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venerdì 17 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Cambi nelle semifinaliste: arrivano Gitte. Mihaela e ... il Cassano di Norvegia!

Bionde che vanno, bionde che vengono. Il pubblico della Messecenter Arena non avrà il piacere di vedere in campo i capelli dorati di Stine Bredal Oftedal. Il giovanissimo centrale della Norvegia, scelta all'ultimo minuto da coach Thorir Hergeirsson per far parte della sua nazionale ai campionati Europei, ha già dato il suo contributo, giocando alcuni minuti nelle partite contro Ucraina, Ungheria, Olanda, e andando pure a segno un paio di volte durante la passeggiata con le (e ancor più … sulle) malcapitate atlete dei Paesi Bassi. Esperienza che le sarà molto utile in futuro, quando la ragazzina dal sorriso ammaliante diventerà quasi certamente uno dei pilastri della squadra.

Stine Bredal Oftedal saluta la sua nazionale.
Ma è soltanto un arrivederci ...

Adesso, però, c'è un titolo europeo da (ri)conquistare, e l'allenatore delle campionesse in carica ha deciso di chiamare un elemento a suo parere più utile alla causa. Fuori la Bredal Oftedal dunque, e dentro un'altra atleta dall'aspetto prettamente nordico: Linn Jørum Sulland. Ex-compagna di Stine nello Stabaek Oslo, il terzino destro dalla potente mano sinistra, ora in forza al Larvik HK, è una delle migliori tiratrici dai nove metri in circolazione nel paese scandinavo. Qualcuno la ricorderà nella finalissima degli Europei di beach handball 2009, quando lei e Marit Malm Frafjord, che adesso ritroverà in terra di Jutland, furono le uniche norvegesi in grado di abbattere il 'muro Porini'.

Arriva Linn Jørum Sulland, la cui esclusione
dal Mondiale 2009 aveva suscitato reazioni simili
a quelle del caso Lippi-Cassano in Italia.

Ma il rapporto tra la Jørum Sulland e la 'landslag' (nazionale) del suo paese negli ultimi anni è stato travagliato: esclusa da Marit Breivik al momento di scegliere le future campionesse olimpiche di Pechino 2008, aveva incassato pure il no del successore Thorir Hergeirsson ai Mondiali di un anno fa. Una scelta assai controversa, che aveva creato un caso simile a quello nato dall'esclusione di Cassano dalla nazionale di Lippi per i mondiali di calcio: in parole povere … stampa perplessa, tifosi divisi ma soprattutto scettici, ed immancabili gruppi Facebook a sostegno della povera 'vittima' dell'allenatore cattivo. In effetti la mancanza di una brava tiratrice da lontano si era fatta sentire nell'agrodolce (terzo posto finale) campagna mondiale della Norvegia. E forse anche Hergeirsson, in fondo in fondo, aveva imparato la lezione: pur escludendo inizialmente la 26enne Sulland anche quest'anno, ha poi compreso la sua utilità e si è deciso a convocarla. Ora toccherà a lei dimostrare quanto la fiducia dell'allenatore di origini islandesi fosse meritata.

Gitte Aen, new entry nella landshold danese.

Scelta non tattica, ma forzata quella invece dietro alla sostituzione operata in casa Danimarca. L'allenatore Jan Pytlick avrebbe volentieri continuato a mandare in campo Mie Augustesen, non fosse altro perché l'ala sinistra del Randers, esponente di quella magica 'generazione '88/89' che sta prendendo ormai le redini della nazionale maggiore, era la miglior realizzatrice dell'intera formazione di casa. Purtroppo un infortunio al piede sinistro, in pratica una 'frattura da stress', ha messo brutalmente fine agli Europei della ragazza; al suo posto è arrivata la più esperta Gitte Aaen, classe 1981 e già due titoli europei vinti con la maglia del Viborg, anche se da quest'anno fa da riserva alla Augustesen pure nel Randers HK. Paradossalmente la Aaen era stata costretta a saltare i Mondiali 2009 proprio a causa di infortunio sopravvenuto poco tempo prima della manifestazione. Oggi, a suo modo, la sorte ha voluto 'risarcirla'.

