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domenica 29 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: La Croazia vince agevolmente la finale per il Terzo posto.

Croazia di Bronzo. I balcanici vincono meritatamente, battendo la Spagna con lo score di 31-27, la finale per il 3/4 posto, condotta in pratica dall'inizio alla fine. Decisive la precisione al tiro di Ivan Čupić e gli otto goal di Blazenko Lacković, quest'ultimo MVP dei suoi. Oltre alla coppia-vincente, tra le fila slave bene Igor Vori, Marko Kopljar, e Mirko Alilović in porta (tre rigori avversari neutralizzati). Sull'altro fronte positive le prestazioni di Daniel Sarmiento, Victor Tomás ed Iker Romero, però non assistiti in fase offensiva dai compagni, e la Spagna ne risente. Sierra gioca poco e non azzecca nulla, mentre l'altro portiere Hombrados offre una prestazione così così.

Le reti della coppia Vori - Lacković propiziano il 9-4 del primo quarto d'ora, che sembra già indirizzare la sfida nel verso giusto per la Goluza-band. Iberici impacciatissimi in attacco nella prima fase di gara, ma Sarmiento e Tomás evitano comunque il tracollo, ed è proprio un tris a firma dei due assi del Barcellona a riportare la Spagna, brava ad approfittare di una superiorità numerica (due minuti a Čupić), al meno uno dell'intervallo. Peccato che l'infortunio di Tomás sullo slancio di un goal realizzato lo metta fuori gioco per il secondo tempo.

Che inizia con Julen Aguinagalde a trovare addirittura il pareggio dai sei metri, sfruttando un assist del solito Sarmiento, ma è un fuoco di paglia. Lacković e Čupić ristabiliscono il +4, poi fa brevemente la sua apparizione nel tabellino marcatori anche Ivano Balić. Ci mette la firma (tre volte) pure Ivan Nincević, ed all'entrata negli ultimi dieci minuti, sul 26-21, i giochi sembrano fatti. La Spagna prova ad abbozzare una rimonta, arriva sul meno due, ma con Alilović di nuovo sugli scudi (sette metri di un mediocre Parrondo respinto al mittente) la Croazia amministra e si porta a casa un terzo posto conquistato con pieno merito.

** Croazia - Spagna 31-27 (13-12)
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martedì 24 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Francia KO. Il ciclo dei Campionissimi è finito. La Croazia si prende la sua rivincita.

ADIEU LES BLEUS! ADIEU sul serio! Stavolta è ufficiale: il ciclo vincente della Francia pigliatutto è terminato. Lo squadrone capace di monopolizzare la scena da Pechino in avanti se ne torna a casa con le pive nel sacco, eliminata con un turno d'anticipo, e per giunta da quella Croazia che, dopo tante amare sconfitte negli ultimi anni, si prende una rivincita per loro gustosissima. Addirittura con uno score finale umiliante, un 29-22 onestamente punitivo per i francesi, rimasti in partita (e in certi istanti pure in doppio vantaggio) per una quarantina di minuti, prima di crollare nel finale. Per i croati una serata trionfale: la vittoria arriva anche senza l'indisponibile Strlek e con Balić in campo appena quattro minuti e mezzo.

L'acuto di partenza viene da Titi Omeyer, che si presenta neutralizzando un tentativo di Blazenko Lacković, giusto per ricordare agli avversari quanti danni ha fatto loro nelle sfide precedenti. Ma tutto procede su binari di equilibrio, con alternanza di vantaggi, e con Cédric Sorhaindo, tornato in forma dopo l'infortunio alla coscia, a farsi notare grazie ad una doppietta, mentre Nikola Karabatic e Bertrand Gille si fanno notare … per la manifesta incapacità di farsi notare!! Visto che senza il loro apporto la Francia non riesce a pungere troppo in attacco, i croati decidono di provare la fuga, e nonostante gli sforzi del solito Titi fra i pali, scavano un primo solco importante: Lacković e soprattutto un Marko Kopljar in grande spolvero (già pericolosi nei primi minuti, entrambi finiranno il tempo con una tripletta a testa) firmano il 9-6 per i prossimi membri dell'Unione Europea.

