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sabato 7 luglio 2012

Beach Handball: Domani al via i Mondiali in Oman. Azzurre quarte nel 'test-event'.

Fra i numerosi eventi internazionali di questo periodo spiccano i Campionati del Mondo di Beach Handball, che partono domani, Domenica 8 Luglio, alla Al-Musannah Sports City di Mascate (Oman), nella parte orientale della penisola arabica. Spiccano anche in quanto il torneo femminile vede la partecipazione della nazionale italiana di Tamas Neukum, bronzo agli Europei dello scorso anno e campionessa d'Europa nel 2009, pronta a sfidare la Norvegia detentrice del trofeo e le altre 'grandi' come Croazia e Danimarca, finaliste della più recente rassegna continentale. Nel torneo maschile, senza azzurri in campo e con appena quattro rappresentanti europee ai nastri di partenza, occhio alle 'solite note' Brasile, Russia, Croazia e Spagna.

Le composizioni dei rispettivi gruppi sono le seguenti:

Uomini - Girone A:
Brasile, Russia, Ucraina, Oman, Bahrain, Australia
Uomini - Girone B:
Croazia, Egitto, Spagna, Qatar, Uruguay, Kuwait

Donne - Girone A:
Croazia, Danimarca, Italia, Cina, Uruguay, Australia
Donne - Girone B:
Norvegia, Brasile, Ungheria, Thailandia, Polonia, Singapore

La nazionale italiana è composta dalle atlete:
1. Porini Sabrina (classe 1979)
2. Rotondo Laura Celeste (1992)
3. Albertini Cinthia (1982)
4. Niederwieser Anika (1992)
5. Scamperle Silvia (1982)
6. Pastor Florentina (1977)
7. Onnis Carmen (1981)
8. Barani Elena (1978)
9. Pruenster Monika (1984)

PROGRAMMA: Fase iniziale con girone all'italiana, le prime tre di ciascun raggruppamento si qualificano per il 'Main Round' dal quale usciranno le semifinaliste, e poi le future finaliste. Le altre vanno direttamente al 'Consolation Round'. I primi impegni azzurri sono i seguenti:

* Domenica 8 Luglio:
h. 18:00 (h. 16:00 italiane) Italia - Uruguay
h. 21:20 (h. 19:20 italiane) Australia - Italia

* Lunedì 9 Luglio:
h. 19:40 (h. 17:40 italiane) Danimarca - Italia
h. 23:00 (h. 21:00 italiane) Italia - Croazia

* Martedì 10 Luglio:
h. 18:00 (h. 16:00 italiane) Italia - Cina

Il Mondiale dura cinque giorni, i titoli saranno infatti assegnati il prossimo Venerdì 13 Luglio.

Il calendario completo degli incontri è disponibile alla seguente pagina del sito ufficiale della manifestazione, la cui 'guida ufficiale', in lingua inglese e formato pdf, può essere scaricata cliccando su questo link.

Le partite sono visibili in live streaming al seguente URL: http://www.oman2012.info/live-streaming.

Come succoso antipasto della torneo vero e proprio, fra mercoledì e ieri sono andati in scena alcuni test match, con in verità più ombre che luci per le azzurre, sconfitte da Croazia (18-8 e 10-9 a favore della forti slave) ed Uruguay (11-9, 6-12 e 6-4 con successo agli shoot-out delle sudamericane) ed in seguito riscattatesi contro l'Australia (11-10 e 14-4), prima di cedere alla Norvegia (18-16 e 16-8) e perdere la finale per il terzo posto di nuovo con l'Uruguay (11-10; 18-10). Ma siamo sicuri che, quando conta davvero, Porini e compagne sapranno farsi valere.

Per la cronaca, il successo finale nel mini-torneo femminile è andato alla Norvegia della 'veterana' (di mille battaglie sulla sabbia) Ingrid Ødegård, impostasi sulla Croazia agli shootout (24-22; 15-14; 7-6) al termine di una gara avvincente. Le scandinave non paiono intenzionate ad abdicare al trono conquistato in Turchia due anni fa. I balcanici si sono rifatti tra gli uomini, dove hanno conquistato il 'test-event' ai danni dei padroni di casa dell'Oman. Anche in questa occasione, però, la sfida ha avuto bisogno dell'appendice (19-15, 15-16 ed 8-6 gli score dei rispettivi periodi) per decretarne il vincitore, dimostrando come la formazione locale sia avversario da prendere con le molle.

domenica 15 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: la nostra presentazione.

Si comincia, finalmente! Parte oggi in Serbia la fase finale dei decimi campionati Europei di Pallamano Maschile. Per due settimane, dal 15 al 29 Gennaio, ben sedici rappresentative dai più svariati angoli del Vecchio Continente si daranno battaglia per conquistare il trono attualmente occupato dalla Francia, che peraltro non sembra avere la minima intenzione di abdicare. Niš, Vršac, Novi Sad e soprattutto la capitale Belgrado, dove si giocherà alla Pionir Arena (prima fase) ed all'enorme Beograd Arena (finali), ospiteranno un torneo che si annuncia tanto spettacolare quanto incerto.

