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domenica 4 dicembre 2011

Russia esaltante al debutto mondiale. Chi può fermare l'esercito di Trefilov?

I Mondiali di Pallamano femminile 2011 sono partiti con più di una sorpresa, come del resto accade di frequente nelle giornate inaugurali di simili competizioni internazionali, ma anche con una grande certezza: la Russia!

Le campionesse in carica sembrano più che mai in forma, pronte a difendere con successo, per la terza volta consecutiva, il titolo mondiale. La truppa del 'generale' Evgeni Vasilievich Trefilov ha superato a pieni voti il primo test, tutt'altro che facile in quanto l'avversario era la Corea del Sud, uno tra quelli da prendere sempre con le molle. Ma la tradizionalmente più forte rappresentativa asiatica è stata travolta senza complimenti.

Il tre a zero dei primi minuti, griffato Choi & Kim, è servito solo ad illudere i rumorosi fans coreani e far risuonare i loro tamburi: giusto il tempo di accendere il motore, e la Russia è partita in quinta, ritrovando in men che non si dica, tra contropiedi efficaci e numeri dei suoi terzini 'galattici', la parità ed altrettanto velocemente regalandosi un primo, già decisivo allungo, cui le coreane non riusciranno mai a rispondere a dispetto delle reti (a fine match saranno ben sette) dell'esperta ala destra Sun Hee Woo, e dei time-out invocati dal leggendario Jae Won Kang. Un parziale di 8-1, che porta varie firme (a riprova del fatto, confermato dagli score individuali a fine match, che Trefilov - foto sotto - abbia molte frecce al proprio arco) spiana la strada alla Russia, avanti di sei lunghezze (19-13) a metà gara.

Al ritorno in campo la musica non cambia, per quanto le asiatiche si sforzino per mettere sotto pressione l'avversario. Sono al contrario le russe a piazzare un nuovo tremendo break (sei a zero), che chiude di fatto il match all'entrata dell'ultimo quarto d'ora di gioco. Quel che rimane fino al 39-24 della sirena è utile ad esaltare la giovane Tatiana Khmyrova, top scorer delle sue con una mezza dozzina di reti, tutte nella ripresa. Sei goal sono il bottino pure di Irina Bliznova, ancora più impressionante in quanto messo a referto su ... altrettanti tiri (!), e perchè il ventinciquenne terzino destro, di ritorno in nazionale dopo tre anni, è andata in rete praticamente in ogni modo e maniera, tranne che dai sette metri (!).

Una serata magica per lei. E per le varie Levina, Davidenko, Bodnieva, Turey e chi più ne ha più ne metta, senza dimenticare i portieri Sidorova e Sedoykina, brave a fare la loro parte. Degno di nota poi come la Russia sia stata 'costretta' a tirare da lontano non più di tre volte nell'arco dei 60 minuti, entrando invece spesso nella difesa asiatica come una lama nel burro.

Forse ha ragione il burbero Trefilov quando, pur nella soddisfazione per una partita giocata e vinta molto bene, ricorda come la strada sia ancora lunga e rimangano molte altre sfide all'orizzonte, però se queste sono le prospettive, forse tanto vale fermarsi subito e lasciare tranquillamente il trofeo a chi già lo detiene.

mercoledì 15 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Main Round – Gruppo 1. Seconda Giornata

Fumata bianca ad Herning: habemus semifinalistas!. La triplice sfida in programma in Danimarca emette i suoi verdetti definitivi: saranno la Danimarca e la Romania ad andare alla 'Final Four' del prossimo fine settimana (che avrà luogo proprio li, al Messecenter, di fronte ad oltre dodicimila spettatori). Più o meno lo stesso numero di fans andati in visibilio dopo l'ennesima camminata trionfale della 'Banda Pytlick'. La nazionale di casa abbatte senza troppi scrupoli anche l'ostacolo Croazia e, con la vittoria numero cinque in altrettanti incontri, si assicura matematicamente il passaggio alla fase seguente come prima classificata del Gruppo I del Main Round.