A rovinare il momento favorevole ci pensa … il loro stesso allenatore, colpevole di inventarsi un time out del tutto inutile in quella situazione. Anzi, dannoso: al rientro in campo segue un lungo black-out degli slavi, che un po' per colpe loro e molto per merito di Omeyer smarriscono la via del goal durante otto giri dell'orologio. Nei quali i francesi, con Bertrand Gille finalmente in palla e Luc Abalo e Jérôme Fernandez a colpire dalla distanza, li trafiggono cinque volte, ribaltando completamente la situazione: da 6-9 ad 11-9. Drago Vuković e Zeljko Musa tengono però gli uomini di Goluža in partita, e le squadre vanno negli spogliatoi sul 12-11 per i Bleus.

Stessa tonica in apertura di ripresa: la Francia prova a creare il gap, la Croazia non lo consente. A Xavier Barachet rispondono tre reti timbrate dal folletto Ivan Cupić, micidiale dall'ala destra ed in contropiede, e al 38° minuto tutto torna come prima (15-15). L'onore / onere di scappare adesso tocca ai croati, che ne approfittano: Mirko Alilović si esalta in porta, Cupić, ancora lui, saltella di gioia fino alla panchina dopo aver trasformato un rigore, mentre Karabatic finalmente combina qualcosa … si becca un due minuti!! Non fa in tempo a rientrare che Les Experts ritrovano, con perfetta tempistica, l'inferiorità numerica, per 'merito' di Fernandez.

Un parziale di 5-1, che tra le firme porta il nome di Marko Kopljar, autore di una delle sue migliori prestazioni di sempre, sigilla il 22-19 di metà ripresa. Adesso c'è una sola squadra in campo (e sulle gradinate): lo si capisce quando il solito infallibile Cupić non sbaglia mai dai sette metri, e dall'altra parte Alilović, esaltante ed esaltato, neutralizza due rigori. E' il massimo vantaggio (cinque reti) per la Croazia. Onesta chiama i suoi spaesati giocatori a raccolta, ma il time-out è ininfluente, la frittata ormai è fatta. Al doppio rigore del capitano Fernandez rispondono Duvnjak e Horvat (c'è gloria anche per loro) con Blazenko a prendersi la rivincita su Omeyer timbrando l'ultima rete a fil di sirena.

L'immagine di Omeyer chinato a raccogliere l'ultimo pallone finito (beffardamente) in porta dopo aver sbattuto suo palo, in mezzo ai cori di giubilo dei fans croati, e forse la migliore istantanea della débacle di una squadra che qualcuno addirittura vorrebbe arrivata agli Europei ... solo per prepararsi meglio alle Olimpiadi. Non crediamo sia così. Più probabilmente erano arrivati in Serbia con l'intenzione di far ancora bene, ma tra infortuni, scarsa preparazione (solo due test-match disputati contro la non irresistibile Norvegia una settimana prima dell'inizio del torneo) e quant'altro, compresa l'involuzione di Karabatic, non erano abbastanza 'attrezzati'. Fine di un ciclo? Certamente. Fine dei successi di questa Francia? E' tutto da dimostrare … Sarà curioso vedere la performance di Luc Abalo e soci a Londra.

Prima però c'è da trovare il loro successore sul trono continentale. Dopo la prova di stasera, specialmente nell'ultimo terzo di gara, la Croazia rinforza di molto la propria candidatura. Sfide molto dure (a cominciare da una probabile derby con la Serbia, in campo stavolta molto ostile) attendono però i croati, che tra l'altro, alla fine della loro partita, non sono matematicamente in semifinale. Vedremo cosa ci riserverà ancora questa fucina di sorprese che si sta dimostrando l'Europeo 2012.

** Croazia - Francia 29-22 (11-12)
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mercoledì 24 novembre 2010

Bundesliga: l'Amburgo vince un'altra battaglia!

Ogni settimana un'emozione. Dopo la straordinaria vittoria nel big match di otto giorni fa contro il THW Kiel, l'Amburgo esce vincente da un'altra grande sfida ad altissima tensione del campionato tedesco.

