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giovedì 15 marzo 2012

EHF Champions League maschile. Kiel trionfatore in Polonia. Giovedì i Kadetten all'esame Atlético.

Un successo facile facile. Una prova di forza non inaspettata ma pur sempre notevole. Questo il responso dell'esibizione offerta dal THW Kiel nella tana dell'Orlen Wisla Plock. Almeno se guardiamo al risultato finale, ed al secondo tempo dell'incontro di apertura degli ottavi di Champions League maschile.

Nei primi trenta minuti, invece, la compagine polacca, spinta da un tifo straordinario e calorosissimo, ha saputo tener testa alla macchina da vittorie germanica, partendo bene (3-1, poi persino 5-2 e 7-4 qualche minuto più tardi), rimanendo in scia agli avversari quando questi hanno ribaltato la situazione con un pokerissimo di reti consecutive, ed impattando di nuovo la contesa a quota 12 grazie al norvegese Christian Spanne, migliore in campo dei suoi. La grande illusione dei 5.500 che gremivano gli spalti della locale Orlen Arena si è però ... arenata in quel punto: da allora le Zebre hanno macinato gioco e reti, infilando un mini-parziale che li ha condotti all'intervallo sul più due (14-12) e proseguendo l'opera nel secondo tempo, cominciato con un altro poker di segnature che fa da preludio al 21-13 pro-Kiel del 36°.

Fondamentali le parate di Andreas Palicka (foto), subentrato ad Omeyer dopo appena 23 minuti, con i relativi contropiedi vincenti a fiaccare la resistenza del Wisla, che subisce il colpo e continua a sbagliare troppo in attacco. A punirlo ci pensano Filip Jicha, top scorer del THW con sette reti, più i vari Sprenger, Klein, Ahlm ed Andersson, tutti a fare cinquina nella porta nemica. Il time-out chiesto da Lars Walther non evita la débacle del Wisla, il cui ritardo va in doppia cifra (20-30) a dieci minuti dalla fine e raggiunge le dodici lunghezze alla sirena (24-36). Il match di ritorno, in programma già domenica prossima alla Sparkassen Arena, rischia di trasformarsi in semplice formalità per gli uomini di Alfred Gislason.

** Orlen Wisla Plock (Pol) - THW Kiel (Ger) 24-36 (12-14)
(Video integrale del match. Clicca qui.)
* Orlen Wisla Plock: Wichary, Dudek; Kwiatkowski, Bäckström (n.e.), Eklemovic (2), Spanne (6), Wisniewski (5), Kubisztal, Kavas (4), Dobelsek (3), Zolotenko, Twardo, Toromanovic (4), Syprzak, Olsen (n.e.)
* THW Kiel: Omeyer, Palicka; Kim Andersson (5), Lundström, Sprenger (5), Ahlm (5), Zeitz (2), Palmarsson (3), Narcisse (1), Ilic (3, 2 rig.), Klein (5), Jicha (7, 3 rig.).

Il turno di Champions prosegue giovedì sera con la sfida tra Kadetten Sciaffusa e Balonmano Atlético de Madrid. Qualificatisi grazie al quarto posto in un girone che includeva pure il Barcellona, gli svizzeri partono sfavoriti contro l'altra grande potenza della Liga Asobal, peraltro con il morale alle stelle dopo il recentissimo trionfo in Copa del Rey. Ma nella capitale spagnola farebbero bene a non sottovalutare quanto accaduto nello scorso torneo: proprio in questa fase, i Kadetten rifilarono una dura lezione al Montpellier, sconfitto di cinque lunghezze in terra elvetica, anche se poi i francesi ribaltarono l'eliminatoria in casa.

'Cadetti' senza Christian Dissinger, fuori da inizio stagione per una rottura ai legamenti crociati, ospiti ancora privi del mitico portiere Arpad Sterbik operato ad un ginocchio. Il precedente della stagione 2006/2007, con l'allora Ciudad Real a maramaldaggiare sia nel match interno (39-31) che, precedentemente, in trasferta (37-30) conta in maniera relativa, poiché gli svizzeri sono decisamente migliori rispetto ad un lustro fa. Lo stesso Talant Dujshebaev appare, nella dichiarazioni della vigilia, conscio della superiorità dei suoi ma pure della forza degli avversari, in grado di produrre un gioco dinamico e veloce, davanti al loro pubblico.

Inizio gara alle ore 19:30, con direzione affidata ai lituani Vaidas Mazeika e Mindaugas Gatelis. Diretta web sulla pagina dello , il cui streaming spesso non è fra i migliori, e sul canale Digisport 3 rumeno, solitamente disponibile a chi abbia scaricato Sopcast.

lunedì 16 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: riassunto della 1a giornata.

Come non di rado succede, l'apertura di una grande competizione internazionale ha riservato qualche sorpresa. E come un po' troppo spesso accade, la Germania ha fatto cilecca nella sua gara d'esordio.

Stavolta a beneficiarne è la Repubblica Ceca che, trascinata dal solito Filip Jicha (tanti errori, ma comunque sette reti mandate a referto), e dal portiere Stochl, MVP dell'incontro, si mette in tasca i primi due punti dell'Europeo. Le cose si complicano subito per i tedeschi, capaci di andare a segno appena tre volte nei primi dodici minuti, in cui la squadra di Martin Liptak prende velocemente una mezza dozzina di reti di margine, e sei volte nei primi 25. Uwe Gensheimer appare come il possibile trascinatore della riscossa teutonica, ma le sue pile si esauriscono presto. Solo la buona prova di Silvio Heinevetter consente alla Germania di limitare i danni e rifugiarsi negli spogliatoi sul meno cinque (9-14).

Al ritorno in campo, il vento sembra cambiato: i tedeschi perforano la rete avversaria più di frequente, e con molti giocatori diversi, riducendo il gap ad appena una lunghezza nel giro di otto minuti. Ma giunti sul 16-17 non riescono a completare l'opera e si lasciano ri-scappare gli avversari; la storia si ripete sul 19-20, e la coppia Jicha-Vraný li punisce di nuovo con un doppietta a testa. Gara chiusa? Macché. La Germania prova ancora una volta ad illudere i suoi tifosi, tornando sotto sul 23-25, per merito soprattutto di Lars Kaufmann, migliore dei suoi. Peccato che gli uomini del neo-allenatore Martin Heuberger siano ormai diventati specialisti in occasioni perdute, e non si smentiscono neppure negli istanti finali. Kaufmann e Christophersen s'incaricano di gettare alle ortiche le ultime velleità e sancire la propria sconfitta (23-27).

Risultato a sensazione sfiorato pure nell'altro confronto del Gruppo B, con la Macedonia, che giocava praticamente in casa dato l'alto numero di suoi tifosi arrivato allo Sportski Centar CAIR, in grado di imporre il pareggio alla favorita Svezia. Ma forse quelli con i maggiori rimpianti alla sirena rimangono proprio i balcanici, avanti per buona parte del match. Il cannoniere dell'Atlético Madrid, a dirla tutta non proprio in serata di grazia, è stato ottimamente spalleggiato dal veterano Stevce Alushovski (classe 1972), implacabile dall'ala, senza trascurare il pokerissimo di reti griffate da Naumche Mojsovski, MVP macedone, e le parate di Borko Ristovski. In campo scandinavo discreta prova di Johannes Sjöstrand, e di Kim Andrersson con le sue cinque segnature, per quanto il vichingo più prolifico sia risultato Niclas Ekberg. Il giovane Kim Ekdahl du Rietz ha fatto la sua parte.

Spinti dal pubblico, e da Alushovski, i macedoni doppiano gli avversari (8-4) nel primo quarto d'ora, ma la Svezia reagisce, impatta a dieci e torna negli spogliatoi in vantaggio (14-13). L'avvio di secondo tempo dei gialloblu è però un disastro: una sola rete all'attivo in dieci minuti, opposta alle sei macedoni che mandano la 'Falange' venuta da Skopje, e gli stessi giocatori slavi, in visibilio. Nuova reazione nordica, e nuovo ribaltamento delle gerarchie: Dalibor Doder, Ekberg ed Henrik Lundström proiettano la Svezia sul più tre (25-22), costringendo il mister rivale al time-out ad otto minuti dal termine. Interruzione utilissima a chi l'ha richiesta: la Macedonia, mai doma, riaggancia gli avversari e Kire Lazarov la riporta addirittura davanti, prima che Du Rietz sancisca il 26-26 definitivo. Il calcio rifilato al palo da Sjöstrand allo scadere è sintomatico della rabbia svedese per una gara non andata come volevano (e credevano). Da Niš a Belgrado, dove è subito grande festa serba. I fans della Pionir Arena non potevano sperare in un inizio migliore: vittoria importantissima, anche in ottica futura, della squadra di casa, che s'impone alla Polonia forse ancor più nettamente di quanto dica il 22-18 finale. La Serbia ruggisce sin dall'inizio, e scappa sul 6-2 dopo una dozzina di minuti, con Momir Ilić e Marko Vujin prevedibilmente sugli scudi. L'ala sinistra Ivan Nikcević continua l'opera timbrando tre reti di fila e spiana la strada all'11-7 di metà gara. Dall'altro lato il solo Michal Jurecki sembra capace di tenere a galla gli ospiti.

