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venerdì 19 ottobre 2012

PSG Handball inarrestabile. Honrubia e soci si mangiano pure i savoiardi ...

Serata storica per il Paris Saint Germain handball, che si ritrova leader unico del campionato francese dopo aver espugnato d'autorità Chambéry (28-24) nell'anticipo del sesto turno di LNH, nonché scontro al vertice fra le uniche due squadre fino allora rimaste a punteggio pieno. Il PSG non è però la sola imbattuta del campionato: il Dunkerque ha quattro vittorie ed un pareggio all'attivo, e proverà a rompere il giocattolino dello sceicco qatariota il prossimo sabato 10 Novembre.

Alla squadra-faro della capitale il successo contro i 'savoiardi' mancava dal 1° Novembre 2006, quando però il PSG vinse in casa (per l'ultima vittoria esterna occorre ritornare al 25 Marzo dello stesso anno). Il successo di giovedì sera è maturato nella ripresa, dopo il perfetto equilibrio (13-13) dell'intervallo, e dovuto in particolare al trio delle meraviglie Samuel Honrubia (9 reti su una decina di tiri!!), Mladen Bojinović (7) e Mikkel Hansen (6 goal, ed una rilevante utilità pure come assistman), ma anche alle parate di Juan Manuel Sierra, entrato nel secondo tempo per mettere il suo timbro personale sul match.
Immagine dell'incontro tratta dalla pagina online del quotidiano sportivo L'Equipe.

E se qualcuno potrebbe storcere il naso davanti all'apparente disparità di trattamento fra Honrubia e Boijnović (i due ex del Montpellier, implicati nell'affare scommesse, possono tranquillamente scendere in campo...) da una parte ed i loro ex compagni di squadra costretti dalla giustizia ad uno stop forzato dall'altra, Bertrand Gille, stella dei battuti di serata, non risparmia invece complimenti ai vincitori: 'a noi manca ancora tanto per creare problemi a questa bella squadra di Parigi. La maturità che stanno dimostrando è impressionante, congratulazioni a loro'.

Tra le fila parigine, un Didier Dinart in versione pompiere opta invece per smorzare ogni eccesso di entusiasmo: 'siamo i grandi favoriti del campionato, ma questa è solo la sesta giornata. Dobbiamo ancora perfezionare il nostro gioco. Fra noi c'é molta solidarietà, è un piacere giocare insieme.'

giovedì 6 settembre 2012

L'handball tra crisi spagnola e 'terra promessa' francese

Sull'edizione online del quotidiano sportivo madrileno Marca è apparso, corredato da 'inevitabile' foto di un Mikkel Hansen a tutto sorriso con la maglia della sua nuova squadra, un interessante (seppur lungo e un po' ridondante) articolo a firma Jorge Dargel che tratta l'attualissima questione del trasferimento degli assi di varie nazionalità nel campionato di Francia, visto ormai se non a livello di 'Paese dei Bengodi' dell'handball, quantomeno come una destinazione molto attraente, vuoi anche solo per motivi economici - leggasi in particolare alla voce 'sceicchi del Paris Saint Germain'. Articolo che quindi si sofferma, partendo da presupposti reali ma forse scivolando nel catastrofismo, sulla crisi del 'balonmano' spagnolo, con l'emorragia di campioni (anche della nazionale) verso altri lidi, soprattutto appena oltre i Pirenei.

Traduciamo e riportiamo il contenuto del pezzo (con il quale, va detto, la maggioranza dei lettori spagnoli sembra d'accordo).



Francia, la nuova terra 'promessa'

La Ligue Nationale d'Handball ha fatto un salto di qualità accaparrandosi un buon numero di stelle, alcune delle quali spagnole, provenienti da altri grandi campionati come la Asobal. La massima competizione francese progredisce ogni anno, grazie alla solidità economica che offrono i suoi club, in parallelo al continuo peggioramento di quella spagnola causato sia dalla crisi economica che dalla cattiva gestione finanziaria opera dei suoi dirigenti.

