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martedì 4 settembre 2012

Alfred Gislason (THW Kiel): vogliamo ancora la Final Four

Un'intervista con Alfred Gislason, 52enne allenatore islandese dal 2008 sulla panchina di quel THW Kiel attuale campione d'Europa, è apparsa di recente sul sito web dell'EHF (European Handball Federation). Fra meno di quattro settimane, i detentori del titolo saranno attesi da un inizio da brividi della nuova stagione internazionale, visto come, proprio al debutto, le 'Zebre' incroceranno per l'ennesima volta le spade con i loro grandi rivali dell'Atlético Madrid, battuti dal Kiel nella Final Four di Champions della scorso maggio, ma presisi la rivincita nell'ultimo atto del Super Globe (il 'Mondiale per club') andato in scena solo pochi giorni fa a Doha, in Qatar. La rivincita della rivincita è in programma in Spagna il 30 settembre 2012, all'esordio di un gruppo molto ostico di cui, in molti si augurano, potrebbe far parte il Bozen, fra poco impegnato nella sua piccola 'Final Four': il turno preliminare di Champions League in terra di Romania (sfida con il Constanta alle ore 17 italiane di sabato prossimo). Il sorteggio non è stato molto benevolo verso i campioni in carica, ma Gislason non se ne lamenta. Anzi...

* ehfCL.com: Quali sono le sue aspettative verso la prossima stagione di VELUX EHF Champions League?
** Alfred Gislason: Siamo molto soddisfatti degli avversari che dovremo affrontare nella fase a gruppi. Saremo messi alla prova sin dalla partenza, e tutte quelle partite importanti rappresenteranno un grande spettacolo per i nostri tifosi. Sono sicuro che il nostro palazzetto sarà esaurito in ogni match, il che, mi auguro, ci aiuterà a rendere migliori le nostre performance. Il nostro obiettivo è ovviamente tornare alla Final Four; vogliamo spezzare la maledizione che ha finora impedito a tutti i passati campioni in carica di ripresentarsi a Colonia l'anno seguente.

* ehfCL.com: Quale significato ha la partecipazione alla EHF Champions League per lei e la sua squadra?
** Alfred Gislason: La VELUX EHF Champions League è la competizione numero uno di ogni stagione, in quanto mette di fronte tutte le migliori squadre del mondo, e ciascuna partita rappresenta una grande sfida per noi.

* ehfCL.com: Quali sono, a suo parere, le favorite di questa stagione per raggiungere la Final Four e per vincere il titolo?
** Alfred Gislason: Come ho già detto, noi vogliamo arrivare a Colonia. Oltre alla nostra squadra mi aspetto che Barcellona e Atlético Madrid prendano parte della Final Four. Ma pure compagini quali Veszprém, Berlino, Chekhovskie Medvedi, Flensburg o Montpellier hanno i mezzi per arrivare sino in fondo. A mio parere il livello della pallamano in Champions League non è mai stato alto come in questa stagione. Per cui risulta veramente difficile prevedere le 'grandi favorite'.

lunedì 30 maggio 2011

EHF Champions League: Finale - Interviste nel dopo-partita

Xavier Pascual, allenatore del FC Barcelona Borges:. 'Prima di tutto lasciatemi dire che sono orgoglioso della mia squadra. Mi trovo d'accordo con Talant Dujshebaev sul fatto che il nostro portiere Danijel Saric sia stato il fattore che ha deciso la gara. E' la prima Champions League che vince, ed io sono molto contento per lui, sia come giocatore che come persona. La partita è stata una tipica finale, con gioco duro su entrambi i lati. Quest'anno ci troviamo dalla parte del vincitore, ma dopo la sconfitta in finale dello scorso anno, sappiamo bene anche cosa significhi stare dalla parte dei perdenti. I miei giocatori hanno dato tutto, e credo che il risultato finale sia persino riduttivo per quanto si è visto in campo. Dedico questa vittoria anche a tutti quelli che oggi erano per strada a festeggiare il successo del Barcellona nella Champions League di calcio'.

Danijel Saric, portiere del F.C. Barcelona Borges: 'Prima di tutto voglio ringraziare la mia squadra per il grande torneo disputato. Abbiamo infatti giocato un vero e proprio torneo negli ultimi due giorni, ed oggi abbiamo fatto veramente bene. Ringrazio sia il mio allenatore Xavier Pascual che Talant Dujshebaev per le belle parole che hanno detto su di me. E 'un grandissimo giorno per me , per la squadra, e per tutta la società. La finale di un anno fa è stato un incidente di percorso, ma quest'anno abbiamo vinto. Per riuscirci ci vogliono un po 'di fortuna, tanto duro lavoro e fiducia in sé stessi'.

Talant Dujshebaev
, allenatore del Renovalia Ciudad Real: 'Congratulazioni al Barcellona Borges per la loro vittoria; anche se naturalmente io adesso sono molto dispiaciuto. Come tutti possono immaginare, una sconfitta come questa fa molto male, però non posso rimproverare i miei giocatori, che hanno lottato e perso contro una squadra la cui superiorità è arrivata grazie ad un singolo giocatore, Danijel Saric. Ha fatto almeno quattordici parate difficili, e di conseguenza la mia squadra si è innervosita sia in attacco che in difesa, mentre gli avversari erano molto più precisi al tiro. Era uno di quei giorni (dove tutto va storto) ... Finisco parlando di Didier Dinart. Chiedo che la EHF lo proclami 'Giocatore dell'Anno'. Con la nazionale francese e con il Ciudad Real lui ha vinto tutti i titoli possibili, e pure l'impossibile .... Per me, da allenatore, è un piacere lavorare con un atleta che ogni giorno dà il massimo, e quindi mi piacerebbe che la Federazione (internazionale) gli rendesse onore; sarebbe anche il riconoscimento del fatto che gli sforzi difensivi sono importanti quanto un buon lavoro in attacco'.

Didier Dinart
, pivot del Renovalia Ciudad Real: 'Dal punto di vista personale, si è trattato di una partita molto difficile. Danijel Saric è stato bravissimo. Noi abbiamo lottato tutti, ma non siamo riusciti a farcela. Bisogna riconoscere che il Barcellona è stato migliore'.

venerdì 6 maggio 2011

Champions League donne. La finale secondo Raphaëlle Tervel (Itxako).

Veterana di mille battaglie - alcune delle quali, la passata stagione, proprio con la maglia delle sue prossime avversarie - Raphaëlle Tervel, 32enne carismatico capitano della nazionale francese, oro ai Mondiali 2003 ed argento nel 2009, è uno dei perni della difesa dell'Itxako Reyno de Navarra. Quando si trasferì dal Larvik, in cui in realtà aveva militato solo pochi mesi - dopo 10 anni nella natia Besançon ed un triennio all'Akaba Bera Bera basco - nessuno o quasi avrebbe immaginato di vederla in finale di Champions League, contro la sua precedente squadra.

Tanto meno dopo la stagione travagliatissima nel club spagnolo: fuori per cinque mesi a causa di problemi alla spalla, ne salta poi altri due in seguito a una distorsione alla caviglia. Ma come in ogni favola che si rispetti, i buoni trionfano: lo spirito di sacrificio ed il richiamo che solo una finale di Champions League può offrire hanno la meglio. In realtà per completare il lieto fine ci vorrebbe pure una vittoria contro le norvegesi, ma già il fatto di essere della partita dopo tali premesse rappresenta, per la Tervel, un grande successo, del quale parla ai microfoni di eurohandball.com, sito ufficiale dell'EHF.

ehfCL.com: Come si sente dopo tutti questi infortuni?
Raphaëlle Tervel: E' stata una stagione straordinariamente difficile per me. Però ora mi sento meglio ogni giorno che passa. Dopo i miei infortuni, la squadra si è data nuovi obiettivi, che mi hanno motivato tantissimo a recuperare. Mi sono preparata ottimamente per le prossime sfide, e spero di essere pronta al 100% ad aiutare le mie compagne.

ehfCL.com: Si sente dunque pronta a fare il suo ritorno in campo in una partita così difficile come una finale di Champions League ?
Raphaëlle Tervel: Ora mi sento benissimo. Giocare la finale di Champions League è la più grande fonte di motivazione che una giocatrice possa avere. E' la mia prima finale, e probabilmente sarà anche la mia ultima possibilità di vincere questo trofeo, per cui sono certa di essere prontissima.

