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giovedì 9 febbraio 2012

Bundesliga di pallamano: l'Amburgo beffa il Füchse nella grande sfida di mercoledì.

Nel big-match del 'campionato degli altri', ad uscire vincente è forse anche il THW Kiel, spettatore interessato del confronto di mercoledì sera tra HSV Hamburg e Füchse Berlino, andato alla prima con il punteggio di 24-23. Lo stop dei berlinesi consente infatti alle 'zebre', assolute padrone della prima metà di Bundesliga, nella quale hanno fatto storia a sé, di mantenere cinque punti di vantaggio sui diretti inseguitori, ma ora pure con una partita in più da disputare rispetto ai rivali.

Il K.O. subito per mano di un Amburgo che 'vendica' la sconfitta dell'andata ha il sapore della beffa per il Füchse, battuto in volata dopo aver condotto le danze per quasi tre quarti di gara. La partenza è infatti di marca ospite, con Mark Bult ed il nazionale tedesco Sven-Sören Christophersen a timbrare i primi due goal del match. E quando Ivan Ninčević, unico croato 'berlinese' opposto al poker di connazionali nelle fila avversarie, griffa (su rigore) il 6-2 dopo una dozzina di minuti, per l'HSV cominciano a suonare campanelli d'allarme. Ma la squadra del neo-coach (ad interim) Jens Häusler, sostituto provvisorio di Per Carlén, è brava a non lasciarsi travolgere ed a rimanere in partita, seppure costantemente a rincorrere. Si arriva alla pausa lunga sul 14-12 per Silvio Heinvetter, protagonista nella prima parte, e soci, in grado di respingere ogni riavvicinamento dell'HSV.

La 'caccia alla Volpe' prosegue nel secondo tempo, con Dan Beutler a sostituire Johannes Bitter in porta (scelta azzecata). E con buoni frutti: dopo il tentativo di aggancio di Hans Lindberg terminato sul palo, tocca a Matthias Flohr siglare il 18 pari al 43° minuto. La preda è finalmente catturata! Sullo slancio, Domagoj Duvnjak (quattro goal per lui come per il neo-campione d'Europa Lindberg, ma il polacco Marcin Lijewski farà ancora meglio...) porta addirittura avanti i suoi, che all'entrata degli ultimi dieci minuti conducono per 22-20.

Partita in tasca? Ma anche no. Il buon Mark Bult torna a colpire due volte e ristabilisce l'equilibrio. Quando però l'ex-conversanese Igor Vori firma il 24-23, lo score si congela. Niente più reti nei 67 secondi conclusivi, con l'ultima palla persa dai berlinesi, per la gioia del match-winner croato, dei suoi compagni e di quasi tutti gli 11mila e 429 sugli spalti dell'O2 World, vicinissima al sold-out. E pure di chi se ne stava alla finestra: se il Füchse vede l'Amburgo avvicinarsi ad solo un punto in classifica (31 a 30), da ieri sera il Kiel appare sempre più lontano, lassù in vetta...

Nel menu infrasettimanale sono incluse la preziosa vittoria del TBV Lemgo sul Flensburg-Handewitt (31-29 nell'anticipo di martedì, inutili le sette meraviglie di Holger Glandorf per gli ospiti), il gran colpo esterno del Vfl Gummersbach in casa del Großwallstadt (due punti d'oro in chiave-salvezza, frutto del tris d'assi Barna Putics / Vedran Zrnić / Adrian Pfahl), il 'doppio colpo' del Wetzlar che sconfigge (26-25 con sei reti dello slovacco Daniel Valo) ed aggancia in classifica il Frisch Auf Göppingen, e la quasi-passeggiata del Rhein-Neckar Löwen alla Sparkassen Arena di Balingen: un 30-24 firmato soprattutto dalla miglior versione di Uwe Gensheimer, a segno qualcosa come TREDICI volte. Se solo fosse stato così prolifico agli Europei ...

