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venerdì 7 settembre 2012

Sabato 8 Settembre: ed é ancora Atlético - Barcellona!!

Praticamente in contemporanea con l'inizio (per le altre squadre) della Liga Asobal va in scena l'ennesimo atto della perenne sfida tra le dominatrici del 'balonmano' iberico: Atlético de Madrid e F.C. Barcelona Intersport si danno appuntamento sabato 8 Settembre al palazzo dello sport di Vistalegre, nella capitale spagnola.

A rendere interessante il confronto non è solo il trofeo in palio (la 'Supercopa de España', per dirlo alla castigliana) ma pure la curiosità di vedere come le due grandi rivali si presentano alla nuova stagione. In particolare l'Atlético, che durante l'estate ha cambiato molto: via diversi elementi, anche di notevole spicco, e largo ai giovani ... ed ai 'miti' di questo sport. Riassumendo con ordine: dall'ex Ciudad Real è partita gente del calibro di Luc Abalo, Didier Dinart, Alberto Entrerríos, Isaías Guardiola, Chema Rodríguez e di quell'Arpad Sterbik approdato proprio al 'nemico', in casacca blaugrana. Ma il club biancorosso ha fatto notizia pure sul lato 'entrate', soprattutto riportando in Spagna, alla corte di Talant Dujshebaev, un tizio chiamato Ivano Balić, che al centro avrà come compagno di reparto un altro neo-acquisto, Álvaro Ferrer. E poi assicurandosi i servizi del talentuoso campione olimpico Xavier Barachet, di Josep Masachs (che si aggiunge al veterano Joan Cañellas nella 'colonia catalana' a Madrid) all'ala destra, del croato Jakov Gojun come rinforzo per la difesa, e del norvegese Magnus Dahl (23 anni per un metro e 98, ceduto dal Paris Handball) tra i pali.

L'Atlético versione 2012/13 é squadra con molte novità che, come ammesso da Cañellas e dal pivot Aguinagalde, ha bisogno di tempo per trovare l'amalgama giusta, ma possiede gli elementi e la qualità necessari per far suo il primo trofeo 'domestico' della stagione. Una stagione già 'iniziata' nel migliore dei modi con la recente vittoria nel Súper Globe in Qatar, dove i madrileni hanno vendicato, battendo il Kiel 28-23 nella finalissima, l'ultimo atto della scorsa Champions League. Un buon segnale, adesso occorre proseguire su questo cammino in scenari meno esotici del Golfo Persico, ma non meno importanti dal punto di vista sportivo.

Dall'altra parte, come logico, occhi puntati su Arpad Sterbik. Il suo arrivo in Catalogna ha già provocato 'effetti collaterali' (la rescissione del contratto di Johan Sjöstrand: il futuro sostituto di Titi Omeyer al Kiel rischiava di avere minutaggio praticamente nullo al Barça ...), ma ora tutti vogliono vederlo all'opera contro quelli che fino a poche settimane fa erano i suoi compagni di squadra e tifosi. Il portiere di origine est-europea è giunto alla nuova destinazione con progetti ambziosi ('voglio vincere la Champions') e sembra già ben integrato nella rosa barcellonista, dove ha trovato molti precedenti compagni di club e/o nazionale. Sarà interessante sapere quale accoglienza il pubblico di Vistalegre, che ci auguriamo riempia gli spalti come un anno fa, riserverà al suo ex-pupillo, in particolare dopo certe dichiarazioni post-trasferimento ('vengo da una grande squadra, e sono arrivato in una ancor più grande') che qualcuno a Madrid potrebbe non aver gradito. Saranno suonati più dolci, ai timpani degli 'aficionados' biancorossi, i complimenti del grande ex al 'nuovo' Atlético', che a parere di Sterbik non ha nulla di invidiare, in termini di forza e qualità, allo squadrone dell'anno scorso.

Al pari dei madrileni, i loro sfidanti sono reduci da un ottimo pre-campionato, in cui hanno subito prevalso nel derby con il Fraikin Granollers, per mettere quindi sotto le varie Dinamo Minsk, Vardar Skopje, Chekhovskie Medvedi e Reale Ademar nel torneo di Doboj (Bosnia) ed infine maramaldeggiare nella 'Coppa di Catalogna', che ha regalato al Barcellona il primo 'titulo' stagionale grazie al trionfo (28-20) nella finalissima con i 'soliti' cugini del Granollers.

Appuntamento dunque alle ore 18 di domani, sabato 8. Chi non si trova 'in loco', e magari neppure in Spagna, potrà comunque assistere alla grande sfida via internet, grazie allo streaming in diretta del sito laola1.tv.

sabato 28 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: la finale è Serbia - Danimarca!!

Ebbene sì, Serbia e Danimarca vanno alla finalissima. Le due squadre, già incontratesi nella seconda giornata della fase a gruppi, con vittoria dei balcanici, il 17 Gennaio scorso, hanno guadagnato il diritto a ritrovarsi in un nuovo testa a testa. Non più alla Pionir Arena, ma nel maestoso scenario della Beogradska Arena. Non più con i soli due punti in palio, ma con il titolo europeo come unico obiettivo.

SERBIA - CROAZIA 26-22
I serbi hanno fatto loro il derby con la Croazia. Tifo caldissimo per i padroni di casa, ma nessun incidente. Il dispositivo di sicurezza, compresi l'ampio spiegamento di forze dell'ordine ed il divieto di accesso al paese per i tifosi croati senza biglietto, al momento pare aver funzionato.

Per quanto riguarda strettamente l'incontro, i padroni di casa si sono assicurati la vittoria grazie ad una sontuosa seconda parte. La prima è trascorsa su piani essenzialmente d'equilibrio, con la Croazia ad inaugurare il marcatore (Ivan Cupić dai sette metri) e rispondere ad ogni … risposta serba per otto minuti. Ivan Nikcević, compagno dell'azzurro Tin Tokić al Valladolid, e connazionali ribaltano finalmente la situazione sul 6-5, ma gli 'ospiti' che beneficiano di una panchina lunga, tornano avanti; lo scambio di reti prosegue fino a quando Ivano Balić, stavolta in campo abbastanza tempo, fissa lo score sul 12-11, e poi Marko Kopljar (migliore croato del match) ed Igor Vori (i cui trascorsi a Conversano vengono spesso ripetuti dal cronista di Sportitalia 2, alla quale facciamo i complimenti per la scelta di trasmettere in diretta le ultime, decisive sfide del torneo), rispondendo a Ivan Stanković e Marko Vujn, mandano le squadre alla pausa lunga sul 14-13 per loro.

Nessuna delle contendenti è riuscita a conquistarsi più di un rete di margine in tutta la frazione di apertura, però alla ripresa del gioco il vento cambia. In una direzione gradita alla stragrande maggioranza del pubblico. Alem Toskić e Momir Ilić regalano il primo vantaggio 'consistente' (16-14) alla Serbia, poi torna a colpire il duo Stanković-Vujin. I croati ora faticano a superare il muro difensivo rivale, incluso un Darko Stanić ancora una volta immenso. Ad un quarto d'ora dalla fine, sul 21-17, con la partita che sembra scappargli di mano, mister Goluža è obbligato a chiedere time-out. Kopljar si riscopre protagonista con due reti, che dimezzano lo scarto, e con … un due minuti rifilato dagli arbitri per un fallaccio, che propizia il nuovo allungo serbo. I dieci minuti rimanenti servono alla stella Ilić per allungare il bottino personale fino agli otto goal, portando i suoi al 25-20. Una doppietta di Vuijn, tra i canti di gioia degli spettatori, chiude la contesa. I croati falliscono l'obiettivo principale e dovranno accontentarsi della lotta per il bronzo. I loro grandi rivali invece fanno la storia e conquistano, ovviamente con il contributo imprescindibile del fattore-campo, la prima finale di sempre.

DANIMARCA - SPAGNA 25-24
La Danimarca si era in precedenza ritagliata uno spazio nella finalissima battendo la Spagna, per l'ennesima volta fermatasi alle porte dell'oro, con il minimo scarto. Nordici sempre lontani dalla forma esibita nel 2008 ed ai Mondiali dello scorso anno, però bravissimi a cogliere al volo le opportunità capitate negli ultimi sette giorni. La combinazione di risultati che aveva permesso la grande rimonta nel Main Round è stata seguita, in semifinale, da ulteriori episodi favorevoli alla squadra di Wilbek. A cui, lo ribadiamo, va riconosciuto il merito di averne saputo approfittare.

