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martedì 24 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Francia KO. Il ciclo dei Campionissimi è finito. La Croazia si prende la sua rivincita.

ADIEU LES BLEUS! ADIEU sul serio! Stavolta è ufficiale: il ciclo vincente della Francia pigliatutto è terminato. Lo squadrone capace di monopolizzare la scena da Pechino in avanti se ne torna a casa con le pive nel sacco, eliminata con un turno d'anticipo, e per giunta da quella Croazia che, dopo tante amare sconfitte negli ultimi anni, si prende una rivincita per loro gustosissima. Addirittura con uno score finale umiliante, un 29-22 onestamente punitivo per i francesi, rimasti in partita (e in certi istanti pure in doppio vantaggio) per una quarantina di minuti, prima di crollare nel finale. Per i croati una serata trionfale: la vittoria arriva anche senza l'indisponibile Strlek e con Balić in campo appena quattro minuti e mezzo.

L'acuto di partenza viene da Titi Omeyer, che si presenta neutralizzando un tentativo di Blazenko Lacković, giusto per ricordare agli avversari quanti danni ha fatto loro nelle sfide precedenti. Ma tutto procede su binari di equilibrio, con alternanza di vantaggi, e con Cédric Sorhaindo, tornato in forma dopo l'infortunio alla coscia, a farsi notare grazie ad una doppietta, mentre Nikola Karabatic e Bertrand Gille si fanno notare … per la manifesta incapacità di farsi notare!! Visto che senza il loro apporto la Francia non riesce a pungere troppo in attacco, i croati decidono di provare la fuga, e nonostante gli sforzi del solito Titi fra i pali, scavano un primo solco importante: Lacković e soprattutto un Marko Kopljar in grande spolvero (già pericolosi nei primi minuti, entrambi finiranno il tempo con una tripletta a testa) firmano il 9-6 per i prossimi membri dell'Unione Europea.

A rovinare il momento favorevole ci pensa … il loro stesso allenatore, colpevole di inventarsi un time out del tutto inutile in quella situazione. Anzi, dannoso: al rientro in campo segue un lungo black-out degli slavi, che un po' per colpe loro e molto per merito di Omeyer smarriscono la via del goal durante otto giri dell'orologio. Nei quali i francesi, con Bertrand Gille finalmente in palla e Luc Abalo e Jérôme Fernandez a colpire dalla distanza, li trafiggono cinque volte, ribaltando completamente la situazione: da 6-9 ad 11-9. Drago Vuković e Zeljko Musa tengono però gli uomini di Goluža in partita, e le squadre vanno negli spogliatoi sul 12-11 per i Bleus.

Stessa tonica in apertura di ripresa: la Francia prova a creare il gap, la Croazia non lo consente. A Xavier Barachet rispondono tre reti timbrate dal folletto Ivan Cupić, micidiale dall'ala destra ed in contropiede, e al 38° minuto tutto torna come prima (15-15). L'onore / onere di scappare adesso tocca ai croati, che ne approfittano: Mirko Alilović si esalta in porta, Cupić, ancora lui, saltella di gioia fino alla panchina dopo aver trasformato un rigore, mentre Karabatic finalmente combina qualcosa … si becca un due minuti!! Non fa in tempo a rientrare che Les Experts ritrovano, con perfetta tempistica, l'inferiorità numerica, per 'merito' di Fernandez.

Un parziale di 5-1, che tra le firme porta il nome di Marko Kopljar, autore di una delle sue migliori prestazioni di sempre, sigilla il 22-19 di metà ripresa. Adesso c'è una sola squadra in campo (e sulle gradinate): lo si capisce quando il solito infallibile Cupić non sbaglia mai dai sette metri, e dall'altra parte Alilović, esaltante ed esaltato, neutralizza due rigori. E' il massimo vantaggio (cinque reti) per la Croazia. Onesta chiama i suoi spaesati giocatori a raccolta, ma il time-out è ininfluente, la frittata ormai è fatta. Al doppio rigore del capitano Fernandez rispondono Duvnjak e Horvat (c'è gloria anche per loro) con Blazenko a prendersi la rivincita su Omeyer timbrando l'ultima rete a fil di sirena.