ehfCL.com: E l'Itxako è pronto per questa sfida?
Raphaëlle Tervel: Sì, naturalmente. Siamo convinte di poter vincere. Siamo migliorate molto lungo il corso della stagione e adesso giochiamo ad alti livelli. In difesa siamo in grado di applicare diversi sistemi, e l'ambiente all'interno della squadra è ottimo. Ma tutto questo è normale: se si vince, tutto va bene ...

ehfCL.com: Quanto sono utili le partite del campionato spagnolo per l'Itxako?
Raphaëlle Tervel: Dopo la semifinale contro il Györ abbiamo avuto una settimana di riposo, il che è stato ottimo per noi. Poi abbiamo giocato due partite nel campionato spagnolo, interessanti e utili. Partite che ci hanno dato l'opportunità di sperimentare diverse alternative. Di preparare al meglio le sfide con il Larvik, ed al tempo stesso recuperare lo stesso 'feeling' delle partite contro il Györ.

ehfCL.com: Cosa pensa del Larvik?
Raphaëlle Tervel: Che giocano una pallamano molto veloce. Fondamentalmente ... correre, correre e correre (risata). E' chiaro che hanno lavorato molto sodo, perché giocano come una vera squadra, un gruppo. I loro contropiedi sono efficaci e spesso decisivi. Non dovremo quindi perdere palloni a causa di errori inutili. Sappiamo bene che ogni nostro errore si trasformerà in un goal ricevuto.

Champions League donne. Finale: parla Karoline Dyhre Breivang

Giunti ormai alle porte della gran finale di EHF Champions League femminile, il cui primo atto vedrà opposte Larvik HK ed Itxako Reyno de Navarra, in campo domani pomeriggio in Norvegia, gli 'intervistatori seriali' del sito ufficiale dell'EHF tornano in azione.

La loro prima vittima si chiama Karoline Dyhre Breivang, terzino che da anni rappresenta uno dei punti di forza della 'galattica' nazionale norvegese, ed esponente di quella 'generazione '80' che, assieme alle varie Gro Hammerseng, Katrine Lunde Haraldsen ecc., molto ha contribuito all'epopea una squadra che, tra Olimpiadi, Europei e tornei 'minori', ha mietuto e continua a mietere successi in giro per il mondo. Ma, come nel caso di altre fuoriclasse di Oslo e dintorni, al palmares della popolare (soprattutto nel suo paese) 'Karo' manca ancora qualcosa di significativo; ad esempio un titolo di campionessa d'Europa per club. Vuoto da colmare nei prossimi due week-end, se possibile.

Ecco come l'atleta norvegese dai rossi capelli vede l'imminente sfida contro le spagnole.

ehfCL.com: Cosa pensa dell'Itxako, vostro avversario nella finale di EHF Champions League?
Karoline Dyhre Breivang: Ci fa piacere incontrare una squadra come l'Itxako, che non avevamo mai affrontato prima in questa competizione.

ehfCL.com: Il Larvik è il favorito per la conquista del titolo?
Karoline Dyhre Breivang: E' difficile dire se in questa sfida ci sia un favorito o meno. Il risultato finale dipenderà dalla forma delle squadre nei giorni dei due rispettivi match.

ehfCL.com: Nella fase di preparazione all'attuale stagione siete riusciti a battere l'Itxako in finale di un torneo in Germania; un buon auspicio per il prossimo scontro di Champions League?
Karoline Dyhre Breivang: No, la situazione era completamente diversa, in quanto si trattava di un palazzetto più piccolo ed entrambe le squadre erano all'inizio della loro preparazione stagionale. A mio parere, sia noi che loro siamo migliorate nettamente rispetto ad allora.

ehfCL.com: Si aspettava che l'Itxako arrivasse fino a questo punto?
Karoline Dyhre Breivang: Prima dell'inizio del torneo, le spagnole non erano tra le principale favorite per la vittoria finale, ma nel Main Round, ed anche in semifinale contro il Györ, hanno disputato alcune partite impressionanti. Hanno iniziato nel gruppo più facile assieme a Lipsia, Hypo e Debrecen, ma dopo la vittoria nel loro girone della prima fase sono cresciute di partita in partita.

ehfCL.com: Finora la sua squadra ha perso solamente due volte in tutta la stagione: una, poco importante, con l'Oltchim Vâlcea, e poi la netta sconfitta in casa contro il Györ nel Main Round. Quest'ultima partita ha come 'suonato la sveglia' per voi?
Karoline Dyhre Breivang: No, io non la vedo così. Credo sia stata una sconfitta molto simile a quella subita in nazionale contro la Svezia a Lillehammer, nel Main Round degli scorsi Europei. Una semplice giornata nera, alla fine rivelatasi senza conseguenze, che non ha modificato il nostro cammino.

ehfCL.com: State già sognando il titolo della Champions League?
Karoline Dyhre Breivang: Abbiamo lavorato sodo per molti anni per arrivare dove siamo adesso. L'anno scorso avevamo raggiunto la semifinale, poi persa contro il Viborg; ma quest'anno abbiamo la possibilità di vincere il trofeo. Giocare una finale di Champions League non è soltanto il mio sogno personale, ma anche quello delle mie compagne. Abbiamo una buona squadra e, naturalmente, speriamo di sollevare il trofeo.

ehfCL.com: Giocare la partita decisiva in trasferta, a Pamplona, rappresenta uno svantaggio per il Larvik?
Karoline Dyhre Breivang: Io non lo vedo assolutamente come uno svantaggio. In questa stagione siamo riuscite diverse volte a fare bene in trasferta, come ad esempio nelle nostre vittorie a Györ ed a Podgorica. Ci concentreremo prima di tutto sulla nostra partita in casa, e poi cercheremo di vincere il titolo in Spagna.

ehfCL.com: La maggior parte delle sue compagne di squadra nella nazionale norvegese giocano pure nel Larvik. Non è un po' noioso stare con le medesime persone tutto l'anno?
Karoline Dyhre Breivang: Niente affatto, noi siamo un gruppo di ottime amiche. Abbiamo tutte investito buona parte del nostro tempo ed energie nei nostri progetti, sia con il Larvik che con la nazionale. Ci piace stare insieme tutto l'anno.

martedì 8 febbraio 2011

Joan Cañellas: 'Febbraio? Sarà un mese molto difficile'.

Lasciati alle spalle i Mondiali di Svezia, torna la Champions League maschile. Già mercoledì 9 Febbraio si affrontano quattro squadre, impegnate in due recuperi dei turni precedenti. Tra loro c'è il 'todopoderoso' Ciudad Real, che alle otto della sera ospita alla Quijote Arena il San Pietroburgo russo, in un match che potrebbe lanciare definitivamente i campioni di Spagna verso il primo posto finale nel gruppo D.

Iberici privi per alcune settimane di Jonas Källman, ala sinistra uscita malconcia dal mondiale casalingo, e reduci da una vittoria - al rientro in Asobal - molto più faticosa del previsto. Ma comunque arrivata, a testimonianza della grinta e delle risorse di una multi-nazionale di successo che può contare anche sui neo-campioni (nonché bi-campioni) del mondo Luc Abalo e Didier Dinart. E da pochissimo tempo sul pivot ucraino Olexandr Shevelev, arrivato nella Mancia dallo Zarya Kaspiya in sostituzione di Egor Evdokimov.

Di questo ed altro ha parlato, sul sito ufficiale dell'EHF, Joan Cañellas Reixach, centrale catalanissimo che paradossalmente sta nelle fila dei grandi rivali di quel Barcellona simbolo assoluto della Catalogna. E che con la maglia della nazionale spagnola ha recentemente conquistato il bronzo mondiale nelle fredde lande scandinave.