All'inizio le croate sembrano non farsi impressionare dalla caldissima atmosfera dell'Arena, ma le illusioni balcaniche durano poco tempo: giusto quanto le scandinave hanno bisogno per ribaltare il 2-4 iniziale (frutto dell'efficiente 5-1 messa in campo all'inizio da Vladimir Canjuga) e volare sulle 'ali' di Maibritt Kviesgaard e Mie Augustesen, che infatti sono l'ala destra e sinistra della landshold e dalle rispettive zone di competenza nel campo puniscono gli errori croati, costringendo l'allenatore delle slave a rifugiarsi nel primo time-out. Senza molti risultati però, visto che quando sale in cattedra un altro asso nella manica di Jan Pytlick, ovvero Camilla Dalby, con le sue quattro reti in cinque minuti che sigillano il primo tempo (chiuso su un eloquente 16-10), per le croate è notte fonda.

La cui alba non si vede nemmeno tornando dagli spogliatoi: anche nel secondo tempo le malcapitate Andrea Penezic (solo tre reti oggi per lei ) e compagnia non riescono a penetrare il muro difensivo locale, costruito soprattutto dalle esperte Mette Melgaard e Rikke Skov. E quando ci riescono, spesso e volentieri è Karin Mortensen, ancora regina della porta, a toglier loro qualsiasi speranza. In compenso dall'altra parte è il turno della bionda ventiduenne Susan Thorsgaard e di Ann Grete Nørgaard, che mettono la loro parte di palloni alle spalle della povera Jelena Grubisic. Si va sul 24-16, anche se poi la Penezic e Lidija Horvat 'riaprono' (si fa per dire) il match portando la Croazia a meno sei ad una dozzina di minuti dalla sirena.

Ma la partita, per le 'ospiti', finisce qui. Difesa a portiere chiudono definitivamente la via della rete scandinava, mentre la Danimarca piazza un micidiale 7-0 che assicura un trionfo dalle dimensioni imbarazzanti. Inutile la perla all'ultimo secondo della giovane Dina Havic, lo score finale (31-19) è impietoso verso la Croazia, ma dice molto sulle potenzialità di una squadra che continua a far sognare una nazione. Magari sognare quella medaglia d'oro che fino a pochissimo tempo fa era considerata tabù'.

Attenzione però alla Romania, che vince lo spareggio contro il Montenegro e va diritta in semifinale con un turno d'anticipo. Non è stata una passeggiata per le rumene, brave a disinnescare parzialmente la miccia Popovic (sette goal sono tanti, ma su tredici tentativi, quindi la partita non è stata un monologo della marcatissima fuoriclasse del Viborg ...) in difesa, però talvolta erratiche ed in difficoltà in fase offensiva. Primo tempo a corrente alternata, con il Montenegro che sembra scappare portandosi dal 4-6 a 9-6, con le sole bordate della solita, immensa Cristina Neagu a mantenere la Romania a galla. Poi, quando la nuova entrata Geiger ed il pivot Manea (chissà perché mandata in campo all'inizio al posto di Ionela Stanca) cominciano a produrre qualcosa, la Romania ribalta la situazione e chiude il tempo sul 13-12.

Come nella sfida precedente contro la Croazia, il ritorno in campo mette le ali alla squadra di Voina. Che con l'aiuto di una meravigliosa Talida Tolnai, sostituto più che all'altezza dell'infortunato portiere Paula Ungureanu, volano sul 19-13 dopo un quarto d'ora nel quale solo la Popovic (e solo una volta) trova la rete per il Montenegro. Poi la Romania cala d'intensità, ed un successo che pareva ormai acquisito ritorna in dubbio. Piano piano il combattivo Montenegro rientra, fino a far sentire il fiato sul collo alle avversarie.

