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domenica 5 febbraio 2012

Ultim'ora: la Corea del Sud (ri)vince i Campionati Asiatici.

La Corea del Sud mantiene il titolo di Campione Asiatico maschile, sconfiggendo il Qatar per 23-22 nella finalissima disputata questo pomeriggio a Gedda (Arabia Saudita).

Primo tempo equlibrato, con vantaggi alternati ma in prevalenza del Qatar, che infatti giunge a metà gara avanti per 11-10. Protagonisti, oltre a portieri e difese, Jae-Woo Lee ed il 'solito' Yoon Kyung-Shin tra i coreani, Mabrouk Hassan e Sinen Wajidi nelle fila avversarie.

Le dinamiche non cambiano subito dopo la ripresa del gioco, il botta-risposta prosegue fino a quando la Corea infila un mini-break (risultato decisivo), tanto da arrivare a metà ripresa 16-14. Vantaggio esteso fino al +4 (20-16) del minuto 48, con i giochi che sembrano ormai fatti.

Il Qatar non getta la spugna e, trascinato da Mabrouk Hassan (in goal nove volte in tutto), prova a rientrare: non solo si porta a meno uno, ma ha pure l'occasione del pareggio sia sul 21-20 con cinque minuti da giocare, che sul 22-21. La spreca in entrambi i casi, ed una bomba dai nove metri di Young-geu Park a meno di mezzo minuto dalla sirena sigilla il trionfo coreano; il goal finale qatariota serve solo ad addolcire (di poco) la pillola. Il trofeo resta nelle mani della Corea del Sud.

La sfida per il terzo posto è vinta dai padroni di casa: l'Arabia Saudita prevale sul Giappone per 25-21 (p.t. 13-11), score che non la dice nemmeno tutta sul dominio locale, specie nella seconda parte di gara, ed oltre alla medaglia di bronzo si conquista il diritto di partecipare ai Campionati Mondiali di Spagna 2013. Sullo slancio di un parziale di 4-0 che aveva chiuso la prima frazione (in risposta ad un precedente poker di reti nipponico), gli arabi iniziano alla grande la ripresa, scappando fino al 20-13, e poi amministrano il vantaggio. Grandi trascinatori Bandar Al-Harbi con le sue sette meraviglie, e soprattutto il portiere Manaf Al-Saeed, che conclude con una percentuale di parate superiore al 50%.

FINALE 1/2 POSTO
** Corea del Sud - Qatar 23-22 (10-11)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 3/4 POSTO
** Arabia Saudita - Giappone 25-21 (13-11)
Statistiche 1;
Statistiche 2

CLASSIFICA FINALE
1. COREA DEL SUD
2. QATAR
3. ARABIA SAUDITA
_________________
4. GIAPPONE
5. IRAN
6. BAHRAIN
7. EMIRATI ARABI UNITI
8. KUWAIT
9. GIORDANIA
10. UZBEKISTAN

sabato 4 febbraio 2012

Campionati Asiatici Maschili di Pallamano: Corea del Sud e Qatar in finale. I sauditi sfiorano la grande impresa.

Saranno dunque Corea del Sud e Qatar a contendersi la medaglia d'oro ai XV Campionati Asiatici di Pallamano maschile, in corso di svolgimento a Gedda. I Coreani campioni in carica si sono ritagliati un posto per l'ultimo atto prevalendo sui padroni di casa dell'Arabia Saudita al termine di una sfida incerta ed emozionante fino all'ultimo. Senza però lo 'scacco al re' che in una certa fase di gara sembrava davvero materializzarsi.

