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mercoledì 14 dicembre 2011

Mondiali femminili pallamano 2011. Russia - Francia e Danimarca - Angola: nei quarti è tempo di rivincite.

Ai Mondiali di pallamano femminile in corso di svolgimento in Brasile si fa sempre più sul serio. Messi in archivio gli ottavi, tocca ora ai quarti di finale, che vanno in scena oggi.

La sfida più interessante è forse quella di apertura: alle ore 14:45 si affrontano Russia e Francia, in una riedizione della finalissima di due anni fa vinta dalle russe. Si tratta di due compagini di elevata qualità che, se non fossero obbligate a darsi battaglia così 'presto', rischierebbero entrambe di finire ancora sul podio.

La Russia è giunta ai quarti esibendo cifre da autentico rullo compressore, anche se le ultime due prestazioni hanno lasciato qualche dubbio. Dopo il mediocre primo tempo contro il Kazakhistan, infatti, è arrivato un successo forse più tribolato del previsto a spese della matricola terribile Islanda. Russe come da 'tradizione' a concedere il primo goal alle avversarie per poi reagire immediatamente, ma incapaci di fare la differenza sino al ventesimo minuto circa, quando si era ancora in parità grazie alla grinta delle nordiche ed al loro portiere Gudny Asmundsdottir.

E nonostante il +3 (15-12) dell'intervallo il match resterà in bilico ancora a lungo, prima che la maggiore qualità ed esperienza, ma soprattutto l'enorme disparità delle panchine, escano fuori. A quel punto le ragazze di Trefilov, che dispongono di maggiori e migliori ricambi, possono marmaldeggiare, e la parte finale dell'incontro è un atto di bullismo contro le inesperte avversarie, ormai a secco di benzina ed incapaci di abbattere il muro difensivo nemico. Tanto da finire con uno score di 30-19, decisamente bugiardo per quello che si era visto in due terzi di gara. Islandesi che escono comunque a testa alta, mentre fra le russe torna a brillare Ludmila Postnova: quando la posta in palio è elevata, lei riesce sempre, o quasi sempre, a risultare decisiva.

Vittoria non facile anche per le Bleues, che si impongono in rimonta sulla Svezia. Il primo tempo della sfida tra le vice-campionesse mondiali e quelle europee è di marca scandinava, con Isabelle Gulldén ed Annika Wiel sugli scudi, e Paule Badoin a tenere a galla le francesi, definitivamente prive di Mariana Signate, infortunatasi all'occhio in allenamento. Le gialloblu conducono anche per buona parte della ripresa, ma un parziale di 6-0, firmato soprattutto dalla coppia Pineau-Badoin, cambia completamente la partita in appena sette minuti (dal 47° al 54°). L'inerzia è tutta dalla parte transalpina, e nemmeno una doppietta di Linnea Tortsensson, uscita alla grande nel secondo tempo, potrà rimettere le cose a posto. Svedesi out, per Krumbholz si prospetta la rivincita (o riperdita?) contro Trefilov.

Aria di deja-vu pure nell'imminente sfida tra Angola e Danimarca. L'inatteso K.O. (28-23) contro le allora ormai eliminate africane nella seconda fase a gruppi del torneo 2009 è costato carissima alle scandinave, segnando di fatto la loro eliminazione dal Mondiale cinese. A casa Pytlick c'è sete di vendetta, ma una loro vittoria odierna contro le africane, di nuovo così avanti dopo quattro anni a dispetto di qualunque problema economico, non è poi scontata.

Entrambe le protagoniste della sfida delle 17:30 si sono qualificate lottando. Le ragazze di coach Francisco Eduardo sono uscite vincente da un tiratissimo match punto-a-punto contro la Corea del Sud, la forse può recriminare qualcosa sulla direzione di gara delle sorelle Bonaventura, mentre le danesi, favorite sulla carta, hanno rischiato l'inverosimile contro il Giappone, arresosi solo dopo i tempi supplementari. Il 3-1 pro-scandinavo dopo sette minuti si è rivelato una mera illusione: la sfida rimane su binari di equilibrio per tutto il primo tempo, con addirittura un mini-break in chiusura, nel quale ci mette lo zampino una Shio Fuji anche stavolta prolifica, a portare le atlete del Sol Levante negli spogliatoi sul più due (11-9).