La vittima di turno è il Rhein-Neckar Löwen, che parte bene e rimane in testa per lunghi tratti dell'incontro, arrivando all'intervallo su 16-13 a proprio favore. Ma l'HSV, trascinato dai suoi gioielli slavi Duvnjak (6 reti oggi), Vori (7) e Lackovic (5), torna in campo con il coltello tra i denti e riaggancia gli avversari rapidamente ad inizio ripresa. L'altalena di emozioni e di vantaggi prosegue fino al termine, con Marcin Lijewski oggi a segno appena due volte, ma una è decisiva in quanto rompe definitivamente l'equilibrio realizzando quel 32-31 che sarà pure score finale. Brividi fino all'ultimo secondo, ovvero sino al tiro franco in extremis dei 'leoni' che finisce alto sopra la porta di Johannes Bitter e fa esplodere ancora una volta di gioia il pubblico della o2 World Arena.

Neppure le undici reti di Uwe Gensheimer fermano la marcia della capolista che, dopo aver sofferto per sessanta minuti, vede confermata la propria leadership della Bundesliga. E nemmeno impediscono al RNL di uscire con la ossa rotte dal suo 'tour de force' nella Germania settentrionale: sconfitta a Kiel in Champions tre giorni fa, e sconfitta oggi, in un modo che certamente lascera l'amaro in bocca agli uomini di Gudmundur Gudmundsson, tra l'altro precipitati a cinque punti dalla vetta.

Vincono anche il Füchse Berlino, che mantiene il suo sorprendente secondo posto, ed il THW Kiel. Ma mentre le 'volpi', pur senza strafare, prevalgono abbastanza agevolemente sul HBW Balingen-Weilstetten (a parte qualche brivido nel finale, con il top scorer Ivan Nincevic ed i suoi compagni obbligati e ricacciare indietro un avversario che li aveva raggiunti più volte), le 'zebre' rischiano davvero grosso contro il Madgeburgo. Campioni d'Europa costretti ad inseguire per tutto il primo tempo, in cui arrivano persino al meno quattro dell'intervallo. Al pari dell'Amburgo, iniziano la seconda parte con la grinta necessaria, e trovano il pareggio con Filip Jicha - migliore dei suoi con nove reti - intorno al minuto 39. L'equilibrio dura ancora fino al 51°, poi una doppietta del ceco (ancora lui) produce l'allungo definitivo, con Palmarsson e Jérôme Fernandez a sigillare la vittoria del THW a dispetto della doppia cifra (dieci reti) personale di Robert Weber, giovane e talentuosa ala destra austriaca da quest'anno nelle fila del Magdeburg.

Colpo esterno del Frisch Auf Göppingen che domina il DHC Rheinland in pratica dall'inizio alla fine e di conseguenza strappa il quarto posto al povero RNL, mentre il Lemgo riesce nell'impresa di perdere contro il Melsungen, portato alla sua seconda vittoria dai greci Vasilakis, Karipidis e soprattutto Sanikis. Pareggio nell'anticipo di martedì fra Grosswallstadt e Gummersbach; l'Ahlen-Hamm adesso ultimo giocherà sabato a Lubecca, prima che Hannover e Wetzlar si misurino nella sfida-salvezza che chiuderà il turno domenica.

Bundesliga - 13a Giornata
** TV Grosswallstadt - VfL Gummersbach 25-25 (11-14) dettagli
** HSV Hamburg - Rhein Neckar Löwen 32-31 (13-16) dettagli
** MT Melsungen - TBV Lemgo 27-26 (16-13) dettagli
** Füchse Berlin - Balingen Weilstetten 32-28 (18-15) dettagli
** DHC Rheinland - Frisch Auf Göppingen 21-27 (6-12) dettagli
** THW Kiel - SC Magdeburg 25-22 (11-15) dettagli

