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lunedì 7 maggio 2012

EHF Champions femminile. Finale: al Györ il primo round. Ma tra Anita e Bojana è scontro stellare.

Il Györi Audi ETO KC si aggiudica l'andata della finalissima di Champions League femminile al termine di un duello equilibrato ed emozionante con il Budućnost Podgorica. Ma il 29-27 della sirena lascia aperte tutte le opzioni in vista della gara di ritorno, in programma domenica 13 in Montenegro.

Le padrone di casa, per l'occasione 'in trasferta' alla Veszprém Arena (con maggiore capienza, ma prevedibilmente esaurita in ogni ordine di posti), partono a gran velocità, mettendo a segno le tre reti iniziali. Katrine Lunde-Haraldsen, che ambisce a tornare sul tetto d'Europa per la terza volta in quattro anni (le prime due assieme a Bojana Popović, oggi stella delle sue avversarie), si fa trovare pronta fra i pali, neutralizzando un rigore della stessa Bojana ed un altro di Katarina Bulatović.
Però la truppa di Dragan Adzić ha esperienza e carattere sufficienti per non lasciarsi abbattere, e reagisce attraverso la Popović ed il pivot Ana Djokić, ex di turno (in sei anni a Györ ha vinto campionati e coppe a iosa...) in grado di beffare più volte la stretta marcatura cui viene sottoposta. Come da pronostico, entrambe le contendenti mettono in mostra difese aggressive; lo testimoniano i numerosi sette metri fischiati, con qualche errore di troppo per le slave al momento di concretizzarli, nonché le due penalità rifilate a Dragana Cvijić dopo appena 13 minuti. La giovane serba si guadagnerà poi anche il terzo due minuti, terminando la propria gara in anticipo.

Con Djokić e Popović a rispondere colpo su colpo alle magiare, mentre Lunde Haraldsen (46% di parate) e Clara Woltering continuano a fare il proprio dovere nelle rispettive porte, non sorprende che il match continui su binari d'equilibrio, per quanto sia il Györ a menare le danze (13-12) all'intervallo. Vantaggio cresciuto in modo notevole al rientro in campo: la squadra allenata dal norvegese Karl-Erik Bøhn vola sul più cinque (23-18 al 48° minuto) grazie soprattutto alle reti - alla fine saranno una dozzina - della sua 'diva' Anita Görbicz, mattatrice dell'incontro da parte locale (Heidi Løke si fermerà invece a quota quattro).
Adzić si vede obbligato a chiedere un time-out, rivelatosi quanto mai opportuno: le balcaniche tornano sul binario giusto e si rifanno sotto. E' Popović, a segno qualcosa come 14 volte in totale, a frasi carico in prima persona della rimonta, con l'ausilio delle parate 'made in Germany' della Woltering. Bene anche Jovanka Radičević (altra ex) fra le padrone di casa, deludente Andrea Lekić, mentre nelle fila ospiti la Bulatović incappa in una giornata no.

Si arriverà dunque ai sessanta minuti decisivi per il titolo con il Györi Audi ETO, grande favorito per la vittoria finale nei pronostici della scorsa estate, in posizione favorevole, ma con le slave, che potranno contare sull'apporto del solito, caldissimo pubblico (la cui versione 'ultras in trasferta' ha avuto qualche scambio di cortesie con i poliziotti ungheresi sugli spalti di Veszprém...) dello Sportski Centar Morača, in grado di mantenere intatte le loro chances. Seppure i precedenti in terra montenegrina non siano poi così negativi per le magiare.

Si arriverà all'ultima ora di gioco della stagione nella massima incertezza, ma con un'unica certezza: tra Görbicz e Popović (e tutte le loro compagne) sarà di nuovo una battaglia avvincente.

Di sotto le statistiche della finale di andata (cliccare per ingrandire).

lunedì 6 febbraio 2012

Champions League femminile di pallamano. Il Main Round parte senza sorprese.

Parlare di giochi fatti dopo la prima giornata è forse prematuro, ma sicuramente le quattro grandi favorite per l'approdo alle semifinali hanno iniziato il Main Round con il piglio giusto, e fatto immediatamente un buon passo in avanti verso il turno successivo. Quattro vittorie esterne in altrettante partite hanno subito piazzato Larvik e Györ in un caso, Oltchim e Buducnost nell'altro, in vetta ai rispettivi gironi.

E' toccato per prime alle norvegesi, brave a far loro il derby scandinavo contro il FC Midtjylland. Una vittoria agevole, da dedicare a Gro Hammerseng, che ha appena portato a termine con successo la sua maternità. Danesi rimaneggiate senza la stella Laerke Møller. Larvik invece con una grande Cecilie Leganger, che offre l'ennesima dimostrazione della sua bravura fra i pali, ma pure la difesa delle campionesse in carica svolge il proprio compito, favorendo contropiedi finalizzati da Kari Mette Johansen e compagne. Le padrone di casa tengono il ritmo per una decina di minuti, poi devono alzare bandiera bianca di fronte allo strapotere avversario. Il 16-9 pro-Larvik all'intervallo parla da solo. Nel secondo tempo la ragazze di mister Zinglersen riducono il gap, per merito soprattutto del terzino Trine Troelsen e dell'asso svedese Linnea Torstenson, ma la rimonta resta un miraggio. Leganger continua a fare buona guardia, e i due punti alla fine volano tra i fiordi.

La tradizionale classe dei portieri norvegesi fa la differenza pure nell'altro match del Gruppo I. Katrine Lunde Haraldsen, con i suoi numeri, propizia la vittoria del Györi Audi Eto KC nella tana del Grupo Asfi Itxako, il Pabellón Tierra Estella - Lizarrerria pieno di tifosi nonostante il cattivo tempo. Un successo per 28-26 che 'vendica' l'eliminazione subita, proprio per mano delle navarre, nella semifinale del passato torneo. Un risultato al quale non sono estranee le dieci reti di una Anita Görbicz in versione extralusso. A rendere felice il debutto di Karl Erik Bøhn sulla panchina del Györ ha contribuito pure la sua compagna Heidi Løke: proprio un goal del pivot nordico, allo scadere del primo tempo, rompe l'equilibrio e porta le ospiti all'intervallo sul 14-13, dopo precedenti vantaggi (anche di tre cifre: 10-7) spagnoli favoriti dalla parate di Silvia Navarro e dalla prestazione della fuoriclasse Alexandrina Barbosa. La scelta iberica di passare ad una 5-1 difensiva al ritorno di campo non è felice: fra prodezze 'made in Lunde' e qualche sbaglio di troppo dell'attacco Itxako, stavolta sono le ungheresi a scappare fino al 25-21. Come nell'altro match, i tentativi di rimonta locale si rivelano inutili: le indiziate numero uno (forse) al successo nella manifestazione si mettono in tasca la prima vittoria, con qualche polemica creata da pubblico e media spagnoli per un arbitraggio evidentemente poco gradito.