Joan Cañellas. Un catalano tra i nemici del Barça.
Cliccare per ingrandire.

ehfCL.com: Il Mondiale è ormai finito, e la sua squadra è attesa da un mese piuttosto complicato. Come vi sentite?
Joan Cañellas: E 'difficile tornare alle vecchie abitudini. Per diverse settimane siamo rimasti concentrati sulla nazionale, ed alla fine abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Eravamo stanchi ma molto felici. Dopo una situazione come questa, non è facile tornare anche solo alla vita 'di tutti i giorni'. Quando ti trovi nella squadra di club hai a che fare con sfide diverse, modalità di lavoro diverse, un sistema diverso (rispetto alla nazionale). Adattarsi a tutto ciò è complicato, ma è pur sempre il nostro lavoro.

ehfCL.com: Perché avete dovuto faticare molto per vincere la partita di campionato con l'Antequera?
Joan Cañellas: È vero, abbiamo sofferto più del previsto. L'Antequera è una squadra difficile da affrontare. Loro hanno giocato molto bene, ma noi nella ripresa siamo tornati ad un buon livello. Sapevamo che in questa competizione non c'è posto per gli errori, e non abbiamo fallito.

ehfCL.com: Adesso torna la Champions League. Cosa pensate della imminente sfida con il San Pietroburgo?
Joan Cañellas: Dobbiamo vincerla, perché vogliamo terminare al primo posto nel Gruppo D. Sarà una partita interna, e questa è una cosa positiva, perché siamo abbastanza stanchi di viaggiare. Ed in più avremo il sostegno dei nostri tifosi. All'andata in Russia siamo riusciti a batterli, quindi questa partita può aiutarci a migliorare ulteriormente.

ehfCL.com: Febbraio si presenta come un mese difficile per il Renovalia Ciudad Real ...
Joan Cañellas: Si, è un mese decisamente impegnativo per noi. Ci troviamo di fronte ad alcune trasferte, a partite molto importanti, decisive per rimanere in corsa in ogni competizione. Presto dovremo affrontare una dura sfida a Flensburg, che potrebbe consentirci di passare il turno come vincitori del gruppo già in anticipo. Ma a causa del fitto calendario, non possiamo guardare troppo al futuro, dobbiamo piuttosto andare avanti un passo alla volta.

ehfCL.com: Come descriverebbe il suo nuovo compagno di squadra Olexandr Shevelev?
Joan Cañellas: E' molto motivato e felice. Si trova in una situazione non agevole in quanto non parla né inglese né spagnolo. Coach Dujshebaev può comunicare con lui in russo, ma per noi non è così facile. Cercheremo di metterlo a suo agio, in modo che sia presto in grado di lavorare sodo. E' un buon difensore, e sono sicuro che in futuro, quando si sarà ambientato, offrirà un contributo importante alla sua nuova squadra.

giovedì 3 febbraio 2011

Champions League Femminile: Parla l'allenatore del Győr.

Conclusa la grande abbuffata delle varie nazionali, con Norvegia e Francia brave a ribadire la propria supremazia rispettivamente in ambito europeo femminile e mondiale maschile, si torna alle competizioni continentali per club. A cominciare dalla EHF Champions League donne, che andrà in campo già nell'imminente fine settimana, per la giornata inaugurale del Main Round.

Con quattro incontri di alto livello che vedranno impegnate, fra le altre, pure le ragazze dell'Audi Győri ETO KC, di scena insolitamente a mezzogiorno di Sabato 5 Febbraio - diretta streaming su ehfTV.com - sul difficile campo della Dinamo Volgograd (dove saranno già le due del pomeriggio), giustiziera delle campionesse in carica del Viborg HK nella prima fase. Di questo incontro, e più in generale del cammino della squadra ungherese, finalista di Champions due anni fa e semifinalista la passata stagione, ha parlato ai 'microfoni' del sito ufficiale EHF Csaba Konkoly, coach magiaro.

Csaba Konkoly: Ci siamo preparati in maniera costante per questo fine settimana, cercando di acquisire il ritmo giusto per la Champions League. Nel periodo degli Europei femminili abbiamo giocato alcuni test-match senza le atlete che facevano parte delle varie nazionali. Quando queste sono tornate abbiamo iniziato a lavorare duro, e continuato a rafforzare l'amalgama della nostra squadra. Nel campionato ungherese siamo ancora imbattuti, e mi auguro che questo sia un segnale di come noi aspettiamo il Main Round di Champions League con la giusta ambizione.

ehfCL.com: Come descriverebbe gli avversari del vostro gruppo: Larvik, Lipsia e Dinamo Volgograd?
Csaba Konkoly (foto a sinistra): Fino adesso abbiamo giocato contro formazioni molto forti, ma ora stiamo per fare un ulteriore salto di qualità, e misurarci con squadre superbe. Il Larvik sta dimostrando la propria forza anno dopo anno, e non credo che la pallamano norvegese abbia bisogno di presentazioni. Hanno conquistato di nuovo il titolo europeo, e sono convinto che ciò abbia dato ulteriore fiducia al Larvik, il quale a questo punto vorrà sicuramente vincere pure la Champions League. Il Lipsia ha cominciato a fare esperienza in Champions nella scorsa stagione, e quest'anno ne ha beneficiato, arrivando a qualificarsi per il Main Round. E per ultimo, ma non per questo meno importante, ricordiamo che la pallamano russa ha una grande tradizione. Negli ultimi 2-3 anni la Dinamo ha pure dimostrato di essere migliore dell'eterno campione russo Zvezda Zvenigorod. Questo è un segnale che ci dimostra come noi dobbiamo rimanere molto concentrati.

ehfCL.com: Su quali giocatrici russe metterebbe l'accento prima del match di Sabato?
Csaba Konkoly: Sicuramente sui loro 3-4 terzini: Lambevska, Levina, Khmyrova e Kochetova. Hanno segnato molti goal nel campionato russo ed anche in Champions League. Quindi ci siamo preparati a difendere su di loro. Sarà anche importante rientrare immediatamente dopo i nostri attacchi, in modo da evitare i contropiedi russi.

ehfCL.com: C'è qualcuno nella sua squadra non in grado di viaggiare a Volgograd?
Csaba Konkoly: Purtroppo sì, è quasi certo che non avremo a disposizione la nostra ala destra, Adrienn Orban, infortunata ad una gamba e quindi costretta a riposare. Non vogliamo correre rischi mettendola in campo.

venerdì 21 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: Sterbik smorza gli entusiasmi spagnoli: 'Evitiamo l'euforia. C'è ancora molto da lavorare'.

In dichiarazioni rese al quotidiano spagnolo Marca, Árpád Sterbik (foto in basso nella pagina, cliccare per ingrandire), portiere di origine serbo-ungherese che con la sua naturalizzazione ha dato ulteriore valore aggiunto alla forte selección di Valero Rivera, ha sostenuto che la chiave per la remontada della squadra spagnola, capace di annullare il passivo di sette goal cui era condannata a dieci minuti dalla fine del match-clou contro la Francia, è lo spirito combattivo della squadra, che ha sempre creduto nelle sue suo possibilità di vittoria: "se non avessimo pensato di poter vincere la partita, non saremmo mai stati in grado di prenderci quel punto", ha affermato il 31enne del Ciudad Real, sottolineando come non sia la prima volta che i vincitori dell'edizione 2005 riescano a ribaltare un risultato avverso in un Campionato del Mondo.

'Ci era capitato altre volte di rientrare in partita dopo essere stati sotto di tre o quattro lunghezze, compreso agli Europei dell'anno scorso in Austria, e proprio contro la Francia, ma oggi (ieri, ndr) siamo arrivati a perdere fino di sette, per cui era molto difficile per noi riprendere in nostri avversari'.


Un divario che Sterbik imputa alle difficoltà, sia in fase difensiva che in quella offensiva, patite dalla nazionale spagnola nella prima parte dell'incontro, in cui sono rimasti sempre in balia dei francesi: 'in difesa non siamo stati bravi a sufficienza, ed in attacco neppure, noi portieri non abbiamo avuto vita facile, poi però loro si sono rilassati, hanno fatto molti cambi, e noi siamo stati in grado di crescere'.

Ma secondo Sterbik il pareggio non deve scatenare un'eccessiva euforia, in quanto a suo parere l'unica cosa buona della partita contro la Francia è stato il risultato, il punto conquistato a spese dei 'Galletti' di Claude Onesta: 'Fiducia? Io adesso ho più paura che fiducia, perché oggi il risultato finale è stata la sola cosa veramente positiva. Quindi adesso dobbiamo lavorare ancor di più, perché ci attendono (altre) squadre molto brave'.

venerdì 10 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Interviste dopo la 3a Giornata.

** Dusko Milic (allenatore Serbia): Complimenti alla Spagna che ha meritato la vittoria. Sono rimaste in vantaggio per tutta la partita. La mia squadra ha sbagliato troppe occasioni facili, e in questo modo non si può pensare di battere chi ha vinto la medaglia d'argento agli ultimi Europei. Il mio collega ha avuto più giocatrici di me a disposizione, io non ho potuto sostituire elementi-chiave che hanno dovuto stare in campo per l'intero incontro.
** Andrea Lekic (Serbia): Congratulazioni alla Spagna. Noi abbiamo sprecato troppo e perso efficacia, mentre il portiere spagnolo è stato ottimo.

