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venerdì 27 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012:la Danimarca raggiunge Spagna, Croazia e Serbia in semifinale. Germania: disastro compiuto.

Saranno dunque Spagna - Danimarca e Serbia - Croazia le semifinali dei Campionati Europei Maschili 2012. Questo il responso dell'ultima giornata del Main Round, emessso dopo le sfide conclusive di Belgrado e Novi Sad. Alle due balcaniche ed agli iberici, già sicuri della qualificazione, si sono aggregati Mikkel Hansen e soci, bravissimi a portare a termine una grande ed insperata rimonta, conquistando la qualificazione dopo essere partiti con ZERO punti nella seconda fase.

Un'impresa cui va dato pieno merito, anche se facilitata da una lunga serie di coincidenze e risultati favorevoli. Ultimo, ma non certo per importanza, quello della Germania, sconfitta dai polacchi mercoledì pomeriggio e terminata addirittura al quarto posto nel suo raggruppamento, con relativa, storica esclusione da ogni 'pass' per le Olimpiadi. I tedeschi hanno complessivamente meritato l'eliminazione, frutto di una 'impresa' al contrario, se consideriamo il loro punteggio di partenza (4 punti) nel Main Round.

Contro la Polonia, in un match non sopraffino ma avvincente fino all'ultimo, hanno palesato evidenti limiti ed al tempo stesso un'invidiabile combattività, che ha permesso loro di rimettere in piedi più di una volta una partita che sembrava persa. Impressionante il recupero tedesco alla fine del primo tempo, ma ancor di più nella ripresa, quando sono passati dal 25-29 al 31-29 in nove minuti. Rimonte spesso effettuate in inferiorità numerica: la grande 'combattività' ha fruttato alla Germania anche 7x2 minuti, quattro cartellini gialli, e soprattutto il disastro combinato (sul 31-3; foto sotto) da Dominik Klein, fino ad allora fra i migliori della 'Mannschaft' al pari di Christian Sprenger: l'ala sinistra del Kiel spinge da dietro Krzystof Lijewski (MVP del match sul lato slavo) lanciato in contropiede a tutta velocità, il quale a sua volta termina addosso al malcapitato Michael Haaß. Entrambi vanno K.O., ma ad aver la peggio è il centrale tedesco, che se ne esce con una caviglia fratturata. Ovviamente cartellino rosso per lo sconsiderato Klein. Dopo tale episodio la Germania in pratica sparisce dal campo, ed i suoi avversari ne approfittano per mettersi in tasca la vittoria.

E per fare un regalo alla Danimarca, che nel confronto successivo non deve spettinarsi più di tanto per regolare la Svezia e conquistare i due punti necessari alla qualificazione matematica. Una tripletta in apertura spiana la strada ai danesi, avanti da inizio a fine match. I gialloblu provano a reagire, ma restano in partita una dozzina di minuti, prima dell'allungo decisivo, firmato soprattutto da Mikkel Hansen ed Anders Eggert, che porterà al 18-11 di metà gara. Nulla cambia nel secondo tempo, con la Danimarca che tocca le otto reti di margine e conclude sul 31-24, grazie alla doppietta finale del pivot René Toft Hansen. Decisiva la prestazione di Niklas Landin, che pare aver ritrovato la forma dei Mondiali 2011(spagnoli, siete avvisati ...) e si guadagna il pane quotidiano con un 43 percento di salvataggi. Nelle fila degli svedesi, ultimi classificati nel loro girone, si fa valere Kim Andersson, una spina nel fianco avversario con le sue otto meraviglie su nove tentativi.

L'ultima partita del Gruppo II è una festa per la Macedonia, che forse avrebbe meritato le semifinali più di Danimarca e altre contendenti, ma comunque si 'accontenta' del terzo posto finale, con relativa opportunità di staccare il 'biglietto' per il torneo di qualificazione olimpica. I leggendari tifosi macedoni riescono a superare in decibel pure i padroni di casa, quando la loro squadra, trascinata dai soliti Kiril Lazarov, stavolta in doppia cifra, e Borko Ristovski, ottimo a ripetersi fra i pali con un nuovo 44 percento, sconfigge (22-19) una Serbia interessata a risparmiarsi per la grande sfida che l'aspetta venerdì: Momir Ilic va in campo per appena 26 secondi, Darko Stanic cede completamente il posto al portiere di riserva Dragan Marjanac. La Macedonia mette il naso avanti per quasi tutta la frazione di apertura, anche se torna negli spogliatoi con un vantaggio minimo (11-10), e buona parte della seconda. Ai sette dalla fine è di nuovo parità, a quota 19. Ma l'ultima tranche è un monologo dei ragazzi di mister Shindovski, a segno tre volte, con 'Kire' a sigillare il trionfo in una Beogradska Arena coloratasi di giallo e rosso.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 3a Giornata
** Polonia - Germania 33-32 (18-17)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Svezia 31-24 (18-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Macedonia - Serbia 22-19 (11-10)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica finale
1. Serbia 7 p. 3-1-1 (110-104) +6
2. Danimarca 6 p. 3-0-2 (140-133) +7
_______________________________
3. Macedonia 5 p. 2-1-2 (130-127) +3
_______________________________
4. Germania 5 p. 2-1-2 (132-129) +3
5. Polonia 5 p. 2-1-2 (132-136) -4
6. Svezia 2 p. 0-2-3 (124-139) -15

A Novi Sad, la Spagna certifica il primo posto finale grazie ad un successo, in verità non agevole, ai danni della Slovenia, pure in questo caso brava a recitare la parte della guastafeste. Almeno durante la prima frazione, trascorsa spesso in vantaggio, per quanto all'intervallo il tabellone segni 15 pari. Ed al ritorno in campo, quando Luka Zvizej si erge a protagonista assoluto con un poker di reti consecutive. Gli slavi scappano fino al +4 (21-17 al 37° minuto) ma a quel punto la Spagna si ritrova e comincia la 'remontada': Raul Entrerrios fissa il 24-24, e cinque minuti dopo Eduardo Gurbindo si incarica di ribaltare del tutto la situazione (26-25). Peter Pucelj con le sue tre reti chiama gli slavi al riscatto. Troppo tardi: ormai i punti sono in mano iberica. L'uno / due di Joan Canellas in chiusura leva ogni dubbio in proposito. Spagna vincente, (abbastanza) convincente, e seria candidata al gradino più alto del podio.

La Slovenia si consola con il terzo posto di gruppo e la qualificazione alla finale per la 5/6 piazza 8da disputare contro i macedoni), con l'aiuto dei 'cugini' croati che fermano sul pareggio le ambizioni ungheresi. Come contro Spagna e Francia i magiari, in una SPENS Hall in netta maggioranza dalla loro parte, fanno risultato, ma stavolta non quello che volevano. Grande rammarico, pure alla luce di quanto visto nei primi trenta minuti: Ungheria a prendersi velocemente un vantaggio significativo (8-4 al quarto d'ora di gioco), e Gábor Császár a referto ben cinque volte. La frazione termina però sul 13-12, testimonianza dell'incapacità di chiudere il match in anticipo. Lo Császár-show continua per ben 17 minuti nella ripresa, con il centrale del Veszprém però come UNICO elemento in grado di trovare la via del goal, ed unico a tenere in partita l'Ungheria rispondendo ai tentativi di fuga croati. La lotta punto a punto dura fino al 58°, quando Krivocapics sigla il pareggio a quota 24. Da allora nessuno sarà più in grado di cambiare lo score, e con la punizione inutilmente tentata da Kornél Nagy allo scadere tramonteranno le speranze magiare di arrivare quantomeno a lottare per un ticket Olimpico.

Né vincitori né vinti nell'altra 'tenzone' (si fa per dire ..) del Gruppo II, quel Francia-Islanda ridottasi a parodia di sfide che, nemmeno troppo tempo fa, valevano medaglie d'oro o biglietti per le finalissime, ed ora vedono le squadre dividersi la posta senza infierire, terminando entrambe in fondo alla classifica. La differenza reti spedisce i Bleus all'ultimo posto, ennesima nota negativo di un Europeo da cancellare immediatamente. Ancora frastornati dall'eliminazione subita per mano croata, i francesi prendono TRE goal nei primi DUE minuti, e finiscono sotto con un imbarazzante 6-12. La prima reazione transalpina arriva entro l'intervallo (a metà gara sarà 15-12 per i nordici), e prosegue nella frazione seguente, con Luc Abalo a firmare parità (16-16 al 36°) e vantaggio (20-19 al 41°). In un sussulto di dignità i francesi, con William Accambray di nuovo ad alti livelli (10 reti su undici tentativi, ed un incredibile 7 su 8 dalla lunga distanza), si regalano il più due, ma i cinque minuti finali vedono il ritorno islandese, timbrato soprattutto da Olafur Ragnarsson, ed il ristabilimento definitivo dell'equilibrio, nonostante gli sforzi di Grégoire Detrez. Null'altro da aggiunger. Au revoir, France. Ci Vediamo alle Olimpiadi. Adesso è tempo di lasciare spazio ad un nuovo campione ...

Main Round: Gruppo 2 - Risultati 3a Giornata
** Islanda - Francia 29-29 (15-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Spagna - Slovenia 35-32 (15-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Croazia - Ungheria 24-24 (12-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica finale
1. Spagna 9 p. 4-1-0 (143-130) +13
2. Croazia 7 p. 3-1-1 (137-128) +9
______________________________
3. Slovenia 4 p. 2-0-3 (153-156) -3
_______________________________
4. Ungheria 4 p. 1-2-2 (125-130) -5
5. Islanda 3 p. 1-1-3 (143-146) -3
6. Francia 3 p. 1-1-3 (128-139) -11

mercoledì 25 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: chiusura pirotecnica del Main Round. Chi sarà la quarta semifinalista?