Nel Gruppo II, l'Oltchim Râmnicu Vâlcea batte un pugno sul tavolo con una prova vincente e convincente in terra di Slovenia. Dove in verità le cose si erano messe male: la partenza-sprint di Gorica Aćimović trascina il Krim Lubiana, mentre le rumene sembrano avere le polveri bagnate. Tempo di prendere il ritmo giusto, e la squadra di coach Voina (con la leggendaria Luminiţa Dinu-Huţupan tornata fra i pali anche in Europa un paio d'anni dopo il 'ritiro') ristabilisce l'equilibrio, infranto prima del ritorno negli spogliatoi quando l'Oltchim stringe le maglie in difesa e, piazzando qualche contropiede efficace, si porta sul 16-13 a proprio favore dell'intervallo. La ripresa comincia nel segno degli errori su entrambi i lati, poi la fuoriclasse turca Yeliz Özel, miglior realizzatrice delle sue con otto reti mandate a referto, trascina le ospiti verso vantaggi importanti. La bosniaca naturalizzata austriaca Aćimović (a segno nove volte in tutto) tenta di reagire, e le slovene si riportano a meno tre. Ma la nuova, ultima accelerazione dell'Oltchim non lascia loro scampo, e fissa il punteggio sul 31-25 conclusivo. In Romania hanno buoni motivi per essere soddisfatti.

Risultato positivo per il Budućnost Podgorica, seppure le montenegrine debbano faticare per aver ragione di un coriaceo Metz Handball. Le francesi, al loro debutto assoluto in questa fase del torneo, oppongono una resistenza forse inaspettata da Bojana Popović (sei goal), Katarina Bulatović (sette) e compagnia, costrette, per uscire indenni dalle Arènes, a far ricorso alla maggiore esperienza internazionale, che ha permesso loro di punire gli errori avversari (tiri e passaggi sbagliati: un dazio da pagare inevitabilmente per la squadra di mister Sébastien Gardillou, alla sua 'prima volta' tra le 'magnifiche otto') con cinici contropiedi, ed alle venti meraviglie di Clara Woltering, confermatasi azzeccatissimo neo-acquisto in porta. Transalpine KO, come nel precedente di Coppa Coppe 2010, ma a testa alta, con l'ultima arrivata Kristina Liscević brava a non far rimpiangere Allison Pineau; solo Claudine Mendy segna più di lei nelle fila del Metz. Offrono il loro contributo pure Ekatarina Andryushina, con la sua tripletta, ed il portiere Amandine Leynaud (13 salvataggi).

1a Giornata - RISULTATI:

GRUPPO 1:
FC Midtjylland (Dan) - Larvik HK (Nor) 22-26 (9-16)
* Statistiche;
* Video integrale del match
Grupo Asfi Itxako (Spa) - Györi Audi ETO (Ung) 26-28 (13-14)
* Statistiche;
* Video integrale del match

GRUPPO 2:
Krim Mercator (Slo) - Oltchim Rm.Vâlcea (Rom) 25-31 (13-16)
* Statistiche;
* Video integrale del match
Metz Handball (Fra) - Budućnost Podgorica (Mne) 27-29 (14-15)
* Statistiche;
* Video integrale del match

domenica 18 dicembre 2011

NORVEGIA CAMPIONE DEL MONDO DI PALLAMANO FEMMINILE!

La storia si ripete. Per la Francia soprattutto. Per la Norvegia, invece, la storia ... si fa e basta. Dodici anni dopo la finale di Lillehammer, le scandinave tornano a vincere un titolo mondiale. E proprio contro l'avversario di allora, la Francia. Ma visti i numerosi tentativi, in seguito falliti, di conquistare il titolo anche lontano dai palazzetti di casa, possiamo dire che per la nazione (e la nazionale) numero uno della pallamano femminile la seconda volta ha comunque un sapore storico ed inedito. Pure in quanto ha permesso loro di eguagliare la Francia ... maschile: come i vari Karabatić, Omeyer, Abalo eccetera, adesso le gemelle Lunde le loro compagne detengono contemporaneamente il titolo Mondiale, il titolo Olimpico ed il titolo Europeo.

Nel caso DELLE francesi, invece, 'seconda volta' non vuol dire ritorno in cima al mondo otto anni dopo il trionfo del 2003, ma un altro scivolone appena prima del traguardo più importante, dopo quello della passata edizione contro la Russia. E per di più arrivato per colpa di una Norvegia che, negli ultimi scontri diretti, avevano sempre battuto. C'erano dunque abbastanza motivi per giustificare la scarsità di sorrisi delle transalpine durante la cerimonia di premiazione, nonostante l'ottimo Mondiale da loro disputato.
Il più grande spettacolo durante il week-end, la finale di San Paolo, ha avuto senso per un quarto d'ora o giù di li. Almeno finché le Bleues, che con il 3-1 iniziale (doppietta di una Siraba Dembélé in seguito 'evaporata') avevano illuso i tifosi d'Oltralpe, sono riuscite a tenere testa alle guerriere vichinghe; ma quando la Norvegia ha messo le mani sul match, e sulla medaglia d'oro, per le francesi non c'è stato nulla da fare.

Battere uno squadrone affollato di stelle, in campo come in panchina, esperto ed affamato di gloria come la nazionale di Oslo era una sfida troppo grande anche per le Femmes de Défis, sulle quali hanno pesato sia il difficile cammino che hanno dovuto affrontare (culminato con le dure battaglie vinte su Russia e Danimarca) sia le assenze di peso delle infortunate Signate e Pineau. Audrey Bruneau ha regalato l'ultimo vantaggio alle sue (7-6), poi Linn-Jørum Sulland e Kristine Lunde-Borgersen hanno trascinato le ragazze in maglia bianca fino al 19-13 dell'intervallo.

Ma la Norvegia ha mostrato tante frecce al proprio arco durante il primo tempo e, dato forse ancor più significativo, senza la necessità di ricorrere ai suoi tradizionali contropiedi 'doc' per dettar legge: l'efficacia e la potenza degli attacchi posizionali, naturalmente unita a una difesa ferrea (spesso diretta magistralmente dal capitano Marit Malm Frafjord) ed agli abituali numeri di Katrine Lunde Haraldsen in porta, è bastata.
Karoline Dyhre Breivang battezza la ripresa con un suo goal, e ancora Kikki Lunde trafigge dalla distanza la povera Cléopâtre Darleux, portando la Landslag al massimo vantaggio (23-15). Le Bleues non si danno per vinte (data la posta in palio ci mancherebbe altro) ed approfittano di qualche momento di scarsa lucidità della manovra avversaria; però trovano sempre nella Lunde Haraldsen un baluardo difficile da superare, ed in Kari Aalvik Grimsbø un secondo portiere bravo a respingere al mittente due rigori forse in grado di cambiare il corso del match. Per cui, nonostante tutti i loro sforzi, le francesi riescono soltanto a ridurre il gap fino al meno cinque.

A stroncare definitivamente ogni velleità di rimonta ci pensano Heidi Løke, letale in contrattacco e dai sei metri, e la giovanissima Amanda Kurtović, appena ventenne ma per nulla influenzata dalla pressione di un match così importante: segna dall'ala (destra), dai sette metri, dalla distanza. La ragazzina ha carattere, non a caso il suo idolo è un certo Zlatan Ibrahimović. La doppietta della Ayglon sarà invece solo il canto del cigno: la difesa 'Made in Norge' ha mandato le ragazze di Olivier Krumbholz ormai fuori giri, e tre reti norvegesi di fila riporteranno il divario su termini pesanti.