Darko Stanić, ottimo fra i pali (13 parate, percentuale esatta del 50%) tiene la Polonia a distanza nel secondo tempo, mentre un goal di Dalibor Cutura, debuttante a 35 anni suonati, sigla un 14-7 imbarazzante. Karol Bielecki prova a suonare la carica per i polacchi. Invano. Il gap finisce persino con l'aumentare: 18-10 e poi 19-11 all'entrata dell'ultimo quarto d'ora di gioco. Solo nei dieci minuti finali i balcanici tolgono il piede dall'acceleratore ed arriva un mini-break di 5-1 per la squadra di Bogdan Wenta. Tardivo ed insufficiente, non addolcisce la pillola più di tanto. La Serbia smuove immediatamente la classifica e si presenta come un osso duro per tutti.

Forse anche per la stessa Danimarca, che pure timbra il cartellino e rispetta i pronostici battendo la Slovacchia. Anche in questo caso, però, la squadra favorita zoppica all'inizio: con il terzino destro Daniel Valo, top scorer dei suoi, subito difficile da contenere, gli slavi partono meglio, e gli scandinavi ci mettono un quarto d'ora a trovare il pareggio e quindi il primissimo vantaggio. Le reti di un Anders Eggert, assoluto protagonista del primo tempo nordico, trascinano la Danimarca al più tre, che sarà anche il divario a metà gara.

La magica coppia Hans Lindberg - Mikkel Hansen la fa da padrona nella seconda parte, ed il Wilbeck-team vola sul 21-16. Ma la Slovacchia non getta la spugna, e si riporta sotto. Valo, Kopco, Urban e la stella Martin Stranovský la tengono in partita fino al 26-24 che segna il tabellone con quattro minuti da giocare. I danesi mettono il successo al sicuro soltanto negli attimi conclusivi, quando Henrik Toft Hansen, che risparmia i suoi due goal per il momento giusto, e Tomas Mogensen, MVP dei vice-campioni del Mondo, sigillano il 30-26 con cui si torna in albergo. Con l'impressione che, se vuole veramente andare fino in fondo, la corazzata bianco-rossa non potrà giocare sempre come stasera, mentre la Slovacchia vista al debutto pare in grado togliersi qualche soddisfazione, almeno nella sfida di martedì con la Polonia.

Gruppo A - Risultati
** Polonia - Serbia 18-22 (7-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Slovacchia 30-25 (15-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 1 Giornata
1. Danimarca 2 p. 1-0-0 (30-25) +5
2. Serbia 2 p. 1-0-0 (22-18) +4
3. Polonia 0 p. 0-0-1 (18-22) -4
4. Slovacchia 0 p. 0-0-1 (25-30) -5

Gruppo B - Risultati
** Germania - Repubblica Ceca 24-27 (9-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Svezia - Macedonia 26-26 (14-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo 1 Giornata
1. Repubblica Ceca 2 p. 1-0-0 (27-24) +3
2. Svezia 1 p. 0-1-0 (26-26) 0
3. Macedonia 1 p. 0-1-0 (26-26) 0
4. Germania 0 p. 0-0-1 (24-27) -3

giovedì 12 gennaio 2012

Serbia pronta al debutto europeo. Regolata la Repubblica Ceca di Jicha.

Bella vittoria della Serbia che, di fronte ai circa seimila tifosi della 'mitica' Pionir Arena belgradese, s'impone alla Repubblica Ceca per 26-21 nell'ultimo test-match prima dei Campionati Europei, in programma da Domenica 15 Gennaio proprio nel paese balcanico.

Un incontro, quello di mercoledì, sempre condotto da Darko Stanić, che con le sue 17 parate è risultato decisivo tanto da guadagnarsi una meritata standing ovation al ritorno in panchina a tre minuti dalla fine, Momir Ilić (a segno sette volte, vincendo la sfida personale con il compagno di club Filip Jicha, a sua volta fattosi notare più che altro per un accenno di rissa con Dalibor Cutura) e connazionali.

Serbi avanti già per 9-4 dopo una dozzina di minuti (merito di una ferrea 6-0 difensiva, e dell'intesa tra Ilić, Cutura e Marko Vujin, un trio che sembrava giocare assieme da anni ...) con i loro rivali ad abbozzare una sorta di reazione verso la fine del tempo, in grado di portarli sul meno due (14-12) all'intervallo, dopo il massimo vantaggio locale toccato sul 13-7. Ad inizio ripresa gli ospiti, arrivati ad una sola rete di scarto grazie a Tomas Sklenák, appaiono in grado di ribaltare le sorti dell'incontro. Trattasi di un semplice miraggio: un nuovo break di cinque reti a zero in quattro minuti rimette le ali alla squadra di casa, cha passa alla velocità della luce da 18-17 a 23-17, chiudendo di fatto il match.

Nelle interviste del dopo-partita, Stanić ha sottolineato l'importanza della sfida di esordio contro la Polonia che, a suo parere, influenzerà notevolmente l'andamento del torneo per la nazionale di Belgrado. Il portiere si è detto felice per la prestazione che la squadra ha saputo offrire nell'ultima prova prima degli Europei, nonostante alcuni cali di concentrazione durante l'incontro.

Soddisfazione condivisa da mister Veselin Vuković: 'Abbiamo tenuto il match sotto controllo dall'inizio alla fine, e questo è molto incoraggiante in vista dei 'veri' impegni. Adesso abbiamo tre giorni di relax prima della sfida con la Polonia; ci sono ancora certi dettagli da sistemare, però la cosa più importante è avere scoperto di poter battere rivali forti come la Repubblica Ceca'.

Tra gli sconfitti, tre reti a testa di Jícha, Horák, Filip e Motl, doppiette di Sklenák, Sobol, Stehlík e Vraný, mentre Kubeš va in goal appena una volta. Non male il secondo portiere Petr Stohl, con le sue tredici prodezze.

mercoledì 23 novembre 2011

Champions League: THW Kiel d'autorità a Belgrado.

Nell'anticipo della sesta giornata di Champions League maschile, il THW Kiel s'impone alla Pionir Arena sul Partizan, in maniera ancor più netta di quanto avesse fatto tra le mura amiche alcuni giorni prima. Zebre trascinate da un grande Jicha, ben coadiuvato da Momir Ilic di ritorno nella sua nazione, ed avanti di nove lunghezze già all'intervallo; il gap va addirittura in doppia cifra nel secondo tempo. Con questo successo i tedeschi volano a quota sette in classifica, in una posizione maggiormente consona al loro blasone, mentre i bianconeri di Serbia non riescono nemmeno stavolta a guadagnare almeno un punto.

** RK Partizan Belgrado - THW Kiel 24-35 (pt 10-19)

RK Partizan Belgrado: Vasic, Milic; Milosevic (3), V. Ilic (2, 1 rig.), Minic, Mandic (3), Radanovic, Dimitrijevic (4), Maksic (3), Radivojevic (1, 1 rig.) Babic, Milinic (2), Kostadinovic (2), Mester (2), Marsenic, Potic (2, 1 rig.);
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Andersson (3), Lundström (1), Dragicevic (1), Sprenger (2), Kubes, Reichmann (5), Zeitz (1), Palmarsson (1), Narcisse (1), Ilic (6), Klein (3), Jicha (11, 3 rig.)

Parziali: 0:3 (5.), 1:4, (7.), 3:5 (9.), 3:7, (12.), 4:8 (13.), 5:9, 6:10 (15.), 8:11 (18.), 9:12 (19.), 10:13 (22.), 10:15 (25.), 10:19 (30.); 10:20, 11:22 (34.), 12:23 (35.), 16:23 (40.), 17:24, 17:29 (46.), 20:29 (48.), 22:31, 23:33 (57.), 24:34, 24:35 (58.). 24:35 (60.)

martedì 26 aprile 2011

EHF Champions League: tra Barça e Kiel la sfida rimane aperta

La sfida stellare fra Barcellona Borges e THW Kiel, ultimo quarto di finale della Champions League maschile in programma lo scorso fine settimana, non delude le attese. Le finaliste della passata stagione ci regalano una battaglia appassionante, terminata con vittoria dei padroni di casa, ma il margine conclusivo (+2; con lo score finale di 27-25), lascia i giochi totalmente aperti in vista di un ritorno in Germania che si preannuncia sul filo del rasoio.

Inizio con qualche errore da entrambe le parti, segno che la tensione è molto forte. E non potrebbe essere altrimenti, data la posta in palio. Una doppietta dai sette metri di Albert Rocas inaugura la partita, ma la reazione dei tedeschi, con Momir Ilić sugli scudi, non si fa attendere. Anche Christian Zeitz e Marcus Ahlm ci mettono del loro, mentre Titi Omeyer, spesso coadiuvato da una buona difesa 6-0, sembra ipnotizzare Juanín García, i cui contrattacchi risultano meno efficaci del solito.