Finale con il botto del Main Round: oggi scendono in campo tutte e dodici le squadre in competizione, in un'ultima giornata con numerose sentenze da emettere, non solo per questo torneo (chi andrà in semifinale, ed in quale ordine?) ma anche in prospettiva Londra 2012, con i pass per il torneo di qualificazione olimpica ancora da assegnare.

Nel Gruppo I la Serbia, già guadagnatasi un posto nel turno successivo, attende di sapere chi l'accompagnerà in semifinale, e se ci andrà da prima o seconda classificata. Fondamentale al riguardo la sfida di apertura delle ore 16:15: dopo aver fallito il primo 'match point' contro la Danimarca, la Germania ci riprova, in questo caso contro una Polonia che, nonostante il pesante K.O. subito dalla Macedonia, conserva qualche piccolissima chance di passaggio del turno. Mister Heuberger annuncia (meglio tardi che mai) l'arrivo del centrale 25enne Martin Strobel del TBV Lemgo (1,89m per 57 presenze in nazionale), pronto a indossare la maglia numero 19. Vincere è d'obbligo per entrambe le squadre, e pure nel caso dei polacchi rischia di non bastare. L'ala sinistra Thomas Tluczynski, militante proprio nella Bundesliga (Lubecca) come altri suoi connazionali, mantiene qualche piccolo barlume di speranza.

Un'eventuale vittoria polacca, o al limite un pareggio, offrirà un occasione d'oro alla Danimarca, rendendola in grado di qualificarsi dopo essere arrivata al Main Round con zero punti in dote. A patto di vincere il derby scandinavo delle ore 18:15. Certo bisognerà vedere se la Svezia, già matematicamente fuori dai giochi, sarà d'accordo. Ne dubitiamo: la rivalità è sempre la rivalità. La tenzone fra vicini di casa perderebbe comunque molto interesse in caso di anteriore trionfo della Germania. I danesi si augurano di trovare la miglior versione di Mikkel Hansen, quello decisivo contro la Macedonia tanto per intenderci. Non quello opaco visto in altre circostanze.

Chiuderà i battenti alla Beogradska Arena un altro derby, stavolta balcanico: la Serbia padrona di casa vorrà certificare il primo posto finale del girone con un risultato positivo contro la Macedonia. La quale, a sua volta, rischia persino di arrivare alle semifinali, ma solo grazie ad una difficile combinazione astrale di risultati (vittoria propria e della Svezia, successo targato Polonia sui tedeschi con un goal di scarto). Sfida nella sfida, quella tra le due tifoserie forse più calde del torneo. Il portiere macedone Borko Ristovski, grande protagonista - assieme a Kiril Lazarov - della vittoria sui polacchi nel turno precedente, si dice addirittura convinto che i fans provenienti da Skopje e dintorni avranno la meglio, per quantità e 'decibel', sui padroni di casa. Parlando di portieri, anche l'estremo difensore rivale, Darko Stanić, si sta ben comportando in questo europeo, e con lui Momir Ilić (desideroso di affrontare la Croazia in semifinale) e parecchi giocatori della nazionale serba, tutti con il mirino puntato sul podio, magari già sulla finalissima.

Nel Girone II invece Spagna e Croazia hanno staccato in anticipo il biglietto per la 'Final Four'. In quale ordine, lo sapremo in tarda serata. Gli iberici, probabilmente la squadra più in forma e 'versatile' finora ammirata, comandano la classifica con sette punti, uno in più degli slavi, sorpassati grazia allo scontro diretto vinto. Per la vittoria matematica nel girone agli spagnoli basta un punto, da mettersi in tasca nella gara delle ore 18:15 contro la rivelazione-Slovenia. A dispetto della scarsa esperienza di vari elementi, gli slavi stanno dimostrando grinta e qualità non da poco, e puntano al torneo pre-olimpico. Emerge soprattutto un Dragan Gaijć in grandissima forma; oggi però l'ala destra del Montpellier è attesa dalla miglior retroguardia del campionato. L'allenatore spagnolo Valero Rivera, oltre a promettere maggiore spazio alle 'seconde linee' nel confronto odierno, dice che la Spagna approda alle semifinali con la massima ambizione, ma forse mente aggiungendo che 'qualunque rivale ci tocchi, per noi sarà lo stesso'. Affrontare la seconda del gruppo I, invece che un Serbia sostenuta dal tifo scatenato della Beogradska Arena, dovrebbe essere un'opzione decisamente migliore.

Lasciando magari alla Croazia l'onore/onere di vedersela con in padroni di casa, nella battaglia tanto attesa da Momir Ilić. Stasera intanto i balcanici, esaltati dal trionfo storico sulla Francia, chiudono le danze a Novi Sad affrontando l'Ungheria delle promesse non mantenute. L'ultima proprio ieri sera, quando la pessima forma dei loro portieri è costata la sconfitta con la Slovenia e l'eliminazione anticipata. Visto però come i magiari si trasformano contro le squadre di alto rango (spagnoli e francesi ne sanno qualcosa) c'è da attendersi una prova d'orgoglio e qualità degli uomini di Lajos Mocsai. La Croazia in questo torneo ha esibito tutta la gamma di frecce al proprio arco, potendosi addirittura permettere lo scarso minutaggio riservato a Ivano Balić, distintosi più per certe stucchevoli lamentele nel post-partita con la Spagna (del tipo 'abbiamo giocato contro gli arbitri, è dal 2004 che ce l'hanno con noi' e simili) che per quanto fatto vedere in campo. Ancora niente gara per l'infortunata ala sinistra Manuel Strlek, forse recuperabile in tempo per le semifinali. Sarà 'battaglia' pure sugli spalti: si affrontano le due squadre con il maggior seguito alla SPENS Hall. In
questo ambito, se proprio ci obbligate a scegliere, punteremmo su una 'vittoria' ungherese.

Uscita di scena anticipata per la Francia. In tutti i sensi. Dopo l'eliminazione divenuta realtà martedì sera, oggi i campioni più che mai uscenti termineranno la loro disavventura affrontando l'Islanda, in un declassato remake della finale olimpica del 2008 e della semifinale europea di due anni fa. Una vittoria per ristabilire, almeno in modica quantità, l'onore perduto: questo l'obiettivo dei Bleus, che poi volteranno subito pagina (lo conferma per primo il capitano Jérôme Fernandez) e cominceranno la preparazione per Londra 2012, dove contano di recitare tutt'altro copione. Difficile però che a Karabatic (molto in ombra) e compagni, estromessi da una semifinale di un grande torneo per la prima volta dal 2004, venga data luce verde da un'Islanda pure deludente in Serbia (le assenze di peso si sono notate eccome) ma sempre combattiva. Lo ha dimostrato anche contro la Spagna, in una partita giocata all'inseguimento, però mai con rassegnazione.

Main Round - Gruppo 1: 3a Giornata
(BELGRADO, BEOGRADSKA ARENA)

** h. 16:15 Germania (5 punti) - Polonia (3)
** h. 18:15 Danimarca (4) - Svezia (2)
** h. 20:15 Serbia (7) - Macedonia (3)

Main Round - Gruppo 2: 3a Giornata
(NOVI SAD, SPENS HALL)

** h. 16:10 Francia (2 punti) - Islanda (2)
** h. 18:10 Spagna (7) - Slovenia (4)
** h. 20:10 Croazia (6) - Ungheria (3)

Diretta TV della sfida decisiva tra Germania e Polonia sul canale tedesco ZDF, mentre Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est) trasmetterà tutte le altre partite, in simultanea. 15 minuti di highlights della giornata alle ore 23:00 circa ell'EHF Euro 2012 Show su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming (intorno agli orari inizio delle partite) sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

martedì 24 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Serbia in semifinale, Svezia out. Danimarca e Macedonia non si arrendono.

Fra tante sorprese e decisioni rinviate, la seconda giornata del Gruppo I offre almeno una certezza: la Serbia è in semifinale!! I padroni di casa si ritagliano un posto fra le Fantastiche Quattro con un turno d'anticipo, battendo la Svezia che un simile risultato aveva ottenuto lo scorso anno ai Mondiali casalinghi, ed invece stavolta finisce eliminata più o meno precocemente. Il fattore-campo ora sta dalla parte dei serbi, bravi a vendicare il 28-24 subito a Malmö 366 giorni prima, per la felicità di una Beogradska Arena più calda e 'vocale' che mai.

L'inizio non è loro favorevole: un ottimo Johan Sjöstrand proietta gli scandinavi verso il 5-2; ma dopo i primi dieci minuti il vento cambia direzione, spingendo la squadra di casa verso la vittoria, e propiziando un break di 6-1, con il contropiede vincente di Marko Vujin a regalare il doppio vantaggio locale (8-6). Ekdahl Du Rietz, Ekberg e Lundström provano a reagire. Invano. I serbi conservano le distanze ed in chiusura di tempo trovano addirittura il massimo vantaggio: 14-11 a firma Ivan Nikcević.

La musica non cambia nel successivo quarto d'ora: i padroni di casa tengono a bada ogni accenno di rimonta; ma qualche imprecisione, unita alle prodezze di Sjöstrand che non si arrende mai, consente ai nordici di tornare a meno uno. Partita riaperta? Non troppo. I gialloblu sbagliano ancora in attacco al momento decisivo, complice un ottimo Darko Stanić che risponde al collega svedese (i due portieri finiranno con la stessa, ottima percentuale: 43%), ed i vari Prodanović, Sesum e Vujin li puniscono. Nemmeno la doppietta di Kim Ekdhal du Rietz nel finale impedisce l'esplosione di gioia dei diciottomila tifosi allo scadere del tempo. L'obiettivo minimo è centrato, ora a Belgrado e dintorni si punta ad una medaglia.