Molti storsero il naso quando, nel 2009, Nikola Karabatić, allora senza dubbio il miglior giocatore del mondo, decise di lasciare il THW Kiel e la Bundesliga per 'tornare a casa'. Il giocatore francese aveva scelto di tornare a Montpellier, nella squadra che lo aveva visto crescere sportivamente e 'spinto' verso il campionato tedesco - il migliore del pianeta - e verso uno dei più grandi club di questo sport.

Alcuni lo criticarono affermando che 'Kara' stesse facendo un passo indietro nella sua carriera, ma il giocatore di origine serba aveva le idee chiare: intendeva tornare in Francia ed a far parte della 'squadra del cuore', vicino al fratello Luka ed al padre Branko, poi morto nel maggio 2011. In uno di quei gesti che sembrano riservati ai geni, questo fuoriclasse aveva deciso di rinunciare ad una maggiore quantità di denaro e titoli internazionali per motivi sentimentali.

Ma anche perché era a conoscenza dell'interessante progetto sportivo del Montpellier, squadra che migliora sostanzialmente in ogni stagione, con l'apporto di gente nuova, per cercare di raggiungere la Final Four e lottare per vincere la Champions League, dato che in Francia oggi è già, in maniera quasi dittatoriale, l'assoluto padrone delle competizioni nazionali. Forse 'Niko', oltre ad essere uno di quei giocatori che saranno sempre ricordati nel mondo della pallamano per le loro qualità, è stato una specie di 'veggente', in grado di aprire ad altre grandi stelle le porte del campionato transalpino.

A seguire subito Il 'genio francese' sulla strada da Kiel a Montpellier ci ha pensato l'ala slovena Kavticnik, tra i migliori in assoluto nel proprio ruolo. Ma anche nella scorsa stagione uno degli atleti di maggior successo, Jérôme Fernandez, ha lasciato lo squadrone tedesco per trascorrere i suoi ultimi anni di carriera sportiva nel Tolosa. A questi nomi si aggiungerà prossimamente Thierry Omeyer, con Sjöstrand pronto a rimpiazzarlo fra i pali della compagine teutonica. L'ultimo della lista potrebbe risultare Narcisse, di cui tempo fa si vociferaba di un futuro approdo al Saint Raphaël.

In procinto di debuttare come parte integrante del campionato francese nella stagione ormai dietro l'angolo sono i fratelli Gille, di ritorno nella 'loro' Chambéry dopo aver vissuto i migliori anni di carriera ad Amburgo, ove sono considerati due autentici miti. Altri, come il norvegese Erlend Mamelund, il croato Metlicic e lo spagnolo Malmagro, vanno a rafforzare ulteriormente l'attuale campione Montpellier, che si troverà Paris Saint-Germain e Chambéry come concorrenti principali per i trofei nazionali. La squadra parigina ha visto la propria traiettoria cambiare di 180 gradi dopo aver raggiunto la salvezza in extremis all'ultimo turno della scorsa stagione. Salvezza che ha consentito l'accesso dei 'petrodollari' della Qatar Foundation, alla base di un progetto sportivo apparentemente faraonico.

Questo nuovo PSG incute timore solo a vederne la formazione, rimodellata (con 11 facce nuove) quest'estate con l'arrivo di numerosi rinforzi, la maggior parte da altri campionati. Il loro ultimo acquisto, Mikkel Hansen, attualmente il migliore giocatore del mondo, va a completare una rosa che se si amalgama in fretta può aspirare a vincere tutte le competizioni nazionali. Al fuoriclasse danese va infatti aggiunto un cast di star del calibro di Luc Abalo, Antonio García, Didier Dinart, Marko Kopljar, Samuel Honrubia, José Manuel Sierra, più gli islandesi Robert Gunnarsson e Asgeir Hallgrimsson.

Anche la seconda divisione francese avrà nomi conosciuti, come il 'globetrotter' Vladica Stojanovic che entrerà nei ranghi dell'Aix-en-Provence, o l'argentino Federico Vieyra, il ceco Tomas Reznicek ed il tedesco Matthias Baur, tutti acquisti dell'Istres che punta a tornare nella LNH il più velocemente possibile.