Con tali premesse, e qualche contributo pure dell'ex di turno Jérôme Fernandez, non sorprende che le 'zebre' tentino la fuga, volando sul 15-11 a tre minuti dall'intervallo. Ma proprio gli istanti conclusivi della prima frazione vedono un ritorno impetuoso dei blaugrana: Rául Entrerríos, Konstantin Igropulo ed Iker Romero - il basco è alla sua ultima sfida internazionale casalinga in maglia azulgrana - riaprono in un battibaleno la contesa, anche grazie ad un'esclusione di Fernandez.

Il Barça completa la 'remontada' al rientro in campo: un ottimo Rutenka ed una rete di Víctor Tomás portano la squadra di casa avanti di due lunghezze (17-15) su un Kiel alle cui difficoltà in fase offensiva (un goal in dieci minuti a cavallo dei due tempi, mentre Palmarsson stavolta non brilla) non è certo estraneo l'arrivo di Daniel Sarić, al posto di Johan Sjöstrand, fra i pali catalani. Il bosniaco è più ispirato del collega svedese, ma dall'altro lato del campo il solito Omeyer non scherza, e la sfida rimane in equilibrio ancora per lungo tempo, con i già nominati Ilić e Rutenka a fare la loro parte ma anche i vari Laszlo Nagy e Filip Jicha (quest'ultimo efficace a dispetto di alcuni problemi alla mano) a minacciare le retroguardie avversarie, fino ad un nuovo allungo del Barcellona, che scappa sul 27-23, sigillato da un contrattacco del pivot danese Jesper Nøddesbo a due minuti dalla sirena.

Un divario che potrebbe indirizzare l'intera eliminatoria nella maniera desiderata dai catalani. Peccato (per loro) che una pessima gestione degli ultimi giri di lancetta da parte dei ragazzi di Xavi Pascual consenta al Kiel di dimezzare lo scarto: la rete di Fernandez, e soprattutto quella a fil di sirena di un Dominik Klein marcato poco adeguatamente, rischiano di avere un peso specifico enorme in vista del match in programma domenica prossima alla Sparkassen Arena. Dove, possiamo prevedere, il clima sarà caldissimo, ancor più di quanto lo è stato in un Palau Blaugrana che finalmente ha esibito un'affluenza di pubblico (ben oltre i cinquemila spettatori) degna di un grande incontro di pallamano.

** Barcelona Borges - THW Kiel 27-25 (14-15)
F.C. Barcelona Borges: Saric, Sjöstrand; Noddesbo (5), Juanín García (1), Víctor Tomás (3), Raúl Entrerriós (2), Sorhaindo (0), Sarmiento (0), Ugalde (O), Iker Romero (2), Nagy (5), Jernemyr, Rutenka (6, 2 rig.), Albert Rocas (2, 2 rig.), Oneto (0), Igropulo (1).
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Andersson (1), Dragicevic (0), Sprenger (2), Ahlm (3), Kubes (0), Reichmann (0), Zeitz (2), Palmarsson (0), Narcisse (0), Ilic (5, 2 rig.), Klein (3), Jicha (5), Jerome Fernández (4).
Parziali ogni cinque minuti: 2-1, 4-5, 5-6, 9-11, 11-13, 14-15 (fine pt), 15-15, 18-17, 21-20, 24-21, 25-23, 27-25 (finale).

venerdì 14 gennaio 2011

Player of the Year 2010: vincono Filip Jícha e Cristina Neagu

Due 'prime volte' in un sol colpo: per la prima volta un giocatore di pallamano della Repubblica Ceca viene scelto come 'Giocatore dell'Anno' in ambito maschile, ed un'atleta rumena vince lo stesso premio tra le donne. Una giuria 'mista', composta da esperti, rappresentanti dei media internazionali e fans di questo sport di tutto il mondo (che hanno potuto votare su internet) ha infatti optato rispettivamente per i terzini sinistri Filip Jícha tra gli uomini e Cristina Neagu, già eletta 'Rookie of the Year' la passata stagione, in campo femminile.

Un riconoscimento che va a due campioni (le cui fotografie si trovano più in basso nella pagina, cliccare per ingrandire) di provata qualità: il boemo bocca di fuoco del THW Kiel pigliatutto, campionissimo di Germania ed Europa, e la giovane stella (appena 22 anni) di Bucarest che, pur non vincendo nulla a livello di squadra in ambito internazionale, è risultata decisiva nel portare l'Oltchim Vâlcea in finale di Champions League, e la Romania femminile ad uno storico bronzo europeo, in una rassegna continentale per nazioni di cui è stata pure massima realizzatrice. Jícha è terminato ai vertici di una classifica che sancisce il dominio di giocatori (attuali, ed ex come Karabatic) del Kiel, con due fuoriclasse francesi sul podio, mentre la Neagu ha sconfitto di misura due talentuosissime rivali che avrebbero forse meritato il premio almeno quanto lei, ma purtroppo per la 'saracinesca' norvegese Katrine Lunde-Haraldsen, e per la 'regina del Montenegro' Bojana Popović, la vincitrice può essere soltanto una.

Il presidente dell'International Handball Federation, l'egiziano Hassan Moustafa, ha annunciato i risultati in occasione della conferenza stampa di apertura dei Mondiali maschili 2011, tenutasi giovedì a Gotebörg. I rispettivi premi verranno consegnati ai due vincitori durante il week-end conclusivo dei Mondiali (29-30 Gennaio) in quel di Malmö.

I risultati finali del voto per l'IHF Player of the Year 2010 sono stati i seguenti:


IHF PLAYER OF THE YEAR 2010 - UOMINI:
1. Filip Jícha (Repubblica Ceca, 31%)
2. Nikola Karabatic (Francia, 28%)
3. Thierry Omeyer (Francia,17%)
4. Igor Vori (Croazia, 14%)
5. Arpad Sterbik (Spagna, 10 %)


IHF PLAYER OF THE YEAR 2010 - DONNE:
1. Cristina Neagu (Romania, 25%)
2. Katrine Lunde-Haraldsen (Norvegia, 23%)
3. Bojana Popović (Montenegro, 19%)
4. Grit Jurack (Germania, 17%)
5. Liudmila Postnova (Russia, 16%)

giovedì 23 dicembre 2010

Bundesliga Maschile: 17a Giornata. Tutto OK per Amburgo, Kiel, Göppingen e Flensburg. Melsungen, che rimonta!

Completato mercoledì sera il turno infrasettimanale della 17a Giornata di Bundesliga. L'HSV Hamburg continua la sua marcia trionfale abbattendo con relativa facilità il Balingen-Weilstetten di fronte a quasi undicimila spettatori. Ospiti che provano a sorprendere la capolista alla partenza, ma dopo tre minuti di fuoco vengono congelati dalla reazione di Pascal Hans e compagni, che passano a condurre e rimarranno avanti fino al termine. Benjamin Herth è efficace con le sue otto reti, ma non può nulla contro lo strapotere degli avversari, per i quali Domagoj Duvnjak ne mette a segno altrettante.

Il THW Kiel di Filip Jicha (sette reti per il ceco) risponde facendo suo il derby di Lubecca: zebre in fuga al termine di un primo tempo equilibrato, ed avanti di sette nella fase iniziale della ripresa, ma in seguito subiscono la reazione dei locali, che pareggiano a due minuti dalla sirena, prima che Jerome Fernandez trovi la rete che regala una sofferta vittoria. I campioni d'Europa così respingono l'assalto - in classifica - del Frisch Auf Göppingen, che si 'limita' a raggiungere il RNL dopo una bella prova di forza sul campo del Grosswallstadt. L'ala destra dei locali Moritz Schäpsmeier va in doppia cifra, lo stesso fa dall'altra parte Pavel Horák, trascinatore di una squadra che mette il turbo dopo i primi venti, equilibrati minuti, e non si fa più riprendere, anche grazie ai sette sigilli impressi nella porta avversria da Lars Kaufmann. Bene pure il Flensburg: la resistenza del malcapitato Ahlen-Hamm non dura nemmeno dieci minuti, poi la squadra di casa li annichilisce, con il contributo decisivo di Anders Eggert (nove reti).

In zona salvezza il Melsungen continua a stupire e guadagnare punti e posizioni: battuto in rimonta il Wetzlar. Contingente greco ancora una volta fondamentale, specie Grigoris Sanikis con la sua mezza dozzina di centri. Ma anche il serbo Nenad Vučković ed il tedesco di Germania Michael Allendorf fanno la loro parte. Da segnalare anche l'importante trionfo dell'Hannover in casa di un DHC Rheinland sempre più ultimo.

17a Giornata - Risultati di Mercoledì 22 Dicembre
** TuS N-Lübbecke - THW Kiel 27-28 (13-16) dettagli
** Gummersbach - TSG Lu.-Friesenheim 28-25 (15-12) dettagli
** HSV Hamburg - Balingen-Weilstetten 35-28 (18-13) dettagli
** Flensburg-Handewitt - Ahlen-Hamm 36-29 (20-16) dettagli
** MT Melsungen - HSG Wetzlar 26-24 (10-15) dettagli
** DHC Rheinland -TSV Hannover-Burgdorf 23-27 (10-11) dettagli
** Grosswallstadt - Frisch Auf Göppingen 27-31 (12-15) dettagli

CLASSIFICA (Cliccare per ingrandire)

sabato 27 novembre 2010

Champions Maschile: tra Leoni e Zebre è un'altra, emozionante battaglia.

