Visualizzazione post con etichetta Neagu. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Neagu. Mostra tutti i post

venerdì 9 marzo 2012

Allison Pineau all'Oltchim Râmnicu Vâlcea!!

La bomba di mercato della settimana viaggia sull'asse Francia-Romania. La fuoriclasse Allison Pineau giocherà nelle fila dell'Oltchim Râmnicu Vâlcea (almeno) fino al 2014. La centrale transalpina, che a nemmeno 23 anni può già vantare due medaglie d'argento ai Campionati del Mondo ed il titolo di 'IHF World player of the Year 2009' (nel 2010 il riconoscimento è andato ad un'altra pedina dell'Oltchim, Cristina Neagu, e l'anno seguente al pivot norvegese Heidi Løke), ha firmato un contratto biennale, in partenza il prossimo 1° Luglio, con la squadra est-europea, di cui vestirà la maglia numero 10.

Pineau, attualmente in fase di recupero dal grave infortunio al ginocchio di cui è rimasta vittima a Dicembre nella semifinale dei Mondiali brasiliani, era terminata al centro dei rumors di mercato dopo aver fatto sapere che non avrebbe più difeso i colori del Metz Handball, con i quali ha messo a segno 29 reti nella prima fase di Champions League 2011-12. Ma con i quali difficilmente avrebbe potuto aspirare a traguardi come il successo finale nel massimo torneo per club, invece pienamente nel mirino della compagine allenata da Radu Voina (coach tra l'altro in grado di parlare la lingua francese).

Il mistero della sua futura destinazione è stato svelato in una recente conferenza stampa a Parigi: 'mi hanno contattato numerosi club di primo piano, ma l'Oltchim è quello da cui ho ricevuto l'offerta migliore. Sarà un piacere far parte di una tale grande squadra, i cui obiettivi rimangono gli stessi anche nel lungo periodo, ed in ogni competizione a cui partecipa. Ho sempre considerato la mia nuova squadra tra le migliori in Europa ed il fatto di poter avere compagne talentuose ed un buon allenatore ha influito parecchio nella mia decisione. Inoltre il campionato in Romania è meno duro di quello francese, il che mi consentirà di prendere delle pause per far riposare il ginocchio. L'Oltchim ha tanti grandissimi tifosi, e voglio renderli felici. Devo ancora smaltire i postumi del terribile infortunio di Dicembre, ma vi posso assicurare che al 1° di Luglio, quando mi allenerò per la prima volta con le nuove compagne, sarò al 100% sia mentalmente che fisicamente'.

Alle parole dell'atleta di Charters hanno fatto eco quelle di Petre Berbecaru, presidente del sodalizio rumeno: 'all'Oltchim abbiamo sempre considerato Allison una grande giocatrice, e siamo contenti di annunciare che ha firmato per noi. Con questo nuovo acquisto confermiamo la nostra fame di vittorie e la serietà del nostro progetto. Si è trattato di un trasferimento da ovest ad est, non facile, ma alla fine divenuto realtà. Spero non rimanga l'unico'.

lunedì 7 marzo 2011

Champions Donne: 4° turno Main Round. Clamoroso in Romania!

No Neagu, No Party! Senza la sua giovane stella di prima grandezza, infortunata e fuori per un mese circa, l'Oltchim Râmnicu Vâlcea sprofonda in una sconfitta tanto inaspettata quanto fragorosa, che rischia di compromettere in netto anticipo il cammino delle vice-campionesse d'Europa verso il tanto agognato primo titolo continentale. A 'profanare' la Sala Sportilulor Traian, più o meno come aveva fatto il Györ nell'altra ormai ex inespugnabile fortezza (la Larvik Arena) nel turno precedente, è la 'matricola terribile' Itxako Reyno de Navarra, alla sua prima volta nel Main Round di Champions League, ma già in testa da sola al Gruppo I, e con molte possibilità di arrivare in semifinale, per quanto i giochi in questo raggruppamento restino tutto sommato aperti.

Le iberiche, con il pivot Begoña Fernández sugli scudi (sette reti all'attivo; prolifica invece Valentina Ardean-Elisei dall'altro lato) nonostante la ruvida marcatura cui è stata sottoposta, hanno sfoderato un'ottima prestazione, imponendosi per 25-22 al termine di un match in cui le scelte tattiche di Anja Andersen, che ha tenuto fuori il proprio pivot Ionela Stanca e spostato Adriana Nechita all'ala sinistra, hanno lasciato un po' perplessi tifosi e addetti ai lavori in campo rumeno.

A dispetto del punteggio favorevole alle padrone di casa (12-11) dopo trenta minuti, l'Itxako ha disputato un buon primo tempo, partendo con il piede giusto (subito avanti 4-1 nelle fasi iniziali, anche grazie alle parate di Silvia Navarro) e cedendo il comando solo negli istanti precedenti l'intervallo. Ma è di nuovo uscito alla grande nella ripresa quando, dopo una lunghissima fase equilibrata, segnata in particolare dalla buona prova delle difese, il contributo di Macarena Aguilar, combinato con un'esclusione della Pidpalova rivelatasi importante, ha dato nuova linfa alle ospiti, che sono scattate in avanti fino al più quattro negli ultimi cinque minuti della sfida.

Una forte accelerazione cui l'Oltchim, in affanno, non ha saputo rispondere adeguatamente, con effetti rispecchiati dal risultato finale, che a questo punto obbliga la squadra dell'Oltenia ad uscire indenne dalla bolgia della Morača di Podgorica dove, oltre al pubblico locale solitamente caldissimo, nel prossimo turno l'attenderà un Budučnost tanto in forma - dopo il colpo esterno di venerdì scorso a Lubiana - quanto desideroso di vendicare la sconfitta con il minimo scarto dell'andata. Alle navarre 'basterà' invece un successo interno ad Estella nella gara di Sabato prossimo contro il Krim sloveno, attualme fanalino di coda con due punti, per certificare uno storico passaggio alle semifinali.

Traguardo cui sono già approdate Audi ETO Györ e Larvik HK, chiudendo a tempo di record - con due turni d'anticipo - i giochi nel Gruppo II. Le ungheresi, reduci dalla grande impresa in terra di Norvegia, si impongono anche sul campo del Lipsia. Esito quasi scontato, vista la classifica delle loro avversarie (ancora ultime a quota zero) e soprattutto l'epidemia di influenza che ha colpito recentemente il Leipzig, riempiendone l'infermeria. Ed in effetti il successo delle ospiti, trascinate da un'immensa Anita Görbicz (dodici reti, ma anche alcuni assist all'attivo) e delle parate di Katalin Pálinger non è (quasi) mai stato in discussione; il 16-10 all'intervallo, con il Györ avanti sin dalle prime battute, è di per sé eloquente.

Va comunque dato atto alle padrone di casa di non avere mai gettato la spugna, e di aver combattuto nella ripresa fino a dimezzare lo scarto sul 17-20 (min. 42) ed arrivare poi anche sul meno due (20-22, min.49), con Katja Schülke a fare la sua parte tra i pali e la polacca Karolina Kudlacz, in rete una decina di volte, che non sembrava risentire dei postumi della passata influenza. E fino a quando un opportuno time-out chiesto da un irritato Csaba Konkoly ha restituito smalto alla propria squadra, che ha di nuovo allungato (24-20; 26-21) diventando stavolta irraggiungibile, e chiudendo il match sul 29-24.

