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venerdì 19 ottobre 2012

Ciao Islanda!! Ólafur Stefánsson appende la maglia (della nazionale) al chiodo.


Ólafur Stefánsson non giocherà più nella nazionale del suo paese. Il più grande marcatore, e diremmo pure giocatore, nella storia della pallamano d'Islanda ha ieri confermato alla RUV (il canale televisivo pubblico dell'isola dei geyser) le voci che già circolavano al termine delle Olimpiadi di Londra. Il terzino destro di Reykjavík, classe 1973 per un metro e novantasei di pura classe, era rimasto a piedi, a livello di club, dopo il fallimento della sua ultima squadra, l'AG København.

In un ventennio di battaglie (la prima fu contro l'Egitto) vestendo i colori dell'isola nordica Stefánsson ha conquistato, da capitano, la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Pechino 2008, ed il bronzo ai successivi Campionati Europei del 2010 (con presenza nell'All-Star Team in entrambe le occasioni, e pure ad Atene 2004 ed agli Europei 2002), mettendo a segno ben oltre 1500 reti in poco meno di 330 partite.

Nella pallamano di club, la militanza nel Valur Reykjavík, in cui si era formato, dal 1992 al 1996 ha fruttato al giovane atleta tre 'scudetti' del suo paese. Dopo il trasferimento in Germania, si è imposto sia in Bundesliga (2001) che addirittura in Champions (2002), vestendo la casacca del Magedburgo. Dal quale è partito per unirsi ad un'altra squadra destinata a segnare un'epoca: il Ciudad Real. L'avventura in Castiglia-La Mancia gli avrebbe 'regalato', fra le altre cose, quattro campionati spagnoli, cinque coppe Asobal e soprattutto un triplete di viaggi sul tetto d'Europa (2006, 2008 e 2009).

Segue il ritorno nelle lande tedesche, sponda Rhein-Neckar Löwen, dove lascia oltre duecento timbri nelle porte avversarie in due stagioni, pur senza vincere titoli importanti; e poi gli ultimi bagliori di una carriera luminosissima: il contributo al 'giocattolino' del miliardario 'Kasi' Jesper Nielsen, quel Copenaghen che prima di terminare 'in bancarotta' raggiunge la Final 4 di Champions League a Colonia.

martedì 4 settembre 2012

Alfred Gislason (THW Kiel): vogliamo ancora la Final Four

Un'intervista con Alfred Gislason, 52enne allenatore islandese dal 2008 sulla panchina di quel THW Kiel attuale campione d'Europa, è apparsa di recente sul sito web dell'EHF (European Handball Federation). Fra meno di quattro settimane, i detentori del titolo saranno attesi da un inizio da brividi della nuova stagione internazionale, visto come, proprio al debutto, le 'Zebre' incroceranno per l'ennesima volta le spade con i loro grandi rivali dell'Atlético Madrid, battuti dal Kiel nella Final Four di Champions della scorso maggio, ma presisi la rivincita nell'ultimo atto del Super Globe (il 'Mondiale per club') andato in scena solo pochi giorni fa a Doha, in Qatar. La rivincita della rivincita è in programma in Spagna il 30 settembre 2012, all'esordio di un gruppo molto ostico di cui, in molti si augurano, potrebbe far parte il Bozen, fra poco impegnato nella sua piccola 'Final Four': il turno preliminare di Champions League in terra di Romania (sfida con il Constanta alle ore 17 italiane di sabato prossimo). Il sorteggio non è stato molto benevolo verso i campioni in carica, ma Gislason non se ne lamenta. Anzi...

* ehfCL.com: Quali sono le sue aspettative verso la prossima stagione di VELUX EHF Champions League?
** Alfred Gislason: Siamo molto soddisfatti degli avversari che dovremo affrontare nella fase a gruppi. Saremo messi alla prova sin dalla partenza, e tutte quelle partite importanti rappresenteranno un grande spettacolo per i nostri tifosi. Sono sicuro che il nostro palazzetto sarà esaurito in ogni match, il che, mi auguro, ci aiuterà a rendere migliori le nostre performance. Il nostro obiettivo è ovviamente tornare alla Final Four; vogliamo spezzare la maledizione che ha finora impedito a tutti i passati campioni in carica di ripresentarsi a Colonia l'anno seguente.

* ehfCL.com: Quale significato ha la partecipazione alla EHF Champions League per lei e la sua squadra?
** Alfred Gislason: La VELUX EHF Champions League è la competizione numero uno di ogni stagione, in quanto mette di fronte tutte le migliori squadre del mondo, e ciascuna partita rappresenta una grande sfida per noi.

* ehfCL.com: Quali sono, a suo parere, le favorite di questa stagione per raggiungere la Final Four e per vincere il titolo?
** Alfred Gislason: Come ho già detto, noi vogliamo arrivare a Colonia. Oltre alla nostra squadra mi aspetto che Barcellona e Atlético Madrid prendano parte della Final Four. Ma pure compagini quali Veszprém, Berlino, Chekhovskie Medvedi, Flensburg o Montpellier hanno i mezzi per arrivare sino in fondo. A mio parere il livello della pallamano in Champions League non è mai stato alto come in questa stagione. Per cui risulta veramente difficile prevedere le 'grandi favorite'.

martedì 24 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Spagna e Croazia ufficialmente in semifinale. Ungheria battuta e superata dalla rivelazione Slovenia.

Spagna e Croazia in semifinale, Slovenia, Islanda, Ungheria e Francia eliminate con un turno di anticipo, anche se in modi a maniere ben diversi. Questo il responso della giornata di gare a Novi Sad. Sul trionfo croato che pone fine al ciclo vincente della Francia iniziato nella scorsa decade abbiamo già scritto. Lo scontro di cartello ha parò avuto luogo tra due altri match.

Il primo ha visto la Spagna di Valero Rivera regolare l'Islanda per 31-26 in una gara condotta in pratica dall'inizio alla fine. Gli iberici gettano le basi del trionfo nel primo quarto d'ora di gioco, il cui parziale (10-3) è di per sé eloquente. I vari Alberto Entrerrios, Julen Aguinagalde e Juanín García abbattono la (non) resistenza di un avversario che pare non capirci molto neppure in attacco, e trova la prima rete dopo cinque minuti circa. Simbolo dell'impotenza nordica il pallonetto spedito sulla traversa, dai sette metri, da un Gudjón Valur Sigurdsson inizialmente opaco. Un opportunissimo time-out chiesto da mister Gudmundsson spezza il ritmo frenetico degli avversari, e l'Islanda, con Aron Pálmarsson sugli scudi, ne approfitta per rifarsi sotto fino al 12-9. Soltanto le bordate di Iker Romero, oggi nella sua miglior versione, ed un classico contropiede a firma Victor Tomás tengono parzialmente a bada la rimonta scandinava, peraltro favorita da un J.J. Hombrados 'trasparente' (appena il 15% di salvataggi nei primi trenta minuti).

Rimontare però richiede grandi sforzi, pagati a cavallo tra i due tempi: si torna negli spogliatoi sul 17-13, si ricomincia con la Spagna in rete due volte in sessanta secondi. Islandesi rispediti a distanza di sicurezza, per quanto un inizio 'fast and furious' come il precedente non sia possibile. I vice-campioni olimpici provano a restare a galla, con Sigurdsson che recupera la via del goal e Gustavsson ad esibirsi in qualche parata, ma non vanno oltre. Si entra nel quarto di gara conclusivo con la 'Roja', per l'occasione in maglia bianca, avanti di cinque (24-19) lunghezze, margine subito riportato ai massimi termini (+7) da Eduardo Gurbindo e Roberto García Parrondo, poi Aguinagalde, migliore marcatore dei suoi, fissa il +8 ai dieci dalla fine.

Partita e discorso-qualificazione di fatto chiusi, seppure l'Islanda non getti la spugna: cinque reti in altrettanti minuti ed una penalità a Maqueda forse illudono qualcuno, ma a sistemare le cose ci pensano il portiere Sierra, opportunamente subentrato ad Hombrados a inizio tempo (cambio tanto logico quanto indovinato), e Joan Cañellas, apparso al momento giusto per rassicurare gli spagnoli. Un suo goal dalla linea, un altro dai sette metri, e la finiamo lì. I lampi finali di Sigurdsson servono soltanto a rendere il proprio bottino personale (sei reti) maggiormente dignitoso ... e ad aumentare i rimpianti nordici: con una migliore partenza della stella del Copenaghen, forse l'Islanda avrebbe avuto qualcosa in più da dire.

A stabilire la seconda qualificata del Girone II è l'incontro di chiusura: l'Ungheria, rimasta unica alternativa alla Croazia per il passaggio del turno, si squaglia come neve al sole di fronte ad una Slovenia sempre più rivelazione. Due punti meritati per gli slavi, al comando lungo l'intero arco del match, escluse le primissime fasi di gioco. Támas Mocsai firma l'unico vantaggio magiaro dopo circa due minuti, seguono un paio di scambi di reti, ma dall'ottavo in poi è solo Slovenia. Un doppio due minuti fischiato quasi in contemporanea a Ferenc Ilyés e Szabolcs Zubai favorisce lo scatto del team allenato da Boris Denić, a cui gli avversari non riescono a rispondere. Gli ungheresi finiscono a meno tre, ma spinti da un ampio numero di tifosi che non smette di incitarli, non si arrendono. Una doppietta di Gábor Ancsin consente di ridurre il gap a meno uno (13-14) con tutta la seconda parte a disposizione.

Peccato che non sappiano sfruttarla al meglio: Jure Dolenec, e soprattutto Dragan Gaijć, confermatosi grazie ai tredici (!) centri odierni uno dei maggiori protagonisti del torneo, sono una spinta nel fianco dei magiari, portando la Slovenia sul 20-14 dopo 38 minuti. A far piovere sul bagnato ci pensano Ilyés, la cui gara finisce al 39° dopo essersi guadagnato il terzo due minuti, ed i portieri, che non ne indovinano una (o forse una sì, ma giusto quella …). Mocsai (Lajos, l'allenatore) prova a rimescolare le carte, e l'Ungheria tenta un ultimo assalto, a volte trovandosi la strada sbarrata dal portiere Gorazd Škof, a volte trovando la via del goal soprattutto con Barna Putics, miglior marcatore dei suoi, ed il serbo naturalizzato Milorad Krivokapics, MVP di giornata. Gajić però è implacabile, dai sei come dai sette metri ed in contropiede; le sue finalizzazioni mettono al sicuro la vittoria slovena nonostante il divario in ultimo si riduca a due lunghezze. L'Ungheria che aveva meravigliato contro spagnoli e francesi esce a testa bassa per colpa dei suoi passi falsi con le 'piccole' squadre, e finisce addirittura superata in classifica dagli sloveni.

