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domenica 11 marzo 2012

Copa del Rey di pallamano. Barça e Atlético, come da pronostici, in finale.

Tutto come previsto anche nelle semifinali di Coppa del Re. F.C. Barcelona ed Atlético Madrid si impongono alle rispettive avversarie e daranno luogo questo pomeriggio, alle ore 16, all'ennesimo capitolo della loro saga, che si protrae dai tempi (non così remoti) del Ciudad Real. Seguendo un copione abbastanza frequente nelle ultime settimane, i madrileni sono apparsi più in forma rispetto ai catalani, per quanto si debba ammettere che la caratura dell'avversario capitato al Barça (il Cuatro Rayas Valladolid) fosse maggiore di quella di un Torrevieja entusiasta per il risultato storico conseguiro, ma in grado di far valere il fattore campo solo fino a un certo punto. Troppo ampio il divario tra la corazzata di Talant Dujshebaev e la volenterosa truppa locale.

I madrileni scappano subito sul 6-2, e nonostante un'orogogliosa reazione del Torrevieja, che si porta sul 5-6, mantegnono le redini della partita, pure in virtù di una panchina assai più lunga e di maggiore qualità. Già all'intervallo, sul 13-9, gli ospiti prenotano il biglietto per la finalissima; e nella ripresa, con il solito Lazarov a martellare la difesa rivale e J.J. Hombrados a mettere in scena il suo personale festival tra i pali, il gap aumenta a prescindere dell'ottima prova del portiere locale Dimitrije Pejanovic, già sugli scudi nel turno precedente. Il Torrevieja spara le sue ultime cartucce ritornando a meno tre (16-19), ma il finale è di marca Atlético, sino al 27-20 che pone fine alle danze.

Più faticoso il successo del Barcellona Intersport, costretto ad inseguire il Cuatro Rayas Valladolid per buona parte di una grande partita. Joli, Félix García e Romero svolgono un ottima lavoro difensivo e contribuiscono notevolmente al più tre (16-13) che, un po'a sorpresa, segna il tabellone dopo trenta minuti. Nel secondo tempo il Barça accelera il ritmo, ed approfittando di superiorità numerica e contropiedi ficcanti prova a rientrare (21-20 al 42°). Il primo tentativo d'aggancio fallisce, ma due rigori concretizzati da Rutenka rimettono di nuovo i catalani in corsa. Il pareggio arriva a quota 23, il successivo goal di Nagy completa il ribaltamento della situazione, seppure l'equilibrio continui per qualche tempo. Fino ad un ulteriore sette metri vincente griffato dal fuoriclsse di origine bielorussa, cui segue una gran parata di Saric, che rsepinge al mittente l'ultimo tiro di Joli, ed il successivo contrattacco di Víctor Tomás utile a sancire il 28-26 della sirena.

Semifinali (Sabato 11 Marzo)
* Barcelona Intersport - Cuatro Rayas Valladolid 28-26 (13-16)
CUATRO RAYAS: Sierra), Yeray Lamariano, Marcos (-), Víctor Alonso (1), Gurbindo (3), Krivokapic(4), Delgado (-), Nikcevic (3), Romero (4), Tokic (-), Joli (6), Cutura (4), García (-), Lykk (1).
F.C. BARCELONA: Johann Sjostrand, Danijel Saric; Noddesbo (4), Ugalde(2), Nagy (3), Jernemyr (-), Aguirrezabalaga (2), Rocas (3), Morros (-), Rutenka (6), Sarmiento (2), Juanín García (2), Víctor Tomás (2), Raúl Entrerríos (-), Igropulo (-).

* Balonmano Torrevieja - Atlético de Madrid 20-27 (9-13)
TORREVIEJA: Pejanovic, Héctor Tomás; Cuartero (3), Chernov (3), Rochel (1), Novelle (5), Ortigosa (1), Eloy González (6), Jorge Sánchez (-), Juan Castro (-), Vidal (-), Pablo López (-), Salinas (1), Rasic (-)
ATLÉTICO MADRID: Hombrados, Antonio Díez; Roberto García (3), Guardiola (-), Dinart (-), Kallman (2), Markussen (3), Chema Rodríguez (1), Edu Fernández (2), Aginagalde (2), Davis (2), Cañellas (5, 1 rig.), Jurkiewicz (-), Alberto Entrerríos (1), Lazarov (6)

FINALE (Domenica 11 Marzo, ore 16:00)
** F.C. Barcelona Intersport - Atlético de Madrid
(Diretta Web)

martedì 17 gennaio 2012

Il Re è nudo!! La Francia di handball torna a perdere (in un grande torneo) dopo tre anni.

