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domenica 27 gennaio 2013

SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO DI PALLAMANO

SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO. Otto anni dopo il loro primo trionfo, gli iberici tornano in cima al podio della massima rassegna internazionale. Battuta, anzi umiliata la Danimarca in una delle finali mondiali più impari forse dell'intera storia dello sport in generale.


Le premesse per una battaglia avvincente ed equilibrata tra gli anfitrioni del torneo e gli attuali campioni d'Europa c'erano tutte, ma gli scandinavi, secondo molti i grandi favoriti per il successo finale, non hanno risposto all'appello, lasciando campo libero ad un monologo delle Furie Rosse, che oggi hanno realmente tenuto fede al proprio soprannome.

Partenza sprint dei 'padroni di casa', avanti 3-0, con Antonio García, titolare a sorpresa, ad aprire le danze, ed il portiere del Barça Arpad Sterbik già sugli scudi. Ma pure Niklas Landin c'è ad evitare danni maggiori, tenendo in partita i danesi che, pur tardando cinque minuti a fare il primo goal, paiono superare lo scossone iniziale, ed arrivano a meno uno (6-5 a firma Mikkel Hansen). Segue una fase equilibrata, nella quale tra l'altro Wilbek sostituirà Landin con Yannick Green, ma con la Spagna sempre avanti.

Gli ultimi dieci minuti del tempo, però, sono un festival del goal iberico, propiziato da una grande fase difensiva locale. Tre contropiedi aprono la strada al break decisivo e, dopo l'intermezzo di un time out ed una rete di Nikolaj Markussen, arriva una nuova ondata che travolge gli avversari e le illusioni di potere assistere ad un match aperto. La Spagna trova la rete facilmente, un'irriconoscibile Danimarca invece no, e si arriva alla pausa sul 18-10, per la gioia della maggioranza del pubblico accorso al Palau Sant Jordi di Barcellona. Un po' meno dell'allenatore sottostante ...


La musica non cambia nella ripresa, anzi. Della squadra che aveva impressionato positivamente negli ultimi due anni, battendo gli spagnoli al Mondiale 2011, ai passati Europei ed alle Olimpiadi londinesi, ora non si vede manco l'ombra. Nessuna reazione da Eggert, Lindberg e soci, che spesso e (poco) volentieri incappano nel solito, prodigioso Sterbik. A goal mancato corrisponde puntualmente goal subito, e la tanto attesa revancha assume proporzioni imbarazzanti, toccando le 18 reti di scarto (33-15) al 54'. Persino Valero Rivera (quello in panchina, mentre il figlio ed omonimo, stella del Nantes, sta facendo la sua buona parte in campo) sembra incredulo di fronte a tanta abbondanza. I minuti finali servono a Sterbik per prendersi il meritato applauso dei tifosi ed al sostituto Sierra per esibirsi in alcuni buoni interventi. Alla sirena è 35-19, punteggio che da solo vale più di mille parole.

Difficile compiere valutazioni individuali su un match in cui ad una squadra è riuscito tutto o quasi, ed all'altra è andato tutto (o quasi) storto. Una nota di merito particolare va comunque, oltre che alla difesa in generale ed a Sterbik, al terzino Joan Cañellas, top scorer con le sue sette meraviglie, al già citato Rivera junior ed a Jorge Maqueda e Julen Aguinagalde, a segno cinque volte a testa. Senza dimenticare Alberto Entrerríos, l'unico 'eroe' (assieme ad Albert Rocas), già presente a Tunisi 2005, che proprio oggi ha giocato la sua ultima partita con maglia della selección. Niente male come chiusura di carriera in nazionale. Intanto Rivera 'senior' aggiunge una nuova gemma, dal sapore Mundial, agli innumerevoli trionfi sulla panchina del Barça.


E la Danimarca? Se persino coach Wilbek aveva poco da dire dopo la ydmygelse (umiliazione) odierna, tanto da non presentarsi in conferenza stampa, figuriamoci noi. Forse la definizione più azzeccata è quella nel titolo del 'Copenhagen Post' (vedi sopra). In effetti una squadra così arrendevole e confusa ha stupito tutti. Ma il talento c'è, due anni ai massimi livelli non vengono cancellati da una serata da dimenticare. E siamo convinti che, mettendosi alle spalle esperienze come questa (e facendone tesoro per evitarne di simili in futuro) i danesi potranno togliersi nuove soddisfazioni, e magari centrare quel primo titolo mondiale sfiorato nel 2011 dopo la epica battaglia con la Francia, e stavolta mancato nettamente.

SPAGNA - DANIMARCA 35-19 (18-10)
* STATISTICHE 1 (pdf);
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STATISTICHE 2 (pdf);
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Play by Play (pdf);
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MATCH REPORT (pdf)

giovedì 6 settembre 2012

Femminile: Video Oltchim - Zaječar e Randers - Viborg

Dal sempre ottimo sito spagnolo Balonfemme, dedicato come suggerisce il nome unicamente all'handball femminile, i video di due importanti match in scena nei giorni scorsi: l'amichevole di prestigio disputata mercoledì 4 Settembre, fra il 'Mega Iper' Oltchim Valcea, favorita numero uno (vista la quantità di giocatrici di alto livello portata in Romania ed aggiunta ad una 'base' già di per sè molto forte) per la conquista della prossima Champions League, e le campionesse serbe dello Zaječar, e la più datata (risale a fine agosto) Supercoppa danese con protagoniste le 'grandi' Randers HK e Viborg HK, in onda sul canale TV2 Sporten del paese nordico. Buona visione!

* Oltchim - Zaječar 1a Parte

** Oltchim - Zaječar 2a Parte

Oltchim-Zajecar 2 parte 4-09-12 di balonfemme

*** Randers HK - Viborg HK (Supercoppa Femm. Danimarca)

giovedì 2 agosto 2012

AG København. La 'saga nordica' finisce in bancarotta.

Ai margini delle Olimpiadi, un'altra notizia-bomba ha scosso il panorama dell'handball internazionale. Il castello di carte è crollato, tanto velocemente come era stato costruito: l'AG København, ipermegasquadra messa in piedi per arrivare a tempo di record ai vertici europei, ed in effetti giunta alla Final Four di Champions League lo scorso maggio, è in bancarotta. Il club in grado di portare oltre 30 mila spettatori ad una finale di campionato ripartirà dalla terza divisione nazionale, mentre le numerose stelle reclutate a suon di palanche dal magnate Jesper Laustrup Nielsen, che ha abbandonato la nave (lasciandola alla deriva, vista la mancanza di investitori seriamente intenzionati a prenderne il posto) non ritenendo il progetto più vantaggioso, in termini economici, sono ora 'libere' di cercarsi un'altra squadra.

Sarà particolarmente interessante vedere la destinazione di Mikkel Hansen, ma oltre all'IHF Player of the Year 'in carica' pure altri elementi (Sigurdsson, Ekberg, Atlason giusto per nominarne alcuni) potrebbero rinforzare varie compagini europee. Magari rimpolpando il roster dell'ambizioso IFK Kristianstad svedese o soprattutto quel Paris Saint Germain Handball che, grazie ai petrodollari degli emiri, non sembra badare a spese (proprio come la sua controparte calcistica) e punta a sostituire il club della capitale danese come 'next big thing'. Seguendone le orme tanto nella rapida ascesa quanto nella fragorosa caduta? Vedremo. Di sicuro la lista della spesa (effettuata) parigina è già impressionante: basta dare un'occhiata qua: http://fr.wikipedia.org/wiki/Paris_Saint-Germain_Handball#Transferts_en_2012.2F2013. Altrettanto sicuramente, la saga nordica appena conclusasi, senza lieto fine, nella città della Sirenetta non lascia una piacevole sensazione.


domenica 29 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Danimarca campione!! Serbia battuta 21-19 in finale.

DANIMARCA CAMPIONE D'EUROPA. Quattro anni dopo il loro primo successo, gli scandinavi tornano ai vertici continentali. Sconfitta (ed incapace di realizzare il 'triplete' dopo i trionfi di Djoković e della nazionale di pallanuoto nelle ore anteriori) la Serbia, forse presentatasi all'ultimo atto con le pile un po' scariche dopo una camminata trionfale. Lo score di 21-19 sigilla una gara intensa e combattuta anche se non spettacolare in senso stretto, data la prevalenza delle difese sugli attacchi ed i numeri di due grandi portieri quali Niklas Landin e Darko Stanić.

Il punteggio dopo trenta minuti (un 9-7 quasi 'd'altri tempi') aveva già fatto intendere, a chiunque aspirasse a gustarsi un grande spettacolo pieno di goal, che forse era meglio andare al cinema... Qualche rete di più nella ripresa si vede, ma l'andazzo del match non cambia: Danimarca a fare da lepre, Serbia, tra l'altro salvata in molte occasioni da Stanić, ad inseguire senza mai mollare, ma pure senza mai raggiungere la 'preda'. Nemmeno la fiammata che in un attimo porta i padroni di casa dal 12-16 al 15-16 può cambiare un copione già scritto.

Un Mikkel Hansen stratosferico, che da buon fuoriclasse esce al momento giusto, ricaccia indietro gli avversari e mette al sicuro il trionfo, con la collaborazione di Landin. Al Michelone in grandissima forma corrisponde, dall'altra parte, la giornata no sia di Momir Ilić che di Marko Vujin, incapaci di provocare danni alla retroguardia 'ospite'. Dopo Canellas in semifinale, altre due presunte macchine da goal 'evaporano' al momento stesso in cui devono affrontare la Danimarca. Coincidenza o grande merito degli scandinavi? Il fattore ambientale non è riuscito ad incidere più di tanto questa volta. Ancor meno ha inciso Žarko Šešum, costretto in tribuna con un occhio bendato dopo essere stato colpito ad un oggetto lanciato dagli spalti venerdì scorso, pare diretto al coach dalla Croazia.

Danesi vincitori di un Europeo probabilmente non di qualità sopraffina (la squadra campione nel 2008 e quella che ha sfiorato il titolo mondiale un anno ci sembravano migliori delle 'truppa Wilbek' attuale), caratterizzato più dai grandi fallimenti (Francia in primis, ma non solo) che dalle grandi prodezze, ma in ogni caso bravissimi a raccogliere tutte le possibilità presentatesi davanti da otto giorni a questa parte. Gli uomini di Wilbek, che sulla panchina della nazionale maschile uguaglia la doppietta continentale al suo attivo come coach della nazionale danese femminile negli anni novanta, vendicano la sconfitta della fase a gruppi, e passano direttamente alle Olimpiadi, obbligando una Serbia comunque giunta ad un risultato storico a cercarsi il biglietto per Londra nel futuro torneo di qualificazione.