E adesso quelli che si strappavano i capelli quando Karabatic era tornato a Montpellier cominciano a notare quanto i club francesi si rinforzino ad ogni stagione con pedine di fama internazionale. I motivi di questa 'migrazione' sono chiari: il campionato transalpino ed i suoi team stanno migliorando in virtù di interessanti progetti economici e sportivi, che fra l'altro tolgono protagonismo all'Asobal, tuttora secondo miglior campionato al mondo dopo l'onnipotente Bundesliga, sorta di 'NBA' della pallamano. Da parecchi anni il campionato spagnolo ha perso lo status di 'migliore al mondo' a tutto vantaggio della Bundesliga tedesca, ma adesso rischia persino di scivolare in terza posizione, a benificio del paese limitrofo.

Vedere come un posto nella Ligue garantisca uno stipendio mensile, per giunta con una buona busta paga, è un fattore chiave al momento della scelta di militare in un club francese. Basterebbe domandare a qualsiasi atleta di una squadra spagnola se preferisce avere la certezza di essere pagato alla fine di ogni mese, oppure solo a fine anno ... E' sintomatico che ben tredici giocatori siano emigrati dalla Liga verso il torneo francese, con una nutrita rappresentanza di atleti spagnoli in questo esodo. Mentre solo tre 'coraggiosi' (Barachet, Dahl e Iker Serrano) hanno fatto il cammino opposto, lasciando la Francia in direzione Spagna ...

Alla salute finanziaria dei club transalpini, tranne il caso del Tolosa con i suoi gravi problemi economici (i giocatori hanno dovuto abbassarsi lo stipendio del 17%), va aggiunto il buon lavoro svolto dalla LNH, l'ottima affluenza di pubblico nei vari palazzetti e l'attenzione mediatica. Appare chiaro come, se tutti questi fattori funzionano, sia solo questione di tempo prima che affluiscano gli sponsor, fondamentali perché qualsiasi entità sportiva non si veda costretta a chiedere aiuto alle istituzioni pubbliche, a loro volta obbligate dalla crisi economica a tagliare quelle sovvenzioni in precedenza elargite ai club professionistici.

La Francia è dunque tornata ad essere la 'terra promessa', soprattutto per gli spagnoli, come accadeva dopo la Seconda Guerra Mondiale ed alla fine degli anni '50, in quanto la Ligue assicura stabilità economica ed buon salario che, in generale, permette agli atleti di vivere esclusivamente giocando a pallamano. Cosa che in Spagna sta diventando sempre più patrimonio unico delle maggiori squadre, o di qualche elemento dei club 'minori': é raro che nel corso di una stagione non si parli di società dove gli stipendi non vengono pagati, oppure costrette a rinunciare a giocare in Europa, a retrocedere se non addirittura scomparire in seguito al debito accumulato dopo una nefasta gestione da parte dei dirigenti.

E come succedeva nel lontano passato, i giocatori spagnoli iniziano a vedere di nuovo nella Francia la terra promessa. Prima era difficile trovare qualcuno del nostro paese in una squadra francese, Edu Fernández è stato fra i pochi tentando la fortuna a Chambéry, in un campionato a quei tempi minore, ma adesso, visto come stanno le cose nella Asobal, sta diventando un'opzione altamente consigliata. Un altro 'pioniere' fu Valero Rivera Jr., che aveva scelto di trasferirsi a Nantes per aprire una nuova tappa della sua carriera sportiva in un posto dove i tifosi non guardassero troppo al suo cognome. Ed il figlio dell'allenatore della nazionale non sta facendo affatto male, tanto da risultare capocannoniere della sua squadra nelle ultime due stagioni, ed essere scelto come 'miglior ala sinistra' e 'miglior giocatore' della LNH' nel più recente campionato, quando è pure terminato secondo nella classifica dei top scorer dell'intera Ligue.