Inizio gara con prevedibile dominio delle difese, ed errori su entrambi i lati, tanto che ci vogliono quattro minuti perché Hans Lindberg sblocchi il punteggio. Dopo dieci minuti di equilibrio è la Spagna a regalarsi il primo break: un poker di reti, favorito da buone difese e relativi contropiedi, propizia il 7-3 e illude qualche tifoso della 'Roja'. Il coach scandinavo chiede time-out al momento giusto: al rientro i suoi tornano alla carica, spinta da Thomas Mogensen e dalle bombe del giovanissimo (appena 20 anni) centrale Rasmus Hauge Schimdt, nonché da un Niklas Landin ormai tornato (quasi) una certezza fra i pali. Dopo otto minuti senza reti, René Toft Hansen fissa dai sei metri la parità a quota dieci, e i danesi mettono la freccia con Anders Eggert autore dell'11-10. Spagna senza bussola in attacco nell'ultima fase del periodo, incapace di aggirare la sei-zero difensiva rivale, e priva (ma questo lo si sapeva da tempo) di cecchini in grado di fare la differenza dai nove metri. Non molto meglio in difesa, dove combina un pasticcio rivelatosi alla fine determinante: la barriera copre in modo inadeguato una punizione di Mikkel Hansen a tempo scaduto, lo stesso José Manuel Sierra si fa trovare fuori posto, ed il fuoriclasse del Copenaghen dice gracias: palla in rete e più due per la 'Danish Dynamite' a metà gara.

Romero e soci finiscono male e ricominciano peggio: un tris dell'ispiratissimo Lauge Schmidt apre la porta al più cinque avversario (17-12) del 38° minuto. Poi finalmente la Selección richiude le maglie in difesa, con Sierra a fare il proprio dovere, colpisce duro in contrattacco, e finalizza la 'remontada'. I trascinatori saranno Jorge Maqueda (unico vero 'bombardiere' dalla lunga distanza) e Julen Aguinagalde, per quanto il 19 pari con cui si entra nei dieci minuti conclusivi rechi la firma di Cristian Ugalde. Gli spagnoli pagano lo sforzo della rimonta e tornano a collezionare errori, lasciandosi ri-scappare gli avversari. Manco a dirlo, nel nuovo parziale troviamo lo zampino del giovane Rasmus eroe di giornata. Game over? Per nulla. La truppa di coach Rivera non starà disputando la miglior partita di sempre, ma non ha perso la grinta. Ed impatta a due giri di lancetta dal termine. A questo punto torna in scena di prepotenza l'altro Hansen, il Michelone da Helsingør, perfetto simbolo della nazionale danese di questo Europeo. Il Michelone non esalta più di tanto, non gioca benissimo, ma proprio come la sua squadra riesce a fare la cosa giusta al momento giusto. A fine primo tempo annota quel goal incredibile su punizione, ed ora griffa la doppietta che decide l'esito del confronto, catapultando i danesi nella finale per l'oro.

Con qualche recriminazione avversaria, non infondata: l'impatto tra Ugalde ed uno scandinavo nell'ultima azione iberica poteva essere sanzionato con un sette metri in grado di cambiare tutto. Ma gli arbitri, che hanno sempre ragione (anche quando hanno torto), la vedono diversamente, e poi con una gara diversa (ed un Joan Cañellas capace di combinare almeno qualcosa...) gli spagnoli ora starebbero a festeggiare, non a rammaricarsi per il nuovo K.O. subito ad un anno di distanza dalla semifinale mondiale. La Danimarca ringrazia e va avanti, beffarda e testarda nel conquistare un risultato sul quale, una settimana fa, pochi nello Jutland e dintorni avrebbero sinceramente puntato.

SEMIFINALI - RISULTATI
** Danimarca - Spagna 25-24 (12-10)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

** Serbia - Croazia 26-22 (13-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

FINALE 1-2 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 17.00)
** SERBIA – DANIMARCA

FINALE 3-4 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 14.30)
** SPAGNA – CROAZIA

venerdì 27 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: anteprima semifinali e finale 5° posto.

Spagna - Danimarca e Serbia - Croazia. Con la sfida tra rivelazioni Slovenia e Macedonia a fare da antipasto. Il menu del giorno agli Europei, che proprio oggi decideranno le contendenti all'oro, e al bronzo, è particolarmente prelibato.

*** SERBIA- CROAZIA (Beogradska Arena, h. 20:15):
Che sia solo una partita (meglio se spettacolare)!


Il 'piatto forte' è l'ultima portata, il 'derbyssimo' delle ore 20:15, che nella capitale serba aspettavano da tempo. Un evento purtroppo capace, per qualcuno, di riportare l'orologio indietro di vent'anni, ai tempi della guerra nei Balcani. Nei giorni scorsi la rivalità fra le due parti ha mostrato il suo lato peggiore: scontri fra tifosi a Novi Sad, auto con targa croata danneggiate, e pure una sorta di agguato teso, in autostrada, contro fans che stavano tornando in Croazia dopo aver assistito alla sfida contro l'Ungheria. Con spiacevole corollario di una decina di feriti. La tensione alla Beogradska Arena sarà massima, ed il dispositivo di sicurezza proporzionato ad una partita di alto rischio come questa, in cui le frange estreme delle rispettive 'tifoserie' potrebbero approfittarne per 'regolare' conti e questioni del tutto estranei alla pallamano. Si parla di cinquemila poliziotti per ventimila spettatori. Auguriamoci almeno di non rivedere in giro Ivan Bogdanov e soci ...

Niente di quanto sopra menzionato deve però oscurare lo spettacolo che ci offrirà il campo di gioco. Dove non vedremo solo un derby tra cugini-rivali, con tutte le implicazioni del caso (ed i cipito delicato di dirigere la tenzone affidato ai francesi Nordine Lazaar e Laurent Reveret), ma soprattutto un confronto che frusterà inevitabilmente i progetti di una delle contendenti, entrambe determinatissime ad arrivare all'ultimo atto, entrambe fiduciose nei propri mezzi. La Serbia ha impressionato positivamente nella prima fase e nel Main Round, pur concedendo punti a Slovacchia e Macedonia, quando la vittoria non era però necessaria, e facendosi rimontare della Germania in una partita che sembravano avere in pugno. Momir Ilić ed il portiere Darko Stanić vanno inclusi fra le note più liete di una formazione che ha sempre beneficiato del sostegno assoluto da parte dei suoi fans.

Cammino positivo, nonostante il K.O. Ad opera dei forti spagnoli, anche per la Croazia: le numerose frecce all'arco di Slavko Goluža hanno consentito all'allenatore di raggiungere la semifinale, tra l'altro prendendosi la rivincita sui francesi, quasi senza il contributo di Ivano Balić, costretto ad un minutaggio inferiore al solito. Le parate di Mirko Alilović, l'efficacia difensiva n generale, i numeri dei vari Blazenko Lacković, Marko Kopljar, Igor Vori, Manuel Strkel e soprattutto del folletto Ivan Cupić si sono dimostrati sufficienti per indirizzare la squadra sul cammino giusto. Sul quale il terzino dell'Amburgo Domagoj Duvnjak ed i suoi connazionali vogliono proseguire. Peccato per loro che, dall'altro lato del campo, Petar Nenadić (ex del Barcellona, attualmente al servizio del Team Tvis Holstebro danese) e compagni abbiano la medesima intenzione. Con in più lo stimolo di scrivere una pagina storica per il 'rukomet' serbo, davanti ai propri tifosi. Contro-sostituzione tra le fila dei padroni di casa: Nenad Vucković, infortunatosi alla caviglia nei primi giorni di competizione, è di nuovo disponibile; Momir Rnić, chiamato in sua sostituzione, ha fatto il proprio dovere ma adesso deve tornare in tribuna. E' la dura legge dello sport …

*** SPAGNA – DANIMARCA (Beogradska Arena, h. 17:45):
Un anno dopo, la rivincita. O la ri-perdita)?


Nessun rilevante problema di ordine pubblico atteso nell'altra semifinale. E come potrebbero esserci se il 'capo-ultrà' degli spagnoli è il pittoresco 'punk' più volte inquadrato, in tutta la sua cresta, dalle telecamere nei giorni scorsi? Ad aumentare un po' la tensione ha provveduto mister Valero Rivera, con le sue accuse ad alcuni non specificati giocatori danesi, 'colpevoli', secondo il mister iberico, di non aver 'saputo vincere' nel dopo-partita della semifinale dei Mondiali 2011, quando i nordici avevano regolato la Spagna con un chiaro e meritato 28-24 estromettendola dalla corsa all'oro, e festeggiato in maniera non gradita alla controparte. La Selección, peraltro già sconfitta dai danesi nella finale per il quinto posto dell'Euro 2010, avrebbe poi conquistato il bronzo, ed i nordici conteso fino all'ultimo l'oro alla Francia.

Forse si tratta solo di un mezzo (o piuttosto un 'mezzuccio') per caricare i suoi, che in effetti potrebbero averne bisogno. La Spagna, di nuovo fra le Fantastiche Quattro dopo sei anni, è l'unica imbattuta ed ha tutti i crismi di una squadra solida, candidata al trionfo finale, con una panchina lunga a sufficienza, una difesa tra le migliori (probabilmente la numero uno in assoluto), efficacissima sia in versione 5-1 che in veste 6-0, ed il complemento di un Sierra straordinario fra i pali; e dulcis in fundo ha pure fatto suo l'ultimo scontro diretto nella 'SuperCup' di qualche mese fa (29-26). L'altro portiere spagnolo, Hombrados, si è detto convinto che, dopo un terzo posto e tre argenti, è ora di mirare dritto al riconoscimento più importante.