Lo score conclusivo ha mandato dunque al prossimo turno anche il Larvik HK, che sabato si era riscattato dalla deludente prova della sfida precedente, sbancando la tana della Dinamo Volgograd, anch'essa afflitta da problemi influenzali negli ultimi tempi, e priva di pedine-chiave quali Anna Kochetova ed Olga Levina. Sfida diversa dal massacro dell'andata - in cui il Larvik aveva vinto con 21 reti di scarto (!!!) - ma comunque a senso unico fin dalle prime battute, con le scandinave già avanti di cinque alla pausa, e vincitrici per 32-23 alla sirena finale.

Decisivi per le norvegesi il rientro di Gro Hammerseng, assente due settimane prima (la mancanza della centrale-regista si era sentita eccome in fase offensiva...), e la grande prestazione del biondissimo terzino destro Linn Jørum Sulland, le cui bordate - alcune dai sette metri - sono finite una dozzina di volte nella rete avversaria. Bene pure la 'capocannoniera' di Champions League, Heidi Løke, con le sue otto meraviglie, e Nora Mørk con il suo pokerissimo di marcature, mentre Cecilie Leganger è tornata ai livelli abituali in porta. Tra le fila russe encomiabile la prova della diciannovenne Ksenia Milova, ma è troppo poco per una squadra pure 'tradita' da una Marina Lambevska stavolta non in giornata.

Gli ultimi due turni serviranno solo a decidere chi tra Györi ETO e Larvik HK vincerà il girone, e chi arriverà in semifinale da seconda classificata; probabilmente decisivo al riguardo lo scontro diretto del 20 Marzo in Ungheria.

Gruppo I - 4a Giornata: Risultati.
Krim Lubiana - Budučnost Podgorica 36-40 Dettagli
Oltchim Valcea - Itxako Estella 22-25 Dettagli
CLASSIFICA
1. Itxako Reyno De Navarra 6 301 108:103 (+5)
2. Budučnost Podgorica 4 202 118:117 (+1)
3. C.S. "Oltchim" Rm. Valcea 4 202 99:98 (+1)
4. RK Krim Mercator Lubiana 2 103 122:129 (-7)

Gruppo II - 4a Giornata: Risultati.
Dinamo Volgograd - Larvik HK 23:32 Dettagli
HC Leipzig - Györi Audi ETO 24:29 Dettagli
CLASSIFICA
1. Györi AUDI ETO KC 8 400 105:84 (+21)
2. Larvik HK 6 301 115:92 (+23)
3. Dinamo Volgograd 2 103 92:121 (-29)
4. HC Leipzig 0 004 90:105 (-15)

venerdì 14 gennaio 2011

Player of the Year 2010: vincono Filip Jícha e Cristina Neagu

Due 'prime volte' in un sol colpo: per la prima volta un giocatore di pallamano della Repubblica Ceca viene scelto come 'Giocatore dell'Anno' in ambito maschile, ed un'atleta rumena vince lo stesso premio tra le donne. Una giuria 'mista', composta da esperti, rappresentanti dei media internazionali e fans di questo sport di tutto il mondo (che hanno potuto votare su internet) ha infatti optato rispettivamente per i terzini sinistri Filip Jícha tra gli uomini e Cristina Neagu, già eletta 'Rookie of the Year' la passata stagione, in campo femminile.

Un riconoscimento che va a due campioni (le cui fotografie si trovano più in basso nella pagina, cliccare per ingrandire) di provata qualità: il boemo bocca di fuoco del THW Kiel pigliatutto, campionissimo di Germania ed Europa, e la giovane stella (appena 22 anni) di Bucarest che, pur non vincendo nulla a livello di squadra in ambito internazionale, è risultata decisiva nel portare l'Oltchim Vâlcea in finale di Champions League, e la Romania femminile ad uno storico bronzo europeo, in una rassegna continentale per nazioni di cui è stata pure massima realizzatrice. Jícha è terminato ai vertici di una classifica che sancisce il dominio di giocatori (attuali, ed ex come Karabatic) del Kiel, con due fuoriclasse francesi sul podio, mentre la Neagu ha sconfitto di misura due talentuosissime rivali che avrebbero forse meritato il premio almeno quanto lei, ma purtroppo per la 'saracinesca' norvegese Katrine Lunde-Haraldsen, e per la 'regina del Montenegro' Bojana Popović, la vincitrice può essere soltanto una.

Il presidente dell'International Handball Federation, l'egiziano Hassan Moustafa, ha annunciato i risultati in occasione della conferenza stampa di apertura dei Mondiali maschili 2011, tenutasi giovedì a Gotebörg. I rispettivi premi verranno consegnati ai due vincitori durante il week-end conclusivo dei Mondiali (29-30 Gennaio) in quel di Malmö.

I risultati finali del voto per l'IHF Player of the Year 2010 sono stati i seguenti:


IHF PLAYER OF THE YEAR 2010 - UOMINI:
1. Filip Jícha (Repubblica Ceca, 31%)
2. Nikola Karabatic (Francia, 28%)
3. Thierry Omeyer (Francia,17%)
4. Igor Vori (Croazia, 14%)
5. Arpad Sterbik (Spagna, 10 %)


IHF PLAYER OF THE YEAR 2010 - DONNE:
1. Cristina Neagu (Romania, 25%)
2. Katrine Lunde-Haraldsen (Norvegia, 23%)
3. Bojana Popović (Montenegro, 19%)
4. Grit Jurack (Germania, 17%)
5. Liudmila Postnova (Russia, 16%)

domenica 19 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: La squadra ideale del torneo

La squadra ideale dei Campionati Europei Femminili di pallamano 2010, scelta ed annunciata prima della finalissima. Sorprende l'assenza di Bojana Popovic, ma fino a un certo punto, visto che a farle concorrenza nel suo ruolo di terzino sinistro c'era una certa Neagu ... Linnea Torstenson è in pratica sparita dal campo nel secondo tempo della finalissima, ma questo poco conta a livello personale: la svedese è stata scelta come miglior giocatrice del torneo.

Linnea Torstenson, MVP degli Europei 2010.
(Cliccare per ingrandire).

* PORTIERE: HARALDSEN, Katrine Lunde (Norvegia)
* ALA SINISTRA: AUGUSTESEN, Mie (Danimarca)
* TERZINO SINISTRO: NEAGU, Cristina Georgiana (Romania)
* CENTRALE: HAMMERSENG, Gro (Norvegia)
* PIVOT: LOKE, Heidi (Norvegia)
* TERZINO DESTRO: PENA, Nerea (Spagna)
* ALA DESTRA: KVIESGAARD, Maibritt (Danimarca)

* MIGLIOR DIFENSORE: WIBERG Johanna (Svezia)
* MVP TORNEO: TORSTENSON Linnea (Svezia)

EHF Europei Femminili: Danimarca KO e delusa, il bronzo va alla Romania

La Romania vince la sfida delle deluse e conquista una graditissima medaglia di bronzo, fermando la rincorsa della Danimarca ad un ritorno sul podio continentale, e ridimensionando il cammino inizialmente trionfale delle padrone di casa. Radu Voina dà un senso positivo alla sua campagna europea in una partita poco spettacolare, come suggerito dallo score finale (16-15, primo tempo 9-7), ma piuttosto intensa. Equilibrio ed alternanza al comando caratterizzano i primi venti minuti, poi le rumene, con Cristina Neagu come al solito al timone, prendono un margine di vantaggio, risicato, che però si tengono fino al termine.