Mihaela Smedescu potrà finalmente, se necessario,
difendere la porta della Romania.

Nuova entrata anche nella rosa della Romania: il portiere Mihaela Andreea Smedescu del Tomis Constanta può finalmente entrare in campo. Già presente nella spedizione di Radu Voina come terzo estremo difensore, non aveva il permesso, a causa del regolamento del torneo, di 'subentrare' all'infortunata Paula Ungureanu già nella seconda fase. Ma ora, con il passaggio alle semifinali, le sarà consentito per lo meno di sedere in panchina come riserva di Talida Tolnai, a sua volta promossa a primo portiere dopo lo sfortunato incidente capitato alla titolare nella partita contro la Croazia. Tolnai per loro fortuna brava ad evitare di farsi male durante le sfide contro Russia e soprattutto Montenegro - quest'ultima da lei giocata ad altissimi livelli - altrimenti per la Romania sarebbero stati guai seri.

mercoledì 15 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Norvegia - Olanda 35-13



Primo tempo 18-9.

C'è bisogno di aggiungere altro ? Credo che i numeri parlino da soli ...

Se però proprio vogliamo aggiungere qualcosa, possiamo dire che la macchina da goal chiamata Norvegia demolisce lo sparring partner Olanda con lo scarto maggiore visto finora in questi campionati (difficile che si possa far meglio negli incontri rimasti) e vola, da seconda classificlpèata nel girone II dietro alla Svezia, in semifinale, dove l'attende un impegno di ben altra natura nella tana delle fortissime 'cugine' danesi.

Il nocciolo della non-partita che ha chiuso la fase norvegese (nel senso di 'in Norvegia') dell'Europeo sta tutto nei numeri dei vari parziali, impietosi verso la povera Olanda, che meritava una migliore uscita di scena da un campionato a cui le arancioni hanno sicuramente fatto onore: 8-1 dopo 13 minuti, 13-3 al ventunesimo. Poi uno scatto d'orgoglio delle ospiti riduce il divario fino al 14-8, ma il primo tempo è chiuso da una spettacolare rete in acrobazia di Gro Hammerseng, al termine di un'azione corale assolutamente da playstation.

Nella ripresa il 'Norge Express' non lascia, anzi raddoppia (numero di reti, margine di vantaggio, di tutto e di più ...) e va pure oltre. L'Olanda pare solamente attendere la fine del suo calvario, mentre tra un contropiede e l'altro, che mandano in visibilio gli oltre cinquemila fansa della Håkons Hall, c'è tempo anche per fare una bella dose di turnover e mandare in rete (due volte) il 'cucciolo' della squadra, la diciannovenne Stine Bredal Oftedal, arrivata in nazionale maggiore all'ultimo minuto, che finalmente lascia la propria impronta sul campionato.

Buon per lei che ci sia riuscita in tempo, perché è difficile che il biondo folletto dello Stabaek Oslo possa ritagliarsi ulteriori spazi nella 'Final Four' di Herning del prossimo fine settimana. Contro la Danimarca e nell'eventuale finalissima ci sarà da faticare sul serio. In un ambiente assai meno amichevole dalla grande festa che ha congedato la håndballjentene ('ragazze della pallamano' in norvegese) dal proprio pubblico, prima della partenza per lo Jutland. Al pivot Heidi Løke, oggi pure lei quasi infallibile in contropiede, è andato il premio come MVP della sua squadra.

Curiosamente l'ultima rete dell'incontro, un sette metri a tempo scaduto, è stata segnata dall'Olanda, fino ad allora capace di andare in goal la miseria di tre volte in tutta la seconda frazione. Il rigore realizzato da Maura Visser (stavolta non 'top scorer' delle sue, 'onore' andato a Lois Abbingh con un poker di reti) è il saluto dell'Olanda, che manca pure la finalina per il quinto posto (ci andrà invece la Francia, come premio di consolazione per l'ottima seconda fase delle Bleues), ma migliora nettamente il risultato dell'unica altra volta dei Paesi Bassi agli Europei, il decimo posto casalingo del 1998. Alla federazione olandese possono camminare a testa alta ...