I più ottimisti potranno sempre dire che la Norvegia dominatrice del Mondiale femminile un mese fa era scivolata contro la Germania all'esordio, ricordare il K.O. della stessa Spagna di calcio nel primo incontro di Sudafrica 2010. Però l'esito della sfida inaugurale, per i francesi, di questo Europeo 2012, ovvero la prima sconfitta dei 'galletti' in una gara di apertura dal lontano 1993 (quando la squadra arrivò poi in finale, un'altra freccia all'arco degli ottimisti ...), nonché loro primo scivolone in assoluto in una grande competizione dal 2009, accende qualche campanello d'allarme per la truppa di Claude Onesta, messa al tappeto dai vicini iberici nel match-clou della serata.

Anche per le modalità in cui questo più o meno clamoroso K.O. (29-26 alla sirena) è maturato: i campioni di tutto non sono mai stati padroni della situazione, vedendosi invece perennemente obbligati ad andare a rimorchio di un avversario al quale, forse, è bastato giocare (molto) bene senza nemmeno ricorrere alla 'partita perfetta' cui accennavano gli spagnoli nelle interviste dei giorni scorsi.

Dopo il battesimo della rete di Hombrados firmato da un Nikola Karabatic oggi in verità lontano, almeno in quanto a efficacia, dai suoi giorni migliori, è la Spagna a prendere le redini dell'incontro in una fase iniziale frenetica. Molti erano sorpresi guardando il tabellone che segnava il 6-3 per Joan Cañellas (protagonista nel primo quarto di gara insieme ad Alberto Entrerríos) e compagni dopo appena sette minuti.

Eppure era la verità, così come erano verissimi i tentativi di recupero francesi, tutti frustrati dalla difesa 6-0 spagnola e, in ultima istanza, da un J.J. Hombrados capace di non far rimpiangere Sterbik, mentre nell'altra porta Thierry Omeyer appariva molto al di sotto dei suoi standard abituali, e si esaltava giusto su un paio di sette metri di Iker Romero. Il solo capitano Jérôme Fernandez, una spina nel fianco della retroguardia nemica, manteneva a galla i Bleus, che tornavano negli spogliatoi sul meno due (13-15) dopo un rigore trasformato da Michaël Guigou (per il resto poco incisivo) a fil di sirena.

Alla ripresa del gioco, Narcisse e Gille illudono i transalpini ed i loro tifosi (15-16): ma è un fuoco di paglia. Quattro reti di fila in altrettanti minuti rilanciano la Spagna, che vola sul 20-15. E che risponde puntualmente, anche per merito degli sforzi difensivi di Gedeon Guardiola e Viran Morros, ad ogni accenno di rimonta francese, opera soprattutto di Fernandez, mentre Karabatic è più anonimo rispetto al primo tempo.

Il gap resta uguale finché non sale in cattedra Luc Abalo, improvvisamente scatenatosi dopo 32 minuti a secco: il terzino dell'Atlético Madrid trafigge il suo compagno di club Hombrados ben quattro volte in altrettanti giri d'orologio, e ridà fiato agli 'Allez Les Bleus' che risuonano allo SPENS Sport Center. Con l'aiuto di Dauda Karabouè, subentrato al posto dell'opaco Titi (se Onesta avesse cambiato i portieri in precedenza, forse staremmo a raccontare un'altra storia ...).

Quando Gigou, ancora lui, timbra il meno uno (26-27) dai sette metri ad un minuto dalla fine, sembra che la Francia possa compiere l'impresa, concretizzando una grande rimonta a spese di un grande avversario. Ma non è la giornata dei transalpini, che alla fine le provano tutte, compreso un mini-tuffo di Karabatic che (un po') simula un fallo in attacco, senza convincere gli arbitri rumeni Din e Dinu, peraltro contestati dai francesi nell'ultima fase di gioco, ma non riescono a recuperare palla. E terminano beffati da Cristian Ugalde, decisivo con i suoi tre sigilli negli ultimi minuti. C'è ancora tempo per un salvataggio di Hombrados su Narcisse ed un ulteriore 'affronto': il contrattacco vincente di Roberto Garcìa Parrondo, che regala agli uomini di coach Valero Rivera il più tre conclusivo.

La battaglia di Novi Sad ha emesso un chiaro verdetto: il Re è Nudo. Almeno adesso, perché, come fece 19 anni fa, avrà tutto il tempo di 'rivestirsi' nei prossimi incontri, provando a battere Ungheria e Russia che, nell'altro impegno del Gruppo C, impattano a quota 31 in una sfida-thriller davanti a quattromila magiari e quasi un migliaio di russi. Ottimi Gábor Császár e Gergely Iváncsik tra le fila dei 'padroni di casa', mentre i ragazzi di Vladimir Maximov si spartiscono le reti in maniera più equa; parità (a 19) anche al termine della prima parte, in cui gli ungheresi avevano però sempre condotto; mentre il secondo tempo è un quasi continuo scambio di mini-parziali, con la Russia che, sfruttando l'entusiasmo per la precedente rimonta, prova a scappare subito dopo il ritorno in campo, ma rischia ancora negli ultimi dieci minuti. Il risultato finale, senza vincitori né vinti, sembra quello più giusto.

