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sabato 29 settembre 2012

La Scelta di Bojana

Come riportano eurohandball.com ed altre fonti d'informazione, uno dei miti della pallamano di sempre ha smesso di giocare, ma si è ritagliata un ruolo di alto livello.

Ha appeso le scarpe al chiodo giusto dopo aver vinto una Champions League (la sesta della sua veneranda carriera) e sfiorato l'oro Olimpico. Ma questo non implica che la leggendaria Bojana Popović sia uscita dal giro dell'handball di altissimo livello. Piuttosto il contrario, visto che la quasi 33enne montenegrina di origini serbe (è nata in quel di Niš, luogo natale pure di un certo Nikola Karabatić...) ha appena assunto l'incarico di direttore sportivo del 'suo' Budućnost Podgorica, lasciato vacante causa maternità da Anica Djurović.

La fuoriclasse ha accettato di buon grado il nuovo ruolo nel club, che solo pochi mesi prima aveva condotto, da giocatrice, sul trono d'Europa. Il compito della Popović sarà reso più facile dall'ottima conoscenza dell'ambiente e delle sue atlete, molte delle quali già compagne in campo negli ultimi due anni.

Bojana, già in panchina a dispensare preziosi consigli (foto sopra) nella sfida di martedì scorso contro lo Jagodina (Regional League, vittoria del Budućnost per 32-30) ammette che l'attuale rosa non sembra forte come quella dominatrice della passata stagione, specialmente in fase offensiva, ma possiede la qualità e l'esperienza necessarie per affrontare un'ottima campagna europea, a partire dalla fase a gruppi in cui si troverà come avversarie lo Zvezda Zvenigorod russo, il Thüringer di Germania e soprattutto quel Viborg HK danese dove Bojana ha vinto, da assoluta protagonista, due titoli europei consecutivi (2009 e 2010).

Quel Viborg che, ultimamente, avrebbe pure cercato di richiamare la fuoriclasse tra le proprie fila, in campo o quantomeno nella posizione di DS. La 'signora della pallamano' ha però deciso di restare a Podgorica, con grande soddisfazione di Predrag Bošković, presidente del sodalizio balcanico, che (forse spinto dall'entusiasmo) si lascia andare e non esclude un ritorno in campo di Bojana: 'se lei lo vorrà, troverà le porte sempre aperte'.

Magari per ripetere magie come quella del video di sotto, estratta dal cilindro durante la scorsa semifinale di Champions League (Budućnost - Larvik) contro un'altra 'grande', il portiere norvegese Cecilie Leganger, sua ex compagna di vittorie allo Slagelse.


Bojana Popović - Squadre:
* 1996-1998 : DIN-Classic Niš (Yug)
* 1998-2002 : Budućnost Podgorica (Yug)
* 2002-2007 : Slagelse DT (Dan)
* 2007-2010 : Viborg HK (Dan)
* 2010-2012 : ŽRK Budućnost Pogdorica (Mne)

Bojana Popović - Palmares:
* 6 Champions League
(2004, 2005, 2007, 2009, 2010 e 2012);
* 1 Coppa EHF
(2003);
* 4 campionati jugoslavi
(1999, 2000, 2001 e 2002);
* 3 Coppe di Jugoslavia
(2000, 2001 e 2002);
* 6 campionati danesi
(2004, 2005, 2007, 2008, 2009 e 2010);
* 3 Coppe di Danimarca
(2003, 2007 e 2008);
* 2 campionati montenegrini
(2011 e 2012);
* 2 Coppe del Montenegro
(2011 e 2012);
* Medaglia d'argento Olimpiadi Londra 2012
(Nazionale del Montenegro);
* Medaglia di bronzo Campionati Mondiali 2001 in Italia
(Nazionale della Yugoslavia).

Bojana Popović - riconoscimenti individuali:
* 3 volte Top Scorer di Champions League
(2004, 2005 e 2007);
* 4 volte miglior atleta campionato danese
(2004, 2005, 2007 e 2008);
* All-Star Team Giochi Olimpici Londra 2012.

mercoledì 14 marzo 2012

Naturalizzazioni (mancate) facili. Il caso Valérie Nicolas.

Una squadra di pallamano femminile del Montenegro, evidentemente insoddisfatta dei suoi portieri, cerca rinforzi all'estero. E fin qua, niente di strano. A fare però notizia è che la squadra in questione non sia altro che ... la nazionale del paese balcanico!

La cui federazione non sembra nutrire molta fiducia nelle varie Marina Vukčević (ancora troppo giovane) e Sonja Barjaktarović del Budućnost (club giunto in semifinale di Champions League grazie al contributo decisivo di un portiere ... sì, della tedesca Clara Woltering) e Mirjana Milenković, attualmente in forza all'Itxako spagnolo. Tanto che, secondo quanto riportato da L'Equipe, in seguito ripreso da altri media, dal Montenegro sarebbe giunta una 'proposta indecente' per Valérie Nicolas (foto sotto), ex portiere titolare della nazionale francese.

La 37enne transalpina, medaglia d'oro ed MVP ai Mondiali 2003 con la maglia delle Bleues, nonché argento nel 1999 e due volte bronzo agli Europei, nonché vincitrice della Champions League 2006 (e della Coppa EHF 2004) con il Viborg HK danese ed in seguito tornata in patria, attualmente difende la porta del Nizza, compagine di seconda divisione con l'ascesa alla massima serie nel mirino. Il paese ex-yugoslavo le avrebbe offerto la naturalizzazione, perfettamente legale in quanto l'atleta ha superato il termine dei tre anni senza giocare con la nazionale di Parigi, e l'opportunità di disputare il torneo pre-olimpico. Nel quale il Montenegro affronterà ... proprio la Francia (oltre a Romania e Giappone).

Un paradosso per chi, ad Atene 2004 come a Pechino 2008, era in campo con la maglia francese. Non stupisce che la Nicolas abbia declinato l'offerta, aggiungendo pure come questo sarà il suo ultimo anno di attività. Stupisce, o comunque non piace, la politica delle naturalizzazioni troppo facili che rischia di portare ad atleti/e 'in affitto' ed a pratiche poco opportune in un ambiente come quello delle nazionali, che si vorrebbe per definizione meno 'mercificato' rispetto a quello dei club.

venerdì 13 gennaio 2012

Mondiali Maschili Spagna 2013. Sorpresa Lituania nelle qualificazioni europee.

Nessun verdetto definitivo, tutto rimandato all'ultima giornata. Svizzera e Olanda non approfittano dei rispettivi 'match-point' ed ora rischiano grosso. In particolare gli elvetici che, nel girone degli azzurri, commettono troppi errori e, complice la forma non eccezionale dei loro portieri, cedono in casa alla Lituania. I baltici salvatisi a malapena contro di noi a Cologne appena qualche giorno prima si trasformano e fanno il colpaccio alla BBC Arena di Sciaffusa, e adesso hanno il coltello dalla parte del manico, arrivando allo scontro decisivo di domenica prossima a Vilnuis con un punto di vantaggio in classifica.

Exploit meritato da parte lituana: Nerijus Atajevas (terzino sinistro finito in doppia cifra) e compagni rimangono davanti agli avversari per buona parte dell'incontro, anche se i padroni di casa non si danno mai per vinti, riducono il gap a solo una rete a metà gara, e pur finendo sotto di quattro (20-24) ad otto minuti dalla fine, quando i lituani producono il break decisivo, cercano nuovamente di rientrare. Invano.

Lituania O.K., ma risultato positivo anche per i loro dirimpettai estoni, tornati con un punto in tasca dalla trasferta nei Paesi Bassi, e pronti a giocarsi le loro chances di arrivare ai play-off nel match di 'ritorno' casalingo. Le sfide rimanenti del turno infrasettimanale vedono altri tre successi esterni e due interni: l'Austria trionfa in Israele ipotecando il passaggio del turno; situazione simile per il Portogallo corsaro in Ucraina; il Montenegro fa tesoro di una vittoria con il minimo scarto in terra di Lettonia. Una rimonta esaltante regala due punti alla Romania, ma resistere a Rutenka e compagni nel retour-match in Bielorussia potrebbe non essere così facile. Secondo tempo gagliardo pure nel caso della Bosnia-Erzegovina, per quanto la sfida contro la Grecia (in palio c'è il primo posto finale nel girone) rimanga del tutto aperta.

GR.1: Israele - Austria 31-40 (17-19)
GR.2: Ucraina - Portogallo 21-25 (7-12)
GR.3: Lettonia - Montenegro 30-31 (14-17)
GR.4: Olanda - Estonia 35-35 (19-20)
GR.5: Svizzera - Lituania 26-28 (13-14)
GR.6: Bosnia-Erzegovina - Grecia 31-29 (15-17)
GR.7: Romania - Bielorussia 25-22 (12-14)

Classifica dopo 5 Giornate (cliccare per ingrandire)

mercoledì 14 dicembre 2011

Mondiali femminili pallamano 2011. Stasera il derby latino Brasile - Spagna ed un'insolita Norvegia - Croazia.

Le protagoniste dei quarti di finale di questa sera hanno passato il turno precedente con modalità diverse.

La Croazia è quella che più ha faticato, pur centrando l'obiettivo di sconfiggere finalmente la Romania. Buona parte del 'merito' va però alle ragazze di Radu Voina, 'riuscite' a buttare al vento una partita che, avanti di due reti (27-25) a tre minuti dalla fine, sembravano avere in tasca.

E pensare che le rumene avevano finalmente sfoderato una prestazione dignitosa, ben diversa da certe figuracce della fase a gruppi. Trascinate dalle reti di Bradeanu e Chirila, avevano risposto al tentativo di fuga iniziale delle avversarie, passando in vantaggio dopo un quarto d'ora e chiudendo il primo tempo sul 18-15. Il gap cresce quando Adelina Fiera battezza il secondo tempo, ma dieci minuti di black-out consentono ad Andrea Penezić, anche stavolta la migliore delle sue, e connazionali di rientrare in partita. Lo scambio di colpi prosegue fino a quando Manea, Bradeanu e Nichita, tre veterane della 'tricolore', portano lo score sul già citato più due.

Finita? Per niente. Le rumene smarriscono di nuovo la via del goal e la Croazia, brava a crederci fino all'ultimo, risponde a tono e si rimette davanti. Nel minuto conclusivo, e decisivo, Amariei e compagne non riescono ad imbastire un'azione vincente, dimostrando per l'ennesima volta come la Romania 'sappia' sempre perdersi al momento meno opportuno, e continui a mancare di quel qualcosa necessario per fare il salto di qualità. La prova contro le croate della rimaneggiata nazionale di Bucarest riscatta in parte le prestazioni deludenti della fase a gironi, ma lascia soprattutto l'amaro in bocca per come è terminata.

