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giovedì 9 febbraio 2012

Bundesliga di pallamano: l'Amburgo beffa il Füchse nella grande sfida di mercoledì.

Nel big-match del 'campionato degli altri', ad uscire vincente è forse anche il THW Kiel, spettatore interessato del confronto di mercoledì sera tra HSV Hamburg e Füchse Berlino, andato alla prima con il punteggio di 24-23. Lo stop dei berlinesi consente infatti alle 'zebre', assolute padrone della prima metà di Bundesliga, nella quale hanno fatto storia a sé, di mantenere cinque punti di vantaggio sui diretti inseguitori, ma ora pure con una partita in più da disputare rispetto ai rivali.

Il K.O. subito per mano di un Amburgo che 'vendica' la sconfitta dell'andata ha il sapore della beffa per il Füchse, battuto in volata dopo aver condotto le danze per quasi tre quarti di gara. La partenza è infatti di marca ospite, con Mark Bult ed il nazionale tedesco Sven-Sören Christophersen a timbrare i primi due goal del match. E quando Ivan Ninčević, unico croato 'berlinese' opposto al poker di connazionali nelle fila avversarie, griffa (su rigore) il 6-2 dopo una dozzina di minuti, per l'HSV cominciano a suonare campanelli d'allarme. Ma la squadra del neo-coach (ad interim) Jens Häusler, sostituto provvisorio di Per Carlén, è brava a non lasciarsi travolgere ed a rimanere in partita, seppure costantemente a rincorrere. Si arriva alla pausa lunga sul 14-12 per Silvio Heinvetter, protagonista nella prima parte, e soci, in grado di respingere ogni riavvicinamento dell'HSV.

La 'caccia alla Volpe' prosegue nel secondo tempo, con Dan Beutler a sostituire Johannes Bitter in porta (scelta azzecata). E con buoni frutti: dopo il tentativo di aggancio di Hans Lindberg terminato sul palo, tocca a Matthias Flohr siglare il 18 pari al 43° minuto. La preda è finalmente catturata! Sullo slancio, Domagoj Duvnjak (quattro goal per lui come per il neo-campione d'Europa Lindberg, ma il polacco Marcin Lijewski farà ancora meglio...) porta addirittura avanti i suoi, che all'entrata degli ultimi dieci minuti conducono per 22-20.

Partita in tasca? Ma anche no. Il buon Mark Bult torna a colpire due volte e ristabilisce l'equilibrio. Quando però l'ex-conversanese Igor Vori firma il 24-23, lo score si congela. Niente più reti nei 67 secondi conclusivi, con l'ultima palla persa dai berlinesi, per la gioia del match-winner croato, dei suoi compagni e di quasi tutti gli 11mila e 429 sugli spalti dell'O2 World, vicinissima al sold-out. E pure di chi se ne stava alla finestra: se il Füchse vede l'Amburgo avvicinarsi ad solo un punto in classifica (31 a 30), da ieri sera il Kiel appare sempre più lontano, lassù in vetta...

Nel menu infrasettimanale sono incluse la preziosa vittoria del TBV Lemgo sul Flensburg-Handewitt (31-29 nell'anticipo di martedì, inutili le sette meraviglie di Holger Glandorf per gli ospiti), il gran colpo esterno del Vfl Gummersbach in casa del Großwallstadt (due punti d'oro in chiave-salvezza, frutto del tris d'assi Barna Putics / Vedran Zrnić / Adrian Pfahl), il 'doppio colpo' del Wetzlar che sconfigge (26-25 con sei reti dello slovacco Daniel Valo) ed aggancia in classifica il Frisch Auf Göppingen, e la quasi-passeggiata del Rhein-Neckar Löwen alla Sparkassen Arena di Balingen: un 30-24 firmato soprattutto dalla miglior versione di Uwe Gensheimer, a segno qualcosa come TREDICI volte. Se solo fosse stato così prolifico agli Europei ...