Gruppo C - Risultati
** Spagna - Francia 29-26 (15-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Ungheria - Russia 31-31 (19-19)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 1 Giornata
1. Spagna 2 p. 1-0-0 (29-26) +3
2. Ungheria 1 p. 0-1-0 (31-31) 0
3. Russia 1 p. 0-1-0 (31-31) 0
4. Francia 0 p. 0-0-1 (26-29) -3

mercoledì 14 dicembre 2011

ASOBAL: Barça e Atlético vincono gli anticipi del 14° turno nella Liga di pallamano.

Barcellona Intersport e Atlético de Madrid riprendono il loro duello, a distanza. Entrambe le squadre vincono infatti i rispettivi anticipi della 14a Giornata di campionato.

I catalani fanno quattordici (vittorie di fila nell'attuale torneo domestico) sbarazzandosi del Reale Ademar León terzo in classifica con un perentorio 38-31. Partenza rapida del Barça con un Siarehi Rutenka contundente (4-1, min. 5), ma arriva la reazione ospite per mano di Antonio García, Adrien Di Panda e soprattutto Martin Stranovsky, che danno ai leonesi il vantaggio sul 5-6 (minuto 11).

Poi entrano in scena il 'solito' Danijel Šarić e Daniel Sarmiento, autore forse della sua miglior gara da quando è arrivato a Barcellona. Il primo con le sue parate, il secondo accelerando il ritmo dell'incontro, permettono ai blaugrana di tornare avanti, anche se un opportuno time out di Isidoro Martínez evita il tracollo. Si arriva alla pausa sul 15-13, con Saric-inesca a parare un sette metri importante a Denis Krivochlykov ed Aguirrezabalaga a metterci lo zampino coi suoi goal.

Nella seconda parte il Barça serra le fila in difesa, e di conseguenza, complice qualche pasticcio di troppo nella fase offensiva rivale, guadagna molte più chances in contropiede, spesso e volentieri finalizzate. Si passa così dal 19-17 del minuto 34 al 30-22 del 48°. Sarmiento al centro, autore di SETTE reti solo nella ripresa (che vanno sommate alla doppietta del primo tempo) più Juanín García e Víctor Tomás all'ala fanno strage nella porta ospite, e sei minuti più tardi il 35-26 del tabellone toglie ogni residuo dubbio, se mai ne rimanessero.

Intanto Saric-inesca viene sostituito da Johan Sjöstrand e si becca la meritatissima standing ovation del pubblico del Palau. Totalmente diversa invece la prova dell'ex Venio Losert in versione gruviera: il croato ne prende 23 solo nella ripresa (la media della fino stavolta ottima retroguardia dell'Ademar era di 24.6 reti incassate a partita). A parziale consolazione, il numero record di marcature ottenute dai castigliani: il Barça mai aveva subito più di trenta reti in un match dell'attuale Liga.

* F.C. Barcelona - Reale Ademar 38-31 (15-13)
F.C. BARCELONA INTERSPORT: Sarić, Sjöstrand; Víctor Tomás (6), Nagy (3), Sorhaindo (0), Raúl Entrerríos (3), Rutenka (6, 2 rig.), Juanín (5), Jernemyr (0), Aguirrezabalaga (4), Igropulo (1), Sarmiento (9), Noddesbo (1).
REALE ADEMAR LEON: Losert, Álamo; Krivoshlykov (3, 2 rig.), Di Panda (6) Carou (0), Juan Andreu (2), Antonio García (5, 1p.) Stranovsky (7, 2 rig.), Cutura (1), Ruesga (2), Baena (1), Borges (2) Alvaro Ferrer (0), González (2)

Vittoria simile nel punteggio quella dell'Atlético de Madrid, che si rialza dopo lo scivolone del Clásico e sconfigge l'Amaya Sport San Antonio Pamplona con il punteggio di 37-31. Vittoria forse più tribolata di qunto dica lo score finale, con i biancorossi che ad inizio gara mostrano ancora i segni del K.O. di sabato e si trovano obbligati a rincorrere. L'assenza causa turnover di Didier Dinart rende la difesa locale più vulnerabile, e i navarri ne approfittano, specialmente Niko Mindegía e Víctor Álvarez; la tripletta di quest'ultimo spedisce l'Amaya Sport sul 13-10 dopo una ventina di minuti.

A quel punto l'ex Ciudad Real riesce finalmente a cambiare l'inerzia del match e, tra parate di José Javier Hombrados, oggi preferito a Sterbik, e finalizzazioni dei vari Guardiola, Kiril Lazarov e Roberto García Parrondo ribalta il risultato: alla pausa lunga é 18-16 per l'Atlético.

Al ritorno in campo gli uomini di Dushebajev sembrano maggiormente ispirati in difesa, mentre Hombrados prosegue la sua opera fra i pali. I contropiedi che ne derivano portano lo score sul 24-19. Ma anche per colpa degli errori (che non cancellano comunque i sei goal messi a referto) del pivot Edu Fernández, recentemente di rientro da un infortunio, la squadra di casa non riesce a chiudere del tutto la partita, almeno fino a quando non ci pensa la macchina da goal danese Nikolaj Markussen, a segno ben sei volte nell'ultima frazione di gioco.

