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sabato 7 luglio 2012

Beach Handball: Domani al via i Mondiali in Oman. Azzurre quarte nel 'test-event'.

Fra i numerosi eventi internazionali di questo periodo spiccano i Campionati del Mondo di Beach Handball, che partono domani, Domenica 8 Luglio, alla Al-Musannah Sports City di Mascate (Oman), nella parte orientale della penisola arabica. Spiccano anche in quanto il torneo femminile vede la partecipazione della nazionale italiana di Tamas Neukum, bronzo agli Europei dello scorso anno e campionessa d'Europa nel 2009, pronta a sfidare la Norvegia detentrice del trofeo e le altre 'grandi' come Croazia e Danimarca, finaliste della più recente rassegna continentale. Nel torneo maschile, senza azzurri in campo e con appena quattro rappresentanti europee ai nastri di partenza, occhio alle 'solite note' Brasile, Russia, Croazia e Spagna.

Le composizioni dei rispettivi gruppi sono le seguenti:

Uomini - Girone A:
Brasile, Russia, Ucraina, Oman, Bahrain, Australia
Uomini - Girone B:
Croazia, Egitto, Spagna, Qatar, Uruguay, Kuwait

Donne - Girone A:
Croazia, Danimarca, Italia, Cina, Uruguay, Australia
Donne - Girone B:
Norvegia, Brasile, Ungheria, Thailandia, Polonia, Singapore

La nazionale italiana è composta dalle atlete:
1. Porini Sabrina (classe 1979)
2. Rotondo Laura Celeste (1992)
3. Albertini Cinthia (1982)
4. Niederwieser Anika (1992)
5. Scamperle Silvia (1982)
6. Pastor Florentina (1977)
7. Onnis Carmen (1981)
8. Barani Elena (1978)
9. Pruenster Monika (1984)

PROGRAMMA: Fase iniziale con girone all'italiana, le prime tre di ciascun raggruppamento si qualificano per il 'Main Round' dal quale usciranno le semifinaliste, e poi le future finaliste. Le altre vanno direttamente al 'Consolation Round'. I primi impegni azzurri sono i seguenti:

* Domenica 8 Luglio:
h. 18:00 (h. 16:00 italiane) Italia - Uruguay
h. 21:20 (h. 19:20 italiane) Australia - Italia

* Lunedì 9 Luglio:
h. 19:40 (h. 17:40 italiane) Danimarca - Italia
h. 23:00 (h. 21:00 italiane) Italia - Croazia

* Martedì 10 Luglio:
h. 18:00 (h. 16:00 italiane) Italia - Cina

Il Mondiale dura cinque giorni, i titoli saranno infatti assegnati il prossimo Venerdì 13 Luglio.

Il calendario completo degli incontri è disponibile alla seguente pagina del sito ufficiale della manifestazione, la cui 'guida ufficiale', in lingua inglese e formato pdf, può essere scaricata cliccando su questo link.

Le partite sono visibili in live streaming al seguente URL: http://www.oman2012.info/live-streaming.

Come succoso antipasto della torneo vero e proprio, fra mercoledì e ieri sono andati in scena alcuni test match, con in verità più ombre che luci per le azzurre, sconfitte da Croazia (18-8 e 10-9 a favore della forti slave) ed Uruguay (11-9, 6-12 e 6-4 con successo agli shoot-out delle sudamericane) ed in seguito riscattatesi contro l'Australia (11-10 e 14-4), prima di cedere alla Norvegia (18-16 e 16-8) e perdere la finale per il terzo posto di nuovo con l'Uruguay (11-10; 18-10). Ma siamo sicuri che, quando conta davvero, Porini e compagne sapranno farsi valere.

Per la cronaca, il successo finale nel mini-torneo femminile è andato alla Norvegia della 'veterana' (di mille battaglie sulla sabbia) Ingrid Ødegård, impostasi sulla Croazia agli shootout (24-22; 15-14; 7-6) al termine di una gara avvincente. Le scandinave non paiono intenzionate ad abdicare al trono conquistato in Turchia due anni fa. I balcanici si sono rifatti tra gli uomini, dove hanno conquistato il 'test-event' ai danni dei padroni di casa dell'Oman. Anche in questa occasione, però, la sfida ha avuto bisogno dell'appendice (19-15, 15-16 ed 8-6 gli score dei rispettivi periodi) per decretarne il vincitore, dimostrando come la formazione locale sia avversario da prendere con le molle.

domenica 29 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: La Croazia vince agevolmente la finale per il Terzo posto.

Croazia di Bronzo. I balcanici vincono meritatamente, battendo la Spagna con lo score di 31-27, la finale per il 3/4 posto, condotta in pratica dall'inizio alla fine. Decisive la precisione al tiro di Ivan Čupić e gli otto goal di Blazenko Lacković, quest'ultimo MVP dei suoi. Oltre alla coppia-vincente, tra le fila slave bene Igor Vori, Marko Kopljar, e Mirko Alilović in porta (tre rigori avversari neutralizzati). Sull'altro fronte positive le prestazioni di Daniel Sarmiento, Victor Tomás ed Iker Romero, però non assistiti in fase offensiva dai compagni, e la Spagna ne risente. Sierra gioca poco e non azzecca nulla, mentre l'altro portiere Hombrados offre una prestazione così così.

Le reti della coppia Vori - Lacković propiziano il 9-4 del primo quarto d'ora, che sembra già indirizzare la sfida nel verso giusto per la Goluza-band. Iberici impacciatissimi in attacco nella prima fase di gara, ma Sarmiento e Tomás evitano comunque il tracollo, ed è proprio un tris a firma dei due assi del Barcellona a riportare la Spagna, brava ad approfittare di una superiorità numerica (due minuti a Čupić), al meno uno dell'intervallo. Peccato che l'infortunio di Tomás sullo slancio di un goal realizzato lo metta fuori gioco per il secondo tempo.

Che inizia con Julen Aguinagalde a trovare addirittura il pareggio dai sei metri, sfruttando un assist del solito Sarmiento, ma è un fuoco di paglia. Lacković e Čupić ristabiliscono il +4, poi fa brevemente la sua apparizione nel tabellino marcatori anche Ivano Balić. Ci mette la firma (tre volte) pure Ivan Nincević, ed all'entrata negli ultimi dieci minuti, sul 26-21, i giochi sembrano fatti. La Spagna prova ad abbozzare una rimonta, arriva sul meno due, ma con Alilović di nuovo sugli scudi (sette metri di un mediocre Parrondo respinto al mittente) la Croazia amministra e si porta a casa un terzo posto conquistato con pieno merito.

** Croazia - Spagna 31-27 (13-12)
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EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: anteprima delle finali!

In una giornata straordinaria per lo sport serbo, che vede l'eroe nazionale Novak Djoković impegnato nella finale degli Australian Open di tennis e la forte rappresentativa di pallanuoto sfidare i cugini del Montenegro per l'oro europeo, sarà la pallamano a regalare le ultime emozioni ad un popolo in attesa di un risultato storico. Anzi, ancora più storico di quello già ottenuto, visto che per la prima volta la Serbia del 'rukomet', non più Yugoslavia, è riuscita a conquistarsi un posto nell'ultimo atto di una grande competizione.

Tra gli uomini di Veselin Vuković e l'apoteosi è rimasto però l'ostacolo più difficile: la Danimarca che non si arrende mai. Una squadra che, dopo le tribolazioni di partenza, sembra davvero essersi imbarcata sulla rotta giusta: un cocktail di meriti propri e demeriti altrui l'ha catapultata fino alle semifinali, dove è riuscita a porre fine alle ambizioni di una Spagna di nuovo tanto forte quanto incompiuta. Un po' per bravura, un po' grazie alle circostanze, di cui hanno saputo approfittare nel modo migliore, gli scandinavi sono ormai arrivati ad un passo dal ripetere il trionfo continentale del 2008. Passo da compiere questa sera, 'vendicando' pure il K.O. subito dai serbi nelle primissime fasi del torneo (quel 24-22 della seconda giornata, materializzatosi dodici giorni fa).

Tanto di cappello a mister Ulrik Wilbek per il ripensamento e la convocazione di Bo Spellerberg. Meglio tardi che mai: il versatile centrale del KIF Kolding ha dato una nuova spinta alla 'Landshold', che dopo il suo arrivo è cresciuta sia in termini di gioco che di risultati. Senza dimenticare ovviamente il contributo degli altri: tanto per fare alcuni nomi, il portiere Niklas Landin, la stella Mikkel Hansen, alla fine decisivo contro la Spagna pur rimanendo in ombra per buona parte del match (d'altronde era marcatissimo), quell'Anders Eggert micidiale dall'ala, il veterano Hans Lindberg oppure la giovane-rivelazione Rasmus Lauge Schmidt, una spina nel fianco degli iberici venerdì scorso. La difesa rocciosa ha spesso creato difficoltà alla manovra 'nemica'. L'allenatore nordico, pronto ad aggiungere una nuova perla al suo impressionante curriculum, sa che per battere i serbi ed il fattore-campo la Danimarca dovrà comunque alzare i ritmi rispetto alla gara della fase a gironi, magari affidandosi ai quei contropiedi di cui sono stati maestri in tante occasioni. E sulla tradizione, perché se l'ultimo precedente ha sorriso alla Serbia, è pur vero che i balcanici non riuscivano a prevalere sugli odierni avversari da sette anni o giù di lì. Wilbek fa professione di fiducia riguardo alle capacità dei suoi di non lasciarsi condizionare dall'ambiente che troveranno oggi pomeriggio, ma questo è ancora tutto da dimostrare ...

Da parte loro i padroni di casa dovranno puntare moltissimo sulla forza del gruppo, sul talento di Momir Ilić e Marko Vujin, sulla parate di un Darko Stanić spesso e volentieri determinante, e soprattutto sull'apporto (invocato, a nome di tutta la squadra serba, da Dalibor Cutura, che può battezzare il suo debutto in nazionale, a 36 anni suonati, con una medaglia d'oro) della Beogradska Arena, oggi secondo le previsioni stipata e 'calda' come non mai, con ventimila ugole pronte di nuovo a fare da 'uomo in più' per una nazionale purtroppo obbligata a vedersela con lo stato di forma non perfetto di alcuni giocatori, e con la minore esperienza, rispetto alla controparte, a tali livelli. Ma come lo stesso Vuković, che nei suoi anni in campo da pivot ha conquistato ori olimpici (1984) e Mondiali (1986), ricorda, in una finale secca non è necessariamente la squadra più forte e/o esperta a vincere.