Main Round: Gruppo 2 - Risultati 2a Giornata
** Spagna - Islanda 31-26 (17-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Slovenia - Ungheria 32-30 (14-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Croazia - Francia 29-22 (11-12)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

Classifica dopo la 2a Giornata
1. Spagna 7 p. 3-1-0 (108-98) +10
2. Croazia 6 p. 3-0-1 (113-104)+9
---------------------------------
3. Slovenia 4 p. 2-0-2 (121-121) 0
4. Ungheria 3 p. 1-1-2 (101-105) -5
5. Islanda 2 p. 1-0-3 (114-117) -3
6. Francia p. 1-0-9 (99-110) -11

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Francia e Croazia si giocano il tutto per tutto.

E venne il giorno di Francia - Croazia. Le due nazionali per lungo tempo dominatrici della scena, contendendosi titoli e/o medaglie in sfide epiche con prevalenza (6 a 3) francese dal 2005 al 2010, stasera alle ore 18:10 si troveranno di fronte in una sorta di spareggio, nel quale solo una di loro potrà festeggiare. In palio c'è 'appena' un biglietto per le semifinali: segno dei tempi, di un Europeo che sforna sorprese in quantità, ma non vuole ancora arrendersi al cambiamento, visto come croati, francesi e danesi al momento rimangono in corsa.

Evitato lo scivolone contro la Slovenia dopo essere finita sull'orlo del baratro, stasera la nazionale di Claude Onesta è di nuovo obbligata a fare risultato pieno. Alla fine del primo tempo contro la Spagna, invece, i balcanici già pregustavano un quasi sicuro passaggio del turno, peccato che a fine partita si siano ritrovati sconfitti ed a rischio: un altro K.O. fra poche ore sarebbe potenzialmente devastante. Le due contendenti si conoscono a meraviglia, ma devono fare i conti con la scarsa forma di alcuni elementi-chiave: da una parte Ivano Balić in condizioni precarie, dall'altra la coppia Narcisse - Karabatić, finora meno determinanti del solito.

Xavier Barachet, terzino destro dei Blues, tra i migliori in campo domenica scorsa, confida nel successo odierno come punto di svolta, in grado di aumentare la fiducia ed il livello di gioco dei 'galletti'. Coach Vladimir Goluža invece si augura che i suoi possano immediatamente reagire al K.O. subito per mano iberica e, per una volta, Thierry Omeyer non estragga dal cilindro una delle sue maestose prestazioni in passato dannosissime per la Croazia. Un ritmo più lento in attacco, con manovre più 'meditate', il sostegno dei tifosi che varcheranno il confine per riempire la SPENS Hall di Novi Sad, e specialmente la brama di vendicare le sconfitte subite ad opera dei loro grandi rivali negli ultimi anni (e mettere pure una pietra sopra al ciclo vincente francese) potrebbero risultare elementi decisivi per un'eventuale vittoria slava.

Francesi e croati nemici sul campo, ma uniti nell'invidiare la situazione della Spagna: il successo nella giornata di apertura del Main Round, frutto in particolare di un'efficacissima fase difensiva, ha portato la Selección in vetta al gruppo ed alle porte delle semifinali. Nel pomeriggio (fischio d'inizio alle ore 16:10) gli iberici possono certificare matematicamente il passaggio del turno incamerando i due punti in palio contro l'Islanda. Un'occasione da non lasciarsi sfuggire.

Attenzione però all'euforia eccessiva ed ai pronostici affrettati: i nordici, pur lontani dalla forma-medaglie esibita in grandi tornei del passato recente (compreso quando, anche grazie agli attuali assenti Snorri Gudjónsson ed Ólafur Stefánsson, negarono agli spagnoli la finale Olimpica del 2008) rimangono squadra di qualità in grado di colpire duro, sfruttando il binomio difesa-contropiede. Ne sa qualcosa l'Ungheria, che dopo aver fermato la stessa Spagna e battuto i francesi si è vista travolgere da Gudjón Valur Sigurdsson e compagni.

Importantissima, nel bene e nel male, la forma del portiere Björgvin Páll Gustavsson, ma le incognite per mister Gudmundsson riguardano pure Alexander Petersson, Aron Pálmarsson ed il rapido Thórir Ólafsson (quest'ultimo autore di un poker di reti contro i magiari), tutti leggermente infortunati, così come Arnór Atlason, che ad ogni modo dovrebbe essere della partita. Islandesi senza scelta: bisogna vincere a tutti i costi. Spagnoli rinfrancati dall'ultimo precedente (vittoria 32-24 ai Mondiali di un anno fa) e con un dubbio che molti vorrebbero avere: Hombrados o Sierra titolare in porta?

Chiude la serata Ungheria - Slovenia (ore 20:10). I magiari che si esaltano contro le grandi sono usciti ridimensionati dalla battuta d'arresto domenicale, però mantengono alcune chances di qualificazione. A patto di non sbagliare più, di non ripetere gli errori commessi due giorni prima. E di prestare attenzione ad un avversario in crescita, salvatosi da un'uscita di scena anticipata grazie alla buona prova offerta contro l'Islanda, e ripetuta, seppure con esito meno gradito, in versione anti-francese. Le parate di Primož Prošt, le reti del suo compagni di club Dragan Gaijć e della premiata ditta Zvižej & Zvižej, nonché gli assist del centrale Uroš Zorman, leader della relativa classifica, rendono (a prescindere dal loro elevato numero di debuttanti) gli ex-yugoslavi una minaccia da non sottovalutare. Nemmeno per i tanti tifosi in bianco-rosso-verde che animeranno le gradinate del palazzetto della Vojvodina, pur senza monopolizzare gli spalti questa volta: anche la nazionale avversaria può vantare il suo buon seguito di fans, giunti da Lubiana e dintorni.

Main Round - Gruppo 2: 2a Giornata
(NOVI SAD, SPENS HALL)

** h. 16:10 Spagna (5 punti) - Islanda (0)

** h. 18:10 Croazia (4) - Francia (2)

** h. 20:10 Slovenia (2) - Ungheria (3)

Dirette TV di tutti gli incontri sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est). 15 minuti di highlights della giornata alle ore 23:00 circa su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

lunedì 23 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Croazia ed Ungheria KO, la Francia torna in corsa.

Questi Campionati Europei non riescono proprio a non stupire, non riescono proprio a non emozionare. Battaglie incerte fino all'ultimo, presunte sicurezze andate in fumo in un attimo, sono ormai all'ordine del giorno. Dopo i fuochi d'artificio di sabato sera, anche le gare di apertura del secondo gruppo del Main Round, in quel di Novi Sad, hanno offerto i loro bravi spunti pirotecnici.

A cominciare dalla sfida tra Ungheria ed Islanda, in grado di sovvertire molte impressioni lasciate dalla prima fase. Magiari in grande crescita e pericolosissimi? Islandesi lontani dalla passata forma 'olimpica? Il confronto diretto fa carta straccia di ogni valutazione. I nordici si impongono con un netto 27-21 che li tiene in corsa per le semifinali, mentre le ambizioni di coach Mocsai e del suo gruppo ne escono ridimensionate.

Alla SPENS Hall si parte con il pubblico delle grandi occasioni, sempre a stragrande maggioranza ungherese. L'equilibrio dura una ventina di minuti, caratterizzati da pochi goal e fasi difensive efficaci, con due fra i maggiori protagonisti dell'incontro a mettersi in evidenza. Il centrale Gábor Császár perfora tre volte la difesa rivale, ma in campo islandese Björgvin Páll Gustavsson fa comunque ottima guardia: il portiere del Magdeburgo sarà tra i maggiori artefici di un successo del quale l'Islanda getta le basi, anche grazie ad opportuni cambi effettuati da mister Gudmundsson, a cavallo tra i due tempi.

Il primo, fra pali, errori, parate avversarie e palle perse, vede l'Ungheria finire sotto per 10-14 (parziale di 2-6 negli ultimi minuti). Il secondo inizia ancora peggio: ben sei 'cecchini' diversi colpiscono la rete magiara, e portano l'Islanda sul 20-13 dopo 39 minuti. I tifosi con le bandiere bianco, rosso e verdi non smettono di incitare Ferenc Ilyés, Roland Mikler e gli altri loro connazionali. Il primo firma una tripletta in pochi minuti, il secondo torna a difendere la sua porta egregiamente, ma ormai è troppo tardi: ogni accenno di 'riscossa' viene tenuto a bada dagli islandesi, attenti a non lasciarsi sfuggire due punti di importanza capitale. Con pieno merito di Gudjón Valur Sigurdsson ed Aron Pálmarsson, a segno cinque volte ciascuno, e di un Gustavsson abbastanza diverso dal portiere-gruviera (non) ammirato due giorni prima.

La rimonta mancata all'Ungheria riesce alla Francia, che dopo essere finita più volte sull'orlo del baratro ottiene una soffertissima vittoria sulla Slovenia dei 'debuttanti terribili' e sale a quota due in graduatoria, evitando una clamorosa uscita dai giochi anticipata. La gara si mette male dal principio per i francesi, sempre costretti ad inseguire, anche da distanze notevoli come il meno quattro (4-8) materializzatosi al tredicesimo, a cui non sono estranei due giocatori del campionato transalpino: Dragan Gaijć ed il portiere Primoz Prost del Montpellier, entrambi apparsi molto più in palla del famosissimo, e ben marcato, compagno di club Nikola Karabatic. Gli sloveni conservano il vantaggio fino all'11-7, ma qualche pasticcio in attacco rovina tutto: Luc Abalo, un combattivo Xavier Barachet e lo stesso Karabatic li puniscono rapidamente, e la Francia ritrova la parità, cancellata da Jure Golenec appena prima dell'intervallo (14-15 dopo mezz'ora).

William Accambray impatta di nuovo alla ripresa del gioco, ma quando ti aspetti, finalmente, la zampata dei Campionissimi, escono ancora gli sloveni: Luka Žvižej, implacabile dall'ala sinistra ed in contropiede, più il solito Gajić firmano un interessante 19-17 ai due terzi dell'incontro. Stavolta però i Bleus non hanno alcuna intenzione di lasciarli scappare: Abalo, Barachet e Bertrand Gille ribaltano addirittura la situazione, con la complicità dei due minuti rifilati ad Uroš Zorman: incredibile ma vero, dopo tante peripezie la Francia arriva all'ultimo quarto d'ora in vantaggio.