Riscossa vichinga nella ripresa? Mica tanto: se il 4-1 pro-Pytlick dei primi dieci minuti riporta avanti le biancorosse (13-12), poi è ancora Giappone. Mayuko Isgitate sigilla il triplo vantaggio (19-16) nipponico a solo quattro giri di lancetta dalla sirena. A quel punto le asiatiche si trovano in mano una qualificazione storica, ma non sanno approfittarne: la difesa scandinava, pure in questo caso efficacissima, ed il portiere Christina Pedersen (straordinaria con l'oltre 50 percento di salvataggi) fanno la loro parte, ed una tripletta griffata da Melgaard, Larsen e Norgaard, quest'ultima dai sette metri, riacciuffa la parità proprio allo scadere.

Scongiurato in extremis il pericolo di eliminazione dopo sessanta minuti avvincenti seppur avari di reti (ma con la truppa Pytlick in campo questa è la regola...), le danesi riescono ad imporsi in un extra-time ad ogni modo combattuto, però alla fine deciso da una Trine Troelsen ultima trascinatrice delle sue.

mercoledì 15 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Main Round - Gruppo II. 2a Giornata

Se nel gruppo danese i giochi per le semifinali sono fatti, in Norvegia la situazione è ancora da definire. Nel gruppo II, con sede a Lillehammer, potremmo addirittura avere CINQUE squadre a quota sei punti al termine dell'ultima giornata. Questo non aiuterebbe molto la Francia, che a causa della differenza reti, ormai certamente sfavorevole in qualsiasi eventuale classifica avulsa, non ha più alcuna possibilità di qualificarsi.

Peccato, perché in questa seconda fase le Bleues erano tornate a far vedere qualcosa di simile alla loro miglior versione. Arrivando a porre fine, in questo girone dove nulla è da dare per scontato, alla marcia trionfale della Svezia. Prima battuta d'arresto delle scandinave, che forse pagano gli sforzi del match precedente contro la Norvegia, e pure pagano dazio a Amandine Leynaud ed alle altre transalpine (comprese una Allison Pineau finalmente incisiva e Mariama Signate che sbaglia tanto, ma segna pure), perdendo anche se con il minimo scarto - la differenza reti in questo girone si sta rivelando fondamentale. Proprio l'estremo difensore francese è uno dei fattori che consentono alla sua squadra di scappare a inizio match, spingendo Per Johansson a chiedere time-out sul 4-8. Minuto di sospensione balsamico: Isabelle Gulldén e Linnea Torstenson riportano le vichinghe sul meno uno, ma le francesi non si lasciano impressionare e, complice i due minuti rifilati a Johanna Wiberg, tornano negli spogliatoi sull'11-9 a proprio vantaggio.

Cecilie Grubbström fa comunque il suo dovere fra i pali; la Svezia ne beneficerà nella seconda parte, quando finalmente riesce a concretizzare la sua lunga rincorsa ed arriva al pareggio sul 17-17 ad una decina di minuti dalla fine. Come spesso accade in situazioni del genere, una volta compiuta la rimonta la squadra giallo-blu si smarrisce, e lascia nuovamente scappare le avversarie, che piazzano tre reti decisive. La Svezia abbozza una reazione, che le porta sul 19-20 e poi sul 21-22, ma non riesce ad agganciare le avversarie, non sfruttando le occasioni avute nel minuto finale (attacco confuso, tiro della disperazione infranto contro il muro difensivo delle rivali).

I due punti vanno così ad Olivier Krumbholz. Troppo poco, troppo tardi: il bottino risulta inutile in prospettiva semifinale, anche se salva quantomeno l'onore delle vice-campionesse mondiali e le spinge verso la 'finalina' per il quinto posto.