** Jorge Dueñas (allenatore Spagna): È stata una partita nervosa perché entrambe le squadre sapevano quanto fosse importante. Nel primo tempo la nostra difesa ha funzionato, ma abbiamo avuto problemi in attacco. Nel secondo tempo ancora gli stessi problemi, e ci siamo pure innervositi. La Serbia ci ha quasi raggiunto, ma alla fine siamo riusciti a vincere.
** Nerea Pena (Spagna): Siamo molto felici per la vittoria. La Serbia è una buona squadra, ma noi abbiamo giocato meglio di martedì scorso.

** Radu Voina (allenatore Romania): Voglio fare i complimenti alla squadra danese per la loro determinazione. Hanno saputo adattarsi bene al metro arbitrale. Da parte nostra abbiamo fatto parecchi errori individuali, che hanno aiutato la Danimarca. Adesso dobbiamo concentrarci sull'ultima partita.
** Cristina Neagu (Romania): Volevamo vincere, abbiamo lottato duramente per farlo, ma non ci siamo riuscite. Voglio fare i complimenti alla squadra danese. Noi adesso guardiamo alle prossime sfide, cercheremo di vincere tutte le partite rimanenti per arrivare in vetta.

** Jan Pytlick (allenatore Danimarca): Sono felicissimo per questa vittoria. Non avendo ancora battuto nessuna squadra di altissimo livello, e la Romania fa parte di questa categoria, l'incontro rappresentava un test significativo per noi. Pensavamo che una buona difesa fosse la chiave della vittoria, e così è stato. Anche i nostri contropiedi si sono rivelati decisivi.

** Julius Jonasson (allenatore Islanda): Sapevamo che quello di oggi sarebbe stato un match difficile, e così è stato. Ma sono molto soddisfatto degli ultimi 18-19 minuti. Le mie giocatrici hanno mostrato un'ottima attitudine. Questo è il nostro primo campionato europeo, già il fatto di essere qui per noi ha importanza storica. E partite come questa ci aiutano a fare utili esperienze.
** Anna Gudmonsdottir (Islanda): Come ha detto il nostro allenatore, si è trattato di una partita davvero difficile, ma penso che siamo migliorate nel corso del match. E' stata un'esperienza molto utile per noi, spero solo che contro la Russia potremo giocare ancora meglio.

** Dragan Adzic (allenatore Montenegro): Complimenti all'Islanda; contro di noi hanno giocato bene, molto meglio di quanto avessero fatto nella prima partita. La vittoria contro la Russia era estremamente importante per noi, adesso siamo pronti a giocarcela con la Croazia sabato. Sono molto contento che oggi nessuno si sia infortunato.
** Sandra Nikcevic (Montenegro): La nostra vittoria contro la Russia ci ha messo in una buona posizione in classifica. Penso che saremo in grado di battere la Croazia sabato.

** Vladimir Canjuga (allenatore Croazia): Complimenti alla Russia, oggi hanno difeso molto bene. Il nostro portiere è stato superlativo, ma abbiamo fatto troppi errori tecnici che si sono tradotti in 7-8 rapidi goal da parte loro. Giocheremo meglio sabato contro il Montenegro.
** Nikica Pusic (Croazia): Congratulazioni alla Russia che ha meritato la vittoria. Non abbiamo giocato al livello di cui siamo capaci, non siamo state abbastanza brave. Abbiamo sprecato troppe occasioni, e una volta andata in vantaggio la Russia ha mantenuto il comando. Credo che possiamo giocare un buon cinquanta per cento meglio di quanto fatto oggi.

** Evgeny Trefilov (allenatore Russia): Voglio ringraziare la Croazia per i complimenti, ma la mia squadra non ha giocato bene. Mi dispiace di essere il responsabile del fatto che la squadra non sia al livello dovuto. Spero che faremo meglio in futuro - anche se devo ovviamente dire che la Croazia, contro di noi, ha fatto una buona partita.
** Marina Yartseva (Russia): La Croazia è stata brava, ha fatto davvero del suo meglio per vincere. Noi purtroppo non abbiamo giocato bene come potremmo, dobbiamo migliorare il livello delle nostre prestazioni nei prossimi incontri.

venerdì 3 dicembre 2010

Ore 17: è tempo di Nazionale (con aggiornamenti pure qui)

Ore 17:00. Inizia l'avventura mondiale delle azzurre. La nazionale femminile di Tamas Neukum fa il suo debutto nelle 'pre-qualificazioni' contro la Repubblica Ceca, favorita d'obbligo del girone a quattro di Oderzo, del quale, ricordiamo, solo la prima classificata potrà disputare (nel mese di Giugno prossimo) i play-off che assegneranno le otto piazze disponibili per andare a Brasile 2011.


L'ambiente azzurro è carico, come testimoniato dall'intervista concessa dal capitano Elena Barani a Matteo Aldamonte, 'grande capo' di pallamanoitalia, il principale sito di handball del nostro paese. Ecco il link:

http://www.pallamanoitalia.it/nazionale-capitan-barani-carica-lambiente-su-pallamanoitalia-15538/

Da parte nostra, seguiremo con aggiornamenti in diretta (purché la connessione a internet non faccia le bizze come stamattina ...) l'evolversi dell'incontro, che a parere di molti sarà già decisivo, fra Italia e Repubblica Ceca, a partire dalle ore 17. La partita andrà in diretta televisiva su Raisport 1.

In bocca al lupo Azzurre!!

venerdì 22 ottobre 2010

Champions League Femminile. Larvik-Oltchim. Parla il coach delle rumene.

Proseguiamo la serie di interviste 'made in ehfcl.com' con Péter Kovács, l'allenatore ungherese dell'Oltchim romeno che dopo l'inopinata sconfitta di Randers ha saputo reagire nel migliore dei modi sconfiggendo, senza se e senza ma, le francesi del Toulon nel secondo turno, e che sabato 23 ottobre (ore 17.15, diretta streaming su ehftv.com) dovrà affrontare un test significativo nella tana del Larvik, in quell'Arena da cui mai nessuno è (ancora) uscito vincitore. Anche se l'ultima squadra ad espugnare il campo norvegese, quando si giocava nel precedente palazzetto, era stata proprio quella di Râmnicu Vâlcea un paio di stagioni orsono. E' dunque il nuovo arrivato sulla panchina delle vice-regine d'Europa pronto a ripetere la grande impresa? Sentiamo cosa ha risposto davanti ai microfoni dell'inviato dell'European Handball Federation.

ehfCL.com: Cosa è andato bene, e cosa è andato storto, nelle prime due partite di Champions League?
Péter Kovács: Contro il Randers purtroppo abbiamo avuto una giornata veramente negativa, in cui tutto è andato storto. Abbiamo fatto una quantità enorme di errori in attacco, e la nostra difesa è stata troppo rilassata. Il Randers non si è certo fatto pregare per approfittarne. La nostra seconda partita è stata completamente diversa: abbiamo messo pressione agli avversari, siano rimasti tranquilli e concentrati ed abbiamo lavorato duro in difesa. A mio parere i nostri due punti forti in quella partita sono stati difesa e contropiede, tanto che il Tolone ha messo a segno solamente 19 gol contro di noi.

ehfCL.com: In cosa deve migliorare la vostra squadra per vincere il girone?
Péter Kovács: Con la vittoria sul Tolone ci siamo rimessi sulla strada giusta. Tuttavia è fondamentale per noi mantenere il ritmo e ottenere risultati positivi sia a Larvik che a Tolone. La situazione di questo gruppo è ancora tutta da decidere, quindi dobbiamo rimanere concentrati e dare il 100% in tutti i sessanta minuti. La chiave è trovare il giusto equilibrio tra disciplina e intelligenza tattica.

ehfCL.com: Dopo la sconfitta di Randers, la pressione sarà sulle spalle dell'Oltchim. Cosa dirà alle sue giocatrici per motivarle?
Péter Kovács: Le nostre avversarie norvegesi non hanno segreti. Sono stati la squadra più attiva sul mercato quest'estate. E' questo vuole solamente dire che il Larvik è ancora più difficile da battere rispetto all'anno scorso. Per una giocatrice di pallamano, il fatto stesso di giocare contro una squadra come il Larvik rappresenta da solo una motivazione sufficiente. Partite del genere non fanno altro che spingerti a dare il massimo in campo. Questo è ciò per cui ci siamo preparati, ci sentiamo in forma. Anche se dobbiamo ancora perfezionare il nostro gioco, siamo tranquilli: andremo in Norvegia per vincere.