Serbia unica contendente già qualificata, visto che negli altri due match le squadre (all'inizio) messe peggio in classifica si sono imposte. La Macedonia è tornata in corsa per un passaggio del turno comunque assai improbabile dopo aver messo al tappeto la Polonia. Tre i fattori principali del trionfo balcanico il solito grande Kiril Lazarov, il solito grande pubblico, e fra i pali un immenso Borko Ristovski, che termina l'incontro con il 44 percento dopo aver raggiunto punte del cinquanta. Portieri avversari invece in giornata no.

Decisiva la partenza a razzo dei macedoni, cui fanno da trampolino le doppiette di Naumche Mojsovski e Lazarov. Il 4-1 iniziale si trasforma nel 10-4 di metà tempo, con la stella della squadra semplicemente inarrestabile (sei reti in un quarto d'ora per 'Kire'!) ed i polacchi completamente frastornati da Lazarov, dal portiere balcanico, e dai decibel di una Beogradska Arena tutta in giallo e rosso: c'è pure il Presidente della Repubblica Gjorge Ivanov! Passato il momento peggiore, la squadra di Bogdan Wenta riesce quantomeno a contenere i danni fino all'intervallo, quando il tabellone segna un impietoso 18-12.

Dopo la grande prova contro la Svezia, però, annullare un gap di 'solamente' sei lunghezze dovrebbe essere un gioco da ragazzi per Krzysztof Lijewski (MVP dei suoi, mentre il top scorer è Bartosz Jurecki) e compagni. Ma certe imprese riescono ogni tanto, e stavolta non è quella buona. Anche se un poker di reti consecutive in appena tre minuti (dal 38° al 41°) aveva creato illusioni di una nuova mega-rimonta, immediatamente frustrate da Alushovski, Dimovski, Lazarov e dalle parate di Ristovski. I polacchi non riescono mai ad avvicinarsi più di tanto (il 27-25 finale sarà il minimo vantaggio macedone dopo i primi cinque minuti), e Kire sale a quota nove con l'uno-due che, in chiusura di match, mette al sicuro i due punti.

Successo di due reti anche per la Danimarca, in grado di fare sua una delle sfide più tradizionali della pallamano europea, mandando al tappeto la Germania. La seconda vittoria consecutiva permette agli scandinavi di rimanere in corsa, raddrizzando (in parte) una situazione che appariva compromessa, mentre i tedeschi devono riporre nel cassetto le speranze di passaggio del turno anticipato, ed ora rischiano grosso.

La vittoria danese, merito soprattutto dei numeri di un Niklas Landin tornato in forma 'Mondiale' (2011) risulta meno tribolata che quella di sabato con la Macedonia, e matura in un grande finale di primo tempo, che fa seguito ad un pessimo inizio. Gli uomini di Ulrik Wilbek sono bravi a non farsi tagliare le gambe dal parziale di 5-1 'made in Germany' (protagonista Uwe Gensheimer in versione fuoco di paglia: tre goal in cinque minuti, poi nulla fino al 48°, e quindi ancora niente fino alla sirena), e reagiscono sia con Mikkel Hansen, il quale però non gioca molto nella prima parte, che attraverso i numeri di Landin, ritrovando la parità entro il quarto d'ora. Dopo un botta e risposta più o meno lungo arriva lo scatto firmato in particolare da una stella della Bundesliga, Hans Lindberg, a segno tre volte nei minuti precedenti l'intervallo. Cui si giunge con la Danimarca avanti di tre: 17-14.

Alla ripresa del gioco Tomas Mogensen, altro elemento del campionato tedesco, ed Anders Eggert incrementano le distanze fino al 21-16. La Germania, tenuta a galla dal portiere Silvio Heinvetter, prova a rifarsi sotto, e proprio il 'cameo' di Gensheimer ad una dozzina di minuti dal termine segna la riapertura dei giochi (24-23). Tempo di time-out per Wilbek, al quale segue una fase frenetica con tiri senza ricompensa da una parte e dall'altra, e Landin nuovamente in evidenza. L'esito della gara si deciderà (entro il sessantesimo ovviamente) dai sette metri: Eggert è glaciale e non spreca le due occasioni che si trova fra le mani; il grande incompiuto Gensheimer si vede invece neutralizzare l'ultimo tentativo con poco più di un minuto rimasto. Le ultime sentenze definitive sono rimandate a giovedì, con i danesi obbligati a vincere il derby vichingo contro una Svezia ormai eliminata, augurandosi che la Polonia strappi almeno un punto alla Germania.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 2a Giornata
** Macedonia - Polonia 27-25 (18-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Germania 28-26 (17-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Svezia 24-21 (14-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 2a Giornata
1. Serbia 7 p. 3-1-0 (91-82) +9
2. Germania 5 p. 2-1-1 (100-96) +4
---------------------------------
3. Danimarca 4 p. 2-0-2 (109-109) 0
4. Macedonia 3 p. 1-1-2 (108-108) 0
5. Polonia 3 p. 1-1-2 (99-104) -5
6. Svezia 2 p. 0-2-2 (100-108) -8

lunedì 23 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Lunedì 23 Gennaio. Svezia e Danimarca all'ultima spiaggia.

Un campionato europeo ancora senza padroni, dove per il momento regnano incertezza ed equilibrio (ne sono testimonianza i vari pareggi e/o match finiti in volata con minimi scarti), si appresta ad emettere alcuni verdetti senza appello. La seconda giornata del gruppo I del Main Round potrebbe sancire la definitiva eliminazione di una o più squadre.

Ci riferiamo in particolare a due 'grandi nomi': Svezia e Danimarca. Le potenze scandinave, semifinaliste ai Mondiali di appena dodici mesi fa (i danesi giunsero fino alle soglie dell'oro), non hanno convinto molto nella prima fase del torneo, e pur smuovendo le rispettive classifiche i loro debutti alla Beogradska Arena non sono riusciti a cancellare le perplessità. Entrambe si trovano a quota due in classifica, e le sfide odierne alle capoliste Serbia e Germania hanno il sapore dell'ultima spiaggia.

Tocca prima ai danesi, che dopo la vittoria in extremis sulla Macedonia trovano sulla loro strada un avversario ben conosciuto come i teutonici. Non solo in quanto fuoriclasse tipo Hans Lindberg o Thomas Mogensen militano nella Bundesliga, ma anche per i molti confronti diretti. Come nell'edizione 2004, quando la Germania, nella corsa al suo fino adesso unico oro continentale, finì con l'abbattere pure l'ostacolo Danimarca. Oppure quattro anni più tardi, a ruoli invertiti: scandinavi vincitori sui loro dirimpettai e poco dopo proclamatisi campioni d'Europa.

La tenzone più recente risale a due mesi fa, quando Martin Heuberger debuttò sulla panchina della 'Mannschaft' tedesca con una sconfitta. Oggi però sarà una sfida assai diversa per molte ragioni. Un'altra sfida imprevedibile in un torneo imprevedibile, secondo il non-pronostico dell'altro allenatore di scena, Ulrik Wilbek. Quest'ultimo si è anche detto pentito di non aver conovocato prima Bo Spellerberg, che al rientro in nazionale dopo l'infortunio ha subito offerto una grande prestazione, per quanto il vero trascinatore della 'landshold' di Copenaghen e dintorni rimanga sempre lui: la grande stella Mikkel Hansen. Le bordate del ragazzone nordico saranno necessarie per far cadere il muro tedesco e rimanere in corsa.

Gli svedesi, pure obbligati a vincere, dovranno vedersela con i padroni di casa ed il pubblico della Beogradska Arena. Quasi una 'rimpatriata' per Dalibor Doder, centrale scandinavo di origini serbe. Ma anche una sfida tra due squadre in cerca di riscatto dopo aver dilapidato vantaggi significativi nel turno di sabato. Impressionante l'incapacità svedese di conservare il +11 dell'intervallo. Balcanici e vichinghi si sono affrontati pure nello scorso Campionato del Mondo, però sul campo dei secondi, che fecero bottino pieno (28-24). Ad un anno di distanza, Momir Ilić e connazionali sono determinati a 'restituire il favore' nel match 'di ritorno'. Interessante il 'derby di Kiel' proprio tra Ilić ed il fuoriclasse Kim Andersson. L'altro elemento-chiave dei padroni di casa, Marko Vujin, entrerà nel gruppo delle 'Zebre', attualmente in testa al campionato tedesco, solo nella prossima stagione.

Chiudiamo con ... l'incontro di apertura. La Polonia protagonista della storica rimonta contro la Svezia affronta la Macedonia, a sua volta lasciatasi raggiungere e superare dai danesi nel turno precedente, raccogliendo meno di quanto seminato. Seppure, in pratica, siano fuori dai giochi per le semifinali, i macedoni continueranno a far conto sui loro spettacolari tifosi e sulle prodezze di Kiril Lazarov, a cui se possibile affiancare il pivot Stoilov ed altri elementi in giornata positiva. E magari sul precedente datato Mondiali 2009, quando nella vicina Croazia i balcanici vinsero il confronto diretto per 30-29. Stavolta però dovranno verdersela con la straordinaria combattività dei polacchi, consapevoli dell'obbligo di fare risultato per rimanere in corsa a dispetto di infortuni e assenze rilevanti.

Gruppo I (Beogradska Arena) - 2a Giornata
** h. 16:20: POLONIA - MACEDONIA
** h. 18:20: DANIMARCA - GERMANIA
** h. 20:20: SERBIA - SVEZIA

Classifica dopo la 1a Giornata
1. Germania 5 p. 2-1-0 (74-68) +6
2. Serbia 5 p. 2-1-0 (67-61) +6
---------------------------------
3. Polonia 3 p. 1-1-1 (74-77) -3
4. Danimarca 2 p. 1-0-2 (81-83) -2
5. Svezia 2 p. 0-2-1 (79-84) -5
6. Macedonia 1 p. 0-1-2 (81-83) -2

Diretta TV di Danimarca - Germania sul canale pubblico tedesco ZDF, mentre la privata Sport 1 (satellite Astra) mostrerà sia Polonia - Macedonia alle 16:20 che Serbia - Svezia in serata, con al termine gli highlights della sfida tra tedeschi e danesi. Sintesi dell'intera giornata dalle ore 23:00 alle 23:15 circa su Eurosport 2 tedesco (non visibile gratuitamente in Italia).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' degli incontri precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

domenica 22 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Main Round partito con tre battaglie incredibili.