19a Giornata - Turno Infrasettimanale:
* TBV Lemgo - SG Flensburg-Handewitt 31-29 Dettagli
* HSV Hamburg - Füchse Berlin 24-23 Dettagli
* TV Großwallstadt - VfL Gummersbach 32-33 Dettagli
* HSG Wetzlar - Frisch Auf Göppingen 26-25 Dettagli
* Balingen-Weilstetten - Rhein-Neckar Löwen 24-30 Dettagli

CLASSIFICA
1. THW Kiel 36:0
2. Füchse Berlin 31:7
3. HSV Hamburg 30:8
4. SG Flensburg-Handewitt 28:10
5. Rhein-Neckar Löwen 27:11
6. SC Magdeburg 24:14
7. TBV Lemgo 22:16
8. TuS N-Lübbecke 19:19
9. Frisch Auf Göppingen 16:22
10. HSG Wetzlar 16:22
11. TV Großwallstadt 15:23
12. HBW Balingen-Weilstetten 15:23
13. MT Melsungen 14:22
14. TSV Hannover-Burgdorf 14:22
15. Bergischer HC 10:26
16. VfL Gummersbach 10:28
17. TV 05/07 Hüttenberg 7:29
18. Eintracht Hildesheim 2:34

martedì 24 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Serbia in semifinale, Svezia out. Danimarca e Macedonia non si arrendono.

Fra tante sorprese e decisioni rinviate, la seconda giornata del Gruppo I offre almeno una certezza: la Serbia è in semifinale!! I padroni di casa si ritagliano un posto fra le Fantastiche Quattro con un turno d'anticipo, battendo la Svezia che un simile risultato aveva ottenuto lo scorso anno ai Mondiali casalinghi, ed invece stavolta finisce eliminata più o meno precocemente. Il fattore-campo ora sta dalla parte dei serbi, bravi a vendicare il 28-24 subito a Malmö 366 giorni prima, per la felicità di una Beogradska Arena più calda e 'vocale' che mai.

L'inizio non è loro favorevole: un ottimo Johan Sjöstrand proietta gli scandinavi verso il 5-2; ma dopo i primi dieci minuti il vento cambia direzione, spingendo la squadra di casa verso la vittoria, e propiziando un break di 6-1, con il contropiede vincente di Marko Vujin a regalare il doppio vantaggio locale (8-6). Ekdahl Du Rietz, Ekberg e Lundström provano a reagire. Invano. I serbi conservano le distanze ed in chiusura di tempo trovano addirittura il massimo vantaggio: 14-11 a firma Ivan Nikcević.

La musica non cambia nel successivo quarto d'ora: i padroni di casa tengono a bada ogni accenno di rimonta; ma qualche imprecisione, unita alle prodezze di Sjöstrand che non si arrende mai, consente ai nordici di tornare a meno uno. Partita riaperta? Non troppo. I gialloblu sbagliano ancora in attacco al momento decisivo, complice un ottimo Darko Stanić che risponde al collega svedese (i due portieri finiranno con la stessa, ottima percentuale: 43%), ed i vari Prodanović, Sesum e Vujin li puniscono. Nemmeno la doppietta di Kim Ekdhal du Rietz nel finale impedisce l'esplosione di gioia dei diciottomila tifosi allo scadere del tempo. L'obiettivo minimo è centrato, ora a Belgrado e dintorni si punta ad una medaglia.

Serbia unica contendente già qualificata, visto che negli altri due match le squadre (all'inizio) messe peggio in classifica si sono imposte. La Macedonia è tornata in corsa per un passaggio del turno comunque assai improbabile dopo aver messo al tappeto la Polonia. Tre i fattori principali del trionfo balcanico il solito grande Kiril Lazarov, il solito grande pubblico, e fra i pali un immenso Borko Ristovski, che termina l'incontro con il 44 percento dopo aver raggiunto punte del cinquanta. Portieri avversari invece in giornata no.

Decisiva la partenza a razzo dei macedoni, cui fanno da trampolino le doppiette di Naumche Mojsovski e Lazarov. Il 4-1 iniziale si trasforma nel 10-4 di metà tempo, con la stella della squadra semplicemente inarrestabile (sei reti in un quarto d'ora per 'Kire'!) ed i polacchi completamente frastornati da Lazarov, dal portiere balcanico, e dai decibel di una Beogradska Arena tutta in giallo e rosso: c'è pure il Presidente della Repubblica Gjorge Ivanov! Passato il momento peggiore, la squadra di Bogdan Wenta riesce quantomeno a contenere i danni fino all'intervallo, quando il tabellone segna un impietoso 18-12.