mercoledì 8 dicembre 2010

EHF Europei Femminili 2010. Il programma della 2a Giornata

Per metà delle contendenti non c'è tempo di riposare: i gironi 'norvegesi' (C; D) degli Europei femminili di pallamano tornano in campo già oggi, con quattro incontri di importanza fondamentale per stabilire le squadre qualificate alla fase successiva, e con che punteggio ci vanno. Alle sei meno un quarto è il turno di Svezia e Ucraina, accomunate dai colori giallo e blu ma uscite dai rispettivi debutti con il morale totalmente diverso: scandinave esaltate dopo il colpo a sorpresa contro la Germania, e pronte a sigillare con una nuova vittoria il passaggio del turno, ex-sovietiche costrette a fare punti (e qualche rete in più di ieri...) per evitare una altrimenti quasi certa eliminazione.

Mezz'ora dopo è il turno di un'altra partita fondamentale: a Lillehammer la Francia, ancora alla ricerca di sé stessa dopo le pessime amichevoli di preparazione e la batosta presa ieri dalla Norvegia, proverà a ritrovarsi contro l'Ungheria. Una mancata vittoria non comprometterebbe la corsa al terzo posto nel girone D, ma metterebbe le Bleues già in una situazione difficilissima anche in caso di qualificazione al turno successivo. Al contrario, le magiare puntano al bottino pieno, sia per staccare in anticipo il biglietto per la fase seguente, sia per assicurarsi almeno due punti alla partenza del Main Round, che consentirebbero loro di avere più chances nella corsa alle semifinali. Da segnalare l'arrivo di un rinforzo nelle fila delle transalpine: Stéphanie Ntsama Akoa (foto in alto, cliccare per ingrandire), terzino sinistro del Le Havre (i suoi numeri: 26 anni, 1 metro e 86, 14 presenze e 4 goal finora con la maglia della nazionale).

Alle 19:45 si torna alla Larvik Arena per Olanda-Germania, sfida abituale in un qualsiasi europeo di calcio, un po' meno nell'handball. Ancor più insolito è vedere le olandesi davanti in classifica alle tedesche in questo sport. Germania alla ricerca della prima vittoria, altrimenti il cammino verso le semifinali si complicherebbe quasi inesorabilmente, ma soprattutto alla ricerca di Grit Jurack. Le prestazioni deludenti - negli ultimi test-match come ieri contro la Svezia - della loro atleta più rappresentativa, e le sue difficoltà ad integrarsi in nazionale, preoccupano i tifosi teutonici. Senza il suo apporto rischiano di non bastare né Anja Althaus né una nuova conferma delle doti di Franziska Mietzner. 'Orange' capitanate da Maura Visser che gioca in un club danese, ma piene di elementi del campionato tedesco, per cui si annuncia più di un 'derby personale' fra abituali compagne di squadra come ulteriore motivo d'interesse della partita.

Non è invece facile trovare motivi d'interesse in un Norvegia-Slovenia dall'esito apparentemente scontato. Se non fanno scherzi, le scandinave che ieri hanno massacrato la Francia dovrebbero fare un sol boccone della 'cenerentola' del gruppo D nell'incontro che chiuderà la giornata (fischio d'inizio alle 20:15) alla Håkons Hall. Potremmo vedere se, con il maggior spazio prevedibilmente concesso questa sera alle 'seconde linee', le ragazzine Mari Molid e Stine Bredal Oftedal (foto a lato), campionesse europee e mondiali da juniores, troveranno la loro prima, storica rete agli Europei con la nazionale maggiore. Raschiando il fondo del barile, potremmo persino trovare un motivo d'interesse nel 'derby di Győr a distanza' fra Katalin Pálinger e Katrine Lunde Haraldsen, arbitro Ana Gros. Ieri la Pálinger ha ipnotizzato il giovane talento sloveno, compagna di squadra di entrambi i portieri nel Győri ETO ungherese, ed a non prendere neanche un misero goal (su dieci tiri!) dalla Gros. La quale, a sua volta, oggi si trova di fronte la Lunde Haraldsen, l'altro massimo difensore del Győr. Riuscirà Katrine ad emulare la compagna-rivale Katalin? Al campo l'ardua sentenza ...