Sul podio dei pronostici troviamo, manco a dirlo, le grandi 'tradizionali', per quanto alcune di esse giungano alla linea di partenza con le incognite riguardanti sia le condizioni di certi 'top players' che la capacità di sostituire in maniera adeguata i loro grandi assenti. In primis la Francia pigliatutto degli ultimi anni, stavolta obbligata a fare a meno di Samuel Honrubia, e sulla quale pesano i dubbi Accambray e Guigou, giocatori entrambi provenienti da recenti infortuni, oltre alla coscia di Cédric Sorahindo, uscita malconcia dall'ultima amichevole, tanto da spedire il pivot del Barça nella lista degli incerti. A prescindere dai (cog)nomi sopra citati, la truppa di Claude Onesta rimane pur sempre infarcita di fuoriclasse che tutti invidiano; però negli ingranaggi della macchina da guerra transalpina si era già sentito qualche scricchiolio ai Mondiali di un anno fa, conquistati solo al termine di una dura battaglia con la Danimarca, finita ai supplementari, e le ulteriori difficoltà che 'Les Experts' hanno dovuto affrontare nella (corta) preparazione alla massima rassegna continentale, oltre alla legge dei grandi numeri (dopo tante vittorie, prima o poi arriverà anche un insuccesso...) suggeriscono moooolta prudenza prima di (ri)consegnare in anticipo il trofeo ai transalpini.

Ad approfittare di un eventuale scivolone degli attuali campionissimi potrebbe essere proprio la Danimarca del grande Ulrik Wilbek, allenatore di lungo corso che già aveva portato gli scandinavi in vetta quattro anni fa, e che dodici mesi or sono aveva guidato all'argento una nazionale talentuosa, con vari giovani interessanti e notevoli margini di miglioramento. Con i vari Mikkel Hansen e Niklas Landin ora ancor più esperti e rodati, ed i vari Hans Lindberg e Lars Christiansen a rappresentare una sicurezzza, oltre a gente come Nikolaj Markussen a dare una mano, le ambizioni di gloria (che lo stesso Wilbek non nasconde, con frasi tipo 'puntiamo a porre fine al dominio francese') della 'Danish Dynamite' sono giustificate.

Croazia e Spagna mirano ad un buon risultato, anzi ad un ottimo risultato. Ma i balcanici devono fare i conti con lo stato di forma del semi-infortunato Ivano Balić, che ha rischiato di non venire neppure incluso nella lista 'europea'. Stesso discorso per il terzino Drago Vuković. Dal canto loro gli iberici vorranno confermare, e forse anche migliorare, il terzo posto dei Mondiali 2011, però l'assenza di Árpád Sterbik (Hombrados e Sierra, per quanto bravi tra i pali, non garantiscono il rendimento del serbo naturalizzato), recentemente operato alle coronarie, è un macigno sulle spalle di Valero Rivera e dei suoi, a dir la verità carenti anche sul lato 'tiri dalla distanza' (o forse basteranno le cannonate di Iker Romero?)

Problemi ed infortuni, a partire dal quello del 'portierissimo' Slawomir Szmal, per continuare con i terzini Marcin Lijewski, Tomasz Rosinski e Bartlomiej Tomczak, hanno afflitto la Polonia, che dovrà peraltro vedersela con il fattore-campo e con una Serbia magari conscia della sua (quasi) impossibilità di raggiungere il podio, ma decisa ad andare avanti il più a lungo possibile, grazie al sostegno di un pubblico che si annuncia caldissimo ed ai numeri delle sue stelle Momir Ilić e Marko Vujin (quest'ultimo raggiungerà il primo al THW Kiel la prossima stagione). La Slovacchia di Martin Straňovský e del veterano Richard Štochl, portiere del Montpellier, dovrebbe secondo logica recitare la parte del vaso di coccio tra quelli di ferro nel gruppo A, per quanto la sorpresa si annidi spesso dietro l'angolo...

Pure senza l'ormai 'ispanizzato' László Nagy e l'infortunato centrale Máté Lékai del Pick Szeged, l'Ungheria si annuncia forte ed in condizione, in virtù di una fase di pre-campionato convincente, con più di una bella vittoria; sicuramente la truppa di un decano delle panchine coma Lajos Mocsaj tenterà uno sgambetto ai colossi franco-spagnoli, ma dovrà anche guardarsi dal pericolo-Russia. Il ... Chekhovskie Medvedi travestito da nazionale russa, con l'aggiunta di Igropoulo, di Atman e del portiere Bogdanov, ha vinto in Svezia nell'ultima amichevole, e non sembra gradire il ruolo di vittima sacrificale del girone più difficile (il gruppo C).
A proposito degli svedesi, la quarta piazza del Mondiale casalingo di un anno fa potrebbe essere un buon trampolino di lancio verso un ritorno alle glorie passate. Ma anche la nazionale vichinga ha la sua buona dose di ex-infortunati, tra cui Dalibor Doder e la giovane promessa Kim Ekdhal du Rietz, la cui dubbiosa condizione pesa come una Spada di Damocle sulla testa dei due 'mister' Lindgren ed Olsson. Per Kim Andersson e soci il passaggio del turno non dovrebbe comunque risultare un problema; magari finiranno anche al primo posto, davanti alla Germania di Uwe Gensheimer, Pascal Hens e Silvio Heinevetter, nazionale che, a parte i modi spicci del 'bad boy' Roggisch in difesa, ormai non garantisce più molte certezze (a cominciare dalla panchina, dove per la prima volta dal 1997 non siede più il 'Baffo' Heinar Brand, rimpiazzato dal suo storico vice Martin Heuberger), e ad una Repubblica Ceca forse troppo dipendente dall'estro dell'astro Filip Jicha, peraltro fuori forma nell'ultimo test-match a Belgrado. Anche la quarta protagonista del gruppo B, ovvero la Macedonia, rischia di essere troppo 'sbilanciata' verso un unico elemento: la macchina da goal Kiril Lazarov, la cui puntuale dose di reti a partita non sarà sufficiente senza l'apporto dei compagni di squadra, quasi tutti appartenenti al blocco Metalurg.

