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domenica 5 febbraio 2012

Ultim'ora: la Corea del Sud (ri)vince i Campionati Asiatici.

La Corea del Sud mantiene il titolo di Campione Asiatico maschile, sconfiggendo il Qatar per 23-22 nella finalissima disputata questo pomeriggio a Gedda (Arabia Saudita).

Primo tempo equlibrato, con vantaggi alternati ma in prevalenza del Qatar, che infatti giunge a metà gara avanti per 11-10. Protagonisti, oltre a portieri e difese, Jae-Woo Lee ed il 'solito' Yoon Kyung-Shin tra i coreani, Mabrouk Hassan e Sinen Wajidi nelle fila avversarie.

Le dinamiche non cambiano subito dopo la ripresa del gioco, il botta-risposta prosegue fino a quando la Corea infila un mini-break (risultato decisivo), tanto da arrivare a metà ripresa 16-14. Vantaggio esteso fino al +4 (20-16) del minuto 48, con i giochi che sembrano ormai fatti.

Il Qatar non getta la spugna e, trascinato da Mabrouk Hassan (in goal nove volte in tutto), prova a rientrare: non solo si porta a meno uno, ma ha pure l'occasione del pareggio sia sul 21-20 con cinque minuti da giocare, che sul 22-21. La spreca in entrambi i casi, ed una bomba dai nove metri di Young-geu Park a meno di mezzo minuto dalla sirena sigilla il trionfo coreano; il goal finale qatariota serve solo ad addolcire (di poco) la pillola. Il trofeo resta nelle mani della Corea del Sud.

La sfida per il terzo posto è vinta dai padroni di casa: l'Arabia Saudita prevale sul Giappone per 25-21 (p.t. 13-11), score che non la dice nemmeno tutta sul dominio locale, specie nella seconda parte di gara, ed oltre alla medaglia di bronzo si conquista il diritto di partecipare ai Campionati Mondiali di Spagna 2013. Sullo slancio di un parziale di 4-0 che aveva chiuso la prima frazione (in risposta ad un precedente poker di reti nipponico), gli arabi iniziano alla grande la ripresa, scappando fino al 20-13, e poi amministrano il vantaggio. Grandi trascinatori Bandar Al-Harbi con le sue sette meraviglie, e soprattutto il portiere Manaf Al-Saeed, che conclude con una percentuale di parate superiore al 50%.

FINALE 1/2 POSTO
** Corea del Sud - Qatar 23-22 (10-11)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 3/4 POSTO
** Arabia Saudita - Giappone 25-21 (13-11)
Statistiche 1;
Statistiche 2

CLASSIFICA FINALE
1. COREA DEL SUD
2. QATAR
3. ARABIA SAUDITA
_________________
4. GIAPPONE
5. IRAN
6. BAHRAIN
7. EMIRATI ARABI UNITI
8. KUWAIT
9. GIORDANIA
10. UZBEKISTAN

sabato 4 febbraio 2012

Campionati Asiatici Maschili di Pallamano: Corea del Sud e Qatar in finale. I sauditi sfiorano la grande impresa.

Saranno dunque Corea del Sud e Qatar a contendersi la medaglia d'oro ai XV Campionati Asiatici di Pallamano maschile, in corso di svolgimento a Gedda. I Coreani campioni in carica si sono ritagliati un posto per l'ultimo atto prevalendo sui padroni di casa dell'Arabia Saudita al termine di una sfida incerta ed emozionante fino all'ultimo. Senza però lo 'scacco al re' che in una certa fase di gara sembrava davvero materializzarsi.

Pubblico da grandi occasioni, con cinquemila ugole (più o meno) sugli spalti; gran tifo per la squadra locale, ma anche una discreta rappresentanza di fans in arrivo da Seul e dintorni. Già alla partenza si intuisce che non sarà una passeggiata per i detentori del titolo, in grado di trovare la prima rete solo dopo quattro minuti. Jae Woo-Lee porta i suoi in testa dopo circa sette minuti, e da quell'istante i sauditi si vedranno obbligati a rincorrere per tutto il primo tempo, rimanendo comunque addosso agli avversari. Grande protagonista, per la squadra in maglia verde, il 25enne Hussain Al-Mohsin, che concluderà la gara con un ragguardevole bottino personale di otto segnature. Nelle fila coreane si distinguono invece Eun Ho Lee e Hyo-Won Eoo, le cui reti mantengono la squadra avanti alla pausa (14-13).

Il secondo tempo è suddiviso in tre parti diverse. Innanzitutto un monologo dell'Arabia Saudita, inarrestabile al ritorno in campo. Per dodici lunghissimi minuti si nota solo una squadra, capace di infilare un parzialone di 8-0 e volare sul più sette (21-14) con i tifosi ed i telecronisti di Saudi Sports 2 letteralmente in visibilio, complici le parate di Manaf Al-Saeed. Ma proprio quando molti già pregustavano il trionfo locale e la grande sorpresa che mettesse fine al dominio coreano, arriva la maestosa reazione degli ospiti, che con un contro-break di 8-1, realizzato in appena SEI minuti, ritrovano la parità.

La Corea è squadra tosta, di blasone ed esperienza, almeno se paragonata alle sue concorrenti continentali, e lo dimostra appieno in questo frangente. Trascinatore e attore principale del 'ribaltone' è il mitico Yoon Kyung-shin, fuoriclasse (ex Bundesliga) a segno cinque volte in pochissimo tempo, ed otto nell'intera seconda frazione. Sullo slancio, i giocatori dell'Estremo Oriente staccano addirittura gli avversari, ed il +3 (26-23) indicato dal tabellone ai tre minuti e mezzo dalla fine sembra aver chiuso la porta agli arabi.

Ma a questo punto inizia l'ultima fase, con il tentativo di rientro dei padroni di casa, totalmente restii a gettare la spugna. Tornano sul meno uno, e nell'ultimo minuto di gioco hanno addirittura la palla del pareggio; peccato che il tiro del possibile 27-27 si infranga contro il portiere avversario, e con esso le speranze di (quasi) tutto il pubblico. La Corea deve solo amministrare il possesso finale prima di scatenare l'urlo liberatorio. E' stata una fatica enorme, ma alla fine i detentori sono riusciti a cavarsela.

Alla battaglia cominciata alle 16:30 italiane non fa seguito una seconda semifinale altrettanto avvincente. Il Giappone tiene il passo del favorito Qatar per una decina di minuti, e prova a resistere comunque fino al 17°. Ma nel periodo che va da metà della frazione iniziale (terminata 19-13) alla metà del secondo tempo si assiste in pratica ad un assolo qatariota, con i figli del Sol Levante addirittura sotto di undici (28-17) al minuto 46, a dispetto degli sforzi di Kenij Toyoda e Kota Ozawa. La 'stella' Higashigahama stavolta brilla meno del solito: una rete dopo tre minuti, poi il nulla. perto il solco necessario a garantire loro la vitttoria, grazie anche al portiere Yousef Almaleem, i giocatori allenati dallo sloveno Borut Maček tirano un po' i remi in barca negli ultimi minuti ed il Giappone rende il distacco meno pesante, fino al 33-28 della sirena; un +5 comunque riduttivo per quanto si era visto nel match.

Corea del Sud e Qatar si giocheranno il titolo asiatico Domenica 5 Febbraio a partire dalle ore 16:30 nostrane (le 18:30 saudite); intanto però sono liberi di festeggiare in anticipo la qualificazione ai Mondiali del 2013, il cui ultimo biglietto disponibile verrà asssegnato alla vincente della finale per il bronzo: sauditi e giapponesi in campo, sempre Domenica 5, alle ore 14:30 di Roma (16:30 a Gedda).