La Croazia se la vedrà con la Norvegia. Scandinave abbastanza in scioltezza sull'Olanda negli ottavi. Le orange tengono il passo per una ventina di minuti, poi devono cedere alla legge del più forte, che ha soprattutto un nome e cognome: Heidi Løke. Il pivot numero uno al mondo segna a piacimento dai sei metri e in contrattacco, si procura rigori, regala due minuti alle avversarie. E plasma un parziale di 5-0 che rompe la resistenza olandese e propizia il 15-11 dell'intervallo. La ripresa non ha storia, a parte un fuoco fatuo iniziale firmato Maura Visser, lasciata però troppo sola, e tre reti posteriori di Yvette Broch, anche lei troppo sola negli ultimi minuti. Nel mezzo ci sta un'alluvione di goal vichinghi, con le bordate di Linn Jørum Sulland sugli scudi, ma soprattutto il giovane talento Amanda Kurtović a farsi notare con cinque reti a referto. Alla sirena il tabellino segna un 34-22 umiliante per le olandesi, incapaci di replicare la buona prova degli Europei.

Il derby latino tra Brasile e Spagna sarà una sfida tra grandi portieri. Da una parte Chana Masson, esaltante in questi campionati, e Barbara Arenhart ormai specialista in tiri vincenti dell'ultimo secondo dalla sua linea di porta. A segno in maniera decisiva contro la Tunisia, si è poi ripetuta con la Costa D'Avorio, quando le verde-oro avevano però già stravinto agevolmente la gara, messa sul binario giusto dalla partenza 'fast and furious' di Alexandra do Nascimento, che punisce la difesa africana cinque volte in dieci minuti. Mambo (col) Number Five (sulla casacca) prova a frenare il ciclone Seleçao, ma non può fare molto.

Brasile ai quarti dove affronterà un altro grande portiere quale Silvia Navarro, autentica mattatrice di giornata con il suo SESSANTACINQUE percento di parate contro il Montenegro. L'atleta dell'Itxako porta la 'Roja' al turno successivo chiudendo spesso e volentieri la porta a fuoriclasse come Popović e Bulatović, e neanche la proverbiale grinta di Jovanka Radicević è in grado cambiare le cose. I numeri della Navarro e le reti della premiata ditta Mangue & Pinedo catapultano la Spagna sul 6-1 dopo otto minuti, ma le balcaniche non rinunciano al loro obiettivo minimo (qualificarsi al torneo pre-olimpico) così facilmente, e grazie a Marija Jovanović e Milena Knezević si rifanno sotto. Più due spagnolo (11-9) all'equatore del match, poi un poker di reti consecutive (due ancora opera di Eli Pinedo) quando riprende il gioco manda la Selección definitivamente in fuga: ogni tentativo di rientro montenegrino sarà frustrato dalla Navarro. Oltre ai Paesi Bassi, anche l'altra sorpresa dell'Europeo 2010 se ne torna a casa con le pive nel sacco.

Chi invece può tonare in patria a testa altissima è la Costa d'Avorio. Il perché lo illustrano ampiamente le parole del loro coach, il francese Thierry Vincent: 'Sono molto orgoglioso della mia squadra visto che nessuno qui può immaginare come facciamo pallamano in Costa d’Avorio. Abbiamo avuto solamente una settimana per prepararci a questi Campionati del mondo e abbiamo solamente una giocatrice professionista nel nostro team e otto che giocano ancora in Costa d’Avorio. Il campionato da noi dura solo tre mesi, e si gioca all’aperto. Dunque sapevamo già prima che questa partita sarebbe stata l’ultima qui per noi. Ma abbiamo apprezzato la grande atmosfera che si è creata durante l’incontro in questo campo. E per me, che sono francese, è stato più facile giocare contro il Brasile che contro la Francia. Auguro inoltre al Brasile di arrivare in finale ma li, penso proprio che perderebbero contro la Francia'.

martedì 13 dicembre 2011

Silvia Navarro e Babi Arenhart: che spettacolo!!!

SESSANTACINQUE PER CENTO di parate nella sfida contro il Montenegro. Settanta percento sui tiri dai sei metri, ed 83% su quelli dai 9 metri, con l'aggiunta di due contropedi neutralizzati al momento opportuno. Silvia Navarro, 32enne portiere valenciano dell'Itxako Reyno de Navarra e della nazionale spagnola, si regala una serata magica, chiudendo spesso e volentieri la via del goal a fuoriclasse tipo Bojana Popović e Katarina Bulatović, e regalando alla Selección di Jorge Dueñas i quarti di finale. Ed il blog spagnolo Balonfemme ne celebra le gesta con un video di oltre sei minuti.

La Magia di Silvia Navarro


Anche il secondo portiere del Brasile, Barbara Arenhart, si è guadagnata le luci della ribalta in questi giorni. Troppo spesso all'ombra della più celebre ed affermata Chana Masson, 'Babi' ha mandato in visibilio Torçida e telecronisti quando un tiro dalla sua linea di porta a fil di sirena ha regalato alle sudamericane la vittoria contro la Tunisia, nell'ultima giornata della fase a gruppi. E la goleira di Novo Hamburgo, arrivata quest'anno all'Hypo viennese dopo anni di militanza nei campionati di Spagna e Norvegia, si è ripetuta allo scadere del match contro la Costa d'Avorio, anche se stavolta il suo goal, con la complicità del portiere avversario, non è stato decisivo: le verde-oro avevano già messo in cassaforte il passaggio ai quarti dove, guarda caso, se la vedranno proprio con la Navarro.

Ecco le 'prove Youtube' dei numeri di Babi. La rete contro le tunisine, visibile al termine degli highlights della partita, ma pure ripresa direttamente dagli spalti, e quella a spese della Costa D'Avorio, sempre in coda alla relativa sintesi del match.

La Magia di Babi Arenhardt (con la Tunisia)


Dagli spalti (goal dopo 3:10)


La Magia di Babi Arenhardt (Highlights Brasile-Costa d'Avorio)

domenica 11 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Riassunto Gare Venerdì 9 Dicembre.

La prima fase della manifestazione è giunta al traguardo venerdì, più o meno rispettando tutti i pronostici, o quasi.

L'eccezione più rilevante si chiama Germania. Dopo i buoni risultati nei match di preparazione, e l'ottimo debutto contro la Norvegia, le ragazze di Heine Jensen parevano in grado di cancellare facilmente il disastro europeo dell'anno scorso. E invece ci sono ricascate. Come se il trionfo iniziale sulle regine olimpiche e continentali avesse prosciugato tutte le loro energie, le tedesche sono andate costantemente in calando. Prima la sconfitta col Montenegro, poi la mediocre gara con la Cina vinta senza merito, quindi il K.O. con l'Islanda, e ieri la ciliegina su una torta indigesta: la squadra si fa trovare impreparata all'appuntamento decisivo contro l'Angola, e finisce meritatamente fuori al primo turno. Ora le attende il Kazkahistan nella President's Cup

Il capolavoro (in negativo) si materializza nei primi trenta minuti quando, dopo lo scambio di reti iniziale, le africane provano con successo la fuga. Stefanie Melbeck viene lasciata troppo da sola a sostenere la fase offensiva, la difesa fa spesso e volentieri acqua, e si giunge all'intervallo sul 14-10. Le parate di Clara Woltering, fra le poche superstiti del naufragio germanico, tengono a galla la 'mannschaft' nella ripresa, almeno fino a metà tempo quando tre reti consecutive portano l'Angola sul 20-14 e paiono chiudere il match. La reazione delle tedesche arriva troppo tardi, e riesce solo a dimezzare lo scarto. Ormai la frittata è fatta: Germania out, africane trascinate dalle sorelle Kiala, dal pivot Bombo Calandula e dal portiere Barbosa alla fase ad eliminazione diretta, addirittura come seconde di gruppo, con buone possibilità di raggiungere (non sarebbe la prima volta) i quarti di finale.

Di seguito vanno in campo Norvegia e Montenegro, impegnate a contendersi il primato finale del Gruppo A. Partita dura, con le ex yugoslave a sfoggiare la loro difesa tradizionalmente molto aggressiva. Stavolta però non tollerata dalle sorelle Bonaventura, che le mandano sulla panca dei cattivi ben dieci volte (se non è un record poco ci manca...). Dopo lo 0-2 della partenza, nove reti scandinave di fila, con Karoline Dyhre Breivang a far da spalla a una Linn Jørum Sulland infallibile dai sette metri (e moooolto meno efficace sui tiri da lontano) portano i tifosi vichinghi a credere davvero ad una passeggiata. L'illusione evapora subito: i numeri di Katarina Bulatović ed un doppio due minuti dato quasi in contemporanea alle nordiche tengono il Montenegro in partita.

Con la Herrem a farsi valere dall'ala sinistra, e la Lunde-Haraldsen all'erta fra i pali, la Norvegia sembra tenere a bada le smanie avversarie nella seconda parte. Ma nell'ultimo quarto d'ora salgono in cattedra Marija Jovanović e soprattutto Bojana Popović, che trafiggendo più volte l'ex compagna di club e vittorie (al Viborg HK danese) conduce le sue fino alle porte del colpaccio. Dove però si arrestano. Complici indice e medio delle Bonaventura, che non smettono di rifilare due minuti su due minuti alle balcaniche (ne faranno le spese soprattutto l'altra Bulatović, Andjela, ed una Mehmetović in serata no) la rimonta risulta incompleta, e pur mostrando qualche incertezza di troppo in attacco le norvegesi possono celebrare una vittoria stiracchiata (28-27 lo score finale) ma utilissima.

Chiude il girone l'Islanda, già certa di una storica qualificazione agli ottavi ancor prima di scendere in campo. Le varie 'Dottir' regolano la Cina grazie ad una partenza fulminante: 5-0 dopo sei minuti. Poi ci pensano i micidiali contrattacchi finalizzati da Dagný Skúladóttir a tenere le asiatiche a debita distanza. La piccola isola dell'Atlantico vola alla seconda fase, lasciando sul cammino una vittima eccellente: la Germania. In ambito maschile sarebbe quasi ordinaria amministrazione, tra le donne è una novità rivelatrice di come, se si lavora bene, nulla è impossibile. Una lezione anche per noi ...

Nel Gruppo B contava veramente solo il match tra Olanda e Sud Corea, uno spareggio per il terzo posto. S'impongono in scioltezza le asiatiche, brave a prendere la sfida in mano dopo una decina di minuti e non mollarla più, chiudendo i giochi entro la pausa (18-10 per loro). Con l'infallibile Cha Youn Kim a colpire la retroguardia avversaria dai sei metri, il gap arriva sino ad un imbarazzante 23-11 in apertura di ripresa. Una volta compiuta la loro missione, le coreane decidono di risparmiare le energie rimanenti per la prossima sfida (contro l'Angola), ed il margine si assesta sul più dodici della sirena. Portieri olandesi sotto tono, ma è l'intera squadra orange ad aver smarrito la 'magia' degli scorsi campionati europei. L'ottavo di finale contro la Norvegia si presenta, purtroppo per loro, a senso unico.