Ma tra la Tolnai, qualche palo amico, qualche errore di troppo negli attacchi di un rivale spesso impacciato in contropiede, e due fondamentali reti della Neagu, unite al contributo della Stanca adesso finalmente parte del gioco, la 'tricolore' di Bucarest riesce a mantenere il suo vantaggio fino alla sirena, a portare a casa (vincendo 23-21) i due punti, e soprattutto, finalmente, a guadagnarsi l'invito per entrare nel club delle migliori quattro squadre d'Europa. Marija Jovanovic (troppo imprecisa, solo 5 reti su 16 tentativi), la Popovic e le altre montenegrine escono a testa alta, ma per il piccolo e combattivo paese adriatico, penalizzato dalla assenze delle insostituibili Katarina Bulatovic e Ana Djokic molto più di quanto la sua serie di infortuni abbia danneggiato la Romania (che ha un maggiore serbatoio di talenti da cui attingere per far fronte ad emergenze del genere) l'unico premio rimasto è la finale per il 5° posto.

Per assicurarsi matematicamente il passaggio del turno, la Romania aveva bisogno di un favore dalla Spagna, che doveva fermare la Russia, prossimo rivale delle rumene ed ancora potenzialmente pericoloso. E Spagna fu: le iberiche, 'bestia nera' della Romania nel 2008 e 2009, si fanno 'perdonare' tirando fuori dal cilindro - proprio quando sono ormai eliminate - la loro miglior prestazione di questi campionati. Russe surclassate in un inizio da incubo, che le vede vittime di un incredibile 0-8 dopo alcuni minuti. Neppure un time-out chiesto dal prevedibilmente arrabbiato Evgueny Trefilov cambia le cose. La Seleccion, con Begoña Fernández finalmente in campo, e si vede, gioca con efficacia e rapidità e arriva al 26° minuto sul 15-8, toccando anche il massimo vantaggio sul 13-5; si lascia andare solo nel finale di tempo, quando con le reti della Kuznetcova ed un reparto difensivo finalmente degno di questo nome la Russia, approfittando di una superiorità numerica riporta lo score su un meno umiliante 15-12 della pausa.

Purtroppo per loro, la rimonta sarà incompiuta: complice una stratosferica Silvia Navarro (venti parate, 48% tra i pali) non solo le russe si dimostrano incapaci di annullare il gap, ma finiscono addirittura per subire un nuovo parziale, tanto da finire a meno nove (18-27), e concludere sul 22-30 una partita che estromette le pluri-campionesse del Mondo (ultima edizione compresa) dal podio di un grande evento internazionale per la prima volta dal 2004. 'La Russia si trova nella posizione che si merita' ha detto coach Trefilov dopo il match. Non sappiamo cosa intendesse di preciso, ma possiamo immaginare che non sarà molto piacevole per le sue atlete avere a che fare in queste ore con il burbero Yevgeni Vasiliyevich.

lunedì 13 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: il programma di Lunedì 13 Dicembre

L'Europeo della sorprese e adesso senza un vero padrone, dopo che la Svezia ha festeggiato in anticipo Santa Lucia abbattendo la stra-favorita Norvegia, continua oggi con le prime partite del Gruppo I del Main Round, di scena alla Messecenter Arena di Herning (Danimarca).

Nella sfida di cartello della giornata le padrone di casa, uniche a partire a punteggio pieno, se la vedranno con la Russia in un 'classico' della pallamano femminile di alto livello, e di nobile lignaggio. Karin Mortensen, portiere-rivelazione della truppa scandinava, cercherà di parare i colpi dell'artiglieria di Evgueny Trefilov, a sua volta perennemente insoddisfatto delle prestazioni offerte dalla sua squadra in questi campionati (con l'eccezione, forse, del portiere Maria Sidorova). I danesi puntano a continuare la loro marcia per adesso trionfale, e vendicare l'eliminazione subita per m,ano della Russia ai Mondiali dello scorso anno. Ma per quanto senza giocatrici-chiave, e finora pure senza un gran gioco, le campionesse del mondo in carica rimangono assai pericolose.

Meglio non fidarsi, così come la Romania non dovrebbe sottovalutare troppo la Croazia. Le ragazze di coach Radu Voina, che ha sostituito l'infortunata ala destra Cristina Varzaru con Adriana Nechita (brava ma di minor qualità rispetto alla giocatrice del Viborg), il cui arrivo rende ancor più cospicuo il blocco-Oltchim nella nazionale, partono con i favori del pronostico, e con molte frecce (Neagu, Stanca, Elisei, due bravi portieri, ed anche il vittorioso precedente al Torneo di Parigi un paio di settimane fa...) sempre al loro arco, ma la Croazia, specie con Andrea Penezić al timone, può fare male. Chiedere referenze al Montenegro ...