Persino in una serata che, a livello di classifica, non cambia quasi nulla, lasciando le gerarchie sostanzialmente immutate, questo avvincente torneo regala emozioni a raffica. Il pubblico della capitale serba, trasferitosi per l'occasione dalla Pionir Arena alla più grande Beogradska Arena, assiste ad un trittico di partite spumeggianti, quasi in fotocopia, nel turno inaugurale del Main Round.

Apre le danze la straordinaria impresa della Polonia che, sotto di undici reti (9-20) all'intervallo contro la Svezia, mette in scena un'incredibile rimonta riuscendo ad agguantare i rivali all'ultimo minuto. Lo score finale (29-29) suona beffardo per i vichinghi, avanti dall'inizio sino a 35 secondi dal termine, e permette alla truppa di mister Wenta di salvare un punto, salendo a quota tre in graduatoria. Già dopo dieci minuti, con il tabellone a segnare il 7-1 pro-Svezia ('colpa' in particolare dell'ala sinistra Henrik Lundström e dei disastri dell'attacco 'made in Polonia') nessuno avrebbe immaginato un simile esito; tanto meno alla fine del primo tempo, cui si arriva con gli scatenati gialloblu a tormentare in serie i poveri Marcin Wichary e Piotr Wyszomirski. Netto il contrasto fra loro ed un Andreas Palicka ottimale nella porta svedese.

Il vento cambia totalmente nella ripresa. Il poker di reti consecutive in apertura, che obbliga Steffan Olsson a chiamare time-out, ne è prima avvisaglia. Il minuto di sospensione permette ai nordici di ritrovarsi, ed anche se Bartlomiej Jaska, MVP e top scorer degli est-europei, continua a martellarli, il gap rimane notevole: 25-19 a una quarto d'ora dalla fine. A quel punto giunge la seconda ondata polacca, che sommerge ogni speranza di vittoria avversaria. Trascinata da Michal Jurecki, la nazionale di Varsavia si avvicina alla preda, e la agguanta nei minuti finali, quando la Svezia non indovina più nulla in fase offensiva. L'onore di firmare il pareggio-beffa, e mandare in visibilio i propri tifosi, spetta ad Adam Wisniewski, ala sinistra del Wisla Plock.

Risultato 'bizzarro' anche nella gara successiva, protagoniste Danimarca e Macedonia. Spinti dal solito tifo straordinario, i balcanici volano sulle ali dell'entusiasmo e, dopo un botta e risposta lungo un quarto d'ora fra le due squadre, infilano un parzialone di dieci a quattro, trampolino di lancio per il massimo vantaggio dell'incontro intero (19-13). Responsabile numero uno, ovviamente, è Kiril Lazarov, bravo a martellare senza sosta la difesa scandinava. Peccato (dal punto di vista macedone) per quel finale di tempo in cui 'Kire' si prende una pausa e la Danimarca dimezza il margine. Si torna negli spogliatoi sul 19-16.

Il cannoniere dell'Atlético Madrid timbra di nuovo il cartellino al rientro in campo, con una tripletta in 15 minuti: però adesso mettere il pallone alle spalle di un Niklas Landin finalmente in forma è molto più complicato. Il giovane portiere nordico, ben assistito dalla difesa, spinge alla rimonta, che arriva dopo un goal del pivot Toft Hansen: 23 pari a metà secondo tempo, ora è tutto da rifare. L'orda vichinga non si arresta qui: sale in cattedra uno stratosferico Mikkel Hansen, che risponde da par suo all'altro 'martello' (quel Lazarov improvvisamente calato, al pari dei suoi compagni) e con un pokerissimo di reti porta la Danimarca avanti nello score.

Ribaltone definitivo? No!! La Macedonia è squadra guerriera, e torna a colpire. Il solito implacabile Lazarov, che vincerà il personalissimo scontro fra titani con Hansen (13 reti a 12 per il balcanico) firma il contro-pareggio, con addirittura possibilità di contro-sorpasso all'ultimo minuto. Quando si consuma il dramma: 5 secondi al termine, palla al solito 'Kire', il suo tiro rimbalza sulla gamba di Landin e termina in mano danese; contropiede lanciato, e finalizzato all'ultimo istante da Hans Lindberg. Esplosione di gioia per gli scandinavi: i due punti li salvano dal baratro e permettono a Bo Spellerberg (buona prova per il centrale appena rientrato da un infortunio) e compagni di mantenere qualche piccola opzione per il raggiungimento delle semifinali. Delusione per squadra e pubblico macedone che, come contro la Germania, escono da una grande gara a testa alta ma a mani vuote, raccogliendo meno di quanto avrebbero meritato. Ancora una volta gli ultimi, decisivi secondi non sorridono agli uomini di coach Shundovski.

Rimonta finale con pareggio in extremis pure nell'ultima gara della serata: lo scontro al vertice tra Serbia e Germania, vincitrici dei rispettivi gruppi ed arrivate al Main Round con il massimo dei punti disponibili. Una divisione della posta che accontenta di più i tedeschi, bravi a raddrizzare una partita compromessa nella prima parte. L'inizio serbo è travolgente: quattro goal in sei minuti, mentre la Germania non ne azzecca una contro un grande Darko Stanić e l'arcigna difesa locale. Superate le difficoltà dell'impatto, alle quali non era estraneo l'ambiente creato dai tifosi sugli spalti, la Germania torna in partita, soprattutto grazie ad Holger Glandorf. Ma nei sette minuti precedenti l'intervallo la Serbia ruggisce di nuovo, con il capitano Momir Ilić, micidiale dai sei come dai nove metri, a timbrare per cinque volte la rete avversaria.

Il 12-7 di metà gara viene persino migliorato al rientro in campo: 15-8 al 34°. Nove minuti sciagurati, però, riaprono i giochi: Glandorf, Roggisch e Gensheimer riportano gli ospiti ad un'incollatura (17-16) con un quarto d'ora di battaglia rimasto. Theuerkauf addirittura pareggia, poi la Serbia cerca di scappare di nuovo, piazzando un paio di colpi vincenti. Adrian Pfahl azzecca dai sei metri l'unico tiro buono della sua serata per fissare lo score sul 21-20 a sei minuti e mezzo dal termine. Da quel momento arriva una serie di errori, palle perse, parate, che sembrano congelare il punteggio. Un andazzo che ai padroni di casa non dispiacerebbe; purtroppo per loro, a cambiarlo con UN PAIO DI SECONDI rimasti ci pensa Sven-Sören Christophersen, subentrato al portiere Heinvetter per consentire alla Germania la superiorità numerica nell'ultimo attacco. Una scelta vincente: proprio il terzino delle 'Volpi' berlinesi trova, a fil di sirena, la bomba giusta dai nove metri. Alle fine del terzo match incredibile consecutivo, la Beogradska Arena è ammutolita, mentre i teutonici festeggiano il punto strappato con le unghie e coi denti, ed il primato nel girone mantenuto per un soffio.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 1a Giornata
** Polonia - Svezia 29-29 (9-20)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Macedonia 33-32 (16-19)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Germania 21-21 (12-7)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 1a Giornata
1. Germania 5 p. 2-1-0 (74-68) +6
2. Serbia 5 p. 2-1-0 (67-61) +6
---------------------------------
3. Polonia 3 p. 1-1-1 (74-77) -3
4. Danimarca 2 p. 1-0-2 (81-83) -2
5. Svezia 2 p. 0-2-1 (79-84) -5
6. Macedonia 1 p. 0-1-2 (81-83) -2

sabato 21 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: partenza pirotecnica del Main Round. Che rimonta la Polonia! Di seguito altre due sfide.

Sotto di qualcosa come UNDICI reti alla pausa (20-9), i polacchi mettono in scena una rimonta straordinaria nel secondo tempo, arrivando ad impattare la sfida con la Svezia, che ha aperto il girone del Belgrado del Main Round. 29-29 il risultato finale tra le due compagini. In virtù del clamoroso esito della sfida di apertura, la Polonia sale a tre punti in classifica, mentre gli svedesi vanno solo a due.

