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domenica 27 gennaio 2013

SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO DI PALLAMANO

SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO. Otto anni dopo il loro primo trionfo, gli iberici tornano in cima al podio della massima rassegna internazionale. Battuta, anzi umiliata la Danimarca in una delle finali mondiali più impari forse dell'intera storia dello sport in generale.


Le premesse per una battaglia avvincente ed equilibrata tra gli anfitrioni del torneo e gli attuali campioni d'Europa c'erano tutte, ma gli scandinavi, secondo molti i grandi favoriti per il successo finale, non hanno risposto all'appello, lasciando campo libero ad un monologo delle Furie Rosse, che oggi hanno realmente tenuto fede al proprio soprannome.

Partenza sprint dei 'padroni di casa', avanti 3-0, con Antonio García, titolare a sorpresa, ad aprire le danze, ed il portiere del Barça Arpad Sterbik già sugli scudi. Ma pure Niklas Landin c'è ad evitare danni maggiori, tenendo in partita i danesi che, pur tardando cinque minuti a fare il primo goal, paiono superare lo scossone iniziale, ed arrivano a meno uno (6-5 a firma Mikkel Hansen). Segue una fase equilibrata, nella quale tra l'altro Wilbek sostituirà Landin con Yannick Green, ma con la Spagna sempre avanti.

Gli ultimi dieci minuti del tempo, però, sono un festival del goal iberico, propiziato da una grande fase difensiva locale. Tre contropiedi aprono la strada al break decisivo e, dopo l'intermezzo di un time out ed una rete di Nikolaj Markussen, arriva una nuova ondata che travolge gli avversari e le illusioni di potere assistere ad un match aperto. La Spagna trova la rete facilmente, un'irriconoscibile Danimarca invece no, e si arriva alla pausa sul 18-10, per la gioia della maggioranza del pubblico accorso al Palau Sant Jordi di Barcellona. Un po' meno dell'allenatore sottostante ...


La musica non cambia nella ripresa, anzi. Della squadra che aveva impressionato positivamente negli ultimi due anni, battendo gli spagnoli al Mondiale 2011, ai passati Europei ed alle Olimpiadi londinesi, ora non si vede manco l'ombra. Nessuna reazione da Eggert, Lindberg e soci, che spesso e (poco) volentieri incappano nel solito, prodigioso Sterbik. A goal mancato corrisponde puntualmente goal subito, e la tanto attesa revancha assume proporzioni imbarazzanti, toccando le 18 reti di scarto (33-15) al 54'. Persino Valero Rivera (quello in panchina, mentre il figlio ed omonimo, stella del Nantes, sta facendo la sua buona parte in campo) sembra incredulo di fronte a tanta abbondanza. I minuti finali servono a Sterbik per prendersi il meritato applauso dei tifosi ed al sostituto Sierra per esibirsi in alcuni buoni interventi. Alla sirena è 35-19, punteggio che da solo vale più di mille parole.

Difficile compiere valutazioni individuali su un match in cui ad una squadra è riuscito tutto o quasi, ed all'altra è andato tutto (o quasi) storto. Una nota di merito particolare va comunque, oltre che alla difesa in generale ed a Sterbik, al terzino Joan Cañellas, top scorer con le sue sette meraviglie, al già citato Rivera junior ed a Jorge Maqueda e Julen Aguinagalde, a segno cinque volte a testa. Senza dimenticare Alberto Entrerríos, l'unico 'eroe' (assieme ad Albert Rocas), già presente a Tunisi 2005, che proprio oggi ha giocato la sua ultima partita con maglia della selección. Niente male come chiusura di carriera in nazionale. Intanto Rivera 'senior' aggiunge una nuova gemma, dal sapore Mundial, agli innumerevoli trionfi sulla panchina del Barça.


E la Danimarca? Se persino coach Wilbek aveva poco da dire dopo la ydmygelse (umiliazione) odierna, tanto da non presentarsi in conferenza stampa, figuriamoci noi. Forse la definizione più azzeccata è quella nel titolo del 'Copenhagen Post' (vedi sopra). In effetti una squadra così arrendevole e confusa ha stupito tutti. Ma il talento c'è, due anni ai massimi livelli non vengono cancellati da una serata da dimenticare. E siamo convinti che, mettendosi alle spalle esperienze come questa (e facendone tesoro per evitarne di simili in futuro) i danesi potranno togliersi nuove soddisfazioni, e magari centrare quel primo titolo mondiale sfiorato nel 2011 dopo la epica battaglia con la Francia, e stavolta mancato nettamente.

SPAGNA - DANIMARCA 35-19 (18-10)
* STATISTICHE 1 (pdf);
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STATISTICHE 2 (pdf);
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Play by Play (pdf);
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MATCH REPORT (pdf)

domenica 11 marzo 2012

ULTIM'ORA: l'Atlético Madrid vince la Copa del Rey 2012 di pallamano.

Grande successo e prova di forza del Balonmano Atlético de Madrid capace di imporsi per 37-31 al Barcellona Intersport (che a sua volta conferma il calo di rendimento notato negli ultimi tempi, ed oggi mette in mostra un Danijel Saric non in gran forma) nella finale di Coppa del Re disputatasi questo pomeriggio a Torrevieja, vicino ad Alicante. La squadra della capitale spagnola rischia di affondare nel primo tempo, in cui finisce sotto pure di quattro (12-8 e successivo 13-9) ma è brava a reagire, in particolare per merito di Joan Cañellas, ed alla pausa si trova ad appena una lunghezza (14-15) dagli avversari.

Il ritorno in campo si annuncia promettente per i catalani, ma la doppietta di Laszlo Nagy si rivela un fuoco di paglia: trascinato dai goal di Nikolaj Markussen e Julen Aguinagalde l'Atlético infila un mega-parziale di 7-1 nel giro di appena sei minuti, ribaltando completamente la situazione. Ci penserannno poi Jonas Källman e Kiril Lazarov (quest'ultimo, manco a dirlo, top scorer dei suoi) ad allungare ulteriormente. Il gap si dilata fino al 32-25, anche grazie ai salvataggi di un Hombrados che fa la sua parte nel match, ed il seguente, timido tentativo di rientro dei blaugrana non porterà a nulla. Non servirà neppure l'infallibilità dai sei metri di Raul Entrerrios: al Pabellón Infanta Cristina la festa finale é tutta in bianco e rosso.

