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giovedì 22 dicembre 2011

Copa Asobal: Tokic e Atlético KO, La finale è Ademar - Barça.

Sorpresa nella Copa Asobal, di scena tra Mercoledì e Giovedì al Palacio de Deportes di León. Niente finale annunciata fra Barcelona Intersport ed Atlético Madrid: a contendere il trofeo ai blaugrana, stasera alle ore 21:00 (probabile diretta web su laola1.tv), saranno i padroni di casa del Reale Ademar, in una riedizione dei tornei 1998 e 2008, entrambi vinti dai leonesi. I madrileni fanno invece la loro 'brava' parte nella serata disastrosa del club (culminata con l'eliminazione dalla Coppa del Re di calcio) e cedono per 28-27 agli uomini di Isidoro Martínez, nonostante la solita dose di reti assicurata da Kiril Lazarov.

Sfida spettacolare di fronte a un pubblico da grandi occasioni, con un ritmo altissimo fin dalle prime battute. Errori e relativi contropiedi da una parte e dall'altra, ma Venlo Losert e J.J. Hombrados fanno il loro dovere ed impediscono al rispettivo avversario di prendere alcun margine significativo.

Poi, a prescindere dall'apparente efficacia della 6-0 difensiva locale, i biancorossi tentano la fuga (9-6 al ventesimo) grazie soprattutto ad Alberto Entrerríos, ed ai due minuti rifilati a Stranovsky. La reazione dell'Ademar, firmata dal pivot Rafa Baena, capocannoniere dello scorso campionato, e da Carlos Ruesga, non si fa attendere, ed alla pausa è tutto come prima: 13-13.

Al ritorno in campo, è un Reale-show, a dispetto dell'entrata di Didier Dinart, in panca nel primo tempo. Entrerríos e più in generale l'attacco dell'Atlético vengono disinnescati, e finiscono per commettere qualche errore di troppo in fase offensiva. Con i locali subito a punirli. Ne esce un sorprendente parziale di 7-1, ed un massimo vantaggio di sei reti (24-18) intorno a metà tempo, firmato in particolare da Martin Stranovsky, Denis Krivochlykov ed ancora Ruesga.

Game over? Non se di mezzo c'è la truppa di coach Talant, e personaggi come Roberto García Parrondo, pedina-chiave, in difesa come al contrattacco, della 'remontada' atletica, che riporta i madrileni addirittura avanti (26-25), e poi le squadre di nuovo in parità (27 a testa) quando rimangono solo due giri d'orologio. Stavolta però a Dujshebaev, forse un po' esagerato con il suo turnover, va male: l'unica rete degli ultimi 120 secondi la timbra Antonio García Robledo, che regala al pubblico di casa un'enorme gioia, negando all'ex-Ciudad Real l'opportunità di vincere il suo secondo titolo dopo il trasferimento nella capitale.

Pronostico rispettato nella prima semifinale, con il Barça di un grande Raúl Entrerríos, ex di turno infallibile dai sei come dai nove metri, che prevale sul Cuatro Rayas Valladolid del sottoutilizzato Tin Tokic. Lo score della sirena (32-26) può far credere ad una passeggiata, ma così non è stato: i catalani si sono dovuti sudare la vittoria, contro un avversario coriaceo che ha saputo reagire ad un inizio sfavorevole: Gurbindo e Jolí trascinano i castigliani alla rimonta dopo il prima scatto (5-2 dopo sei minuti) barcellonista.

All'equatore del primo tempo il tabellone segna otto pari, ma falli in attacco e palle perse offrono all'Intersport il nuovo break su un piatto d'argento. Tanto che si va alla pausa sul 18-14, con un botta e risposta fra Rutenka e Krivokapic nei minuti finali del periodo.

Gap spazzato via in un battibaleno nella ripresa: quattro reti di fila (due ad opera di Nikcevic) degli uomini di Juan Carlos Pastor, e la sua controparte Xavi Pascual si vede obbligata a chiamare time-out. I cambi del mister catalano non sortiscono gli effetti desiderati, e dall'altra parte ancora un immenso Gurbindo risponde colpo su colpo, mantenendo un equilibrio che si romperà davvero solo nell'ultima tranche di gara, quando la panchina lunga a disposizione di Pascual farà la differenza, e pure Laszlo Nagy ci metterà lo zampino, mentre il Valladolid rimarrà a secco per circa sette minuti.