L'immagine di Omeyer chinato a raccogliere l'ultimo pallone finito (beffardamente) in porta dopo aver sbattuto suo palo, in mezzo ai cori di giubilo dei fans croati, e forse la migliore istantanea della débacle di una squadra che qualcuno addirittura vorrebbe arrivata agli Europei ... solo per prepararsi meglio alle Olimpiadi. Non crediamo sia così. Più probabilmente erano arrivati in Serbia con l'intenzione di far ancora bene, ma tra infortuni, scarsa preparazione (solo due test-match disputati contro la non irresistibile Norvegia una settimana prima dell'inizio del torneo) e quant'altro, compresa l'involuzione di Karabatic, non erano abbastanza 'attrezzati'. Fine di un ciclo? Certamente. Fine dei successi di questa Francia? E' tutto da dimostrare … Sarà curioso vedere la performance di Luc Abalo e soci a Londra.

Prima però c'è da trovare il loro successore sul trono continentale. Dopo la prova di stasera, specialmente nell'ultimo terzo di gara, la Croazia rinforza di molto la propria candidatura. Sfide molto dure (a cominciare da una probabile derby con la Serbia, in campo stavolta molto ostile) attendono però i croati, che tra l'altro, alla fine della loro partita, non sono matematicamente in semifinale. Vedremo cosa ci riserverà ancora questa fucina di sorprese che si sta dimostrando l'Europeo 2012.

** Croazia - Francia 29-22 (11-12)
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lunedì 23 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Croazia ed Ungheria KO, la Francia torna in corsa.

Questi Campionati Europei non riescono proprio a non stupire, non riescono proprio a non emozionare. Battaglie incerte fino all'ultimo, presunte sicurezze andate in fumo in un attimo, sono ormai all'ordine del giorno. Dopo i fuochi d'artificio di sabato sera, anche le gare di apertura del secondo gruppo del Main Round, in quel di Novi Sad, hanno offerto i loro bravi spunti pirotecnici.

A cominciare dalla sfida tra Ungheria ed Islanda, in grado di sovvertire molte impressioni lasciate dalla prima fase. Magiari in grande crescita e pericolosissimi? Islandesi lontani dalla passata forma 'olimpica? Il confronto diretto fa carta straccia di ogni valutazione. I nordici si impongono con un netto 27-21 che li tiene in corsa per le semifinali, mentre le ambizioni di coach Mocsai e del suo gruppo ne escono ridimensionate.

Alla SPENS Hall si parte con il pubblico delle grandi occasioni, sempre a stragrande maggioranza ungherese. L'equilibrio dura una ventina di minuti, caratterizzati da pochi goal e fasi difensive efficaci, con due fra i maggiori protagonisti dell'incontro a mettersi in evidenza. Il centrale Gábor Császár perfora tre volte la difesa rivale, ma in campo islandese Björgvin Páll Gustavsson fa comunque ottima guardia: il portiere del Magdeburgo sarà tra i maggiori artefici di un successo del quale l'Islanda getta le basi, anche grazie ad opportuni cambi effettuati da mister Gudmundsson, a cavallo tra i due tempi.

Il primo, fra pali, errori, parate avversarie e palle perse, vede l'Ungheria finire sotto per 10-14 (parziale di 2-6 negli ultimi minuti). Il secondo inizia ancora peggio: ben sei 'cecchini' diversi colpiscono la rete magiara, e portano l'Islanda sul 20-13 dopo 39 minuti. I tifosi con le bandiere bianco, rosso e verdi non smettono di incitare Ferenc Ilyés, Roland Mikler e gli altri loro connazionali. Il primo firma una tripletta in pochi minuti, il secondo torna a difendere la sua porta egregiamente, ma ormai è troppo tardi: ogni accenno di 'riscossa' viene tenuto a bada dagli islandesi, attenti a non lasciarsi sfuggire due punti di importanza capitale. Con pieno merito di Gudjón Valur Sigurdsson ed Aron Pálmarsson, a segno cinque volte ciascuno, e di un Gustavsson abbastanza diverso dal portiere-gruviera (non) ammirato due giorni prima.

La rimonta mancata all'Ungheria riesce alla Francia, che dopo essere finita più volte sull'orlo del baratro ottiene una soffertissima vittoria sulla Slovenia dei 'debuttanti terribili' e sale a quota due in graduatoria, evitando una clamorosa uscita dai giochi anticipata. La gara si mette male dal principio per i francesi, sempre costretti ad inseguire, anche da distanze notevoli come il meno quattro (4-8) materializzatosi al tredicesimo, a cui non sono estranei due giocatori del campionato transalpino: Dragan Gaijć ed il portiere Primoz Prost del Montpellier, entrambi apparsi molto più in palla del famosissimo, e ben marcato, compagno di club Nikola Karabatic. Gli sloveni conservano il vantaggio fino all'11-7, ma qualche pasticcio in attacco rovina tutto: Luc Abalo, un combattivo Xavier Barachet e lo stesso Karabatic li puniscono rapidamente, e la Francia ritrova la parità, cancellata da Jure Golenec appena prima dell'intervallo (14-15 dopo mezz'ora).