La grande sfida delle ore 17:00 sarà preceduta, alle 14:30 dalla finale dei delusi: Spagna e Croazia si affrontano per un terzo posto ad ogni modo prestigioso. Gli iberici potrebbero replicare il piazzamento dei Mondiali dello scorso anno, ed aggiungere una nuova medaglia all'altro bronzo (Croazia 2000) ed al tris di argenti in bacheca. Peccato che, ancora una volta, l'appuntamento con il gradino più alto del podio sia stato rinviato a data da destinarsi. Viran Morros si dice determinato a fare suo questo nuovo importante riconoscimento; dall'altro lato Igor Vori (spesso elemento avanzato della difesa 5-1 slava, che stavolta potrebbe venire 'sostituita' da una 6-0 che sappia aumentare le difficoltà di una Spagna priva di grandi cecchini dai nove metri ...) desidera porre fine alla sua tradizione negativa personale nelle 'finaline': tre incontri, tre sconfitte. Ed il compagno Blazenko Lacković non accetterebbe di tornare in patria a mani vuote.

Curiosamente, anche in questo caso il precedente confronto diretto si è concluso sul 24-22. Con sconfitta balcanica, però. Altro motivo che spingerebbe i croati a giocarsela a fondo, nell'attesa che un'eventuale successo della Danimarca contro i loro cugini-rivali serbi regali alla squadra di Slavko Goluža il vantaggio non da poco di organizzare il rispettivo gruppo di qualificazione olimpica in casa. Un privilegio che la Spagna si è peraltro già assicurato. Pure l'ultimo precedente nella corsa al bronzo, datato Pechino 2008, è favorevole alla 'Roja': la formazione ai tempi diretta da Juan Carlos Pastor sconfisse gli odierni rivali per 35-29.

FINALE 1-2 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 17.00)
** SERBIA – DANIMARCA

FINALE 3-4 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 14.30)
** SPAGNA – CROAZIA

Diretta televisiva in italiano di Spagna - Croazia su SPORTITALIA 2, e di SERBIA-DANIMARCA su SPORTITALIA; entrambe le finali vanno live anche su Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est) in tedesco. Soliti highlights della giornata alle ore 23:00 circa nell'EHF Euro 2012 Show su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming (intorno agli orari inizio delle partite) sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

sabato 28 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: la finale è Serbia - Danimarca!!

Ebbene sì, Serbia e Danimarca vanno alla finalissima. Le due squadre, già incontratesi nella seconda giornata della fase a gruppi, con vittoria dei balcanici, il 17 Gennaio scorso, hanno guadagnato il diritto a ritrovarsi in un nuovo testa a testa. Non più alla Pionir Arena, ma nel maestoso scenario della Beogradska Arena. Non più con i soli due punti in palio, ma con il titolo europeo come unico obiettivo.

SERBIA - CROAZIA 26-22
I serbi hanno fatto loro il derby con la Croazia. Tifo caldissimo per i padroni di casa, ma nessun incidente. Il dispositivo di sicurezza, compresi l'ampio spiegamento di forze dell'ordine ed il divieto di accesso al paese per i tifosi croati senza biglietto, al momento pare aver funzionato.

Per quanto riguarda strettamente l'incontro, i padroni di casa si sono assicurati la vittoria grazie ad una sontuosa seconda parte. La prima è trascorsa su piani essenzialmente d'equilibrio, con la Croazia ad inaugurare il marcatore (Ivan Cupić dai sette metri) e rispondere ad ogni … risposta serba per otto minuti. Ivan Nikcević, compagno dell'azzurro Tin Tokić al Valladolid, e connazionali ribaltano finalmente la situazione sul 6-5, ma gli 'ospiti' che beneficiano di una panchina lunga, tornano avanti; lo scambio di reti prosegue fino a quando Ivano Balić, stavolta in campo abbastanza tempo, fissa lo score sul 12-11, e poi Marko Kopljar (migliore croato del match) ed Igor Vori (i cui trascorsi a Conversano vengono spesso ripetuti dal cronista di Sportitalia 2, alla quale facciamo i complimenti per la scelta di trasmettere in diretta le ultime, decisive sfide del torneo), rispondendo a Ivan Stanković e Marko Vujn, mandano le squadre alla pausa lunga sul 14-13 per loro.

Nessuna delle contendenti è riuscita a conquistarsi più di un rete di margine in tutta la frazione di apertura, però alla ripresa del gioco il vento cambia. In una direzione gradita alla stragrande maggioranza del pubblico. Alem Toskić e Momir Ilić regalano il primo vantaggio 'consistente' (16-14) alla Serbia, poi torna a colpire il duo Stanković-Vujin. I croati ora faticano a superare il muro difensivo rivale, incluso un Darko Stanić ancora una volta immenso. Ad un quarto d'ora dalla fine, sul 21-17, con la partita che sembra scappargli di mano, mister Goluža è obbligato a chiedere time-out. Kopljar si riscopre protagonista con due reti, che dimezzano lo scarto, e con … un due minuti rifilato dagli arbitri per un fallaccio, che propizia il nuovo allungo serbo. I dieci minuti rimanenti servono alla stella Ilić per allungare il bottino personale fino agli otto goal, portando i suoi al 25-20. Una doppietta di Vuijn, tra i canti di gioia degli spettatori, chiude la contesa. I croati falliscono l'obiettivo principale e dovranno accontentarsi della lotta per il bronzo. I loro grandi rivali invece fanno la storia e conquistano, ovviamente con il contributo imprescindibile del fattore-campo, la prima finale di sempre.

DANIMARCA - SPAGNA 25-24
La Danimarca si era in precedenza ritagliata uno spazio nella finalissima battendo la Spagna, per l'ennesima volta fermatasi alle porte dell'oro, con il minimo scarto. Nordici sempre lontani dalla forma esibita nel 2008 ed ai Mondiali dello scorso anno, però bravissimi a cogliere al volo le opportunità capitate negli ultimi sette giorni. La combinazione di risultati che aveva permesso la grande rimonta nel Main Round è stata seguita, in semifinale, da ulteriori episodi favorevoli alla squadra di Wilbek. A cui, lo ribadiamo, va riconosciuto il merito di averne saputo approfittare.

Inizio gara con prevedibile dominio delle difese, ed errori su entrambi i lati, tanto che ci vogliono quattro minuti perché Hans Lindberg sblocchi il punteggio. Dopo dieci minuti di equilibrio è la Spagna a regalarsi il primo break: un poker di reti, favorito da buone difese e relativi contropiedi, propizia il 7-3 e illude qualche tifoso della 'Roja'. Il coach scandinavo chiede time-out al momento giusto: al rientro i suoi tornano alla carica, spinta da Thomas Mogensen e dalle bombe del giovanissimo (appena 20 anni) centrale Rasmus Hauge Schimdt, nonché da un Niklas Landin ormai tornato (quasi) una certezza fra i pali. Dopo otto minuti senza reti, René Toft Hansen fissa dai sei metri la parità a quota dieci, e i danesi mettono la freccia con Anders Eggert autore dell'11-10. Spagna senza bussola in attacco nell'ultima fase del periodo, incapace di aggirare la sei-zero difensiva rivale, e priva (ma questo lo si sapeva da tempo) di cecchini in grado di fare la differenza dai nove metri. Non molto meglio in difesa, dove combina un pasticcio rivelatosi alla fine determinante: la barriera copre in modo inadeguato una punizione di Mikkel Hansen a tempo scaduto, lo stesso José Manuel Sierra si fa trovare fuori posto, ed il fuoriclasse del Copenaghen dice gracias: palla in rete e più due per la 'Danish Dynamite' a metà gara.

Romero e soci finiscono male e ricominciano peggio: un tris dell'ispiratissimo Lauge Schmidt apre la porta al più cinque avversario (17-12) del 38° minuto. Poi finalmente la Selección richiude le maglie in difesa, con Sierra a fare il proprio dovere, colpisce duro in contrattacco, e finalizza la 'remontada'. I trascinatori saranno Jorge Maqueda (unico vero 'bombardiere' dalla lunga distanza) e Julen Aguinagalde, per quanto il 19 pari con cui si entra nei dieci minuti conclusivi rechi la firma di Cristian Ugalde. Gli spagnoli pagano lo sforzo della rimonta e tornano a collezionare errori, lasciandosi ri-scappare gli avversari. Manco a dirlo, nel nuovo parziale troviamo lo zampino del giovane Rasmus eroe di giornata. Game over? Per nulla. La truppa di coach Rivera non starà disputando la miglior partita di sempre, ma non ha perso la grinta. Ed impatta a due giri di lancetta dal termine. A questo punto torna in scena di prepotenza l'altro Hansen, il Michelone da Helsingør, perfetto simbolo della nazionale danese di questo Europeo. Il Michelone non esalta più di tanto, non gioca benissimo, ma proprio come la sua squadra riesce a fare la cosa giusta al momento giusto. A fine primo tempo annota quel goal incredibile su punizione, ed ora griffa la doppietta che decide l'esito del confronto, catapultando i danesi nella finale per l'oro.

Con qualche recriminazione avversaria, non infondata: l'impatto tra Ugalde ed uno scandinavo nell'ultima azione iberica poteva essere sanzionato con un sette metri in grado di cambiare tutto. Ma gli arbitri, che hanno sempre ragione (anche quando hanno torto), la vedono diversamente, e poi con una gara diversa (ed un Joan Cañellas capace di combinare almeno qualcosa...) gli spagnoli ora starebbero a festeggiare, non a rammaricarsi per il nuovo K.O. subito ad un anno di distanza dalla semifinale mondiale. La Danimarca ringrazia e va avanti, beffarda e testarda nel conquistare un risultato sul quale, una settimana fa, pochi nello Jutland e dintorni avrebbero sinceramente puntato.

SEMIFINALI - RISULTATI
** Danimarca - Spagna 25-24 (12-10)
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Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
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** Serbia - Croazia 26-22 (13-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

FINALE 1-2 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 17.00)
** SERBIA – DANIMARCA

FINALE 3-4 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 14.30)
** SPAGNA – CROAZIA

venerdì 27 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: anteprima semifinali e finale 5° posto.

Spagna - Danimarca e Serbia - Croazia. Con la sfida tra rivelazioni Slovenia e Macedonia a fare da antipasto. Il menu del giorno agli Europei, che proprio oggi decideranno le contendenti all'oro, e al bronzo, è particolarmente prelibato.

