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domenica 29 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Danimarca campione!! Serbia battuta 21-19 in finale.

DANIMARCA CAMPIONE D'EUROPA. Quattro anni dopo il loro primo successo, gli scandinavi tornano ai vertici continentali. Sconfitta (ed incapace di realizzare il 'triplete' dopo i trionfi di Djoković e della nazionale di pallanuoto nelle ore anteriori) la Serbia, forse presentatasi all'ultimo atto con le pile un po' scariche dopo una camminata trionfale. Lo score di 21-19 sigilla una gara intensa e combattuta anche se non spettacolare in senso stretto, data la prevalenza delle difese sugli attacchi ed i numeri di due grandi portieri quali Niklas Landin e Darko Stanić.

Il punteggio dopo trenta minuti (un 9-7 quasi 'd'altri tempi') aveva già fatto intendere, a chiunque aspirasse a gustarsi un grande spettacolo pieno di goal, che forse era meglio andare al cinema... Qualche rete di più nella ripresa si vede, ma l'andazzo del match non cambia: Danimarca a fare da lepre, Serbia, tra l'altro salvata in molte occasioni da Stanić, ad inseguire senza mai mollare, ma pure senza mai raggiungere la 'preda'. Nemmeno la fiammata che in un attimo porta i padroni di casa dal 12-16 al 15-16 può cambiare un copione già scritto.

Un Mikkel Hansen stratosferico, che da buon fuoriclasse esce al momento giusto, ricaccia indietro gli avversari e mette al sicuro il trionfo, con la collaborazione di Landin. Al Michelone in grandissima forma corrisponde, dall'altra parte, la giornata no sia di Momir Ilić che di Marko Vujin, incapaci di provocare danni alla retroguardia 'ospite'. Dopo Canellas in semifinale, altre due presunte macchine da goal 'evaporano' al momento stesso in cui devono affrontare la Danimarca. Coincidenza o grande merito degli scandinavi? Il fattore ambientale non è riuscito ad incidere più di tanto questa volta. Ancor meno ha inciso Žarko Šešum, costretto in tribuna con un occhio bendato dopo essere stato colpito ad un oggetto lanciato dagli spalti venerdì scorso, pare diretto al coach dalla Croazia.

Danesi vincitori di un Europeo probabilmente non di qualità sopraffina (la squadra campione nel 2008 e quella che ha sfiorato il titolo mondiale un anno ci sembravano migliori delle 'truppa Wilbek' attuale), caratterizzato più dai grandi fallimenti (Francia in primis, ma non solo) che dalle grandi prodezze, ma in ogni caso bravissimi a raccogliere tutte le possibilità presentatesi davanti da otto giorni a questa parte. Gli uomini di Wilbek, che sulla panchina della nazionale maschile uguaglia la doppietta continentale al suo attivo come coach della nazionale danese femminile negli anni novanta, vendicano la sconfitta della fase a gruppi, e passano direttamente alle Olimpiadi, obbligando una Serbia comunque giunta ad un risultato storico a cercarsi il biglietto per Londra nel futuro torneo di qualificazione.

Conoscendo la solidità difensiva dei nordici, e la bravura di chi difende la porta su entrambi i lati del campo, pochi si aspettavano un inizio (e più in generale una partita) spumeggiante. Le previsioni, in particolare sulla difficoltà serba di abbattere il muro avversario, sono state rispettate in pieno. Dalla partenza. Ci vogliono oltre cinque minuti e mezzo perché Rajko Prodanović, miglior marcatore dei suoi con appena quattro reti (e questo vorrà pur dire qualcosa...), inauguri il tabellino serbo, per giunta con fatica: parata di Landin, traversa, e poi finalmente palla dentro. Nel frattempo, però, Mikkel Hansen ed Anders Eggert (l'ala sinistra è stata una delle note migliori della 'landshold' di Copenaghen in questo torneo) avevano già portato gli avversari sul 2-0.

La Serbia pareggia, poi la lepre scandinava fugge ancora, ma per quanto la stella balcanica del THW Kiel non ne azzecchi una, il portiere riesce a tenere i suoi in partita. E se Nenad Vucković, di nuovo in forma(zione), ritrova il piacere del goal, Stanić rimane sempre il grande trascinatore: para, si esalta ed incita il pubblico. L'estremo difensore del Metalurg Skopje non può comunque fermare ogni bomba avversaria, così la Danimarca, favorita anche da una leggerezza di Dalibor Cutura che le regala due minuti in superiorità numerica, riesce ad ottenere il primo vantaggio importante: un 8-5 griffato Hansen (chi altri?) al ventiduesimo.

