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sabato 24 dicembre 2011

Copa Asobal: l'edizione 2011 è del Barcellona Intersport.

Per il Barcellona delle meraviglie, la squadra di pallamano che sta seguendo le orme vincenti dei loro 'cugini' calcistici, è arrivato il primo 'titulo' stagionale. L'Intersport di Xavi Pascual ha conquistato Giovedì sera a León la XXII Copa Asobal, trofeo finito nelle vetrine della bacheca catalana per la settima volta. Un record in questa competizione. Vittima di turno dello strapotere blaugrana il Reale Ademar, squadra di casa che era riuscita a sfruttare il fattore campo nella semifinale contro l'Atlético Madrid, ma al cospetto dei Campioni d'Europa ha dovuto alzare bandiera bianca.

Avvisaglie di come sarebbe andata a finire si erano viste già dall'inizio, con le reti di Laszlo Nagy (saranno in tutto nove) e Juanín García ad obbligare coach Isidoro Martínez a far ricorso al primo time-out dopo appena nove minuti, sul 6-3 per gli ospiti, frutto anche di una buona difesa sul pivot locale Rafael Baena, stavolta poco incisivo. Ma le cose non vanno meglio al rientro in campo, anzi i catalani approfittano di un due minuti rifilato a Carou per volare rapidamente sul più cinque (8-3, min. 12:24).

L'Ademar in seguito stringe le maglie in difesa, ricorrendo ad un'efficace 5-1, ma quanto di buono fatto da Borges e dalla retroguardia termina spesso in fumo per colpa di una sciagurata fase offensiva, con troppi errori in attacco: e se il Barcellona smarrisce la via del goal per quasi dieci minuti - adesso è la volta di Pascual a chiedere necessariamente il time-out - i leonesi trovano appena una misera rete. Insomma, il minimo risultato con il massimo sforzo. Va un po'meglio quando finalmente entrambe la squadre tornano a colpire, e dopo qualche veloce botta e risposta, nel quale emerge la figura dell'infallibile Antonio García, MVP dell'incontro, si torna negli spogliatoi sul 9-12.

La reazione locale è più veemente nella ripresa, tanto da arrivare ad una sola rete di scarto dai rivali (13-14), per la gioia del pubblico del Palacio de Los Deportes. Merito della sopracitata cinque-uno, ma anche del doppio pivot, con Juan Andreu affiancato a Baena. A zittire i fans locali ci pensa comunque il solito, grande Danijel Saric. Il portierone serbo-bosniaco estrae dal cilindro la parte migliore del suo repertorio, e con l'aiuto del prolifico Nagy, che per una decina di minuti regge da solo l'attacco barcellonista, rimette gli avversari a distanza di sicurezza (20-17 all'entrata nell'ultimo quarto d'ora di gioco).

Pur costretto a rincorrere tutto il tempo, il Reale Ademar non getta la spugna, e la sfida rimane aperta, ed intensa, man mano che si avvicina la sirena. Rutenka e Sorhaindo, entrambi letali dai sei metri, provano a chiuderla, senza riuscirvi: approfittando di una superiorità numerica è invece Martin Stranovsky a fissare lo score sul 26-27 a due giri d'orologio dal termine.

Grazie ai successivi errori in attacco di Sarmiento e Juanín García i castigliani hanno persino due opportunità di pareggiare e forzare i supplementari; peccato per loro che la palla non voglia più saperne di entrare (prima a causa di una cattiva combinazione tra Antonio García ed Andreu, poi per un tiro affrettato del giovane Jaime González, facilmente neutralizzato da Saric-inesca); con tali modalità il F.C. Barcelona Intersport esce vittorioso da una battaglia sempre condotta, ma tirata fino all'ultimo.

XXII COPA ASOBAL - FINALE
** Barcellona Intersport - Reale Ademar León 28-27 (12-9)
Statistiche 1 (pdf)
Statistiche 2 (pdf)
Play by play (pdf)

mercoledì 14 dicembre 2011

ASOBAL: Barça e Atlético vincono gli anticipi del 14° turno nella Liga di pallamano.

Barcellona Intersport e Atlético de Madrid riprendono il loro duello, a distanza. Entrambe le squadre vincono infatti i rispettivi anticipi della 14a Giornata di campionato.

I catalani fanno quattordici (vittorie di fila nell'attuale torneo domestico) sbarazzandosi del Reale Ademar León terzo in classifica con un perentorio 38-31. Partenza rapida del Barça con un Siarehi Rutenka contundente (4-1, min. 5), ma arriva la reazione ospite per mano di Antonio García, Adrien Di Panda e soprattutto Martin Stranovsky, che danno ai leonesi il vantaggio sul 5-6 (minuto 11).

Poi entrano in scena il 'solito' Danijel Šarić e Daniel Sarmiento, autore forse della sua miglior gara da quando è arrivato a Barcellona. Il primo con le sue parate, il secondo accelerando il ritmo dell'incontro, permettono ai blaugrana di tornare avanti, anche se un opportuno time out di Isidoro Martínez evita il tracollo. Si arriva alla pausa sul 15-13, con Saric-inesca a parare un sette metri importante a Denis Krivochlykov ed Aguirrezabalaga a metterci lo zampino coi suoi goal.

Nella seconda parte il Barça serra le fila in difesa, e di conseguenza, complice qualche pasticcio di troppo nella fase offensiva rivale, guadagna molte più chances in contropiede, spesso e volentieri finalizzate. Si passa così dal 19-17 del minuto 34 al 30-22 del 48°. Sarmiento al centro, autore di SETTE reti solo nella ripresa (che vanno sommate alla doppietta del primo tempo) più Juanín García e Víctor Tomás all'ala fanno strage nella porta ospite, e sei minuti più tardi il 35-26 del tabellone toglie ogni residuo dubbio, se mai ne rimanessero.