L'antrenor (allenatore) Péter Kovács. Ex-giocatore,
ora sulla 'rovente' panchina dell'Oltchim.
Foto da prosport.ro

ehfCL.com: Quest'anno il Larvik è considerato tra le favorite per il successo finale. In che modo pensa di fermarli?
Péter Kovács: Anche se abbiamo iniziato con una sconfitta, non possiamo essere cancellati completamente dall'elenco dei favoriti; l'Oltchim rimane una delle migliori squadre d'Europa. Giocare contro formazioni come il Larvik può certamente aiutarci a migliorare ed a raggiungere appieno il nostro potenziale. Non vi è alcun tipo di segreto fra queste due squadre. Noi dobbiamo semplicemente migliorare in ogni partita. Consideriamo la sfida contro il Larvik alla stregua di qualunque altro incontro, nel senso che puntiamo comunque alla vittoria. Avremo certamente bisogno di impegnarci più a fondo e trovare l'equilibrio tra la disciplina difensiva e intelligenti giocate in attacco. Lungi da me pensare che vincere a Larvik possa mai essere cosa facile, però credo che la mia squadra abbia le capacità e le qualità necessarie per andare in Norvegia e cogliere un buon risultato.

Champions League Femminile. Larvik-Oltchim. Parla il coach delle norvegesi.

Sabato 23 Ottobre, ore 17:15. A Larvik (Norvegia) andrà in scena, trasmesso in diretta streaming su ehftv.com il match-clou della terza giornata di Champions League femminile 2010/11. Di fronte si troveranno due delle maggiori favorite dell'attuale edizione, le padrone di casa in testa al gruppo C, e l'Oltchim Râmnicu Vâlcea romeno.

Entrambe 'vittime' dello strapotere del Viborg HK nella scorsa Champions, sia le scandinave con la loro parate di stelle di prima grandezza, sia le attuali vice-campionesse continentali decise a completare finalmente la loro scalata verso il tetto d'Europa, nutrono legittime ambizioni. Anche se in casa Oltchim pesa la brutta sconfitta nel match inaugurale in Danimarca, per cui una nuova battuta d'arresto potrebbe mettere a rischio il loro passaggio al turno successivo. Ma pure il Larvik è ben conscio della posta in gioco, e deciso ad evitare pericolosi passi falsi e mantenere la sua imbattibilità casalinga che in Europa dura ormai da due anni, ovvero da quando ... lo stesso l'Oltchim 'profanò' il tempio delle norvegesi. Che allora non era però l'inespugnabile fortino-Arena.

La partita è stata 'illustrata' dai due rispettivi allenatori, entrambi intervistati sul sito della European Handball Faederation.

Cominciamo da Karl Erik Bøhn, veterano della panchina delle scandinave, e uomo con un'alta opinione della sua squadra, il quale di certo non le manda a dire. Tanto da non resistere alla tentazione di definire frequentemente 'verdens beste' (migliore al mondo) più o meno qualsiasi cosa relativa al Larvik Håndballklubb, e da attribuire più di una volta i principali meriti dei trionfi della nazionale norvegese alle giocatrici del suo club, senza false modestie. Anche questa volta Herr Bøhn lascia i giri di parole da parte, ed accetta il ruolo di favorito.

ehfCL.com: E' soddisfatto delle prestazioni del Larvik nelle due prime partite di Champions League?
Karl-Erik Bøhn: In Francia abbiamo incontrato un avversario difficile, in quanto il Tolone si è dimostrato migliore di quel che mi aspettavo, e mi ha sorpreso positivamente mettendo in scena un po' di buona pallamano. Per fortuna alla fine abbiamo vinto. Contro il Randers abbiamo fatto molto bene; forse i danesi erano rimasti un po' stupiti dopo aver visto ciò che avevamo dimostrato a Tolone. Penso che, quando hanno capito di non avere più alcuna possibilità al momento in cui eravamo avanti di dieci lunghezze all'intervallo, si siano arresi. La nostra tattica era di giocare a pieno ritmo sin dall'inizio e metterli alla prova su qualsiasi cosa che avevano fatto così bene contro il Vâlcea. Ed ha funzionato.

ehfCL.com: Adesso alla Larvik Arena arriva l'Oltchim. Cosa pensa del loro stile di gioco?
Karl-Erik Bøhn: E 'una squadra imprevedibile. In attacco hanno giocatrici fantastiche in ogni posizione, ma la difesa si è dimostrata irregolare. Hanno giocato molto male a Randers, e molto bene contro il Tolone, ma hanno comunque grande esperienza. La loro forza principale sta nella possibilità di combinare i tiri della Neagu con le eccellenti giocate dalla linea di Ionela Stanca. Anche la Ardean Elisei, da parte sua, può segnare parecchio dal lato sinistro. Ed hanno pure ottimi portieri. Mi pare strano che abbiano perso a Randers, mentre noi invece abbiamo demolito i danesi, in quanto a mio parere il Vâlcea è un rivale assai più forte del Randers.

ehfCL.com: Entrambe le squadre forniscono la maggior parte dei giocatori rispettivamente alle nazionali di Norvegia e Romania, e le partite tra queste due rappresentative sono spesso molto equilibrate, come si è visto ancora una volta a settembre (alla finale di World Cup ad Aarhus, vinta dalla Romania con il minimo scarto, ndr). L'ultima volta che il Larvik ha perso un incontro casalingo di Champions League è stato nella fase a gruppi di due anni fa ... proprio contro l'Oltchim!
Karl-Erik Bøhn: E' vero. L'Oltchim è in grado di sconfiggere ogni avversario, ed in un certo senso è una delle poche squadre che ci possano battere. Ma se la nostra difesa saprà fare bene, per loro sarà molto difficile.

Karl-Erik Bøhn.
Foto da eurohandball.com

ehfCL.com: Allora chi è il favorito?
Karl-Erik Bøhn: Noi, perché giocheremo in casa. se giochiamo come sappiamo, nessuno ci può battere all'Arena di Larvik.

ehfCL.com: Finire primi nel girone è importante per lei?
Karl-Erik Bøhn: Sì. Incontrare, nel main round, due squadre terminate al secondo posto dei loro rispettivi gruppi, e solo una vincitrice di girone, rappresenta sicuramente un vantaggio, e ... a parte questo, a me piace sempre finire primo! Certo che siamo ancora all'inizio della stagione, e molte cose succederanno prima del Main Round di febbraio, al quale prima di tutto bisogna qualificarsi. Noi siamo sulla buona strada, avendo vinto due partite che una squadra come la nostra, con ambizioni elevate in Champions League, doveva vincere. Ora, se saremo in grado di battere l'Oltchim a casa nostra, ci troveremo in un'ottima posizione.

ehfCL.com: Come si stanno ambientando le nuove star della sua squadra?
Karl-Erik Bøhn: Molto bene. Cecilie Leganger ha continuato a fornire prestazioni di livello incredibilmente alto, ed anche se in verità questa non è una sorpresa, fa sempre piacere. Gro Hammerseng ha portato un'enorme dose di esperienza e di autorità ed ha dato alla nostra fase offensiva maggiore stabilità e forza. Pure il ritorno di Linn-Kristin Riegelhuth a Larvik ci ha beneficiato.

ehfCL.com: Lei fa parte dello staff del Larvik da ormai otto anni (tre in veste di assistente e cinque come capo-allenatore). Pensa che la squadra attuale sia la migliore che lei abbia mai avuto?
Karl-Erik Bøhn: Sì, direi proprio di sì. Il Larvik non ha mai avuto una squadra così completa.

A seguire l'intervista con Péter Kovács, allenatore dell'Oltchim Vâlcea.

lunedì 31 maggio 2010

Champions League - Finale. Commenti nel dopo-partita

Parlano Gislasson, Omeyer, Lund, Pascual, Barrufet e Nøddesbo

** Alfred Gislasson, allenatore del THW Kiel: 'Non riesco ancora a prendere bene coscienza di quel che siamo riusciti a fare. Ci vorranno diversi giorni per rendersene conto. E 'stato qualcosa di incredibile e di molto difficile da descrivere, perché abbiamo superato una grande squadra. Il Barcellona ha giocato in maniera eccezionale, e sono convinto che ci incontreremo di nuovo in un'altra finale.