Spagnoli con i favori del pronostico per la sfida delle ore 17:45? Probabile. Ma il precedente 'in partita ufficiale' di Kristianstad, anch'esso di venerdì (correva il giorno 28 Gennaio 2011) consiglia prudenza, specie se combinato ad altri fattori: dopo la partenza zoppicante i danesi, pur sempre non troppo convincenti, appaiono in crescita, con la combinazione di risultati favorevoli che li ha portati in semifinale a svolgere il ruolo di ulteriore, inquietante segnale premonitore per gli avversari. Alla federazione di Copenaghen va il merito aver raggiunto la semifinale in un grande torneo (seniores) per la quarta volta consecutiva: Europei femminili nel dicembre 2010, Mondiali maschili e femminili lo scorso anno, e adesso l'impresa di Belgrado.

Tenere a bada le macchine da goal Mikkel Hansen (il ragazzone, che stasera ritroverà i suoi ex-compagni del Barcellona, sbaglia molto, ma segna pure tanto...), Hans Lindberg ed Anders Eggert, oltre a quel Bo Spellerberg il cui rientro ha coinciso con il miglioramento della squadra, e rendere innocuo il portierone Landin, tornato in forma 'mondiale' (dodici mesi fa il suo 44% anti-Spagna fu decisivo), sono compiti all'apparenza non troppo facili. Difesa e contropiede potrebbero rivelarsi arma vincente per entrambi; Rivera ci aggiunge la pericolosità scandinava dai nove metri, mentre con Renè Toft Hansen al posto dello 'storico' Nøddesbo e di Knudsen i danesi forse puntano un po' sul loro pivot. Anche Ulrik Wilbek avrà però i suoi grattacapi cercando di disinnescare il pericoloso Joan Cañellas. Catalano come quell'Albert Rocas in viaggio per Belgrado come possibile rimpiazzo degli acciaccati Víctor Tomás e Roberto García Parrondo. Arbitrano gli sloveni Nenad Krstić e Peter Ljubić.

*** SLOVENIA - MACEDONIA: (5/6 Posto - h. 15:15):
'Derby' tra squadre-rivelazione con vista sul Tamigi


Chiude la nostra presentazione, ma apre la giornata alla Beogradska Arena (ore 15:15) un altro derby della ex-Yugoslavia mattatrice agli Europei: Macedonia vs. Slovenia. Due piacevoli sorprese premiate con la chance di guadagnarsi un biglietto per il torneo di qualificazione olimpica. Riservato però solo alla vincitrice: aspettiamoci quindi una spettacolare battaglia in campo, nella certezza che la colorita tifoseria macedone farà la sua parte in tribuna.

Occhi puntati su Kire Lazarov, attuale capocannoniere del torneo, ma soprattutto ad appena cinque lunghezze dal record di 58 reti, stabilito dieci anni fa dal leggendario Ólafur Indriði Stefánsson. Uguagliarlo e migliorarlo sono compiti alla portata del fuoriclasse in forza all'Atlético Madrid, che in caso di riuscita diverrebbe il primo giocatore di sempre a figurare come top scorer SIA in un Mondiale che in un Campionato d'Europa. Anche se il diretto interessato fa più o meno sinceramente sfoggio di modestia e afferma che il suo vero obiettivo è soltanto arrivare a Londra con la nazionale. Sarebbe la prima volta alle Olimpiadi, in uno sport di squadra, per la giovane repubblica con capitale Skopje.

Attenzione pero ai terribili sloveni, che dopo essere finiti sull'orlo del baratro nella prima fase, si sono ripresi tanto da arrivare a questo punto. Nonostante i sette debuttanti, sono molte le pedine in grado di provocare danni agli avversari. La prima, forse, si chiama ... 'mancanza di pressione', e spesso e volentieri porta a risultati insperati. Le altre hanno nome e cognome: i più significativi sono quelli di Dragan Gajić, stella degli sloveni che di solito veste i colori del Montpellier assieme al portiere Primož Prošt, i fratelli Luka e Miha Zvižej ed il terzino Uroš Zorman, il quale attribuisce il buon risultato (magari il primo di una lunga serie) della squadra all'unità del gruppo.

COPERTURA WEB / TV

Diretta televisiva di Spagna - Danimarca e Serbia – Croazia su SPORTITALIA 2 in italiano e du Sport 1 (satellite Astra, 19.2° Est) in tedesco. 15 minuti di highlights della giornata alle ore 23:00 circa nell'EHF Euro 2012 Show su Eurosport 2 (Sky Canale 212).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' delle partite precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming (intorno agli orari inizio delle partite) sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

lunedì 16 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Lunedì 16 Gennaio.

Si fa davvero sul serio oggi ai Campionati d'Europa. La seconda giornata di competizione, primo turno dei gruppi C e D, vede affrontarsi due medagliate dei Mondiali 2011: la Francia pigliatutto è infatti attesa da un impegnativo test all'esordio, contro la Spagna bronzo a Malmoe dodici mesi fa. Entrambe le contendenti puntano in alto anche stavolta, ma devono fare i conti con assenze di peso (Honrubia da una parte, Sterbik e Garabaya dall'altra) ed incognite varie, in particolare riguardanti la forma di Accambray e Guigou in campo transalpino. Un 'derby latino' tra vecchie conoscenze ed abituali compagni di club, come Luc Abalo, Didier Dinart, Julen Aguinagalde, Alberto Entrerrios, J.J, Hombrados, tutti nelle fila del grande Atlético de Madrid (ex Ciudad Real), cui si aggiungerà in futuro Xabier Barachet, oppure Guillaume Joli che, nel Valladolid di Tin Tokic gioca a fianco di Eduardo Gurbindo e di José Manuel Sierra, secondo portiere della Selección. Le ali del Barça (il cui pivot francese Cédric Sorhaindo sarà costretto a mancare l'appuntamento per un recente infortunio) Juanín García e Victor Tomás possono far danno, specialmente in contrattacco, alla rocciosa difesa dei Bleus, capitanata dal solito, immenso Didier Dinart. Ma come lo stesso Tomás ammette, per battere i francesi occorrerà tirar fuori dal cilindro 'la partita perfetta', basata soprattutto su una fase difensiva perfetta. E giocando con grande intensità, aggiunge mister Valero Rivera dalla panchina ... Riusciranno a tradurre le parole in fatti? Dalle ore 18:15 l'ardua sentenza.

Contemporaneamente, a Vršac, Norvegia e Slovenia si giocano subito buona parte del loro Europeo. Si tratta delle due formazioni sulla carta più deboli del Gruppo D, per cui un K.O. nel loro scontro diretto potrebbe già indirizzare la perdente verso il quarto posto finale ed una rapida uscita di scena. Anche in questo caso segnaliamo assenze importanti tra le due protagoniste: Kristian Kjelling ed il portiere Steiner Ege per i vichinghi, Jure Natek e Nenad Bilbija in campo balcanico. Sia l'allenatore Robert Hedin che l'esperto pivot Bjarte Myrhol si sono detti impressionati dai ritmi alti degli avversari, aggiungendo però che a loro parere gli sloveni non riusciranno a tenerli così elevati per sessanta minuti. Dall'altra parte coach Boris Denič ha pure visionato ed imparato a conoscere il rivale odierno, ora bisognerà trasformare la lunga fase di preparazione in risultati concreti, ma non sarà facilissimo per un nazionale con ben sette debuttanti. Quasi sicuramente, la Slovenia vincerà almeno la battaglia sugli spalti.

Spalti che si annunciano gremiti a Novi Sad, dove la Croazia argento nella scorsa edizione se la vedrà con l'Islanda, medaglia di bronzo ad Austria 2010, in un duello che oltre a ricordare passate glorie appare già decisivo per il primo posto finale nell'attuale Gruppo D. I balcanici avranno dalla loro parte molti tifosi, ma difficilmente Ivano Balić, comunque convocato da Slavko Goluža a dispetto delle sue precarie condizioni. E se sarà della partita, ma ne dubitiamo fortemente, quale apporto riuscirà a dare? Sia annunciano quindi maggiori responsabilità per Domagoj Duvnjak. Goluža predica attenzione nella fase offensiva, in modo da evitare quelle perdite di pallone che innescherebbero i micidiali contropiedi dei nordici, stavolta però obbligati fare a meno di una pedina fondamentale come il mitico terzino destro Olafur Stefansson. Fuori dai giochi pure il centrale Snorri Steinn Gudjonsson ed il forte portiere Bjorving Gustafsson; al suo posto è stato chiamato il giovane Aron Rafn Edvardsson.

Chiude la serata il match tra Ungheria e Russia. Pure in questo caso, le due nazionali in teoria peggiori del loro gruppo sono obbligate a vincere per non vedere il proprio cammino subito a rischio. Gli uomini di Lajos Mocsaj, che godranno del sostegno di molti fans in arrivo a Novi Sad dalla vicina Ungheria, sono reduci da un buona serie di test-match e sembrano pimpanti e ben preparati, mentre l'esperto Vladimir Maximov avrà il vantaggio di gestire un blocco che si conosce a memoria come quello del 'suo' Chekhovskie Medvedi, con alcuni naturalizzati, ed in più l'innesto di elementi di spessore quali il centrale Pavel Atman (fra i migliori nelle ultime amichevoli di preparazione) e soprattutto Igropoulo. Magiari favoriti, anche in virtù del successo del MKB Veszprém sul Medvedi nell'attuale Champions League, però l'esito del confronto è tutt'altro che scontato.