Intanto Saric-inesca viene sostituito da Johan Sjöstrand e si becca la meritatissima standing ovation del pubblico del Palau. Totalmente diversa invece la prova dell'ex Venio Losert in versione gruviera: il croato ne prende 23 solo nella ripresa (la media della fino stavolta ottima retroguardia dell'Ademar era di 24.6 reti incassate a partita). A parziale consolazione, il numero record di marcature ottenute dai castigliani: il Barça mai aveva subito più di trenta reti in un match dell'attuale Liga.

* F.C. Barcelona - Reale Ademar 38-31 (15-13)
F.C. BARCELONA INTERSPORT: Sarić, Sjöstrand; Víctor Tomás (6), Nagy (3), Sorhaindo (0), Raúl Entrerríos (3), Rutenka (6, 2 rig.), Juanín (5), Jernemyr (0), Aguirrezabalaga (4), Igropulo (1), Sarmiento (9), Noddesbo (1).
REALE ADEMAR LEON: Losert, Álamo; Krivoshlykov (3, 2 rig.), Di Panda (6) Carou (0), Juan Andreu (2), Antonio García (5, 1p.) Stranovsky (7, 2 rig.), Cutura (1), Ruesga (2), Baena (1), Borges (2) Alvaro Ferrer (0), González (2)

Vittoria simile nel punteggio quella dell'Atlético de Madrid, che si rialza dopo lo scivolone del Clásico e sconfigge l'Amaya Sport San Antonio Pamplona con il punteggio di 37-31. Vittoria forse più tribolata di qunto dica lo score finale, con i biancorossi che ad inizio gara mostrano ancora i segni del K.O. di sabato e si trovano obbligati a rincorrere. L'assenza causa turnover di Didier Dinart rende la difesa locale più vulnerabile, e i navarri ne approfittano, specialmente Niko Mindegía e Víctor Álvarez; la tripletta di quest'ultimo spedisce l'Amaya Sport sul 13-10 dopo una ventina di minuti.

A quel punto l'ex Ciudad Real riesce finalmente a cambiare l'inerzia del match e, tra parate di José Javier Hombrados, oggi preferito a Sterbik, e finalizzazioni dei vari Guardiola, Kiril Lazarov e Roberto García Parrondo ribalta il risultato: alla pausa lunga é 18-16 per l'Atlético.

Al ritorno in campo gli uomini di Dushebajev sembrano maggiormente ispirati in difesa, mentre Hombrados prosegue la sua opera fra i pali. I contropiedi che ne derivano portano lo score sul 24-19. Ma anche per colpa degli errori (che non cancellano comunque i sei goal messi a referto) del pivot Edu Fernández, recentemente di rientro da un infortunio, la squadra di casa non riesce a chiudere del tutto la partita, almeno fino a quando non ci pensa la macchina da goal danese Nikolaj Markussen, a segno ben sei volte nell'ultima frazione di gioco.

* Atlético Madrid - Amaya Sport San Antonio 37-31 (18-16)
ATLÉTICO MADRID: Hombrados, Sterbik; Abalo (5), Isaías Guardiola (5), Jurkiewicz (2), Davis (0), Markussen (6), Chema Rodríguez (1), Roberto García Parrondo (3), Lazarov (2), Cañellas (1, 1 rig.), Alberto Entrerríos (5), Kallman (1), Edu Fernández (6).
AMAYA SPORT: Lucau, Ristanovic; Aguirrezabalaga (1), Luis F. Jiménez (4), Mindegía (3), Sevaljevic (5), Crowley (1), Gedeón Guardiola (5), David Jiménez (4), Peciña (1), Meoki (2), Víctor Álvarez (5, 2 rig.), Sluijters (0), Curkovic (0).

lunedì 30 maggio 2011

EHF Champions League: Finale - Interviste nel dopo-partita

Xavier Pascual, allenatore del FC Barcelona Borges:. 'Prima di tutto lasciatemi dire che sono orgoglioso della mia squadra. Mi trovo d'accordo con Talant Dujshebaev sul fatto che il nostro portiere Danijel Saric sia stato il fattore che ha deciso la gara. E' la prima Champions League che vince, ed io sono molto contento per lui, sia come giocatore che come persona. La partita è stata una tipica finale, con gioco duro su entrambi i lati. Quest'anno ci troviamo dalla parte del vincitore, ma dopo la sconfitta in finale dello scorso anno, sappiamo bene anche cosa significhi stare dalla parte dei perdenti. I miei giocatori hanno dato tutto, e credo che il risultato finale sia persino riduttivo per quanto si è visto in campo. Dedico questa vittoria anche a tutti quelli che oggi erano per strada a festeggiare il successo del Barcellona nella Champions League di calcio'.

Danijel Saric, portiere del F.C. Barcelona Borges: 'Prima di tutto voglio ringraziare la mia squadra per il grande torneo disputato. Abbiamo infatti giocato un vero e proprio torneo negli ultimi due giorni, ed oggi abbiamo fatto veramente bene. Ringrazio sia il mio allenatore Xavier Pascual che Talant Dujshebaev per le belle parole che hanno detto su di me. E 'un grandissimo giorno per me , per la squadra, e per tutta la società. La finale di un anno fa è stato un incidente di percorso, ma quest'anno abbiamo vinto. Per riuscirci ci vogliono un po 'di fortuna, tanto duro lavoro e fiducia in sé stessi'.