Pubblico da grandi occasioni, con cinquemila ugole (più o meno) sugli spalti; gran tifo per la squadra locale, ma anche una discreta rappresentanza di fans in arrivo da Seul e dintorni. Già alla partenza si intuisce che non sarà una passeggiata per i detentori del titolo, in grado di trovare la prima rete solo dopo quattro minuti. Jae Woo-Lee porta i suoi in testa dopo circa sette minuti, e da quell'istante i sauditi si vedranno obbligati a rincorrere per tutto il primo tempo, rimanendo comunque addosso agli avversari. Grande protagonista, per la squadra in maglia verde, il 25enne Hussain Al-Mohsin, che concluderà la gara con un ragguardevole bottino personale di otto segnature. Nelle fila coreane si distinguono invece Eun Ho Lee e Hyo-Won Eoo, le cui reti mantengono la squadra avanti alla pausa (14-13).

Il secondo tempo è suddiviso in tre parti diverse. Innanzitutto un monologo dell'Arabia Saudita, inarrestabile al ritorno in campo. Per dodici lunghissimi minuti si nota solo una squadra, capace di infilare un parzialone di 8-0 e volare sul più sette (21-14) con i tifosi ed i telecronisti di Saudi Sports 2 letteralmente in visibilio, complici le parate di Manaf Al-Saeed. Ma proprio quando molti già pregustavano il trionfo locale e la grande sorpresa che mettesse fine al dominio coreano, arriva la maestosa reazione degli ospiti, che con un contro-break di 8-1, realizzato in appena SEI minuti, ritrovano la parità.

La Corea è squadra tosta, di blasone ed esperienza, almeno se paragonata alle sue concorrenti continentali, e lo dimostra appieno in questo frangente. Trascinatore e attore principale del 'ribaltone' è il mitico Yoon Kyung-shin, fuoriclasse (ex Bundesliga) a segno cinque volte in pochissimo tempo, ed otto nell'intera seconda frazione. Sullo slancio, i giocatori dell'Estremo Oriente staccano addirittura gli avversari, ed il +3 (26-23) indicato dal tabellone ai tre minuti e mezzo dalla fine sembra aver chiuso la porta agli arabi.

Ma a questo punto inizia l'ultima fase, con il tentativo di rientro dei padroni di casa, totalmente restii a gettare la spugna. Tornano sul meno uno, e nell'ultimo minuto di gioco hanno addirittura la palla del pareggio; peccato che il tiro del possibile 27-27 si infranga contro il portiere avversario, e con esso le speranze di (quasi) tutto il pubblico. La Corea deve solo amministrare il possesso finale prima di scatenare l'urlo liberatorio. E' stata una fatica enorme, ma alla fine i detentori sono riusciti a cavarsela.

Alla battaglia cominciata alle 16:30 italiane non fa seguito una seconda semifinale altrettanto avvincente. Il Giappone tiene il passo del favorito Qatar per una decina di minuti, e prova a resistere comunque fino al 17°. Ma nel periodo che va da metà della frazione iniziale (terminata 19-13) alla metà del secondo tempo si assiste in pratica ad un assolo qatariota, con i figli del Sol Levante addirittura sotto di undici (28-17) al minuto 46, a dispetto degli sforzi di Kenij Toyoda e Kota Ozawa. La 'stella' Higashigahama stavolta brilla meno del solito: una rete dopo tre minuti, poi il nulla. perto il solco necessario a garantire loro la vitttoria, grazie anche al portiere Yousef Almaleem, i giocatori allenati dallo sloveno Borut Maček tirano un po' i remi in barca negli ultimi minuti ed il Giappone rende il distacco meno pesante, fino al 33-28 della sirena; un +5 comunque riduttivo per quanto si era visto nel match.

Corea del Sud e Qatar si giocheranno il titolo asiatico Domenica 5 Febbraio a partire dalle ore 16:30 nostrane (le 18:30 saudite); intanto però sono liberi di festeggiare in anticipo la qualificazione ai Mondiali del 2013, il cui ultimo biglietto disponibile verrà asssegnato alla vincente della finale per il bronzo: sauditi e giapponesi in campo, sempre Domenica 5, alle ore 14:30 di Roma (16:30 a Gedda).

Dirette televisive sul canale satellitare Saudi Sports 2 (Al Riyadiyah 2) del satellite Hotbird (13° Est), o meno probabilmente sul 'gemello' Saudi Sports 1.

