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lunedì 30 maggio 2011

EHF Champions League: Finale - Interviste nel dopo-partita

Xavier Pascual, allenatore del FC Barcelona Borges:. 'Prima di tutto lasciatemi dire che sono orgoglioso della mia squadra. Mi trovo d'accordo con Talant Dujshebaev sul fatto che il nostro portiere Danijel Saric sia stato il fattore che ha deciso la gara. E' la prima Champions League che vince, ed io sono molto contento per lui, sia come giocatore che come persona. La partita è stata una tipica finale, con gioco duro su entrambi i lati. Quest'anno ci troviamo dalla parte del vincitore, ma dopo la sconfitta in finale dello scorso anno, sappiamo bene anche cosa significhi stare dalla parte dei perdenti. I miei giocatori hanno dato tutto, e credo che il risultato finale sia persino riduttivo per quanto si è visto in campo. Dedico questa vittoria anche a tutti quelli che oggi erano per strada a festeggiare il successo del Barcellona nella Champions League di calcio'.

Danijel Saric, portiere del F.C. Barcelona Borges: 'Prima di tutto voglio ringraziare la mia squadra per il grande torneo disputato. Abbiamo infatti giocato un vero e proprio torneo negli ultimi due giorni, ed oggi abbiamo fatto veramente bene. Ringrazio sia il mio allenatore Xavier Pascual che Talant Dujshebaev per le belle parole che hanno detto su di me. E 'un grandissimo giorno per me , per la squadra, e per tutta la società. La finale di un anno fa è stato un incidente di percorso, ma quest'anno abbiamo vinto. Per riuscirci ci vogliono un po 'di fortuna, tanto duro lavoro e fiducia in sé stessi'.

Talant Dujshebaev
, allenatore del Renovalia Ciudad Real: 'Congratulazioni al Barcellona Borges per la loro vittoria; anche se naturalmente io adesso sono molto dispiaciuto. Come tutti possono immaginare, una sconfitta come questa fa molto male, però non posso rimproverare i miei giocatori, che hanno lottato e perso contro una squadra la cui superiorità è arrivata grazie ad un singolo giocatore, Danijel Saric. Ha fatto almeno quattordici parate difficili, e di conseguenza la mia squadra si è innervosita sia in attacco che in difesa, mentre gli avversari erano molto più precisi al tiro. Era uno di quei giorni (dove tutto va storto) ... Finisco parlando di Didier Dinart. Chiedo che la EHF lo proclami 'Giocatore dell'Anno'. Con la nazionale francese e con il Ciudad Real lui ha vinto tutti i titoli possibili, e pure l'impossibile .... Per me, da allenatore, è un piacere lavorare con un atleta che ogni giorno dà il massimo, e quindi mi piacerebbe che la Federazione (internazionale) gli rendesse onore; sarebbe anche il riconoscimento del fatto che gli sforzi difensivi sono importanti quanto un buon lavoro in attacco'.

Didier Dinart
, pivot del Renovalia Ciudad Real: 'Dal punto di vista personale, si è trattato di una partita molto difficile. Danijel Saric è stato bravissimo. Noi abbiamo lottato tutti, ma non siamo riusciti a farcela. Bisogna riconoscere che il Barcellona è stato migliore'.

domenica 29 maggio 2011

EHF Champions League: Barcellona Borges Campione d'Europa!!

La Coppa è del Barça!! Il Barcellona Borges completa un week-end assolutamente storico per la società sportiva catalana, conquistando, di fronte ai diciannovemila della Lanxess Arena, la Champions League di Handball nemmeno 24 ore dopo che la 'sezione' calcistica aveva trionfato a Wembley. Ed in maniera simile, denotando una superiorità abbastanza netta nei confronti dei loro avversari, per quanto pure questi fossero decisamente temibili. Se ieri era toccato al Manchester United di Sir Ferguson, oggi il 'malcapitato di turno' è il potente Renovalia Ciudad Real, che deve abbandonare i sogni di un veloce ritorno sul trono europeo, dove ora svetta la bandiera azulgrana. Per l'ottava volta. La 'Regina di Coppe' ha scritto una nuova pagina della sua storia.

Inizio veloce ed 'elettrico' con botta e risposta a suon di goal e difese piuttosto aggressive (ne fa le spese per primo Chema Rodríguez, il cui naso viene 'battezzato' da un irruento Laszlo Nagy), e con il pivot danese Jesper Nøddesbo a beffare più volte dalla linea la difesa nemica, troppo concentrata sui vari Nagy e Rutenka. Partita comunque equilibrata per una ventina di minuti circa, fino al 7-7, poi il Barcellona produce il primo allungo, grazie soprattutto al suo portierone Daniel Saric, autentica 'saracinesca umana', che oltre a fare il suo dovere tra i pali sin dall'avvio (ferma Jonas Källman lanciato in contropiede, neutralizza un rigore dello specialista Lazarov ecc. ecc...) si inventa addirittura un 'golazo' incredibile dalla propria porta (con la collaborazione di uno spaesato J.J. Hombrados, sostituto, oggi non sempre all'altezza, dell'infortunato Sterbik), mandando in visibilio i fans. NON quelli del Ciudad Real, ovviamente...

Se Abalo - oggi non nella sua migliore versione - e compagni avevano saputo reagire, con Rodríguez in veste di principale trascinatore, ai precedenti allunghi blaugrana, la magia estratta dal cilindro di Saric sposta l'inerzia del match tutta dalla parte del Barcellona. Quattro reti di fila, sigillate da un contrattacco di Cristian Ugalde, spianano la strada alla cavalcata catalana. La 'reazione' del Ciudad Real è affidata al povero García Parrondo, che prima cerca in tutti i modi di spiazzare Saric dai sette metri, ma non ci riesce, e poi, ormai 'ipnotizzato' dal portiere slavo, manda alle stelle un contropiede che avrebbe potuto riaprire i giochi. Si torna negli spogliatoi con la sensazione che i vincitori della Liga abbiano già una mano pure sulla Coppa.

Sensazione confermata nella ripresa: il più quattro (14-10) dell'intervallo cresce, a dispetto dei tentativi di rimonta del Ciudad Real (protagonisti soprattutto il combattivo polacco Mariusz Jurkewicz ed il macedone Lazarov) che però, oltre a trovare di fronte una difesa efficace e brava a metterli in difficoltà (complimenti pure ai vari Sorhaindo e Jernemyr), spesso vedono i loro tiri respinti al mittente dal 'solito' Saric. Che oggi para anche le mosche. E, tanto per non perdere l'abitudine, i contropiedi avversari: la sua nuova vittima è Virán Morros, oggi dalle polveri bagnate come molti suoi compagni. Nessuna sorpresa dunque che, a sette minuti dalla fine, il tabellone segni un eloquente 26-19 per il Barcellona Borges. In parole semplici: GAME OVER. Ma a dir la verità lo era da prima, dal massimo vantaggio già toccato sul 19 a 12 al minuto 39... Il mini-break seguente, che porterà il Ciudad Real sul 18-22 (min. 48) si sarebbe rivelato una mera illusione.

Gli ultimi istanti della partita, con molti degli uomini di Xavi Pascual che hanno ormai tolto il piede dall'acceleratore (Saric però non smette di esibirsi), servono giusto a rendere mano amara, agli uomini di Talant Dushebajev, una pillola comunque amarissima. Jesper Nøddesbo, il 'principe dei sei metri', anch'egli oggi fra i migliori dei suoi (e pensare che qualche tempo fa a Barcellona volevano mandarlo via ...), mette la ciliegina sulla torta con un goal all'ultimo secondo, che fissa il risultato sul 27-24 della sirena. Il cui suono scatena la festa dei vincitori.

Di tutti loro, compreso un visibilmente emozionato Iker Romero, che non poteva ambire ad una chiusura migliore della sua lunga esperienza in Catalogna. Il basco dal tiro devastante andrà al Füchse Berlino (contratto triennale) da campione d'Europa; nemmeno qualche piccolo screzio post-partita con Luc Abalo può cancellare la sua gioia.

Cliccare per ingrandire
Differita dell'incontro questa sera, alle ore 21:30 circa, sul canale televisivo satellitare Eurosport 2.

EHF Champions League: all'Amburgo la finalina per il 3° posto.

Va all'Amburgo la 'medaglia di bronzo' della Final Four di Colonia. Pur privi di un elemento di qualità come Blazenko Lackovic, i neo-campioni di Germania fanno loro il derby della Bundesliga, sconfiggendo il Rhein-Neckar Löwen con il punteggio finale di 33-31 (primo tempo 15-13).

E' stata una partita dall'andamento insolitamente semplice e ripetitivo: partenza-lampo dell'HSV, con un poker di reti consecutive subito a scavare il solco tra sè e gli avversari, e poi il Löwen, trascinato da Uwe Gensheimer, a rincorrere per tre quarti di gara, senza mai riuscire a rientrare, ed arrivando alla pausa sul 13-15 dopo aver cullato per un istante l'illusione di un possibile pareggio. Quando poi, dopo parecchi tentativi falliti, gettando al vento pure alcune superiorità numeriche, i 'Leoni' riescono finalmente ad agguantare la preda (sul 27-27: rigore di Olafur Stefansson, oggi top scorer dei suoi, intorno al 50°) ... se la lasciano di nuovo scappare in un attimo, vanificando in nemmeno un paio di minuti tutto il duro lavoro di 45 minuti.

Tre goal in successione dell'Amburgo chiudono di fatto i giochi, e ad Igor Vori e compagni basta amministrare - con il contributo decisivo del portiere svedese Per Sandström - il vantaggio negli ultimi istanti per portarsi a casa il match, piccola consolazione dopo la grande delusione del giorno prima. Oltre al croato ed allo svedese, nota di merito per Bertrand Gille, in rete una mezza dozzina di volte, e per Stefan Schröder. Bravo anche Torsten Jansen, che raggiunge il traguardo delle 1300 reti con la casacca dell'HSV Hamburg.

