, Shelmenko 2, Aslanyan 1 (1 rig.), Rastvortsev 1, Shishkarev 1, Dibirov 1, Starykh 1

Rigori: 5/6 – 3/6
Penalità: HSV Hamburg 4 (Jansen 2, Vori, Duvnjak) Chekhovskie Medvedi 5 (Rastvortsev, Chernoivanov, Shelmenko, Harbok, Dibirov)
Arbitri: Csaba Kékes / Pal Kékes (Ung)
Parziali: 1:0 (1.), 1:2 (4.), 2:2 (5.), 3:3 (8.), 7:3 (11.), 7:4 (12.), 8:5 (14.), 10:5 (15.), 10:6 (16.), 12:8 (19.), 15:8 (21.), 15:9 (21.), 17:9 (23.), 17:10 (23.), 18:11 (25.), 18:13 (27.), 20:13 (29.), 20:15 (30.) – 20:16 (31.), 21:16 (32.), 21:17 (33.), 22:17 (34.), 22:18 (34.), 26:18 (42.), 26:19 (44.), 27:19 (45.), 27:20 (46.), 29:20 (49.), 29:22 (51.), 30:22 (52.), 30:23 (53.), 36:23 (59.), 36:24 (59.), 38:24 (60.)

lunedì 7 giugno 2010

Women's Regional Handball League: Buducnost Campione!


Successo casalingo del Buducnost Podgorica nella Final Four della Women's Regional Handball League - in pratica un campionato 'panbalcanico' con l'aggiunta dell'Hypo austriaco - svoltasi nel fine settimana in Montenegro. Le padrone di casa hanno infatti battuto il Krim Lubiana in semifinale e sconfitto 'allo sprint' l'Hypo Niederösterreich della macchina da goal brasiliana Alex Do Nascimento nella finalissima. Una vittoria di prestigio che sigilla un grande finale di stagione per la squadra balcanica, a segno pure in Coppa delle Coppe giusto alcune settimane fa. Grazie soprattutto alle reti di Andrea Penezić ed alle parate di Ivana Jelčić, le croate del Podravka Vegeta Koprivinica portano invece a casa il bronzo, ed i relativi seimila euro, in virtù del 36-32 rifilato al Krim nella 'finale di consolazione'.

Semifinale #1
** Podravka Vegeta Koprivinica - Hypo Niederösterreich 26-36 (13-18)

Podravka Vegeta: Zderic, Jelcic, Covic, Vukojevic, Koznjak, Pongrac, Vidak, Petkovic 6 (1 rig.), Pavic, Zebic 5, Gace 4, Poljak, Seric, Pasicnik 3, Tatari 3, Penezic 5
Hypo Niederösterreich: Pedersen, Sanko, Do Nascimento 13 (5 rig.), Piedade 7, Kirsner 7, Lerant 2, Oh 2, Limal 3, Grausenburger, Cararo, Rotis-Nagy 2

Semifinale #2
** Buducnost T-Mobile Podogorica - Krim Mercator Lubiana 32-28 (14-12)

Buducnost Podogrica: Vukcevic, Barjaktarovic, Knezovic, Miljanic 2, Radicevic 3, Djokic 4, Jovanovic 5 (2 rig.), Radovic 2, Pecevska 2, Kindl, Horvat, Bulatovic 9 (4 rig.), Mehmedovic 3, Lazovic 2, Zamoranski, Markovic
Krim Lubiana: Grubisic, Stefanisin, Mihajlovic, Gros 2 (1 rig.), Vergeljuk 4, Naglic, Vidic, Bodnjeva 6, Koren 1, Jankovic 2 (1 rig.), Cvijic 3, Zrnec 3, Lekic 6 (1 rig.), De Souza 1.