Nonostante Talida Tolnai dia l'ennesima dimostrazione della sua bravura, sbarrando la strada ad oltre metà dei tiri avversari, le danesi provano a rientrare e, pur rimanendo attaccate come una cozza alle rivali per tutto il secondo tempo, falliscono sempre l'aggancio. Compreso quando, a mezzo minuto dalla fine, le mani magiche della Tolnai respingono l'ultimo assalto di Rikke Skov, e le speranze dei tifosi della Messecenter Arena, oggi un po' sotto tono, svaniscono. Le rumene mantengono palla fino alla sirena, per poi esplodere in un pianto che questa volta è di gioia. La sconfitta della prima fase è vendicata, ora si può tornare a Bucarest con una medaglia che, pur non cancellando il rammarico per un risultato migliore che era assolutamente alla sua portata, si spera rappresenti l'inizio di una scalata che porti la 'tricolore' dal gradino più basso del podio a quello più alto, così ambito da diversi anni e mai ancora raggiunto.

La Danimarca, in cui stavolta brillano Ann Grete Nørgaard, Rikke Skov ed il portiere Karin Mortensen, ma deludono nuovamente Camilla Dalby e Trine Troelsen, dopo essersi svegliata bruscamente dai suoi sogni d'oro scopre che anche l'Età del Bronzo rimane lontana, e che le cose, a conti fatti, non sono andate poi così meglio di quanto ci si augurasse ad inizio torneo. Anzi, tutt'altro. Con le talentuose 'ragazze dell'88/89' sempre più importanti nell'economia della squadra, però, la Danimarca appare destinata a completare in futuro il suo ritorno tra le primissime squadre d'Europa. Sul quando rimangono ancora dubbi ...

E ADESSO SPAZIO ALLA FINALISSIMA: NORVEGIA E SVEZIA VANNO IN CAMPO TRA POCO A CONTENDERSI IL TITOLO.

sabato 18 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Svezia da urlo: batte Romania e pronostici e va in finale !!

Clamoroso al Cibali! Anzi, alla Messecenter Arena. In un incontro colmo di errori e poco spettacolare, ma avvincente fino agli ultimi istanti, la Svezia delle meraviglie abbatte la favoritissima (nel match) Romania e si guadagna l'accesso alla finale per il titolo europeo.

25-23 il risultato che fa urlare di gioia le scandinave, trascinate dalla solita Linnea Torstenson (NOVE goal questa volta per il terzino destro del FC Midtjylland) e da una eccellente fase difensiva, capace di neutralizzare spesso la manovra avversaria, ed avanti tanto all'intervallo (14-13) quanto in buona parte della ripresa. Il 4-1 di apertura delle vichinghe è un segnale preciso lanciato chiunque credesse ad una più o meno facile vittoria della Romania; ma pur essendo tutt'altro che travolgente la squadra dell'est-Europa (grazie a Neagu, Stanca, Manea e Fiera) riesce a raddrizzare la situazione e persino a mettere la testa avanti su un doppio più due. Dovrà però subire il ritorno avversario in chiusura di tempo.

Dinamiche di punteggio simili nella ripresa: la Svezia parte subito forte, prova a scappare di nuovo - complice qualche penalità rifilata alle rumene - e va sul più tre con Linnea sugli scudi. Ma il suo contropiede povero, lontano anni luce da quello micidiale delle 'cugine' norvegesi, non riesce a dare la mazzata finale alle avversarie ed a punirle abbastanza per i loro errori. Mentre dall'altra parte Talida Tolnai estrae dal cilindro una nuova prestazione magica e tiene la Romania a galla con le sue parate; tanto che, quanto Adriana Nechita battezza un paio di volte la porta di Cecilia Grubbström (comunque brava con il suo 41% tra i pali) si pensa che, a dispetto di una prestazione tutt'altro che superlativa, la Romania sia in grado di portarsi a casa il passaggio in finale.

La verità è meno dolce per la Tolnai: errore dopo errore in attacco, una palla buttata al vento dopo l'altra, la Romania si smarrisce al momento decisivo, vanificando l'operato del suo estremo difensore, e la Torstenson (con l'ausilio della 'Toulon connection': Therese Helgesson e Tina Flogman, ed ancora di una fase difensiva scandinava sempre attenta ed ordinata) la punisce definitivamente. Né l'ottimo (secondo) portiere di Oltchim e nazionale, né la Neagu (nonostante le sue sette reti, quattro su rigore, è risultata meno incisiva del solito) né la mezza dozzina di goal del pivot Ionela Stanca riescono ad evitare il nuovo fallimento di una Romania troppo pasticciona e confusionaria, la cui fragilità in tornei di altissimo livello, a dispetto di rose di elevata qualità, sta diventando ormai cronica ...

Ed ora le sorprendenti svedesi aspettano la loro sfidante, che sarà di sicuro un'altra scandinava, in quanto la seconda semifinale è tra Danimarca e Norvegia.

venerdì 17 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Statistiche individuali dopo la 2a Fase

Alcune statistiche, aggiornate al termine della seconda fase, che aiutano a capire meglio chi sta emergendo a livello individuale in mezzo a reti, assist, tiri avversari bloccati e palloni recuperati. E che, portieri esclusi, portano alla ribalta in particolare quattro o cinque nomi. Bojana Popović, semplicemente la migliore realizzatrice del torneo (e scusate se è poco), ed inoltre locomotiva che ha trainato il Montenegro fino alla sfida pr il quinto posto. Cristina Neagu, punto di riferimento dell'attacco di Romania con il suo micidiale cocktail di reti ed assist. La più che completa Linnea Torstenson, ovvero (assieme ad Isabelle Gulldén) uno dei 'segreti' dietro la sorprendente conquista delle semifinali da parte della rivelazione Svezia: segna, fornisce assist e sa pure difendere bene. E poi c'è quella specie di re Mida dell'handball chiamata Heidi Løke: trenta goal all'attivo nelle cinque partite giocate, e - questo fa davvero impressione - su appena tretaquattro tentativi (per giunta senza passare per la scorciatoia dei sette metri), dimostrano che genere di arma letale sia il pivot norvegese, capace di trasformare (quasi) ogni occasione capitatale in un goal. La nazionale di Oslo e dintorni può anche contare sulla veterana di mille battaglie Tonje Larsen, regina assoluta delle difese. Nel disastro ungherese, si salva Zita Szucsanszki, che meriterebbe anche una menzione nella classifica dei cognomi più complicati dell'intero torneo.

Statistiche maggiormente dettagliate sono disponibili al seguente URL:

http://www.sportresult.com/sports/hb/hbem10w/PDF/TOPPL.pdf (cliccare sul link per accedervi)

Ed ecco le Top 10 delle varie categorie.

Top Scorers
1 POPOVIC Bojana MNE 41 reti (9 rig.)
2 NEAGU Cristina Georgiana ROM 40 (11 rig.)
3 TORSTENSON Linnea SVE 36 (8 rig.)
3 VISSER Maura NED 36 (22 rig.)
5 SZUCSANSZKI Zita UNG 34 (12 rig.)
6 PENEZIC Andrea CRO 31 (3 rig.)
7 LOKE Heidi NOR 30 5
8 JOVANOVIC Marija MNE 28 (3 rig.)
9 FRANIC Kristina CRO 27 (14 rig.)
9 PIDPALOVA Anastasiia UCR 27 (11 rig.)