Alla sirena esplode la gioia degli oltre 500 tifosi che hanno seguito la squadra fino in Brasile, delle atlete e di tutto lo staff norvegese, incluso il (fino allora) compassato mister Thorir Hergeirsson, riuscito là dove il suo ex-capo, la leggendaria Marit Breivik, aveva più volte fallito: nell'intento di vincere un Mondiale lontano da casa. Fa una strana sensazione pure vedere i nomi delle poco più che maggiorenni Kurtović, Mari Molid e Stine Bredal Oftedal nell'albo d'oro del campionato del Mondo, ove un mito come Gro Hammerseng non è mai (o soltanto .... ancora?) riuscito ad entrare. Ma questa è la pallamano (femminile) norvegese: una fucina di talenti con continui ricambi di valore. Che forse non dovrà aspettare un'altra dozzina d'anni per tornare a vincere un Mondiale.

NORVEGIA - FRANCIA 32-24 (pt 19-13).

CLASSIFICA FINALE

1. NORVEGIA

2. FRANCIA

3. SPAGNA

4. DANIMARCA

5. BRASILE
6. RUSSIA
7. CROAZIA
8. ANGOLA

9. SVEZIA
10. MONTENEGRO
11. SUD COREA
12. ISLANDA
13. ROMANIA
14. GIAPPONE
15. OLANDA
16. COSTA D'AVORIO

17. GERMANIA
18. TUNISIA
19. KAZAKHISTAN
20. URUGUAY
21. CINA
22. CUBA
23. ARGENTINA
24. AUSTRALIA

L'All Star Team ufficiale dei Mondiali:

* PORTIERE: Chana Masson (BRA)
* ALA DESTRA: Carmen Martin (SPA)
* TERZINO DESTRO: Line Jørgensen (DAN)
* CENTRALE: Allison Pineau (FRA)
* PIVOT: Heidi Løke (NOR)
* TERZINO SINISTRO: Andrea Penezić (CRO)
* ALA SINISTRA: Emilia Turey (RUS)

giovedì 24 novembre 2011

Ungheria: Karl Erik Bøhn nuovo allenatore del Györ femminile.

La notizia era nell'aria ma sembra ormai dotata di tutti i crismi dell'ufficialità: Karl Erik Bøhn è il nuovo allenatore del Györi Audi ETO. Il 46enne norvegese, che da qualche tempo già siede sulla panchina della nazionale magiara, è stato scelto dalla dirigenza del potente club ungherese dopo la destituzione di Csaba Konkoly la scorsa settimana. Affidando la direzione della più potente squadra del paese al mister che guida pure la rappresentativa nazionale, in Ungheria seguono la strada tracciata dalla Romania, dove Radu Voina gestisce appunto nazionale ed Oltchim.

In questo modo Bøhn ritrova pure in ambiente lavorativo la sua compagna di vita Heidi Løke, già allenata quando entrambi si trovavano a Larvik. Ed oltre a lei un nugolo di fuoriclasse, tra cui la compatriota Katrine Lunde-Haraldsen fra i pali, che hanno portato il Györ tra le principalissime favorite per la vittoria finale in Champions League. Per ironia della sorte Karl Erik Bøhn, licenziato tra lo stupore generale dal Larvik HK dopo anni di onorata militanza sulla panchina delle nordiche, ed appena prima che la squadra si proclamasse reginetta d'Europa, rischia ora di conquistare il massimo trofeo per club in una società dove forse nemmeno lui, fino a poco tempo fa, credeva potesse approdare.

venerdì 14 gennaio 2011

Player of the Year 2010: vincono Filip Jícha e Cristina Neagu

Due 'prime volte' in un sol colpo: per la prima volta un giocatore di pallamano della Repubblica Ceca viene scelto come 'Giocatore dell'Anno' in ambito maschile, ed un'atleta rumena vince lo stesso premio tra le donne. Una giuria 'mista', composta da esperti, rappresentanti dei media internazionali e fans di questo sport di tutto il mondo (che hanno potuto votare su internet) ha infatti optato rispettivamente per i terzini sinistri Filip Jícha tra gli uomini e Cristina Neagu, già eletta 'Rookie of the Year' la passata stagione, in campo femminile.

Un riconoscimento che va a due campioni (le cui fotografie si trovano più in basso nella pagina, cliccare per ingrandire) di provata qualità: il boemo bocca di fuoco del THW Kiel pigliatutto, campionissimo di Germania ed Europa, e la giovane stella (appena 22 anni) di Bucarest che, pur non vincendo nulla a livello di squadra in ambito internazionale, è risultata decisiva nel portare l'Oltchim Vâlcea in finale di Champions League, e la Romania femminile ad uno storico bronzo europeo, in una rassegna continentale per nazioni di cui è stata pure massima realizzatrice. Jícha è terminato ai vertici di una classifica che sancisce il dominio di giocatori (attuali, ed ex come Karabatic) del Kiel, con due fuoriclasse francesi sul podio, mentre la Neagu ha sconfitto di misura due talentuosissime rivali che avrebbero forse meritato il premio almeno quanto lei, ma purtroppo per la 'saracinesca' norvegese Katrine Lunde-Haraldsen, e per la 'regina del Montenegro' Bojana Popović, la vincitrice può essere soltanto una.

Il presidente dell'International Handball Federation, l'egiziano Hassan Moustafa, ha annunciato i risultati in occasione della conferenza stampa di apertura dei Mondiali maschili 2011, tenutasi giovedì a Gotebörg. I rispettivi premi verranno consegnati ai due vincitori durante il week-end conclusivo dei Mondiali (29-30 Gennaio) in quel di Malmö.

I risultati finali del voto per l'IHF Player of the Year 2010 sono stati i seguenti:


IHF PLAYER OF THE YEAR 2010 - UOMINI:
1. Filip Jícha (Repubblica Ceca, 31%)
2. Nikola Karabatic (Francia, 28%)
3. Thierry Omeyer (Francia,17%)
4. Igor Vori (Croazia, 14%)
5. Arpad Sterbik (Spagna, 10 %)


IHF PLAYER OF THE YEAR 2010 - DONNE:
1. Cristina Neagu (Romania, 25%)
2. Katrine Lunde-Haraldsen (Norvegia, 23%)
3. Bojana Popović (Montenegro, 19%)
4. Grit Jurack (Germania, 17%)
5. Liudmila Postnova (Russia, 16%)

venerdì 31 dicembre 2010

Botti di Capodanno nel mercato: Heidi Løke al Györ dalla prossima stagione

L'anno si chiude con i botti anche nell'handball-mercato. E' ormai ufficiale, a quanto riferiscono i media norvegesi (e non solo), il passaggio di Heidi Løke (foto sotto, cliccare per ingrandire) dal Larvik HK al Györi ETO ungherese. La campionessa scandinava, ritenuta da molti l'attuale miglior pivot del mondo, non avrebbe raggiunto l'accordo per il prolungamento del suo contratto con il club campione di Norvegia, e si sarebbe invece accordata con la più forte squadra della lega magiara per i prossimi due anni, a partire dalla stagione 2011-12. Quest'estate raggiungerà a Györ la connazionale, come lei vincitrice dei recenti campionati Europei, Katrine Lunde Haraldsen, che difende i pali della squadra ungherese già dall'inizio della stagione in corso.