"Siamo stati fortunati perchè nei momenti-chiave della partita sono venuti fuori anche giocatori come Anic e Lund, che fino ad allora non avevano contribuito molto. Lo stesso Zeitz oggi ha segnato quasi tutto (quel che ha tirato). Il pubblico della Lanxess Arena ci ha aiutato molto nella rimonta'.

'So cosa prova il Barcellona, so quanto è duro, come ci sente quando si perde una finale. Io ci sono passato l'anno scorso. Mi dispiace molto per David (Barrufet) perché è un grande uomo ed un grande sportivo'.

** Thierry Omeyer, portiere del THW Kiel: 'E' stata una grande partita, con un grande ambiente. Nella prima parte non abbiamo giocato bene ma nella seconda, con il sostegno dei tifosi, siamo cresciuti e siamo riusciti a vincere. E' emozionante essere i vincitori della prima Final Four di Champions League di sempre. E' qualcosa di veramente grande. Giocare di fronte a 20.000 tifosi per due giorni consecutivi è stata un'esperienza bellissima'.

** Borge Lund, terzino destro del THW Kiel: 'E' qualcosa di assolutamente surreale. Abbiamo sofferto per quasi tutta la partita e alla fine ce l'abbiamo fatta. Siamo riusciti a portare a casa la Coppa dopo che abbiamo cominciato a far funzionare le difesa, e il portiere ha fatto molto bene. Adesso sono entrato nella storia (in qualità di il primo norvegese a vincere a la Champions League, ndr), ma lo avrei fatto anche in caso di sconfitta, come il primo a perdere tre finali di seguito. Certo entrarci in questo modo è preferibile ...'.



** Xavier Pascual, allenatore del Barcellona Borges, si è rifiutato di accampare l'arbitraggio come scusa, e ha detto che 'Il Kiel ha meritato la vittoria sul campo, e io mi devo congratulare con loro. Certo che con così tanti tifosi è più facile vincere; tutti vorremmo avere una tifoseria come questa, non soltanto oggi ma in tutte le partite'.

'Sono contento del lavoro della squadra. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, che ci ha permesso di rimanere sempre avanti nel punteggio. Poi nel secondo tempo, abbiamo sbagliato molti tiri e questo ha permesso di Kiel di riportarsi in partita. Ci aspettavamo la difesa 5-1 su Rutenka, e siamo riusciti a farvi fronte bene in quanto siamo riusciti a procurarci numerosi tiri da posizione favorevole. Li abbiamo sbagliati per merito di un Omeyer particolarmente ispirato, e questo ha definitivamente consentito al Kiel di rientrare. Non credo che fosse necessario chiamare un time-out prima (di quando l'ho fatto)'.

Infine il coach 'prodotto della casa' blaugrana si è congratulato con l'EHF per il modo in cui hanno organizzato un evento 'importantissimo per il nostro sport. Si è trattato di uno spettacolo incredibile'.

** David Barrufet, portiere del Barcellona Borges: 'Abbandono la pallamano triste per non essere riuscito a conquistare un ottavo titolo europeo, ma contento perché ho trovato molti amici e ottimi ricordi. La mia vita è sempre stata legata al balonmano, e continuerà ad esserlo. Sarò sempre a disposizione della pallamano spagnola quando avrà bisogno di me. Oggi abbiamo giocato una partita completa fino al 45° minuto. Da quel momento abbiamo sbagliato molti tiri, Omeyer è stato efficacissimo, e pure la fortuna non ci ha assistito in quanto abbiamo più volte colpito i pali avversari e loro ne hanno subito approfittato per farci molto danno in contropiede'.

** Jesper Nøddesbo (Barcellona Borges) ha giocato molto bene, ma il suo bottino personale non ha addolcito molto la pillola amara della sconfitta: 'Non è facile spiegare cosa sia andato storto. Direi che nel secondo tempo abbiamo giocato un po' con il freno a mano tirato, senza dare tutto. Così il Kiel è tornato in partita, e di conseguenza noi siamo diventati più nervosi. Ma non è stata tutta colpa nostra, anche Omeyer si è dimostrato molto bravo a chiuderci lo specchio della porta'. Il pivot danese dovrebbe a breve rinnovare il contratto con il suo attuale club, e sarà inoltre di ritorno nella nazionale del suo paese, impegnata a Giugno in amichevoli ed incontri di qualificazione ai Mondiali 2011.
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sabato 29 maggio 2010

IHF Player of the Year 2009. Parla Allison Pineau

Intervista, apparsa sul sito della Federazione Francese, ad Allison Pineau, vincitrice (secondo noi immeritatamente, ma tant'è … complimenti comunque) del premio riservato alla migliore giocatrice dell'anno 2009 (IHF World Player of the Year 2009)

Come ha reagito alla scelta?
Con molta sorpresa. Assolutamente non me lo aspettavo. Già essere nominata per me è stata una sorpresa. Figuriamoci la vittoria ... Non avrei potuto immaginare una cosa del genere nemmeno nei miei sogni più arditi.

Che ricordi ha del 2009?
Ci sono state molte sfide. In nazionale le due partite di qualificazione ai Mondiali contro la Croazia, con una buona prestazione nella gara di ritorno a Lione. E poi la fase finale dei Campionati del Mondo, con il risultato (secondo posto) che tutti noi conosciamo. Nella squadra di club (il Metz) le cose sono state più difficili. Ho faticato a trovare lo stesso equilibrio che avevo in nazionale. Per quale motivo? Devo ammettere che non ho ancora trovato la risposta. Tutto passa senza dubbio da una maggiore regolarità, e anche da un maggior rigore.

Il difficile arriva adesso?
Sì. Dovrò confermarmi, giustificare in campo la fiducia che mi è stata data con questa scelta. Ricevere un premio è bellissimo, ma a questo punti tutti si attenderanno molto da me. Ho il dovere di dimostrare alle persone che mi hanno votato che non si sono sbagliate, che non sono arrivata fino a questo punto per caso.

A cosa ha pensato quando ha saputo del risultato?
Prima di tutto a mia madre. Successivamente ad Amélie Goudjo. Abbiamo giocato assieme in nazionale, ma per una stagione anche ad Issy-les-Moulineaux. Ricordo che una volta mi disse che sarei diventata un grande giocatore se avessi continuato a lavorare sodo. E' lei la seconda persona a cui ho pensato.

La ritroverà presto, visto che Domenica prossima la nazionale gioca a Lilla contro la Gran Bretagna per le qualificazioni agli Europei.
Sì, e la vedrò con piacere. Sono felice di ritrovare tutta la squadra. Festeggeremo insieme la mia scelta (come Giocatrice dell'Anno 2009), dopo aver battuto la Gran Bretagna naturalmente …
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venerdì 28 maggio 2010

Champions League - Final Four: parlano Rutenka e Lozano.

Shiarhei Rutenka arriva alla sua terza finale di Champions League consecutiva, anche se questa volta si tratta di una Final Four, e soprattutto anche se ora veste la maglia blaugrana, non più quella del Ciudad Real che addirittura potrebbe ritrovare, da avversario, nella finalissima di Domenica.

Ma il bielorusso nazionalizzato sloveno, e del 2008 cittadino spagnolo, che ha vinto il massimo trofeo continentale pure nel 2006 (sempre con il CR) e nel 2004 - allorché militava nel Celje - assicura di non pensare più al passato: 'adesso il mio unico sogno e desiderio è quello di conquistare questo titolo con il Barcellona. Una finale con il Ciudad Real? Prima dobbiamo giocare la semifinale contro un avversario forte, il quale, sono convinto, non ci renderà la vita facile. Ci aspetta un incontro molto duro e dobbiamo essere pronti a fare un grande sforzo. Penserò al nostro rivale nella finalissima solo se e quando ci arriveremo. Non voglio parlare del mio passato, proprio perché ormai si tratta del passato. Ora faccio parte di un'altra squadra ed il mio compito è quello di dare il mio contribuito a vincere un titolo che non arriva da cinque anni. Tutti noi siamo pronti a lottare quanto necessario, e contro chiunque, per raggiungere il grande obiettivo della nostra stagione'.

Rutenka conosce bene la pallamano russa: 'le loro armi migliori sono la forza fisica in difesa e la bravura al tiro. Tecnicamente noi siamo un passo avanti, ma loro riescono a colmare il divario giocando con grande tenacia fino al termine di ogni partita, per cui non dovremmo fidarci troppo'.