William Accambray impatta di nuovo alla ripresa del gioco, ma quando ti aspetti, finalmente, la zampata dei Campionissimi, escono ancora gli sloveni: Luka Žvižej, implacabile dall'ala sinistra ed in contropiede, più il solito Gajić firmano un interessante 19-17 ai due terzi dell'incontro. Stavolta però i Bleus non hanno alcuna intenzione di lasciarli scappare: Abalo, Barachet e Bertrand Gille ribaltano addirittura la situazione, con la complicità dei due minuti rifilati ad Uroš Zorman: incredibile ma vero, dopo tante peripezie la Francia arriva all'ultimo quarto d'ora in vantaggio.

Un'altra sospensione (a Peter Pucelj), propizia il +2 (24-22) che sembra mettere al sicuro la vittoria. E invece no. Žvižej con una doppietta emette un nuovo acuto sloveno, ma è davvero l'ultimo: gli uomini di Boris Denić sono in riserva, riescono a fermare gli avversari soltanto con le 'cattive' e fanno incetta di penalità. A sancire il trionfo dei galletti è l'ultimo arrivato, quel Samuel Honrubia reduce da un infortunio e chiamato in sostituzione dell'altro acciaccato Guigou. Tempo di trasformare il 27-25 nel 28-26 di fine partita, ed i francesi possono esultare per lo scampato pericolo.

Nel prossimo turno, la Francia è attesa dalla Croazia in un remake di 'antiche' battaglie fino a poco tempo fa valide per titoli e medaglie, e adesso ridotte a spareggio-qualificazione per le semifinali. I croati, usciti dalla prima fase a pieni punti, non approfittano degli altri risultati e perdono un'occasione d'oro, oltre alla sfida con la Spagna, la cui difesa, soprattutto nel secondo tempo, si dimostra chiave di volta del successo. Anche lo scontro al vertice del girone è intenso ed avvincente, e deciso soltanto negli ultimi minuti. Partenza doppiamente ingannevole: il 4-1 piazzato dalla selección fa credere ad una passeggiata iberica, le sette reti di fila (molte in contropiede, grazie ad Alilović) avversarie che seguono illudono i tanti fans balcanici presenti. Gli uomini di Valero Rivera riescono a non lasciarsi travolgere dal tornado croato, e rimangono in qualche modo a galla, pur arrivando all'equatore del match tre reti (11-14) dietro Manuel Strlek e compagni.

I nove marcatori diversi in campo iberico testimoniano la potenzialità della loro rosa, che però ha bisogno di qualcuno in grado di segnare con continuità. Ci pensano Dani Sarmiento ed il folletto Victor Tomás: il duo del Barcellona firma il pareggio a quota sedici, ottenuto al 38° anche in virtù delle parate di Juan Manuel Sierra, MVP di giornata, ed a dispetto dei numeri del portiere avversario. Comincia una nuova fase, con la Spagna (tra cui va segnalata anche l'ottima prova di Viran Morros) pronta a reagire ad ogni nuovo affondo rivale e addirittura a trovare il vantaggio dopo tre reti di fila.

Iberici ormai esaltati, l'inerzia del match è dalla loro parte, l'ultima parità ristabilita da Ivan Čupić non serve a nulla: il giovane Jorge Maqueda e Joan Cañellas (con un goal al limite del passivo) assicurano la vittoria, alla fine meritata, di una squadra che sa emergere anche in palazzetti ostili, ed a questo punto, con la sua entrata nella lotta finale per le medaglie ormai ad un passo, diventa forse la pretendente numero uno al titolo.

Pur sempre in un torneo dove, lo abbiamo già detto e ripetuto, sorprese e pronostici ribaltati sono la norma...

Main Round: Gruppo 2 - Risultati 1a Giornata
** Islanda - Ungheria 27-21 (14-10)
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** Francia - Slovenia 28-26 (14-15)
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** Spagna - Croazia 24-22 (11-14)
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Classifica dopo la 1a Giornata
1. Spagna 5 p. 2-1-0 (77-72) +5
2. Croazia 4 p. 2-0-1 (84-82) +2
---------------------------------
3. Ungheria 3 p. 1-1-1 (71-74) -3
4. Islanda 2 p. 1-0-2 (88-86) +2
5. Slovenia 2 p. 1-0-2 (89-91) -2
6. Francia p. 1-0-2 (77-81) -4

martedì 17 gennaio 2012

Il Re è nudo!! La Francia di handball torna a perdere (in un grande torneo) dopo tre anni.