Complice l'infortunio di sabato che ha tolto di mezzo Slawomir Szaml, il Löwen recita piuttosto bene il ruolo di 'cenerentola' della manifestazione, perdendo - unica fra le quattro - entrambi gli incontri disputati. Il successo assoluto nella classifica marcatori di Gensheimer, a segno 116 volte in tutto, offre in realtà qualche motivo per sorridere ai tifosi della squadra tedesca, sui quali però gravano fitte nubi all'orizzonte: il boss della squadra, Jesper Nielsen, potrebbe infatti trasferire i migliori giocatori, tra cui la 24enne ala destra della nazionale tedesca, da Mannheim a Copenaghen, ovvero dal RNL al suo altro 'giocattolo', l'AG København, squadra per cui il magnate danese nutre grosse ambizioni.

** HSV Hamburg - Rhein-Neckar Löwen 33-31 (15-13)
HSV Hamburg: Bitter, Sandström; Bertrand Gille (6), Schröder (5), Igor Vori (5), Krzystof Lijewski (4), Jansen (3), Hens (3), Duvnjak (2), Guillaume Gille (2), Kraus (2, 2 rig.), Marcin Lijewski (1), Flohr, Lindberg, Lackovic, Schliedermann.
Rhein-Neckar Löwen: Fritz, Rominger (n.e.); Stefansson (7, 3 rig.), Sesum (5), Myrhol (5), Tkaczyk (3), Gensheimer (3, 2 rig.), Bielecki (2), Sigurdsson (2), Cupic (2), Müller (1), Groetzki (1), Schmid, Roggisch, Gunnarsson, Lund.

Parziali (ogni cinque minuti): 0-4, 3-6, 6-9, 7-11, 10-14, 13-15 (fine p.t.); 13-15, 15-17, 18-20, 21-23, 27-27, 28-30, 31-33 (fine incontro).

EHF Champion League: i link per scaricare le semifinali.

Dal forum spagnolo di Rojadirecta, i link Mega.upload per scaricare le due semifinali di EHF Champions League maschile giocate alla Lanxess Arena di Colonia il giorno Sabato 28 Maggio 2011. Cliccare sui link sotto.

ATTENZIONE: I link, o quantomeno alcuni di essi, potrebbero risultare temporaneamente indisponibili. Nel qual caso, riprovare in seguito ...

** Rhein-Neckar Löwen - F.C. Barcelona Borges
1ª parte (619 MB):
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* http://www.megaupload.com/?d=PORPUYI9
2ª parte (584 MB):
* http://www.megaupload.com/?d=4ZYR5D3T;
* http://www.megaupload.com/?d=11RJM9D6

** Renovalia Ciudad Real - HSV Hamburg
1ª parte (667 MB):
* http://www.megaupload.com/?d=OM9B2PT0;
* http://www.megaupload.com/?d=1HVAD6QZ
2ª parte (687 MB):
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sabato 28 maggio 2011

EHF Champions League Maschile: Finale 'all Iberian'. Passa anche il Ciudad Real ...

Aufwiedersehen Deutschland. A Colonia sarà finale 'Tutta Asobal'. I ventimila o quasi tedeschi della Lanxess Arena si troveranno costretti a vedere Barcellona Borges e Renovalia Ciudad Real contendersi lo scettro europeo. Dopo il successo dei catalani sul RNL, è infatti toccato agli eroi della Mancia, giustizieri dell'Amburgo nella seconda semifinale. Kiril 're dei sette metri' Lazarov (ottimo, come pure Luc Abalo e J.J. Hombrados; quest'ultimo subentrato a Sterbik, infortunatosi dopo pochi minuti di gara) e compagni hanno infatti prevalso per 28-23 al termine di una sfida iniziata male, con l'HSV che prova subito la fuga, ma raddrizzata velocemente.

Il 12-10 per gli spagnoli all'intervallo, frutto in particolare della solita grande difesa 'DOC' degli uomini di Duishebajev, delle parate di Hombrados con relativi contropiedi vincenti, e che poteva essere ancor più ampio senza le troppe palle perse dagli iberici, cresce fino al più sei (19-13) in un frenetico inizio di ripresa (introdotto da tre gol tutti di un fiato nei primi quaranta secondi ...); ma l'Amburgo non molla e, tirando fuori tutto il suo orgoglio, tra numeri di Johannes Bitter fra i pali e una fase difensiva adesso più efficace, torna sotto fino al 22-20. Alla squadra di coach Schwalb manca però l'ultimo spunto necessario a completare la rimonta.

Sono invece gli spagnoli a produrre l'accelerazione finale che, con un poker di reti consecutive, taglia le gambe agli avversari - con l'aiuto di un'avventata decisione dell'allenatore tedesco che, tradito dalle smanie di rimonta, toglie senza alcuna necessità Bitter dai pali e lascia la porta sguarnita; Abalo ringrazia e insacca - e di fatto 'esporta' il 'Clásico' spagnolo sul più grande palcoscenico internazionale. Per l'Amburgo arriva invece l'ennesima bocciatura a livello Champions, ancor più bruciante in quanto il trionfo nel campionato tedesco aveva illuso molti che questo fosse per loro l'anno buono in tutto e per tutto. Non avevano fatto i conti con la beffa del destino, che ha messo sulla loro strada, per l'ennesima volta, la 'bestia nera' Ciudad Real. Amburghesi eliminati dai 'manchegos' per la quarta di fila ... L'incubo continua.

** Ciudad Real - Amburgo 28-23 (12-10)
Renovalia Ciudad Real: Sterbik, Hombrados; Kallman (4), Viran Morros (1), Dinart (0), Davis (0), Abalo (5), Chema Rodríguez (1), Alberto Entrerríos (6), García Parrondo (2), Julen Aginagalde (0), Isaías Guardiola (1), Shevelev (0), Jurkiewicz (1), Lazarov (5, 4 rig.), Joan Cañellas (2).
HSV Hamburg: Bitter, Sandström; Vori (2), Guillaume Gille (1), Lindberg (5, 3 rig.), Krzysztof Lijewski (2), Duvnjak (2), Marcin Lijewski (0), Stefan Schröder (5), Torsten Jansen (1), Blazenko Lackovic (1), Matthias Flohr (0), Kraus (0), Bertrand Gille (0), Pascal Hens (4).

Arbitri:
Martín Gjeding, Mads Hansen (Danimarca).
2 Minuti: Abalo, Aginagalde (Ciudad Real) Vori, Jansen, Hens (HSV Hamburg).

Utim'ora: EHF Champions League. Leoni domati, il Barça è la prima finalista

Il Barcellona Borges è la prima finalista della Champions League maschile di pallamano 2010/11. Vincendo la resistenza di un Rhein Neckar Löwen molto coriaceo, i catalani si impongono con lo score finale di 30-28 al termine di una sfida intensissima e piena di emozioni, in cui ciascuna delle due squadre ha ribattuto colpo su colpo all'avversario. Partenza decisamente migliore per il Barça, trascinato da Juanin Garcia, mentre i tedeschi, che soffrono l'intensità difensiva avversaria, trovano la via del goal appena tre volte in un quarto d'ora. I blaugrana però non riescono a chiudere il match in anticipo, complice l'aggressività in difesa di Oliver Roggisch (tanto per cambiare, finito due volte sulla panca dei cattivi ...) e compagni e le parate di Szmal, e così gli uomini di Gudmundsson ne approfittano per rimontare, e tornare negli spogliatoi in perfetta parità (12-12 alla pausa).

Il Löwen ha addirittura più di qualche opportunità di passare in vantaggio a inizio ripresa, e dopo averne sprecata qualcuna riesce finalmente a mettere la testa avanti sul 16-15. Ma il Barça non si lascia intimidire, e ribalta immediatamente il risultato grazie ad un paio di contropiedi vincenti, resistendo successivamente ad una doppia inferiorità numerica. La lotta punto a punto continua fino al 20-20, poi emerge la maggior qualità degli uomini di Xavi Pascual, bravi a piazzare un 5-0, favorito dall'infortunio del portiere rivale Slawomir Szmal, e che di fatto spalanca le porte della finale. 'Icona' del loro ottimo momento è il rigore parato a Gensheimer dal giovane Gonzalo Perez de Vargas, la cui prodezza risulta complementare all'ottima prova di Danijel Saric tra i pali azulgrana. Assolutamente degno di nota è stato anche il contributo di Marco Antonio 'l'Italiano' Oneto; il pivot cileno con passaporto del nostro paese è risultato infatti decisivo in più di una occasione.

Dall'altro lato del campo però la grinta sfoggiata dai Leoni, che tengono fede al loro (sopran)nome per tutti i sessanta minuti, mantiene la sfida ancora aperta. Il RNL riesce però solo a ridurre lo scarto; Nagy e soci sono troppo bravi ed esperti per lasciarsi beffare, e conducono in porto una vittoria sofferta ma meritata. Il Barça ora attende la vincente della grande sfida tra Amburgo e Ciudad Real (fischio d'inizio alle 18:00). Con una certezza: neanche quest'anno la Lanxess Arena ospiterà un derby tedesco in finale.

** F.C Barcelona - Rhein Neckar Löwen 30-28 (12-12)
F.C. Barcelona Borges: Saric, Gonzalo Pérez de Vargas; Víctor Tomás (4), Nagy (2), Noddesbo (1), Raúl Entrerríos (3), Rutenka (5), Juanín García (5), Sarmiento (1), Jernemyr (0), Sorhaindo (1), Rocas (2, 2 rig.), Ugalde (2), Igropulo (1), Oneto (3).
Rhein Neckar Löwen: Szmal, Fritz; Cupic (4), Stefansson (4), Myrhol (2), Roggisch (0), Tkaczyk (2), Gensheimer (7, 2 rig.), Bielecki (3), Sesum (3), Schmid (1), Goetzki (1), Muller (1).