In una frazione che va 'a scatti', però, arriva la contro-replica serba: due goal in un minuto, con Ilić a timbrare finalmente la rete nemica, ed il distacco torna minimo. Il tempo si chiude con un nuovo Darko & Niklas Show. Solo Bo Spellerberg, il cui arrivo in squadra ha elevato il livello di gioco ed i risultati dei futuri vincitori, riesce a segnare, mandando tutti negli spogliatoi con il basso punteggio già citato. E con entrambi i portieri oltre al 50%. L'impressione alla pausa è che la Danimarca sia sulla strada giusta, e la Serbia abbia assolutamente bisogno dei suoi due gemelli del goal.

Peccato che sia Vujin che Ilić proseguano la loro battaglia con il goal in apertura di ripresa, mentre l'uno-due firmato da Nikolaj Markussen porta l'Armata Wilbek al nuovo massimo vantaggio: 11-7. E se Stanić continua a fare il possibile fra i pali, il Momir nazionale continua a sbagliare, pure dai sette metri. Il rigore neutralizzatogli da Landin però non scoraggia i serbi, come al solito molto combattivi, che ora fanno piuttosto affidamento sul pivot Alem Toksić. Suo il meno uno (10-11), poi vanificato da Hansen e dal giovane Rasmus Lauge Schmidt, oggi in verità non molto considerato dal proprio allenatore, né molto preciso (due su sette, ben diversa era stata la mira contro la Spagna).

Il secondo, ed ultimo centro di Ilić è seguito da un nuova bomba del Michelone, che sbatte su palo e portiere e poi va dentro. Quando ti riescono anche tiri del genere, vuol proprio dire che è la tua giornata. E di segnali premonitori della vittoria finale della Danimarca ne abbiamo visti parecchi dall'inizio del Main Round otto giorni prima. Dall'altra parte, invece, le bordate sbattono sulla traversa o … sul naso di Landin, senza però riuscire a mettere fuori combattimento il portierone danese.

Il già menzionato break che porta di nuovo i locali sul meno uno agli otto dalla fine, segnando l'entrata di Marko Vujin nel novero dei marcatori (due golletti: troppo poco, troppo tardi) è soltanto un'illusione. A sistemare le cose ci (ri)pensa Sua Altezza Re Mikkel con tre reti nel giro di quattro minuti!! Serbia sotto di due lunghezze quando arriva il giro di lancette conclusivo, e pure terribilmente sotto pressione. Tanto da perdere l'ultima palla proprio davanti a Mikkel Hansen, che con tutta la calma del mondo sigilla il trionfo danese. Chi altri poteva farlo?

** Danimarca - Serbia 21-19 (9-7)
Statistiche 01 (pdf);
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Play-by-play (pdf);
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EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: l'ALL-STAR TEAM del torneo

Ecco la lista dei migliori giocatori dell'Europeo, ruolo per ruolo, secondo i 'professori' dell'EHF, Una giuria le cui scelte offriranno, come al solito, validi spunti alla discussione ed alla polemica. Anche perché, seguendo un andazzo ormai consolidato, il responso pare seguire abbastanza certe logiche da 'Manuale Cencelli' attente a distribuire i riconoscimenti tra varie squadre. Oltre ai Magnifici Sette, nelle rispettive posizioni in campo, vengono menzionati anche il serbo Momir Ilić, miglior atleta del torneo, Viran Morros come perno della difesa (iberica), ed il grande Kiril Lazarov in qualità di top scorer (nonché nuovo recordman in una singola edizione del torneo con 60 reti all'attivo in sette partite)

** PORTIERE:
DARKO STANIC (Serbia)

** ALA SINISTRA:
GUDJON VALUR SIGURDSSON (Islanda)

** TERZINO SINISTRO:
MIKKEL HANSEN (Danimarca)

** CENTRALE:
UROS ZORMAN (Slovenia)

** PIVOT:
RENE TOFT HANSEN (Danimarca)

** TERZINO DESTRO:
MARKO KOPLJAR (Croazia)

** ALA DESTRA:
CHRISTIAN SPRENGER (Germania)

** MVP:
MOMIR ILIC (Serbia)

** CAPOCANNONIERE:
Kiril Lazarov (Macedonia)

** MIGLIOR DIFENSORE:
Viran Morros (Spagna)

sabato 28 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: la finale è Serbia - Danimarca!!

Ebbene sì, Serbia e Danimarca vanno alla finalissima. Le due squadre, già incontratesi nella seconda giornata della fase a gruppi, con vittoria dei balcanici, il 17 Gennaio scorso, hanno guadagnato il diritto a ritrovarsi in un nuovo testa a testa. Non più alla Pionir Arena, ma nel maestoso scenario della Beogradska Arena. Non più con i soli due punti in palio, ma con il titolo europeo come unico obiettivo.

SERBIA - CROAZIA 26-22
I serbi hanno fatto loro il derby con la Croazia. Tifo caldissimo per i padroni di casa, ma nessun incidente. Il dispositivo di sicurezza, compresi l'ampio spiegamento di forze dell'ordine ed il divieto di accesso al paese per i tifosi croati senza biglietto, al momento pare aver funzionato.