* Atlético Madrid - Amaya Sport San Antonio 37-31 (18-16)
ATLÉTICO MADRID: Hombrados, Sterbik; Abalo (5), Isaías Guardiola (5), Jurkiewicz (2), Davis (0), Markussen (6), Chema Rodríguez (1), Roberto García Parrondo (3), Lazarov (2), Cañellas (1, 1 rig.), Alberto Entrerríos (5), Kallman (1), Edu Fernández (6).
AMAYA SPORT: Lucau, Ristanovic; Aguirrezabalaga (1), Luis F. Jiménez (4), Mindegía (3), Sevaljevic (5), Crowley (1), Gedeón Guardiola (5), David Jiménez (4), Peciña (1), Meoki (2), Víctor Álvarez (5, 2 rig.), Sluijters (0), Curkovic (0).

mercoledì 27 aprile 2011

Spagna: il Ciudad Real vince il Clásico e 'regala' al Barça la prima sconfitta

Inframezzata tra i vari Clásicos calcistici di questo periodo, ha avuto luogo ieri sera la grande sfida al vertice del campionato ASOBAL di pallamano. Con il Renovalia Ciudad Real al posto del Real Madrid, ovviamente. I manchegos, per quanto lontanissimi dai vertici della Liga, si sono presi una bella soddisfazione rifilando al Barcellona la prima sconfitta stagionale nella Liga, dopo 26 vittorie consecutive dei blaugrana. Ed hanno pure vendicato la batosta subita all'andata, quando era stato il Barça ad interrompere l'impressionante serie di 67 trionfi di fila, in ambito domestico, del Ciudad Real. Il quale, con il successo di ieri sera, riesce a mantenere l'imbattibilità casalinga in campionato, che dura ormai da 97 partite (l'ultimo a violare il loro campo in Asobal fu proprio il Barcellona, nel lontano 2004...)

30-27 lo score finale per la truppa di Talant Dujshebaev. Successo meritato, anche se certamente favorito dal calendario: il Renovalia aveva giocato la sua ultima sfida di Champions League giovedì scorso, mentre i blaugrana venivano dalla battaglia campale contro il Kiel avvenuta solo 48 ore prima circa. I catalani tengono il passo dei rivali nel primo quarto d'ora, mettendo pure il naso avanti sul 6-7 (min. 11:30). Ma quando i padroni di casa stringono le maglie in difesa, portando la loro solita 5-1 alla massima dinamica ed efficacia, con l'aiuto delle parate di Hombrados, arriva il primo break significativo dei locali, che si portano sul 12-9 e tornano negli spogliatoi sul 17-15, frutto anche della buona prova di Kiril Lazarov, che aggiunge una mezza dozzina di reti alla sua collezione, e di Alberto Entrerríos, vincente nella sfida personale contro il fratello Raúl.

Una doppietta di Nagy (top scorer dei suoi al pari di Juanín e Rutenka) ad inizio ripresa illude il Barcellona Borges, ma la 5-1 di coach Talant funziona sempre, e Sterbik sostituisce egregiamente l'altro portiere del Ciudad Real. Per la gioia dei tifosi della - stavolta non esaurita - Quijote Arena, che vedono i propri idoli scappare sul 22-17 e poi fino al 25-19, sigillato da Viran Morros al 43°. La gara è di fatto chiusa e neppure i cambi tattici difensivi operati (tardivamente) da Xavi Pascual sortiscono alcun effetto concreto: il Barça si limita a dimezzare lo scarto al meno tre della sirena.

Quella di Martedì è serata di festa per i fans del Renovalia; al Barcellona rimane il fatto che il successo finale numero 18 in campionato non può sfuggire: quattro punti (52 a 48) - corrispondenti a due vittorie - di vantaggio in classifica a tre giornate dalla fine sono un margine che, a rigor di logica, non può essere colmato. Archiviato con questa certezza, aspettando quella matematica, uno dei Clásicos forse meno 'glamour' di sempre, il Barça può focalizzarsi sulla battaglia che lo attende a Kiel domenica 1° Maggio, mentre tra il Ciudad Real e la Final Four di Colonia rimane solo la formalità-Flensburg da sbrigare nei prossimi giorni.