Copa del Rey 2012. Finale
* BM. Atlético Madrid - F.C. Barcelona Intersport 37-31 (14-15)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Play by play

martedì 10 gennaio 2012

Europei Pallamano 2012: Spagnoli OK in due test-match, battute Argentina e Tunisia.

La Spagna si avvicina all'appuntamento Europei a grandi falcate, con due prestazioni vincenti e convincenti in altrettanti test-match, valevoli per il 'Memorial Domingo Barcenas', anche se gli avversari non erano di primissimo ordine. Le 'Furie Rosse' si sono abbattute su Argentina e Tunisia, che a Lanzarote (Canarie) sono state obbligate ad arrendersi allo strapotere iberico. Asfaltati i nordafricani domenica scorsa con un netto 35-21 (p.t. 17-11), in un match che ha visto sugli scudi Juanín García e Julen Aguinagalde; nove reti per l'ala del Barcellona, ottimo finalizzatore di contropiedi, sei per il pivot dell'Atlético Madrid.

** Spagna - Tunisia 35-21
SPAGNA: J.M. Sierra, J.J. Hombrados; Jorge Maqueda (1), Víctor Tomás (2), Raúl Entrerrìos (2), Viran Morros, Iker Romero, Cristian Ugalde (3), Julen Aguinagalde (6), Roberto García Parrondo (5), Joan Cañellas, Eduardo Gurbindo (2), Dani Sarmiento (2), Juanín García (9), Gedeón Guardiola (2), Alberto Entrerríos (1).
TUNISIA: Marouen Maggaiz, Mosbah Sanai (1), Mahmoud Gharbi (4), Issam Tej (1), Haykel Megannem (2), Amine Bannour (6), Jaleleddine Touati, Wassin Helal, Selim Hedoui (3), Oussama Boughanmi, Aymen Toumi (1), Wissem Hmam, Kamel Alquini (2), Anis Mahmoudi, Majed Hamza, Wissem Bousnina (1), Anouar Ayed, Jilani Maaref.

Il giorno dell'Epifania, gli uomini di Valero Rivera si erano sbarazzati agevolmente dei campioni Pan-americani; lo score finale di 34-16 (13-7 alla pausa) non ha lasciato dubbi sull'andamento di un incontro dove, come in quello seguente, ha primeggiato la fase difensiva (un'efficace 6-0) della Selección, con relativi contrattacchi vincenti, ed in cui si è distinto in particolare un altro giocatore blaugrana, Raúl Entrerríos, a segno una mezza dozzina di volte. Sudamericani in partita fino al minuto 36 circa (15-11), poi è un monologo dei padroni di casa.

** Spagna - Argentina 34-16
SPAGNA: J.J.Hombrados, J.M. Sierra; Julen Aguinagalde (1), Roberto García Parrondo (2), Joan Cañellas, Viran Morros, Gedeón Guardiola (2), Cristian Ugalde (4), Eduardo Gurbindo, Jorge Maqueda (1), Víctor Tomás (5), Raúl Entrerríos (6), Dani Sarmiento (2), Juanín García (4), Iker Romero (3), Alberto Entrerríos (4).
ARGENTINA: Matías Schulz, Fernando García; Federico Fernández (1), Sebastián Simonet (3), Andres Kogovsek (2), Juan Pablo Fernández, Damián Migueles (2), Gonzalo Carou, Federico Pizarro (2), Pablo Portela, Diego Simonet (1), Mariano Canepa, Leonardo Querin, Lucas Moras (1), Francisco Schiaffino (1), Adrián Portela, Maximiliano Ferro (3), Agustín Vidal, Guido Riccobelli.

Nell'altra partita del triangolare, bella vittoria dell'Argentina, che sabato scorso aveva battuto la Tunisia per 25-23.

giovedì 22 dicembre 2011

Copa Asobal: Tokic e Atlético KO, La finale è Ademar - Barça.

Sorpresa nella Copa Asobal, di scena tra Mercoledì e Giovedì al Palacio de Deportes di León. Niente finale annunciata fra Barcelona Intersport ed Atlético Madrid: a contendere il trofeo ai blaugrana, stasera alle ore 21:00 (probabile diretta web su laola1.tv), saranno i padroni di casa del Reale Ademar, in una riedizione dei tornei 1998 e 2008, entrambi vinti dai leonesi. I madrileni fanno invece la loro 'brava' parte nella serata disastrosa del club (culminata con l'eliminazione dalla Coppa del Re di calcio) e cedono per 28-27 agli uomini di Isidoro Martínez, nonostante la solita dose di reti assicurata da Kiril Lazarov.

Sfida spettacolare di fronte a un pubblico da grandi occasioni, con un ritmo altissimo fin dalle prime battute. Errori e relativi contropiedi da una parte e dall'altra, ma Venlo Losert e J.J. Hombrados fanno il loro dovere ed impediscono al rispettivo avversario di prendere alcun margine significativo.

Poi, a prescindere dall'apparente efficacia della 6-0 difensiva locale, i biancorossi tentano la fuga (9-6 al ventesimo) grazie soprattutto ad Alberto Entrerríos, ed ai due minuti rifilati a Stranovsky. La reazione dell'Ademar, firmata dal pivot Rafa Baena, capocannoniere dello scorso campionato, e da Carlos Ruesga, non si fa attendere, ed alla pausa è tutto come prima: 13-13.

Al ritorno in campo, è un Reale-show, a dispetto dell'entrata di Didier Dinart, in panca nel primo tempo. Entrerríos e più in generale l'attacco dell'Atlético vengono disinnescati, e finiscono per commettere qualche errore di troppo in fase offensiva. Con i locali subito a punirli. Ne esce un sorprendente parziale di 7-1, ed un massimo vantaggio di sei reti (24-18) intorno a metà tempo, firmato in particolare da Martin Stranovsky, Denis Krivochlykov ed ancora Ruesga.