** h. 18:10: NORVEGIA - SLOVENIA
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 18:15: FRANCIA - SPAGNA
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

** h. 20:10: CROAZIA - ISLANDA
(Girone D / Vršac, Millennium Center)

** h. 20:15: UNGHERIA - RUSSIA
(Girone C / Novi Sad, SPENS Hall)

Diretta TV sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra), per Francia - Spagna e Croazia - Islanda.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

martedì 8 marzo 2011

'Mondiale per Club' IHF 2011 in Qatar.

Dopo il riscontro positivo del torneo dello scorso anno l'Al-Sadd, formazione di Doha, capitale del Qatar, organizzerà pure l'edizione 2011 del 'Campionato Mondiale per Club'. Il prossimo 'IHF Super Globe' avrà infatti luogo nella nazione peninsulare del Golfo Persico, da Sabato 14 a Mercoledì 18 Maggio.

La grande novità rispetto al torneo precedente sarà l'ampiamento del numero di partecipanti, portato dai sei della scorsa edizione fino ad otto, suddivisi in due gironi di quattro squadre ciascuno, i cui rispettivi vincitori se la vedranno direttamente nella finalissima, mentre le seconde classificate lotterano per il terzo posto, e le altre squadre si affronteranno nella altre due finali 'minori'.

Oltre all'Al-Sadd padrone di casa ed al Renovalia Ciudad Real campione in carica, saranno della partita il THW Kiel, vincitore dell'ultima Champions League, ed i rispettivi campioni continentali di Asia, Africa, Oceania e delle Americhe, con un'altra squadra del Qatar paese ospitante, che riceverà una wild card, a completare il lotto.

Sarà interessante vedere se e quanto l'Al-Sadd, e magari altre partecipanti extra-europee, si dedicheranno pure stavolta ad 'affittare', a suon di (petro) dollari, grandi campioni per l'occasione, come successo per esempio ad Ivano Balić e Kiril Lazarov (e non solo a loro) la passata stagione.

IHF Super Globe - Albo d'oro:
* 1997 (Vienna): Teka Santander (SPA)
* 2002 (Doha): Al Sadd (QAT)
* 2007 (Cairo): Ciudad Real (SPA)
* 2010 (Doha): Renovalia Ciudad Real (SPA)

lunedì 24 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: Riassunto, risultati e statistiche degli incontri di Domenica 23 Gennaio

Risultati, classifiche e statistiche della seconda giornata del Main Round. Limitata nel giorno di Domenica al solo Gruppo II, il cui destino risulta ormai segnato: le 'sorelle scandinave' Danimarca e Svezia vanno in semifinale, in quale ordine lo vedremo dopo lo scontro diretto di Martedì sera. Se la qualificazione dei danesi era nell'aria, meno scontata appariva quella dei padroni di casa, che si trovavano di fronte, nella sfida decisiva, la fortissima (?) Croazia. Favorita 'd'obbligo' che però, tranne contro l'Argentina, aveva lasciato qualche dubbio, puntualmente venuto a galla in un'altra prova sottotono, in particolare di Ivano Balić, la cui frustrazione è tutta racchiusa nei pochi secondi di questo video-simbolo.

L'asso del Croatia Osiguranje e le altre grandi stelle degli slavi, ossia Domagoj Duvnjak ed Igor Vori, vengono sostanzialmente disinnescati dalla difesa vichinga, con grande merito di Tobias Karlsson e Magnus Jernemyr in particolare. Un Johan Sjöstrand in stato di grazia fra i pali fa il resto nel reparto arretrato svedese. Quando si tratta di spedire palloni nella rete avversaria, invece, la parte del leone spetta all'ineffabile Niclas Ekberg, a Dalibor Doder, le cui origini serbe sono fonte di ulteriore motivazione in questo 'derby' personale, ed al ventunenne (ma con già tre anni di esperienza in nazionale) Kim Ekdahl du Rietz, unico a giocare nel campionato svedese (nel Lugi Lund), e sempre più tra le maggiori rivelazioni di questo torneo.

Di fronte ai diecimila della Malmö Arena (tra cui molti fans croati) le due squadre sentono la pressione e sbagliano molto nei primi minuti, con il solo Balić a fare tesoro della sua esperienza ed andare in rete due volte per i suoi. Poi arrivano i goal, ma scompare del tutto la 'stella' della Croazia. Per loro fortuna i goal di Vedran Zrnić tengono in partita gli slavi fino a cinque minuti dalla pausa, poi, tra fine del tempo ed inizio ripresa, la Svezia vola sulle ali dell'entusiasmo e produce il break decisivo, arrivando sul 17-12. Vori, Zrnic e Denis Buntić provano a far rientrare i balcanici fino al meno ma è tutto inutile: la squadra di casa si mantiene fredda, il (secondo) portiere del Barcellona continua lo show personale, ed il margine torna a cinque reti (25-20) appena entrati nell'ultimo tramo di gara. La Croazia ha un sussulto d'orgoglio finale, con Zrnić che non molla mai e pure Blaženko Lacković che riesce a ritrovare la via del goal. Troppo tardi. Doder ed Ekberg timbrano ancora il cartellino e, mentre sulla panchina di Slavko Goluža cala la notte, per il pubblico di casa comincia la festa.

Che culmina con la vittoria della Danimarca sull'Argentina, buona per garantire ad entrambe le scandinave il passaggio matematico del turno. Successo ampiamente nei pronostici della vigilia, ma alla prova dei fatti meno agevole del previsto, e meno assoluto di quanto indichi lo score finale (31-24). Dopo la rete iniziale di Vidal, i danesi mettono il turbo e si assicurano un buon margine di vantaggio; ma a differenza di quanto accaduto con i croati, l'Argentina, conscia di essere all'ultima spiaggia, non si lascia travolgere dagli eventi e prova a rientrare, andando a segno con vari giocatori. Manca però un autentico leader, mentre dall'altra parte i fuoriclasse ci sono, a cominciare da quel Mikkel Hansen che osa molto, sbaglia pure, ma alla fine riesce sempre a offrire il proprio contributo alla causa, in termini di goal.

Una doppietta firmata dal pivot del Barça Jesper Noddesbø chiude il tempo sul 17-12, ma non i giochi. Con i fratelli Simonet e Maxi Ferro in cattedra, l'Argentina ribatte colpo su colpo, e rosicchia parte dello svantaggio fino a tornare sul meno due (22-24 e 23-35) appena si entra nell'ultimo quarto. A quel punto per l'albiceleste si spegne la luce, gli attacchi diventano affannosi, Niklas Landin si trasforma in muro invalicabile, e la Danimarca, che trova in Kasper Søndergaard Sarup il trascinatore del momento, punisce senza pietà il Nero García (tra i pali in sostituzione di un poco ispirato Matias Schulz, e tutto sommato autore di una buona prova).

L'Argentina, forse anche per effetto di una direzione di gara (coppia della Costa d'Avorio) quantomeno 'sui generis' (eufemismo), tanto da scontentare un po' tutti, si innervosisce vedendo il match ormai sfuggirle di mano, e comincia a collezionare provvedimenti disciplinari: ne fanno le spese il falloso Pablo Portela, vittima di un rosso diretto, Federico Pizarro e Diego Simonet, mandati sulla panca dei cattivi per due minuti a testa. L'Argentina terminerà in doppia inferiorità numerica, ma la cifra che conta davvero sono i sette goal di differenza, che spediscono i biancorossi alla lotta per le medaglie, mentre i sudamericani proveranno a chiudere il loro ottimo Mondiale con onore, battendo la Serbia e magari centrando il settimo posto, se possibile.

I balcanici, seppure ancora ultimi nel girone, non saranno comunque rivale da poco; anche domenica hanno dato prova della loro qualità, impegnando la Polonia fino al termine di un gara combattuta e sfortunatamente persa con il minimo scarto. Difese protagoniste nella prima parte, terminata con solo 21 goal all'attivo, ed i serbi avanti di uno grazie allo show di, guarda un po', Marko Vujin. Il cannoniere del Veszprém, futura star del THW Kiel, va a segno una mezza dozzina in volte in trenta minuti, totalizzando più di metà delle reti di squadra. Gli risponde Tomasz Tluczynski: l'ala sinistra del Lubecca prosegue il suo recital particolare al ritorno in campo, e fa schizzare la Polonia sul più quattro (17-13), con l'aiuto del veterano Mariusz Jurasik.

Il 20-15 che segue pare incanalare il match sulla via dei polacchi, ma è solo un miraggio: un time-out opportuno ed il cambio di portiere aiutano la Serbia, che piazza un 5-0 (cui partecipa anche un Momir Ilić oggi fuori condizione) per impattare la sfida ad una dozzina di minuti dalla sirena. Il lungo sprint finale è emozionante, le squadre si alternano al comando fino all'ultimo minuto, in cui proprio le due stelle della Polonia, Marcin Lijewski - senza macchia dai nove metri - e Karol Bielecki (con in mezzo una palla persa dai serbi) ribaltano il risultato - goal decisivo a cinque secondi dalla fine - e donano alla loro compagine una vittoria inutile ai fini della qualificazione, ma prestigiosa ed utilissima nella battaglia per i posti che assicurano la partecipazione agli spareggi per andare alle Olimpiadi del 2012.