Ecco il goal-by-goal dell'incontro.
** POLONIA - SVEZIA 29-29 (9-20)
59:25 Wisniewski 29 - 29 -
58:16 Wisniewski 28 - 29 -
56:49 Syprzak 27 - 29 -
55:35 - 26 - 29 Ekberg
54:56 Jurecki 26 - 28 -
54:16 Wisniewski 25 - 28 -
52:42 Jurkiewicz 24 - 28 -
51:33 - 23 - 28 Nilsson
51:07 Jurecki 23 - 27 -
50:04 - 22 - 27 Nilsson
49:31 Jurecki 22 - 26 -
47:19 - 21 - 26 Doder
46:55 Jurkiewicz 21 - 25 -
45:30 Jurecki 20 - 25 -
43:59 Jaszka 19 - 25 -
43:09 - 18 - 25 Ekberg
42:14 Wisniewski 18 - 24 -
40:06 - 17 - 24 Larholm
39:29 Jaszka 17 - 23 -
38:44 Kuchczynski 16 - 23 -
37:34 - 15 - 23 Nilsson
36:51 - 15 - 22 Larholm
36:19 Jaszka 15 - 21 -
36:00 Jaszka 14 - 21 -
35:18 - 13 - 21 Ekberg
34:50 Jaszka 13 - 20 -
34:01 Wisniewski 12 - 20 -
32:04 Syprzak 11 - 20 -
30:37 Jaszka 10 - 20 -
29:07 - 9 - 20 Ekdahl Du Rietz
26:46 Tluczynski 9 - 19 -
26:22 - 8 - 19 Lundström
24:13 - 8 - 18 Ekberg
23:56 - 8 - 17 Ekdahl Du Rietz
22:45 - 8 - 16 Ekberg
22:02 - 8 - 15 Jakobsson
21:29 Tluczynski 8 - 14 -
20:48 Tluczynski 7 - 14 -
20:39 - 6 - 14 Larholm
20:08 Jaszka 6 - 13 -
19:19 - 5 - 13 Ekberg
18:07 - 5 - 12 Lundström
17:17 - 5 - 11 Jakobsson
15:30 - 5 - 10 Larholm
15:00 - 5 - 9 Lundström
14:21 Kuchczynski 5 - 8 -
14:03 - 4 - 8 Andersson
13:00 Bielecki 4 - 7 -
12:23 Wisniewski 3 - 7 -
11:09 Jaszka 2 - 7 -
09:55 - 1 - 7 Karlsson
07:55 - 1 - 6 Lundström
07:24 - 1 - 5 Ekberg
06:46 Kuchczynski 1 - 4 -
06:43 - 0 - 4 Nilsson
04:56 - 0 - 3 Lundström
03:21 - 0 - 2 Lundström
01:53 - 0 - 1 Andersson

Alle ore 18:15 scendono in pista Danimarca e Maceedonia, entrambe obbligate a fare bottino pieno. Sarà particolarmente forte la pressione sulle spalle dei danesi, in quanto solo i due punti possono evitare (o semplicemente rinviare?) la matematica eliminazione prematura di una compagine che molti vedevano già come minimo sul podio. I macedoni avranno dalla loro parte il solito grande gruppo di caldissimi tifosi, anche se probabilmente nella capitale serba la 'Falange' sarà leggermente meno numerosa che a Nis.

Chiude le danze, alle ore 20:15, il match di cartello, con protagoniste Serbia e Germania, vincitrici un po' a sorpresa dei rispetti gironi, ed entrambe al Main Round con quattro punti, a contendersi una vittoria che spedirebbe chiunque riesca a coglierla veramente ad un passo dalle semifinali.

Dirette TV di Danimarca - Macedonia sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra): Spagna - Russia alle 18:15 e, due ore dopo, di Serbia - Germania sui canali NDR e WDR (sempre satllite Astra, 19:2° Est). Sintesi della giornata alle ore 00:15 circa su Eurosport tedesco.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

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venerdì 20 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: finale con sorprese nei Gruppi A e B.

Nella serata conclusiva dei primi due gruppi, risultati decisamente sorprendenti portano ad una classifica finale, con relative conseguenze sulla prossima fase, impensabile appena tre giorni fa.

Nel girone (A) di Belgrado, a parte la sfida tra Serbia e Slovacchia inutile a fini pratici e terminata con la divisione della posta (21-21; dominio locale nella prima frazione, in cui svetta l'ala destra Rajko Prodanović, clamorosa rimonta slovacca, resa possibile dalle parate di Peter Stochl, nel secondo tempo) fa sensazione il nuovo K.O. alla Pionir Arena della Danimarca che, dopo i serbi, si fa rimontare e sorpassare (27-26) pure dalla Polonia, gettando al vento (ma diamo merito al portiere avversario Marcin Wichary, bravo a non fa rimpiangere l'infortunato Szmal) il gap significativo costruito nelle fasi anteriori dell'incontro.

Dopo un quarto d'ora all'insegna dell'equilibrio, con prevalenza della fase offensiva su ambo i lati del campo, gli scandinavi accelerano il passo e volano a più quattro (da 6-7 a 11-7), vantaggio mantenuto sino all'intervallo. Il margine tocca le cinque reti in apertura di ripresa, però i fratelli Jurecki e Grzegorz Tkcazyk, assieme al già citato Wichary, mettono in scena la grande rimonta che si concretizza in sei minuti, dal 42° al 48°, quando Niklas Landin (MVP dei suoi) non riesce più a respingere gli attacchi rivali.

Le reti dei cannonieri Mikkel Hansen e Nikolaj Marcussen, foriere del 24-22 per i nordici agli otto dalla fine, non sono altro che il canto del cigno: da quel momento un parziale di 5-1, con Robert Orzechowski (qualcuno forse se lo ricorderà nel Kwidzyn anti-Bologna in Challenge Cup due anni fa...) sugli scudi grazie ad una tripletta, sigillerà il trionfo est-europeo ed il nuovo scivolone della squadra di Ulrik Wilbek.

La quale passa il turno, ma si vede costretta ad partire da quota zero nel Main Round, con conseguente rischio di eliminazione altissimo. Mentre i serbi, che quasi tutti i pronostici della vigilia davano, nel migliore dei casi, come secondi del gruppo si trovano nella invidiabile posizione di vincitori del girone e depositari di un patrimonio (quattro punti) probabilmente di enorme utilità nella corsa alle semifinali.

Gruppo A - Risultati
** Polonia - Danimarca 27-26 (10-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Slovacchia 21-21 (13-6)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Serbia 5 p. 2-1-0 (67-61) +6
2. Polonia 4 p. 2-0-1 (86-72) +14
3. Danimarca 2 p. 1-0-2 (78-76) +2
-------------------------------------------
4. Slovacchia 1 p. 0-1-2 (70-92) -22

Qualcosa di ancor più strano è accaduto a Niš (girone B): chi mai, dopo la sfida inaugurale di quattro giorni fa vinta senza appello dalla Repubblica Ceca sulla Germania, avrebbe puntato un centesimo sui tedeschi futuri primi nel gruppo (con il massimo dei punti disponibili da portarsi alla fase seguente) e su Jicha e compagni spediti a casa velocemente? Invece proprio a un tale esito ha portato la combinazione delle sfide di martedì e giovedì sera. Scongiurato per un soffio il tracollo nella battaglia con la Macedonia, i tedeschi si sono riscoperti grandi ed hanno abbattuto la Svezia, contro ogni pronostico ma con un'autorevolezza che sembrava ormai relegata all'album dei ricordi.

Decisivo un primo tempo da favola, in cui i guerrieri teutonici, partiti alla grande, spediscono ben venti palloni nella rete avversaria. Trascinatore della 'Mannschaft' contro la difesa-colabrodo svedese risulta un Uwe Gensheimer finalmente in grado di prendersi le sue responsabilità e produrre grandi numeri. Ma anche Lars Kaumann e Patrick Groetzki fanno la loro brava parte. Solo qualche numero del terzo portiere Mattias Andersson e le reti di Lundström, Larholm ed Ekhdal Du Rietz (quest'ultimo a segno nove volte, tante quante l'Uwe di Germania) evitano il tracollo di una squadra finita sotto di sei (11-5) dopo nemmeno un quarto d'ora, ma poi giunta all'intervallo 'soltanto' a meno cinque. Nella ripresa si segna molto meno, però Heinvetter e compagni sono efficaci nel rispedire al mittente ogni accenno di recupero scandinavo, che non va oltre il 'meno tre' in più occasioni. La truppa di Heuberger fa buona guardia e conquista un primato che ne rilancia le ambizioni. Niente male per chi tre giorni prima era sull'orlo di un altro fallimento.

Due ore più tardi è toccato ai macedoni: la 'Falange' sugli spalti, e soprattutto la determinazione dei giocatori in giallo e rosso (Kiril Lazarov con la sua abituale dose di reti, e pure Mirkulovski e Vladimir Temelkov in giornata di grazia, senza trascurare Naumche Mojsovski) hanno compiuto il 'miracolo', esaltandosi in un secondo tempo che li ha visti travolgere i malcapitati cechi, dopo il 12-12 di metà gara, risultato giusto per una prima frazione a corrente alternata, ma favorevole agli avversari in ottica-qualificazione.

Avversari che invece crollano in una ripresa iniziata male (subito 15-12 per i balcanici, con Nocar a porre fine alla siccità offensiva dopo ben otto minuti) e finita peggio, e devono subire una prematura quanto inattesa uscita di scena, oltre all'esplosione di gioia dei circa quattromila fans arrivati da Skopje e dintorni per far vibrare lo Sportski Centar CAIR. I macedoni, come gli svedesi, andranno a Belgrado con appena un punticino, e nuove imprese, una più difficile dell'altra, da compiere per approdare in semifinale; ma questo è solo il momento di festeggiare il trionfo di giovedì.

Gruppo B - Risultati
** Germania - Svezia 29-24 (20-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Macedonia - Repubblica Ceca 27-21 (12-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Germania 4 p. 2-0-1 (77-74) +3
2. Macedonia 1 p. 1-1-1 (76-71) +5
3. Svezia 3 p. 1-1-1 (83-84) -1
------------------------------------------------
4. Repubblica Ceca 2 p. 1-0-2 (77-84) -7

giovedì 19 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Giovedì 19 Gennaio.

Primi verdetti definitivi oggi in Serbia. Qualcuno a dir la verità già lo abbiamo: i padroni di casa hanno vinto in anticipo il Girone A, e voleranno al Main Roud con ben quattro punti in dote, grazie ai K.O. rifilati a polacchi e danesi, mentre la Slovacchia è da martedì sera matematicamente fuori dai giochi. Lo scontro diretto odierno alla Pionir Arena non ha quindi nulla da dire in termini di classifica; vedremo se ed in quale misura il coach serbo risparmierà i suoi migliori titolari per le sfide decisive del turno seguente e regalerà minuti alle 'seconde linee'. Per gli slovacchi, invece si tratterà quantomeno di salvare l'onore prima dell'ormai certo rientro a casa anticipato. La gara che apre le danze alle 18:15 offre di sicuro più argomenti: Polonia e Danimarca sono ormai certe del passaggio del turno, ma arrivare al Main Roud con almeno due punti, piuttosto che senza, cambia notevolmente le cose in prospettiva del raggiungimento delle semifinali. Per questo motivo le due formazioni si daranno battaglia. Scandinavi favoriti, anche se nei primi scampoli del torneo si sono dimostrati tutt'altro che convincenti.