*** SERBIA- CROAZIA (Beogradska Arena, h. 20:15):
Che sia solo una partita (meglio se spettacolare)!


Il 'piatto forte' è l'ultima portata, il 'derbyssimo' delle ore 20:15, che nella capitale serba aspettavano da tempo. Un evento purtroppo capace, per qualcuno, di riportare l'orologio indietro di vent'anni, ai tempi della guerra nei Balcani. Nei giorni scorsi la rivalità fra le due parti ha mostrato il suo lato peggiore: scontri fra tifosi a Novi Sad, auto con targa croata danneggiate, e pure una sorta di agguato teso, in autostrada, contro fans che stavano tornando in Croazia dopo aver assistito alla sfida contro l'Ungheria. Con spiacevole corollario di una decina di feriti. La tensione alla Beogradska Arena sarà massima, ed il dispositivo di sicurezza proporzionato ad una partita di alto rischio come questa, in cui le frange estreme delle rispettive 'tifoserie' potrebbero approfittarne per 'regolare' conti e questioni del tutto estranei alla pallamano. Si parla di cinquemila poliziotti per ventimila spettatori. Auguriamoci almeno di non rivedere in giro Ivan Bogdanov e soci ...

Niente di quanto sopra menzionato deve però oscurare lo spettacolo che ci offrirà il campo di gioco. Dove non vedremo solo un derby tra cugini-rivali, con tutte le implicazioni del caso (ed i cipito delicato di dirigere la tenzone affidato ai francesi Nordine Lazaar e Laurent Reveret), ma soprattutto un confronto che frusterà inevitabilmente i progetti di una delle contendenti, entrambe determinatissime ad arrivare all'ultimo atto, entrambe fiduciose nei propri mezzi. La Serbia ha impressionato positivamente nella prima fase e nel Main Round, pur concedendo punti a Slovacchia e Macedonia, quando la vittoria non era però necessaria, e facendosi rimontare della Germania in una partita che sembravano avere in pugno. Momir Ilić ed il portiere Darko Stanić vanno inclusi fra le note più liete di una formazione che ha sempre beneficiato del sostegno assoluto da parte dei suoi fans.

Cammino positivo, nonostante il K.O. Ad opera dei forti spagnoli, anche per la Croazia: le numerose frecce all'arco di Slavko Goluža hanno consentito all'allenatore di raggiungere la semifinale, tra l'altro prendendosi la rivincita sui francesi, quasi senza il contributo di Ivano Balić, costretto ad un minutaggio inferiore al solito. Le parate di Mirko Alilović, l'efficacia difensiva n generale, i numeri dei vari Blazenko Lacković, Marko Kopljar, Igor Vori, Manuel Strkel e soprattutto del folletto Ivan Cupić si sono dimostrati sufficienti per indirizzare la squadra sul cammino giusto. Sul quale il terzino dell'Amburgo Domagoj Duvnjak ed i suoi connazionali vogliono proseguire. Peccato per loro che, dall'altro lato del campo, Petar Nenadić (ex del Barcellona, attualmente al servizio del Team Tvis Holstebro danese) e compagni abbiano la medesima intenzione. Con in più lo stimolo di scrivere una pagina storica per il 'rukomet' serbo, davanti ai propri tifosi. Contro-sostituzione tra le fila dei padroni di casa: Nenad Vucković, infortunatosi alla caviglia nei primi giorni di competizione, è di nuovo disponibile; Momir Rnić, chiamato in sua sostituzione, ha fatto il proprio dovere ma adesso deve tornare in tribuna. E' la dura legge dello sport …

*** SPAGNA – DANIMARCA (Beogradska Arena, h. 17:45):
Un anno dopo, la rivincita. O la ri-perdita)?


Nessun rilevante problema di ordine pubblico atteso nell'altra semifinale. E come potrebbero esserci se il 'capo-ultrà' degli spagnoli è il pittoresco 'punk' più volte inquadrato, in tutta la sua cresta, dalle telecamere nei giorni scorsi? Ad aumentare un po' la tensione ha provveduto mister Valero Rivera, con le sue accuse ad alcuni non specificati giocatori danesi, 'colpevoli', secondo il mister iberico, di non aver 'saputo vincere' nel dopo-partita della semifinale dei Mondiali 2011, quando i nordici avevano regolato la Spagna con un chiaro e meritato 28-24 estromettendola dalla corsa all'oro, e festeggiato in maniera non gradita alla controparte. La Selección, peraltro già sconfitta dai danesi nella finale per il quinto posto dell'Euro 2010, avrebbe poi conquistato il bronzo, ed i nordici conteso fino all'ultimo l'oro alla Francia.

Forse si tratta solo di un mezzo (o piuttosto un 'mezzuccio') per caricare i suoi, che in effetti potrebbero averne bisogno. La Spagna, di nuovo fra le Fantastiche Quattro dopo sei anni, è l'unica imbattuta ed ha tutti i crismi di una squadra solida, candidata al trionfo finale, con una panchina lunga a sufficienza, una difesa tra le migliori (probabilmente la numero uno in assoluto), efficacissima sia in versione 5-1 che in veste 6-0, ed il complemento di un Sierra straordinario fra i pali; e dulcis in fundo ha pure fatto suo l'ultimo scontro diretto nella 'SuperCup' di qualche mese fa (29-26). L'altro portiere spagnolo, Hombrados, si è detto convinto che, dopo un terzo posto e tre argenti, è ora di mirare dritto al riconoscimento più importante.

Spagnoli con i favori del pronostico per la sfida delle ore 17:45? Probabile. Ma il precedente 'in partita ufficiale' di Kristianstad, anch'esso di venerdì (correva il giorno 28 Gennaio 2011) consiglia prudenza, specie se combinato ad altri fattori: dopo la partenza zoppicante i danesi, pur sempre non troppo convincenti, appaiono in crescita, con la combinazione di risultati favorevoli che li ha portati in semifinale a svolgere il ruolo di ulteriore, inquietante segnale premonitore per gli avversari. Alla federazione di Copenaghen va il merito aver raggiunto la semifinale in un grande torneo (seniores) per la quarta volta consecutiva: Europei femminili nel dicembre 2010, Mondiali maschili e femminili lo scorso anno, e adesso l'impresa di Belgrado.

Tenere a bada le macchine da goal Mikkel Hansen (il ragazzone, che stasera ritroverà i suoi ex-compagni del Barcellona, sbaglia molto, ma segna pure tanto...), Hans Lindberg ed Anders Eggert, oltre a quel Bo Spellerberg il cui rientro ha coinciso con il miglioramento della squadra, e rendere innocuo il portierone Landin, tornato in forma 'mondiale' (dodici mesi fa il suo 44% anti-Spagna fu decisivo), sono compiti all'apparenza non troppo facili. Difesa e contropiede potrebbero rivelarsi arma vincente per entrambi; Rivera ci aggiunge la pericolosità scandinava dai nove metri, mentre con Renè Toft Hansen al posto dello 'storico' Nøddesbo e di Knudsen i danesi forse puntano un po' sul loro pivot. Anche Ulrik Wilbek avrà però i suoi grattacapi cercando di disinnescare il pericoloso Joan Cañellas. Catalano come quell'Albert Rocas in viaggio per Belgrado come possibile rimpiazzo degli acciaccati Víctor Tomás e Roberto García Parrondo. Arbitrano gli sloveni Nenad Krstić e Peter Ljubić.

*** SLOVENIA - MACEDONIA: (5/6 Posto - h. 15:15):
'Derby' tra squadre-rivelazione con vista sul Tamigi


Chiude la nostra presentazione, ma apre la giornata alla Beogradska Arena (ore 15:15) un altro derby della ex-Yugoslavia mattatrice agli Europei: Macedonia vs. Slovenia. Due piacevoli sorprese premiate con la chance di guadagnarsi un biglietto per il torneo di qualificazione olimpica. Riservato però solo alla vincitrice: aspettiamoci quindi una spettacolare battaglia in campo, nella certezza che la colorita tifoseria macedone farà la sua parte in tribuna.

Occhi puntati su Kire Lazarov, attuale capocannoniere del torneo, ma soprattutto ad appena cinque lunghezze dal record di 58 reti, stabilito dieci anni fa dal leggendario Ólafur Indriði Stefánsson. Uguagliarlo e migliorarlo sono compiti alla portata del fuoriclasse in forza all'Atlético Madrid, che in caso di riuscita diverrebbe il primo giocatore di sempre a figurare come top scorer SIA in un Mondiale che in un Campionato d'Europa. Anche se il diretto interessato fa più o meno sinceramente sfoggio di modestia e afferma che il suo vero obiettivo è soltanto arrivare a Londra con la nazionale. Sarebbe la prima volta alle Olimpiadi, in uno sport di squadra, per la giovane repubblica con capitale Skopje.

Attenzione pero ai terribili sloveni, che dopo essere finiti sull'orlo del baratro nella prima fase, si sono ripresi tanto da arrivare a questo punto. Nonostante i sette debuttanti, sono molte le pedine in grado di provocare danni agli avversari. La prima, forse, si chiama ... 'mancanza di pressione', e spesso e volentieri porta a risultati insperati. Le altre hanno nome e cognome: i più significativi sono quelli di Dragan Gajić, stella degli sloveni che di solito veste i colori del Montpellier assieme al portiere Primož Prošt, i fratelli Luka e Miha Zvižej ed il terzino Uroš Zorman, il quale attribuisce il buon risultato (magari il primo di una lunga serie) della squadra all'unità del gruppo.

COPERTURA WEB / TV

Diretta televisiva di Spagna - Danimarca e Serbia – Croazia su SPORTITALIA 2 in italiano e du Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est) in tedesco. 15 minuti di highlights della giornata alle ore 23:00 circa nell'EHF Euro 2012 Show su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming (intorno agli orari inizio delle partite) sui seguenti portali:

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EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012:la Danimarca raggiunge Spagna, Croazia e Serbia in semifinale. Germania: disastro compiuto.

Saranno dunque Spagna - Danimarca e Serbia - Croazia le semifinali dei Campionati Europei Maschili 2012. Questo il responso dell'ultima giornata del Main Round, emessso dopo le sfide conclusive di Belgrado e Novi Sad. Alle due balcaniche ed agli iberici, già sicuri della qualificazione, si sono aggregati Mikkel Hansen e soci, bravissimi a portare a termine una grande ed insperata rimonta, conquistando la qualificazione dopo essere partiti con ZERO punti nella seconda fase.