Dirette televisive sul canale satellitare Saudi Sports 2 (Al Riyadiyah 2) del satellite Hotbird (13° Est), o meno probabilmente sul 'gemello' Saudi Sports 1.

SEMIFINALE #1
* Arabia Saudita - Corea del Sud 26-27 (13-14)
Statistiche 1;
Statistiche 2

SEMIFINALE #2
* Qatar - Giappone 33-28 (19-13)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 1/2 POSTO
* Qatar - Corea del Sud (Domenica 5 Febbraio, h: 16:30)

FINALE 3/4 POSTO
* Arabia Saudita - Giappone (Domenica 5 Febbraio, h: 14:30)

FINALE 5/6 POSTO
* Iran - Bahrain 25-20 (11-12)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 7/8 POSTO
* Emirati Arabi Uniti - Kuwait 31-29 (15-12)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 9/10 POSTO
* Giordania - Uzbekistan 32-30 (17-17)
Statistiche 1;
Statistiche 2

venerdì 3 febbraio 2012

Campionati Asiatici Maschili di Pallamano: Oggi le semifinali.

I XV Campionati Asiatici di pallamano maschile sono giunti alla stretta conclusiva. Oggi pomeriggio si decidono le due finaliste che Domenica 5 Febbraio lotteranno per la medaglia d'oro, con la certezza di un pass per i Mondiali 2013 già acquisita. E pure chi si disputerà il bronzo e, al tempo stesso, l'ultimo biglietto disponibile per la Spagna.

Il programma odierno prevede, alle ore 16:30 italiane (le ore 18:30 a Gedda) lo scontro fra i padroni di casa dell'Arabia Saudita, decisi a tentare la grande impresa, e la favorita Sud Corea. I campioni in carica hanno ultimato la prima fase a punteggio pieno, grazie al non agevole successo (28-27) sul Giappone al termine di un match passato inizialmente a rincorrere i nipponici, ma condotto lungo l'intero secondo tempo. Due vittorie e due pareggi sono invece il bottino saudita nel gruppo B. Fondamentale il punto conquistato in rimonta con il Qatar: due reti negli ultimi trenta secondi hanno spalancato ai locali le porte della semifinale, a spese del Bahrain. Pronostico sulla carta per gli uomini di Choi Suk-Ja, lontani però dalla migliore condizione, almeno per quanto mostrato nel primo turno, ed obbligati a vedersela anche con il 'fattore-campo'.

Qatarioti e nipponici si daranno invece battaglia alle ore 18:30 italiane (le 20:30 saudite). Del Qatar, vincitore del suo raggruppamento dopo aver asfaltato Uzbekistan ed Emirati, battuto con il minimo scarto il malcapitato Bahrain ed impattato coi sauditi, abbiamo già detto, mentre il Giappone ha passato il turno in virtù della classifica avulsa, dopo aver terminato la prima fase a quattro punti, gli stessi dell'Iran, dal quale erano stati sconfitti, e del Kuwait, su cui avevano prevalso per 30-27. Stessa differenza reti fra giapponesi ed iraniani nel computo degli scontri diretti 'a tre', ma il goal in più all'attivo ha mandato i primi in semifinale. Decisive per il buon esito del girone le reti di Shusaku Higashinagahama, 27enne di Okinawa.

** GRUPPO A - RISULTATI
Giordania - Corea del Sud 13-25 (7-11) statistiche;
Iran - Kuwait 26-27 (14-14) statistiche;
Giappone - Giordania 35-22 (18-10) statistiche;
Corea del Sud - Iran 26-21 (16-7) statistiche;
Kuwait - Giappone 27-30 (14-14) statistiche;
Iran - Giordania 25-17 (16-10) statistiche;
Kuwait - Corea del Sud 26-27 (12-14) statistiche;
Giappone - Iran 25-27 (12-13) statistiche;
Corea del Sud - Giappone 28-27 (14-13) statistiche;
Giordania - Kuwait 28-31 (15-12) statistiche
CLASSIFICA FINALE
Corea del Sud 8 p. 4-0-0 (106-87) +19
Giappone 4 p. 2-0-2 (117 104) +13
__________________________
Iran 4 p. 2-0-2 (99 95) +4
Kuwait 4 p. 2-0-2 (111 111) 0
Giordania 0 p. 0-0-4 (80-116) -36 0

** GRUPPO B - RISULTATI
* Emirati Arabi Uniti - Uzbekistan 40-20 (22-13)
* Bahrain - Arabia Saudita 23-23 (9-13) statistiche;
* Qatar - Uzbekistan 41-19 (23-5) statistiche;
* Bahrain - Qatar 26-27 (13-12) statistiche;
* Arabia Saudita - Emirati Arabi Uniti 26-19 (15-10) statistiche;
* Uzbekistan - Arabia Saudita 14-47 (6-22) statistiche;
* Qatar - Emirati Arabi Uniti 28-21 (12-9) statistiche;
* Uzbekistan - Bahrain 15-52 (8-24) statistiche;
* Arabia Saudita - Qatar 24-24 (10-14) statistiche;
* Emirati Arabi Uniti - Bahrain 29-30 (12-14) statistiche
CLASSIFICA FINALE
Qatar 7 p. 3-1-0 (120-90) +30
Arabia Saudita 6 p. 2-2-0 (120-80) +40
___________________________
Bahrain 5 p. 2-1-1 (131-94) +37
Emirati Arabi Uniti 2 p. 1-0-3 (109 104) +5
Uzbekistan 0 p. 0-0-4 (68-180) -112

SEMIFINALI (Venerdì 3 Febbraio)
** H. 16:30 Arabia Saudita - Corea del Sud
** H. 18:30 Qatar - Giappone

(Diretta TV possibile su Saudi Sports 1 oppure Saudi Sports 2. Satellite HOT BIRD 13° Est).

Finale 9/10 Posto
** H. 10:30 Giordania - Uzbekistan

Finale 7/8 Posto
** H. 12:30 Kuwait - United Arab Emirates

Finale 5/6 Posto
** H. 14:30 Iran - Bahrain

giovedì 26 gennaio 2012

Campionati Asiatici Maschili di Pallamano ai nastri di partenza.

Esaurita la rassegna africana, giunta alla stretta finale quella europea, tocca agli asiatici. Il XV Asian Men's Handball Championship è ai nastri di partenza in Arabia Saudita. La città di Gedda ospiterà fino a Domenica 5 Febbraio le partite di un torneo maschile in cerca del successore di quella Corea del Sud trionfatrice nelle ultime due edizioni (2008 e 2010).

Oltre ai campioni in carica, peraltro in grado di succedere nuovamente a sè stessi, sono in corsa nove nazionali: Giappone, Iran, Giordania e Kuwait, sorteggiate assieme ai coreani nel difficile Gruppo A, ed Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti ed Uzbekistan nel Gruppo B. Come spesso accade ad ogni latitudine, la squadra locale è stata inserita nel girone meno impegnativo.

** Il calendario del torneo è disponibile nella relativa pagina (in inglese) di WIKIPEDIA. Gli orari sono locali, per ottenere quelli italiani basta sottrarre due ore (14:30 a Gedda = 12:30 nostrane...)