Svedesi sconfitte e adesso a rischio. Una sconfitta contro l'Ungheria nel turno conclusivo potrebbe costare molto caro alla squadra-rivelazione del torneo, rendendo vana persino l'impresa con la Norvegia. A tutto vantaggio delle magiare, ancora in corsa nonostante una nuova figuraccia: l'Olanda della meraviglie distrugge l'Armata Brancaleone di Eszter Mátéfi, dominandola dall'inizio alla fine. Con una Katalin Pálinger non all'altezza della sua fama, e poi sostituita dalla Herr, l'Ungheria non riesce ad arginare gli attacchi rivali, e si trova rapidamente sotto. La difesa 'orange' risulta invece efficace, con l'aiuto di Marieke van der Wal, Per cui non sorprende che, con Laura van der Heijden a fare poker di reti, lo score a metà partita segni un chiaro 15-10 per i Paesi Bassi.

Che volano ancora più in alto nella ripresa: Anita Bulath non morde, e Zita Szucsanszki da sola non può fare molto, a dispetto delle sue sei reti. L'Ungheria completa il suo naufragio, l'Olanda, arrivata fino a +9, conduce in porto una meritatissima vittoria (27-19) che la tiene in corsa per le semifinali. E adesso ha un sogno proibito; sbancare la Håkons Hall e, in caso di mancate vittorie di Francia e Ungheria, sostituire le stra-favorite padrone di casa tra le fantastiche quattro. Un sogno quasi certamente destinato a rimanere tale, ma d'altronde chi avrebbe mai pensato ad un'Olanda ancora in gioco per le semifinali a questo punto del torneo? E allora, perché non continuare a crederci?

Forse perché, recuperato il pivot Heidi Løke, le scandinave sono tornate a fare paura. Ed a macinare gioco, contropiedi e vittorie. Ne fa le spese la malcapitata Ucraina, rimasta in partita per una dozzina di minuti, mettendo pure il naso avanti sul 4-3. Poi il pivot del Larvik, ripresasi dal virus intestinale che le aveva rovinato il compleanno, sale in cattedra e con un poker di reti (a fine partita ne avrà fatti sei. Su altrettanti tentativi!) spiana la strada alla Norvegia. Ci si mette anche la difesa naturalmente, favorendo contrattacchi finalizzati dai folletti norvegesi, mentre per le ex-sovietiche la via del goal diventa impraticabile. Solo due reti in 18 minuti per loro, con il tabellone che alla pausa racconta di un eloquente 13-6.

Poco da dire sulla ripresa; la Norvegia continua la sua passeggiata, e se non fosse per i portieri ucraini Maryna Vlasenko e Natalya Parhomenko, brave quanto la più famose Lunde Haraldsen dall'altro lato del campo, il passivo sarebbe ancor più umiliante. Si arriva alla sirena con un 32-19 che non lascia spazio a dubbi, e con festeggiamenti per Gro Hammerseng, MVP della sua squadra, per Nora Mørk (5 goal) sempre più realtà di questa nazionale, ed anche per la giovanissima Mari Molid, che entra nel finale e mette il suo secondo sigillo personale al torneo. Lo scivolone contro la Svezia è alle spalle, la Norvegia si è rialzata e adesso aspetta lo scontro con le olandesi per certificare il passaggio del turno, che peraltro molti davano già per scontato.

domenica 12 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Francia-Olanda 23-21 (13-10)

La Francia resta a galla. Le transalpine si portano a casa una sofferta vittoria contro l'Olanda, che dopo essere rimasta in scia alle avversarie per tutto il secondo tempo (e buona parte del primo, caratterizzato da nervosismo e parecchi errori e finito sul 13-10) era riuscita ad agganciarle proprio all'ultimo minuto, rimontando, anche grazie alle prodezze di Debbie Kljin fra i pali, il 16-11 a loro sfavore del 39°.

Ma lo scatto finale delle Bleues, merito di Siraba Dembele che recupera un pallone fondamentale e delle due reti conclusive / decisive (dai sette metri) di Angélique Spincer , new entry nel roster francese al posto di Sophie Herbrecht infortunata, rendono vani gli sforzi delle coriacee orange, guidate per l'ennesima volta da Maura Visser, migliore delle sue con nove sigilli. Importantissimi anche i contributi, sul lato francese, di Mariama Signate e del portiere Amandine Leynaud, quest'ultima MVP delle ragazze di Krumbholz, le quali grazie al risultato odierno si mantengono ancora in corsa, e di fatto eliminano un'Olanda che, anche oggi, ha comunque onorato alla grande il suo impegno.

venerdì 10 dicembre 2010

Ultim'ora: Europei: Francia - Slovenia 29-19

La Francia c'è: Slovenia asfaltata e rispedita a casa per prima senza tanti complimenti. Le vice-campionesse mondiali evitano una figuraccia e rimangono in corsa trovando finalmente un successo dopo aver perso le ultime cinque gare disputate: 29-19 il punteggio finale per le ragazze di Olivier Krumbholz, che avevano dato la loro impronta alla gara sin dal primo tempo, vinto per 15-9.