GRUPPO C (Larvik Arena – Larvik, Norvegia)
17:45 Ucraina (2 punti) - Svezia (2)
19:45 Olanda (2) - Germania (0) (Sport 1)

GRUPPO D (Håkons Hall – Lillehammer, Norvegia)
18:15 Francia (0) - Ungheria (2) (Sport+ a pagamento)
20:15 Slovenia (0) - Norvegia (2) (RTV Slovenija 2 - criptato??)

Diretta internet di alcuni incontri su
http://www.ehf-euro.com/Stream.2860.0.html#.

Diretta TV di Germania-Olanda sul canale satellitare tedesco Sport 1 (alle 18:00, sempre sul satellite Astra, c'è l'interessante amichevole maschile Germania-Polonia in diretta su ARD1 / Das Erste)

EHF Europei Femminili 2010: Riassunto 1a Giornata

Sorprese e conferme, prestazioni individuali da incorniciare e flop più o meno clamorosi. Vittorie travolgenti e partite che tengono con il fiato sospeso fino all'ultimo. C'è stato di tutto nella giornata inaugurale degli Europei femminili.

Fra le squadre subito attese al varco la Danimarca, vera padrona di casa (a differenza delle norvegesi, loro giocheranno di sicuro tutti i propri incontri fra le mura amiche), che qualcuno pensava potesse soffrire la tensione per il debutto davanti ai suoi oltre quattromila tifosi. Ma non è stato così: le ragazze di Jan Pytlick hanno svolto bene il proprio compito, andando a sconfiggere la Serbia con autorità, comandando i giochi dal primo all'ultimo minuto (con punte fino al 13-5 della prima parte) e concludendo sul 25-20, con ben sette giocatrici a segno almeno tre volte - una fa pure poker. Bene Mie Augustesen, regina dei contropiedi scandinavi, ed Karin Mortensen (MVP delle sue) in porta con circa due terzi dei tentativi avversari neutralizzati nel primo tempo.

Insomma, la Danimarca ha mostrato di avere molte frecce al proprio arco; oppure, se vogliamo essere cattivi e guardare il bicchiere mezzo vuoto, ha lasciato intravedere l'apparente mancanza di un autentico leader che emerga sulle altre atlete e sappia trascinare la landshold. Intanto però, anche se i dubbi su qualità della squadra e chances di finire tra i primissimi rimangono, le danesi si sono messe in tasca i due punti, per il resto ci sarà tempo. Eppoi a che serve una trascinatrice, se le compagne non la seguono? La Serbia di ieri ne è perfetto esempio: Andrea Lekić superlativa con le sue sette meraviglie, ma ha finito col predicare nel deserto: senza l'aiuto delle altre - in particolare del terzino sinistro Sanja Damjanović, decisamente in serata no con il suo due su dieci al tiro, e la sua inefficacia assoluta dai nove metri - la squadra balcanica non ha può andare lontano.

Lo scontro di cartello nel gruppo A (il 'girone di ferro' della prima fase) vedeva però opposte Romania e Spagna. Ovvero la 'tricolore' di Voina contro la 'furie rosse', che per le rumene erano diventate la 'bestia nera', avendole buttato fuori dagli ultimi Europei e anche dai più recenti mondiali. Ma la vendetta è un piatto che si serve ... al freddo (di Aalborg, Danimarca). E vendetta fu: la Romania vince per 30-26, forse in modo ancor più lampante di quanto lo score finale possa raccontare. Balcaniche avanti per quasi tutto il match, tranne l'iniziale scatto spagnolo, con Manguè e compagnia ad approfittare di una falsa partenza di Neagu e socie, ed andare sul 3-1 dopo pochi minuti. Ma la fiesta appena cominciata è già finita. La reazione rumena, a forza di contropiedi micidiali, è immediata, porta all'immediata parità (4-4) e poi subito ad un vantaggio che le rivali non riusciranno mai ad annullare.