Talant Dujshebaev
, allenatore del Renovalia Ciudad Real: 'Congratulazioni al Barcellona Borges per la loro vittoria; anche se naturalmente io adesso sono molto dispiaciuto. Come tutti possono immaginare, una sconfitta come questa fa molto male, però non posso rimproverare i miei giocatori, che hanno lottato e perso contro una squadra la cui superiorità è arrivata grazie ad un singolo giocatore, Danijel Saric. Ha fatto almeno quattordici parate difficili, e di conseguenza la mia squadra si è innervosita sia in attacco che in difesa, mentre gli avversari erano molto più precisi al tiro. Era uno di quei giorni (dove tutto va storto) ... Finisco parlando di Didier Dinart. Chiedo che la EHF lo proclami 'Giocatore dell'Anno'. Con la nazionale francese e con il Ciudad Real lui ha vinto tutti i titoli possibili, e pure l'impossibile .... Per me, da allenatore, è un piacere lavorare con un atleta che ogni giorno dà il massimo, e quindi mi piacerebbe che la Federazione (internazionale) gli rendesse onore; sarebbe anche il riconoscimento del fatto che gli sforzi difensivi sono importanti quanto un buon lavoro in attacco'.

Didier Dinart
, pivot del Renovalia Ciudad Real: 'Dal punto di vista personale, si è trattato di una partita molto difficile. Danijel Saric è stato bravissimo. Noi abbiamo lottato tutti, ma non siamo riusciti a farcela. Bisogna riconoscere che il Barcellona è stato migliore'.

martedì 26 aprile 2011

EHF Champions League: tra Barça e Kiel la sfida rimane aperta

La sfida stellare fra Barcellona Borges e THW Kiel, ultimo quarto di finale della Champions League maschile in programma lo scorso fine settimana, non delude le attese. Le finaliste della passata stagione ci regalano una battaglia appassionante, terminata con vittoria dei padroni di casa, ma il margine conclusivo (+2; con lo score finale di 27-25), lascia i giochi totalmente aperti in vista di un ritorno in Germania che si preannuncia sul filo del rasoio.

Inizio con qualche errore da entrambe le parti, segno che la tensione è molto forte. E non potrebbe essere altrimenti, data la posta in palio. Una doppietta dai sette metri di Albert Rocas inaugura la partita, ma la reazione dei tedeschi, con Momir Ilić sugli scudi, non si fa attendere. Anche Christian Zeitz e Marcus Ahlm ci mettono del loro, mentre Titi Omeyer, spesso coadiuvato da una buona difesa 6-0, sembra ipnotizzare Juanín García, i cui contrattacchi risultano meno efficaci del solito.

Con tali premesse, e qualche contributo pure dell'ex di turno Jérôme Fernandez, non sorprende che le 'zebre' tentino la fuga, volando sul 15-11 a tre minuti dall'intervallo. Ma proprio gli istanti conclusivi della prima frazione vedono un ritorno impetuoso dei blaugrana: Rául Entrerríos, Konstantin Igropulo ed Iker Romero - il basco è alla sua ultima sfida internazionale casalinga in maglia azulgrana - riaprono in un battibaleno la contesa, anche grazie ad un'esclusione di Fernandez.

Il Barça completa la 'remontada' al rientro in campo: un ottimo Rutenka ed una rete di Víctor Tomás portano la squadra di casa avanti di due lunghezze (17-15) su un Kiel alle cui difficoltà in fase offensiva (un goal in dieci minuti a cavallo dei due tempi, mentre Palmarsson stavolta non brilla) non è certo estraneo l'arrivo di Daniel Sarić, al posto di Johan Sjöstrand, fra i pali catalani. Il bosniaco è più ispirato del collega svedese, ma dall'altro lato del campo il solito Omeyer non scherza, e la sfida rimane in equilibrio ancora per lungo tempo, con i già nominati Ilić e Rutenka a fare la loro parte ma anche i vari Laszlo Nagy e Filip Jicha (quest'ultimo efficace a dispetto di alcuni problemi alla mano) a minacciare le retroguardie avversarie, fino ad un nuovo allungo del Barcellona, che scappa sul 27-23, sigillato da un contrattacco del pivot danese Jesper Nøddesbo a due minuti dalla sirena.

Un divario che potrebbe indirizzare l'intera eliminatoria nella maniera desiderata dai catalani. Peccato (per loro) che una pessima gestione degli ultimi giri di lancetta da parte dei ragazzi di Xavi Pascual consenta al Kiel di dimezzare lo scarto: la rete di Fernandez, e soprattutto quella a fil di sirena di un Dominik Klein marcato poco adeguatamente, rischiano di avere un peso specifico enorme in vista del match in programma domenica prossima alla Sparkassen Arena. Dove, possiamo prevedere, il clima sarà caldissimo, ancor più di quanto lo è stato in un Palau Blaugrana che finalmente ha esibito un'affluenza di pubblico (ben oltre i cinquemila spettatori) degna di un grande incontro di pallamano.

** Barcelona Borges - THW Kiel 27-25 (14-15)
F.C. Barcelona Borges: Saric, Sjöstrand; Noddesbo (5), Juanín García (1), Víctor Tomás (3), Raúl Entrerriós (2), Sorhaindo (0), Sarmiento (0), Ugalde (O), Iker Romero (2), Nagy (5), Jernemyr, Rutenka (6, 2 rig.), Albert Rocas (2, 2 rig.), Oneto (0), Igropulo (1).
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Andersson (1), Dragicevic (0), Sprenger (2), Ahlm (3), Kubes (0), Reichmann (0), Zeitz (2), Palmarsson (0), Narcisse (0), Ilic (5, 2 rig.), Klein (3), Jicha (5), Jerome Fernández (4).
Parziali ogni cinque minuti: 2-1, 4-5, 5-6, 9-11, 11-13, 14-15 (fine pt), 15-15, 18-17, 21-20, 24-21, 25-23, 27-25 (finale).

mercoledì 1 dicembre 2010

Liga Asobal: il Barça ha fatto tredici!

Il Barcellona Borges dimentica le incertezze di Champions e si rituffa nel suo campionato, di cui attualmente è incontrastata regina. Catalani alla loro tredicesima vittoria in altrettante partite dopo aver espugnato anche la fortezza del Reale Ademar León, terza forza della Liga iberica. Ma i padroni di casa hanno dimostrato tutto il loro valore ed il motivo della loro buona posizione, rendendo la vita difficile alla capolista molto più di quanto lo score finale (24-30) possa indicare.