Proprio le montenegrine apriranno le danze affrontando la Spagna alle 16:45. Ultima chiamata per le finaliste di Skopje 2008. Quest'anno le iberiche sembrano piuttosto stanche, e lontane parenti della squadra argento nell'ultima edizione, ed in più si trovano adesso costrette a vincere tutti e tre i match della seconda fase per annullare gli effetti dello zero in classifica con cui partono. Jorge Dueñas aveva visto cose positive nel gioco iberico contro la Danimarca - a prescindere dalla sconfitta - e si augura che Begoña Fernández, di ritorno in campo dopo essere stata tenuta a riposo nel match con le scandinave, venga assistita da Marta Manguè (fino ad oggi poco incisiva), Nerea Peña, Macarena Aguilar e dalle altre ragazze della Selecciòn. Il precedente di alcuni giorni fa al Torneo di Vicar, con la Spagna trionfante (30-18), è incoraggiante ma non più di tanto: quello era un 'Montenegro B': la formazione che oggi si opporrà alle iberiche sarà ben diversa; nelle giocatrici, con Bojana Popović che questa volta sarà ovviamente della partita, come nelle motivazione: Dragan Adžić e la sua squadra sanno bene che anche per loro uno scivolone odierno potrebbe avere effetti devastanti e chiudere quasi totalmente la strada per le semifinali. Sia l'allenatore balcanico, poco felice della prova 'sotto tono' con la Croazia, terminata in una battuta d'arresto, sia l'ala destra Jovanka Radicević confidano in un pronto riscatto delle debuttanti all'europeo.

Girone I (Herning, Danimarca): 1a Giornata
16:45 Spagna (0 punti) - Montenegro (2)
18:45 Romania (2) - Croazia (2)
20:45 Danimarca (4) - Russia (2)

Le partite saranno visibili in diretta gratuitamente sul sito ehf-euro.com (sezione VIDEO live stream).

venerdì 10 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Interviste dopo la 3a Giornata.

** Dusko Milic (allenatore Serbia): Complimenti alla Spagna che ha meritato la vittoria. Sono rimaste in vantaggio per tutta la partita. La mia squadra ha sbagliato troppe occasioni facili, e in questo modo non si può pensare di battere chi ha vinto la medaglia d'argento agli ultimi Europei. Il mio collega ha avuto più giocatrici di me a disposizione, io non ho potuto sostituire elementi-chiave che hanno dovuto stare in campo per l'intero incontro.
** Andrea Lekic (Serbia): Congratulazioni alla Spagna. Noi abbiamo sprecato troppo e perso efficacia, mentre il portiere spagnolo è stato ottimo.

** Jorge Dueñas (allenatore Spagna): È stata una partita nervosa perché entrambe le squadre sapevano quanto fosse importante. Nel primo tempo la nostra difesa ha funzionato, ma abbiamo avuto problemi in attacco. Nel secondo tempo ancora gli stessi problemi, e ci siamo pure innervositi. La Serbia ci ha quasi raggiunto, ma alla fine siamo riusciti a vincere.
** Nerea Pena (Spagna): Siamo molto felici per la vittoria. La Serbia è una buona squadra, ma noi abbiamo giocato meglio di martedì scorso.

** Radu Voina (allenatore Romania): Voglio fare i complimenti alla squadra danese per la loro determinazione. Hanno saputo adattarsi bene al metro arbitrale. Da parte nostra abbiamo fatto parecchi errori individuali, che hanno aiutato la Danimarca. Adesso dobbiamo concentrarci sull'ultima partita.
** Cristina Neagu (Romania): Volevamo vincere, abbiamo lottato duramente per farlo, ma non ci siamo riuscite. Voglio fare i complimenti alla squadra danese. Noi adesso guardiamo alle prossime sfide, cercheremo di vincere tutte le partite rimanenti per arrivare in vetta.