** Al momento non siamo in grado di fornire dettagli circa l'eventuale copertura mediatica (web e TV) dell'evento, possibile (forse) sul canale satellitare Saudi Sports (satellite Hot Bird). Una capatina sui 'soliti' portali (Fromsport, Livescorehunter, Rojaadirecta) è comunque consigliabile agli interessati.

Il video promozionale dell'evento

Le prime due di ciascun gruppo vanno alle semifinali, in programma venerdì 3 Febbraio, con la finalissima e la battaglia per il bronzo due giorni dopo; le squadre dalla 3a alla 5a dei rispettivi raggruppamenti se la vedranno con le pari classificate dell'altro girone nelle 'finali minori'.

Ricordiamo che la vincitrice del torneo e le altre due medagliate si qualificheranno per i Campionati del Mondo di Spagna 2013.

mercoledì 14 dicembre 2011

Mondiali femminili pallamano 2011. Russia - Francia e Danimarca - Angola: nei quarti è tempo di rivincite.

Ai Mondiali di pallamano femminile in corso di svolgimento in Brasile si fa sempre più sul serio. Messi in archivio gli ottavi, tocca ora ai quarti di finale, che vanno in scena oggi.

La sfida più interessante è forse quella di apertura: alle ore 14:45 si affrontano Russia e Francia, in una riedizione della finalissima di due anni fa vinta dalle russe. Si tratta di due compagini di elevata qualità che, se non fossero obbligate a darsi battaglia così 'presto', rischierebbero entrambe di finire ancora sul podio.

La Russia è giunta ai quarti esibendo cifre da autentico rullo compressore, anche se le ultime due prestazioni hanno lasciato qualche dubbio. Dopo il mediocre primo tempo contro il Kazakhistan, infatti, è arrivato un successo forse più tribolato del previsto a spese della matricola terribile Islanda. Russe come da 'tradizione' a concedere il primo goal alle avversarie per poi reagire immediatamente, ma incapaci di fare la differenza sino al ventesimo minuto circa, quando si era ancora in parità grazie alla grinta delle nordiche ed al loro portiere Gudny Asmundsdottir.

E nonostante il +3 (15-12) dell'intervallo il match resterà in bilico ancora a lungo, prima che la maggiore qualità ed esperienza, ma soprattutto l'enorme disparità delle panchine, escano fuori. A quel punto le ragazze di Trefilov, che dispongono di maggiori e migliori ricambi, possono marmaldeggiare, e la parte finale dell'incontro è un atto di bullismo contro le inesperte avversarie, ormai a secco di benzina ed incapaci di abbattere il muro difensivo nemico. Tanto da finire con uno score di 30-19, decisamente bugiardo per quello che si era visto in due terzi di gara. Islandesi che escono comunque a testa alta, mentre fra le russe torna a brillare Ludmila Postnova: quando la posta in palio è elevata, lei riesce sempre, o quasi sempre, a risultare decisiva.

Vittoria non facile anche per le Bleues, che si impongono in rimonta sulla Svezia. Il primo tempo della sfida tra le vice-campionesse mondiali e quelle europee è di marca scandinava, con Isabelle Gulldén ed Annika Wiel sugli scudi, e Paule Badoin a tenere a galla le francesi, definitivamente prive di Mariana Signate, infortunatasi all'occhio in allenamento. Le gialloblu conducono anche per buona parte della ripresa, ma un parziale di 6-0, firmato soprattutto dalla coppia Pineau-Badoin, cambia completamente la partita in appena sette minuti (dal 47° al 54°). L'inerzia è tutta dalla parte transalpina, e nemmeno una doppietta di Linnea Tortsensson, uscita alla grande nel secondo tempo, potrà rimettere le cose a posto. Svedesi out, per Krumbholz si prospetta la rivincita (o riperdita?) contro Trefilov.

Aria di deja-vu pure nell'imminente sfida tra Angola e Danimarca. L'inatteso K.O. (28-23) contro le allora ormai eliminate africane nella seconda fase a gruppi del torneo 2009 è costato carissima alle scandinave, segnando di fatto la loro eliminazione dal Mondiale cinese. A casa Pytlick c'è sete di vendetta, ma una loro vittoria odierna contro le africane, di nuovo così avanti dopo quattro anni a dispetto di qualunque problema economico, non è poi scontata.

Entrambe le protagoniste della sfida delle 17:30 si sono qualificate lottando. Le ragazze di coach Francisco Eduardo sono uscite vincente da un tiratissimo match punto-a-punto contro la Corea del Sud, la forse può recriminare qualcosa sulla direzione di gara delle sorelle Bonaventura, mentre le danesi, favorite sulla carta, hanno rischiato l'inverosimile contro il Giappone, arresosi solo dopo i tempi supplementari. Il 3-1 pro-scandinavo dopo sette minuti si è rivelato una mera illusione: la sfida rimane su binari di equilibrio per tutto il primo tempo, con addirittura un mini-break in chiusura, nel quale ci mette lo zampino una Shio Fuji anche stavolta prolifica, a portare le atlete del Sol Levante negli spogliatoi sul più due (11-9).

Riscossa vichinga nella ripresa? Mica tanto: se il 4-1 pro-Pytlick dei primi dieci minuti riporta avanti le biancorosse (13-12), poi è ancora Giappone. Mayuko Isgitate sigilla il triplo vantaggio (19-16) nipponico a solo quattro giri di lancetta dalla sirena. A quel punto le asiatiche si trovano in mano una qualificazione storica, ma non sanno approfittarne: la difesa scandinava, pure in questo caso efficacissima, ed il portiere Christina Pedersen (straordinaria con l'oltre 50 percento di salvataggi) fanno la loro parte, ed una tripletta griffata da Melgaard, Larsen e Norgaard, quest'ultima dai sette metri, riacciuffa la parità proprio allo scadere.

Scongiurato in extremis il pericolo di eliminazione dopo sessanta minuti avvincenti seppur avari di reti (ma con la truppa Pytlick in campo questa è la regola...), le danesi riescono ad imporsi in un extra-time ad ogni modo combattuto, però alla fine deciso da una Trine Troelsen ultima trascinatrice delle sue.

lunedì 12 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Programma Lunedì 12 Dicembre. Dirette Web.

Nello stato di San Paolo oggi si 'eleggono' le altre quattro squadre che approdano ai quarti di finale e restano in corsa per titolo e piazze d'onore. Pronostico teoricamente chiuso nel match delle 20:15 fra la Danimarca dalla difesa impenetrabile e la rivelazione Giappone, con le scandinave stra-favorite. Ma attenzione alla macchina da goal nipponica Shio Fuij, top scorer del torneo, che metterà alla prova la retroguardia nordica.

Lo stesso discorso vale più o meno per la sfida delle padrone di casa del Brasile, che hanno tutto dalla loro parte, entusiasmo della Torçida compresa, contro la Costa D'Avorio di N'Cho Elodie Mambo (atleta che, guarda caso, porta il ... 'number five' sulla propria maglia xD), comunque già fiera del passaggio del turno.

Più equilibrate si annunciano le altre partite, con la Francia vice-campionessa del Mondo che dovrebbe avere qualche piccola possibilità in più della Svezia vice-campionessa d'Europa, per quanto le vichinghe proveranno a farsi un regalo in anticipo per Santa Lucia.

In altri tempi la Romania godrebbe dei favori del pronostico contro la Croazia. Oggi per la 'tricolore' di Radu Voina, finora protagonista di un mondiale a dir poco sotto tono, non sarà facile, ma una vittoria contro la forte squadra di Andrea Penezić e delle giovane promessa Katarina Ježić rimane possibile, a patto che si cambi totalmente marcia rispetto alla fase a gruppi. Un eventuale successo delle ex-yugoslave comunque non sorprenderebbe.