L'Ademar mette rapidamente in chiaro le sue intenzioni, doppiando (8-4) gli avversari nei primi 13 minuti, con Martin Stranovsky (sette gol il suo bottino di giornata) e Dennis Krivoschlykov finalizzatori di un gioco basato su un'efficace difesa. Ma con Juanín García sempre in forma (finirà il match con nove reti all'attivo) e Siarhei Rutenka pure in serata positiva, il Barça reagisce e trova il pareggio (10-10) al minuto 20, approfittando anche dell'entrata di Raul Entrerríos al posto di un Daniel Sarmiento poco illuminato.

L'equilibrio continua fino all'intervallo (14-14), ma i blaugrana spingono sull'accelaratore nel secondo tempo, anche grazie all'avvicendamento tra i pali, con un ispirato Johan Sjöstrand al posto dell'ex di turno Danjel Saric. Lo svedese e la difesa 6-0 degli ospiti disinnescano la 'miccia' Ademar, rappresentata in particolare da Denis Buntic, autore di una mezza dozzina di reti.

I leonesi abbozzano una sorta di reazione e tornano ad uguagliare la contesa (20-20) all'entrata dell'ultimo quarto di gioco. Ma a quel punto il Barça, attingendo pure alle risorse di una panchina più lunga, con il russo Igropulo a salire in cattedra, opera il break decisivo, non lasciando più spazio alle ambizioni locali. Si termina con il trionfo dei blaugrana che in concreto fanno un passo molto importante verso il titolo, ed il pubblico locale, più di una volta irritato nei confronti degli arbitri, a dedicare cori non proprio edificanti a Iker Romero (il quale, da parte sua, questa sera non è stato esattamente un campione di simpatia ...).

Ademar e Barcellona torneranno a incrociare le armi fra appena due settimane nella semifinale della Coppa ASOBAL da disputarsi a Vigo, dove la 'Final Four' assegnerà il primo trofeo della stagione.

** Reale Ademar León - FC Barcelona Borges 24-30 (14-14)
Reale Ademar León: Álamo, Losert; Stranovsky (7, 2 rig.), Ruesga (1), Andreu (1), Cutura (3), Buntic (6), Krivoschlykov (2), Carou (0), Chernov (0), Castresana (1), Ortigosa (0), Aguirrezabalaga (1), Costa (2).
FC Barcelona Borges: Saric, Sjostrand; Rocas (0), Nagy (1), Jernemyr (0), Noddesbo (3), Sorhaindo (0), Juanín García (9, 1 rig.), Rutenka (5), Sarmiento (0), Entrerríos (1), Tomás (5), Igropulo (3), Iker Romero (3).

CLASSIFICA
1 FC Barcelona Borges 26 punti
2 Renovalia Ciudad Real 24
3 Reale Ademar 20
4 Fraikin Granollers* 18
5 Cuatro Rayas Valladolid 16
6 Amaya Sport San Antonio* 16
7 CAI BM. Aragón * 15
8 Quabit BM Guadalajara* 9
9 Cuenca 2016* 9
10 Naturhouse La Rioja* 8
11 BM. Torrevieja* 8
12 e-gym BM. Antequera* 8
13 Alser-BM Puerto Sagunto* 6
14 J.D. Arrate* 6
15 BM Alcobendas* 5
16 Lábaro Toledo BM* 2

* = Una partita in meno

giovedì 25 novembre 2010

Asobal: Risultati, classifica e highlights delle partite di mercoledì 24 Novembre.

Risultati, tabellini e video highlights degli incontri di mercoledì nella Liga spagnola. Su tutti ovviamente il Clásico che ha visto lo storico trionfo del Barcellona sul Ciudad Real, sconfitto dopo 67 partite vittoriose in campionato. Barça trascinato al primato solitario da Juanín García, Laszlo Nagy e dal portiere Danijel Saric, mentre il Reale Ademar León trionfa ad Alcobendas e si avvicina in classifica al CR. Valladolid OK in Champions ma non in patria, dove cade anche a Saragozza; per il CAI segna persino il portiere Pablo Hernández. Punti-salvezza importanti quelli incassati dal Puerto Sagunto, che oltre a sconfiggere il Naturhouse La Rioja trova anche l'accordo con Ivan Lapcevic, 34enne serbo ex-giocatore di Barcellona, Gummersbach e Veszprem.

F.C. Barcelona Borges - Renovalia Ciudad Real 27-24 (15-12)
Barcelona Borges: Saric, Sjostrand; Rocas (0), Noddesbo (1), Nagy (2), Sarmiento (0), Rutenka (3, 1 rig.), Juanin Garcia (12), Jernemyr (0), Sorhaindo (0), Iker Romero (1), Víctor Tomás (4), Raúl Entrerríos (4), Igropulo (0)
Ciudad Real: Sterbik, Hombrados; Abalo (3), Morros (1), Dinart (0), Chema Rodríguez (3), Jurkiewicz (0), Kallman (1), Lazarov (4, 1 rig.), Aguinagalde (5), García Parrondo (2), Cañellas (1), Alberto Entrerríos (2), Isais Guardiola (2)

Highlights


CAI BM. Aragón - Cuatro Rayas BM. Valladolid 35-31 (14-15)
CAI Aragón: Malumbres, Pablo Hernández (1); Maqueda (5), Val (3), Larsson (1), Lozano (8), Stojanovic (5), Masachs (3), Casanova (2), Prendes (2), Grebenar (1), Cartón (2), Stankovic (0), Sorli (2)
Cuatro Rayas Valladolid: Sierra, Svensson; Fernández (3), Antonio (0), Tvedten (2, 1 rig.), Krivocapik (1), Ávila (0), Cutura (0), Rambo (0), Bilbija (8), Perales (6), Joli (6, 1 rig.), Romero (3), Gurbindo (2)