Negli altri due confronti, le spagnole, ora attese dal duro match con il Montenegro, sbrigano la pratica Australia mantenendo la peggior squadra (come tradizione vuole) del torneo sotto la doppia cifra di reti. Il derby Russia - Kazakhistan si rivela sorprendentemente equilibrato per trenta minuti (13 pari all'intervallo, con le kazake a permettersi addirittura una serie di doppi vantaggi ...), ma quando la Truppa Trefilov ingrana la marcia, con la 'solita' Irina Bliznova a mettere finalmente qualche goal a referto (la Turey invece distribuirà i suoi contrattacchi più equamente tra primo e secondo tempo) ne esce un eloquentissimo parziale di 21-6, frutto in particolare del 9-0 piazzato a cavallo tra il 42° ed il 51°. Sarà anche prematuro darle la Coppa in anticipo, ma al momento la Russia ha tutti i crismi di un macchina da guerra perfetta che fa quel che vuole, quando vuole ...

Tutto il contrario della Romania, pozzo senza fondo di delusioni. Non c'è limite al peggio per la squadra di Voina che, dopo l'inizio stentato con Tunisia e Cuba, il mezzo-harakiri col Giappone e la sconfitta ad opera del Brasile estrae dal cilindro la peggior prestazione degli ultimi tempi, ed una delle peggiori di sempre, finendo asfaltata dalla Francia: 20-12 dopo trenta minuti, 39-20 a fine partita!! E pensare che nel primo quarto d'ora gioco si era visto un gruppo finalmente dignitoso, in grado di rispondere colpo su colpo ad un avversario quotato e mettere il naso avanti più di una volta. Poi, il tracollo completo, con una squadra, incapace di perforare il muro difensivo avversario e molto spesso punita in contropiede da Deroin e socie, che nella ripresa si lascia del tutto andare ... Simbolo della débacle, se dobbiamo sceglierne uno, lo zero su sei al tiro di Aurelia Bradeanu, non esattamente l'ultima arrivata in campo.

Le troppe assenze di peso giustificano solo parzialmente quanto abbiamo visto. Nulla pero è compromesso, la 'tricolore' rimane ancora in gioco, e la sfida da dentro o fuori contro la Croazia non sembra così impossibile. Ci vuole 'solo' un cambio totale di rotta. Saranno in grado di attuarlo?

Per appena due reti, le rumene mancano l'impresa di farsi superare in classifica dal Giappone, al contrario una delle novità più gradite del Mondiale. Le nipponiche certificano il passaggio agli ottavi mettendosi in tasca i due punti (ne bastava uno) del match contro Cuba. Ancora una volta latino-americane in partita per qualche minuto, grazie ad una difesa decente. Poi Shio Fuji, attuale capocannoniera dei Mondiali (ma Shiori Kamimachi stavolta ha segnato più di lei) infilino cinque reti di seguito e scavano un solco decisivo. 16-9 alla pausa, 20-9 a inizio ripresa tanto per evitare rischi. Il resto è accademia, con Maricet Fernandez e la Lusson ad aumentare i rispettivi bottini personali sul lato cubano.

Brasile già primo nel Gruppo C, Tunisia già eliminata. Ne esce una sfida senza pressione, e senza stelle di prima grandezza come la Amorim e la Do Nascimento; più spazio alle seconde linee quindi, anche in porta. Nordafricane avanti nel primo tempo grazie al trio Marzouk - Toumi - Chebba, ma il Brasile reagisce al ritorno in campo. La successiva battaglia punto a punto è emozionante, e culmina con una clamorosa rete, a fil di sirena, del portiere Babi Arenhardt, che dalla propria area manda un pallonetto a infilarsi beffardo nella rete avversaria. E la Torçida esplode!

Il derby scandinavo tra Svezia e Danimarca sigilla il Gruppo D. Le danesi mettono in tasca i due punti anche questa volta, relegando la 'cugine' al terzo posto finale nel girone, Partita non spettacolare (raramente lo sono quando di mezzo c'è Jan Pytlick con le sua difese arcigne) e dal punteggio basso, ma avvincente. Il 5-1 iniziale fomenta miraggi di una facile vittoria per le biancorosse, però la Svezia reagisce subito. Trascinatrice delle vice-campionesse d'Europa è Johanna Alm, atleta che milita proprio in Danimarca con il Viborg HK, la quale andrà a segno otto volte. Peccato che, contro la forte retroguardia di Pytlick e due portieri in forma (Christina Pedersen ma soprattutto Karin Mortensen), le reti della centrale svedese, pur combinate ai numeri di Cecilia Grundström fra i pali, non riusciranno a garantire la vittoria, Che al contrario va, con il minimo scarto, alle danesi, 'graziate' dal tiro franco sbagliato allo scadere da una Linnea Torstenson in serata negativa. Danimarca sempre più candidata ad una piazza sul podio finale, a dispetto delle non poche assenze.

Sull'onda dell'entusiasmo per lo storico trionfo sull'Argentina, l'Uruguay per un tempo coltiva addirittura illusioni di passaggio del turno. E invece è l'Africa a festeggiare un'altra squadra, dopo l'Angola, agli ottavi di finale, per merito della Costa D'Avorio. Partenza a sorpresa delle sudamericane, che vanno due volte in doppio vantaggio, e mettono la testa avanti pure verso la fine del primo tempo, conclusosi sul 12 pari. Jussara Castro protagonista dei primi trenta minuti uruguagi, mentre sul lato ivoriano, oltre alla solita premiata ditta Gondo & Mambo, da segnalare i goal di Sery Toualy e le parate di Amenan Koffi che tengono la squadra a galla. Evitato il naufragio nella metà iniziale, le africane tornano in campo con un ritmo ben diverso, e piazzano subito un break che le lancia verso la qualificazione. L'Uruguay 'risponde' con troppi errori in attacco, ed il 24-16 segnato dal tabellone al 46° minuto non lascia dubbi su chi vincerà l'incontro.

Già certa del secondo posto nel girone, la Croazia scende in campo per onor di firma e, pur senza entusiasmare, si porta a cada la vittoria contro l'Argentina che chiude la prima fase a zero punti. Primo tempo, conclusosi sul 9-11, da dimenticare per le slave, subito trafitte tre volte in altrettanti minuti, ed in pratica costantemente a rincorrere. La musica non cambia ad inizio ripresa, tanto che la squadra di Canjuga troverà il pareggio solo al quarantunesimo, ed a poco più di un quarto d'ora dalla fine il tabellone segnerà ancora 14 goal per parte. Un sussulto di dignità, firmato da Dijana Jovetić del Budućnost e Maja Zebić, le due top scorer di giornata delle balcaniche, permetterà loro di accelerare e staccare le avversarie, riportando il match su binari più consoni ai valori in campo, nell'ultima parte della gara, ed arrivare fino al più cinque (23-18) della sirena.

giovedì 8 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Riassunto gare Mercoledì 7 Dicembre.

Dacci oggi nostra sorpresa quotidiana! Anche la quinta giornata di gare in Brasile, corrispondente al quarto turno del girone A e del gruppo B, ci ha regalato una buona dose di emozioni. Condensate quasi esclusivamente in un solo match però. Quando tutto sembrava incanalato lungo i binari dell'ovvietà, ci ha pensato ancora la Germania a fare carta straccia di ogni logica.

Delle tedesche che bene avevano figurato nei match pre-mondiali, ed ancor di più all'esordio vincente contro la Norvegia, facendo presagire un campionato di alto livello, non sembra esserci più nulla. Rimaste a galla per il rotto della cuffia nel match contro la Cina, infarcito di errori e vinto, con poco merito, dopo aver rincorso l'avversario per sessanta minuti, questa volta sono riuscite ad affogare sul serio, nel mare d'Islanda.

Un risultato ancora più sensazionale per la maniera in cui si è sviluppato: chi avrebbe puntato un centesimo sul K.O. teutonico dopo 17 minuti quando, con Mietzner, Althaus e Richter a perforare la retroguaardia nemica, la Germania era scappata addirittura sull'11-4? E invece l'imprevedibile si è fatto realtà: le tedesche hanno smarrito la via del goal (anche dai sette metri), le islandesi l'hanno ritrovata ed in una dozzina di minuti la situazione era completamente ribaltata: 13-12 per le nordiche all'intervallo.

Al ritorno in campo è battaglia: le varie 'Dottir' d'Islanda tentano persino la fuga, ma la solita Franziska Mietzner risponde e mantiene la 'mannschaft' in partita, con Sabina Richter che addirittura riporta la Germania avanti (18-17). Un fuoco di paglia: quattro atlete diverse siglano un poker di reti che regala alle scandinave il massimo vantaggio (più tre). Franziska Mietzner e compagne abbozzano una nuova rimonta, ma la rete di Anna Loerper sarà la prima personale ... e l'ultima della sua squadra.

Nei minuti finali in campo c'è solo l'Islanda, e soprattutto Karen Knútsdóttir: implacabile dai sette metri ed efficace dalla lunga distanza, il centrale islandese (che tra l'altro milita nella Bundesliga con il Blomberg-Lippe) firma il parziale in grado di mettere definitivamente in ginocchio le avversarie, per un umiliante 26-20 conclusivo che obbliga le tedesche a giocarsi la qualificazione in una sfida all'ultimo sangue con l'Angola, mentre l'Islanda è attesa da un match in teoria più agevole contro la Cina.

Se l'isola dell'Atlantico si è già da tempo ritagliata uno spazio nell'Olimpo dell'handball maschile, ora si sta dimostrando, a tempo di record, una realtà consolidata pure fra le donne. Un esempio da osservare con attenzione, e se possibile seguire!

Come accennato, la Germania affronterà in vero e proprio spareggio-qualificazione l'Angola, che ieri ha tentato di mettere in difficoltà la Norvegia, riuscendovi solo in parte. Scandinave non travolgenti, ma concrete e vincenti. Avvio equilibrato, poi un break nella seconda parte della frazione iniziale sembra chiudere i giochi in favore delle vichinghe. Così non è: la africane si rifanno pericolosamente sotto nella ripresa, arrivando fino al meno due (19-21) al 51°. Al quel punto però si fermano, e la maggiore qualità ed esperienza della truppa di Hergeirsson ha la meglio, con un cinque a uno finale che mette la posta in palio tutta in tasca alla Norvegia.

Angola penalizzata dai due cartellini rossi mostrati rispettivamente al portiere Neyde Marisa Barbosa (uscita avventata su Camilla Herrem lanciata in contrattacco) ed Elzira Barros (fallaccio su Gøril Snorroeggen) nel corso del secondo tempo. Linn Jørum Sulland (dieci reti) e Marcelina Kiala (sette) sono i top scorer delle due squadre, ma fra le campionesse olimpiche ed europee degne di nota anche le prestazioni di Riegelhuth, Herrem e del portiere Lunde-Haraldsen.

