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sabato 7 luglio 2012

Mondiali Juniores Femminili Handball 2012. Terminata la prima fase.

E' arrivata al traguardo ieri sera la prima fase della manifestazione in Repubblica Ceca. Il pareggio nello scontro al vertice tra Sud Corea e Svezia, al termine di un duello combattuto con vantaggi alterni, ha consegnato il primo posto finale del gruppo B alle asiatiche. E pure lo status di unica squadra rimasta a punteggio pieno alla Russia, che regola l'Austria in un 'match-clou' del girone C di fatto dominato da capo a fondo. Russe finora intrattabili, ma non son male neppure le serbe vincitrici del gruppo A in virtù del loro successo su una Danimarca che, pur confermando la miglior difesa del torneo, perde ancora e finisce addirittura relegata al quarto posto del suo raggruppamento. E adesso per le scandinave c'è lo spauracchio Corea del Sud. Spagna e Francia OK, la Norvegia fuga (per il momento) i dubbi emersi nelle giornate precedenti e passeggia sulla Tunisia cenerentola del Mondiale. La Romania rischia qualcosa ma alla fine prevale sull'Olanda e passa il turno, assieme alla Croazia brava ad approfittare di un Brasile già qualificato che affronta in modo assai leggero la sfida alle balcaniche, finendo K.O. con ben undici reti di scarto.

Oggi giornata di riposo ad Ostrava e Brno, si torna in campo domani (Domenica 8) con gli ottavi di finale.

Risultati, dati, statistiche varie e video completi di tutti i match della quinta giornata, link agli articoli precedenti e calendario del prossimo turno, quando si partirà con le sfide da 'dentro o fuori'.

Uruguay - Spagna 19-29 (Gruppo A)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita
Kazakhistan - Argentina 26-31 (Gruppo B)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita
Angola - Giappone 30-27 (Gruppo C)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita
Norvegia - Tunisia 34-19 (Gruppo D)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
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Video Integrale Partita
Ungheria - Cina 36-18 (Gruppo A)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita
Repubblica Ceca - Congo 27-18 (Gruppo B)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
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Video Integrale Partita
Francia - Polonia 25-24 (Gruppo C)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita
Croazia - Brasile 33-22 (Gruppo D)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita
Danimarca - Serbia 21-26 (Gruppo A)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita
Sud Corea - Svezia 25-25 (Gruppo B)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita
Austria - Russia 28-33 (Gruppo C)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita
Olanda - Romania 20-22 (Gruppo D)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Statistiche 3;
Play-by-Play;
Video Integrale Partita

Classifica Finale 1a Fase
** Gruppo A
1. Serbia 9 p. 4-1-0 (139-112) +27
2. Ungheria 7 p. 3-1-1 (135-104) +31
3. Spagna 6 p. 3-0-2 (140-116) +24
4. Danimarca 6 p. 3-0-2 (119-100) +19
5. Uruguay 2 p. 1-0-4 (107-147) -40
6. Cina 0 p. 0-0-5 (105-166) -61
** Gruppo B
1. Sud Corea 9 p. 4-1-0 (174-113) +61
2. Svezia 9 p. 4-1-0 (142-107) +35
3. Repubblica Ceca 6 p. 3-0-2 (119-108) +11
4. Congo 4 p. 2-0-3 (123-161) -38
5. Argentina 2 p. 1-0-4 (125-135) -10
6. Kazakhistan 0 p. 0-0-5 (130-189) -59
** Gruppo C
1. Russia 10 p. 5-0-0 (154-120) +34
2. Francia 7 p. 3-1-1 (135-104) +31
3. Austria 7 p. 3-1-1 (148-127) +21
4. Polonia 4 p. 2-0-3 (141-137) +4
5. Angola 2 p. 1-0-4 (113-154) -51
6. Giappone 0 p. 0-0-5 (116-165) -49
** Gruppo D
1. Brasile 8 p. 4-0-1 (133-127) +6
2. Norvegia 7 p. 3-1-1 (123-108) +15
3. Romania 6 p. 3-0-2 (127-115) +12
4. Croazia 5 p. 1-1-3 (134-115) +19
5. Olanda 4 p. 1-2-2 (140-128) +12
6. Tunisia 0 p. 0-0-5 (113-177) -64

Risultati, statistiche, video 4a giornata. Clicca qui
Risultati, statistiche, video prime tre giornate. Clicca qui

SQUADRE - STATISTICHE dopo la prima fase
** Gruppo A
Danimarca
Serbia
Ungheria
Cina
Uruguay
Spagna
** Gruppo B
Sud Corea
Svezia
Repubblica Ceca
Congo
Kazakhistan
Argentina
** Gruppo C
Austria
Russia
Francia
Polonia
Angola
Giappone
** Gruppo D
Olanda
Romania
Croazia
Brasile
Norvegia

SQUADRE - TEAM ROSTERS
** Gruppo A
Danimarca
Serbia
Ungheria
Cina
Uruguay
Spagna
** Gruppo B
Sud Corea
Svezia
Repubblica Ceca
Congo
Kazakhistan
Argentina
** Gruppo C
Austria
Russia
Francia
Polonia
Angola
Giappone
** Gruppo D
Olanda
Romania
Croazia
Brasile
Norvegia

OTTAVI DI FINALE - PROGRAMMA (Domenica 8 Luglio):
** H. 17:30
Sud Corea - Danimarca;
Repubblica Ceca - Ungheria
Romania - Francia
Brasile - Polonia
** H. 20:15
Serbia - Congo
Spagna - Svezia
Austria - Norvegia
Russia - Croazia

** Placement Matches (Ore 15:30):
Uruguay - Argentina
Cina - Kazakhistan
Angola - Olanda
Giappone - Tunisia

sabato 21 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: il tracollo francese ed un finale 'sospetto' chiudono la prima fase.

ADIEU LES BLEUS! Per la Francia adesso è crisi vera. Dopo il K.O. del debutto, solo parzialmente riscattato dal successo contro i russi, è arrivata una nuova delusione, per mano della giovane Ungheria, tra le grandi 'sorprese' del torneo. Una battuta d'arresto ... che in pratica arresta pure il cammino dei transalpini in questo Europeo, e sembra mettere fine al ciclo vincente di una nazionale abituatasi fin troppo bene, per 'colpa' dei trionfi in serie collezionati negli ultimi anni.

I francesi approdano al Main Round, ma come terza del loro gruppo, e con ZERO punti in dote. Dovranno vincere tutte le loro partite della seconda fase, anche contro i nemici croati che di sicuro li stanno attendendo al varco; e forse nemmeno una tale impresa potrebbe bastare. Infortuni, una preparazione non adeguata (giusto due amichevoli una settimana prima dell'inizio del torneo), la legge dei grandi numeri che vuole l'estinzione di tutti i cicli vincenti, la fame di vittorie ormai appagata: fattori che, in quantità diversa, sembrano aver giocato uno scherzo pesante alla truppa di Claude Onesta.

E pensare che le cose si erano messe bene: tre goal in altrettanti giri d'orologio, con Bertrand Gille scatenato, per spiegare subito agli avversari chi comanda. Ma è un bluff che non tarda a venire scoperto. L'Ungheria, trascinata da Tamás Mocsai (il quale, come Gille, esaurirà le sue cartucce dopo la fiammata iniziale) reagisce e ritrova la parità velocemente, conquistandosi pure un doppio vantaggio (8-6). La contro-reazione francese, successiva ad un opportuno time-out, è impressionante: cinque goal in tre minuti e Les Experts tornano padroni del campo, tanto da chiudere la prima frazione sul 14-12 a loro favore.

L'inizio-ripresa pare sancire la loro superiorità una volta per tutte, con Narcisse a firmare il 16-13 (minuto 37), e invece capita l'esatto contrario. I galletti perdono vigore ed efficacia, si impantano di fronte alla dura difesa avversaria, e soprattutto davanti ad un Nándor Fazekas in stato di grazia, che sfiora il 50% di parate. La saracinesca umana magiara, MVP di giornata, chiude la via del goal ai campionissimi, e l'Ungheria ne approfitta per impattare nuovamente, anche grazie al contributo delle sue seconde linee.

L'equlibrio dura fino al 20 pari griffato Arnaud Bingo a dieci minuti dalla sirena, ma è il canto del cigno transalpino. Lo spezzone conclusivo è un monologo di Szabolcs Zubai e compagni, tra l'entusiasmo del pubblico che ha colorato la SPENS di Novi Sad in bianco, rosso e verde. La Francia termina umiliata, con l'uno-due di Gergö Iváncsik a portare il divario ai massimi termini nei sessanta secondi finali. Una grande Ungheria conclude il girone al secondo posto, ma arriverà al turno successivo con lo stesso bottino (tre punti) della Spagna, e con l'obiettivo di continuare a farsi strada tra le vere o presunti grandi.

Spagna - Russia non è solo l'antipasto della battaglia che ha, come sembra, segnato la fine del ciclo francese, ma una partita vibrante conclusasi con vittoria iberica ed eliminazione degli uomini di Vladimir Maximov. Russia K.O.= Ungheria qualificata in anticipo. Per questo i fans magiari che riempivano le tribune di Novi Sad hanno tifato Spagna sin dal principio, 'ripagati' dai giocatori in maglia rossa che, dopo un inizio difficile ed equilibrato (anche per colpa di Oleg Grams, finalmente in grado di farsi valere tra i pali), piazzano un micidiale 7-0 (dal 7-8 al 14-8) in nove minuti (dal 17° al 26°). Merito della cinque-uno messa in campo da Valero Rivera, e della precisione in attacco di Roberto Garcìa Parrondo e Cristian Ugalde, i quali timbrano pure gli ultimi due goal del tempo, portando lo score sul 17-11.