I più ottimisti potranno sempre dire che la Norvegia dominatrice del Mondiale femminile un mese fa era scivolata contro la Germania all'esordio, ricordare il K.O. della stessa Spagna di calcio nel primo incontro di Sudafrica 2010. Però l'esito della sfida inaugurale, per i francesi, di questo Europeo 2012, ovvero la prima sconfitta dei 'galletti' in una gara di apertura dal lontano 1993 (quando la squadra arrivò poi in finale, un'altra freccia all'arco degli ottimisti ...), nonché loro primo scivolone in assoluto in una grande competizione dal 2009, accende qualche campanello d'allarme per la truppa di Claude Onesta, messa al tappeto dai vicini iberici nel match-clou della serata.

Anche per le modalità in cui questo più o meno clamoroso K.O. (29-26 alla sirena) è maturato: i campioni di tutto non sono mai stati padroni della situazione, vedendosi invece perennemente obbligati ad andare a rimorchio di un avversario al quale, forse, è bastato giocare (molto) bene senza nemmeno ricorrere alla 'partita perfetta' cui accennavano gli spagnoli nelle interviste dei giorni scorsi.

Dopo il battesimo della rete di Hombrados firmato da un Nikola Karabatic oggi in verità lontano, almeno in quanto a efficacia, dai suoi giorni migliori, è la Spagna a prendere le redini dell'incontro in una fase iniziale frenetica. Molti erano sorpresi guardando il tabellone che segnava il 6-3 per Joan Cañellas (protagonista nel primo quarto di gara insieme ad Alberto Entrerríos) e compagni dopo appena sette minuti.

Eppure era la verità, così come erano verissimi i tentativi di recupero francesi, tutti frustrati dalla difesa 6-0 spagnola e, in ultima istanza, da un J.J. Hombrados capace di non far rimpiangere Sterbik, mentre nell'altra porta Thierry Omeyer appariva molto al di sotto dei suoi standard abituali, e si esaltava giusto su un paio di sette metri di Iker Romero. Il solo capitano Jérôme Fernandez, una spina nel fianco della retroguardia nemica, manteneva a galla i Bleus, che tornavano negli spogliatoi sul meno due (13-15) dopo un rigore trasformato da Michaël Guigou (per il resto poco incisivo) a fil di sirena.

Alla ripresa del gioco, Narcisse e Gille illudono i transalpini ed i loro tifosi (15-16): ma è un fuoco di paglia. Quattro reti di fila in altrettanti minuti rilanciano la Spagna, che vola sul 20-15. E che risponde puntualmente, anche per merito degli sforzi difensivi di Gedeon Guardiola e Viran Morros, ad ogni accenno di rimonta francese, opera soprattutto di Fernandez, mentre Karabatic è più anonimo rispetto al primo tempo.

Il gap resta uguale finché non sale in cattedra Luc Abalo, improvvisamente scatenatosi dopo 32 minuti a secco: il terzino dell'Atlético Madrid trafigge il suo compagno di club Hombrados ben quattro volte in altrettanti giri d'orologio, e ridà fiato agli 'Allez Les Bleus' che risuonano allo SPENS Sport Center. Con l'aiuto di Dauda Karabouè, subentrato al posto dell'opaco Titi (se Onesta avesse cambiato i portieri in precedenza, forse staremmo a raccontare un'altra storia ...).

Quando Gigou, ancora lui, timbra il meno uno (26-27) dai sette metri ad un minuto dalla fine, sembra che la Francia possa compiere l'impresa, concretizzando una grande rimonta a spese di un grande avversario. Ma non è la giornata dei transalpini, che alla fine le provano tutte, compreso un mini-tuffo di Karabatic che (un po') simula un fallo in attacco, senza convincere gli arbitri rumeni Din e Dinu, peraltro contestati dai francesi nell'ultima fase di gioco, ma non riescono a recuperare palla. E terminano beffati da Cristian Ugalde, decisivo con i suoi tre sigilli negli ultimi minuti. C'è ancora tempo per un salvataggio di Hombrados su Narcisse ed un ulteriore 'affronto': il contrattacco vincente di Roberto Garcìa Parrondo, che regala agli uomini di coach Valero Rivera il più tre conclusivo.