Finale 3°/4° Posto
** Podravka Vegeta Koprivinica - Krim Mercator Lubiana 36-32 (18-15)

Podravka Vegeta: Jelcic, Zderic 1, Penezic 12 (4 rig.), Zebic 6, Gace 6, Tatari 5, Seric 2, Pasicnik 2, Koznjak 2, Petkovic 1, Covic, Vukojevic, Pongrac, Vidak, Pavic, Poljak
Krim Lubiana: Stefanisin, Grubišic 3, Lekic 7 (1 rig.), Bodnieva 5, Gros 4 (3 rig.), Zrnec 4, De Souza 3, Vergeljuk 3, Cvic 2 (1 rig.), Jankovic 1, Mihajlovic, Naglic, Vidic, Koren

FINALISSIMA
** Buducnost T-Mobile Podgorica - Hypo Niederösterreich 30-29 (19-15)

Buducnost Podgorica: Vukcevic, Knezovic, Barjaktarovic, Bulatovic 9 (5 rig.), Jovanovic 4 (1 rig.), Radovic 4, Mehmedovic 4, Radicevic 4, Miljanic 3, Dokic 2, Pecevska, Kindl, Markovic, Lazovic, Szamoransky
Hypo Niederösterreich: Pedersen, Sanko, Do Nascimiento 7 (4 rig.), Limal 7, Piedade 5, Carraro 3, Kirsner 3, Rotis-Nagy 2, Oh 2, Lerant, Grausenburger
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lunedì 31 maggio 2010

Champions League. 'Tiro incrociato' sul 'galletto' Omeyer.

La quasi-rissa scatenata al termine della finale dall'atteggiamento provocatorio dell'istrionico fuoriclasse francese ha fatto perdere la pazienza perfino a David Barrufet. E pure coach Gislasson stigmatizza l'accaduto.

Che Thierry 'Titi' Omeyer, estremo difensore del THW Kiel e della nazionale francese pigliatutto, sia un grandissimo portiere è cosa risaputa, e nella finalissima di Champions League appena trascorsa ne ha fornito ulteriore dimostrazione, dapprima evitando con le sue prodezze il crollo definitivo della squadra tedesca nei lunghi momenti di difficoltà, poi contribuendo in maniera decisiva alla rimonta che ha fruttato loro la conquista del trofeo.

'Titi' ha avuto i primi scambi di convenevoli con Rutenka,
un altro che se c'è da riscaldare l'ambiente non si tira mai indietro ...

Nemmeno i suoi atteggiamenti poco simpatici (eufemismo) sono però una novità, dalle esultanze plateali e 'sboronesche' che si concede dopo molte (buone) parate a sguardi ed atteggiamenti provocatori nei confronti negli avversari, di cui ha per esempio fatto sfoggio anche nel primo tempo del match contro il Barcellona, quando, ritardando in modo plateale una rimessa avversaria, lanciava occhiatacce di sfida all'indirizzo Victor Tomas. O nelle ripetute reazioni 'non molto composte' (eufemismo) ai fischi arbitrali contrari.

Poi ha avuto qualcosa da dire con Victor Tomas

Tutto parte del gioco, per carità, anche perché in questo sport - come in tanti altri - forse contano più l'efficacia ed il numero di trofei vinti che la classe (non) dimostrata sul campo. Ieri sera, però, al termine del grande happening di Colonia, il buon (??) Titi è andato un po' sopra le righe. Mentre i suoi compagni giustamente festeggiavano il ritorno del THW sul tetto d'Europa, il nostro non ha trovato niente di meglio da fare che precipitarsi verso gli avversari e continuare a provocarli, scatenando una reazione che rischiava di rovinare un fine settimana di grandissima pallamano con una maxi-rissa finale. Per fortuna non si è arrivati a tanto.