19a Giornata - Turno Infrasettimanale:
* TBV Lemgo - SG Flensburg-Handewitt 31-29 Dettagli
* HSV Hamburg - Füchse Berlin 24-23 Dettagli
* TV Großwallstadt - VfL Gummersbach 32-33 Dettagli
* HSG Wetzlar - Frisch Auf Göppingen 26-25 Dettagli
* Balingen-Weilstetten - Rhein-Neckar Löwen 24-30 Dettagli

CLASSIFICA
1. THW Kiel 36:0
2. Füchse Berlin 31:7
3. HSV Hamburg 30:8
4. SG Flensburg-Handewitt 28:10
5. Rhein-Neckar Löwen 27:11
6. SC Magdeburg 24:14
7. TBV Lemgo 22:16
8. TuS N-Lübbecke 19:19
9. Frisch Auf Göppingen 16:22
10. HSG Wetzlar 16:22
11. TV Großwallstadt 15:23
12. HBW Balingen-Weilstetten 15:23
13. MT Melsungen 14:22
14. TSV Hannover-Burgdorf 14:22
15. Bergischer HC 10:26
16. VfL Gummersbach 10:28
17. TV 05/07 Hüttenberg 7:29
18. Eintracht Hildesheim 2:34

martedì 24 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Serbia in semifinale, Svezia out. Danimarca e Macedonia non si arrendono.

Fra tante sorprese e decisioni rinviate, la seconda giornata del Gruppo I offre almeno una certezza: la Serbia è in semifinale!! I padroni di casa si ritagliano un posto fra le Fantastiche Quattro con un turno d'anticipo, battendo la Svezia che un simile risultato aveva ottenuto lo scorso anno ai Mondiali casalinghi, ed invece stavolta finisce eliminata più o meno precocemente. Il fattore-campo ora sta dalla parte dei serbi, bravi a vendicare il 28-24 subito a Malmö 366 giorni prima, per la felicità di una Beogradska Arena più calda e 'vocale' che mai.

L'inizio non è loro favorevole: un ottimo Johan Sjöstrand proietta gli scandinavi verso il 5-2; ma dopo i primi dieci minuti il vento cambia direzione, spingendo la squadra di casa verso la vittoria, e propiziando un break di 6-1, con il contropiede vincente di Marko Vujin a regalare il doppio vantaggio locale (8-6). Ekdahl Du Rietz, Ekberg e Lundström provano a reagire. Invano. I serbi conservano le distanze ed in chiusura di tempo trovano addirittura il massimo vantaggio: 14-11 a firma Ivan Nikcević.

La musica non cambia nel successivo quarto d'ora: i padroni di casa tengono a bada ogni accenno di rimonta; ma qualche imprecisione, unita alle prodezze di Sjöstrand che non si arrende mai, consente ai nordici di tornare a meno uno. Partita riaperta? Non troppo. I gialloblu sbagliano ancora in attacco al momento decisivo, complice un ottimo Darko Stanić che risponde al collega svedese (i due portieri finiranno con la stessa, ottima percentuale: 43%), ed i vari Prodanović, Sesum e Vujin li puniscono. Nemmeno la doppietta di Kim Ekdhal du Rietz nel finale impedisce l'esplosione di gioia dei diciottomila tifosi allo scadere del tempo. L'obiettivo minimo è centrato, ora a Belgrado e dintorni si punta ad una medaglia.

Serbia unica contendente già qualificata, visto che negli altri due match le squadre (all'inizio) messe peggio in classifica si sono imposte. La Macedonia è tornata in corsa per un passaggio del turno comunque assai improbabile dopo aver messo al tappeto la Polonia. Tre i fattori principali del trionfo balcanico il solito grande Kiril Lazarov, il solito grande pubblico, e fra i pali un immenso Borko Ristovski, che termina l'incontro con il 44 percento dopo aver raggiunto punte del cinquanta. Portieri avversari invece in giornata no.

Decisiva la partenza a razzo dei macedoni, cui fanno da trampolino le doppiette di Naumche Mojsovski e Lazarov. Il 4-1 iniziale si trasforma nel 10-4 di metà tempo, con la stella della squadra semplicemente inarrestabile (sei reti in un quarto d'ora per 'Kire'!) ed i polacchi completamente frastornati da Lazarov, dal portiere balcanico, e dai decibel di una Beogradska Arena tutta in giallo e rosso: c'è pure il Presidente della Repubblica Gjorge Ivanov! Passato il momento peggiore, la squadra di Bogdan Wenta riesce quantomeno a contenere i danni fino all'intervallo, quando il tabellone segna un impietoso 18-12.

Dopo la grande prova contro la Svezia, però, annullare un gap di 'solamente' sei lunghezze dovrebbe essere un gioco da ragazzi per Krzysztof Lijewski (MVP dei suoi, mentre il top scorer è Bartosz Jurecki) e compagni. Ma certe imprese riescono ogni tanto, e stavolta non è quella buona. Anche se un poker di reti consecutive in appena tre minuti (dal 38° al 41°) aveva creato illusioni di una nuova mega-rimonta, immediatamente frustrate da Alushovski, Dimovski, Lazarov e dalle parate di Ristovski. I polacchi non riescono mai ad avvicinarsi più di tanto (il 27-25 finale sarà il minimo vantaggio macedone dopo i primi cinque minuti), e Kire sale a quota nove con l'uno-due che, in chiusura di match, mette al sicuro i due punti.