SEMIFINALE #1
* Arabia Saudita - Corea del Sud 26-27 (13-14)
Statistiche 1;
Statistiche 2

SEMIFINALE #2
* Qatar - Giappone 33-28 (19-13)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 1/2 POSTO
* Qatar - Corea del Sud (Domenica 5 Febbraio, h: 16:30)

FINALE 3/4 POSTO
* Arabia Saudita - Giappone (Domenica 5 Febbraio, h: 14:30)

FINALE 5/6 POSTO
* Iran - Bahrain 25-20 (11-12)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 7/8 POSTO
* Emirati Arabi Uniti - Kuwait 31-29 (15-12)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 9/10 POSTO
* Giordania - Uzbekistan 32-30 (17-17)
Statistiche 1;
Statistiche 2

venerdì 3 febbraio 2012

Campionati Asiatici Maschili di Pallamano: Oggi le semifinali.

I XV Campionati Asiatici di pallamano maschile sono giunti alla stretta conclusiva. Oggi pomeriggio si decidono le due finaliste che Domenica 5 Febbraio lotteranno per la medaglia d'oro, con la certezza di un pass per i Mondiali 2013 già acquisita. E pure chi si disputerà il bronzo e, al tempo stesso, l'ultimo biglietto disponibile per la Spagna.

Il programma odierno prevede, alle ore 16:30 italiane (le ore 18:30 a Gedda) lo scontro fra i padroni di casa dell'Arabia Saudita, decisi a tentare la grande impresa, e la favorita Sud Corea. I campioni in carica hanno ultimato la prima fase a punteggio pieno, grazie al non agevole successo (28-27) sul Giappone al termine di un match passato inizialmente a rincorrere i nipponici, ma condotto lungo l'intero secondo tempo. Due vittorie e due pareggi sono invece il bottino saudita nel gruppo B. Fondamentale il punto conquistato in rimonta con il Qatar: due reti negli ultimi trenta secondi hanno spalancato ai locali le porte della semifinale, a spese del Bahrain. Pronostico sulla carta per gli uomini di Choi Suk-Ja, lontani però dalla migliore condizione, almeno per quanto mostrato nel primo turno, ed obbligati a vedersela anche con il 'fattore-campo'.

Qatarioti e nipponici si daranno invece battaglia alle ore 18:30 italiane (le 20:30 saudite). Del Qatar, vincitore del suo raggruppamento dopo aver asfaltato Uzbekistan ed Emirati, battuto con il minimo scarto il malcapitato Bahrain ed impattato coi sauditi, abbiamo già detto, mentre il Giappone ha passato il turno in virtù della classifica avulsa, dopo aver terminato la prima fase a quattro punti, gli stessi dell'Iran, dal quale erano stati sconfitti, e del Kuwait, su cui avevano prevalso per 30-27. Stessa differenza reti fra giapponesi ed iraniani nel computo degli scontri diretti 'a tre', ma il goal in più all'attivo ha mandato i primi in semifinale. Decisive per il buon esito del girone le reti di Shusaku Higashinagahama, 27enne di Okinawa.

** GRUPPO A - RISULTATI
Giordania - Corea del Sud 13-25 (7-11) statistiche;
Iran - Kuwait 26-27 (14-14) statistiche;
Giappone - Giordania 35-22 (18-10) statistiche;
Corea del Sud - Iran 26-21 (16-7) statistiche;
Kuwait - Giappone 27-30 (14-14) statistiche;
Iran - Giordania 25-17 (16-10) statistiche;
Kuwait - Corea del Sud 26-27 (12-14) statistiche;
Giappone - Iran 25-27 (12-13) statistiche;
Corea del Sud - Giappone 28-27 (14-13) statistiche;
Giordania - Kuwait 28-31 (15-12) statistiche
CLASSIFICA FINALE
Corea del Sud 8 p. 4-0-0 (106-87) +19
Giappone 4 p. 2-0-2 (117 104) +13
__________________________
Iran 4 p. 2-0-2 (99 95) +4
Kuwait 4 p. 2-0-2 (111 111) 0
Giordania 0 p. 0-0-4 (80-116) -36 0