Il Rhein Neckar Löwen evita di concludere il 'trittico' settimanale con un'altra sconfitta, ma non può evitare rimpianti per quello che, nel pareggio (30-30) casalingo con il THW Kiel, rimane probabilmente un punto perso più che uno guadagnato. Non consola molto nemmeno il fatto di essere finalmente riusciti ad ottenere un pareggio contro la squadra che dal 2008 li aveva battuti quattro volte, con una sola vittoria invece per i 'leoni'. I 'soliti noti' riempiono la casella dei migliori marcatori: Filip Jicha ne mette nove per le zebre, ma al ceco rispondono Uwe Gensheimer e Karol Bielecki con sette reti a testa.

Kiel ancora una volta senza gli infortunati Zeitz, Narcisse ed Andersson, ma ad inizio partita pure senza Marcus Ahlm, Christian Sprenger e lo stesso Jicha, per decisione di coach Alfred Gislasson. Sorpresa anche dall'altro lato, con Henning Fritz tra i pali al posto di Slawomir Szmal. Ma il tedesco non fa rimpiangere il polacco; le sue parate contribuiscono infatti alla buona partenza dei padroni di casa, propiziando efficaci contropiedi che puniscono gli errori avversari. Bielecki fa la sua parte, ed il 10-5 del minuto 16 porta Gislasson a chiedere un necessario time-out.

Ed a mandare in campo Jicha e Ahlm, sostituendo pure un Omeyer non nella sua forma migliore con Andreas Palicka. Jicha si fa subito notare trovando la via del goal cinque volte prima che arrivi l'intervallo, mentre la partita di Marcus Ahlm dura appena sette minuti: poi un infortunio al dito finirà col togliere di mezzo lo svedese. Palicka (undici salvataggi a fine partita) si comporta bene, ed i campioni d'Europa tornano sotto fino all'11-13, ma Bielecki è difficile da contenere, e si torna negli spogliatoi sul più tre (17-14) per il Rhein Neckar Löwen, con ben sette sospensioni affibbiate dal duo arbitrale danese in un primo tempo caratterizzato da difese quantomai arcigne.

La rincorsa del THW continua nella seconda parte, ma non si ferma nemmeno la sfortuna delle 'zebre', che perdono un nuovo pezzo: Christian Sprenger si infortuna alla caviglia nel tentativo di recuperare un pallone ed è costretto ad uscire dal campo. Un nuovo brutto colpo per gli ospiti, del quale il Rhein Neckar Löwen approfitta immediatamente per allargare di nuovo il divario, passando dal 22-20 al 25-20; mini-break a cui non sono estranei due contropiedi del giovane Uwe (Gensheimer).

Finita? Macché, ci sono ancora quasi venti minuti da giocare. Il Kiel lo sa bene, e se all'inizio viene tenuto a bada dagli avversari, che rispondono colpo su colpo, arrivando fino al 28-23, riesce in seguito a piazzare il suo 3-0 che riporta Jicha e soci ad appena due lunghezze. Il finale si annuncia incandescente: i due mitici portieri Omeyer e Szmal tornano in campo (in realtà per il polacco si trattava dei suoi primi minuti nell'incontro), e si entra nei cinque minuti conclusivi con il Löwen avanti in maniera significativa (30-27).

Purtroppo per loro, la 'sindrome da ultimi minuti' che già aveva fatto danni ad Amburgo colpisce ancora; il RNL è troppo nervoso in attacco, e dall'altro lato del campo Jérôme Fernandez lo punisce due volte dai sette metri. Lo scoccar dell'ultimo minuto e mezzo vede i padroni di casa sempre al comando, ma con il fiato degli avversari ormai sul collo. E per completare la frittata, questa volta Gensheimer tradisce la sua squadra, inventandosi un tiro senza molte pretese, che non trova la strada del goal, ad una quindicina di secondi dal termine; in modo tale che, ed il serbo Milutin Dragićević, uno degli ultimi arrivati nelle fila del THW, riesce a pareggiare la contesa a coronamento di una 'caccia' durata quasi tutto il match. L'ultimo, disperato tentativo di Bielecki su tiro franco a fil di sirena si infrange sulle braccia della barriera avversaria schierata, e lascia i 'leoni' ed i loro oltre 12 mila tifosi, che sfogano la loro rabbia appena dopo la fine del match in un concerto di fischi, con l'amaro in bocca per quello che ad un certo punto sembrava essere, e poi non è stato.

Il pareggio in extremis consente al THW Kiel di mantenere il primato solitario nel girone A con dieci punti - due di vantaggio sugli avversari di questo match - ed in pratica di ipotecare un utilissimo successo finale nel gruppo.

Cliccare per ingrandire

Classifica girone A:
1. THW Kiel 10 410 190:165
2. Rhein-Neckar Löwen 8 321 180:163
3. Chambery Savoie HB 6 302 129:148
4. F.C. Barcelona Borges 5 212 161:145
5. HC Celje Pivovarna Lasko 2 104 149:170
6. KS Vive Targi Kielce 1 014 134:152

venerdì 26 novembre 2010

Champions maschile: è la volta di Rhein Neckar Löwen - THW Kiel

'Non c'è due senza tre'. Se un tale detto valesse anche in Germania, al Rhein-Neckar Löwen dovrebbero seriamente preoccuparsi. Il club tedesco infatti, reduce da due pesanti (nel morale ancor più che nei numeri) sconfitte contro THW Kiel in Champions ed Amburgo nella Bundesliga, rischia di fare tris, a completamento di una settimana terribile, nell'incontro in programma a Mannheim questa sera, che poi sarebbe il ritorno della sfida europea di domenica scorsa proprio contro i detentori del massimo trofeo continentale.

Alla Sparkassen-Arena, sovvertendo la legge delle giungla, furono le 'zebre' a mangiarsi i 'leoni', in modo più netto di quanto raccontasse il 30-27 finale. Oggi però l'RNL ha sete di rivincita. In palio, oltre all'onore, c'è il primo posto nel girone A, che una vittoria di quattro o più reti (facile a dirsi, eh ...) sui campioni d'Europa regalerebbe proprio al Neckar. Ma un trionfo nella tana del leone sarebbe preziosa anche per le zebre, che si guadagnerebbero la qualificazione (peraltro ormai scontata) agli ottavi di finale con largo anticipo, assicurandosi di fatto pure l'utilissimo successo finale nel gruppo.

Sull'esito dell'incontro rischiano di influire i postumi del recentissimo turno di Bundesliga, giocato nemmeno 48 ore prima con esiti e modalità diametralmente opposti: il Rhein-Neckar Löwen, in vantaggio per lunghi tratti (grazie soprattutto ad un immenso Uwe Gensheimer, foto a lato) ad Amburgo, finisce beffato di misura (32-31) dalla capolista negli ultimi istanti del match. Il Kiel trascinato da Filip Jicha vince in rimonta (25-22) contro il Magdeburgo dopo un primo tempo da dimenticare.

Lo stesso Jicha (foto a lato) sembra però ben conscio della volontà di riscatto degli avversari, tanto da evitare ogni proclama roboante nelle interviste relative al match. Mentre Guðmundur Guðmundsson, coach islandese dei 'leoni', si augura che la sua squadra possa ripetere la buona prestazione offerta contro l'Amburgo, ma con un risultato finale più fortunato.

L'inizio del match odierno è fissato per le ore 19:15, con la direzione di gara affidata ai danesi Per Olesen e Lars Ejby Pedersen, e lo svedese Peter Hansson in qualità di delegato EHF. Diretta televisiva, manco a dirlo, sulla versione tedesca di Eurosport (in chiaro sul satellite Astra, 19:2° Est), ma si potrà vedere la partita della SAP Arena (che rischia di non essere esaurita, visto che stamane il sito del RNL informava su biglietti ancora disponibili) pure su internet, grazie al portale ehfTV.com.

26.11.2010 19:15 - Mannheim:
Rhein-Neckar Löwen (GER) - THW Kiel (GER)

Classifica girone A (dopo 5 giornate):
1. THW Kiel 9 410 160:135
2. Rhein-Neckar Löwen 7 311 150:133
3. Chambery Savoie HB 6 302 129:148
4. F.C. Barcelona Borges 5 212 161:145
5. HC Celje Pivovarna Lasko 2 104 149:170
6. KS Vive Targi Kielce 1 014 134:152

mercoledì 24 novembre 2010

Bundesliga: l'Amburgo vince un'altra battaglia!

Ogni settimana un'emozione. Dopo la straordinaria vittoria nel big match di otto giorni fa contro il THW Kiel, l'Amburgo esce vincente da un'altra grande sfida ad altissima tensione del campionato tedesco.