Arbitri: Nenad Krstic, Peter Ljubic (Slovenia).
2 minuti: Jernemyr (min. 23 e 41), Nagy (min. 40), Oneto (min. 54), Myrhol (min. 12), Roggisch (min. 27 e 36), Tkaczky (min. 55).

Champions League maschile: oggi parte la Final Four!

Parte fra poco, nella maestosa cornice della Lanxess Arena di Colonia, che ospita l'evento per il secondo anno consecutivo, la due giorni che assegnerà il titolo di campione europeo maschile di pallamano 2011. Tra oggi e domani sapremo chi salirà sul trono lasciato vacante del THW Kiel. Quattro le candidate, tutte di qualità, equamente suddivise tra i due campionati migliori del mondo.

Le prime ad andare in scena saranno, alle 15:15, Rhein-Neckar Löwen e Barcellona Borges. I tedeschi sono forse la meno temibile tra le protagoniste della Final Four, e vengono da un momento non proprio esaltante (vedasi la deludente prestazione nella Coppa di Germania) ma coach Gudmundur Gudmundsson può fare affidamento su una quantità di fuoriclasse (Uwe Gensheimer, Karol Bielecki; Bjarte Myrhol, il portiere Szmal, solo per citarne alcuni) tale da rendere i 'Leoni' in grado di sgambettare chiunque. Come peraltro già dimostrato alcuni mesi or sono nella fase a gruppi, quando espugnarono il Palau Blaugrana, e poi resistettero alle brame di vendetta catalane nel match di ritorno, conclusosi in parità.

Il Barcellona è uscito indenne da tutti i match disputati in terra tedesca nell'attuale stagione, con pure una dimostrazione di potenza offerta a Kiel, ma che conservano un amaro ricordo della finale dello scorso anno, sempre alla Lanxess Arena. Il loro ritorno sul luogo del delitto sarà certamente accompagnato da una forte sete di rivincita. Xavi Pascual, che per quanto i suoi uomini possano risultare favoriti non si fida dei rivali, dovrà fare i conti con un'assenza di peso, quella dell'infortunato portiere Johan Sjöstrand, rimpiazzato dal giovane Gonzalo Pérez de Vargas, promettente ma forse ancora troppo acerbo per un appuntamento del genere.

Alle 18:00 in punto tocca alle altre due semifinaliste, dai nomi prestigiosi e dal roster altrettanto notevole. Amburgo e Renovalia Ciudad Real si daranno battaglia in una sfida che si preannuncia intensa e combattutissima, con le difese, punto forte di entrambi gli schieramenti, probabilmente a dettar legge.

I 'padroni di casa', assenti lo scorso anno proprio come il RNL, sono riusciti ad interrompere il lungo regno del Kiel nel campionato tedesco, e adesso puntano a rifarsi della passate delusioni anche in ambito europeo. Anche in questo caso abbiamo a che fare con una squadra i cui grandi nomi (Blazenko Lackovic, Igor Vori, Domagoj Duvnjak, Hans Lindberg, i fratelli Gille, i fratelli Lijewski) non hanno bisogno di presentazione, e lo stesso dicasi per l'allenatore Martin Schwalb. Oltre all'innegabile qualità l'HSV Hamburg potrà in qualche modo contare sul 'fattore campo', con numerosi fan al seguito, e sulla grande voglia di rivalsa nei confronti degli spagnoli, che hanno infranto i sogni di gloria dei 'galletti' amburghesi per ben tre volte negli ultimi anni (2006, 2009 e 2010).

I tedeschi non troveranno però, dall'altra parte, una 'vittima sacrificale', ma piuttosto una delle squadre più forti di tutti i tempi: il Ciudad Real vincitore di due delle ultime tre edizioni del trofeo, e certamente ansioso di tornare sul tetto d'Europa dopo la 'parentesi' 2010. I ragazzi di Talant Dushebajev vengono anche da una Liga poco soddisfacente, in cui si sono dovuti inchinare al Barcellona, e la pur ottima vittoria nella coppa nazionale non è sufficiente per una squadra di tale lignaggio: solo un trionfo in Champions, o quantomeno la conquista della finale, salverebbe la stagione dei 'manchegos'. Che arrivano alla sfida con l'Amburgo da (leggermente) sfavoriti, ma con il loro parco-giocatori sono perfettamente in grado di ribaltare i pronostici e continuare la serie positiva a spese dei loro rivali odierni.

Diretta web sul portale EHFTV.com e televisiva sul canale satellitare Eurosport tedesco (satellite Astra 19:2° Est). Per chi ha scaricato il programma Sopcast, diretta con commento il lingua romena sul canale Digisport. Anche la televisione svizzera Schweizer Sport Fernsehen (www.schweizersportfernsehen.ch/) dovrebbe offrire il live streaming sul suo portale.

Differita degli incontri (con commento in Italiano?) questa sera – probabilmente a partire dalle 21 – su Eurosport 2.

sabato 14 maggio 2011

Champions League Femminile. Itxako e Larvik: OGGI un appuntamento con la storia!

Ore 19:15. L'inizio della fine. Comincia a quell'ora, infatti, l'ultimo atto della Champions League femminile 2010-11. Di scena al Pabellón Anaitasuna di Pamplona la grande sfida fra Itxako Reyno de Navarra e Larvik HK. Le spagnole si muovono, per l'occasione, dalla loro cittadina Estella-Lizarra fino al capoluogo regionale, mentre il Larvik giunge dalle fredde lande del nord con la missione di portarsi a casa il trofeo. Tutto ancora apertissimo dopo il 23-21 dell'andata per le norvegesi, frutto di sessanta minuti intensi ma non bellissimi, nei quali entrambe le contendenti avevano probabilmente sentito troppo la pressione per la posta in gioco.

Da una parte abbiamo l'entusiasmo e l'imprevedibilità (anche a livello tattico, con la difesa come arma vincente ...) di una squadra come l'Itxako che ha stupito tutti, arrivando in finale da assoluta outsider, ma che pur essendo già stata protagonista di una stagione da incorniciare non vuole fermarsi sul più bello, e punta a completare l'opera lasciando una nuova vittima eccellente (dopo le varie Hypo, Oltchim, Györi ETO, tutte potenze dell'handball femminile che si sono dovute inchinare alla truppa di Ambros Martin...) sul proprio cammino. Dalla veterana Emiliya Turey ad Oana Soit, dalla brasiliana Barbosa alla francese Tervel perno della difesa per arrivare all'ottima Silvia Navarro, baluardo della porta di Itxako e 'seleccion' spagnola, e chiudere con le varie Nerea Peña e Begoña Fernandez, la materia prima (giocatrici e qualità) per finalizzare la grande impresa non manca di certo. Spagnole per una volta lontane dalla loro abituale arena, ma che in cambio avranno il sostegno di un maggior numero di tifosi rispetto al solito ....

Dall'altro lato del campo, però, c'è semplicemente il Larvik Håndballklubb. Ovvero una 'macchina da pallamano' costruita per vincere tutto, innestando su un organico già ultra-competitivo nuovi arrivi di prestigio, che hanno reso il club del Vestfold l'ossatura di quella nazionale norvegese da anni dominatrice sulla scena europea. Curiosamente la Norvegia ha spesso fallito (molte volte per mano della Russia della Turey) gli appuntamenti mondiali, proprio come le sue squadre di club hanno lasciato a desiderare in ambito Champions. La vittoria nel massimo trofeo continentale per club rimane infatti uno dei pochi vuoti da colmare per svariate giocatrici del Larvik.

E quale migliore occasione di riempirlo che quella offerta dal match odierno? Classe ed esperienza non fanno difetto alle varie Tonje Larsen e Cecilie Leganger, giovincelle di oltre 35 anni che all'andata hanno dimostrato di saper ancora essere decisive, alla grande. E poi come non citare Gro Hammerseng, Linka Riegelhuth, il pivot Heidi Løke ... ? La squadra allenata da Tor Odvar Moen è tutta una parata di fuoriclasse, che hanno saputo reggere la pressione di ambienti caldissimi nei turni precedenti, e difficilmente si lasceranno impressionare dal 'muy caliente' pubblico spagnolo.

Le vichinghe, al momento quanto di più vicino alla perfezione, sono favorite d'obbligo, ma l'equilibrio che ha caratterizzato buona parte di gara uno alla Larvik Arena, unito all'esempio di clamorosi scivoloni (come quello casalingo con il Gyor nei gironi del Main Round) che ogni tant(issim)o capitano al Larvik, rendono ogni pronostico 'assoluto' ed unilaterale quanto mai prematuro.

Fiscio d'inizio questaa sera, Sabato 14 Maggio 2011, alle ore 19:15. Diretta web, come al solito, sul portale EHFTV.com, e pure sul canale rumeno Digisport (quest'ultimo visibile scaricando il programma Sopcast...)

Altri link ad eventuali live streaming dell'incontro potrebbero apparire, intorno all'orario del match, sui vari siti 'del mestiere' (rojadirecta, livescoreunhter, fromsport, ATDHE.net eccetera ...).

Differita televisiva su Eurosport 2 domani (Domenica 15 Maggio) alle ore 13:00 ed alle 23:00.

sabato 7 maggio 2011

Ultim'ora: Larvik - Itxako 23-21 (8-9)

Il Larvik HK si aggiudica il primo round della finale di Champions League femminile tra le mura amiche, ma senza scavare fra sè e le avversarie il solco che molti si aspettavano. Successo norvegese di due reti (23-21) al termine di un match intenso ed emozionante anche se non bellissimo, con buone difese e portieri ma un po' troppi errori in fase offensiva, ai quali non è estranea la forte pressione per la posta in palio.