Al termine della stagione 2010-11 altri giocatori spagnoli decisero di emigrare nel campionato francese: i pivot Borja Fernández, che scelse il Nantes del suo ex compagno Valero Rivera Jr., ed Iker Serrano, acquistato dal Tremblay, più il terzino destro Salva Puig attualmente al Tolosa. Ma il grande 'fuggi-fuggi' ha sicuramente avuto luogo quest'estate, quando sei giocatori del nostro paese, compresi alcuni membri della nazionale, sono stati 'costretti' ad andarsene dalla Spagna in cerca di un futuro più roseo. Il primo è stato Jorge Maqueda, che ha visto il Nantes come miglior scelta professionale, seguito da Alberto Entrerríos. Poi sono arrivati Rafa Baena (Creteil), Antonio García e José Manuel Sierra (PSG), oltre a Cristian Malmagro (Montpellier).

Continuando di questo passo, probabilmente non saranno gli ultimi a trasferirsi nel torneo francese, di fronte al panorama che offrono la Liga e vari club spagnoli, in un campionato dove ormai non basta più perdere alcune delle sue stelle, ma che comincia a lasciarsi scappare alcuni fra i migliori atleti della selección ... E purtroppo ciò non capita solo nella pallamano maschile spagnola; vi è qualcosa di simile in ambito femminile, che a sua volta patisce un esodo di giocatrici verso altri paesi, tra cui la Francia (Nely Carla Alberto, Eli Chávez, Marta López, Lara González ecc.).

martedì 24 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Francia KO. Il ciclo dei Campionissimi è finito. La Croazia si prende la sua rivincita.

ADIEU LES BLEUS! ADIEU sul serio! Stavolta è ufficiale: il ciclo vincente della Francia pigliatutto è terminato. Lo squadrone capace di monopolizzare la scena da Pechino in avanti se ne torna a casa con le pive nel sacco, eliminata con un turno d'anticipo, e per giunta da quella Croazia che, dopo tante amare sconfitte negli ultimi anni, si prende una rivincita per loro gustosissima. Addirittura con uno score finale umiliante, un 29-22 onestamente punitivo per i francesi, rimasti in partita (e in certi istanti pure in doppio vantaggio) per una quarantina di minuti, prima di crollare nel finale. Per i croati una serata trionfale: la vittoria arriva anche senza l'indisponibile Strlek e con Balić in campo appena quattro minuti e mezzo.

L'acuto di partenza viene da Titi Omeyer, che si presenta neutralizzando un tentativo di Blazenko Lacković, giusto per ricordare agli avversari quanti danni ha fatto loro nelle sfide precedenti. Ma tutto procede su binari di equilibrio, con alternanza di vantaggi, e con Cédric Sorhaindo, tornato in forma dopo l'infortunio alla coscia, a farsi notare grazie ad una doppietta, mentre Nikola Karabatic e Bertrand Gille si fanno notare … per la manifesta incapacità di farsi notare!! Visto che senza il loro apporto la Francia non riesce a pungere troppo in attacco, i croati decidono di provare la fuga, e nonostante gli sforzi del solito Titi fra i pali, scavano un primo solco importante: Lacković e soprattutto un Marko Kopljar in grande spolvero (già pericolosi nei primi minuti, entrambi finiranno il tempo con una tripletta a testa) firmano il 9-6 per i prossimi membri dell'Unione Europea.

A rovinare il momento favorevole ci pensa … il loro stesso allenatore, colpevole di inventarsi un time out del tutto inutile in quella situazione. Anzi, dannoso: al rientro in campo segue un lungo black-out degli slavi, che un po' per colpe loro e molto per merito di Omeyer smarriscono la via del goal durante otto giri dell'orologio. Nei quali i francesi, con Bertrand Gille finalmente in palla e Luc Abalo e Jérôme Fernandez a colpire dalla distanza, li trafiggono cinque volte, ribaltando completamente la situazione: da 6-9 ad 11-9. Drago Vuković e Zeljko Musa tengono però gli uomini di Goluža in partita, e le squadre vanno negli spogliatoi sul 12-11 per i Bleus.