Successo di due reti anche per la Danimarca, in grado di fare sua una delle sfide più tradizionali della pallamano europea, mandando al tappeto la Germania. La seconda vittoria consecutiva permette agli scandinavi di rimanere in corsa, raddrizzando (in parte) una situazione che appariva compromessa, mentre i tedeschi devono riporre nel cassetto le speranze di passaggio del turno anticipato, ed ora rischiano grosso.

La vittoria danese, merito soprattutto dei numeri di un Niklas Landin tornato in forma 'Mondiale' (2011) risulta meno tribolata che quella di sabato con la Macedonia, e matura in un grande finale di primo tempo, che fa seguito ad un pessimo inizio. Gli uomini di Ulrik Wilbek sono bravi a non farsi tagliare le gambe dal parziale di 5-1 'made in Germany' (protagonista Uwe Gensheimer in versione fuoco di paglia: tre goal in cinque minuti, poi nulla fino al 48°, e quindi ancora niente fino alla sirena), e reagiscono sia con Mikkel Hansen, il quale però non gioca molto nella prima parte, che attraverso i numeri di Landin, ritrovando la parità entro il quarto d'ora. Dopo un botta e risposta più o meno lungo arriva lo scatto firmato in particolare da una stella della Bundesliga, Hans Lindberg, a segno tre volte nei minuti precedenti l'intervallo. Cui si giunge con la Danimarca avanti di tre: 17-14.

Alla ripresa del gioco Tomas Mogensen, altro elemento del campionato tedesco, ed Anders Eggert incrementano le distanze fino al 21-16. La Germania, tenuta a galla dal portiere Silvio Heinvetter, prova a rifarsi sotto, e proprio il 'cameo' di Gensheimer ad una dozzina di minuti dal termine segna la riapertura dei giochi (24-23). Tempo di time-out per Wilbek, al quale segue una fase frenetica con tiri senza ricompensa da una parte e dall'altra, e Landin nuovamente in evidenza. L'esito della gara si deciderà (entro il sessantesimo ovviamente) dai sette metri: Eggert è glaciale e non spreca le due occasioni che si trova fra le mani; il grande incompiuto Gensheimer si vede invece neutralizzare l'ultimo tentativo con poco più di un minuto rimasto. Le ultime sentenze definitive sono rimandate a giovedì, con i danesi obbligati a vincere il derby vichingo contro una Svezia ormai eliminata, augurandosi che la Polonia strappi almeno un punto alla Germania.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 2a Giornata
** Macedonia - Polonia 27-25 (18-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Germania 28-26 (17-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Svezia 24-21 (14-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 2a Giornata
1. Serbia 7 p. 3-1-0 (91-82) +9
2. Germania 5 p. 2-1-1 (100-96) +4
---------------------------------
3. Danimarca 4 p. 2-0-2 (109-109) 0
4. Macedonia 3 p. 1-1-2 (108-108) 0
5. Polonia 3 p. 1-1-2 (99-104) -5
6. Svezia 2 p. 0-2-2 (100-108) -8

lunedì 16 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: riassunto della 1a giornata.

Come non di rado succede, l'apertura di una grande competizione internazionale ha riservato qualche sorpresa. E come un po' troppo spesso accade, la Germania ha fatto cilecca nella sua gara d'esordio.

Stavolta a beneficiarne è la Repubblica Ceca che, trascinata dal solito Filip Jicha (tanti errori, ma comunque sette reti mandate a referto), e dal portiere Stochl, MVP dell'incontro, si mette in tasca i primi due punti dell'Europeo. Le cose si complicano subito per i tedeschi, capaci di andare a segno appena tre volte nei primi dodici minuti, in cui la squadra di Martin Liptak prende velocemente una mezza dozzina di reti di margine, e sei volte nei primi 25. Uwe Gensheimer appare come il possibile trascinatore della riscossa teutonica, ma le sue pile si esauriscono presto. Solo la buona prova di Silvio Heinevetter consente alla Germania di limitare i danni e rifugiarsi negli spogliatoi sul meno cinque (9-14).