Nel gruppo D, oltre alla già menzionata Croazia, che pur senza Balić avrebbe comunque parecchie frecce al proprio arco (Domagoj Duvnjak, Igor Vori, Blazenko Lacković, insomma gente che non ha bisogno di presentazioni...) sarà interessante il derby nordico tra Islanda e Norvegia. Nonostante la mancanza del mitico Ólafur Stefánsson, fuori causa infortunio, e di Snorri Steinn Gudjonsson, rimasto in patria per motivi personali, i vincitori del bronzo nel 2010 (ma reduci da un Mondiale 2011 sottotono) rimangono favoriti per il secondo posto nel gruppo, magari con qualche ambizione di vittoria. Però gli ultimi incontri pre-europeo hanno offerto indicazioni positive anche alla squadra di mister Robert Hedin, tradizionalmente assai meno forte in ambito maschile rispetto alla 'macchina da vittorie' femminile che dal 2008 ad oggi si è messa in tasca Olimpiadi, Europei e Mondiali. I norvegesi non hanno sfigurato contro la Francia, mettendo in mostra le qualità realizzative di Erlend Mamelund e le parate di Ole Erevik; e poi Håvard Tvedten, il cui rigore contro l'Egitto è ormai diventato un 'cult' di Youtube, è una sicurezza. Infine la Slovenia, che non sembra possedere le qualità per fare sfracelli, ma a cui l'aria balcanica potrebbe far bene, e che può avere qualcosa da dire almeno all'inizio, in un girone tutto sommato non irresistibile.

I dettagli di tutti gli incontri, gli orari, le news sui palazzetti e molte altre informazioni sono disponibili sulla relativa pagina di Wikipedia in lingua inglese, oppure scaricando la Guida Ufficiale degli Europei (sempre in inglese) in formato pdf.

La DIRETTA WEB degli incontri, con la possibilità anche di rivederli on demand, ed i relativi highlights dovrebbero venire assicurati (almeno per il territorio italiano e una manciata di altri paesi), dalla pagina 'Live' del Canale Youtube dell'evento, con telecronaca in inglese a cura di Paul Bray e Clayton Lucas (se vi state chiedendo chi sono, beh ... ce lo stiamo chiedendo anche noi). Una alternativa è rappresentata dai 'soliti' siti dove, intorno all'orario d'inizio dei match, è possibile (mai sicuro però) trovare i link gratuiti ai vari live streaming:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

mercoledì 14 dicembre 2011

Mondiali femminili pallamano 2011. Stasera il derby latino Brasile - Spagna ed un'insolita Norvegia - Croazia.

Le protagoniste dei quarti di finale di questa sera hanno passato il turno precedente con modalità diverse.

La Croazia è quella che più ha faticato, pur centrando l'obiettivo di sconfiggere finalmente la Romania. Buona parte del 'merito' va però alle ragazze di Radu Voina, 'riuscite' a buttare al vento una partita che, avanti di due reti (27-25) a tre minuti dalla fine, sembravano avere in tasca.

E pensare che le rumene avevano finalmente sfoderato una prestazione dignitosa, ben diversa da certe figuracce della fase a gruppi. Trascinate dalle reti di Bradeanu e Chirila, avevano risposto al tentativo di fuga iniziale delle avversarie, passando in vantaggio dopo un quarto d'ora e chiudendo il primo tempo sul 18-15. Il gap cresce quando Adelina Fiera battezza il secondo tempo, ma dieci minuti di black-out consentono ad Andrea Penezić, anche stavolta la migliore delle sue, e connazionali di rientrare in partita. Lo scambio di colpi prosegue fino a quando Manea, Bradeanu e Nichita, tre veterane della 'tricolore', portano lo score sul già citato più due.

Finita? Per niente. Le rumene smarriscono di nuovo la via del goal e la Croazia, brava a crederci fino all'ultimo, risponde a tono e si rimette davanti. Nel minuto conclusivo, e decisivo, Amariei e compagne non riescono ad imbastire un'azione vincente, dimostrando per l'ennesima volta come la Romania 'sappia' sempre perdersi al momento meno opportuno, e continui a mancare di quel qualcosa necessario per fare il salto di qualità. La prova contro le croate della rimaneggiata nazionale di Bucarest riscatta in parte le prestazioni deludenti della fase a gironi, ma lascia soprattutto l'amaro in bocca per come è terminata.