Game over? Non se di mezzo c'è la truppa di coach Talant, e personaggi come Roberto García Parrondo, pedina-chiave, in difesa come al contrattacco, della 'remontada' atletica, che riporta i madrileni addirittura avanti (26-25), e poi le squadre di nuovo in parità (27 a testa) quando rimangono solo due giri d'orologio. Stavolta però a Dujshebaev, forse un po' esagerato con il suo turnover, va male: l'unica rete degli ultimi 120 secondi la timbra Antonio García Robledo, che regala al pubblico di casa un'enorme gioia, negando all'ex-Ciudad Real l'opportunità di vincere il suo secondo titolo dopo il trasferimento nella capitale.

Pronostico rispettato nella prima semifinale, con il Barça di un grande Raúl Entrerríos, ex di turno infallibile dai sei come dai nove metri, che prevale sul Cuatro Rayas Valladolid del sottoutilizzato Tin Tokic. Lo score della sirena (32-26) può far credere ad una passeggiata, ma così non è stato: i catalani si sono dovuti sudare la vittoria, contro un avversario coriaceo che ha saputo reagire ad un inizio sfavorevole: Gurbindo e Jolí trascinano i castigliani alla rimonta dopo il prima scatto (5-2 dopo sei minuti) barcellonista.

All'equatore del primo tempo il tabellone segna otto pari, ma falli in attacco e palle perse offrono all'Intersport il nuovo break su un piatto d'argento. Tanto che si va alla pausa sul 18-14, con un botta e risposta fra Rutenka e Krivokapic nei minuti finali del periodo.

Gap spazzato via in un battibaleno nella ripresa: quattro reti di fila (due ad opera di Nikcevic) degli uomini di Juan Carlos Pastor, e la sua controparte Xavi Pascual si vede obbligata a chiamare time-out. I cambi del mister catalano non sortiscono gli effetti desiderati, e dall'altra parte ancora un immenso Gurbindo risponde colpo su colpo, mantenendo un equilibrio che si romperà davvero solo nell'ultima tranche di gara, quando la panchina lunga a disposizione di Pascual farà la differenza, e pure Laszlo Nagy ci metterà lo zampino, mentre il Valladolid rimarrà a secco per circa sette minuti.

XXII COPA ASOBAL - SEMIFINALI
** Barcellona Intersport - Cuatro Rayas Valladolid 32-26 (18-14)
Statistiche 1 (pdf)
Statistiche 2 (pdf)
Play by play (pdf)

** Reale Ademar León - BM. Atlético de Madrid 28-27 (13-13)
Statistiche 1 (pdf)
Statistiche 2 (pdf)
Play by play (pdf)

FINALE - Giovedì 22 Dicembre, h. 21:00
** Reale Ademar León - F.C. Barcelona Intersport

mercoledì 27 aprile 2011

Spagna: il Ciudad Real vince il Clásico e 'regala' al Barça la prima sconfitta

Inframezzata tra i vari Clásicos calcistici di questo periodo, ha avuto luogo ieri sera la grande sfida al vertice del campionato ASOBAL di pallamano. Con il Renovalia Ciudad Real al posto del Real Madrid, ovviamente. I manchegos, per quanto lontanissimi dai vertici della Liga, si sono presi una bella soddisfazione rifilando al Barcellona la prima sconfitta stagionale nella Liga, dopo 26 vittorie consecutive dei blaugrana. Ed hanno pure vendicato la batosta subita all'andata, quando era stato il Barça ad interrompere l'impressionante serie di 67 trionfi di fila, in ambito domestico, del Ciudad Real. Il quale, con il successo di ieri sera, riesce a mantenere l'imbattibilità casalinga in campionato, che dura ormai da 97 partite (l'ultimo a violare il loro campo in Asobal fu proprio il Barcellona, nel lontano 2004...)

30-27 lo score finale per la truppa di Talant Dujshebaev. Successo meritato, anche se certamente favorito dal calendario: il Renovalia aveva giocato la sua ultima sfida di Champions League giovedì scorso, mentre i blaugrana venivano dalla battaglia campale contro il Kiel avvenuta solo 48 ore prima circa. I catalani tengono il passo dei rivali nel primo quarto d'ora, mettendo pure il naso avanti sul 6-7 (min. 11:30). Ma quando i padroni di casa stringono le maglie in difesa, portando la loro solita 5-1 alla massima dinamica ed efficacia, con l'aiuto delle parate di Hombrados, arriva il primo break significativo dei locali, che si portano sul 12-9 e tornano negli spogliatoi sul 17-15, frutto anche della buona prova di Kiril Lazarov, che aggiunge una mezza dozzina di reti alla sua collezione, e di Alberto Entrerríos, vincente nella sfida personale contro il fratello Raúl.

Una doppietta di Nagy (top scorer dei suoi al pari di Juanín e Rutenka) ad inizio ripresa illude il Barcellona Borges, ma la 5-1 di coach Talant funziona sempre, e Sterbik sostituisce egregiamente l'altro portiere del Ciudad Real. Per la gioia dei tifosi della - stavolta non esaurita - Quijote Arena, che vedono i propri idoli scappare sul 22-17 e poi fino al 25-19, sigillato da Viran Morros al 43°. La gara è di fatto chiusa e neppure i cambi tattici difensivi operati (tardivamente) da Xavi Pascual sortiscono alcun effetto concreto: il Barça si limita a dimezzare lo scarto al meno tre della sirena.

Quella di Martedì è serata di festa per i fans del Renovalia; al Barcellona rimane il fatto che il successo finale numero 18 in campionato non può sfuggire: quattro punti (52 a 48) - corrispondenti a due vittorie - di vantaggio in classifica a tre giornate dalla fine sono un margine che, a rigor di logica, non può essere colmato. Archiviato con questa certezza, aspettando quella matematica, uno dei Clásicos forse meno 'glamour' di sempre, il Barça può focalizzarsi sulla battaglia che lo attende a Kiel domenica 1° Maggio, mentre tra il Ciudad Real e la Final Four di Colonia rimane solo la formalità-Flensburg da sbrigare nei prossimi giorni.