Almeno sul campo, perché nei forum spagnoli era tutto un florilegio di 'simpatici commenti' dedicati ad Omeyer da tifosi del Barcellona, ma anche del Ciudad Real e di altre squadre. Se reazioni 'a caldo' del genere da parte di tifosi non sorprendono più di tanto, il vero 'termometro' della portata degli atteggiamenti del francese sta nelle parole di David Barrufet, persona misurata, allergica ad eccessi e guasconate, che in due decenni di onorata carriera si è guadagnato stima e rispetto da parte di amici e - in modo ancor più significativo - avversari (non era raro vedere persino tifosi confessi di Real Madrid e / o Balonmano Ciudad Real rendere omaggio al portiere catalano, tanto in passato come negli ultimi tempi).

E si è infine reso protagonista di un agitato dopo-partita.
Ecco il 'galletto' circondato da minacciose maglie blaugrana

Ieri sera la carriera di Barrufet è terminata ... cercando di impartire lezioni di classe al suo collega, di spiegargli, al termine della 'scampata rissa', come certi atteggiamenti ... non s'hanno proprio da fare. La polemica è continuata nel dopo-partita, dove il portiere blaugrana ha dichiarato che Omeyer 'oggi ci ha mostrato un lato di lui che non conoscevamo. E' un grande portiere, ma anche uno tra i giocatori più anti-sportivi che abbia conosciuto durante tutta la mia carriera. Questa sera ha vinto la Champions League, ma ha perso il nostro rispetto come uomo di sport'. E rincarando la dose 'Ci ha provocato per tutto l'incontro, e questo lo posso capire. Non capisco invece i suoi gesti alla fine della partita. E' venuto di corsa verso di noi provocandoci di continuo, per cui molti miei compagni sono 'andati a cercarlo'. E' stato vergognoso. Quando abbiamo parlato successivamente, mi ha detto ... che lui non aveva fatto nulla! Mi sembra imperdonabile. Ma il tempo metterà ciascuno al suo posto'.

Barrufet 'rimprovera' il francese per i suoi atteggiamenti

Oltre che dall'insolitamente spazientito Barrufet, critiche significative al 'galletto' sono arrivate dal suo stesso allenatore (di club) Alfred Gislasson: 'Che Titi (Omeyer) abbia provocato alcuni giocatori non è una buona cosa. Chiedo scusa al Barcellona per quello che ha fatto. Ha perso per un attimo la testa, forse perché era molto eccitato'.

L'Omeyer che ci piace é quello che dimostra
tutte le sue qualità tra i pali, che si dedica a giocare
come sa lui e non a sceneggiate varie ...

E Omeyer? L'imputato ... si è alzato in piedi ed ha abbozzato una sua difesa attribuendo, nelle interviste del dopo-partita, il suo atteggiamento agli 'eccessi di adrenalina' ed alla 'pressione' accumulata nel corso dell'incontro, e chiedendo scusa. Parole che alla fine rendono parzialmente onore al francese, per quanto chiamare in causa pressione ed adrenalina ci sembra una soluzione facile facile, presa a basso costo al 'supermercato delle scuse'. La pressione, in partite del genere, grava fortissima sulle spalle di tanti, ma ben pochi reagiscono a quella maniera, peraltro in modo del tutto gratuito. La speranza è che la lezione sia servita ed il (lo ribadiamo) grande fuoriclasse transalpino ci risparmi nuovi show del genere in futuro. Spesso saper vincere è ancora più importante che saper perdere.
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domenica 30 maggio 2010

Champions League Finale: Kiel - Barcellona 36-34

Il THW Kiel è campione d'Europa. Proprio come ieri, i tedeschi si sono resi protagonisti di una grandissima rimonta nell'ultima parte dell'incontro, e se nel primo caso la vittima era stata il Ciudad Real, anche oggi a bocca asciutta, dopo avere assaporato per lungo tempo il gusto della vittoria, è rimasta una squadra iberica, il Barcellona ha cui non è bastato un grandissimo David Barrufet (al quale per altro ha risposto da par suo 'il solito' Thierry Omeyer, per l'ennesima volta tanto decisivo nella sua bravura quanto irritante in certi atteggiamenti).