** GRUPPO B - RISULTATI
* Emirati Arabi Uniti - Uzbekistan 40-20 (22-13)
* Bahrain - Arabia Saudita 23-23 (9-13) statistiche;
* Qatar - Uzbekistan 41-19 (23-5) statistiche;
* Bahrain - Qatar 26-27 (13-12) statistiche;
* Arabia Saudita - Emirati Arabi Uniti 26-19 (15-10) statistiche;
* Uzbekistan - Arabia Saudita 14-47 (6-22) statistiche;
* Qatar - Emirati Arabi Uniti 28-21 (12-9) statistiche;
* Uzbekistan - Bahrain 15-52 (8-24) statistiche;
* Arabia Saudita - Qatar 24-24 (10-14) statistiche;
* Emirati Arabi Uniti - Bahrain 29-30 (12-14) statistiche
CLASSIFICA FINALE
Qatar 7 p. 3-1-0 (120-90) +30
Arabia Saudita 6 p. 2-2-0 (120-80) +40
___________________________
Bahrain 5 p. 2-1-1 (131-94) +37
Emirati Arabi Uniti 2 p. 1-0-3 (109 104) +5
Uzbekistan 0 p. 0-0-4 (68-180) -112

SEMIFINALI (Venerdì 3 Febbraio)
** H. 16:30 Arabia Saudita - Corea del Sud
** H. 18:30 Qatar - Giappone

(Diretta TV possibile su Saudi Sports 1 oppure Saudi Sports 2. Satellite HOT BIRD 13° Est).

Finale 9/10 Posto
** H. 10:30 Giordania - Uzbekistan

Finale 7/8 Posto
** H. 12:30 Kuwait - United Arab Emirates

Finale 5/6 Posto
** H. 14:30 Iran - Bahrain

sabato 28 gennaio 2012

Campionati Asiatici Maschili di Pallamano: Sud Corea vincente all'esordio

La massima rassegna continentale in corso di svolgimento alla Youth Welfare Gym di Gedda (Arabia Saudita) emette le sue prime, parziali sentenze. Debutto agevole per la Corea del Sud: i campioni in carica asfaltano la malcapitata Giordania, prendendo un discreto vantaggio nella prima fase, ed aumentandolo notevolmente nella ripresa. Buona la prima anche per il Kuwait che sconfigge con il minimo scarto l'Iran. Partenza migliore per i persiani (6-4) ma la reazione avversaria non si fa attendere. Alla pausa si arriva in perfetto equilibrio (14 per tutti), alterato dallo scatto kuwaitiano nel secondo tempo, che porta al +3 (21-18). Il Kuwait resiste nel finale e si porta a casa i due punti. Nell'altro girone è protagonista l'Uzbekistan, ma più che altro per le batoste che si prende da Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Oggi la squadra materasso del gruppo non scende in campo, e lascia alla altre quattro il compito di contendersi il primato nel girone.

Gruppo A - 1a Giornata: Risultati
** Sud Corea - Giordania 25-13 (11–7)
** Kuwait - Iran 27-26 (14–14)
CLASSIFICA
Sud Corea 2 p. 1-0-0 (25-13) +12
Kuwait 2 p. 1-0-0 (27-26) +1
Giappone 0 p. 0-0-0 (0-0)
Iran 0 p. 0-0-1 (26-27) −1
Giordania 0 p. 0-0-1 (13-25) −12