** Jan Pytlick (allenatore Danimarca): Sono felicissimo per questa vittoria. Non avendo ancora battuto nessuna squadra di altissimo livello, e la Romania fa parte di questa categoria, l'incontro rappresentava un test significativo per noi. Pensavamo che una buona difesa fosse la chiave della vittoria, e così è stato. Anche i nostri contropiedi si sono rivelati decisivi.

** Julius Jonasson (allenatore Islanda): Sapevamo che quello di oggi sarebbe stato un match difficile, e così è stato. Ma sono molto soddisfatto degli ultimi 18-19 minuti. Le mie giocatrici hanno mostrato un'ottima attitudine. Questo è il nostro primo campionato europeo, già il fatto di essere qui per noi ha importanza storica. E partite come questa ci aiutano a fare utili esperienze.
** Anna Gudmonsdottir (Islanda): Come ha detto il nostro allenatore, si è trattato di una partita davvero difficile, ma penso che siamo migliorate nel corso del match. E' stata un'esperienza molto utile per noi, spero solo che contro la Russia potremo giocare ancora meglio.

** Dragan Adzic (allenatore Montenegro): Complimenti all'Islanda; contro di noi hanno giocato bene, molto meglio di quanto avessero fatto nella prima partita. La vittoria contro la Russia era estremamente importante per noi, adesso siamo pronti a giocarcela con la Croazia sabato. Sono molto contento che oggi nessuno si sia infortunato.
** Sandra Nikcevic (Montenegro): La nostra vittoria contro la Russia ci ha messo in una buona posizione in classifica. Penso che saremo in grado di battere la Croazia sabato.

** Vladimir Canjuga (allenatore Croazia): Complimenti alla Russia, oggi hanno difeso molto bene. Il nostro portiere è stato superlativo, ma abbiamo fatto troppi errori tecnici che si sono tradotti in 7-8 rapidi goal da parte loro. Giocheremo meglio sabato contro il Montenegro.
** Nikica Pusic (Croazia): Congratulazioni alla Russia che ha meritato la vittoria. Non abbiamo giocato al livello di cui siamo capaci, non siamo state abbastanza brave. Abbiamo sprecato troppe occasioni, e una volta andata in vantaggio la Russia ha mantenuto il comando. Credo che possiamo giocare un buon cinquanta per cento meglio di quanto fatto oggi.

** Evgeny Trefilov (allenatore Russia): Voglio ringraziare la Croazia per i complimenti, ma la mia squadra non ha giocato bene. Mi dispiace di essere il responsabile del fatto che la squadra non sia al livello dovuto. Spero che faremo meglio in futuro - anche se devo ovviamente dire che la Croazia, contro di noi, ha fatto una buona partita.
** Marina Yartseva (Russia): La Croazia è stata brava, ha fatto davvero del suo meglio per vincere. Noi purtroppo non abbiamo giocato bene come potremmo, dobbiamo migliorare il livello delle nostre prestazioni nei prossimi incontri.

giovedì 9 dicembre 2010

EHF Europei Femminili 2010: anteprima della 3a giornata.

Oggi in Norvegia ci si riposa, ma in Danimarca si torna a giocare. Aalborg ed Aarhus ospiteranno i quattro incontri di una giornata che emetterà i primi verdetti definitivi nel gruppo A e nel gruppo B.

Il piatto forte è sicuramente la sfida tra Danimarca e Romania, due delle principali sfidanti alle regine norvegesi. Entrambe le squadre hanno superato, con più luci che ombre, il primo esame di maturità. Le scandinave, con Karin Mortensen in gran forma tra i pali, hanno dimostrato di saper gestire la pressione battendo la Serbia, mentre un buona difesa e i contropiedi dell'infallibile Varzaru (la quale ieri non si è allenata, ma oggi sarà in campo) hanno scacciato il fantasma di una Spagna che aveva eliminato le rumene nelle ultime due grandi competizioni precedenti. Lo scontro diretto odierno potrebbe / dovrebbe decidere la vincente del girone, e soprattutto chi inizierà il Main Round con quattro punti: la posta in gioco è alta. Romania sulla carta con maggiore qualità delle avversarie, ma il fattore-campo ha già giocato brutti scherzi alla ragazze di Radu Voina, battute sei volte nelle ultime sei partite esterne contro le scandinave - anche se in quattro casi si trattava di un'amichevole.