Catalani avanti praticamente per tre quarti dell'incontro, ma sopraffatti dalla maggiore grinta e determinazione dei 'padroni di casa' usciti alla distanza, e ancora una volta spinti da un pubblico eccezionale, per tornare sul gradino più alto della massima competizione continentale.

La Germania così conquista uno storico 'triplete' in pochi giorni: giovedì il Gummersbach vincitore della Coppa Coppe, ieri il TBV Lemgo in EHF Cup, ed oggi il Kiel dei campionissimi - da Jicha a Narcisse, da Zeitz allo stesso Omeyer naturalmente - a completare l'opera.



Come nel match di ieri i primi minuti sono spettacolari, anche se stavolta sono i rispettivi attacchi a partire con l'intensità giusta. Le difese non riescono a prendere le misure con le buone, e allora ci provano con le cattive, tanto che ben tre giocatori (Jernemyr, Ahlm, Nagy) finiscono presto sulla panca dei puniti, e nel quarto iniziale Juanin Garcìa è già andato tre volte a segno dai sette metri.

I rigori della piccola grande ala sinistra spagnola contribuiscono alla buona partenza dei blaugrana, forse non travolgenti come ieri - d'altronde il rivale è ben diverso - ma pur sempre capaci di portarsi sul 10-7. Saric ed Omeyer sembrano insolitamente fuori forma però, e vengono entrambi sostituiti. Con buoni risultati almeno per il Barcellona, che trova un David Barrufet determinato a lasciare il segno nell'ultimo atto di una straordinaria carriera: la sua prestazione aiuta gli uomini di Xavi Pascual ad allungare fino ad un promettente 15-10 al diciannovesimo, spingendo Gislasson a chiamare un necessario time-out, con il Barça all'ottantotto percento di efficacia al tiro ed i suoi intorno al cinquanta.

Thierry Omeyer oggi è in versione 'diesel'. Dopo un inizio lento, torna in campo e comincia a calibrare. Se poi ci si mettono anche Jicha, Klein e Zeitz dall'altra parte del rettangolo di gioco, per i tedeschi diventa facile riaprire i giochi, portandosi sul 15-17 ai cinque dall'intervallo. Successivamente l'estremo difensore del Kiel fa un po' di teatro ritardando una rimessa avversaria, ma ogni tanto sembra che nella pallamano ci sia una sorta di 'Lodo Omeyer' per cui al portiere francese viene consentito un po' tutto ...

Meno bene va a Borge Lund quando decide di risolvere a 'sportellate' il derby scandinavo con Jesper Noddesbo; i relativi due minuti affibbiati al norvegese lasciano le zebre in inferiorità numerica fino alla conclusione del tempo. Per loro fortuna, il tiro di Igropulo a fil di sirena si stampa contro il palo. E' forse un segno del destino: sotto 'soltanto' di tre (17-20) all'intervallo, il Kiel rimane comunque ancora in gioco.

Al ritorno in campo Omeyer continua la sua progressione con nuove, mirabolanti parate, di cui i suoi compagni non approfittano più di tanto. Una sola rete su cinque possessi per il Kiel, soprattutto a causa di quella frenesia che, per esempio, porta Jicha a cercare un'impossibile soluzione da quasi metà campo, mentre c'erano ben altre e migliori alternative per finalizzare un contropiede. Juanin Garcia punisce due volte (entrambe dai sette metri) le imprecisioni offensive delle 'zebre', e con un altra rete dell'ottimo Noddesbo si ritorna sul più cinque per Il Barça, e sul time-out per il Kiel. Una buona circolazione di palla in attacco e la scarsa capacità avversaria di trovare la via della porta (con Zeitz e soprattutto Jicha come eccezioni) sembravano indirizzare la coppa sulla via del Mediterraneo.