** Ciudad Real - Barcellona Borges 30-27 (17-15)
Renovalia Ciudad Real: Hombrados, Sterbik; Davis (1), Julen Aginagalde (5), Luc Abalo (3), Isaías Guardiola (2), Kallman (4), Shevelev, (0), Cañellas (0), Alberto Entrerríos (4), Viran Morros (2), Dinart (0), Jurkiewicz (3), Kiril Lazarov (6).
F.C. Barcelona Borges: Sjöstrand, Saric; Noddesbo (2), Juanín García (5), Víctor Tomás (1), Raúl Entrerríos (2), Sorhaindo (0), Dani Sarmiento (2), Iker Romero (2), Nagy (5), Jernemyr (0), Rutenka (5, 4 rig.), Oneto (2), Igropulo (1).
Parziali ogni 5 minuti: 4-3, 6-5, 8-8, 12-9, 14-12, 17-15 (intervallo). 20-17, 22-19, 25-20, 28-23, 30-25, 30-27 (finale).

giovedì 21 aprile 2011

Champions League Maschile: Ciudad Real travolgente in Germania

Un primo tempo da favola spiana la strada ad un grandissimo trionfo del Ciudad Real, che sbanca Flensburg con l'incredibile punteggio di 38-24 e vendica, con gli interessi, la sconfitta patita alla Campushalle nella fase a gironi qualche tempo fa. Il 19-8 che segnava il tabellone dopo trenta minuti di gioco, oltre a zittire i seimila della tifoseria locale, aveva di fatto chiuso i giochi per quanto riguarda la partita ed il discorso qualificazione, spedendo (a meno di cataclismi che vadano oltre l'immaginabile) la truppa di Talant Dushebajev alla Final Four di Colonia.

Sin dalle battute iniziali è apparsa imbarazzante la superiorità di Kiril Lazarov (top scorer dei suoi con nove reti, tre delle quali dai sette metri) e compagni. Tra i quali, oltre al solito magnifico Sterbik, si è distinto pure Luc Abalo, ispiratore di contropiedi micidiali - ed autore di una mezza dozzina di goal - che hanno affossato ogni velleità dei malcapitati tedeschi. Bene anche Hombrados, quando è toccato a lui difendere i pali del Ciudad Real. Il Flensburg-Handewitt è riuscito a giocare alla pari con gli avversari solo nella prima parte della ripresa - riducendo lo scarto ad 'appena' nove reti - grazie in particolare a Thomas Mogesen, a segno sei volte in totale; ma l'ulteriore allungo, nei minuti conclusivi, degli spagnoli ha reso ancor più umiliante la lezione per Ljubo Vranjes e compagnia.

Il ritorno del Primo Maggio alla Quijote Arena dovrebbe essere una pura formalità, una festa per i tifosi di una squadra le cui speranze di recuperare lo scettro perduto lo scorso anno diventano più consistenti, e rinfrancate dal fatto che, in virtù dell'imminente scontro diretto fra loro, almeno una delle due finaliste del 2010 (Kiel e Barça) stavolta per forza di cose non sarà a Colonia.

** SG Flensburg - Ciudad Real 24-38 (8-19)
SG FLENSBURG HANDEWITT: Beutler, Karlsson (0), Eggert (2), Fahlgren (3), Mocsai (5), Heinl (0), Szilagyi (4), Rasmussen (0), Svan Hansen (2), Mogensen (6), Boesen (0), Knudsen (2).
RENOVALIA CIUDAD REAL: Sterbik, Hombrados; Kallman (2), Aginagalde (4), Abalo (6), Cañellas (4, 2 rig.), Entrerríos (2), Lazarov (9, 3 rig.), Guardiola (3), Davis (2), Jurkiewicz (2), Morros (4), Shevelev (0), Dinart (0).

PARZIALI: 1-3, 2-6, 4-9, 4-11, 6-14, 8-19 (intervallo) 12-23, 15-26, 17-30, 19-33, 23-35, 24-38 (finale).

domenica 23 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011. Risultati, dettagli, statistiche degli incontri di Sabato 22 Gennaio.

Risultati, classifiche e statistiche della giornata inaugurale della seconda fase. Nei match che contano per le semifinali, la Spagna mette a nudo la pochezza della Norvegia, la sconfigge in maniera chiara, con Hombrados che non fa rimpiangere Sterbik tra i pali, e compie un importantissimo passo in avanti, grazie anche alla Germania di Preiss e Sprenger, brava a tirare fuori tutto l'orgoglio rimasto e, con le unghie coi denti, battere l'Islanda in cui non brilla più di tanto il giovane talento Palmarsson. Complicando enormemente la vita ai nordici, adesso obbligati non solo a fare risultato pieno con gli spagnoli, ma a tentare la grande impresa contro la Francia; la quale ieri ha fatto sfoggio di nuovo, se mai ce ne fosse stata la necessità, di tutta la sua potenza, marciando sopra la malcapitata Ungheria, che riesce a tenerle testa solo per una ventina di minuti. Salvo poi affondare sotto i colpi di Karabatic, top scorer dei suoi, ma anche di un sempre più convincente William Accambray; pure Jérôme Fernandez, Luca Abalo e persino Bertrand Roine (infallibile cecchino dai nove metri) hanno fatto un'eccellente partita. Sul lato magiaro Ferenc Ilyés risulta molto meno incisivo rispetto alla sfida-pareggio degli Europei di un anno fa.