La Croazia se la vedrà con la Norvegia. Scandinave abbastanza in scioltezza sull'Olanda negli ottavi. Le orange tengono il passo per una ventina di minuti, poi devono cedere alla legge del più forte, che ha soprattutto un nome e cognome: Heidi Løke. Il pivot numero uno al mondo segna a piacimento dai sei metri e in contrattacco, si procura rigori, regala due minuti alle avversarie. E plasma un parziale di 5-0 che rompe la resistenza olandese e propizia il 15-11 dell'intervallo. La ripresa non ha storia, a parte un fuoco fatuo iniziale firmato Maura Visser, lasciata però troppo sola, e tre reti posteriori di Yvette Broch, anche lei troppo sola negli ultimi minuti. Nel mezzo ci sta un'alluvione di goal vichinghi, con le bordate di Linn Jørum Sulland sugli scudi, ma soprattutto il giovane talento Amanda Kurtović a farsi notare con cinque reti a referto. Alla sirena il tabellino segna un 34-22 umiliante per le olandesi, incapaci di replicare la buona prova degli Europei.

Il derby latino tra Brasile e Spagna sarà una sfida tra grandi portieri. Da una parte Chana Masson, esaltante in questi campionati, e Barbara Arenhart ormai specialista in tiri vincenti dell'ultimo secondo dalla sua linea di porta. A segno in maniera decisiva contro la Tunisia, si è poi ripetuta con la Costa D'Avorio, quando le verde-oro avevano però già stravinto agevolmente la gara, messa sul binario giusto dalla partenza 'fast and furious' di Alexandra do Nascimento, che punisce la difesa africana cinque volte in dieci minuti. Mambo (col) Number Five (sulla casacca) prova a frenare il ciclone Seleçao, ma non può fare molto.

Brasile ai quarti dove affronterà un altro grande portiere quale Silvia Navarro, autentica mattatrice di giornata con il suo SESSANTACINQUE percento di parate contro il Montenegro. L'atleta dell'Itxako porta la 'Roja' al turno successivo chiudendo spesso e volentieri la porta a fuoriclasse come Popović e Bulatović, e neanche la proverbiale grinta di Jovanka Radicević è in grado cambiare le cose. I numeri della Navarro e le reti della premiata ditta Mangue & Pinedo catapultano la Spagna sul 6-1 dopo otto minuti, ma le balcaniche non rinunciano al loro obiettivo minimo (qualificarsi al torneo pre-olimpico) così facilmente, e grazie a Marija Jovanović e Milena Knezević si rifanno sotto. Più due spagnolo (11-9) all'equatore del match, poi un poker di reti consecutive (due ancora opera di Eli Pinedo) quando riprende il gioco manda la Selección definitivamente in fuga: ogni tentativo di rientro montenegrino sarà frustrato dalla Navarro. Oltre ai Paesi Bassi, anche l'altra sorpresa dell'Europeo 2010 se ne torna a casa con le pive nel sacco.

Chi invece può tonare in patria a testa altissima è la Costa d'Avorio. Il perché lo illustrano ampiamente le parole del loro coach, il francese Thierry Vincent: 'Sono molto orgoglioso della mia squadra visto che nessuno qui può immaginare come facciamo pallamano in Costa d’Avorio. Abbiamo avuto solamente una settimana per prepararci a questi Campionati del mondo e abbiamo solamente una giocatrice professionista nel nostro team e otto che giocano ancora in Costa d’Avorio. Il campionato da noi dura solo tre mesi, e si gioca all’aperto. Dunque sapevamo già prima che questa partita sarebbe stata l’ultima qui per noi. Ma abbiamo apprezzato la grande atmosfera che si è creata durante l’incontro in questo campo. E per me, che sono francese, è stato più facile giocare contro il Brasile che contro la Francia. Auguro inoltre al Brasile di arrivare in finale ma li, penso proprio che perderebbero contro la Francia'.

Mondiali femminili pallamano 2011. Russia - Francia e Danimarca - Angola: nei quarti è tempo di rivincite.

Ai Mondiali di pallamano femminile in corso di svolgimento in Brasile si fa sempre più sul serio. Messi in archivio gli ottavi, tocca ora ai quarti di finale, che vanno in scena oggi.

La sfida più interessante è forse quella di apertura: alle ore 14:45 si affrontano Russia e Francia, in una riedizione della finalissima di due anni fa vinta dalle russe. Si tratta di due compagini di elevata qualità che, se non fossero obbligate a darsi battaglia così 'presto', rischierebbero entrambe di finire ancora sul podio.

La Russia è giunta ai quarti esibendo cifre da autentico rullo compressore, anche se le ultime due prestazioni hanno lasciato qualche dubbio. Dopo il mediocre primo tempo contro il Kazakhistan, infatti, è arrivato un successo forse più tribolato del previsto a spese della matricola terribile Islanda. Russe come da 'tradizione' a concedere il primo goal alle avversarie per poi reagire immediatamente, ma incapaci di fare la differenza sino al ventesimo minuto circa, quando si era ancora in parità grazie alla grinta delle nordiche ed al loro portiere Gudny Asmundsdottir.

E nonostante il +3 (15-12) dell'intervallo il match resterà in bilico ancora a lungo, prima che la maggiore qualità ed esperienza, ma soprattutto l'enorme disparità delle panchine, escano fuori. A quel punto le ragazze di Trefilov, che dispongono di maggiori e migliori ricambi, possono marmaldeggiare, e la parte finale dell'incontro è un atto di bullismo contro le inesperte avversarie, ormai a secco di benzina ed incapaci di abbattere il muro difensivo nemico. Tanto da finire con uno score di 30-19, decisamente bugiardo per quello che si era visto in due terzi di gara. Islandesi che escono comunque a testa alta, mentre fra le russe torna a brillare Ludmila Postnova: quando la posta in palio è elevata, lei riesce sempre, o quasi sempre, a risultare decisiva.