Ma ecco che, proprio come il giorno precedente, i campioni (anche futuri, secondo logica ...) di Germania trovano la forza di reagire e ribaltare la situazione. Il motore della riscossa è ovviamente la saracinesca umana del Kiel, che aveva appena salvato la squadra dal tracollo definitivo, ma anche la nuova difesa mista su Rutenka fa il proprio dovere mandando in crisi la manovra blaugrana in un ultimo quarto disastroso per i catalani. Con un veloce 3-0, opera di Zeitz, Narcisse e di un contropiede di Lundström dove si può cogliere tutta la grinta e la rabbia dei tedeschi, il Kiel è già a metà della 'remontada', e i suoi ventimila tifosi circa tornano a ruggire.

Né l'ennesimo (giusto) rigore trasformato da Juanin né una doppietta di Noddesbo - a Barcellona farebbero un errore STRATOSFERICO se dovessero lasciarlo partire - mettono il Barça al riparo; il Kiel è ormai diventata una perfetta macchina da guerra, dove riesce a segnare ... perfino Borge Lund (!!). Omeyer continua il suo show. Danijel Saric, ritornato al posto di un Barrufet a cui non si può chiedere di tenere il campo per tre quarti d'incontro, continua a non prenderne una, e si arriva agli ultimi dieci minuti con i catalani che sentono il fiato sul collo: solo 29-28 per gli uomini del presidente Laporta, che le telecamere inquadrano sempre più preoccupato.

Ne ha ben donde: Christian Zeitz pareggia sorprendendo una difesa quasi paralizzata, Omeyer neutralizza Sarmiento (non esattamente decisivo oggi) ed Henrik Lundström porta il THW avanti per la prima volta. Una sequenza micidiale che, oltre a costringere Xavi Pascual a chiamare time-out con colpevole ritardo, fa esplodere la Lanxess Arena, ma non basta: adesso c'è da aprire un gap che possa mettere al sicuro la vittoria di cui ormai tutti sentono il profumo nell'aria. Detto fatto: Ilic su rigore, Narcisse in contropiede e Zeitz, ed è 33-30.

Il Barça ha un'ultima impennata d'orgoglio, che non poteva avere altro protagonista se non Juanin Garcìa, a segno dall'angolo sinistro e dai sette metri. Ma se ci si mette pure il veterano Peter Gentzel, che para un ultimo rigore al fino allora infallibile spagnolo, vuol dire che è proprio finita. La 4-2 ordinata da Pascual non porta frutti, nemmeno Barrufet fa più miracoli, e quando Jicha (ancora lui, e fanno undici goal in totale) scarica dentro la porta rivale il 36-34, i giocatori possono festeggiare. Qualcuno nel modo sbagliato: Omeyer (chi altri?) non trova di meglio che andare a provocare alcuni avversari di fronte alla loro panchina; ne nasce una mezza rissa (soprattutto con Rocas) che termina con David Barrufet a cercare di spiegare al suo collega che certe cose sarebbe meglio evitarle.

In termini di classe, tra i due portieri non c'è proprio storia. Ma in termini di capacità di fare il proprio lavoro nel migliore dei modi, Thierry Omeyer ha pochi rivali, e la Coppa quest'anno la alza lui. Una fine crudele e magari ingiusta per la bella favola di Barrufet, ma anche questo fa parte dello sport.

Secondo successo nella competizione per i tedeschi, dopo quello del 2007 a spese dei connazionali del Flensburg, e vendetta sul Barça servita molto fredda, a dieci anni dalla sfida perduta nel lontano 2000. Il Kiel ha approfittato del fattore campo e, come già detto dopo il match precdente, della Formula F4 (in caso di andata-ritorno, le cose sarebbero magari andate diversamente). E con le prossime edizioni forse ancora in terra di Germania, non è detto che non si apra addirittura un ciclo …
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sabato 29 maggio 2010

Champions League Maschile - Il Trofeo

Eccolo qui, il Trofeo che tutti vorrebbero avere. Il simbolo del successo nella Champions League maschile 2009-2010. La scultura creata dagli artisti austriaci Herbert e Stefan Gahr, che solo una tra Ciudad Real, Barcellona, THW Kiel e Chekhovskie Mevdedi alla fine potrà toccare ed alzare, è stata presentata ufficialmente ieri pomeriggio, durante il gala di apertura della manifestazione.