Highlights


Alser BM. Puerto Sagunto - Naturhouse La Rioja 29-24 (16-9)
Alser Puerto Sagunto: Peg, Bruixola; Backovic (3), Serrano (2), Ruiz (0), Dukic (0), Sifré (0), Tarrasó (0), Muiña (5), Prce (6), Jorge (4), Ángel (0), Latorre (5), Bauer (4)
Naturhouse la Rioja: Aguinagalde, Lorger; Parra(4), Juarez (4), Tioumentsev (6), Velasco (2), Sorrentino (0), López (0), Dujshebaev (1), Praznic (1), Garabaya (4), Amargant (1), Kojic (1), Abrao (0)

Highlights


Balonmano Alcobendas - Reale Ademar León 21-29 (9-12)
BM. Alcobendas: Mijatovic, Wences; Ángel Castaño (1), Sluijters (3), Víctor Tremps (3), Dukic (0), Milos Pesic (6), Mikel Muñoz (3), Mastias Vink (3), Manu Colón (0), Rubén (2), Catalina (0), Rados Pesic (0), Rohaly (0)
Reale Ademar: Alamo, Losert: Texeira (0), Buntic (2), Chernov (0), Carou (0), Stranovsky (6), Ruesga (7), Vega (1), Andreu (3), Krivochlykov (7), Aguirrezabalaga (1), Ortigosa (1), Cutura (1)

Highlights


CLASSIFICA (Cliccare per ingrandire)


mercoledì 24 novembre 2010

Ultim'ora: Ciudad Real sconfitto dopo 67 vittorie!

Ebbene sì: il Ciudad Real delle meraviglie, in grado di vincere qualcosa come 67 partite consecutive nel campionato spagnolo, deve arrendersi dopo due anni e due mesi (l'ultima KO, per 28-26, risaliva alla sfida del 27 Settembre 2008 contro l'Arrate Eibar) e rinunciare ad eguagliare un nuovo record: quello di 69 partite utili di fila, stabilito dal fu mitico Atlético de Madrid.

Ed i furono tifosi di quella che fu una leggenda della pallamano spagnola dovranno ora ringraziare il Barcellona, che al termine di una partita veramente storica ed appassionante ha sconfitto i suoi grandi rivali per 27-24 (primo tempo 15-12). Ed inoltre, tanto per aggiungere ancor più valore all'epica impresa, è riuscito a non andare MAI in svantaggio lungo l'intero arco del match. I blaugrana partono a razzo portandosi subito sul 3-0, vantaggio che in pratica manterranno alla fine di entrambe le frazioni. Arrivano pure sul 7-2 e sul 15-11, ma i campioni di Spagna reagiscono ed arrivano al pareggio nel ripresa sul 17-17; ancora uno scatto del Barça (20-17), ed ancora gli uomini di Dushebajev li riprendono sul 21 pari a poco più di dieci minuti dal termine.

Però quando Víctor Tomás González piazza un nuovo mini-break e porta i suoi sul 24-21 è la volta buona. I manchegos devono gettare la spugna. Più che Víctor Tomás, comunque, i veri artefici del trionfo barcellonista sono il portiere Danijel Saric, che con le sue 22 parate corona un'ottima prestazione difensiva dei catalani (la 6-0 di Xavi Pascual, 'coordinata' da Sorhaindo, Jernemyr e Nagy, ha funzionato), e soprattutto l'ala sinistra Juanín García. Il folletto del Barcellona è infatti andato a segno qualcosa come dodici volte, distruggendo i sogni di gloria degli avversari.

Poco efficace la 4-2 difensiva con cui Dujshebaev ha affrontato l'inizio del match. Arpad Sterbik non male tra i pali del C.R., ma nemmeno troppo bene, tanto che nella seconda parte entra José Javier Hombrados, che però non riesce a fermare la macchina da goal García. E non ferma un destino cinico che ha fermato il Ciudad Real sulla soglia di una nuova impresa. Adesso per Lazarov (sotto tono stasera, mentre Julen Aguinagalde è stato il più prolifico in attacco per i suoi) e soci si complica pure il cammino nella Liga. A dispetto delle molte giornate ancora da disputarsi, rimontare i due attuali punti di distacco dal Barça potrebbe non essere compito facile. Per nulla. Decisivo dovrebbe comunque risultare il match di ritorno alla Quijote Arena.

giovedì 18 novembre 2010

ASOBAL - Il punto sulla 11a Giornata

Turno infrasettimanale nella Liga Asobal maschile, con impegnate le quattro squadre che nel prossimo week-end riprenderanno il loro cammino in Champions League. Incluse, ovviamente, le due capoliste Renovalia Ciudad Real e F.C. Barcelona Borges, che continuano le rispettive marce(tte) trionfali, l'una a fianco dell'altra.

I campioni di Spagna stanno demolendo ormai un record dietro l'altro, e sono arrivati a quota 67 vittorie consecutive in campionato! Demoliscono anche il malcapitato Alcobendas, vittima sacrificale nell'incontro di mercoledì sera, con un punteggio (40-27) abbastanza eloquente riguardo alla superiorità dei manchegos, i quali adesso puntano a raggiungere e superare i 69 (!!!) risultati utili di fila collezionati ai suoi tempi dal leggendario Atlético Madrid.

In realtà gli ospiti partono bene, grazie ad una buona difesa ed ai relativi contropiedi. Ma non riescono ad andare oltre il 3-1 iniziale. Il Ciudad Real riagguanta velocemente il pareggio, e appena riesce a sistemare la fase difensiva, con una efficace 5-1, chiude di fatto l'incontro. Il 15-6 del minuto 18, ed il 21-11 dell'intervallo, sono numeri che non lasciano scampo ai madrileni, i quali nella ripresa vedono il loro svantaggio crescere, per quanto il Ciudad Real pensi anche a risparmiare energie in vista dell'imminente sfida europea di Sarajevo. Bene Arpad Sterbik fra i pali del Renovalia, il cui miglior marcatore della serata, nelle quale ad ogni modo parecchi giocatori della 'invincibile Armada' di coach Dushebajev trovano la via del gol, risulta Julen Aginagalde, a segno sette volte.