Prima, però, cercherà di aiutare il Larvik - fra l'altro allenato dal suo attuale compagno di vita Karl Erik Bøhn - a vincere la Champions League femminile per la prima volta. Sul suo cammino Heidi Løke troverà proprio le future compagne di club, per adesso ancora rivali, nel girone B del prossimo turno di Champions, che partirà a Febbraio 2011.

Intanto, ne siamo convinti, a Larvik si daranno presto da fare per trovare una sostituta (per quanto possibile) all'altezza della Løke, autentica fuoriclasse dal goal facile, ma anche dalla straordinaria capacità di procurare sette metri per la propria compagine, e due minuti per le difese avversarie. Nel sito ufficiale del Larvik HK si possono trovare gli auguri all'atleta norvegese per la sua nuova avventura in Ungheria, ma anche l'auspicio che Heidi torni un giorno a vestire la casacca del fortissimo club scandinavo.

domenica 19 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: La squadra ideale del torneo

La squadra ideale dei Campionati Europei Femminili di pallamano 2010, scelta ed annunciata prima della finalissima. Sorprende l'assenza di Bojana Popovic, ma fino a un certo punto, visto che a farle concorrenza nel suo ruolo di terzino sinistro c'era una certa Neagu ... Linnea Torstenson è in pratica sparita dal campo nel secondo tempo della finalissima, ma questo poco conta a livello personale: la svedese è stata scelta come miglior giocatrice del torneo.

Linnea Torstenson, MVP degli Europei 2010.
(Cliccare per ingrandire).

* PORTIERE: HARALDSEN, Katrine Lunde (Norvegia)
* ALA SINISTRA: AUGUSTESEN, Mie (Danimarca)
* TERZINO SINISTRO: NEAGU, Cristina Georgiana (Romania)
* CENTRALE: HAMMERSENG, Gro (Norvegia)
* PIVOT: LOKE, Heidi (Norvegia)
* TERZINO DESTRO: PENA, Nerea (Spagna)
* ALA DESTRA: KVIESGAARD, Maibritt (Danimarca)

* MIGLIOR DIFENSORE: WIBERG Johanna (Svezia)
* MVP TORNEO: TORSTENSON Linnea (Svezia)

sabato 11 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Che sera il venerdì sera!

Risultati a dir poco incredibili, emozioni a gogo, nelle ultime due partite della giornata, e dei rispettivi gruppi C e D.

Iniziano Ucraina e Germania, che in quel di Larvik danno vita ad una delle maggiori sorprese di sempre in questo torneo: per passare il turno alle tedesche vanno bene una vittoria, un pareggio, e persino una sconfitta con meno di otto reti di scarto. Per giunta contro una squadra già umiliata dall'Olanda - cui aveva segnato la miseria di tredici goal - e battuta senza appello dalle svedesi. Insomma, nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe puntato un centesimo sull'eliminazione delle semifinaliste di Skopje 2008. E se qualcuno l'avesse fatto ... adesso starà festeggiando una bella vincita!! Già, perché ciò che non poteva assolutamente accadere è accaduto.

Con un primo tempo da favola, ed un secondo ancora migliore (o se vogliamo vederla dall'altro lato, un inizio da incubo ed una fine ancora peggio), le ucraine hanno vinto per 33-23 e mandato a casa la sgangherata truppa di Rainier Osmann. Il vantaggio di cinque reti all'intervallo (15-10), frutto di troppi errori tedeschi subito puniti dalle spietate avversarie, faceva già presagire il miracolo, ma molti pensavano che la Germania avrebbe comunque tenuto la situazione sotto controllo e limitato i danni. Invece il divario è cresciuto nella ripresa, arrivando fino al fatidico più otto. E persino oltre, a nove-dieci lunghezze di vantaggio. Uno scatto d'orgoglio riporta le tedesche a meno sei (22-28) - e quindi in zona-qualificazione - a meno di cinque minuti dalla sirena. A quel punto si credeva che, in una maniera o nell'altra, le tedesche fossero riuscite a salvarsi.

Niente di più sbagliato: un nuovo blackout assoluto nella fase conclusiva, e decisiva, costa carissimo alla Jurack (che con i suoi sei goal stava finalmente dando segni di recupero; peccato che adesso non avrà più chances di dimostrarlo) e alle sua compagne. Le ucraine le puniscono ancora con quattro reti di fila, e stavolta non c'è più nulla da fare. Il portiere Natalya Parhomenko (MVP del match) e le due migliori realizzatrici Iulia Manaharova (8 goal) e Viktoriya Borschenko (sette) sono le principali, ma non certo uniche, artefici di un'impresa storica per la nazionale di Evtushenko che, pur con zero punti in dote, arriva ad un Main Round che ormai sembrava già totalmente perduto. L'esultanza delle ucraine a fine partita (vedasi la foto sotto, cliccare per ingrandire) è più che giustificata.


Vittoria norvegese, con annessi primo posto finale nel girone e pole position, con quattro punti, alla partenza del Main Round, nella sfida contro l'Ungheria, di scena a Lillehammer davanti a 9.183 spettatori. E fin qua niente di strano. Quello che fa specie sono le dimensioni del trionfo nordico, ed in particolare lo score al sessantesimo minuto: 34-13 (!!). Sì, avete letto bene, le Bulle vichinghe hanno quasi triplicato il punteggio avversario.

E pensare che per alcuni istanti si è creduto ad un match equilibrato; giusto il tempo di vedere un parziale di 8-0 che porta la macchina da guerra di Thorir Hergeirsson sul 10-2 successivamente al doppio scambio di reti iniziale. Tra difesa arcigna e contropiedi che spezzano ali e morale agli avversari, tra i numeri di Katrine Lunde Haraldsen (che contro la nazionale espressione del campionato in cui milita chiude con il 67% di tiri neutralizzati!! Percentuale arrivata addirittura oltre al 70 nella prima frazione) in porta ed il solito 'Heidi Løke Show' dai sei metri, con le magiare costrette ad una marcatura iper-aggressiva per cercare (spesso invano) di fermarla, ecco che il divario sale fino al 19-7 dell'intervallo, molto simile a quel 19-6 contro lo Slovenia che ci aveva fatto gridare al ... bullismo.

Nella ripresa l'Ungheria smette in pratica di giocare, finendo ancora di più in balia di una Norvegia che continua a macinare punto su punto. La debacle magiara sembra non avere mai fine; con la stessa Palinger in serata negativa, le ragazze di Eszter Matefi toccano il fondo più volte ... per poi scendere ancora più in basso. Il canto della sirena a fine match è una liberazione per le sconfitte, con la testa da ormai parecchi minuti al Main Round, dove arriveranno con due punti e (sembra assurdo dirlo dopo la gara di stasera, ma è vero) con qualche seria possibilità di approdare alle semifinali. Intanto ci si interroga su chi veramente possa creare grattacapi alla Norvegia, programmata per vincere il suo quarto titolo di fila, e finora avanti con esiti che vanno oltre le più rosee aspettative.

