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martedì 28 dicembre 2010

Danimarca: Viborg e Copenhagen regine di coppa

A nemmeno dieci giorni dal termine degli Europei, torna la pallamano femminile di alto livello in Danimarca. Protagonista, manco a dirlo, il Viborg HK. Le campionesse (ormai uscenti) d'Europa si rituffano nelle competizioni domestiche per ritrovare il sorriso perduto con la prematura eliminazione dalla Champions League di quest'anno. E se in campionato dettano legge, con dieci successi su altrettanti incontri, in Coppa di Danimarca (quest'anno detta anche Nordea Cup) aggiungono un nuovo gioiello alla loro collezione, portando a casa il trofeo per l'ottava volta, di fronte a circa duemilaottocento spettatori. Vittima di turno dell'Armata Verde il Team Tvis Holstebro, squadra generosa ma che, con un bilancio equamente diviso tra vittorie e sconfitte nel campionato nazionale, non poteva far tremare più di tanto i polsi alle quotate avversarie.

In realtà ci hanno provato, e con una difesa 4-2 piuttosto efficace nei primi minuti, assistita da un portiere di sicuro avvenire quale Sandra Toft (classe 1989), sono anche riusciti a spaventare Jakob Vestergaard e la sua squadra, tanto da costringere il pluridecorato coach del Viborg a chiamare un opportuno time-out su un non piacevole 8-9 al minuto 17. Il TTH riesce a mantenere il comando fino a sei minuti dalla pausa (11-10), poi lo scatto delle favorite nell'ultima parte del tempo non lascia loro scampo. Complice la sostituzione del portiere Christina Pedersen con una più ispirata Louise Bager Due, che parerà tre rigori su quattro e si distinguerà pure in altre occasioni, il Viborg si porta sul 13-11, concludendo la prima frazione su un 17-13 che faceva presagire come sarebbe andata a finire.


Il divario cresce ulteriormente nella ripresa, con il Team Tvis Holstebro sempre più in difficoltà in fase offensiva. Ed a questo punto gli unici dubbi rimasti riguardano l'entità dell'ormai certa vittoria delle campionesse nazionali e continentali, le cui bocche da fuoco Rikke Skov e Grit Jurack stanno demolendo l'avversario a suon di goal, mentre Gorica Acimovic fa bene il suo lavoro in difesa. Si entra nell'ultimo quarto di gioco sul 28-20, poi il Viborg toglie parzialmente il piede dall'acceleratore, lasciando anche spazio alle giovani promesse Pia Hildebrand, Mathilde Kristensen, Katja Marcher e Caroline Müller, le prime due in grado di mettere pure la loro firma sulla vittoria, che si materializza alla sirena sul risultato di 36-28. Bene per il TTH le atlete Tove Seest Jensen, Cornelia Nycke Groot e la nazionale danese Ann Grete Nørgaard, ma la loro prestazione non è stata sufficiente a fermare un Viborg che, dopo la delusione Champions, si candida per una seconda parte di stagione degna del suo blasone, e del suo valore.

** Viborg HK - Team Tvis Holstebro 36-28 (17-13)
Viborg HK: Rikke Skov 9, Grit Jurack 8, Mouna Chebbah 4, Henriette Mikkelsen 4, Gorica Acimovic 3, Marit Malm Frafjord 2, Maja Savic 2, Anja Althaus 2, Pia Hildebrand 1, Mathilde Kristensen 1
Team Tvis Holstebro: Tove Seest 6, Nycke Groot 5, Ann Grete Nørgaard 5, Kristina Kristiansen 4, Lizette Zeigermann 3, Mette Gravholt 1, Hanne Nielsen 1, Karina Pedersen 1, Mette Chemnitz 1, Jenny Gustafsson 1

In campo maschile, il progetto AG København comincia a dare i suoi frutti. Battendo l'ostico Århus Håndbold per 26-20 nella finale di coppa, e per giunta nella tana dell'avversario (la NRGi Arena), la squadra della capitale, costruita per vincere e già dominatrice in campionato, mette in tasca il suo primo trofeo. Grazie anche ad una partenza col piede giusto: il norvegese Steinar Ege chiude la porta al 'nemico' per quasi sette minuti, ed il Copenhagen si porta velocemente sul 3-0.