Vittoria non facile anche per le Bleues, che si impongono in rimonta sulla Svezia. Il primo tempo della sfida tra le vice-campionesse mondiali e quelle europee è di marca scandinava, con Isabelle Gulldén ed Annika Wiel sugli scudi, e Paule Badoin a tenere a galla le francesi, definitivamente prive di Mariana Signate, infortunatasi all'occhio in allenamento. Le gialloblu conducono anche per buona parte della ripresa, ma un parziale di 6-0, firmato soprattutto dalla coppia Pineau-Badoin, cambia completamente la partita in appena sette minuti (dal 47° al 54°). L'inerzia è tutta dalla parte transalpina, e nemmeno una doppietta di Linnea Tortsensson, uscita alla grande nel secondo tempo, potrà rimettere le cose a posto. Svedesi out, per Krumbholz si prospetta la rivincita (o riperdita?) contro Trefilov.

Aria di deja-vu pure nell'imminente sfida tra Angola e Danimarca. L'inatteso K.O. (28-23) contro le allora ormai eliminate africane nella seconda fase a gruppi del torneo 2009 è costato carissima alle scandinave, segnando di fatto la loro eliminazione dal Mondiale cinese. A casa Pytlick c'è sete di vendetta, ma una loro vittoria odierna contro le africane, di nuovo così avanti dopo quattro anni a dispetto di qualunque problema economico, non è poi scontata.

Entrambe le protagoniste della sfida delle 17:30 si sono qualificate lottando. Le ragazze di coach Francisco Eduardo sono uscite vincente da un tiratissimo match punto-a-punto contro la Corea del Sud, la forse può recriminare qualcosa sulla direzione di gara delle sorelle Bonaventura, mentre le danesi, favorite sulla carta, hanno rischiato l'inverosimile contro il Giappone, arresosi solo dopo i tempi supplementari. Il 3-1 pro-scandinavo dopo sette minuti si è rivelato una mera illusione: la sfida rimane su binari di equilibrio per tutto il primo tempo, con addirittura un mini-break in chiusura, nel quale ci mette lo zampino una Shio Fuji anche stavolta prolifica, a portare le atlete del Sol Levante negli spogliatoi sul più due (11-9).

Riscossa vichinga nella ripresa? Mica tanto: se il 4-1 pro-Pytlick dei primi dieci minuti riporta avanti le biancorosse (13-12), poi è ancora Giappone. Mayuko Isgitate sigilla il triplo vantaggio (19-16) nipponico a solo quattro giri di lancetta dalla sirena. A quel punto le asiatiche si trovano in mano una qualificazione storica, ma non sanno approfittarne: la difesa scandinava, pure in questo caso efficacissima, ed il portiere Christina Pedersen (straordinaria con l'oltre 50 percento di salvataggi) fanno la loro parte, ed una tripletta griffata da Melgaard, Larsen e Norgaard, quest'ultima dai sette metri, riacciuffa la parità proprio allo scadere.

Scongiurato in extremis il pericolo di eliminazione dopo sessanta minuti avvincenti seppur avari di reti (ma con la truppa Pytlick in campo questa è la regola...), le danesi riescono ad imporsi in un extra-time ad ogni modo combattuto, però alla fine deciso da una Trine Troelsen ultima trascinatrice delle sue.

sabato 10 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Programma Ottavi di Finale (orari italiani).

Domenica 11 Dicembre 2011 - h. 17:30
* SUD COREA - ANGOLA
(Arena Santos, Santos)

Domenica 11 Dicembre 2011 - h. 17:30
* RUSSIA - ISLANDA
(Ginásio José Corrêa, Barueri)

Domenica 11 Dicembre 2011 - h. 20:15
* NORVEGIA - OLANDA
(Arena Santos, Santos)

Domenica 11 Dicembre 2011 - h. 20:15
* MONTENEGRO - SPAGNA
(Ginásio José Corrêa, Barueri)

Lunedì 12 Dicembre 2011 - h. 17:30
* SVEZIA - FRANCIA
(Ginásio do Ibirapuera, São Paulo)

Lunedì 12 Dicembre 2011 - h. 17:30
* DANIMARCA - GIAPPONE
(Ginásio Adib Moyses Dib, São Bernardo do Campo)

Lunedì 12 Dicembre 2011 - h. 20:15
* BRASILE - COSTA D'AVORIO
(Ginásio do Ibirapuera, São Paulo)

Lunedì 12 Dicembre 2011 - h. 20:15
* ROMANIA - CROAZIA
(Ginásio Adib Moyses Dib, São Bernardo do Campo)

Tabellone completo Fase Finale (Cliccare per ingrandire)

lunedì 5 dicembre 2011

Mondiali Femminili 2011. Programma 3a giornata. Dirette Web.

Ci attende una serata dagli esiti magari non scontati, ma comunque abbastanza prevedibili. Anche se, come alcune sfide recenti hanno ribadito, in questa fase iniziale del campionato la sorpresa di turno può sempre trovarsi dietro l'angolo.