Voina stesso è consapevole dei problemi che un fattore-campo non amico può causare alle sue, e dell'importanza di avere un'efficace difesa in sfide del genere. Ma, dall'altra parte, pure Jan Pytlick conosce perfettamente le potenzialità delle atlete rumene, a cominciare dalla Varzaru, che proprio nello Jutland - con la maglia del Viborg - ha ottenuto i suoi maggiori trionfi in carriera. Sarà forse Rikke Skov, sua compagna di club e perno difensivo di Viborg e nazionale, a prendersi cura della 'minaccia Varzaru' ? Che ad ogni modo non è l'unica: dalla Neagu, alla Stanca dai sei metri, dall'ala Elisei fino a Roxana Han praticamente tutta la Romania può fare seri danni alle retroguardie avversarie.

C'è aria di 'dentro o fuori' nell'altra sfida del girone: chi dovesse perdere il match fra Spagna e Serbia sarà quasi certamente eliminato, vista la qualità degli avversari nell'ultimo turno. Le iberiche, finaliste a Skopje 2008, non possono permettersi un'uscita prematura, e godono dei favori del pronostico, specie se eviteranno certi errori fatti all'esordio. Jorge Dueñas punterà su Marta Mangue, e sul pivot Begoña Fernandez, di fatto neutralizzata dalla difesa rumena due giorni fa, mentre Duško Milić, pure lui con qualche gatta da pelare dopo la falsa partenza, spera che Andrea Lekić non sia cosi sola come nella prima partita, in cui a dire il vero nemmeno lei è stata poi devastante ...

'Derby delle debuttanti' nel Girone B. Il Montenegro delle meraviglie, abbattuto il Golia russo, ora si trova di fronte il David islandese. Se Bojana Popović e le sue connazionali hanno sovvertito pronostici e svantaggi al debutto, ora la pressione sarà tutta sulle loro spalle: nessuno si aspetta un miracolo della modesta nazionale nordica, anche se i postumi della battaglia con le russe - tante energie spese nella rimonta, l'infortunio di Ana Radović che ha raggiunto in infermeria la già indisponibile Gabriella Kindl - potrebbero causare qualche grattacapo imprevisto a mister Dragan Adzić. Nonostante tutto ciò, la differenza di valori tra le contendenti sembra talmente ampia che, come già detto, nessuno punta seriamente su una sconfitta delle balcaniche. Specie se, come confessato da Hanna Stefánsdóttir in un'intervista, l'Islanda andrà in campo giusto con lo scopo di ... 'fare del loro meglio' senza nemmeno porsi i due punti come obbiettivo. Sincerità e realismo vanno bene, ma a volte, per ottenere risultati, è necessario pensare in grande, anche al di sopra delle proprie effettive possibilità ...

La Russia delle grandi assenze è chiamata forzatamente al riscatto contro la Croazia. Una mancata vittoria delle campionesse mondiali contro le balcaniche, uscite vincenti dal debutto di martedì, rischia di avere effetti gravissimi in proiezione Main Round, e quindi semifinali. Il 'generale' Trefilov, che ha perso la prima battaglia, sa che per vincere la guerra non si può più sbagliare. Ma le ragazze di Vladimir Canjuga non saranno avversario facile. Il coach croato si attende una sfida combattuta, augurandosi che Andrea Penezić e le altre siano più precise in attacco di quanto lo furono nel match di apertura: contro le veloci ali russe, gli errori offensivi si pagano cari.

Girone A (Aalborg, Danimarca)
18:45 Serbia (0 punti) - Spagna (0)
20:45 Romania (2) - Danimarca (2)

Girone B (Aarhus, Danimarca)
18:15 Islanda (0) - Montenegro (2)
20:15 Russia (0) - Croazia (2)

Alcune partite saranno visibili in diretta gratuitamente sul sito ehf-euro.com (sezione VIDEO live stream). Se poi troveremo link alternativi, li posteremo in questo blog ...

martedì 8 giugno 2010

Claude Onesta ed Evgeni Trefilov 'Allenatori dell'Anno 2009'.