La vittoria germanica rende la Danimarca unica squadra finora sempre trionfante. Scandinavi che a metà gara sembravano incamminati a passo spedito sulla strada di una facile vittoria. Ma la reazione della Polonia nell'ultima fase del match ha messo a rischio - come non mai in questo torneo - i 'quasi padroni di casa' in biancorosso, alla fine comunque usciti vincitori, seppur con il minimo scarto. Hans Lindberg più efficace di Mikkel Hansen tra i pupilli di Ulrik Wilbek, che ad ogni modo stanno con un piede e mezzo in semifinale, mentre si complica la situazione di Karol Bielecki (ieri tra i peggiori) e compagni. La seconda piazza del Girone II dovrebbe essere ormai affare di Svezia e Croazia: la prima soffre, combatte, e alla distanza la spunta sulla coriacea Serbia dei 'soliti' Marko Vujin e Momir Ilic. Note di merito per Eckberg, Du Ritz ed il portiere fra i gialloblu. I croati (pur con Ivano Balic ancora in secondo piano) a loro volta tornano finalmente ad essere sé stessi, e con l'Argentina, forse appagata da un risultato comunque storico, forse in fase calante nel proseguimento della manifestazione - forse entrambe le cose - non c'è proprio partita: il 10-2 del primo quarto d'ora, divenuto 19-6 all'intervallo, ed 'abbellito' in un 36-18 alla sirena, la dice tutta sulla superiorità dei balcanici, il cui scontro con i padroni di casa risulterà decisivo.

Nella 'Coppa del Presidente', ovvero gli incontri per le piazza dalla tredicesima alla ventiquattresima, da segnalare la grande battaglia tra Corea del Sud ed Algeria, con vittoria asiatica ai supplementari. Bene anche l'Egitto che prevale sul Giappone, e l'Austria vincitrice in rimonta sulla Tunisia. Delude ancora la Romania, battuta pure dalla Slovacchia, mentre le sudamericane Cile e Brasile evitano in anticipo l'ultimo posto, che andrà in 'omaggio' alla perdente dello scontro di titani(c) fra Bahrein ed Australia (noi ovviamente puntiamo sui simpatici ragazzi del paese dei canguri ...).

Di seguito trovate risultati, classifiche, e link ai dettagli statistici
completi
di ogni singolo incontro.

Main Round - GRUPPO I (Jönköping): 1a Giornata
** Spagna - Norvegia 32-27 (15-12)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Germania - Islanda 27-24 (15-13)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Francia - Ungheria 37-24 (18-13)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo I - Classifica
* Francia 5 punti 210 95-75 (+20)
* Spagna 5 punti 210 86-79 (+7)
* Islanda 4 punti 201 85-75 (+10)
* Germania 2 punti 102 74-80 (-6)
* Ungheria 2 punti 102 76-92 (-16)
* Norvegia 0 punti 003 72-87 (-15)

Main Round - GRUPPO II (Kristianstad / Lund): 1a Giornata
** Croazia - Argentina 36-18 (19-6)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Svezia - Serbia 28-24 (12-13)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Danimarca - Polonia 28-27 (15-9)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo II - Classifica
* Danimarca 6 punti 300 97-83 (+14)
* Svezia 4 punti 201 74-72 (+2)
* Croazia 3 punti 111 89-76 (+13)
* Polonia 2 punti 102 71-75 (-4)
* Argentina 2 punti 102 68-82 (-14)
* Serbia 1 punto 012 75-87 (-12)

President's Cup: 13°-16° Posto
** Egitto - Giappone 34-28 (17-14)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Corea del Sud - Algeria 29-24 dts (23-23; 17-12)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

President's Cup: 17°-20° Posto
** Austria - Tunisia 26-25 (12-14)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Slovacchia - Romania 38-33 (22-19)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

President's Cup: 21°-24° Posto
** Cile - Australia 29-21 (17-6)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Brasile - Bahrein 37-30 (17-15)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

mercoledì 24 novembre 2010

Ultim'ora: Ciudad Real sconfitto dopo 67 vittorie!

Ebbene sì: il Ciudad Real delle meraviglie, in grado di vincere qualcosa come 67 partite consecutive nel campionato spagnolo, deve arrendersi dopo due anni e due mesi (l'ultima KO, per 28-26, risaliva alla sfida del 27 Settembre 2008 contro l'Arrate Eibar) e rinunciare ad eguagliare un nuovo record: quello di 69 partite utili di fila, stabilito dal fu mitico Atlético de Madrid.

Ed i furono tifosi di quella che fu una leggenda della pallamano spagnola dovranno ora ringraziare il Barcellona, che al termine di una partita veramente storica ed appassionante ha sconfitto i suoi grandi rivali per 27-24 (primo tempo 15-12). Ed inoltre, tanto per aggiungere ancor più valore all'epica impresa, è riuscito a non andare MAI in svantaggio lungo l'intero arco del match. I blaugrana partono a razzo portandosi subito sul 3-0, vantaggio che in pratica manterranno alla fine di entrambe le frazioni. Arrivano pure sul 7-2 e sul 15-11, ma i campioni di Spagna reagiscono ed arrivano al pareggio nel ripresa sul 17-17; ancora uno scatto del Barça (20-17), ed ancora gli uomini di Dushebajev li riprendono sul 21 pari a poco più di dieci minuti dal termine.