La battaglia di Novi Sad ha emesso un chiaro verdetto: il Re è Nudo. Almeno adesso, perché, come fece 19 anni fa, avrà tutto il tempo di 'rivestirsi' nei prossimi incontri, provando a battere Ungheria e Russia che, nell'altro impegno del Gruppo C, impattano a quota 31 in una sfida-thriller davanti a quattromila magiari e quasi un migliaio di russi. Ottimi Gábor Császár e Gergely Iváncsik tra le fila dei 'padroni di casa', mentre i ragazzi di Vladimir Maximov si spartiscono le reti in maniera più equa; parità (a 19) anche al termine della prima parte, in cui gli ungheresi avevano però sempre condotto; mentre il secondo tempo è un quasi continuo scambio di mini-parziali, con la Russia che, sfruttando l'entusiasmo per la precedente rimonta, prova a scappare subito dopo il ritorno in campo, ma rischia ancora negli ultimi dieci minuti. Il risultato finale, senza vincitori né vinti, sembra quello più giusto.

Gruppo C - Risultati
** Spagna - Francia 29-26 (15-13)
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** Ungheria - Russia 31-31 (19-19)
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Classifica dopo 1 Giornata
1. Spagna 2 p. 1-0-0 (29-26) +3
2. Ungheria 1 p. 0-1-0 (31-31) 0
3. Russia 1 p. 0-1-0 (31-31) 0
4. Francia 0 p. 0-0-1 (26-29) -3

mercoledì 11 gennaio 2012

Europei Pallamano 2012. Francia QUASI pronta: battuta la Norvegia nel test-match di Tolosa.

I Bleus 'vendicano' le Bleues. Quasi un mese dopo l'ultimo atto dei Mondiali Femminili, dominato dalla Norvegia sulla Francia, Titi Omeyer e compagni sconfiggono la controparte maschile di Marit Malm Frafjord e compagne. Anche se in questo caso si trattava di un semplice test-match in vista dell'imminente campionato Europeo di Serbia 2012.

Un incontro, vinto dai francesi per 35-29 davanti ai quattromila del palazzetto di Tolosa, che ha offerto (più o meno) buone indicazioni alla truppa di un (più o meno) soddisfatto Claude Onesta, tornata in campo dopo circa due mesi e dopo essere stata colpita da una spiacevole serie di infortuni. Ormai fuori dai giochi per gli Europei l'ala sinistra Samuel Honrubia, incerta la forma del compagno di reparto (e di club a Montpellier) Mickaël Guigou, il mister campione di tutto si è visto 'obbligato' a convocare Baptiste Butto del Dunkerque, non proprio famosissimo, tanto che un gossip non sappiamo quanto fondato vuole che il poveretto non sia stato neppure salutato da Didier Dinart al ritrovo della nazionale ... perchè quest'ultimo non lo aveva manco riconosciuto!

E poi c'è l'incognita William Accambray, visto in campo a Tolosa e, al pari di Gigou, ancora fuori condizione dopo il suo infortunio. In realtà, pur facendo parte della rosa del match, Butto è rimasto in tribuna, al fianco di Bosquet, Dumoulin, Mahé e Cedric Sorhaindo. Ma lo scarso minutaggio concesso a Kevynn Nyokas e Grégoire Détrez suggerisce quanto sia Bosquet che il pivot del Barcellona non corrano troppi rischi al riguardo...

Martedì sera Les Experts (così vengono chiamati in patria) hanno inizialmente stentato (4-6 dopo una decina di minuti) di fronte ai vari Koren, Lund e Rambo, con più match nelle gambe rispetto ai loro avversari; ma una volta riscaldati i motori ed ingranata la marcia, per gli scandinavi - che in ambito maschile non hanno la classe e della qualità della 'landslag' femminile pigliatutto - non c'è stato molto da fare. Con Luc Abalo e Jérôme Fernandez sugli scudi, ed i vari Barachet e Karabatic a fare la loro parte, come del resto Narcisse e Bingo, i francesi volavano sul 16-6, trasformatosi in 20-10 a pochi istanti dall'intervallo.

Bene la fine del primo periodo, male l'inizio del secondo: un parzialone di 11-4, favorito dalle rotazioni in casa Onesta, permette alla Norvegia, che sfrutta la potenza dai nove metri dello scatenato Mamelund, di rifarsi sotto fino al meno tre del 42° minuto; poi Nikola Karabatic e soci (compreso Karabouè, subentrato fra i pali ad Omeyer) riprendono la situazione in mano e chiudono definitivamente l'incontro. Alla sirena è più sei per i padroni di casa, con qualche campanello d'allarme per le ventinove reti subite da un avversario non fenomenale. 'C'è ancora qualcosa da sistemare' ammetteva a fine partita il 'ministro della difesa' Dinart.