Conoscendo la solidità difensiva dei nordici, e la bravura di chi difende la porta su entrambi i lati del campo, pochi si aspettavano un inizio (e più in generale una partita) spumeggiante. Le previsioni, in particolare sulla difficoltà serba di abbattere il muro avversario, sono state rispettate in pieno. Dalla partenza. Ci vogliono oltre cinque minuti e mezzo perché Rajko Prodanović, miglior marcatore dei suoi con appena quattro reti (e questo vorrà pur dire qualcosa...), inauguri il tabellino serbo, per giunta con fatica: parata di Landin, traversa, e poi finalmente palla dentro. Nel frattempo, però, Mikkel Hansen ed Anders Eggert (l'ala sinistra è stata una delle note migliori della 'landshold' di Copenaghen in questo torneo) avevano già portato gli avversari sul 2-0.

La Serbia pareggia, poi la lepre scandinava fugge ancora, ma per quanto la stella balcanica del THW Kiel non ne azzecchi una, il portiere riesce a tenere i suoi in partita. E se Nenad Vucković, di nuovo in forma(zione), ritrova il piacere del goal, Stanić rimane sempre il grande trascinatore: para, si esalta ed incita il pubblico. L'estremo difensore del Metalurg Skopje non può comunque fermare ogni bomba avversaria, così la Danimarca, favorita anche da una leggerezza di Dalibor Cutura che le regala due minuti in superiorità numerica, riesce ad ottenere il primo vantaggio importante: un 8-5 griffato Hansen (chi altri?) al ventiduesimo.

In una frazione che va 'a scatti', però, arriva la contro-replica serba: due goal in un minuto, con Ilić a timbrare finalmente la rete nemica, ed il distacco torna minimo. Il tempo si chiude con un nuovo Darko & Niklas Show. Solo Bo Spellerberg, il cui arrivo in squadra ha elevato il livello di gioco ed i risultati dei futuri vincitori, riesce a segnare, mandando tutti negli spogliatoi con il basso punteggio già citato. E con entrambi i portieri oltre al 50%. L'impressione alla pausa è che la Danimarca sia sulla strada giusta, e la Serbia abbia assolutamente bisogno dei suoi due gemelli del goal.

Peccato che sia Vujin che Ilić proseguano la loro battaglia con il goal in apertura di ripresa, mentre l'uno-due firmato da Nikolaj Markussen porta l'Armata Wilbek al nuovo massimo vantaggio: 11-7. E se Stanić continua a fare il possibile fra i pali, il Momir nazionale continua a sbagliare, pure dai sette metri. Il rigore neutralizzatogli da Landin però non scoraggia i serbi, come al solito molto combattivi, che ora fanno piuttosto affidamento sul pivot Alem Toksić. Suo il meno uno (10-11), poi vanificato da Hansen e dal giovane Rasmus Lauge Schmidt, oggi in verità non molto considerato dal proprio allenatore, né molto preciso (due su sette, ben diversa era stata la mira contro la Spagna).

Il secondo, ed ultimo centro di Ilić è seguito da un nuova bomba del Michelone, che sbatte su palo e portiere e poi va dentro. Quando ti riescono anche tiri del genere, vuol proprio dire che è la tua giornata. E di segnali premonitori della vittoria finale della Danimarca ne abbiamo visti parecchi dall'inizio del Main Round otto giorni prima. Dall'altra parte, invece, le bordate sbattono sulla traversa o … sul naso di Landin, senza però riuscire a mettere fuori combattimento il portierone danese.

Il già menzionato break che porta di nuovo i locali sul meno uno agli otto dalla fine, segnando l'entrata di Marko Vujin nel novero dei marcatori (due golletti: troppo poco, troppo tardi) è soltanto un'illusione. A sistemare le cose ci (ri)pensa Sua Altezza Re Mikkel con tre reti nel giro di quattro minuti!! Serbia sotto di due lunghezze quando arriva il giro di lancette conclusivo, e pure terribilmente sotto pressione. Tanto da perdere l'ultima palla proprio davanti a Mikkel Hansen, che con tutta la calma del mondo sigilla il trionfo danese. Chi altri poteva farlo?

** Danimarca - Serbia 21-19 (9-7)
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EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: anteprima delle finali!

In una giornata straordinaria per lo sport serbo, che vede l'eroe nazionale Novak Djoković impegnato nella finale degli Australian Open di tennis e la forte rappresentativa di pallanuoto sfidare i cugini del Montenegro per l'oro europeo, sarà la pallamano a regalare le ultime emozioni ad un popolo in attesa di un risultato storico. Anzi, ancora più storico di quello già ottenuto, visto che per la prima volta la Serbia del 'rukomet', non più Yugoslavia, è riuscita a conquistarsi un posto nell'ultimo atto di una grande competizione.

Tra gli uomini di Veselin Vuković e l'apoteosi è rimasto però l'ostacolo più difficile: la Danimarca che non si arrende mai. Una squadra che, dopo le tribolazioni di partenza, sembra davvero essersi imbarcata sulla rotta giusta: un cocktail di meriti propri e demeriti altrui l'ha catapultata fino alle semifinali, dove è riuscita a porre fine alle ambizioni di una Spagna di nuovo tanto forte quanto incompiuta. Un po' per bravura, un po' grazie alle circostanze, di cui hanno saputo approfittare nel modo migliore, gli scandinavi sono ormai arrivati ad un passo dal ripetere il trionfo continentale del 2008. Passo da compiere questa sera, 'vendicando' pure il K.O. subito dai serbi nelle primissime fasi del torneo (quel 24-22 della seconda giornata, materializzatosi dodici giorni fa).

Tanto di cappello a mister Ulrik Wilbek per il ripensamento e la convocazione di Bo Spellerberg. Meglio tardi che mai: il versatile centrale del KIF Kolding ha dato una nuova spinta alla 'Landshold', che dopo il suo arrivo è cresciuta sia in termini di gioco che di risultati. Senza dimenticare ovviamente il contributo degli altri: tanto per fare alcuni nomi, il portiere Niklas Landin, la stella Mikkel Hansen, alla fine decisivo contro la Spagna pur rimanendo in ombra per buona parte del match (d'altronde era marcatissimo), quell'Anders Eggert micidiale dall'ala, il veterano Hans Lindberg oppure la giovane-rivelazione Rasmus Lauge Schmidt, una spina nel fianco degli iberici venerdì scorso. La difesa rocciosa ha spesso creato difficoltà alla manovra 'nemica'. L'allenatore nordico, pronto ad aggiungere una nuova perla al suo impressionante curriculum, sa che per battere i serbi ed il fattore-campo la Danimarca dovrà comunque alzare i ritmi rispetto alla gara della fase a gironi, magari affidandosi ai quei contropiedi di cui sono stati maestri in tante occasioni. E sulla tradizione, perché se l'ultimo precedente ha sorriso alla Serbia, è pur vero che i balcanici non riuscivano a prevalere sugli odierni avversari da sette anni o giù di lì. Wilbek fa professione di fiducia riguardo alle capacità dei suoi di non lasciarsi condizionare dall'ambiente che troveranno oggi pomeriggio, ma questo è ancora tutto da dimostrare ...

Da parte loro i padroni di casa dovranno puntare moltissimo sulla forza del gruppo, sul talento di Momir Ilić e Marko Vujin, sulla parate di un Darko Stanić spesso e volentieri determinante, e soprattutto sull'apporto (invocato, a nome di tutta la squadra serba, da Dalibor Cutura, che può battezzare il suo debutto in nazionale, a 36 anni suonati, con una medaglia d'oro) della Beogradska Arena, oggi secondo le previsioni stipata e 'calda' come non mai, con ventimila ugole pronte di nuovo a fare da 'uomo in più' per una nazionale purtroppo obbligata a vedersela con lo stato di forma non perfetto di alcuni giocatori, e con la minore esperienza, rispetto alla controparte, a tali livelli. Ma come lo stesso Vuković, che nei suoi anni in campo da pivot ha conquistato ori olimpici (1984) e Mondiali (1986), ricorda, in una finale secca non è necessariamente la squadra più forte e/o esperta a vincere.

La grande sfida delle ore 17:00 sarà preceduta, alle 14:30 dalla finale dei delusi: Spagna e Croazia si affrontano per un terzo posto ad ogni modo prestigioso. Gli iberici potrebbero replicare il piazzamento dei Mondiali dello scorso anno, ed aggiungere una nuova medaglia all'altro bronzo (Croazia 2000) ed al tris di argenti in bacheca. Peccato che, ancora una volta, l'appuntamento con il gradino più alto del podio sia stato rinviato a data da destinarsi. Viran Morros si dice determinato a fare suo questo nuovo importante riconoscimento; dall'altro lato Igor Vori (spesso elemento avanzato della difesa 5-1 slava, che stavolta potrebbe venire 'sostituita' da una 6-0 che sappia aumentare le difficoltà di una Spagna priva di grandi cecchini dai nove metri ...) desidera porre fine alla sua tradizione negativa personale nelle 'finaline': tre incontri, tre sconfitte. Ed il compagno Blazenko Lacković non accetterebbe di tornare in patria a mani vuote.

Curiosamente, anche in questo caso il precedente confronto diretto si è concluso sul 24-22. Con sconfitta balcanica, però. Altro motivo che spingerebbe i croati a giocarsela a fondo, nell'attesa che un'eventuale successo della Danimarca contro i loro cugini-rivali serbi regali alla squadra di Slavko Goluža il vantaggio non da poco di organizzare il rispettivo gruppo di qualificazione olimpica in casa. Un privilegio che la Spagna si è peraltro già assicurato. Pure l'ultimo precedente nella corsa al bronzo, datato Pechino 2008, è favorevole alla 'Roja': la formazione ai tempi diretta da Juan Carlos Pastor sconfisse gli odierni rivali per 35-29.

FINALE 1-2 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 17.00)
** SERBIA – DANIMARCA

FINALE 3-4 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 14.30)
** SPAGNA – CROAZIA

Diretta televisiva in italiano di Spagna - Croazia su SPORTITALIA 2, e di SERBIA-DANIMARCA su SPORTITALIA; entrambe le finali vanno live anche su Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est) in tedesco. Soliti highlights della giornata alle ore 23:00 circa nell'EHF Euro 2012 Show su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming (intorno agli orari inizio delle partite) sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

sabato 28 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: la finale è Serbia - Danimarca!!

Ebbene sì, Serbia e Danimarca vanno alla finalissima. Le due squadre, già incontratesi nella seconda giornata della fase a gruppi, con vittoria dei balcanici, il 17 Gennaio scorso, hanno guadagnato il diritto a ritrovarsi in un nuovo testa a testa. Non più alla Pionir Arena, ma nel maestoso scenario della Beogradska Arena. Non più con i soli due punti in palio, ma con il titolo europeo come unico obiettivo.

SERBIA - CROAZIA 26-22
I serbi hanno fatto loro il derby con la Croazia. Tifo caldissimo per i padroni di casa, ma nessun incidente. Il dispositivo di sicurezza, compresi l'ampio spiegamento di forze dell'ordine ed il divieto di accesso al paese per i tifosi croati senza biglietto, al momento pare aver funzionato.