In giornata si sono anche disputate quattro finali, quelle che assegnavano le posizioni più basse nella classifica definitiva: vittoria della Slovacchia, che almeno chiude degnamente un mondiale pieno di delusioni, sull'Austria, della Romania con il minimo scarto sulla Tunisia, del Brasile - in maniera convincente - sul Cile di Oneto nel derby sudamericano per la 21a piazza (stesso risultato di due fa per i carioca), ed infine del Bahrein, che torna a casa dalla sua prima esperienza mondiale con ben due vittorie in tasca: l'ultima delle quali consegna (non avevamo dubbi in proposito ...) all'Australia la 'maglia nera' della competizione, 'premio' a cui i volenterosi ragazzotti degli antipodi - al pari della loro controparte femminile - sono comunque abituati.

Di seguito trovate risultati, classifiche, e link ai dettagli statistici completi di ogni singolo incontro.


Main Round - GRUPPO II (Kristianstad / Lund): 2a Giornata
** Danimarca - Argentina 31-24 (17-12)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Svezia - Croazia 29-25 (14-12)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Polonia - Serbia 27-26 (10-11)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo II - Classifica
* Danimarca 8 punti 400 128-107 (+21)
* Svezia 6 punti 202 103-97 (+2)
* Polonia 4 punti 202 99-101 (-2)
* Croazia 3 punti 112 114-105 (+9)
* Argentina 2 punti 103 92-113 (-21)
* Serbia 1 punto 013 100-113 (-13)

President's Cup: Finale 17°-18° Posto
** Slovacchia - Austria 39-35 (19-18)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

President's Cup: Finale 19°-20° Posto
Romania-Tunisia 30-29 (17-14)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

President's Cup: Finale 21°-22° Posto
** Brasile-Cile 38-28 (13-11)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

President's Cup: Finale 23°-24° Posto
** Bahrein - Australia 33-23 (19-11)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

giovedì 20 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI: Riassunto, risultati e statistiche dei match di Mercoledì 19 Gennaio

Dell'acqua di Colonia ormai non resta neanche una goccia. La famosa sconfitta ai Mondiali 2007 nella città tedesca è stata ampiamente cancellata e ricancellata, vendicata e ri-vendicata dalla Francia, che pure questa volta non ha perso occasione di ribadire la propria superiorità di fronte alla Germania. Il risultato del match-clou della giornata non lascia adito a dubbi: un chiarissimo 30-23 per i Bleus, che volano alti al comando del Gruppo A, lasciando i poveri teutonici a giocarsi la qualificazione contro la Tunisia. Ma anche se dovessero ottenerla - cosa assai probabile - arriverebbero al Main Round con zero punti, una non-dote che renderebbe la loro strada per le semifinali quasi totalmente impraticabile.

Tra le squadre vincitrici delle due ultime edizioni c'è stata partita soltanto per una quindicina di minuti, caratterizzati da un discreto avvio tedesco e della immediata risposta transalpina, con relativo equilibrio fino al 7-7 di metà tempo ed i due portieri (Thierry Omeyer e Silvio Heinevetter) in evidenza. Poi è arrivato il micidiale 'triplete' della premiata ditta Jérôme Fernandez / Xavier Barachet / William Accambray che - con la collaborazione di 'Saracinesca Titi' - spiana la strada al successo degli uomini di coach Onesta. Il gap arriva fino al più cinque, prima che le bordate griffate Lars Kaufman (in questo caso meglio lui dei vari Holger Glandorf e Pascal Hens) portino lo score dell'intervallo sul 13-10 e tengano a galla gli uomini di un Heiner Brand dal baffo più corrucciato del solito.

Chi si aspettava una reazione tedesca nella ripresa rimarrà deluso. O forse soltanto impressionato dalla partenza a razzo francese che tra grandi difese, parate del solito, immenso Omeyer e numeri dei vari Nikola Karabatic, Bertrand Gille, Luc Abalo (il quale segna pure dai nove metri) eccetera, e di un sempre più convincente Accambray, permette ai transalpini di decollare fino al 18-12, poi abbellito da un 21-13 che arriva fino al più dieci per i campioni (del Mondo, d'Europa, olimpici ...) in carica. Il tutto mentre le telecamere impietose indugiano più volte sullo sconsolato Heinevetter. Solo il turnover finale permette ai tedeschi, il cui miglior realizzatore risulta Michael Kraus, di rendere il passivo meno pesante, ma la pillola di certo non meno amara.

Francesi esaltanti, ma per ora costretti ad una coabitazione forzata con la Spagna in testa al girone. Aspettando il 'derby dei Pirenei', che deciderà vincitore del gruppo e posizioni ai blocchi di partenza del Main Round, gli iberici superano in scioltezza l'ostacolo Egitto, di cui decretano la matematica eliminazione con un turno di anticipo. A dispetto del 3-0 subito messo a segno, l'inizio spagnolo non è straordinario, ed i nordafricani riescono a passare in vantaggio (minimo) un paio di volte. Ma dopo un opportuno aggiustamento difensivo operato da Valero Rivera, la Roja rimette le cose a posto, piazzando un bel 7-1 che porta Albert Rocas (top scorer dei suoi con sette reti) e compagni sul 12-7.

Si arriva a metà gara (14-9) con lo stesso scarto, ma nel secondo tempo il gap sale di nuovo, dal 18-10 al 22-14 di metà tempo, fino al 28-16 ed al 31-18 che sigilla il trionfo di una squadra che ora punta seriamente al podio. E con due guardiani della porta come J.J. Hombrados ed Arpad Sterbik, e talenti del calibro di Iker Romero, i fratelli Entrerríos, Juanín García e Julen Aguinagalde, oltre a gente come García Parrondo brava a fare il suo lavoro, sognare è più che mai lecito.

Nell'altro match del gruppo, la Tunisia di Issam Tej ed Yassine Sami (quest'ultimo infallibile al tiro) trova i primi due punti a spese del Bahrein, che pure riesce a limitare parzialmente i danni, perdendo appena di sette reti. Adesso alla poco entusiasmante rappresentativa nordafricana serve un miracolo - sotto forma di vittoria con cinque o più reti di margine sulla Germania - per passare il turno. Provarci non costerà niente ...

La Francia certamente ha (stra)vinto solo una battaglia, e la guerra è ancora lunga, ma il morale dei transalpini è stato rinfrancato, oltre che dalla travolgente cavalcata nel loro incontro, pure dalla zoppicante andatura della Croazia, che non riesce ad andare oltre un pareggio sofferto contro la grintosa Serbia in un derby balcanico che hanno persino rischiato seriamente di perdere. Fischi 'di rito' ai rispettivi inni nazionali a parte, si è trattato di un confronto emozionante ed intenso, con vantaggi alternati - però mai oltre la singola rete - nella prima parte, terminata sul 13-12 per Marko Vujin e compagni, in particolare un grandissimo Ivan Nikcević.

I croati piazzano un 4-1 in apertura di ripresa, ma ciò che pare l'aperitivo di un allungo decisivo della squadra più quotata ed esperta si rivela presto un'illusione. Le parate di Darko Stanić, ed alcuni relativi contropiedi, riportano i serbi in partita, e addirittura sul 23-21, a dispetto delle nove meraviglie di Igor Vori, top scorer ed MVP dei suoi. Alla Malmö Arena si arriva allo sprint finale sul 24-22, che però diventa 24 pari allorché i croati approfittano di una superiorità numerica. Il risultato non cambia all'ultimo minuto, con Stanić che respinge il tentativo finale di Ivano Balić e salva un risultato che porta la Serbia alla seconda fase.

Il pari e patta nel derby slavo consente alla Danimarca di rimanere sola in vetta al girone. Scandinavi senza alcun problema contro la malcapitata Algeria. Spinti dalle migliaia di loro tifosi sugli spalti, dalla velocità della squadra e da efficaci contrattacchi, gli uomini di coach Ulrik Wilbek mettono sotto gli avversari sin dalle prime battute. Parziali di 9-2 e 12-4 parlano da soli, e lo stesso dicasi per il 16-9 di metà incontro. Poco cambia nella seconda parte: si arriva fino al 25-13, poi i danesi si concedono un finale di ordinaria amministrazione e lasciano all'Algeria, nella quale comunque brilla il portiere Abdelmalek Slahdji (bravo pure Niklas Landin tra i pali vichinghi), la 'gioia' di ridurre le distanze nell'ultimo quarto d'ora, fino al meno sette conclusivo.