I padroni di casa, con Jan Tromle Nielsen pure non male tra i pali, comunque impattano e riescono perfino a mettere il naso avanti sul 7-6 a metà tempo, ma la corazzata AG contro-ribalta la situazione, e nemmeno una doppia penalità ferma Kasper Hvidt, subentrato ad Ege fra i pali, ed i suoi compagni. L'Aarhus, incapace di sfruttare a dovere le proprie ali, subisce un parziale di 0-1 pure in superiorità numerica.

Se il 13-10 dell'intervallo è foriero di belle speranze, ancor meglio va al ritorno in campo: subito due reti per portare lo score sul 15-10, e poi il margine aumenta fino al più sette. I cambi tattici attuati dal mister rivale servono appena a ridurre leggermente i danni fino al -4 (20-24) che segna il tabellone a cinque minuti dalla sirena. Ma nulla più di questo. Il punteggio finale è impietoso per gli sconfitti, e regala una gioia alla parata di stelle (da Hvidt a Mikkel Hansen, da Ege a Lars Jørgensen) arrivate nella capitale per fare grande la squadra.

domenica 19 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Danimarca KO e delusa, il bronzo va alla Romania

La Romania vince la sfida delle deluse e conquista una graditissima medaglia di bronzo, fermando la rincorsa della Danimarca ad un ritorno sul podio continentale, e ridimensionando il cammino inizialmente trionfale delle padrone di casa. Radu Voina dà un senso positivo alla sua campagna europea in una partita poco spettacolare, come suggerito dallo score finale (16-15, primo tempo 9-7), ma piuttosto intensa. Equilibrio ed alternanza al comando caratterizzano i primi venti minuti, poi le rumene, con Cristina Neagu come al solito al timone, prendono un margine di vantaggio, risicato, che però si tengono fino al termine.

Nonostante Talida Tolnai dia l'ennesima dimostrazione della sua bravura, sbarrando la strada ad oltre metà dei tiri avversari, le danesi provano a rientrare e, pur rimanendo attaccate come una cozza alle rivali per tutto il secondo tempo, falliscono sempre l'aggancio. Compreso quando, a mezzo minuto dalla fine, le mani magiche della Tolnai respingono l'ultimo assalto di Rikke Skov, e le speranze dei tifosi della Messecenter Arena, oggi un po' sotto tono, svaniscono. Le rumene mantengono palla fino alla sirena, per poi esplodere in un pianto che questa volta è di gioia. La sconfitta della prima fase è vendicata, ora si può tornare a Bucarest con una medaglia che, pur non cancellando il rammarico per un risultato migliore che era assolutamente alla sua portata, si spera rappresenti l'inizio di una scalata che porti la 'tricolore' dal gradino più basso del podio a quello più alto, così ambito da diversi anni e mai ancora raggiunto.

La Danimarca, in cui stavolta brillano Ann Grete Nørgaard, Rikke Skov ed il portiere Karin Mortensen, ma deludono nuovamente Camilla Dalby e Trine Troelsen, dopo essersi svegliata bruscamente dai suoi sogni d'oro scopre che anche l'Età del Bronzo rimane lontana, e che le cose, a conti fatti, non sono andate poi così meglio di quanto ci si augurasse ad inizio torneo. Anzi, tutt'altro. Con le talentuose 'ragazze dell'88/89' sempre più importanti nell'economia della squadra, però, la Danimarca appare destinata a completare in futuro il suo ritorno tra le primissime squadre d'Europa. Sul quando rimangono ancora dubbi ...