Un'impresa cui va dato pieno merito, anche se facilitata da una lunga serie di coincidenze e risultati favorevoli. Ultimo, ma non certo per importanza, quello della Germania, sconfitta dai polacchi mercoledì pomeriggio e terminata addirittura al quarto posto nel suo raggruppamento, con relativa, storica esclusione da ogni 'pass' per le Olimpiadi. I tedeschi hanno complessivamente meritato l'eliminazione, frutto di una 'impresa' al contrario, se consideriamo il loro punteggio di partenza (4 punti) nel Main Round.

Contro la Polonia, in un match non sopraffino ma avvincente fino all'ultimo, hanno palesato evidenti limiti ed al tempo stesso un'invidiabile combattività, che ha permesso loro di rimettere in piedi più di una volta una partita che sembrava persa. Impressionante il recupero tedesco alla fine del primo tempo, ma ancor di più nella ripresa, quando sono passati dal 25-29 al 31-29 in nove minuti. Rimonte spesso effettuate in inferiorità numerica: la grande 'combattività' ha fruttato alla Germania anche 7x2 minuti, quattro cartellini gialli, e soprattutto il disastro combinato (sul 31-3; foto sotto) da Dominik Klein, fino ad allora fra i migliori della 'Mannschaft' al pari di Christian Sprenger: l'ala sinistra del Kiel spinge da dietro Krzystof Lijewski (MVP del match sul lato slavo) lanciato in contropiede a tutta velocità, il quale a sua volta termina addosso al malcapitato Michael Haaß. Entrambi vanno K.O., ma ad aver la peggio è il centrale tedesco, che se ne esce con una caviglia fratturata. Ovviamente cartellino rosso per lo sconsiderato Klein. Dopo tale episodio la Germania in pratica sparisce dal campo, ed i suoi avversari ne approfittano per mettersi in tasca la vittoria.

E per fare un regalo alla Danimarca, che nel confronto successivo non deve spettinarsi più di tanto per regolare la Svezia e conquistare i due punti necessari alla qualificazione matematica. Una tripletta in apertura spiana la strada ai danesi, avanti da inizio a fine match. I gialloblu provano a reagire, ma restano in partita una dozzina di minuti, prima dell'allungo decisivo, firmato soprattutto da Mikkel Hansen ed Anders Eggert, che porterà al 18-11 di metà gara. Nulla cambia nel secondo tempo, con la Danimarca che tocca le otto reti di margine e conclude sul 31-24, grazie alla doppietta finale del pivot René Toft Hansen. Decisiva la prestazione di Niklas Landin, che pare aver ritrovato la forma dei Mondiali 2011(spagnoli, siete avvisati ...) e si guadagna il pane quotidiano con un 43 percento di salvataggi. Nelle fila degli svedesi, ultimi classificati nel loro girone, si fa valere Kim Andersson, una spina nel fianco avversario con le sue otto meraviglie su nove tentativi.

L'ultima partita del Gruppo II è una festa per la Macedonia, che forse avrebbe meritato le semifinali più di Danimarca e altre contendenti, ma comunque si 'accontenta' del terzo posto finale, con relativa opportunità di staccare il 'biglietto' per il torneo di qualificazione olimpica. I leggendari tifosi macedoni riescono a superare in decibel pure i padroni di casa, quando la loro squadra, trascinata dai soliti Kiril Lazarov, stavolta in doppia cifra, e Borko Ristovski, ottimo a ripetersi fra i pali con un nuovo 44 percento, sconfigge (22-19) una Serbia interessata a risparmiarsi per la grande sfida che l'aspetta venerdì: Momir Ilic va in campo per appena 26 secondi, Darko Stanic cede completamente il posto al portiere di riserva Dragan Marjanac. La Macedonia mette il naso avanti per quasi tutta la frazione di apertura, anche se torna negli spogliatoi con un vantaggio minimo (11-10), e buona parte della seconda. Ai sette dalla fine è di nuovo parità, a quota 19. Ma l'ultima tranche è un monologo dei ragazzi di mister Shindovski, a segno tre volte, con 'Kire' a sigillare il trionfo in una Beogradska Arena coloratasi di giallo e rosso.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 3a Giornata
** Polonia - Germania 33-32 (18-17)
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** Danimarca - Svezia 31-24 (18-11)
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Start List (formazioni) (pdf)
** Macedonia - Serbia 22-19 (11-10)
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Classifica finale
1. Serbia 7 p. 3-1-1 (110-104) +6
2. Danimarca 6 p. 3-0-2 (140-133) +7
_______________________________
3. Macedonia 5 p. 2-1-2 (130-127) +3
_______________________________
4. Germania 5 p. 2-1-2 (132-129) +3
5. Polonia 5 p. 2-1-2 (132-136) -4
6. Svezia 2 p. 0-2-3 (124-139) -15

A Novi Sad, la Spagna certifica il primo posto finale grazie ad un successo, in verità non agevole, ai danni della Slovenia, pure in questo caso brava a recitare la parte della guastafeste. Almeno durante la prima frazione, trascorsa spesso in vantaggio, per quanto all'intervallo il tabellone segni 15 pari. Ed al ritorno in campo, quando Luka Zvizej si erge a protagonista assoluto con un poker di reti consecutive. Gli slavi scappano fino al +4 (21-17 al 37° minuto) ma a quel punto la Spagna si ritrova e comincia la 'remontada': Raul Entrerrios fissa il 24-24, e cinque minuti dopo Eduardo Gurbindo si incarica di ribaltare del tutto la situazione (26-25). Peter Pucelj con le sue tre reti chiama gli slavi al riscatto. Troppo tardi: ormai i punti sono in mano iberica. L'uno / due di Joan Canellas in chiusura leva ogni dubbio in proposito. Spagna vincente, (abbastanza) convincente, e seria candidata al gradino più alto del podio.

La Slovenia si consola con il terzo posto di gruppo e la qualificazione alla finale per la 5/6 piazza 8da disputare contro i macedoni), con l'aiuto dei 'cugini' croati che fermano sul pareggio le ambizioni ungheresi. Come contro Spagna e Francia i magiari, in una SPENS Hall in netta maggioranza dalla loro parte, fanno risultato, ma stavolta non quello che volevano. Grande rammarico, pure alla luce di quanto visto nei primi trenta minuti: Ungheria a prendersi velocemente un vantaggio significativo (8-4 al quarto d'ora di gioco), e Gábor Császár a referto ben cinque volte. La frazione termina però sul 13-12, testimonianza dell'incapacità di chiudere il match in anticipo. Lo Császár-show continua per ben 17 minuti nella ripresa, con il centrale del Veszprém però come UNICO elemento in grado di trovare la via del goal, ed unico a tenere in partita l'Ungheria rispondendo ai tentativi di fuga croati. La lotta punto a punto dura fino al 58°, quando Krivocapics sigla il pareggio a quota 24. Da allora nessuno sarà più in grado di cambiare lo score, e con la punizione inutilmente tentata da Kornél Nagy allo scadere tramonteranno le speranze magiare di arrivare quantomeno a lottare per un ticket Olimpico.

Né vincitori né vinti nell'altra 'tenzone' (si fa per dire ..) del Gruppo II, quel Francia-Islanda ridottasi a parodia di sfide che, nemmeno troppo tempo fa, valevano medaglie d'oro o biglietti per le finalissime, ed ora vedono le squadre dividersi la posta senza infierire, terminando entrambe in fondo alla classifica. La differenza reti spedisce i Bleus all'ultimo posto, ennesima nota negativo di un Europeo da cancellare immediatamente. Ancora frastornati dall'eliminazione subita per mano croata, i francesi prendono TRE goal nei primi DUE minuti, e finiscono sotto con un imbarazzante 6-12. La prima reazione transalpina arriva entro l'intervallo (a metà gara sarà 15-12 per i nordici), e prosegue nella frazione seguente, con Luc Abalo a firmare parità (16-16 al 36°) e vantaggio (20-19 al 41°). In un sussulto di dignità i francesi, con William Accambray di nuovo ad alti livelli (10 reti su undici tentativi, ed un incredibile 7 su 8 dalla lunga distanza), si regalano il più due, ma i cinque minuti finali vedono il ritorno islandese, timbrato soprattutto da Olafur Ragnarsson, ed il ristabilimento definitivo dell'equilibrio, nonostante gli sforzi di Grégoire Detrez. Null'altro da aggiunger. Au revoir, France. Ci Vediamo alle Olimpiadi. Adesso è tempo di lasciare spazio ad un nuovo campione ...

Main Round: Gruppo 2 - Risultati 3a Giornata
** Islanda - Francia 29-29 (15-12)
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** Spagna - Slovenia 35-32 (15-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
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** Croazia - Ungheria 24-24 (12-13)
Statistiche 01 (pdf);
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Classifica finale
1. Spagna 9 p. 4-1-0 (143-130) +13
2. Croazia 7 p. 3-1-1 (137-128) +9
______________________________
3. Slovenia 4 p. 2-0-3 (153-156) -3
_______________________________
4. Ungheria 4 p. 1-2-2 (125-130) -5
5. Islanda 3 p. 1-1-3 (143-146) -3
6. Francia 3 p. 1-1-3 (128-139) -11

mercoledì 25 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: chiusura pirotecnica del Main Round. Chi sarà la quarta semifinalista?

Finale con il botto del Main Round: oggi scendono in campo tutte e dodici le squadre in competizione, in un'ultima giornata con numerose sentenze da emettere, non solo per questo torneo (chi andrà in semifinale, ed in quale ordine?) ma anche in prospettiva Londra 2012, con i pass per il torneo di qualificazione olimpica ancora da assegnare.

Nel Gruppo I la Serbia, già guadagnatasi un posto nel turno successivo, attende di sapere chi l'accompagnerà in semifinale, e se ci andrà da prima o seconda classificata. Fondamentale al riguardo la sfida di apertura delle ore 16:15: dopo aver fallito il primo 'match point' contro la Danimarca, la Germania ci riprova, in questo caso contro una Polonia che, nonostante il pesante K.O. subito dalla Macedonia, conserva qualche piccolissima chance di passaggio del turno. Mister Heuberger annuncia (meglio tardi che mai) l'arrivo del centrale 25enne Martin Strobel del TBV Lemgo (1,89m per 57 presenze in nazionale), pronto a indossare la maglia numero 19. Vincere è d'obbligo per entrambe le squadre, e pure nel caso dei polacchi rischia di non bastare. L'ala sinistra Thomas Tluczynski, militante proprio nella Bundesliga (Lubecca) come altri suoi connazionali, mantiene qualche piccolo barlume di speranza.