Dopo la grande prova contro la Svezia, però, annullare un gap di 'solamente' sei lunghezze dovrebbe essere un gioco da ragazzi per Krzysztof Lijewski (MVP dei suoi, mentre il top scorer è Bartosz Jurecki) e compagni. Ma certe imprese riescono ogni tanto, e stavolta non è quella buona. Anche se un poker di reti consecutive in appena tre minuti (dal 38° al 41°) aveva creato illusioni di una nuova mega-rimonta, immediatamente frustrate da Alushovski, Dimovski, Lazarov e dalle parate di Ristovski. I polacchi non riescono mai ad avvicinarsi più di tanto (il 27-25 finale sarà il minimo vantaggio macedone dopo i primi cinque minuti), e Kire sale a quota nove con l'uno-due che, in chiusura di match, mette al sicuro i due punti.

Successo di due reti anche per la Danimarca, in grado di fare sua una delle sfide più tradizionali della pallamano europea, mandando al tappeto la Germania. La seconda vittoria consecutiva permette agli scandinavi di rimanere in corsa, raddrizzando (in parte) una situazione che appariva compromessa, mentre i tedeschi devono riporre nel cassetto le speranze di passaggio del turno anticipato, ed ora rischiano grosso.

La vittoria danese, merito soprattutto dei numeri di un Niklas Landin tornato in forma 'Mondiale' (2011) risulta meno tribolata che quella di sabato con la Macedonia, e matura in un grande finale di primo tempo, che fa seguito ad un pessimo inizio. Gli uomini di Ulrik Wilbek sono bravi a non farsi tagliare le gambe dal parziale di 5-1 'made in Germany' (protagonista Uwe Gensheimer in versione fuoco di paglia: tre goal in cinque minuti, poi nulla fino al 48°, e quindi ancora niente fino alla sirena), e reagiscono sia con Mikkel Hansen, il quale però non gioca molto nella prima parte, che attraverso i numeri di Landin, ritrovando la parità entro il quarto d'ora. Dopo un botta e risposta più o meno lungo arriva lo scatto firmato in particolare da una stella della Bundesliga, Hans Lindberg, a segno tre volte nei minuti precedenti l'intervallo. Cui si giunge con la Danimarca avanti di tre: 17-14.

Alla ripresa del gioco Tomas Mogensen, altro elemento del campionato tedesco, ed Anders Eggert incrementano le distanze fino al 21-16. La Germania, tenuta a galla dal portiere Silvio Heinvetter, prova a rifarsi sotto, e proprio il 'cameo' di Gensheimer ad una dozzina di minuti dal termine segna la riapertura dei giochi (24-23). Tempo di time-out per Wilbek, al quale segue una fase frenetica con tiri senza ricompensa da una parte e dall'altra, e Landin nuovamente in evidenza. L'esito della gara si deciderà (entro il sessantesimo ovviamente) dai sette metri: Eggert è glaciale e non spreca le due occasioni che si trova fra le mani; il grande incompiuto Gensheimer si vede invece neutralizzare l'ultimo tentativo con poco più di un minuto rimasto. Le ultime sentenze definitive sono rimandate a giovedì, con i danesi obbligati a vincere il derby vichingo contro una Svezia ormai eliminata, augurandosi che la Polonia strappi almeno un punto alla Germania.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 2a Giornata
** Macedonia - Polonia 27-25 (18-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Germania 28-26 (17-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Svezia 24-21 (14-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 2a Giornata
1. Serbia 7 p. 3-1-0 (91-82) +9
2. Germania 5 p. 2-1-1 (100-96) +4
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3. Danimarca 4 p. 2-0-2 (109-109) 0
4. Macedonia 3 p. 1-1-2 (108-108) 0
5. Polonia 3 p. 1-1-2 (99-104) -5
6. Svezia 2 p. 0-2-2 (100-108) -8