La vittima di turno è il Rhein-Neckar Löwen, che parte bene e rimane in testa per lunghi tratti dell'incontro, arrivando all'intervallo su 16-13 a proprio favore. Ma l'HSV, trascinato dai suoi gioielli slavi Duvnjak (6 reti oggi), Vori (7) e Lackovic (5), torna in campo con il coltello tra i denti e riaggancia gli avversari rapidamente ad inizio ripresa. L'altalena di emozioni e di vantaggi prosegue fino al termine, con Marcin Lijewski oggi a segno appena due volte, ma una è decisiva in quanto rompe definitivamente l'equilibrio realizzando quel 32-31 che sarà pure score finale. Brividi fino all'ultimo secondo, ovvero sino al tiro franco in extremis dei 'leoni' che finisce alto sopra la porta di Johannes Bitter e fa esplodere ancora una volta di gioia il pubblico della o2 World Arena.

Neppure le undici reti di Uwe Gensheimer fermano la marcia della capolista che, dopo aver sofferto per sessanta minuti, vede confermata la propria leadership della Bundesliga. E nemmeno impediscono al RNL di uscire con la ossa rotte dal suo 'tour de force' nella Germania settentrionale: sconfitta a Kiel in Champions tre giorni fa, e sconfitta oggi, in un modo che certamente lascera l'amaro in bocca agli uomini di Gudmundur Gudmundsson, tra l'altro precipitati a cinque punti dalla vetta.

Vincono anche il Füchse Berlino, che mantiene il suo sorprendente secondo posto, ed il THW Kiel. Ma mentre le 'volpi', pur senza strafare, prevalgono abbastanza agevolemente sul HBW Balingen-Weilstetten (a parte qualche brivido nel finale, con il top scorer Ivan Nincevic ed i suoi compagni obbligati e ricacciare indietro un avversario che li aveva raggiunti più volte), le 'zebre' rischiano davvero grosso contro il Madgeburgo. Campioni d'Europa costretti ad inseguire per tutto il primo tempo, in cui arrivano persino al meno quattro dell'intervallo. Al pari dell'Amburgo, iniziano la seconda parte con la grinta necessaria, e trovano il pareggio con Filip Jicha - migliore dei suoi con nove reti - intorno al minuto 39. L'equilibrio dura ancora fino al 51°, poi una doppietta del ceco (ancora lui) produce l'allungo definitivo, con Palmarsson e Jérôme Fernandez a sigillare la vittoria del THW a dispetto della doppia cifra (dieci reti) personale di Robert Weber, giovane e talentuosa ala destra austriaca da quest'anno nelle fila del Magdeburg.

Colpo esterno del Frisch Auf Göppingen che domina il DHC Rheinland in pratica dall'inizio alla fine e di conseguenza strappa il quarto posto al povero RNL, mentre il Lemgo riesce nell'impresa di perdere contro il Melsungen, portato alla sua seconda vittoria dai greci Vasilakis, Karipidis e soprattutto Sanikis. Pareggio nell'anticipo di martedì fra Grosswallstadt e Gummersbach; l'Ahlen-Hamm adesso ultimo giocherà sabato a Lubecca, prima che Hannover e Wetzlar si misurino nella sfida-salvezza che chiuderà il turno domenica.

Bundesliga - 13a Giornata
** TV Grosswallstadt - VfL Gummersbach 25-25 (11-14) dettagli
** HSV Hamburg - Rhein Neckar Löwen 32-31 (13-16) dettagli
** MT Melsungen - TBV Lemgo 27-26 (16-13) dettagli
** Füchse Berlin - Balingen Weilstetten 32-28 (18-15) dettagli
** DHC Rheinland - Frisch Auf Göppingen 21-27 (6-12) dettagli
** THW Kiel - SC Magdeburg 25-22 (11-15) dettagli

** Flensburg Handewitt - TSG Friesenheim 35-26 (08.09.2010) dettagli

*** TuS N-Lübbecke - HSG Ahlen Hamm 27.11 h. 15:00
*** TSV Hannover Burgdorf - HSG Wetzlar 28.11 h.17:30

CLASSIFICA PROVVISORIA
1 HSV Hamburg 24:2
2 Füchse Berlin 23:3
3 THW Kiel 22:4
4 Frisch Auf Göppingen 20:8
5 Rhein-Neckar Löwen 19:7
6 SG Flensburg-Handewitt 18:8
7 VfL Gummersbach 17:9
8 SC Magdeburg 14:12
9 TV Grosswallstadt 13:13
10 TBV Lemgo 12:14
11 HBW Balingen-Weilstetten 11:15
12 TuS N-Lübbecke 9:15
13 HSG Wetzlar 7:17
14 TSG Lu.-Friesenheim 7:19
15 TSV Hannover-Burgdorf 5:19
16 DHC Rheinland 4:22
17 MT Melsungen 4:24
18 HSG Ahlen-Hamm 3:21

lunedì 4 ottobre 2010

Champions League. Kiel-Barcellona, ed è ancora spettacolo!

Gol ed emozioni, giocate spettacolari e parate miracolose. Tensione in campo e pubblico delle grandi(ssime) occasioni. Ed arbitri per una volta all'altezza della situazione. Era appena la seconda giornata del gruppo B delle fase a gironi, ma con tutti questi ingredienti sembrava già una finale.

E non c'è da stupirsi più di tanto, visto che le protagoniste dello scontro tra titani andato in scena ieri pomeriggio alla Sparkassen Arena non erano altro che le finaliste della passata Champions League maschile: THW Kiel e FC Barcelona. La quali, a prescindere dalle assenze (Daniel Narcisse e Kim Andersson per le 'Zebre', con Momir Ilic in campo solo per il tempo neessario a tirare un rigore, e Victor Tomàs per gli azulgrana) hanno interpretato la sfida nel migliore dei modi.

L'incontro parte sotto il segno di Thierry Omeyer, che mette la sua griffe su quattro parate 'd'autore' nei cinque minuti iniziali; peccato per lui che dall'altro lato della pista il Kiel non riesca a decollare, e che il folletto Juanín Garcia trovi il pareggio (1-1) dai sette metri. Omeyer si ripete con una parata strepitosa su Nagy, e con il Barca in superiorità numerica per l'espulsione temporanea di Jicha. Reichmann e Nøddesbo fanno 2-2, e poi se Omeyer ride (negando a Juanín lanciato in contropiede il primo vantaggio catalano), il portiere blaugrana Danjel Saric di certo non piange, e mette in mostra le sue qualità. Il serbo-bosniaco finirà l'incontro con 24 salvataggi all'attivo, ed una percentuale non lontano dal 50%.

'Saracinesca Titi' fa collezione di parate, ma non di miracoli, e non può impedire a Jesper Nøddesbo di portare i suoi avanti sul 3-2 intorno al decimo minuto. Sembra invece davvero vicino al miracolo il portentoso salvataggio di Saric su Jicha al dodicesimo. Omeyer prova a rispondere su Rutenka ma la sua prodezza è resa vana, stavolta dall'arbitro che decreta un rigore trasformato (ancora) da Juanín Garcia, artefice del primo mini-break dei suoi.

A questo punto molte squadre potrebbero già gettare la spugna, ma non certo il Kiel. Nell'ordine: Ahlm beffa Saric sul primo palo (e si arriva a metà tempo su un 3-4 che la dice tutta sulla bravura dei rispettivi portieri), Jicha dai sette metri ritrova il perfetto equilibrio tra le squadre, Omeyer disinnesca per due volte le bombe di Igropulo dalla distanza, Zeitz s'incarica di riportare avanti i tedeschi, e quindi di rispondere a Sarmiento con un'efficace penetrazione/dimostrazione di forza.

Retroguardie e portieri calano un po di intensità, ne beneficia il punteggio - specie dal lato Kiel (parziale di 5-3 in cinque minuti) - ma l'equilibrio rimane sostanzialmente inalterato, complice qualche palo di troppo da una parte e dall'altra. Almeno fino a quando, in sostituzione di un deludente Dominik Klein, arriva il 'ciclone Lundström': una tripletta dell'ala destra svedese, inframmezzata dai soliti numeri di 'Titi' fra i pali, e dal goal dell'ex Jérôme Fernandez, mandano in fuga i campioni d'Europa, e mandano in visibilio i diecimila della Sparkassen Arena, sul 12-8.

Il Barça, per giunta con un uomo in meno, sembra sull'orlo del baratro, e Jicha potrebbe spingerlo definitivamente a fondo dai sette metri, se solo un palo amico non salvasse i catalani, che quantomeno riescono a tamponare l'emorragia, anche grazie ad una rete del giovane Joan Saubich, ed a tornare negli spogliatoi dietro 'solamente' di quattro reti (10-14).

L'inizio della ripresa promette bene per i tedeschi: 'Zebre' subito in goal per il massimo vantaggio, e il poco incisivo Sorahindo spedito sulla panca dei cattivi lasciando il Barça nel bel mezzo della tempesta. Ma per quanto in difficoltà, si tratta pur sempre di una 'Barça' solida, che sa ritrovare le forze necessarie per reagire: Rocas, Entrerrios e Igropulo provano a riportare sotto la loro squadra, aiutata dal solito show di Saric e da una efficace 5-1 in difesa.