Assist
1 NEAGU Cristina Georgiana ROM 29
2 GULLDÉN Isabelle SVE 27
3 TORSTENSON Linnea SVE 23
4 VISSER Maura NED 20
5 HAMMERSENG Gro NOR 18
5 POPOVIC Bojana MNE 18
7 TROELSEN Trine DAN 17
7 van der WISSEL Pearl NED 17
9 LARSEN Tonje NOR 16
10 MANGUE Marta SPA 15
10 PIDPALOVA Anastasiia UCR 15

Goal + Assist
1 NEAGU Cristina Georgiana ROM 69 (40+29)
2 POPOVIC Bojana MNE 59 (41+18)
2 TORSTENSON Linnea SVE 59 (36+23)
4 VISSER Maura NED 56 (36+20)
5 GULLDÉN Isabelle SVE 53 (26+27)
6 SZUCSANSZKI Zita UNG 48 (34+14)
7 PENEZIC Andrea CRO 44 (31+13)
8 PIDPALOVA Anastasiia UCR 42 (27+15)
9 FRANIC Kristina CRO 37 (27+10)
9 HORVAT Lidija CRO 37 (23+14)

Migliori Difensori
1 LARSEN Tonje NOR (7 palle bloccate + 8 recuperate) 15
2 PENEZIC Andrea CRO (11+3) 14
2 TORSTENSON Linnea SVE (7+7) 14
4 VISSER Maura NED (5+7) 12 6
5 FRAFJORD Marit Malm NOR (4+7) 11
5 GULLDÉN Isabelle SVE (5+6) 11
5 KUZNETCOVA Polina RUS (11+0) 11
8 BRADEANU Aurelia ROM (7+3) 10
8 MELGAARD Mette DAN (1+9) 10
8 RADICEVIC Jovanka MNE (2+8) 10

giovedì 16 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Russia - Romania 35-20

La Romania con la testa già alla semifinale di sabato prossimo contro la Svezia, e con la Neagu in campo solo il tempo di tirare quattro rigori e segnarne tre (ai due pivot Stanca e Manea non viene concesso neppure un secondo di gioco) viene massacrata nel punteggio dalla Russia, in un match per loro comunque ininfluente.

Rumene in pratica mai in partita dopo il vantaggio iniziale, l'unico per loro nell'arco dei sessanta minuti, conseguito dalla Geiger, miglior realizzatrice delle sue con una mezza dozzina di reti all'attivo. Tanto che la prima parte si conclude su un 19-10 che dice abbastanza. Russe trascinate dal giovane talento Anna Sen (classe 1991), e da Olga Levina scatenata soprattutto negli ultimi minuti, alla loro miglior prestazione - almeno dal punto di vista strettamente numerico - del torneo, ed ora in attesa delle due altre partite per sapere se conquisteranno il diritto a disputare la finalina per il quinto posto. Necessarie al riguardo una vittoria della Croazia ed una sconfitta del Montenegro ...

mercoledì 15 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Main Round – Gruppo 1. Seconda Giornata

Fumata bianca ad Herning: habemus semifinalistas!. La triplice sfida in programma in Danimarca emette i suoi verdetti definitivi: saranno la Danimarca e la Romania ad andare alla 'Final Four' del prossimo fine settimana (che avrà luogo proprio li, al Messecenter, di fronte ad oltre dodicimila spettatori). Più o meno lo stesso numero di fans andati in visibilio dopo l'ennesima camminata trionfale della 'Banda Pytlick'. La nazionale di casa abbatte senza troppi scrupoli anche l'ostacolo Croazia e, con la vittoria numero cinque in altrettanti incontri, si assicura matematicamente il passaggio alla fase seguente come prima classificata del Gruppo I del Main Round.

All'inizio le croate sembrano non farsi impressionare dalla caldissima atmosfera dell'Arena, ma le illusioni balcaniche durano poco tempo: giusto quanto le scandinave hanno bisogno per ribaltare il 2-4 iniziale (frutto dell'efficiente 5-1 messa in campo all'inizio da Vladimir Canjuga) e volare sulle 'ali' di Maibritt Kviesgaard e Mie Augustesen, che infatti sono l'ala destra e sinistra della landshold e dalle rispettive zone di competenza nel campo puniscono gli errori croati, costringendo l'allenatore delle slave a rifugiarsi nel primo time-out. Senza molti risultati però, visto che quando sale in cattedra un altro asso nella manica di Jan Pytlick, ovvero Camilla Dalby, con le sue quattro reti in cinque minuti che sigillano il primo tempo (chiuso su un eloquente 16-10), per le croate è notte fonda.

La cui alba non si vede nemmeno tornando dagli spogliatoi: anche nel secondo tempo le malcapitate Andrea Penezic (solo tre reti oggi per lei ) e compagnia non riescono a penetrare il muro difensivo locale, costruito soprattutto dalle esperte Mette Melgaard e Rikke Skov. E quando ci riescono, spesso e volentieri è Karin Mortensen, ancora regina della porta, a toglier loro qualsiasi speranza. In compenso dall'altra parte è il turno della bionda ventiduenne Susan Thorsgaard e di Ann Grete Nørgaard, che mettono la loro parte di palloni alle spalle della povera Jelena Grubisic. Si va sul 24-16, anche se poi la Penezic e Lidija Horvat 'riaprono' (si fa per dire) il match portando la Croazia a meno sei ad una dozzina di minuti dalla sirena.

Ma la partita, per le 'ospiti', finisce qui. Difesa a portiere chiudono definitivamente la via della rete scandinava, mentre la Danimarca piazza un micidiale 7-0 che assicura un trionfo dalle dimensioni imbarazzanti. Inutile la perla all'ultimo secondo della giovane Dina Havic, lo score finale (31-19) è impietoso verso la Croazia, ma dice molto sulle potenzialità di una squadra che continua a far sognare una nazione. Magari sognare quella medaglia d'oro che fino a pochissimo tempo fa era considerata tabù'.

Attenzione però alla Romania, che vince lo spareggio contro il Montenegro e va diritta in semifinale con un turno d'anticipo. Non è stata una passeggiata per le rumene, brave a disinnescare parzialmente la miccia Popovic (sette goal sono tanti, ma su tredici tentativi, quindi la partita non è stata un monologo della marcatissima fuoriclasse del Viborg ...) in difesa, però talvolta erratiche ed in difficoltà in fase offensiva. Primo tempo a corrente alternata, con il Montenegro che sembra scappare portandosi dal 4-6 a 9-6, con le sole bordate della solita, immensa Cristina Neagu a mantenere la Romania a galla. Poi, quando la nuova entrata Geiger ed il pivot Manea (chissà perché mandata in campo all'inizio al posto di Ionela Stanca) cominciano a produrre qualcosa, la Romania ribalta la situazione e chiude il tempo sul 13-12.

Come nella sfida precedente contro la Croazia, il ritorno in campo mette le ali alla squadra di Voina. Che con l'aiuto di una meravigliosa Talida Tolnai, sostituto più che all'altezza dell'infortunato portiere Paula Ungureanu, volano sul 19-13 dopo un quarto d'ora nel quale solo la Popovic (e solo una volta) trova la rete per il Montenegro. Poi la Romania cala d'intensità, ed un successo che pareva ormai acquisito ritorna in dubbio. Piano piano il combattivo Montenegro rientra, fino a far sentire il fiato sul collo alle avversarie.

Ma tra la Tolnai, qualche palo amico, qualche errore di troppo negli attacchi di un rivale spesso impacciato in contropiede, e due fondamentali reti della Neagu, unite al contributo della Stanca adesso finalmente parte del gioco, la 'tricolore' di Bucarest riesce a mantenere il suo vantaggio fino alla sirena, a portare a casa (vincendo 23-21) i due punti, e soprattutto, finalmente, a guadagnarsi l'invito per entrare nel club delle migliori quattro squadre d'Europa. Marija Jovanovic (troppo imprecisa, solo 5 reti su 16 tentativi), la Popovic e le altre montenegrine escono a testa alta, ma per il piccolo e combattivo paese adriatico, penalizzato dalla assenze delle insostituibili Katarina Bulatovic e Ana Djokic molto più di quanto la sua serie di infortuni abbia danneggiato la Romania (che ha un maggiore serbatoio di talenti da cui attingere per far fronte ad emergenze del genere) l'unico premio rimasto è la finale per il 5° posto.