Stessa tonica in apertura di ripresa: la Francia prova a creare il gap, la Croazia non lo consente. A Xavier Barachet rispondono tre reti timbrate dal folletto Ivan Cupić, micidiale dall'ala destra ed in contropiede, e al 38° minuto tutto torna come prima (15-15). L'onore / onere di scappare adesso tocca ai croati, che ne approfittano: Mirko Alilović si esalta in porta, Cupić, ancora lui, saltella di gioia fino alla panchina dopo aver trasformato un rigore, mentre Karabatic finalmente combina qualcosa … si becca un due minuti!! Non fa in tempo a rientrare che Les Experts ritrovano, con perfetta tempistica, l'inferiorità numerica, per 'merito' di Fernandez.

Un parziale di 5-1, che tra le firme porta il nome di Marko Kopljar, autore di una delle sue migliori prestazioni di sempre, sigilla il 22-19 di metà ripresa. Adesso c'è una sola squadra in campo (e sulle gradinate): lo si capisce quando il solito infallibile Cupić non sbaglia mai dai sette metri, e dall'altra parte Alilović, esaltante ed esaltato, neutralizza due rigori. E' il massimo vantaggio (cinque reti) per la Croazia. Onesta chiama i suoi spaesati giocatori a raccolta, ma il time-out è ininfluente, la frittata ormai è fatta. Al doppio rigore del capitano Fernandez rispondono Duvnjak e Horvat (c'è gloria anche per loro) con Blazenko a prendersi la rivincita su Omeyer timbrando l'ultima rete a fil di sirena.

L'immagine di Omeyer chinato a raccogliere l'ultimo pallone finito (beffardamente) in porta dopo aver sbattuto suo palo, in mezzo ai cori di giubilo dei fans croati, e forse la migliore istantanea della débacle di una squadra che qualcuno addirittura vorrebbe arrivata agli Europei ... solo per prepararsi meglio alle Olimpiadi. Non crediamo sia così. Più probabilmente erano arrivati in Serbia con l'intenzione di far ancora bene, ma tra infortuni, scarsa preparazione (solo due test-match disputati contro la non irresistibile Norvegia una settimana prima dell'inizio del torneo) e quant'altro, compresa l'involuzione di Karabatic, non erano abbastanza 'attrezzati'. Fine di un ciclo? Certamente. Fine dei successi di questa Francia? E' tutto da dimostrare … Sarà curioso vedere la performance di Luc Abalo e soci a Londra.

Prima però c'è da trovare il loro successore sul trono continentale. Dopo la prova di stasera, specialmente nell'ultimo terzo di gara, la Croazia rinforza di molto la propria candidatura. Sfide molto dure (a cominciare da una probabile derby con la Serbia, in campo stavolta molto ostile) attendono però i croati, che tra l'altro, alla fine della loro partita, non sono matematicamente in semifinale. Vedremo cosa ci riserverà ancora questa fucina di sorprese che si sta dimostrando l'Europeo 2012.

** Croazia - Francia 29-22 (11-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

domenica 30 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: All-Star team & MVP


Eccoli qua i magnifici sette (più uno).

Scelti, come al solito prima della finale, dagli esperti (?) IHF.

Portiere: Thierry Omeyer (Francia)
Ala Sinistra: Håvard Tvedten (Norvegia)
Terzino Sinistro: Mikkel Hansen (Danimarca)
Centrale: Dalibor Doder (Svezia)
Terzino Destro: Alexander Petersson (Islanda)
Ala Destra: Vedran Zrnić (Croazia)
Pivot: Bertrand Gille (Francia)

MVP del Torneo: Nikola Karabatić (Francia)

sabato 29 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: Riassunto, risultati della partite di Venerdi 28 Gennaio

Il Mondiale di pallamano maschile 2011 avrà l'atto conclusivo che, dopo l'eliminazione della Croazia, in molti si attendevano. Francia e Danimarca infatti si contenderanno il trono (Domenica prossima, ore 17:00, Malmö Arena) dopo essersi aggiudicate le rispettive semifinali.