Trascinate da una Varzaru superlativa (nove reti per la giocatrice del Viborg) e dal pivot Ionela Stanca (a segno sette volte) in attacco, ma pure dal grande lavoro difensivo della Tivadar e di Aurelia Bradeanu, che disinnescano la 'miccia Begona (Fernañdez'), la quale avrà due reti come misero bottino, le rumene volano a più cinque, arrivando alla pausa sul 15-10. La musica non cambia nella ripresa, anzi il gap arriva fino al più otto, con Oana Soit, che gioca nella spagnola Itxako, sugli scudi, prima che - complice qualche cambio effettuato da Voina - la Spagna riesca a ridurre lo svantaggio fino al 19-22, ma non vada oltre. Alla truppa di Jorge Dueñas non bastano i sei goal di un'ottima Nerea Peña, e adesso, mentre le rumene si preparano alla grande sfida contro la Danimarca, la Spagna è costretta a fare risultato pieno contro la Serbia per evitare i rischi di una clamorosa eliminazione anticipata.

La vera regina della prima giornata, però, è stata Bojana Popović. Dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, il suo valore assoluto (chi può vincere l'IHF Player of the Year se non lei?) la montenegrina battezza il ritorno (dopo sette anni) in un grande evento per nazioni trascinando la sua patria, indipendente solo dal 2006, ad una vittoria storica. Tanto più prestigiosa sia in quanto l'avversario era la Russia, priva di alcune giocatrici importanti ma sempre campionessa del mondo, sia per il modo in cui è stata conquistata, al termine di una rimonta epica.

Alzi la mano chi, con le russe avanti 15-9 appena prima dell'intervallo e Bojana ben controllata - nei limiti del possibile - da Ekaterina Vetkova, avrebbe puntato un centesimo sulla vittoria montenegrina. Ma nel secondo tempo accade l'impensabile: Evgueni Trefilov, 'generale' (da panchina) di mille battaglie, si scopre incapace di gestire il vantaggio, che le avversarie, spinte dalla Popović e da Maria Jovanović, rosicchiano punto su punto fino al 18-18. Riuscendo persino a mettere il naso avanti sul 20-19. Sul 20 pari seguono minuti convulsi in cui, tra nervosismo in attacco e bravura dei rispettivi portieri, nessuna delle due squadre riesce a far male all'avversario, ma poi si ritrova la via del goal, con il Montenegro a portarsi sul 23-21 nella volata finale. A poco serve l'ultima rete russa; Bojana (chi altri?) sigilla a fil di sirena il trionfo, ed esplode in un'esultanza già vista ai tempi delle sue grandi vittorie in Champions League. Con una fuoriclasse del genere, ed altri elementi di qualità in rosa, coach Dragan Adzić può puntare in alto.

Dominio balcanico nel girone B: vince pure la Croazia, brava a fare il suo dovere contro l'Islanda. A differenza del Montenegro, le scandinave arrivano al ballo delle debuttanti senza il vestito della festa, e senza grandi pretese. Il vantaggio iniziale opera di Karen Knútsdóttir sarà l'unico momento da ricordare con piacere nella 'prima volta' dell'isola scandinava (in versione femminile) agli Europei. Poi arriva il ciclone croato e travolge senza pietà le avversarie. Cinque reti di fila aprono la strada a un dominio che arriverà fino al 19-12 dell'intervallo, con molte delle atlete slave a segno. Troppa anche la differenza di percentuali fra i rispettivi portieri. Nella ripresa il coach balcanico lascia maggiore spazio alle seconde linee, risparmiando la stella Andrea Penezić, ma neppure questo aiuta Anna Guðrún Stefánsdóttir (comunque sei reti per la top scorer islandese) e compagne. La Croazia compie la sua missione. Fuori una, adesso avanti la prossima ...

C'è chi riesce a far peggio dell'Islanda: è l'Ucraina, umiliata dalle terribili olandesi, sempre più squadra da prendere con le molle. Pidpalova (a segno solo una volta) e compagne terminano l'incontro con un imbarazzante tredici alla voce 'goal segnati'. La loro gara inizia male (8-13 all'intervallo) e finisce peggio, tanto che le slave non riescono più a segnare negli ultimi tredici minuti e mezzo!! La coppia formata da Maura Visser (dieci reti su tredici per la giocatrice del KIF Vejen. Non male come debutto, eh?) e Pearl van der Wissel (tre 'perle' su cinque, ma tutte al momento giusto) ne approfitta per completare la sua devastante opera fino al 25-13, incredibile score conclusivo di un match che ha visto l' Olanda sempre avanti. La cinquina di Rehina Shymkute serve a ben poco, e a questo punto viene da chiedersi se un'Irina Chernova (le cui recenti prestazioni di Coppa Coppe contro il Rostov, ricordiamo, le avevano fruttato pure i complimenti sul sito della capolista del campionato russo) non avrebbe fatto comodo a questa squadra. Comprensibile l'imbarazzo a fine partita di coach Leonid Yevtushenko, che si spreca in elogi per le avversarie ma in pratica evita ogni commento sulla prestazione della propria squadra.