Non a caso proprio le veterane di mille battaglie Tonje Larsen e Cecilie Leganger sono le migliori in campo per le scandinave; Barbosa, Martin ed il portier Navarro si distinguono invece tra le fila spagnole.

Buon inizio delle iberiche, avanti per quasi tutto il primo tempo, terminato su un 8-9 insolitamente basso. Il Larvik torna in campo maggiormente deciso, scappa sul 15-12 ed arriva fino al +4 (19-15), ma la gagliarda formazione navarra non si lascia travolgere, ed anzi contiene il distacco in termini più che accettabili. Tutto rimandato alla sfida del prossimo weekend a Pamplona, dunque.

Ulteriori dettagli a seguire.

EHF Champions League Uomini - Final Four 2011: orari definitivi

La European Handball Federation ha finalmente comunicato, sul sito internet dedicato all'evento, gli orari definitivi delle due partite di semifinale della Final Four di Champions League maschile, in programma alla Lanxess Arena di Colonia, Germania, sabato 28 Maggio.

Ecco il programma completo della manifestazione, inclusi gli orari delle due finali previste per il giorno successivo.


Semifinale # 1 - Sabato 28 Maggio 2011 - h. 15.15

Rhein-Neckar Löwen (GER) - F.C. Barcelona Borges (SPA)

Semifinale # 2 - Sabato 28 Maggio 2011 - h. 18.00
Renovalia Ciudad Real (SPA) -. HSV Hamburg (GER)

Finale 3°-4° Posto - Domenica 29 Maggio 2011 - h. 15.15
Perdente Semifinale # 1 - Perdente Semifinale # 2

Finale 1°-2° Posto - Domenica 29 Maggio 2011 - h. 18.00
Vincente Semifinale # 1 - Vincente Semifinale # 2

La Champions e le altre: anteprima finali coppe europee femminili

Week-end molto ricco, a livello internazionale, per gli appassionati di pallamano femminile. Tra oggi e domani sono infatti in programma gli incontri di andata di ben tre finali delle coppe europee.

Il piatto forte, manco a dirlo, è rappresentato dai primi sessanta minuti della sfida che assegnerà la Champions League 2010-11. Il trono lasciato vacante dal Viborg HK, autore di una stagione perfettamente disastrosa (fuori subito dalla Champions, simile destino in Coppa Coppe, e la settimana scorsa hanno compiuto pure l'impresa di venire eliminati in semifinale play-off dal campionato che fino allo scorso anno dominavano), è conteso dalle ultime due partecipanti rimaste in corsa: la più attesa delle finaliste ed una delle meno probabili.

La prima è ovviamente il Larvik Håndballklubb, macchina da guerra costruita per la vittoria. Che, dopo anni di trionfi in patria cui non faceva riscontro una altrettanto vincente traiettoria europea, sembra in grado di portare a casa il massimo trofeo continentale. Dal mitico portiere Cecilie Leganger (classe 1975), che sfida con successo età ed avversarie, al pivot Heidi Løke, di gran lunga il numero uno al mondo nel suo ruolo, dalla carismatica centrale Gro Hammerseng alla sua ... ex-fidanzata Katja Nyberg, la quale dopo essere rimasta fuori quasi tutta la stagione causa infortuni non poteva certamente perdersi la finale (la sua effettiva presenza in campo rimane però in dubbio), ed a tante altre fuoriclasse, la 'parata di stelle' della corazzata vichinga è impressionante. Il punto debole della squadra nordica è forse rappresentato dall'allenatore: Tor Odvar Moen, di poca esperienza, almeno alla guida diretta di una compagine di tale livello, subentrato a Karl Erik Bøhn dopo il clamoroso licenziamento di quest'ultimo, dovuto a dissidi con la società e non certo a mancanza di risultati, a fine 2010. Ma anche il neo-coach della squadra del Vestfold è sembrato in grado di fare molto bene.

Sull'altro lato della barricata c'è la 'rivelazione' Itxako Reyno de Navarra, il cui approdo alla sfida conclusiva non è però frutto del caso. Anche loro, come il Larvik, erano stati protagonisti di un'aggressiva campagna-acquisti che aveva portato ad Estella (Lizarra, se preferite la parlata basca ...), tra le altre, la forte rumena Oana Soit e due elementi di grande esperienza quali il terzino Raphaëlle Tervel, capitano della nazionale francese, ed Emiliya Turey, ala russa di origine africana già vincitrice della Champions League in passato con lo Slagelse danese e pluri-campionessa mondiale con la sua nazionale.

Innesti effettuati su un roster già di tutto rispetto, ma che non avevano impedito a molti di 'snobbare' la squadra spagnola ad inizio stagione, preferendole, nei pronostici, il Larvik HK oppure le 'solite' danesi, o anche l'Oltchim rumeno ed il Győri ETO regina d'Ungheria. E invece, tra fasi a gruppi e semifinali, le ragazze di coach Ambros Martin hanno fatto fuori tutte le loro avversarie, comprese le due grandi potenze est-europee, e si sono guadagnate con pieno merito un biglietto, da protagoniste, per l'ultima rappresentazione stagionale.


Il Larvik arriva alla finalissima da chiara favorita, ed in gran forma. Come ribadito dalla maniera in cui hanno asfaltato ogni rivale nel loro campionato, stravinto per l'ennesima volta. Fuori il Byåsen Trondheim (che fino a poco tempo fa riusciva almeno a dar loro filo da torcere di tanto in tanto, mentre adesso il divario tra le due squadre è troppo esagerato...) in semifinale, senza storia la finale contro il Tertnes Bergen: la 'Final Four' del passato week-end non è stata altro che un allenamento nel 'cortile di casa' per Tonje Larsen e compagne, un'ulteriore iniezione di fiducia nelle vene di campionesse ultra-determinate a colmare uno dei pochi vuoti rimasti nelle gloriose carriere di molte di loro.

Dare la coppa in anticipo alle norvegesi sarebbe comunque prematuro, così come sottovalutare l'Itxako, la cui forte difesa e le capacità di modificare le strategie di gioco in corsa potrebbero mettere in seria difficoltà le bocche da fuoco scandinave, rischia di rivelarsi un grave errore. Qualcuno, all'Oltchim come al Győri ETO ed in altri posti, l'aveva forse già fatto, ed i risultati parlano da soli: in finale ci sono le spagnole, mentre tante stelle della pallamano europea (da Anita Gőrbicz a Cristina Neagu, a molte altre ancora) staranno a guardare il match davanti alla TV.

Il cammino verso la finale delle norvegesi è stato impressionante, costellato di partite travolgenti di cui hanno fatto le spese anche rivali di qualità come il Budućnost Podgorica. Ma non privo di macchie: la sconfitta di Valcea, in un match comunque inutile ai fini della qualificazione, e soprattutto il clamoroso scivolone casalingo contro il Győr nel Main Round dimostrano che il Larvik non è imbattibile, e danno qualche speranza in più alle iberiche. Il precedente della Stelioplast Cup, con le scandinave che battono l'Itxako in finale per 25-19, è invece di buon auspicio per il Larvik; ma si trattava di un torneo pre-campionato risalente all'estate scorsa. Anche in Norvegia sanno che una finalissima di Champions League, competizione in cui le due compagini non si sono mai affrontate in precedenza, è tutt'altra cosa.

Fischio d'inizio alle 16:45 odierne, con la Larvik Arena comprensibilmente esaurita, e l'arbitraggio affidato ai croati Matija Gubica e Boris Milosevic. Per chi non sarà sul posto, c'è comunque la diretta streaming di EHFTV.com, e la differita - domani alle 16:30 ed alle 23:00 - su Eurosport 2.

Domani, domenica 8 Maggio, sarà anche il giorno dell'andata delle finali di Coppa Coppe ed EHF Cup. Con la Spagna ancora protagonista nel primo caso: il Mar Alicante fa infatti visita alle ungheresi del Ferencváros Rail Cargo Hungaria. Ricoprendo, come l'Itxako, il ruolo della sfavorita che potrebbe regalarci qualche sorpresa, magari approfittando del ritorno casalingo. Il tutto avrà inizio, alla Dabas-Diego Sportcsarnok, alle ore 15, con i bielorussi Gousko e Repkin a dirimere la contesa, ed EHFTV.com a fornire la diretta internet.

Sfida interamente danese in Coppa EHF: se il Viborg ha deluso su tutti i fronti, sono rimaste FC Midtjylland Handball e Team Tvis Holstebro a salvare l'orgoglio del campionato numero uno al mondo. La prima è una realtà da anni vicino ai vertici del movimento nazionale ed internazionale, ora con l'opportunità di fare il grande salto, sia in patria, dove si giocheranno il titolo dopo aver estromesso il Viborg, sia in Europa, in quel torneo vinto nove anni fa e di cui sono state finaliste nel 2007. La seconda è una piacevole sorpresa che non molti ritenevano in grado di giungere all'atto finale, ed invece ora si trova di fronte ad un appuntamento storico, decisa a fare un nuovo sgambetto a più quotate avversarie. Si parte alle 16:50, con direzione di gara made in Serbia (Branka Maric e Zorica Masic), ma pure un tocco di 'italianità', visto che sarà proprio Marco Trespidi a ricoprire il ruolo di delegato EHF. Anche in questo caso, partita in streaming su EHFTV.com.