Da parte sua Demetrio Lozano è stato utilizzato 'in modica quantità' da coach Xavi Pascual durante questa stagione, ma il nazionale spagnolo, che molti danno in partenza - forse con destinazione CAI Aragòn Saragozza - ha dato il massimo ogniqualvolta gli è stata data l'opportunità di scendere in campo, e certo non ha intenzione di tirarsi indietro proprio ora che si arriva all'appuntamento più importante della stagione: 'siamo tutti straordinariamente motivati, tanto i 'veterani' della squadra come quelli che non hanno mai vinto la Champions League. Abbiamo fame di vincere questa Coppa'. E ancora: 'la formula della Final Four mi pare azzeccata, perché consentirà di vedere due semifinali ed una finalissima veramente notevoli, al più alto livello che ci sia nella pallamano mondiale'.

Kiel (nel quale Lozano ha militato tre stagioni, ndr) favorito dal fattore-campo? 'Ma anche noi ci esaltiamo quando siamo davanti a più di ventimila spettatori, ed inoltre arriviamo a questo appuntamento in gran forma e convinti di poter vincere. Adesso però quel che conta è concentrarsi sulla prima partita, contro una squadra molto potente a livello fisico, dotata di elementi di qualità e di un solido sistema di gioco. Sarà un incontro assai difficile, se vogliamo piegarli dovremo giocare un match di alto livello'.

Per adesso Lozano non vuole dire molto riguardo al proprio futuro: 'ho espresso un desiderio, ma lo rivelerò solo al termine della Final Four'.

(fotografie di Shiarhei Rutenka e Demetrio Lozano tratte dal sito ufficiale del F.C. Barcelona)
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giovedì 27 maggio 2010

Champions League - Final Four: hanno detto (a Ciudad Real).

Alcune brevi opinioni, direttamente dal Balonmano Ciudad Real ed apparse sul sito ufficiale della Final Four di Colonia, a pochi giorni dalla grande sfida di Champions League contro il THW Kiel. Sfida in cui gli spagnoli avranno a disposizione sia Egor Evdokimov, che ha risolto i suoi problemi alla spalla, che Joan Cañellas, recuperatosi dall'infortunio al ginocchio.

Roberto Garcia Parrondo (ala destra): 'Siamo tutti contentissimi di poterci giocare il titolo nella Final Four, ma dobbiamo fare un passo alla volta. Quella col Kiel sarà una partita dura, perché sappiamo che sono una squadra fortissima'.

Luis Miguel Lopez (team manager): 'Abbiamo tanti giocatori esperti che hanno vinto titoli in tutte le competizioni più importanti, e che sapranno arrangiarsi in un'atmosfera come quella della Lanxess Arena. Manterremo la calma, e ci prepareremo duramente, sia a livello mentale che fisico'.


Talant Dushebajev (allenatore): 'Abbiamo approfittato del periodo passato in Qatar in occasione del Super Globe per lavorare sodo. La squadra è in ottime condizioni, dobbiamo soltanto migliorare alcuni piccoli dettagli. Renderemo la vita dura al Kiel'.

Arpad Sterbik (portiere): 'Un semifinale a partita unica è molto difficile. Di solito era possibile rimediare ad una cattiva giornata nella gara di ritorno, ma a Colonia non avremo questa opportunità. Quindi dovremo dare il 100% in tutti e sessanta i minuti'.
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mercoledì 26 maggio 2010

David Barrufet: 'Ogni giocatore sognerebbe un finale di carriera come questo'.

Arrivato ormai alle quaranta primavere, il leggendario David Barrufet porrà termine alla sua lunga carriera in campo in occasione della 'Final Four' di Champions League in programma a Colonia il prossimo fine settimana. Un appuntamento che il veterano estremo difensore del Barcellona Borges affronterà 'con lo stesso entusiasmo di un debuttante' secondo quanto da lui stesso dichiarato al quotidiano sportivo spagnolo Marca. 'E' il modo di porre fine ad una carriera che ogni giocatore avrebbe sognato. La cosa più importante per me è però che vincendo la Coppa il Barcellona riconquisterebbe un trofeo che gli è sfuggito negli ultimi cinque anni; più che un fatto di soddisfazione personale, si tratterebbe del premio per il lavoro straordinario svolto da tutta la squadra in questa stagione'.


Proclamandosi campione d'Europa in Germania domenica prossima, il portiere blaugrana diventerebbe l'unico giocatore nella storia della pallamano a vincere otto volte il massimo trofeo continentale per club, anche se il prodotto del vivaio del Barça non sembra considerare questo record una priorità: 'Io non sono solito tenere la conta dei titoli che vinco. E' vero che sarebbe la mia ottava volta da campione europeo, ma, ripeto, il mio desiderio di vincere non è legato al fatto di stabilire un record quanto al ritorno del Barcellona nell'elite della pallamano europea'.


Barrufet già guarda al suo futuro immediato ed ammette che 'ormai è giunto il momento decisivo. Rimangono solo quelle due partite, che pensavo non sarebbero mai arrivate. E' una sensazione un po' diversa da tutte quelle che ho vissuto fino ad ora, ma io sono totalmente concentrato sulla finale. La squadra mi sembra molto determinata, e sicura di esser pronta a combattere fino in fondo per conquistare questo titolo, che per me sarebbe l'ultimo'.
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lunedì 17 maggio 2010

Champions League Femminile: Parla Jakob Vestergaard

Nell'ennesima intervista comparsa sul sito dell'EHF, il coach campione d'Europa per la seconda volta consecutiva dice che ... sarebbe bello fare tris l'anno prossimo.

Dopo tutte le interviste precedenti le grandi sfide tra Viborg HK ed Oltchim Valcea, ad eurohandball.com non potevano certo mancare di sentire i protagonisti della finale di Champions League femminile anche dopo il successo delle danesi. Ed in particolare l'allenatore vincente Jakob Vestergaard, che a soli 35 anni ha aggiunto al suo impressionante curriculum un secondo trionfo continentale consecutivo sulla panchina della formazione dello Jutland.

eurohandball.com: Come si sente dopo aver vinto un'altra volta la Champions League con il Viborg?
Jakob Vestergaard: Piuttosto bene! E 'stata una partita dura a Bucarest, e sono molto contento di aver vinto anche l'incontro fuori casa, di fronte a così tanti spettatori entusiasti.

eurohandball.com: Quali sono stati i motivi della vittoria della sua squadra in entrambi gli incontri?
Jakob Vestergaard: Credo che nella prima partita abbiamo gestito meglio il ritmo dell'incontro. In più siamo stati bravi a neutralizzare le loro giocatrici-chiave, come ad esempio la Neagu. Ovviamente abbiamo provato a tenere il ritmo alto pure al ritorno, e penso che ci siamo riusciti, anche se la Neagu è stata un po' più incisiva rispetto alla prima partita. Penso che abbiamo giocato bene anche stavolta. Non appena ci siamo liberati dalla pressione iniziale e abbiamo cominciato a muoverci rapidamente sia in difesa che in attacco, abbiamo preso il controllo del match. Eravamo preparati ai cambiamenti tattici che Radu Voina avrebbe operato nella seconda partita, e ritengo che anche in questo caso siamo riusciti a far fronte ad ogni problema. Inoltre Grit Jurack ha tirato fuori una prestazione individuale meravigliosa. Quando non segnava, faceva un assist vincente.


Jakob Vestergaard
(fonte: vhk.dk
)

eurohandball.com: Grit Jurack è stata la miglior realizzatrice dell'incontro. Come ha fatto a tornare in ottima forma dopo aver partorito soltanto a Febbraio?
Jakob Vestergaard: Io non c'entro molto. In realtà è Grit stessa che ci credeva, e che ha lavorato duramente per recuperare la sua forma fisica.

eurohandball.com: Se adesso guardiamo indietro ad una stagione turbolenta, caratterizzata da una serie di infortuni e gravidanze, e da un numero di sconfitte nel campionato danese più alto del solito, ci sono stati momenti in cui avete smesso di credere nella possibilità di difendere con successo il trofeo?
Jakob Vestergaard: Devo ammettere che ci sono stati momenti in cui lo ho pensato. La scorsa estate ho passato molto tempo a parlare con le giocatrici, e durante la stagione ne abbiamo trascorso parecchio in ufficio a discutere su come risolvere i problemi. Certo, sapevamo che Bojana Popovic e Nora Reiche sarebbero tornate quest'anno, e anche che ci sarebbe stata qualche possibilità che Grit Jurack fosse pronta per le ultime gare della stagione. Abbiamo avuto di sicuro alcuni problemi diversi rispetto alle stagioni precedenti.

