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lunedì 13 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: le formazioni aggiornate di Romania e Francia

Ecco le 'nuove' formazioni di Romania e Francia dopo la rispettive ultima sostituzioni a cause dei recenti inofortuni: l'ala destra Adriana Nicoleta Nechita al posto di Cristina Varzaru, che ha sofferto una lesione muscolare nel match con la Serbia, per la Romania, ed Angélique Spincer, subentrata a Sophie Herbrecht nel roster della Francia, con risultati immediatamente eclatanti: il terzino dell'Issy-le-Molineaux ha segnato le due reti decisive nalla vittoria contro l'Olanda.

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ROMANIA


FRANCIA

giovedì 9 dicembre 2010

EHF Europei Femminili 2010: anteprima della 3a giornata.

Oggi in Norvegia ci si riposa, ma in Danimarca si torna a giocare. Aalborg ed Aarhus ospiteranno i quattro incontri di una giornata che emetterà i primi verdetti definitivi nel gruppo A e nel gruppo B.

Il piatto forte è sicuramente la sfida tra Danimarca e Romania, due delle principali sfidanti alle regine norvegesi. Entrambe le squadre hanno superato, con più luci che ombre, il primo esame di maturità. Le scandinave, con Karin Mortensen in gran forma tra i pali, hanno dimostrato di saper gestire la pressione battendo la Serbia, mentre un buona difesa e i contropiedi dell'infallibile Varzaru (la quale ieri non si è allenata, ma oggi sarà in campo) hanno scacciato il fantasma di una Spagna che aveva eliminato le rumene nelle ultime due grandi competizioni precedenti. Lo scontro diretto odierno potrebbe / dovrebbe decidere la vincente del girone, e soprattutto chi inizierà il Main Round con quattro punti: la posta in gioco è alta. Romania sulla carta con maggiore qualità delle avversarie, ma il fattore-campo ha già giocato brutti scherzi alla ragazze di Radu Voina, battute sei volte nelle ultime sei partite esterne contro le scandinave - anche se in quattro casi si trattava di un'amichevole.

Voina stesso è consapevole dei problemi che un fattore-campo non amico può causare alle sue, e dell'importanza di avere un'efficace difesa in sfide del genere. Ma, dall'altra parte, pure Jan Pytlick conosce perfettamente le potenzialità delle atlete rumene, a cominciare dalla Varzaru, che proprio nello Jutland - con la maglia del Viborg - ha ottenuto i suoi maggiori trionfi in carriera. Sarà forse Rikke Skov, sua compagna di club e perno difensivo di Viborg e nazionale, a prendersi cura della 'minaccia Varzaru' ? Che ad ogni modo non è l'unica: dalla Neagu, alla Stanca dai sei metri, dall'ala Elisei fino a Roxana Han praticamente tutta la Romania può fare seri danni alle retroguardie avversarie.

C'è aria di 'dentro o fuori' nell'altra sfida del girone: chi dovesse perdere il match fra Spagna e Serbia sarà quasi certamente eliminato, vista la qualità degli avversari nell'ultimo turno. Le iberiche, finaliste a Skopje 2008, non possono permettersi un'uscita prematura, e godono dei favori del pronostico, specie se eviteranno certi errori fatti all'esordio. Jorge Dueñas punterà su Marta Mangue, e sul pivot Begoña Fernandez, di fatto neutralizzata dalla difesa rumena due giorni fa, mentre Duško Milić, pure lui con qualche gatta da pelare dopo la falsa partenza, spera che Andrea Lekić non sia cosi sola come nella prima partita, in cui a dire il vero nemmeno lei è stata poi devastante ...