Sabato 7 Maggio - h. 16:45 (Champions League)
Larvik HK (NOR) - Itxako Reyno De Navarra (SPA)

Domenica 8 Maggio - h. 15:00 (Coppa Coppe)
FTC-Rail Cargo Hungaria (UNG) - C.B. Mar Alicante (SPA)

Domenica 8 Maggio - h. 16:50 (Coppa EHF)
FC Midtjylland Handball (DAN) - Team Tvis Holstebro (DAN)

Tutte le partite in diretta web su ehftv.com.

venerdì 6 maggio 2011

Champions League donne. La finale secondo Raphaëlle Tervel (Itxako).

Veterana di mille battaglie - alcune delle quali, la passata stagione, proprio con la maglia delle sue prossime avversarie - Raphaëlle Tervel, 32enne carismatico capitano della nazionale francese, oro ai Mondiali 2003 ed argento nel 2009, è uno dei perni della difesa dell'Itxako Reyno de Navarra. Quando si trasferì dal Larvik, in cui in realtà aveva militato solo pochi mesi - dopo 10 anni nella natia Besançon ed un triennio all'Akaba Bera Bera basco - nessuno o quasi avrebbe immaginato di vederla in finale di Champions League, contro la sua precedente squadra.

Tanto meno dopo la stagione travagliatissima nel club spagnolo: fuori per cinque mesi a causa di problemi alla spalla, ne salta poi altri due in seguito a una distorsione alla caviglia. Ma come in ogni favola che si rispetti, i buoni trionfano: lo spirito di sacrificio ed il richiamo che solo una finale di Champions League può offrire hanno la meglio. In realtà per completare il lieto fine ci vorrebbe pure una vittoria contro le norvegesi, ma già il fatto di essere della partita dopo tali premesse rappresenta, per la Tervel, un grande successo, del quale parla ai microfoni di eurohandball.com, sito ufficiale dell'EHF.

ehfCL.com: Come si sente dopo tutti questi infortuni?
Raphaëlle Tervel: E' stata una stagione straordinariamente difficile per me. Però ora mi sento meglio ogni giorno che passa. Dopo i miei infortuni, la squadra si è data nuovi obiettivi, che mi hanno motivato tantissimo a recuperare. Mi sono preparata ottimamente per le prossime sfide, e spero di essere pronta al 100% ad aiutare le mie compagne.

ehfCL.com: Si sente dunque pronta a fare il suo ritorno in campo in una partita così difficile come una finale di Champions League ?
Raphaëlle Tervel: Ora mi sento benissimo. Giocare la finale di Champions League è la più grande fonte di motivazione che una giocatrice possa avere. E' la mia prima finale, e probabilmente sarà anche la mia ultima possibilità di vincere questo trofeo, per cui sono certa di essere prontissima.

ehfCL.com: E l'Itxako è pronto per questa sfida?
Raphaëlle Tervel: Sì, naturalmente. Siamo convinte di poter vincere. Siamo migliorate molto lungo il corso della stagione e adesso giochiamo ad alti livelli. In difesa siamo in grado di applicare diversi sistemi, e l'ambiente all'interno della squadra è ottimo. Ma tutto questo è normale: se si vince, tutto va bene ...

ehfCL.com: Quanto sono utili le partite del campionato spagnolo per l'Itxako?
Raphaëlle Tervel: Dopo la semifinale contro il Györ abbiamo avuto una settimana di riposo, il che è stato ottimo per noi. Poi abbiamo giocato due partite nel campionato spagnolo, interessanti e utili. Partite che ci hanno dato l'opportunità di sperimentare diverse alternative. Di preparare al meglio le sfide con il Larvik, ed al tempo stesso recuperare lo stesso 'feeling' delle partite contro il Györ.

ehfCL.com: Cosa pensa del Larvik?
Raphaëlle Tervel: Che giocano una pallamano molto veloce. Fondamentalmente ... correre, correre e correre (risata). E' chiaro che hanno lavorato molto sodo, perché giocano come una vera squadra, un gruppo. I loro contropiedi sono efficaci e spesso decisivi. Non dovremo quindi perdere palloni a causa di errori inutili. Sappiamo bene che ogni nostro errore si trasformerà in un goal ricevuto.

Champions League donne. Finale: parla Karoline Dyhre Breivang

Giunti ormai alle porte della gran finale di EHF Champions League femminile, il cui primo atto vedrà opposte Larvik HK ed Itxako Reyno de Navarra, in campo domani pomeriggio in Norvegia, gli 'intervistatori seriali' del sito ufficiale dell'EHF tornano in azione.

La loro prima vittima si chiama Karoline Dyhre Breivang, terzino che da anni rappresenta uno dei punti di forza della 'galattica' nazionale norvegese, ed esponente di quella 'generazione '80' che, assieme alle varie Gro Hammerseng, Katrine Lunde Haraldsen ecc., molto ha contribuito all'epopea una squadra che, tra Olimpiadi, Europei e tornei 'minori', ha mietuto e continua a mietere successi in giro per il mondo. Ma, come nel caso di altre fuoriclasse di Oslo e dintorni, al palmares della popolare (soprattutto nel suo paese) 'Karo' manca ancora qualcosa di significativo; ad esempio un titolo di campionessa d'Europa per club. Vuoto da colmare nei prossimi due week-end, se possibile.

Ecco come l'atleta norvegese dai rossi capelli vede l'imminente sfida contro le spagnole.

ehfCL.com: Cosa pensa dell'Itxako, vostro avversario nella finale di EHF Champions League?
Karoline Dyhre Breivang: Ci fa piacere incontrare una squadra come l'Itxako, che non avevamo mai affrontato prima in questa competizione.

ehfCL.com: Il Larvik è il favorito per la conquista del titolo?
Karoline Dyhre Breivang: E' difficile dire se in questa sfida ci sia un favorito o meno. Il risultato finale dipenderà dalla forma delle squadre nei giorni dei due rispettivi match.

ehfCL.com: Nella fase di preparazione all'attuale stagione siete riusciti a battere l'Itxako in finale di un torneo in Germania; un buon auspicio per il prossimo scontro di Champions League?
Karoline Dyhre Breivang: No, la situazione era completamente diversa, in quanto si trattava di un palazzetto più piccolo ed entrambe le squadre erano all'inizio della loro preparazione stagionale. A mio parere, sia noi che loro siamo migliorate nettamente rispetto ad allora.

ehfCL.com: Si aspettava che l'Itxako arrivasse fino a questo punto?
Karoline Dyhre Breivang: Prima dell'inizio del torneo, le spagnole non erano tra le principale favorite per la vittoria finale, ma nel Main Round, ed anche in semifinale contro il Györ, hanno disputato alcune partite impressionanti. Hanno iniziato nel gruppo più facile assieme a Lipsia, Hypo e Debrecen, ma dopo la vittoria nel loro girone della prima fase sono cresciute di partita in partita.

ehfCL.com: Finora la sua squadra ha perso solamente due volte in tutta la stagione: una, poco importante, con l'Oltchim Vâlcea, e poi la netta sconfitta in casa contro il Györ nel Main Round. Quest'ultima partita ha come 'suonato la sveglia' per voi?
Karoline Dyhre Breivang: No, io non la vedo così. Credo sia stata una sconfitta molto simile a quella subita in nazionale contro la Svezia a Lillehammer, nel Main Round degli scorsi Europei. Una semplice giornata nera, alla fine rivelatasi senza conseguenze, che non ha modificato il nostro cammino.

ehfCL.com: State già sognando il titolo della Champions League?
Karoline Dyhre Breivang: Abbiamo lavorato sodo per molti anni per arrivare dove siamo adesso. L'anno scorso avevamo raggiunto la semifinale, poi persa contro il Viborg; ma quest'anno abbiamo la possibilità di vincere il trofeo. Giocare una finale di Champions League non è soltanto il mio sogno personale, ma anche quello delle mie compagne. Abbiamo una buona squadra e, naturalmente, speriamo di sollevare il trofeo.

ehfCL.com: Giocare la partita decisiva in trasferta, a Pamplona, rappresenta uno svantaggio per il Larvik?
Karoline Dyhre Breivang: Io non lo vedo assolutamente come uno svantaggio. In questa stagione siamo riuscite diverse volte a fare bene in trasferta, come ad esempio nelle nostre vittorie a Györ ed a Podgorica. Ci concentreremo prima di tutto sulla nostra partita in casa, e poi cercheremo di vincere il titolo in Spagna.

ehfCL.com: La maggior parte delle sue compagne di squadra nella nazionale norvegese giocano pure nel Larvik. Non è un po' noioso stare con le medesime persone tutto l'anno?
Karoline Dyhre Breivang: Niente affatto, noi siamo un gruppo di ottime amiche. Abbiamo tutte investito buona parte del nostro tempo ed energie nei nostri progetti, sia con il Larvik che con la nazionale. Ci piace stare insieme tutto l'anno.

Champions League Donne: il video 'promozionale' spagnolo della finale

Direttamente dal canale Youtube della squadra, ecco come le ragazze dell'Itxako Reyno de Navarra si 'preparano' alla più grande sfida di sempre per il club sportivo spagnolo, la finale di Champions League donne contro il Larvik HK, il cui primo atto andrà in scena sabato pomeriggio in terra di Norvegia (diretta streaming sul portale ehftv.com; differita, con commento in Italiano, su Eurosport 2 domenica alle 16:30 ed alle 23:00)

Una maniera di 'prepararsi' piuttosto ... insolita, ma divertente nella sua originalità.

lunedì 2 maggio 2011

EHF Champions League: effettuati i sorteggi delle semifinali

Sono stati effettuari questo pomeriggio i sorteggi delle semifinali della Final Four di Champions League maschile 2011, in programma alla Lanxess Arena di Colonia, Germania, sabato 28 Maggio, una alle 15:15 l'altra alle ore 18:00; con la finalissima tra le due squadre vincitrici il giorno seguente.