I mille paradossi di una girone imprevedibile hanno portato all'esito più prevedibile: saranno Norvegia e Montenegro a disputarsi la vittoria finale nel gruppo. Le due grandi delusioni della prima giornata sono ora al comando con sei punti. Le balcaniche ieri hanno fatto pienamente il loro dovere, persino regalandosi, per una volta, un successo tranquillo. La Cina che tanto aveva fatto penare la Germania resiste più o meno dieci minuti, poi si eclissa e lascia campo libero alle rivali, che addirittura passano dal 14-7 del minuto 22 all'imbarazzante 31-8 del 43°, frutto di un parziale di 17-1 (!!!). Il resto è pura accademia.

Il tutto senza nemmeno sprecare la Popovic, e dosando pure Katarina Bulatovic. Ci pensano Jovanka Radicevic, Majda Mehmedovic e Marija Jovanovic a fare la voce grossa per una nazionale che sembra aver recuperato stato di forma ed alternative in attacco. Le avversarie, Norvegia in primis, sono avvisate.

Se il gruppo A, regno dell'imprevedibile, resta ancora molto incerto, nel girone B succede l'esatto contrario: tutto secondo copione, e giochi fatti con un turno d'anticipo. Russia e Spagna si sono assicurate le prime due piazze, mentre Paesi Bassi e Sud Corea si contenderanno il terzo posto. Già eliminate, ed anche qui nessuna sorpresa, Kazkahistan ed Australia.

L'Armata Russa ha regolato pure l'Olanda, stavolta senza dominare troppo. Come d'abitudine, vantaggio iniziale concesso all'avversario ed immediata reazione. Ma la sfida rimane in bilico per ben una ventina di minuti, con le tulipane che potrebbero addirittura ripassare avanti, prima che il solito micidiale break (stavolta 8-1) faccia la differenza. Una decina di minuti da 'vera' Russia bastano e avanzano, e si torna negli spogliatoi sul più otto (18-10).

Partita chiusa? Ma anche no. Trascinate da Pearl van Der Wissel, efficace dalla linea come dai nove metri (a differenza di una Maura Visser sotto tono), l'Olanda prova a tornare sotto, scatenando l'ira di Trefilov. In realtà riesce solo a dimezzare il gap (17-21 poi 20-24) ma non va oltre, e vedendo come ogni resistenza si dimostrava futile, toglie il piede dall'acceleratore e risparmia un po' di benzina per lo scontro diretto con le coreane. Un parziale di 4-0, inclusa doppietta dall'ala di Polina Kuznetcova, mette al sicuro il risultato. Grande prova dai sei metri di Ludmila Bodnieva, pivot dagli occhi a mandorla che, al pari di Emilia Turey, terzino di origine africana, sa farsi valere pure in contrattacco.

Vittoria 'regolare' della Spagna, che pur senza maramaldeggiare si porta a casa i due punti e mette fuori gioco il Kazakhistan. Se il 3-O alla partenza faceva presagire un trionfo, il primo tempo si conclude con un poco glorioso 11-8. Nella ripresa Jessica Alonso, Eli Pinedo (le due migliori realizzatrici iberiche di serata) e compagnia aumentano il vantaggio, che però non finisce mai in doppia cifra. Tra le asiatiche, che dai nove metri ne azzeccano UNA su diciotto, bene la Volnukihina e la Baranovskaya.

Forse più gente in campo che sugli spalti nella 'sfida' tra Corea del Sud ed Australia. Primo tempo 24-3, finale 45-11. Nient'altro da dire. Tutti a casa felici e contenti (beh, le australiane magari non tanto ...).

mercoledì 7 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Programma Mercoledì 7 Dicembre. Dirette Web.

Dopo le grandi emozioni e sorprese, arrivate o sfiorate, delle dodici-gare-dodici di ieri, oggi si torna in campo ai Mondiali Femminili di pallamano. Almeno nel caso dei gironi A e B, che presentano tre incontri a testa.

Come 24 ore prima, apre le danze il Montenegro, uscito vincitore dalla frenetica battaglia punto-a-punto di Martedì sera con l'Angola. Rivale di giornata di Popovic e Bulatovic sarà la Cina, beffata ieri dalla Germania in una match tanto farcito di errori quanto avvincente. Le tedesche, salavate dal portiere Clara Woltering e dai molti sette metri a loro accordati, erano sotto di cinque alla pausa, e sono rimaste indietro per tutta la partita, tranne che ... quanto conta veramente, ovvero alla fine del match.

Oggi affrontano alle 22:30 l'Islanda, la cui vittoria a sorpresa dell'esordio sembra aver assorbito tutte le energie: da allora sono arrivate la sconfitta contro l'Angola e la batosta di ieri ad opera di una Norvegia che pare ritrovarsi dopo lo scivolone 'made in Germany' di Sabato. Proprio le scandinave sono attese da un nuovo test, contro l'Angola che come loro fa parte dell'ammucchiata a quota quattro punti in testa al Girone A. Una sorta di spareggio, con fischio d'inizio alle 20:15, che potrebbe (il condizionale è più che mai d'obbligo), lanciare la vincitrice verso il primato finale del girone.

Nel Gruppo B la Russia, che ieri si è in pratica allenata affrontando l'Australia (45-8 lo score finale) se le vedrà alle 18:45 italiane con un'Olanda brava a reagire dopo la battuta d'arresto di gara uno, ma oggi nettamente sfavorita in tutti i pronostici. In caso di (probabile) successo della Truppa Trefilov, la Spagna ha l'occasione di rimanere da sola in scia alla capolista. A patto di sbarazzarsi del Kazakhistan. Fischio d'inizio alle 21:00. Due ore e un quarto dopo tocca alle australiane, che stavolta renderanno felici e contenti (o quantomeno vincenti) squadra e tifosi sudcoreani.

Girone B- 4a Giornata
h. 18:00 Montenegro - Cina
h. 20:15 Norvegia - Angola
h. 22:30 Islanda - Germania

Girone B- 4a Giornata
h. 18:45 Russia - Olanda
h. 21:00 Kazakhistan - Spagna
h. 23:15 Australia - Sud Corea

DIRETTE INTERNET (Gratis e a pagamento)
Ricordiamo ancora una volta che tutti o quasi tutti gli incontri possono essere seguiti in diretta streaming gratuitamente. I link si trovano, intorno all'orario dei rispettivi fischi d'inizio, alle seguenti pagine:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

E' inoltre possibile vedere online, a pagamento, tutti gli incontri, registrandosi al prezzo di 25 Euro, alla seguente pagina web:
LIVEHANDBALL.TV

lunedì 5 dicembre 2011

Mondiali Femminili. Russia e Angola 'gemelle diverse' in testa ai loro gruppi.

Gemelle, perchè dopo due giornate sia la corazzata di Trefilov che l'imperatrice d'Africa, uniche squadre in grado di vincere entrambi i match disputati, comandano i rispettivi gironi. Diverse, perché oltre a trovarsi in zone opposte del pianeta, sono arrivate a questa rassegna con obiettivi, solidità di squadra e capacità di incantare la 'critica' molto differente. Eppure al momento i numeri dicono che russe ed angolane condividono il medesimo destino.

La Russia si sta dimostrando autentico rullo compressore, meritevole del ruolo di favorita numero uno del torneo. Travolte le malcapitate sudcoreane, l'Armata di Trefilov ha continuato la sua marcia nella seconda giornata, sbarazzandosi anche della loro più insidiosa concorrente nel Gruppo B, la Spagna di Marta Mangue che all'esordio aveva vinto e convinto. L'incontro di cartello della serata domenicale (pomeriggio brasiliano), nonchè rivincita della sfida degli Europei 2010, fatta sua dalla Spagna, è rimasto in bilico per un quarto d'ora, poi le russe hanno ingranato la marcia e per le avversarie non c'è stato nulla da fare.

Come nel turno precedente, la Russia è partita male, con le stelle iberiche Carmen Martin e Veronica Cuadrado subito a segno. Ma la reazione non è tardata. Ritrovata in un baleno la parità, le russe hanno piazzato il loro ormai abituale break decisivo, un 6-1 firmato da ben sei giocatrici diverse (e questo qualcosa vorrà pur dire...).

Il più cinque (14-9) dell'intervallo è molto eloquente, anche se le spagnole non gettano la spugna e provano a rientrare nel secondo tempo, complici le prodezze
dell'estremo difensore Silvia Navarro, e qualche scelta affrettata dell'attacco russo che fa scatenare (non che ci voglia molto ...) l'ugola di Trefilov, insoddisfatto di alcuni dei suoi terzini. Senza però mai avvicinarsi davvero: Olga Levina (micidiale dai sei metri) ed una Irina Bliznova ancora in grande spolvero frustrano, con l'aiuto delle parate di Sidorova e Sedyokina, ogni velleità avversaria, portando il gap sino a sette goal (28-21), con la rete finale di Nely Carla Alberto che non addolcisce la pillola iberica.

Tra le fila russe nota di merito anche per la veterana Turey, mentre in campo spagnolo Nerea Pena non è assolutamente in palla e si perde tra le maglie della
difesa nemica, stavolta principale fattore del successo visto che in ambito offensivo non tutto ha funzionato alla perfezione.

I risultati delle altre sfide portano ad un'ammucchiata dietro la capolista, con un poker di squadre a quota due. Basta un tempo alla Corea del Sud, che ben reagisce all'umiliazione subita contro la Russia, per mettere le mani sul 'derby asiatico' e regolare un Kazakhistan incapace persino di approfittare delle sue chances in contropiede. 11-1 dopo venti minuti, 16-4 alla pausa: numeri che parlano da soli. La ripresa è ordinaria amministrazione per il trio Woo-Sim-Choi, a segno quattro volte a testa, e le loro connazionali.

Poco da dire sull'incontro che ha chiuso la giornata. L'Australia si conferma simpatico sparring-partner per chiunque, ed in questo caso rende felice l'Olanda, in cerca di una bella vittoria dopo il brutto passo falso dell'esordio. Coach Henk Groener approfitta della facilità del match per dare più spazio alle seconde linee, tra cui le promettenti Lois Abbingh ed Estefania Polman, fresche d'argento agli Europei juniores, risparmiando le stelle Maura Visser e Pearl van der Wissel per impegni di altro tenore. In sfide del genere, invece, può andare in goal persino il portiere Mandy Burrekers. Non male, a dire la verità, pure gli estremi difensori australiani Jemima Harbort e Catherine Kent. Male invece Veronica Kelly, che si guadagna un cartellino rosso ad una dozzina di minuti dalla sirena.

A differenza della Russia, l'Angola era arrivata in Brasile con un curriculum poco lusinghiero che includeva un KO contro la Gran Bretagna. E la tribolatissima vittoria sulla Cina all'esordio non ne aveva migliorato la sua reputazione. Poi però è arrivata la sfida con le islandesi, impensabile (alla vigilia) match-clou del gruppo A. Di cui le africane hanno approfittato per cogliere un nuovo successo (28-24) e conquistare, grazie ad una combinazione favorevole di risultati, il primato solitario del raggruppamento.