Per assicurarsi matematicamente il passaggio del turno, la Romania aveva bisogno di un favore dalla Spagna, che doveva fermare la Russia, prossimo rivale delle rumene ed ancora potenzialmente pericoloso. E Spagna fu: le iberiche, 'bestia nera' della Romania nel 2008 e 2009, si fanno 'perdonare' tirando fuori dal cilindro - proprio quando sono ormai eliminate - la loro miglior prestazione di questi campionati. Russe surclassate in un inizio da incubo, che le vede vittime di un incredibile 0-8 dopo alcuni minuti. Neppure un time-out chiesto dal prevedibilmente arrabbiato Evgueny Trefilov cambia le cose. La Seleccion, con Begoña Fernández finalmente in campo, e si vede, gioca con efficacia e rapidità e arriva al 26° minuto sul 15-8, toccando anche il massimo vantaggio sul 13-5; si lascia andare solo nel finale di tempo, quando con le reti della Kuznetcova ed un reparto difensivo finalmente degno di questo nome la Russia, approfittando di una superiorità numerica riporta lo score su un meno umiliante 15-12 della pausa.

Purtroppo per loro, la rimonta sarà incompiuta: complice una stratosferica Silvia Navarro (venti parate, 48% tra i pali) non solo le russe si dimostrano incapaci di annullare il gap, ma finiscono addirittura per subire un nuovo parziale, tanto da finire a meno nove (18-27), e concludere sul 22-30 una partita che estromette le pluri-campionesse del Mondo (ultima edizione compresa) dal podio di un grande evento internazionale per la prima volta dal 2004. 'La Russia si trova nella posizione che si merita' ha detto coach Trefilov dopo il match. Non sappiamo cosa intendesse di preciso, ma possiamo immaginare che non sarà molto piacevole per le sue atlete avere a che fare in queste ore con il burbero Yevgeni Vasiliyevich.

lunedì 13 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: la Romania vince l'incontro, e perde il portiere


La Romania, trascinata dalla solita Cristina Neagu (7 reti nel match, e già 100 incontri internazionali ad appena 22 anni) e da Oana Manea, supera agevolmente l'ostacolo croato, soffrendo solo in parte del primo tempo, terminato avanti per 14-12, per poi far tesoro della loro maggiore esperienza e qualità e dilagare fino al 31-22 del minuto sessanta. A poco serve la prova coriacea delle varie Kristina Franić, Lidija Horvat e Andrea Penezić, efficaci in particolare nella prima metà dell'incontro.

Però la Romania aggiunge un nuovo elemento di peso ad un'infermeria già abbastanza affollata: le urla di dolore del portiere Paula Ungureanu , che si infortuna gravemente nella ripresa, cadendo male dopo un salto nel tentativo di stoppare un'azione avversaria, e vede in pratica conclusa la propria avventura europea, rovinano la festa a Radu Voina ed alla sua compagine. La bionda atleta dell'Oltchim non aveva nemmeno la forza di sorridere a fine partita ...

domenica 12 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Risultati, dettagli e statistiche di Sabato 11 Dicembre

Ultima giornata della prima fase nei due nei gironi danesi (A e B). Al Gigantium di Aalborg la Danimarca chiude a punteggio pieno dopo aver sconfitto anche la Spagna. Primo tempo favorevole alle scandinave, che basano il più tre dell'intervallo su una difesa efficace e sulle parate di Karin Mortensen. Reazione spagnola nella seconda metà di gara: le iberiche arrivano al pareggio sul 15-15, ma poi si devono inchinare allo scatto delle padrone di casa nell'ultimo quarto di gioco. Facile vittoria della Romania che ne segna addirittura quaranta alla malcapitata Serbia. Nè il furioso inizio delle avversarie, nè l'infortunio della Varzaru dopo pochi minuti fermano le rumene, che ribaltano presto la situazione a vanno in fuga con un parziale di 6-0 che le porta sul 13-7 ad un terzo di gara. Più sei per Neagu (top scorer della sua squadra) e compagne anche all'intervallo, ma il divario cresce ulteriormente nella ripresa.

Con la Russia che fa il suo dovere piegando, in maniera assai prevedibile, una comunque coriacea Islanda (pratica sistemata già nel primo tempo sotto la spinta delle reti delle Kochetova), tutta l'attenzione del Gruppo B (con sede ad Aarhus) è concentrata sul derby balcanico tra Croazia e Montenegro.

Una battaglia equilibrata ed avvincente che le croate riescono ad aggiudicarsi con il minimo scarto. Compagini piuttosto dure in difesa, mentre in attacco alternano le prodezze di Marija Jovanovic da una parte e della coppia Andrea Penezic-Lidija Horvat dall'altra a reciproci errori. L'aggressività difensiva delle montenegrine costa loro ben sei sopsensioni nel primo tempo, che aiutano la Croazia a tornare negli spogliatoi sul 13-12. Penezic e Horvat aumentano il gap a favore della propria squadra nella ripresa, e neppure le modifiche difensive ed i cambi di portiere attuati da Goran Adzic sembrano in grado di cambiare la situazione. Fino a quando non appare Bojana Popovic, ispiratrice di un tentativo di rimonta sul modello di quanto fatto contro la Russia quattro giorni prima. Il Montenegro ci va vicino, ma alla fine, questa volta, la rimonta risulta incompiuta. La Croazia vince e regala alla Russia la vittoria nel girone. Di fatto vittoria simbolica, perchè tutte e tre le squadre inizieranno il turno successivo a quota due punti.

Girone A (Aalborg, Danimarca): Risultati 3a Giornata
Spagna - Danimarca 19-22 (9-12) statistiche
Romania - Serbia 40-28 (20-14) statistiche

Girone A - Risultati completi e Classifica finale
Cliccare per ingrandire


Girone B (Aarhus, Danimarca): Risultati 3a Giornata
Croazia - Montenegro 29-28 (13-12) statistiche
Russia - Islanda 30-21 (16-9) statistiche

Girone B - Risultati completi e Classifica finale
Cliccare per ingrandire

giovedì 2 dicembre 2010

Amichevoli pre-europei. Rivincita della Romania in Germania

Nel giorno della sua festa nazionale, la Romania ... fa la festa alla Germania, battendo le tedesche di misura (31-30) nella seconda amichevole disputata (di fronte a 1384 spettatori) nel giro di 24 ore, e vendicando la sconfitta subita in precedenza.

Hildesheim non è Salzgitter, e le ragazze doi coach Voina offrono una prestazione migliore. Oana Manea e Ionela Stanca fanno la loro parte, ma la top scorer rumena questa volta è il terzino centrale Roxana Han. Romania avanti per 17-16 all'intervallo, dopo aver toccato il più quattro sul 14-10; le padrone di casa ribaltano la situazione (18-17) in apertura di ripresa grazie a Nina Wörz e Susann Mueller, ma l'equilibrio continua fino a quando la mano sinistra di Melinda Geiger trova la rete della vittoria rumena a 37 secondi dal termine.