Con un 7 su 7 al tiro che parla da solo, Heidi Løke è la miglior realizzatrice delle nordiche, seguita da Nora Mørk, sempre più una realtà della pallamano internazionale (6 goal per la diciannovenne del Larvik), da Linn-Kristin Riegelhuth (4), l'altro pivot Marit Malm Frafjord (4), Ida Alstad, che torna dall'infortunio e fa subito poker, Camilla Herrem (3), Tonje Nøstvold (2), ed i perni della difesa Gro Hammerseng e Tonje Larsen, anch'esse con una doppietta a testa.

mercoledì 8 dicembre 2010

EHF Europei Femminili 2010. Il programma della 2a Giornata

Per metà delle contendenti non c'è tempo di riposare: i gironi 'norvegesi' (C; D) degli Europei femminili di pallamano tornano in campo già oggi, con quattro incontri di importanza fondamentale per stabilire le squadre qualificate alla fase successiva, e con che punteggio ci vanno. Alle sei meno un quarto è il turno di Svezia e Ucraina, accomunate dai colori giallo e blu ma uscite dai rispettivi debutti con il morale totalmente diverso: scandinave esaltate dopo il colpo a sorpresa contro la Germania, e pronte a sigillare con una nuova vittoria il passaggio del turno, ex-sovietiche costrette a fare punti (e qualche rete in più di ieri...) per evitare una altrimenti quasi certa eliminazione.

Mezz'ora dopo è il turno di un'altra partita fondamentale: a Lillehammer la Francia, ancora alla ricerca di sé stessa dopo le pessime amichevoli di preparazione e la batosta presa ieri dalla Norvegia, proverà a ritrovarsi contro l'Ungheria. Una mancata vittoria non comprometterebbe la corsa al terzo posto nel girone D, ma metterebbe le Bleues già in una situazione difficilissima anche in caso di qualificazione al turno successivo. Al contrario, le magiare puntano al bottino pieno, sia per staccare in anticipo il biglietto per la fase seguente, sia per assicurarsi almeno due punti alla partenza del Main Round, che consentirebbero loro di avere più chances nella corsa alle semifinali. Da segnalare l'arrivo di un rinforzo nelle fila delle transalpine: Stéphanie Ntsama Akoa (foto in alto, cliccare per ingrandire), terzino sinistro del Le Havre (i suoi numeri: 26 anni, 1 metro e 86, 14 presenze e 4 goal finora con la maglia della nazionale).

Alle 19:45 si torna alla Larvik Arena per Olanda-Germania, sfida abituale in un qualsiasi europeo di calcio, un po' meno nell'handball. Ancor più insolito è vedere le olandesi davanti in classifica alle tedesche in questo sport. Germania alla ricerca della prima vittoria, altrimenti il cammino verso le semifinali si complicherebbe quasi inesorabilmente, ma soprattutto alla ricerca di Grit Jurack. Le prestazioni deludenti - negli ultimi test-match come ieri contro la Svezia - della loro atleta più rappresentativa, e le sue difficoltà ad integrarsi in nazionale, preoccupano i tifosi teutonici. Senza il suo apporto rischiano di non bastare né Anja Althaus né una nuova conferma delle doti di Franziska Mietzner. 'Orange' capitanate da Maura Visser che gioca in un club danese, ma piene di elementi del campionato tedesco, per cui si annuncia più di un 'derby personale' fra abituali compagne di squadra come ulteriore motivo d'interesse della partita.

Non è invece facile trovare motivi d'interesse in un Norvegia-Slovenia dall'esito apparentemente scontato. Se non fanno scherzi, le scandinave che ieri hanno massacrato la Francia dovrebbero fare un sol boccone della 'cenerentola' del gruppo D nell'incontro che chiuderà la giornata (fischio d'inizio alle 20:15) alla Håkons Hall. Potremmo vedere se, con il maggior spazio prevedibilmente concesso questa sera alle 'seconde linee', le ragazzine Mari Molid e Stine Bredal Oftedal (foto a lato), campionesse europee e mondiali da juniores, troveranno la loro prima, storica rete agli Europei con la nazionale maggiore. Raschiando il fondo del barile, potremmo persino trovare un motivo d'interesse nel 'derby di Győr a distanza' fra Katalin Pálinger e Katrine Lunde Haraldsen, arbitro Ana Gros. Ieri la Pálinger ha ipnotizzato il giovane talento sloveno, compagna di squadra di entrambi i portieri nel Győri ETO ungherese, ed a non prendere neanche un misero goal (su dieci tiri!) dalla Gros. La quale, a sua volta, oggi si trova di fronte la Lunde Haraldsen, l'altro massimo difensore del Győr. Riuscirà Katrine ad emulare la compagna-rivale Katalin? Al campo l'ardua sentenza ...

GRUPPO C (Larvik Arena – Larvik, Norvegia)
17:45 Ucraina (2 punti) - Svezia (2)
19:45 Olanda (2) - Germania (0) (Sport 1)

GRUPPO D (Håkons Hall – Lillehammer, Norvegia)
18:15 Francia (0) - Ungheria (2) (Sport+ a pagamento)
20:15 Slovenia (0) - Norvegia (2) (RTV Slovenija 2 - criptato??)

Diretta internet di alcuni incontri su
http://www.ehf-euro.com/Stream.2860.0.html#.

Diretta TV di Germania-Olanda sul canale satellitare tedesco Sport 1 (alle 18:00, sempre sul satellite Astra, c'è l'interessante amichevole maschile Germania-Polonia in diretta su ARD1 / Das Erste)

venerdì 19 novembre 2010

Champions League femminile: sarà D-Day o V-Day?

No, lo sbarco in Normandia non c'entra. E nemmeno Beppe Grillo con tutti i grillini. La 'D' in questione è quella di Dinamo (Volgograd). E la 'V' è quella di Viborg (Håndbold Klub). Ovvero delle due squadre che si affronteranno senza esclusione di colpi domenica pomeriggio (ore 14:15) in Danimarca, e sul portale EHFTV.com. In palio c'è l'ultimo posto disponibile per il Main Round nel girone A. Le campionesse d'Europa in carica sono chiamate ad un'impresa difficilissima: non solo devono battere le russe, ma addirittura con almeno otto reti di scarto, per raggiungerle in classifica e passare in vantaggio nei confronti diretti, ribaltando il clamoroso 41-33 dell'andata. Il Viborg viene da una convincente vittoria in campionato, e le buone prestazioni di Anja Althaus, fondamentale nel trionfo dello scorso anno, in difesa e del portiere Louise Bager Due tra i pali rappresentano una importante iniezione di fiducia. Ma il compito che attende la truppa di coach Jakob Vestergaard è veramente di quelli tosti, anche perché la Dinamo di Kochetova e Khmyrova, nonostante qualche passaggio a vuoto negli ultimi due incontri (uno vinto a fatica in Svezia, l'altro perso in casa contro il Budućnost), rimane squadra di qualità sufficiente a limitare i danni ed estromettere le rivali dalla massima competizione europea. L'Armata Verde gioca anche per l'onore nazionale: in caso di precoce eliminazione, sarebbe la prima volta dal 2001/2002 che nessuna squadra danese - ovvero del presunto miglior campionato del mondo - riesce ad arrivare alla seconda fase di Champions.