Le reti di Marianna Signate (MVP delle sue), brava a rompere il ghiaccio ed a trovare la porta avversaria ben tre volte nei primi otto minuti (saranno sette a fine match), spianano la strada al trionfo delle Bleues, mai messo discussione nonostante un timido abbozzo di reazione da parte slovena nelle fasi iniziali del match. Fondamentale per chiudere i giochi già nella parte finale del tempo sarà comunque il poker di Nina Kamto Njitam. Un'omonima di quest'ultima, ovvero Nina Jericek, tra le poche 'veterane' della squadra slava, vincerà il premio per la Slovenia grazie ai suoi otto sigilli spediti dentro la porta avversaria. Soddisfacente a livello personale anche il numero di reti (una mezza dozzina in totale) messe a segno da Ana Gros. Prestazioni positive, ma troppo isolate e comunque inutili alle slovene nell'economia della partita, di fatto chiusa sul più dieci per la Francia ad una ventina di minuti dalla sirena.

Le nostre 'cuginette' transalpine evitano dunque una clamorosa eliminazione al primo turno, ma vanno alla fase seguente senza alcun punto in dote, e con ben poche speranze di arrivare in semifinale.

mercoledì 1 dicembre 2010

Amichevoli pre-europei: Russia e Germania OK, Francia in crescita, Romania rimandata

Due amichevoli di prestigio, entrambe utili alla preparazione per gli imminenti campionati europei femminili, che cominceranno fra nemmeno una settimana, hanno avuto luogo ieri sera.

Bella vittoria della Germania sulla Romania a Salzgitter, in una sfida tra possibili candidate al podio continentale disputatasi di fronte a circa 1100 spettatori. Successo ancor più significativo in quanto appena due giorni prima la rumene avevano travolto la Svezia, rivale diretta nel girone della Germania agli Europei.

Tedesche in crescita dopo le prime due amichevoli con l'Austria, trascinate dalla giovane (nemmeno 22 anni) Franziska Mietzner del Francoforte - otto reti per lei, di cui soltanto una su rigore - ed avanti per quasi tutta la prima parte, finita sul 15-12. Bene Clara Woltering tra i pali, ma funziona in pratica tutta la fase difensiva della squadra di un soddisfatto Rainer Osmann. Le padrone di casa, che beneficiano pure dell'ottima prova (sei goal come bottino personale) di Anja Althaus, tengono le avversarie a distanza nella ripresa, passando dal 17-14 al 20-15 fino ad un'incredibile (vista la caratura del rivale) 27-19 a dieci minuti dalla fine, prima che le rumene riescano a dimezzare il gap, ma non ad evitare la sconfitta. Ionela Stanca, migliore realizzatrice della Romania martedì con il suo pokerissimo, e le sue connazionali avranno comunque occasione di rifarsi nella rivincita in programma questa sera (ore 19:00) ad Hildesheim.

** Germania - Romania 31:27 (15:12)
Germania: Woltering, Schülke, Englert; Härdter 1, Klein 1, Jurack 2, Lang, Mietzner 8/1, Wörz 2, Bülau, Loerper 3, Augsburg 1, Richter 5, Steinbach 1, Althaus 6, Müller 1
Romania: Tolnai, Ungureanu; Paraschiv 2, Chintoan 2, Han, Nechita 1, Neagu, Bradeanu, Stanca 5, Manea 3, Varzaru 2/1, Moldovan 2, Ardean Elisei 5/1, Soit 2, Fiera 1, Tivadar, Geiger 2