I Bleus 'espugnano' Malmö battendo la Svezia per 29-26, un risultato forse ancor riduttivo se rapportato alla loro effettiva superiorità in campo. Transalpini un poco in affanno all'inizio, con gli svedesi subito trascinati dall'entusiasmo, ma poi Bertrand Gille e Michaël Guigou in particolare (otto reti a testa nei sessanta minuti) portano i campionissimi al vantaggio, nonostante sia William Accambray che Xavier Barachet sentano il peso della loro relativa inesperienza a questi livelli. Il più tre della pausa (15-12) si allarga a macchia d'olio nel secondo tempo, con il giovane talento nativo di Cannes (ovvero Accambray) finalmente in palla, e sia Luc Abalo che Titi Omeyer a far sfoggio della loro bravura. Tanto che, sul 24-17 a metà ripresa, la pratica-Svezia sembrava davvero archiviata.

Però gli scandinavi, di fronte al pubblico delle grandi occasioni - seppur incapace di creare un ambiente 'caldissimo' - non sono disposti a gettar via un'opportunità storica, e tra un paio di reti di Jonas Källman e qualche bel numero di Mattias Andersson, subentrato nell'ultimo quarto d'ora ad un Johann Sjöstrand in giornata no (anche Oscar Carlén non era in forma fisica ottimale, ma è riuscito comunque a fare una cinquina di reti) piazzano un 6-1 che li riporta a meno due con poco tempo da giocare, ma abbastanza per sperare in una clamorosa rimonta. Speranze mal riposte: la Francia non si lascia impressionare e, complice un opportuno time-out che spezza il 'momento magico' degli avversari, conduce in porto una vittoria meritata, con due reti di Guigou che scacciano ogni paura.

Vittoria che li manda in finale, dove troveranno la temibile squadra danese, brava a sbarazzarsi di un avversario ostico quale la Spagna. Partita strana, con i nordici avanti quasi sempre, ma sul filo dell'equilibrio fino a pochi istanti dalla sirena. Partenza con botta e risposta tra le due parti, e con giocate spesso alla velocità della luce; i danesi, abituati a ritmi rapidissimi sin dalle prime gare, prendono un buon margine di vantaggio, con una doppietta di Kasper Søndergaard a spedirli sul 10-6.

Però sono pur sempre umani, non possono tenere il ritmo altissimo e pretendere di non sbagliare mai. Ed allora ecco che, dopo qualche imprecisione di troppo, frutto di eccessiva frenesia e della finalmente efficace 5-1 avversaria, i combattivi spagnoli ne approfittano e, tra un contropiede e l'altro, ritrovano la parità (10-10), con cui si conclude anche il tempo (12-12). L'entrata di Arpad Sterbik al posto di un non certo stratosferico Hombrados non è estranea alla 'remontada' iberica. Nè lo sono quelle di Raúl Entrerríos e Joan Cañellas.

Ma con Julen Aguinagalde pivot dalle polveri bagnate (e dalle zero reti), e le ali altrettanto inefficaci, l'inizio della seconda parte è favorevole alla 'Danish Dynamite', che stacca di nuovo i 'nemici', in grado di andare in rete appena una volta (Garabaya) in nove minuti, e vola sul 17-13. Strada spianata verso il successo? Macchè. il serbo-ungherese di Spagna torna a sbarrare la via del goal, e l'incontro si riapre: 17-16, 21-20 e poi di nuovo parità a quota 23. E' a quel punto che si decide la gara: i danesi spingono ancora sull'acceleratore e, complice qualche due minuti affibbiato alla selección da arbitri cechi non proprio amici della Spagna, provano a scrollarsi di dosso Viran Morros - finito giustamente sulla panca dei puniti - e compagni. Stavolta è quella buona: una doppietta di Hans Lindberg, spina nel fianco (destro) della difesa spagnola, fissa la score sul 27-23, leggermente ritoccato negli ultimi istanti fino al 28-24 conclusivo, score forse bugiardo di una partita incerta fino a pochi minuti dal termine.