'Derby delle debuttanti' nel Girone B. Il Montenegro delle meraviglie, abbattuto il Golia russo, ora si trova di fronte il David islandese. Se Bojana Popović e le sue connazionali hanno sovvertito pronostici e svantaggi al debutto, ora la pressione sarà tutta sulle loro spalle: nessuno si aspetta un miracolo della modesta nazionale nordica, anche se i postumi della battaglia con le russe - tante energie spese nella rimonta, l'infortunio di Ana Radović che ha raggiunto in infermeria la già indisponibile Gabriella Kindl - potrebbero causare qualche grattacapo imprevisto a mister Dragan Adzić. Nonostante tutto ciò, la differenza di valori tra le contendenti sembra talmente ampia che, come già detto, nessuno punta seriamente su una sconfitta delle balcaniche. Specie se, come confessato da Hanna Stefánsdóttir in un'intervista, l'Islanda andrà in campo giusto con lo scopo di ... 'fare del loro meglio' senza nemmeno porsi i due punti come obbiettivo. Sincerità e realismo vanno bene, ma a volte, per ottenere risultati, è necessario pensare in grande, anche al di sopra delle proprie effettive possibilità ...

La Russia delle grandi assenze è chiamata forzatamente al riscatto contro la Croazia. Una mancata vittoria delle campionesse mondiali contro le balcaniche, uscite vincenti dal debutto di martedì, rischia di avere effetti gravissimi in proiezione Main Round, e quindi semifinali. Il 'generale' Trefilov, che ha perso la prima battaglia, sa che per vincere la guerra non si può più sbagliare. Ma le ragazze di Vladimir Canjuga non saranno avversario facile. Il coach croato si attende una sfida combattuta, augurandosi che Andrea Penezić e le altre siano più precise in attacco di quanto lo furono nel match di apertura: contro le veloci ali russe, gli errori offensivi si pagano cari.

Girone A (Aalborg, Danimarca)
18:45 Serbia (0 punti) - Spagna (0)
20:45 Romania (2) - Danimarca (2)

Girone B (Aarhus, Danimarca)
18:15 Islanda (0) - Montenegro (2)
20:15 Russia (0) - Croazia (2)

Alcune partite saranno visibili in diretta gratuitamente sul sito ehf-euro.com (sezione VIDEO live stream). Se poi troveremo link alternativi, li posteremo in questo blog ...

mercoledì 8 dicembre 2010

EHF Europei Femminili 2010: Riassunto 1a Giornata

Sorprese e conferme, prestazioni individuali da incorniciare e flop più o meno clamorosi. Vittorie travolgenti e partite che tengono con il fiato sospeso fino all'ultimo. C'è stato di tutto nella giornata inaugurale degli Europei femminili.

Fra le squadre subito attese al varco la Danimarca, vera padrona di casa (a differenza delle norvegesi, loro giocheranno di sicuro tutti i propri incontri fra le mura amiche), che qualcuno pensava potesse soffrire la tensione per il debutto davanti ai suoi oltre quattromila tifosi. Ma non è stato così: le ragazze di Jan Pytlick hanno svolto bene il proprio compito, andando a sconfiggere la Serbia con autorità, comandando i giochi dal primo all'ultimo minuto (con punte fino al 13-5 della prima parte) e concludendo sul 25-20, con ben sette giocatrici a segno almeno tre volte - una fa pure poker. Bene Mie Augustesen, regina dei contropiedi scandinavi, ed Karin Mortensen (MVP delle sue) in porta con circa due terzi dei tentativi avversari neutralizzati nel primo tempo.

Insomma, la Danimarca ha mostrato di avere molte frecce al proprio arco; oppure, se vogliamo essere cattivi e guardare il bicchiere mezzo vuoto, ha lasciato intravedere l'apparente mancanza di un autentico leader che emerga sulle altre atlete e sappia trascinare la landshold. Intanto però, anche se i dubbi su qualità della squadra e chances di finire tra i primissimi rimangono, le danesi si sono messe in tasca i due punti, per il resto ci sarà tempo. Eppoi a che serve una trascinatrice, se le compagne non la seguono? La Serbia di ieri ne è perfetto esempio: Andrea Lekić superlativa con le sue sette meraviglie, ma ha finito col predicare nel deserto: senza l'aiuto delle altre - in particolare del terzino sinistro Sanja Damjanović, decisamente in serata no con il suo due su dieci al tiro, e la sua inefficacia assoluta dai nove metri - la squadra balcanica non ha può andare lontano.

Lo scontro di cartello nel gruppo A (il 'girone di ferro' della prima fase) vedeva però opposte Romania e Spagna. Ovvero la 'tricolore' di Voina contro la 'furie rosse', che per le rumene erano diventate la 'bestia nera', avendole buttato fuori dagli ultimi Europei e anche dai più recenti mondiali. Ma la vendetta è un piatto che si serve ... al freddo (di Aalborg, Danimarca). E vendetta fu: la Romania vince per 30-26, forse in modo ancor più lampante di quanto lo score finale possa raccontare. Balcaniche avanti per quasi tutto il match, tranne l'iniziale scatto spagnolo, con Manguè e compagnia ad approfittare di una falsa partenza di Neagu e socie, ed andare sul 3-1 dopo pochi minuti. Ma la fiesta appena cominciata è già finita. La reazione rumena, a forza di contropiedi micidiali, è immediata, porta all'immediata parità (4-4) e poi subito ad un vantaggio che le rivali non riusciranno mai ad annullare.

Trascinate da una Varzaru superlativa (nove reti per la giocatrice del Viborg) e dal pivot Ionela Stanca (a segno sette volte) in attacco, ma pure dal grande lavoro difensivo della Tivadar e di Aurelia Bradeanu, che disinnescano la 'miccia Begona (Fernañdez'), la quale avrà due reti come misero bottino, le rumene volano a più cinque, arrivando alla pausa sul 15-10. La musica non cambia nella ripresa, anzi il gap arriva fino al più otto, con Oana Soit, che gioca nella spagnola Itxako, sugli scudi, prima che - complice qualche cambio effettuato da Voina - la Spagna riesca a ridurre lo svantaggio fino al 19-22, ma non vada oltre. Alla truppa di Jorge Dueñas non bastano i sei goal di un'ottima Nerea Peña, e adesso, mentre le rumene si preparano alla grande sfida contro la Danimarca, la Spagna è costretta a fare risultato pieno contro la Serbia per evitare i rischi di una clamorosa eliminazione anticipata.

La vera regina della prima giornata, però, è stata Bojana Popović. Dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, il suo valore assoluto (chi può vincere l'IHF Player of the Year se non lei?) la montenegrina battezza il ritorno (dopo sette anni) in un grande evento per nazioni trascinando la sua patria, indipendente solo dal 2006, ad una vittoria storica. Tanto più prestigiosa sia in quanto l'avversario era la Russia, priva di alcune giocatrici importanti ma sempre campionessa del mondo, sia per il modo in cui è stata conquistata, al termine di una rimonta epica.

Alzi la mano chi, con le russe avanti 15-9 appena prima dell'intervallo e Bojana ben controllata - nei limiti del possibile - da Ekaterina Vetkova, avrebbe puntato un centesimo sulla vittoria montenegrina. Ma nel secondo tempo accade l'impensabile: Evgueni Trefilov, 'generale' (da panchina) di mille battaglie, si scopre incapace di gestire il vantaggio, che le avversarie, spinte dalla Popović e da Maria Jovanović, rosicchiano punto su punto fino al 18-18. Riuscendo persino a mettere il naso avanti sul 20-19. Sul 20 pari seguono minuti convulsi in cui, tra nervosismo in attacco e bravura dei rispettivi portieri, nessuna delle due squadre riesce a far male all'avversario, ma poi si ritrova la via del goal, con il Montenegro a portarsi sul 23-21 nella volata finale. A poco serve l'ultima rete russa; Bojana (chi altri?) sigilla a fil di sirena il trionfo, ed esplode in un'esultanza già vista ai tempi delle sue grandi vittorie in Champions League. Con una fuoriclasse del genere, ed altri elementi di qualità in rosa, coach Dragan Adzić può puntare in alto.

Dominio balcanico nel girone B: vince pure la Croazia, brava a fare il suo dovere contro l'Islanda. A differenza del Montenegro, le scandinave arrivano al ballo delle debuttanti senza il vestito della festa, e senza grandi pretese. Il vantaggio iniziale opera di Karen Knútsdóttir sarà l'unico momento da ricordare con piacere nella 'prima volta' dell'isola scandinava (in versione femminile) agli Europei. Poi arriva il ciclone croato e travolge senza pietà le avversarie. Cinque reti di fila aprono la strada a un dominio che arriverà fino al 19-12 dell'intervallo, con molte delle atlete slave a segno. Troppa anche la differenza di percentuali fra i rispettivi portieri. Nella ripresa il coach balcanico lascia maggiore spazio alle seconde linee, risparmiando la stella Andrea Penezić, ma neppure questo aiuta Anna Guðrún Stefánsdóttir (comunque sei reti per la top scorer islandese) e compagne. La Croazia compie la sua missione. Fuori una, adesso avanti la prossima ...

C'è chi riesce a far peggio dell'Islanda: è l'Ucraina, umiliata dalle terribili olandesi, sempre più squadra da prendere con le molle. Pidpalova (a segno solo una volta) e compagne terminano l'incontro con un imbarazzante tredici alla voce 'goal segnati'. La loro gara inizia male (8-13 all'intervallo) e finisce peggio, tanto che le slave non riescono più a segnare negli ultimi tredici minuti e mezzo!! La coppia formata da Maura Visser (dieci reti su tredici per la giocatrice del KIF Vejen. Non male come debutto, eh?) e Pearl van der Wissel (tre 'perle' su cinque, ma tutte al momento giusto) ne approfitta per completare la sua devastante opera fino al 25-13, incredibile score conclusivo di un match che ha visto l' Olanda sempre avanti. La cinquina di Rehina Shymkute serve a ben poco, e a questo punto viene da chiedersi se un'Irina Chernova (le cui recenti prestazioni di Coppa Coppe contro il Rostov, ricordiamo, le avevano fruttato pure i complimenti sul sito della capolista del campionato russo) non avrebbe fatto comodo a questa squadra. Comprensibile l'imbarazzo a fine partita di coach Leonid Yevtushenko, che si spreca in elogi per le avversarie ma in pratica evita ogni commento sulla prestazione della propria squadra.

Se nel gruppo C l'Ucraina piange, la Germania non ride. Tedesche tradite ancora una volta da Grit Jurack, abulica per quasi tutto il match, e battute dalla sorprendente Svezia al termine di una sfida equilibrata ed emozionante. Alle semifinaliste di Skopje 2008 non basta il pokerissimo di Anja Althuas, nè la mezza dozzina di reti di Franziska Mietzner, terzino destro classe 1988 dal braccio potente che si sta facendo conoscere dal grande pubblico. Non basta anche perché dall'altra parte c'è una stra-to-sfe-ri-ca Gabriella Kain in versione saracinesca. Rigori parati ed altre prodezze del portiere scandinavo tengono a galla (a dir la verità assieme al sangue freddo di Isabelle Gulldén dai sette metri) la Svezia in un primo tempo finito sul 14-12 per la Germania. Nella ripresa al suo show personale si aggiungono la stessa Gulldén, Linnea Torstenson (stella poco brillante nel match, ma comunque autrice di una tripletta decisiva) e soprattutto la 'Toulon connection': Therese Helgesson e Kristina Flognman, compagne di squadra nelle fila delle campionesse di Francia, le due salgono in cattedra al momento giusto e piazzano le reti che fanno la differenza, completando il sorpasso delle vichinghe e portando la squadra al 27-25 finale.

Solo la sconfitta islandese macchia il debutto delle formazioni scandinave: oltre a Danimarca a Svezia, anche la favoritissima Norvegia esordisce (a Lillehammer) con una bella vittoria. Trenta minuti stellari, vicinissimi alla perfezione, sono più che sufficienti ad asfaltare la malcapitata Francia. Scandinave esaltate ed esaltanti di fronte al proprio pubblico. Transalpine battagliere nei primissimi minuti, ma la loro resistenza si scioglie come neve al sole quando un poker di reti del terzino destro Tonje Nostvøld spiana la strada alle norvegesi, portando ad un vantaggio che arriva fino al 19-10 dell'intervallo. Arcigna difesa ed efficaci contrattacchi (nei quali si fa notare, sempre sul lato destro, la 'solita' Linn-Kristin 'Ferrari' Riegelhuth), uniti alla 'solita' buona prestazione fra i pali di Katrine Lunde Haraldsen, ed alla classe di una grande Tonje Larsen, sono gli ingredienti principali dello spettacolo offerto dalla landslag.

Nella ripresa coach Hergeirsson offre maggior spazio alle giovani Nora Mørk (a segno per la prima volta in una competizione del genere), Mari Molid e Stine Bredal Oftedal (quest'ultima un po' emozionata, fa bene il lavoro da centrale ma purtroppo fallisce i tre tentativi di battezzare il suo debutto 'fra i grandi' con una rete). Turnover o meno, le norvegesi non lasciano comunque alle avversarie neppure un vero e proprio accenno di rimonta, ed alla sirena il 33-22 finale risulta frustrante per le transalpine, che continuano una serie negativa iniziata nelle ultime tre partite di preparazione, tutte perse. Alison Pineau mediocre, tra le Bleues si salvano forse Audrey Deroin (quattro reti) e Katty Tolla Piejos (tre tiri, tre goal), con Amandine Leynaud almeno brava ad evitare un passivo ancora peggiore.

Buonissima la prima nel girone D per l'Ungheria. Vittoria agevole alla Håkons Hall, come agevole era l'avversario: la Slovenia, incapace di trovare la via del goal per i sette minuti iniziali, è in buona parte troppo giovane ed inesperta per ostacolare le avversarie, che vincono per 28-19 (ma già il 16-10 della pausa, a dispetto di una doppia inferiorità numerica per la magiare, faceva capire come sarebbe finita), trascinate da Anita Bulath (sei goal), da Orsolya Verten (cinque) e dal poker immediato di Zita Szucsánszki, utile a fare subito il break decisivo. Colpiscono però anche gli ZERU goal su dieci tentativi di Ana Gros: la giovane promessa dell'handball sloveno si fa letteralmente ipnotizzare dall'ottima Katalin Pálinger, sua compagna di club al Győri ETO, e non ne azzecca una che sia una. Il pivot Urša Oven e la 'rigorista' Maja Zrnec sono più prolifiche, ed entrano fra le poche note positive viste al debutto delle slave.

giovedì 2 dicembre 2010

Amichevoli pre-europei. Rivincita della Romania in Germania

Nel giorno della sua festa nazionale, la Romania ... fa la festa alla Germania, battendo le tedesche di misura (31-30) nella seconda amichevole disputata (di fronte a 1384 spettatori) nel giro di 24 ore, e vendicando la sconfitta subita in precedenza.

Hildesheim non è Salzgitter, e le ragazze doi coach Voina offrono una prestazione migliore. Oana Manea e Ionela Stanca fanno la loro parte, ma la top scorer rumena questa volta è il terzino centrale Roxana Han. Romania avanti per 17-16 all'intervallo, dopo aver toccato il più quattro sul 14-10; le padrone di casa ribaltano la situazione (18-17) in apertura di ripresa grazie a Nina Wörz e Susann Mueller, ma l'equilibrio continua fino a quando la mano sinistra di Melinda Geiger trova la rete della vittoria rumena a 37 secondi dal termine.

Grit Jurack, ancora lontano dal massimo della forma, per lo meno in nazionale, va a segno appena due volte, ed entrambe su rigore (anche se la 'regina dei sette metri' risulta Cristina Varzaru, sua compagna di club al Viborg). Buona prova di Nina Wörz, in rete otto volte, e non male neppure la Mietzner top scorer dell'incontro precedente, nella fila della Germania, il cui allenatore Rainer Osmann si dice comunque soddisfatto dall'incontro. In campo rumeno cinque goal rappresentano un bottino più che onorevole per Cristina Neagu, stella dell'Oltchim e della nazionale di Bucarest, ma soprattutto una delle candidate al titolo di 'Giocatrice dell'anno IHF'. Soddisfatta anche Luminita Dinu, ex grande giocatrice ed ora trainer dei portieri della Romania.

I maggiori problemi, per coach Voina e le sue ragazze, adesso vengono dal maltempo, che questa mattina ha impedito alla squadra di decollare alla volta della madrepatria.

Germania - Romania 30:31 (16:17)
Germania: Englert, Schuelke, Woltering; Haerdter, Small (4), Jurack (2 / 2 rig.), Long, Mietzner (4), Wörz (8), Bülau (1), Lörper (2), Augsburg (3), Judge (1), Steinbach (3), Mueller (2)
Romania: Ungureanu, Tolnai; Soit, Chintoan (2), Han (6), Nechita, Neagu (5), Stanca (1), Manea (3), Moldovan, Ardean Elisei (1), Fiera (1), Varzaru ( 6 / 5 rig.), Tividar, Paraschiv (1), Bradeanu (2), Geiger (3)
Arbitri: Gjeding / Hansen (Danimarca).
Penalità: Germania 2x2 (Haerdter, Klein). Romania 2x2 (Moldovan, Varzaru).

Parziali (e minuti): 0:2 (4), 3-3 (5), 5-4 (7), 7:9 (15), 8:11 (21), 10:14 (24), 15:16 (29), 16:17 (fine pt) 18:17 (32), 18:19 (34), 20:23 (40), 24:24 (44), 26:26 (48), 26:28 (52), 28:30 (57), 30:30 (59), 30:31 (finale).

lunedì 24 maggio 2010

Viborg campione di Danimarca. Le Foto.


Un'ampia galleria fotografica della vittoria del Viborg nel campionato femminile danese, dopo aver espugnato l'Elro Arena di Randers di fronte a più di 2800 spettatori, e dei relativi festeggiamenti, si trova nella pagina di Katja Boll relativa all'incontro.

Qui sotto mettiamo solamente un paio di esempi. Il resto nel link di cui sopra.

Cliccare sulle immaggini per ingrandire.

Kristine Lunde-Borgersen alla sua
ultima partita con la maglia del Viborg.

Chana Masson tra i pali del Randers.

La Regina del Montenegro. Elena? No, Bojana!

Katrine Lunde-Haraldsen e Cristina Varzaru. E' qui la festa!

Un'impressionante serie di oltre 130 scatti della sfida decisiva per l'assegnazione del titolo è inoltre disponibile sul sito del fotografo danese Hans Carstens, che segue gli incontri del Randers HK. E' possibile accedere direttamente alle immagini della partita cliccando sul banner sottostante.

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venerdì 7 maggio 2010

Viborg HK-Oltchim Vâlcea. Ultime Notizie

Doppio obbiettivo per la Varzaru. Vestergaard: all'andata ci basta vincere. Attenti alla Neagu. Voina: difese e portieri saranno decisivi. Continua la polemica sui biglietti per il ritorno.

La romena Cristina Varzaru, tra breve impegnata nella doppia sfida, contro le connazionali dell'Oltchim, che deciderà il club vincitore della Champions League Femminile 2009/10, oltre a conquistare la coppa ha la possibilità di potersi fregiare anche del titolo di 'top scorer' della competizione. Varzaru è infatti attualmente seconda dietro alla Do Nascimento, brasiliana dell'Hypo già da tempo eliminato, per soltanto nove reti, un margine perfettamente colmabile nei 120 minuti che rimangono da giocare al Viborg. Ed il vantaggio sulle altre atlete finaliste, compagne ed avversarie, è troppo grande per dare alle varie Popovic, Skov, Neagu ecc. qualche speranza al riguardo.

Cristina Varzaru. Fotografia dal sito vhk.dk

Champions League Femminile - Classifica Marcatrici
1. Do Nascimento Alexandra - 98 reti - Hypo Niederösterreich
2. Varzaru Cristina Georgiana - 89 - Viborg HK
3. Kochetova Anna - 84 - HC Dinamo
4. Loke Heidi - 80 - Larvik HK
5. Popovic Bojana - 70 - Viborg HK
6. Skov Rikke Erhardsen - 68 - Viborg HK
6. Sulland Linn Jorum - 68 - Larvik HK
8. Lekic Andrea - 66 - RK Krim Mercator
9. Levina Olga - 65 - HC Dinamo
10. Amorim Eduarda Idalina - 64 - Györi AUDI ETO KC
11. Zacsik Szandra - 63 - RK Krim Mercator
12. Mikkelsen Henriette Ronde - 60 - Viborg HK
13. Mörk Nora - 58 - Larvik HK
14. Maier Ramona Petruta - 57 - C.S. Oltchim Valcea
15. De Oliveira Piedade Daniela - 54 - Hypo Niederösterreich
16. Neagu Cristina Georgiana - 53 - C.S. Oltchim Valcea

Il coach danese Jakob Vestergaaard punta alla vittoria nel match casalingo di domani, ma senza trasformare il margine di vantaggio da portare in dote a Bucarest in un'ossessione: 'Naturalmente ci piacerebbe arrivare alla seconda partita nella migliore posizione possibile, ma già il fatto di vincere l'andata, a prescindere dallo scarto, ci renderebbe soddisfatti. Non è necessario andare in Romania con un vantaggio cospicuo'.


Ancora qualche problema relativo alla vendita di biglietti in terra romena, dove in un pezzo dal titolo eloquente ('Scandalul biletelor') il Curierul de Valcea rivela che il presidente dell'Oltchim Ioan Gavrilescu avrebbe affermato, a mezzo comunicato stampa, di essere pronto a querelare i giornalisti che avevano parlato di biglietti (omaggio, supponiamo ...) riservati a politici e parlamentari mentre buona parte delle richieste fatte dai tifosi rischia di rimanere insoddisfatta, causa numero di posti limitato.

Gavrilescu smentisce quanto sostenuto dai giornali in merito a presunti trattamenti di favore verso i politici, criticando la stampa per non avere invece sottolineato adeguatamente le oggettive difficoltà del club di fronte ad un numero così elevato di richieste, anche se al tempo stesso in qualche modo la ringrazia per aver messo in luce la mancanza in Romania di un posto adeguato ad ospitare eventi di tale portata come la finale di Champions.

Per quanto Gavrilescu possa risultare permaloso, a noi pare che 'scandali' del genere - corsie preferenziali ai politici e tifosi 'normali' rimasti a bocca asciutta - siano tutt'altro che un'esclusiva romena.


Da parte sua, la Gazeta Sportiluror (nome originale per un giornale sportivo ...) ha pubblicato due belle e lunghe interviste con i rispettivi allenatori, con Radu Voina convinto che difese e portieri faranno la differenza, e che alla fine la spunterà la squadra capace di sbagliare di meno, e pronto a sottolineare sia il vantaggio che potrebbe significare per il Viborg una maggiore esperienza in campo internazionale, sia il valore di atlete come la Varzaru e la Lunde-Haraldsen, quest'ultima brava tra i pali ma anche a lanciare rapidamente il contropiede delle sue. Nessun dubbio però sul fatto che, rispetto alla facile vittoria danese nelle semifinale dello scorso anno, stavolta sarà tutta un'altra storia.

Dall'altro lato, parlando con il giornale di Bucarest, Vestergaard ha fatto i complimenti all'Oltchim per quanto ottenuto finora, elogiando la squadra dell'Oltenia in blocco, ma anche esprimendo la sua personale ammirazione per Cristina Neagu, alla quale le sue ragazze dovranno stare molto attente. Non si è scoperto invece su quanto il fatto di giocare il ritorno in Romania possa influenzare l'esito della sfida.