E ADESSO SPAZIO ALLA FINALISSIMA: NORVEGIA E SVEZIA VANNO IN CAMPO TRA POCO A CONTENDERSI IL TITOLO.

giovedì 16 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Danimarca, la sconfitta è dolce. Il Montenegro fa festa.

Sorpresa (mooolto relativa) ad Herning. Anche l'ultima squadra finora imbattuta arriva a conoscere la sconfitta. La Danimarca esce perdente (29-30) dalla sfida conclusiva del Main Round. A tutto vantaggio del Montenegro, che con tale successo si assicura la terza piazza nel Gruppo I, e quantomeno la continuazione della sua avventura europea, in una 'finalina' per il quinto posto (contro la Francia) forse simbolica, ma pur sempre dai risvolti interessanti.

Scivolone indolore per le padrone di casa, come sempre sostenute da una Messecenter Arena colma di appassionati. Il primo posto nel girone era ormai in tasca, e Jan Pytlick, che già dovrà fare a meno dell'infortunata ala sinistra Mie Augustesen nelle semifinali, ha optato per il turnover, lasciando ad esempio in panchina, per buone parte della ripresa, elementi di rilievo come la giovane stella Laerke Møller. Questo spiega il 'ribaltone' avvenuto nel secondo tempo, in cui le danesi, in chiaro vantaggio (18-14) dopo trenta minuti di supremazia, figli di una partenza travolgente vengono riprese e scavalcate dalle avversarie. In realtà lo spiega solo parzialmente, in quanto gente del calibro del portiere Karin Mortensen, di Camilla Dalby (otto reti) e Rikke Skov (sei) ha continuato a parare e/o spedire palloni nella rete avversaria, lottando fino all'ultimo istante.

Ma anche le più combattive fra le danesi hanno dovuto fare i conti con la grinta delle balcaniche, spinte, manco a dirlo, da Sua Maestà Bojana Popović, capocannoniere delle sue con il medesimo bottino della Dalby, ma anche dal terzino sinistro Marija Jovanović, a segno una mezza dozzina di volte, e da Maja Savić, brava a piazzare le reti che mettono in moto la riscossa balcanica. Applausi per tutti a fine partita, per le scandinave già proiettate sul derby di sabato con la Norvegia (in palio l'accesso alla finalissima), ma anche per la Popović, ancora un idolo per i fans di Danimarca dopo i suoi numerosi anni di militanza nel loro campionato, e per le altre montenegrine, tutte a festeggiare un risultato storico (non solo nella partita, ma ancor di più nell'intero campionato), di cui coach Dragan Adžić, e con lui tutto quel paese di nemmeno settecentomila abitanti, deve andare orgoglioso.

mercoledì 15 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Main Round – Gruppo 1. Seconda Giornata

Fumata bianca ad Herning: habemus semifinalistas!. La triplice sfida in programma in Danimarca emette i suoi verdetti definitivi: saranno la Danimarca e la Romania ad andare alla 'Final Four' del prossimo fine settimana (che avrà luogo proprio li, al Messecenter, di fronte ad oltre dodicimila spettatori). Più o meno lo stesso numero di fans andati in visibilio dopo l'ennesima camminata trionfale della 'Banda Pytlick'. La nazionale di casa abbatte senza troppi scrupoli anche l'ostacolo Croazia e, con la vittoria numero cinque in altrettanti incontri, si assicura matematicamente il passaggio alla fase seguente come prima classificata del Gruppo I del Main Round.

All'inizio le croate sembrano non farsi impressionare dalla caldissima atmosfera dell'Arena, ma le illusioni balcaniche durano poco tempo: giusto quanto le scandinave hanno bisogno per ribaltare il 2-4 iniziale (frutto dell'efficiente 5-1 messa in campo all'inizio da Vladimir Canjuga) e volare sulle 'ali' di Maibritt Kviesgaard e Mie Augustesen, che infatti sono l'ala destra e sinistra della landshold e dalle rispettive zone di competenza nel campo puniscono gli errori croati, costringendo l'allenatore delle slave a rifugiarsi nel primo time-out. Senza molti risultati però, visto che quando sale in cattedra un altro asso nella manica di Jan Pytlick, ovvero Camilla Dalby, con le sue quattro reti in cinque minuti che sigillano il primo tempo (chiuso su un eloquente 16-10), per le croate è notte fonda.