Un'altra sospensione (a Peter Pucelj), propizia il +2 (24-22) che sembra mettere al sicuro la vittoria. E invece no. Žvižej con una doppietta emette un nuovo acuto sloveno, ma è davvero l'ultimo: gli uomini di Boris Denić sono in riserva, riescono a fermare gli avversari soltanto con le 'cattive' e fanno incetta di penalità. A sancire il trionfo dei galletti è l'ultimo arrivato, quel Samuel Honrubia reduce da un infortunio e chiamato in sostituzione dell'altro acciaccato Guigou. Tempo di trasformare il 27-25 nel 28-26 di fine partita, ed i francesi possono esultare per lo scampato pericolo.

Nel prossimo turno, la Francia è attesa dalla Croazia in un remake di 'antiche' battaglie fino a poco tempo fa valide per titoli e medaglie, e adesso ridotte a spareggio-qualificazione per le semifinali. I croati, usciti dalla prima fase a pieni punti, non approfittano degli altri risultati e perdono un'occasione d'oro, oltre alla sfida con la Spagna, la cui difesa, soprattutto nel secondo tempo, si dimostra chiave di volta del successo. Anche lo scontro al vertice del girone è intenso ed avvincente, e deciso soltanto negli ultimi minuti. Partenza doppiamente ingannevole: il 4-1 piazzato dalla selección fa credere ad una passeggiata iberica, le sette reti di fila (molte in contropiede, grazie ad Alilović) avversarie che seguono illudono i tanti fans balcanici presenti. Gli uomini di Valero Rivera riescono a non lasciarsi travolgere dal tornado croato, e rimangono in qualche modo a galla, pur arrivando all'equatore del match tre reti (11-14) dietro Manuel Strlek e compagni.

I nove marcatori diversi in campo iberico testimoniano la potenzialità della loro rosa, che però ha bisogno di qualcuno in grado di segnare con continuità. Ci pensano Dani Sarmiento ed il folletto Victor Tomás: il duo del Barcellona firma il pareggio a quota sedici, ottenuto al 38° anche in virtù delle parate di Juan Manuel Sierra, MVP di giornata, ed a dispetto dei numeri del portiere avversario. Comincia una nuova fase, con la Spagna (tra cui va segnalata anche l'ottima prova di Viran Morros) pronta a reagire ad ogni nuovo affondo rivale e addirittura a trovare il vantaggio dopo tre reti di fila.

Iberici ormai esaltati, l'inerzia del match è dalla loro parte, l'ultima parità ristabilita da Ivan Čupić non serve a nulla: il giovane Jorge Maqueda e Joan Cañellas (con un goal al limite del passivo) assicurano la vittoria, alla fine meritata, di una squadra che sa emergere anche in palazzetti ostili, ed a questo punto, con la sua entrata nella lotta finale per le medaglie ormai ad un passo, diventa forse la pretendente numero uno al titolo.

Pur sempre in un torneo dove, lo abbiamo già detto e ripetuto, sorprese e pronostici ribaltati sono la norma...

Main Round: Gruppo 2 - Risultati 1a Giornata
** Islanda - Ungheria 27-21 (14-10)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Francia - Slovenia 28-26 (14-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Spagna - Croazia 24-22 (11-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 1a Giornata
1. Spagna 5 p. 2-1-0 (77-72) +5
2. Croazia 4 p. 2-0-1 (84-82) +2
---------------------------------
3. Ungheria 3 p. 1-1-1 (71-74) -3
4. Islanda 2 p. 1-0-2 (88-86) +2
5. Slovenia 2 p. 1-0-2 (89-91) -2
6. Francia p. 1-0-2 (77-81) -4

domenica 22 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Domenica 22 Gennaio.

La seconda fase del torneo è ai nastri di partenza anche nel gruppo di Novi Sad. Match di cartello della giornata è senza dubbio la tradizionale sfida tra Spagna e Croazia, un classico dell'handball maschile di alto livello che qualcuno già vede come anticipo della finalissima di Domenica 29. Una vittoria nello 'scontro fra titani' in programma alle ore 20:10 spedirebbe i croati alle soglie dalle semifinali, ma la posta in gioco è altissima anche e soprattutto per gli iberici, i quali partono con un punto in classifica meno degli avversari. Sbagliare non comprometterebbe tutto, ma è comunque sconsigliato.

Alla finestra c'è l'Ungheria, sorpresa positiva delle fase iniziale, e mina vagante per entrambe le 'grandi favorite' del gruppo. I magiari, che come al solito potranno contare sull'apporto di numerosissimi fans sulle gradinate, questa volta hanno il pronostico dalla loro contro l'Islanda, qualificatasi a fatica e con il 'contributo' degli avversari nella sfida con la Slovenia. Nordici lontani dalla forma che li ha portati sul podio di manifestazioni importanti, e ad un passo dall'eliminazione, però sempre in grado di dare qualche zampata. L'Ungheria gagliarda contro Spagna e Francia, ma bloccata sul pari dalla Russia, deve fare attenzione ...

E' strano non includere più la Francia tra i grandi favoriti, ma questo è quanto ha detto la prima fase: due K.O. su tre gare hanno portato Les Experts sull'orlo di una clamorosa uscita di scena anticipata. Che potrebbe diventare ormai certa in caso di sconfitta nel match odierno con la Slovenia, a sua volta giunta al Main Round con due punti in dote ... grazie alle due reti subite nel finale del match con l'Islanda (paradossale ma vero)!! I transalpini ci sembrano ad ogni modo in grado di superare gli sloveni, e quantomeno ritardare la loro eliminazione.

Main Round - Gruppo 2: 1a Giornata
(NOVI SAD, SPENS HALL)

** h. 16:10 Ungheria (3 punti) - Islanda (0)

** h. 18:10 Francia (0) - Slovenia (2)

** h. 20:10 Spagna (3) - Croazia (4)

Dirette TV sul canale tedesco Sport 1.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

sabato 21 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: il tracollo francese ed un finale 'sospetto' chiudono la prima fase.

ADIEU LES BLEUS! Per la Francia adesso è crisi vera. Dopo il K.O. del debutto, solo parzialmente riscattato dal successo contro i russi, è arrivata una nuova delusione, per mano della giovane Ungheria, tra le grandi 'sorprese' del torneo. Una battuta d'arresto ... che in pratica arresta pure il cammino dei transalpini in questo Europeo, e sembra mettere fine al ciclo vincente di una nazionale abituatasi fin troppo bene, per 'colpa' dei trionfi in serie collezionati negli ultimi anni.

I francesi approdano al Main Round, ma come terza del loro gruppo, e con ZERO punti in dote. Dovranno vincere tutte le loro partite della seconda fase, anche contro i nemici croati che di sicuro li stanno attendendo al varco; e forse nemmeno una tale impresa potrebbe bastare. Infortuni, una preparazione non adeguata (giusto due amichevoli una settimana prima dell'inizio del torneo), la legge dei grandi numeri che vuole l'estinzione di tutti i cicli vincenti, la fame di vittorie ormai appagata: fattori che, in quantità diversa, sembrano aver giocato uno scherzo pesante alla truppa di Claude Onesta.

E pensare che le cose si erano messe bene: tre goal in altrettanti giri d'orologio, con Bertrand Gille scatenato, per spiegare subito agli avversari chi comanda. Ma è un bluff che non tarda a venire scoperto. L'Ungheria, trascinata da Tamás Mocsai (il quale, come Gille, esaurirà le sue cartucce dopo la fiammata iniziale) reagisce e ritrova la parità velocemente, conquistandosi pure un doppio vantaggio (8-6). La contro-reazione francese, successiva ad un opportuno time-out, è impressionante: cinque goal in tre minuti e Les Experts tornano padroni del campo, tanto da chiudere la prima frazione sul 14-12 a loro favore.

L'inizio-ripresa pare sancire la loro superiorità una volta per tutte, con Narcisse a firmare il 16-13 (minuto 37), e invece capita l'esatto contrario. I galletti perdono vigore ed efficacia, si impantano di fronte alla dura difesa avversaria, e soprattutto davanti ad un Nándor Fazekas in stato di grazia, che sfiora il 50% di parate. La saracinesca umana magiara, MVP di giornata, chiude la via del goal ai campionissimi, e l'Ungheria ne approfitta per impattare nuovamente, anche grazie al contributo delle sue seconde linee.

L'equlibrio dura fino al 20 pari griffato Arnaud Bingo a dieci minuti dalla sirena, ma è il canto del cigno transalpino. Lo spezzone conclusivo è un monologo di Szabolcs Zubai e compagni, tra l'entusiasmo del pubblico che ha colorato la SPENS di Novi Sad in bianco, rosso e verde. La Francia termina umiliata, con l'uno-due di Gergö Iváncsik a portare il divario ai massimi termini nei sessanta secondi finali. Una grande Ungheria conclude il girone al secondo posto, ma arriverà al turno successivo con lo stesso bottino (tre punti) della Spagna, e con l'obiettivo di continuare a farsi strada tra le vere o presunti grandi.

Spagna - Russia non è solo l'antipasto della battaglia che ha, come sembra, segnato la fine del ciclo francese, ma una partita vibrante conclusasi con vittoria iberica ed eliminazione degli uomini di Vladimir Maximov. Russia K.O.= Ungheria qualificata in anticipo. Per questo i fans magiari che riempivano le tribune di Novi Sad hanno tifato Spagna sin dal principio, 'ripagati' dai giocatori in maglia rossa che, dopo un inizio difficile ed equilibrato (anche per colpa di Oleg Grams, finalmente in grado di farsi valere tra i pali), piazzano un micidiale 7-0 (dal 7-8 al 14-8) in nove minuti (dal 17° al 26°). Merito della cinque-uno messa in campo da Valero Rivera, e della precisione in attacco di Roberto Garcìa Parrondo e Cristian Ugalde, i quali timbrano pure gli ultimi due goal del tempo, portando lo score sul 17-11.

Game over? Ma anche no. Complice una fase difensiva tornata efficace, la Russia estrae dal cilindro una maestosa (quanto obbligatoria, date le circostanze) reazione nella seconda parte, riducendo il gap ad una lunghezza quando corre il minuto 47. Sforzo fruttuoso ma notevole, a cui pagheranno dazio nell'ultima fase di gara: la rimonta terminerà incompiuta, con gli spagnoli, tra i quali eccelle pure Joan Cañellas, ad allungare di nuovo mettendo al sicuro risultato e vittoria del gruppo. Non bastano le otto meraviglie di Konstantin Igropoulo, esaltatosi nel 'derby personale' con i compagni di club del Barcellona e i grandi rivali dell'Atlètico Madrid, né il 100% al tiro di Alexander Chernoivanov: come prevedibile, la Russia, pur uscendo a testa alta, è la vittima sacrificale del girone di ferro.

Curioso il commento di Valero Rivera sulla direzione di gara, evidentemente non gradita al mister iberico: 'gli arbitri sono stati il fattore che ha riequilibrato la partita; poi però, quando si sono resi conto che la Russia era arrivata ad un solo goal, ci hanno favorito'.