Grit Jurack, ancora lontano dal massimo della forma, per lo meno in nazionale, va a segno appena due volte, ed entrambe su rigore (anche se la 'regina dei sette metri' risulta Cristina Varzaru, sua compagna di club al Viborg). Buona prova di Nina Wörz, in rete otto volte, e non male neppure la Mietzner top scorer dell'incontro precedente, nella fila della Germania, il cui allenatore Rainer Osmann si dice comunque soddisfatto dall'incontro. In campo rumeno cinque goal rappresentano un bottino più che onorevole per Cristina Neagu, stella dell'Oltchim e della nazionale di Bucarest, ma soprattutto una delle candidate al titolo di 'Giocatrice dell'anno IHF'. Soddisfatta anche Luminita Dinu, ex grande giocatrice ed ora trainer dei portieri della Romania.

I maggiori problemi, per coach Voina e le sue ragazze, adesso vengono dal maltempo, che questa mattina ha impedito alla squadra di decollare alla volta della madrepatria.

Germania - Romania 30:31 (16:17)
Germania: Englert, Schuelke, Woltering; Haerdter, Small (4), Jurack (2 / 2 rig.), Long, Mietzner (4), Wörz (8), Bülau (1), Lörper (2), Augsburg (3), Judge (1), Steinbach (3), Mueller (2)
Romania: Ungureanu, Tolnai; Soit, Chintoan (2), Han (6), Nechita, Neagu (5), Stanca (1), Manea (3), Moldovan, Ardean Elisei (1), Fiera (1), Varzaru ( 6 / 5 rig.), Tividar, Paraschiv (1), Bradeanu (2), Geiger (3)
Arbitri: Gjeding / Hansen (Danimarca).
Penalità: Germania 2x2 (Haerdter, Klein). Romania 2x2 (Moldovan, Varzaru).

Parziali (e minuti): 0:2 (4), 3-3 (5), 5-4 (7), 7:9 (15), 8:11 (21), 10:14 (24), 15:16 (29), 16:17 (fine pt) 18:17 (32), 18:19 (34), 20:23 (40), 24:24 (44), 26:26 (48), 26:28 (52), 28:30 (57), 30:30 (59), 30:31 (finale).

sabato 9 ottobre 2010

Ultim'ora. Champions Femminile - Oltchim steso dal Randers.

La Champions League Femminile 2010/11 inizia con il botto. 'Colpa' delle danesi del Randers HK, che confermano quanto di buono fatto vedere sia nell'ultima fase della scorsa stagione (trionfo in EHF Cup e conquista di un posto nella finale del loro campionato) che nel turno preliminare della Champions attuale, ed impartiscono una pesante lezione all'Oltchim Valcea vicecampione d'Europa, sconfiggendolo per 27-23 (primo tempo 14-12).

Partita di fatto sempre sotto controllo da parte delle scandinave, che arrivano fino al 14-7 nella frazione inaugurale, per poi subire il ritorno delle romene appena prima di tornare negli spogliatoi. Ma la rimonta sperata dall'Oltchim resta incompiuta; sono invece le padrone di casa ad aumentare di nuovo il divario fino al +7, parzialmente ridotto nel finale. Bene Camilla Dalby (e non solo lei) nelle fila del Randers, mentre alcune buone parate della Ungureanu non sono sufficienti all'Oltchim. che dimostra ancora una volta la sua dipendenza dalla miglior versione di Cristina Neagu. Quando ciò viene a mancare, per le romene cominciano i problemi.

sabato 25 settembre 2010

World Cup Donne: Romania e Norvegia in finale.

Cambiano i numeri sul calendario, ma la musica rimane la stessa: proprio come 12 mesi fa Romania e Norvegia si ritrovano nella finale della GF World Cup femminile, in corso di svolgimento ad Aarhus (Danimarca).

Le ragazze di Radu Voina hanno infatti sconfitto la Francia per 23-21 nella prima semifinale disputata sabato. Neagu e compagne sembravano aver già chiuso i giochi dopo un grandissimo primo tempo, dominato dal 6-0 iniziale (le Bleues hanno dovuto aspettare oltre una decina di minuti per mettere a segno la loro prima rete) fino al 15-7 dell'intervallo.

Nella ripresa, però, la reazione delle transalpine, trascinate da Claudine Mendy e dalle prodezze fra i pali di Cléopatre Darleux, ha portato Pineau e socie ad avere la palla del pareggio per ben due volte, rispettivamente sul 17-16 e sul 21-20. Putroppo per loro, alle francesi è mancata la freddezza necessaria nei momenti-chiave, ed un rigore di Cristina Neagu (otto marcature è il bottino odierno della stella della nazionale di Bucarest) seguito da una rete dai sei metri di Oana Manea (a segno una mezza dozzina di volte in tutto) hanno definitivamente sancito la vittoria delle romene, che ora aspettano la vincente del derby tutto scandinavo tra Norvegia e Danimarca.

E la vincente di questa partita si chiama Norvegia. Gro Hammerseng e compagnia si sono imposte in un incontro dall'andamento molto simile al precedente. Come le romene, infatti, le norvegesi hanno chiuso il primo tempo con un vantaggio importante (15-9 in questo caso), ma poi si sono praticamente scordate di entrare in campo a inizio ripresa. La confusa manovra norvegese (con Anja Edin protagonista negativa in tal senso), combinata ad una efficace ed aggressiva difesa delle avversarie, ha consentito alle ragazze di Jan Pytlick, la cui porta è rimasta 'illibata' per una decina di minuti, di rientrare in partita ed avere per ben due volte (sul 14-15 e 17-18) la possibilità di impattare.

Ma proprio come capitato alle francesi, la rimonta della Danimarca è risultata incompleta (complice qualche buona parata di Kathrine Lunde Haraldsen), e le bordate di Ida Alstad, combinate ai numeri del pivot Heidi Løke - come (quasi) sempre una spina nel fianco delle retroguardie rivali - le hanno punite. Anche l'intensità difensiva delle padrone di casa è calata alla distanza, con risultati non certo lusinghieri per loro. Alla fine la 'debuttante' norvegese Nora Mørk è riuscita a completare il suo poker di reti nel match e sigillare la vittoria di una squadra sicuramente talentuosa, seppur non in grado di sciogliere tutti i dubbi.

La Danimarca continua la sua serie nera contro le 'cugine', ma potrà rifarsi nella finalina di domani contro la Francia. Per quanto riguarda la finalissima, Romania e Norvegia si affrontano per la terza volta in dodici mesi ad Aarhus. Curiosamente, entrambi gli incontri più recenti (finale del 2009 e partita inaugurale di Martedì scorso) hanno visto le balcaniche imporsi con il minimo scarto, e con la Norvegia a sprecare l'occasione per il pareggio negli ultimi secondi. Ma sia i precedenti che la qualità delle due squadre, ed una certa irregolarità dimostrata da entrambe lungo parte dell'attuale torneo, rendono un pronostico per la vittoria finale alquanto difficile.

** Romania - Francia 23-21 (15-7)

Romania: Cristina Neagu 8, Oana Manea 6, Carmen Amariei 3, Aurelia Bradeanu 2, Valentina Elisei 2, Magdalena Paraschiv 1, Ada Moldovan 1.

** Danimarca - Norvegia 19-24 (9-15)

Norvegia: Kari Aalvik Grimsbø, Katrine Lunde Haraldsen, - Mari Molid, Ida Alstad 5, Heidi Løke 4, Tonje Nøstvold 5 (4), Karoline Dyhre-Breivang, Gro Hammerseng, Kari-Mette Johansen 1, Marit Malm Frafjord 2, Tine Kristiansen, Linn Sulland, Linn-Kristin Riegelhuth 1, Nora Mørk 4, Anja Edin 1, Camilla Herrem 1.
Danimarca: Karin Mortensen, Christina Pedersen, - Mette Melgaard, Maibritt Kviesgaard 3, Susan Thorsgaard 1, Mie Augustesen 4, Anna Sophie Okkels, Louise Lyksborg, Camilla Dalby, Christina Krogshede, Gitte Aaen 1, Kamilla Kristensen 1, Line Jørgensen 1, Kristina Kristiansen 5 (4), Trine Troelsen 2 og Berit Kristensen 1.