Al ritorno in campo, il vento sembra cambiato: i tedeschi perforano la rete avversaria più di frequente, e con molti giocatori diversi, riducendo il gap ad appena una lunghezza nel giro di otto minuti. Ma giunti sul 16-17 non riescono a completare l'opera e si lasciano ri-scappare gli avversari; la storia si ripete sul 19-20, e la coppia Jicha-Vraný li punisce di nuovo con un doppietta a testa. Gara chiusa? Macché. La Germania prova ancora una volta ad illudere i suoi tifosi, tornando sotto sul 23-25, per merito soprattutto di Lars Kaufmann, migliore dei suoi. Peccato che gli uomini del neo-allenatore Martin Heuberger siano ormai diventati specialisti in occasioni perdute, e non si smentiscono neppure negli istanti finali. Kaufmann e Christophersen s'incaricano di gettare alle ortiche le ultime velleità e sancire la propria sconfitta (23-27).

Risultato a sensazione sfiorato pure nell'altro confronto del Gruppo B, con la Macedonia, che giocava praticamente in casa dato l'alto numero di suoi tifosi arrivato allo Sportski Centar CAIR, in grado di imporre il pareggio alla favorita Svezia. Ma forse quelli con i maggiori rimpianti alla sirena rimangono proprio i balcanici, avanti per buona parte del match. Il cannoniere dell'Atlético Madrid, a dirla tutta non proprio in serata di grazia, è stato ottimamente spalleggiato dal veterano Stevce Alushovski (classe 1972), implacabile dall'ala, senza trascurare il pokerissimo di reti griffate da Naumche Mojsovski, MVP macedone, e le parate di Borko Ristovski. In campo scandinavo discreta prova di Johannes Sjöstrand, e di Kim Andrersson con le sue cinque segnature, per quanto il vichingo più prolifico sia risultato Niclas Ekberg. Il giovane Kim Ekdahl du Rietz ha fatto la sua parte.

Spinti dal pubblico, e da Alushovski, i macedoni doppiano gli avversari (8-4) nel primo quarto d'ora, ma la Svezia reagisce, impatta a dieci e torna negli spogliatoi in vantaggio (14-13). L'avvio di secondo tempo dei gialloblu è però un disastro: una sola rete all'attivo in dieci minuti, opposta alle sei macedoni che mandano la 'Falange' venuta da Skopje, e gli stessi giocatori slavi, in visibilio. Nuova reazione nordica, e nuovo ribaltamento delle gerarchie: Dalibor Doder, Ekberg ed Henrik Lundström proiettano la Svezia sul più tre (25-22), costringendo il mister rivale al time-out ad otto minuti dal termine. Interruzione utilissima a chi l'ha richiesta: la Macedonia, mai doma, riaggancia gli avversari e Kire Lazarov la riporta addirittura davanti, prima che Du Rietz sancisca il 26-26 definitivo. Il calcio rifilato al palo da Sjöstrand allo scadere è sintomatico della rabbia svedese per una gara non andata come volevano (e credevano). Da Niš a Belgrado, dove è subito grande festa serba. I fans della Pionir Arena non potevano sperare in un inizio migliore: vittoria importantissima, anche in ottica futura, della squadra di casa, che s'impone alla Polonia forse ancor più nettamente di quanto dica il 22-18 finale. La Serbia ruggisce sin dall'inizio, e scappa sul 6-2 dopo una dozzina di minuti, con Momir Ilić e Marko Vujin prevedibilmente sugli scudi. L'ala sinistra Ivan Nikcević continua l'opera timbrando tre reti di fila e spiana la strada all'11-7 di metà gara. Dall'altro lato il solo Michal Jurecki sembra capace di tenere a galla gli ospiti.

Darko Stanić, ottimo fra i pali (13 parate, percentuale esatta del 50%) tiene la Polonia a distanza nel secondo tempo, mentre un goal di Dalibor Cutura, debuttante a 35 anni suonati, sigla un 14-7 imbarazzante. Karol Bielecki prova a suonare la carica per i polacchi. Invano. Il gap finisce persino con l'aumentare: 18-10 e poi 19-11 all'entrata dell'ultimo quarto d'ora di gioco. Solo nei dieci minuti finali i balcanici tolgono il piede dall'acceleratore ed arriva un mini-break di 5-1 per la squadra di Bogdan Wenta. Tardivo ed insufficiente, non addolcisce la pillola più di tanto. La Serbia smuove immediatamente la classifica e si presenta come un osso duro per tutti.