Le nordiche tornano con i piedi per terra dopo la grande impresa di sabato, a dispetto di un buon inizio gara. Ma Marcelina Kiara, la migliore delle sue, le punisce tre volte di fila, ed il conseguente parziale (4-0) è la chiave di volta del successo angolano. Il più tre (15-12) di fine primo tempo raddoppia nel secondo (25-19 firmato Azenaide Danila Carlos), e nell'ultima fase di gioco l'Angola amministra il vantaggio. E vola in testa. Primato frutto delle circostanze? Forse. Ma comunque meritato, visto che l'Angola ha pur sempre battuto l'Islanda che aveva battuto il Montenegro che ha battuto la Germania che aveva battuto la Norvegia.

Già, perchè l'incrocio tra tedesche e balcaniche ha puntualmente smentito le indicazioni del giorno prima. La Germania delle meraviglie non è poi così meravigliosa e la delusione Montenegro non è poi così deludente. Il successo di Bojana e compagne è forse più netto di quanto dica lo score finale (25-24), visto che le ragazze di coach Adzić hanno condotto le danze per buon parte dell'incontro. Franziska Mietzner, anche stavolta una macchina da goal, tiene a galla le tedesche nei primi scambi di reti, ma non riesce a reagire quando il Montenegro, che finalmente mostra più frecce al suo arco, mette il turbo e scappa. Un buon finale di tempo consente alla truppa di coach Jensen di ridurre il margine, e persino impattare ad inizio ripresa.

Ma la premiata ditta Popović & Bulatović colpisce ancora, e stavolta è quella buona: il 7-1 che ne consegue risulta decisivo, nonostante una nuova reazione delle tedesche, mai rassegnate. Ci pensa la doppietta del folletto Ana Djokić ad assicurare i due punti ad un contento Adzić.

Pure la Norvegia reagisce allo scivolone di gara uno, e si sbarazza comodamente della Cina. Il Dragone asiatico è innocuo, e le vichinghe maramaldeggiano, in particolare con i due pivot, la 'solita' Løke (perchè ha giocato così poco contro la Germania?) ed una Frafjord che in due partite ha segnato 9 volte su 10 tiri. Anche Linka Riegelhuth (a destra) e Camilla Herrem (a sinistra) fanno strage dall'ala, e nella ripresa si uniscono alla festa scandinava le ventenni Kurtović (tre goal) e Bredal Oftedal (doppietta per il minuto centrale dello Stabaek). MVP delle asiatiche Chunlei Lan, che timbra, soprattutto dai sette metri, quasi metà delle reti cinesi. Norvegesi tutte a sfoggiare sorrisi a fine partita, ma per sapere se rimangono tra le grandissime favorite per il podio, toccherà vederle in sfide più impegnative.

domenica 4 dicembre 2011

Mondiali Femminili. Riassunto 1a Giornata. Delusione Norvegia. Male Montenegro e Olanda. Bene Germania e le 'sorelle latine'. Romania ok ma ...

Se squadre come Brasile e Russia hanno rispettato i pronostici - la seconda anche più di quanto ci si aspettase - al loro rispettivo debutto, altre hanno invece più o meno deluso.

A cominciare dalla Norvegia, la cui sconfitta contro la Germania ha dato nuova linfa a chi nutriva seri dubbi sulle possibilità delle scandinave di coach Hergeirsson. Le assenze delle veterane Hammerseng, Nyberg e Larsen si fanno, e si faranno, sentire in una squadra forse ancora troppo dipendente dai suoi contropiedi (che ieri hanno funzionato, ma solo quando si sono potuti innescare seriamente) e dal pivot Heidi Loke, rimasta troppo spesso in panchina a 'vantaggio' di una Marit Malm Frafjord poco efficace, e poco aiutata dalle compagne. Ali e terzini non hanno inciso molto negli attacchi posizionali, la Sulland ha fatto la sua parte, ma non poteva trascinare (quasi) da sola tutto il peso della Landslag, e più o meno lo stesso vale per i portieri. Anche perché dall'altro lato del campo c'era una SIGNORA Germania, totalmente diversa rispetto a quella (non) ammirata un anno fa agli Europei. La grinta di Anja Althaus a fine partita, e pure durante il match, è il simbolo di una nazionale costruita in prospettiva futura, ma per la quale il futuro sembra già adesso.

L'altra grande delusione di giornata è il Montenegro, la cui sconfitta contro l'Islanda, seppur numericamente piccola (22-21 lo score a favore delle nordiche) è frustrante; un duro colpo alle ambizioni di una squadra che dopo l'ottimo Europeo 2010 punta(va?) a consacrarsi tra le migliori realtà in assoluto, per di più ad opera di un rivale la cui tradizione in ambito femminile è quasi nulla; le islandesi hanno infatti ottenuto il loro primo successo alla loro prima partita di sempre ai Campionati Mondiali. Una vittoria però meritatissima, giunta al termine di una gara condotta quasi interamente. Decisivo il parziale di 5-1, firmato soprattutto da Karen Knutsdottir, messo a segno dal 47° al 57° minuto. Bojana Popovic, Katarina Bulatovic e Marija Jovanovic hanno provato a tenere a galla le balcaniche, ma la scarsità di alternative in attacco (soltanto loro tre hanno segnato nella ripresa, e solo le prime due negli ultimi 25 minuti di gioco!!!) si è rivelata la chiave della sconfitta montenegrina.

Non solo Montenegro. Sembra rimasto poco anche dell'Olanda rivelazione dei passati europei. Le Orange sprecano troppo e, senza mettere in piedi seri contrattacchi, non riescono mai davvero ad impensierire una Spagna chiaramente migliore. Mobilità ed efficacia, sia in attacco che in difesa, consentono alle iberiche di tornare negli spogliatoi sul più tre, ed il divario cresce nel secondo tempo. Marta Mangue (trascinatrice e miglior realizzatrice assieme a Macarena Aguilar e Carmen Martin) e le sue compagne volano fino al 32-24 e chiudono in scioltezza. Inutili le sei 'perle' di Pearl van der Wissel sul lato 'tulipane'.

La Romania non è molto più esaltante di Norvegia, Montenegro ed Olanda, ma a loro differenza riesca a mettersi in tasca i primi due punti. Est-europee senza Neagu e Ionela Stanca, e si vede. La Tunisia la mette in seria difficoltà, chiude il primo tempo clamorosamente (ma giustamente) avanti per 15-14 ed in seguito si spinge fin sul più tre, poi intorno a metà ripresa arriva la riscossa della 'truppa Voina', che balza al comando della gara e, pur tra mille tribolazioni, riesce a condurre in porto il successo. Ottima Adina Fiera, implacabile dai sei metri, bene pure la Nechita (specialmente come finalizzatrice di contropedi) e Oana Chirila, con nota di merito per Florina Chintoan che si fa vedere al posto giusto nel momento giusto per influire in modo positivo sulla rimonta vincente. Tolnai nettamente migliore di Pislaru (e questa non è una sorpresa) tra i pali. Ma in generale la squadra di Voina deve migliorare assai se vuole andare lontano in questo torneo ....

Equilibrio massimo tra Angola e Cina; le asiatiche provano, senza riuscirci, la fuga nella metà iniziale, le africane risultano migliori, ma non troppo, nella seconda parte. Alla fine deciderà solo una rete dell'angolana Luisa Kiala, trascinatrice nel finale del match, con la cinese Chanchan Wang che butta al vento l'occasione del pareggio a fil di sirena.

Poco da dire sugli altri incontri. La superiorità di Francia, Kazakhistan, Svezia, Danimarca e Croazia sulle rispettive avversarie di giornata (Giappone, Australia, Argentina, Uruguay e Costa D'Avorio), molto netta sulla carta, si è poi concretizzata in campo, portando a sfide assolutamente a senso unico, con score finali tutti più o meno imbarazzanti. Pur avendo risposto all'appello e fatto in pieno il loro dovere, le vincenti dei cinque confronti saranno giudicate seriamente solo dopo impegni di maggior consistenza.

lunedì 13 giugno 2011

Mondiali Femminili 2011: completate le qualificazioni europee

E' ufficiale adesso: la squadra che, quando vedremo le varie Australia e simili perdere di trenta (o giù di lì) i loro match ai prossimi Mondiali, in molti rimpiangeranno, criticando (succede sempre così...) l'IHF per il numero troppo esiguo di posti concessi alle nazionali europee è l'Ungheria. Anche se, ad essere onesti, le ragazze viste in campo nello 'scontro grandicida' che le ha viste soccombere alla Germania non si sono impegnate molto per farsi rimpiangere.

Magiare in partita solo nei primi minuti, nei quali si sono portate sul 7-5, assaporando per alcuni istanti l'ebbrezza della qualificazione. Gioia di brevissima durata: l'Ungheria è stata in seguito sommersa dalla marea tedesca, e dopo aver chiuso il primo tempo sul 14-12 a loro vantaggio, le teutoniche hanno dilagato al ritorno in campo, volando sul 20-13 ed ipotecando il trionfo. I timidi tentativi di reazione delle padrone di casa, arrivati quando tutto era perduto, non hanno cambiato minimamente i destini di una battaglia ormai segnata.

Non sono state sufficienti le parate di Katalin Pálinger - non moltissime in realtà - e neppure la vena realizzativa della 'solita' Anita Görbicz. Il leggendario portiere di Mosonmagyaróvár conclude in maniera amarissima quella che dovrebbe essere la sua ultima partita con la maglia della nazionale, mentre le dieci reti all'attivo di sabato pomeriggio dimostrano come la stella dell'Audi ETO rimanga il punto fermo su cui ripartire. A patto che le giovani promesse come Szandra Zácsik e Anikó Kovacsicz facciano meglio del poco o nulla esibito contro la Germania.

Squadra parzialmente da ricostruire, e primavera da dimenticare in fretta a Győr, dove dopo l'inaspettata eliminazione in Champions League per mano dell'Itxako è arrivata un'altra delusione. Sul lato opposto, invece, grande riscatto della Germania, che ha saputo reagire al disastro degli scorsi Europei ed evitare un nuovo tracollo dagli esiti imprevedibili. Su tutte emergono Katja Schülke (22 parate), portiere già visto all'opera, con buoni risultati, in Champions League con la maglia del Lipsia, ed il giovane e promettentissimo terzino di origine ucraina Nadja Nadgornaja, che sopperiscono anche a qualche passaggio a vuoto di Grit Jurack, fuoriclasse un po' stagionata ed incapace di brillare più di tanto in questi play-off.

Per quanto riguarda - indirettamente - la nostra nazionale, le indicazioni che arrivano dagli spareggi europei non sono troppo positive. Danimarca e Croazia, prossime rivali delle azzurre nel gruppo di qualificazione agli Europei 2012, hanno dato un'ennesima dimostrazione della loro qualità e passato agevolmente il turno. Le scandinave, già trionfatrici in Polonia all'andata, hanno bissato il successo tra le mura amiche. Ed in maniera simile, uscendo alla distanza nella ripresa dopo trenta minuti poco esaltanti.