Salvatisi da un altro disastro nella sfida con la Macedonia, i tedeschi ora si trovano davanti un altro test impegnativo: la Svezia dei molti giocatori del THW Kiel, in cui ha militato per lungo tempo pure il coach vichingo Steffan Olsson. Non è tempo di nostalgie però: sia gli scandinavi che i teutonici hanno bisogno di punti, per sigillare la qualificazione ma soprattutto da usare nel Main Round. Che la Germania rischia di non raggiungere nemmeno in caso di sconfitta abbinata al successo della Macedonia sulla Repubblica Ceca. I balcanici, spinti ancora una volta dalla loro spettacolare 'Falange' sugli spalti, e dai missili di Kiril Lazarov, tenteranno un'impresa non facile, ma nemmeno del tutto impossibile.

Diretta TV sul canale tedesco ARD Das Erste per Germania - Svezia e su Sport 1 (satellite Astra), per Polonia - Danimarca ed in seguito in contemporanea per Macedonia - Cechia e Serbia - Slovacchia. Dalle ore 22:00 sintesi della sfida della Germania sul medesimo Sport 1. Infine, highlights della giornata alle ore 23:00 circa su Eurosport tedesco.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

* h. 18.15: DANIMARCA (2 punti) - POLONIA (2)
(Girone A / Belgrado, Pionir Arena)

* h. 18.15: SVEZIA (3) - GERMANIA (2)
(Girone B / Niš, Sportski Centar CAIR)

* h. 20.15: MACEDONIA (1) - REPUBBLICA CECA (2)
(Girone B / Niš, Sportski Centar CAIR)

* h. 20.15: SERBIA (4) - SLOVACCHIA (0)
(Girone A / Belgrado, Pionir Arena)

mercoledì 18 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: riassunto 2a giornata Gruppi A e B.

Fino a dove può arrivare la Serbia? Se lo chiedono in molti dopo che la nazionale di casa è stata protagonista della sorpresa di martedì, battendo i favoritissimi vice-campioni del Mondo della Danimarca. Un successo ancor più esaltante in quanto arrivato in rimonta, dopo un primo tempo essenzialmente di marca scandinava. Quattro minuti senza reti, caratterizzati da difese arcigne, poi Momir Ilić inaugura il tabellino marcatori; segue un 6-2 per gli ospiti, al quale non è estraneo Anders Jensen Eggert, che sembra indirizzare il match nel senso gradito ad Ulrik Wilbeck e connazionali.

I locali non ci stanno e, con il fuoriclasse del THW Kiel sempre sugli scudi (assieme al portiere Darko Stanić, MVP serbo di giornata, che contribuisce a tenere i suoi a galla) resistono all'onda d'urto in maglia rossa, presentandosi all'intervallo con un passivo accettabile, sul 10-12, nonostante una prodezza dell'estremo difensore nordico Niklas Landin, che ad un certo punto manda addirittura il pallone nella rete avversaria direttamente dalla propria linea di porta.

Alla ripresa del gioco sale in cattedra l'altra stella locale, Marko Vujin: la sua tripletta in appena sei minuti consente ai balcanici di impattare, a dispetto dell'infortunio capitato a Nenad Vucković (distorsione alla caviglia). Si lotta punto a punto fino all'ultimo quarto di gara, con entrambi i portieri a sfoggiare le rispettive capacità, quindi Ilić e Nikcević provano ad allungare. Lars Christiansen ed Hans Lindberg rispondono, e siamo di nuovo in perfetto equilibrio.

Ma gli ultimi sei minuti sono drammatici per la Danimarca, che smarrisce la via del goal. Al contrario, Vujin ed il debuttante (a 35 anni) Dalibor Cutura trafiggono la porta di Landin e mandano in visibilio (quasi) tutti i fans della Pionir Arena. Danesi insoddisfatti della direzione di gara, anche se lo stesso Christiansen ammetterà che la colpa del loro scivolone non è degli arbitri. Serbi proiettati in anticipo al secondo turno, con il primo posto matematico nel girone già assicurato, così come i quattro punti da portarsi in dote al turno successivo. Dagli spalti belgradesi ora si intravede la zona-medaglie ...

Prima della grande impresa serba, era toccato, nel Girone A, a Polonia e Slovacchia. Le due squadre dell'est arrivavano da sconfitte iniziali, anche se la Slovacchia aveva ben impressionato, e la Polonia no. Ieri sera, invece, la squadra di Bogdan Wenta è apparsa in ottima forma, mentre gli avversari hanno deluso. Specie nella ripresa. Protagonisti assoluti i fratelli Jurecki, che tra uno e l'altro vanno in goal undici volte in totale, e Grzegorz Tkaczyk, top scorer dei suoi, con Piotr Wyszomirski a fare il proprio dovere in porta. Dopo il tris d'apertura griffato Bartosz Jurecki, ci pensano Richard Stochl con le sue parate ed il terzino destro Daniel Valo a ristabilire l'equilibrio, che dura una ventina di minuti, fino all'undici pari siglato da un sette metri di Martin Stranovský.

L'allungo polacco verso la fine del tempo produce il +4 (17-13) con cui si giunge alla pausa lunga, ma soprattutto fa da preambolo al monologo della ripresa, dove, con Milos Putera tra i pali al posto di Stochl (ma non sarà questo a far la differenza) in pratica c'è una sola squadra in campo, tanto che il parziale dei secondi trenta minuti è un impressionante 24-11, nonostante l'inutile poker di reti a firma Kukucka. Slovacchia già matematicamente fuori, Polonia a giocarsi la seconda piazza finale nel gruppo, e qualche punticino poi fondamentale in chiave qualificazione alle semifinali, nella sfida-spareggio con la Danimarca.

Gruppo A - Risultati
** Polonia - Slovacchia 41-24 (17-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Danimarca 24-22 (10-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 2 Giornate
1. Serbia 4 p. 2-0-0 (46-40) +6
2. Polonia 2 p. 1-0-1 (59-46) +13
3. Danimarca 2 p. 1-0-1 (52-49) +3
4. Slovacchia 0 p. 0-0-2 (49-71) -22

Nell'altro raggruppamento la Germania si salva al termine di una sfida tiratissima, forse non di elevata qualità ma avvincente per intensità e dinamiche del punteggio, contro la Macedonia. I tedeschi sconfiggono, con il minimo scarto, un rivale arcigno ed un ambiente ostile. Tribune dello Sportski Centar CAIR di Niš colorate di giallo e rosso, con i 4mila tifosi della 'Falange', ai quali 'rispondono' più o meno quattro tedeschi in tutto, a dare spettacolo con striscioni, bandiere e soprattutto con le loro corde vocali perennemente in attività. E purtroppo anche con qualche oggetto di troppo lanciato in campo durante e dopo il match.

Ne esce una battaglia punto a punto dove, a parte il 3-0 iniziale tedesco, cui risponde da par suo Kiril Lazarov, nessuno dei contendenti andrà oltre le due reti di margine. Alternanza al comando per tutto il primo tempo, conclusosi (giustamente e logicamente) in parità, dodici a dodici. Il cannoniere macedone dell'Atlético Madrid segna molto, ma sbaglia pure tanto, specie dai nove metri. 'Kire' parte fortissimo con quattro goal in quindici minuti, e poi non trova più la porta avversaria fino all'intervallo. Sull'altro lato del campo i tiri da lontano di Lars Kaufmann fanno parecchi danni, mentre il portiere Carsten Lichtlein si guadagna il pane, ed il premio come migliore atleta di giornata della 'Mannschaft'.

Il secondo tempo sembra una fotocopia del precedente per Lazarov: partenza a mille, poi più nulla, almeno sul piano realizzativo. A rispondere ai teutonici ci pensano il pivot Stojanche Stoilov, in stato di grazia, e gli altri, compreso Angelov che difende bene la porta slava. Non difenderà per molto ancora i colori tedeschi Oliver Roggisch, guadagnatosi gli spogliatoi in anticipo causa 3x2 minuti. Gli scambi di reti e vantaggi proseguono fino all'ultimo, quando Uwe Gensheimer, che segna poco ma ... al momento giusto, si incarica di firmare il 24-23. Ai macedoni restano 58 secondi per pareggiare.

Tanti, ma bisogna saperne approfittare. E loro non lo fanno, anche se ci si mette di mezzo la traversa, beffarda nel respingere l'ultimo assalto di Kire Lazarov. Lo staff della Macedonia vorrebbe la concessione del goal, ma gli arbitri - e la Commissione Disciplinare EHF, che dopo aver visionato le immagini ha definitivamente respinto la protesta formale dei balcanici - sono di tutt'altro parere. La Falange si deve arrendere, mentre le una volta invincibili armate teutoniche sono ridotte ad esaltarsi per una 'impresa' del genere, manco avessero vinto un Mondiale ... Ma questa è la realtà attuale della nazionale tedesca, e per ora va bene così, anche due punticini contro i macedoni fanno sempre comodo.