** Renovalia Ciudad Real - Alcobendas 40-27 (21-11)
Renovalia Ciudad Real: Arpad Sterbik, J.J. Hombrados; Jonas Kallman (1), Isaías Guardiola (4), Cañellas (4, 2 rig.), Julen Aginagalde (7), David Davis (2), García Parrondo (5, 1 rig.), Kiril Lazarov (5, 1 rig.), Jurkiewicz (2), Chema Rodríguez (3), Alberto Entrerríos (2), Viran Morros (3), Luc Abalo (2).
Balonmano Alcobendas: Wenceslao Aldomar, Mijatovic; Sluijters (4), Vink (0), Alfonso de la Rubia (2), Manolo Colon (0), Mikel Muñoz (2), Víctor Tremps (8), Milos Pesic (5), Manuel Catalina (0), Rados Pesic (2), Alejandro Rohaly (0), Ángel Castaño (3), Dukic (1).

Meno netta la vittoria del Barça, atteso però da un impegno non facile sul campo del Cuatro Rayas Valladolid, terzo in classifica e fino a ieri vincitore di ben otto incontri su dieci. La buona difesa dei blaugrana, ed il portiere Saric, riescono a disinnescare le bocche da fuoco dei castigliani - a cominciare dal norvegese Tvedten, in rete solo una volta. Anche i locali, però, difendono bene e rendono la vita difficile a Rutenka e soci nella prima parte, che termina con il Valladolid avanti per 13-12, dopo aver toccato persino il più tre sull'8-5, complici qualche esclusione di troppo per gli ospiti e la precisione dai sette metri di Guillaume Joli, oltre alle parate di Sierra. Il vento cambia nella ripresa, grazie soprattutto a Daniel Saric, che 'ipnotizza' i rivali e, assieme alla solita 'macchina da contropiede' Juanín García, proietta gli uomini di Xavi Pascual fino al 17-20. Il time-out chiesto dall'allenatore del Cuatro Rayas non serve a molto: la sfida è ormai nelle mani degli ospiti, che continuano a difendere egregiamente e si portano a casa i due punti.

** Cuatro Rayas Valladolid - Barcelona Borges 22-26 (13-12)
Cuatro Rayas BM Valladolid: Sierra, Eduard Fernández (0), Asier Antonio (0), Tvedten (1), Krivokapic (2), Ávila (0), Cutura (3), Joli (7, 5 rig.), Gurbindo (4), Perales (2), Ángel Romero (2), Bilbija (0), Rambo (1).
FC Barcelona Borges: Saric (Sjostrand), Noddesbo (2), Juanín García (7), Sarmiento (1), Nagy (3), Rutenka (7), Albert Rocas (1, 1 rig.), Jernemyr (0), Sorhaindo (1), Igropulo (1), Entrerríos (1), Víctor Tomás (2).

La sconfitta del Valladolid permette al Reale Ademar, vincitore martedì sul Sagunto, di restare da solo al terzo posto, seppur abbastanza lontano dall'inarrivabile coppia di testa. Nonostante le sette marcature a testa di Ognjen Backovic e Nicola Prce, l'Alser Puerto Sagunto non riesce a ripetere la buona prova offerta contro il Ciudad Real e, complice una difesa colabrodo, finisce in balia dei leonesi in una partita equilibrata solo nei primi 15 minuti, ma poi terminata con un poco onorevole 41-31. Il nazionale croato Denis Buntic si rivela un'autentica spina nel fianco della retroguardia ospite, ma anche Dalibor Cutura e Carlos Ruesga svolgono ottimamente il proprio compito, tanto da far dimenticare l'assenza dell'infortunato slovacco Martin Stranovsky.

** Reale Ademar - Puerto Sagunto 41-31 (21-16)
Reale Ademar: Losert (Álamo); Ortigosa (3), Aguirrezabalaga (2), Carou (0), Chernov (0), Andreu (6), Costa (4), Ruesga (7, 1 rig.), Cutura (7, 4 rig.), Buntic (6), Castresana (2), Vega (1), Krivoschlykov (3)
Alser Puerto Sagunto: Buixolá (Peg); Sánchez (1), Backovic (7), Prce (7), Serrano (5), Dukic (1), Bauer (3, 2 p), Ruiz (0), Tarrasó (2), Latorre (2), Muiña (3), Sifré (0), Nebot (0)

Nell'ultimo incontro infrasettimanale, successo dell'Amaya Sport San Antonio che espugna la fortezza del Torrevieja, ponendo fine alla miglior serie positiva (quattro turni di imbattibilità) dei locali in Asobal. Navarri al comando praticamente lungo tutto l'arco del match, a partire dai frenetici attimi iniziali. Il 10-6 per la squadra di Pamplona al minuto 21, merito principalmente dell'ala sinistra David Rasic, già fa intuire a chi andrà la posta in palio, anche se una forte reazione del Torrevieja permette ad Abraham Rochel e compagni di ritrovare la parità al minuto 26 (12-12). Trattasi però di mera illusione: gli ospiti premono di nuovo sull'acceleratore e chiudono la prima frazione sul più tre, incrementando notevolmente il vantaggio nella ripresa (fino al 28-20), per poi terminare in scioltezza sul 31-26 a loro favore.