Ecco i risultati:

** Rhein Neckar Löwen (GER) - FC Barcelona Borges (SPA)

** Renovalia Ciudad Real (SPA) - HSV Hamburg (GER).

Niente derby nazionali in semifinale dunque, ma rimane la possibilità di vederne uno nella finale di Domenica 29.

EHF Champions League: Barcellona, Ciudad Real, Amburgo ed RNL alla Final Four!!

Due squadre delle Bundesliga, due dell'Asobal. La grande sfida di fine Maggio alla Lanxess Arena partirà con un sostanziale equilibrio tra i maggiori campionati del mondo. Senza i detentori del trofeo, però. Niente festeggiamenti per Thierry Omeyer in mezzo ai giocatori del Barça questa volta. Anzi, il portiere francese, grande protagonista della vittoria tedesca nella finalissima dello scorso anno, con polemica esultanza a fine partita annessa, è stato tra i principali responsabili dell'eliminazione dei suoi, avvenuta ieri pomeriggio per mano dei blaugrana.

Una difesa colabrodo del THW Kiel nella prima parte di gara, ma anche e soprattutto un portiere lontanissimo dai suoi migliori momenti, hanno spianato la strada al successo di un Barcellona Borges che, al contrario, ha beneficiato delle parate di un Danijel Saric bravissimo a sfoggiare nuovamente il proprio talento. E ad aiutare i suoi a battere i grandi rivali per la terza volta in questa stagione (l'altra sfida, nella fase a gironi, era terminata in parità).

Dopo la vittoria di misura (27-25) catalana all'andata ci si aspettava una battaglia campale alla Sparkasse Arena. Così è stato solo per il primo quarto d'ora o giù di lì, fino al 6-5 che faceva sperare i tifosi delle 'zebre'. Gelati però subito dopo dagli errori in attacco dei loro atleti, dalle parate di Saric e dal modo in cui il Barcellona, con il pivot Jesper Noddesbo in testa, puniva gli avversari, rendendone vana la difesa 6-0. Un primo break porta gli uomini di Xavi Pascual sul 9-6, ed il vantaggio vola ancora più alto: sino al 18-12 del 26°. Lo score dell'intervallo (15-19) lascia pochissime speranze ai tedeschi, ma l'inizio ripresa di un grandissimo Siarhei Rutenka (a segno otto volte) e dei suoi compagni, che piazzano subito un micidiale 4-0, le cancella del tutto.

La sostituzione dell'abulico Omeyer con Andreas Palicka porta ad un'iniezione di euforia tra i giocatori tedeschi: il portiere si fa subito notare per alcune grandissime parate, ed il Kiel torna a meno cinque (20-25). Ma è un fuoco di paglia, utile casomai solo a far aumentare i rimpianti per non aver effettuato la sostituzione prima. Esaurito il momento magico dell'estremo difensore svedese, il Barcellona torna a colpire, e ritrova il più otto (31-23 per loro). I catalani hanno ormai il biglietto per Colonia tra le mani, e staccano il piede dall'acceleratore. La mini-rimonta finale del Kiel, che porterà sino al 33-36 della sirena, serve però solo a rendere la pillola meno amara, e ad aumentare il bottino personale di Marcus Ahlm e Filip Jicha. I Re d'Europa del 2010 hanno ufficialmente abdicato, e dopo quanto visto ieri sera, c'è già chi pensa che a sostituirli sul trono sarà proprio chi li ha battuti.

THW Kiel - F.C. Barcelona 33-36 (15-17) (andata 25-27)
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Sprenger (3), Zeitz (2), Ahlm (8), Jicha (6, 1 rig.), Ilic (8), Lundström (-), Palmarsson (-), Klein (3), Kubes (-), Andersson (2), Jerome Fernandez (1)
F.C. Barcelona Borges: Saric; Víctor Tomás (3), Nagy (4), Noddesbo (5), Jernemyr (-), Raúl Entrerríos (2), Juanín (4), Rutenka (8), Oneto (-), Igropulo (-), Sorhaindo (1), Sarmiento (3), Rocas (4, 3 rig.) y Ugalde (2)

Quella del Primo Maggio non è stata l'unica grande impresa del ritorno dei quarti. Sabato era toccato al Rhein Neckar Löwen, capace di espugnare il campo di Montpellier per 35-26, ribaltando il meno due (27-29) casalingo dell'andata, e lasciando fuori dalla finale a quattro proprio Karabatic e compagni, fermatisi all'ultima tappa prima di Colonia per il secondo anno consecutivo. In realtà le cose sembravano andare per il verso giusto per i francesi nel primo tempo, conclusosi sul 17-15 con i transalpini sempre al comando, grazie in particolare ad un prolifico Mladen Bojinovic. Ma non avevano fatto i conti con il 'fattore S': ovvero Slawomir Szmal. Prima di tornare in patria nelle fila del Kielce, il portierone polacco regala ai Leoni di Germania una prestazione da incorniciare nella ripresa, che aiuta in maniera fondamentale i tedeschi a staccare il biglietto per la Final Four.

Il Montpellier riesce ad andare a segno appena nove volte in un secondo tempo che già inizia sotto il peggiori auspici per loro: RNL subito avanti sul 18-17, e poi in grado di ribaltare anche il parziale dell'intera eliminatoria portandosi sul 24-21. Con il solo Karabatic (Nikola) a non gettare la spugna, e Vid Kavticnik in campo in non ottime condizioni, resistere all'avanzata dei cavalieri teutonici, trascinati in attacco dal solito Uwe Gensheimer (il capocannoniere di Champions terminerà l'incontro in doppia cifra) diventa impresa impossibile per i francesi che, totalmente incapaci di reagire, vedono il loro svantaggio lievitare sino sul 23-28 e poi all'umiliante score finale di 26-35. Un crollo tanto clamoroso quanto (forse) inaspettato, che fa felici i tedeschi e al tempo stesso priva ancora la Final Four di Nikola Karabatic, beffato in maniera simile a quanto successo nella finale di Champions alcuni anni fa, quando il suo Kiel vinse a Ciudad Real proprio per 29-27, ma perse partita e titolo fra le mura amiche al ritorno.

Montpellier - Rhein-Neckar Löwen 26-35 (17-15) (andata 29-27)
Montpellier Agglomeration HB: Stochl, Robin; Nikola Karabatić (6), Bojinović (6, 2 rig.), Accambray (5), Dipanda, Guigou (5), Luka Karabatić, Salou (3), Markez (n.e.), Honrubia, Hammed, Grebille (n.e.), Hmam, Kavticnik (1), Joli.
Rhein-Neckar Löwen: Szmal, Fritz (n.e.); Rominger (n.e.), Stefánsson (1), Šešum (6), Tkaczyk (4), Čupić (7), Gensheimer (10, 3 rig.), Gunnarsson (3), Schmid, Roggisch, Bielecki (3), Sigurdsson (1), Rigterink (n.e.), Groetzki (n.e.), Lund (n.e.).


Tante emozioni e sorprendenti trionfi esterni a Kiel e Montpellier. Poco da dire invece sulle due altre sfide. Sabato pomeriggio l'Amburgo certifica il suo passaggio alla Final Four, scontato dopo il +14 dell'andata, impattando nella tana del Chekhovskie Medvedi. A dir la verità non si è trattato di una passeggiata per i tedeschi, presi allo sprovvisto dalla partenza-lampo degli avversari, con punteggi (9-3 e poi 15-7) che, nel primo tempo, rischiavano di far traballare le germaniche certezze. Ma a cavallo tra i due tempi l'HSV rimette le cose a posto, prima tornando negli spogliatoi sotto di 'appena' cinque reti (14-19), e poi cominciando la ripresa nel verso giusto. Chiusa la porta ad ogni flebile speranza di qualificazione russa i tedeschi, trascinati da un ottimo Domagoj Duvnjak, si possono dedicare anche alla vittoria nel match.

Prima di tutto eguagliando lo score (28-28) intorno a metà ripresa, poi addirittura mettendo il naso avanti (32-31 e 35-33). Il Medvedi non ci sta e, grazie alle reti di Siarhei Harbok e Dmitry Kovalev, riesce quantomeno ad evitare una sconfitta immeritata, chiudendo il match sul 37-37. Lo scorso anno i russi conquistarono, unica squadra dell'Est, la partecipazione alla Final Four mentre l'Amburgo si fermò alle porte di Colonia; quest'anno le parti si sono invertite, e potete star certi che la truppa di Martin Schwalb andrà all'atto finale della Champions con intenzioni piuttosto serie.

Chekhovskie Medvedi - Amburgo 37-37 (19-14) (andata 24-38)
Chekhovskie Medvedi: Grams, Budkov; Harbok 8, Kovalev 8 (4 rig.), Shelmenko 5, Chernoivanov 4, Chipurin 4, Filippov 4, Dibirov 2, Starykh 2, Rastvortsev, Ivanov, Aslanyan n.e., Skopintsev n.e., Zotov n.e., Shishkarev n.e.
HSV Hamburg: Bitter, Sandström; Duvnjak 7, Hens 6, Vori 5, Lindberg 5 (2 rig.), K. Lijewski 5, Schröder 4, Flohr 2, Lackovic 1, Jansen 1, Schliedermann 1, B. Gille, G. Gille

Alla Lanxess Arena troveranno pure il Ciudad Real. Battuti in casa dal Flensburg per 22-21, gli spagnoli hanno perso ieri l'imbattibilità interna che durava da circa tre anni, ma nessuno alla Quijote Arena sembrava particolarmente afflitto. Il grande successo dell'andata (38-24) in terra di Germania era una perfetta assicurazione sulla Final Four. Tedeschi rimaneggiati, ma combattivi, tanto da piazzare un break di partenza, e chiudere la prima parte sul 13-9 dopo essere stati avanti di cinque lunghezze (11-6) quattro minuti prima. Troppo poco per sperare in una fantascientifica qualificazione, abbastanza per credere in una uscita di scene onorevole e vittoriosa.