A Randers le polacche si trovavano addirittura in vantaggio (11-9; dopo essere state a più tre) alla pausa, ma la truppa di Jan Pytlick, che ha saputo far fronte ad alcune assenze di peso, è riuscita a raddrizzare la situazione, infilando un micidiale 7-0 (da 10-12 a 17-12) ad inizio ripresa. Danimarca non perfetta, ma decisamente forte, con la giovane Camilla Dalby, appena eletta 'atleta dell'anno' dalla sua federazione, e la veterana Mette Melgaard sugli scudi.

A loro volta le croate, trascinate dalla sempre prolifica di reti Andrea Penezić, hanno amministrato senza troppi problemi il significativo margine di vantaggio (+11) acquisito nel derby d'andata contro la Serbia, resistendo all'ambiente 'ostile' di Kragujevac, tanto che la sconfitta con il minimo scarto è risultata indolore. Il 6-2 piazzato dalle ospiti nei primi dieci minuti aveva già tolto ogni speranza di rimonta alle serbe, che sono comunque riuscite a pareggiare prima dell'intervallo, ed a ribaltare l'andamento del match nella ripresa, arrivando fino sul più tre (27-24). Buona la prova di Sladjana Pop Lazić, migliore delle sue, Andrea Lekić e Sanja Damnjanović tra le fila della Serbia.

Cattive nuove, se vogliamo, pure dal Montenegro, dove la Repubblica Ceca, che a Oderzo aveva maramaldeggiato sull'Italia e sulle altre avversarie del gruppo, è stata presa nuovamente a pallonate. Umiliate (42-26) in casa all'andata, le ceche sono state sconfitte ancora in modo netto, con un 33-26 forse fin troppo clemente per Iva Zamorska e compagne: lo scarto era infatti più ampio prima che le balcaniche, ormai stra-sicure del loro trionfo, tirassero il freno a mano negli ultimi minuti. Anche senza alcun apporto da Bojana Popović, le montenegrine, con le varie Katarina Bulatović, Marija Jovanović e Jovanka Radičević a far faville, hanno dimostrato di essere ormai una realtà consolidata della scena internazionale.

Lo stesso, forse in misura minore, si può dire dell'Olanda, rivelazione degli ultimi Europei che vedremo in campo anche ai Mondiali, cui si è qualificata passando per la porta principale. Maura Visser e socie rappresentano un gruppo, maturato facendo esperienza in campionati di qualità come la Bundesliga ed ovviamente quello danese, vincente e convincente, capace di imporsi con grande autorità sulla (presunta emergente) Turchia pure in quel di Istanbul. Senz'altro un esempio positivo per l'handball europeo, da imitare, e da cui imparare, per quanto possibile.

Promossa a pieni voti anche l'Islanda, in grado di bissare con una qualificazione ai Mondiali la presenza al recente campionato d'Europa. Pur senza illudersi di ripetere la saga ed i successi mietuti in ambito maschile, anche le 'signore dei Geyser' hanno voglia di farsi notare. Ne fa le spese l'Ucraina, la cui rimonta sembrava già impossibile dopo il -19 dello scorso week-end, e che non riesce ad andare oltre un pareggio nel ritorno casalingo.

In effetti nessuna squadra è riuscita a rimediare al risultato sfavorevole del passato fine settimana. Nemmeno Macedonia e Slovenia. La prima veniva da una batosta (22-37) in terra di Spagna, ma si è comunque presa la soddisfazione di battere le iberiche a Skopje, con una buona prova di Tanja Andrejeva in particolare. Discorso qualificazione chiuso all'andata e mai riaperto: Cristina González, con le sue parate, e le altre pupille di coach Dueñas (a dire il vero un po' perplesso a fine incontro...) si erano già incaricate di spegnere ogni velleità macedone all'inizio del match di ritorno, portandosi sul 9-5 a loro favore; anche se in seguito, favorita dalle rotazioni in casa spagnola, è uscita la grinta locale, foriera della parità che segnava il tabellone all'intervallo, e di un parziale di un 5-0 negli ultimi minuti che ha regalato il successo alle balcaniche.

Più autoritaria delle spagnole è risultata la Francia, che dopo aver asfaltato (ma non troppo) la Slovenia in casa ha fatto sua pure 'gara due' in quel di Lubiana. Giochi chiusi, anche a livello del singolo incontro, già nel primo tempo, come suggerito dal 16-10 dell'intervallo. Nella frazione successiva Les Bleues, le quali hanno fatto affidamento sulle reti di Siraba Dembélé, Mariama Signaté e Amélie Goudjo, e sulle parate di Amandine Leynaud e dell'ultima arrivata Armelle Attingré (equa divisione del lavoro per i portieri, in campo trenta minuti a testa), amministrano il risultato fino al più otto della sirena. Anche per loro si prospetta un bel viaggio al caldo del Brasile.

** Campionati Mondiali Femminili 2011 - Spareggi Europa:

Montenegro - Repubblica Ceca 33-26 (16-11)
* andata 42-26

Turchia - Olanda 34-38 (16-23)
* andata 28-40

Macedonia - Spagna 24-21 (11-11)
* andata 22-37

Slovenia - Francia 20-28 (10-16)
* andata 19-28

Serbia - Croazia 31-30 (15-15)
* andata 25-36

Ucraina - Islanda 24-24 (12-13)
* andata 18-37

Ungheria - Germania 22-27 (12-14)
* andata 24-26

Danimarca - Polonia 24-19 (9-11)
* andata 23-16

Nazionali qualificate (al 12 Giugno 2011):
Brasile (Paese ospitante)
Russia (Campione in carica)
Kazakhstan (Campione Asiatico)
Corea del Sud
Giappone
Cina
Angola (Campione Africano)
Congo
Tunisia
Norvegia (Campione d'Europa)
Svezia (Argento agli Europei)
Romania (Bronzo agli Europei)
Montenegro
Olanda
Spagna
Francia
Croazia
Islanda
Germania
Australia

domenica 19 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Semifinali e Finale 5° Posto. Risultati e statistiche

Risultati e statistiche degli incontri disputati Sabato 18 Dicembre alla MCH Arena di Herning, Danimarca. La giornata si apre con la Francia, cresciuta come spesso le capita nell'ultima parte della manifestazione - ma stavolta la brutta prima fase le è costata la possibilità di entrare nella lotta per le medaglie - che batte il Montenegro nella sfida per il quinto posto, guadagnandosi l'accesso alla qualificazioni per la Olimpiadi di Londra 2012. E continua con il suo piatto forte: le due semifinali. Nella prima vittoria a sorpresa della rivelazione Svezia, che al termine di una gara non bella ma di sicuro tiratissima ed avvincente mette fine alle speranze della Romania, per l'ennesima volta scivolata a pochi passi dal traguardo. Nella seconda, camminata trionfale della Norvegia che surclassa la povera Danimarca in un derby scandinavo senza storia e, oltre a sconfiggere le cugine per la decima volta consecutiva negli scontri diretti, si guadagna la sua settima finalissima in questo torneo.

Semifinale 1 (Herning)
Romania - Svezia 23-25 (13-14) statistiche (clicca)

Semifinale 2 (Herning)
Norvegia - Danimarca 29-19 (14-10) statistiche (clicca)

Finale 5°-6° Posto (Herning)
Francia - Montenegro 23-19 (12-5) statistiche (clicca)

sabato 18 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: La Francia si beve il Montenegro


La Francia vince per 23-19 la 'finalina' per il quinto e sesto posto contro un Montenegro piuttosto spento, e chiude in maniera più che onorevole, seppur con qualche rimpianto per un risveglio tardivo, la propria campagna europea. Transalpine vincenti grazie soprattutto ad un primo tempo a senso unico, terminato con un eloquente 12-5, ed in cui se le francesi fanno dodici (reti) le loro avversarie fanno tredici. Si ... tredici tentativi dai nove metri, tutti andati a vuoto, specialmente nei quindici minuti conclusivi, in cui le slave smarriscono totalmente la via del goal. Non sorprende quindi che lo score a metà gara fosse già così squilibrato a tutto vantaggio della Francia.

Al ritorno in campo Bojana Popović, a segno cinque volte nella sua ultima apparizione ad Herning, mette fine ad un black-out durato quasi venti minuti, e poi un parziale di 5-0 sembra rimettere in gioco il Montenegro, sotto 'appena' di cinque (11-16) al quarantatreesimo. Ma le francesi riescono a stroncare sul nascere ogni altro accenno di rimonta avversaria, conducendo in porto una vittoria che soddisfa Olivier Krumbholz, anche se, con una migliore prima fase e magari senza quel 'maledetto' Norvegia-Svezia, il cui esito a sorpresa ha influito pesantemente sulle dinamiche dell'intero torneo, adesso le vice-campionesse del mondo sarebbero a giocarsi una medaglia pure a livello continentale. Invece si devono accontentare di una quinta piazza che garantisce loro una posizione 'privilegiata' nel sorteggio dei play-off per i Mondiali 2011, che avrà luogo domani, ed il diritto a partecipare alle qualificazioni olimpiche per Londra 2012.

Amandine Leynaud - ancora una volta - decisiva per la Bleues con il suo cinquanta per cento in porta, ma fa la sua parte anche la franco-senegalese Mariama Signate (sette reti), e pure Camilla Ayglon che oggi fa poker. Un po' a sorpresa, è la meno conosciuta Radmila Miljanić a venire scelta come MVP delle balcaniche.

venerdì 17 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Main Round - Gruppo II. Risultati 3a Giornata

Chiusura della seconda fase un po' in sordina alla Messecenter Arena. La Danimarca già sicura del primo posto finale gioca bene un tempo poi tira, anche se solo in parte, il freno a mano nella ripresa, e trova la sua prima sconfitta. L'altra qualificata alle semifinali, la Romania, fondamentalmente si disinteressa della propria partita, tenendo più di un elemento-chiave a riposo per tutti i sessanta minuti o quasi. Ne approfittano il combattivo Montenegro di Bojana Popovic, bravo a guadagnarsi l'accesso ad una meritatissima finale per il quinto-sesto posto, e la Russia, che chiude un campionato sotto tono con una travolgente vittoria. E allora il match più 'genuino' diventa Croazia-Spagna, compagini che si affrontano senza aver più nulla da chiedere a questi campionati; ne esce una sfida equilibrata ed emozionante con vittoria allo sprint per le balcaniche.

Gruppo I (Herning). Risultati Giornata 3
Romania - Russia 20-35 (10-19) statistiche
Spagna - Croazia 22-23 (10-11) statistiche
Danimarca - Montenegro 29-30 (18-14) statistiche

CLASSIFICA FINALE
CLASSIFICA
1. Danimarca 8 punti 401 133:110
2. Romania 6 punti 302 126:129
3. Montenegro 6 punti 302 125:123
4. Russia 4 punti 203 129:124
5. Croazia 4 punti 203 117:142
6. Spagna 2 punti 104 117:119

Danimarca e Romania in semifinale, rispettivamente contro Norvegia e Svezia; Montenegro alla finale per il 5°-6° posto contro la Francia.