** Ciudad Real - Barcellona Borges 30-27 (17-15)
Renovalia Ciudad Real: Hombrados, Sterbik; Davis (1), Julen Aginagalde (5), Luc Abalo (3), Isaías Guardiola (2), Kallman (4), Shevelev, (0), Cañellas (0), Alberto Entrerríos (4), Viran Morros (2), Dinart (0), Jurkiewicz (3), Kiril Lazarov (6).
F.C. Barcelona Borges: Sjöstrand, Saric; Noddesbo (2), Juanín García (5), Víctor Tomás (1), Raúl Entrerríos (2), Sorhaindo (0), Dani Sarmiento (2), Iker Romero (2), Nagy (5), Jernemyr (0), Rutenka (5, 4 rig.), Oneto (2), Igropulo (1).
Parziali ogni 5 minuti: 4-3, 6-5, 8-8, 12-9, 14-12, 17-15 (intervallo). 20-17, 22-19, 25-20, 28-23, 30-25, 30-27 (finale).

sabato 9 aprile 2011

Spagna. Coppa del Re: oggi le semifinali.

Le semifinali della Copa del Rey di pallamano maschile, di scena oggi nella città galiziana di Vigo, propongono due interessanti confronti, dagli esiti tutt'altro che scontati.

Si parte alle ore 16:00 con il Renovalia Ciudad Real, che le ultime voci di 'radiomercato' danno interessato all'ala sinistra francese Arnaud Bingo, opposto al Fraikin Granollers. Gli uomini di Talant Dujshebaev, che vedono la riconquista del titolo nella Liga Asobal sempre più lontano, tenteranno di prendersi la rivincita in Coppa. Ma troveranno innanzitutto sulla loro strada la formazione catalana che, forte della capacità offensiva dimostrata nel loro quarto di finale (vinto sul CAI Saragozza per 40-36) cercherà di sorprendere i favoriti avversari, alle prese con la squalifica di Didier Dinart, combinata all'infortunio alla caviglia di Alberto Entrerríos, che ha già tenuto quest'ultimo fuori dal vittorioso (36-30) quarto contro il San Antonio Pamplona e potrebbe fare lo stesso nella sfida odierna. A lui potrebbero aggiungersi, tra gli assenti, sia l'ala Roberto García Parrondo che il centrale Chema Rodríguez, entrambi usciti malconci dall'ultimo incontro. Con l'aiuto delle altrui disgrazie, ma anche dello stato di forma di un eccellente Aidenas Malasinskas, a Granollers sognano di vendicare la batosta interna subita in campionato una dozzina di giorni fa, e costata ai catalani il terzo posto in classifica. Dujshebaev sembra esserne perfettamente conscio, e pronostica un match gravido di sofferenze per i suoi. Dall'altra parte l'esperto coach Manolo Cadenas ritiene che sarà fondamentale riuscire ad aggirare la forte difesa del Ciudad Real.

In palio c'è un biglietto per la finalissima di domani, probabilmente contro il Barcellona. Probabilmente, ma non sicuramente, in quanto i blaugrana hanno sofferto un po' più del dovuto per superare (30-28) il Reale Ademar León, tradito forse più dai suoi errori che dai numeri di Juanín García (undici reti all'attivo giovedì sera) e soci, nel turno precedente. Ed oggi si trovano di fronte un agguerrito Cuatro Rayas Valladolid (bravo a sbarazzarsi senza patemi d'animo della squadra locale nei quarti), sulla carta più debole ma in realtà dotato di grande talento e capace di fornire ottime prestazioni. Chiedere referenze all'Amburgo, che prima di sconfiggere gli spagnoli ha dovuto soffrire e subire per quasi tutto il primo tempo della gara di andata degli ottavi di Champions. Ma anche allo stesso Barcellona, che non ha avuto vita troppo facile contro il Cuatro Rayas, ex squadra di Raúl Entrerríos, in recenti sfide di campionato. Ad una difesa piuttosto solida, e tra le migliori della Liga, i castigliani aggiungono infatti elementi come Gurbindo, Perales e Cutura che possono sempre far danno alle retroguardie avversarie - per quanto quella del Barça rimanga di primissima qualità. Fischio d'inizio fissato per le 20:00.

Copa del Rey 2011: Semifinali (Vigo, Sabato 9 Aprile):

** 16:00 Fraikin Granollers - Renovalia Ciudad Real

** 20:00 F.C. Barcelona Borges - Cuatro Rayas Valladolid

Diretta in Spagna sul canale Teledeporte. Sarà forse possibile vedere le partite in streaming anche in Italia, cercando l'eventuale link relativo sui vari siti dedicati (Rojadirecta, Fromsport, Livescorehunter ecc...)

martedì 25 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: Riassunto, risultati e statistiche degli incontri di Lunedì 24 Gennaio

Fumata bianca a Jönköping. Abbiamo le semifinaliste, anche nel Gruppo I del Main Round. Se l'altro girone è un affare tutto scandinavo, qui sono le 'sorelle latine' Francia e Spagna a timbrare il cartellino e guadagnarsi l'accesso alla lotta per le medaglie, al termine di due buone gare. In particolare quella degli iberici, che abbattono l'ultimo ostacolo, la temibile Islanda, ubriacandola in un primo tempo da 'playstation handball'. 20-10 l'incredibile risultato all'intervallo: una cavalcata trionfale dovuta ad una grandissima difesa, che neutralizza il pivot Robert Gunnarsson (per quanto assai cercato dai suoi compagni, segnerà il suo primo goal solo dopo ventiquattro minuti) e spesso costringe i nordici a soluzioni scomode e/o affrettate, e viene coadiuvata dal solito immenso Sterbik; ma anche da un attacco a prova di bomba, basato in particolare su contropiedi micidiali frutto dell'intensità difensiva. Sugli scudi i fratelli Entrerríos ed un Eduardo Gurbindo sempre più stellare (che se lo tengano stretto a Valladolid, se possono ...). Il malcapitato Björgvin Páll Gústavsson stavolta non c'azzecca proprio, e viene sostituito fra i pali islandesi da Hreiðar Guðmundsson, omonimo del suo allenatore, ma la musica non cambia.