Nell'altra partita del giorno la Russia si impone a Digione sulle francesi per 31-26, grazie ad un buon ultimo quarto, ed alle reti di Olga Levina ma anche dei due giovanissimi talenti Tatiana Khmyrova ed Anna Sen. La partenza delle Bleues (3-0 dopo pochi minuti) sorprende le russe, che reagiscono e ribaltano la situazione, ma devono subire un contro-break francese, con le padrone di casa avanti 15-13 a metà incontro nonostante il cartellino rosso rifilato a Mariama Signaté, rea di aver colpito alla gola un'avversaria. Il più tre per la ragazze di Olivier Krumbholz resiste fino a metà ripresa (23-20), poi un micidiale parziale di 9-1 ribalta completamente la situazione a favore delle ospiti, lanciate verso il trionfo.

Blandine Dacette sfida la difesa russa.

Ed alla fine si scoprirà che solo le venti parate di Amandine Leynaud hanno evitato un passivo ancora maggiore per le francesi, le quali comunque offrono una prestazione nettamente migliore rispetto al fallimentare torneo di Parigi dello scorso week-end (sconfitte contro Svezia e Croazia), tenendo testa alle quotate avversarie per 50 minuti. Tanto che il mister transalpino sembrava piuttosto contento e fiducioso nelle sue dichiarazioni post-partita.

** Francia - Russia 26-31 (15-13)
Francia: Leynaud (20 parate tra cui 1 rigore), Darleux; Goudjo (1 su 1), Dancette, Kanto, Ayglon (0 su 4), Spincer (1 su 2, 1 su 2 rigori), Pineau (8 su 12, 1 su 1 rigori), Mendy (2 su 4), Herbrecht (2 su 7), Carrat, Gnabouyou (0 su 3), Dembélé (2 su 2), Deroin (1 su 4), Signaté (3 su 3), Lacrabère (6 su 8 tra cui 5 su 6 rigori)
Russia: Sedoykina (6 parate, 30 min.), Sidorova (5 parate, 30 min.); Kuznetcova (3 su 5), Fanina, Levina (6 su 11), Makeeva (0 su 1), Vetkova (2 su 2 tra cui 1 su 1 rigori), Zhilinskayte (3 su 5), Turey (2 su 5), Khmyrova (5 su 10), Sen (5 su 8 tra cui 2 su 2 rigori), Zhilinskayte (2 su 2), Chernoivanenko (2 su 4 tra cui 1 su 1 rigori), Davydenko (1 su 5 tra cui 0 su 1 rigori), Nikitina, Gorshenina

lunedì 3 maggio 2010

Mercato: Mariama Signate all'Aalborg DH.

La squadra danese Aalborg DH, vice-campione nazionale lo scorso anno ma reduce da una stagione 2009-2010 povera di risultati, ha messo a segno un notevole colpo di mercato acquistando Mariama Signate, pilastro della rappresentativa francese argento agli ultimi mondiali.

Top scorer delle 'bleues' nella finale dello scorso dicembre contro la Russia, ed inclusa nell'All Star Team come miglior terzino sinistro della massima rassegna internazionale, la Signate, alta un metro e ottantotto, ha firmato un contratto annuale con la squadra dello Jutland per la gioia del manager degli 'squali' (il simpatico pesciolino mangiauomini è infatti simbolo della compagine danese) Jan Hansen, che non ha mancato di sottolineare come la propria compagine mantenga il suo potere di attrazione nei confronti di talentuose giocatrici estere. E non solo della Signate, se è vero come è vero che pure un'altra francese, la giovane e promettente (e bionda) pivot Julie Goiorani, si trasferirà da Nimes ad Aalborg.

Da parte sua Signate ha confessato di avere ricevuto offerte da molte parti, ed aver infine scelto l'Aalborg DH ritenendo che questa squadra potesse offrirle le migliori garanzie di miglioramento a livello personale. Si è detta entusiasta della sua nuova squadra e delle future compagne, ed ha aggiunto di non vedere l'ora di giocare nel Gigantium, il palazzo dello sport della città danese, di fronte a un pubblico del quale ha già sentito molte cose positive.

(Fotografia dal sito della Federazione francese. Cliccare sull'immagine per ingrandire)