Penalità: Norvegia 2, Danimarca 3.
7 metri: Norvegia 4/5, Danimarca 4/5.

venerdì 24 settembre 2010

Donne: World Cup. Il Punto della Situazione.

Mentre parecchi dei migliori giocatori del mondo sono impegnati nel primo turno di Champions League, a livello femminile le stelle non stanno certo a guardare, e si sfidano sul campo di Aarhus, città dello Jutland danese annualmente (ed attualmente) sede della World Cup di pallamano, torneo in cui si affrontano otto delle nazionali più forti del pianeta.

L'edizione 2010 ha luogo da Martedì 21 Settembre a Domenica 26 Settembre, e vede come protagoniste le nazionali di Russia, Svezia, Romania, Norvegia, Francia, Germania ed Ungheria, oltre ovviamente alla Danimarca padrona di casa.

La prima fase (due gironi di quattro squadre ciascuno) si è conclusa ieri, con Romania e Danimarca vincitrici dei rispettivi raggruppamenti. Cristina Neagu - che ancora una volta ha dimostrato il suo talento nel bucare le difese avversarie - e socie hanno battuto in rimonta la Norvegia 'sperimentale' di Thorir Hergeirsson nella partita inaugurale, poi maramaldeggiato su una Russia ben lontana da quella vincitrice dei Mondiali in Cina nemmeno un anno fa, ed infine conquistato contro la Svezia il punto di cui aveva bisogno per terminare in testa al suo girone.

D'altro canto la Danimarca di Jan Pytlick e delle giovani Mie Augustesen e Camilla Dalby ha ben figurato nelle partite contro Francia e Ungheria - vinte pur senza dominare - e si è 'lasciata andare' nell'ultima sfida contro la Germania, subendo una pesante sconfitta che però non ha impedito alle scandinave di conquistare il primato nel gruppo, grazie alla vittoria nel confronto diretto contro le Francesi. Alle transalpine, dunque, verrà riservata una semifinale contro la Romania vincitrice del trofeo lo scorso anno, e con le carte - e le giocatrici - in regola per bissare il successo.

L'altro incontro di Sabato non sarà altro che l'ennesimo 'derby vichingo' tra la regolare (almeno nei primi due match) Danimarca e la folle (capace di gettare alle ortiche il match con la Romania dopo avere dominato il primo tempo, e di fare esattamente il contrario contro la Russia) Norvegia, con le prime assetate di rivincita dopo le sconfitte subite dalle 'cugine nordiche' nelle ultime due edizioni della World Cup, e le seconde in cerca di un equilibrio tra le 'vecchie glorie' come Gro Hammerseng (di ritorno in nazionale quest'estate dopo un'assenza biennale) e le ragazzine terribili della (ormai ex) squadra juniores che ha dominato Mondiali ed Europei di categoria negli ultimi 15 mesi, e che ora vede ben quattro sue rappresentanti fare il loro debutto 'in società', nella pallamano al massimo livello. Tra loro la più famosa è certamente Nora Mørk, ma quella che ha più impressionato nei tre giorni di sfide nello Jutland è stata sicuramente Mari (Kristine Søbstad) Molid, biondo terzino dalle gambe lunghe e dal gol facile, che nonostante la giovane età già da anni si sta facendo le ossa tra le file del Byåsen Trondheim nella massima divisione norvegese.

Gruppo 1 - Risultati
Russia - Svezia 24-25 (12-12)
Norvegia - Romania 20-21 (12-6)
Russia - Romania 24-32 (9-15)
Svezia - Norvegia 23-31 (11-16)
Romania - Svezia 27-27 (14-12)
Russia - Italia 21-30 (14-11)

Gruppo 1 - Classifica Finale
* Romania 5 (80-71)
* Norvegia 4 (81-65)
Svezia 3 (75-82)
Russia 0 (69-87)

Gruppo 2 - Risultati
Danimarca - Francia 32-29 (15-13)
Ungheria - Germania 22-19 (90-10)
Germania - Francia 29-39 (12-21)
Danimarca - Ungheria 28-24 (11-10)
Francia - Ungheria 29-26 (14-12)
Danimarca - Germania 19-27 (10-10)

Gruppo 2 - Classifica Finale
* Danimarca 4 (79-80)
* Francia 4 (97-87)
Ungheria 2 (72-76)
Germania 2 (75-80)

Semifinali (Sabato 25/09/2010)
h. 1415 Francia - Romania
h. 1615 Danimarca - Norvegia

Finali (Domenica 26/09/2010)
h. 1415 Finale per il bronzo
h. 1615 Finalissima

Counter Stats
melbourne dry cleaners
melbourne dry cleaners Counter

domenica 9 maggio 2010

I Top & Flop del Sabato

Nella lista dei 'Top' del sabato va messa sicuramente la telecronaca della finale di Champions League femminile - in italiano - su Eurosport 2.

Andata in onda solo alle 2230 (sigh. Pretendere una diretta forse sarebbe stato troppo ...) ma comunque abbastanza piacevole, soprattutto per chi ha ancora nei timpani certi commenti ascoltati su Sportitalia durante le ritrasmissioni di semifinali e finali degli europei maschili d'Austria, 'perle di saggezza' del genere 'quando vedo giocare le ragazze scandinave è impressionante ... sai, quella cascata di capelli biondi' oppure 'l'Islanda ha una fortissima nazionale ... FEMMINILE' (sigh ancora). Ed anche per chi, come il sottoscritto, pensa che il buon Chionchio a volte (spesso) si concentri un po' troppo sull'operato degli arbitri ('quello era un due minuti'; 'quello era rigore' ...) a scapito del racconto delle giocate in sè.

Pareri personali, come personale è l'approvazione dell'operato dei cronisti di Eurosport, nonostante qualche strafalcione perdonabile ('la macedone Popovic'; 'il ritorno si giocherà alla Traian Hall') oppure imperdonabile ('la Popovic sa vincendo DA SOLA la partita'. Scusate, ma se fino a un minuto prima stavate cantando le gesta di Althaus, Jurack e Lunde-Haraldsen, come fate adesso a dire che Bojana stia vincendo da sola ?? Mah ...). Comunque pollice in su per i cronisti, non vedo l'ora di sentirli all'opera nel ritorno (che si giocherà a Bucarest e NON alla Traian Hall di Ramnicu Valcea).

Tra il divertente e il deprimente alcune osservazioni captate mentre assistevo a Viborg-Oltchim al bar (curioso esperimento sociale in un tempio solitamente riservato al dio-calcio ...), specie quelle di una ragazzina, evidentemente sorpresa di fronte alla prima partita di handball che vedeva: 'E' come il calcio, ma con la palla più piccola, e se la passano con le mani'. E vabbè, ci sta anche questo, dai (e poi la definizione era ... abbastanza corretta, no?).

Tornando alla finale europea di ieri, mi pare superfluo dire che tutto il Viborg meriti un posto di rilievo fra i top. Chi più chi meno, ma tutte loro, da Bojana e le sue urla che danno la carica, fino al panzer Althaus ed alle gemelle Lunde che, pur con la valigia pronta (chi per l'Austria, chi per l'Ungheria) danno il tremila per cento per la squadra. Cosi si fa. Altro che promesse verbali, di ispirazione calcistica, di 'far rimpiangere alle avversarie di essere giocatrici di pallamano' o roba del genere. Niente di tutto ciò, nello Jutland contano i fatti. Solo quelli. E fatti furono. Più sette, tutti a Bucarest adesso.