Però quando Víctor Tomás González piazza un nuovo mini-break e porta i suoi sul 24-21 è la volta buona. I manchegos devono gettare la spugna. Più che Víctor Tomás, comunque, i veri artefici del trionfo barcellonista sono il portiere Danijel Saric, che con le sue 22 parate corona un'ottima prestazione difensiva dei catalani (la 6-0 di Xavi Pascual, 'coordinata' da Sorhaindo, Jernemyr e Nagy, ha funzionato), e soprattutto l'ala sinistra Juanín García. Il folletto del Barcellona è infatti andato a segno qualcosa come dodici volte, distruggendo i sogni di gloria degli avversari.

Poco efficace la 4-2 difensiva con cui Dujshebaev ha affrontato l'inizio del match. Arpad Sterbik non male tra i pali del C.R., ma nemmeno troppo bene, tanto che nella seconda parte entra José Javier Hombrados, che però non riesce a fermare la macchina da goal García. E non ferma un destino cinico che ha fermato il Ciudad Real sulla soglia di una nuova impresa. Adesso per Lazarov (sotto tono stasera, mentre Julen Aguinagalde è stato il più prolifico in attacco per i suoi) e soci si complica pure il cammino nella Liga. A dispetto delle molte giornate ancora da disputarsi, rimontare i due attuali punti di distacco dal Barça potrebbe non essere compito facile. Per nulla. Decisivo dovrebbe comunque risultare il match di ritorno alla Quijote Arena.

E venne il giorno di Barcellona - Ciudad Real

Non avrà la tradizione, l'appeal e l'impatto mediatico di un Barcellona-Real Madrid di calcio, non porterà mezza Europa davanti alla TV come dovrebbe invece fare la sfida di lunedì prossimo tra Messi e Mourinho, ma nel suo 'piccolo' anche un certo Barcellona-Ciudad Real si è ormai guadagnato il titolo di Clásico della pallamano iberica. E sicuramente lo scontro fra titani in programma questa sera nella città catalana attirerà l'attenzione degli appassionati di handball, e non solo in Spagna.

Le due massime potenze della Liga Asobal giungono allo scontro diretto dopo un cammino parallelo in campionato, con undici vittorie in altrettante partite per ciascuna delle due, ma diverso in Champions League: Ciudad Real a vele spiegate in vetta al proprio girone, Barça incappato negli inattesi scivoloni contro Rhein-Neckar Löwen e Chambéry. Proprio l'ultimo turno europeo ha comunque restituito una squadra in grande condizione, e sopratutto un Iker Romero tornato ai suoi migliori livelli, capace di mettere ben undici palloni nella rete del Kielce polacco.

Lo stesso Romero che i tifosi del Palau Blaugrana si augurano di trovare questa sera. Una sfida del genere meriterebbe un palazzetto pieno, ma la quasi concomitante sfida esterna di Champions del Barcellona calcistico rischia di avere effetti negativi in tal senso, a dispetto dello 'strategico' spostamento dell'incontro alle ore 19:00, dell'entrata gratuita per i soci del club, e persino della ... birra gratis che il Barça offrirà il 5 Dicembre (giorno del match di Champions con il Kiel) a tutti gli spettatori del Clásico odierno in caso di vittoria sul Ciudad Real.

Si tratta di una sfida di altissima qualità che oppone l'attacco maggiormente prolifico (34.6 reti a partita il bottino medio del Renovalia Ciudad Real) alla difesa meno battuta (il Barcellona Borges, con una media di appena 24.1 goal subiti per incontro). Ma anche di uno scontro tradizionalmente fra grandi talenti individuali, impreziosito dall'arrivo in Castiglia-La Mancia della 'macchina da goal' macedone Kiril Lazarov, le cui bordate dovrebbero servire da risposta a quelle di Romero. Degna di rilievo, nel primo Clásico post-Barrufet, la sfida tra portieri, con Sterbik e Hombrados da una parte, Saric e Sjöstrand (quest'ultimo reduce da una prova positiva in Champions League) dall'altra. E poi i vari Abalo, Aguinagalde, David Davis, Jonas Källman a misurarsi con i vari Nagy, Rutenka, Sorahindo, Juanìn Garcia eccetera. Non mancherà lo scontro fratricida tra Alberto e Raúl Entrerrios. E ci sarà pure ... Guardiola, che però di nome fa Isaias, e in campo non starà dalla parte del Barça.