Qui sotto il video con le reazioni francesi nel dopo-partita.


HandTV - Tournoi FDJ - 10/01/12 : réactions... di ff-handball

Rivincita in programma Giovedì sera (ore 21) a Parigi-Bercy, successivamente, nel mattino di Venerdì, il coach transalpino svelerà al Mondo la tanto attesa lista dei 'magnifici 16' che difenderanno il titolo continentale.

** Francia - Norvegia 35-29 (21-13)
FRANCIA: Omeyer, Karaboué, Fernandez 4/6, Dinart, Barachet 2/3, Gille G. 0/1, Gille B. 4/5, Narcisse 2/5, Joli 3/4 (2/2 rig.), Nyokas 1/1, Karabatic 7/9, Accambray 0/1, Abalo 7/11, Guigou 1/2, Detrez, Bingo 4/4
NORVEGIA: Medhus, Dahl, Erevik; Jensen, Hippe, Bjornsen, Myrhol 2/4, Lund 2/5, Tvedten 3/4 (3/3 rig.), Mamelund 8/11, Rambo 3/9, Hansen 0/4, Jondal 2/2, Samdahl 2/3, Koren 4/4, Paulsen 3/5, Tonnesen, Klev 0/1

giovedì 21 aprile 2011

Champions League Maschile: Ciudad Real travolgente in Germania

Un primo tempo da favola spiana la strada ad un grandissimo trionfo del Ciudad Real, che sbanca Flensburg con l'incredibile punteggio di 38-24 e vendica, con gli interessi, la sconfitta patita alla Campushalle nella fase a gironi qualche tempo fa. Il 19-8 che segnava il tabellone dopo trenta minuti di gioco, oltre a zittire i seimila della tifoseria locale, aveva di fatto chiuso i giochi per quanto riguarda la partita ed il discorso qualificazione, spedendo (a meno di cataclismi che vadano oltre l'immaginabile) la truppa di Talant Dushebajev alla Final Four di Colonia.

Sin dalle battute iniziali è apparsa imbarazzante la superiorità di Kiril Lazarov (top scorer dei suoi con nove reti, tre delle quali dai sette metri) e compagni. Tra i quali, oltre al solito magnifico Sterbik, si è distinto pure Luc Abalo, ispiratore di contropiedi micidiali - ed autore di una mezza dozzina di goal - che hanno affossato ogni velleità dei malcapitati tedeschi. Bene anche Hombrados, quando è toccato a lui difendere i pali del Ciudad Real. Il Flensburg-Handewitt è riuscito a giocare alla pari con gli avversari solo nella prima parte della ripresa - riducendo lo scarto ad 'appena' nove reti - grazie in particolare a Thomas Mogesen, a segno sei volte in totale; ma l'ulteriore allungo, nei minuti conclusivi, degli spagnoli ha reso ancor più umiliante la lezione per Ljubo Vranjes e compagnia.

Il ritorno del Primo Maggio alla Quijote Arena dovrebbe essere una pura formalità, una festa per i tifosi di una squadra le cui speranze di recuperare lo scettro perduto lo scorso anno diventano più consistenti, e rinfrancate dal fatto che, in virtù dell'imminente scontro diretto fra loro, almeno una delle due finaliste del 2010 (Kiel e Barça) stavolta per forza di cose non sarà a Colonia.

** SG Flensburg - Ciudad Real 24-38 (8-19)
SG FLENSBURG HANDEWITT: Beutler, Karlsson (0), Eggert (2), Fahlgren (3), Mocsai (5), Heinl (0), Szilagyi (4), Rasmussen (0), Svan Hansen (2), Mogensen (6), Boesen (0), Knudsen (2).
RENOVALIA CIUDAD REAL: Sterbik, Hombrados; Kallman (2), Aginagalde (4), Abalo (6), Cañellas (4, 2 rig.), Entrerríos (2), Lazarov (9, 3 rig.), Guardiola (3), Davis (2), Jurkiewicz (2), Morros (4), Shevelev (0), Dinart (0).

PARZIALI: 1-3, 2-6, 4-9, 4-11, 6-14, 8-19 (intervallo) 12-23, 15-26, 17-30, 19-33, 23-35, 24-38 (finale).