In giornata si definiscono pure le posizioni dalla 17a alla 24a. Di scena tutte le squadre eliminate al primo turno. Sfida 'di cartello' (si fa per dire...) della 'Coppa del Presidente' quella fra Germania e Tunisia, mentre Argentina ed Australia si giocano la maglia nera del torneo, che con ogni probabilità andrà alle ragazze degli Antipodi (agli antipodi pure ... rispetto alla pallamano, per quanto hanno dimostrato in campo).

Di sotto trovate il programma completo odierno, naturalmente in orari italiani (per avere quelli locali basta sottrarre tre ore ...).

Cliccare sui nomi delle squadre per vedere le loro formzioni (compresi i numeri di maglia)

h. 14:45 - Finale 19/20 Posto:
* KAZAKHISTAN - URUGUAY
(Ginásio do Ibirapuera, São Paulo)

h. 14:45 - Finale 23/24 Posto:
* ARGENTINA - AUSTRALIA
(Ginásio Adib Moyses Dib, São Bernardo do Campo)

h. 17:30 - Ottavi di Finale
* SVEZIA - FRANCIA
(Ginásio do Ibirapuera, São Paulo)

h. 17:30 - Ottavi di Finale
* ROMANIA - CROAZIA
(Ginásio Adib Moyses Dib, São Bernardo do Campo)

h. 20:15 - Ottavi di Finale
* DANIMARCA - GIAPPONE
(Ginásio Adib Moyses Dib, São Bernardo do Campo)

h. 20:15 - Finale 17/18 Posto:
* GERMANIA - TUNISIA
(Ginásio do Ibirapuera, São Paulo)

h. 23:00 - Ottavi di Finale
* BRASILE - COSTA D'AVORIO
(Ginásio do Ibirapuera, São Paulo)

h. 23:00 - Finale 21/22 Posto:
* CINA - CUBA
(Ginásio Adib Moyses Dib, São Bernardo do Campo)

DIRETTE INTERNET (Gratis e a pagamento)
Ricordiamo di nuovo che molti incontri possono essere visti in diretta streaming gratuitamente. I link si trovano, intorno all'orario dei rispettivi fischi d'inizio, alle seguenti pagine:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

E' inoltre possibile vedere online, a pagamento, tutti gli incontri, registrandosi al prezzo di 25 Euro, alla seguente pagina web:
LIVEHANDBALL.TV

domenica 11 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Riassunto Gare Venerdì 9 Dicembre.

La prima fase della manifestazione è giunta al traguardo venerdì, più o meno rispettando tutti i pronostici, o quasi.

L'eccezione più rilevante si chiama Germania. Dopo i buoni risultati nei match di preparazione, e l'ottimo debutto contro la Norvegia, le ragazze di Heine Jensen parevano in grado di cancellare facilmente il disastro europeo dell'anno scorso. E invece ci sono ricascate. Come se il trionfo iniziale sulle regine olimpiche e continentali avesse prosciugato tutte le loro energie, le tedesche sono andate costantemente in calando. Prima la sconfitta col Montenegro, poi la mediocre gara con la Cina vinta senza merito, quindi il K.O. con l'Islanda, e ieri la ciliegina su una torta indigesta: la squadra si fa trovare impreparata all'appuntamento decisivo contro l'Angola, e finisce meritatamente fuori al primo turno. Ora le attende il Kazkahistan nella President's Cup

Il capolavoro (in negativo) si materializza nei primi trenta minuti quando, dopo lo scambio di reti iniziale, le africane provano con successo la fuga. Stefanie Melbeck viene lasciata troppo da sola a sostenere la fase offensiva, la difesa fa spesso e volentieri acqua, e si giunge all'intervallo sul 14-10. Le parate di Clara Woltering, fra le poche superstiti del naufragio germanico, tengono a galla la 'mannschaft' nella ripresa, almeno fino a metà tempo quando tre reti consecutive portano l'Angola sul 20-14 e paiono chiudere il match. La reazione delle tedesche arriva troppo tardi, e riesce solo a dimezzare lo scarto. Ormai la frittata è fatta: Germania out, africane trascinate dalle sorelle Kiala, dal pivot Bombo Calandula e dal portiere Barbosa alla fase ad eliminazione diretta, addirittura come seconde di gruppo, con buone possibilità di raggiungere (non sarebbe la prima volta) i quarti di finale.

Di seguito vanno in campo Norvegia e Montenegro, impegnate a contendersi il primato finale del Gruppo A. Partita dura, con le ex yugoslave a sfoggiare la loro difesa tradizionalmente molto aggressiva. Stavolta però non tollerata dalle sorelle Bonaventura, che le mandano sulla panca dei cattivi ben dieci volte (se non è un record poco ci manca...). Dopo lo 0-2 della partenza, nove reti scandinave di fila, con Karoline Dyhre Breivang a far da spalla a una Linn Jørum Sulland infallibile dai sette metri (e moooolto meno efficace sui tiri da lontano) portano i tifosi vichinghi a credere davvero ad una passeggiata. L'illusione evapora subito: i numeri di Katarina Bulatović ed un doppio due minuti dato quasi in contemporanea alle nordiche tengono il Montenegro in partita.

Con la Herrem a farsi valere dall'ala sinistra, e la Lunde-Haraldsen all'erta fra i pali, la Norvegia sembra tenere a bada le smanie avversarie nella seconda parte. Ma nell'ultimo quarto d'ora salgono in cattedra Marija Jovanović e soprattutto Bojana Popović, che trafiggendo più volte l'ex compagna di club e vittorie (al Viborg HK danese) conduce le sue fino alle porte del colpaccio. Dove però si arrestano. Complici indice e medio delle Bonaventura, che non smettono di rifilare due minuti su due minuti alle balcaniche (ne faranno le spese soprattutto l'altra Bulatović, Andjela, ed una Mehmetović in serata no) la rimonta risulta incompleta, e pur mostrando qualche incertezza di troppo in attacco le norvegesi possono celebrare una vittoria stiracchiata (28-27 lo score finale) ma utilissima.

Chiude il girone l'Islanda, già certa di una storica qualificazione agli ottavi ancor prima di scendere in campo. Le varie 'Dottir' regolano la Cina grazie ad una partenza fulminante: 5-0 dopo sei minuti. Poi ci pensano i micidiali contrattacchi finalizzati da Dagný Skúladóttir a tenere le asiatiche a debita distanza. La piccola isola dell'Atlantico vola alla seconda fase, lasciando sul cammino una vittima eccellente: la Germania. In ambito maschile sarebbe quasi ordinaria amministrazione, tra le donne è una novità rivelatrice di come, se si lavora bene, nulla è impossibile. Una lezione anche per noi ...

Nel Gruppo B contava veramente solo il match tra Olanda e Sud Corea, uno spareggio per il terzo posto. S'impongono in scioltezza le asiatiche, brave a prendere la sfida in mano dopo una decina di minuti e non mollarla più, chiudendo i giochi entro la pausa (18-10 per loro). Con l'infallibile Cha Youn Kim a colpire la retroguardia avversaria dai sei metri, il gap arriva sino ad un imbarazzante 23-11 in apertura di ripresa. Una volta compiuta la loro missione, le coreane decidono di risparmiare le energie rimanenti per la prossima sfida (contro l'Angola), ed il margine si assesta sul più dodici della sirena. Portieri olandesi sotto tono, ma è l'intera squadra orange ad aver smarrito la 'magia' degli scorsi campionati europei. L'ottavo di finale contro la Norvegia si presenta, purtroppo per loro, a senso unico.