Gruppo C - Risultati
** Spagna - Russia 30-27 (11-11)
Statistiche 01 (pdf);
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** Ungheria - Francia 26-23 (12-14)
Statistiche 01 (pdf);
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Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Spagna 5 p. 2-1-0 (83-77) +6
3. Ungheria 4 p. 1-2-0 (81-78) +3
2. Francia 2 p. 1-0-2 (77-79) -2
_________________________________
4. Russia 1 p. 0-1-2 (82-89) -7

Nell'altro girone la Slovenia, trascinata dai goal del trio Gaijć-Skube-Dolenec, conquista una meritata vittoria contro gli islandesi ai quali, in una serata-no di entrambi i portieri messi in campo da coach Gudmundsson, non sono sufficienti i nove goal di Gudjón Valur Sigurdsson. Gli islandesi però ricevono un fondamentale e (forse) insperato aiuto proprio dagli avversari, in uno 'strano' (eufemismo) finale che ha visto i nordici, sotto di quattro lunghezze (34-30) a meno di trenta secondi dalla fine ed a secco di reti da oltre tre minuti, andare in goal due volte nel giro di 25 secondi, contro una difesa slovena all'apparenza non troppo agguerrita (eufemismo).

PICCOLO PARTICOLARE: una vittoria slovena di quattro reti avrebbe portato avanti Slovenia e Norvegia, ma con gli sloveni al Main Round con ZERO punti, per via dei confronti diretti con le altre qualificate. Con il più due finale (34-32), se combinato ad una probabilissima vittoria croata sulla Norvegia, passavano sloveni e islandesi, e la Slovenia sarebbe andata al turno seguente con DUE punti. Ma guarda che coincidenza ...

La pantomima (di questo si è trattato) recitata dalla difesa slovena negli ultimi trenta secondi, finita mediaticamente in ombra dopo il tracollo francese, ha influenzato l'esito del gruppo, però la Norvegia ci ha messo del suo, 'guadagnandosi' l'eliminazione con una prova incolore nella sfida, ovviamente persa, contro la Croazia. Ivan Cupić (miglior realizzatore slavo), Denis Buntić (MVP dei suoi), Mirko Alilović (una certezza tra i pali) e le altre stelle balcaniche hanno dominato sin dalle prime fasi, contro una formazione scandinava apparsa troppo Mamelund-dipendente in attacco, ed in grado di segnare la miseria di otto goal in trenta minuti. Il 13-8 dell'intervallo la dice tutta. O forse no, perché senza la parate di un grande Ole Erevik (43% di media a fine partita), bravo a rispondere da par suo alle prodezze di Alilović, la nave vichinga sarebbe totalmente colata a picco.

Non cambia molto, comunque: seppure i norvegesi abbozzino una mini-rimonta in apertura di ripresa (quando la fase difensiva raccoglie qualche frutto ed i vari Tvedten, Myrhol, Lund tornano brevemente a farsi notare) portandosi sul 12-15 (minuto 38), la Croazia non si lascia impressionare: Ivano Balić (due reti per meno di venti minuti in campo) ed i già citati Buntić e Cupić rispediscono indietro l'avversario. L'ultimo spicchio del match serve solo a rimpinguare il tabellino di alcuni giocatori, ma la Norvegia vista in campo venerdì a Vršac è davvero poca cosa, e finisce per meritare l'eliminazione, a prescindere da quanto di 'sospetto' avvenuto in precedenza.

Gruppo D - Risultati
** Slovenia - Islanda 34-32 (17-13)
Statistiche 01 (pdf);
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Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Croazia - Norvegia 26-20 (13-8)
Statistiche 01 (pdf);
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Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Croazia 6 p. 3-0-0 (88-78) +10
2. Slovenia 2 p. 1-0-2 (90-91) -1
3. Islanda 2 p. 1-0-2 (85-87) -2
_________________________________
4. Norvegia 2 p. 1-0-2 (80-87) -6

venerdì 20 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Venerdì 20 Gennaio.

Termina oggi la prima fase del torneo in Serbia, con le ultime sfide dei gruppi C e D. Un appuntamento al quale si giunge con un solo verdetto emesso in precedenza: la qualificazione della Croazia, unica squadra rimasta a punteggio pieno.

Un appuntamento a cui la Francia approda senza Michaël Gouigou. L'ala sinistra del Montpellier, arrivato agli Europei in forma precaria dopo il rientro dall'infortunio, non riesce a tenere il ritmo della competizione e se ne ritorna a casa. Al suo posto Claude Onesta ha chiamato un altro reduce dall'infermeria transalpina, il compagno di reparto e di club Samuel Honrubia. Una soluzione forse non ottimale, in quanto pure lui si era recentemente infortunato e di sicuro non sarà al top, ma questo è ciò che ora passa il convento transalpino, ed i 'campioni di tutto' devono fare di necessità virtù.

I 'galletti' sono attesi da un rivale 'tosto': l'Ungheria dei pareggi (l'ultimo arrivato grazie ad un rigore quantomeno generoso concesso a tempo scaduto, ma soprattutto dopo una prova coriacea contro la Spagna), che li affianca a quota due in classifica e a Novi Sad gioca praticamente in casa. Una sconfitta rischierebbe addirittura di mandare Les Experts fuori al primo turno - ipotesi fantascientifica, ma non totalmente da escludere visto quanti colpi di scena questi Europei ci stanno regalando - ed anche un pareggio avrebbe un potenziale nefasto, spedendo con molta probabilità i francesi al Main Round con non più di un misero punticino.

Parecchio dipenderà dall'altra sfida, quel Russia - Spagna che vede gli iberici nel ruolo di favoriti, ma non troppo. Igropulo, che stasera avrà il suo 'derby personale' con gli abituali compagni del Barça, ed il blocco del Medvedi sono un gruppo 'roccioso' (come lo definisce il quotidiano Marca) in grado di creare problemi, soprattutto grazie ad una buona fase difensiva, se non si è in grado di stroncarli subito come aveva opportunamente fatto la Francia. E se non si possiedono grandi cannonieri dai nove metri (e la Spagna NON sembra possederne...). Gli spagnoli dovranno comunque lasciar da parte le loro recriminazioni per il comportamento della coppia arbitrale tedesca nell'ultimo match, e recuperare quel binomio difesa-contrattacco che aveva funzionato all'esordio ma molto meno contro l'Ungheria. Sul lato orientale, ci si augura che più giocatori possano salire ai livelli raggiunti nei primi centoventi minuti dal pivot Mikhail Chipurin, dal portiere Vadim Bogdanov (il compagno di reparto Grams finora ha convinto poco) e dal centrale Pavel Atman.

Nell'altro gruppo (D), con sede a Vršac, la Croazia, per quanto sicura del passaggio del turno, scenderà in campo decisa a conquistare punti preziosi (da portare alla fase seguente) nel match con la Norvegia. Anche alla luce degli ultimi scontri diretti fra le rivali odierne, gli scandinavi si annunciano come squadra da prendere con le molle, in grado di far vedere buone cose nei primi due match del torneo, e al tempo stesso di mostrare i soliti difetti: la mancanza di quella mentalità vincente che le loro connazionali del gentil sesso hanno da vendere, più una innata abilità nel gettare al vento partite e situazioni all'apparenza favorevoli. Solita incognita Balić (quanto giocherà ? Quanto segnerà ? L'unica certezza è che l'infortunato Vuković non sarà della partita) per mister Goluža, comunque dotato di molte frecce al proprio arco; più a nord faranno affidamento sulla vena realizzativa dei vari Mamelund e Tvedten, e sul portiere Erevik, ma sarà una partita speciale anche per Johnny Jensen, il quale festeggia le 200 presenze con la maglia della 'landslag', la nazionale di Oslo.

La Slovenia resta aggrappata ai numeri di Miha Žvižej, ed a quelli di una classifica che ancora non li sta dando per spacciati. Ma come lo stesso pivot slavo ammette, contro l'Islanda c'è bisogno di un grande partita, senza gli errori e le lacune evidenziati nella sconfitte (di misura) dei primi due match, e di una vittoria con almeno un paio di reti di scarto. Scandinavi favoriti, e con un'ultima aggiunta al gruppo (Oddur Grétarsson, ala sinistra dell'Akureyri HK, 22 anni per un metro e ottantuno con già molte presenze in nazionale), seppure all'apparenza meno solidi che in passato, anche a causa di una panchina su cui non fare troppo affidamento. Un K.O. 'pesante' rischia addirittura di mandare a casa anticipatamente i vincitori dell'ultima medaglia di bronzo.

** h. 18:10: SLOVENIA (0 punti) - ISLANDA (2)
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 18:15: RUSSIA (1) - SPAGNA (3)
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

** h. 20:10: CROAZIA (4) - NORVEGIA (2)
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 20:15: FRANCIA (2) - UNGHERIA (2)
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

Dirette TV sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra): Spagna - Russia alle 18:15 e, due ore dopo, Croazia - Norvegia e Francia - Ungheria in simultanea. Sintesi della giornata alle ore 22:00 circa slla medesima emittente, ed intorno alle 23:00 su Eurosport tedesco.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

martedì 17 gennaio 2012

Europei Maschili di Pallamano 2012. Gruppo D - 1a Giornata.Riassunto.

Una vittoria a testa nell'incrocio balcanico-scandinavo che ha messo in moto il Gruppo D. Colpiscono prima i nordici, per merito della Norvegia brava a superare la Slovenia al termine di una sfida intrigante forse più per le dinamiche del punteggio che per l'effettivo valore dei contendenti.

I norvegesi mettono subito le mani sull'incontro, con un parziale di sei a zero nei primi dieci minuti, e con Bjarte Myrhol che punisce la difesa slovena dai sei metri. Ma il vento cambia rapidamente: Gorazd Škof chiude la porta agli avversari, che sbagliano troppo, e gli slavi recuperano la parità prima dell'intervallo (14-14), con grande gioia dei loro mille tifosi approdati al Millenium Center di Vršac.

Il secondo tempo è l'opposto del primo: Slovenia in fuga (21-16 al 39° minuto) ed apparentemente in grado di mandare i rivali a picco. Mai sottovalutare la combattività vichinga però: a metà ripresa si è ancora in perfetto equilibrio (21-21), grazie in particolare ai numeri del portiere Ole Erevik. Il botta e risposta continua anche sul lato espulsioni (al cartellino rosso per Johnny Jensen, colpevole di un fallo su Uroš Zorman dopo 33 minuti, seguirà a poco dallo scadere il terzo 2 minuti rifilato a Miha Žvižej), fino agli ultimi istanti, quando un sette metri realizzato dal 'glaciale' Håvard Tvedten sigilla il trionfo norvegese, rendendo vano il gol di Zorman a fil di sirena. Scandinavi vincitori, sloveni già vicini all'eliminazione.