Fa da apripista la Romania, chiamata a vincere, ma soprattutto a convincere dopo lo stentato successo contro la Tunisia. Le cubane, che nella sfida d'apertura della manifestazione contro il Brasile hanno recitato il ruolo di perfetto sparring-partner, non sembrano in grado di impensierire Nechita, Fiera e compagne. Sempre nel gruppo C, mancato per poco il colpaccio con le rumene la Tunisia ci riprova contro la Francia, ma le Bleues, autoritarie nel debutto anti-Giappone, difficilmente si lasceranno sorprendere. Chiudono il girone proprio le figlie del Sol Levante, che si misurano con le brasiliane in un match dal pronostico in teoria chiuso. Solo l'eccessiva pressione cui rischiano di andare incontro le padrone di casa potrebbe giocare qualche scherzo a Chana Masson ed al 'blocco Hypo', spina dorsale della Seleçao.

Se Romania, Francia e Brasile hanno moltissime chances di ripetere le loro vittorie del primo turno, lo stesso dicasi nel gruppo D per Svezia, Danimarca e Croazia. Il duo scandinavo ha trionfato in maniera praticamente identica in gara uno, e vuole continuare il derby a distanza. Svedesi impegnate alle sei e un quarto italiane contro la Costa D'Avorio, due ore e mezza dopo la Danimarca di Jan Pytlick, tra le cui fila dovrebbe debuttare ai Mondiali il pivot Mette Melgaard, è attesa da una (presunta) passeggiata contro l'Argentina. Sandra Toft (miglior portiere della prima giornata per percentuali di parate) e compagnia dovrebbero replicare la vittoria ottenuta dai nordici contro i sudamericani a Gennaio nel mondiale maschile. Il sipario su questo lunedì agonistico calerà al termine dell'incontro, a senso unico a meno di cataclismi, fra la cenerentola Uruguay e la Croazia di Andrea Penezic, che ha bisogno dei due punti se intende rompere il (probabile) duopolio vichingo ai vertici del raggruppamento.

Mondiali Femminili 2011 - Terza Giornata
(Orari Italiani):
18:00 Cuba - Romania (Girone C)
18:15 Costa d'Avorio - Svezia (Girone D)
20:15 Tunisia - Francia (Girone C)
20:45 Argentina - Danimarca (Girone D)
22:45 Giappone - Brasile (Girone C)
23:00 Uruguay - Croazia (Girone D)

DIRETTE INTERNET (Gratis e a pagamento)
Tutti o quasi tutti gli incontri possono essere seguiti in diretta streaming gratuitamente. I link si trovano, intorno all'orario dei rispettivi fischi d'inizio, alle seguenti pagine:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

E' anche possibile vedere online, a pagamento, tutti gli incontri, registrandosi al prezzo di 25 Euro, alla seguente pagina web:
LIVEHANDBALL.TV

sabato 3 dicembre 2011

Challenge Cup Maschile. Il Bozen ci ha preso gusto, e vuole vincere ancora.

L'appuntamento con la storia è comune ad entrambe le formazioni del nostro campionato impegnate oggi a livello continentale. Il tenore delle sfide che le attende appare invece molto diverso.

Se per l'Intini Noci sarà con ogni probabilità battaglia in Romania, il Bozen dovrà, crediamo, giusto sbrigare una quasi-formalità contro il KH Prishtina. Dopo la bella vittoria (34-27) dello scorso fine settimana in Kosovo, il return match odierno (partenza alle ore 19, arbitrano le polacche Joanna Brehmer ed Agnieszka Skowronek) alla Gasteinerhalle, dove per la prima volta andrà in scena un match di una coppa europea, si preannuncia tutto sommato agevole per l'SSV Loacker di Nikola Milos, che dopo la loro prima vittoria di sempre in campo europeo sono chiamati a certificare il passaggio agli ottavi di finale di Challenge Cup maschile.

'Ovviamente siamo molto fiduciosi per la partita di sabato. Già all'andata abbiamo controllato abbastanza agevolmente la partita, penso che anche davanti al nostro pubblico faremo una bella prestazione. I nostri giocatori sono tutti molto motivati per questo esordio casalingo europeo' promette Stefan Laimer, presidente della corazzata sudtirolese, su sportnews.bz., aggiungendo che 'sarebbe un sogno poter disputare questo incontro storico davanti alla tribuna gremita dei nostri tifosi' e che i biancorossi, accolti con grande affetto e simpatia in Kosovo, vorrebbero ora restituire questa accoglienza al Pristina. Senza ovviamente essere tanto accoglienti sul campo durante i sessanta minuti del match, ça va sans dire ...

Coach Milos avrà tutta la rosa a disposizione, ma potrebbe comunque optare per il turnover.

venerdì 2 dicembre 2011

BRASIL 2011. Al via oggi i ventesimi Campionati Mondiali Femminili di Pallamano!!

Tutti contro la Russia. Parte oggi, Venerdì 2 Dicembre (in realtà alla mezzanotte ora italiana, quando si sfideranno Brasile e Cuba), nello stato brasiliano di San Paolo, il Campionato Mondiale femminile di Pallamano 2011.

In un clima inusualmente estivo per questo evento (reso ancor più 'caldo' dalle recenti accuse di corruzione, riguardo ai diritti TV del mondiale maschile 2007, che hanno coinvolto il presidentissimo dell'IHF Hassan Moustafà) di solito organizzato nell'emisfero boreale, il gigante sudamericano si regala - anche se molti dei suoi 200 milioni di cittadini non lo sanno - un gustoso antipasto dei grandi eventi del 2014 (Mondiali di calcio) e 2016 (quei Giochi Olimpici cui punta a partecipare la nostra federazione con l'ambizioso progetto 'Rio 2016'), ospitando le ventiquattro squadre dei cinque continenti che si daranno battaglia fino a Domenica 18 per trovare il successore alla truppa di Evgeni Trefilov, incontrastata regina delle ultime tre edizioni.