Uno degli assi nella manica del THW è la quantità di giocatori in grado di togliere le castagne dal fuoco in particolari momenti dell'incontro: se nel primo tempo era toccato ad Henrik Lundström, ora la fiammata è tutta del pivot Marcus Ahlm, che fa strage nella retroguardia avversaria e, con una straordinaria tripletta in pochi minuti, mantiene i teutonici a distanza di sicurezza, vanificando anche una rete di (pre)potenza di un Sorhaindo finalmente in grado di sfoggiare qualcosa di positivo.

Poi però lo svedese diviene protagonista negativo: si fa affibbiare un due minuti e manda Rocas sulla linea dei sette metri, consentendo al Barcellona di tenersi ancora in gioco (21-19) alle soglie dell'ultimo quarto. Per fortuna del Kiel un assurdo passaggio 'alla cieca' di Laszlo Nagy in versione Babbo Natale regala a Christian Zeitz e compagni la possibilità di tornare a più tre. L'ungherese si riscatta velocemente andando in rete, ma l'opportunità di far sentire ai tedeschi il fiato sul collo è andata, anche perché una spettacolare marcatura dall'angolo destro di Sprenger segna il passaggio ai dieci minuti conclusivi.

Andata? No, semplicemente rinviata. Daniel Sarmiento, tra i migliori dei suoi, trafigge Omeyer (meno in forma che nell'altra frazione: solo sei parate nella ripresa, opposte ai S-E-D-I-C-I interventi del primo tempo), costringendo coach Gislason a chiamare time-out su un pericoloso 23-22 ai nove della sirena. La difesa sei-zero degli uomini di Pascual si fa aggressiva (ne sa qualcosa Ahlm, ruzzolato a terra dopo un 'fraterno abbraccio' del roccioso connazionale Magnus Jernemyr) ma ciò non impedisce a Fernandez di bucarla con un tiro efficace e prezioso. La macchina della rimonta però è ormai avviata, e completa la sua opera con due velocissimi fast breaks, opera rispettivamente di Nøddesbo e Ugalde. Tanto da trovarsi sul 24-24 ai sei dalla fine. L'equilibrio è (tornato) massimo, la tensione é alle stelle, e così le emozioni.

Fernandez e Sarmiento inaugurano la lunga volata finale andando a segno dai rispettivi sei metri, quindi una bordata del giovane fenomeno Palmarsson fa esplodere i tifosi delle Zebre, e lascia esterrefatto il povero Saric. Un simile tentativo di Iker Romero si infrange sui pugni di Omeyer, tornato fenomeno al momento giusto, ma il francese nulla può fare sul successivo contropiede di Cristian Ugalde. Ed è sempre parità ai due dalla fine.

Il gioco si fa durissimo, ed è in questi frangenti che atleti come Filip Jicha sono chiamati a fare la differenza: il suo destro magico si eleva sopra il muro difensivo blaugrana e si infila tra Daniel Saric e il secondo palo della rete avversaria. Un goal inventato dal fuoriclasse boemo, a cui però replica dall'angolo destro Albert Rocas, e si entra nell'ultimo minuto come si era entrati nel primo. Una partita tutta da decidere nei sessanta secondi conclusivi.

I primi quarantadue trascorrono con il Kiel nella metà campo avversaria, e sembrano un'eternità ai tifosi della Sparkassen Arena, almeno fino a quando Jicha - di nuovo lui - si alza in volo e scarica un tiro micidiale che finisce dritto nella porta blaugrana. Nulla è deciso però: Xavi Pascual chiama un opportuno time-out e decide di togliere il portiere Saric e mettere in campo il 'rasta' Cédric Sorhaindo per ottenere un'indotta superiorità numerica. La quale da i suoi frutti: la difesa del Kiel non è all'altezza e lascia ancora una volta libero all'ala il catalanissimo Rocas, che sigilla la sua ottima prestazione battendo un Omeyer in questo caso non impeccabile, e stabilendo la parità definitiva a tre secondi dalla fine.

Le emozioni non sono finite comunque: Nagy si guadagna il rosso diretto per avere ritardato volontariamente la rimessa in gioco avversaria, e Gislason a sua volta gioca la carta 6+1 (fuori Omeyer, dentro Milutin Dragicevic), ma il tempo a disposizione è troppo poco, e l'ultimo, disperato tentativo di Jérôme Fernandez si infrange sulle braccia dei suoi ex-compagni.

Lo spettacolo termina con il Barcellona che esce imbattuto dalla tana avversaria per il secondo anno consecutivo. E se la volta scorsa era stata addirittura vittoria, quello di ieri è un pareggio che Rutenka (piuttosto deludente stavolta, al pari di Romero) e soci festeggiano alla stregua di un successo, in quanto evita tutte le implicazioni di due sconfitte consecutive al debutto di Champions, muove la classifica e manda un segnale ai rivali, che potrebbero ritrovare nuovamente più avanti nella competizione. Rimangono tuttavia i forti dubbi legati all'efficacia della manovra offensiva dei catalani.

Il Kiel a sua volta mette in mostra qualità degne di un Campione d'Europa, con un portiere marziano nella prima parte, e più che buono in generale, ma aspetta il rientro completo di Ilic e Andersson; per Narcisse si dovrà attendere fino a Marzo, anche se Fernandez, chiamato a sostituirlo, ha lasciato buone impressioni - che dovrà ad ogni modo confermare nelle prossime sfide.

Statistiche del match e situazione del Gruppo A (cliccare per ingrandire):


domenica 20 giugno 2010

Serbia e Romania ai Mondiali. Filip Jicha invece no.

Finale thrilling per entrambe le partite di qualificazione ai Campionati del Mondo maschili di Svezia 2011 disputate sabato. La Repubblica Ceca sfiora la grande rimonta contro la Serbia, vincendo la gara di ritorno a Plzeň con tre reti di scarto, ma non riesce a staccare il biglietto per la Scandinavia per una sola lunghezza, avendo perso di quattro nell'incontro di andata. Ai Cechi non basta l'ennesima prova maiuscola di Filip Jicha, autore di una dozzina di reti.

L'inizio è favorevole agli ospiti, che grazie ad un'efficace difesa con relativi contropiedi si portano sul 3-1 quando Dobrivoje Marković va a segno dopo sette minuti. La reazione dei padroni di casa si fa sentire, ma sono i serbi a chiudere in vantaggio la prima frazione allorché Momir Rnic trova il suo quarto goal della partita in chiusura di tempo.

La ripresa è di marca ceca, almeno inizialmente. Il solito Jicha completa il provvisorio ribaltamento della situazione portando i suoi sul 16-12 al 38° minuto. La risposta serba, opera di Vučković e Vujin, è immediata (16-15 al minuto 44), ma ancora una volta le parate di Petr Štochl e le prodezze in attacco della stella del THW Kiel danno fiato alle trombe di casa. Purtroppo per loro, i successivi sette minuti di 'siccità offensiva' costeranno cari alla Repubblica Ceca, riportando gli ospiti nuovamente sotto, ed avanti nel computo globale delle reti.

Il 23-20 ai tre dalla fine dà ancora speranze ai tifosi che hanno riempito la 'Hala', ma Pejanović tra i pali e Nikčević in contrattacco si incaricano di chiudere definitivamente il discorso qualificazione sul 23-22. La doppietta dei cechi nell'ultimo minuto serve solo ad aumentare i rimpianti per quello che poteva essere e non è stato. Jicha ed i suoi connazionali i prossimi Campionati del Mondo se li vedranno in televisione.

** Repubblica Ceca - Serbia 25-22 (10-11)

Repubblica Ceca: Slabi, Štohl, Nočar 2, Vitek 0/1, Ždrala, Vranji, Kubeš 2, Jicha 12, Filip 4, Sobol, Horak, Mraz 3, Juriček 1, Sklenak 1.
Serbia: Marjanac, Pejanović, Dragićević 1/1, Šešum 1/5, Vujin 4/13, Nikčević 2/2, Stojković 1/2, Bojinović 2/7, Marković 3/4, Rnić 4/10, Vilovski, Vučković 1/3, Stanković, Milosavljević 3/4, Marjanac odbrana i sedmerac, Pejanović 15 odbrana i sedmerac.

Parziali: 1:3 (7.), 4:6 (13.), 6:6 (18.) 7:10 (23.), 10:10 (29.), 10:12 (32.), 13:12 (35.), 16:12 (38.), 16:15 (42.), 19:15 (44.), 19:18 (51.), 23:20 (57.), 23:22 (58.)

(Andata 23-27. Serbia qualificata)

Ribaltamento della situazione riuscito alla Romania invece, ed è un risultato clamoroso, visto che i rumeni erano usciti pesantemente sconfitti dal campo di Bucarest lo scorso week-end, ma sono stati bravissimi a compiere un'autentica impresa in quel di Chekhov, aggiudicandosi la seconda parte della sfida incrociata per cinque reti, margine sufficiente a portarli nelle lande svedesi il prossimo Gennaio. 'Tricolorii' ai nastri di partenza della massima rassegna internazionale per la seconda volta consecutiva, russi invece assenti per la prima volta dopo il crollo dell'URSS.

Difesa aggressiva, Mihai Popescu ispirato tra i pali, efficacia dai nove metri e soprattutto una maggiore fiducia nei propri mezzi sono gli ingredienti del (piccolo, ma significativo) capolavoro rumeno, con la vena realizzativa di Alin Şania a propiziare una buona partenza degli uomini di Vasile Stîngă, che chiudono la prima frazione su un più tre (16-13) che fa ben sperare, anche se Alex Csepreghi (miglior marcatore dei suoi a fine incontro) e compagni si erano addirittura trovati avanti di sei (14-8) al ventiquattresimo.

La rimonta incompiuta della prima frazione diventa realtà nella seconda, in un finale incredibile ed emozionante fino all'ultimo, sigillato dalla rete di Valentin Ghionea dai sette metri a 19 secondi dalla sirena, che risponde ad un precedente rigore messo a segno dai russi e chiude definitivamente i giochi. Le nove reti di Filipov non bastano ai padroni di casa, cui mancano i punti di Timur Dibirov, a segno una sola volta, mentre l'esclusione di Rastvorstev per tripla penalità certamente non ha aiutato la truppa di Vladimir Maximov.

** Russia - Romania 32-37 (13-16)

Russia: Filipov 9, Kovalev 5, Rastvorstev 5, Starik 3, Kamanin 2, Cipurin 2, Aslanian 2, Koksarov 2, Dibirov 1, Cernoivanov 1.
Romania: Csepreghi 8, Şania 7, Novanc 5, Jurcă 4, Ghionea 4, Florea 4, Stamate 2, Fenici 2, Sabou 1.

(Andata 32-28. Romania qualificata)

Le qualificazioni ai Mondiali 2011 si concludono oggi con ben sei partite di ritorno dei play-off (vedasi l'articolo precedente per l'elenco degli incontri)
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sabato 5 giugno 2010

Bundesliga Maschile: THW Kiel Campione!

Neppure una settimana dopo il trionfo in Champions League, il THW Kiel porta a casa un altro titolo: il sedicesimo successo assoluto in Bundesliga di tutta la loro storia, ottenuto dopo essersi guadagnati sul campo del TV Großwallstadt i punti di cui avevano bisogno. 27-24 (primo tempo 14-9) il punteggio finale a favore di Filip Jicha - top scorer pure oggi, con un bottino di otto reti - e compagni, partiti malissimo (0-4 dopo nemmeno cinque minuti) ma in grado di rimediare abbastanza rapidamente. Grandi anche Momir Ilic, infallibile dai sette metri, ed il solito Omeyer che con undici parate ha fatto una volta di più il proprio dovere, così come la difesa delle 'zebre' è stata di nuovo all'altezza della situazione.

Un successo che ha reso vana la netta vittoria esterna dell'Amburgo, il quale ha vinto la Coppa di Germania in Aprile ma ha dovuto lasciare ai principali avversari i due obiettivi più importanti. Un successo che invece non ha rovinato la festa ai tifosi del Großwallstadt, i quali, grazie alla contemporanea sconfitta del Fuchse Berlino, hanno potuto celebrare la qualificazione della loro squadra alla Coppa EHF per la prossima stagione.

Grande festa dunque per il THW Kiel, che al suo sensazionale finale di stagione ha aggiunto la buona notizia del passaggio di Daniel Kubes, nazionale ceco proprio come Jicha, dal TBV Lemgo agli attuali campioni d'Europa in sostituzione del norvegese Borge Lund, il quale si trasferirà al Rhein-Neckar Löwen terminato quarto in campionato.

Bundesliga Maschile - 34a ed ultima Giornata

TV Grosswallstadt - THW Kiel 24-27 (9-14) (dettagli)

HBW Balingen-Weilstetten - HSV Hamburg 25-35 (13-18) (dettagli)

MT Melsungen - TuS N-Lübbecke 26-28 (11-15) (dettagli)

Rhein-Neckar Löwen - HSG Wetzlar 36-27 (17-17) (dettagli)

TSV Dormagen - HSG Düsseldorf 32-35 (14-16) (dettagli)

VfL Gummersbach - Füchse Berlin 29-27 (14-13) (dettagli)

TSV GWD Minden - SC Magdeburg 25-32 (10-16) (dettagli)

TBV Lemgo - Frisch Auf Göppingen 32-30 (15-11) (dettagli)

TSV Hannover-Burgdorf - SG Flensburg-Handewitt 29-34 (14-20) (dettagli)

CLASSIFICA FINALE
1 THW Kiel 62:6
2 HSV Hamburg 61:7
3 SG Flensburg-Handewitt 54:14
4 Rhein-Neckar Löwen 49:19
5 VfL Gummersbach 47:21
6 Frisch Auf Göppingen 46:22
7 TBV Lemgo 42:26
8 TV Grosswallstadt 40:28
9 Füchse Berlin 40:28
10 TuS N-Lübbecke 26:42
11 SC Magdeburg 25:43
12 MT Melsungen 23:45
13 HSG Wetzlar 23:45
14 TSV Hannover-Burgdorf 20:48
15 HBW Balingen-Weilstetten 18:50
16 TSV Dormagen 14:54
17 HSG Düsseldorf 12:56
18 TSV GWD Minden 10:58
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giovedì 3 giugno 2010

Bundesliga: il Migliore é Filip Jicha!

A pochi giorni dal grande trionfo in Champions League, di cui è stato anche massimo realizzatore con ben 119 reti, arriva una nuova soddisfazione per Filip Jicha. Il fuoriclasse di THW Kiel e nazionale ceca è stato infatti votato miglior giocatore della Bundesliga maschile 2009/10, battendo nettamente Hans Lindbergh (HSV Hamburg) e Uwe Gensheimer (Rhein Neckar Löwen). Un alloro che va ad aggiungersi al titolo di MVP (e, guarda caso, di top scorer ...) dei passati campionati europei svoltisi in Austria.

Jicha, passato al Kiel dal TBV Lemgo nel 2007, è il quarto giocatore di fila della compagine quest'anno regina d'Europa a conquistare l'ambito premio. Anteriormente era toccato a Nikola Karabatic (2007 e 2008) e Thierry Omeyer (2009).

'Sono contento di non essere tra gli allenatori della Bundesliga che devono votare, perché la scelta è molto difficile. Nel campionato tedesco ci sono venti-venticinque giocatori che potrebbero tranquillamente diventare il numero uno. Ogni squadra ha almeno un fuoriclasse in rosa, per cui vincere questo premio è per me un grande onore' ha commentato l'atleta del THW.

Ma la 'settimana magica' di Jicha non è finita. Sabato prossimo è in programma l'ultima giornata della Bundesliga, ed il Kiel è ormai ad un passo dal suo sedicesimo trionfo in patria (sarebbe anche il sesto consecutivo); una vittoria - al termine di una lunghissima battaglia, durata un'intera stagione, con l'ostico Amburgo - sigillerebbe nella maniera più appropriata un periodo assolutamente straordinario per il giocatore, che tra l'altro sarà presente domenica a Berlino in occasione dell'All-Star Game (nazionale tedesca contro i migliori assi della Bundesliga) e della presentazione del nuovo trofeo della Champions League.

* Fotografia di Jicha tratta dal sito ufficiale del THW Kiel. Cliccare sull'immagine per ingrandire.
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domenica 30 maggio 2010

Champions League Finale: Kiel - Barcellona 36-34

Il THW Kiel è campione d'Europa. Proprio come ieri, i tedeschi si sono resi protagonisti di una grandissima rimonta nell'ultima parte dell'incontro, e se nel primo caso la vittima era stata il Ciudad Real, anche oggi a bocca asciutta, dopo avere assaporato per lungo tempo il gusto della vittoria, è rimasta una squadra iberica, il Barcellona ha cui non è bastato un grandissimo David Barrufet (al quale per altro ha risposto da par suo 'il solito' Thierry Omeyer, per l'ennesima volta tanto decisivo nella sua bravura quanto irritante in certi atteggiamenti).

Catalani avanti praticamente per tre quarti dell'incontro, ma sopraffatti dalla maggiore grinta e determinazione dei 'padroni di casa' usciti alla distanza, e ancora una volta spinti da un pubblico eccezionale, per tornare sul gradino più alto della massima competizione continentale.

La Germania così conquista uno storico 'triplete' in pochi giorni: giovedì il Gummersbach vincitore della Coppa Coppe, ieri il TBV Lemgo in EHF Cup, ed oggi il Kiel dei campionissimi - da Jicha a Narcisse, da Zeitz allo stesso Omeyer naturalmente - a completare l'opera.



Come nel match di ieri i primi minuti sono spettacolari, anche se stavolta sono i rispettivi attacchi a partire con l'intensità giusta. Le difese non riescono a prendere le misure con le buone, e allora ci provano con le cattive, tanto che ben tre giocatori (Jernemyr, Ahlm, Nagy) finiscono presto sulla panca dei puniti, e nel quarto iniziale Juanin Garcìa è già andato tre volte a segno dai sette metri.