Gruppo B - Risultati
** Emirati Arabi Uniti - Uzebkistan 40-20 (22–13)
** Arabia Saudita - Bahrein 23-23 (9–13)
** Qatar - Uzbekistan 41-19
CLASSIFICA
Qatar 2 p. 1-0-0 (41-19) +22 2
Emirati Arabi Uniti 2 p. 1-0-0 (40-20) +20
Bahrain 1 p. 0-1-0 (23-23) 0
Arabia Saudita 1 p. 0-1-0 (23-23) 0
Uzbekistan 0 p. 0-0-2 (39-81) −42

PROGRAMMA ODIERNO:
Gruppo A: h. 14.30: Giappone - Giordania
Gruppo B: h. 16.30: Bahrein - Qatar
Gruppo B: h. 18.30: Arabia Saudita - Emirati Arabi Uniti
Gruppo A: h. 14.30: Sud Corea - Iran

(Orari locali, in Italia due ore meno ...).

giovedì 26 gennaio 2012

Campionati Asiatici Maschili di Pallamano ai nastri di partenza.

Esaurita la rassegna africana, giunta alla stretta finale quella europea, tocca agli asiatici. Il XV Asian Men's Handball Championship è ai nastri di partenza in Arabia Saudita. La città di Gedda ospiterà fino a Domenica 5 Febbraio le partite di un torneo maschile in cerca del successore di quella Corea del Sud trionfatrice nelle ultime due edizioni (2008 e 2010).

Oltre ai campioni in carica, peraltro in grado di succedere nuovamente a sè stessi, sono in corsa nove nazionali: Giappone, Iran, Giordania e Kuwait, sorteggiate assieme ai coreani nel difficile Gruppo A, ed Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti ed Uzbekistan nel Gruppo B. Come spesso accade ad ogni latitudine, la squadra locale è stata inserita nel girone meno impegnativo.

** Il calendario del torneo è disponibile nella relativa pagina (in inglese) di WIKIPEDIA. Gli orari sono locali, per ottenere quelli italiani basta sottrarre due ore (14:30 a Gedda = 12:30 nostrane...)

** Al momento non siamo in grado di fornire dettagli circa l'eventuale copertura mediatica (web e TV) dell'evento, possibile (forse) sul canale satellitare Saudi Sports (satellite Hot Bird). Una capatina sui 'soliti' portali (Fromsport, Livescorehunter, Rojaadirecta) è comunque consigliabile agli interessati.

Il video promozionale dell'evento

Le prime due di ciascun gruppo vanno alle semifinali, in programma venerdì 3 Febbraio, con la finalissima e la battaglia per il bronzo due giorni dopo; le squadre dalla 3a alla 5a dei rispettivi raggruppamenti se la vedranno con le pari classificate dell'altro girone nelle 'finali minori'.

Ricordiamo che la vincitrice del torneo e le altre due medagliate si qualificheranno per i Campionati del Mondo di Spagna 2013.

mercoledì 14 dicembre 2011

Mondiali femminili pallamano 2011. Russia - Francia e Danimarca - Angola: nei quarti è tempo di rivincite.

Ai Mondiali di pallamano femminile in corso di svolgimento in Brasile si fa sempre più sul serio. Messi in archivio gli ottavi, tocca ora ai quarti di finale, che vanno in scena oggi.

La sfida più interessante è forse quella di apertura: alle ore 14:45 si affrontano Russia e Francia, in una riedizione della finalissima di due anni fa vinta dalle russe. Si tratta di due compagini di elevata qualità che, se non fossero obbligate a darsi battaglia così 'presto', rischierebbero entrambe di finire ancora sul podio.

La Russia è giunta ai quarti esibendo cifre da autentico rullo compressore, anche se le ultime due prestazioni hanno lasciato qualche dubbio. Dopo il mediocre primo tempo contro il Kazakhistan, infatti, è arrivato un successo forse più tribolato del previsto a spese della matricola terribile Islanda. Russe come da 'tradizione' a concedere il primo goal alle avversarie per poi reagire immediatamente, ma incapaci di fare la differenza sino al ventesimo minuto circa, quando si era ancora in parità grazie alla grinta delle nordiche ed al loro portiere Gudny Asmundsdottir.

E nonostante il +3 (15-12) dell'intervallo il match resterà in bilico ancora a lungo, prima che la maggiore qualità ed esperienza, ma soprattutto l'enorme disparità delle panchine, escano fuori. A quel punto le ragazze di Trefilov, che dispongono di maggiori e migliori ricambi, possono marmaldeggiare, e la parte finale dell'incontro è un atto di bullismo contro le inesperte avversarie, ormai a secco di benzina ed incapaci di abbattere il muro difensivo nemico. Tanto da finire con uno score di 30-19, decisamente bugiardo per quello che si era visto in due terzi di gara. Islandesi che escono comunque a testa alta, mentre fra le russe torna a brillare Ludmila Postnova: quando la posta in palio è elevata, lei riesce sempre, o quasi sempre, a risultare decisiva.

Vittoria non facile anche per le Bleues, che si impongono in rimonta sulla Svezia. Il primo tempo della sfida tra le vice-campionesse mondiali e quelle europee è di marca scandinava, con Isabelle Gulldén ed Annika Wiel sugli scudi, e Paule Badoin a tenere a galla le francesi, definitivamente prive di Mariana Signate, infortunatasi all'occhio in allenamento. Le gialloblu conducono anche per buona parte della ripresa, ma un parziale di 6-0, firmato soprattutto dalla coppia Pineau-Badoin, cambia completamente la partita in appena sette minuti (dal 47° al 54°). L'inerzia è tutta dalla parte transalpina, e nemmeno una doppietta di Linnea Tortsensson, uscita alla grande nel secondo tempo, potrà rimettere le cose a posto. Svedesi out, per Krumbholz si prospetta la rivincita (o riperdita?) contro Trefilov.

Aria di deja-vu pure nell'imminente sfida tra Angola e Danimarca. L'inatteso K.O. (28-23) contro le allora ormai eliminate africane nella seconda fase a gruppi del torneo 2009 è costato carissima alle scandinave, segnando di fatto la loro eliminazione dal Mondiale cinese. A casa Pytlick c'è sete di vendetta, ma una loro vittoria odierna contro le africane, di nuovo così avanti dopo quattro anni a dispetto di qualunque problema economico, non è poi scontata.

Entrambe le protagoniste della sfida delle 17:30 si sono qualificate lottando. Le ragazze di coach Francisco Eduardo sono uscite vincente da un tiratissimo match punto-a-punto contro la Corea del Sud, la forse può recriminare qualcosa sulla direzione di gara delle sorelle Bonaventura, mentre le danesi, favorite sulla carta, hanno rischiato l'inverosimile contro il Giappone, arresosi solo dopo i tempi supplementari. Il 3-1 pro-scandinavo dopo sette minuti si è rivelato una mera illusione: la sfida rimane su binari di equilibrio per tutto il primo tempo, con addirittura un mini-break in chiusura, nel quale ci mette lo zampino una Shio Fuji anche stavolta prolifica, a portare le atlete del Sol Levante negli spogliatoi sul più due (11-9).

Riscossa vichinga nella ripresa? Mica tanto: se il 4-1 pro-Pytlick dei primi dieci minuti riporta avanti le biancorosse (13-12), poi è ancora Giappone. Mayuko Isgitate sigilla il triplo vantaggio (19-16) nipponico a solo quattro giri di lancetta dalla sirena. A quel punto le asiatiche si trovano in mano una qualificazione storica, ma non sanno approfittarne: la difesa scandinava, pure in questo caso efficacissima, ed il portiere Christina Pedersen (straordinaria con l'oltre 50 percento di salvataggi) fanno la loro parte, ed una tripletta griffata da Melgaard, Larsen e Norgaard, quest'ultima dai sette metri, riacciuffa la parità proprio allo scadere.

Scongiurato in extremis il pericolo di eliminazione dopo sessanta minuti avvincenti seppur avari di reti (ma con la truppa Pytlick in campo questa è la regola...), le danesi riescono ad imporsi in un extra-time ad ogni modo combattuto, però alla fine deciso da una Trine Troelsen ultima trascinatrice delle sue.

giovedì 8 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Riassunto gare Mercoledì 7 Dicembre.

Dacci oggi nostra sorpresa quotidiana! Anche la quinta giornata di gare in Brasile, corrispondente al quarto turno del girone A e del gruppo B, ci ha regalato una buona dose di emozioni. Condensate quasi esclusivamente in un solo match però. Quando tutto sembrava incanalato lungo i binari dell'ovvietà, ci ha pensato ancora la Germania a fare carta straccia di ogni logica.

Delle tedesche che bene avevano figurato nei match pre-mondiali, ed ancor di più all'esordio vincente contro la Norvegia, facendo presagire un campionato di alto livello, non sembra esserci più nulla. Rimaste a galla per il rotto della cuffia nel match contro la Cina, infarcito di errori e vinto, con poco merito, dopo aver rincorso l'avversario per sessanta minuti, questa volta sono riuscite ad affogare sul serio, nel mare d'Islanda.

Un risultato ancora più sensazionale per la maniera in cui si è sviluppato: chi avrebbe puntato un centesimo sul K.O. teutonico dopo 17 minuti quando, con Mietzner, Althaus e Richter a perforare la retroguaardia nemica, la Germania era scappata addirittura sull'11-4? E invece l'imprevedibile si è fatto realtà: le tedesche hanno smarrito la via del goal (anche dai sette metri), le islandesi l'hanno ritrovata ed in una dozzina di minuti la situazione era completamente ribaltata: 13-12 per le nordiche all'intervallo.

Al ritorno in campo è battaglia: le varie 'Dottir' d'Islanda tentano persino la fuga, ma la solita Franziska Mietzner risponde e mantiene la 'mannschaft' in partita, con Sabina Richter che addirittura riporta la Germania avanti (18-17). Un fuoco di paglia: quattro atlete diverse siglano un poker di reti che regala alle scandinave il massimo vantaggio (più tre). Franziska Mietzner e compagne abbozzano una nuova rimonta, ma la rete di Anna Loerper sarà la prima personale ... e l'ultima della sua squadra.

Nei minuti finali in campo c'è solo l'Islanda, e soprattutto Karen Knútsdóttir: implacabile dai sette metri ed efficace dalla lunga distanza, il centrale islandese (che tra l'altro milita nella Bundesliga con il Blomberg-Lippe) firma il parziale in grado di mettere definitivamente in ginocchio le avversarie, per un umiliante 26-20 conclusivo che obbliga le tedesche a giocarsi la qualificazione in una sfida all'ultimo sangue con l'Angola, mentre l'Islanda è attesa da un match in teoria più agevole contro la Cina.

Se l'isola dell'Atlantico si è già da tempo ritagliata uno spazio nell'Olimpo dell'handball maschile, ora si sta dimostrando, a tempo di record, una realtà consolidata pure fra le donne. Un esempio da osservare con attenzione, e se possibile seguire!

Come accennato, la Germania affronterà in vero e proprio spareggio-qualificazione l'Angola, che ieri ha tentato di mettere in difficoltà la Norvegia, riuscendovi solo in parte. Scandinave non travolgenti, ma concrete e vincenti. Avvio equilibrato, poi un break nella seconda parte della frazione iniziale sembra chiudere i giochi in favore delle vichinghe. Così non è: la africane si rifanno pericolosamente sotto nella ripresa, arrivando fino al meno due (19-21) al 51°. Al quel punto però si fermano, e la maggiore qualità ed esperienza della truppa di Hergeirsson ha la meglio, con un cinque a uno finale che mette la posta in palio tutta in tasca alla Norvegia.

Angola penalizzata dai due cartellini rossi mostrati rispettivamente al portiere Neyde Marisa Barbosa (uscita avventata su Camilla Herrem lanciata in contrattacco) ed Elzira Barros (fallaccio su Gøril Snorroeggen) nel corso del secondo tempo. Linn Jørum Sulland (dieci reti) e Marcelina Kiala (sette) sono i top scorer delle due squadre, ma fra le campionesse olimpiche ed europee degne di nota anche le prestazioni di Riegelhuth, Herrem e del portiere Lunde-Haraldsen.

I mille paradossi di una girone imprevedibile hanno portato all'esito più prevedibile: saranno Norvegia e Montenegro a disputarsi la vittoria finale nel gruppo. Le due grandi delusioni della prima giornata sono ora al comando con sei punti. Le balcaniche ieri hanno fatto pienamente il loro dovere, persino regalandosi, per una volta, un successo tranquillo. La Cina che tanto aveva fatto penare la Germania resiste più o meno dieci minuti, poi si eclissa e lascia campo libero alle rivali, che addirittura passano dal 14-7 del minuto 22 all'imbarazzante 31-8 del 43°, frutto di un parziale di 17-1 (!!!). Il resto è pura accademia.

Il tutto senza nemmeno sprecare la Popovic, e dosando pure Katarina Bulatovic. Ci pensano Jovanka Radicevic, Majda Mehmedovic e Marija Jovanovic a fare la voce grossa per una nazionale che sembra aver recuperato stato di forma ed alternative in attacco. Le avversarie, Norvegia in primis, sono avvisate.

Se il gruppo A, regno dell'imprevedibile, resta ancora molto incerto, nel girone B succede l'esatto contrario: tutto secondo copione, e giochi fatti con un turno d'anticipo. Russia e Spagna si sono assicurate le prime due piazze, mentre Paesi Bassi e Sud Corea si contenderanno il terzo posto. Già eliminate, ed anche qui nessuna sorpresa, Kazkahistan ed Australia.

L'Armata Russa ha regolato pure l'Olanda, stavolta senza dominare troppo. Come d'abitudine, vantaggio iniziale concesso all'avversario ed immediata reazione. Ma la sfida rimane in bilico per ben una ventina di minuti, con le tulipane che potrebbero addirittura ripassare avanti, prima che il solito micidiale break (stavolta 8-1) faccia la differenza. Una decina di minuti da 'vera' Russia bastano e avanzano, e si torna negli spogliatoi sul più otto (18-10).

Partita chiusa? Ma anche no. Trascinate da Pearl van Der Wissel, efficace dalla linea come dai nove metri (a differenza di una Maura Visser sotto tono), l'Olanda prova a tornare sotto, scatenando l'ira di Trefilov. In realtà riesce solo a dimezzare il gap (17-21 poi 20-24) ma non va oltre, e vedendo come ogni resistenza si dimostrava futile, toglie il piede dall'acceleratore e risparmia un po' di benzina per lo scontro diretto con le coreane. Un parziale di 4-0, inclusa doppietta dall'ala di Polina Kuznetcova, mette al sicuro il risultato. Grande prova dai sei metri di Ludmila Bodnieva, pivot dagli occhi a mandorla che, al pari di Emilia Turey, terzino di origine africana, sa farsi valere pure in contrattacco.

Vittoria 'regolare' della Spagna, che pur senza maramaldeggiare si porta a casa i due punti e mette fuori gioco il Kazakhistan. Se il 3-O alla partenza faceva presagire un trionfo, il primo tempo si conclude con un poco glorioso 11-8. Nella ripresa Jessica Alonso, Eli Pinedo (le due migliori realizzatrici iberiche di serata) e compagnia aumentano il vantaggio, che però non finisce mai in doppia cifra. Tra le asiatiche, che dai nove metri ne azzeccano UNA su diciotto, bene la Volnukihina e la Baranovskaya.

Forse più gente in campo che sugli spalti nella 'sfida' tra Corea del Sud ed Australia. Primo tempo 24-3, finale 45-11. Nient'altro da dire. Tutti a casa felici e contenti (beh, le australiane magari non tanto ...).