XXII COPA ASOBAL - SEMIFINALI
** Barcellona Intersport - Cuatro Rayas Valladolid 32-26 (18-14)
Statistiche 1 (pdf)
Statistiche 2 (pdf)
Play by play (pdf)

** Reale Ademar León - BM. Atlético de Madrid 28-27 (13-13)
Statistiche 1 (pdf)
Statistiche 2 (pdf)
Play by play (pdf)

FINALE - Giovedì 22 Dicembre, h. 21:00
** Reale Ademar León - F.C. Barcelona Intersport

lunedì 30 maggio 2011

Mercato: Tin Tokic ufficialmente al Valladolid!

La trattativa è andata in porto. Le voci di mercato sono diventate realtà. Secondo quanto riportato oggi dai media spagnoli, Tin Tokic è ufficialmente un giocatore del Cuatro Rayas Valladolid. La 24enne ala sinistra azzurra lascia l'Arrate Eibar per sostituire lo sloveno Nenad Bilbija nelle fila della forte compagine castigliana. Il cui allenatore Juan Carlos Pastor ha affermato, nella tradizionale conferenza stampa di fine stagione, che 'Tokic è un giocatore giovane in grado sia di difendere che di attaccare bene', abilità che, secondo il coach iberico, 'gli permetteranno di sfruttare al meglio il contrattacco' nella sua nuova squadra.

L'acquisto dell'italiano di origine istriana è il primo passo della campagna acquisti di una squadra comunque alle prese con vincoli di bilancio (come tante altre del resto...) e costretta a far fronte alla improvvisa defezione del giovane talento norvegese Christoffer Rambo, il quale ha deciso di tornare in patria, all'Elverum, 'per motivi personali'. Torna in Scandinavia pure l'altro vichingo, la 'macchina da goal' Håvard Tvedten, che andrà a rinforzare l'Aalborg danese. Dovrebbe invece rimanere il fuoriclasse Eduardo Gurbindo, terzino destro rivelazione dei passati Mondiali.

Compagni di squadra di Tokic dovrebbero essere, a meno di novità clamorose, anche José Manuel Sierra ed il leggendario 'Spider' Svensson, quest'ultimo sempre attivo ed in forma anche dopo aver superato gli 'anta', che difenderanno ancora la porta del Cuatro Rayas, oltre ad Asier Antonio come perno difensivo, Eduard Fernández e Ángel Romero nel ruolo di pivot, il francese Guillaume Joli e lo spagnolo Víctor Alonso all'ala destra; Alexis Rodríguez compagno di reparto di Tokic sul lato sinistro, Oscar Perales ed il serbo Davor Cutura in qualità di centrali. Ed in più l'eventuale sostituto di Rambo, ancora da individuare.

Se le finanze del club lo consentiranno, la società rinnoverà il contratto di Marko Krivokapic, terzino sinistro serbo. Alla prima squadra potrebbero anche unirsi l'ala-terzino Víctor Megías Pino ed il centrale Álvaro Rogel, proveniente dalle giovanili, così come il 16enne terzino Miguel Lacasa.

domenica 10 aprile 2011

Spagna: niente sorprese in finale. La Copa del Rey torna al Ciudad Real.

Dopo un biennio targato Barcellona, il Ciudad Real ritorna a scrivere il proprio nome nell'albo d'oro della Coppa del Re spagnola, la cui 36ma edizione ha chiuso i battenti a Vigo domenica sera. Il Renovalia (ab)batte il Cuatro Rayas Valladolid, con il punteggio di 31-22, al termine di una sfida dai due volti.