Game over? Ma anche no. Complice una fase difensiva tornata efficace, la Russia estrae dal cilindro una maestosa (quanto obbligatoria, date le circostanze) reazione nella seconda parte, riducendo il gap ad una lunghezza quando corre il minuto 47. Sforzo fruttuoso ma notevole, a cui pagheranno dazio nell'ultima fase di gara: la rimonta terminerà incompiuta, con gli spagnoli, tra i quali eccelle pure Joan Cañellas, ad allungare di nuovo mettendo al sicuro risultato e vittoria del gruppo. Non bastano le otto meraviglie di Konstantin Igropoulo, esaltatosi nel 'derby personale' con i compagni di club del Barcellona e i grandi rivali dell'Atlètico Madrid, né il 100% al tiro di Alexander Chernoivanov: come prevedibile, la Russia, pur uscendo a testa alta, è la vittima sacrificale del girone di ferro.

Curioso il commento di Valero Rivera sulla direzione di gara, evidentemente non gradita al mister iberico: 'gli arbitri sono stati il fattore che ha riequilibrato la partita; poi però, quando si sono resi conto che la Russia era arrivata ad un solo goal, ci hanno favorito'.

Gruppo C - Risultati
** Spagna - Russia 30-27 (11-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Ungheria - Francia 26-23 (12-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Spagna 5 p. 2-1-0 (83-77) +6
3. Ungheria 4 p. 1-2-0 (81-78) +3
2. Francia 2 p. 1-0-2 (77-79) -2
_________________________________
4. Russia 1 p. 0-1-2 (82-89) -7

Nell'altro girone la Slovenia, trascinata dai goal del trio Gaijć-Skube-Dolenec, conquista una meritata vittoria contro gli islandesi ai quali, in una serata-no di entrambi i portieri messi in campo da coach Gudmundsson, non sono sufficienti i nove goal di Gudjón Valur Sigurdsson. Gli islandesi però ricevono un fondamentale e (forse) insperato aiuto proprio dagli avversari, in uno 'strano' (eufemismo) finale che ha visto i nordici, sotto di quattro lunghezze (34-30) a meno di trenta secondi dalla fine ed a secco di reti da oltre tre minuti, andare in goal due volte nel giro di 25 secondi, contro una difesa slovena all'apparenza non troppo agguerrita (eufemismo).

PICCOLO PARTICOLARE: una vittoria slovena di quattro reti avrebbe portato avanti Slovenia e Norvegia, ma con gli sloveni al Main Round con ZERO punti, per via dei confronti diretti con le altre qualificate. Con il più due finale (34-32), se combinato ad una probabilissima vittoria croata sulla Norvegia, passavano sloveni e islandesi, e la Slovenia sarebbe andata al turno seguente con DUE punti. Ma guarda che coincidenza ...

La pantomima (di questo si è trattato) recitata dalla difesa slovena negli ultimi trenta secondi, finita mediaticamente in ombra dopo il tracollo francese, ha influenzato l'esito del gruppo, però la Norvegia ci ha messo del suo, 'guadagnandosi' l'eliminazione con una prova incolore nella sfida, ovviamente persa, contro la Croazia. Ivan Cupić (miglior realizzatore slavo), Denis Buntić (MVP dei suoi), Mirko Alilović (una certezza tra i pali) e le altre stelle balcaniche hanno dominato sin dalle prime fasi, contro una formazione scandinava apparsa troppo Mamelund-dipendente in attacco, ed in grado di segnare la miseria di otto goal in trenta minuti. Il 13-8 dell'intervallo la dice tutta. O forse no, perché senza la parate di un grande Ole Erevik (43% di media a fine partita), bravo a rispondere da par suo alle prodezze di Alilović, la nave vichinga sarebbe totalmente colata a picco.

Non cambia molto, comunque: seppure i norvegesi abbozzino una mini-rimonta in apertura di ripresa (quando la fase difensiva raccoglie qualche frutto ed i vari Tvedten, Myrhol, Lund tornano brevemente a farsi notare) portandosi sul 12-15 (minuto 38), la Croazia non si lascia impressionare: Ivano Balić (due reti per meno di venti minuti in campo) ed i già citati Buntić e Cupić rispediscono indietro l'avversario. L'ultimo spicchio del match serve solo a rimpinguare il tabellino di alcuni giocatori, ma la Norvegia vista in campo venerdì a Vršac è davvero poca cosa, e finisce per meritare l'eliminazione, a prescindere da quanto di 'sospetto' avvenuto in precedenza.

Gruppo D - Risultati
** Slovenia - Islanda 34-32 (17-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Croazia - Norvegia 26-20 (13-8)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Croazia 6 p. 3-0-0 (88-78) +10
2. Slovenia 2 p. 1-0-2 (90-91) -1
3. Islanda 2 p. 1-0-2 (85-87) -2
_________________________________
4. Norvegia 2 p. 1-0-2 (80-87) -6

venerdì 20 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Venerdì 20 Gennaio.

Termina oggi la prima fase del torneo in Serbia, con le ultime sfide dei gruppi C e D. Un appuntamento al quale si giunge con un solo verdetto emesso in precedenza: la qualificazione della Croazia, unica squadra rimasta a punteggio pieno.

Un appuntamento a cui la Francia approda senza Michaël Gouigou. L'ala sinistra del Montpellier, arrivato agli Europei in forma precaria dopo il rientro dall'infortunio, non riesce a tenere il ritmo della competizione e se ne ritorna a casa. Al suo posto Claude Onesta ha chiamato un altro reduce dall'infermeria transalpina, il compagno di reparto e di club Samuel Honrubia. Una soluzione forse non ottimale, in quanto pure lui si era recentemente infortunato e di sicuro non sarà al top, ma questo è ciò che ora passa il convento transalpino, ed i 'campioni di tutto' devono fare di necessità virtù.

I 'galletti' sono attesi da un rivale 'tosto': l'Ungheria dei pareggi (l'ultimo arrivato grazie ad un rigore quantomeno generoso concesso a tempo scaduto, ma soprattutto dopo una prova coriacea contro la Spagna), che li affianca a quota due in classifica e a Novi Sad gioca praticamente in casa. Una sconfitta rischierebbe addirittura di mandare Les Experts fuori al primo turno - ipotesi fantascientifica, ma non totalmente da escludere visto quanti colpi di scena questi Europei ci stanno regalando - ed anche un pareggio avrebbe un potenziale nefasto, spedendo con molta probabilità i francesi al Main Round con non più di un misero punticino.

Parecchio dipenderà dall'altra sfida, quel Russia - Spagna che vede gli iberici nel ruolo di favoriti, ma non troppo. Igropulo, che stasera avrà il suo 'derby personale' con gli abituali compagni del Barça, ed il blocco del Medvedi sono un gruppo 'roccioso' (come lo definisce il quotidiano Marca) in grado di creare problemi, soprattutto grazie ad una buona fase difensiva, se non si è in grado di stroncarli subito come aveva opportunamente fatto la Francia. E se non si possiedono grandi cannonieri dai nove metri (e la Spagna NON sembra possederne...). Gli spagnoli dovranno comunque lasciar da parte le loro recriminazioni per il comportamento della coppia arbitrale tedesca nell'ultimo match, e recuperare quel binomio difesa-contrattacco che aveva funzionato all'esordio ma molto meno contro l'Ungheria. Sul lato orientale, ci si augura che più giocatori possano salire ai livelli raggiunti nei primi centoventi minuti dal pivot Mikhail Chipurin, dal portiere Vadim Bogdanov (il compagno di reparto Grams finora ha convinto poco) e dal centrale Pavel Atman.

Nell'altro gruppo (D), con sede a Vršac, la Croazia, per quanto sicura del passaggio del turno, scenderà in campo decisa a conquistare punti preziosi (da portare alla fase seguente) nel match con la Norvegia. Anche alla luce degli ultimi scontri diretti fra le rivali odierne, gli scandinavi si annunciano come squadra da prendere con le molle, in grado di far vedere buone cose nei primi due match del torneo, e al tempo stesso di mostrare i soliti difetti: la mancanza di quella mentalità vincente che le loro connazionali del gentil sesso hanno da vendere, più una innata abilità nel gettare al vento partite e situazioni all'apparenza favorevoli. Solita incognita Balić (quanto giocherà ? Quanto segnerà ? L'unica certezza è che l'infortunato Vuković non sarà della partita) per mister Goluža, comunque dotato di molte frecce al proprio arco; più a nord faranno affidamento sulla vena realizzativa dei vari Mamelund e Tvedten, e sul portiere Erevik, ma sarà una partita speciale anche per Johnny Jensen, il quale festeggia le 200 presenze con la maglia della 'landslag', la nazionale di Oslo.

La Slovenia resta aggrappata ai numeri di Miha Žvižej, ed a quelli di una classifica che ancora non li sta dando per spacciati. Ma come lo stesso pivot slavo ammette, contro l'Islanda c'è bisogno di un grande partita, senza gli errori e le lacune evidenziati nella sconfitte (di misura) dei primi due match, e di una vittoria con almeno un paio di reti di scarto. Scandinavi favoriti, e con un'ultima aggiunta al gruppo (Oddur Grétarsson, ala sinistra dell'Akureyri HK, 22 anni per un metro e ottantuno con già molte presenze in nazionale), seppure all'apparenza meno solidi che in passato, anche a causa di una panchina su cui non fare troppo affidamento. Un K.O. 'pesante' rischia addirittura di mandare a casa anticipatamente i vincitori dell'ultima medaglia di bronzo.