Massimo interesse per la battaglia dello Jutland, poco da dire riguardo all'altro confronto del girone A, dove il Budućnost di Popović e Bulatović, ancora a punteggio pieno, dovrebbe fare un sol boccone dell'IK Sävehof, ancora a quota zero, alla Sportski Centar Morača di Podgorica e terminare la prima fase con una cifra record di dodici punti. Coach Dragan Adžić potrebbe anche dare maggiore spazio alle seconde linee, ma i dubbi sull'esito della sfida sono praticamente inesistenti.

Un posto nel Main Round è in palio anche nel gruppo B. A contenderselo saranno, dalle parti di Vienna, Hypo Niederösterreich e Lipsia. Austriache con il fattore campo dalla loro parte ma costrette a vincere - con qualunque scarto - se vogliono afferrare una qualificazione che solo alcune settimane fa appariva impensabile. Così come appariva scontato il passaggio delle tedesche alla seconda fase, che però adesso, dopo la sconfitta con le stesse viennesi all'andata e quella più recente ad opera dell'Itxako, è molto a rischio. L'inopinata disfatta casalinga in Bundesliga contro il Frankfurter HC, risalente ad alcuni giorni fa potrebbe essere un cattivissimo presagio, o forse solo testimoniare quanto al Leipzig fossero già tutte con la testa alla sfida decisiva di Vienna. Fischio d'inizio alle ore 20:25 di sabato sera, diretta web su EHFTV.com, e televisiva su Eurosport 2 e sul canale austriaco in chiaro (satellite ASTRA) ORF Sport Plus. L'altro match del gruppo vedrà le spagnole dell'Itxako Reyno de Navarra Estella, già sicure del primo posto finale, ospitare il DVSC-Korvex Debrecen ungherese, ormai ultimo e fuori da ogni prospettiva europea, ma desideroso di finire egregiamente, a dispetto dell'infortunio di Barbara Bognár, quella che rimane comunque un'onorevole Champions League.

Oltchim Vâlcea-Larvik rischia invece di trasformarsi in una parata di stelle dagli scarsi contenuti. Con le norvegesi già sicure del primo posto, e le rumene della qualificazione al Main Round, in palio rimane solo l'onore - quello della inespugnabile fortezza Sala Sporturilor Traian da una parte, e di chi vorrebbe concludere il turno a punteggio pieno, onorando al tempo stesso la propria sfida numero 100 nella massima competizione per club, dall'altra. Ma come suggeriscono le assenze (per scelta) delle varie Gro Hammerseng, Kari-Mette Johansen, Tonje Larsen e Cecilie Leganger, nelle file scandinave, non saremmo sorpresi se, con gli Europei femminili ormai alle porte, le due squadre, ossatura delle rispettive nazionali, puntassero soprattutto ad evitare ogni rischio di infortunio dei loro 'pezzi da novanta'. Diretta sul canale Digisport rumeno, spesso visibile su internet scaricando il programma Sopcast.

Per i motivi di cui sopra, paradossalmente, un confronto in teoria non di cartello quale Tolone-Randers HK diventa 'match-clou' della giornata nel girone C, tanto da finire in diretta web su ehftv.com. La posta in gioco è il terzo posto che garantisce quantomeno l'accesso alla Coppa della Coppe, a cui entrambe le squadre sicuramente tengono: le francesi, già capaci di vincere nella tana avversaria all'andata, per concludere in modo positivo la loro prima campagna in Champions League, e le scandinave, desiderose di vendicare la sconfitta di ottobre, per evitare il fallimento che presupporrebbe, per la squadra vincitrice della scorsa EHF Cup, un'estromissione così anticipata dalla scena internazionale. Diretta su Sport+, canale satellitare francese a pagamento.

Al contrario, tutto deciso per il terzo posto nel gruppo D. Ad andare in Coppa Coppe sarà lo Zvezda Zvenigorod della stella Ludmila Postnova e del giovane talento Anna Sen, che nell'impegno conclusivo di Champions farà visita in Croazia al Podravka Vegeta Koprivnica, il cui unico scopo rimane ormai lasciare quella maledetta quota zero in classifica, frutto di alcune partite mal giocate, e di altre buone ma sfortunate. Ancora da assegnare la prima posizione: deciderà al riguardo lo scontro diretto (anche su Eurosport 2) fra Audi ETO Győr e RK Krim Lubiana. Ungheresi trionfatrici all'andata, anche grazie all'ex di turno Anna Gros, e determinate a vincere anche sul loro campo, in virtù del loro grande momento di forma (in particolare quello di Anita Gőrbicz, che come Orsolya Vérten è stata tenuta a riposo nel più recente match di campionato), anche se tra mille luci c'è pure qualche ombra, come i problemi dell'ultima arrivata Katrine Lunde Haraldsen, in difficoltà ad adattarsi ai nuovi ritmi di allenamento e alla lingua magiara. Slovene comunque soddisfatte del loro cammino in Champions, e decise a combinare qualche scherzetto alle più quotate avversarie.

Programma per orari italiani:
Sabato 20 Novembre
17:15 Györi AUDI ETO KC (8) - Krim Lubiana (8)
19:00 Itxako Reyno De Navarra (8) - DVSC-Korvex Debrecen (2)
20:25 Hypo Niederösterreich Vienna (4) - HC Leipzig (6)
Domenica 21 Novembre
14:25 Viborg HK (4) - Dinamo Volgograd (6)
17:00 Oltchim Râmnicu Vâlcea (6) - Larvik (10)
17:15 Podravka Vegeta Koprivnica (0) - Zvezda Zvenigorod (4)
18:45 Toulon Saint Cyr (2) - Randers HK (2)
19:30 Budućnost Podgorica (10) - IK Sävehof (0)

Programma per gironi:

Gruppo A:
Domenica 21 Novembre
14:25 Viborg HK (4) - Dinamo Volgograd (6)
19:30 Budućnost Podgorica (10) - IK Sävehof (0)

Gruppo B:
Sabato 20 Novembre
19:00 Itxako Reyno De Navarra (8) - DVSC-Korvex Debrecen (2)
20:25 Hypo Niederösterreich Vienna (4) - HC Leipzig (6)

Gruppo C:
Domenica 21 Novembre
17:00 Oltchim Râmnicu Vâlcea (6) - Larvik (10)
18:45 Toulon Saint Cyr (2) - Randers HK (2)

Gruppo D:
Sabato 20 Novembre
17:15 Györi AUDI ETO KC (8) - Krim Lubiana (8)
Domenica 21 Novembre
17:15 Podravka Vegeta Koprivnica (0) - Zvezda Zvenigorod (4)

Copertura Televisiva / Internet (dirette):
Sabato 20 Novembre
17:15 Györi AUDI ETO KC - Krim Lubiana (Eurosport2)
19:00 Itxako Reyno De Navarra - DVSC-Korvex (Eurosport2)
20:25 Hypo - Leipzig (EHFTV.com / ORF Sport / Eurosport2)
Domenica 21 Novembre
14:25 Viborg HK - Dinamo Volgograd (EHFTV.com)
17:00 Oltchim Râmnicu Vâlcea - Larvik (Digisport Sopcast)
18:45 Toulon Saint Cyr - Randers (Sport+ Satellite ASTRA)

venerdì 5 novembre 2010

Champions League Femminile 2010/11. Anteprima 4a Giornata.