Nell'ultima sfida di giornata, vittoria (di Pirro) della Romania che, trascinata dalla tripletta di Aurel Florea subito dopo il fischio d'inizio, raccoglie i suoi primi due punti a spese dell'allegra brigata australiana – giocatori arrivati in Svezia pagandosi il biglietto aereo di tasca propria - e domina l'incontro dalla partenza (9-2 a metà tempo, 14-6 alla pausa), continuando dopo l'intervallo (20-10 al minuto 40) sino al 29-14 finale. Successo bello ma che non balla: la clamorosa sconfitta di lunedì con l'Algeria ed il punto conquistato dai serbi con la Croazia rendono inutile il match di giovedì contro la Serbia. La Romania continuerà la sua 'campagna di Svezia' nella 'Coppa del Presidente', torneo di consolazione riservato alle squadre non qualificate alla seconda fase. I quattro volte campioni del Mondo (successe tanti anni fa...) si aspettavano ben altro. A pagare per primo sarà coach Vasile Stînga, quasi sicuramente esonerato dopo questa brutta esperienza.

Di seguito trovate risultati, classifiche, e link ai dettagli statistici completi di ogni singolo incontro, e di tutte le squadre dei gironi A e C, dopo quattro turni.


GRUPPO A (Kristianstad / Lund)
** Francia - Germania 30-23 (13-10)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Tunisia - Bahrain 28-21 (15-12)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Egitto - Spagna 18-31 (9-14)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo A - Classifica
* Francia 8 400 131-78 (+53) Statistiche di squadra
* Spagna 8 400 111-82 (+29) Statistiche di squadra
Germania 4 202 115-99 (+16) Statistiche di squadra
Tunisia 2 103 88-101 (-13) Statistiche di squadra
** Egitto 2 103 89-112 (-23) Statistiche di squadra
** Bahrein 0 004 78-140 (-62) Statistiche di squadra

* = Qualificata alla seconda fase (Main Round);
** = Eliminata

GRUPPO C (Malmö / Lund)
** Croazia - Serbia 24-24 (12-13)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Romania - Australia 29-14 (14-6)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report
** Danimarca - Algeria 26-19 (16-9)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

Gruppo C - Classifica
* Danimarca 8 400 147-88 (+59) Statistiche di squadra
* Croazia 7 310 119-75 (+44) Statistiche di squadra
* Serbia 5 211 111-101 (+10) Statistiche di squadra
** Romania 2 103 94-95 (-1) Statistiche di squadra
** Algeria 2 103 73-91 (-18) Statistiche di squadra
** Australia 0 004 59-153 (-94) Statistiche di squadra

* = Qualificata alla seconda fase (Main Round);
** = Eliminata.

lunedì 18 ottobre 2010

Champions League Maschile - Riassunto 4a Giornata

Quarta giornata con qualche sorpresa nella EHF Champions League maschile.

A cominciare dal Girone A, dove il leit-motiv era il ritorno di Karol Bielecki a Kielce, nella sua Polonia, ma anche sul luogo dove ha patito il terribile infortunio all'occhio sinistro lo scorso Giugno. Il campione polacco ha ricevuto una calorosissima accoglienza da parte del pubblico locale, che ha esposto un poster gigante del giocatore con la scritta 'sei l'orgoglio della pallamano polacca', ed in più è stato letto un messaggio del primo ministro Donald Tusk che cantava le lodi delle doti umane del giocatore, in grado di non mollare neppure dopo tale sventura. Poi però, sul campo, le cose non sono andate troppo bene né per Bielecki, espulso nell'ultima parte dell'incontro, né per il suo (e dell'altro polacco Slawomir Szmal) Rhein Neckar Löwen, costretto al pareggio - sia a metà gara che allo scadere - dal Vive Targi. La squadra di casa ha addirittura avuto la possibilità di vincere l'incontro, prima quando è scappata sul 16-13 a inizio ripresa, ma i tedeschi hanno rimontato, e poi quando il sette metri finale del pivot Rastko Stojkovič si è arenato contro il portiere Henning Fritz.

Del primo mezzo scivolone del RNL approfittano pienamente i loro connazionali del THW Kiel. I campioni d'Europa in carica non si lasciano impressionare dalla scatenata tifoseria del Celje e travolgono i malcapitati sloveni - alla loro terza sconfitta consecutiva - grazie ad un primo tempo da incorniciare, concluso sul più otto. Omeyer fa come al solito il suo dovere tra i pali del THW, il giovin prodigio Aron Palmarsson ne mette sette in tutto, ed il margine arriva alle dodici reti di scarto nella ripresa; poi, tra rotazioni e qualche rilassamento degli ospiti, il Celje riesce a ridurre la distanza, ma la pillola non è certamente meno amara per gli uomini di Zvonimir Serdarusic, ex della panchina del Kiel.

Se in Germania si godono due squadre appaiate in testa al gruppo, a Barcellona devono ancora leccarsi le ferite. La marcia blaugrana si arresta nuovamente, questa volta contro un muro chiamato Cyril Dumoulin. Il portiere del Chambéry Savoie Handball si traveste da Omeyer e, una grande parata dopo l'altra, respinge gli assalti di Rutenka e soci e regala ai suoi una prestigiosa, per quanto un po' sofferta, vittoria. Spinti dal loro estremo difensore e dalla vena realizzativa del bosniaco Edin Basic (nove reti per lui a fine partita), nonché da un'efficace 4-2 difensiva, i padroni di casa danno seri grattacapi (11-6 al 23°) agli incostanti catalani già nella prima frazione, anche se una doppia sospensione, combinata ad un cambio di tattica (il Barcellona si passa alla 5-1) in difesa, permette al Barça di rientrare in partita e concludere il tempo sotto di appena due reti (14-12). L'inizio ripresa sembra promettente per gli uomini di Xavi Pascual, ma è solo una brevissima illusione. L'attacco ospite va in crisi, complici le prodezze di Dumoulin, la difesa pure, ed al minuto 38 lo score è impietoso: 20-14 per i transalpini. Sorhaindo, Romero e Rocas (quattro reti a testa) provano a raddrizzare la situazione, ma è troppo tardi. Lo Chambéry, complice il palo che ferma un tiro di Rutenka nei minuti finali, riesce a mantenere quel minimo vantaggio che assicura un'importante vittoria, festeggiata da pubblico e atleti quasi come se avessero vinto la Champions.

Gruppo A - Risultati
** KS Vive Targi Kielce - Rhein-Neckar Löwen 23:23 (statistiche)
** Chambery Savoie HB - FC Barcelona Borges 27:26 (statistiche)
** Celje Pivovarna Lasko - THW Kiel 28:34 (statistiche)

Classifica
1. THW Kiel 7 310 (22)
2. Rhein-Neckar Löwen 7 310 (20)
3. Chambery Savoie HB 4 202 (-25)
4. FC Barcelona Borges 3 112 (9)
5. HC Celje Pivovarna Lasko 2 103 (-15)
6. KS Vive Targi Kielce 1 013 (-11)

Nel Gruppo B occhi puntati sullo scontro al vertice tra la due 'rivelazioni' MKB Veszprém e KIF Kolding. Successo finale per gli ungheresi che, spinti dal solito cannoniere serbo Marko Vujin (sette reti stavolta), per nulla turbato dalle notizie del suo ormai certo passaggio al Kiel a partire dal 2012, ribaltano con uno spettacolare sette a zero in apertura di ripresa il punteggio sfavorevole (13-16) della prima frazione. Ai danesi non bastano trenta minuti ad alto livello, né le nove marcature 'made in Lars Christiansen'. Otto punti messi in tasca dopo appena quattro partite sono un bottino preziosissimo per i magiari ed il loro caldo pubblico mentre, nonostante la sconfitta ed il primato perduto, il Kolding ha comunque dato nuovamente qualche impressione positiva.

Intanto riprendono il loro cammino Amburgo e Montpellier. Della vittoria tedesca sull'IK Sävehof nell'anticipo infrasettimanale abbiamo già scritto in un precedente post, mentre nel week-end i francesi espugnano prevedibilmente il campo del Tatran Presov, seppur con (forse) imprevedibili difficoltà. Le assenze degli infortunati Nikola Karabatic e Vid Kavticnik si fanno sentire, ed il Montpellier riesce ad assicurarsi i due punti solo nelle ultimissime fasi. Gli ospiti in realtà mantengono il comando per buona parte dell'incontro, ma non riescono mai ad operare il break decisivo, ottenendo non più di tre reti (29-26) come massimo vantaggio. Tanto che i fans slovacchi sperano ancora nel colpaccio ai due minuti dalla sirena, quando l'equilibrio è perfetto (31-31). Purtroppo per loro, la maggiore esperienza dei rivali, ed un opportuno cambio di portiere (Mickael Robin al posto dell'ex di turno Richard Stochl) fanno la differenza a favore del Montpellier, trascinato dalle 14 reti di Wiliam Acambray, che vince la sua sfida personale contro un altro ex - ma a parti invertite - Jan Sobol, il quale si ferma 'solo' a quota dodici, e conduce i suoi per mano alla vittoria.

Gruppo B - Risultati
** HSV Hamburg - IK Sävehof 33:24 (statistiche)
** MKB Veszprém - KIF Kolding 31:28 (statistiche)
** Tatran Presov - Montpellier HB 31:33 (statistiche)

Classifica
1. MKB Veszprém 8 400 (15)
2. KIF Kolding 6 301 (9)
3. Montpellier HB 4 202 (9)
4. HSV Hamburg 4 202 (8)
5. IK Sävehof 2 103 (-28)
6. TATRAN Presov 0 004 (-13)

Nel terzo raggruppamento al successo del Chekhovskie Medvedi sul Kadetten Sciaffusa nell'anticipo di Giovedì fanno seguito la risposta del Valladolid, che riaggancia i russi al primo posto, ed il trionfo dell'Aalborg.