** Flensburg Handewitt - TSG Friesenheim 35-26 (08.09.2010) dettagli

*** TuS N-Lübbecke - HSG Ahlen Hamm 27.11 h. 15:00
*** TSV Hannover Burgdorf - HSG Wetzlar 28.11 h.17:30

CLASSIFICA PROVVISORIA
1 HSV Hamburg 24:2
2 Füchse Berlin 23:3
3 THW Kiel 22:4
4 Frisch Auf Göppingen 20:8
5 Rhein-Neckar Löwen 19:7
6 SG Flensburg-Handewitt 18:8
7 VfL Gummersbach 17:9
8 SC Magdeburg 14:12
9 TV Grosswallstadt 13:13
10 TBV Lemgo 12:14
11 HBW Balingen-Weilstetten 11:15
12 TuS N-Lübbecke 9:15
13 HSG Wetzlar 7:17
14 TSG Lu.-Friesenheim 7:19
15 TSV Hannover-Burgdorf 5:19
16 DHC Rheinland 4:22
17 MT Melsungen 4:24
18 HSG Ahlen-Hamm 3:21

martedì 16 novembre 2010

Bundesliga: Amburgo-Kiel (spettacolare) 26-25

Incredibile finale nello spettacolare scontro al vertice di questa sera in Bundesliga maschile. Sotto gli occhi - e gli impeccabili (si fa per dire) baffi - del coach della nazionale Heiner Brand, l'Amburgo emerge vincitore da una battaglia di straordinaria intensità, e talora di giocate quasi 'da playstation', contro il THW Kiel. A rendere ancor più epico il trionfo dei padroni di casa in una O2 World Arena (manco a dirlo) stipatissima, il fatto che Igor Vori e soci abbiano dovuto rincorrere l'avversario praticamente lungo l'intero arco del match, per superarlo esattamente al momento giusto, merito di una rete decisiva del decisivo Marcin Lijewski ad una dozzina di secondi dal termine.

Kiel subito in goal con Momir Ilic, e autore di un paio di mini-break, ma Amburgo in grado di tenersi a galla e addirittura godere di un minimo vantaggio (10-9), l'unico prima del clamoroso finale, intorno al diciottesimo minuto. Ma Palmarsson, Jicha e soprattutto lo svedese Ahlm propiziano uno scatto degli ospiti appena prima dell'intervallo, che sembra far pendere l'inerzia dell'incontro a favore del Kiel, avanti per 16-12 al ritorno negli spogliatoi.

Nella ripresa l'Amburgo non demorde, ma per quanto si sforzi risulta incapace di raggiungere gli avversari, che rimangono sempre al comando fino al 23-25, opera del 'solito' Ilic (sette meraviglie per lui nel big-match, top scorer dei suoi al pari di Filip Jicha) intorno al 53°. Da quel momento in poi, per i campionissimi di Germania ed Europa cala la notte: un Johannes Bitter in gran forma chiude loro la via della porta, con l'aiuto di qualche scelta avventata negli attacchi del Kiel, ed a poco servono le parate di Titi Omeyer (oggi abbastanza bene, ma non al top) dall'altro lato del campo. Lijewski - miglior marcatore amburghese in condominio con Blazenko Lackovic, sale nuovamente in cattedra, trova il punto del pareggio e quindi, nell'ultimissima azione dell'incontro, tira fuori dal cilindro una bordata che s'infila alle spalle del portiere francese e manda in visibilio i fans di casa.

Amburgo vittorioso ed ora solo in testa al campionato a quota 22 punti dopo 12 partite. Kiel rimandato, staccato dai diretti rivali e forse tra un po' addirittura scavalcato dal Rhein-Neckar Löwen. Ma oltre a sancire la sconfitta dell'Amburgo ed un esito alla fine disastroso per il Kiel la stessa, equilibratissima sfida, in fin dei conti decisa dai dettagli, ha dimostrato che la Bundesliga rimane sempre assai aperta e la strada per il titolo è molto, molto lunga.

Cliccando sul seguente link trovate i tabellini, le statistiche e i dati sull'andamento dell'incontro:

http://liveticker.toyota-handball-bundesliga.de/spiel_001511000000000000000000000000000001108.html