La cui alba non si vede nemmeno tornando dagli spogliatoi: anche nel secondo tempo le malcapitate Andrea Penezic (solo tre reti oggi per lei ) e compagnia non riescono a penetrare il muro difensivo locale, costruito soprattutto dalle esperte Mette Melgaard e Rikke Skov. E quando ci riescono, spesso e volentieri è Karin Mortensen, ancora regina della porta, a toglier loro qualsiasi speranza. In compenso dall'altra parte è il turno della bionda ventiduenne Susan Thorsgaard e di Ann Grete Nørgaard, che mettono la loro parte di palloni alle spalle della povera Jelena Grubisic. Si va sul 24-16, anche se poi la Penezic e Lidija Horvat 'riaprono' (si fa per dire) il match portando la Croazia a meno sei ad una dozzina di minuti dalla sirena.

Ma la partita, per le 'ospiti', finisce qui. Difesa a portiere chiudono definitivamente la via della rete scandinava, mentre la Danimarca piazza un micidiale 7-0 che assicura un trionfo dalle dimensioni imbarazzanti. Inutile la perla all'ultimo secondo della giovane Dina Havic, lo score finale (31-19) è impietoso verso la Croazia, ma dice molto sulle potenzialità di una squadra che continua a far sognare una nazione. Magari sognare quella medaglia d'oro che fino a pochissimo tempo fa era considerata tabù'.

Attenzione però alla Romania, che vince lo spareggio contro il Montenegro e va diritta in semifinale con un turno d'anticipo. Non è stata una passeggiata per le rumene, brave a disinnescare parzialmente la miccia Popovic (sette goal sono tanti, ma su tredici tentativi, quindi la partita non è stata un monologo della marcatissima fuoriclasse del Viborg ...) in difesa, però talvolta erratiche ed in difficoltà in fase offensiva. Primo tempo a corrente alternata, con il Montenegro che sembra scappare portandosi dal 4-6 a 9-6, con le sole bordate della solita, immensa Cristina Neagu a mantenere la Romania a galla. Poi, quando la nuova entrata Geiger ed il pivot Manea (chissà perché mandata in campo all'inizio al posto di Ionela Stanca) cominciano a produrre qualcosa, la Romania ribalta la situazione e chiude il tempo sul 13-12.

Come nella sfida precedente contro la Croazia, il ritorno in campo mette le ali alla squadra di Voina. Che con l'aiuto di una meravigliosa Talida Tolnai, sostituto più che all'altezza dell'infortunato portiere Paula Ungureanu, volano sul 19-13 dopo un quarto d'ora nel quale solo la Popovic (e solo una volta) trova la rete per il Montenegro. Poi la Romania cala d'intensità, ed un successo che pareva ormai acquisito ritorna in dubbio. Piano piano il combattivo Montenegro rientra, fino a far sentire il fiato sul collo alle avversarie.

Ma tra la Tolnai, qualche palo amico, qualche errore di troppo negli attacchi di un rivale spesso impacciato in contropiede, e due fondamentali reti della Neagu, unite al contributo della Stanca adesso finalmente parte del gioco, la 'tricolore' di Bucarest riesce a mantenere il suo vantaggio fino alla sirena, a portare a casa (vincendo 23-21) i due punti, e soprattutto, finalmente, a guadagnarsi l'invito per entrare nel club delle migliori quattro squadre d'Europa. Marija Jovanovic (troppo imprecisa, solo 5 reti su 16 tentativi), la Popovic e le altre montenegrine escono a testa alta, ma per il piccolo e combattivo paese adriatico, penalizzato dalla assenze delle insostituibili Katarina Bulatovic e Ana Djokic molto più di quanto la sua serie di infortuni abbia danneggiato la Romania (che ha un maggiore serbatoio di talenti da cui attingere per far fronte ad emergenze del genere) l'unico premio rimasto è la finale per il 5° posto.