Nonostante la pesante sconfitta, c'è anche un po' di Oltchim fra i Top. Paula Ungureanu per esempio. Non avrà ripetuto la prestazione mostruosa della semifinale di ritorno con il Gyor, ma ha sicuramente all'attivo ottime parate, e se le rumene sono ancora in corsa per il titolo lo devono in buona parte a lei, ancora una volta dimostratasi tra i migliori estremi difensori in circolazione (anche se Luminiţa Dinu è(ra) sempre Luminiţa Dinu ...).

E pure la curva dell'Oltchim, una volta di più all'altezza del suo compito. Eran trecento, eran giovani e forti e ... si sono fatti sentire, eccome, spesso vincendo la 'battaglia acustica' contro i tremila e passa tifosi di casa. Già immaginiamo che bell'ambientino stiano preparando per il ritorno, in particolare adesso che le ragazze di Voina avranno bisogno di TUTTO il sostegno possibile per tentare una rimonta epica.

Tra i top del Sabato c'è anche David Barrufet, leggendario portiere del Barcellona che si è congedato (come giocatore) dal Palau Blaugrana, dove negli ultimi 22 anni 'ha passato più tempo che a casa sua'. A salutarlo c'erano mille magliette gialle, il colore che lo ha accompagnato nell'arco di tutta la sua carriera, ed una standing ovation da parte di pubblico, compagni, avversari ... e persino arbitri quando è stato sostituito da Daniel Saric a pochi minuti dalla fine. Alla sua festa, il gigante buono Barrufet, settantuno 'tituli' con il Barça e la speranza di fare settantadue a fine mese in quel di Colonia, non si è fatto mancare nulla, nemmeno un goal segnato dalla propria porta che ha mandato in delirio il Palau. Per la cronaca, i catalani hanno vinto l'incontro con il Naturhouse La Rioja per 39-34.

Ma il risultato era un dettaglio a Barcellona. Contava di più nella vicina Granollers, dove il Ciudad Real vince e si avvicina ad un'impresa mai compiuta da nessuno nella Liga Asobal: trenta successi in trenta partite. Abbastanza per guadagnarsi di prepotenza un posto fra i Top. E' vero che il CR non sembra più la macchina schiacciasassi di qualche tempo fa, ma l'impressione è che stiano solo dosando le forze per arrivare al meglio alla Final Four di Champions, ultimo atto di una annata lunga e dispendiosa.

E i flop? Premesso che in questa stagione nessuno riuscirà a sfiorare le imprese fantozziane dello sfigatissimo coach del Metz Bertrand François (nell'ordine: il caso Prokop-Metz ormai divenuto leggenda, la fallimentare campagna europea con eliminazioni sia in Champions che in Coppa Coppe, il cazzotto preso in pieno da un simpatico energumeno montenegrino senza nemmeno ottenere la 'compensazione morale' di una squalifica del campo di Podgorica, e dulcis in fundo il disastro in campionato, con la presunta corazzata Metz fuori in semifinale e il conseguente licenziamento in tronco del povero Bertrand ...), non mi sembra ci siano molti candidati al posto 'flop del Sabato'. Nemmeno le giocatrici dell'Oltchim, sconfitte un po' per demeriti propri ma moooooolto per colpa della qualità di un grande avversario.

L'unica eccezione potrebbe essere Cristina Neagu, alla luce della sua poca incisività in campo ieri, e soprattutto di certe dichiarazioni rilasciate in settimana. Intendiamoci, a soli 21 anni la Neagu ha già dato prova di enorme talento, di avere i numeri per diventare, in futuro, la migliore giocatrice del mondo. Ma proprio per la giovane età sarebbe meglio risparmiarsi risposte come 'non ho paura di nessuno. Hanno tutte due gambe e due braccia come me' riferito (anche) alle atlete del Viborg'.

Dal punto di vista anatomico sono osservazioni che non fanno una piega, però se le 'due braccia e due gambe' appartengono a gente della qualità di Popovic, Jurack, Varzaru, allora è meglio preoccuparsi un po' invece di ostentare una sicurezza rivelatasi controproducente. Perché ieri, alla prova dei fatti, le gambe e braccia di Bojana Popovic hanno stravinto la sfida con quelle di Cristina Neagu. La quale avrà tantissime occasioni per rifarsi, e di sicuro saprà coglierle, purché faccia seguire alle parole del pre-partita i fatti.

giovedì 6 maggio 2010

Viborg HK-Oltchim Vâlcea. Parla Cristina Neagu.

La ragazzina-prodigio dell'handball romeno è ormai un elemento chiave della nazionale, e del gruppo che cercherà di portare a casa il più importante titolo continentale per club.

La serie di interviste di eurohandball.com ai protagonisti della prossima finale di Champions League donne continua. Dopo Johanna Alm, Rikke Skov e Radu Voina, tocca a una delle giocatrici di punta dell'Oltchim Vâlcea che sfiderà le danesi del Viborg: Cristina Neagu.

A soli ventuno anni, il terzino sinistro romeno (ex del Bucarest e del Rulmentul Braşov) si è già affermata, sotto la guida di Voina, come elemento-chiave sia del suo attuale club che della nazionale. Non è una sorpresa per chi quattro stagioni or sono era stata premiata come miglior giovane giocatrice al mondo, e adesso non si scompone più di tanto, nemmeno al pensiero di trovarsi davanti i 'mostri sacri' della corazzata nordica.

eurohandball.com: Perché è rimasta a Vâlcea?
Cristina Neagu: Due anni fa ho dovuto prendere una decisione difficile. Tra le molte offerte che mi erano state fatte le due più interessanti erano quelle di ... Viborg da una parte e Vâlcea dall'altra. Alla fine ho scelto Vâlcea, e se ci penso mi viene da sorridere: qualunque decisione avessi preso, ora mi troverei comunque a giocare la finale di Champions League.

eurohandball.com: Quali sono le maggiori differenze tra Vâlcea e Viborg?
Cristina Neagu: Non ne vedo. Entrambe le squadre sono forti, possono contare su giocatrici molto brave, hanno la mentalità vincente, e si trovano di fronte una straordinaria opportunità.

eurohandball.com: È vero che avrebbe potuto finire a fare la giocatrice di basket?
Cristina Neagu: Sì, da ragazzina ero in bilico tra pallamano e pallacanestro. Ho iniziato con la pallamano all'età di 12 anni, e a quei tempi il mio primo coach, Maria Covaci, ha dovuto faticare parecchio per convincermi a continuare. Ma alla fine questa si è dimostrata la scelta migliore. Devo anche ammettere che la famiglia ha avuto un ruolo importante in tutte le mie decisioni.

eurohandball.com: E' vero che, nonostante la sua giovane età, affronta le sfide senza paura?
Cristina Neagu: Ho solo 21 anni, e allora? Mi trovo di fronte avversari difficili, e allora? Perché mai dovrei essere nervosa? Loro sono esattamente come me: hanno due mani e due gambe. E dopo tutto la pallamano è soltanto uno sport.

eurohandball.com: Sta attendendo con impazienza la sua prima finale di Champions League?
Cristina Neagu: So solo che il Viborg è una grande squadra. L'abbiamo affrontata nella fase a gruppi e ci siamo spartiti le vittorie, una a testa. Ma ora sarà tutto diverso. Per vincere il trofeo non basterà limitarsi a giocare bene. Dovremo dare il massimo, anzi di più.