Un primo tempo quasi perfetto degli uomini di Juan Carlos Pastor che, replicando l'ottima difesa in grado di mettere in seria difficoltà il Barcellona il giorno precedente, riescono a partire con uno straordinario 4-0, mantenendo la loro porta inviolata per i primi sette minuti. Ed a resistere - anche grazie al talento del giovane Eduardo Gurbindo (suoi 5 dei primi 6 goal del Valladolid) - al ritorno degli uomini di Dushebajev, a sua volta bravo ad effettuare i cambi tattici che, con l'aiuto dei goal del solito Kiril Lazarov, rimettono in carreggiata i manchegos. Tanto che si arriva alla pausa senza vincitori né vinti, con un 12-12 (siglato dal solito Gurbindo, il quale a poco dalla sirena risponde al primo vantaggio di marca Renovalia in tutto il primo tempo) che rispecchia l'equilibrio visto in campo.

Ma, purtroppo per il Valladolid, anche una ripresa a senso unico, in cui il Cuatro Rayas, che molto aveva speso nella prima parte, rimane senza benzina. Gli avversari ne approfittano e, tra contropiedi di Jonas Källman e Isaías Guardiola, piazzano subito un break che li porta sul promettente 18-15 al 36° minuto. Ed è solo l'antipasto del dominio successivo di Luc Abalo (una tripletta per il francese in questa gara) e soci, che allungano fino al 26-19 segnato impietosamente dal tabellone ad una dozzina di minuti dalla sirena, e perfezionatosi a sua volta in un successivo ed eloquentissimo 30-20. Il resto è pura accademia, con le parate di José Manuel Sierra, oggi comunque migliore di Sterbik, mai sufficienti a riportare il Valladolid in partita, anche per il crollo alla distanza dello stesso Gurbindo, a segno appena una volta nei secondi trenta minuti.

Il Ciudad Real ringrazia e porta a casa il suo 'triplete' stagionale, aggiungendo alle vittorie in Supercoppa di Spagna e Coppa ASOBAL il trionfo odierno. Ed ora, con il campionato quasi del tutto perso a vantaggio del Barça (il quale, deludente tra gli adulti nella Final Eight di Vigo, si consola con il successo finale nella 'Minicopa' giovanile), in Castiglia-La Mancia puntano a chiudere la stagione conquistando l'obbiettivo più importante: il ritorno sul tetto d'Europa.

** Valladolid - Ciudad Real 22-31 (12-12)
Cuatro Rayas Valladolid: Sierra; Tvedten (2 ,1 rig.), Krivocapic, Asier Antonio, Ávila, Víctor Alonso y Eduard Fernández (3), Óscar Perales (2), Gurbindo (8), Davor Cutura (2), Bilbija (5), Rambo, Alexis.
Renovalia Ciudad Real: Sterbik, Hombrados; Abalo (3), Lazarov (6, 1 rig.), Julen Aguinagalde (2), Cañellas (2), Jurkiewicz (1), Källman (6), Viran Morros (2), Dinart, Isaías Guardiola (5), Alberto Entrerríos (2), Davis (1), Shevelev (1).

lunedì 7 febbraio 2011

ASOBAL: Anno nuovo, musica vecchia. Il punto dopo la 16a Giornata.

Finiti i Mondiali maschili, torna in campo la Liga Asobal spagnola. Che ricomincia come era terminata nel 2010: con Barcellona e Ciudad Real a proseguire la loro rispettiva marcia.

Anche se con modalità ben diverse. I catalani, sempre in testa a punteggio pieno, non lasciano scampo né illusioni al povero Torrevieja, dominato dall'inizio alla fine, con un 5-1 (punteggio, non schema difensivo) di partenza che mette immediatamente le cose in chiaro. Il Barça si porta sul più sei e chiude la prima frazione sul 16-11, vanificando poi ogni minimo accenno di rimonta avversario, e maramaldeggiando fino al 26-15 di metà ripresa. Con Rutenka (nove reti) in stato di grazia, nulla può fare la colonia argentina - reduce da un buon Mondiale, di cui conserva lo stato di forma - del Torrevieja.

Successo esterno anche del Ciudad Real, ma assai più tribolato. I postumi delle fatiche mondiali influiscono negativamente sui dodici nazionali del Renovalia, costretti a rimediare nella ripresa agli effetti di un primo tempo negativo, in cui devono spesso rincorrere l'Antequera, spinto dalle reti di Rafa Baena e Nacho Moya, e dall'entusiasmo di un pubblico che sogna il colpaccio. Sogni di gloria svaniti quando Sterbik torna fra i pali, gli uomini di Dushebajev stringono le maglie in difesa, e gli arbitri mandano qualche giocatore di casa sulla panchina dei cattivi, con decisioni poco apprezzate dai tifosi andalusi. I campioni di Spagna ne approfittano e prendono il comando, anche se il loro vantaggio resterà minimo fino agli ultimi minuti, portando a casa due punti utilissimi nella loro rincorsa ai blaugrana.

Vincono le prime due, che in pratica fanno storia a sé nella Liga, cade la terza della classe: il Fraikin Granollers dei 'barbudos', che hanno deciso di non radersi in segno di protesta contro il mancato pagamento delle mensilità loro dovute, lasciano due punti sul campo del CAI Saragozza, nel quale brilla ancora la stella del giovane terzino Jorge Maqueda, già fattosi notare ai Mondiali.

I catalani mantengono la terza piazza, a distanza siderale dalle due regine della Asobal, ma si trovano alle calcagna un quartetto composto dallo stesso CAI, dal Reale Ademar León che in un secondo tempo da dimenticare butta al vento il successo parziale ed una ghiotta occasione per avvicinarsi al Granollers. Il Naturhouse La Rioja ringrazia. Ed anche dall'Amaya Sport Pamplona e dal Cuatro Rayas Valladolid, che si sono affrontate in uno scontro diretto al calor bianco, vinto dagli ospiti grazie soprattutto ad un eccellente primo tempo, in cui svetta tra i pali Tomas 'Spider' Svensson. Oltre allo svedese, tra le fila del Valladolid bene il norvegese Tvedten, il francese Joli oro ai Mondiali ed il sempre più promettente Gurbindo. I tentativi di rimonta locali, spinti dalla buona vena del portiere Ristanovic nella seconda metà, producono un 23-23 illusorio, visto che nel finale una nuova accelerazione del Cuatro Rayas, con Svensson di nuovo sugli scudi, non lascia alcuna chances agli avversari.

In chiave-salvezza vittoria importantissima dell'Arrate a spese dell'Alcobendas. Il singolo goal realizzato da Tin Tokic si rivela decisivo, in quanto i baschi prevalgono solo con il minimo scarto sulla squadra madrilena in piena crisi economica e sportiva, costretta a schierare numerosi atleti delle giovanili dopo l'esodo di massa dei suoi 'campioni senza stipendio'. Il 16-9 dell'intervallo è ingannevole: un errore dopo l'altro, la squadra di Eibar rimette incredibilmente gli avversari in partita nel secondo tempo, costringendo Albert Tejón a prendere la situazione in mano e firmare il goal di una sofferta vittoria a pochi secondi dal termine.

Alcobendas sconfitto e beffardamente raggiunto in coda dal rinnovato Toledo, su cui gli innesti arrivati proprio dalla squadra madrilena hanno avuto effetto balsamico. Puerto Sagunto KO nonostante un pessimo inizio match dei locali, che poi, con il nuovo portiere Mijatovic a far sfoggio della sua bravura, ribaltano la situazione ed arrivano alla pausa sul più uno, producendo l'allungo decisivo nell'ultimo quarto d'ora del match.

Vince Tokic, e pure Zupo. Il suo Cuenca 2016, con Paván a segno cinque volte, espugna Guadalajara a dispetto della grinta dei giocatori di casa, finiti a meno sei (11-17) in apertura di ripresa ma mai domi. Tanto da accarezzare brevemente un minimo vantaggio (23-22) prima che Da Costa, miglior marcatore dei suoi, affossi definitivamente negli ultimi cinque minuti le speranze del Quabit.

ASOBAL - 16a GIORNATA:

** Amaya Sport San Antonio - 4 Rayas Valladolid 28-31 (10-15)
Amaya Sport San Antonio Pamplona: Lucau, Ristanovic; Vargas, Gedeón (1), Rasic (7, 3 rig.), Alberto (4), Urdiales (3, 1 rig.), Niko (3), Víctor (2), Sevaljevic (2), Eloy (1), Humet (5), Crowley, Meoki .
Cuatro Rayas Valladolid: Svensson, Sierra; Asier Antonio, Tvedten (9, 4 rig.), Krivokapic, Fernández, Joli (6, 2 rig.), Cutura (1), Delgado, Gurbindo (2), Romero (4), Perales (7), Bilbija (2), Rambo .

** Quabit BM. Guadalajara - Cuenca 2016 25-28 (10-14)
Quabit Balonmano Guadalajara: Jorge Oliva, Reig (7), Fontenla (4), Epeldegui (1), De la Salud (5), Rudovic (2), Demovic, Redondo, Agustín Vidal, Javier Suárez (1), Valles (5).
Cuenca 2016: Kappelin, De Hita; Mendoza (2), Da Costa (7), Marco Gamuz, Markovic (6), Grosas (1), Corzo (6), Paván (5), Arias, Pedro Rodríguez (1).

** Naturhouse La Rioja - Reale Ademar 24-23 (9-12)
Naturhouse La Rioja Logroño: Aguinagalde, Lorger; Parra (6), Juárez (4, 3 rig.), Tioumentsev (4), Garabaya (3), Amargant (2), Víctor Hugo, Velasco, Sorrentino, López (1), Dujshebaev (4), Praznik, Silva.
Reale Ademar León: Losert, Alamo; Montoro (3), Martins (1), Castresana (1), Aguirrezabalaga (3), Ortigosa (5, 2 rig.), Cutura, Carou, Candau (1), Buntic (2), Kryvochlykov (2), Chernov, Stranosky (5, 1 rig.).

** Lábaro Toledo - Alser Puerto Sagunto 26-21 (14-13)
Lábaro Toledo Balonmano: Mijatovic, Wenceslado; Quique Plaza (2), Eitutis (6), Strazdas (4), Barbón (1), Pesic (3), Tremps (4), Vink, Jorge Casado, Jabato, Ivanovic (2), Ángel Pérez (3), Pedragosa (1).
Alser Puerto Sagunto: Bruixola, Ibañez; Backovic, Dukic (4), Sifré (8), Lapcevic, Prce (5), Sánchez Simón, Serrano (1), Tarrasó (1), Muiña (1), Fernández Sánchez, Latorre (1).

** Antequera - Renovalia Ciudad Real 26-29 (16-14)
Balonmano Antequera: Jorge Martínez, Yeray Lamariano; Nacho Soto (3), Chelu Cid (2), Rafa Baena (7), Luis Fernando Jiménez (2), Juan A. Ramos (3), Morales, Bojan Stefanovic (2), Nacho Moya (5), Víctor Vigo (1), Luis Campos (1), Palacios.
Renovalia Ciudad Real: José Javier Hombrados, Arpad Sterbik; Roberto García Parrondo (1), Kiril Lazarov (7), Juan Cañellas, Didier Dinart, Viran Morros (3), Alberto Entrerríos (1), Isaías Guardiola (4), Julen Aguinagalde (6), David Davis (1), Luc Abalo (2), Chema Rodríguez, Mariuzs Jurkewicz (4).

** J.D. Arrate - BM. Alcobendas 25-24 (16-9)
Juventud Deportiva Arrate: Voncina, Moyu; Sergio Cid (10, 3 rig.), Petricheev (3), Beljanski (3), Berrios, Tokic (1), Kurilenko (3), Iker Romero, Mikel Arrieta, Alzaga (2), Szabó (3), Petricevic.
Balonmano Alcobendas: Donderis; Castaño (5), Colón, De la Rubia (7, 2 rig.), Muñoz (2), Rohaly, Novinsky, Malagón, Viedma del Monte, Prieto, Aparicio (1), Catalina (4), Selva, Tejón (1), Sebas (4).

** CAI Aragón - Fraikin Granollers 32-27 (15-14)
CAI Balonmano Aragón: Malumbres, Pablo Hernández; Sorli, Lozano, Casanova (6), Val (4), Stankovic (3), Masachs (4, 1 rig.), Maqueda (6), Grebenar (6), Stojanovic (1), Cartón, Arrhenius, Larsson (2).
Fraikin Granollers: Ohlander, Pérez; Ferrer (1), García (3), Campos, Svitlica (4), Grundsten (5, 1 rig.), Nikcevic (4), Pujol (2), Blanxart (2), Malasinska (4), Raigal, Nenadic (2), Puig

** Torrevieja - FC Barcelona Borges 25-34 (11-16)
Balonmano Torrevieja: Pejanovic, Héctor Tomás; Peciña (2), Rochel, Eilert (1), Pellitero (2), David Cuartero (4), Borja Fernández (1), Sebastián Simonet (1), Diego Simonet (5), Vieyra (9, 2 rig.), Pablo López, Javier Cuartero.
FC Barcelona Borges: Saric, Pérez; Sarmiento (1), Ugalde (3), Jermenyr, Rutenka (8, 1 rig.), Oneto (5), Igropulo (4), Raúl Entrerríos, Sorhaindo (4), Iker Romero (2), Nagy (5), Rocas (2), Ariño.

CLASSIFICA (cliccare per ingrandire):

martedì 25 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: Riassunto, risultati e statistiche degli incontri di Lunedì 24 Gennaio

Fumata bianca a Jönköping. Abbiamo le semifinaliste, anche nel Gruppo I del Main Round. Se l'altro girone è un affare tutto scandinavo, qui sono le 'sorelle latine' Francia e Spagna a timbrare il cartellino e guadagnarsi l'accesso alla lotta per le medaglie, al termine di due buone gare. In particolare quella degli iberici, che abbattono l'ultimo ostacolo, la temibile Islanda, ubriacandola in un primo tempo da 'playstation handball'. 20-10 l'incredibile risultato all'intervallo: una cavalcata trionfale dovuta ad una grandissima difesa, che neutralizza il pivot Robert Gunnarsson (per quanto assai cercato dai suoi compagni, segnerà il suo primo goal solo dopo ventiquattro minuti) e spesso costringe i nordici a soluzioni scomode e/o affrettate, e viene coadiuvata dal solito immenso Sterbik; ma anche da un attacco a prova di bomba, basato in particolare su contropiedi micidiali frutto dell'intensità difensiva. Sugli scudi i fratelli Entrerríos ed un Eduardo Gurbindo sempre più stellare (che se lo tengano stretto a Valladolid, se possono ...). Il malcapitato Björgvin Páll Gústavsson stavolta non c'azzecca proprio, e viene sostituito fra i pali islandesi da Hreiðar Guðmundsson, omonimo del suo allenatore, ma la musica non cambia.

Cambia qualcosa, invece, al ritorno in campo. Assurdo pensare che la Spagna fosse in grado di tenere il ritmo dei primi trenta minuti, per cui si assiste ad un ritorno della combattiva Islanda che, ben sapendo come sconfitta in pratica equivarrebbe ad eliminazione, dà il tutto per tutto ed in un quarto d'ora di gioco riesce a dimezzare il gap, con Gústavsson di nuovo simile quello che eravamo abituati ad ammirare, e torna a nutrire qualche speranza. Ma gli spagnoli, con lo zampino fondamentale di Sterbik, ribattono colpo su colpo agli avversari, non lasciandoli rientrare ulteriormente. Ed in un finale piuttosto 'caliente', con Juanín García che nel tentativo di recuperare un pallone vagante finisce addosso a coach Gudmundsson, il quale reagisce d'istinto e lo strattona visibilmente, ed altre penalità rifilate alle due squadre, allungano ancora fino al 32-24 conclusivo. Il sogno di continuare la saga islandese si interrompe, mentre la Spagna torna in semifinale in un Campionato del Mondo dopo sei inverni; l'ultima volta avevano pure vinto il torneo, adesso sarà più difficile, ma la selección di Valero Rivera ha già definitivamente provato di essere squadra con gli attributi.

Del successo della Roja approfittano i francesi, che superano l'agevole Norvegia da tempo fuori dalla lotta-medaglie e rimangono il testa al gruppo, oltre naturalmente a staccare il biglietto per la 'Final Four' dei Mondiali per l'ottava volta di fila. In realtà il successo dei Bleus non è stato così travolgente come si potesse immaginare. E come l'illusorio 4-1 iniziale potesse far credere. Con un buon contributo da parte delle sue giovani stelle, soprattutto Espen Lie Hansen cecchino (spesso, non sempre) dai nove metri, gli scandinavi non mollano la presa, ed anche Ole Erevik fa la sua parte tra i pali. Certo la Francia è sempre la Francia, ed anche in una prova sottotono il divario di qualità è tale da permettere agli uomini di Claude Onesta di rientrare negli spogliatoi sul più tre (17-14). Merito in particolare di un ineffabile Bertrand Gille, che fa poker nei primi venti minuti.

Il vantaggio transalpino aumenta sensibilmente nella ripresa, quando William Accambray si sveglia dal torpore e ne mette cinque. La Francia arriva sul 25-16 al minuto 42. Partita archiviata, tempo di buttare la pasta? Macché: Steinar Ege (migliore di Titi Omeyer in questa partita) chiude la porta norvegese per sei volte di seguito, e la sfida torna interessante sul 26-23 ai cinque della fine. Ci pensano Karabatic, stavolta piuttosto in ombra, Luc Abalo e Jérôme Fernandez a scacciare i fantasmi di una clamorosa sconfitta. La Francia porta a casa punti e qualificazione, ma anche stavolta dimostra come, tra infortuni ed altri problemi, sia una squadra 'umana'. Forse vinceranno pure questo torneo, però danesi, svedesi e spagnoli sono ora legittimati ad organizzare qualche scherzetto ai campionissimi ...

In mezzo alle imprese di Francia e Spagna, arriva un'altra delusione 'Made in Germany'. I tedeschi ripongono nel cassetto anche le minime speranze di qualificazione rimaste arrendendosi all'Ungheria, spinta dalle rispettive cinquine di Gergö e Tamás Iváncsik, ma soprattutto da quella di Carlos Pérez, cubano naturalizzato che all'alba dei suoi 39 anni ha raggiunto la nazionale in Scandinavia per dare il suo fondamentale contributo, e farsi beffa di avversari più giovani. Primo tempo con vantaggi alternati (i magiari partono forte, i tedeschi reagiscono e ribaltano, l'Ungheria riaggancia gli avversari, che però allungano e arrivano a metà gara sul 12-10), poi nella ripresa la Germania infila troppi errori e/o trova la strada sbarrata da un grande Nándor Fazekas. E ne paga le conseguenze, venendo raggiunta e poi superata (19-17 all'entrata dell'ultimo quarto di gioco). Holger Glandorf, migliore in una squadra di peggiori, ha un'impennata di orgoglio e sigla la nuova parità sul 21-21, ma l'inerzia del match è tutta dalla parte dei ragazzi di coach Lajos Mocsai, che trionfano per 27-25 e adesso sognano il settimo posto. O persino un piazzamento migliore: l'importante è guadagnarsi un posto alle prossime qualificazioni olimpiche.

Nelle finali 'minori' bella vittoria della Corea del Sud dei cannonieri Jeong Yi Kyeong e Park Jung Geu, che termina la sua 'campagna di Svezia' al tredicesimo posto, sull'Egitto, mentre precedentemente era stata l'Africa a trionfare sull'Asia, grazie all'Algeria giustiziera del Giappone. Un buon quindicesimo posto il piazzamento finale dei maghrebini, grazie ad un secondo tempo gagliardo e ad una nuova prestazione di alto livello del portiere Abdelmalek Slahdji, con l'ausilio in attacco di Hamza Zouhaoi, e di Hamoud Ayat micidiale dall'ala.

Di seguito trovate risultati, classifiche, e link ai dettagli statistici completi di ogni singolo incontro.


Main Round - GRUPPO I (Jönköping): 2a Giornata
** Spagna - Islanda 32-24 (20-10)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Ungheria - Germania 27-25 (10-12)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Francia - Norvegia 31-26 (17-14)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo I - Classifica
* Francia 7 punti 310 126-101 (+25)
* Spagna 7 punti 310 118-103 (+15)
* Islanda 4 punti 202 109-107 (+2)
* Ungheria 4 punti 202 103-117 (-14)
* Germania 2 punti 103 99-107 (-8)
* Norvegia 0 punti 004 98-118 (-20)

*** Francia e Spagna qualificate alle semifinali.

President's Cup: Finale 13°-14° Posto
** Sud Corea - Egitto 26-23 (12-11)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

President's Cup: Finale 15°-16° Posto
** Algeria - Giappone 29-24 (13-13)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report