Orari - italiani - incontri e copertura televisiva / web del quarto turno (prima di ritorno) della fase a gruppi di EHF Champions League femminile 2010/11, di scena nell'imminente week-end.

Su tutto spicca la grande sfida della Morača di Podgorica, ove dopo due sconfitte in tre partite il Viborg campione d'Europa in carica è costretto a fare risultato se vuole evitare seri rischi di una clamorosa e prematura eliminazione nel Gruppo A. Ma l'avversario è tra i meno indicati possibili: quel Budućnost in forma strepitosa che, trascinato da Bojana Popović e Katarina Bulatović, ha impressionato tutti nella prima parte della fase. A rendere l'impresa ancor più ardua per coach Jakob Vestergaard è la situazione dell'infermeria danese, con più di un elemento in precarie condizioni fisiche, cui si è aggiunto l'infortunio al menisco che terrà fuori dai campi per almeno due mesi il terzino Carmen Amariei, uno degli elementi-chiave della squadra. Dall'altro lato si segnala l'assenza di Dragana Pecevska, ala sinistra fuori per un mesetto causa stiramento muscolare, ma sostituita egregiamente dalla giovane e promettente Maida Mehmedović nella sfida con il Sävehof.

Certo, per quanto lontane dalla migliore condizione, le ragazze del Viborg sono sempre un avversario di ben altra caratura rispetto alla compagine svedese, che a sua volta cercherà di conquistare i suoi primi punti nel match casalingo (l'ultimo) contro la Dinamo Volgograd. Un successo esterno per la varie Kochetova, Khmyrova e Levina, combinato ad una sconfitta del Viborg in terra di Montenegro, porterebbe davvero le vincitrici delle ultime due edizioni ad un passo da un'incredibile uscita di scena.

Nel Gruppo B la vittoria dell'Hypo Niederösterreich in quel di Lipsia nel turno precedente ha rimescolato le carte ed ora le viennesi, tornate in corsa a dispetto dei pronostici (anche nostri) negativi, sono attese alla prova del fuoco: la trasferta nella tana dell'Itxako Reyno de Navarra Estella. Le spagnole si sono riprese alla grande dal passo falso iniziale e sono tornate le favoritissime per la vittoria nel girone. E rimangono favorite anche per l'incontro di sabato sera, pure a ragione delle assenze che continuano a tormentare le austriache: l'Hypo infatti recupera il portiere norvegese Terese Pedersen, ma la forte brasiliana Dani Piedade dovrebbe rimanere ancora lontana dal rettangolo di gioco.

Nell'altra sfida del girone, il Debrecen ungherese si gioca praticamente le sue ultime speranze tra le mura amiche contro il Lipsia, chiamato al riscatto dopo il passaggio a vuoto della giornata precedente. Le ungheresi non vi arrivano nelle migliori condizioni, in quanto all'infortunio di Rita Borbás si è aggiunto quello del terzino Annamária Bogdanovics, mentre alle tedesche mancherà il pivot Anne Müller.

Derby scandinavo nel Gruppo C, dove pure troviamo una squadra danese ad alto rischio-eliminazione: il Randers clamorosamente battuto in casa dal Tolone due settimane fa si trova adesso nella non invidiabile condizione di dover fare risultato contro il fortissimo Larvik per continuare a sperare nella qualificazione. La vittoria di mercoledì scorso in campionato potrebbe dare la spinta alle ragazze dello Jutland, ma il dream team di coach Karl-Erik Bøhn,ossatura della nazionale norvegese, rimane sempre avversario a dir poco ostico.

Se nello Jutland se la passano male, non è che in Romania vada molto meglio: due sconfitte in tre partite hanno gettato qualche ombra sulla qualificazione dell'Oltchim Vâlcea, che molti davano per scontata. Il nuovo allenatore Peter Kovacs non sembra attualmente correre rischi, ma se non dovesse arrivare un buon responso dalla sfida di Tolone, che le rumene affronteranno probabilmente senza Cristina Neagu ed Adriana Nechita, la sua panchina potrebbe cominciare a traballare. Le francesi, poi, sono avversario da prendere con le molle, avendo già dimostrato a Randers tutta la loro capacità di far male. Anche se i segnali giunti dall'ultima sfida della Ligue transalpina, persa contro il Parigi, non sono molto positivi.

Interessante anche la giornata nel Gruppo D, dove due delle tre squadre di vertice si affrontano in Russia: lo Zvezda Zvenigorod del mitico Trefilov ospita il Krim Lubiana. Una vittoria per la Postnova e la giovin meraviglia Anna Sen porterebbe le padrone di casa ad un passo da un'inattesa qualificazione, dopo due anni di fallimenti europei, mettendo nei guai le slovene che qualcuno aveva affrettatamente dato come sicure vincitrici del gruppo. L'assenza della promessa serba Dragana Cvijič rischia di farsi sentire parecchio nella squadra allenata da Marta Bon.

Il Győri AUDI ETO, favorito nella sfida di Koprivinica contro il Podravka Vegeta, potrebbe approfittare dello scontro diretto tra le due altre capoliste. Ma per quanto Anita Görbicz sembri tornata in gran forma, e Katrine Lunde Haraldsen si stia ambientando sempre più fra i pali della sua nuova squadra (ed oltre a lei c'è pur sempre anche una certa Katalin Pálinger a difendere la porta magiara ...), le ungheresi devono fare attenzione alle croate che, pur rimanendo a quota zero, hanno offerto buone prestazioni nella prima fase del girone, e spinte dal loro pubblico potrebbero finalmente trovare quel pizzico di fortuna finora mancato loro, e soprattutto i primi, meritatissimi punti.