Per quanto riguarda strettamente l'incontro, i padroni di casa si sono assicurati la vittoria grazie ad una sontuosa seconda parte. La prima è trascorsa su piani essenzialmente d'equilibrio, con la Croazia ad inaugurare il marcatore (Ivan Cupić dai sette metri) e rispondere ad ogni … risposta serba per otto minuti. Ivan Nikcević, compagno dell'azzurro Tin Tokić al Valladolid, e connazionali ribaltano finalmente la situazione sul 6-5, ma gli 'ospiti' che beneficiano di una panchina lunga, tornano avanti; lo scambio di reti prosegue fino a quando Ivano Balić, stavolta in campo abbastanza tempo, fissa lo score sul 12-11, e poi Marko Kopljar (migliore croato del match) ed Igor Vori (i cui trascorsi a Conversano vengono spesso ripetuti dal cronista di Sportitalia 2, alla quale facciamo i complimenti per la scelta di trasmettere in diretta le ultime, decisive sfide del torneo), rispondendo a Ivan Stanković e Marko Vujn, mandano le squadre alla pausa lunga sul 14-13 per loro.

Nessuna delle contendenti è riuscita a conquistarsi più di un rete di margine in tutta la frazione di apertura, però alla ripresa del gioco il vento cambia. In una direzione gradita alla stragrande maggioranza del pubblico. Alem Toskić e Momir Ilić regalano il primo vantaggio 'consistente' (16-14) alla Serbia, poi torna a colpire il duo Stanković-Vujin. I croati ora faticano a superare il muro difensivo rivale, incluso un Darko Stanić ancora una volta immenso. Ad un quarto d'ora dalla fine, sul 21-17, con la partita che sembra scappargli di mano, mister Goluža è obbligato a chiedere time-out. Kopljar si riscopre protagonista con due reti, che dimezzano lo scarto, e con … un due minuti rifilato dagli arbitri per un fallaccio, che propizia il nuovo allungo serbo. I dieci minuti rimanenti servono alla stella Ilić per allungare il bottino personale fino agli otto goal, portando i suoi al 25-20. Una doppietta di Vuijn, tra i canti di gioia degli spettatori, chiude la contesa. I croati falliscono l'obiettivo principale e dovranno accontentarsi della lotta per il bronzo. I loro grandi rivali invece fanno la storia e conquistano, ovviamente con il contributo imprescindibile del fattore-campo, la prima finale di sempre.

DANIMARCA - SPAGNA 25-24
La Danimarca si era in precedenza ritagliata uno spazio nella finalissima battendo la Spagna, per l'ennesima volta fermatasi alle porte dell'oro, con il minimo scarto. Nordici sempre lontani dalla forma esibita nel 2008 ed ai Mondiali dello scorso anno, però bravissimi a cogliere al volo le opportunità capitate negli ultimi sette giorni. La combinazione di risultati che aveva permesso la grande rimonta nel Main Round è stata seguita, in semifinale, da ulteriori episodi favorevoli alla squadra di Wilbek. A cui, lo ribadiamo, va riconosciuto il merito di averne saputo approfittare.

Inizio gara con prevedibile dominio delle difese, ed errori su entrambi i lati, tanto che ci vogliono quattro minuti perché Hans Lindberg sblocchi il punteggio. Dopo dieci minuti di equilibrio è la Spagna a regalarsi il primo break: un poker di reti, favorito da buone difese e relativi contropiedi, propizia il 7-3 e illude qualche tifoso della 'Roja'. Il coach scandinavo chiede time-out al momento giusto: al rientro i suoi tornano alla carica, spinta da Thomas Mogensen e dalle bombe del giovanissimo (appena 20 anni) centrale Rasmus Hauge Schimdt, nonché da un Niklas Landin ormai tornato (quasi) una certezza fra i pali. Dopo otto minuti senza reti, René Toft Hansen fissa dai sei metri la parità a quota dieci, e i danesi mettono la freccia con Anders Eggert autore dell'11-10. Spagna senza bussola in attacco nell'ultima fase del periodo, incapace di aggirare la sei-zero difensiva rivale, e priva (ma questo lo si sapeva da tempo) di cecchini in grado di fare la differenza dai nove metri. Non molto meglio in difesa, dove combina un pasticcio rivelatosi alla fine determinante: la barriera copre in modo inadeguato una punizione di Mikkel Hansen a tempo scaduto, lo stesso José Manuel Sierra si fa trovare fuori posto, ed il fuoriclasse del Copenaghen dice gracias: palla in rete e più due per la 'Danish Dynamite' a metà gara.

Romero e soci finiscono male e ricominciano peggio: un tris dell'ispiratissimo Lauge Schmidt apre la porta al più cinque avversario (17-12) del 38° minuto. Poi finalmente la Selección richiude le maglie in difesa, con Sierra a fare il proprio dovere, colpisce duro in contrattacco, e finalizza la 'remontada'. I trascinatori saranno Jorge Maqueda (unico vero 'bombardiere' dalla lunga distanza) e Julen Aguinagalde, per quanto il 19 pari con cui si entra nei dieci minuti conclusivi rechi la firma di Cristian Ugalde. Gli spagnoli pagano lo sforzo della rimonta e tornano a collezionare errori, lasciandosi ri-scappare gli avversari. Manco a dirlo, nel nuovo parziale troviamo lo zampino del giovane Rasmus eroe di giornata. Game over? Per nulla. La truppa di coach Rivera non starà disputando la miglior partita di sempre, ma non ha perso la grinta. Ed impatta a due giri di lancetta dal termine. A questo punto torna in scena di prepotenza l'altro Hansen, il Michelone da Helsingør, perfetto simbolo della nazionale danese di questo Europeo. Il Michelone non esalta più di tanto, non gioca benissimo, ma proprio come la sua squadra riesce a fare la cosa giusta al momento giusto. A fine primo tempo annota quel goal incredibile su punizione, ed ora griffa la doppietta che decide l'esito del confronto, catapultando i danesi nella finale per l'oro.

Con qualche recriminazione avversaria, non infondata: l'impatto tra Ugalde ed uno scandinavo nell'ultima azione iberica poteva essere sanzionato con un sette metri in grado di cambiare tutto. Ma gli arbitri, che hanno sempre ragione (anche quando hanno torto), la vedono diversamente, e poi con una gara diversa (ed un Joan Cañellas capace di combinare almeno qualcosa...) gli spagnoli ora starebbero a festeggiare, non a rammaricarsi per il nuovo K.O. subito ad un anno di distanza dalla semifinale mondiale. La Danimarca ringrazia e va avanti, beffarda e testarda nel conquistare un risultato sul quale, una settimana fa, pochi nello Jutland e dintorni avrebbero sinceramente puntato.

SEMIFINALI - RISULTATI
** Danimarca - Spagna 25-24 (12-10)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
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** Serbia - Croazia 26-22 (13-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

FINALE 1-2 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 17.00)
** SERBIA – DANIMARCA

FINALE 3-4 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 14.30)
** SPAGNA – CROAZIA

venerdì 27 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: anteprima semifinali e finale 5° posto.

Spagna - Danimarca e Serbia - Croazia. Con la sfida tra rivelazioni Slovenia e Macedonia a fare da antipasto. Il menu del giorno agli Europei, che proprio oggi decideranno le contendenti all'oro, e al bronzo, è particolarmente prelibato.

*** SERBIA- CROAZIA (Beogradska Arena, h. 20:15):
Che sia solo una partita (meglio se spettacolare)!


Il 'piatto forte' è l'ultima portata, il 'derbyssimo' delle ore 20:15, che nella capitale serba aspettavano da tempo. Un evento purtroppo capace, per qualcuno, di riportare l'orologio indietro di vent'anni, ai tempi della guerra nei Balcani. Nei giorni scorsi la rivalità fra le due parti ha mostrato il suo lato peggiore: scontri fra tifosi a Novi Sad, auto con targa croata danneggiate, e pure una sorta di agguato teso, in autostrada, contro fans che stavano tornando in Croazia dopo aver assistito alla sfida contro l'Ungheria. Con spiacevole corollario di una decina di feriti. La tensione alla Beogradska Arena sarà massima, ed il dispositivo di sicurezza proporzionato ad una partita di alto rischio come questa, in cui le frange estreme delle rispettive 'tifoserie' potrebbero approfittarne per 'regolare' conti e questioni del tutto estranei alla pallamano. Si parla di cinquemila poliziotti per ventimila spettatori. Auguriamoci almeno di non rivedere in giro Ivan Bogdanov e soci ...

Niente di quanto sopra menzionato deve però oscurare lo spettacolo che ci offrirà il campo di gioco. Dove non vedremo solo un derby tra cugini-rivali, con tutte le implicazioni del caso (ed i cipito delicato di dirigere la tenzone affidato ai francesi Nordine Lazaar e Laurent Reveret), ma soprattutto un confronto che frusterà inevitabilmente i progetti di una delle contendenti, entrambe determinatissime ad arrivare all'ultimo atto, entrambe fiduciose nei propri mezzi. La Serbia ha impressionato positivamente nella prima fase e nel Main Round, pur concedendo punti a Slovacchia e Macedonia, quando la vittoria non era però necessaria, e facendosi rimontare della Germania in una partita che sembravano avere in pugno. Momir Ilić ed il portiere Darko Stanić vanno inclusi fra le note più liete di una formazione che ha sempre beneficiato del sostegno assoluto da parte dei suoi fans.

Cammino positivo, nonostante il K.O. Ad opera dei forti spagnoli, anche per la Croazia: le numerose frecce all'arco di Slavko Goluža hanno consentito all'allenatore di raggiungere la semifinale, tra l'altro prendendosi la rivincita sui francesi, quasi senza il contributo di Ivano Balić, costretto ad un minutaggio inferiore al solito. Le parate di Mirko Alilović, l'efficacia difensiva n generale, i numeri dei vari Blazenko Lacković, Marko Kopljar, Igor Vori, Manuel Strkel e soprattutto del folletto Ivan Cupić si sono dimostrati sufficienti per indirizzare la squadra sul cammino giusto. Sul quale il terzino dell'Amburgo Domagoj Duvnjak ed i suoi connazionali vogliono proseguire. Peccato per loro che, dall'altro lato del campo, Petar Nenadić (ex del Barcellona, attualmente al servizio del Team Tvis Holstebro danese) e compagni abbiano la medesima intenzione. Con in più lo stimolo di scrivere una pagina storica per il 'rukomet' serbo, davanti ai propri tifosi. Contro-sostituzione tra le fila dei padroni di casa: Nenad Vucković, infortunatosi alla caviglia nei primi giorni di competizione, è di nuovo disponibile; Momir Rnić, chiamato in sua sostituzione, ha fatto il proprio dovere ma adesso deve tornare in tribuna. E' la dura legge dello sport …

*** SPAGNA – DANIMARCA (Beogradska Arena, h. 17:45):
Un anno dopo, la rivincita. O la ri-perdita)?


Nessun rilevante problema di ordine pubblico atteso nell'altra semifinale. E come potrebbero esserci se il 'capo-ultrà' degli spagnoli è il pittoresco 'punk' più volte inquadrato, in tutta la sua cresta, dalle telecamere nei giorni scorsi? Ad aumentare un po' la tensione ha provveduto mister Valero Rivera, con le sue accuse ad alcuni non specificati giocatori danesi, 'colpevoli', secondo il mister iberico, di non aver 'saputo vincere' nel dopo-partita della semifinale dei Mondiali 2011, quando i nordici avevano regolato la Spagna con un chiaro e meritato 28-24 estromettendola dalla corsa all'oro, e festeggiato in maniera non gradita alla controparte. La Selección, peraltro già sconfitta dai danesi nella finale per il quinto posto dell'Euro 2010, avrebbe poi conquistato il bronzo, ed i nordici conteso fino all'ultimo l'oro alla Francia.

Forse si tratta solo di un mezzo (o piuttosto un 'mezzuccio') per caricare i suoi, che in effetti potrebbero averne bisogno. La Spagna, di nuovo fra le Fantastiche Quattro dopo sei anni, è l'unica imbattuta ed ha tutti i crismi di una squadra solida, candidata al trionfo finale, con una panchina lunga a sufficienza, una difesa tra le migliori (probabilmente la numero uno in assoluto), efficacissima sia in versione 5-1 che in veste 6-0, ed il complemento di un Sierra straordinario fra i pali; e dulcis in fundo ha pure fatto suo l'ultimo scontro diretto nella 'SuperCup' di qualche mese fa (29-26). L'altro portiere spagnolo, Hombrados, si è detto convinto che, dopo un terzo posto e tre argenti, è ora di mirare dritto al riconoscimento più importante.

Spagnoli con i favori del pronostico per la sfida delle ore 17:45? Probabile. Ma il precedente 'in partita ufficiale' di Kristianstad, anch'esso di venerdì (correva il giorno 28 Gennaio 2011) consiglia prudenza, specie se combinato ad altri fattori: dopo la partenza zoppicante i danesi, pur sempre non troppo convincenti, appaiono in crescita, con la combinazione di risultati favorevoli che li ha portati in semifinale a svolgere il ruolo di ulteriore, inquietante segnale premonitore per gli avversari. Alla federazione di Copenaghen va il merito aver raggiunto la semifinale in un grande torneo (seniores) per la quarta volta consecutiva: Europei femminili nel dicembre 2010, Mondiali maschili e femminili lo scorso anno, e adesso l'impresa di Belgrado.

Tenere a bada le macchine da goal Mikkel Hansen (il ragazzone, che stasera ritroverà i suoi ex-compagni del Barcellona, sbaglia molto, ma segna pure tanto...), Hans Lindberg ed Anders Eggert, oltre a quel Bo Spellerberg il cui rientro ha coinciso con il miglioramento della squadra, e rendere innocuo il portierone Landin, tornato in forma 'mondiale' (dodici mesi fa il suo 44% anti-Spagna fu decisivo), sono compiti all'apparenza non troppo facili. Difesa e contropiede potrebbero rivelarsi arma vincente per entrambi; Rivera ci aggiunge la pericolosità scandinava dai nove metri, mentre con Renè Toft Hansen al posto dello 'storico' Nøddesbo e di Knudsen i danesi forse puntano un po' sul loro pivot. Anche Ulrik Wilbek avrà però i suoi grattacapi cercando di disinnescare il pericoloso Joan Cañellas. Catalano come quell'Albert Rocas in viaggio per Belgrado come possibile rimpiazzo degli acciaccati Víctor Tomás e Roberto García Parrondo. Arbitrano gli sloveni Nenad Krstić e Peter Ljubić.

*** SLOVENIA - MACEDONIA: (5/6 Posto - h. 15:15):
'Derby' tra squadre-rivelazione con vista sul Tamigi


Chiude la nostra presentazione, ma apre la giornata alla Beogradska Arena (ore 15:15) un altro derby della ex-Yugoslavia mattatrice agli Europei: Macedonia vs. Slovenia. Due piacevoli sorprese premiate con la chance di guadagnarsi un biglietto per il torneo di qualificazione olimpica. Riservato però solo alla vincitrice: aspettiamoci quindi una spettacolare battaglia in campo, nella certezza che la colorita tifoseria macedone farà la sua parte in tribuna.

Occhi puntati su Kire Lazarov, attuale capocannoniere del torneo, ma soprattutto ad appena cinque lunghezze dal record di 58 reti, stabilito dieci anni fa dal leggendario Ólafur Indriði Stefánsson. Uguagliarlo e migliorarlo sono compiti alla portata del fuoriclasse in forza all'Atlético Madrid, che in caso di riuscita diverrebbe il primo giocatore di sempre a figurare come top scorer SIA in un Mondiale che in un Campionato d'Europa. Anche se il diretto interessato fa più o meno sinceramente sfoggio di modestia e afferma che il suo vero obiettivo è soltanto arrivare a Londra con la nazionale. Sarebbe la prima volta alle Olimpiadi, in uno sport di squadra, per la giovane repubblica con capitale Skopje.

Attenzione pero ai terribili sloveni, che dopo essere finiti sull'orlo del baratro nella prima fase, si sono ripresi tanto da arrivare a questo punto. Nonostante i sette debuttanti, sono molte le pedine in grado di provocare danni agli avversari. La prima, forse, si chiama ... 'mancanza di pressione', e spesso e volentieri porta a risultati insperati. Le altre hanno nome e cognome: i più significativi sono quelli di Dragan Gajić, stella degli sloveni che di solito veste i colori del Montpellier assieme al portiere Primož Prošt, i fratelli Luka e Miha Zvižej ed il terzino Uroš Zorman, il quale attribuisce il buon risultato (magari il primo di una lunga serie) della squadra all'unità del gruppo.

COPERTURA WEB / TV

Diretta televisiva di Spagna - Danimarca e Serbia – Croazia su SPORTITALIA 2 in italiano e du Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est) in tedesco. 15 minuti di highlights della giornata alle ore 23:00 circa nell'EHF Euro 2012 Show su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming (intorno agli orari inizio delle partite) sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

giovedì 12 gennaio 2012

Serbia pronta al debutto europeo. Regolata la Repubblica Ceca di Jicha.

Bella vittoria della Serbia che, di fronte ai circa seimila tifosi della 'mitica' Pionir Arena belgradese, s'impone alla Repubblica Ceca per 26-21 nell'ultimo test-match prima dei Campionati Europei, in programma da Domenica 15 Gennaio proprio nel paese balcanico.

Un incontro, quello di mercoledì, sempre condotto da Darko Stanić, che con le sue 17 parate è risultato decisivo tanto da guadagnarsi una meritata standing ovation al ritorno in panchina a tre minuti dalla fine, Momir Ilić (a segno sette volte, vincendo la sfida personale con il compagno di club Filip Jicha, a sua volta fattosi notare più che altro per un accenno di rissa con Dalibor Cutura) e connazionali.

Serbi avanti già per 9-4 dopo una dozzina di minuti (merito di una ferrea 6-0 difensiva, e dell'intesa tra Ilić, Cutura e Marko Vujin, un trio che sembrava giocare assieme da anni ...) con i loro rivali ad abbozzare una sorta di reazione verso la fine del tempo, in grado di portarli sul meno due (14-12) all'intervallo, dopo il massimo vantaggio locale toccato sul 13-7. Ad inizio ripresa gli ospiti, arrivati ad una sola rete di scarto grazie a Tomas Sklenák, appaiono in grado di ribaltare le sorti dell'incontro. Trattasi di un semplice miraggio: un nuovo break di cinque reti a zero in quattro minuti rimette le ali alla squadra di casa, cha passa alla velocità della luce da 18-17 a 23-17, chiudendo di fatto il match.

Nelle interviste del dopo-partita, Stanić ha sottolineato l'importanza della sfida di esordio contro la Polonia che, a suo parere, influenzerà notevolmente l'andamento del torneo per la nazionale di Belgrado. Il portiere si è detto felice per la prestazione che la squadra ha saputo offrire nell'ultima prova prima degli Europei, nonostante alcuni cali di concentrazione durante l'incontro.

Soddisfazione condivisa da mister Veselin Vuković: 'Abbiamo tenuto il match sotto controllo dall'inizio alla fine, e questo è molto incoraggiante in vista dei 'veri' impegni. Adesso abbiamo tre giorni di relax prima della sfida con la Polonia; ci sono ancora certi dettagli da sistemare, però la cosa più importante è avere scoperto di poter battere rivali forti come la Repubblica Ceca'.