Anche perchè i loro futuri avversari hanno il rango di Croazia ed Islanda. La sfida tra medagliati di Austria 2010 termina con successo, in rimonta, slavo. Balić sta in campo per oltre venti minuti ma, come prevedibile, non punge. L'eroe di giornata è il meno famoso Manuel Štrlek, ala sinistra semplicemente infallibile: otto reti su otto tentativi. Buona la prova di Mirko Alilović tra i pali; danno il loro contributo, in termini numerici, anche i vari Cupić, Lacković e Duvnjak.

Ai primi dieci minuti punto-a-punto seguono i tentativi di fuga islandesi, con attacchi efficaci che li portano sino al +3; però coach Goluža indovina le mosse e, con Marko Kopljar e Željko Musa sugli scudi, si arriva all'equatore del match con soltanto una rete di differenza: 15-14 per la truppa di Gudmudnsson. Gli islandesi comanderanno le danze fino a cinque minuti dalla fine, pur senza andare oltre il doppio vantaggio. Ma i croati escono al momento giusto, piazzando un 4-0 conclusivo che certifica la vittoria balcanica. Né le otto meraviglie di Gudjon Valur Sigurdsson, che nel tabellino dei marcatori pareggia la sfida col compagno di reparto Štrlek, né l'ultima rete firmata Hallgrimsson rendono meno amara la beffa finale.

Gruppo D - Risultati
** Norvegia - Slovenia 28-27 (14-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Croazia - Islanda 31-29 (14-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 1a Giornata
1. Croazia 2 p. 1-0-0 (31-29) +2
2. Norvegia 2 p. 1-0-0 (28-27) +1
3. Slovenia 0 p. 0-0-1 (27-28) -1
4. Islanda 0 p. 0-0-1 (29-31) -2

lunedì 16 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Lunedì 16 Gennaio.

Si fa davvero sul serio oggi ai Campionati d'Europa. La seconda giornata di competizione, primo turno dei gruppi C e D, vede affrontarsi due medagliate dei Mondiali 2011: la Francia pigliatutto è infatti attesa da un impegnativo test all'esordio, contro la Spagna bronzo a Malmoe dodici mesi fa. Entrambe le contendenti puntano in alto anche stavolta, ma devono fare i conti con assenze di peso (Honrubia da una parte, Sterbik e Garabaya dall'altra) ed incognite varie, in particolare riguardanti la forma di Accambray e Guigou in campo transalpino. Un 'derby latino' tra vecchie conoscenze ed abituali compagni di club, come Luc Abalo, Didier Dinart, Julen Aguinagalde, Alberto Entrerrios, J.J, Hombrados, tutti nelle fila del grande Atlético de Madrid (ex Ciudad Real), cui si aggiungerà in futuro Xabier Barachet, oppure Guillaume Joli che, nel Valladolid di Tin Tokic gioca a fianco di Eduardo Gurbindo e di José Manuel Sierra, secondo portiere della Selección. Le ali del Barça (il cui pivot francese Cédric Sorhaindo sarà costretto a mancare l'appuntamento per un recente infortunio) Juanín García e Victor Tomás possono far danno, specialmente in contrattacco, alla rocciosa difesa dei Bleus, capitanata dal solito, immenso Didier Dinart. Ma come lo stesso Tomás ammette, per battere i francesi occorrerà tirar fuori dal cilindro 'la partita perfetta', basata soprattutto su una fase difensiva perfetta. E giocando con grande intensità, aggiunge mister Valero Rivera dalla panchina ... Riusciranno a tradurre le parole in fatti? Dalle ore 18:15 l'ardua sentenza.

Contemporaneamente, a Vršac, Norvegia e Slovenia si giocano subito buona parte del loro Europeo. Si tratta delle due formazioni sulla carta più deboli del Gruppo D, per cui un K.O. nel loro scontro diretto potrebbe già indirizzare la perdente verso il quarto posto finale ed una rapida uscita di scena. Anche in questo caso segnaliamo assenze importanti tra le due protagoniste: Kristian Kjelling ed il portiere Steiner Ege per i vichinghi, Jure Natek e Nenad Bilbija in campo balcanico. Sia l'allenatore Robert Hedin che l'esperto pivot Bjarte Myrhol si sono detti impressionati dai ritmi alti degli avversari, aggiungendo però che a loro parere gli sloveni non riusciranno a tenerli così elevati per sessanta minuti. Dall'altra parte coach Boris Denič ha pure visionato ed imparato a conoscere il rivale odierno, ora bisognerà trasformare la lunga fase di preparazione in risultati concreti, ma non sarà facilissimo per un nazionale con ben sette debuttanti. Quasi sicuramente, la Slovenia vincerà almeno la battaglia sugli spalti.

Spalti che si annunciano gremiti a Novi Sad, dove la Croazia argento nella scorsa edizione se la vedrà con l'Islanda, medaglia di bronzo ad Austria 2010, in un duello che oltre a ricordare passate glorie appare già decisivo per il primo posto finale nell'attuale Gruppo D. I balcanici avranno dalla loro parte molti tifosi, ma difficilmente Ivano Balić, comunque convocato da Slavko Goluža a dispetto delle sue precarie condizioni. E se sarà della partita, ma ne dubitiamo fortemente, quale apporto riuscirà a dare? Sia annunciano quindi maggiori responsabilità per Domagoj Duvnjak. Goluža predica attenzione nella fase offensiva, in modo da evitare quelle perdite di pallone che innescherebbero i micidiali contropiedi dei nordici, stavolta però obbligati fare a meno di una pedina fondamentale come il mitico terzino destro Olafur Stefansson. Fuori dai giochi pure il centrale Snorri Steinn Gudjonsson ed il forte portiere Bjorving Gustafsson; al suo posto è stato chiamato il giovane Aron Rafn Edvardsson.

Chiude la serata il match tra Ungheria e Russia. Pure in questo caso, le due nazionali in teoria peggiori del loro gruppo sono obbligate a vincere per non vedere il proprio cammino subito a rischio. Gli uomini di Lajos Mocsaj, che godranno del sostegno di molti fans in arrivo a Novi Sad dalla vicina Ungheria, sono reduci da un buona serie di test-match e sembrano pimpanti e ben preparati, mentre l'esperto Vladimir Maximov avrà il vantaggio di gestire un blocco che si conosce a memoria come quello del 'suo' Chekhovskie Medvedi, con alcuni naturalizzati, ed in più l'innesto di elementi di spessore quali il centrale Pavel Atman (fra i migliori nelle ultime amichevoli di preparazione) e soprattutto Igropoulo. Magiari favoriti, anche in virtù del successo del MKB Veszprém sul Medvedi nell'attuale Champions League, però l'esito del confronto è tutt'altro che scontato.

** h. 18:10: NORVEGIA - SLOVENIA
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 18:15: FRANCIA - SPAGNA
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

** h. 20:10: CROAZIA - ISLANDA
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 20:15: UNGHERIA - RUSSIA
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

Diretta TV sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra), per Francia - Spagna e Croazia - Islanda.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

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mercoledì 14 dicembre 2011

Mondiali femminili pallamano 2011. Russia - Francia e Danimarca - Angola: nei quarti è tempo di rivincite.

Ai Mondiali di pallamano femminile in corso di svolgimento in Brasile si fa sempre più sul serio. Messi in archivio gli ottavi, tocca ora ai quarti di finale, che vanno in scena oggi.

La sfida più interessante è forse quella di apertura: alle ore 14:45 si affrontano Russia e Francia, in una riedizione della finalissima di due anni fa vinta dalle russe. Si tratta di due compagini di elevata qualità che, se non fossero obbligate a darsi battaglia così 'presto', rischierebbero entrambe di finire ancora sul podio.

La Russia è giunta ai quarti esibendo cifre da autentico rullo compressore, anche se le ultime due prestazioni hanno lasciato qualche dubbio. Dopo il mediocre primo tempo contro il Kazakhistan, infatti, è arrivato un successo forse più tribolato del previsto a spese della matricola terribile Islanda. Russe come da 'tradizione' a concedere il primo goal alle avversarie per poi reagire immediatamente, ma incapaci di fare la differenza sino al ventesimo minuto circa, quando si era ancora in parità grazie alla grinta delle nordiche ed al loro portiere Gudny Asmundsdottir.

E nonostante il +3 (15-12) dell'intervallo il match resterà in bilico ancora a lungo, prima che la maggiore qualità ed esperienza, ma soprattutto l'enorme disparità delle panchine, escano fuori. A quel punto le ragazze di Trefilov, che dispongono di maggiori e migliori ricambi, possono marmaldeggiare, e la parte finale dell'incontro è un atto di bullismo contro le inesperte avversarie, ormai a secco di benzina ed incapaci di abbattere il muro difensivo nemico. Tanto da finire con uno score di 30-19, decisamente bugiardo per quello che si era visto in due terzi di gara. Islandesi che escono comunque a testa alta, mentre fra le russe torna a brillare Ludmila Postnova: quando la posta in palio è elevata, lei riesce sempre, o quasi sempre, a risultare decisiva.

Vittoria non facile anche per le Bleues, che si impongono in rimonta sulla Svezia. Il primo tempo della sfida tra le vice-campionesse mondiali e quelle europee è di marca scandinava, con Isabelle Gulldén ed Annika Wiel sugli scudi, e Paule Badoin a tenere a galla le francesi, definitivamente prive di Mariana Signate, infortunatasi all'occhio in allenamento. Le gialloblu conducono anche per buona parte della ripresa, ma un parziale di 6-0, firmato soprattutto dalla coppia Pineau-Badoin, cambia completamente la partita in appena sette minuti (dal 47° al 54°). L'inerzia è tutta dalla parte transalpina, e nemmeno una doppietta di Linnea Tortsensson, uscita alla grande nel secondo tempo, potrà rimettere le cose a posto. Svedesi out, per Krumbholz si prospetta la rivincita (o riperdita?) contro Trefilov.

Aria di deja-vu pure nell'imminente sfida tra Angola e Danimarca. L'inatteso K.O. (28-23) contro le allora ormai eliminate africane nella seconda fase a gruppi del torneo 2009 è costato carissima alle scandinave, segnando di fatto la loro eliminazione dal Mondiale cinese. A casa Pytlick c'è sete di vendetta, ma una loro vittoria odierna contro le africane, di nuovo così avanti dopo quattro anni a dispetto di qualunque problema economico, non è poi scontata.