eurohandball.com: Quali possibilità avete di ripetere il trionfo anche l'anno prossimo?
Jakob Vestergaard: La prossima stagione è ancora lontana. In primo luogo dobbiamo giocare le finali del campionato danese, e solo dopo inizieremo a pensarci. Naturalmente sarebbe fantastico vincere la Champions League per la terza volta consecutiva. Mi hanno detto che in quel caso ci sarebbe consentito tenere definitivamente il trofeo, che credo starebbe benissimo nella bacheca del Viborg.

eurohandball.com: La sua squadra non è stata l'unica a trionfare in Europa in questa stagione; abbiamo visto compagini danesi in finale in tutti e tre i maggiori tornei per club europei. Crede che sia possibile mantenere questa posizione dominante?
Jakob Vestergaard: No, credo che avere tre squadre in finale come quest'anno capiterà una volta ogni tanto. Ritengo che i club danesi siano stati quelli colpiti più duramente dalla crisi finanziaria, e che sarà difficile (per noi) competere economicamente nel prossimo futuro. Tutto intorno a noi si vedono club stranieri che si stanno rafforzando per la prossima stagione, per cui ritengo davvero che in futuro le squadre danesi troveranno una dura concorrenza. Ovviamente ciò renderà un'eventuale nostra terza vittoria consecutiva in Champions League un'impresa ancora più grande.

eurohandball.com: E' il suo secondo titolo in Champions League. Come vede il futuro da allenatore, e quali sono i suoi obiettivi a livello personale?
Jakob Vestergaard: Mi trovo bene a Viborg e non ho alcuna intenzione di cambiare proprio adesso. Con la partenza di alcune giocatrici a fine stagione costruire una nuova squadra per il prossimo anno sarà una grande sfida per me. Arriveranno molte giovani giocatrici, e con Mounah Chebbah avremo a disposizione un fantastico centrale. Inoltre vorrei lavorare sul nostro assetto difensivo: la prossima stagione mi piacerebbe sperimentare la 5+1 che mettono in pratica nella nazionale francese maschile.

eurohandball.com: Le gemelle Lunde e due delle vostre ali diranno addio al club a fine stagione. Come vede il futuro della sua squadra?
Jakob Vestergaard: Sono molto felice per loro, ma credo che avremo una buona squadra anche la prossima stagione. Johanna Ahlm avrà sempre maggiori responsabilità nei nostri schemi, e coinvolgeremo di più Gorica Acimovic nella fase offensiva. Nella sua squadra precedente, l'Hypo, (la Acimovic) aveva segnato molti gol, ma con un gioco difensivamente ed offensivamente assai diverso dal nostro. Ora dovremo pensare a nuove tattiche per trasformarla in uno dei nostri punti di riferimento in attacco. E' proprio vero, ci attendono grandi sfide ...
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giovedì 13 maggio 2010

Oltchim Vâlcea-Viborg HK. Ipse Dixit.

Alcune frasi dette da membri della squadra rumena a solo un paio di giorni dall'ultimo atto di Champions League.

'Molte persone hanno detto che la nostra sconfitta a Viborg è stata una tragedia. Non è vero. Una tragedia è quel che è successo la scorsa settimana al povero Zoran Kurtes, l'allenatore dell'HCM Constanta. Nel nostro caso si tratta semplicemente di una sconfitta, ed abbiamo ancora sessanta minuti a disposizione per ripararvi' (Radu Voina, allenatore dell'Oltchim Râmnicu Vâlcea).

'Lo sappiamo che non è mai capitato prima che una squadra abbia vinto la finale di Champions League perdendo l'andata con sette reti di scarto. Ma noi vogliamo dimostrare che c'è una prima volta per tutto' (Iulia Puscasu, ala sinistra dell'Oltchim Râmnicu Vâlcea).

'E 'stata una vera e propria tortura! In alcuni momenti avrei solo desiderato addormentarmi e risvegliarmi all'inizio della finale, in modo da evitare tutti questi problemi. Sicuramente mi sono fatto parecchi nemici in questi giorni, dato che non ho potuto soddisfare le richieste di tutte le persone che volevano per forza assistere alla partita' (Petre Berbecaru, vice-presidente dell'Oltchim Râmnicu Vâlcea, riguardo alle difficoltà originate dall'enorme richiesta di biglietti per la partita di sabato, oltre quindicimila su appena cinquemila posti circa a disposizione...).

'La cosa buona (nel giocare alla Sala Polivalenta) è che a Bucarest molte più persone potranno venire a sostenerci, in una maniera che solo la gente di Romania é capace di fare. Questo sarà di grande aiuto alla nostra squadra e, si spera, rappresenterà un grande problema per il Viborg' (Steluta Luca, capitano dell'Oltchim Râmnicu Vâlcea).

mercoledì 12 maggio 2010

Viborg Über Alles

Grit, Anja, Nora. Il contingente teutonico nella 'capitale dell'handball' dice la sua sulla finale di andata di Champions e su quello che le aspetta in Romania.

Ad eurohandball.com adesso fanno le cose in grande. Come se le interviste ai singoli protagonisti della finale di Champions League femminile non bastassero, si sono messi a parlare con tre giocatrici alla volta. Nella fattispecie il trio tutto germanico del Viborg HK: la stella Grit Jurack, il pivot-mastino-panzer Anja Althaus, e la meno conosciuta delle tre, il terzino destro Nora Reiche. Ecco pareri ed opinioni delle signore come sono apparsi sul sito ufficiale dell'European Handball Federation.

eurohandball.com: Un margine di sette reti è un buon punto di partenza. Qual'è il vostro punta di vista su tale risultato?
Grit Jurack: Avrebbero potuto essere dieci se solo fossimo state più concentrate negli ultimi cinque minuti. Ma abbiamo fatto un primo passo, ora il Vâlcea è quello sotto pressione.
Anja Althaus: sette gol rappresentano un margine abbastanza comodo, ma per quanto possa sembrare positivo tutti sanno che non c'è niente di definito; tra noi ed il trofeo rimangono ancora sessanta minuti. Nella pallamano moderna una differenza di sette reti può venire annullata molto rapidamente.
Nora Reiche: Sono d'accordo. Le finali hanno regole tutte loro, si può finire a perdere di dodici se non si sta attenti. Dovremo lottare per ottenere un'altra vittoria invece di adagiarsi sugli allori.

Grit Jurack
(dal sito ufficiale del Viborg HK)

eurohandball.com: Quali sono le ragioni dietro al vostro netto successo nella prima partita?
Grit Jurack: La difesa si è dimostrata forte, e questo ci ha consentito di segnare molte facili reti in contropiede. Siamo anche riuscite a tenere la giocatrice maggiormente di spicco del Valcea, Cristina Neagu, fuori dal match.
Anja Althaus: Per me la partita è cominciata in modo del tutto strano, avendo ricevuto un due minuti dopo appena 93 secondi. Ma poi le cose sono andate bene dal mio punto di vista. Come ha detto Grit abbiamo avuto una difesa straordinaria, con uno straordinario portiere come Katrine Lunde-Haraldsen. E' stata una grande prestazione da parte di tutta la squadra.
Nora Reiche: Abbiamo dimostrato di poter battere un grande avversario come il Valcea, e questo mi rende fiduciosa (in vista del ritorno).

Anja Althaus
qualche pettinatura fa
(dal sito ufficiale del Viborg HK)

eurohandball.com: La partita di ritorno si giocherà sabato a Bucarest in un palazzetto completamente pieno. Che cosa vi aspettate?
Nore Reiche: Che loro preparino un'atmosfera infernale. Già ad Herning i 200 spettatori rumeni hanno fatto un bel po' di rumore ed hanno creato un grande ambiente.
Anja Althaus: ... ma li abbiamo messi a tacere nel secondo tempo.
Nora Reiche: Un'atmosfera da brividi ci può motivare parecchio. Tutti i componenti della nostra squadra vogliono vincere questo importante titolo. Soprattutto io, che non l'ho ancora vinto.
Grit Jurack: Sono curiosa di vedere come reagirà il Vâlcea. Non hanno mai giocato prima nel palazzetto di Bucarest, alla presenza di una pubblico tanto numeroso. Forse questo le renderà nervose.

Nora Reiche
(dal sito ufficiale del Viborg HK)

eurohandball.com: Quali sono i vostri programmi per il dopo-partita?
Anja Althaus: Se si riferisce a party o cose del genere, non ci abbiamo ancora pensato. Prima di tutto dobbiamo giocare quei sessanta minuti, e poi si vedrà.