Un'eventuale vittoria polacca, o al limite un pareggio, offrirà un occasione d'oro alla Danimarca, rendendola in grado di qualificarsi dopo essere arrivata al Main Round con zero punti in dote. A patto di vincere il derby scandinavo delle ore 18:15. Certo bisognerà vedere se la Svezia, già matematicamente fuori dai giochi, sarà d'accordo. Ne dubitiamo: la rivalità è sempre la rivalità. La tenzone fra vicini di casa perderebbe comunque molto interesse in caso di anteriore trionfo della Germania. I danesi si augurano di trovare la miglior versione di Mikkel Hansen, quello decisivo contro la Macedonia tanto per intenderci. Non quello opaco visto in altre circostanze.

Chiuderà i battenti alla Beogradska Arena un altro derby, stavolta balcanico: la Serbia padrona di casa vorrà certificare il primo posto finale del girone con un risultato positivo contro la Macedonia. La quale, a sua volta, rischia persino di arrivare alle semifinali, ma solo grazie ad una difficile combinazione astrale di risultati (vittoria propria e della Svezia, successo targato Polonia sui tedeschi con un goal di scarto). Sfida nella sfida, quella tra le due tifoserie forse più calde del torneo. Il portiere macedone Borko Ristovski, grande protagonista - assieme a Kiril Lazarov - della vittoria sui polacchi nel turno precedente, si dice addirittura convinto che i fans provenienti da Skopje e dintorni avranno la meglio, per quantità e 'decibel', sui padroni di casa. Parlando di portieri, anche l'estremo difensore rivale, Darko Stanić, si sta ben comportando in questo europeo, e con lui Momir Ilić (desideroso di affrontare la Croazia in semifinale) e parecchi giocatori della nazionale serba, tutti con il mirino puntato sul podio, magari già sulla finalissima.

Nel Girone II invece Spagna e Croazia hanno staccato in anticipo il biglietto per la 'Final Four'. In quale ordine, lo sapremo in tarda serata. Gli iberici, probabilmente la squadra più in forma e 'versatile' finora ammirata, comandano la classifica con sette punti, uno in più degli slavi, sorpassati grazia allo scontro diretto vinto. Per la vittoria matematica nel girone agli spagnoli basta un punto, da mettersi in tasca nella gara delle ore 18:15 contro la rivelazione-Slovenia. A dispetto della scarsa esperienza di vari elementi, gli slavi stanno dimostrando grinta e qualità non da poco, e puntano al torneo pre-olimpico. Emerge soprattutto un Dragan Gaijć in grandissima forma; oggi però l'ala destra del Montpellier è attesa dalla miglior retroguardia del campionato. L'allenatore spagnolo Valero Rivera, oltre a promettere maggiore spazio alle 'seconde linee' nel confronto odierno, dice che la Spagna approda alle semifinali con la massima ambizione, ma forse mente aggiungendo che 'qualunque rivale ci tocchi, per noi sarà lo stesso'. Affrontare la seconda del gruppo I, invece che un Serbia sostenuta dal tifo scatenato della Beogradska Arena, dovrebbe essere un'opzione decisamente migliore.

Lasciando magari alla Croazia l'onore/onere di vedersela con in padroni di casa, nella battaglia tanto attesa da Momir Ilić. Stasera intanto i balcanici, esaltati dal trionfo storico sulla Francia, chiudono le danze a Novi Sad affrontando l'Ungheria delle promesse non mantenute. L'ultima proprio ieri sera, quando la pessima forma dei loro portieri è costata la sconfitta con la Slovenia e l'eliminazione anticipata. Visto però come i magiari si trasformano contro le squadre di alto rango (spagnoli e francesi ne sanno qualcosa) c'è da attendersi una prova d'orgoglio e qualità degli uomini di Lajos Mocsai. La Croazia in questo torneo ha esibito tutta la gamma di frecce al proprio arco, potendosi addirittura permettere lo scarso minutaggio riservato a Ivano Balić, distintosi più per certe stucchevoli lamentele nel post-partita con la Spagna (del tipo 'abbiamo giocato contro gli arbitri, è dal 2004 che ce l'hanno con noi' e simili) che per quanto fatto vedere in campo. Ancora niente gara per l'infortunata ala sinistra Manuel Strlek, forse recuperabile in tempo per le semifinali. Sarà 'battaglia' pure sugli spalti: si affrontano le due squadre con il maggior seguito alla SPENS Hall. In
questo ambito, se proprio ci obbligate a scegliere, punteremmo su una 'vittoria' ungherese.

Uscita di scena anticipata per la Francia. In tutti i sensi. Dopo l'eliminazione divenuta realtà martedì sera, oggi i campioni più che mai uscenti termineranno la loro disavventura affrontando l'Islanda, in un declassato remake della finale olimpica del 2008 e della semifinale europea di due anni fa. Una vittoria per ristabilire, almeno in modica quantità, l'onore perduto: questo l'obiettivo dei Bleus, che poi volteranno subito pagina (lo conferma per primo il capitano Jérôme Fernandez) e cominceranno la preparazione per Londra 2012, dove contano di recitare tutt'altro copione. Difficile però che a Karabatic (molto in ombra) e compagni, estromessi da una semifinale di un grande torneo per la prima volta dal 2004, venga data luce verde da un'Islanda pure deludente in Serbia (le assenze di peso si sono notate eccome) ma sempre combattiva. Lo ha dimostrato anche contro la Spagna, in una partita giocata all'inseguimento, però mai con rassegnazione.

Main Round - Gruppo 1: 3a Giornata
(BELGRADO, BEOGRADSKA ARENA)

** h. 16:15 Germania (5 punti) - Polonia (3)
** h. 18:15 Danimarca (4) - Svezia (2)
** h. 20:15 Serbia (7) - Macedonia (3)

Main Round - Gruppo 2: 3a Giornata
(NOVI SAD, SPENS HALL)

** h. 16:10 Francia (2 punti) - Islanda (2)
** h. 18:10 Spagna (7) - Slovenia (4)
** h. 20:10 Croazia (6) - Ungheria (3)

Diretta TV della sfida decisiva tra Germania e Polonia sul canale tedesco ZDF, mentre Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est) trasmetterà tutte le altre partite, in simultanea. 15 minuti di highlights della giornata alle ore 23:00 circa ell'EHF Euro 2012 Show su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming (intorno agli orari inizio delle partite) sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

martedì 24 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Francia KO. Il ciclo dei Campionissimi è finito. La Croazia si prende la sua rivincita.

ADIEU LES BLEUS! ADIEU sul serio! Stavolta è ufficiale: il ciclo vincente della Francia pigliatutto è terminato. Lo squadrone capace di monopolizzare la scena da Pechino in avanti se ne torna a casa con le pive nel sacco, eliminata con un turno d'anticipo, e per giunta da quella Croazia che, dopo tante amare sconfitte negli ultimi anni, si prende una rivincita per loro gustosissima. Addirittura con uno score finale umiliante, un 29-22 onestamente punitivo per i francesi, rimasti in partita (e in certi istanti pure in doppio vantaggio) per una quarantina di minuti, prima di crollare nel finale. Per i croati una serata trionfale: la vittoria arriva anche senza l'indisponibile Strlek e con Balić in campo appena quattro minuti e mezzo.

L'acuto di partenza viene da Titi Omeyer, che si presenta neutralizzando un tentativo di Blazenko Lacković, giusto per ricordare agli avversari quanti danni ha fatto loro nelle sfide precedenti. Ma tutto procede su binari di equilibrio, con alternanza di vantaggi, e con Cédric Sorhaindo, tornato in forma dopo l'infortunio alla coscia, a farsi notare grazie ad una doppietta, mentre Nikola Karabatic e Bertrand Gille si fanno notare … per la manifesta incapacità di farsi notare!! Visto che senza il loro apporto la Francia non riesce a pungere troppo in attacco, i croati decidono di provare la fuga, e nonostante gli sforzi del solito Titi fra i pali, scavano un primo solco importante: Lacković e soprattutto un Marko Kopljar in grande spolvero (già pericolosi nei primi minuti, entrambi finiranno il tempo con una tripletta a testa) firmano il 9-6 per i prossimi membri dell'Unione Europea.

A rovinare il momento favorevole ci pensa … il loro stesso allenatore, colpevole di inventarsi un time out del tutto inutile in quella situazione. Anzi, dannoso: al rientro in campo segue un lungo black-out degli slavi, che un po' per colpe loro e molto per merito di Omeyer smarriscono la via del goal durante otto giri dell'orologio. Nei quali i francesi, con Bertrand Gille finalmente in palla e Luc Abalo e Jérôme Fernandez a colpire dalla distanza, li trafiggono cinque volte, ribaltando completamente la situazione: da 6-9 ad 11-9. Drago Vuković e Zeljko Musa tengono però gli uomini di Goluža in partita, e le squadre vanno negli spogliatoi sul 12-11 per i Bleus.

Stessa tonica in apertura di ripresa: la Francia prova a creare il gap, la Croazia non lo consente. A Xavier Barachet rispondono tre reti timbrate dal folletto Ivan Cupić, micidiale dall'ala destra ed in contropiede, e al 38° minuto tutto torna come prima (15-15). L'onore / onere di scappare adesso tocca ai croati, che ne approfittano: Mirko Alilović si esalta in porta, Cupić, ancora lui, saltella di gioia fino alla panchina dopo aver trasformato un rigore, mentre Karabatic finalmente combina qualcosa … si becca un due minuti!! Non fa in tempo a rientrare che Les Experts ritrovano, con perfetta tempistica, l'inferiorità numerica, per 'merito' di Fernandez.

Un parziale di 5-1, che tra le firme porta il nome di Marko Kopljar, autore di una delle sue migliori prestazioni di sempre, sigilla il 22-19 di metà ripresa. Adesso c'è una sola squadra in campo (e sulle gradinate): lo si capisce quando il solito infallibile Cupić non sbaglia mai dai sette metri, e dall'altra parte Alilović, esaltante ed esaltato, neutralizza due rigori. E' il massimo vantaggio (cinque reti) per la Croazia. Onesta chiama i suoi spaesati giocatori a raccolta, ma il time-out è ininfluente, la frittata ormai è fatta. Al doppio rigore del capitano Fernandez rispondono Duvnjak e Horvat (c'è gloria anche per loro) con Blazenko a prendersi la rivincita su Omeyer timbrando l'ultima rete a fil di sirena.