Gruppo I - Risultati completi
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giovedì 16 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Danimarca, la sconfitta è dolce. Il Montenegro fa festa.

Sorpresa (mooolto relativa) ad Herning. Anche l'ultima squadra finora imbattuta arriva a conoscere la sconfitta. La Danimarca esce perdente (29-30) dalla sfida conclusiva del Main Round. A tutto vantaggio del Montenegro, che con tale successo si assicura la terza piazza nel Gruppo I, e quantomeno la continuazione della sua avventura europea, in una 'finalina' per il quinto posto (contro la Francia) forse simbolica, ma pur sempre dai risvolti interessanti.

Scivolone indolore per le padrone di casa, come sempre sostenute da una Messecenter Arena colma di appassionati. Il primo posto nel girone era ormai in tasca, e Jan Pytlick, che già dovrà fare a meno dell'infortunata ala sinistra Mie Augustesen nelle semifinali, ha optato per il turnover, lasciando ad esempio in panchina, per buone parte della ripresa, elementi di rilievo come la giovane stella Laerke Møller. Questo spiega il 'ribaltone' avvenuto nel secondo tempo, in cui le danesi, in chiaro vantaggio (18-14) dopo trenta minuti di supremazia, figli di una partenza travolgente vengono riprese e scavalcate dalle avversarie. In realtà lo spiega solo parzialmente, in quanto gente del calibro del portiere Karin Mortensen, di Camilla Dalby (otto reti) e Rikke Skov (sei) ha continuato a parare e/o spedire palloni nella rete avversaria, lottando fino all'ultimo istante.

Ma anche le più combattive fra le danesi hanno dovuto fare i conti con la grinta delle balcaniche, spinte, manco a dirlo, da Sua Maestà Bojana Popović, capocannoniere delle sue con il medesimo bottino della Dalby, ma anche dal terzino sinistro Marija Jovanović, a segno una mezza dozzina di volte, e da Maja Savić, brava a piazzare le reti che mettono in moto la riscossa balcanica. Applausi per tutti a fine partita, per le scandinave già proiettate sul derby di sabato con la Norvegia (in palio l'accesso alla finalissima), ma anche per la Popović, ancora un idolo per i fans di Danimarca dopo i suoi numerosi anni di militanza nel loro campionato, e per le altre montenegrine, tutte a festeggiare un risultato storico (non solo nella partita, ma ancor di più nell'intero campionato), di cui coach Dragan Adžić, e con lui tutto quel paese di nemmeno settecentomila abitanti, deve andare orgoglioso.

EHF Europei Femminili: Main Round. Gruppo I: Anteprima 3a Giornata

La seconda fase dei Campionati Europei femminili 2010 chiude definitivamente i battenti oggi, dopo la disputa dell'ultima giornata del Gruppo I alla Messecenter Arena di Herning. Con la Danimarca padrona di casa e la Romania matematicamente prima e seconda, e qualificate per le semifinali, le ultime tre sfide perdono un po' di carne al fuoco. Le due formazioni di testa infatti affronteranno gli impegni odierni più che altro cercando di mettere a punto schemi e forma fisica in vista delle battaglie che le attendono nel week-end, proprio in questo stesso palazzetto. Sarà fondamentale evitare nuovi infortuni, in particolare nel caso della Romania, che ne ha già avuti abbastanza; finora le rumene vi hanno fatto fronte egregiamente, trovando sostitute all'altezza delle titolari, ma una sorta di 'tutto esaurito' nell'infermeria avrebbe effetti devastanti anche su una squadra solida come quella diretta da Radu Voina.

Infortuni antecedenti all'inizio degli europei, combinati ad una preparazione non adeguata, hanno invece influito irreparabilmente sul cammino della Russia, che oggi affronta proprio la Romania in quella che potrebbe essere la sua ultima partita nel torneo. Nonché una riedizione della finale dei Mondiali 2005, allora dominata dalle russe, ma con stati d'animo del tutto invertiti. Ormai fuori dai giochi per le medaglie, per la prima volta del 2004, l'Armata Russa di Evgueni Trefilov punta almeno a salvare il salvabile conquistando la finalina per il quinto posto, e due giorni in più nello Jutland.

Non sarà impresa facile, perché questo è un traguardo ambito anche dal Montenegro, pure penalizzato da assenze di rilievo (le insostituibili Ana Djokic e Katerina Bulatovic) ma protagonista di un campionato onorevole, compresa l'ultima partita in cui hanno fatto tremare la più quotata Romania. Le balcaniche questa sera potrebbero - il condizionale è obbligatorio - mettere fine alla striscia della Danimarca, unica squadra finora sempre vincente, ma quasi sicuramente già concentrata sulle semifinali. Una vittoria montenegrina permetterebbe loro di restare ad Herning, anche se solo per la sfida meno nobile del prossimo fine settimana, e sarebbe un giusto premio per quanto fatto vedere dalla truppa di Bojana Popovic. La quale, a sua volta, ritrova antiche compagne di club, affrontandole proprio nel luogo dove, lo scorso Maggio, ipotecò la vittoria finale in Champions League del suo (ai tempi) Viborg, al termine di una prestazione personale superlativa. La candidata al (e probabile vincitrice del) premio come miglior giocatrice del 2010 si è detta già soddisfatta dei risultati montenegrini in questi campionati, ma è chiaro che una vittoria odierna darebbe al tutto un significato ancora più positivo.

In realtà anche un pareggio dovrebbe bastare, e persino una sconfitta in caso la Croazia non battesse la Spagna. Croate che a loro volta ambiscono alla mini-finalina, cui accederebbero prevalendo nella sfida contro le iberiche, ormai tagliate fuori da qualsiasi prospettiva, e ricevendo un grosso aiuto da Romania (la Russia non deve vincere) e Danimarca (che deve battere il Montenegro). Altrimenti la squadra di coach Vladmir Canjuga se ne torna subito a casa. Begoña Fernandez - le cui cattive condizioni hanno influito negativamente sui risultati della seleccion - Marta Manguè e le altre 'allieve' di Jorge Dueñas hanno però bisogno di vincere la sfida con le croate per chiudere con onore la loro campagna di Danimarca e al tempo stesso confermare, dopo la bella prova offerta contro la Russia, le qualità della loro squadra, anche in prospettiva dei futuri impegni internazionali.

Gruppo I (Herning, Danimarca): 3a Giornata
16:45 Romania (6) - Russia (2)
18:45 Spagna (2) - Croazia (2)
20:45 Danimarca (8) - Montenegro (4)

Come al solito, alcune delle partite saranno visibili in diretta gratuitamente sul sito ehf-euro.com (sezione VIDEO live stream). Se troveremo altri link alternativi, li posteremo qui.

mercoledì 15 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Main Round – Gruppo 1. Seconda Giornata

Fumata bianca ad Herning: habemus semifinalistas!. La triplice sfida in programma in Danimarca emette i suoi verdetti definitivi: saranno la Danimarca e la Romania ad andare alla 'Final Four' del prossimo fine settimana (che avrà luogo proprio li, al Messecenter, di fronte ad oltre dodicimila spettatori). Più o meno lo stesso numero di fans andati in visibilio dopo l'ennesima camminata trionfale della 'Banda Pytlick'. La nazionale di casa abbatte senza troppi scrupoli anche l'ostacolo Croazia e, con la vittoria numero cinque in altrettanti incontri, si assicura matematicamente il passaggio alla fase seguente come prima classificata del Gruppo I del Main Round.

All'inizio le croate sembrano non farsi impressionare dalla caldissima atmosfera dell'Arena, ma le illusioni balcaniche durano poco tempo: giusto quanto le scandinave hanno bisogno per ribaltare il 2-4 iniziale (frutto dell'efficiente 5-1 messa in campo all'inizio da Vladimir Canjuga) e volare sulle 'ali' di Maibritt Kviesgaard e Mie Augustesen, che infatti sono l'ala destra e sinistra della landshold e dalle rispettive zone di competenza nel campo puniscono gli errori croati, costringendo l'allenatore delle slave a rifugiarsi nel primo time-out. Senza molti risultati però, visto che quando sale in cattedra un altro asso nella manica di Jan Pytlick, ovvero Camilla Dalby, con le sue quattro reti in cinque minuti che sigillano il primo tempo (chiuso su un eloquente 16-10), per le croate è notte fonda.

La cui alba non si vede nemmeno tornando dagli spogliatoi: anche nel secondo tempo le malcapitate Andrea Penezic (solo tre reti oggi per lei ) e compagnia non riescono a penetrare il muro difensivo locale, costruito soprattutto dalle esperte Mette Melgaard e Rikke Skov. E quando ci riescono, spesso e volentieri è Karin Mortensen, ancora regina della porta, a toglier loro qualsiasi speranza. In compenso dall'altra parte è il turno della bionda ventiduenne Susan Thorsgaard e di Ann Grete Nørgaard, che mettono la loro parte di palloni alle spalle della povera Jelena Grubisic. Si va sul 24-16, anche se poi la Penezic e Lidija Horvat 'riaprono' (si fa per dire) il match portando la Croazia a meno sei ad una dozzina di minuti dalla sirena.

Ma la partita, per le 'ospiti', finisce qui. Difesa a portiere chiudono definitivamente la via della rete scandinava, mentre la Danimarca piazza un micidiale 7-0 che assicura un trionfo dalle dimensioni imbarazzanti. Inutile la perla all'ultimo secondo della giovane Dina Havic, lo score finale (31-19) è impietoso verso la Croazia, ma dice molto sulle potenzialità di una squadra che continua a far sognare una nazione. Magari sognare quella medaglia d'oro che fino a pochissimo tempo fa era considerata tabù'.

Attenzione però alla Romania, che vince lo spareggio contro il Montenegro e va diritta in semifinale con un turno d'anticipo. Non è stata una passeggiata per le rumene, brave a disinnescare parzialmente la miccia Popovic (sette goal sono tanti, ma su tredici tentativi, quindi la partita non è stata un monologo della marcatissima fuoriclasse del Viborg ...) in difesa, però talvolta erratiche ed in difficoltà in fase offensiva. Primo tempo a corrente alternata, con il Montenegro che sembra scappare portandosi dal 4-6 a 9-6, con le sole bordate della solita, immensa Cristina Neagu a mantenere la Romania a galla. Poi, quando la nuova entrata Geiger ed il pivot Manea (chissà perché mandata in campo all'inizio al posto di Ionela Stanca) cominciano a produrre qualcosa, la Romania ribalta la situazione e chiude il tempo sul 13-12.

Come nella sfida precedente contro la Croazia, il ritorno in campo mette le ali alla squadra di Voina. Che con l'aiuto di una meravigliosa Talida Tolnai, sostituto più che all'altezza dell'infortunato portiere Paula Ungureanu, volano sul 19-13 dopo un quarto d'ora nel quale solo la Popovic (e solo una volta) trova la rete per il Montenegro. Poi la Romania cala d'intensità, ed un successo che pareva ormai acquisito ritorna in dubbio. Piano piano il combattivo Montenegro rientra, fino a far sentire il fiato sul collo alle avversarie.

Ma tra la Tolnai, qualche palo amico, qualche errore di troppo negli attacchi di un rivale spesso impacciato in contropiede, e due fondamentali reti della Neagu, unite al contributo della Stanca adesso finalmente parte del gioco, la 'tricolore' di Bucarest riesce a mantenere il suo vantaggio fino alla sirena, a portare a casa (vincendo 23-21) i due punti, e soprattutto, finalmente, a guadagnarsi l'invito per entrare nel club delle migliori quattro squadre d'Europa. Marija Jovanovic (troppo imprecisa, solo 5 reti su 16 tentativi), la Popovic e le altre montenegrine escono a testa alta, ma per il piccolo e combattivo paese adriatico, penalizzato dalla assenze delle insostituibili Katarina Bulatovic e Ana Djokic molto più di quanto la sua serie di infortuni abbia danneggiato la Romania (che ha un maggiore serbatoio di talenti da cui attingere per far fronte ad emergenze del genere) l'unico premio rimasto è la finale per il 5° posto.

Per assicurarsi matematicamente il passaggio del turno, la Romania aveva bisogno di un favore dalla Spagna, che doveva fermare la Russia, prossimo rivale delle rumene ed ancora potenzialmente pericoloso. E Spagna fu: le iberiche, 'bestia nera' della Romania nel 2008 e 2009, si fanno 'perdonare' tirando fuori dal cilindro - proprio quando sono ormai eliminate - la loro miglior prestazione di questi campionati. Russe surclassate in un inizio da incubo, che le vede vittime di un incredibile 0-8 dopo alcuni minuti. Neppure un time-out chiesto dal prevedibilmente arrabbiato Evgueny Trefilov cambia le cose. La Seleccion, con Begoña Fernández finalmente in campo, e si vede, gioca con efficacia e rapidità e arriva al 26° minuto sul 15-8, toccando anche il massimo vantaggio sul 13-5; si lascia andare solo nel finale di tempo, quando con le reti della Kuznetcova ed un reparto difensivo finalmente degno di questo nome la Russia, approfittando di una superiorità numerica riporta lo score su un meno umiliante 15-12 della pausa.

Purtroppo per loro, la rimonta sarà incompiuta: complice una stratosferica Silvia Navarro (venti parate, 48% tra i pali) non solo le russe si dimostrano incapaci di annullare il gap, ma finiscono addirittura per subire un nuovo parziale, tanto da finire a meno nove (18-27), e concludere sul 22-30 una partita che estromette le pluri-campionesse del Mondo (ultima edizione compresa) dal podio di un grande evento internazionale per la prima volta dal 2004. 'La Russia si trova nella posizione che si merita' ha detto coach Trefilov dopo il match. Non sappiamo cosa intendesse di preciso, ma possiamo immaginare che non sarà molto piacevole per le sue atlete avere a che fare in queste ore con il burbero Yevgeni Vasiliyevich.

martedì 14 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Main Round - Presentazione della 2a Giornata.

Giornata piena ai Campionati Europei. Oggi vanno in campo entrambi i gironi del Main Round, per sei match assolutamente decisivi, tanto che - difficile ma impossibile - in serata potremmo avere i nomi della quattro semifinaliste con un turno d'anticipo.

La Danimarca dovrebbe certificare il suo passaggio alla 'Final Four' battendo le croate che hanno dimostrato di essere una buona squadra, ma non abbastanza da entrare nel novero delle migliori. Il cammino delle scandinave, con quattro vittorie in altrettante partite e spesso contro avversarie di qualità, ha sorpreso perfino coach Jan Pytlick. Adesso c'è solo un ultimo passo da fare. Si preannuncia un trattamento 'speciale' della difesa biancorossa per Andrea Penezic, elemento di maggior pericolo per la porta di Karin Mortensen.

Il match-clou del gruppo I è però quello tra Montenegro e Romania. Le balcaniche sono arrivate agli Europei con due assenze importantissime (Bulatovic e Djokic). Le rumene hanno aggiunto alle precedentemente infortunate Amariei e Maier la coppia Varzaru-Ungureanu, nuove entrate in infermeria dopo gli ultimi due match. Vincere questo incontro significa praticamente, se non matematicamente, staccare il biglietto per le semifinali. La Ungureanu sarà sostituita tra i pali da Tolnai, anch'essa portiere di valore e riserva di Paula sia nell'Oltchim che in nazionale. A proposito di Oltchim, le molte giocatrici del club vice-campione d'Europa ancora ricordano i danni fatti alla loro squadra da Bojana Popovic nell'ultima finale di Champions League, e saranno sicuramente ansiose di prendersi una rivincita personale sulla fuoriclasse montenegrina. Spetterà poi all'arcigna difesa della slave, una delle più aggressive del torneo, fermare le varie Neagu, Stanca, Manea ecc. ... Si parte alle 16:45.

Di scena ad Herning anche Russia e Spagna. Iberiche ormai lontanissime dalle semifinali. La loro voglia di riscattarsi ed uscire a testa alta potrebbe essere frenata dal cattivo stato di forma della Seleccion, infortunio a Begoña Fernandez, costretta a saltare il match di ieri con il Montenegro, compresi. Per la Russia è questione di sopravvivenza: solo una loro vittoria consentirebbe alla 'Banda Trefilov' di andare a giocarsi il tutto per tutto contro la Romania.

Nell'altro girone (a Lillehammer) la Norvegia è chiamata a cancellare il più presto possibile l'onta della batosta subita due giorni fa dalla Svezia. Curiosamente i colori dell'avversario odierno (il giallo ed il blu) saranno gli stessi di domenica, ma le coincidenze dovrebbero fermarsi a questo. Difficile pensare che la corazzata norvegese sbagli due volte di fila, tanto più se il prossimo rivale sarà l'Ucraina, squadra di medio livello che pare aver esaurito il bonus nella sua straordinaria prova contro la Germania, per quanto coach Leonid Yevtusenko ostenti ottimismo. Inoltre le padrone di casa recuperano il pivot Heidi Løke, a casa con l'influenza nell'ultimo match; l'importanza della giocatrice di linea del Larvik si era notata proprio domenica, quando senza di lei l'attacco norvegese aveva fatto clamorosamente flop. Di ritorno anche l'ala sinistra Kari Mette Johansen, mentre rimane in dubbio Tine Stange; entrambe erano rimaste vittima del virus intestinale che ha colpito parte della squadra.

In piena salute invece la Svezia. L'impresa di due sere fa ha reso ancor più belli i festeggiamenti per Santa Lucia, ma adesso si torna in campo. E l'avversario è comunque da prendere con le molle: la Francia argento ai Mondiali 2009 si è tenuta a galla aggrappandosi alla classe di alcune giocatrici, ma è ormai giunta all'ultima chance, e cercherà di dare il tutto per tutto per vincere (ne è obbligata); se finalmente la Pineau dovesse entrare in forma al momento giusto, aiutando a risolvere i problemi finora mostrati in fase offensiva, le Bleues potrebbero dare il primo dispiacere del torneo al rullo compressore svedese - a dispetto dello scarso ottimismo che si respirava alla vigilia nell'ambiente transalpino. La grinta (se ci sarà) e la forza della disperazione delle ragazze di Krumbholz troveranno comunque sulla loro strada un'agguerrita difesa, e soprattutto un grande portiere: sia Gabriella Kain, che i gossip dell'ultim'ora vogliono di ritorno fra i pali questa sera, sia Cecilia Skagerstam Grubbström, fenomenale contro le 'cugine' nel più recente incontro, hanno dimostrato di saper fare benissimo il proprio dovere. E troveranno pure la verve delle macchine da goal Isabelle Gulldén e Linnea Torstensson, e di Annika Wiel Freden, micidiale nel punire le norvegesi con i suoi tiri dall'ala destra.

Ultima, forse anche per importanza, la sfida tra Ungheria ed Olanda. Le magiare, frustrate dall'andamento non proprio favorevole del loro europeo, e dal risultato di Norvegia-Svezia che rende l'approdo in semifinale molto più difficile, si aggrapperanno ad una vittoria per rimanere in piedi e poi sperare nell'impresa all'ultima giornata. Olanda praticamente fuori dai giochi, ma Maura Visser e compagne si sono dimostrate combattive per tutto l'arco del torneo, e presumibilmente non vorranno cambiare proprio adesso. In palio c'è la possibilità di migliorare il decimo posto ottenuto dalle arancioni nell'Europeo casalingo di 12 anni fa.

Gruppo I (Herning, Danimarca): 2a Giornata
16:45 Romania (4) - Montenegro (4)
18:45 Spagna (0) - Russia (2)
20:45 Danimarca (6) - Croazia (2)

Gruppo II (Lillehammer, Norvegia): 2a Giornata
16:15 Olanda - Ungheria
18:15 Svezia - Francia
20:15 Ucraina - Norvegia

Come al solito, alcune delle partite saranno visibili in diretta gratuitamente sul sito ehf-euro.com (sezione VIDEO live stream). Se troveremo altri link alternativi, li posteremo qui.

EHF Europei Femminili: Main Round. Gruppo 1: Risultati 1a Giornata

Il girone con sede in Danimarca inizia nel modo migliore per il paese ospitante: di fronte ad un pubblico entusiasta (anche fin troppo: le azioni delle avversarie sono fin da inizio match bersaglio di una salva di fischi, e poi dicono che gli scandinavi sono freddi ...) la squadra di Jan Pytlick stravince la sfida contro la Russia e vola a quota sei, spedendo la truppa del povero Trefilov sulla soglia dell'eliminazione.

In scia alle danesi, che pure in questo caso possono vantare una grande prova del loro portiere Karin Mortensen, rimangono solo Montenegro e Romania, attese da uno scontro diretto decisivo nel prossimo turno. Rumene favorite per il passaggio alle semifinali, anche in virtù della maniera autoritaria con cui hanno regolato la Croazia, ma l'ennesimo infortunio pesante - stavolta ci va di mezzo l'estremo difensore Paula Ungureanu, che appoggia male il piede in caduta - getta una nuova tegola sul cammino di Radu Voina e delle sue ragazze.

Montenegrine a loro volta vincenti nella dura battaglia contro la Spagna, che si gioca il tutto per tutto pur di rimanere in corsa, ma esce sconfitta e matematicamente eliminata. L'exploit del 2008 è per loro ormai un lontano ricordo.

Gruppo I (Herning, Danimarca). Risultati Giornata 1
Spagna - Montenegro 20-22 (12-12) statistiche
Romania - Croazia 31-22 (14-12) statistiche
Danimarca - Russia 26-20 (11-10) statistiche

CLASSIFICA
1. Danimarca 6 punti 300 73:61
2. Romania 4 punti 201 83:73
3. Montenegro 4 punti 201 74:71
4. Russia 2 punti 102 72:74
5. Croazia 2 punti 102 75:89
6. Spagna 0 punti 003 65:74