Cambia qualcosa, invece, al ritorno in campo. Assurdo pensare che la Spagna fosse in grado di tenere il ritmo dei primi trenta minuti, per cui si assiste ad un ritorno della combattiva Islanda che, ben sapendo come sconfitta in pratica equivarrebbe ad eliminazione, dà il tutto per tutto ed in un quarto d'ora di gioco riesce a dimezzare il gap, con Gústavsson di nuovo simile quello che eravamo abituati ad ammirare, e torna a nutrire qualche speranza. Ma gli spagnoli, con lo zampino fondamentale di Sterbik, ribattono colpo su colpo agli avversari, non lasciandoli rientrare ulteriormente. Ed in un finale piuttosto 'caliente', con Juanín García che nel tentativo di recuperare un pallone vagante finisce addosso a coach Gudmundsson, il quale reagisce d'istinto e lo strattona visibilmente, ed altre penalità rifilate alle due squadre, allungano ancora fino al 32-24 conclusivo. Il sogno di continuare la saga islandese si interrompe, mentre la Spagna torna in semifinale in un Campionato del Mondo dopo sei inverni; l'ultima volta avevano pure vinto il torneo, adesso sarà più difficile, ma la selección di Valero Rivera ha già definitivamente provato di essere squadra con gli attributi.

Del successo della Roja approfittano i francesi, che superano l'agevole Norvegia da tempo fuori dalla lotta-medaglie e rimangono il testa al gruppo, oltre naturalmente a staccare il biglietto per la 'Final Four' dei Mondiali per l'ottava volta di fila. In realtà il successo dei Bleus non è stato così travolgente come si potesse immaginare. E come l'illusorio 4-1 iniziale potesse far credere. Con un buon contributo da parte delle sue giovani stelle, soprattutto Espen Lie Hansen cecchino (spesso, non sempre) dai nove metri, gli scandinavi non mollano la presa, ed anche Ole Erevik fa la sua parte tra i pali. Certo la Francia è sempre la Francia, ed anche in una prova sottotono il divario di qualità è tale da permettere agli uomini di Claude Onesta di rientrare negli spogliatoi sul più tre (17-14). Merito in particolare di un ineffabile Bertrand Gille, che fa poker nei primi venti minuti.

Il vantaggio transalpino aumenta sensibilmente nella ripresa, quando William Accambray si sveglia dal torpore e ne mette cinque. La Francia arriva sul 25-16 al minuto 42. Partita archiviata, tempo di buttare la pasta? Macché: Steinar Ege (migliore di Titi Omeyer in questa partita) chiude la porta norvegese per sei volte di seguito, e la sfida torna interessante sul 26-23 ai cinque della fine. Ci pensano Karabatic, stavolta piuttosto in ombra, Luc Abalo e Jérôme Fernandez a scacciare i fantasmi di una clamorosa sconfitta. La Francia porta a casa punti e qualificazione, ma anche stavolta dimostra come, tra infortuni ed altri problemi, sia una squadra 'umana'. Forse vinceranno pure questo torneo, però danesi, svedesi e spagnoli sono ora legittimati ad organizzare qualche scherzetto ai campionissimi ...

In mezzo alle imprese di Francia e Spagna, arriva un'altra delusione 'Made in Germany'. I tedeschi ripongono nel cassetto anche le minime speranze di qualificazione rimaste arrendendosi all'Ungheria, spinta dalle rispettive cinquine di Gergö e Tamás Iváncsik, ma soprattutto da quella di Carlos Pérez, cubano naturalizzato che all'alba dei suoi 39 anni ha raggiunto la nazionale in Scandinavia per dare il suo fondamentale contributo, e farsi beffa di avversari più giovani. Primo tempo con vantaggi alternati (i magiari partono forte, i tedeschi reagiscono e ribaltano, l'Ungheria riaggancia gli avversari, che però allungano e arrivano a metà gara sul 12-10), poi nella ripresa la Germania infila troppi errori e/o trova la strada sbarrata da un grande Nándor Fazekas. E ne paga le conseguenze, venendo raggiunta e poi superata (19-17 all'entrata dell'ultimo quarto di gioco). Holger Glandorf, migliore in una squadra di peggiori, ha un'impennata di orgoglio e sigla la nuova parità sul 21-21, ma l'inerzia del match è tutta dalla parte dei ragazzi di coach Lajos Mocsai, che trionfano per 27-25 e adesso sognano il settimo posto. O persino un piazzamento migliore: l'importante è guadagnarsi un posto alle prossime qualificazioni olimpiche.

Nelle finali 'minori' bella vittoria della Corea del Sud dei cannonieri Jeong Yi Kyeong e Park Jung Geu, che termina la sua 'campagna di Svezia' al tredicesimo posto, sull'Egitto, mentre precedentemente era stata l'Africa a trionfare sull'Asia, grazie all'Algeria giustiziera del Giappone. Un buon quindicesimo posto il piazzamento finale dei maghrebini, grazie ad un secondo tempo gagliardo e ad una nuova prestazione di alto livello del portiere Abdelmalek Slahdji, con l'ausilio in attacco di Hamza Zouhaoi, e di Hamoud Ayat micidiale dall'ala.

Di seguito trovate risultati, classifiche, e link ai dettagli statistici completi di ogni singolo incontro.