L'immagine di Omeyer chinato a raccogliere l'ultimo pallone finito (beffardamente) in porta dopo aver sbattuto suo palo, in mezzo ai cori di giubilo dei fans croati, e forse la migliore istantanea della débacle di una squadra che qualcuno addirittura vorrebbe arrivata agli Europei ... solo per prepararsi meglio alle Olimpiadi. Non crediamo sia così. Più probabilmente erano arrivati in Serbia con l'intenzione di far ancora bene, ma tra infortuni, scarsa preparazione (solo due test-match disputati contro la non irresistibile Norvegia una settimana prima dell'inizio del torneo) e quant'altro, compresa l'involuzione di Karabatic, non erano abbastanza 'attrezzati'. Fine di un ciclo? Certamente. Fine dei successi di questa Francia? E' tutto da dimostrare … Sarà curioso vedere la performance di Luc Abalo e soci a Londra.

Prima però c'è da trovare il loro successore sul trono continentale. Dopo la prova di stasera, specialmente nell'ultimo terzo di gara, la Croazia rinforza di molto la propria candidatura. Sfide molto dure (a cominciare da una probabile derby con la Serbia, in campo stavolta molto ostile) attendono però i croati, che tra l'altro, alla fine della loro partita, non sono matematicamente in semifinale. Vedremo cosa ci riserverà ancora questa fucina di sorprese che si sta dimostrando l'Europeo 2012.

** Croazia - Francia 29-22 (11-12)
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EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Francia e Croazia si giocano il tutto per tutto.

E venne il giorno di Francia - Croazia. Le due nazionali per lungo tempo dominatrici della scena, contendendosi titoli e/o medaglie in sfide epiche con prevalenza (6 a 3) francese dal 2005 al 2010, stasera alle ore 18:10 si troveranno di fronte in una sorta di spareggio, nel quale solo una di loro potrà festeggiare. In palio c'è 'appena' un biglietto per le semifinali: segno dei tempi, di un Europeo che sforna sorprese in quantità, ma non vuole ancora arrendersi al cambiamento, visto come croati, francesi e danesi al momento rimangono in corsa.

Evitato lo scivolone contro la Slovenia dopo essere finita sull'orlo del baratro, stasera la nazionale di Claude Onesta è di nuovo obbligata a fare risultato pieno. Alla fine del primo tempo contro la Spagna, invece, i balcanici già pregustavano un quasi sicuro passaggio del turno, peccato che a fine partita si siano ritrovati sconfitti ed a rischio: un altro K.O. fra poche ore sarebbe potenzialmente devastante. Le due contendenti si conoscono a meraviglia, ma devono fare i conti con la scarsa forma di alcuni elementi-chiave: da una parte Ivano Balić in condizioni precarie, dall'altra la coppia Narcisse - Karabatić, finora meno determinanti del solito.

Xavier Barachet, terzino destro dei Blues, tra i migliori in campo domenica scorsa, confida nel successo odierno come punto di svolta, in grado di aumentare la fiducia ed il livello di gioco dei 'galletti'. Coach Vladimir Goluža invece si augura che i suoi possano immediatamente reagire al K.O. subito per mano iberica e, per una volta, Thierry Omeyer non estragga dal cilindro una delle sue maestose prestazioni in passato dannosissime per la Croazia. Un ritmo più lento in attacco, con manovre più 'meditate', il sostegno dei tifosi che varcheranno il confine per riempire la SPENS Hall di Novi Sad, e specialmente la brama di vendicare le sconfitte subite ad opera dei loro grandi rivali negli ultimi anni (e mettere pure una pietra sopra al ciclo vincente francese) potrebbero risultare elementi decisivi per un'eventuale vittoria slava.

Francesi e croati nemici sul campo, ma uniti nell'invidiare la situazione della Spagna: il successo nella giornata di apertura del Main Round, frutto in particolare di un'efficacissima fase difensiva, ha portato la Selección in vetta al gruppo ed alle porte delle semifinali. Nel pomeriggio (fischio d'inizio alle ore 16:10) gli iberici possono certificare matematicamente il passaggio del turno incamerando i due punti in palio contro l'Islanda. Un'occasione da non lasciarsi sfuggire.

Attenzione però all'euforia eccessiva ed ai pronostici affrettati: i nordici, pur lontani dalla forma-medaglie esibita in grandi tornei del passato recente (compreso quando, anche grazie agli attuali assenti Snorri Gudjónsson ed Ólafur Stefánsson, negarono agli spagnoli la finale Olimpica del 2008) rimangono squadra di qualità in grado di colpire duro, sfruttando il binomio difesa-contropiede. Ne sa qualcosa l'Ungheria, che dopo aver fermato la stessa Spagna e battuto i francesi si è vista travolgere da Gudjón Valur Sigurdsson e compagni.

Importantissima, nel bene e nel male, la forma del portiere Björgvin Páll Gustavsson, ma le incognite per mister Gudmundsson riguardano pure Alexander Petersson, Aron Pálmarsson ed il rapido Thórir Ólafsson (quest'ultimo autore di un poker di reti contro i magiari), tutti leggermente infortunati, così come Arnór Atlason, che ad ogni modo dovrebbe essere della partita. Islandesi senza scelta: bisogna vincere a tutti i costi. Spagnoli rinfrancati dall'ultimo precedente (vittoria 32-24 ai Mondiali di un anno fa) e con un dubbio che molti vorrebbero avere: Hombrados o Sierra titolare in porta?

Chiude la serata Ungheria - Slovenia (ore 20:10). I magiari che si esaltano contro le grandi sono usciti ridimensionati dalla battuta d'arresto domenicale, però mantengono alcune chances di qualificazione. A patto di non sbagliare più, di non ripetere gli errori commessi due giorni prima. E di prestare attenzione ad un avversario in crescita, salvatosi da un'uscita di scena anticipata grazie alla buona prova offerta contro l'Islanda, e ripetuta, seppure con esito meno gradito, in versione anti-francese. Le parate di Primož Prošt, le reti del suo compagni di club Dragan Gaijć e della premiata ditta Zvižej & Zvižej, nonché gli assist del centrale Uroš Zorman, leader della relativa classifica, rendono (a prescindere dal loro elevato numero di debuttanti) gli ex-yugoslavi una minaccia da non sottovalutare. Nemmeno per i tanti tifosi in bianco-rosso-verde che animeranno le gradinate del palazzetto della Vojvodina, pur senza monopolizzare gli spalti questa volta: anche la nazionale avversaria può vantare il suo buon seguito di fans, giunti da Lubiana e dintorni.

Main Round - Gruppo 2: 2a Giornata
(NOVI SAD, SPENS HALL)

** h. 16:10 Spagna (5 punti) - Islanda (0)

** h. 18:10 Croazia (4) - Francia (2)

** h. 20:10 Slovenia (2) - Ungheria (3)

Dirette TV di tutti gli incontri sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est). 15 minuti di highlights della giornata alle ore 23:00 circa su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

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lunedì 23 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Croazia ed Ungheria KO, la Francia torna in corsa.

Questi Campionati Europei non riescono proprio a non stupire, non riescono proprio a non emozionare. Battaglie incerte fino all'ultimo, presunte sicurezze andate in fumo in un attimo, sono ormai all'ordine del giorno. Dopo i fuochi d'artificio di sabato sera, anche le gare di apertura del secondo gruppo del Main Round, in quel di Novi Sad, hanno offerto i loro bravi spunti pirotecnici.

A cominciare dalla sfida tra Ungheria ed Islanda, in grado di sovvertire molte impressioni lasciate dalla prima fase. Magiari in grande crescita e pericolosissimi? Islandesi lontani dalla passata forma 'olimpica? Il confronto diretto fa carta straccia di ogni valutazione. I nordici si impongono con un netto 27-21 che li tiene in corsa per le semifinali, mentre le ambizioni di coach Mocsai e del suo gruppo ne escono ridimensionate.

Alla SPENS Hall si parte con il pubblico delle grandi occasioni, sempre a stragrande maggioranza ungherese. L'equilibrio dura una ventina di minuti, caratterizzati da pochi goal e fasi difensive efficaci, con due fra i maggiori protagonisti dell'incontro a mettersi in evidenza. Il centrale Gábor Császár perfora tre volte la difesa rivale, ma in campo islandese Björgvin Páll Gustavsson fa comunque ottima guardia: il portiere del Magdeburgo sarà tra i maggiori artefici di un successo del quale l'Islanda getta le basi, anche grazie ad opportuni cambi effettuati da mister Gudmundsson, a cavallo tra i due tempi.

Il primo, fra pali, errori, parate avversarie e palle perse, vede l'Ungheria finire sotto per 10-14 (parziale di 2-6 negli ultimi minuti). Il secondo inizia ancora peggio: ben sei 'cecchini' diversi colpiscono la rete magiara, e portano l'Islanda sul 20-13 dopo 39 minuti. I tifosi con le bandiere bianco, rosso e verdi non smettono di incitare Ferenc Ilyés, Roland Mikler e gli altri loro connazionali. Il primo firma una tripletta in pochi minuti, il secondo torna a difendere la sua porta egregiamente, ma ormai è troppo tardi: ogni accenno di 'riscossa' viene tenuto a bada dagli islandesi, attenti a non lasciarsi sfuggire due punti di importanza capitale. Con pieno merito di Gudjón Valur Sigurdsson ed Aron Pálmarsson, a segno cinque volte ciascuno, e di un Gustavsson abbastanza diverso dal portiere-gruviera (non) ammirato due giorni prima.

La rimonta mancata all'Ungheria riesce alla Francia, che dopo essere finita più volte sull'orlo del baratro ottiene una soffertissima vittoria sulla Slovenia dei 'debuttanti terribili' e sale a quota due in graduatoria, evitando una clamorosa uscita dai giochi anticipata. La gara si mette male dal principio per i francesi, sempre costretti ad inseguire, anche da distanze notevoli come il meno quattro (4-8) materializzatosi al tredicesimo, a cui non sono estranei due giocatori del campionato transalpino: Dragan Gaijć ed il portiere Primoz Prost del Montpellier, entrambi apparsi molto più in palla del famosissimo, e ben marcato, compagno di club Nikola Karabatic. Gli sloveni conservano il vantaggio fino all'11-7, ma qualche pasticcio in attacco rovina tutto: Luc Abalo, un combattivo Xavier Barachet e lo stesso Karabatic li puniscono rapidamente, e la Francia ritrova la parità, cancellata da Jure Golenec appena prima dell'intervallo (14-15 dopo mezz'ora).