Tra gli sconfitti, tre reti a testa di Jícha, Horák, Filip e Motl, doppiette di Sklenák, Sobol, Stehlík e Vraný, mentre Kubeš va in goal appena una volta. Non male il secondo portiere Petr Stohl, con le sue tredici prodezze.

giovedì 20 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI: Riassunto, risultati e statistiche dei match di Mercoledì 19 Gennaio

Dell'acqua di Colonia ormai non resta neanche una goccia. La famosa sconfitta ai Mondiali 2007 nella città tedesca è stata ampiamente cancellata e ricancellata, vendicata e ri-vendicata dalla Francia, che pure questa volta non ha perso occasione di ribadire la propria superiorità di fronte alla Germania. Il risultato del match-clou della giornata non lascia adito a dubbi: un chiarissimo 30-23 per i Bleus, che volano alti al comando del Gruppo A, lasciando i poveri teutonici a giocarsi la qualificazione contro la Tunisia. Ma anche se dovessero ottenerla - cosa assai probabile - arriverebbero al Main Round con zero punti, una non-dote che renderebbe la loro strada per le semifinali quasi totalmente impraticabile.

Tra le squadre vincitrici delle due ultime edizioni c'è stata partita soltanto per una quindicina di minuti, caratterizzati da un discreto avvio tedesco e della immediata risposta transalpina, con relativo equilibrio fino al 7-7 di metà tempo ed i due portieri (Thierry Omeyer e Silvio Heinevetter) in evidenza. Poi è arrivato il micidiale 'triplete' della premiata ditta Jérôme Fernandez / Xavier Barachet / William Accambray che - con la collaborazione di 'Saracinesca Titi' - spiana la strada al successo degli uomini di coach Onesta. Il gap arriva fino al più cinque, prima che le bordate griffate Lars Kaufman (in questo caso meglio lui dei vari Holger Glandorf e Pascal Hens) portino lo score dell'intervallo sul 13-10 e tengano a galla gli uomini di un Heiner Brand dal baffo più corrucciato del solito.

Chi si aspettava una reazione tedesca nella ripresa rimarrà deluso. O forse soltanto impressionato dalla partenza a razzo francese che tra grandi difese, parate del solito, immenso Omeyer e numeri dei vari Nikola Karabatic, Bertrand Gille, Luc Abalo (il quale segna pure dai nove metri) eccetera, e di un sempre più convincente Accambray, permette ai transalpini di decollare fino al 18-12, poi abbellito da un 21-13 che arriva fino al più dieci per i campioni (del Mondo, d'Europa, olimpici ...) in carica. Il tutto mentre le telecamere impietose indugiano più volte sullo sconsolato Heinevetter. Solo il turnover finale permette ai tedeschi, il cui miglior realizzatore risulta Michael Kraus, di rendere il passivo meno pesante, ma la pillola di certo non meno amara.

Francesi esaltanti, ma per ora costretti ad una coabitazione forzata con la Spagna in testa al girone. Aspettando il 'derby dei Pirenei', che deciderà vincitore del gruppo e posizioni ai blocchi di partenza del Main Round, gli iberici superano in scioltezza l'ostacolo Egitto, di cui decretano la matematica eliminazione con un turno di anticipo. A dispetto del 3-0 subito messo a segno, l'inizio spagnolo non è straordinario, ed i nordafricani riescono a passare in vantaggio (minimo) un paio di volte. Ma dopo un opportuno aggiustamento difensivo operato da Valero Rivera, la Roja rimette le cose a posto, piazzando un bel 7-1 che porta Albert Rocas (top scorer dei suoi con sette reti) e compagni sul 12-7.

Si arriva a metà gara (14-9) con lo stesso scarto, ma nel secondo tempo il gap sale di nuovo, dal 18-10 al 22-14 di metà tempo, fino al 28-16 ed al 31-18 che sigilla il trionfo di una squadra che ora punta seriamente al podio. E con due guardiani della porta come J.J. Hombrados ed Arpad Sterbik, e talenti del calibro di Iker Romero, i fratelli Entrerríos, Juanín García e Julen Aguinagalde, oltre a gente come García Parrondo brava a fare il suo lavoro, sognare è più che mai lecito.

Nell'altro match del gruppo, la Tunisia di Issam Tej ed Yassine Sami (quest'ultimo infallibile al tiro) trova i primi due punti a spese del Bahrein, che pure riesce a limitare parzialmente i danni, perdendo appena di sette reti. Adesso alla poco entusiasmante rappresentativa nordafricana serve un miracolo - sotto forma di vittoria con cinque o più reti di margine sulla Germania - per passare il turno. Provarci non costerà niente ...