Forse anche per la stessa Danimarca, che pure timbra il cartellino e rispetta i pronostici battendo la Slovacchia. Anche in questo caso, però, la squadra favorita zoppica all'inizio: con il terzino destro Daniel Valo, top scorer dei suoi, subito difficile da contenere, gli slavi partono meglio, e gli scandinavi ci mettono un quarto d'ora a trovare il pareggio e quindi il primissimo vantaggio. Le reti di un Anders Eggert, assoluto protagonista del primo tempo nordico, trascinano la Danimarca al più tre, che sarà anche il divario a metà gara.

La magica coppia Hans Lindberg - Mikkel Hansen la fa da padrona nella seconda parte, ed il Wilbeck-team vola sul 21-16. Ma la Slovacchia non getta la spugna, e si riporta sotto. Valo, Kopco, Urban e la stella Martin Stranovský la tengono in partita fino al 26-24 che segna il tabellone con quattro minuti da giocare. I danesi mettono il successo al sicuro soltanto negli attimi conclusivi, quando Henrik Toft Hansen, che risparmia i suoi due goal per il momento giusto, e Tomas Mogensen, MVP dei vice-campioni del Mondo, sigillano il 30-26 con cui si torna in albergo. Con l'impressione che, se vuole veramente andare fino in fondo, la corazzata bianco-rossa non potrà giocare sempre come stasera, mentre la Slovacchia vista al debutto pare in grado togliersi qualche soddisfazione, almeno nella sfida di martedì con la Polonia.

Gruppo A - Risultati
** Polonia - Serbia 18-22 (7-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Slovacchia 30-25 (15-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 1 Giornata
1. Danimarca 2 p. 1-0-0 (30-25) +5
2. Serbia 2 p. 1-0-0 (22-18) +4
3. Polonia 0 p. 0-0-1 (18-22) -4
4. Slovacchia 0 p. 0-0-1 (25-30) -5

Gruppo B - Risultati
** Germania - Repubblica Ceca 24-27 (9-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Svezia - Macedonia 26-26 (14-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 1 Giornata
1. Repubblica Ceca 2 p. 1-0-0 (27-24) +3
2. Svezia 1 p. 0-1-0 (26-26) 0
3. Macedonia 1 p. 0-1-0 (26-26) 0
4. Germania 0 p. 0-0-1 (24-27) -3

lunedì 12 dicembre 2011

Bundesliga Maschile: THW Kiel inarrestabile, pure l'Amburgo va K.O.

Non si dica che non ci hanno provato. L'Amburgo ha reagito alla partenza a razzo avversaria (10-5 al 16°, 13-7 al 23°). E' riuscito a mantenere i giochi aperti all'intervallo (15-12). Ha pareggiato i conti (18-18) dopo 38 minuti, e ha pure messo la testa avanti più di una volta. Ha continuato a rispondere colpo su colpo fino al 25 pari. Ma alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca. In Germania è sempre e solo THW Kiel.

Le Zebre consumano la loro vendetta sulla squadra che lo scorso hanno aveva osato rubare loro il posto ai vertici della Bundesliga, e compiono un altro passo importante verso la riconquista del titolo nazionale, mettendo in cassaforte la vittoria numero sedici in altrettante partite. E tenendo così tutti gli 'inseguitori', dalle volpi di Berlino al resto della comitiva, a debita distanza di sicurezza.

Decisive le prodezze del 'solito' Titi Omeyer, che ha tenuto i padroni di casa a galla anche nei momenti più difficili dell'incontro (non che Johannes Bitter abbia fatto poi così male nell'altra porta, ad ogni modo ...) ed un Momir Ilić - foto a sinistra - implacabile dai sette metri. Se il serbo termina in doppia cifra, Hans Lindberg ci arriva molto vicino, ma qualche suo errore di troppo nella trasformazione dei rigori costa caro all'HSV, che smarrisce totalmente la via del goal negli ultimi otto minuti.

Al contrario di un Kiel lanciatissimo, soprattutto grazie al contropiede finalizzato da Dominik Klein, il quale portando lo score sul 27-25 spiana la strada al trionfo locale, per la gioia degli oltre diecimila stipati in una Sparkassen-Arena dal tutto esaurito (nonostante ciò, a livello spettatori il big match della Bundesliga è stato sconfitto dal 'Classico' di Spagna con i suoi oltre dodicimila fans).