Se nel gruppo C l'Ucraina piange, la Germania non ride. Tedesche tradite ancora una volta da Grit Jurack, abulica per quasi tutto il match, e battute dalla sorprendente Svezia al termine di una sfida equilibrata ed emozionante. Alle semifinaliste di Skopje 2008 non basta il pokerissimo di Anja Althuas, nè la mezza dozzina di reti di Franziska Mietzner, terzino destro classe 1988 dal braccio potente che si sta facendo conoscere dal grande pubblico. Non basta anche perché dall'altra parte c'è una stra-to-sfe-ri-ca Gabriella Kain in versione saracinesca. Rigori parati ed altre prodezze del portiere scandinavo tengono a galla (a dir la verità assieme al sangue freddo di Isabelle Gulldén dai sette metri) la Svezia in un primo tempo finito sul 14-12 per la Germania. Nella ripresa al suo show personale si aggiungono la stessa Gulldén, Linnea Torstenson (stella poco brillante nel match, ma comunque autrice di una tripletta decisiva) e soprattutto la 'Toulon connection': Therese Helgesson e Kristina Flognman, compagne di squadra nelle fila delle campionesse di Francia, le due salgono in cattedra al momento giusto e piazzano le reti che fanno la differenza, completando il sorpasso delle vichinghe e portando la squadra al 27-25 finale.

Solo la sconfitta islandese macchia il debutto delle formazioni scandinave: oltre a Danimarca a Svezia, anche la favoritissima Norvegia esordisce (a Lillehammer) con una bella vittoria. Trenta minuti stellari, vicinissimi alla perfezione, sono più che sufficienti ad asfaltare la malcapitata Francia. Scandinave esaltate ed esaltanti di fronte al proprio pubblico. Transalpine battagliere nei primissimi minuti, ma la loro resistenza si scioglie come neve al sole quando un poker di reti del terzino destro Tonje Nostvøld spiana la strada alle norvegesi, portando ad un vantaggio che arriva fino al 19-10 dell'intervallo. Arcigna difesa ed efficaci contrattacchi (nei quali si fa notare, sempre sul lato destro, la 'solita' Linn-Kristin 'Ferrari' Riegelhuth), uniti alla 'solita' buona prestazione fra i pali di Katrine Lunde Haraldsen, ed alla classe di una grande Tonje Larsen, sono gli ingredienti principali dello spettacolo offerto dalla landslag.

Nella ripresa coach Hergeirsson offre maggior spazio alle giovani Nora Mørk (a segno per la prima volta in una competizione del genere), Mari Molid e Stine Bredal Oftedal (quest'ultima un po' emozionata, fa bene il lavoro da centrale ma purtroppo fallisce i tre tentativi di battezzare il suo debutto 'fra i grandi' con una rete). Turnover o meno, le norvegesi non lasciano comunque alle avversarie neppure un vero e proprio accenno di rimonta, ed alla sirena il 33-22 finale risulta frustrante per le transalpine, che continuano una serie negativa iniziata nelle ultime tre partite di preparazione, tutte perse. Alison Pineau mediocre, tra le Bleues si salvano forse Audrey Deroin (quattro reti) e Katty Tolla Piejos (tre tiri, tre goal), con Amandine Leynaud almeno brava ad evitare un passivo ancora peggiore.