** h. 18:10: SLOVENIA (0 punti) - ISLANDA (2)
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 18:15: RUSSIA (1) - SPAGNA (3)
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

** h. 20:10: CROAZIA (4) - NORVEGIA (2)
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 20:15: FRANCIA (2) - UNGHERIA (2)
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

Dirette TV sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra): Spagna - Russia alle 18:15 e, due ore dopo, Croazia - Norvegia e Francia - Ungheria in simultanea. Sintesi della giornata alle ore 22:00 circa slla medesima emittente, ed intorno alle 23:00 su Eurosport tedesco.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

mercoledì 18 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Mercoledì 18 Gennaio.

Occhi puntati sulla Francia, che torna in campo stasera 48 ore dopo il clamoroso K.O. al debutto, forse dovuto anche alla scarsa preparazione dei transalpini nella fase di pre-campionato (appena due test-match alcuni giorni prima di volare in Serbia). L'avversario odierno sarebbe in teoria tra quelli ideali per chi ha bisogno di immediato riscatto; ma la Russia presunto vaso di coccio nel girone di ferro ha già dimostrato contro l'Ungheria, che a Novi sad gioca praticamente in casa, quanto i panni della vittima designata le stiano stretti. Dopo un inizio claudicante, Igropoulo e soci avevano trovato il ritmo giusto (complice un opportuno cambio fra i pali), e sfiorato la vittoria. Les Experts, consci della posta in palio e delle chances ancora intatte di arrivare in fondo - purché facciano risultato pieno oggi - saranno comunque determinatissimi, e a nostro parere rimangono chiaramente favoriti per la gara delle 18:15.

Farà seguito, nello stesso Gruppo C, il derby ... di Laszlo Nágy (senza Nágy in campo, ovviamente ...): Spagna contro Ungheria. Iberici con il morale alle stelle dopo l'esordio pirotecnico di lunedì sera, lo testimoniano le dichiarazioni di Cristian Ugalde ('contro gli ungheresi partiremo come due giorni fa con la Francia, forse pure meglio') ma come sottolineato pure da coach Valero Rivera, è d'obbligo evitare eccessi di confidenza e sottovalutazioni di un rivale che si annuncia ostico (come l'ambiente che la Seleccion troverà alla SPENS Hall ...) e complicato. Anche senza l'ala destra del Veszprém KC Tamás Iváncsik, la cui campagna europea è già finita dopo l'infortunio subito contro i russi.

Nell'altro gruppo sono in arrivo due derby. Alle 18:10 va in scena quello balcanico tra la Croazia, che ha conquistato i suoi bei due punti all'esordio, e la Slovenia già battuta dalla Norvegia. Esperti di handball ed esperti di lettura di fondi di caffè sono d'accordo: la Croazia è favorita, con o senza Balic... Segue la sfida tutta nordica fra Norvegia ed Islanda con i primi che, insolitamente in ambito maschile, si trovano davanti ai secondi in classifica, Tvedten e compagni hanno mostrato luci ma anche le solite mille ombre contro la Slovenia, però la loro grinta e combattività li ha portati alla vittoria. Gli stessi fattori cui dovranno ricorrere stasera per avere la meglio su una nazione che, a dispetto dei pochi abitanti, si è ormai da qualche tempo ritagliata uno spazio i vertici dell'handball maschile; sapendo che, per restarci, questa sera è obbligata a vincere.

Dirette TV sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra), in contemporanea per Francia - Russia e Croazia - Slovenia. Dalle ore 2O:00 invece il collegamento per la cronaca live di Norvegia - Islanda. Infine, highlights della giornata alle ore 23:00 circa su Eurosport tedesco.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

** h. 18:10: SLOVENIA (0 punti) - CROAZIA (2)
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 18:15: RUSSIA (1) - FRANCIA (0)
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

** h. 20:10: ISLANDA (0) - NORVEGIA (2)
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 20:15: SPAGNA (2) - UNGHERIA (1)
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

martedì 17 gennaio 2012

Il Re è nudo!! La Francia di handball torna a perdere (in un grande torneo) dopo tre anni.

I più ottimisti potranno sempre dire che la Norvegia dominatrice del Mondiale femminile un mese fa era scivolata contro la Germania all'esordio, ricordare il K.O. della stessa Spagna di calcio nel primo incontro di Sudafrica 2010. Però l'esito della sfida inaugurale, per i francesi, di questo Europeo 2012, ovvero la prima sconfitta dei 'galletti' in una gara di apertura dal lontano 1993 (quando la squadra arrivò poi in finale, un'altra freccia all'arco degli ottimisti ...), nonché loro primo scivolone in assoluto in una grande competizione dal 2009, accende qualche campanello d'allarme per la truppa di Claude Onesta, messa al tappeto dai vicini iberici nel match-clou della serata.

Anche per le modalità in cui questo più o meno clamoroso K.O. (29-26 alla sirena) è maturato: i campioni di tutto non sono mai stati padroni della situazione, vedendosi invece perennemente obbligati ad andare a rimorchio di un avversario al quale, forse, è bastato giocare (molto) bene senza nemmeno ricorrere alla 'partita perfetta' cui accennavano gli spagnoli nelle interviste dei giorni scorsi.

Dopo il battesimo della rete di Hombrados firmato da un Nikola Karabatic oggi in verità lontano, almeno in quanto a efficacia, dai suoi giorni migliori, è la Spagna a prendere le redini dell'incontro in una fase iniziale frenetica. Molti erano sorpresi guardando il tabellone che segnava il 6-3 per Joan Cañellas (protagonista nel primo quarto di gara insieme ad Alberto Entrerríos) e compagni dopo appena sette minuti.

Eppure era la verità, così come erano verissimi i tentativi di recupero francesi, tutti frustrati dalla difesa 6-0 spagnola e, in ultima istanza, da un J.J. Hombrados capace di non far rimpiangere Sterbik, mentre nell'altra porta Thierry Omeyer appariva molto al di sotto dei suoi standard abituali, e si esaltava giusto su un paio di sette metri di Iker Romero. Il solo capitano Jérôme Fernandez, una spina nel fianco della retroguardia nemica, manteneva a galla i Bleus, che tornavano negli spogliatoi sul meno due (13-15) dopo un rigore trasformato da Michaël Guigou (per il resto poco incisivo) a fil di sirena.

Alla ripresa del gioco, Narcisse e Gille illudono i transalpini ed i loro tifosi (15-16): ma è un fuoco di paglia. Quattro reti di fila in altrettanti minuti rilanciano la Spagna, che vola sul 20-15. E che risponde puntualmente, anche per merito degli sforzi difensivi di Gedeon Guardiola e Viran Morros, ad ogni accenno di rimonta francese, opera soprattutto di Fernandez, mentre Karabatic è più anonimo rispetto al primo tempo.

Il gap resta uguale finché non sale in cattedra Luc Abalo, improvvisamente scatenatosi dopo 32 minuti a secco: il terzino dell'Atlético Madrid trafigge il suo compagno di club Hombrados ben quattro volte in altrettanti giri d'orologio, e ridà fiato agli 'Allez Les Bleus' che risuonano allo SPENS Sport Center. Con l'aiuto di Dauda Karabouè, subentrato al posto dell'opaco Titi (se Onesta avesse cambiato i portieri in precedenza, forse staremmo a raccontare un'altra storia ...).

Quando Gigou, ancora lui, timbra il meno uno (26-27) dai sette metri ad un minuto dalla fine, sembra che la Francia possa compiere l'impresa, concretizzando una grande rimonta a spese di un grande avversario. Ma non è la giornata dei transalpini, che alla fine le provano tutte, compreso un mini-tuffo di Karabatic che (un po') simula un fallo in attacco, senza convincere gli arbitri rumeni Din e Dinu, peraltro contestati dai francesi nell'ultima fase di gioco, ma non riescono a recuperare palla. E terminano beffati da Cristian Ugalde, decisivo con i suoi tre sigilli negli ultimi minuti. C'è ancora tempo per un salvataggio di Hombrados su Narcisse ed un ulteriore 'affronto': il contrattacco vincente di Roberto Garcìa Parrondo, che regala agli uomini di coach Valero Rivera il più tre conclusivo.

La battaglia di Novi Sad ha emesso un chiaro verdetto: il Re è Nudo. Almeno adesso, perché, come fece 19 anni fa, avrà tutto il tempo di 'rivestirsi' nei prossimi incontri, provando a battere Ungheria e Russia che, nell'altro impegno del Gruppo C, impattano a quota 31 in una sfida-thriller davanti a quattromila magiari e quasi un migliaio di russi. Ottimi Gábor Császár e Gergely Iváncsik tra le fila dei 'padroni di casa', mentre i ragazzi di Vladimir Maximov si spartiscono le reti in maniera più equa; parità (a 19) anche al termine della prima parte, in cui gli ungheresi avevano però sempre condotto; mentre il secondo tempo è un quasi continuo scambio di mini-parziali, con la Russia che, sfruttando l'entusiasmo per la precedente rimonta, prova a scappare subito dopo il ritorno in campo, ma rischia ancora negli ultimi dieci minuti. Il risultato finale, senza vincitori né vinti, sembra quello più giusto.

Gruppo C - Risultati
** Spagna - Francia 29-26 (15-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Ungheria - Russia 31-31 (19-19)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 1 Giornata
1. Spagna 2 p. 1-0-0 (29-26) +3
2. Ungheria 1 p. 0-1-0 (31-31) 0
3. Russia 1 p. 0-1-0 (31-31) 0
4. Francia 0 p. 0-0-1 (26-29) -3

lunedì 16 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Lunedì 16 Gennaio.