Anche se, pure stavolta, potrebbero tranquillamente essere Ludmila Postnova e compagne a succedere a loro stesse. La vittoria finale nella World Cup di fine Settembre in Danimarca, il maggiore torneo internazionale di scena negli ultimi tempi, ha rilanciato le ambizioni di una compagine che in questi casi sbaglia di rado - per quanto più recenti amichevoli abbiano svelato alcune crepe nella macchina da guerra russa. Un'oliato meccanismo in grado di vantare giocatrici di alto livello (ovunque, ma soprattutto nel reparto terzini), esperienza e mentalità giusta da vendere, ma con l'incognità di assenze pesanti come quelle del portiere Inna Suslina e della talentuosa Anna Kochetova. A quest'ultima il burbero coach russo ha preferito la giovane promessa Anna Sen del Rostov.

Quali le alternative all'ennesimo trionfo delle attuali detentrici del trofeo? Magari la solita Norvegia, che ha da tempo messo un'ipoteca su ogni campionato Europeo, però quando si tratta di rassegne Mondiali non riesce proprio a vincere lontano da casa (l'unica volta fu, tra le mura amiche, nel sempre più lontano 1999...). La squadra del mai troppo convincente Thorir Hergeirsson dovrà ad ogni modo fare i conti con le assenze delle 'storiche' Gro Hammerseng, Tonje Larsen, Katja Nyberg, e lasciare per forza spazio ad elementi come Stine Bredal Oftedal, Mari Molid, Amanda Kurtović, talentuose ma ancora relativamente inesperte a certi livelli (in più la miglior giovane dell'intero movimento norvegese, Nora Mørk, è costretta a casa dopo un'operazione al ginocchio). Molto peso ricadrà sulle spalle del pivot 'galattico' Heidi Løke e della sua compagna (di club e nazionale), Katrine Lunde Haraldsen tra i pali, nonché di Kristine Lunde-Borgersen sorella gemella del portiere, con le ali Linka Riegelhuth Koren, Kari-Mette Johansen e Camilla Herrem fedeli esecutrici della nordica verbo difesa-contropiede, e le bombe dai nove metri della 'fatina-terzino' Linn Jørum Sulland come ulteriore alternativa in attacco.

Russia e Norvegia in finale a scrivere una nuova pagina della loro saga di battaglie? Qualcuno non sarebbe d'accordo. La Romania per esempio. Un gruppo di talento ed elevato spessore, pure con alcune giovani interessanti, ma che dovrà cavarsela senza la fuoriclasse assoluta Cristina Neagu, ormai da tempo lontana dai campi di gioco, e senza il forte pivot Ionela Stanca; e soprattutto fare i conti con la ormai cronica mancanza di 'quel qualcosa' (leggasi 'mentalità vincente') che le permetta di fare il salto di qualità definitivo. Le performance nella World Cup settembrina (disastrosa) e nel più recente Trofeo dei Carpazi (buona, torneo vinto) hanno mostrato luci ed ombre, con varie cose positive che però non hanno scacciato completamente i dubbi. E' arrivato il momento buono per Radu Voina? Non sarà facile, ma nemmeno impossibile.

C'è poi la Danimarca, che da tempo mira a tornare ai livelli di un passato glorioso non lontanissimo; il quarto posto degli ultimi Europei (casalinghi) può risultare di incoraggiamento, ma la rosa guidata da un Jan Pytlick che nemmeno le cannonate ormai schioderebbero dalla panchina della 'landshold' non permette eccessive ambizioni. La Danimarca odierna non è paragonabile a quella che dominava l'handball mondiale 10-15 anni fa. Specie senza le stelle Laerke Moller, appena tornata ad allenarsi dopo un lungo infortunio e non abbastanza in forma per reggere il peso dei Mondiali, e Camilla Dalby, senza un altro elemento significativo come Mia Augustensen, e dopo le ultime prestazioni a corrente alternata (benino i più recenti test-match contro la Germania, ma la - per loro - imbarazzante sfida di Mestrino se la ricordano in molti...).

Svezia, Francia e Spagna vestono ancora i panni delle perfette outsider. La prima si è ritagliata uno spazio di gloria agli ultimi Campionati d'Europa, in cui ha vinto l'argento, ed anche quest'anno sembrava in gran spolvero, capace di fare danni a molte 'grandi'. Forse lo è ancora, grazie ad elementi tipo Johanna Alm e Therese Helgesson ed al portiere Kain, ma l'incognita sullo stato di forma di una pedina-chiave quale Isabelle Gulldén (rientrata da poco dopo un infortunio) rende l'arma gialloblu all'apparenza meno letale. Le altre due, abituate da qualche tempo a regalare un po' di 'sapore latino' a manifestazioni dominate dalle potenze nordiche e est-europee, hanno, soprattutto le francesi della Pineau, i numeri per fare ancora bene e togliersi nuove soddisfazioni, magari portando a casa un'altra medaglia. Difficile però vedere una di loro sul tetto del mondo. In più le spagnole sono prive del loro pivot Begoña Fernández. Per quanto brave, le alternative dai sei metri Eli Chávez e Verónica Cuadrado non sembrano all'altezza della stella dell'Itxako.