Negli altri due confronti, le spagnole, ora attese dal duro match con il Montenegro, sbrigano la pratica Australia mantenendo la peggior squadra (come tradizione vuole) del torneo sotto la doppia cifra di reti. Il derby Russia - Kazakhistan si rivela sorprendentemente equilibrato per trenta minuti (13 pari all'intervallo, con le kazake a permettersi addirittura una serie di doppi vantaggi ...), ma quando la Truppa Trefilov ingrana la marcia, con la 'solita' Irina Bliznova a mettere finalmente qualche goal a referto (la Turey invece distribuirà i suoi contrattacchi più equamente tra primo e secondo tempo) ne esce un eloquentissimo parziale di 21-6, frutto in particolare del 9-0 piazzato a cavallo tra il 42° ed il 51°. Sarà anche prematuro darle la Coppa in anticipo, ma al momento la Russia ha tutti i crismi di un macchina da guerra perfetta che fa quel che vuole, quando vuole ...

Tutto il contrario della Romania, pozzo senza fondo di delusioni. Non c'è limite al peggio per la squadra di Voina che, dopo l'inizio stentato con Tunisia e Cuba, il mezzo-harakiri col Giappone e la sconfitta ad opera del Brasile estrae dal cilindro la peggior prestazione degli ultimi tempi, ed una delle peggiori di sempre, finendo asfaltata dalla Francia: 20-12 dopo trenta minuti, 39-20 a fine partita!! E pensare che nel primo quarto d'ora gioco si era visto un gruppo finalmente dignitoso, in grado di rispondere colpo su colpo ad un avversario quotato e mettere il naso avanti più di una volta. Poi, il tracollo completo, con una squadra, incapace di perforare il muro difensivo avversario e molto spesso punita in contropiede da Deroin e socie, che nella ripresa si lascia del tutto andare ... Simbolo della débacle, se dobbiamo sceglierne uno, lo zero su sei al tiro di Aurelia Bradeanu, non esattamente l'ultima arrivata in campo.

Le troppe assenze di peso giustificano solo parzialmente quanto abbiamo visto. Nulla pero è compromesso, la 'tricolore' rimane ancora in gioco, e la sfida da dentro o fuori contro la Croazia non sembra così impossibile. Ci vuole 'solo' un cambio totale di rotta. Saranno in grado di attuarlo?

Per appena due reti, le rumene mancano l'impresa di farsi superare in classifica dal Giappone, al contrario una delle novità più gradite del Mondiale. Le nipponiche certificano il passaggio agli ottavi mettendosi in tasca i due punti (ne bastava uno) del match contro Cuba. Ancora una volta latino-americane in partita per qualche minuto, grazie ad una difesa decente. Poi Shio Fuji, attuale capocannoniera dei Mondiali (ma Shiori Kamimachi stavolta ha segnato più di lei) infilino cinque reti di seguito e scavano un solco decisivo. 16-9 alla pausa, 20-9 a inizio ripresa tanto per evitare rischi. Il resto è accademia, con Maricet Fernandez e la Lusson ad aumentare i rispettivi bottini personali sul lato cubano.

Brasile già primo nel Gruppo C, Tunisia già eliminata. Ne esce una sfida senza pressione, e senza stelle di prima grandezza come la Amorim e la Do Nascimento; più spazio alle seconde linee quindi, anche in porta. Nordafricane avanti nel primo tempo grazie al trio Marzouk - Toumi - Chebba, ma il Brasile reagisce al ritorno in campo. La successiva battaglia punto a punto è emozionante, e culmina con una clamorosa rete, a fil di sirena, del portiere Babi Arenhardt, che dalla propria area manda un pallonetto a infilarsi beffardo nella rete avversaria. E la Torçida esplode!

Il derby scandinavo tra Svezia e Danimarca sigilla il Gruppo D. Le danesi mettono in tasca i due punti anche questa volta, relegando la 'cugine' al terzo posto finale nel girone, Partita non spettacolare (raramente lo sono quando di mezzo c'è Jan Pytlick con le sua difese arcigne) e dal punteggio basso, ma avvincente. Il 5-1 iniziale fomenta miraggi di una facile vittoria per le biancorosse, però la Svezia reagisce subito. Trascinatrice delle vice-campionesse d'Europa è Johanna Alm, atleta che milita proprio in Danimarca con il Viborg HK, la quale andrà a segno otto volte. Peccato che, contro la forte retroguardia di Pytlick e due portieri in forma (Christina Pedersen ma soprattutto Karin Mortensen), le reti della centrale svedese, pur combinate ai numeri di Cecilia Grundström fra i pali, non riusciranno a garantire la vittoria, Che al contrario va, con il minimo scarto, alle danesi, 'graziate' dal tiro franco sbagliato allo scadere da una Linnea Torstenson in serata negativa. Danimarca sempre più candidata ad una piazza sul podio finale, a dispetto delle non poche assenze.

Sull'onda dell'entusiasmo per lo storico trionfo sull'Argentina, l'Uruguay per un tempo coltiva addirittura illusioni di passaggio del turno. E invece è l'Africa a festeggiare un'altra squadra, dopo l'Angola, agli ottavi di finale, per merito della Costa D'Avorio. Partenza a sorpresa delle sudamericane, che vanno due volte in doppio vantaggio, e mettono la testa avanti pure verso la fine del primo tempo, conclusosi sul 12 pari. Jussara Castro protagonista dei primi trenta minuti uruguagi, mentre sul lato ivoriano, oltre alla solita premiata ditta Gondo & Mambo, da segnalare i goal di Sery Toualy e le parate di Amenan Koffi che tengono la squadra a galla. Evitato il naufragio nella metà iniziale, le africane tornano in campo con un ritmo ben diverso, e piazzano subito un break che le lancia verso la qualificazione. L'Uruguay 'risponde' con troppi errori in attacco, ed il 24-16 segnato dal tabellone al 46° minuto non lascia dubbi su chi vincerà l'incontro.

Già certa del secondo posto nel girone, la Croazia scende in campo per onor di firma e, pur senza entusiasmare, si porta a cada la vittoria contro l'Argentina che chiude la prima fase a zero punti. Primo tempo, conclusosi sul 9-11, da dimenticare per le slave, subito trafitte tre volte in altrettanti minuti, ed in pratica costantemente a rincorrere. La musica non cambia ad inizio ripresa, tanto che la squadra di Canjuga troverà il pareggio solo al quarantunesimo, ed a poco più di un quarto d'ora dalla fine il tabellone segnerà ancora 14 goal per parte. Un sussulto di dignità, firmato da Dijana Jovetić del Budućnost e Maja Zebić, le due top scorer di giornata delle balcaniche, permetterà loro di accelerare e staccare le avversarie, riportando il match su binari più consoni ai valori in campo, nell'ultima parte della gara, ed arrivare fino al più cinque (23-18) della sirena.

venerdì 9 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Programma Venerdì 9 Dicembre. Dirette Web.

La prima fase della competizione in Brasile si chiude con i botti: questa sera scendono di nuovo in campo tutte e 24 le partecipanti. In un'ultima giornata dagli svariati motivi d'interesse: rimangono da distribuire alcuni pass per gli ottavi di finale, il primo posto in due dei quattro gironi, ed altre piazze 'intermedie' che garantiscono quanto meno un accoppiamento più agevole nel turno seguente.