Che gli uomini di Ljubo Vranjes fossero decisi a portare a casa il trionfo parziale lo si è notato pure dalla loro reazione al 5-0 che, al ritorno in campo, ha portato avanti gli iberici, il cui miglior realizzatore è stato, guarda caso, Kiril Lazarov. Il match si è quindi trasformato in una sfida punto a punto, con i tedeschi di nuovo in vantaggio (15-17), ma Viran Morros a ribaltare la situazione (21-20) ad un giro e mezzo di orologio dalla conclusione. Lasse Boesen impatta a mezzo minuto dalla fine, il palo nega il goal ad Alberto Entrerríos, ed il terzino destro svedese Tobias Karlsson regala la vittoria ai suoi a fil di sirena.

Ciudad Real - SG Flensburg 21-22 (9-13) (andata 38-24)
Renovalia Ciudad Real: Sterbik, Hombrados, Antonio Carreño; Kallman (4), Abaló (1), Cañellas (2), Alberto Entrerríos (1), Viran Morros (3), Dinart (-), Isaías Guardiola (-), Juanjo Fernández (-), Julen Aginagalde (1), David Davis (1), Shevelev (-), Lazarov (7, 1 rig.) y Jurkiewicz (1).
SG Flensburg-Handewitt: Rasmussen, Weidner (ps); Karlsson (1), Eggert (3, 1 rig.), Fahlgren (3), Mogensen (4), Mocsai (-), Heinl (3), Szilagyi (3), Boesen (4), Knudsen (1).

Il sorteggio che deciderà gli accoppiamenti della Final Four è fissato per le ore 15:00 di Lunedì 2 Maggio.

martedì 26 aprile 2011

EHF Champions League: tra Barça e Kiel la sfida rimane aperta

La sfida stellare fra Barcellona Borges e THW Kiel, ultimo quarto di finale della Champions League maschile in programma lo scorso fine settimana, non delude le attese. Le finaliste della passata stagione ci regalano una battaglia appassionante, terminata con vittoria dei padroni di casa, ma il margine conclusivo (+2; con lo score finale di 27-25), lascia i giochi totalmente aperti in vista di un ritorno in Germania che si preannuncia sul filo del rasoio.

Inizio con qualche errore da entrambe le parti, segno che la tensione è molto forte. E non potrebbe essere altrimenti, data la posta in palio. Una doppietta dai sette metri di Albert Rocas inaugura la partita, ma la reazione dei tedeschi, con Momir Ilić sugli scudi, non si fa attendere. Anche Christian Zeitz e Marcus Ahlm ci mettono del loro, mentre Titi Omeyer, spesso coadiuvato da una buona difesa 6-0, sembra ipnotizzare Juanín García, i cui contrattacchi risultano meno efficaci del solito.

Con tali premesse, e qualche contributo pure dell'ex di turno Jérôme Fernandez, non sorprende che le 'zebre' tentino la fuga, volando sul 15-11 a tre minuti dall'intervallo. Ma proprio gli istanti conclusivi della prima frazione vedono un ritorno impetuoso dei blaugrana: Rául Entrerríos, Konstantin Igropulo ed Iker Romero - il basco è alla sua ultima sfida internazionale casalinga in maglia azulgrana - riaprono in un battibaleno la contesa, anche grazie ad un'esclusione di Fernandez.

Il Barça completa la 'remontada' al rientro in campo: un ottimo Rutenka ed una rete di Víctor Tomás portano la squadra di casa avanti di due lunghezze (17-15) su un Kiel alle cui difficoltà in fase offensiva (un goal in dieci minuti a cavallo dei due tempi, mentre Palmarsson stavolta non brilla) non è certo estraneo l'arrivo di Daniel Sarić, al posto di Johan Sjöstrand, fra i pali catalani. Il bosniaco è più ispirato del collega svedese, ma dall'altro lato del campo il solito Omeyer non scherza, e la sfida rimane in equilibrio ancora per lungo tempo, con i già nominati Ilić e Rutenka a fare la loro parte ma anche i vari Laszlo Nagy e Filip Jicha (quest'ultimo efficace a dispetto di alcuni problemi alla mano) a minacciare le retroguardie avversarie, fino ad un nuovo allungo del Barcellona, che scappa sul 27-23, sigillato da un contrattacco del pivot danese Jesper Nøddesbo a due minuti dalla sirena.

Un divario che potrebbe indirizzare l'intera eliminatoria nella maniera desiderata dai catalani. Peccato (per loro) che una pessima gestione degli ultimi giri di lancetta da parte dei ragazzi di Xavi Pascual consenta al Kiel di dimezzare lo scarto: la rete di Fernandez, e soprattutto quella a fil di sirena di un Dominik Klein marcato poco adeguatamente, rischiano di avere un peso specifico enorme in vista del match in programma domenica prossima alla Sparkassen Arena. Dove, possiamo prevedere, il clima sarà caldissimo, ancor più di quanto lo è stato in un Palau Blaugrana che finalmente ha esibito un'affluenza di pubblico (ben oltre i cinquemila spettatori) degna di un grande incontro di pallamano.

** Barcelona Borges - THW Kiel 27-25 (14-15)
F.C. Barcelona Borges: Saric, Sjöstrand; Noddesbo (5), Juanín García (1), Víctor Tomás (3), Raúl Entrerriós (2), Sorhaindo (0), Sarmiento (0), Ugalde (O), Iker Romero (2), Nagy (5), Jernemyr, Rutenka (6, 2 rig.), Albert Rocas (2, 2 rig.), Oneto (0), Igropulo (1).
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Andersson (1), Dragicevic (0), Sprenger (2), Ahlm (3), Kubes (0), Reichmann (0), Zeitz (2), Palmarsson (0), Narcisse (0), Ilic (5, 2 rig.), Klein (3), Jicha (5), Jerome Fernández (4).
Parziali ogni cinque minuti: 2-1, 4-5, 5-6, 9-11, 11-13, 14-15 (fine pt), 15-15, 18-17, 21-20, 24-21, 25-23, 27-25 (finale).

domenica 24 aprile 2011

Champions Uomini: Kavticnik, Accambray e 'l'altro' Karabatic sbancano Mannheim

Il Montpellier Agglomeration HB ipoteca (o quasi) il passaggio del turno con una bella e meritata, anche se non facile, vittoria di due reti (29-27) sul campo del Rhein-Neckar Löwen.

La sfida parte all'insegna dell'equilibrio, e si mantiene tale per una ventina di minuti, con il Montpellier regolarmente avanti (a dispetto di qualche assenza e qualche penalità di troppo a loro inflitta dalla coppia arbitrale serba) ed i padroni di casa a rincorrerli con successo, trovando il modo di beffare più volte il portiere avversario Stochl. I francesi abbozzano una fuga sia sul 6-4 che sull'8-6, ma i Leoni li riacciuffano facilmente in entrambi i casi. Karabatic è sugli scudi, però stavolta non si tratta di Nikola, piuttosto in ombra per tutta la parte iniziale del match, bensì del fratello minore - e meno famoso - Luka, a segno quattro volte (su otto reti dei transalpini) nei primi 18 minuti. Una scelta obbligata, quella del 'fratellino' come pivot, ma che si rivela decisamente efficace.

Il time-out chiesto, sulle note di uno strano remix dell'indimenticata 'Tu vuo'fa' l'Americano' (nota di colore inaspettata), da coach Gudmundsson però regala i suoi frutti ai tifosi della SAP Arena, e con un Gensheimer in forma la squadra locale mette la testa avanti per la prima volta: 10-8 ai cinque dall'intervallo, approfittando di un calo offensivo degli avversari, 'aiutati' in questo da uno Slawomir Szmal in grande spolvero che, tra le altre parate, si esalta neutralizzando un contropiede di Michaël Guigou. La bordata del giovane William Accambray che, ad un giro di lancetta dalla prima sirena, pone fine ad una siccità in attacco durata più o meno una lunghissima dozzina di minuti è soltanto una goccia nel deserto, e non impedisce ai tedeschi di tornare negli spogliatoi su un ben augurante più tre (12-9).

Putroppo per loro, la musica cambia al rientro in pista: per quanto Grzegorz Tkaczyk - che propizia, prima dai sei metri e poi in contropiede, il massimo vantaggio degli uomini in nero - Szmal e Gunnarsson si sforzino di tenere l'avversario a debita distanza, un grande Vid Kavticnik e Karabatic 'il Giovane' guidano i francesi alla riscossa, riportandoli a meno uno, ed Accambray sigla il nuovo pareggio (18-18) al quarantesimo, mentre due minuti dopo Guigou ruba palla e addirittura riporta i suoi in vantaggio.

Tkaczyk e Michael Mueller, attori protagonisti del secondo tempo sul lato RNL, ribaltano la situazione e siglano il 21-20 con cui si entra nell'ultimo quarto d'ora di gioco, ma una doppia penalità alla squadra locale (con il solito Oliver Roggisch che non manca l'ennesimo appuntamento con la panca dei cattivi...) spiana la strada al nuovo vantaggio ospite, ed ancora Kavticnik in versione 'macchina da contropiede' riporta il MHB al più due (24-22). Quando poi, ai dieci dalla fine, 'Karabatic il Vecchio' trova finalmente l'angolo giusto per beffare Szmal, per il Löwen si fa notte fonda.