William Accambray impatta di nuovo alla ripresa del gioco, ma quando ti aspetti, finalmente, la zampata dei Campionissimi, escono ancora gli sloveni: Luka Žvižej, implacabile dall'ala sinistra ed in contropiede, più il solito Gajić firmano un interessante 19-17 ai due terzi dell'incontro. Stavolta però i Bleus non hanno alcuna intenzione di lasciarli scappare: Abalo, Barachet e Bertrand Gille ribaltano addirittura la situazione, con la complicità dei due minuti rifilati ad Uroš Zorman: incredibile ma vero, dopo tante peripezie la Francia arriva all'ultimo quarto d'ora in vantaggio.

Un'altra sospensione (a Peter Pucelj), propizia il +2 (24-22) che sembra mettere al sicuro la vittoria. E invece no. Žvižej con una doppietta emette un nuovo acuto sloveno, ma è davvero l'ultimo: gli uomini di Boris Denić sono in riserva, riescono a fermare gli avversari soltanto con le 'cattive' e fanno incetta di penalità. A sancire il trionfo dei galletti è l'ultimo arrivato, quel Samuel Honrubia reduce da un infortunio e chiamato in sostituzione dell'altro acciaccato Guigou. Tempo di trasformare il 27-25 nel 28-26 di fine partita, ed i francesi possono esultare per lo scampato pericolo.

Nel prossimo turno, la Francia è attesa dalla Croazia in un remake di 'antiche' battaglie fino a poco tempo fa valide per titoli e medaglie, e adesso ridotte a spareggio-qualificazione per le semifinali. I croati, usciti dalla prima fase a pieni punti, non approfittano degli altri risultati e perdono un'occasione d'oro, oltre alla sfida con la Spagna, la cui difesa, soprattutto nel secondo tempo, si dimostra chiave di volta del successo. Anche lo scontro al vertice del girone è intenso ed avvincente, e deciso soltanto negli ultimi minuti. Partenza doppiamente ingannevole: il 4-1 piazzato dalla selección fa credere ad una passeggiata iberica, le sette reti di fila (molte in contropiede, grazie ad Alilović) avversarie che seguono illudono i tanti fans balcanici presenti. Gli uomini di Valero Rivera riescono a non lasciarsi travolgere dal tornado croato, e rimangono in qualche modo a galla, pur arrivando all'equatore del match tre reti (11-14) dietro Manuel Strlek e compagni.

I nove marcatori diversi in campo iberico testimoniano la potenzialità della loro rosa, che però ha bisogno di qualcuno in grado di segnare con continuità. Ci pensano Dani Sarmiento ed il folletto Victor Tomás: il duo del Barcellona firma il pareggio a quota sedici, ottenuto al 38° anche in virtù delle parate di Juan Manuel Sierra, MVP di giornata, ed a dispetto dei numeri del portiere avversario. Comincia una nuova fase, con la Spagna (tra cui va segnalata anche l'ottima prova di Viran Morros) pronta a reagire ad ogni nuovo affondo rivale e addirittura a trovare il vantaggio dopo tre reti di fila.

Iberici ormai esaltati, l'inerzia del match è dalla loro parte, l'ultima parità ristabilita da Ivan Čupić non serve a nulla: il giovane Jorge Maqueda e Joan Cañellas (con un goal al limite del passivo) assicurano la vittoria, alla fine meritata, di una squadra che sa emergere anche in palazzetti ostili, ed a questo punto, con la sua entrata nella lotta finale per le medaglie ormai ad un passo, diventa forse la pretendente numero uno al titolo.

Pur sempre in un torneo dove, lo abbiamo già detto e ripetuto, sorprese e pronostici ribaltati sono la norma...

Main Round: Gruppo 2 - Risultati 1a Giornata
** Islanda - Ungheria 27-21 (14-10)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Francia - Slovenia 28-26 (14-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Spagna - Croazia 24-22 (11-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 1a Giornata
1. Spagna 5 p. 2-1-0 (77-72) +5
2. Croazia 4 p. 2-0-1 (84-82) +2
---------------------------------
3. Ungheria 3 p. 1-1-1 (71-74) -3
4. Islanda 2 p. 1-0-2 (88-86) +2
5. Slovenia 2 p. 1-0-2 (89-91) -2
6. Francia p. 1-0-2 (77-81) -4

domenica 22 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Domenica 22 Gennaio.

La seconda fase del torneo è ai nastri di partenza anche nel gruppo di Novi Sad. Match di cartello della giornata è senza dubbio la tradizionale sfida tra Spagna e Croazia, un classico dell'handball maschile di alto livello che qualcuno già vede come anticipo della finalissima di Domenica 29. Una vittoria nello 'scontro fra titani' in programma alle ore 20:10 spedirebbe i croati alle soglie dalle semifinali, ma la posta in gioco è altissima anche e soprattutto per gli iberici, i quali partono con un punto in classifica meno degli avversari. Sbagliare non comprometterebbe tutto, ma è comunque sconsigliato.

Alla finestra c'è l'Ungheria, sorpresa positiva delle fase iniziale, e mina vagante per entrambe le 'grandi favorite' del gruppo. I magiari, che come al solito potranno contare sull'apporto di numerosissimi fans sulle gradinate, questa volta hanno il pronostico dalla loro contro l'Islanda, qualificatasi a fatica e con il 'contributo' degli avversari nella sfida con la Slovenia. Nordici lontani dalla forma che li ha portati sul podio di manifestazioni importanti, e ad un passo dall'eliminazione, però sempre in grado di dare qualche zampata. L'Ungheria gagliarda contro Spagna e Francia, ma bloccata sul pari dalla Russia, deve fare attenzione ...

E' strano non includere più la Francia tra i grandi favoriti, ma questo è quanto ha detto la prima fase: due K.O. su tre gare hanno portato Les Experts sull'orlo di una clamorosa uscita di scena anticipata. Che potrebbe diventare ormai certa in caso di sconfitta nel match odierno con la Slovenia, a sua volta giunta al Main Round con due punti in dote ... grazie alle due reti subite nel finale del match con l'Islanda (paradossale ma vero)!! I transalpini ci sembrano ad ogni modo in grado di superare gli sloveni, e quantomeno ritardare la loro eliminazione.

Main Round - Gruppo 2: 1a Giornata
(NOVI SAD, SPENS HALL)

** h. 16:10 Ungheria (3 punti) - Islanda (0)

** h. 18:10 Francia (0) - Slovenia (2)

** h. 20:10 Spagna (3) - Croazia (4)

Dirette TV sul canale tedesco Sport 1.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

sabato 21 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: il tracollo francese ed un finale 'sospetto' chiudono la prima fase.

ADIEU LES BLEUS! Per la Francia adesso è crisi vera. Dopo il K.O. del debutto, solo parzialmente riscattato dal successo contro i russi, è arrivata una nuova delusione, per mano della giovane Ungheria, tra le grandi 'sorprese' del torneo. Una battuta d'arresto ... che in pratica arresta pure il cammino dei transalpini in questo Europeo, e sembra mettere fine al ciclo vincente di una nazionale abituatasi fin troppo bene, per 'colpa' dei trionfi in serie collezionati negli ultimi anni.

I francesi approdano al Main Round, ma come terza del loro gruppo, e con ZERO punti in dote. Dovranno vincere tutte le loro partite della seconda fase, anche contro i nemici croati che di sicuro li stanno attendendo al varco; e forse nemmeno una tale impresa potrebbe bastare. Infortuni, una preparazione non adeguata (giusto due amichevoli una settimana prima dell'inizio del torneo), la legge dei grandi numeri che vuole l'estinzione di tutti i cicli vincenti, la fame di vittorie ormai appagata: fattori che, in quantità diversa, sembrano aver giocato uno scherzo pesante alla truppa di Claude Onesta.

E pensare che le cose si erano messe bene: tre goal in altrettanti giri d'orologio, con Bertrand Gille scatenato, per spiegare subito agli avversari chi comanda. Ma è un bluff che non tarda a venire scoperto. L'Ungheria, trascinata da Tamás Mocsai (il quale, come Gille, esaurirà le sue cartucce dopo la fiammata iniziale) reagisce e ritrova la parità velocemente, conquistandosi pure un doppio vantaggio (8-6). La contro-reazione francese, successiva ad un opportuno time-out, è impressionante: cinque goal in tre minuti e Les Experts tornano padroni del campo, tanto da chiudere la prima frazione sul 14-12 a loro favore.

L'inizio-ripresa pare sancire la loro superiorità una volta per tutte, con Narcisse a firmare il 16-13 (minuto 37), e invece capita l'esatto contrario. I galletti perdono vigore ed efficacia, si impantano di fronte alla dura difesa avversaria, e soprattutto davanti ad un Nándor Fazekas in stato di grazia, che sfiora il 50% di parate. La saracinesca umana magiara, MVP di giornata, chiude la via del goal ai campionissimi, e l'Ungheria ne approfitta per impattare nuovamente, anche grazie al contributo delle sue seconde linee.

L'equlibrio dura fino al 20 pari griffato Arnaud Bingo a dieci minuti dalla sirena, ma è il canto del cigno transalpino. Lo spezzone conclusivo è un monologo di Szabolcs Zubai e compagni, tra l'entusiasmo del pubblico che ha colorato la SPENS di Novi Sad in bianco, rosso e verde. La Francia termina umiliata, con l'uno-due di Gergö Iváncsik a portare il divario ai massimi termini nei sessanta secondi finali. Una grande Ungheria conclude il girone al secondo posto, ma arriverà al turno successivo con lo stesso bottino (tre punti) della Spagna, e con l'obiettivo di continuare a farsi strada tra le vere o presunti grandi.

Spagna - Russia non è solo l'antipasto della battaglia che ha, come sembra, segnato la fine del ciclo francese, ma una partita vibrante conclusasi con vittoria iberica ed eliminazione degli uomini di Vladimir Maximov. Russia K.O.= Ungheria qualificata in anticipo. Per questo i fans magiari che riempivano le tribune di Novi Sad hanno tifato Spagna sin dal principio, 'ripagati' dai giocatori in maglia rossa che, dopo un inizio difficile ed equilibrato (anche per colpa di Oleg Grams, finalmente in grado di farsi valere tra i pali), piazzano un micidiale 7-0 (dal 7-8 al 14-8) in nove minuti (dal 17° al 26°). Merito della cinque-uno messa in campo da Valero Rivera, e della precisione in attacco di Roberto Garcìa Parrondo e Cristian Ugalde, i quali timbrano pure gli ultimi due goal del tempo, portando lo score sul 17-11.