Per assicurarsi matematicamente il passaggio del turno, la Romania aveva bisogno di un favore dalla Spagna, che doveva fermare la Russia, prossimo rivale delle rumene ed ancora potenzialmente pericoloso. E Spagna fu: le iberiche, 'bestia nera' della Romania nel 2008 e 2009, si fanno 'perdonare' tirando fuori dal cilindro - proprio quando sono ormai eliminate - la loro miglior prestazione di questi campionati. Russe surclassate in un inizio da incubo, che le vede vittime di un incredibile 0-8 dopo alcuni minuti. Neppure un time-out chiesto dal prevedibilmente arrabbiato Evgueny Trefilov cambia le cose. La Seleccion, con Begoña Fernández finalmente in campo, e si vede, gioca con efficacia e rapidità e arriva al 26° minuto sul 15-8, toccando anche il massimo vantaggio sul 13-5; si lascia andare solo nel finale di tempo, quando con le reti della Kuznetcova ed un reparto difensivo finalmente degno di questo nome la Russia, approfittando di una superiorità numerica riporta lo score su un meno umiliante 15-12 della pausa.

Purtroppo per loro, la rimonta sarà incompiuta: complice una stratosferica Silvia Navarro (venti parate, 48% tra i pali) non solo le russe si dimostrano incapaci di annullare il gap, ma finiscono addirittura per subire un nuovo parziale, tanto da finire a meno nove (18-27), e concludere sul 22-30 una partita che estromette le pluri-campionesse del Mondo (ultima edizione compresa) dal podio di un grande evento internazionale per la prima volta dal 2004. 'La Russia si trova nella posizione che si merita' ha detto coach Trefilov dopo il match. Non sappiamo cosa intendesse di preciso, ma possiamo immaginare che non sarà molto piacevole per le sue atlete avere a che fare in queste ore con il burbero Yevgeni Vasiliyevich.

mercoledì 5 maggio 2010

Viborg HK-Oltchim Vâlcea: parla Rikke Skov.

'Sono pronta a dare il cento per cento pur di vincere questa coppa' afferma la bionda veterana del Viborg sul sito dell'EHF.

Dopo Johanna Ahlm, l'ultima 'vittima' in ordine di tempo degli intervistatori seriali dell'EHF è un'altra pedina del Viborg HK, la danese Rikke Skov, numero due e pilastro della difesa dell'Armata Verde (guardate nella foto sotto come tratta la povera Heidi Løke nella semifinale vinta contro il Larvik) che sa però trovare con facilità la via del goal. A differenza del neo-acquisto Ahlm, giunta in prestito a metà stagione e poi guadagnatasi un contratto annuale, la non ancora trentenne Skov è una veterana della squadra, per la quale gioca sin dal 1994 (!!!). E solamente un infortunio nel periodo della sfida con il Krim Lubiana - correva l'anno 2001 - le ha impedito di prender parte a tutte e cinque le finali, compresa quella imminente con l'Oltchim, di Champions disputate dal 'suo' Viborg - due vinte ed altrettante perdute. Ma nonostante le molte battaglie già alle spalle, l'entusiasmo per una nuova 'chiamata alle armi' rimane grandissimo, come se fosse la prima volta.

eurohandball.com: Quali sono le sue aspettative per la finale di Champions League contro l'Oltchim Vâlcea?
Rikke Skov: Non vedo l'ora che arrivi, soprattutto quando penso all'avversario che ci troveremo davanti. Ritengo l'Oltchim Vâlcea una squadra super, e personalmente sono davvero pronta a dare il cento per cento pur di vincere questa sfida. Loro ci hanno creato parecchi problemi sia lo scorso anno che in questa stagione, e sarebbe davvero una gran cosa per noi completare l'opera vincendo la Champions in Romania.

eurohandball.com: Nell'attuale stagione avete avuto numerosi problemi per colpa degli infortuni. Come siete riusciti ad arrivare ancora una volta alla finale di Champions League?
Rikke Skov: Il fatto che tutte siano tornate in forma al momento più opportuno, e che abbiamo potuto recuperare le giocatrici di maggior esperienza, ci ha riportato sul giusto binario. Il nostro gioco è migliorato ultimamente, ed inoltre abbiamo una difesa molto solida. Ci conosciamo benissimo, ed in effetti abbiamo ritrovato la forma che avevamo lo scorso anno.

eurohandball.com: Quali pensa siano le armi vincenti contro il Valcea?
Rikke Skov: Soprattutto il contropiede; dobbiamo essere veloci, correre alla pari di loro e ripartire subito. Se riusciremo a farlo, penso che avremo buone possibilità (di vincere).

eurohandball.com: Per il secondo anno consecutivo giocherete la sfida di andata tra le mura amiche. Questo non ha influito l'anno scorso, quando avete perso con il Györ in casa ma poi avete conquistato il trofeo andando a vincere il ritorno a Veszprém. Tenendo a mente ciò, è così importante il fatto che anche stavolta tutto si deciderà in trasferta?
Rikke Skov: E' difficile dirlo in anticipo. Più che una sfida di andata e ritorno la vedo come un'unica partita in due tempi, e forse non ha realmente importanza se si giochi in casa o fuori. Entrambe le volte in cui abbiamo conquistato la Champions League abbiamo perso la nostra partita di finale in casa e vinto quella fuori.

eurohandball.com: E' utile pensare a quello che potrebbe essere un buon risultato nella gara interna (che vi possa già far sentire sicure della vittoria) ?
Rikke Skov: Niente affatto. Nella semifinale contro il Larvik avevamo avuto un buon feeling dopo la vittoria interna di sei gol all'andata, ma più che al punteggio le nostre sensazioni erano dovute al fatto che eravamo state chiaramente migliori di loro in campo. A mio parere conta capire bene l'avversario ed essergli superiore sul piano tattico e psicologico. A quel punto non è poi così fondamentale vincere di quattro o di cinque, o perdere di una o due reti, all'andata. Se ritieni di essere stato migliore nella prima partita, sarà semplicemente questione di completare l'opera nella seconda.

lunedì 3 maggio 2010

Campionato Danese Femminile. Il Punto

Fallisce in maniera praticamente definitiva l'esperimento-Copenhagen. Il tentativo di trapiantare nella capitale allenatrice, giocatrici e mentalità vincente dello Slagelse tre volte regina d'Europa, iniziato nell'estate 2008, si è dovuto confrontare con la dura realtà: scarso pubblico, poco interesse e risultati inferiori alle aspettative. Una Coppa Coppe conquistata la scorsa primavera e la coppa nazionale vinta a Dicembre sono poca cosa, specie se paragonati all'ultimo posto nella fase a gruppi di Champions, tra l'altro in un girone non irresistibile, e all'incapacità di arrivare alla finale in campionato.

Vincitrici della regular season grazie ad una partenza sprint - e per questo arrivate ai play-off con un punto di bonus che avrebbe potuto risultare decisivo a loro favore - le ragazze di Anja Andersen hanno poi deluso: l'ultimo, cruciale appuntamento, lo scontro casalingo di sabato con il Randers, che il FCK doveva vincere a tutti i costi di almeno tre reti (non un'impresa impossibile) è terminato in un desolante pareggio, nonostante la prestazione maiuscola di Linka Riegelhuth. Giusto esito di una sfida equilibrata, con nessuna squadra capace di andare avanti per più di due lunghezze nell'arco dei sessanta minuti.