Ancora il polacco Tkacyzk, fra gli ultimi ad arrendersi, prova a trascinare i tedeschi alla rimonta, ma è costretto a fermare con le cattive un Nikola Karabatic ora davvero in partita, e si guadagna i suoi bravi due minuti in panchina. Accambray ringrazia e spedisce la banda di Caneyer sul +4 (28-24). E per quanto nomi altisonanti quali Karol Bielecki ed Uwe Gensheimer salgano in cattedra nei minuti finali, la difesa del Montpellier ne controlla, almeno parzialmente, la spinta agonistica. I Leoni riescono solo a dimezzare lo scarto, e finiscono battuti per 27-29. Le loro chances di accedere alla Final Four della vicina Colonia diventano remote, mentre i francesi, eliminati con parecchia sfortuna nei quarti della passata edizione, ora sono più vicini al grande appuntamento. Anche se rimangono sessanta, lunghissimi minuti da giocare. Ci si rivede nel Midi transalpino fra una settimana...

sabato 23 aprile 2011

EHF Champions League Uomini: Amburgo vicinissimo alla Final Four.

Dopo il Ciudad Real, anche l'Amburgo prenota un posto al banchetto della Lanxess Arena. I tedeschi strapazzano il malcapitato Chekhovskie Medvedi (38-24 lo score finale) e, per quanto il loro allenatore Martin Schwalb si sforzi di predicare prudenza nelle interviste post-match, ipotecano la qualificazione alla Final Four di Maggio.

Passato lo scambio di reti iniziale, unici momenti nei quali i russi paiono tener testa agli avversari, l'HSV spinge sull'acceleratore ed apre un primo, significativo varco fra sè ed i rivali. Trascinati in particolare da Krzysztof Lijewski, Stefan Schröder e Hans Lindbergh, gli uomini di Schwalb rendono inutile il time-out chiesto da Vladimir Maximov, e si portano sul 15-8 al minuto 21. Il Chekhov, tenuto a galla soprattutto dai terzini, reagisce e quantomeno riporta il gap al meno cinque (20-15 per i padroni di casa) dell'intervallo.

Amburgo incontenibile in fase offensiva nel primo tempo, seppur con qualche problemino in difesa. Ma a Schwalb è sufficiente stringere le maglie e cambiare portiere (fuori Johannes Bitter, dentro Per Sandström), ed ecco una seconda parte quasi perfetta. Compresi tre decisivi rigori parati agli avversari, che permettono ai tedeschi di raggiungere il massimo vantaggio (26-18) al minuto 42.

Nell'ultimo quarto del match, il divario continua a crescere, a dispetto di qualche buon intervento del portiere russo Oleg Grams e di un nuovo time-out voluto da Maximov: si passa al 29-20, e poi al 33-23 segnato dal tabellone ai cinque dalla fine. La 'via crucis'del Chekhovskie prosegue fino alla sirena, con Lijewski (7 reti) e Pascal Hens (6) che terminano alla grande il loro lavoro, e con un goal all'ultimo secondo a sigillare la partita e, di fatto, l'intera eliminatoria. La 'seconda volta' a Colonia è ormai una chimera per i russi, mentre i tifosi amburghesi possono già prenotare il viaggio in Renania-Vestfalia.

** HSV Hamburg - Chekhovskie Medvedi 38-24 (20-15)
HSV Hamburg: Bitter, Sandström; Krysztof Lijewski 7, Hens 6, Schröder 5, Lindberg 5 (5 rig.), Vori 4, Duvnjak 3, Flohr 3, B. Gille 3, Lackovic 2, Jansen, G. Gille
Chekhovskie Medvedi: Grams, Budkov; Filippov 4 (2 rig.), Chernoivanov 3, Harbok 3, Ivanov 3, Kovalev 2, Chipurin 2, Shelmenko 2, Aslanyan 1 (1 rig.), Rastvortsev 1, Shishkarev 1, Dibirov 1, Starykh 1

Rigori: 5/6 – 3/6
Penalità: HSV Hamburg 4 (Jansen 2, Vori, Duvnjak) Chekhovskie Medvedi 5 (Rastvortsev, Chernoivanov, Shelmenko, Harbok, Dibirov)
Arbitri: Csaba Kékes / Pal Kékes (Ung)
Parziali: 1:0 (1.), 1:2 (4.), 2:2 (5.), 3:3 (8.), 7:3 (11.), 7:4 (12.), 8:5 (14.), 10:5 (15.), 10:6 (16.), 12:8 (19.), 15:8 (21.), 15:9 (21.), 17:9 (23.), 17:10 (23.), 18:11 (25.), 18:13 (27.), 20:13 (29.), 20:15 (30.) – 20:16 (31.), 21:16 (32.), 21:17 (33.), 22:17 (34.), 22:18 (34.), 26:18 (42.), 26:19 (44.), 27:19 (45.), 27:20 (46.), 29:20 (49.), 29:22 (51.), 30:22 (52.), 30:23 (53.), 36:23 (59.), 36:24 (59.), 38:24 (60.)

EHF Champions League Maschile. Un week-end di grandi sfide.

Un fine settimana pasquale di grande pallamano è in agguato. Dopo l'anticipo di giovedì scorso ed il travolgente successo del Ciudad Real nella germanica Flensburg, la Champions League maschile completa l'andata dei quarti di finale tra sabato e domenica.

Si parte oggi alle 15:45 (arbitrano gli ungheresi Csaba e Pal Kekes) con la sfida meno equilibrata ed avvincente. Almeno in teoria. Di fronte HSV Hamburg e Chekhovskie Medvedi. Tedeschi favoriti, anche se il recente passo falso interno nella Bundesliga - di cui l'Amburgo rimane ad ogni modo capolista - contro il THW Kiel non è buon segno. Attenzione però a non sottovalutare i russi, già in grado di sovvertire i pronostici nei quarti di finale dello scorso anno, ed ormai realtà consolidata dell'handball continentale.

Il bielorusso del Medvedi Siarhei Harbok, che conosce bene la sua prossima avversaria avendola già sfidata più volte con la maglia del Rhein-Neckar Löwen, si è fatto portavoce, in un'intervista al sito dell'EHF, della determinazione dei moscoviti. Dovrà pero fare i conti con l'euforia dei fratelli Gille, che hanno recentemente rinnovato i rispettivi contratti con il club teutonico, e degli altri 'galletti' amburghesi. Nei precedenti di Champions tre vittorie di marca HSV, tutte però con scarti ridotti, ed un pareggio in terra russa.

I fans che non vogliono farsi mancare la loro buona dose di handball neppure nel giorno di Pasqua avranno abbastanza materiale per 'santificare la festa'. A cominciare dalle 17:45, orario d'inizio dell'interessantissimo match di Mannheim tra Rhein-Neckar Löwen e Montpellier HB, sotto la direzione dei serbi Nenad Nikolic e Dusan Stojkovic. Due formazioni che, curiosamente, si danno battaglia solo per la prima volta in Champions League.

Thorsten Storm, manager dei tedeschi, vede la sfida equilibrata, con il 50% di possibilità per entrambe le formazioni. Difficile dargli torto. Assenze di peso su entrambi i fronti: il tunisino Issem Tej ed il pivot David Juricek (quest'ultimo si trasferirà a fine stagione) per i francesi, il forte giocatore di linea vichingo Bjarte Myrhol per i tedeschi. Nikola Karabatic e compagni puntano a vendicare la sfortunata eliminazione, segnata dalle molte assenze, ad opera del Medvedi nei quarti della passata Champions, ma i 'Leoni' saranno più determinati che mai, anche perchè, con tutte le partenze certe (Olafur Stefansson, Gudjon Valur Sigurdsson, Slawomir Szmal) e probabili (tra cui forse Karol Bielecki) a fine stagione, e con il 'boss' Kasper Nielsen che potrebbe privilegiare la 'sua' altra squadra (AG Copenhagen) al RNL, le prossime annate rischiano di presentarsi piene di incognite.


Il piatto forte del turno di coppe viene però lasciato per ultimo. Domenica 24 Aprile, ore 19:30: va in scena al Palau Blaugrana l'ennesimo capitolo della lunga saga che ha per protagoniste Barcellona Borges e THW Kiel. Finaliste a Colonia undici mesi fa, con vittoria tedesca al termine di una battaglia emozionante, nuovamente di fronte nella fase a gruppi di questa stagione (pareggio in Catalunya, Barça corsaro in Germania), ed ora una contro l'altra armate, con gli scandinavi Kenneth Abrahamsen ed Arne M. Kristiansen a dirigere la contesa, per staccare il biglietto che dà accesso alla Final Four 2011, guarda caso ancora alla Lanxess Arena. Dal loro primo scontro diretto oltre dieci anni fa, in tutto nove vittorie per le zebre, sette per il Barcellona ed un pareggio.

I catalani arrivano allo scontro fra titani (in campo circa 120 titoli, tra cui otto di Campione d'Europa) da dominatori assoluti nella Liga, in cui hanno vinto tutte e 24 le sfide disputate, con sei punti di vantaggio sul Ciudad Real. La sconfitta con il Valladolid in Coppa del Re aveva acceso qualche segnale d'allarme in casa di Xavi Pascual, ma la vendetta (pesante: 36-23 in campionato) sul Cuatro Rayas è arrivata velocemente, ed al momento giusto per rassicurare i tifosi 'culès'. Recente iniezione di fiducia anche per gli attuali detentori del trofeo, che come già detto hanno sbancato Amburgo (38-35) poco tempo fa, ma il loro andamento altalenante in Bundesliga - comprese le prime due sconfitte consecutive in campionato dal lontano 1978 (!!) - li mantiene ancora lontani dalla vetta nazionale.

Diretta web di tutti gli incontri sul portale EHFTV.com. e, con tre rapprsentative della Bundesliga coinvolte, diretta TV Satellite sulla versione tedesca di Eurosport (satellite Astra, 19.2° Est).

BUONA PASQUA!