I rigori della piccola grande ala sinistra spagnola contribuiscono alla buona partenza dei blaugrana, forse non travolgenti come ieri - d'altronde il rivale è ben diverso - ma pur sempre capaci di portarsi sul 10-7. Saric ed Omeyer sembrano insolitamente fuori forma però, e vengono entrambi sostituiti. Con buoni risultati almeno per il Barcellona, che trova un David Barrufet determinato a lasciare il segno nell'ultimo atto di una straordinaria carriera: la sua prestazione aiuta gli uomini di Xavi Pascual ad allungare fino ad un promettente 15-10 al diciannovesimo, spingendo Gislasson a chiamare un necessario time-out, con il Barça all'ottantotto percento di efficacia al tiro ed i suoi intorno al cinquanta.

Thierry Omeyer oggi è in versione 'diesel'. Dopo un inizio lento, torna in campo e comincia a calibrare. Se poi ci si mettono anche Jicha, Klein e Zeitz dall'altra parte del rettangolo di gioco, per i tedeschi diventa facile riaprire i giochi, portandosi sul 15-17 ai cinque dall'intervallo. Successivamente l'estremo difensore del Kiel fa un po' di teatro ritardando una rimessa avversaria, ma ogni tanto sembra che nella pallamano ci sia una sorta di 'Lodo Omeyer' per cui al portiere francese viene consentito un po' tutto ...

Meno bene va a Borge Lund quando decide di risolvere a 'sportellate' il derby scandinavo con Jesper Noddesbo; i relativi due minuti affibbiati al norvegese lasciano le zebre in inferiorità numerica fino alla conclusione del tempo. Per loro fortuna, il tiro di Igropulo a fil di sirena si stampa contro il palo. E' forse un segno del destino: sotto 'soltanto' di tre (17-20) all'intervallo, il Kiel rimane comunque ancora in gioco.

Al ritorno in campo Omeyer continua la sua progressione con nuove, mirabolanti parate, di cui i suoi compagni non approfittano più di tanto. Una sola rete su cinque possessi per il Kiel, soprattutto a causa di quella frenesia che, per esempio, porta Jicha a cercare un'impossibile soluzione da quasi metà campo, mentre c'erano ben altre e migliori alternative per finalizzare un contropiede. Juanin Garcia punisce due volte (entrambe dai sette metri) le imprecisioni offensive delle 'zebre', e con un altra rete dell'ottimo Noddesbo si ritorna sul più cinque per Il Barça, e sul time-out per il Kiel. Una buona circolazione di palla in attacco e la scarsa capacità avversaria di trovare la via della porta (con Zeitz e soprattutto Jicha come eccezioni) sembravano indirizzare la coppa sulla via del Mediterraneo.

Ma ecco che, proprio come il giorno precedente, i campioni (anche futuri, secondo logica ...) di Germania trovano la forza di reagire e ribaltare la situazione. Il motore della riscossa è ovviamente la saracinesca umana del Kiel, che aveva appena salvato la squadra dal tracollo definitivo, ma anche la nuova difesa mista su Rutenka fa il proprio dovere mandando in crisi la manovra blaugrana in un ultimo quarto disastroso per i catalani. Con un veloce 3-0, opera di Zeitz, Narcisse e di un contropiede di Lundström dove si può cogliere tutta la grinta e la rabbia dei tedeschi, il Kiel è già a metà della 'remontada', e i suoi ventimila tifosi circa tornano a ruggire.

Né l'ennesimo (giusto) rigore trasformato da Juanin né una doppietta di Noddesbo - a Barcellona farebbero un errore STRATOSFERICO se dovessero lasciarlo partire - mettono il Barça al riparo; il Kiel è ormai diventata una perfetta macchina da guerra, dove riesce a segnare ... perfino Borge Lund (!!). Omeyer continua il suo show. Danijel Saric, ritornato al posto di un Barrufet a cui non si può chiedere di tenere il campo per tre quarti d'incontro, continua a non prenderne una, e si arriva agli ultimi dieci minuti con i catalani che sentono il fiato sul collo: solo 29-28 per gli uomini del presidente Laporta, che le telecamere inquadrano sempre più preoccupato.

Ne ha ben donde: Christian Zeitz pareggia sorprendendo una difesa quasi paralizzata, Omeyer neutralizza Sarmiento (non esattamente decisivo oggi) ed Henrik Lundström porta il THW avanti per la prima volta. Una sequenza micidiale che, oltre a costringere Xavi Pascual a chiamare time-out con colpevole ritardo, fa esplodere la Lanxess Arena, ma non basta: adesso c'è da aprire un gap che possa mettere al sicuro la vittoria di cui ormai tutti sentono il profumo nell'aria. Detto fatto: Ilic su rigore, Narcisse in contropiede e Zeitz, ed è 33-30.

Il Barça ha un'ultima impennata d'orgoglio, che non poteva avere altro protagonista se non Juanin Garcìa, a segno dall'angolo sinistro e dai sette metri. Ma se ci si mette pure il veterano Peter Gentzel, che para un ultimo rigore al fino allora infallibile spagnolo, vuol dire che è proprio finita. La 4-2 ordinata da Pascual non porta frutti, nemmeno Barrufet fa più miracoli, e quando Jicha (ancora lui, e fanno undici goal in totale) scarica dentro la porta rivale il 36-34, i giocatori possono festeggiare. Qualcuno nel modo sbagliato: Omeyer (chi altri?) non trova di meglio che andare a provocare alcuni avversari di fronte alla loro panchina; ne nasce una mezza rissa (soprattutto con Rocas) che termina con David Barrufet a cercare di spiegare al suo collega che certe cose sarebbe meglio evitarle.

In termini di classe, tra i due portieri non c'è proprio storia. Ma in termini di capacità di fare il proprio lavoro nel migliore dei modi, Thierry Omeyer ha pochi rivali, e la Coppa quest'anno la alza lui. Una fine crudele e magari ingiusta per la bella favola di Barrufet, ma anche questo fa parte dello sport.

Secondo successo nella competizione per i tedeschi, dopo quello del 2007 a spese dei connazionali del Flensburg, e vendetta sul Barça servita molto fredda, a dieci anni dalla sfida perduta nel lontano 2000. Il Kiel ha approfittato del fattore campo e, come già detto dopo il match precdente, della Formula F4 (in caso di andata-ritorno, le cose sarebbero magari andate diversamente). E con le prossime edizioni forse ancora in terra di Germania, non è detto che non si apra addirittura un ciclo …
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lunedì 3 maggio 2010

Champions League: Kiel Uber Alles

Il THW Kiel batte il Rhein Neckar Löwen anche nel ritorno della sfida tutta tedesca, e va alla Final Four come unico portabandiera del paese ospitante. Il che non dovrebbe essere necessariamente uno svantaggio per Omeyer e compagni, in grado di conquistare le semifinali di Champions per la quarta volta, ma solo al termine di un incontro assai combattuto.

Chi pensava ad una facile affermazione dei padroni di casa in una Sparkassen Arena come al solito gremita si è presto dovuto ricredere. Le 'zebre', sconfitte di misura (28-29) a Mannheim all'andata, sono entrate in campo decise a vendere cara la pelle, e dopo qualche incertezza iniziale, dovuta in buona parte alle prodezze tra i pali (sei parate nei primi minuti, diciotto in totale) di Thierry Omeyer, tanto bravo quanto a volte irritante nelle sue esultanze plateali, sono tornati in partita ed hanno addirittura superato gli avversari, concludendo la prima frazione avanti di uno (12-13), con Slawomir Szmal che risponde da par suo al portiere francese del Kiel.

Equilibrio ed incertezza continuano nel secondo tempo, fino a quando un mini-break porta il Kiel sul 22-19 tra l'entusiasmo degli oltre diecimila tifosi locali. Tutto finito? Macché. Il RNL non molla mai e torna in parità 23-23 ai dieci dalla fine. Anche cinque minuti dopo la lotta rimane punto a punto, ma qui si spegne la luce per gli ospiti, ed un nuovo parziale di 3-0 chiude i giochi, con il gol di Dominik Klein che sigilla il trionfo 30-27. Il piccolo parziale del RNL in conclusione si rivela inutile.

Applausi per Filip Jicha, che con le sue otto reti diventa il primo giocatore di sempre a superare quota cento in una stessa stagione di Champions. E potrà aumentare ulteriormente il suo bottino a Colonia. Il norvegese Bjarte Myrhol ed il polacco Karol Bielecki sono i migliori marcatori della squadra perdente (con onore, come nella finale di Coppa di Germania con l'Amburgo, ma pur sempre perdente ...) con sei reti a testa.

THW Kiel-Rhein-Neckar Löwen 31-30 (12-13)
MARCATORI
THW Kiel: Lundström (1), Sprenger (2), Ahlm (3), , Zeitz (6), Narcisse (6), Ilic (3, 1 rig.), Klein (1), Jicha (9, 4 rig.).
Rhein-Neckar Löwen: Gensheimer (3), Tkaczyk (1), Bielecki (6), Manojlovic (2), Gudjonsson (2), Stefansson (4, 1 rig.), Müller (4), Myrhol (6), Groetzki (2).