Per quanto riguarda strettamente l'incontro, i padroni di casa si sono assicurati la vittoria grazie ad una sontuosa seconda parte. La prima è trascorsa su piani essenzialmente d'equilibrio, con la Croazia ad inaugurare il marcatore (Ivan Cupić dai sette metri) e rispondere ad ogni … risposta serba per otto minuti. Ivan Nikcević, compagno dell'azzurro Tin Tokić al Valladolid, e connazionali ribaltano finalmente la situazione sul 6-5, ma gli 'ospiti' che beneficiano di una panchina lunga, tornano avanti; lo scambio di reti prosegue fino a quando Ivano Balić, stavolta in campo abbastanza tempo, fissa lo score sul 12-11, e poi Marko Kopljar (migliore croato del match) ed Igor Vori (i cui trascorsi a Conversano vengono spesso ripetuti dal cronista di Sportitalia 2, alla quale facciamo i complimenti per la scelta di trasmettere in diretta le ultime, decisive sfide del torneo), rispondendo a Ivan Stanković e Marko Vujn, mandano le squadre alla pausa lunga sul 14-13 per loro.

Nessuna delle contendenti è riuscita a conquistarsi più di un rete di margine in tutta la frazione di apertura, però alla ripresa del gioco il vento cambia. In una direzione gradita alla stragrande maggioranza del pubblico. Alem Toskić e Momir Ilić regalano il primo vantaggio 'consistente' (16-14) alla Serbia, poi torna a colpire il duo Stanković-Vujin. I croati ora faticano a superare il muro difensivo rivale, incluso un Darko Stanić ancora una volta immenso. Ad un quarto d'ora dalla fine, sul 21-17, con la partita che sembra scappargli di mano, mister Goluža è obbligato a chiedere time-out. Kopljar si riscopre protagonista con due reti, che dimezzano lo scarto, e con … un due minuti rifilato dagli arbitri per un fallaccio, che propizia il nuovo allungo serbo. I dieci minuti rimanenti servono alla stella Ilić per allungare il bottino personale fino agli otto goal, portando i suoi al 25-20. Una doppietta di Vuijn, tra i canti di gioia degli spettatori, chiude la contesa. I croati falliscono l'obiettivo principale e dovranno accontentarsi della lotta per il bronzo. I loro grandi rivali invece fanno la storia e conquistano, ovviamente con il contributo imprescindibile del fattore-campo, la prima finale di sempre.

DANIMARCA - SPAGNA 25-24
La Danimarca si era in precedenza ritagliata uno spazio nella finalissima battendo la Spagna, per l'ennesima volta fermatasi alle porte dell'oro, con il minimo scarto. Nordici sempre lontani dalla forma esibita nel 2008 ed ai Mondiali dello scorso anno, però bravissimi a cogliere al volo le opportunità capitate negli ultimi sette giorni. La combinazione di risultati che aveva permesso la grande rimonta nel Main Round è stata seguita, in semifinale, da ulteriori episodi favorevoli alla squadra di Wilbek. A cui, lo ribadiamo, va riconosciuto il merito di averne saputo approfittare.

Inizio gara con prevedibile dominio delle difese, ed errori su entrambi i lati, tanto che ci vogliono quattro minuti perché Hans Lindberg sblocchi il punteggio. Dopo dieci minuti di equilibrio è la Spagna a regalarsi il primo break: un poker di reti, favorito da buone difese e relativi contropiedi, propizia il 7-3 e illude qualche tifoso della 'Roja'. Il coach scandinavo chiede time-out al momento giusto: al rientro i suoi tornano alla carica, spinta da Thomas Mogensen e dalle bombe del giovanissimo (appena 20 anni) centrale Rasmus Hauge Schimdt, nonché da un Niklas Landin ormai tornato (quasi) una certezza fra i pali. Dopo otto minuti senza reti, René Toft Hansen fissa dai sei metri la parità a quota dieci, e i danesi mettono la freccia con Anders Eggert autore dell'11-10. Spagna senza bussola in attacco nell'ultima fase del periodo, incapace di aggirare la sei-zero difensiva rivale, e priva (ma questo lo si sapeva da tempo) di cecchini in grado di fare la differenza dai nove metri. Non molto meglio in difesa, dove combina un pasticcio rivelatosi alla fine determinante: la barriera copre in modo inadeguato una punizione di Mikkel Hansen a tempo scaduto, lo stesso José Manuel Sierra si fa trovare fuori posto, ed il fuoriclasse del Copenaghen dice gracias: palla in rete e più due per la 'Danish Dynamite' a metà gara.

Romero e soci finiscono male e ricominciano peggio: un tris dell'ispiratissimo Lauge Schmidt apre la porta al più cinque avversario (17-12) del 38° minuto. Poi finalmente la Selección richiude le maglie in difesa, con Sierra a fare il proprio dovere, colpisce duro in contrattacco, e finalizza la 'remontada'. I trascinatori saranno Jorge Maqueda (unico vero 'bombardiere' dalla lunga distanza) e Julen Aguinagalde, per quanto il 19 pari con cui si entra nei dieci minuti conclusivi rechi la firma di Cristian Ugalde. Gli spagnoli pagano lo sforzo della rimonta e tornano a collezionare errori, lasciandosi ri-scappare gli avversari. Manco a dirlo, nel nuovo parziale troviamo lo zampino del giovane Rasmus eroe di giornata. Game over? Per nulla. La truppa di coach Rivera non starà disputando la miglior partita di sempre, ma non ha perso la grinta. Ed impatta a due giri di lancetta dal termine. A questo punto torna in scena di prepotenza l'altro Hansen, il Michelone da Helsingør, perfetto simbolo della nazionale danese di questo Europeo. Il Michelone non esalta più di tanto, non gioca benissimo, ma proprio come la sua squadra riesce a fare la cosa giusta al momento giusto. A fine primo tempo annota quel goal incredibile su punizione, ed ora griffa la doppietta che decide l'esito del confronto, catapultando i danesi nella finale per l'oro.

Con qualche recriminazione avversaria, non infondata: l'impatto tra Ugalde ed uno scandinavo nell'ultima azione iberica poteva essere sanzionato con un sette metri in grado di cambiare tutto. Ma gli arbitri, che hanno sempre ragione (anche quando hanno torto), la vedono diversamente, e poi con una gara diversa (ed un Joan Cañellas capace di combinare almeno qualcosa...) gli spagnoli ora starebbero a festeggiare, non a rammaricarsi per il nuovo K.O. subito ad un anno di distanza dalla semifinale mondiale. La Danimarca ringrazia e va avanti, beffarda e testarda nel conquistare un risultato sul quale, una settimana fa, pochi nello Jutland e dintorni avrebbero sinceramente puntato.

SEMIFINALI - RISULTATI
** Danimarca - Spagna 25-24 (12-10)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

** Serbia - Croazia 26-22 (13-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

FINALE 1-2 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 17.00)
** SERBIA – DANIMARCA

FINALE 3-4 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 14.30)
** SPAGNA – CROAZIA

venerdì 27 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: anteprima semifinali e finale 5° posto.

Spagna - Danimarca e Serbia - Croazia. Con la sfida tra rivelazioni Slovenia e Macedonia a fare da antipasto. Il menu del giorno agli Europei, che proprio oggi decideranno le contendenti all'oro, e al bronzo, è particolarmente prelibato.

*** SERBIA- CROAZIA (Beogradska Arena, h. 20:15):
Che sia solo una partita (meglio se spettacolare)!


Il 'piatto forte' è l'ultima portata, il 'derbyssimo' delle ore 20:15, che nella capitale serba aspettavano da tempo. Un evento purtroppo capace, per qualcuno, di riportare l'orologio indietro di vent'anni, ai tempi della guerra nei Balcani. Nei giorni scorsi la rivalità fra le due parti ha mostrato il suo lato peggiore: scontri fra tifosi a Novi Sad, auto con targa croata danneggiate, e pure una sorta di agguato teso, in autostrada, contro fans che stavano tornando in Croazia dopo aver assistito alla sfida contro l'Ungheria. Con spiacevole corollario di una decina di feriti. La tensione alla Beogradska Arena sarà massima, ed il dispositivo di sicurezza proporzionato ad una partita di alto rischio come questa, in cui le frange estreme delle rispettive 'tifoserie' potrebbero approfittarne per 'regolare' conti e questioni del tutto estranei alla pallamano. Si parla di cinquemila poliziotti per ventimila spettatori. Auguriamoci almeno di non rivedere in giro Ivan Bogdanov e soci ...

Niente di quanto sopra menzionato deve però oscurare lo spettacolo che ci offrirà il campo di gioco. Dove non vedremo solo un derby tra cugini-rivali, con tutte le implicazioni del caso (ed i cipito delicato di dirigere la tenzone affidato ai francesi Nordine Lazaar e Laurent Reveret), ma soprattutto un confronto che frusterà inevitabilmente i progetti di una delle contendenti, entrambe determinatissime ad arrivare all'ultimo atto, entrambe fiduciose nei propri mezzi. La Serbia ha impressionato positivamente nella prima fase e nel Main Round, pur concedendo punti a Slovacchia e Macedonia, quando la vittoria non era però necessaria, e facendosi rimontare della Germania in una partita che sembravano avere in pugno. Momir Ilić ed il portiere Darko Stanić vanno inclusi fra le note più liete di una formazione che ha sempre beneficiato del sostegno assoluto da parte dei suoi fans.

Cammino positivo, nonostante il K.O. Ad opera dei forti spagnoli, anche per la Croazia: le numerose frecce all'arco di Slavko Goluža hanno consentito all'allenatore di raggiungere la semifinale, tra l'altro prendendosi la rivincita sui francesi, quasi senza il contributo di Ivano Balić, costretto ad un minutaggio inferiore al solito. Le parate di Mirko Alilović, l'efficacia difensiva n generale, i numeri dei vari Blazenko Lacković, Marko Kopljar, Igor Vori, Manuel Strkel e soprattutto del folletto Ivan Cupić si sono dimostrati sufficienti per indirizzare la squadra sul cammino giusto. Sul quale il terzino dell'Amburgo Domagoj Duvnjak ed i suoi connazionali vogliono proseguire. Peccato per loro che, dall'altro lato del campo, Petar Nenadić (ex del Barcellona, attualmente al servizio del Team Tvis Holstebro danese) e compagni abbiano la medesima intenzione. Con in più lo stimolo di scrivere una pagina storica per il 'rukomet' serbo, davanti ai propri tifosi. Contro-sostituzione tra le fila dei padroni di casa: Nenad Vucković, infortunatosi alla caviglia nei primi giorni di competizione, è di nuovo disponibile; Momir Rnić, chiamato in sua sostituzione, ha fatto il proprio dovere ma adesso deve tornare in tribuna. E' la dura legge dello sport …

*** SPAGNA – DANIMARCA (Beogradska Arena, h. 17:45):
Un anno dopo, la rivincita. O la ri-perdita)?


Nessun rilevante problema di ordine pubblico atteso nell'altra semifinale. E come potrebbero esserci se il 'capo-ultrà' degli spagnoli è il pittoresco 'punk' più volte inquadrato, in tutta la sua cresta, dalle telecamere nei giorni scorsi? Ad aumentare un po' la tensione ha provveduto mister Valero Rivera, con le sue accuse ad alcuni non specificati giocatori danesi, 'colpevoli', secondo il mister iberico, di non aver 'saputo vincere' nel dopo-partita della semifinale dei Mondiali 2011, quando i nordici avevano regolato la Spagna con un chiaro e meritato 28-24 estromettendola dalla corsa all'oro, e festeggiato in maniera non gradita alla controparte. La Selección, peraltro già sconfitta dai danesi nella finale per il quinto posto dell'Euro 2010, avrebbe poi conquistato il bronzo, ed i nordici conteso fino all'ultimo l'oro alla Francia.

Forse si tratta solo di un mezzo (o piuttosto un 'mezzuccio') per caricare i suoi, che in effetti potrebbero averne bisogno. La Spagna, di nuovo fra le Fantastiche Quattro dopo sei anni, è l'unica imbattuta ed ha tutti i crismi di una squadra solida, candidata al trionfo finale, con una panchina lunga a sufficienza, una difesa tra le migliori (probabilmente la numero uno in assoluto), efficacissima sia in versione 5-1 che in veste 6-0, ed il complemento di un Sierra straordinario fra i pali; e dulcis in fundo ha pure fatto suo l'ultimo scontro diretto nella 'SuperCup' di qualche mese fa (29-26). L'altro portiere spagnolo, Hombrados, si è detto convinto che, dopo un terzo posto e tre argenti, è ora di mirare dritto al riconoscimento più importante.

Spagnoli con i favori del pronostico per la sfida delle ore 17:45? Probabile. Ma il precedente 'in partita ufficiale' di Kristianstad, anch'esso di venerdì (correva il giorno 28 Gennaio 2011) consiglia prudenza, specie se combinato ad altri fattori: dopo la partenza zoppicante i danesi, pur sempre non troppo convincenti, appaiono in crescita, con la combinazione di risultati favorevoli che li ha portati in semifinale a svolgere il ruolo di ulteriore, inquietante segnale premonitore per gli avversari. Alla federazione di Copenaghen va il merito aver raggiunto la semifinale in un grande torneo (seniores) per la quarta volta consecutiva: Europei femminili nel dicembre 2010, Mondiali maschili e femminili lo scorso anno, e adesso l'impresa di Belgrado.

Tenere a bada le macchine da goal Mikkel Hansen (il ragazzone, che stasera ritroverà i suoi ex-compagni del Barcellona, sbaglia molto, ma segna pure tanto...), Hans Lindberg ed Anders Eggert, oltre a quel Bo Spellerberg il cui rientro ha coinciso con il miglioramento della squadra, e rendere innocuo il portierone Landin, tornato in forma 'mondiale' (dodici mesi fa il suo 44% anti-Spagna fu decisivo), sono compiti all'apparenza non troppo facili. Difesa e contropiede potrebbero rivelarsi arma vincente per entrambi; Rivera ci aggiunge la pericolosità scandinava dai nove metri, mentre con Renè Toft Hansen al posto dello 'storico' Nøddesbo e di Knudsen i danesi forse puntano un po' sul loro pivot. Anche Ulrik Wilbek avrà però i suoi grattacapi cercando di disinnescare il pericoloso Joan Cañellas. Catalano come quell'Albert Rocas in viaggio per Belgrado come possibile rimpiazzo degli acciaccati Víctor Tomás e Roberto García Parrondo. Arbitrano gli sloveni Nenad Krstić e Peter Ljubić.

*** SLOVENIA - MACEDONIA: (5/6 Posto - h. 15:15):
'Derby' tra squadre-rivelazione con vista sul Tamigi


Chiude la nostra presentazione, ma apre la giornata alla Beogradska Arena (ore 15:15) un altro derby della ex-Yugoslavia mattatrice agli Europei: Macedonia vs. Slovenia. Due piacevoli sorprese premiate con la chance di guadagnarsi un biglietto per il torneo di qualificazione olimpica. Riservato però solo alla vincitrice: aspettiamoci quindi una spettacolare battaglia in campo, nella certezza che la colorita tifoseria macedone farà la sua parte in tribuna.

Occhi puntati su Kire Lazarov, attuale capocannoniere del torneo, ma soprattutto ad appena cinque lunghezze dal record di 58 reti, stabilito dieci anni fa dal leggendario Ólafur Indriði Stefánsson. Uguagliarlo e migliorarlo sono compiti alla portata del fuoriclasse in forza all'Atlético Madrid, che in caso di riuscita diverrebbe il primo giocatore di sempre a figurare come top scorer SIA in un Mondiale che in un Campionato d'Europa. Anche se il diretto interessato fa più o meno sinceramente sfoggio di modestia e afferma che il suo vero obiettivo è soltanto arrivare a Londra con la nazionale. Sarebbe la prima volta alle Olimpiadi, in uno sport di squadra, per la giovane repubblica con capitale Skopje.

Attenzione pero ai terribili sloveni, che dopo essere finiti sull'orlo del baratro nella prima fase, si sono ripresi tanto da arrivare a questo punto. Nonostante i sette debuttanti, sono molte le pedine in grado di provocare danni agli avversari. La prima, forse, si chiama ... 'mancanza di pressione', e spesso e volentieri porta a risultati insperati. Le altre hanno nome e cognome: i più significativi sono quelli di Dragan Gajić, stella degli sloveni che di solito veste i colori del Montpellier assieme al portiere Primož Prošt, i fratelli Luka e Miha Zvižej ed il terzino Uroš Zorman, il quale attribuisce il buon risultato (magari il primo di una lunga serie) della squadra all'unità del gruppo.

COPERTURA WEB / TV

Diretta televisiva di Spagna - Danimarca e Serbia – Croazia su SPORTITALIA 2 in italiano e du Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est) in tedesco. 15 minuti di highlights della giornata alle ore 23:00 circa nell'EHF Euro 2012 Show su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming (intorno agli orari inizio delle partite) sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012:la Danimarca raggiunge Spagna, Croazia e Serbia in semifinale. Germania: disastro compiuto.

Saranno dunque Spagna - Danimarca e Serbia - Croazia le semifinali dei Campionati Europei Maschili 2012. Questo il responso dell'ultima giornata del Main Round, emessso dopo le sfide conclusive di Belgrado e Novi Sad. Alle due balcaniche ed agli iberici, già sicuri della qualificazione, si sono aggregati Mikkel Hansen e soci, bravissimi a portare a termine una grande ed insperata rimonta, conquistando la qualificazione dopo essere partiti con ZERO punti nella seconda fase.

Un'impresa cui va dato pieno merito, anche se facilitata da una lunga serie di coincidenze e risultati favorevoli. Ultimo, ma non certo per importanza, quello della Germania, sconfitta dai polacchi mercoledì pomeriggio e terminata addirittura al quarto posto nel suo raggruppamento, con relativa, storica esclusione da ogni 'pass' per le Olimpiadi. I tedeschi hanno complessivamente meritato l'eliminazione, frutto di una 'impresa' al contrario, se consideriamo il loro punteggio di partenza (4 punti) nel Main Round.

Contro la Polonia, in un match non sopraffino ma avvincente fino all'ultimo, hanno palesato evidenti limiti ed al tempo stesso un'invidiabile combattività, che ha permesso loro di rimettere in piedi più di una volta una partita che sembrava persa. Impressionante il recupero tedesco alla fine del primo tempo, ma ancor di più nella ripresa, quando sono passati dal 25-29 al 31-29 in nove minuti. Rimonte spesso effettuate in inferiorità numerica: la grande 'combattività' ha fruttato alla Germania anche 7x2 minuti, quattro cartellini gialli, e soprattutto il disastro combinato (sul 31-3; foto sotto) da Dominik Klein, fino ad allora fra i migliori della 'Mannschaft' al pari di Christian Sprenger: l'ala sinistra del Kiel spinge da dietro Krzystof Lijewski (MVP del match sul lato slavo) lanciato in contropiede a tutta velocità, il quale a sua volta termina addosso al malcapitato Michael Haaß. Entrambi vanno K.O., ma ad aver la peggio è il centrale tedesco, che se ne esce con una caviglia fratturata. Ovviamente cartellino rosso per lo sconsiderato Klein. Dopo tale episodio la Germania in pratica sparisce dal campo, ed i suoi avversari ne approfittano per mettersi in tasca la vittoria.

E per fare un regalo alla Danimarca, che nel confronto successivo non deve spettinarsi più di tanto per regolare la Svezia e conquistare i due punti necessari alla qualificazione matematica. Una tripletta in apertura spiana la strada ai danesi, avanti da inizio a fine match. I gialloblu provano a reagire, ma restano in partita una dozzina di minuti, prima dell'allungo decisivo, firmato soprattutto da Mikkel Hansen ed Anders Eggert, che porterà al 18-11 di metà gara. Nulla cambia nel secondo tempo, con la Danimarca che tocca le otto reti di margine e conclude sul 31-24, grazie alla doppietta finale del pivot René Toft Hansen. Decisiva la prestazione di Niklas Landin, che pare aver ritrovato la forma dei Mondiali 2011(spagnoli, siete avvisati ...) e si guadagna il pane quotidiano con un 43 percento di salvataggi. Nelle fila degli svedesi, ultimi classificati nel loro girone, si fa valere Kim Andersson, una spina nel fianco avversario con le sue otto meraviglie su nove tentativi.

L'ultima partita del Gruppo II è una festa per la Macedonia, che forse avrebbe meritato le semifinali più di Danimarca e altre contendenti, ma comunque si 'accontenta' del terzo posto finale, con relativa opportunità di staccare il 'biglietto' per il torneo di qualificazione olimpica. I leggendari tifosi macedoni riescono a superare in decibel pure i padroni di casa, quando la loro squadra, trascinata dai soliti Kiril Lazarov, stavolta in doppia cifra, e Borko Ristovski, ottimo a ripetersi fra i pali con un nuovo 44 percento, sconfigge (22-19) una Serbia interessata a risparmiarsi per la grande sfida che l'aspetta venerdì: Momir Ilic va in campo per appena 26 secondi, Darko Stanic cede completamente il posto al portiere di riserva Dragan Marjanac. La Macedonia mette il naso avanti per quasi tutta la frazione di apertura, anche se torna negli spogliatoi con un vantaggio minimo (11-10), e buona parte della seconda. Ai sette dalla fine è di nuovo parità, a quota 19. Ma l'ultima tranche è un monologo dei ragazzi di mister Shindovski, a segno tre volte, con 'Kire' a sigillare il trionfo in una Beogradska Arena coloratasi di giallo e rosso.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 3a Giornata
** Polonia - Germania 33-32 (18-17)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Svezia 31-24 (18-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Macedonia - Serbia 22-19 (11-10)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica finale
1. Serbia 7 p. 3-1-1 (110-104) +6
2. Danimarca 6 p. 3-0-2 (140-133) +7
_______________________________
3. Macedonia 5 p. 2-1-2 (130-127) +3
_______________________________
4. Germania 5 p. 2-1-2 (132-129) +3
5. Polonia 5 p. 2-1-2 (132-136) -4
6. Svezia 2 p. 0-2-3 (124-139) -15

A Novi Sad, la Spagna certifica il primo posto finale grazie ad un successo, in verità non agevole, ai danni della Slovenia, pure in questo caso brava a recitare la parte della guastafeste. Almeno durante la prima frazione, trascorsa spesso in vantaggio, per quanto all'intervallo il tabellone segni 15 pari. Ed al ritorno in campo, quando Luka Zvizej si erge a protagonista assoluto con un poker di reti consecutive. Gli slavi scappano fino al +4 (21-17 al 37° minuto) ma a quel punto la Spagna si ritrova e comincia la 'remontada': Raul Entrerrios fissa il 24-24, e cinque minuti dopo Eduardo Gurbindo si incarica di ribaltare del tutto la situazione (26-25). Peter Pucelj con le sue tre reti chiama gli slavi al riscatto. Troppo tardi: ormai i punti sono in mano iberica. L'uno / due di Joan Canellas in chiusura leva ogni dubbio in proposito. Spagna vincente, (abbastanza) convincente, e seria candidata al gradino più alto del podio.

La Slovenia si consola con il terzo posto di gruppo e la qualificazione alla finale per la 5/6 piazza 8da disputare contro i macedoni), con l'aiuto dei 'cugini' croati che fermano sul pareggio le ambizioni ungheresi. Come contro Spagna e Francia i magiari, in una SPENS Hall in netta maggioranza dalla loro parte, fanno risultato, ma stavolta non quello che volevano. Grande rammarico, pure alla luce di quanto visto nei primi trenta minuti: Ungheria a prendersi velocemente un vantaggio significativo (8-4 al quarto d'ora di gioco), e Gábor Császár a referto ben cinque volte. La frazione termina però sul 13-12, testimonianza dell'incapacità di chiudere il match in anticipo. Lo Császár-show continua per ben 17 minuti nella ripresa, con il centrale del Veszprém però come UNICO elemento in grado di trovare la via del goal, ed unico a tenere in partita l'Ungheria rispondendo ai tentativi di fuga croati. La lotta punto a punto dura fino al 58°, quando Krivocapics sigla il pareggio a quota 24. Da allora nessuno sarà più in grado di cambiare lo score, e con la punizione inutilmente tentata da Kornél Nagy allo scadere tramonteranno le speranze magiare di arrivare quantomeno a lottare per un ticket Olimpico.

Né vincitori né vinti nell'altra 'tenzone' (si fa per dire ..) del Gruppo II, quel Francia-Islanda ridottasi a parodia di sfide che, nemmeno troppo tempo fa, valevano medaglie d'oro o biglietti per le finalissime, ed ora vedono le squadre dividersi la posta senza infierire, terminando entrambe in fondo alla classifica. La differenza reti spedisce i Bleus all'ultimo posto, ennesima nota negativo di un Europeo da cancellare immediatamente. Ancora frastornati dall'eliminazione subita per mano croata, i francesi prendono TRE goal nei primi DUE minuti, e finiscono sotto con un imbarazzante 6-12. La prima reazione transalpina arriva entro l'intervallo (a metà gara sarà 15-12 per i nordici), e prosegue nella frazione seguente, con Luc Abalo a firmare parità (16-16 al 36°) e vantaggio (20-19 al 41°). In un sussulto di dignità i francesi, con William Accambray di nuovo ad alti livelli (10 reti su undici tentativi, ed un incredibile 7 su 8 dalla lunga distanza), si regalano il più due, ma i cinque minuti finali vedono il ritorno islandese, timbrato soprattutto da Olafur Ragnarsson, ed il ristabilimento definitivo dell'equilibrio, nonostante gli sforzi di Grégoire Detrez. Null'altro da aggiunger. Au revoir, France. Ci Vediamo alle Olimpiadi. Adesso è tempo di lasciare spazio ad un nuovo campione ...

Main Round: Gruppo 2 - Risultati 3a Giornata
** Islanda - Francia 29-29 (15-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Spagna - Slovenia 35-32 (15-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Croazia - Ungheria 24-24 (12-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica finale
1. Spagna 9 p. 4-1-0 (143-130) +13
2. Croazia 7 p. 3-1-1 (137-128) +9
______________________________
3. Slovenia 4 p. 2-0-3 (153-156) -3
_______________________________
4. Ungheria 4 p. 1-2-2 (125-130) -5
5. Islanda 3 p. 1-1-3 (143-146) -3
6. Francia 3 p. 1-1-3 (128-139) -11

mercoledì 25 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: chiusura pirotecnica del Main Round. Chi sarà la quarta semifinalista?

Finale con il botto del Main Round: oggi scendono in campo tutte e dodici le squadre in competizione, in un'ultima giornata con numerose sentenze da emettere, non solo per questo torneo (chi andrà in semifinale, ed in quale ordine?) ma anche in prospettiva Londra 2012, con i pass per il torneo di qualificazione olimpica ancora da assegnare.

Nel Gruppo I la Serbia, già guadagnatasi un posto nel turno successivo, attende di sapere chi l'accompagnerà in semifinale, e se ci andrà da prima o seconda classificata. Fondamentale al riguardo la sfida di apertura delle ore 16:15: dopo aver fallito il primo 'match point' contro la Danimarca, la Germania ci riprova, in questo caso contro una Polonia che, nonostante il pesante K.O. subito dalla Macedonia, conserva qualche piccolissima chance di passaggio del turno. Mister Heuberger annuncia (meglio tardi che mai) l'arrivo del centrale 25enne Martin Strobel del TBV Lemgo (1,89m per 57 presenze in nazionale), pronto a indossare la maglia numero 19. Vincere è d'obbligo per entrambe le squadre, e pure nel caso dei polacchi rischia di non bastare. L'ala sinistra Thomas Tluczynski, militante proprio nella Bundesliga (Lubecca) come altri suoi connazionali, mantiene qualche piccolo barlume di speranza.

Un'eventuale vittoria polacca, o al limite un pareggio, offrirà un occasione d'oro alla Danimarca, rendendola in grado di qualificarsi dopo essere arrivata al Main Round con zero punti in dote. A patto di vincere il derby scandinavo delle ore 18:15. Certo bisognerà vedere se la Svezia, già matematicamente fuori dai giochi, sarà d'accordo. Ne dubitiamo: la rivalità è sempre la rivalità. La tenzone fra vicini di casa perderebbe comunque molto interesse in caso di anteriore trionfo della Germania. I danesi si augurano di trovare la miglior versione di Mikkel Hansen, quello decisivo contro la Macedonia tanto per intenderci. Non quello opaco visto in altre circostanze.

Chiuderà i battenti alla Beogradska Arena un altro derby, stavolta balcanico: la Serbia padrona di casa vorrà certificare il primo posto finale del girone con un risultato positivo contro la Macedonia. La quale, a sua volta, rischia persino di arrivare alle semifinali, ma solo grazie ad una difficile combinazione astrale di risultati (vittoria propria e della Svezia, successo targato Polonia sui tedeschi con un goal di scarto). Sfida nella sfida, quella tra le due tifoserie forse più calde del torneo. Il portiere macedone Borko Ristovski, grande protagonista - assieme a Kiril Lazarov - della vittoria sui polacchi nel turno precedente, si dice addirittura convinto che i fans provenienti da Skopje e dintorni avranno la meglio, per quantità e 'decibel', sui padroni di casa. Parlando di portieri, anche l'estremo difensore rivale, Darko Stanić, si sta ben comportando in questo europeo, e con lui Momir Ilić (desideroso di affrontare la Croazia in semifinale) e parecchi giocatori della nazionale serba, tutti con il mirino puntato sul podio, magari già sulla finalissima.

Nel Girone II invece Spagna e Croazia hanno staccato in anticipo il biglietto per la 'Final Four'. In quale ordine, lo sapremo in tarda serata. Gli iberici, probabilmente la squadra più in forma e 'versatile' finora ammirata, comandano la classifica con sette punti, uno in più degli slavi, sorpassati grazia allo scontro diretto vinto. Per la vittoria matematica nel girone agli spagnoli basta un punto, da mettersi in tasca nella gara delle ore 18:15 contro la rivelazione-Slovenia. A dispetto della scarsa esperienza di vari elementi, gli slavi stanno dimostrando grinta e qualità non da poco, e puntano al torneo pre-olimpico. Emerge soprattutto un Dragan Gaijć in grandissima forma; oggi però l'ala destra del Montpellier è attesa dalla miglior retroguardia del campionato. L'allenatore spagnolo Valero Rivera, oltre a promettere maggiore spazio alle 'seconde linee' nel confronto odierno, dice che la Spagna approda alle semifinali con la massima ambizione, ma forse mente aggiungendo che 'qualunque rivale ci tocchi, per noi sarà lo stesso'. Affrontare la seconda del gruppo I, invece che un Serbia sostenuta dal tifo scatenato della Beogradska Arena, dovrebbe essere un'opzione decisamente migliore.

Lasciando magari alla Croazia l'onore/onere di vedersela con in padroni di casa, nella battaglia tanto attesa da Momir Ilić. Stasera intanto i balcanici, esaltati dal trionfo storico sulla Francia, chiudono le danze a Novi Sad affrontando l'Ungheria delle promesse non mantenute. L'ultima proprio ieri sera, quando la pessima forma dei loro portieri è costata la sconfitta con la Slovenia e l'eliminazione anticipata. Visto però come i magiari si trasformano contro le squadre di alto rango (spagnoli e francesi ne sanno qualcosa) c'è da attendersi una prova d'orgoglio e qualità degli uomini di Lajos Mocsai. La Croazia in questo torneo ha esibito tutta la gamma di frecce al proprio arco, potendosi addirittura permettere lo scarso minutaggio riservato a Ivano Balić, distintosi più per certe stucchevoli lamentele nel post-partita con la Spagna (del tipo 'abbiamo giocato contro gli arbitri, è dal 2004 che ce l'hanno con noi' e simili) che per quanto fatto vedere in campo. Ancora niente gara per l'infortunata ala sinistra Manuel Strlek, forse recuperabile in tempo per le semifinali. Sarà 'battaglia' pure sugli spalti: si affrontano le due squadre con il maggior seguito alla SPENS Hall. In
questo ambito, se proprio ci obbligate a scegliere, punteremmo su una 'vittoria' ungherese.

Uscita di scena anticipata per la Francia. In tutti i sensi. Dopo l'eliminazione divenuta realtà martedì sera, oggi i campioni più che mai uscenti termineranno la loro disavventura affrontando l'Islanda, in un declassato remake della finale olimpica del 2008 e della semifinale europea di due anni fa. Una vittoria per ristabilire, almeno in modica quantità, l'onore perduto: questo l'obiettivo dei Bleus, che poi volteranno subito pagina (lo conferma per primo il capitano Jérôme Fernandez) e cominceranno la preparazione per Londra 2012, dove contano di recitare tutt'altro copione. Difficile però che a Karabatic (molto in ombra) e compagni, estromessi da una semifinale di un grande torneo per la prima volta dal 2004, venga data luce verde da un'Islanda pure deludente in Serbia (le assenze di peso si sono notate eccome) ma sempre combattiva. Lo ha dimostrato anche contro la Spagna, in una partita giocata all'inseguimento, però mai con rassegnazione.

Main Round - Gruppo 1: 3a Giornata
(BELGRADO, BEOGRADSKA ARENA)

** h. 16:15 Germania (5 punti) - Polonia (3)
** h. 18:15 Danimarca (4) - Svezia (2)
** h. 20:15 Serbia (7) - Macedonia (3)

Main Round - Gruppo 2: 3a Giornata
(NOVI SAD, SPENS HALL)

** h. 16:10 Francia (2 punti) - Islanda (2)
** h. 18:10 Spagna (7) - Slovenia (4)
** h. 20:10 Croazia (6) - Ungheria (3)

Diretta TV della sfida decisiva tra Germania e Polonia sul canale tedesco ZDF, mentre Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est) trasmetterà tutte le altre partite, in simultanea. 15 minuti di highlights della giornata alle ore 23:00 circa ell'EHF Euro 2012 Show su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming (intorno agli orari inizio delle partite) sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
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martedì 24 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Serbia in semifinale, Svezia out. Danimarca e Macedonia non si arrendono.

Fra tante sorprese e decisioni rinviate, la seconda giornata del Gruppo I offre almeno una certezza: la Serbia è in semifinale!! I padroni di casa si ritagliano un posto fra le Fantastiche Quattro con un turno d'anticipo, battendo la Svezia che un simile risultato aveva ottenuto lo scorso anno ai Mondiali casalinghi, ed invece stavolta finisce eliminata più o meno precocemente. Il fattore-campo ora sta dalla parte dei serbi, bravi a vendicare il 28-24 subito a Malmö 366 giorni prima, per la felicità di una Beogradska Arena più calda e 'vocale' che mai.

L'inizio non è loro favorevole: un ottimo Johan Sjöstrand proietta gli scandinavi verso il 5-2; ma dopo i primi dieci minuti il vento cambia direzione, spingendo la squadra di casa verso la vittoria, e propiziando un break di 6-1, con il contropiede vincente di Marko Vujin a regalare il doppio vantaggio locale (8-6). Ekdahl Du Rietz, Ekberg e Lundström provano a reagire. Invano. I serbi conservano le distanze ed in chiusura di tempo trovano addirittura il massimo vantaggio: 14-11 a firma Ivan Nikcević.

La musica non cambia nel successivo quarto d'ora: i padroni di casa tengono a bada ogni accenno di rimonta; ma qualche imprecisione, unita alle prodezze di Sjöstrand che non si arrende mai, consente ai nordici di tornare a meno uno. Partita riaperta? Non troppo. I gialloblu sbagliano ancora in attacco al momento decisivo, complice un ottimo Darko Stanić che risponde al collega svedese (i due portieri finiranno con la stessa, ottima percentuale: 43%), ed i vari Prodanović, Sesum e Vujin li puniscono. Nemmeno la doppietta di Kim Ekdhal du Rietz nel finale impedisce l'esplosione di gioia dei diciottomila tifosi allo scadere del tempo. L'obiettivo minimo è centrato, ora a Belgrado e dintorni si punta ad una medaglia.

Serbia unica contendente già qualificata, visto che negli altri due match le squadre (all'inizio) messe peggio in classifica si sono imposte. La Macedonia è tornata in corsa per un passaggio del turno comunque assai improbabile dopo aver messo al tappeto la Polonia. Tre i fattori principali del trionfo balcanico il solito grande Kiril Lazarov, il solito grande pubblico, e fra i pali un immenso Borko Ristovski, che termina l'incontro con il 44 percento dopo aver raggiunto punte del cinquanta. Portieri avversari invece in giornata no.

Decisiva la partenza a razzo dei macedoni, cui fanno da trampolino le doppiette di Naumche Mojsovski e Lazarov. Il 4-1 iniziale si trasforma nel 10-4 di metà tempo, con la stella della squadra semplicemente inarrestabile (sei reti in un quarto d'ora per 'Kire'!) ed i polacchi completamente frastornati da Lazarov, dal portiere balcanico, e dai decibel di una Beogradska Arena tutta in giallo e rosso: c'è pure il Presidente della Repubblica Gjorge Ivanov! Passato il momento peggiore, la squadra di Bogdan Wenta riesce quantomeno a contenere i danni fino all'intervallo, quando il tabellone segna un impietoso 18-12.

Dopo la grande prova contro la Svezia, però, annullare un gap di 'solamente' sei lunghezze dovrebbe essere un gioco da ragazzi per Krzysztof Lijewski (MVP dei suoi, mentre il top scorer è Bartosz Jurecki) e compagni. Ma certe imprese riescono ogni tanto, e stavolta non è quella buona. Anche se un poker di reti consecutive in appena tre minuti (dal 38° al 41°) aveva creato illusioni di una nuova mega-rimonta, immediatamente frustrate da Alushovski, Dimovski, Lazarov e dalle parate di Ristovski. I polacchi non riescono mai ad avvicinarsi più di tanto (il 27-25 finale sarà il minimo vantaggio macedone dopo i primi cinque minuti), e Kire sale a quota nove con l'uno-due che, in chiusura di match, mette al sicuro i due punti.

Successo di due reti anche per la Danimarca, in grado di fare sua una delle sfide più tradizionali della pallamano europea, mandando al tappeto la Germania. La seconda vittoria consecutiva permette agli scandinavi di rimanere in corsa, raddrizzando (in parte) una situazione che appariva compromessa, mentre i tedeschi devono riporre nel cassetto le speranze di passaggio del turno anticipato, ed ora rischiano grosso.

La vittoria danese, merito soprattutto dei numeri di un Niklas Landin tornato in forma 'Mondiale' (2011) risulta meno tribolata che quella di sabato con la Macedonia, e matura in un grande finale di primo tempo, che fa seguito ad un pessimo inizio. Gli uomini di Ulrik Wilbek sono bravi a non farsi tagliare le gambe dal parziale di 5-1 'made in Germany' (protagonista Uwe Gensheimer in versione fuoco di paglia: tre goal in cinque minuti, poi nulla fino al 48°, e quindi ancora niente fino alla sirena), e reagiscono sia con Mikkel Hansen, il quale però non gioca molto nella prima parte, che attraverso i numeri di Landin, ritrovando la parità entro il quarto d'ora. Dopo un botta e risposta più o meno lungo arriva lo scatto firmato in particolare da una stella della Bundesliga, Hans Lindberg, a segno tre volte nei minuti precedenti l'intervallo. Cui si giunge con la Danimarca avanti di tre: 17-14.

Alla ripresa del gioco Tomas Mogensen, altro elemento del campionato tedesco, ed Anders Eggert incrementano le distanze fino al 21-16. La Germania, tenuta a galla dal portiere Silvio Heinvetter, prova a rifarsi sotto, e proprio il 'cameo' di Gensheimer ad una dozzina di minuti dal termine segna la riapertura dei giochi (24-23). Tempo di time-out per Wilbek, al quale segue una fase frenetica con tiri senza ricompensa da una parte e dall'altra, e Landin nuovamente in evidenza. L'esito della gara si deciderà (entro il sessantesimo ovviamente) dai sette metri: Eggert è glaciale e non spreca le due occasioni che si trova fra le mani; il grande incompiuto Gensheimer si vede invece neutralizzare l'ultimo tentativo con poco più di un minuto rimasto. Le ultime sentenze definitive sono rimandate a giovedì, con i danesi obbligati a vincere il derby vichingo contro una Svezia ormai eliminata, augurandosi che la Polonia strappi almeno un punto alla Germania.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 2a Giornata
** Macedonia - Polonia 27-25 (18-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Germania 28-26 (17-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Svezia 24-21 (14-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 2a Giornata
1. Serbia 7 p. 3-1-0 (91-82) +9
2. Germania 5 p. 2-1-1 (100-96) +4
---------------------------------
3. Danimarca 4 p. 2-0-2 (109-109) 0
4. Macedonia 3 p. 1-1-2 (108-108) 0
5. Polonia 3 p. 1-1-2 (99-104) -5
6. Svezia 2 p. 0-2-2 (100-108) -8

lunedì 23 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Lunedì 23 Gennaio. Svezia e Danimarca all'ultima spiaggia.

Un campionato europeo ancora senza padroni, dove per il momento regnano incertezza ed equilibrio (ne sono testimonianza i vari pareggi e/o match finiti in volata con minimi scarti), si appresta ad emettere alcuni verdetti senza appello. La seconda giornata del gruppo I del Main Round potrebbe sancire la definitiva eliminazione di una o più squadre.

Ci riferiamo in particolare a due 'grandi nomi': Svezia e Danimarca. Le potenze scandinave, semifinaliste ai Mondiali di appena dodici mesi fa (i danesi giunsero fino alle soglie dell'oro), non hanno convinto molto nella prima fase del torneo, e pur smuovendo le rispettive classifiche i loro debutti alla Beogradska Arena non sono riusciti a cancellare le perplessità. Entrambe si trovano a quota due in classifica, e le sfide odierne alle capoliste Serbia e Germania hanno il sapore dell'ultima spiaggia.

Tocca prima ai danesi, che dopo la vittoria in extremis sulla Macedonia trovano sulla loro strada un avversario ben conosciuto come i teutonici. Non solo in quanto fuoriclasse tipo Hans Lindberg o Thomas Mogensen militano nella Bundesliga, ma anche per i molti confronti diretti. Come nell'edizione 2004, quando la Germania, nella corsa al suo fino adesso unico oro continentale, finì con l'abbattere pure l'ostacolo Danimarca. Oppure quattro anni più tardi, a ruoli invertiti: scandinavi vincitori sui loro dirimpettai e poco dopo proclamatisi campioni d'Europa.

La tenzone più recente risale a due mesi fa, quando Martin Heuberger debuttò sulla panchina della 'Mannschaft' tedesca con una sconfitta. Oggi però sarà una sfida assai diversa per molte ragioni. Un'altra sfida imprevedibile in un torneo imprevedibile, secondo il non-pronostico dell'altro allenatore di scena, Ulrik Wilbek. Quest'ultimo si è anche detto pentito di non aver conovocato prima Bo Spellerberg, che al rientro in nazionale dopo l'infortunio ha subito offerto una grande prestazione, per quanto il vero trascinatore della 'landshold' di Copenaghen e dintorni rimanga sempre lui: la grande stella Mikkel Hansen. Le bordate del ragazzone nordico saranno necessarie per far cadere il muro tedesco e rimanere in corsa.

Gli svedesi, pure obbligati a vincere, dovranno vedersela con i padroni di casa ed il pubblico della Beogradska Arena. Quasi una 'rimpatriata' per Dalibor Doder, centrale scandinavo di origini serbe. Ma anche una sfida tra due squadre in cerca di riscatto dopo aver dilapidato vantaggi significativi nel turno di sabato. Impressionante l'incapacità svedese di conservare il +11 dell'intervallo. Balcanici e vichinghi si sono affrontati pure nello scorso Campionato del Mondo, però sul campo dei secondi, che fecero bottino pieno (28-24). Ad un anno di distanza, Momir Ilić e connazionali sono determinati a 'restituire il favore' nel match 'di ritorno'. Interessante il 'derby di Kiel' proprio tra Ilić ed il fuoriclasse Kim Andersson. L'altro elemento-chiave dei padroni di casa, Marko Vujin, entrerà nel gruppo delle 'Zebre', attualmente in testa al campionato tedesco, solo nella prossima stagione.

Chiudiamo con ... l'incontro di apertura. La Polonia protagonista della storica rimonta contro la Svezia affronta la Macedonia, a sua volta lasciatasi raggiungere e superare dai danesi nel turno precedente, raccogliendo meno di quanto seminato. Seppure, in pratica, siano fuori dai giochi per le semifinali, i macedoni continueranno a far conto sui loro spettacolari tifosi e sulle prodezze di Kiril Lazarov, a cui se possibile affiancare il pivot Stoilov ed altri elementi in giornata positiva. E magari sul precedente datato Mondiali 2009, quando nella vicina Croazia i balcanici vinsero il confronto diretto per 30-29. Stavolta però dovranno verdersela con la straordinaria combattività dei polacchi, consapevoli dell'obbligo di fare risultato per rimanere in corsa a dispetto di infortuni e assenze rilevanti.

Gruppo I (Beogradska Arena) - 2a Giornata
** h. 16:20: POLONIA - MACEDONIA
** h. 18:20: DANIMARCA - GERMANIA
** h. 20:20: SERBIA - SVEZIA

Classifica dopo la 1a Giornata
1. Germania 5 p. 2-1-0 (74-68) +6
2. Serbia 5 p. 2-1-0 (67-61) +6
---------------------------------
3. Polonia 3 p. 1-1-1 (74-77) -3
4. Danimarca 2 p. 1-0-2 (81-83) -2
5. Svezia 2 p. 0-2-1 (79-84) -5
6. Macedonia 1 p. 0-1-2 (81-83) -2

Diretta TV di Danimarca - Germania sul canale pubblico tedesco ZDF, mentre la privata Sport 1 (satellite Astra) mostrerà sia Polonia - Macedonia alle 16:20 che Serbia - Svezia in serata, con al termine gli highlights della sfida tra tedeschi e danesi. Sintesi dell'intera giornata dalle ore 23:00 alle 23:15 circa su Eurosport 2 tedesco (non visibile gratuitamente in Italia).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' degli incontri precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

domenica 22 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Main Round partito con tre battaglie incredibili.

Persino in una serata che, a livello di classifica, non cambia quasi nulla, lasciando le gerarchie sostanzialmente immutate, questo avvincente torneo regala emozioni a raffica. Il pubblico della capitale serba, trasferitosi per l'occasione dalla Pionir Arena alla più grande Beogradska Arena, assiste ad un trittico di partite spumeggianti, quasi in fotocopia, nel turno inaugurale del Main Round.

Apre le danze la straordinaria impresa della Polonia che, sotto di undici reti (9-20) all'intervallo contro la Svezia, mette in scena un'incredibile rimonta riuscendo ad agguantare i rivali all'ultimo minuto. Lo score finale (29-29) suona beffardo per i vichinghi, avanti dall'inizio sino a 35 secondi dal termine, e permette alla truppa di mister Wenta di salvare un punto, salendo a quota tre in graduatoria. Già dopo dieci minuti, con il tabellone a segnare il 7-1 pro-Svezia ('colpa' in particolare dell'ala sinistra Henrik Lundström e dei disastri dell'attacco 'made in Polonia') nessuno avrebbe immaginato un simile esito; tanto meno alla fine del primo tempo, cui si arriva con gli scatenati gialloblu a tormentare in serie i poveri Marcin Wichary e Piotr Wyszomirski. Netto il contrasto fra loro ed un Andreas Palicka ottimale nella porta svedese.

Il vento cambia totalmente nella ripresa. Il poker di reti consecutive in apertura, che obbliga Steffan Olsson a chiamare time-out, ne è prima avvisaglia. Il minuto di sospensione permette ai nordici di ritrovarsi, ed anche se Bartlomiej Jaska, MVP e top scorer degli est-europei, continua a martellarli, il gap rimane notevole: 25-19 a una quarto d'ora dalla fine. A quel punto giunge la seconda ondata polacca, che sommerge ogni speranza di vittoria avversaria. Trascinata da Michal Jurecki, la nazionale di Varsavia si avvicina alla preda, e la agguanta nei minuti finali, quando la Svezia non indovina più nulla in fase offensiva. L'onore di firmare il pareggio-beffa, e mandare in visibilio i propri tifosi, spetta ad Adam Wisniewski, ala sinistra del Wisla Plock.

Risultato 'bizzarro' anche nella gara successiva, protagoniste Danimarca e Macedonia. Spinti dal solito tifo straordinario, i balcanici volano sulle ali dell'entusiasmo e, dopo un botta e risposta lungo un quarto d'ora fra le due squadre, infilano un parzialone di dieci a quattro, trampolino di lancio per il massimo vantaggio dell'incontro intero (19-13). Responsabile numero uno, ovviamente, è Kiril Lazarov, bravo a martellare senza sosta la difesa scandinava. Peccato (dal punto di vista macedone) per quel finale di tempo in cui 'Kire' si prende una pausa e la Danimarca dimezza il margine. Si torna negli spogliatoi sul 19-16.

Il cannoniere dell'Atlético Madrid timbra di nuovo il cartellino al rientro in campo, con una tripletta in 15 minuti: però adesso mettere il pallone alle spalle di un Niklas Landin finalmente in forma è molto più complicato. Il giovane portiere nordico, ben assistito dalla difesa, spinge alla rimonta, che arriva dopo un goal del pivot Toft Hansen: 23 pari a metà secondo tempo, ora è tutto da rifare. L'orda vichinga non si arresta qui: sale in cattedra uno stratosferico Mikkel Hansen, che risponde da par suo all'altro 'martello' (quel Lazarov improvvisamente calato, al pari dei suoi compagni) e con un pokerissimo di reti porta la Danimarca avanti nello score.

Ribaltone definitivo? No!! La Macedonia è squadra guerriera, e torna a colpire. Il solito implacabile Lazarov, che vincerà il personalissimo scontro fra titani con Hansen (13 reti a 12 per il balcanico) firma il contro-pareggio, con addirittura possibilità di contro-sorpasso all'ultimo minuto. Quando si consuma il dramma: 5 secondi al termine, palla al solito 'Kire', il suo tiro rimbalza sulla gamba di Landin e termina in mano danese; contropiede lanciato, e finalizzato all'ultimo istante da Hans Lindberg. Esplosione di gioia per gli scandinavi: i due punti li salvano dal baratro e permettono a Bo Spellerberg (buona prova per il centrale appena rientrato da un infortunio) e compagni di mantenere qualche piccola opzione per il raggiungimento delle semifinali. Delusione per squadra e pubblico macedone che, come contro la Germania, escono da una grande gara a testa alta ma a mani vuote, raccogliendo meno di quanto avrebbero meritato. Ancora una volta gli ultimi, decisivi secondi non sorridono agli uomini di coach Shundovski.

Rimonta finale con pareggio in extremis pure nell'ultima gara della serata: lo scontro al vertice tra Serbia e Germania, vincitrici dei rispettivi gruppi ed arrivate al Main Round con il massimo dei punti disponibili. Una divisione della posta che accontenta di più i tedeschi, bravi a raddrizzare una partita compromessa nella prima parte. L'inizio serbo è travolgente: quattro goal in sei minuti, mentre la Germania non ne azzecca una contro un grande Darko Stanić e l'arcigna difesa locale. Superate le difficoltà dell'impatto, alle quali non era estraneo l'ambiente creato dai tifosi sugli spalti, la Germania torna in partita, soprattutto grazie ad Holger Glandorf. Ma nei sette minuti precedenti l'intervallo la Serbia ruggisce di nuovo, con il capitano Momir Ilić, micidiale dai sei come dai nove metri, a timbrare per cinque volte la rete avversaria.

Il 12-7 di metà gara viene persino migliorato al rientro in campo: 15-8 al 34°. Nove minuti sciagurati, però, riaprono i giochi: Glandorf, Roggisch e Gensheimer riportano gli ospiti ad un'incollatura (17-16) con un quarto d'ora di battaglia rimasto. Theuerkauf addirittura pareggia, poi la Serbia cerca di scappare di nuovo, piazzando un paio di colpi vincenti. Adrian Pfahl azzecca dai sei metri l'unico tiro buono della sua serata per fissare lo score sul 21-20 a sei minuti e mezzo dal termine. Da quel momento arriva una serie di errori, palle perse, parate, che sembrano congelare il punteggio. Un andazzo che ai padroni di casa non dispiacerebbe; purtroppo per loro, a cambiarlo con UN PAIO DI SECONDI rimasti ci pensa Sven-Sören Christophersen, subentrato al portiere Heinvetter per consentire alla Germania la superiorità numerica nell'ultimo attacco. Una scelta vincente: proprio il terzino delle 'Volpi' berlinesi trova, a fil di sirena, la bomba giusta dai nove metri. Alle fine del terzo match incredibile consecutivo, la Beogradska Arena è ammutolita, mentre i teutonici festeggiano il punto strappato con le unghie e coi denti, ed il primato nel girone mantenuto per un soffio.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 1a Giornata
** Polonia - Svezia 29-29 (9-20)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Macedonia 33-32 (16-19)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Germania 21-21 (12-7)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 1a Giornata
1. Germania 5 p. 2-1-0 (74-68) +6
2. Serbia 5 p. 2-1-0 (67-61) +6
---------------------------------
3. Polonia 3 p. 1-1-1 (74-77) -3
4. Danimarca 2 p. 1-0-2 (81-83) -2
5. Svezia 2 p. 0-2-1 (79-84) -5
6. Macedonia 1 p. 0-1-2 (81-83) -2

sabato 21 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: partenza pirotecnica del Main Round. Che rimonta la Polonia! Di seguito altre due sfide.

Sotto di qualcosa come UNDICI reti alla pausa (20-9), i polacchi mettono in scena una rimonta straordinaria nel secondo tempo, arrivando ad impattare la sfida con la Svezia, che ha aperto il girone del Belgrado del Main Round. 29-29 il risultato finale tra le due compagini. In virtù del clamoroso esito della sfida di apertura, la Polonia sale a tre punti in classifica, mentre gli svedesi vanno solo a due.

Ecco il goal-by-goal dell'incontro.
** POLONIA - SVEZIA 29-29 (9-20)
59:25 Wisniewski 29 - 29 -
58:16 Wisniewski 28 - 29 -
56:49 Syprzak 27 - 29 -
55:35 - 26 - 29 Ekberg
54:56 Jurecki 26 - 28 -
54:16 Wisniewski 25 - 28 -
52:42 Jurkiewicz 24 - 28 -
51:33 - 23 - 28 Nilsson
51:07 Jurecki 23 - 27 -
50:04 - 22 - 27 Nilsson
49:31 Jurecki 22 - 26 -
47:19 - 21 - 26 Doder
46:55 Jurkiewicz 21 - 25 -
45:30 Jurecki 20 - 25 -
43:59 Jaszka 19 - 25 -
43:09 - 18 - 25 Ekberg
42:14 Wisniewski 18 - 24 -
40:06 - 17 - 24 Larholm
39:29 Jaszka 17 - 23 -
38:44 Kuchczynski 16 - 23 -
37:34 - 15 - 23 Nilsson
36:51 - 15 - 22 Larholm
36:19 Jaszka 15 - 21 -
36:00 Jaszka 14 - 21 -
35:18 - 13 - 21 Ekberg
34:50 Jaszka 13 - 20 -
34:01 Wisniewski 12 - 20 -
32:04 Syprzak 11 - 20 -
30:37 Jaszka 10 - 20 -
29:07 - 9 - 20 Ekdahl Du Rietz
26:46 Tluczynski 9 - 19 -
26:22 - 8 - 19 Lundström
24:13 - 8 - 18 Ekberg
23:56 - 8 - 17 Ekdahl Du Rietz
22:45 - 8 - 16 Ekberg
22:02 - 8 - 15 Jakobsson
21:29 Tluczynski 8 - 14 -
20:48 Tluczynski 7 - 14 -
20:39 - 6 - 14 Larholm
20:08 Jaszka 6 - 13 -
19:19 - 5 - 13 Ekberg
18:07 - 5 - 12 Lundström
17:17 - 5 - 11 Jakobsson
15:30 - 5 - 10 Larholm
15:00 - 5 - 9 Lundström
14:21 Kuchczynski 5 - 8 -
14:03 - 4 - 8 Andersson
13:00 Bielecki 4 - 7 -
12:23 Wisniewski 3 - 7 -
11:09 Jaszka 2 - 7 -
09:55 - 1 - 7 Karlsson
07:55 - 1 - 6 Lundström
07:24 - 1 - 5 Ekberg
06:46 Kuchczynski 1 - 4 -
06:43 - 0 - 4 Nilsson
04:56 - 0 - 3 Lundström
03:21 - 0 - 2 Lundström
01:53 - 0 - 1 Andersson

Alle ore 18:15 scendono in pista Danimarca e Maceedonia, entrambe obbligate a fare bottino pieno. Sarà particolarmente forte la pressione sulle spalle dei danesi, in quanto solo i due punti possono evitare (o semplicemente rinviare?) la matematica eliminazione prematura di una compagine che molti vedevano già come minimo sul podio. I macedoni avranno dalla loro parte il solito grande gruppo di caldissimi tifosi, anche se probabilmente nella capitale serba la 'Falange' sarà leggermente meno numerosa che a Nis.

Chiude le danze, alle ore 20:15, il match di cartello, con protagoniste Serbia e Germania, vincitrici un po' a sorpresa dei rispetti gironi, ed entrambe al Main Round con quattro punti, a contendersi una vittoria che spedirebbe chiunque riesca a coglierla veramente ad un passo dalle semifinali.

Dirette TV di Danimarca - Macedonia sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra): Spagna - Russia alle 18:15 e, due ore dopo, di Serbia - Germania sui canali NDR e WDR (sempre satllite Astra, 19:2° Est). Sintesi della giornata alle ore 00:15 circa su Eurosport tedesco.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

venerdì 20 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: finale con sorprese nei Gruppi A e B.

Nella serata conclusiva dei primi due gruppi, risultati decisamente sorprendenti portano ad una classifica finale, con relative conseguenze sulla prossima fase, impensabile appena tre giorni fa.

Nel girone (A) di Belgrado, a parte la sfida tra Serbia e Slovacchia inutile a fini pratici e terminata con la divisione della posta (21-21; dominio locale nella prima frazione, in cui svetta l'ala destra Rajko Prodanović, clamorosa rimonta slovacca, resa possibile dalle parate di Peter Stochl, nel secondo tempo) fa sensazione il nuovo K.O. alla Pionir Arena della Danimarca che, dopo i serbi, si fa rimontare e sorpassare (27-26) pure dalla Polonia, gettando al vento (ma diamo merito al portiere avversario Marcin Wichary, bravo a non fa rimpiangere l'infortunato Szmal) il gap significativo costruito nelle fasi anteriori dell'incontro.

Dopo un quarto d'ora all'insegna dell'equilibrio, con prevalenza della fase offensiva su ambo i lati del campo, gli scandinavi accelerano il passo e volano a più quattro (da 6-7 a 11-7), vantaggio mantenuto sino all'intervallo. Il margine tocca le cinque reti in apertura di ripresa, però i fratelli Jurecki e Grzegorz Tkcazyk, assieme al già citato Wichary, mettono in scena la grande rimonta che si concretizza in sei minuti, dal 42° al 48°, quando Niklas Landin (MVP dei suoi) non riesce più a respingere gli attacchi rivali.

Le reti dei cannonieri Mikkel Hansen e Nikolaj Marcussen, foriere del 24-22 per i nordici agli otto dalla fine, non sono altro che il canto del cigno: da quel momento un parziale di 5-1, con Robert Orzechowski (qualcuno forse se lo ricorderà nel Kwidzyn anti-Bologna in Challenge Cup due anni fa...) sugli scudi grazie ad una tripletta, sigillerà il trionfo est-europeo ed il nuovo scivolone della squadra di Ulrik Wilbek.

La quale passa il turno, ma si vede costretta ad partire da quota zero nel Main Round, con conseguente rischio di eliminazione altissimo. Mentre i serbi, che quasi tutti i pronostici della vigilia davano, nel migliore dei casi, come secondi del gruppo si trovano nella invidiabile posizione di vincitori del girone e depositari di un patrimonio (quattro punti) probabilmente di enorme utilità nella corsa alle semifinali.

Gruppo A - Risultati
** Polonia - Danimarca 27-26 (10-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Slovacchia 21-21 (13-6)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Serbia 5 p. 2-1-0 (67-61) +6
2. Polonia 4 p. 2-0-1 (86-72) +14
3. Danimarca 2 p. 1-0-2 (78-76) +2
-------------------------------------------
4. Slovacchia 1 p. 0-1-2 (70-92) -22

Qualcosa di ancor più strano è accaduto a Niš (girone B): chi mai, dopo la sfida inaugurale di quattro giorni fa vinta senza appello dalla Repubblica Ceca sulla Germania, avrebbe puntato un centesimo sui tedeschi futuri primi nel gruppo (con il massimo dei punti disponibili da portarsi alla fase seguente) e su Jicha e compagni spediti a casa velocemente? Invece proprio a un tale esito ha portato la combinazione delle sfide di martedì e giovedì sera. Scongiurato per un soffio il tracollo nella battaglia con la Macedonia, i tedeschi si sono riscoperti grandi ed hanno abbattuto la Svezia, contro ogni pronostico ma con un'autorevolezza che sembrava ormai relegata all'album dei ricordi.

Decisivo un primo tempo da favola, in cui i guerrieri teutonici, partiti alla grande, spediscono ben venti palloni nella rete avversaria. Trascinatore della 'Mannschaft' contro la difesa-colabrodo svedese risulta un Uwe Gensheimer finalmente in grado di prendersi le sue responsabilità e produrre grandi numeri. Ma anche Lars Kaumann e Patrick Groetzki fanno la loro brava parte. Solo qualche numero del terzo portiere Mattias Andersson e le reti di Lundström, Larholm ed Ekhdal Du Rietz (quest'ultimo a segno nove volte, tante quante l'Uwe di Germania) evitano il tracollo di una squadra finita sotto di sei (11-5) dopo nemmeno un quarto d'ora, ma poi giunta all'intervallo 'soltanto' a meno cinque. Nella ripresa si segna molto meno, però Heinvetter e compagni sono efficaci nel rispedire al mittente ogni accenno di recupero scandinavo, che non va oltre il 'meno tre' in più occasioni. La truppa di Heuberger fa buona guardia e conquista un primato che ne rilancia le ambizioni. Niente male per chi tre giorni prima era sull'orlo di un altro fallimento.

Due ore più tardi è toccato ai macedoni: la 'Falange' sugli spalti, e soprattutto la determinazione dei giocatori in giallo e rosso (Kiril Lazarov con la sua abituale dose di reti, e pure Mirkulovski e Vladimir Temelkov in giornata di grazia, senza trascurare Naumche Mojsovski) hanno compiuto il 'miracolo', esaltandosi in un secondo tempo che li ha visti travolgere i malcapitati cechi, dopo il 12-12 di metà gara, risultato giusto per una prima frazione a corrente alternata, ma favorevole agli avversari in ottica-qualificazione.

Avversari che invece crollano in una ripresa iniziata male (subito 15-12 per i balcanici, con Nocar a porre fine alla siccità offensiva dopo ben otto minuti) e finita peggio, e devono subire una prematura quanto inattesa uscita di scena, oltre all'esplosione di gioia dei circa quattromila fans arrivati da Skopje e dintorni per far vibrare lo Sportski Centar CAIR. I macedoni, come gli svedesi, andranno a Belgrado con appena un punticino, e nuove imprese, una più difficile dell'altra, da compiere per approdare in semifinale; ma questo è solo il momento di festeggiare il trionfo di giovedì.

Gruppo B - Risultati
** Germania - Svezia 29-24 (20-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Macedonia - Repubblica Ceca 27-21 (12-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Germania 4 p. 2-0-1 (77-74) +3
2. Macedonia 1 p. 1-1-1 (76-71) +5
3. Svezia 3 p. 1-1-1 (83-84) -1
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4. Repubblica Ceca 2 p. 1-0-2 (77-84) -7