Fuori malamente dai giochi in tutte le competizioni di primo piano, il Copenhagen dovrebbe subire anche un forte ridimensionamento societario; il ritorno della Riegelhuth in Norvegia è ormai cosa certa, ed altre atlete (come Louise Lyksborg in partenza per Lipsia) dovrebbero lasciare la capitale danese. Lo stesso capiterà molto probabilmente ad Anja Andersen in panchina, e dulcis in fundo la squadra dovrebbe pure cambiare nome.

Il Copenhagen incontrerà il KIF Vejen nella poco significativa sfida per il terzo posto, mentre a contendere il titolo allo strafavorito Viborg ci sarà il Randers, compagine dello Jutland partita senza grande ambizioni e che si ritrova nella finale nazionale ed in quella europea di Coppa EHF, dove affronterà le spagnole dell'Elda Prestigio. Che poi arrivi davvero qualche 'titulo' è cosa tutt'altro che certa - anzi non ci sorprenderemmo se dovessero uscire dalla due sfide a mani vuote - ma la stagione dei giovani talenti Camilla Dalby e Mie Augustesen, e delle loro compagne, è già adesso da incorniciare.

Un'ampia galleria fotografica dell'incontro è disponibile in questa pagina,

Da parte sua il Viborg, da tempo sicuro di un posto nella patria finale, e con la mente ormai alla prossima battaglia europea contro l'Oltchim, concede l'onore delle armi a Gro Hammerseng, la leggendaria giocatrice norvegese alla sua ultima partita con la maglia del FC Midtjylland. Le tre reti della bionda vichinga, che assieme a Katja Nyberg e alla stessa Riegelhuth andrà a rinforzare il Larvik dalla prossima stagione, sono decisive nel successo (il primo a Viborg da dieci anni!) della sua squadra in casa delle campionesse in carica. Trine Troelsen è però la miglior marcatrice delle ospiti, mentre un'altra nazionale danese, Rikke Skov, va a segno sette volte per la truppa di Jakob Vestergaard. Il Midtjylland non potrà quindi aspirare al titolo a livello senior, ma si consola con il trionfo nel campionato nazionale Under 18.

Campionato Danese Femminile - Playoff: Gruppo A

-FCK Håndbold - Randers HK 26-26 (13-12)

FCK: Linn-Kristin Riegelhuth 13 (4 rig.), Carmen Amariei 4, Louise Lyksborg 2, Marianne Bonde 2, Julie Transel 1, Mia Rej 1, Sofie Bloch-Sørensen 1, Michelle Skovgaard 1, Christina Krogshede 1.
Randers HK: Nina Wörz 8 (1 rig.), Maria Fisker 4, Camilla Dalby 4 (1 rig.), Mie Augustesen 3, Katrine Fruelund 3 (3 rig.), Berit Kristensen 2, Alessandra Medeiros 1, Jelena Eric 1.

Classifica Finale:
Randers HK 6 (220 / 106-100)
FCK Håndbold 4 (112 / 92-96)
Team Esbjerg 3 (112 / 103-105)

** Randers HK in finale.

Campionato Danese Femminile - Playoff: Gruppo B

* Viborg HK - FC Mitdjylland 31-32

Viborg HK: Rikke Skov 7, Anja Althaus 6, Nora Reiche 5, Bojana Popovic 4, Grit Jurack 3 (1 rig.), Henriette Mikkelsen 3, Gitte Aen 1, Johanna Ahlm 1, Kristine Lunde-Borgersen 1
FCM: Trine Troelsen 12 (6 rig.), Tonje Nostvold 9, Gro Hammerseng 3, Susan Thorsgaard 3, Malena Dalgaard 3, Alette Stang 1, Line Fruensgaard 1

Classifica Finale:
Viborg HK 7 (301 / 113-97)
KIF Vejen 4 (202 / 91 - 93)
FC Midtjylland 2 (103 / 91-105)

** Viborg HK in finale.