Main Round - GRUPPO I (Jönköping): 2a Giornata
** Spagna - Islanda 32-24 (20-10)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Ungheria - Germania 27-25 (10-12)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Francia - Norvegia 31-26 (17-14)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo I - Classifica
* Francia 7 punti 310 126-101 (+25)
* Spagna 7 punti 310 118-103 (+15)
* Islanda 4 punti 202 109-107 (+2)
* Ungheria 4 punti 202 103-117 (-14)
* Germania 2 punti 103 99-107 (-8)
* Norvegia 0 punti 004 98-118 (-20)

*** Francia e Spagna qualificate alle semifinali.

President's Cup: Finale 13°-14° Posto
** Sud Corea - Egitto 26-23 (12-11)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

President's Cup: Finale 15°-16° Posto
** Algeria - Giappone 29-24 (13-13)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

lunedì 3 gennaio 2011

Spagna: la nazionale affila le armi per i Mondiali


La nazionale spagnola maschile di pallamano inizia oggi, Lunedì 03 Gennaio 2011, in quel di Murcia la terza fase della sua preparazione in vista degli imminenti Mondiali di Svezia; ivi giocherà, da venerdì a domenica prossimi, le sue ultime tre amichevoli, vedendosela con Bielorussia, Montenegro ed Egitto nel XXXVI° Torneo Internazionale di Spagna - Memorial Domingo Bárcenas.

Gli atleti convocati da coach Valero Rivera si erano già ritrovati a Barcellona prima delle vacanze di Natale, per poi trasferirsi ad Alicante dove avevano disputato due amichevoli, entrambe vinte, anche se in maniera assai differente (30-29 e 37-20), contro il non irresistibile Portogallo.

In queste due fasi non avevano potuto essere presenti, causa gravi motivi familiari che li avevano costretti a saltare pure la Final Four della Copa Asobal, i due fratelli Entrerrios (Raúl del Barcellona ed Alberto del Ciudad Real), sostituiti da Niko Mindegia del San Antonio Pamplona ed Antonio García del Granollers. Ma ora entrambi ritornano nel gruppo.

Nella fase di preparazione successiva all'attuale, tutti i membri della 'seleccion' iberica si riuniranno ad Alcobendas, nei pressi di Madrid, in data Mercoledì 12 Gennaio, e terranno l'ultima conferenza stampa prima di partire per la Scandinavia dove, nelle città di Kristianstad e Lund, affronteranno rispettivamente Bahrain, Tunisia, Egitto, Germania e Francia nella non facile prima fase del Campionato del Mondo.

martedì 30 novembre 2010

Liga Asobal: il Ciudad Real si salva (tra qualche polemica).

Dopo la storica sconfitta nel Clásico della settimana scorsa, e la fine di un ciclo di 67 vittorie consecutive, il Ciudad Real riprende il cammino pure in campionato con un successo sul non facile campo di Valladolid. Ma i manchegos sono andati vicinissimi ad una nuova battuta d'arresto, imponendosi alla fine soltanto per una lunghezza, e per merito dell'efficacia offensiva di Alberto Entrerríos e delle parate del solito, grande Arpad Sterbik, oggi con percentuali intorno al 46 percento. E, secondo alcuni tifosi della squadra sconfitta, anche per merito di alcune decisioni dei signori Muro San José e Rodríguez Murcia, che giocatori non sono.

Cuatro Rayas Valladolid in campo senza complessi di inferiorità, spinto dai tremila del 'Polideportivo Huerta del Rey' e deciso a fare risultato dopo tre sconfitte di fila nella Asobal. La loro fase difensiva risulta efficace, neutralizzando i pivot del CR e costringendo gli uomini di Dushebajev a provare tiri dai nove metri che più di una volta trovano in Sierra un muro invalicabile. Meno caparbia si dimostra invece la difesa ospite, tanto che a metà del primo tempo il Valladolid è avanti 7-4.

Il cambio difensivo attuato dal coach del Ciudad Real dopo un opportuno time-out porta i suoi frutti: ne derivano un paio di contropiedi che ristabiliscono la parità. E che, uniti a meno palle perse e più prodezze di Sterbik, contribuiscono poi al primo solido vantaggio dei campioni di Spagna: un 12-9 trasformatosi in 12-11 a ridosso dell'intervallo, grazie ad una rete a fil di sirena del norvegese Tvedten.

Stessa intensità, soprattutto in difesa, nel secondo tempo. Gli attacchi locali si basano maggiormente sul pivot, mentre il CR risponde con la potenza dei tiri da lontano, in particolare quelli di Entrerríos, che da solo mette a segno circa la metà delle reti dei suoi nei trenta minuti conclusivi dell'incontro.

Il Cuatro Rayas è di nuovo avanti (20-19) al minuto 47, anche se le penalità rifilate a Eduard Fernández prima ed a Marko Krivokapic in seguito fanno pendere l'inerzia del match dal lato ospite. Manchegos quindi sul 22-21 a loro favore, che si evolve in un buon 26-24. Ma il Valladolid non molla, torna in scia agli avversari sul 25-26, e trova addirittura il pareggio con Eduardo Gurbindo. Rete però annullata dagli arbitri che vedono un (assai controverso) fallo in attacco del giocatore, che di fatto consegna i due punti al Ciudad Real, vincitore tra le polemiche e di nuovo in testa alla classifica. Seppure in condominio con il Barcellona che domani sera (ore 20:30) avrà l'opportunità di tornare leader solitario, ma allo stesso tempo rischierà grosso nella tana del Reale Ademar León, attuale 'terzo incomodo' della Liga.

** Cuatro Rayas Valladolid - Ciudad Real 25-26 (11-12)
Cuatro Rayas BM Valladolid: Sierra; Eduard Fernández (7), Tvedten (6), Krivokapic (1), Gurbindo (6), Perales (2), Joli (2), Asier Antonio (0), Ávila (0), Bilbija (0), Ángel Romero (1).
Renovalia Ciudad Real: Sterbik, Guardiola (1), Davis (0), Abalo (1), Chema Rodríguez (1), Viran Morros (0), Dinart (0), Aguinagalde (4), Entrerríos (8), Lazarov (4, 1 rig.), García Parrondo (1), Kallman (3), Cañellas (3)

CLASSIFICA (Cliccare per ingrandire)

mercoledì 24 novembre 2010

E venne il giorno di Barcellona - Ciudad Real

Non avrà la tradizione, l'appeal e l'impatto mediatico di un Barcellona-Real Madrid di calcio, non porterà mezza Europa davanti alla TV come dovrebbe invece fare la sfida di lunedì prossimo tra Messi e Mourinho, ma nel suo 'piccolo' anche un certo Barcellona-Ciudad Real si è ormai guadagnato il titolo di Clásico della pallamano iberica. E sicuramente lo scontro fra titani in programma questa sera nella città catalana attirerà l'attenzione degli appassionati di handball, e non solo in Spagna.