Entrambe le protagoniste della sfida delle 17:30 si sono qualificate lottando. Le ragazze di coach Francisco Eduardo sono uscite vincente da un tiratissimo match punto-a-punto contro la Corea del Sud, la forse può recriminare qualcosa sulla direzione di gara delle sorelle Bonaventura, mentre le danesi, favorite sulla carta, hanno rischiato l'inverosimile contro il Giappone, arresosi solo dopo i tempi supplementari. Il 3-1 pro-scandinavo dopo sette minuti si è rivelato una mera illusione: la sfida rimane su binari di equilibrio per tutto il primo tempo, con addirittura un mini-break in chiusura, nel quale ci mette lo zampino una Shio Fuji anche stavolta prolifica, a portare le atlete del Sol Levante negli spogliatoi sul più due (11-9).

Riscossa vichinga nella ripresa? Mica tanto: se il 4-1 pro-Pytlick dei primi dieci minuti riporta avanti le biancorosse (13-12), poi è ancora Giappone. Mayuko Isgitate sigilla il triplo vantaggio (19-16) nipponico a solo quattro giri di lancetta dalla sirena. A quel punto le asiatiche si trovano in mano una qualificazione storica, ma non sanno approfittarne: la difesa scandinava, pure in questo caso efficacissima, ed il portiere Christina Pedersen (straordinaria con l'oltre 50 percento di salvataggi) fanno la loro parte, ed una tripletta griffata da Melgaard, Larsen e Norgaard, quest'ultima dai sette metri, riacciuffa la parità proprio allo scadere.

Scongiurato in extremis il pericolo di eliminazione dopo sessanta minuti avvincenti seppur avari di reti (ma con la truppa Pytlick in campo questa è la regola...), le danesi riescono ad imporsi in un extra-time ad ogni modo combattuto, però alla fine deciso da una Trine Troelsen ultima trascinatrice delle sue.

giovedì 8 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Riassunto gare Mercoledì 7 Dicembre.

Dacci oggi nostra sorpresa quotidiana! Anche la quinta giornata di gare in Brasile, corrispondente al quarto turno del girone A e del gruppo B, ci ha regalato una buona dose di emozioni. Condensate quasi esclusivamente in un solo match però. Quando tutto sembrava incanalato lungo i binari dell'ovvietà, ci ha pensato ancora la Germania a fare carta straccia di ogni logica.

Delle tedesche che bene avevano figurato nei match pre-mondiali, ed ancor di più all'esordio vincente contro la Norvegia, facendo presagire un campionato di alto livello, non sembra esserci più nulla. Rimaste a galla per il rotto della cuffia nel match contro la Cina, infarcito di errori e vinto, con poco merito, dopo aver rincorso l'avversario per sessanta minuti, questa volta sono riuscite ad affogare sul serio, nel mare d'Islanda.

Un risultato ancora più sensazionale per la maniera in cui si è sviluppato: chi avrebbe puntato un centesimo sul K.O. teutonico dopo 17 minuti quando, con Mietzner, Althaus e Richter a perforare la retroguaardia nemica, la Germania era scappata addirittura sull'11-4? E invece l'imprevedibile si è fatto realtà: le tedesche hanno smarrito la via del goal (anche dai sette metri), le islandesi l'hanno ritrovata ed in una dozzina di minuti la situazione era completamente ribaltata: 13-12 per le nordiche all'intervallo.

Al ritorno in campo è battaglia: le varie 'Dottir' d'Islanda tentano persino la fuga, ma la solita Franziska Mietzner risponde e mantiene la 'mannschaft' in partita, con Sabina Richter che addirittura riporta la Germania avanti (18-17). Un fuoco di paglia: quattro atlete diverse siglano un poker di reti che regala alle scandinave il massimo vantaggio (più tre). Franziska Mietzner e compagne abbozzano una nuova rimonta, ma la rete di Anna Loerper sarà la prima personale ... e l'ultima della sua squadra.

Nei minuti finali in campo c'è solo l'Islanda, e soprattutto Karen Knútsdóttir: implacabile dai sette metri ed efficace dalla lunga distanza, il centrale islandese (che tra l'altro milita nella Bundesliga con il Blomberg-Lippe) firma il parziale in grado di mettere definitivamente in ginocchio le avversarie, per un umiliante 26-20 conclusivo che obbliga le tedesche a giocarsi la qualificazione in una sfida all'ultimo sangue con l'Angola, mentre l'Islanda è attesa da un match in teoria più agevole contro la Cina.

Se l'isola dell'Atlantico si è già da tempo ritagliata uno spazio nell'Olimpo dell'handball maschile, ora si sta dimostrando, a tempo di record, una realtà consolidata pure fra le donne. Un esempio da osservare con attenzione, e se possibile seguire!

Come accennato, la Germania affronterà in vero e proprio spareggio-qualificazione l'Angola, che ieri ha tentato di mettere in difficoltà la Norvegia, riuscendovi solo in parte. Scandinave non travolgenti, ma concrete e vincenti. Avvio equilibrato, poi un break nella seconda parte della frazione iniziale sembra chiudere i giochi in favore delle vichinghe. Così non è: la africane si rifanno pericolosamente sotto nella ripresa, arrivando fino al meno due (19-21) al 51°. Al quel punto però si fermano, e la maggiore qualità ed esperienza della truppa di Hergeirsson ha la meglio, con un cinque a uno finale che mette la posta in palio tutta in tasca alla Norvegia.

Angola penalizzata dai due cartellini rossi mostrati rispettivamente al portiere Neyde Marisa Barbosa (uscita avventata su Camilla Herrem lanciata in contrattacco) ed Elzira Barros (fallaccio su Gøril Snorroeggen) nel corso del secondo tempo. Linn Jørum Sulland (dieci reti) e Marcelina Kiala (sette) sono i top scorer delle due squadre, ma fra le campionesse olimpiche ed europee degne di nota anche le prestazioni di Riegelhuth, Herrem e del portiere Lunde-Haraldsen.

I mille paradossi di una girone imprevedibile hanno portato all'esito più prevedibile: saranno Norvegia e Montenegro a disputarsi la vittoria finale nel gruppo. Le due grandi delusioni della prima giornata sono ora al comando con sei punti. Le balcaniche ieri hanno fatto pienamente il loro dovere, persino regalandosi, per una volta, un successo tranquillo. La Cina che tanto aveva fatto penare la Germania resiste più o meno dieci minuti, poi si eclissa e lascia campo libero alle rivali, che addirittura passano dal 14-7 del minuto 22 all'imbarazzante 31-8 del 43°, frutto di un parziale di 17-1 (!!!). Il resto è pura accademia.

Il tutto senza nemmeno sprecare la Popovic, e dosando pure Katarina Bulatovic. Ci pensano Jovanka Radicevic, Majda Mehmedovic e Marija Jovanovic a fare la voce grossa per una nazionale che sembra aver recuperato stato di forma ed alternative in attacco. Le avversarie, Norvegia in primis, sono avvisate.

Se il gruppo A, regno dell'imprevedibile, resta ancora molto incerto, nel girone B succede l'esatto contrario: tutto secondo copione, e giochi fatti con un turno d'anticipo. Russia e Spagna si sono assicurate le prime due piazze, mentre Paesi Bassi e Sud Corea si contenderanno il terzo posto. Già eliminate, ed anche qui nessuna sorpresa, Kazkahistan ed Australia.

L'Armata Russa ha regolato pure l'Olanda, stavolta senza dominare troppo. Come d'abitudine, vantaggio iniziale concesso all'avversario ed immediata reazione. Ma la sfida rimane in bilico per ben una ventina di minuti, con le tulipane che potrebbero addirittura ripassare avanti, prima che il solito micidiale break (stavolta 8-1) faccia la differenza. Una decina di minuti da 'vera' Russia bastano e avanzano, e si torna negli spogliatoi sul più otto (18-10).

Partita chiusa? Ma anche no. Trascinate da Pearl van Der Wissel, efficace dalla linea come dai nove metri (a differenza di una Maura Visser sotto tono), l'Olanda prova a tornare sotto, scatenando l'ira di Trefilov. In realtà riesce solo a dimezzare il gap (17-21 poi 20-24) ma non va oltre, e vedendo come ogni resistenza si dimostrava futile, toglie il piede dall'acceleratore e risparmia un po' di benzina per lo scontro diretto con le coreane. Un parziale di 4-0, inclusa doppietta dall'ala di Polina Kuznetcova, mette al sicuro il risultato. Grande prova dai sei metri di Ludmila Bodnieva, pivot dagli occhi a mandorla che, al pari di Emilia Turey, terzino di origine africana, sa farsi valere pure in contrattacco.

Vittoria 'regolare' della Spagna, che pur senza maramaldeggiare si porta a casa i due punti e mette fuori gioco il Kazakhistan. Se il 3-O alla partenza faceva presagire un trionfo, il primo tempo si conclude con un poco glorioso 11-8. Nella ripresa Jessica Alonso, Eli Pinedo (le due migliori realizzatrici iberiche di serata) e compagnia aumentano il vantaggio, che però non finisce mai in doppia cifra. Tra le asiatiche, che dai nove metri ne azzeccano UNA su diciotto, bene la Volnukihina e la Baranovskaya.

Forse più gente in campo che sugli spalti nella 'sfida' tra Corea del Sud ed Australia. Primo tempo 24-3, finale 45-11. Nient'altro da dire. Tutti a casa felici e contenti (beh, le australiane magari non tanto ...).

mercoledì 7 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Programma Mercoledì 7 Dicembre. Dirette Web.

Dopo le grandi emozioni e sorprese, arrivate o sfiorate, delle dodici-gare-dodici di ieri, oggi si torna in campo ai Mondiali Femminili di pallamano. Almeno nel caso dei gironi A e B, che presentano tre incontri a testa.

Come 24 ore prima, apre le danze il Montenegro, uscito vincitore dalla frenetica battaglia punto-a-punto di Martedì sera con l'Angola. Rivale di giornata di Popovic e Bulatovic sarà la Cina, beffata ieri dalla Germania in una match tanto farcito di errori quanto avvincente. Le tedesche, salavate dal portiere Clara Woltering e dai molti sette metri a loro accordati, erano sotto di cinque alla pausa, e sono rimaste indietro per tutta la partita, tranne che ... quanto conta veramente, ovvero alla fine del match.

Oggi affrontano alle 22:30 l'Islanda, la cui vittoria a sorpresa dell'esordio sembra aver assorbito tutte le energie: da allora sono arrivate la sconfitta contro l'Angola e la batosta di ieri ad opera di una Norvegia che pare ritrovarsi dopo lo scivolone 'made in Germany' di Sabato. Proprio le scandinave sono attese da un nuovo test, contro l'Angola che come loro fa parte dell'ammucchiata a quota quattro punti in testa al Girone A. Una sorta di spareggio, con fischio d'inizio alle 20:15, che potrebbe (il condizionale è più che mai d'obbligo), lanciare la vincitrice verso il primato finale del girone.