Buonissima la prima nel girone D per l'Ungheria. Vittoria agevole alla Håkons Hall, come agevole era l'avversario: la Slovenia, incapace di trovare la via del goal per i sette minuti iniziali, è in buona parte troppo giovane ed inesperta per ostacolare le avversarie, che vincono per 28-19 (ma già il 16-10 della pausa, a dispetto di una doppia inferiorità numerica per la magiare, faceva capire come sarebbe finita), trascinate da Anita Bulath (sei goal), da Orsolya Verten (cinque) e dal poker immediato di Zita Szucsánszki, utile a fare subito il break decisivo. Colpiscono però anche gli ZERU goal su dieci tentativi di Ana Gros: la giovane promessa dell'handball sloveno si fa letteralmente ipnotizzare dall'ottima Katalin Pálinger, sua compagna di club al Győri ETO, e non ne azzecca una che sia una. Il pivot Urša Oven e la 'rigorista' Maja Zrnec sono più prolifiche, ed entrano fra le poche note positive viste al debutto delle slave.

giovedì 4 novembre 2010

Europei Femminili. Le pre-convocazioni di Danimarca e Norvegia.

Emanate dai rispettivi allenatori (Jan Pytlick e Thorir Heirgeirsson) le liste delle 'pre-convocazioni' delle due nazionali 'di casa' agli imminenti campionati Europei femminili di Danimarca e Norvegia.

Scorrendo i ventotto nomi della rappresentativa danese si nota immediatamente il nome del leggendario portiere quarantaduenne Lene Rentala, debuttante con la casacca danese nel lontano 1991 (quando Maria Fisker del Randers HK, altra pre-convocata per i prossimi Europei ... aveva appena quattro mesi) e medaglia d'oro con la sua nazionale già agli Europei del 1994 e ad Atlanta 1996, mentre non vi è alcuna traccia della sua attuale compagna di club (al Larvik HK) Cecilie Leganger, da anni fuori dal giro della propria nazionale a dispetto della sua innegabile classe e bravura, nella lista delle norvegesi, in cui compaiono invece esperte giocatrici come Tonje Larsen ma pure ben cinque elementi (Molid, Bredal Oftedal, Mørk, Kurtovic e Solberg) della squadra juniores che negli ultimi due anni ha dominato la scena internazionale di categoria. Troviamo pure quella Ingrid Ødegård che abitualmente difende i pali della selezione di beach handball (lo ha fatto anche nella celeberrima finale degli Europei 2009 contro le azzurre ...) nonché June Andenæs, ex 'allieva' di coach Marco Trespidi nella fila del Levanger. Anche se sembra praticamente impossibile che quest'ultima possa vincere la concorrenza di elementi del calibro di Heidi Løke e Marit Malm Frafjord.

Le liste verranno ristrette ad una rosa definitiva di sedici elementi ciascuna nei giorni precedenti l'inizio della massima rassegna continentale, fissato per il 7 Dicembre.

DANIMARCA
Portieri:
1 Mette Sahlholdt, HC Odense, 39/0
12 Karin Mortensen, FIF, 187/4
16 Christina Pedersen, Viborg HK, 65/1
20 Sandra Toft, TTH, 10/0
28 Lene Rantala, Larvik HK, 226/0
Altre Giocatrici:
2 Mette Melgaard, Randers HK, 42/60
3 Maibritt Kviesgaard, SK Aarhus, 61/138
4 Susan Thorsgård, FCM Håndbold, 32/64
5 Mie Augustesen, Randers HK, 46/166
6 Anna Sophie Okkels, Randers HK, 13/17
7 Gitte Brøgger Led, SK Aarhus, 12/24
8 Louise Lyksborg, HC Leipzig, 22/22
9 Camilla Dalby, Randers HK, 60/170
10 Christina Krogshede, FIF, 47/85
11 Kristina Bille-Hansen, Aalborg DH, 67/92
13 Maria Fisker, Randers HK, 2/10
14 Lærke Winther Møller, FCM Håndbold, 30/108
15 Pernille Holst Larsen, HC Odense, 37/42
17 Gitte Aaen, Randers HK, 36/101
18 Kamilla Kristensen, HC Odense, 81/147
19 Line Jørgensen, FCM Håndbold, 34/94
21 Kristina "Mulle" Kristiansen, TTH, 37/96
22 Trine Troelsen, FCM Håndbold, 81/196
23 Ann Grete Nørgaard, TTH, 25/91
24 Berit Kristensen, Randers HK, 41/63
25 Rikke Skov, Viborg HK, 107/296
26 Louise "Svala" Spellerberg, KIF Vejen, 19/27
27 Sofie Bloch-Sørensen, SK Aarhus, 2/2