Per adesso ai giocatori della quattro squadre - anzi, ad un solo atleta per ciascuna di esse - è stato appena consentito di sfiorarla, ma tutti loro sicuramente la pensano come il portiere del Ciudad Real Josè Javier Hombrados, che non ha usato mezzi termini: 'Vogliamo sollevare questo bell'esempio d'arte Domenica'. Il suo collega catalano David Barrufet é stato altrettanto chiaro: 'solamente una squadra toccherà il trofeo alla fine, e spero proprio sia il Barça'. Marcus Ahlm, capitano del THW Kiel, ha voluto essere un poco più diplomatico, almeno formalmente: 'Tutti vogliono questo stringere tra le mani questo trofeo Domenica, ma solo una lo conquisterà'. Vitali Ivanov, capitano dei russi 'outsider' nella Final Four, ha invece osservato come il trofeo sia bello e trasmetta buone sensazioni.
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mercoledì 26 maggio 2010

Dominik Klein: 'Un nuovo sogno è alle porte'.

A pochissimi giorni dalla finale a quattro di Champions League Dominik Klein, ala sinistra del Kiel e della nazionale tedesca, si confida agli 'intervistatori seriali' dell'European Handball Federation.

ehfFINAL4.com: Lo scorso fine settimana avete battuto l'Amburgo 33-31. E' troppo presto per congratularsi con il Kiel per il suo sesto titolo di campione tedesco ?
Dominik Klein: Io non accetto ancora congratulazioni, per quanto qualcuno potrebbe essere ottimista guardando alla nostre ultime partite. Ma abbiamo ancora davanti due match di campionato, e non dobbiamo perderne nessuno.

ehfFINAL4.com: Quali sono le sue aspettative riguardo alla Final Four di Champions? Il Ciudad Real mi sembra l'avversario più duro da incontrare ...
Dominik Klein: Subito dopo il sorteggio ho avuto ottime sensazioni. Per noi rappresenta un vantaggio incontrare il Ciudad Real già alla prima partita, dal momento che avremo l'opportunità di preparare questo match molto bene. Come sempre mi aspetto che il nostro allenatore analizzi l'avversario sin nei minimi dettagli. A differenza delle sfide-chiave della Bundesliga, che possono essere decise dallo stato di forma di una squadra nel giorno medesimo dell'incontro, la Final Four sarà vinta dalla squadra migliore in tutto l'arco del fine settimana. Comunque è meglio non parlare ancora della finale; dobbiamo concentrarci sulla prima partita, contro il Ciudad Real.

ehfFINAL4.com: Per due giorni giocherete nel palazzetto più grande d'Europa, la Lanxess Arena di Colonia. Il sogno di ogni giocatore di pallamano?
Dominik Klein: Fino ad oggi il sogno di un giocatore tedesco di pallamano erano le finali della Coppa di Germania ad Amburgo. Ma ora ecco che arriva un 'sogno internazionale' chiamato Colonia. Colonia è un nome che mi evoca ricordi dei Mondiali vinti nel 2007, un'esperienza che non dimenticherò mai. Per cui è sempre un piacere andarci.


ehfFINAL4.com: Quale sarà la vostra preparazione questa settimana?
Dominik Klein: Non sarà niente di particolare. Noi non cambiamo mai la nostra tipologia di allenamento, a prescindere dall'avversario. Non avevamo cambiato nulla neppure in occasione della partita di Amburgo, e mi sembra ci sia andata bene'.

ehfFINAL4.com: Quando andrà a Colonia?
Dominik Klein: La nostra squadra arriverà Giovedì.
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