Nel Gruppo B la Russia, che ieri si è in pratica allenata affrontando l'Australia (45-8 lo score finale) se le vedrà alle 18:45 italiane con un'Olanda brava a reagire dopo la battuta d'arresto di gara uno, ma oggi nettamente sfavorita in tutti i pronostici. In caso di (probabile) successo della Truppa Trefilov, la Spagna ha l'occasione di rimanere da sola in scia alla capolista. A patto di sbarazzarsi del Kazakhistan. Fischio d'inizio alle 21:00. Due ore e un quarto dopo tocca alle australiane, che stavolta renderanno felici e contenti (o quantomeno vincenti) squadra e tifosi sudcoreani.

Girone B- 4a Giornata
h. 18:00 Montenegro - Cina
h. 20:15 Norvegia - Angola
h. 22:30 Islanda - Germania

Girone B- 4a Giornata
h. 18:45 Russia - Olanda
h. 21:00 Kazakhistan - Spagna
h. 23:15 Australia - Sud Corea

DIRETTE INTERNET (Gratis e a pagamento)
Ricordiamo ancora una volta che tutti o quasi tutti gli incontri possono essere seguiti in diretta streaming gratuitamente. I link si trovano, intorno all'orario dei rispettivi fischi d'inizio, alle seguenti pagine:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

E' inoltre possibile vedere online, a pagamento, tutti gli incontri, registrandosi al prezzo di 25 Euro, alla seguente pagina web:
LIVEHANDBALL.TV

lunedì 5 dicembre 2011

Mondiali Femminili. Russia e Angola 'gemelle diverse' in testa ai loro gruppi.

Gemelle, perchè dopo due giornate sia la corazzata di Trefilov che l'imperatrice d'Africa, uniche squadre in grado di vincere entrambi i match disputati, comandano i rispettivi gironi. Diverse, perché oltre a trovarsi in zone opposte del pianeta, sono arrivate a questa rassegna con obiettivi, solidità di squadra e capacità di incantare la 'critica' molto differente. Eppure al momento i numeri dicono che russe ed angolane condividono il medesimo destino.

La Russia si sta dimostrando autentico rullo compressore, meritevole del ruolo di favorita numero uno del torneo. Travolte le malcapitate sudcoreane, l'Armata di Trefilov ha continuato la sua marcia nella seconda giornata, sbarazzandosi anche della loro più insidiosa concorrente nel Gruppo B, la Spagna di Marta Mangue che all'esordio aveva vinto e convinto. L'incontro di cartello della serata domenicale (pomeriggio brasiliano), nonchè rivincita della sfida degli Europei 2010, fatta sua dalla Spagna, è rimasto in bilico per un quarto d'ora, poi le russe hanno ingranato la marcia e per le avversarie non c'è stato nulla da fare.

Come nel turno precedente, la Russia è partita male, con le stelle iberiche Carmen Martin e Veronica Cuadrado subito a segno. Ma la reazione non è tardata. Ritrovata in un baleno la parità, le russe hanno piazzato il loro ormai abituale break decisivo, un 6-1 firmato da ben sei giocatrici diverse (e questo qualcosa vorrà pur dire...).

Il più cinque (14-9) dell'intervallo è molto eloquente, anche se le spagnole non gettano la spugna e provano a rientrare nel secondo tempo, complici le prodezze
dell'estremo difensore Silvia Navarro, e qualche scelta affrettata dell'attacco russo che fa scatenare (non che ci voglia molto ...) l'ugola di Trefilov, insoddisfatto di alcuni dei suoi terzini. Senza però mai avvicinarsi davvero: Olga Levina (micidiale dai sei metri) ed una Irina Bliznova ancora in grande spolvero frustrano, con l'aiuto delle parate di Sidorova e Sedyokina, ogni velleità avversaria, portando il gap sino a sette goal (28-21), con la rete finale di Nely Carla Alberto che non addolcisce la pillola iberica.

Tra le fila russe nota di merito anche per la veterana Turey, mentre in campo spagnolo Nerea Pena non è assolutamente in palla e si perde tra le maglie della
difesa nemica, stavolta principale fattore del successo visto che in ambito offensivo non tutto ha funzionato alla perfezione.

I risultati delle altre sfide portano ad un'ammucchiata dietro la capolista, con un poker di squadre a quota due. Basta un tempo alla Corea del Sud, che ben reagisce all'umiliazione subita contro la Russia, per mettere le mani sul 'derby asiatico' e regolare un Kazakhistan incapace persino di approfittare delle sue chances in contropiede. 11-1 dopo venti minuti, 16-4 alla pausa: numeri che parlano da soli. La ripresa è ordinaria amministrazione per il trio Woo-Sim-Choi, a segno quattro volte a testa, e le loro connazionali.

Poco da dire sull'incontro che ha chiuso la giornata. L'Australia si conferma simpatico sparring-partner per chiunque, ed in questo caso rende felice l'Olanda, in cerca di una bella vittoria dopo il brutto passo falso dell'esordio. Coach Henk Groener approfitta della facilità del match per dare più spazio alle seconde linee, tra cui le promettenti Lois Abbingh ed Estefania Polman, fresche d'argento agli Europei juniores, risparmiando le stelle Maura Visser e Pearl van der Wissel per impegni di altro tenore. In sfide del genere, invece, può andare in goal persino il portiere Mandy Burrekers. Non male, a dire la verità, pure gli estremi difensori australiani Jemima Harbort e Catherine Kent. Male invece Veronica Kelly, che si guadagna un cartellino rosso ad una dozzina di minuti dalla sirena.

A differenza della Russia, l'Angola era arrivata in Brasile con un curriculum poco lusinghiero che includeva un KO contro la Gran Bretagna. E la tribolatissima vittoria sulla Cina all'esordio non ne aveva migliorato la sua reputazione. Poi però è arrivata la sfida con le islandesi, impensabile (alla vigilia) match-clou del gruppo A. Di cui le africane hanno approfittato per cogliere un nuovo successo (28-24) e conquistare, grazie ad una combinazione favorevole di risultati, il primato solitario del raggruppamento.

Le nordiche tornano con i piedi per terra dopo la grande impresa di sabato, a dispetto di un buon inizio gara. Ma Marcelina Kiara, la migliore delle sue, le punisce tre volte di fila, ed il conseguente parziale (4-0) è la chiave di volta del successo angolano. Il più tre (15-12) di fine primo tempo raddoppia nel secondo (25-19 firmato Azenaide Danila Carlos), e nell'ultima fase di gioco l'Angola amministra il vantaggio. E vola in testa. Primato frutto delle circostanze? Forse. Ma comunque meritato, visto che l'Angola ha pur sempre battuto l'Islanda che aveva battuto il Montenegro che ha battuto la Germania che aveva battuto la Norvegia.

Già, perchè l'incrocio tra tedesche e balcaniche ha puntualmente smentito le indicazioni del giorno prima. La Germania delle meraviglie non è poi così meravigliosa e la delusione Montenegro non è poi così deludente. Il successo di Bojana e compagne è forse più netto di quanto dica lo score finale (25-24), visto che le ragazze di coach Adzić hanno condotto le danze per buon parte dell'incontro. Franziska Mietzner, anche stavolta una macchina da goal, tiene a galla le tedesche nei primi scambi di reti, ma non riesce a reagire quando il Montenegro, che finalmente mostra più frecce al suo arco, mette il turbo e scappa. Un buon finale di tempo consente alla truppa di coach Jensen di ridurre il margine, e persino impattare ad inizio ripresa.

Ma la premiata ditta Popović & Bulatović colpisce ancora, e stavolta è quella buona: il 7-1 che ne consegue risulta decisivo, nonostante una nuova reazione delle tedesche, mai rassegnate. Ci pensa la doppietta del folletto Ana Djokić ad assicurare i due punti ad un contento Adzić.

Pure la Norvegia reagisce allo scivolone di gara uno, e si sbarazza comodamente della Cina. Il Dragone asiatico è innocuo, e le vichinghe maramaldeggiano, in particolare con i due pivot, la 'solita' Løke (perchè ha giocato così poco contro la Germania?) ed una Frafjord che in due partite ha segnato 9 volte su 10 tiri. Anche Linka Riegelhuth (a destra) e Camilla Herrem (a sinistra) fanno strage dall'ala, e nella ripresa si uniscono alla festa scandinava le ventenni Kurtović (tre goal) e Bredal Oftedal (doppietta per il minuto centrale dello Stabaek). MVP delle asiatiche Chunlei Lan, che timbra, soprattutto dai sette metri, quasi metà delle reti cinesi. Norvegesi tutte a sfoggiare sorrisi a fine partita, ma per sapere se rimangono tra le grandissime favorite per il podio, toccherà vederle in sfide più impegnative.

domenica 4 dicembre 2011

Mondiali Femminili. Riassunto 1a Giornata. Delusione Norvegia. Male Montenegro e Olanda. Bene Germania e le 'sorelle latine'. Romania ok ma ...

Se squadre come Brasile e Russia hanno rispettato i pronostici - la seconda anche più di quanto ci si aspettase - al loro rispettivo debutto, altre hanno invece più o meno deluso.

A cominciare dalla Norvegia, la cui sconfitta contro la Germania ha dato nuova linfa a chi nutriva seri dubbi sulle possibilità delle scandinave di coach Hergeirsson. Le assenze delle veterane Hammerseng, Nyberg e Larsen si fanno, e si faranno, sentire in una squadra forse ancora troppo dipendente dai suoi contropiedi (che ieri hanno funzionato, ma solo quando si sono potuti innescare seriamente) e dal pivot Heidi Loke, rimasta troppo spesso in panchina a 'vantaggio' di una Marit Malm Frafjord poco efficace, e poco aiutata dalle compagne. Ali e terzini non hanno inciso molto negli attacchi posizionali, la Sulland ha fatto la sua parte, ma non poteva trascinare (quasi) da sola tutto il peso della Landslag, e più o meno lo stesso vale per i portieri. Anche perché dall'altro lato del campo c'era una SIGNORA Germania, totalmente diversa rispetto a quella (non) ammirata un anno fa agli Europei. La grinta di Anja Althaus a fine partita, e pure durante il match, è il simbolo di una nazionale costruita in prospettiva futura, ma per la quale il futuro sembra già adesso.