** Torrevieja - Amaya Sport San Antonio 26-31 (12-15)
Balonmano Torrevieja: Pejanovic, Sebastian Simonet (6), Rochel (8, 4 rig.), Lykke (1), Pellitero (4), David Cuartero (0), Borja Fernández (3), Jiménez (0), Diego Esteban (1), Matias Vieyra (3).
Amaya Sport San Antonio Pamplona: Ristanovic, Gedeón Guardiola (1), Vargas (), Urdiales (1), Eloy González (3), Rasic (10, 2 rig.), Aquirrezabalaga (3), Sevaljevic (5, 1 rig.), Borragan (1), Mindegía (2), Humet (4), Crowley (1, 1 rig.).

La giornata-spezzatino prosegue oggi con l'Arrate di Tin Tokic, privo del pivot croato Ivan Sever rottosi il menisco, impegnato in una fondamentale sfida-salvezza contro il neopromosso Guadalajara che lo sopravanza in classifica di appena una lunghezza ed è alla ricerca della sua prima vittoria esterna. L'incontro, che andrà in diretta sul canale iberico Teledeporte, avrà inizio alle 20.45.

Domani sera il Granollers cercherà di rimanere nei 'quartieri alti' provando a fare risultato nella non facile tana del Naturhouse La Rioja di Logroño, ed il turno si chiuderà sabato con il fanalino di coda Toledo che tenterà di mettersi in tasca un nuovo, importante successo, ma il CAI Aragón potrebbe non essere d'accordo. E con il Cuenca di Zupo a far calare il sipario sull'undicesima giornata visitando il campo dell'Antequera.

Giovedì 18.11.2010
** 20:45 J.D. Arrate Eibar - Quabit Guadalajara
Venerdì 19.11.2010
** 20:45 Naturhouse La Rioja - Fraikin Granollers
Sabato 20.11.2010
** 18:00 Toledo Balonmano - CAI BM. Aragón
** 18:30 e-gim BM. Antequera - Cuenca 2016

CLASSIFICA PROVVISORIA (Cliccare per ingrandire)
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lunedì 4 ottobre 2010

Champions League. Kiel-Barcellona, ed è ancora spettacolo!

Gol ed emozioni, giocate spettacolari e parate miracolose. Tensione in campo e pubblico delle grandi(ssime) occasioni. Ed arbitri per una volta all'altezza della situazione. Era appena la seconda giornata del gruppo B delle fase a gironi, ma con tutti questi ingredienti sembrava già una finale.

E non c'è da stupirsi più di tanto, visto che le protagoniste dello scontro tra titani andato in scena ieri pomeriggio alla Sparkassen Arena non erano altro che le finaliste della passata Champions League maschile: THW Kiel e FC Barcelona. La quali, a prescindere dalle assenze (Daniel Narcisse e Kim Andersson per le 'Zebre', con Momir Ilic in campo solo per il tempo neessario a tirare un rigore, e Victor Tomàs per gli azulgrana) hanno interpretato la sfida nel migliore dei modi.

L'incontro parte sotto il segno di Thierry Omeyer, che mette la sua griffe su quattro parate 'd'autore' nei cinque minuti iniziali; peccato per lui che dall'altro lato della pista il Kiel non riesca a decollare, e che il folletto Juanín Garcia trovi il pareggio (1-1) dai sette metri. Omeyer si ripete con una parata strepitosa su Nagy, e con il Barca in superiorità numerica per l'espulsione temporanea di Jicha. Reichmann e Nøddesbo fanno 2-2, e poi se Omeyer ride (negando a Juanín lanciato in contropiede il primo vantaggio catalano), il portiere blaugrana Danjel Saric di certo non piange, e mette in mostra le sue qualità. Il serbo-bosniaco finirà l'incontro con 24 salvataggi all'attivo, ed una percentuale non lontano dal 50%.

'Saracinesca Titi' fa collezione di parate, ma non di miracoli, e non può impedire a Jesper Nøddesbo di portare i suoi avanti sul 3-2 intorno al decimo minuto. Sembra invece davvero vicino al miracolo il portentoso salvataggio di Saric su Jicha al dodicesimo. Omeyer prova a rispondere su Rutenka ma la sua prodezza è resa vana, stavolta dall'arbitro che decreta un rigore trasformato (ancora) da Juanín Garcia, artefice del primo mini-break dei suoi.

A questo punto molte squadre potrebbero già gettare la spugna, ma non certo il Kiel. Nell'ordine: Ahlm beffa Saric sul primo palo (e si arriva a metà tempo su un 3-4 che la dice tutta sulla bravura dei rispettivi portieri), Jicha dai sette metri ritrova il perfetto equilibrio tra le squadre, Omeyer disinnesca per due volte le bombe di Igropulo dalla distanza, Zeitz s'incarica di riportare avanti i tedeschi, e quindi di rispondere a Sarmiento con un'efficace penetrazione/dimostrazione di forza.

Retroguardie e portieri calano un po di intensità, ne beneficia il punteggio - specie dal lato Kiel (parziale di 5-3 in cinque minuti) - ma l'equilibrio rimane sostanzialmente inalterato, complice qualche palo di troppo da una parte e dall'altra. Almeno fino a quando, in sostituzione di un deludente Dominik Klein, arriva il 'ciclone Lundström': una tripletta dell'ala destra svedese, inframmezzata dai soliti numeri di 'Titi' fra i pali, e dal goal dell'ex Jérôme Fernandez, mandano in fuga i campioni d'Europa, e mandano in visibilio i diecimila della Sparkassen Arena, sul 12-8.

Il Barça, per giunta con un uomo in meno, sembra sull'orlo del baratro, e Jicha potrebbe spingerlo definitivamente a fondo dai sette metri, se solo un palo amico non salvasse i catalani, che quantomeno riescono a tamponare l'emorragia, anche grazie ad una rete del giovane Joan Saubich, ed a tornare negli spogliatoi dietro 'solamente' di quattro reti (10-14).