Si fa davvero sul serio oggi ai Campionati d'Europa. La seconda giornata di competizione, primo turno dei gruppi C e D, vede affrontarsi due medagliate dei Mondiali 2011: la Francia pigliatutto è infatti attesa da un impegnativo test all'esordio, contro la Spagna bronzo a Malmoe dodici mesi fa. Entrambe le contendenti puntano in alto anche stavolta, ma devono fare i conti con assenze di peso (Honrubia da una parte, Sterbik e Garabaya dall'altra) ed incognite varie, in particolare riguardanti la forma di Accambray e Guigou in campo transalpino. Un 'derby latino' tra vecchie conoscenze ed abituali compagni di club, come Luc Abalo, Didier Dinart, Julen Aguinagalde, Alberto Entrerrios, J.J, Hombrados, tutti nelle fila del grande Atlético de Madrid (ex Ciudad Real), cui si aggiungerà in futuro Xabier Barachet, oppure Guillaume Joli che, nel Valladolid di Tin Tokic gioca a fianco di Eduardo Gurbindo e di José Manuel Sierra, secondo portiere della Selección. Le ali del Barça (il cui pivot francese Cédric Sorhaindo sarà costretto a mancare l'appuntamento per un recente infortunio) Juanín García e Victor Tomás possono far danno, specialmente in contrattacco, alla rocciosa difesa dei Bleus, capitanata dal solito, immenso Didier Dinart. Ma come lo stesso Tomás ammette, per battere i francesi occorrerà tirar fuori dal cilindro 'la partita perfetta', basata soprattutto su una fase difensiva perfetta. E giocando con grande intensità, aggiunge mister Valero Rivera dalla panchina ... Riusciranno a tradurre le parole in fatti? Dalle ore 18:15 l'ardua sentenza.

Contemporaneamente, a Vršac, Norvegia e Slovenia si giocano subito buona parte del loro Europeo. Si tratta delle due formazioni sulla carta più deboli del Gruppo D, per cui un K.O. nel loro scontro diretto potrebbe già indirizzare la perdente verso il quarto posto finale ed una rapida uscita di scena. Anche in questo caso segnaliamo assenze importanti tra le due protagoniste: Kristian Kjelling ed il portiere Steiner Ege per i vichinghi, Jure Natek e Nenad Bilbija in campo balcanico. Sia l'allenatore Robert Hedin che l'esperto pivot Bjarte Myrhol si sono detti impressionati dai ritmi alti degli avversari, aggiungendo però che a loro parere gli sloveni non riusciranno a tenerli così elevati per sessanta minuti. Dall'altra parte coach Boris Denič ha pure visionato ed imparato a conoscere il rivale odierno, ora bisognerà trasformare la lunga fase di preparazione in risultati concreti, ma non sarà facilissimo per un nazionale con ben sette debuttanti. Quasi sicuramente, la Slovenia vincerà almeno la battaglia sugli spalti.

Spalti che si annunciano gremiti a Novi Sad, dove la Croazia argento nella scorsa edizione se la vedrà con l'Islanda, medaglia di bronzo ad Austria 2010, in un duello che oltre a ricordare passate glorie appare già decisivo per il primo posto finale nell'attuale Gruppo D. I balcanici avranno dalla loro parte molti tifosi, ma difficilmente Ivano Balić, comunque convocato da Slavko Goluža a dispetto delle sue precarie condizioni. E se sarà della partita, ma ne dubitiamo fortemente, quale apporto riuscirà a dare? Sia annunciano quindi maggiori responsabilità per Domagoj Duvnjak. Goluža predica attenzione nella fase offensiva, in modo da evitare quelle perdite di pallone che innescherebbero i micidiali contropiedi dei nordici, stavolta però obbligati fare a meno di una pedina fondamentale come il mitico terzino destro Olafur Stefansson. Fuori dai giochi pure il centrale Snorri Steinn Gudjonsson ed il forte portiere Bjorving Gustafsson; al suo posto è stato chiamato il giovane Aron Rafn Edvardsson.

Chiude la serata il match tra Ungheria e Russia. Pure in questo caso, le due nazionali in teoria peggiori del loro gruppo sono obbligate a vincere per non vedere il proprio cammino subito a rischio. Gli uomini di Lajos Mocsaj, che godranno del sostegno di molti fans in arrivo a Novi Sad dalla vicina Ungheria, sono reduci da un buona serie di test-match e sembrano pimpanti e ben preparati, mentre l'esperto Vladimir Maximov avrà il vantaggio di gestire un blocco che si conosce a memoria come quello del 'suo' Chekhovskie Medvedi, con alcuni naturalizzati, ed in più l'innesto di elementi di spessore quali il centrale Pavel Atman (fra i migliori nelle ultime amichevoli di preparazione) e soprattutto Igropoulo. Magiari favoriti, anche in virtù del successo del MKB Veszprém sul Medvedi nell'attuale Champions League, però l'esito del confronto è tutt'altro che scontato.

** h. 18:10: NORVEGIA - SLOVENIA
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 18:15: FRANCIA - SPAGNA
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

** h. 20:10: CROAZIA - ISLANDA
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 20:15: UNGHERIA - RUSSIA
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

Diretta TV sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra), per Francia - Spagna e Croazia - Islanda.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

venerdì 13 gennaio 2012

Svezia e Russia: una vittoria a testa in preparazione agli Europei di pallamano 2012.

Svezia in agrodolce: una vittoria e una sconfitta nei due test-match casalinghi di preparazione agli Europei disputati recentemente contro la Russia: agevole successo vichingo in 'gara uno' alla Kristianstad Arena martedì scorso: 27-19, con il match in pratica già chiuso nella prima parte, finita 15-10 per i locali. Partenza a razzo dei gialloblu, che si portano sul 9-4 dopo un quarto d'ora, ed estendono ulteriormente il gap nella ripresa. Merito dei portieri Mattias Andersson ed Andreas Palicka (foto in alto), oltre che dei vari Kim Andersson e Jonathan Stenbäcken, a segno quattro volte ciascuno; stesso bottino di Pavel Atman in campo rivale.

Ma l'orso russo si prende la rivincita ventiquattr'ore dopo, espugnando la tana avversaria, in questo caso la Malmö Arena, con lo score di 27-26 (p.t. 14-13), e proprio grazie ad una rete nel finale del già menzionato Atman. Ancora una volta chi parte bene, finisce bene: russi avanti 8-5 (min. 13) e poi 11-7 (min. 17) nella frazione di apertura. La Svezia torna sotto e raggiunge l'avversario, però alla fine deve cedere. Inutili le prodezze di Palicka e le otto meraviglie di Niklas Ekberg; Ataman, e con lui i vari Chernoivanov e Koksharov, che timbrano la porta scandinava quattro volte a testa, regalano il successo alla truppa di Vladimir Maximov.

'Eravamo molto concentrati, ma non abbastanza aggressivi in difesa' ha ammesso il coach svedese Ola Lindgren dopo il primo confronto. Migliori le impressioni in attacco, dove il ritorno di Dalibor Doder e Kim Ekdahl du Rietz dai rispettivi infortuni ha portato miglioramenti rispetto alle prove offerte in un torneo in Croazia la settimana precedente.

La Svezia debutta agli Europei domenica 15 Gennaio contro la Macedonia (gruppo B), mentre i russi dovranno aspettare un giorno in più per scendere in campo contro la forte Ungheria, che si annuncia in ottima condizione.

** SVEZIA - RUSSIA 27-19 (15-10)
Svezia: Kim Andersson 4, Jonathan Stenbäcken 4, Niclas Ekberg 3 (2 rigori), Andreas Nilsson 3, Johan Jakobsson 3, Dalibor Doder 2, Fredrik Petersen 2, Kim Ekdahl Du Rietz 2, Henrik Lundström 1, Jonas Larholm 1, Tobias Karlsson 1, Mattias Zachrisson 1.
MVP: Kim Andersson
Russia: Pavel Atman 4, Dmitry Kovalev 3 (2 rigori), Alexander Chernoivanov 2, Mikhail Chipurin 2, Eduard Koksharov 2, Sergey Shelmenko 2, Andrey Starykh 2, Konstantin Igropulo 1, Vitaly Ivanov 1.
MVP: Konstantin Igropulo

** SVEZIA - RUSSIA 26-27 (13-14)
Svezia: Niclas Ekberg 8 (4 rigori), Kim Ekdahl Du Rietz 4, Johan Jakobsson 3, Fredrik Petersen 2, Mattias Zachrisson 2, Henrik Lundström 1, Kim Andersson 1, Dalibor Doder 1, Jonathan Stenbäcken 1, Tobias Karlsson 1, Niclas Barud 1, Andreas Nilsson 1.
MVP: Andreas Palicka.
Russia: Alexander Chernoivanov 4, Eduard Koksharov 4 (4 rigori), Pavel Atman 3, Mikhail Chipurin 3, Timur Dibirov 3, Dmitry Erokhin 2, Alexey Rastvortsev 2, Konstantin Igropulo 2, Samvel Aslanyan 1, Sergey Shelmenko 1, Andrey Starykh 1, Vitaly Ivanov 1.
MVP: Alexander Chernoivanov.

lunedì 19 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Danimarca K.O., alla Spagna un bronzo storico.

La Spagna femminile conquista il suo primo, storico bronzo mondiale ed eguaglia il terzo posto ottenuto nello scorso Gennaio dalla Selección maschile. Sconfitte dalla Norvegia nella finalina del 2009, questa volta le iberiche si prendono la rivincita, a spese dell'altra potenza nordica, la Danimarca di Jan Pytlick.

Partita in bilico per tutto il primo tempo, con pochi goal (una costante quando ci sono di mezzo le danesi) e vantaggi minimi da entrambe le parti. Si arriva alla pausa sul 9-9, merito soprattutto dei due portieri: Christina Pedersen, protagonista di un buon mondiale, e Silvia Navarro che, una settimana dopo la prestazione superlativa contro il Montenegro, si regala un'altra Domenica bestiale, terminando il match con il 54% di parate.