Il successo paga. Anche a livello di riconoscimenti. Una giuria di esperti internazionali, scelta dall'IHF (International Handball Federation), ha infatti votato Claude Onesta (pallamano maschile) ed Evgeni Trefilov (pallamano femminile), come 'allenatori dell'anno' per il 2009.

Per quanto riguarda il buon Claude Onesta, ci pare una scelta più che obbligata. Lo scorso anno, infatti, lo stratega della nazionale francese pigliatutto ha compiuto un passo fondamentale nel cammino verso la storia che i Bleus hanno intrapreso con successo: la vittoria ai Mondiali croati, che va abbinata a quella Olimpica di Pechino 2008 ed al più recente trionfo ai campionati europei per nazioni. Un risultato mai raggiunto da nessun altro coach, e che pone il cinquantatreenne transalpino, alla guida della nazionale dal lontano 2001, in posizione unica (o quasi, visto che il 'triplete' era in precedenza riuscito anche a Vladimir Maximov sulla panchina russa).

La scalata al successo di Onesta ha assunto i caratteri di un processo graduale ma inesorabile. Chiamato alla non facile successione di quel Daniel Constantini medaglia d'oro ai Mondiali nel 1995 e nel 2001, ha saputo integrare talenti quali Nikola Karabatic e Luc Abalo – giusto per fare alcuni nomi - nell'organico della squadra che ha condotto ad un doppio bronzo mondiale ed al titolo continentale nel 2006, prima della definitiva esplosione vissuta nell'ultimo triennio.

Claude Onesta è divenuto allenatore nel 1987, dopo una ... onesta carriera da giocatore. Prima di arrivare alla nazionale, è rimasto sulla panchina del Tolosa per ben 14 anni, arrivando fino in semifinale di Champions League.

La scelta di Evgeni Trefilov in ambito femminile è forse un'ulteriore prova dell'importanza di grandi risultati oggettivi negli appuntamenti di maggior richiamo planetario, rispetto a competizioni come la Champions League, sicuramente importanti ma con minore appeal. Il terzo trionfo consecutivo ai Campionati del Mondo, ottenuto lo scorso dicembre, ha infatti consentito al gigante russo di vincere la concorrenza di colleghi talentuosi quali Jakob Vestergaard - dominatore a livello di club con il suo Viborg - ed Oliver Krumbholz, bravissimo a portare la Francia ad un inatteso argento mondiale ma arresosi senza appello in finale, a dispetto del povero bilancio stagionale dello Zvezda Zvenigorod, il club allenato da 'Trefi'.

Stakanovista e burbero, celebre per le strigliate, nei time-out e non solo, alla sue giocatrici, il 54enne di Krasnodar è ormai più che un'istituzione nell'ambiente della pallamano internazionale. E se c'è chi, come Emiliya Turey, ha sempre declinato gli inviti a raggiungerlo anche nel club ('Un mese di Trefilov all'anno è sufficiente' fu la frase, divenuta celebre, dell'ormai ex-giocatrice del Copenhagen per spiegare il suo niet al coach...) molte ragazze della nazionale russa hanno invece accettato di seguire l'orso Trefilov pure nel Lada o allo Zvezda.

In oltre un decennio di onorata carriera, a livello sia di nazionale che di squadre di club, egli ha collezionato sette campionati russi - cinque con il Lada Togliatti, due con l'attuale club Zvezda Zvenigorod - e tutti e tre i maggiori trofei internazionali, oltre a quattro titoli mondiali (2001, 2005, 2007, 2009), agli argenti olimpico (2008) ed europeo (2006), ed ai bronzi europei di 2000 e 2008.

Trefilov ha giocato in varie formazioni sino al 1984 per poi intraprendere la carriera di allenatore, dapprima al Krasnodar femminile, con il quale ha pure vinto il campionato 1998, quindi alla Dinamo Volgograd, cui hanno fatto seguito i trasferimenti a Lada e Zvezda. Dopo un periodo in qualità di assistente allenatore, ha inoltre preso le redini della nazionale del suo paese, con risultati che parlano da soli.
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