Nel pirotecnico Gruppo A saranno proprio le due squadre dall'esordio peggiore, Montenegro e Norvegia (quest'ultima adesso con la miglior differenza reti), a contendersi la vittoria finale nello scontro diretto in programma alle 20:15. La sfida tra Katrine Lunde-Haraldsen e Bojana Popovic, che insieme hanno vinto due Champions League con la maglia del Viborg HK, si preannuncia spettacolare.

Invece le tre squadre partite meglio - Islanda, Germania ed Angola - si trovan costrette a giocarsi i due posti rimanenti per gli ottavi di finale. Le nordiche, attese dalla Cina ancora a quota zero, partono in posizione avvantaggiata, e potrebbero lasciare tedesche ed angolane a scannarsi fra loro. Un pareggio nella sfida delle 18:00 andrebbe meglio alle africane, che a parità di differenza reti hanno comunque segnato tre goal in più della Germania.

Olanda - Corea è l'unica sfida odierna di rilievo nel Gruppo B, anche se in palio c'è soltanto la terza piazza nel girone. Per il resto la Spagna deve svolgere una 'seduta d'allenamento' contro l'Australia e le russe di Russia affrontano il loro 'derby' contro le russe del Kazakhistan.

Il Brasile delle meraviglie, una delle tre squadre rimaste imbattute, chiude la prima fase (con la certezza matematica del primo posto nel Girone C) contro una Tunisia le cui chances di qualificazione sono ridotte al lumicino. Al Giappone invece basta un pareggio contro il fanalino di coda Cuba, ancora fermo al palo, per essere comunque certo dell'approdo agli ottavi. Di maggiore lignaggio e tradizione quel Francia - Romania che mette in palio la 'medaglia d'argento' del gruppo. Le Bleues di Olivier Krumbholz hanno attualmente un punto di margine sulle traballanti 'tricolori' di Radu Voina.

Aria di derby pure nel Girone D: Svezia e Danimarca lottano per il primo posto finale del gruppo. Niente due a due di calcistica memoria questa volta: tra le pimpanti danesi ed una Svezia dal cammino finora piuttosto incerto, i favori del pronostico vanno di sicuro alle prime. La Croazia che non può più finire in testa punta almeno alla seconda piazza, regolando la non irresistibile Argentina ma prima ancora tifando Danimarca nella sfida vichinga. L'Uruguay che ieri ha ottenuto la sua prima, storica vittoria ha in teoria ancora qualche chances addirittura di qualificarsi agli ottavi. Ma battere (è d'obbligo) la Costa D'Avorio, che finora ha sfoggiato alcune cose positive, presenta le stimmate della missione impossibile. Chi passa il turno fra loro due se la vedrà poi con il Brasile.

Di sotto partite, orari italiani e punteggi in classifica delle contendenti ...

Gruppo A:
h. 18:00: Angola (4 punti) - Germania (4)
h. 20:15 Norvegia (6) - Montenegro (6)
h. 22:30 Islanda (4) - Cina (0)

Gruppo B:
h. 18:45 Spagna (6) - Australia (0)
h. 21:00 Olanda (4) - Sud Corea (4)
h. 23:15 Russia (8) - Kazakhistan (2)

Gruppo C:
h. 18:00 Giappone (3) - Cuba (0)
h. 20:15 Romania (5) - Francia (6)
h. 22:45 Brasile (8) - Tunisia (2)

Gruppo D:
h. 18:00 Costa D'Avorio (2) - Uruguay (2)
h. 20:15 Danimarca (8) - Svezia (6)
h. 22:30 Croazia (6) - Argentina (0)

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Mondiali Femminili Pallamano 2011. Riassunto gare Giovedì 8 Dicembre.

E' sempre Festa do Brasil ai Campionati del Mondo di pallamano femminile. La Seleçao non si ferma più e, pur in un palazzetto con qualche vuoto di troppo sugli spalti, fa poker di vittorie, assicurandosi il primo posto definitivo nel Girone C. Vittima di turno una (ex??) grande: la Romania dalle molte assenze e dai molti problemi.

Successo non facile, forse meno entusiasmante di quello maturato nello straordinario secondo tempo anti-Francia, però meritatissimo, di fatto mai in discussione. Verde-oro avanti da inizio a fine gara, seppure incapaci di chiudere la partita. Sudamericane a più cinque dopo diciotto minuti, quando la fuoriclasse del Győri ETO Duda Amorim griffa il 10-5 locale dai sei metri. Le rumene, pur faticando a superare il muro difensivo nemico, non si arrendono. Provano costantemente a rientrare, pur sembrando un tipico caso da 'voglio ma non posso'. Alla pausa è 14-11, e per quanto al ritorno in campo la rete di Aurelia Bradeanu (ex compagna di squadra della Amorim in Ungheria), che dai nove metri si carica sulle spalle molto del peso offensivo rumeno, porti a illusioni di rimonta, le ragazze di Martin Soubak riescono a mantenere le avversarie a distanza di sicurezza, tra l'altro colpendo con varie giocatrici.

Oltre a 'Duda', tra le file brasileire OK Fernanda Da Silva e la 'solita' Do Nascimento, infallibile dai sette metri ed in gran spolvero nel primo tempo. Chana Masson non raggiunge i picchi di martedì sera, ma risulta decisiva in più di un'occasione. In campo rumeno la Vărzaru fa la sua parte, senza strafare, e Curea firma cinque reti (tre su rigore). In serata-no Valentina Ardean-Elisei, fuori per un triplo due minuti a metà ripresa, e Talida Tolnai che, quando gioca, non ne para una. Qualcosa di meglio, specie sui tiri dall'ala, offre il secondo portiere Pislaru.

La Romania si giocherà il secondo posto finale del gruppo contro la Francia, ieri facile giustiziera di Cuba. C'è partita solo per dieci minuti poi, complice una difesa aggressiva al punto giusto, le Bleues allungano e, piazzando sette reti di fila, chiudono la pratica nel primo tempo. Il dominio prosegue, a dispetto del turnover (la Pineau, ad esempio, starà in campo 17 minuti circa) scelto da coach Krumbholz, nella ripresa, che parte sotto il segno di Marie-Paule Gnabouyou, 23enne terzino destro marsigliese. Quindi tocca (di nuovo) a Claudine Mendy ed Angélique Spincer, già protagoniste nella prima fase, entrambe con il cento per cento al tiro. Per le caraibiche, ancora prive (per ammissione di mister Ayliny Martinez) dell'esperienza necessaria a questi livelli, benino Yenma Ramirez e Lisandra Lusson.

Giappone imperatore della 'zona Cesarini'. Se una rete allo scadere aveva regalato un punto a spese della Romania, stavolta un rigore concretizzato da Shio Fuji a quattro secondi dalla fine conduce le nipponiche alla vittoria nella sfida-spareggio con la Tunisia, cui rubano il quarto posto in classifica. Confronto avvincente, con le nord-africane davanti quasi tutto il primo tempo, e le ragazze del Sol Levante a rispondere fino al pari e patta (16-16) dell'intervallo. Scatto 'made in Japan' al rientro in campo, un parziale di 5-1 che sembra incamminare le asiatiche sulla strada della vittoria; ma la coppia Raja Toumi (12 reti, nessuna su rigore, in 14 tentativi per l'atleta del Byåsen norvegese) - Maroua Dhaouadi (a segno sette volte) tiene a galla la Tunisia. Fino a quando l'ennesima penalità rifilata alle nord-africane, ieri tartassate dagli arbitri (otto rigori contro, 8x2 minuti), spedisce l'implacabile Fuji alla linea dei sette metri, ed in pratica manda il Giappone agli ottavi.