NORVEGIA
Portieri:
Kari Aalvik Grimsbø, Team Esbjerg;
Katrine Lunde Haraldsen, Györ;
Sakura Hauge, Tertnes Håndball;
Ingrid Ødegård, FC Midtjylland;
Terese Pedersen, Hypo Niederosterreich.
Terzini / Centrali:
Ida Alstad, Byåsen Håndball;
Tonje Nøstvold, FC Midtjylland;
Karoline Dyhre Breivang, Larvik;
Gro Hammerseng, Larvik;
Tonje Larsen, Larvik;
Tine Rustad Kristiansen, Larvik ;
Tine Stange, Larvik;
Mari Molid, Byåsen Håndball;
Stine Bredal Oftedal, Helset (spiller for Stabæk);
Karoline Næss, Stabæk.
Ali Destre:
Linn Jørum Sulland, Larvik;
Linn-Kristin Riegelhuth, Larvik;
Nora Mørk, Larvik;
Amanda Kurtovic, Byåsen Håndball;
Ida Bjørndalen, Kolding.
Ali Sinistre:
Kari Mette Johansen, Larvik;
Camilla Herrem, Byåsen Håndball;
Charlotte Mordal, Issy Paris;
Sanna Solberg, Stabæk.
Pivot:
Heidi Løke, Larvik;
Marit Malm Frafjord, Viborg Håndball;
June Andenæs, Levanger;
Hege Christin Vikebø, Tertnes Håndball.

lunedì 19 luglio 2010

Hasta la vista BABY! Il BLOG della nazionale norvegese ai Mondiali Femminili Juniores.

Interessante e simpatica l'iniziativa delle ragazzine della nazionale norvegese femminile juniores, attualmente impegnata a disputare i Campionati del Mondo di categoria, che hanno deciso di creare un blog dedicato all'evento, nel quale raccontano, attraverso continui aggiornamenti, la loro esperienza in Corea del Sud.

Dall'immancabile 'shopping tour' alla sessione di karate con un branco di bambini coreani scatenati, dall'occhio pesto della biondissima centrale Stine Bredal Oftedal, souvenir di un incontro ravvicinato con 'la versione serba dell'incredibile Hulk' a quello nero (cose che capitano in allenamento) di Sanna Solberg, appunti quotidiani e tante fotografie (qui non ne mettiamo per rispetto del copyright) che parlano delle loro sfide sul campo, ma anche e soprattutto del 'dietro le quinte', del 'vissuto' di un gruppo di teen-ager (tra loro anche Susann Iren Hall, allenata da Marco Trespidi al Levanger durante la stagione 2008/2009) catapultate per la prima volta in un'esperienza di così alto livello, per quanto avessero sperimentato qualcosa di simile ai campionati europei vinti la scorsa estate in Ungheria - tra l'altro il cammino verso il successo era cominciato proprio contro l'Italia nelle qualificazioni ...

Alcune di loro, dalla già menzionata Bredal Oftedal (che in molti vedono come erede della mitica Gro Hammerseng) a Nora Mørk fino alle gemelle Solberg (possibili eredi di Kathrine e Kristine Lunde ...) continueranno probabilmente sulla strada della fama e del successo, e diverranno parecchio conosciute a livello internazionale. Ma ora come ora rimangono sempre ragazzine come le altre, con mamme, papà e zie che le salutano e si congratulano con loro dalla sezione-commenti del blog.

Insomma, un blog che merita di essere visto, anche se scritto (da quale atleta direttamente? Non si sa!! E' un segreto meglio custodito di quelli di Fatima ...) in una lingua - il Bokmål norvegese - non proprio accessibile alla stragrande maggioranza di noi italiani. Ma per ovviare a questo problema si può sempre utilizzare il servizio di Google translator (magari dal norvegese all'inglese, che è meglio ...).

L'indirizzo a cui trovare il 'diario di bordo' della nazionale norvegese femminile junior e il seguente:
http://norgejuniorvm.blogg.no/.

Buona lettura e ... Hasta la vista BABY!
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