Ma l'anima della squadra danese, il cui trionfo ha mandato in visibilio gli oltre quattromila fans che avevano tinto la Kristianstad Arena di bianco-rosso, e tra loro il principe Frederik in versione 'ultrà', sono soprattutto Mikkel Hansen e Niklas Landin. Il primo, sempre più consacrato nell'elite della pallamano internazionale (e che adesso insidia la Wozniacki come sportivo più popolare del suo paese), va a segno nove volte - sette della quali dalla lunga distanza (a Barcellona quanto si saranno pentiti di averlo lasciato andar via?) Il secondo, principale artefice della vittoria, almeno a sentire le dichiarazioni post-partita del compagno Jesper Nøddesbo, può invece vantare una percentuale di salvataggi intorno al 50%, compresi tre rigori neutralizzati. Con loro al timone, una squadra ed un'intera nazione possono sognare il colpaccio; la Francia è avvertita.

Spagnoli e svedesi si contenderanno il bronzo domenica alle 14:30, mentre nel 'derby delle deluse' (nonché ex vittime predilette della Francia) la Croazia si è imposta di misura all'Islanda in un match equilibrato ed emozionante. Balcanici avanti per buona parte della frazione di partenza, con i soliti Buntić, Zrnić e Vori ad aprire il divario a suon di goal, ma un incredibile contro-break islandese (8-1) sul finire del tempo porta all'intervallo sul 16-14 per i nordici. Al ritorno in campo le distanze rimangono tali, poi però gli slavi agganciano (25-25) e staccano gli avversari, restituendo loro l'otto a uno della prima frazione. Gli uomini del paese dei vulcani non gettano la spugna, e provano a rientrare, ma alla fine devono soccombere, anche se con il minimo scarto (34-33). Per Duvnjak e compagni arriva almeno un quinto posto finale.

La sfida per la settima piazza, più importante della precedente in quanto assegnava l'ultimo posto al 'tavolo' delle qualificazioni per Londra 2012, ha visto l'Ungheria prevalere a sorpresa su una Polonia che chiude nel peggiore dei modi un Mondiale da dimenticare. Altro che podio o addirittura finalissima, come in certe previsioni della vigilia: i polacchi rischiano di essere ormai fuori da ogni prospettiva di partecipazione olimpica (solo un 'ripescaggio' dopo gli Europei di inizio 2012 li potrebbe aiutare).

Vittoria giusta dei magiari, bravi alla partenza (3-0 immediato), e poi bravissimi a ribaltare una situazione che si era fatta difficile: dal 14-10 per Bielecki e soci si arriva al 16-14 pro-Ungheria dell'intervallo, grazie soprattutto alle reti di Tamás e Gergö Iváncsik. Il black-out polacco continua ad inizio ripresa, con conseguente incremento (19-14, pure Ferenc Ilyés ci mette lo zampino) del loro svantaggio. La reazione dei vari Bartosz Jurecki e Bartolomiej Jaszka arriva troppo tardi, e si limita a riportarli a meno due (28-30) a poco dalla sirena; il rigore - nonchè undicesimo goal personale del giorno - di Gergö Ivancsik, ala sinistra del MKB Veszprém KC, non fa altro che sigillare il trionfo della propria squadra.

Semifinale #1 (Malmö Arena, Malmö)
** Francia - Svezia 29-26 (15-12)
Francia: Guigou (8 reti), Bertrand Gille (8), Accambray (3), Karabatic (3), Abalo (2), Barachet (2), Fernandez (2), Joli (1)
Svezia: Källman (6), Ekdhal Du Rietz (5), Carlén (5), Ekberg (3), Doder (3), Arrhenius (2), Larholm 2
goal-by-goal e statistiche dell'incontro