Non dissimile la situazione della Germania, che sta comunque dando segnali di ripresa dopo più o meno recenti figuracce. Le buone prove alla Møbelringen Cup (due vittorie su tre, ed il colpaccio sfiorato contro la Norvegia) e nei test-match seguenti sono incoraggianti. Da qui a mettere le tedesche tra le favorite di prim'ordine, però, ce ne passa ...

La ex-Yugoslavia si riaffaccia alla maggiore ribalta internazionale, anche se con target differenti. Se la Croazia di Andrea Penezić può far male a molti, ma non tanto da vederla in zona-medaglie, gli occhi sono puntati sul Montenegro rivelazione dell'ultimo Europeo, chiamato a confermarsi e, se possibile, migliorarsi; per quanto non facile da conquistare, un posto tra le prime quattro sembra alla portata di Bojana Popović, Katarina Bulatović, Ana Djokić e delle altre grintose atlete dirette da Goran Adzić, che pure rischiano di patire la non stratosferica (almeno se paragonata a quella di altre squadre) qualità dei loro estremi difensori.

L'altra sorpresa di dodici mesi fa, l'Olanda di Maura Visser, è presente anche ai Mondiali, dove vorrà dimostrare di non essere solo una meteora ma piuttosto una realtà ormai consolidata del panorama internazionale. L'Islanda pure ci sarà ancora, si spera non soltanto per fare atto di presenza.

A livello extra-europeo, le possibili protagoniste dovrebbero andare sotto i nomi di Corea del Sud ed ovviamente Brasile. Le prime, forti della loro tradizione pallamanistica, sembrano in grado di dare filo da torcere alle maggiori squadre del Vecchio Continente. Le seconde, allenate dal danese Marten Soubek, hanno dalla loro parte il fattore-campo, ma anche una 'Seleçao' di tutto rispetto, costruita intorno al 'blocco' dell'Hypo Niederrösterreich, con altre pedine notevoli, ad esempio il portiere Chana Masson che durante l'anno veste i colori del Randers HK in Danimarca. I test-match vinti contro Olanda, Spagna e Montenegro hanno accresciuto l'entusiasmo delle verdeoro già fresche vincitrici dei giochi panamericani, il che non guasta mai.

L'Angola ormai indiscutibile regina d'Africa proverà a ripetere i numeri dell'edizione 2007 quando raggiunse addirittura i quarti di finale, ma risultati recenti, come la sconfitta contro una Gran Bretagna che a sua volta sta facendo passi da gigante in vista delle Olimpiadi casalinghe, non sono un buon viatico ... E le oggettive difficoltà ad adattarsi allo stile di gioco di rivali con cui è poco abituata a confrontarsi non le saranno molto d'aiuto.

La Tunisia, seconda forza del 'continente nero' è in grado di regalare qualche soddisfazione, ma crediamo non andrà lontano; un discorso simile dovrebbe valere per l'inesperta Cina di coach Wang Xindong e dell'ancora poco in forma Li Wei Wei, squadra che ha scaldato i motori (e pure mostrato i suoi limiti), nel torneo di preparazione a Londra. Pur non essendo squadra-materasso, l'Argentina difficilmente toccherà i livelli raggiunti dalla selezione maschile undici mesi fa in Scandinavia. Per l'Uruguay già il fatto di esserci (anche e soprattutto in virtù delle difficoltà economiche in cui versa, che hanno reso arduo perfino il passaggio del confine col Brasile) sarà una vittoria.

Attenzione al Kazakhistan che con parecchie russe 'naturalizzate', brave a portare la squadra ad un grande risultato nei giochi Asiatici del 2010, potrebbe avere più di qualcosa da dire, e forse al Giappone. Le squadre di Cuba e Costa D'Avorio non faranno certamente sfracelli (eufemismo), e dulcis in fundo l'Australia (le abbiamo elencate tutte, vero?) continuerà a svolgere il suo abituale ruolo di sparring-partner, o se volete di Babbo Natale in anticipo, regalando alle avversarie successi talvolta dalla portata storica.

Niente 'Main Round' stavolta: le prime quattro classificate di ciascuno dei quattro gironi passeranno agli ottavi di finale, che inaugureranno la fase del 'dentro o fuori', con sfide unicamente ad eliminazione diretta. La vincitrice del torneo staccherà direttamente il biglietto per l'edizione 2013 (in Serbia) e soprattutto per le prossime Olimpiadi. Le squadre dal secondo al settimo posto (ma con Norvegia, Brasile e Sud Corea già sicure di un posto olimpico, anche successivi piazzamenti potrebbero bastare ...) saranno invece ammesse al torneo di qualificazione per Londra del Maggio 2012.

Novità, a questi livelli, anche per quanto riguarda roster (16 giocatrici disponibili per partita invece delle solite 14) e time out (tre a disposizione di ogni squadra invece che due, anche se non più di due per tempo, ed appena uno negli ultimi cinque minuti...)

Che si aprano le danze dunque, a ritmo di Samba, Bossa Nova, Sertaneja o Lambada che sia. Tra sedici giorni vedremo quanti dei nostri pronostici sono stati smentiti. O meglio, se almeno qualcuno l'abbiamo azzeccato ... :d.

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