L'inizio della ripresa promette bene per i tedeschi: 'Zebre' subito in goal per il massimo vantaggio, e il poco incisivo Sorahindo spedito sulla panca dei cattivi lasciando il Barça nel bel mezzo della tempesta. Ma per quanto in difficoltà, si tratta pur sempre di una 'Barça' solida, che sa ritrovare le forze necessarie per reagire: Rocas, Entrerrios e Igropulo provano a riportare sotto la loro squadra, aiutata dal solito show di Saric e da una efficace 5-1 in difesa.

Uno degli assi nella manica del THW è la quantità di giocatori in grado di togliere le castagne dal fuoco in particolari momenti dell'incontro: se nel primo tempo era toccato ad Henrik Lundström, ora la fiammata è tutta del pivot Marcus Ahlm, che fa strage nella retroguardia avversaria e, con una straordinaria tripletta in pochi minuti, mantiene i teutonici a distanza di sicurezza, vanificando anche una rete di (pre)potenza di un Sorhaindo finalmente in grado di sfoggiare qualcosa di positivo.

Poi però lo svedese diviene protagonista negativo: si fa affibbiare un due minuti e manda Rocas sulla linea dei sette metri, consentendo al Barcellona di tenersi ancora in gioco (21-19) alle soglie dell'ultimo quarto. Per fortuna del Kiel un assurdo passaggio 'alla cieca' di Laszlo Nagy in versione Babbo Natale regala a Christian Zeitz e compagni la possibilità di tornare a più tre. L'ungherese si riscatta velocemente andando in rete, ma l'opportunità di far sentire ai tedeschi il fiato sul collo è andata, anche perché una spettacolare marcatura dall'angolo destro di Sprenger segna il passaggio ai dieci minuti conclusivi.

Andata? No, semplicemente rinviata. Daniel Sarmiento, tra i migliori dei suoi, trafigge Omeyer (meno in forma che nell'altra frazione: solo sei parate nella ripresa, opposte ai S-E-D-I-C-I interventi del primo tempo), costringendo coach Gislason a chiamare time-out su un pericoloso 23-22 ai nove della sirena. La difesa sei-zero degli uomini di Pascual si fa aggressiva (ne sa qualcosa Ahlm, ruzzolato a terra dopo un 'fraterno abbraccio' del roccioso connazionale Magnus Jernemyr) ma ciò non impedisce a Fernandez di bucarla con un tiro efficace e prezioso. La macchina della rimonta però è ormai avviata, e completa la sua opera con due velocissimi fast breaks, opera rispettivamente di Nøddesbo e Ugalde. Tanto da trovarsi sul 24-24 ai sei dalla fine. L'equilibrio è (tornato) massimo, la tensione é alle stelle, e così le emozioni.

Fernandez e Sarmiento inaugurano la lunga volata finale andando a segno dai rispettivi sei metri, quindi una bordata del giovane fenomeno Palmarsson fa esplodere i tifosi delle Zebre, e lascia esterrefatto il povero Saric. Un simile tentativo di Iker Romero si infrange sui pugni di Omeyer, tornato fenomeno al momento giusto, ma il francese nulla può fare sul successivo contropiede di Cristian Ugalde. Ed è sempre parità ai due dalla fine.

Il gioco si fa durissimo, ed è in questi frangenti che atleti come Filip Jicha sono chiamati a fare la differenza: il suo destro magico si eleva sopra il muro difensivo blaugrana e si infila tra Daniel Saric e il secondo palo della rete avversaria. Un goal inventato dal fuoriclasse boemo, a cui però replica dall'angolo destro Albert Rocas, e si entra nell'ultimo minuto come si era entrati nel primo. Una partita tutta da decidere nei sessanta secondi conclusivi.

I primi quarantadue trascorrono con il Kiel nella metà campo avversaria, e sembrano un'eternità ai tifosi della Sparkassen Arena, almeno fino a quando Jicha - di nuovo lui - si alza in volo e scarica un tiro micidiale che finisce dritto nella porta blaugrana. Nulla è deciso però: Xavi Pascual chiama un opportuno time-out e decide di togliere il portiere Saric e mettere in campo il 'rasta' Cédric Sorhaindo per ottenere un'indotta superiorità numerica. La quale da i suoi frutti: la difesa del Kiel non è all'altezza e lascia ancora una volta libero all'ala il catalanissimo Rocas, che sigilla la sua ottima prestazione battendo un Omeyer in questo caso non impeccabile, e stabilendo la parità definitiva a tre secondi dalla fine.

Le emozioni non sono finite comunque: Nagy si guadagna il rosso diretto per avere ritardato volontariamente la rimessa in gioco avversaria, e Gislason a sua volta gioca la carta 6+1 (fuori Omeyer, dentro Milutin Dragicevic), ma il tempo a disposizione è troppo poco, e l'ultimo, disperato tentativo di Jérôme Fernandez si infrange sulle braccia dei suoi ex-compagni.

Lo spettacolo termina con il Barcellona che esce imbattuto dalla tana avversaria per il secondo anno consecutivo. E se la volta scorsa era stata addirittura vittoria, quello di ieri è un pareggio che Rutenka (piuttosto deludente stavolta, al pari di Romero) e soci festeggiano alla stregua di un successo, in quanto evita tutte le implicazioni di due sconfitte consecutive al debutto di Champions, muove la classifica e manda un segnale ai rivali, che potrebbero ritrovare nuovamente più avanti nella competizione. Rimangono tuttavia i forti dubbi legati all'efficacia della manovra offensiva dei catalani.

Il Kiel a sua volta mette in mostra qualità degne di un Campione d'Europa, con un portiere marziano nella prima parte, e più che buono in generale, ma aspetta il rientro completo di Ilic e Andersson; per Narcisse si dovrà attendere fino a Marzo, anche se Fernandez, chiamato a sostituirlo, ha lasciato buone impressioni - che dovrà ad ogni modo confermare nelle prossime sfide.

Statistiche del match e situazione del Gruppo A (cliccare per ingrandire):