Nel link sotto trovate i dettagli numerici della grande sfida di ieri pomeriggio, così come degli altri incontri del turno di campionato, caratterizzato pure dai colpi esterni di Füchse, Rhein-Neckar Löwen - che inguaia sempre più il Gummersbach - e Flensburg (in altre parole, tutte cattive notizie per l'Amburgo...), mentre Lemgo e Lubecca non mollano la presa nella lotta per l'Europa; in chiave-salvezza due punti fondamentali per un Hüttenberg con l'acqua alla gola ma soprendentemente corsaro a Balingen, mentre l'Hannover infierisce sul povero Eintracht Hildesheim, sempre più desolatamente in fondo alla classifica.

Bundesliga Maschile - 14a Giornata
* THW Kiel - HSV Hamburg 30-25 Dettagli
* MT Melsungen - SC Magdeburg 29-35 Dettagli
* TSV Hannover-Burgdorf - Eintracht Hildesheim 31-24 Dettagli
* VfL Gummersbach - Rhein-Neckar Löwen 27-35 Dettagli
* TV Großwallstadt - Füchse Berlin 26-29 Dettagli
* HSG Wetzlar - TuS N-Lübbecke 24-28 Dettagli
* TBV Lemgo - Frisch Auf Göppingen 26-20 Dettagli
* Balingen-Weilstetten - TV 05/07 Hüttenberg 27 -28 Dettagli
* Bergischer HC - SG Flensburg-Handewitt 25-36 Dettagli

Classifica
1. THW Kiel 32:0
2. Füchse Berlin 25:5
3. HSV Hamburg 22:8
4. SG Flensburg-Handewitt 22:8
5. Rhein-Neckar Löwen 21:9
6. TBV Lemgo 18:12
7. TuS N-Lübbecke 18:14
8. SC Magdeburg 16:12
9. Frisch Auf Göppingen 14:16
10. HBW Balingen-Weilstetten 13:15
11 MT Melsungen 13:17
12 HSG Wetzlar 12:18
13 TSV Hannover-Burgdorf 11:19
14. TV Großwallstadt 9:21
15. Bergischer HC 8:22
16. VfL Gummersbach 7:23
17. TV 05/07 Hüttenberg 7:23
18. Eintracht Hildesheim 2:28

mercoledì 10 novembre 2010

Bundesliga - Kiel e Amburgo inarrestabili. Ultime di mercato.

Risultati della decima giornata della Bundesliga maschile di pallamano 2010/11, completata nello scorso fine settimana, e pure dei due anticipi - giocati ieri - dell'undicesimo turno, che continua oggi con la sfida fra Magdeburgo ed Ahlen. Come potete vedere nelle immagini sotto nella pagina (cliccare per ingrandire), THW Kiel ed Amburgo continuano a vincere, nel week-end come di martedì, ed a veleggiare in cima alla classifica. I secondi hanno battuto nettamente il Flensburg in uno dei tanti 'derby' del nord Germania. Agli sconfitti, ormai lontani della vetta, resta la 'consolazione' dell'ufficialità dell'arrivo di Lars Kaufmann, forte terzino sinistro campione del mondo nel 2007 ed ora nelle fila del Frisch Auf Göppingen, a partire dalla prossima stagione, mentre l'HSV deve fare in conti sull'incerto futuro del suo bomber danese Hans Lindberg, il quale potrebbe rimanere in Germania ma è anche tentato da sirene catalane (leggasi: possibile trasferimento al Barcellona).

La coppia di testa rimane braccata del Rhein-Neckar Löwen ma dietro, con una partita in meno, continua a sorprendere il Füchse Berlin: le 'volpi' espugnano il difficile campo del Gummersbach in uno scontro di alta classifica, e rimangono attaccate al gruppo di vertice. Importante successo del Wetzlar in ottica salvezza.

RISULTATI



CLASSIFICA
1 THW Kiel 20:2
2 HSV Hamburg 20:2
3 Rhein-Neckar Löwen 19:3
4 Füchse Berlin 17:3
5 VfL Gummersbach 14:6
6 SG Flensburg-Handewitt 14:8
7 SC Magdeburg 12:8
8 Frisch Auf Göppingen 12:8
9 TV Grosswallstadt 12:12
10 TBV Lemgo 10:10
11 HBW Balingen-Weilstetten 9:11
12 TuS N-Lübbecke 7:13
13 TSG Lu.-Friesenheim 7:15
14 TSV Hannover-Burgdorf 5:15
15 HSG Wetzlar 5:17
16 DHC Rheinland 4:16
17 HSG Ahlen-Hamm 1:19
18 MT Melsungen 0:20