La Francia certamente ha (stra)vinto solo una battaglia, e la guerra è ancora lunga, ma il morale dei transalpini è stato rinfrancato, oltre che dalla travolgente cavalcata nel loro incontro, pure dalla zoppicante andatura della Croazia, che non riesce ad andare oltre un pareggio sofferto contro la grintosa Serbia in un derby balcanico che hanno persino rischiato seriamente di perdere. Fischi 'di rito' ai rispettivi inni nazionali a parte, si è trattato di un confronto emozionante ed intenso, con vantaggi alternati - però mai oltre la singola rete - nella prima parte, terminata sul 13-12 per Marko Vujin e compagni, in particolare un grandissimo Ivan Nikcević.

I croati piazzano un 4-1 in apertura di ripresa, ma ciò che pare l'aperitivo di un allungo decisivo della squadra più quotata ed esperta si rivela presto un'illusione. Le parate di Darko Stanić, ed alcuni relativi contropiedi, riportano i serbi in partita, e addirittura sul 23-21, a dispetto delle nove meraviglie di Igor Vori, top scorer ed MVP dei suoi. Alla Malmö Arena si arriva allo sprint finale sul 24-22, che però diventa 24 pari allorché i croati approfittano di una superiorità numerica. Il risultato non cambia all'ultimo minuto, con Stanić che respinge il tentativo finale di Ivano Balić e salva un risultato che porta la Serbia alla seconda fase.

Il pari e patta nel derby slavo consente alla Danimarca di rimanere sola in vetta al girone. Scandinavi senza alcun problema contro la malcapitata Algeria. Spinti dalle migliaia di loro tifosi sugli spalti, dalla velocità della squadra e da efficaci contrattacchi, gli uomini di coach Ulrik Wilbek mettono sotto gli avversari sin dalle prime battute. Parziali di 9-2 e 12-4 parlano da soli, e lo stesso dicasi per il 16-9 di metà incontro. Poco cambia nella seconda parte: si arriva fino al 25-13, poi i danesi si concedono un finale di ordinaria amministrazione e lasciano all'Algeria, nella quale comunque brilla il portiere Abdelmalek Slahdji (bravo pure Niklas Landin tra i pali vichinghi), la 'gioia' di ridurre le distanze nell'ultimo quarto d'ora, fino al meno sette conclusivo.

Nell'ultima sfida di giornata, vittoria (di Pirro) della Romania che, trascinata dalla tripletta di Aurel Florea subito dopo il fischio d'inizio, raccoglie i suoi primi due punti a spese dell'allegra brigata australiana – giocatori arrivati in Svezia pagandosi il biglietto aereo di tasca propria - e domina l'incontro dalla partenza (9-2 a metà tempo, 14-6 alla pausa), continuando dopo l'intervallo (20-10 al minuto 40) sino al 29-14 finale. Successo bello ma che non balla: la clamorosa sconfitta di lunedì con l'Algeria ed il punto conquistato dai serbi con la Croazia rendono inutile il match di giovedì contro la Serbia. La Romania continuerà la sua 'campagna di Svezia' nella 'Coppa del Presidente', torneo di consolazione riservato alle squadre non qualificate alla seconda fase. I quattro volte campioni del Mondo (successe tanti anni fa...) si aspettavano ben altro. A pagare per primo sarà coach Vasile Stînga, quasi sicuramente esonerato dopo questa brutta esperienza.

Di seguito trovate risultati, classifiche, e link ai dettagli statistici completi di ogni singolo incontro, e di tutte le squadre dei gironi A e C, dopo quattro turni.


GRUPPO A (Kristianstad / Lund)
** Francia - Germania 30-23 (13-10)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Tunisia - Bahrain 28-21 (15-12)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Egitto - Spagna 18-31 (9-14)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo A - Classifica
* Francia 8 400 131-78 (+53) Statistiche di squadra
* Spagna 8 400 111-82 (+29) Statistiche di squadra
Germania 4 202 115-99 (+16) Statistiche di squadra
Tunisia 2 103 88-101 (-13) Statistiche di squadra
** Egitto 2 103 89-112 (-23) Statistiche di squadra
** Bahrein 0 004 78-140 (-62) Statistiche di squadra

* = Qualificata alla seconda fase (Main Round);
** = Eliminata

GRUPPO C (Malmö / Lund)
** Croazia - Serbia 24-24 (12-13)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Romania - Australia 29-14 (14-6)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Danimarca - Algeria 26-19 (16-9)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo C - Classifica
* Danimarca 8 400 147-88 (+59) Statistiche di squadra
* Croazia 7 310 119-75 (+44) Statistiche di squadra
* Serbia 5 211 111-101 (+10) Statistiche di squadra
** Romania 2 103 94-95 (-1) Statistiche di squadra
** Algeria 2 103 73-91 (-18) Statistiche di squadra
** Australia 0 004 59-153 (-94) Statistiche di squadra

* = Qualificata alla seconda fase (Main Round);
** = Eliminata.