Siarehi Rutenka, ex di turno,
è in gran forma (24 goal
nelle ultime tre partite)

Campioni di Spagna che viaggiano a Barcellona quasi al completo - ancora una volta manca l'infortunato 'cronico' Egor Evdokimov. Blaugrana in forma e più che mai determinati. Nei giorni scorsi si è perso il conto delle interviste rilasciate da rappresentanti di entrambi i contendenti, tutte più o meno improntate all'ottimismo. 'Questo Barça è diverso dagli anni passati', dice coach Xavi Pascual. 'Bisogna vincere ... sì o sì', gli fa eco il direttore sportivo ed ex-giocatore Enric Masip. 'Che il pubblico sia il nostro ottavo giocatore', parola di Saric & Nagy. Dall'altro lato: 'Ci giochiamo tantissimo, i punti in palio saranno fondamentali', si sbilancia il capitano dei manchegos José Javier Hombrados. 'Ci siamo preparati per bene. La partita sarà decisa dai dettagli' aggiunge Raul González, vice del mitico coach Talant Dujshebaev, il quale intanto ha provato a porte chiuse gli schemi anti-Barcellona.

Kiril Lazarov: una minaccia perenne
per le difese avversarie.

I precedenti degli ultimi anni sono dalla parte del C.R., capace di profanare il tempio nemico sia nella passata stagione (30-33), sia al termine del girone di andata 2008-2009, quando si impose per 26-29. A queste vanno aggiunte tre vittorie casalinghe alla Qujote Arena in altrettanti Clásicos, che praticamente trasformano l'ultimo successo barcellonista (26-24 nella Liga 2007-2008) in un lontano ricordo.

Oltre al primato solitario, e ad un passo avanti importantissimo verso il titolo nazionale, c'è in ballo un nuovo record: raggiunta l'impressionante cifra di 67 (!) vittorie consecutive in Asobal, il Ciudad Real punta ad uguagliare le 69 (!) partite utili consecutive del leggendario Atlético Madrid. Tra loro e questa nuova impresa, però, c'è di mezzo il peggiore ostacolo possibile ...

Si parte alle ore 19:00, con il peso dell'arbitraggio sulle spalle di Raluy Lópes e Sabroso Ramírez. Diretta televisiva in Spagna su Teledeporte, ma se troveremo qualche link per la diretta streaming dell'incontro, lo pubblicheremo su questo blog.

Seppur 'oscurate' dalla battaglia di Barcellona, ci sono anche altre sfide in programma oggi nella Liga. Alle 20:15 l'Alser Puerto Sagunto penultimo ed alla ricerca di preziosi punti-salvezza ospita il più tranquillo Naturhouse La Rioja. Alle 20:30 sarà il turno del CAI Aragón Saragozza e di quel Cuatro Rayas Valladolid leader solitario del gruppo C di Champions. Diretta in Spagna su Canal + Deportes HD e Sportmanía. Stessa ora, ma luogo diverso, per il match che vedrà l'Alcobendas, allenato dall'ex giocatore del Barça Rafa Guijosa e quattordicesimo in classifica, opposto al Reale Ademar León terzo e pronto ad avvicinarsi alla perdente (sempre che ce ne sia poi una) del Clásico.

E adesso che Clásico sia!

martedì 11 maggio 2010

Brevissime dell'11 Maggio 2010

** Le voci che, dopo Mirza Dzomba, volevano anche Kiril Lazarov via da Zagabria hanno trovato conferma pure sul sito dell'EHF. 'Vittima' della nuova politica societaria del Croatia Osiguranje (meno soldi per gli stipendi dei campioni, più denaro da investire nel settore giovanile), la macchina da goal macedone potrebbe tornare in patria tra le fila del Metalurg Skopje, il cui coach, 'un certo' Lino Červar, ha confermato le trattative in corso fra la dirigenza della squadra e l'asso balcanico.

** Javier Hombrados, portiere del Ciudad Real e della nazionale spagnola, ha confidato in un'intervista a Marca che si augura di avere un derby iberico nella finalissima di Champions a Colonia. Speranze che in effetti hanno in molti, sia in Castiglia-La Mancha che a Barcellona.

** Parlando del Barça, la 'telenovela Jesper Nøddesbo' sembra ora prendere una piega favorevole ai catalani. Mentre voci della settimana scorsa davano per certo il ritorno in patria del danese, che avrebbe presto firmato per il KIF Kolding, adesso pare vicino un rinnovo del contratto con il club presieduto (fino a Giugno) da Joan Laporta.

** Resta dov'è sicuramente Lotte Grigel. Forse il più grande talento Under 20 della pallamano femminile danese, tanto da aver già debuttato in nazionale maggiore quando aveva 17 anni, la Grigel (curiosamente nata nelle stesso giorno di Nora Mørk, miglior Under 20 attualmente in Norvegia, il 05 Aprile 1991) ha sciolto le riserve e confermato che continuerà a giocare per il Team Esbjerg.

** Nessuna continuità invece per Kristine Lunde-Borgersen. La trentenne nazionale norvegese ha ufficializzato il suo passaggio, dalla prossima stagione, all'Hypo-NÖ, con il quale ha firmato un contratto di un anno con opzione di rinnovo per un'altra stagione. Questa volta dunque le gemelle Lunde verranno davvero separate, anche se solo dalle poche decine di chilometri che dividono Györ (dove sarà di casa Katrine) da Vienna.