Lo scontro di cartello del Gruppo D era Croazia-Svezia. Andrea Penezić e socie conducono in quasi tutto il primo tempo, senza mai andare in fuga per davvero. Una tripletta di Kristina Franić propizia l'autentico allungo croato nella ripresa, ma quando il terzino Linnea Torstensson si erge a protagonista dell'ultimo quarto di gioco le slave rischiano grosso. Ci pensa la settima meraviglia della Franić ad assicurare la vittoria e, pur con qualche affanno, la Croazia conserva un vantaggio minimo ma sufficiente a ripartire dopo la scivolone contro la Danimarca. Squadre ora appaiate a quota sei, con le ragazze di Vladimir Canjuga (moderatamente soddisfatto, al pari del collega svedese, a fine partita) favorite per il secondo posto finale.

Il primo sembra ormai cosa di Danimarca. Ieri placido trionfo scandinavo su una Costa d'Avorio incapace di ripetere la buona prestazione offerta con la Svezia. Anche l'avversario era diverso però ... Se la premiata ditta Gondo & Mambo, già sugli scudi in precedenza, regala alle africane sei minuti di gloria, il resto è un assolo della Banda Pytlick. Che per l'ennesima volta costruisce il trionfo sull'asse difesa-contropiede, con l'apporto decisivo dei portieri (in questo caso un'ottima Karin Mortensen). Diciannove reti su venti contrattacchi: numeri che spiegano da soli l'efficacia del reparto arretrato danese, e la pericolosità di Louise Svalastog Spellerberg e Kristina Bille, artefici di quel 10-0 che, in appena otto minuti, mette in cassaforte la partita.

La Danimarca sa colpire anche dai nove metri, con i terzini Line Jørgensen e Trine Troelsen, e da vicino grazie all'ala sinistra classe 1990 Maria Fisker. E se poi c'è un rigore da trasformare? Ci pensa Ann Grete Nørgaard, che non sbaglia mai. In una tale parata di stelle, persino la ragazzina-prodigio Louise Burgaard, salita alla ribalta due sere prima, può concedersi un (quasi) ritorno all'anonimato. Nello Jutland e dintorni credere a un podio mondiale, dopo troppi anni di bocconi amari, non è più un crimine.

Ultimo, forse anche per importanza, il derby del Rio della Plata fra Argentina ed Uruguay. Sfida per l'onore, sfida per la classifica: c'è da evitare il 'cucchiaio d'oro' di rugbistica memoria. Però questo è balonmano, mica rugby. E allora può capitare che l'Argentina finisca K.O. per mano delle 'cugine'. Risultato a sorpresa, specie dopo il travolgente inizio albiceleste, con Luciana Mendoza e Valeria Bianchi a mandare il tabellone sul 7-2 al minuto 14. La reazione uruguagia arriva per mano di Jussana Castro, top scorer delle sue (anche se deve migliorare le finalizzazioni in contropiede...) e Sofia Cherone. All'intervallo (11-11) è tutto da rifare.

Il secondo tempo si avvia sulla falsariga del precedente, con l'Argentina di nuovo avanti, fino al 15-12. Poi, all'improvviso, la squadra di Miguel Angel Interlligue non azzecca più nulla, e nell'ultimo quarto d'ora sono ... Uruguay seri. La solita Castro e una doppietta della Faedo firmano il sorpasso. Per la 'celeste' arriva un trionfo storico, il primo successo di sempre in questa manifestazione, che ripaga Leonardo Puñales ('E' una gioia incredible. Questo gruppo è fantastico, no ho parole per descrivere tutto ciò' le entusiaste dichiarazioni post-vittoria) e le sue ragazze di tutti gli sforzi, anche e soprattutto economici, compiuti a Montevideo per arrivare a questi Mondiali.

giovedì 8 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Programma Giovedì 8 Dicembre. Dirette Web.

Tornano in campo oggi i Gruppi C e D, con gli occhi puntati su due sfide in particolare: quella tra la Croazia e la Svezia, che introdurrà la serata, e quella di chiusura con protagonisti Brasile e Romania. La sfida delle ore 18:00 (italiane) nel gruppo D è una sorta di spareggio, probabilmente per il secondo posto dato che, per quanto visto finora, riteniamo la Danimarca un gradino sopra le altre. Proprio la Croazia è finita vittima dello strapotere (specie difensivo) danese due giorni fa, ed ora punta a riscattarsi a spese di una formazione nordica che nelle sfide pur vinte su Costa D'Avorio e la cenerentola Uruguay ha lasciato a desiderare. Le balcaniche potrebbero mettersi in tasca i due punti, a patto che Lidija Horvat, deludente nella sua versione anti-Danimarca, dia una mano alla solita Andrea Penezic.

L'altra sfida di cartello vede di fronte compagini dalla tradizione, ma anche della condizione differente. E se dal lato 'tradizione' la Romania può vantare un curriculum chiaramente migliore del Brasile, l'altro elemento è adesso tutto a favore delle padrone di casa, con il fattore-campo e la spinta della Torçida che si affiancano all'entusiasmo cresciuto a dismisura dopo il trionfo memorabile sulla Francia.

La squadra di Radu Voina ha invece deluso e risentito molto delle assenze di peso: una vittoria stentata sulla Tunisia, una non troppo convincente su Cuba, e poi il clamoroso scivolone di martedì, quando ha buttato alle ortiche un match già vinto, lasciandosi rimontare ed acciuffare dal Giappone negli ultimi attimi di gara dopo essere stata anche a +6. Attenzione però: l'eccessiva fiducia potrebbe giocare qualche sscherzo al Brasile, e la volontà di riscatto di Nechita e compagne portare finalmente le rumene ad un risultato che, coi tempi che corrono, sarebbe di prestigio.

In mezzo ai due incontri più significativi troviamo un poker di sfida più o meno interessanti. Giapponesi e Tunisine, che nella giornata precedente hanno mosso le rispettive classifiche, si affrontano in un autentico spareggio per il quarto posto, utile al passaggio agli ottavi di finale. Perdere è assolutamente proibito. La Costa d'Avorio capace di creare grattacapi alla Svezia e ben regolare l'Argentina prova ad abbattere il granitico muro difensivo della Danimarca, che a sua volta ha messo in mostra il talento della giovanissima Louise Burgaard, classe 1992 e stimmate da fuoriclasse. La non trascendentale Cuba ha tutti i crismi dell'avversario ideale per una Francia obbligata a riprendersi dopo il trauma-Brasile. Nel derby del Rio della Plata, con l'Argentina favorita sull'Uruguay, si gioca per l'onore, e per evitare il 'cucchiaio di legno' del girone D.