Semifinale #2 (Kristianstad Arena, Kristianstad)
** Danimarca - Spagna 28-24 (12-12)
Danimarca: Mikkel Hansen (9 reti), Lindberg (6), Søndergaard (5), Lars Christiansen (2), Toft Hansen (2), Mads Christiansen (1), Spellerberg (1), Boesen (1), Knudsen (1)
Spagna: Cañellas (6), Raúl Entrerríos (3), Alberto Entrerríos (3), Gurbindo (2), Ugalde (2), Roberto García (2), Chema Rodríguez (1), Viran Morros (1), Juanín García (1), Rocas (1), Romero (1), Garabaya (1).
goal-by-goal e statistiche dell'incontro

* Francia e Danimarca alla finalissima.
* Spagna e Svezia alla finale 3°-4° Posto.

Finale 5°-6° Posto (Malmö Arena, Malmö)
** Croazia - Islanda 34-33 (14-16)
goal-by-goal dell'incontro

Finale 7°-8° Posto (Kristianstad Arena, Kristianstad)
** Ungheria - Polonia 31-28 (16-14)
goal-by-goal dell'incontro

lunedì 3 gennaio 2011

Francia ai Mondiali senza Guillaume Gille


Dopo le forzate, e non certo gradite dai tifosi transalpini, assenze dei vari Daniel Narcisse e Franck Junillon, arriva un'altra tegola sul cammino della Francia verso la riconferma del titolo conquistato in Croazia due anni fa. L'infortunio al piede sinistro subito nell'incontro di Bundesliga tra il suo HSV Hamburg ed il TBV Lemgo costerà molto caro a Guillaume Gille (foto da wikimedia sopra, cliccare per ingrandire): il 34enne centrale francese sarà infatti costretto a saltare i Mondiali di Svezia (13-30 Gennaio) con la sua nazionale.

Claude Onesta non ha chiamato nessun sostituto al suo posto, per cui la lista definitiva dei magnifici 16 che viaggeranno alla volta delle fredde lande scandinave uscirà dal seguente lotto di 19 giocatori, tra cui 14 dei 17 atleti vincitori dell'Europeo lo scorso Gennaio, annunciati dal mister transalpino già da alcuni giorni.

Guillaume Gille, che ha fatto il suo debutto tra i Bleus nel lontano 1996 e con loro ha vinto Olimpiadi del 2008, Mondiali nel 2001 e 2009, Europei nel 2006 e nel 2010, realizzando 669 reti in 285 incontri, era in pratica l'unico centrale 'puro' nella pre-selezione francese; toccherà quindi presumibilmente a Nikola Karabatic occupare il suo posto.

La nazionale transalpina, attualmente in ritiro a Capbreton, completerà la sua preparazione (svolta, a dire la verità, in tempi piuttosto ristretti) ai Mondiali nel Torneo di Parigi-Bercy, in programma tra Sabato e Domenica prossimi con la partecipazione anche di Argentina, Croazia e Corea del Sud, per poi volare in Svezia dove il giorno 14 affronterà la Tunisia in un impegnativo Gruppo A che la vedrà opposta pure a Bahrein, Egitto ed in particolare Spagna e Germania.

La lista dei 19 pre-convocati:

Portieri: Thierry Omeyer (THW Kiel), Daouda Karaboué (Toulouse), Cyril Dumoulin (Chambéry)

Terzini e Centrali: Jérôme Fernandez (THW Kiel), Xavier Barachet (Chambéry), Nikola Karabatic (Montpellier), William Accambray (Montpellier), Bertrand Roiné (Chambéry), Sébastien Bosquet (Dunkerque)

Ali: Luc Abalo (Renovalia Ciudad Real), Sébastien Ostertag (Tremblay), Guillaume Joli (Pevafersa Valladolid), Cédric Paty (Chambéry), Samuel Honrubia (Montpellier), Michaël Guigou (Montpellier), Arnaud Bingo (Tremblay)

Pivot: Bertrand Gille (HSV Hamburg), Cédric Sorhaindo (FC Barcelona Borges), Grégoire Detrez (Chambéry), Didier Dinart (Renovalia Ciudad Real)