Le scandinave abbozzano una fuga al ritorno in campo (12-10), ma trattasi di mera illusione: le reti di Carmen Martín (poi finita nell'All-Star team) e Nerea Pena fanno da trampolino di lancio verso il podio per la Spagna, che rifila alle avversarie un micidiale sei a zero in grado di spianarle la strada. Senza dimenticare l'apporto di Macarena Aguilar, e naturalmente lo show della Navarro, le cui prodezze hanno un effetto demoralizzante sull'attacco danese. Anche la scelta di Pytlick di puntare molto sulle ali si rivela inefficace.

Gli ultimi minuti servono solo ad ampliare il divario fra le contendenti fino al 24-18. Poi, al fischio finale, arriva la liberazione per le vincitrici, libere di festeggiare con balli, canti e lacrime che coinvolgono persino mister Jorge Dueñas, ormai consacratosi come allenatore di maggior successo nella storia della nazionale femminile di Madrid e dintorni. Sotto la sua guida, la Roja ha conquistato l'argento agli Europei 2008, le semifinali al Campionato del Mondo l'anno successivo, ed ora questa storica medaglia nella massima rassegna internazionale.
Silvia Navarro: 'Eravamo affaticate, ma valeva la pena fare un ultimo sforzo, nel secondo tempo la squadra ha stretto i denti per vincere la partita. Finire nell'All Star Team sarebbe stato un grande riconoscimento, ma non lo cambierei di certo con la medaglia di bronzo. Abbiamo raggiunto un enorme risultato, ora è il momento di goderselo assieme alla mia famiglia'.

Macarena Aguilar: 'Sono felicissima, in Cina eravamo rimaste con l'amaro in bocca, stavolta è arrivata la ricompensa per il lavoro svolto negli ultimi anni. Non posso lamentarmi, dopo l'infortunio e le prestazione dell'anno scorso in Danimarca abbiamo dimostrato che la squadra è di alto livello. Ci hanno detto che la gente è tutta con noi, ma non ce ne renderemo totalmente conto fino a quando non arriveremo in Spagna. Nei prossimi giorni staccheremo un attimo e ricaricheremo le pile, la stagione è ancora lunga'.

Carmen Martin: 'Sono stanca ma molto felice per la medaglia di bronzo, che è una grande ricompensa, e per il riconoscimento personale ottenuto. In Danimarca non avevamo mostrato il nostro autentico valore, però la squadra ha ripreso il cammino e ne siamo contentissime. Mi sono ricordata parecchio delle compagne che non sono qui con noi: Begoña Fernández, Beatriz Fernandez e Zulai Aguirre'.

Jorge Dueñas: 'Sono ancora un po' con la testa nelle nuvole, la reazione della squadra dopo la sconfitta con la Norvegia è stata incredibile. Abbiamo meritato questo riconoscimento, sia per il lavoro che abbiamo svolto, sia perché eravamo tornati dai campionati in Cina e Danimarca molto delusi. Le ragazze credevano nella vittoria, e la abbiamo raggiunta grazie al contributo di tutte loro. Adesso è arrivato il momento di divertirsi e rilassarsi al ritorno a casa, perché il calendario che ci attende nel 2012 è durissimo'.

Su lato danese, amarezza e frustrazione per la sconfitta e la medaglia mancata di un soffio, proprio come agli Europei casalinghi di un anno fa. Seppure il quarto posto ottenuto da una squadra priva di alcune pedine fondamentali, ma che ha messo in mostra il talento della rivelazione Louise Burgaard, sia un buon risultato. Recriminazioni arbitrali da parte di Louise Svalastog Spellerberg, la quale però ammette anche le colpe della sua squadra nell'insuccesso di domenica, mentre Jan Pytlick, mettendo in mostra la stessa 'affabilità' esibita prima della partita di Mestrino, ironizza (a vuoto) sulla nazionalità dei direttori di gara, a suo parere inadatti ad arbitrare a questi livelli in quanto israeliani. Certe frasi è meglio non commentarle neanche ...

Nelle due finali minori, il Brasile mette il sigillo al suo buon Mondiale casalingo annichilendo (36-20, lo score parla da solo ...) una Russia che, dopo aver perso ogni chances di medaglia, gioca (??) con la testa già sull'aereo per Mosca, offrendo una non-prestazione indegna. Tutto il contrario della Croazia, che si regala un ottima piazza numero sette nella tabella finale a spese di una Angola il cui traguardo prossimo è la vittoria negli imminenti Campionati africani, con relativa conquista del biglietto per Londra 2012.

domenica 18 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. I video delle semifinali (1/4 e 5/8 posto).

Ecco finalmente i video youtube (come al solito, muchas gracias balonfemme!) delle quattro sfide di venerdì 16 Dicembre, le semifinali per il titolo (Francia contro Danimarca e Spagna opposta alla Norvegia) e quelle per le posizioni dalla quinta all'ottava (Brasile - Croazia e Russia - Angola). Filmati integrali delle partite tratti dalla TV danese.

Francia - Danimarca


Norvegia - Spagna


Russia - Angola


Brasile - Croazia

sabato 17 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. I link per scaricare le semifinali (e le sfide per il 5/8 posto)

Per chi non vuole attendere gli eventuali video su youtube, ecco i link utili a SCARICARE le quattro partite di Venerdì 16 Dicembre, ovvero le semifinali per il 5/8 posto e soprattutto quelle con il palio il titolo: Francia - Danimarca e Spagna - Norvegia, con commento della televisione danese.

Lo scaricamento gratuito richiede di aspettare la fine del 'conto alla rovescia' (meno di un minuto), quindi scegliere l'opzione 'download standard' e salvare il file relativo. I video sono tutti in formato .mp4, per cui è meglio aprirli e guardarli tramite VLC Player oppure Quick Time Player.

* Danimarca - Francia
http://www.megaupload.com/?d=GJ7SCZXZ;

* Norvegia - Spagna
http://www.megaupload.com/?d=R8T9LGC2;

* Russia - Angola
http://www.megaupload.com/?d=KY7E4O9M;

* Brasile - Croazia
http://www.megaupload.com/?d=5KY5TRRD

venerdì 16 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Risultati e statistiche semifinali (e 5/8 posto)

Semifinali:
* FRANCIA - DANIMARCA 28-23 (14-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf)
* NORVEGIA - SPAGNA 30-22 (16-9)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf)

5/8 Posto:
* RUSSIA - ANGOLA 41-31 (17-18)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf)
* BRASILE - CROAZIA 32-31 (14-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf)

TABELLONE PRINCIPALE (Cliccare per ingrandire)

Finale 1/2 Posto: Domenica 18 Dicembre h. 20:30
FRANCIA - NORVEGIA

Finale 3/4 Posto: Domenica 18 Dicembre h. 17:30
SPAGNA - DANIMARCA

Finale 5/6 Posto: Domenica 18 Dicembre h. 12:00
RUSSIA - BRASILE

Finale 7/8 Posto: Domenica 18 Dicembre h. 14:45
ANGOLA - CROAZIA

Tutte le partite si giocano al Ginásio do Ibirapuera di São Paulo.

giovedì 15 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Russia fuori! Francia e Danimarca approdano alle semifinali.

Da svidaniya Rossiya!! Dopo tre edizioni consecutive vinte, l'Armata Russa è costretta ad abdicare. Nel giorno in cui Trefilov perde il vocione, le sue ragazze perdono lo scettro mondiale. Non solo, ma finiscono addirittura fuori dal podio, concludendo nel peggiore dei modi la difesa del titolo, cominciata alla grande ma proseguita in maniera sempre meno convincente fino al K.O. nei quarti. Colpa, o merito a seconda dei punti di vista, della Francia di Olivier Krumbholz, cresciuta progressivamente ed inesorabilmente fino all'impresa di ieri.

Che non tirasse buona aria per Postnova e compagnia lo si era capito nel primo quarto d'ora, con la Francia a rispondere colpo su colpo alle avversarie, e la Pineau a siglare il 7-5 a metà frazione. Una difesa rocciosa e le parate di Amandine Leynaud aprono la strada alle Bleues, che verso l'intervallo si trovano fra le mani un'occasione d'oro: in vantaggio, in doppia superiorità numerica, e con Audrey Deroin ai sette metri per trasformare un rigore. Mai vendere la pelle dell'orso (russo) prima di averlo preso, però: Anna Sedoykina respinge il tiro al mittente, la Russia non molla e si torna negli spogliatoi con i giochi ancora aperti (13-12 transalpino).

Firma d'autore (Ludmila Postnova) sul pareggio che battezza il secondo tempo, ma è solo un'illusione: la Francia dal muro difensivo invalicabile scappa ancora, con Kamto prima ed una Lacrabere in grande spolvero poi a condurla sul 20-16 e addirittura sul +5 (24-19). Partita chiusa e fino di un ciclo? Non ancora. La rabbia dell'orso, le parate di Sedoykina, e qualche errore di troppo francese in attacco, permettono alle campionesse - più che mai uscenti - di metterne quattro di fila e tornare a ridosso delle rivali.

E lì si fermano: gli ultimi tre minuti senza goal all'attivo, con Leynaud a respingere il tiro di Davydenko che avrebbe forse riaperto il match, sanciscono l'impotenza e la resa definitiva dello 'squadrone' russo. Le francesi possono sfogare tutta la loro gioia per un risultato di enorme prestigio: le semifinali e la zona-medaglie sono una realtà, ma a questo punto credere ad un ritorno sul tetto del mondo dopo otto anni non è proibito.

La Francia lotterà per l'accesso alla finale contro la Danimarca, che a distanza di due anni si è vendicata dell'Angola battendola per 27-22. Successo forse ancor meno tribolato del previsto per le scandinave, avanti in pratica lungo l'intero incontro. Al buon avvio danese non sono estranee la solita efficace fase difensiva, le parate di Christina Pedersen e nemmeno i troppi errori della manovra angolana; dopo aver eguagliato lo storico passaggio ai quarti, le africane sembravano aver ormai esaurito le pile. Alla pausa è 15-11 per la Danimarca.

Spinta dal tifo sugli spalti, l'Angola ha un ultimo sussulto d'orgoglio quando con tre reti di fila si porta sul 19-20, e si trova fra le mani pure la palla del possibile pareggio. Che non riesce a sfruttare, e le danesi la puniscono, ancora una volta con la complicità del loro ottimo estremo difensore e di contropiedi micidiali. Ai sette dalla fine il tabellone segna 25-21; partita chiusa?

In pratica sì. L'Angola non riuscirà mai più a pungere, e la squadra di Jan Pytlick condurrà in porto un grande risultato: l'approdo alle semifinali, che segue il quarto posto all'Europeo casalingo del 2010, è motivo d'orgoglio per una formazione obbligata a fare i conti con svariate assenze ed infortuni, ma che ha pure 'scoperto' giovanissime di grande talento come, ad esempio, la 19enne Louise Burgaard, anche ieri straordinaria dai nove metri.

Alle angolane, penalizzate dalla cattiva forma di Marcelina Kiala, rimane la soddisfazione per il traguardo raggiunto, e la conferma dello status di migliore nazionale africana. Un più che verosimile trionfo ai prossimi campionati continentali le proietterebbe direttamente alle Olimpiadi di Londra.

mercoledì 14 dicembre 2011

Mondiali femminili pallamano 2011. Russia - Francia e Danimarca - Angola: nei quarti è tempo di rivincite.

Ai Mondiali di pallamano femminile in corso di svolgimento in Brasile si fa sempre più sul serio. Messi in archivio gli ottavi, tocca ora ai quarti di finale, che vanno in scena oggi.

La sfida più interessante è forse quella di apertura: alle ore 14:45 si affrontano Russia e Francia, in una riedizione della finalissima di due anni fa vinta dalle russe. Si tratta di due compagini di elevata qualità che, se non fossero obbligate a darsi battaglia così 'presto', rischierebbero entrambe di finire ancora sul podio.

La Russia è giunta ai quarti esibendo cifre da autentico rullo compressore, anche se le ultime due prestazioni hanno lasciato qualche dubbio. Dopo il mediocre primo tempo contro il Kazakhistan, infatti, è arrivato un successo forse più tribolato del previsto a spese della matricola terribile Islanda. Russe come da 'tradizione' a concedere il primo goal alle avversarie per poi reagire immediatamente, ma incapaci di fare la differenza sino al ventesimo minuto circa, quando si era ancora in parità grazie alla grinta delle nordiche ed al loro portiere Gudny Asmundsdottir.

E nonostante il +3 (15-12) dell'intervallo il match resterà in bilico ancora a lungo, prima che la maggiore qualità ed esperienza, ma soprattutto l'enorme disparità delle panchine, escano fuori. A quel punto le ragazze di Trefilov, che dispongono di maggiori e migliori ricambi, possono marmaldeggiare, e la parte finale dell'incontro è un atto di bullismo contro le inesperte avversarie, ormai a secco di benzina ed incapaci di abbattere il muro difensivo nemico. Tanto da finire con uno score di 30-19, decisamente bugiardo per quello che si era visto in due terzi di gara. Islandesi che escono comunque a testa alta, mentre fra le russe torna a brillare Ludmila Postnova: quando la posta in palio è elevata, lei riesce sempre, o quasi sempre, a risultare decisiva.

Vittoria non facile anche per le Bleues, che si impongono in rimonta sulla Svezia. Il primo tempo della sfida tra le vice-campionesse mondiali e quelle europee è di marca scandinava, con Isabelle Gulldén ed Annika Wiel sugli scudi, e Paule Badoin a tenere a galla le francesi, definitivamente prive di Mariana Signate, infortunatasi all'occhio in allenamento. Le gialloblu conducono anche per buona parte della ripresa, ma un parziale di 6-0, firmato soprattutto dalla coppia Pineau-Badoin, cambia completamente la partita in appena sette minuti (dal 47° al 54°). L'inerzia è tutta dalla parte transalpina, e nemmeno una doppietta di Linnea Tortsensson, uscita alla grande nel secondo tempo, potrà rimettere le cose a posto. Svedesi out, per Krumbholz si prospetta la rivincita (o riperdita?) contro Trefilov.

Aria di deja-vu pure nell'imminente sfida tra Angola e Danimarca. L'inatteso K.O. (28-23) contro le allora ormai eliminate africane nella seconda fase a gruppi del torneo 2009 è costato carissima alle scandinave, segnando di fatto la loro eliminazione dal Mondiale cinese. A casa Pytlick c'è sete di vendetta, ma una loro vittoria odierna contro le africane, di nuovo così avanti dopo quattro anni a dispetto di qualunque problema economico, non è poi scontata.

Entrambe le protagoniste della sfida delle 17:30 si sono qualificate lottando. Le ragazze di coach Francisco Eduardo sono uscite vincente da un tiratissimo match punto-a-punto contro la Corea del Sud, la forse può recriminare qualcosa sulla direzione di gara delle sorelle Bonaventura, mentre le danesi, favorite sulla carta, hanno rischiato l'inverosimile contro il Giappone, arresosi solo dopo i tempi supplementari. Il 3-1 pro-scandinavo dopo sette minuti si è rivelato una mera illusione: la sfida rimane su binari di equilibrio per tutto il primo tempo, con addirittura un mini-break in chiusura, nel quale ci mette lo zampino una Shio Fuji anche stavolta prolifica, a portare le atlete del Sol Levante negli spogliatoi sul più due (11-9).

Riscossa vichinga nella ripresa? Mica tanto: se il 4-1 pro-Pytlick dei primi dieci minuti riporta avanti le biancorosse (13-12), poi è ancora Giappone. Mayuko Isgitate sigilla il triplo vantaggio (19-16) nipponico a solo quattro giri di lancetta dalla sirena. A quel punto le asiatiche si trovano in mano una qualificazione storica, ma non sanno approfittarne: la difesa scandinava, pure in questo caso efficacissima, ed il portiere Christina Pedersen (straordinaria con l'oltre 50 percento di salvataggi) fanno la loro parte, ed una tripletta griffata da Melgaard, Larsen e Norgaard, quest'ultima dai sette metri, riacciuffa la parità proprio allo scadere.

Scongiurato in extremis il pericolo di eliminazione dopo sessanta minuti avvincenti seppur avari di reti (ma con la truppa Pytlick in campo questa è la regola...), le danesi riescono ad imporsi in un extra-time ad ogni modo combattuto, però alla fine deciso da una Trine Troelsen ultima trascinatrice delle sue.

martedì 13 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Programma Quarti di Finale.

Mercoledì 14 Dicembre - h. 14:45
RUSSIA - FRANCIA

Mercoledì 14 Dicembre - h. 17:30
ANGOLA - DANIMARCA

Mercoledì 14 Dicembre - h. 20:15
CROAZIA - NORVEGIA

Mercoledì 14 Dicembre - h. 23:00
BRASILE - SPAGNA

Nelle due semifinali si affronteranno:
Semif: 1: Le vincenti del primo e del secondo quarto;
Semif. 2: Le vincenti del terzo e del quarto quarto.

giovedì 8 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Riassunto gare Mercoledì 7 Dicembre.

Dacci oggi nostra sorpresa quotidiana! Anche la quinta giornata di gare in Brasile, corrispondente al quarto turno del girone A e del gruppo B, ci ha regalato una buona dose di emozioni. Condensate quasi esclusivamente in un solo match però. Quando tutto sembrava incanalato lungo i binari dell'ovvietà, ci ha pensato ancora la Germania a fare carta straccia di ogni logica.

Delle tedesche che bene avevano figurato nei match pre-mondiali, ed ancor di più all'esordio vincente contro la Norvegia, facendo presagire un campionato di alto livello, non sembra esserci più nulla. Rimaste a galla per il rotto della cuffia nel match contro la Cina, infarcito di errori e vinto, con poco merito, dopo aver rincorso l'avversario per sessanta minuti, questa volta sono riuscite ad affogare sul serio, nel mare d'Islanda.

Un risultato ancora più sensazionale per la maniera in cui si è sviluppato: chi avrebbe puntato un centesimo sul K.O. teutonico dopo 17 minuti quando, con Mietzner, Althaus e Richter a perforare la retroguaardia nemica, la Germania era scappata addirittura sull'11-4? E invece l'imprevedibile si è fatto realtà: le tedesche hanno smarrito la via del goal (anche dai sette metri), le islandesi l'hanno ritrovata ed in una dozzina di minuti la situazione era completamente ribaltata: 13-12 per le nordiche all'intervallo.

Al ritorno in campo è battaglia: le varie 'Dottir' d'Islanda tentano persino la fuga, ma la solita Franziska Mietzner risponde e mantiene la 'mannschaft' in partita, con Sabina Richter che addirittura riporta la Germania avanti (18-17). Un fuoco di paglia: quattro atlete diverse siglano un poker di reti che regala alle scandinave il massimo vantaggio (più tre). Franziska Mietzner e compagne abbozzano una nuova rimonta, ma la rete di Anna Loerper sarà la prima personale ... e l'ultima della sua squadra.

Nei minuti finali in campo c'è solo l'Islanda, e soprattutto Karen Knútsdóttir: implacabile dai sette metri ed efficace dalla lunga distanza, il centrale islandese (che tra l'altro milita nella Bundesliga con il Blomberg-Lippe) firma il parziale in grado di mettere definitivamente in ginocchio le avversarie, per un umiliante 26-20 conclusivo che obbliga le tedesche a giocarsi la qualificazione in una sfida all'ultimo sangue con l'Angola, mentre l'Islanda è attesa da un match in teoria più agevole contro la Cina.

Se l'isola dell'Atlantico si è già da tempo ritagliata uno spazio nell'Olimpo dell'handball maschile, ora si sta dimostrando, a tempo di record, una realtà consolidata pure fra le donne. Un esempio da osservare con attenzione, e se possibile seguire!

Come accennato, la Germania affronterà in vero e proprio spareggio-qualificazione l'Angola, che ieri ha tentato di mettere in difficoltà la Norvegia, riuscendovi solo in parte. Scandinave non travolgenti, ma concrete e vincenti. Avvio equilibrato, poi un break nella seconda parte della frazione iniziale sembra chiudere i giochi in favore delle vichinghe. Così non è: la africane si rifanno pericolosamente sotto nella ripresa, arrivando fino al meno due (19-21) al 51°. Al quel punto però si fermano, e la maggiore qualità ed esperienza della truppa di Hergeirsson ha la meglio, con un cinque a uno finale che mette la posta in palio tutta in tasca alla Norvegia.

Angola penalizzata dai due cartellini rossi mostrati rispettivamente al portiere Neyde Marisa Barbosa (uscita avventata su Camilla Herrem lanciata in contrattacco) ed Elzira Barros (fallaccio su Gøril Snorroeggen) nel corso del secondo tempo. Linn Jørum Sulland (dieci reti) e Marcelina Kiala (sette) sono i top scorer delle due squadre, ma fra le campionesse olimpiche ed europee degne di nota anche le prestazioni di Riegelhuth, Herrem e del portiere Lunde-Haraldsen.

I mille paradossi di una girone imprevedibile hanno portato all'esito più prevedibile: saranno Norvegia e Montenegro a disputarsi la vittoria finale nel gruppo. Le due grandi delusioni della prima giornata sono ora al comando con sei punti. Le balcaniche ieri hanno fatto pienamente il loro dovere, persino regalandosi, per una volta, un successo tranquillo. La Cina che tanto aveva fatto penare la Germania resiste più o meno dieci minuti, poi si eclissa e lascia campo libero alle rivali, che addirittura passano dal 14-7 del minuto 22 all'imbarazzante 31-8 del 43°, frutto di un parziale di 17-1 (!!!). Il resto è pura accademia.

Il tutto senza nemmeno sprecare la Popovic, e dosando pure Katarina Bulatovic. Ci pensano Jovanka Radicevic, Majda Mehmedovic e Marija Jovanovic a fare la voce grossa per una nazionale che sembra aver recuperato stato di forma ed alternative in attacco. Le avversarie, Norvegia in primis, sono avvisate.

Se il gruppo A, regno dell'imprevedibile, resta ancora molto incerto, nel girone B succede l'esatto contrario: tutto secondo copione, e giochi fatti con un turno d'anticipo. Russia e Spagna si sono assicurate le prime due piazze, mentre Paesi Bassi e Sud Corea si contenderanno il terzo posto. Già eliminate, ed anche qui nessuna sorpresa, Kazkahistan ed Australia.

L'Armata Russa ha regolato pure l'Olanda, stavolta senza dominare troppo. Come d'abitudine, vantaggio iniziale concesso all'avversario ed immediata reazione. Ma la sfida rimane in bilico per ben una ventina di minuti, con le tulipane che potrebbero addirittura ripassare avanti, prima che il solito micidiale break (stavolta 8-1) faccia la differenza. Una decina di minuti da 'vera' Russia bastano e avanzano, e si torna negli spogliatoi sul più otto (18-10).

Partita chiusa? Ma anche no. Trascinate da Pearl van Der Wissel, efficace dalla linea come dai nove metri (a differenza di una Maura Visser sotto tono), l'Olanda prova a tornare sotto, scatenando l'ira di Trefilov. In realtà riesce solo a dimezzare il gap (17-21 poi 20-24) ma non va oltre, e vedendo come ogni resistenza si dimostrava futile, toglie il piede dall'acceleratore e risparmia un po' di benzina per lo scontro diretto con le coreane. Un parziale di 4-0, inclusa doppietta dall'ala di Polina Kuznetcova, mette al sicuro il risultato. Grande prova dai sei metri di Ludmila Bodnieva, pivot dagli occhi a mandorla che, al pari di Emilia Turey, terzino di origine africana, sa farsi valere pure in contrattacco.

Vittoria 'regolare' della Spagna, che pur senza maramaldeggiare si porta a casa i due punti e mette fuori gioco il Kazakhistan. Se il 3-O alla partenza faceva presagire un trionfo, il primo tempo si conclude con un poco glorioso 11-8. Nella ripresa Jessica Alonso, Eli Pinedo (le due migliori realizzatrici iberiche di serata) e compagnia aumentano il vantaggio, che però non finisce mai in doppia cifra. Tra le asiatiche, che dai nove metri ne azzeccano UNA su diciotto, bene la Volnukihina e la Baranovskaya.

Forse più gente in campo che sugli spalti nella 'sfida' tra Corea del Sud ed Australia. Primo tempo 24-3, finale 45-11. Nient'altro da dire. Tutti a casa felici e contenti (beh, le australiane magari non tanto ...).

mercoledì 7 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Programma Mercoledì 7 Dicembre. Dirette Web.

Dopo le grandi emozioni e sorprese, arrivate o sfiorate, delle dodici-gare-dodici di ieri, oggi si torna in campo ai Mondiali Femminili di pallamano. Almeno nel caso dei gironi A e B, che presentano tre incontri a testa.

Come 24 ore prima, apre le danze il Montenegro, uscito vincitore dalla frenetica battaglia punto-a-punto di Martedì sera con l'Angola. Rivale di giornata di Popovic e Bulatovic sarà la Cina, beffata ieri dalla Germania in una match tanto farcito di errori quanto avvincente. Le tedesche, salavate dal portiere Clara Woltering e dai molti sette metri a loro accordati, erano sotto di cinque alla pausa, e sono rimaste indietro per tutta la partita, tranne che ... quanto conta veramente, ovvero alla fine del match.

Oggi affrontano alle 22:30 l'Islanda, la cui vittoria a sorpresa dell'esordio sembra aver assorbito tutte le energie: da allora sono arrivate la sconfitta contro l'Angola e la batosta di ieri ad opera di una Norvegia che pare ritrovarsi dopo lo scivolone 'made in Germany' di Sabato. Proprio le scandinave sono attese da un nuovo test, contro l'Angola che come loro fa parte dell'ammucchiata a quota quattro punti in testa al Girone A. Una sorta di spareggio, con fischio d'inizio alle 20:15, che potrebbe (il condizionale è più che mai d'obbligo), lanciare la vincitrice verso il primato finale del girone.

Nel Gruppo B la Russia, che ieri si è in pratica allenata affrontando l'Australia (45-8 lo score finale) se le vedrà alle 18:45 italiane con un'Olanda brava a reagire dopo la battuta d'arresto di gara uno, ma oggi nettamente sfavorita in tutti i pronostici. In caso di (probabile) successo della Truppa Trefilov, la Spagna ha l'occasione di rimanere da sola in scia alla capolista. A patto di sbarazzarsi del Kazakhistan. Fischio d'inizio alle 21:00. Due ore e un quarto dopo tocca alle australiane, che stavolta renderanno felici e contenti (o quantomeno vincenti) squadra e tifosi sudcoreani.

Girone B- 4a Giornata
h. 18:00 Montenegro - Cina
h. 20:15 Norvegia - Angola
h. 22:30 Islanda - Germania

Girone B- 4a Giornata
h. 18:45 Russia - Olanda
h. 21:00 Kazakhistan - Spagna
h. 23:15 Australia - Sud Corea

DIRETTE INTERNET (Gratis e a pagamento)
Ricordiamo ancora una volta che tutti o quasi tutti gli incontri possono essere seguiti in diretta streaming gratuitamente. I link si trovano, intorno all'orario dei rispettivi fischi d'inizio, alle seguenti pagine:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

E' inoltre possibile vedere online, a pagamento, tutti gli incontri, registrandosi al prezzo di 25 Euro, alla seguente pagina web:
LIVEHANDBALL.TV

martedì 6 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011: alcuni video della 1a e 2a Giornata.

La pagina Youtube del blog spagnolo Balonfemme, uno dei pochi spazi web dedicati interamente alla pallamano femminile, offre molti video interessanti, tra cui alcune partite complete. Gli 'ultimi arrivi' sono le registrazioni integrali, con telecronache del canale danese TV2 Sport, di alcuni match dei Campionati del Mondo in corso di svolgimento in Brasile. Che qui copiamo ed incolliamo.

SPAGNA - OLANDA


DANIMARCA - URUGUAY


NORVEGIA - GERMANIA


RUSSIA - SPAGNA

lunedì 5 dicembre 2011

Mondiali Femminili. Russia e Angola 'gemelle diverse' in testa ai loro gruppi.

Gemelle, perchè dopo due giornate sia la corazzata di Trefilov che l'imperatrice d'Africa, uniche squadre in grado di vincere entrambi i match disputati, comandano i rispettivi gironi. Diverse, perché oltre a trovarsi in zone opposte del pianeta, sono arrivate a questa rassegna con obiettivi, solidità di squadra e capacità di incantare la 'critica' molto differente. Eppure al momento i numeri dicono che russe ed angolane condividono il medesimo destino.

La Russia si sta dimostrando autentico rullo compressore, meritevole del ruolo di favorita numero uno del torneo. Travolte le malcapitate sudcoreane, l'Armata di Trefilov ha continuato la sua marcia nella seconda giornata, sbarazzandosi anche della loro più insidiosa concorrente nel Gruppo B, la Spagna di Marta Mangue che all'esordio aveva vinto e convinto. L'incontro di cartello della serata domenicale (pomeriggio brasiliano), nonchè rivincita della sfida degli Europei 2010, fatta sua dalla Spagna, è rimasto in bilico per un quarto d'ora, poi le russe hanno ingranato la marcia e per le avversarie non c'è stato nulla da fare.

Come nel turno precedente, la Russia è partita male, con le stelle iberiche Carmen Martin e Veronica Cuadrado subito a segno. Ma la reazione non è tardata. Ritrovata in un baleno la parità, le russe hanno piazzato il loro ormai abituale break decisivo, un 6-1 firmato da ben sei giocatrici diverse (e questo qualcosa vorrà pur dire...).

Il più cinque (14-9) dell'intervallo è molto eloquente, anche se le spagnole non gettano la spugna e provano a rientrare nel secondo tempo, complici le prodezze
dell'estremo difensore Silvia Navarro, e qualche scelta affrettata dell'attacco russo che fa scatenare (non che ci voglia molto ...) l'ugola di Trefilov, insoddisfatto di alcuni dei suoi terzini. Senza però mai avvicinarsi davvero: Olga Levina (micidiale dai sei metri) ed una Irina Bliznova ancora in grande spolvero frustrano, con l'aiuto delle parate di Sidorova e Sedyokina, ogni velleità avversaria, portando il gap sino a sette goal (28-21), con la rete finale di Nely Carla Alberto che non addolcisce la pillola iberica.

Tra le fila russe nota di merito anche per la veterana Turey, mentre in campo spagnolo Nerea Pena non è assolutamente in palla e si perde tra le maglie della
difesa nemica, stavolta principale fattore del successo visto che in ambito offensivo non tutto ha funzionato alla perfezione.

I risultati delle altre sfide portano ad un'ammucchiata dietro la capolista, con un poker di squadre a quota due. Basta un tempo alla Corea del Sud, che ben reagisce all'umiliazione subita contro la Russia, per mettere le mani sul 'derby asiatico' e regolare un Kazakhistan incapace persino di approfittare delle sue chances in contropiede. 11-1 dopo venti minuti, 16-4 alla pausa: numeri che parlano da soli. La ripresa è ordinaria amministrazione per il trio Woo-Sim-Choi, a segno quattro volte a testa, e le loro connazionali.

Poco da dire sull'incontro che ha chiuso la giornata. L'Australia si conferma simpatico sparring-partner per chiunque, ed in questo caso rende felice l'Olanda, in cerca di una bella vittoria dopo il brutto passo falso dell'esordio. Coach Henk Groener approfitta della facilità del match per dare più spazio alle seconde linee, tra cui le promettenti Lois Abbingh ed Estefania Polman, fresche d'argento agli Europei juniores, risparmiando le stelle Maura Visser e Pearl van der Wissel per impegni di altro tenore. In sfide del genere, invece, può andare in goal persino il portiere Mandy Burrekers. Non male, a dire la verità, pure gli estremi difensori australiani Jemima Harbort e Catherine Kent. Male invece Veronica Kelly, che si guadagna un cartellino rosso ad una dozzina di minuti dalla sirena.

A differenza della Russia, l'Angola era arrivata in Brasile con un curriculum poco lusinghiero che includeva un KO contro la Gran Bretagna. E la tribolatissima vittoria sulla Cina all'esordio non ne aveva migliorato la sua reputazione. Poi però è arrivata la sfida con le islandesi, impensabile (alla vigilia) match-clou del gruppo A. Di cui le africane hanno approfittato per cogliere un nuovo successo (28-24) e conquistare, grazie ad una combinazione favorevole di risultati, il primato solitario del raggruppamento.

Le nordiche tornano con i piedi per terra dopo la grande impresa di sabato, a dispetto di un buon inizio gara. Ma Marcelina Kiara, la migliore delle sue, le punisce tre volte di fila, ed il conseguente parziale (4-0) è la chiave di volta del successo angolano. Il più tre (15-12) di fine primo tempo raddoppia nel secondo (25-19 firmato Azenaide Danila Carlos), e nell'ultima fase di gioco l'Angola amministra il vantaggio. E vola in testa. Primato frutto delle circostanze? Forse. Ma comunque meritato, visto che l'Angola ha pur sempre battuto l'Islanda che aveva battuto il Montenegro che ha battuto la Germania che aveva battuto la Norvegia.

Già, perchè l'incrocio tra tedesche e balcaniche ha puntualmente smentito le indicazioni del giorno prima. La Germania delle meraviglie non è poi così meravigliosa e la delusione Montenegro non è poi così deludente. Il successo di Bojana e compagne è forse più netto di quanto dica lo score finale (25-24), visto che le ragazze di coach Adzić hanno condotto le danze per buon parte dell'incontro. Franziska Mietzner, anche stavolta una macchina da goal, tiene a galla le tedesche nei primi scambi di reti, ma non riesce a reagire quando il Montenegro, che finalmente mostra più frecce al suo arco, mette il turbo e scappa. Un buon finale di tempo consente alla truppa di coach Jensen di ridurre il margine, e persino impattare ad inizio ripresa.

Ma la premiata ditta Popović & Bulatović colpisce ancora, e stavolta è quella buona: il 7-1 che ne consegue risulta decisivo, nonostante una nuova reazione delle tedesche, mai rassegnate. Ci pensa la doppietta del folletto Ana Djokić ad assicurare i due punti ad un contento Adzić.

Pure la Norvegia reagisce allo scivolone di gara uno, e si sbarazza comodamente della Cina. Il Dragone asiatico è innocuo, e le vichinghe maramaldeggiano, in particolare con i due pivot, la 'solita' Løke (perchè ha giocato così poco contro la Germania?) ed una Frafjord che in due partite ha segnato 9 volte su 10 tiri. Anche Linka Riegelhuth (a destra) e Camilla Herrem (a sinistra) fanno strage dall'ala, e nella ripresa si uniscono alla festa scandinava le ventenni Kurtović (tre goal) e Bredal Oftedal (doppietta per il minuto centrale dello Stabaek). MVP delle asiatiche Chunlei Lan, che timbra, soprattutto dai sette metri, quasi metà delle reti cinesi. Norvegesi tutte a sfoggiare sorrisi a fine partita, ma per sapere se rimangono tra le grandissime favorite per il podio, toccherà vederle in sfide più impegnative.

domenica 4 dicembre 2011

Russia esaltante al debutto mondiale. Chi può fermare l'esercito di Trefilov?

I Mondiali di Pallamano femminile 2011 sono partiti con più di una sorpresa, come del resto accade di frequente nelle giornate inaugurali di simili competizioni internazionali, ma anche con una grande certezza: la Russia!

Le campionesse in carica sembrano più che mai in forma, pronte a difendere con successo, per la terza volta consecutiva, il titolo mondiale. La truppa del 'generale' Evgeni Vasilievich Trefilov ha superato a pieni voti il primo test, tutt'altro che facile in quanto l'avversario era la Corea del Sud, uno tra quelli da prendere sempre con le molle. Ma la tradizionalmente più forte rappresentativa asiatica è stata travolta senza complimenti.

Il tre a zero dei primi minuti, griffato Choi & Kim, è servito solo ad illudere i rumorosi fans coreani e far risuonare i loro tamburi: giusto il tempo di accendere il motore, e la Russia è partita in quinta, ritrovando in men che non si dica, tra contropiedi efficaci e numeri dei suoi terzini 'galattici', la parità ed altrettanto velocemente regalandosi un primo, già decisivo allungo, cui le coreane non riusciranno mai a rispondere a dispetto delle reti (a fine match saranno ben sette) dell'esperta ala destra Sun Hee Woo, e dei time-out invocati dal leggendario Jae Won Kang. Un parziale di 8-1, che porta varie firme (a riprova del fatto, confermato dagli score individuali a fine match, che Trefilov - foto sotto - abbia molte frecce al proprio arco) spiana la strada alla Russia, avanti di sei lunghezze (19-13) a metà gara.

Al ritorno in campo la musica non cambia, per quanto le asiatiche si sforzino per mettere sotto pressione l'avversario. Sono al contrario le russe a piazzare un nuovo tremendo break (sei a zero), che chiude di fatto il match all'entrata dell'ultimo quarto d'ora di gioco. Quel che rimane fino al 39-24 della sirena è utile ad esaltare la giovane Tatiana Khmyrova, top scorer delle sue con una mezza dozzina di reti, tutte nella ripresa. Sei goal sono il bottino pure di Irina Bliznova, ancora più impressionante in quanto messo a referto su ... altrettanti tiri (!), e perchè il ventinciquenne terzino destro, di ritorno in nazionale dopo tre anni, è andata in rete praticamente in ogni modo e maniera, tranne che dai sette metri (!).

Una serata magica per lei. E per le varie Levina, Davidenko, Bodnieva, Turey e chi più ne ha più ne metta, senza dimenticare i portieri Sidorova e Sedoykina, brave a fare la loro parte. Degno di nota poi come la Russia sia stata 'costretta' a tirare da lontano non più di tre volte nell'arco dei 60 minuti, entrando invece spesso nella difesa asiatica come una lama nel burro.

Forse ha ragione il burbero Trefilov quando, pur nella soddisfazione per una partita giocata e vinta molto bene, ricorda come la strada sia ancora lunga e rimangano molte altre sfide all'orizzonte, però se queste sono le prospettive, forse tanto vale fermarsi subito e lasciare tranquillamente il trofeo a chi già lo detiene.