* INCONTRI PER GRUPPO:
Girone A (Domenica 07 Novembre):
14:20 IK Sävehof Partille (0) - Dinamo Volgograd (4)
19:30 Buducnost Podgorica (6) - Viborg HK (2)
Girone B (Sabato 06 / Domenica 07 Novembre):
19:00 Itxako Reyno de Navarra (4) - Hypo Niederösterreich (2)
16:30 DVSC Korvex Debrecen(2) - HC Leipzig (4)
Girone C (Domenica 07 Novembre):
14:00 Randers HK (2) - Larvik HK (6)
17:30 Toulon Saint Cyr (2) - Oltchim Râmnicu Vâlcea (2)
Girone D (Domenica 07 Novembre):
12:00 Zvezda Zvenigorod Chekhov (4) - Krim Lubiana (4)
14:30 Podravka Vegeta Koprivnica (0) - Györi AUDI ETO (4)

** INCONTRI PER ORARIO (ITALIANO):
Sabato 06 Novembre:
19:00 Itxako Reyno de Navarra (4) - Hypo Niederösterreich (2)
Domenica 07 Novembre:
12:00 Zvezda Zvenigorod Chekhov (4) - Krim Lubiana (4)
14:00 Randers HK (2) - Larvik HK (6)
14:20 IK Sävehof Partille (0) - Dinamo Volgograd (4)
14:30 Podravka Vegeta Koprivnica (0) - Györi AUDI ETO (4)
16:30 DVSC Korvex Debrecen(2) - HC Leipzig (4)
17:30 Toulon Saint Cyr (2) - Oltchim Râmnicu Vâlcea (2)
19:30 Buducnost Podgorica (6) - Viborg HK (2)

*** COPERTURA TV / INTERNET:
Sabato 06 Novembre:
19:00 Itxako - Hypo Niederösterreich (Eurosport 2 / Laola1.tv)
Domenica 07 Novembre:
12:00 Zvezda Zvenigorod - Krim Lubiana (EHFTV.com)
14:20 IK Sävehof Partille - Dinamo Volgograd (EHFTV.com)
16:30 Debrecen - HC Leipzig (Eurosport 2 / MDR Satellite Astra)
19:30 Buducnost Podgorica - Viborg HK (EHFTV.com)

giovedì 27 maggio 2010

And the winner is ... Allison Pineau

Con un responso finale degno ... dell'ultimo Festival di Sanremo (si, quello dove anche un Emanuele Filiberto qualunque può arrivare tra i primi) la francese Alison Pineau, centrale del Metz e della nazionale medaglia d'argento agli ultimi mondiali, è stata votata miglior giocatrice al mondo dell'anno 2009, superando le altre due candidate al 'titolo': il portiere di Norvegia e Viborg (ma dall'anno prossimo al Gyori Eto ungherese) Katrine Lunde-Haraldsen e la russa Liudmila Postnova, entrambe a nostro (im)modesto giudizio assai più meritevoli del premio (pur con tutto il rispetto dovuto all'atleta transalpina, che certamente sa giocare meglio di quanto il 'transal-principe' sappia cantare ...) di quanto lo fosse il giovane talento delle Bleues.

Comlimenti alla Pineau dunque, anche se siamo convinti che al suo successo, frutto del voto internet, La Lunde Haraldsen preferirà sicuramente l'accoppiata Champions-Campionato Danese ottenuta negli ultimi due anni con il Viborg, ed i titoli europei ed olimpico, più i podi mondiali, con la maglia norvegese, così come la Postonova difficilmente cambierebbe i suoi trionfi in casacca russa nelle massima competizione per nazionali con il World Player of the Year 2009.

Le percentuali conclusive delle votazioni (pubbliche) per eleggere, in ambito femminile, il World Player of the Year 2009 sono state le seguenti:

* Alison Pineau (Francia): 39,8 %

** Katrine Lunde-Haraldsen (Norvegia): 33,9 %

*** Liudmila Postnova (Russia): 26,3 %

lunedì 24 maggio 2010

Viborg campione di Danimarca. Le Foto.


Un'ampia galleria fotografica della vittoria del Viborg nel campionato femminile danese, dopo aver espugnato l'Elro Arena di Randers di fronte a più di 2800 spettatori, e dei relativi festeggiamenti, si trova nella pagina di Katja Boll relativa all'incontro.

Qui sotto mettiamo solamente un paio di esempi. Il resto nel link di cui sopra.

Cliccare sulle immaggini per ingrandire.

Kristine Lunde-Borgersen alla sua
ultima partita con la maglia del Viborg.

Chana Masson tra i pali del Randers.

La Regina del Montenegro. Elena? No, Bojana!

Katrine Lunde-Haraldsen e Cristina Varzaru. E' qui la festa!

Un'impressionante serie di oltre 130 scatti della sfida decisiva per l'assegnazione del titolo è inoltre disponibile sul sito del fotografo danese Hans Carstens, che segue gli incontri del Randers HK. E' possibile accedere direttamente alle immagini della partita cliccando sul banner sottostante.

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lunedì 10 maggio 2010

Viborg HK: Parla Katrine Lunde Haraldsen.

Nonostante la sua grande prestazione contro l'Oltchim, Katrine Lunde Haraldsen afferma di non aver giocato al cento per cento, e che avrebbe potuto parare ancora di più.

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Nel pieno rispetto della par condicio, dopo aver colloquiato con il presidente dell'Oltchim gli 'intervistatori seriali' di eurohandball.com (sito dell'EHF) hanno sentito l'opinione della mitica portiera del Viborg HK, Katrine Lunde maritata Haraldsen.

Da alcuni anni ingrediente fondamentale dei successi della compagine danese, così come fino a poco tempo orsono lo fu dei trionfi della Norvegia di Marit Breivik (poi arrivò in panchina Thorir Heirgersson, e con lui qualche risultato non all'altezza delle poderose vichinge ...) la bionda trentenne di Kristiansand è sul piede di partenza dalla Danimarca, destinazione Gyor. In procinto di lasciare lo Jutland (per Vienna?) è anche la gemella Kristine Lunde (recentemente maritata) Borgersen, ma la dedizione di entrambe alla causa delle campionesse d'Europa è assolutamente totale. Come dimostrato nella finale di andata di sabato scorso, in cui nessuna delle Lunde si è risparmiata. Una ventina di parate nell'arco del match sono cifra assai lusinghiera per ogni estremo difensore in un match del genere, ma a dispetto di ciò la Lunde-Haraldsen non si è dichiarata del tutto soddisfatta della sua ultima performance in campo, da lei stessa definita 'così così'.

eurohandball.com: Quali ritiene siano state le ragioni della vostra netta vittoria nella prima partita (contro l'Oltchim)?
Katrine Lunde Haraldsen: La difesa ha funzionato, e non ha permesso all'Oltchim di mettere in pratica il loro abituale gioco in velocità. Inoltre nel corso dell'incontro siamo riuscite a far funzionare pure la nostra fase offensiva.

eurohandball.com: Avete vinto di sette reti, ma dopo essere state persino in vantaggio di dieci a cinque minuti dalla fine. Come si sente dopo questo risultato?
Katrine Lunde Haraldsen: Penso che sia un peccato non essere riuscite a mantenere lo scarto di dieci gol. Probabilmente è stata colpa di una mancanza di concentrazione da parte nostra negli ultimi minuti.

Tutta la grinta di Katrine.

eurohandball.com: Cosa pensa della sua performance?
Katrine Lunde Haraldsen: Che è stata un po' così e così. E' vero che ho fatto qualche buona parata, ma penso avrei potuto fare meglio.

eurohandball.com: È noto ormai da tempo che questa sia la sua ultima stagione a Viborg. Ciò rende ancora più importante finire la stagione alla grande?
Katrine Lunde Haraldsen: No, per me è sempre importante fare bene, a prescindere dal fatto che io stia lasciando il Viborg.

eurohandball.com: Come vede le possibilità (del Viborg) nel match di ritorno?
Katrine Lunde Haraldsen: Penso che siano buone, soprattutto se saremo ancora in grado far funzionare la nostra difesa, ma il Valcea mantiene sicuramente le sue chances (di vincere la Coppa).