Spagnoli bravi a sconfiggere il Pick Szeged, a sua volta imbattibile fra le mura amiche ma ancora in cerca del primo punto in trasferta. Inizio equilibrato, con i padroni di casa (spinti da Óscar Perales, Alexis Rodríguez e dal portiere José Manuel Sierra) in grado di allungare fino all'11-7 verso la fine del tempo, concluso sul 13-11. Poi il Cuatro Rayas va in fuga fino al più sette (25-18, minuto 52), ma un rilassamento eccessivo, unito alla combattività dei magiari ed alla loro efficace difesa, è foriero di un parziale di 5-0 che rimette in corsa gli ospiti, prima che il 'settimo sigillo' di Eduardo Gurbindo chiuda definitivamente i giochi.

Danesi alla loro prima vittoria, e di nuovo in corsa per il passaggio del turno, grazie in particolare all'apporto della star norvegese Kristian Kjelling - dieci reti - e del portiere Jannick Green, oltre che delle sette meraviglie di un altro scandinavo, Jan Lennartsson di Svezia. Battuta e scavalcata in classifica la non irresistibile Dinamo Minsk, che aveva dominato il primo tempo tanto da passare velocemente sul 6-1 e mantenere cinque reti di scarto (16-11) pure a metà gara. Ma tra proficue modifiche tattiche scandinave e gratuiti errori dei bielorussi, il vento cambia totalmente direzione nella seconda parte.

Gruppo C - Risultati
** Chekhovskie Medvedi - Kadetten Sciaffusa 38:35 (statistiche)
** Cuatro Rayas BM Valladolid - Pick Szeged 26:23 (statistiche)
** AaB Handball Aalborg - HC Dinamo Minsk 33:29 (statistiche)

Classifica
1. Chekhovskie Medvedi 7 310 (20)
2. Cuatro Rayas BM Valladolid 7 310 (10)
3. Pick Szeged 4 202 (5)
4. AaB Handball Aalborg 3 112 (-15)
5. HC Dinamo Minsk 2 103 (-12)
6. Kadetten Schiaffusa 1 013 (-8)

Il match-clou del fine settimana era senz'ombra di dubbio quello di Zagabria, dove le aspettative non sono state tradite. Croatia Osiguranje e Ciudad Real, che ritrovava Egor Evdokimov dopo lungo tempo, hanno messo in scena una grandissima tenzone finita - giustamente - senza vincitori nè vinti. Balcanici e spagnoli rimangono entrambi imbattuti, ed i secondi conservano la testa del girone con un punto di vantaggio su un grande Ivano Balic e sui di lui compagni. L'equilibrio ha fatto da padrone in questa sfida ad alto livello, con nessuna squadra in grado di superare le due reti di scarto lungo tutto l'arco dei sessanta minuti. Parità (14-14) al termine della prima frazione, nonostante il 13-11 per i manchegos propiziato da David Davis, e parità anche alla sirena conclusiva, per quanto Julen Aginagalde abbia in mano la palla della vittoria, dopo l'ultimo pareggio opera di Tonci Valcic - miglior marcatore dei suoi con sette reti, mentre Alberto Entrerrios ne aveva messe a segno una mezza dozzina per gli spagnoli. Ma il tiro di Aguinagalde e le speranze iberiche di rimanere a punteggio pieno si infrangono sulla traversa della porta rivale, provocando la gioia immensa dei settemila della Zagreb Arena, esaurita in ogni ordine di posti.

Vittoria netta, per quanto meno facile di ciò che dica lo score finale, del Flensburg Handewitt, che ora divide il secondo posto con il Croatia Osiguranje, sul San Pietroburgo. Russi capaci almeno di tenere testa ai più quotati avversari fino all'intervallo (17-14 per i tedeschi), arrivando persino sulla soglia del pareggio (13-12), poi però in caduta libera tanto da finire sotto di dieci goal (29-19) allo scoccare dell'ultimo quarto di gioco. Sören Rasmussen, portiere danese dei teutonici, svolge un ruolo fondamentale nell'allungo dei suoi, che possono contare anche sulle nove reti di Thomas Mogensen, opposte alle sei realizzazioni del terzino destro Eldar Nasyrov per gli slavi, e che incrementano il proprio vantaggio sino al più dodici conclusivo.

Nell'anticipo di Giovedì scorso, vittoria in extremis, e primi due punti, per il Constanta romeno, a spese del nuovo fanalino di coda Bosna Sarajevo.

Gruppo D - Risultati
** HCM Constanta - HC Bosna Sarajevo 26:25 (statistiche)
** HC Croatia Osiguranje Zagabria - Renovalia Ciudad Real 30:30 (statistiche)
** SG Flensburg-Handewitt - San Pietroburgo 34:22 (statistiche)

Classifica
1. Renovalia Ciudad Real 7 310 (23)
2. SG Flensburg-Handewitt 6 301 (23)
3. HC Croatia Osiguranje Zagreb 6 220 (17)
4. HCM Constanta 2 103 (-22)
5. San Pietroburgo 2 103 (-23)
6. HC Bosna Sarajevo 1 013 (-18)

mercoledì 19 maggio 2010

Ultime di Mercato. 19 Maggio 2010

Parecchia carne al fuoco di questi tempi nell'handball-mercato. Partiamo dall'Asobal dove il Cuenca 2016, oltre alla partenza già nota di Pasquale Maione, lascia per strada anche l'allenatore serbo Goran Dzokic, che secondo quanto comunicato dai dirigenti della formazione castigliana non rinnoverà il suo contratto.

Partenze in vista anche nel Lábaro Toledo in piena turbolenza economica: il portiere lituano Egidijus Petkevicius ed il suo conterraneo Remigijus Cepulis se ne vanno alla Dinamo Minsk bielorussa. Ma altri giocatori potrebbero già avere le valigie pronte.

Rimane dov'è invece Juan Antonio Vázquez 'Chispi' che ha prolungato per un'altra stagione il suo contratto con l'Antequera 2010. In Andalusia si attende per le prossime ore pure il rinnovo dell'ala Nacho Soto.

Cambio di portieri all'Ademar Leon: al croato Mirko Alilovic, attualmente in forza all'Al-Sadd nel mondiale per club e l'anno prossimo di ritorno in patria a Zagabria, subentrerà un connazionale: Venio Losert, ex di Barça e Granollers. In Castiglia pensano a lui in quanto non si fidano troppo dell'alternativa, il serbo Radivoje Ristanovic. Parlando del Granollers, proprio dalla seconda squadra catalana arriverà all'Ademar il pivot Juan Andreu, nuovo acquisto alla pari del forte Carlos Ruesga (di provenienza Reyno de Navarra San Antonio Pamplona), il quale però sarà disponibile solo da novembre (se va bene) dopo essere stato recentemente operato al ginocchio. La campagna-acquisti dei ragazzi del presidente Carlos Pollán non sembra finita, anche perché Raul Entrerrios sembra ormai prendere la strada di Barcellona.

Nella capitale catalana sono intanto giustamente orgogliosi della nomina di David Barrufet a candidato al Premio Príncipe de Asturias del Deporte, maggior riconoscimento dedicato ad uno sportivo nella penisola iberica. Vincerlo sarebbe un sigillo più che meritato ad una carriera straordinaria, durata oltre vent'anni e resa irripetibile dalla settantina di trofei terminati nel palmares del leggendario portiere di Horta.

Rimanendo in Spagna, ma passando alle gentildonne, si fa sempre più 'galattica' la campagna-acquisti delle campionesse in carica dell'Itxako Reyno de Navarra. Dopo la romena Oana Soit, stella di prima grandezza delle rivali dell'Elda Prestigio, e la nazionale spagnola Carmen Martín, arrivano altre giocatrici di prestigio. A cominciare da Raphaëlle Tervel, forte difensore a capitano della nazionale francese, che una volta terminato il periodo a Larvik ritorna in Spagna, dove aveva già militato nelle file dell'Akaba Bera-Bera. Per continuare, secondo voci di stampa, con Emiliya (Khalsberiyevna) Turey, venticiquenne russa proveniente dal (fu) Copenaghen di Anja Andersen, che con la mitica allenatrice (ed ex giocatrice) danese aveva già vinto la Champions League femminile ai tempi dello Slagelse. Nel suo palmares figurano anche tre successi mondiali con la nazionale di Evgueni Trefliov Sicuro al cento per cento l'arrivo di un'altra russa: il pivot Natalia Kurbanova proveniente dal Lada Togliatti. Itxako molto attiva pure dal lato cessioni comunque: se ne vanno Marieke Van der Wal, Conchi Berenguel, Eli Pinedo, Nely Carla Alberto, Christina Rhode a la romena Laura Craciun.