Nell'altra partita del Girone A, la Svezia fa bottino pieno a spese della Repubblica Ceca, e si qualifica per il Main Round. Vittoria meritata per i gialloblu, avanti quasi tutto il match, a parte la rete iniziale segnata da Jan Filip, per quanto l'avversario dovrebbe mangiarsi le dita per le troppe occasioni fallite nella sua 'ansia da rimonta'. Rimonta cercata, sfiorata ... ed alla fine mancata. Tra le fila svedesi ottimo il giovane Niclas Ekberg del Copenaghen, una macchina da goal che termina addirittura in doppia cifra, ma l'MVP nordico è, pure stavolta, Kim Andersson, di nuovo a segno cinque volte. Non male neppure il veterano Henrik Lundström e i due portieri Palicka e Sjöstrand. Filip (Jicha) & (Jan) Filip, pur coadiuvati da Nocar, Sklenák e Vraný, non bastano alla Repubblica Ceca, ora costretta a far fronte alla voglia di riscatto macedone (e dei tifosi balcanici) nello scontro finale del gruppo, seppure agli uomini di Liptak basterà un pareggio per centrare la qualificazione.

Gruppo B - Risultati
** Germania - Macedonia 24-23 (12-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Svezia - Repubblica Ceca 33-29 (19-17)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 2 Giornate
1. Svezia 3 p. 1-1-0 (59-55) +4
2. Repubblica Ceca 2 p. 1-0-1 (56-57) -1
3. Germania 2 p. 1-0-1 (48-50) -2
4. Macedonia 1 p. 0-1-1 (49-50) -1

lunedì 16 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: riassunto della 1a giornata.

Come non di rado succede, l'apertura di una grande competizione internazionale ha riservato qualche sorpresa. E come un po' troppo spesso accade, la Germania ha fatto cilecca nella sua gara d'esordio.

Stavolta a beneficiarne è la Repubblica Ceca che, trascinata dal solito Filip Jicha (tanti errori, ma comunque sette reti mandate a referto), e dal portiere Stochl, MVP dell'incontro, si mette in tasca i primi due punti dell'Europeo. Le cose si complicano subito per i tedeschi, capaci di andare a segno appena tre volte nei primi dodici minuti, in cui la squadra di Martin Liptak prende velocemente una mezza dozzina di reti di margine, e sei volte nei primi 25. Uwe Gensheimer appare come il possibile trascinatore della riscossa teutonica, ma le sue pile si esauriscono presto. Solo la buona prova di Silvio Heinevetter consente alla Germania di limitare i danni e rifugiarsi negli spogliatoi sul meno cinque (9-14).

Al ritorno in campo, il vento sembra cambiato: i tedeschi perforano la rete avversaria più di frequente, e con molti giocatori diversi, riducendo il gap ad appena una lunghezza nel giro di otto minuti. Ma giunti sul 16-17 non riescono a completare l'opera e si lasciano ri-scappare gli avversari; la storia si ripete sul 19-20, e la coppia Jicha-Vraný li punisce di nuovo con un doppietta a testa. Gara chiusa? Macché. La Germania prova ancora una volta ad illudere i suoi tifosi, tornando sotto sul 23-25, per merito soprattutto di Lars Kaufmann, migliore dei suoi. Peccato che gli uomini del neo-allenatore Martin Heuberger siano ormai diventati specialisti in occasioni perdute, e non si smentiscono neppure negli istanti finali. Kaufmann e Christophersen s'incaricano di gettare alle ortiche le ultime velleità e sancire la propria sconfitta (23-27).

Risultato a sensazione sfiorato pure nell'altro confronto del Gruppo B, con la Macedonia, che giocava praticamente in casa dato l'alto numero di suoi tifosi arrivato allo Sportski Centar CAIR, in grado di imporre il pareggio alla favorita Svezia. Ma forse quelli con i maggiori rimpianti alla sirena rimangono proprio i balcanici, avanti per buona parte del match. Il cannoniere dell'Atlético Madrid, a dirla tutta non proprio in serata di grazia, è stato ottimamente spalleggiato dal veterano Stevce Alushovski (classe 1972), implacabile dall'ala, senza trascurare il pokerissimo di reti griffate da Naumche Mojsovski, MVP macedone, e le parate di Borko Ristovski. In campo scandinavo discreta prova di Johannes Sjöstrand, e di Kim Andrersson con le sue cinque segnature, per quanto il vichingo più prolifico sia risultato Niclas Ekberg. Il giovane Kim Ekdahl du Rietz ha fatto la sua parte.

Spinti dal pubblico, e da Alushovski, i macedoni doppiano gli avversari (8-4) nel primo quarto d'ora, ma la Svezia reagisce, impatta a dieci e torna negli spogliatoi in vantaggio (14-13). L'avvio di secondo tempo dei gialloblu è però un disastro: una sola rete all'attivo in dieci minuti, opposta alle sei macedoni che mandano la 'Falange' venuta da Skopje, e gli stessi giocatori slavi, in visibilio. Nuova reazione nordica, e nuovo ribaltamento delle gerarchie: Dalibor Doder, Ekberg ed Henrik Lundström proiettano la Svezia sul più tre (25-22), costringendo il mister rivale al time-out ad otto minuti dal termine. Interruzione utilissima a chi l'ha richiesta: la Macedonia, mai doma, riaggancia gli avversari e Kire Lazarov la riporta addirittura davanti, prima che Du Rietz sancisca il 26-26 definitivo. Il calcio rifilato al palo da Sjöstrand allo scadere è sintomatico della rabbia svedese per una gara non andata come volevano (e credevano). Da Niš a Belgrado, dove è subito grande festa serba. I fans della Pionir Arena non potevano sperare in un inizio migliore: vittoria importantissima, anche in ottica futura, della squadra di casa, che s'impone alla Polonia forse ancor più nettamente di quanto dica il 22-18 finale. La Serbia ruggisce sin dall'inizio, e scappa sul 6-2 dopo una dozzina di minuti, con Momir Ilić e Marko Vujin prevedibilmente sugli scudi. L'ala sinistra Ivan Nikcević continua l'opera timbrando tre reti di fila e spiana la strada all'11-7 di metà gara. Dall'altro lato il solo Michal Jurecki sembra capace di tenere a galla gli ospiti.

Darko Stanić, ottimo fra i pali (13 parate, percentuale esatta del 50%) tiene la Polonia a distanza nel secondo tempo, mentre un goal di Dalibor Cutura, debuttante a 35 anni suonati, sigla un 14-7 imbarazzante. Karol Bielecki prova a suonare la carica per i polacchi. Invano. Il gap finisce persino con l'aumentare: 18-10 e poi 19-11 all'entrata dell'ultimo quarto d'ora di gioco. Solo nei dieci minuti finali i balcanici tolgono il piede dall'acceleratore ed arriva un mini-break di 5-1 per la squadra di Bogdan Wenta. Tardivo ed insufficiente, non addolcisce la pillola più di tanto. La Serbia smuove immediatamente la classifica e si presenta come un osso duro per tutti.

Forse anche per la stessa Danimarca, che pure timbra il cartellino e rispetta i pronostici battendo la Slovacchia. Anche in questo caso, però, la squadra favorita zoppica all'inizio: con il terzino destro Daniel Valo, top scorer dei suoi, subito difficile da contenere, gli slavi partono meglio, e gli scandinavi ci mettono un quarto d'ora a trovare il pareggio e quindi il primissimo vantaggio. Le reti di un Anders Eggert, assoluto protagonista del primo tempo nordico, trascinano la Danimarca al più tre, che sarà anche il divario a metà gara.

La magica coppia Hans Lindberg - Mikkel Hansen la fa da padrona nella seconda parte, ed il Wilbeck-team vola sul 21-16. Ma la Slovacchia non getta la spugna, e si riporta sotto. Valo, Kopco, Urban e la stella Martin Stranovský la tengono in partita fino al 26-24 che segna il tabellone con quattro minuti da giocare. I danesi mettono il successo al sicuro soltanto negli attimi conclusivi, quando Henrik Toft Hansen, che risparmia i suoi due goal per il momento giusto, e Tomas Mogensen, MVP dei vice-campioni del Mondo, sigillano il 30-26 con cui si torna in albergo. Con l'impressione che, se vuole veramente andare fino in fondo, la corazzata bianco-rossa non potrà giocare sempre come stasera, mentre la Slovacchia vista al debutto pare in grado togliersi qualche soddisfazione, almeno nella sfida di martedì con la Polonia.

Gruppo A - Risultati
** Polonia - Serbia 18-22 (7-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Slovacchia 30-25 (15-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 1 Giornata
1. Danimarca 2 p. 1-0-0 (30-25) +5
2. Serbia 2 p. 1-0-0 (22-18) +4
3. Polonia 0 p. 0-0-1 (18-22) -4
4. Slovacchia 0 p. 0-0-1 (25-30) -5

Gruppo B - Risultati
** Germania - Repubblica Ceca 24-27 (9-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Svezia - Macedonia 26-26 (14-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 1 Giornata
1. Repubblica Ceca 2 p. 1-0-0 (27-24) +3
2. Svezia 1 p. 0-1-0 (26-26) 0
3. Macedonia 1 p. 0-1-0 (26-26) 0
4. Germania 0 p. 0-0-1 (24-27) -3

domenica 15 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima della 1a giornata.

Orari ed incontri della giornata inaugurale in Serbia. Non si parte né con i detentori del trofeo né con la squadra di casa, bensì con una sfida tra Germania e Repubblica Ceca. I tedeschi curiosamente hanno vinto solo una volta al debutto nelle precedenti nove edizioni, mente sono caduti in ben cinque casi. Però oggi un successo è obbligatorio se il nuovo coach Martin Heuberger non vuole complicarsi immediatamente il cammino. Dall'altro lato del campo troveranno una stella assoluta della Bundesliga: Filip Jicha, che proverà a condurre i suoi all'impresa ed a fare meglio del 26-26 ottenuto nello scontro diretto di due anni fa in Austria. Ed altri otto atleti che militano nel campionato tedesco. Mister Martin Liptak sembra crederci, almeno stando alle dichiarazioni della vigilia.