Le due massime potenze della Liga Asobal giungono allo scontro diretto dopo un cammino parallelo in campionato, con undici vittorie in altrettante partite per ciascuna delle due, ma diverso in Champions League: Ciudad Real a vele spiegate in vetta al proprio girone, Barça incappato negli inattesi scivoloni contro Rhein-Neckar Löwen e Chambéry. Proprio l'ultimo turno europeo ha comunque restituito una squadra in grande condizione, e sopratutto un Iker Romero tornato ai suoi migliori livelli, capace di mettere ben undici palloni nella rete del Kielce polacco.

Lo stesso Romero che i tifosi del Palau Blaugrana si augurano di trovare questa sera. Una sfida del genere meriterebbe un palazzetto pieno, ma la quasi concomitante sfida esterna di Champions del Barcellona calcistico rischia di avere effetti negativi in tal senso, a dispetto dello 'strategico' spostamento dell'incontro alle ore 19:00, dell'entrata gratuita per i soci del club, e persino della ... birra gratis che il Barça offrirà il 5 Dicembre (giorno del match di Champions con il Kiel) a tutti gli spettatori del Clásico odierno in caso di vittoria sul Ciudad Real.

Si tratta di una sfida di altissima qualità che oppone l'attacco maggiormente prolifico (34.6 reti a partita il bottino medio del Renovalia Ciudad Real) alla difesa meno battuta (il Barcellona Borges, con una media di appena 24.1 goal subiti per incontro). Ma anche di uno scontro tradizionalmente fra grandi talenti individuali, impreziosito dall'arrivo in Castiglia-La Mancia della 'macchina da goal' macedone Kiril Lazarov, le cui bordate dovrebbero servire da risposta a quelle di Romero. Degna di rilievo, nel primo Clásico post-Barrufet, la sfida tra portieri, con Sterbik e Hombrados da una parte, Saric e Sjöstrand (quest'ultimo reduce da una prova positiva in Champions League) dall'altra. E poi i vari Abalo, Aguinagalde, David Davis, Jonas Källman a misurarsi con i vari Nagy, Rutenka, Sorahindo, Juanìn Garcia eccetera. Non mancherà lo scontro fratricida tra Alberto e Raúl Entrerrios. E ci sarà pure ... Guardiola, che però di nome fa Isaias, e in campo non starà dalla parte del Barça.

Siarehi Rutenka, ex di turno,
è in gran forma (24 goal
nelle ultime tre partite)

Campioni di Spagna che viaggiano a Barcellona quasi al completo - ancora una volta manca l'infortunato 'cronico' Egor Evdokimov. Blaugrana in forma e più che mai determinati. Nei giorni scorsi si è perso il conto delle interviste rilasciate da rappresentanti di entrambi i contendenti, tutte più o meno improntate all'ottimismo. 'Questo Barça è diverso dagli anni passati', dice coach Xavi Pascual. 'Bisogna vincere ... sì o sì', gli fa eco il direttore sportivo ed ex-giocatore Enric Masip. 'Che il pubblico sia il nostro ottavo giocatore', parola di Saric & Nagy. Dall'altro lato: 'Ci giochiamo tantissimo, i punti in palio saranno fondamentali', si sbilancia il capitano dei manchegos José Javier Hombrados. 'Ci siamo preparati per bene. La partita sarà decisa dai dettagli' aggiunge Raul González, vice del mitico coach Talant Dujshebaev, il quale intanto ha provato a porte chiuse gli schemi anti-Barcellona.

Kiril Lazarov: una minaccia perenne
per le difese avversarie.

I precedenti degli ultimi anni sono dalla parte del C.R., capace di profanare il tempio nemico sia nella passata stagione (30-33), sia al termine del girone di andata 2008-2009, quando si impose per 26-29. A queste vanno aggiunte tre vittorie casalinghe alla Qujote Arena in altrettanti Clásicos, che praticamente trasformano l'ultimo successo barcellonista (26-24 nella Liga 2007-2008) in un lontano ricordo.

Oltre al primato solitario, e ad un passo avanti importantissimo verso il titolo nazionale, c'è in ballo un nuovo record: raggiunta l'impressionante cifra di 67 (!) vittorie consecutive in Asobal, il Ciudad Real punta ad uguagliare le 69 (!) partite utili consecutive del leggendario Atlético Madrid. Tra loro e questa nuova impresa, però, c'è di mezzo il peggiore ostacolo possibile ...

Si parte alle ore 19:00, con il peso dell'arbitraggio sulle spalle di Raluy Lópes e Sabroso Ramírez. Diretta televisiva in Spagna su Teledeporte, ma se troveremo qualche link per la diretta streaming dell'incontro, lo pubblicheremo su questo blog.

Seppur 'oscurate' dalla battaglia di Barcellona, ci sono anche altre sfide in programma oggi nella Liga. Alle 20:15 l'Alser Puerto Sagunto penultimo ed alla ricerca di preziosi punti-salvezza ospita il più tranquillo Naturhouse La Rioja. Alle 20:30 sarà il turno del CAI Aragón Saragozza e di quel Cuatro Rayas Valladolid leader solitario del gruppo C di Champions. Diretta in Spagna su Canal + Deportes HD e Sportmanía. Stessa ora, ma luogo diverso, per il match che vedrà l'Alcobendas, allenato dall'ex giocatore del Barça Rafa Guijosa e quattordicesimo in classifica, opposto al Reale Ademar León terzo e pronto ad avvicinarsi alla perdente (sempre che ce ne sia poi una) del Clásico.