La Tervel non è l'unica partenza eccellente da Larvik però. Ancora più clamoroso è il caso di Amanda Kurtovic, sul punto di rescindere il contratto ... senza mai aver giocato un secondo per le campionesse del suo paese. La diciannovenne stellina della nazionale regina d'Europa juniores era stata presentata in pompa magna, assieme alle mitiche Gro Hammerseng e Katja Nyberg, lo scorso inverno, quando tra sorrisi e qualche imbarazzo si era detta felicissima di approdare alla squadra più forte di Norvegia.

Ma qualcosa deve essere andato storto se ora la giovane di origini croate è sul punto di passare al Byåsen grande rivale del Larvik, dove ritroverà il suo allenatore in nazionale Valeri Putans. A convincerla a cambiare aria sono stati molto probabilmente gli effetti collaterali della faraonica campagna-acquisti del Larvik, che oltre a prendersi Gro & Katja ha 'intasato' il lato destro del campo con il ritorno di Linn-Kristin Riegeluth, da aggiungersi alla presenza ormai consolidata delle talentuose Nora Mørk e Linn Jørum Sulland. Per cui la Kurtovic avrebbe trovato enorme concorrenza a Larvik, e molto meno tempo in campo di quanto si addice ad una giovane promessa di belle speranze ma ancora in fase di maturazione. Il suo passaggio 'al nemico' ci pare una logica conseguenza dell'ingordigia del Larvik, sulla quale i dirigenti della formazione quest'anno semifinalista di Champions League farebbero bene a riflettere.

La notizia di mercato più clamorosa in ambito femminile viene però dalla Romania, e riguarda ... un uomo! Vale a dire Olivier Krumbhölz, allenatore della nazionale francese argento ai recenti mondiali, e soprattutto tecnico di grande valore, tanto da convincere Constantin Roibu, manager dell'Oltchim Râmnicu Vâlcea, ad offrirgli, secondo quanto riportato dalla 'Gazzetta dello Sport' (quella romena, la Gazeta Sporturilor), la panchina della squadra vice campionessa d'Europa. Il contratto dell'attuale allenatore Radu Voina scade a fine Giugno, e sembra che in Oltenia non abbiano molta intenzione di rinnovarlo.

In Danimarca la ventiseienne Ann Grete Nørgaard, ala sinistra ex di Viborg e Randers e con all'attivo 22 presenze nella nazionale maggiore, passa dall'Horsens HK al Team Tvis Holstebro, per il quale ha firmato un contratto annuale. La difficile situazione economica dell'SK Aarhus, unita all'impossibilità di conciliare sport e lavoro nel migliore dei modi, hanno intanto convinto Camilla Transel (30 anni) ad abbandonare il club dello Jutland.

Andrea Penezić, macchina da gol croata in partenza dal Podravka Vegeta, potrebbe diventare il nuovo rinforzo dell'Hypo Niederoesterreich viennese, secondo quanto riportato recentemente da organi di stampa balcanici.

Dragica Kresoja, centrale serba divenuta cittadina macedone nel 2007, passa dal Kikinda - anch'esso in cattive acque dal punto di vista finanziario, chissà che qualcuna delle loro atlete non venga in Italia - alle francesi del Le Havre appena battute dal Tolone nelle finali dei playoff transalpini.

Rimanendo nei Balcani, ma tornando ai gentiluomini, in Croazia si parla del trentaduenne portiere Gorazd Škof, che ha accettato di rinnovare il suo contatto e rimanere a Zagabria. Il suo esempio sarà seguito dai vari Zlatko Horvat, Manuel Štrlek, Gyula Gal, Tonči Valčić e Ivano Balić, tutti probabilmente di nuovo in campo per il Croatia Osiguranja la prossima stagione. Škof non sarà l'unico sloveno nella capitale croata, dato che all'Osiguranje si sono pure assicurati i servigi di David Špiler, in procinto di trasferirsi dal Cimos Capodistria con un contratto triennale. Il ventiseienne Špiler ha giocato anche nel Termo Škofja Loka, nel Prevent Slovenj Gradec ed in quel Celje Pivovarna Laško che (pure) quest'anno ha vinto il titolo nazionale del suo paese.

Dallo Zagabria partirà sicuramente Kiril Lazarov, che forse tornerà in Macedonia a farsi allenare da Lino Cervar, ma potrebbe anche finire all'Amburgo in caso, come riportano alcuni giornali tedeschi, Krzysztof Lijewski dovesse finire al Rhein-Neckar Löwen.
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lunedì 17 maggio 2010

IHF Super Globe. Parata di Stelle contro il Ciudad Real.

Comincia oggi in Qatar una settimana (o quasi) di pallamano-spettacolo: il mitico (??) IHF Super Globe, in pratica un 'mondiale per club' che vedrà di fronte del 17 al 21 Maggio le migliori rappresentative di ciascun continente. L'Europa sarà rappresentata, non c'è nemmeno bisogno di dirlo, dal todopoderoso Ciudad Real, che dopo aver completato una Liga straordinaria, stabilendo il record di trenta vittorie in altrettanti incontri, e prima di volare in Germania a difendere il titolo europeo nella Final Four di Champions, proverà a salire direttamente sul tetto del mondo. E magari anche a portarsi a casa il premio di oltre trecento mila euro riservato al vincitore, che non guasta mai (nemmeno la metà di tale cifra, ossia ciò andrà al secondo classificato, è da buttar via ...)

Chi pensa ad una passeggiata di salute per Sterbik e compagni potrebbe però ricredersi, visto che gli spagnoli si troveranno di fronte gente del calibro di ... Ivano Balic, Kiril Lazarov, Damir Bicanic, Ratko Nikolic, Blazenko Lackovic, il portiere croato Mirko Alilovic ed il forte difensore danese Lars Jorgensen. Tutti 'reclutati' per l'occasione dagli sceicchi dei Golfo affinché possano aiutare la squadra di casa, l'Al-Sadd, a vincere il trofeo per la seconda volta. Naturalmente per trasformare una tale infornata di campioni in un vero e proprio gruppo, anche se solo per pochi giorni, ci vuole un allenatore all'altezza della situazione, e la scelta dei signori del petrodollaro è caduta sul serbo Veselin Vujovic, ex del Ciudad Real (e più recentemente del Vardar Skopje), in Qatar già da Gennaio ed ora felice di lanciare la sfida alla sua squadra di una volta.

E felice di veder lievitare il suo conto in banca ovviamente, grazie alla 'generosità' di Tamim Bin Hamad Al-Thami, presidente del club ma soprattutto principe ereditario dello stato arabo e nababbo in grado di far sembrare Florentino Pèrez un poveraccio (a proposito: con la vittoria del Barça nella Liga calcistica ... 300 Milioni di Euro spesi & ZERU TITULI per il Real Madrid! Complimenti a Florentino e alla sua 'strategia vincente' eheh ...). Una sorta di 'mercato delle vacche' definito ridicolo da giocatori come Alberto Entrerrios, ma al quale l'IHF ha dato il suo imprimatur.

Ad ogni modo si è mosso anche l'Al-Saad libanese, rinforzatosi con il 'noleggio' dei croati Tonci Valcic e Denis Spoljaric (dal Croatia Osiguranje Zagabria) e del montenegrino Petar Kapisoda (dal Bosna Sarajevo), pur senza raggiungere i livelli della omonima squadra del Qatar. Le possibilità dei libanesi di rappresentare un'alternativa all'Al-Sadd qatariota ed al comunque favorito Ciudad Real sono scarse assai, e praticamente nulle quelle degli altri team coinvolti: lo Zamalek egiziano, proveniente da un famoso quartiere del Cairo, ed in cui milita Hussein Ali Zaky ex del CR, l'UNOPAR Sercomtel Londrina dal Paranà brasiliano in rappresentanza del Sudamerica, ed il Southern Stars australiano non dovrebbero risultare più che semplici comparse.

Si comincia oggi con il presunto 'allenamento' del Ciudad Real con lo Zamalek, ed a seguire il 'derby degli omonimi', primo test per l'Al-Sadd del Qatar contro quello del Libano.

PROGRAMMA:

Lunedi, 17 Maggio
Gruppo A: Ciudad Real (SPA) - Zamalek (EGI) 16:45
Gruppo B: Al-Sadd (QAT) - Al-Sadd (LIB) 18:15 (ora italiana)

Martedì 18 Maggio
Gruppo A: Ciudad Real (SPA) - Unopar (BRA) 16:45 (ora italiana)
Gruppo B: Al-Sadd (QAT) - Southern Stars (AUS) 18:15 (ora italiana)

Mercoledì 19 Maggio
Gruppo A: Zamalek (EGI) - Unopar (BRA) 16:45 (ora italiana)
Gruppo B: Al-Sadd (LIB) - Southern Stars (AUS) 18:15 (ora italiana)

Giovedi 20 Maggio
Semifinale: 1a Gruppo A / 2a Gruppo B 16:45 (ora italiana)
Semifibale: 1a Gruppo B / 2a Gruppo A 18:45 (ora italiana)

Venerdì 21 Maggio
Finale 5°/6° posto 15:15 (ora italiana)
Finale 3°/4° posto 17:15 (ora italiana)
Finale 1°/2° posto 19:15 (ora italiana)
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