L'altra grande delusione di giornata è il Montenegro, la cui sconfitta contro l'Islanda, seppur numericamente piccola (22-21 lo score a favore delle nordiche) è frustrante; un duro colpo alle ambizioni di una squadra che dopo l'ottimo Europeo 2010 punta(va?) a consacrarsi tra le migliori realtà in assoluto, per di più ad opera di un rivale la cui tradizione in ambito femminile è quasi nulla; le islandesi hanno infatti ottenuto il loro primo successo alla loro prima partita di sempre ai Campionati Mondiali. Una vittoria però meritatissima, giunta al termine di una gara condotta quasi interamente. Decisivo il parziale di 5-1, firmato soprattutto da Karen Knutsdottir, messo a segno dal 47° al 57° minuto. Bojana Popovic, Katarina Bulatovic e Marija Jovanovic hanno provato a tenere a galla le balcaniche, ma la scarsità di alternative in attacco (soltanto loro tre hanno segnato nella ripresa, e solo le prime due negli ultimi 25 minuti di gioco!!!) si è rivelata la chiave della sconfitta montenegrina.

Non solo Montenegro. Sembra rimasto poco anche dell'Olanda rivelazione dei passati europei. Le Orange sprecano troppo e, senza mettere in piedi seri contrattacchi, non riescono mai davvero ad impensierire una Spagna chiaramente migliore. Mobilità ed efficacia, sia in attacco che in difesa, consentono alle iberiche di tornare negli spogliatoi sul più tre, ed il divario cresce nel secondo tempo. Marta Mangue (trascinatrice e miglior realizzatrice assieme a Macarena Aguilar e Carmen Martin) e le sue compagne volano fino al 32-24 e chiudono in scioltezza. Inutili le sei 'perle' di Pearl van der Wissel sul lato 'tulipane'.

La Romania non è molto più esaltante di Norvegia, Montenegro ed Olanda, ma a loro differenza riesca a mettersi in tasca i primi due punti. Est-europee senza Neagu e Ionela Stanca, e si vede. La Tunisia la mette in seria difficoltà, chiude il primo tempo clamorosamente (ma giustamente) avanti per 15-14 ed in seguito si spinge fin sul più tre, poi intorno a metà ripresa arriva la riscossa della 'truppa Voina', che balza al comando della gara e, pur tra mille tribolazioni, riesce a condurre in porto il successo. Ottima Adina Fiera, implacabile dai sei metri, bene pure la Nechita (specialmente come finalizzatrice di contropedi) e Oana Chirila, con nota di merito per Florina Chintoan che si fa vedere al posto giusto nel momento giusto per influire in modo positivo sulla rimonta vincente. Tolnai nettamente migliore di Pislaru (e questa non è una sorpresa) tra i pali. Ma in generale la squadra di Voina deve migliorare assai se vuole andare lontano in questo torneo ....

Equilibrio massimo tra Angola e Cina; le asiatiche provano, senza riuscirci, la fuga nella metà iniziale, le africane risultano migliori, ma non troppo, nella seconda parte. Alla fine deciderà solo una rete dell'angolana Luisa Kiala, trascinatrice nel finale del match, con la cinese Chanchan Wang che butta al vento l'occasione del pareggio a fil di sirena.

Poco da dire sugli altri incontri. La superiorità di Francia, Kazakhistan, Svezia, Danimarca e Croazia sulle rispettive avversarie di giornata (Giappone, Australia, Argentina, Uruguay e Costa D'Avorio), molto netta sulla carta, si è poi concretizzata in campo, portando a sfide assolutamente a senso unico, con score finali tutti più o meno imbarazzanti. Pur avendo risposto all'appello e fatto in pieno il loro dovere, le vincenti dei cinque confronti saranno giudicate seriamente solo dopo impegni di maggior consistenza.

lunedì 13 giugno 2011

Europei Maschili Serbia 2012. Terminate le qualificazioni. Mercoledì sorteggi fase finale.

Completate nel fine settimana anche le qualificazioni agli Europei maschili di Serbia 2012 (15-29 Gennaio 2012). L'ultimo turno dei sette gironi ha emesso i verdetti mancanti. Più o meno tutto è andato come ci si aspettava.

Avanti Polonia e Slovenia: i primi vincono il match-clou con il Portogallo. Partenza a razzo dei polacchi, per quanto i portoghesi reagiscano e mantengano la situazione in bilico a metà incontro. Ma a chiudere la porta ad ogni ambizione lusitana ci pensano le prodezze di Slawomir Szmal fra i pali. Il successo della Polonia rende addirittura superfluo il trionfo sloveno sull'Ucraina, un 43-22 che avrebbe potuto assumere dimensioni ancor più scandalose senza le parate di Gennadiy Komok.

Vittoria non necessaria - ai fini del passaggio alla fase finale - anche per la Macedonia: Kiril Lazarov e i suoi compatrioti si sbarazzano senza problemi del fanalino di coda Bosnia-Erzegovina, anche se la qualificazione era già in tasca dopo il passo falso dell'Estonia in Ungheria nel primo pomeriggio. I baltici accarezzano la storica impresa per un tempo (17-19 lo score all'intervallo), ma vengono travolti dal rullo compressore magiaro al ritorno in campo. Un tremendo parziale di 12-3 spezza loro le gambe, e regala ai padroni di casa il dodicesimo punto in sei partite.

Kiril Lazarov sarà dunque presente in Serbia. E pure Filip Jicha: la Repubblica Ceca stenta un poco all'inizio della sfida di sabato contro l'Olanda, ma un successivo parziale di 11-1 porta di fatto i boemi agli Europei. Il +9 (22-13) del primo tempo diventa +12 a fine partita. La stella del THW Kiel fa la sua parte, per quanto il miglior realizzatore dei cechi risulti un altro elemento della Bundesliga, il terzino sinistro Pavel Horák del Frisch Auf Göppingen.

La sfida più attesa della giornata vedeva però di fronte Islanda e Austria, con i primi costretti a vincere se volevano staccare il biglietto per Belgrado. Ma poteva la bella favola islandese, che negli ultimi anni ha incantato molti andando oltre i ristretti confini dell'isola atlantica, terminare così presto? Ovviamente no. Ecco quindi che di fronte al pubblico del Laugardalshöll gli islandesi trovano la forza e la potenza offensiva necessaria a stravincere l'incontro - combinata con l'ottima prova di Björgvin Páll Gústafsson fra i pali - soverchiando gli avversari per tutto l'arco dei sessanta minuti. Austriaci incapaci di trovare contromisure per frenare le bocche da fuoco nordiche già nel primo tempo, e la musica non cambia nella ripresa. Aron Pálmarsson, Guðjón Valur Sigurðsson ed Ólafur Stefánsson fanno strage nella retroguardia avversaria, mentre dall'altro lato del campo a poco servono le otto reti griffate da Roland Schlinger. Scandinavi in trionfo, la saga continua ...

Negli altri incontri, ininfluenti ai fini della qualificazione, la Croazia del trio delle meraviglie Ivan Čupić - Drago Vuković - Domagoj Duvnjak mette sotto agevolmente la Lituania, la Spagna con Sierra a difendere la propria porta sbaraglia la deludente Romania. Slovacchia e Svezia sigillano le rispettive qualificazioni con una vittoria a testa, anche se Israele resiste un tempo alla furia dei vichinghi.

Lo stesso discorso è valido per Danimarca (con Hans Lindberg che fa da spalla ad un Jesper Nøddesbo in gran forma; la Svizzera è battuta) e Russia, la quale dopo un inizio equilibrato produce l'allungo decisivo nel 'derby' con la Bielorussia. Un 'derby nel derby' era quello tra Konstantin Igropoulo e Siarhei Rutenka, recenti trionfatori in Champions League (come pure Nøddesbo) con la casacca del Barcellona. Entrambi disputano una grande partita, ma alla fine vince il russo che mette la firma su nove reti, una un più del compagno di club.

Bene pure la Norvegia, che sabato a Trondheim si sbarazza della Grecia, con l'ennesima prova convicente (sette meraviglie nella porta avversaria) del 21enne Christoffer Rambo, ormai ex del Valladolid spagnolo. Infine, oltre 4.500 tifosi salutano a Treviri, in un palazzetto esaurito, Heiner Brand ed i suoi baffi. Il leggendario coach tedesco festeggia la sua ultima battaglia sulla panchina della nazionale - alla cui guida aveva conquistato un Mondiale ed un Europeo, finendo un paio di altre volte sul podio - con un successo sullo sparring-partner Lettonia, favorito dai cinque goal a testa di Christian Sprenger e Dominik Klein.

Europei Maschili 2012 - Gironi di qualificazione
6a Giornata - Risultati e classifiche finali:


Gruppo 1:
Ungheria (12 punti) - Estonia (4) 34:27 (17:19)
Macedonia (7) - Bosnia Erzegovina (1) 25:19 (12:7)
Gruppo 2:
Croazia (12) - Lituania (4) 34:26 (19:13)
Spagna (8) - Romania (0) 36:23 (18:11)
Gruppo 3:
Polonia (9) - Portogallo (5) 30:22 (14:11)
Slovenia (8) - Ucraina (2) 43:32 (22:16)
Gruppo 4:
Slovacchia (1O) - Montenegro (2) 36:21 (18:10)
Svezia (10) - Israele (2) 28:17 (14:11)
Gruppo 5:
Germania (9) - Lettonia (0) 32:22 (17:11)
Islanda (8) - Austria (7) 44:29 (21:14)
Gruppo 6:
Repubblica Ceca (8) - Olanda (1) 38:26 (22:13)
Norvegia (10) - Grecia (5) 31:25 (17:12)
Gruppo 7:
Danimarca (10) - Svizzera (0) 34:29 (20:12)
Russia (10) - Bielorussia (4) 35:27 (20:14)

Europei Maschili 2012 - Qualificate alla Fase Finale:
Gruppo 1: Ungheria, Macedonia
Gruppo 2: Croazia, Spagna
Gruppo 3: Polonia, Slovenia
Gruppo 4: Svezia, Slovacchia
Gruppo 5: Germania, Islanda
Gruppo 6: Norvegia, Repubblica Ceca
Gruppo 7: Danimarca, Russia
* Serbia (Paese organizzatore)
* Francia (Detentrice del trofeo)

Sorteggio gironi fase finale: avrà luogo al Belexpo Centre di Belgrado Mercoledì 15 Giugno a mezzogiorno.

* Fascia 1: Francia / Croazia / Germania / Polonia
* Fascia 2: Danimarca / Svezia / Norvegia / Ungheria
* Fascia 3: Serbia / Islanda / Spagna / Repubblica Ceca
* Fascia 4: Slovenia / Slovacchia / Russia / Macedonia

La Serbia giocherà le sue partite nel Girone A di Belgrado, mentre per motivi di 'vicinanza geografica' la Macedonia sarà inserita nel girone B (sede a Niš), l'Ungheria in quello di Novi Sad (Girone C) e la Croazia a Vršac (Girone D).