Sempre nel Gruppo B, la Svezia è attesa dalla Macedonia in un esordio che per gli scandinavi, privi in questo torneo di Oscar Carlèn e Jonas Källman, potrebbe rivelarsi più difficile del previsto. Anche per 'colpa' dei tantissimi fans balcanici che varcheranno il confine per sostenere Lazarov e compagni. Un squadra tutto sommato bilanciata, come la Svezia, contro il cecchino dell'Atlético Madrid, che la difesa vichinga, o in ultima istanza i portieri Andreas Palicka e Johan Sjöstrand, proveranno a neutralizzare.
In mezzo alle due battaglie del girone di Niš, troveremo l'atteso debutto della Serbia. Padroni di casa che, alla Pionir Arena tempio del basket, si giocano subito molto del loro europeo nella grande sfida valida (almeno sulla carta) per il secondo posto del gruppo; avversario la Polonia dei molti grandi assenti (a partire da Szmal) ... e pure dei molti grandi presenti, perché la squadra di Bogdan Wenta sarà comunque un osso duro per la truppa di Veselin Vukovic, il quale a sua volta ha deciso di lasciare definitivamente fuori dalla rosa Momir Rnic, Petar Nenandic, Luka Mitrovic ed il portiere Strahinja Milic; oltre ai tifosi che, ne siamo sicuri, trasformeranno le gradinate in una bolgia, gli attesi (presunti) trascinatori della Serbia saranno Momir Ilic e Marko Vujin.

Chiuderà le danze, sempre alla Pionir Arena, una delle grandissime favorite per la vittoria finale. La Danimarca delle molte stelle affronta dalle 20:15 la Slovacchia in un match dal pronostico apparentemente a senso unico. Ulrik Wilbeck non si è nascosto, ha detto senza ipocrisia che, per quanto l'obiettivo minimo sia la qualificazione alle Olimpiadi, la sua squadra punta davvero a scacciare i francesi dal trono continentale; aggiungendo però come cautela ed umiltà siano necessari, considerato il buon numero di partecipanti in grado di ambire al podio, e, perché no, al successo finale. Danesi fortissimi, ma meglio andarci piano, anche nel ponderare il match odierno.

Diretta TV sul canale tedesco ZDF per la sfida della Germania, e su Sport 1, anch'esso dalla Germania, per gli incontri di Serbia e Svezia.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento e forse ai seguenti siti:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

** h. 17:20 GERMANIA - REP.CECA
(Gruppo B / Niš, Sportski Centar Cair) (ZDF)

** h. 18:15 POLONIA - SERBIA
(Gruppo A / Belgrado, Pionir Arena) (SPORT 1)

** h. 19:30 SVEZIA - MACEDONIA
(Gruppo B / Niš, Sportski Centar Cair) (SPORT1)

** h. 20:15 DANIMARCA - SLOVACCHIA
(Gruppo A / Belgrado, Pionir Arena)

lunedì 26 dicembre 2011

Sławomir Szmal fuori dagli Europei di Serbia?

Cattive notizie per il Vive Targi Kielce, ma soprattutto per la nazionale polacca: il grande Sławomir Szmal è infortunato e rischia molto seriamente di perdersi l'Europeo del prossimo Gennaio. L'estremo difensore della Polonia, e del club numero uno del suo paese, fuori dai campi da ormai tre settimane, ha subito un intervento chirurgico al ginocchio martedì scorso.


Secondo le prime previsioni post-operatorie, saranno necessarie quattro settimane circa per la piena riabilitazione. Abbastanza tempo per mantenere, in occasione dell'imminente rassegna continentale, il fuoriclasse trentatreenne lontano dalla nazionale con cui ha vinto due medaglie (un argento nel 2007, ed un bronzo nel 2009, anno in cui venne eletto IHF Player of the Year) ai Campionati del Mondo.

Il suo posto tra i pali dovrebbe essere affidato a Piotr Wyszomirski (Azoty Pulawy) o Adam Malcher (Zaglebie Lubin), oppure ancora a Marcin Wichary del Wisla Plock.

venerdì 23 dicembre 2011

All'Ungheria la 'Coppa di Natale', test di preparazione agli Europei maschili di pallamano.

Ungheria in gran forma a meno di un mese dall'inizio degli Europei maschili (Serbia 2012). I magiari rispettano la 'tradizione' e vincono a mani basse la 'Coppa di Natale' (JUB Vianočný Pohár), quadrangolare disputato in Slovacchia da Martedì a Giovedì, con la partecipazione della squadra di casa, della Repubblica Ceca e della Polonia. Di seguito trovate risultati, marcatori e classifica finale del torneo.


** Polonia - Repubblica Ceca 33-32 (11-17)
Polonia: Wyszomirski, Sokolowski - Syprzak 7, Guminski 4, Slick 4, Dacko 4, Krajewski 3, Gierak 3, Cwikilinski 2, Péreta Koprowski, Swiatek 6, Przybylski, Orzechowski, Mokrzki, Kostrzewa
Repubblica Ceca: Krupa, Malina, Petržala – Cíp 6, Hrstka 6, Šindelár 1, Landa, Kotrc 1, Šik 2, Sobol 2, Horák, Mráz, Petrovský 3, Becvár 5, Krupa 3, Hubácek, Piskac 3

** Slovacchia - Ungheria 25-29 (13-16)
Slovacchia: Kovacin, Žernovic - Kopco, Dudáš 1, Adamcík, Antl, Szapu 2, Kleis 2, Kasagranda 3, Vadkerti 4, Rábek 6, Mikéci 1, P. Hrušcák, L. Duriš 2, Michal Urban, Kucharík 4
Ungheria: G. Iváncsik 5, Ancsin 5, Harsányi 4 ...

** Repubblica Ceca - Ungheria 25-33 (7-17)
Repubblica Ceca: Krupa, Malina, Petržala – Cíp 1, Hrstka 5 (2), Šindelár, Landa 3, Kotrc 2, Šik 1, Krupa 1, Sobol 2, Horák 2, Mráz 2, Petrovský 4, Becvár, Hubácek 1, Piskac 1
Ungheria: MIKLER - Harsányi 2 (1), ANCSIN 5, CSÁSZÁR 5, ZUBAI SZ. 2, Ilyés 2, Iváncsik G. 1. Cs: Tatai (kapus), Schuch 1, Lele 3, Vadkerti 2, Lékai 2, Balogh Zs. 3, Gulyás P. 3, Sándor 1, Halász 1.

** Slovacchia - Polonia 38-35 (17-16)
Slovacchia: Zernovic, Kovacin – Rabek 6, Vadkerti 5, Szapu 2, Kasagranda 2, Hruscak 5, Adamcik, Kopco, Dudas, Urban 2, Mikeci 3, Duris 7, Kucharik 2, Antl 4, Kleis.
Polonia: Wyszomirski, Sokolowski – Syprzak 3, Gierak, Dacko 1, Krajewski 3, Przysiek 1, Peret, Koprowski 1, Swiatek 7, Przybylski, Orzechowski 1, Mokrzki 3, Kostrzewa 9, Cwikilinski 2, Guminski 4.

** Ungheria - Polonia 38-24 (14-12)
Ungheria: Tatai, Fazekas, Mikler – Halasz 2, Ilyes 4, Csaszar 7, Ivancsik 1, Harsanyi 5, Gulyas 3, Vadkerti, Zubai, Sandor 4, Schuch 1, Balogh 2, Ancsin 2, Lekai 4, Lele 3.
Polonia: Wyszomirski, Sokołowski – Gierak 3, Daćko 4, Przysiek 1, Peret, Koprowski, Świątek 7, Przybylski, Orzechowski, Mokrzki 1, Kostrzewa 3, Ćwikiliński 2, Gumiński 3.

** Slovacchia - Repubblica Ceca 31-24 (15-13)
Slovacchia: Kovačin, Žernovič - Kopčo, Dudáš 1, Adamčík, Antl 6, Szapu 3, Kasagranda, G. Vadkerti 3, Rábek 12, Mikéci 1, P. Hruščák 2, Ľ. Ďuriš, Michal Urban 1, Kucharík 2.
Repubblica Ceca: Krupa, Malina, Petržala - Sobol 5, Hrstka 5, Landa 3, Horák 3, Bečvář 3, Kotrč 2, Číp 1, Hubáček 1, Piskač 1, Šindelář, Šik, Krupa, Mráz, Petrovský

CLASSIFICA FINALE
1. Ungheria 6 p. 3-0-0 100-74
2. Slovacchia 4 p. 2-0-1 94-88 4
3. Polonia 2 p. 1-0-2 92-108 2
4. Repubblica Ceca 0 p. 0-0-3 8-97

mercoledì 15 giugno 2011

Mondiali Femminili: i link per scaricare lo spareggio della Danimarca.

Aspettando di affrontare le azzurre nei gruppi di qualificazione agli Europei 2012, la temibile Danimarca si è guadagnata il biglietto per i Campionati del Mondo femminili, che si svolgeranno in Brasile il prossimo Dicembre, sconfiggendo la Polonia due volte su due in uno degli spareggi europei appena disputati. Qui sotto trovate i link per scaricare, da mega.upload, entrambi gli incontri: l'andata in terra polacca ed il ritorno di Domenica scorsa a Randers.

ATTENZIONE: i video (trovati su internet), con commento il lingua danese, sono in formato .mp4.


** Polonia - Danimarca (intero incontro):
http://www.megaupload.com/?d=2XLE5SW0

** Danimarca - Polonia (1a Parte):
http://www.megaupload.com/?d=7G7QU1LD

** Danimarca - Polonia (2a Parte):
http://www.megaupload.com/?d=A8LXBG69

Per scaricare gratuitamente il file .mp4 lasciar terminare il conto alla rovescia - solitamente di 45 secondi - e poi scegliere l'opzione 'Download Standard'.