E adesso che Clásico sia!

venerdì 2 luglio 2010

Notizie di Mercato MASCHILE. Venerdì 02 Luglio 2010

Kraus all'Amburgo? Forse. Bjarte Myrhol resta al Löwen. Ciudad Real: molti uomini nell'All-Star team della Liga, ma l'affare Lazarov si complica. Ademar: Ristanovic se ne va opuure no? Il punto sul Chambéry Savoie. Un giovane danese a Oslo.

Manco a dirlo, anche stavolta c'è tanta carne al fuoco quando si parla di mercato.

Iniziamo dalla Bundesliga, dove il TBV Lemgo sta negoziando con l'Amburgo il trasferimento del suo centrale, e nazionale tedesco, Michael Kraus. Secondo il general manager del Lemgo Volker Zerbe, però, le trattative sono ancora lontane dall'andare in porto, a causa delle notevoli differenze tra la cifra richiesta dalla sua squadra (inizialmente 800.000 euro, poi ridotti alla metà) e quanto i vice-campioni di Germania sono disposti ad offrire - ovviamente assai meno delle cifre sopra menzionate, anche perché l'HSV ha già a disposizione due centrali di qualità (Domagoj Duvnjak e Guillaume Gille) che rendono per ora non necessaria la 'conquista' di Kraus. Ad Amburgo potrebbero perfino aspettare la prossima estate, quando scadrà il contratto di Gille. Non è detto però che facciano lo stesso a Lemgo, in quanto se da una parte Zerbe ha sostenuto che l'HSV sia l'unico club con il quale stiano contrattando la cessione del loro centrale, girano voci anche di un interessamento per il giocatore da parte del Frisch Auf Goppingen.

Nessun problema invece per il Rhein-Neckar Löwen ad estendere fino al Giugno 2013 il contratto con il pivot Bjarte Myrhol. Giunto al RNL, con un contratto biennale, la scorsa estate dal retrocesso HSG Nordhorn il norvegese ha convinto sul campo i dirigenti del Löwen a rinnovargli la fiducia.

Andiamo in Spagna, e più precisamente al Ciudad Real, dove sono legittimamente soddisfatti per la presenza di ben cinque elementi del loro club nella formazione ideale della Liga Asobal 2009/10: Arpad Sterbik (portiere), il francese Jerome Fernandez (terzino sinistro), Julen Aguinagalde (pivot) e Luc Abalo sono stati inclusi a furor di popolo nell'All-Star Team del campionato spagnolo, ed a loro va aggiunto un compatriota di Abalo, ovvero quel Didier Dinart riconosciuto come miglior difensore del torneo, nel quale il CR ha vinto tutti e trenta gli incontri disputati.

Le uniche eccezioni al dominio dei manchegos anche a livello di All-Star team sono due giocatori del Barcellona - l'ala sinistra Juanín García ed il terzino destro Laszlo Nagy - più il centrale Raúl Entrerríos del Valladolid, che però sembra destinato anche lui a vestire la maglia blaugrana dalla prossima stagione. Infine un riconoscimento va al Naturhouse la Rioja, grazie a coach Jesús Javier González, scelto come Migliore Allenatore della passata Liga. Per la prima volta si è inoltre pensato al Miglior Debuttante, il cui relativo premio è finito ad Augustas Strazdas, centrale lituano del Lábaro Toledo.

In Castiglia-La Mancia sono invece un po' meno soddisfatti dell'andamento del presunto scambio con il Croatia Osiguranje Zagabria, che secondo quanto riportato dal portale Sportske Novosti dovrebbe condurre la macchina da goal macedone Kiril Lazarov verso la Spagna, ed allo stesso tempo far ritornare Petar Metlicic in patria. Ma proprio il 'niet' del croato alla rescissione del proprio rapporto economico con il club iberico sarebbe alla base dell'attuale stallo nelle trattative, almeno secondo sportal.hr. Il fortissimo 'Kire' pare sempre interessato a trasferirsi in Spagna, ma forse non disdegnerebbe neppure un ingaggio in Bundesliga, mentre a Zagabria sono alle prese anche con la 'grana' Frank Løke, un altro giocatore che vedrebbero volentieri fuori dal club, purché la sua cessione si dimostri vantaggiosa dal lato economico.

Il presidente dell'Ademar León, Carlos Pollán, sembra invece disposto a lasciar partire il portiere serbo Radivoje Ristanovic a costo zero, pur di risparmiarsene l'ingaggio. Il balcanico, giunto a León dal retrocesso Teucro la scorsa stagione ed immediatamente girato al Reyno de Navarra San Antonio, nel quale ha disputato un campionato abbastanza deludente, non fa parte dei piani dell'Ademar per la prossima annata, e dopo l'acquisto del croato Venio Losert è stato relegato a terzo portiere della compagine castigliana, con scarsissime possibilità di giocare in caso decida di rimanere.

Problemi che non riguardano un altro slavo: Edin Basic, semi-centrale bosniaco che può anche svolgere il ruolo di terzino sinistro, ha prolungato il suo contratto con il Chambéry Savoie, destinato a scadere al termine della stagione 2010-2011, fino al 2013. In Savoia intanto arrivano Guillaume Saurina dal Nîmes ed il croato Damir Bicanic dall'Ademar Leon, oltre che il portiere Nebojsa Grahovac, proveniente dal Bosna Sarajevo in sostituzione di quel Mickaël Robin finto niente meno che al Montpellier. Se Laurent Busselier e Karel Nocar hanno pure esteso la durata del loro rapporto con la società transalpina, sul piede di partenza sono il terzino destro e nazionale francese Guillaume Joli (destinazione Valladolid in Spagna), e l'ungherese Gábor Császár, pronto a tornare in patria nelle fila del Veszprém.

Il giovane Henrik Rosenkvist (21 anni) passa dal Lemvig, formazione dell'Elite danese, al BSK/NIF (Baekkelaget / Nordstrand) di Oslo. Si tratta di un terzino molto bravo tecnicamente che ha goduto di parecchi minuti di gioco nel suo paese la scorsa stagione, ma è alla ricerca di nuove sfide in Norvegia.
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