ORARI (ITALIANI) ED INCONTRI:
18:00 Croazia - Svezia (Girone D)
18:00 Giappone - Tunisia (Girone C)
20:15 Danimarca - Costa d'Avorio (Girone D)
20:15 Francia - Cuba (Girone C)
22:30 Uruguay - Argentina (Girone D)
22:45 Brasile - Romania (Girone C)

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martedì 25 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: Riassunto, risultati e statistiche degli incontri di Lunedì 24 Gennaio

Fumata bianca a Jönköping. Abbiamo le semifinaliste, anche nel Gruppo I del Main Round. Se l'altro girone è un affare tutto scandinavo, qui sono le 'sorelle latine' Francia e Spagna a timbrare il cartellino e guadagnarsi l'accesso alla lotta per le medaglie, al termine di due buone gare. In particolare quella degli iberici, che abbattono l'ultimo ostacolo, la temibile Islanda, ubriacandola in un primo tempo da 'playstation handball'. 20-10 l'incredibile risultato all'intervallo: una cavalcata trionfale dovuta ad una grandissima difesa, che neutralizza il pivot Robert Gunnarsson (per quanto assai cercato dai suoi compagni, segnerà il suo primo goal solo dopo ventiquattro minuti) e spesso costringe i nordici a soluzioni scomode e/o affrettate, e viene coadiuvata dal solito immenso Sterbik; ma anche da un attacco a prova di bomba, basato in particolare su contropiedi micidiali frutto dell'intensità difensiva. Sugli scudi i fratelli Entrerríos ed un Eduardo Gurbindo sempre più stellare (che se lo tengano stretto a Valladolid, se possono ...). Il malcapitato Björgvin Páll Gústavsson stavolta non c'azzecca proprio, e viene sostituito fra i pali islandesi da Hreiðar Guðmundsson, omonimo del suo allenatore, ma la musica non cambia.

Cambia qualcosa, invece, al ritorno in campo. Assurdo pensare che la Spagna fosse in grado di tenere il ritmo dei primi trenta minuti, per cui si assiste ad un ritorno della combattiva Islanda che, ben sapendo come sconfitta in pratica equivarrebbe ad eliminazione, dà il tutto per tutto ed in un quarto d'ora di gioco riesce a dimezzare il gap, con Gústavsson di nuovo simile quello che eravamo abituati ad ammirare, e torna a nutrire qualche speranza. Ma gli spagnoli, con lo zampino fondamentale di Sterbik, ribattono colpo su colpo agli avversari, non lasciandoli rientrare ulteriormente. Ed in un finale piuttosto 'caliente', con Juanín García che nel tentativo di recuperare un pallone vagante finisce addosso a coach Gudmundsson, il quale reagisce d'istinto e lo strattona visibilmente, ed altre penalità rifilate alle due squadre, allungano ancora fino al 32-24 conclusivo. Il sogno di continuare la saga islandese si interrompe, mentre la Spagna torna in semifinale in un Campionato del Mondo dopo sei inverni; l'ultima volta avevano pure vinto il torneo, adesso sarà più difficile, ma la selección di Valero Rivera ha già definitivamente provato di essere squadra con gli attributi.

Del successo della Roja approfittano i francesi, che superano l'agevole Norvegia da tempo fuori dalla lotta-medaglie e rimangono il testa al gruppo, oltre naturalmente a staccare il biglietto per la 'Final Four' dei Mondiali per l'ottava volta di fila. In realtà il successo dei Bleus non è stato così travolgente come si potesse immaginare. E come l'illusorio 4-1 iniziale potesse far credere. Con un buon contributo da parte delle sue giovani stelle, soprattutto Espen Lie Hansen cecchino (spesso, non sempre) dai nove metri, gli scandinavi non mollano la presa, ed anche Ole Erevik fa la sua parte tra i pali. Certo la Francia è sempre la Francia, ed anche in una prova sottotono il divario di qualità è tale da permettere agli uomini di Claude Onesta di rientrare negli spogliatoi sul più tre (17-14). Merito in particolare di un ineffabile Bertrand Gille, che fa poker nei primi venti minuti.

Il vantaggio transalpino aumenta sensibilmente nella ripresa, quando William Accambray si sveglia dal torpore e ne mette cinque. La Francia arriva sul 25-16 al minuto 42. Partita archiviata, tempo di buttare la pasta? Macché: Steinar Ege (migliore di Titi Omeyer in questa partita) chiude la porta norvegese per sei volte di seguito, e la sfida torna interessante sul 26-23 ai cinque della fine. Ci pensano Karabatic, stavolta piuttosto in ombra, Luc Abalo e Jérôme Fernandez a scacciare i fantasmi di una clamorosa sconfitta. La Francia porta a casa punti e qualificazione, ma anche stavolta dimostra come, tra infortuni ed altri problemi, sia una squadra 'umana'. Forse vinceranno pure questo torneo, però danesi, svedesi e spagnoli sono ora legittimati ad organizzare qualche scherzetto ai campionissimi ...

In mezzo alle imprese di Francia e Spagna, arriva un'altra delusione 'Made in Germany'. I tedeschi ripongono nel cassetto anche le minime speranze di qualificazione rimaste arrendendosi all'Ungheria, spinta dalle rispettive cinquine di Gergö e Tamás Iváncsik, ma soprattutto da quella di Carlos Pérez, cubano naturalizzato che all'alba dei suoi 39 anni ha raggiunto la nazionale in Scandinavia per dare il suo fondamentale contributo, e farsi beffa di avversari più giovani. Primo tempo con vantaggi alternati (i magiari partono forte, i tedeschi reagiscono e ribaltano, l'Ungheria riaggancia gli avversari, che però allungano e arrivano a metà gara sul 12-10), poi nella ripresa la Germania infila troppi errori e/o trova la strada sbarrata da un grande Nándor Fazekas. E ne paga le conseguenze, venendo raggiunta e poi superata (19-17 all'entrata dell'ultimo quarto di gioco). Holger Glandorf, migliore in una squadra di peggiori, ha un'impennata di orgoglio e sigla la nuova parità sul 21-21, ma l'inerzia del match è tutta dalla parte dei ragazzi di coach Lajos Mocsai, che trionfano per 27-25 e adesso sognano il settimo posto. O persino un piazzamento migliore: l'importante è guadagnarsi un posto alle prossime qualificazioni olimpiche.

Nelle finali 'minori' bella vittoria della Corea del Sud dei cannonieri Jeong Yi Kyeong e Park Jung Geu, che termina la sua 'campagna di Svezia' al tredicesimo posto, sull'Egitto, mentre precedentemente era stata l'Africa a trionfare sull'Asia, grazie all'Algeria giustiziera del Giappone. Un buon quindicesimo posto il piazzamento finale dei maghrebini, grazie ad un secondo tempo gagliardo e ad una nuova prestazione di alto livello del portiere Abdelmalek Slahdji, con l'ausilio in attacco di Hamza Zouhaoi, e di Hamoud Ayat micidiale dall'ala.

Di seguito trovate risultati, classifiche, e link ai dettagli statistici completi di ogni singolo incontro.


Main Round - GRUPPO I (Jönköping): 2a Giornata
** Spagna - Islanda 32-24 (20-10)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Ungheria - Germania 27-25 (10-12)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Francia - Norvegia 31-26 (17-14)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo I - Classifica
* Francia 7 punti 310 126-101 (+25)
* Spagna 7 punti 310 118-103 (+15)
* Islanda 4 punti 202 109-107 (+2)
* Ungheria 4 punti 202 103-117 (-14)
* Germania 2 punti 103 99-107 (-8)
* Norvegia 0 punti 004 98-118 (-20)

*** Francia e Spagna qualificate alle semifinali.

President's Cup: Finale 13°-14° Posto
** Sud Corea - Egitto 26-23 (12-11)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

President's Cup: Finale 15°-16° Posto
** Algeria - Giappone 29-24 (13-13)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report