Game over? Ma anche no. Complice una fase difensiva tornata efficace, la Russia estrae dal cilindro una maestosa (quanto obbligatoria, date le circostanze) reazione nella seconda parte, riducendo il gap ad una lunghezza quando corre il minuto 47. Sforzo fruttuoso ma notevole, a cui pagheranno dazio nell'ultima fase di gara: la rimonta terminerà incompiuta, con gli spagnoli, tra i quali eccelle pure Joan Cañellas, ad allungare di nuovo mettendo al sicuro risultato e vittoria del gruppo. Non bastano le otto meraviglie di Konstantin Igropoulo, esaltatosi nel 'derby personale' con i compagni di club del Barcellona e i grandi rivali dell'Atlètico Madrid, né il 100% al tiro di Alexander Chernoivanov: come prevedibile, la Russia, pur uscendo a testa alta, è la vittima sacrificale del girone di ferro.

Curioso il commento di Valero Rivera sulla direzione di gara, evidentemente non gradita al mister iberico: 'gli arbitri sono stati il fattore che ha riequilibrato la partita; poi però, quando si sono resi conto che la Russia era arrivata ad un solo goal, ci hanno favorito'.

Gruppo C - Risultati
** Spagna - Russia 30-27 (11-11)
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Play-by-play (pdf);
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** Ungheria - Francia 26-23 (12-14)
Statistiche 01 (pdf);
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Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Spagna 5 p. 2-1-0 (83-77) +6
3. Ungheria 4 p. 1-2-0 (81-78) +3
2. Francia 2 p. 1-0-2 (77-79) -2
_________________________________
4. Russia 1 p. 0-1-2 (82-89) -7

Nell'altro girone la Slovenia, trascinata dai goal del trio Gaijć-Skube-Dolenec, conquista una meritata vittoria contro gli islandesi ai quali, in una serata-no di entrambi i portieri messi in campo da coach Gudmundsson, non sono sufficienti i nove goal di Gudjón Valur Sigurdsson. Gli islandesi però ricevono un fondamentale e (forse) insperato aiuto proprio dagli avversari, in uno 'strano' (eufemismo) finale che ha visto i nordici, sotto di quattro lunghezze (34-30) a meno di trenta secondi dalla fine ed a secco di reti da oltre tre minuti, andare in goal due volte nel giro di 25 secondi, contro una difesa slovena all'apparenza non troppo agguerrita (eufemismo).

PICCOLO PARTICOLARE: una vittoria slovena di quattro reti avrebbe portato avanti Slovenia e Norvegia, ma con gli sloveni al Main Round con ZERO punti, per via dei confronti diretti con le altre qualificate. Con il più due finale (34-32), se combinato ad una probabilissima vittoria croata sulla Norvegia, passavano sloveni e islandesi, e la Slovenia sarebbe andata al turno seguente con DUE punti. Ma guarda che coincidenza ...

La pantomima (di questo si è trattato) recitata dalla difesa slovena negli ultimi trenta secondi, finita mediaticamente in ombra dopo il tracollo francese, ha influenzato l'esito del gruppo, però la Norvegia ci ha messo del suo, 'guadagnandosi' l'eliminazione con una prova incolore nella sfida, ovviamente persa, contro la Croazia. Ivan Cupić (miglior realizzatore slavo), Denis Buntić (MVP dei suoi), Mirko Alilović (una certezza tra i pali) e le altre stelle balcaniche hanno dominato sin dalle prime fasi, contro una formazione scandinava apparsa troppo Mamelund-dipendente in attacco, ed in grado di segnare la miseria di otto goal in trenta minuti. Il 13-8 dell'intervallo la dice tutta. O forse no, perché senza la parate di un grande Ole Erevik (43% di media a fine partita), bravo a rispondere da par suo alle prodezze di Alilović, la nave vichinga sarebbe totalmente colata a picco.

Non cambia molto, comunque: seppure i norvegesi abbozzino una mini-rimonta in apertura di ripresa (quando la fase difensiva raccoglie qualche frutto ed i vari Tvedten, Myrhol, Lund tornano brevemente a farsi notare) portandosi sul 12-15 (minuto 38), la Croazia non si lascia impressionare: Ivano Balić (due reti per meno di venti minuti in campo) ed i già citati Buntić e Cupić rispediscono indietro l'avversario. L'ultimo spicchio del match serve solo a rimpinguare il tabellino di alcuni giocatori, ma la Norvegia vista in campo venerdì a Vršac è davvero poca cosa, e finisce per meritare l'eliminazione, a prescindere da quanto di 'sospetto' avvenuto in precedenza.

Gruppo D - Risultati
** Slovenia - Islanda 34-32 (17-13)
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Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Croazia - Norvegia 26-20 (13-8)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Croazia 6 p. 3-0-0 (88-78) +10
2. Slovenia 2 p. 1-0-2 (90-91) -1
3. Islanda 2 p. 1-0-2 (85-87) -2
_________________________________
4. Norvegia 2 p. 1-0-2 (80-87) -6

venerdì 20 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Venerdì 20 Gennaio.

Termina oggi la prima fase del torneo in Serbia, con le ultime sfide dei gruppi C e D. Un appuntamento al quale si giunge con un solo verdetto emesso in precedenza: la qualificazione della Croazia, unica squadra rimasta a punteggio pieno.

Un appuntamento a cui la Francia approda senza Michaël Gouigou. L'ala sinistra del Montpellier, arrivato agli Europei in forma precaria dopo il rientro dall'infortunio, non riesce a tenere il ritmo della competizione e se ne ritorna a casa. Al suo posto Claude Onesta ha chiamato un altro reduce dall'infermeria transalpina, il compagno di reparto e di club Samuel Honrubia. Una soluzione forse non ottimale, in quanto pure lui si era recentemente infortunato e di sicuro non sarà al top, ma questo è ciò che ora passa il convento transalpino, ed i 'campioni di tutto' devono fare di necessità virtù.

I 'galletti' sono attesi da un rivale 'tosto': l'Ungheria dei pareggi (l'ultimo arrivato grazie ad un rigore quantomeno generoso concesso a tempo scaduto, ma soprattutto dopo una prova coriacea contro la Spagna), che li affianca a quota due in classifica e a Novi Sad gioca praticamente in casa. Una sconfitta rischierebbe addirittura di mandare Les Experts fuori al primo turno - ipotesi fantascientifica, ma non totalmente da escludere visto quanti colpi di scena questi Europei ci stanno regalando - ed anche un pareggio avrebbe un potenziale nefasto, spedendo con molta probabilità i francesi al Main Round con non più di un misero punticino.

Parecchio dipenderà dall'altra sfida, quel Russia - Spagna che vede gli iberici nel ruolo di favoriti, ma non troppo. Igropulo, che stasera avrà il suo 'derby personale' con gli abituali compagni del Barça, ed il blocco del Medvedi sono un gruppo 'roccioso' (come lo definisce il quotidiano Marca) in grado di creare problemi, soprattutto grazie ad una buona fase difensiva, se non si è in grado di stroncarli subito come aveva opportunamente fatto la Francia. E se non si possiedono grandi cannonieri dai nove metri (e la Spagna NON sembra possederne...). Gli spagnoli dovranno comunque lasciar da parte le loro recriminazioni per il comportamento della coppia arbitrale tedesca nell'ultimo match, e recuperare quel binomio difesa-contrattacco che aveva funzionato all'esordio ma molto meno contro l'Ungheria. Sul lato orientale, ci si augura che più giocatori possano salire ai livelli raggiunti nei primi centoventi minuti dal pivot Mikhail Chipurin, dal portiere Vadim Bogdanov (il compagno di reparto Grams finora ha convinto poco) e dal centrale Pavel Atman.

Nell'altro gruppo (D), con sede a Vršac, la Croazia, per quanto sicura del passaggio del turno, scenderà in campo decisa a conquistare punti preziosi (da portare alla fase seguente) nel match con la Norvegia. Anche alla luce degli ultimi scontri diretti fra le rivali odierne, gli scandinavi si annunciano come squadra da prendere con le molle, in grado di far vedere buone cose nei primi due match del torneo, e al tempo stesso di mostrare i soliti difetti: la mancanza di quella mentalità vincente che le loro connazionali del gentil sesso hanno da vendere, più una innata abilità nel gettare al vento partite e situazioni all'apparenza favorevoli. Solita incognita Balić (quanto giocherà ? Quanto segnerà ? L'unica certezza è che l'infortunato Vuković non sarà della partita) per mister Goluža, comunque dotato di molte frecce al proprio arco; più a nord faranno affidamento sulla vena realizzativa dei vari Mamelund e Tvedten, e sul portiere Erevik, ma sarà una partita speciale anche per Johnny Jensen, il quale festeggia le 200 presenze con la maglia della 'landslag', la nazionale di Oslo.

La Slovenia resta aggrappata ai numeri di Miha Žvižej, ed a quelli di una classifica che ancora non li sta dando per spacciati. Ma come lo stesso pivot slavo ammette, contro l'Islanda c'è bisogno di un grande partita, senza gli errori e le lacune evidenziati nella sconfitte (di misura) dei primi due match, e di una vittoria con almeno un paio di reti di scarto. Scandinavi favoriti, e con un'ultima aggiunta al gruppo (Oddur Grétarsson, ala sinistra dell'Akureyri HK, 22 anni per un metro e ottantuno con già molte presenze in nazionale), seppure all'apparenza meno solidi che in passato, anche a causa di una panchina su cui non fare troppo affidamento. Un K.O. 'pesante' rischia addirittura di mandare a casa anticipatamente i vincitori dell'ultima medaglia di bronzo.

** h. 18:10: SLOVENIA (0 punti) - ISLANDA (2)
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 18:15: RUSSIA (1) - SPAGNA (3)
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

** h. 20:10: CROAZIA (4) - NORVEGIA (2)
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 20:15: FRANCIA (2) - UNGHERIA (2)
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

Dirette TV sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra): Spagna - Russia alle 18:15 e, due ore dopo, Croazia - Norvegia e Francia - Ungheria in simultanea. Sintesi della giornata alle ore 22:00 circa slla medesima emittente, ed intorno alle 23:00 su Eurosport tedesco.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta