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sabato 26 febbraio 2011

Champions League maschile: incontri, orari e copertura del 9° turno.

Archiviati i due scontri infrasettimanali, forieri di cattive notizie per le compagini russe, si completa nel week-end il nono, penultimo e fondamentale turno della prima fase di Champions maschile. Si potrebbero infatti stabilire, con una giornata d'anticipo, alcune qualificazioni, eliminazioni e piazzamenti finali dei vari raggruppamenti. Le danze si aprono questo pomeriggio con il Veszprém di Marko Vujin, capolista del girone B, di scena sull'ostico campo del KIF Kolding in terra di Danimarca (entrambe sono già qualificate); e si chiudono nella serata di domenica (ore 19, coppia arbitrale danese) con il big match fra Renovalia Ciudad Real e Croatia Osiguranje Zagabria, che mette in palio la vetta del gruppo D - dove il Flensburg-Handewitt starà alla finestra ad aspettare il risultato. Spagnoli senza Kiril Lazarov, ex della squadra balcanica, ma che forse potranno contare sul rientro di Jonas Källman. Croati di nuovo a far sfoggio del neo-allenatore Ivica Obrvan.

Nel bel mezzo vi è, tra le altre, la sfida del Palau Blaugrana, dove oltre a cercare la vendetta sullo Chambèry che lo sconfisse a sorpresa all'andata, il Barcellona Borges renderà omaggio al suo (ormai ex) leggendario portiere David Barrufet, ritirandone definitivamente la maglia, che entrerà nella Hall of Fame dei catalani. I quali in futuro dovrebbero quasi sicuramente perdere Iker Romero, visto che insistenti voci di mercato parlano di un concreto interesse del Fuechse Berlino per il basco, in scadenza di contratto con il Barça e con pochissime chances di rinnovo.

Il primato del girone A, però, dopo il polemico pari e patta della settimana scorsa a Mannheim sembra ridotto ad affare interno tedesco, con il THW Kiel al posto di comando, ed atteso da una non impossibile battaglia casalinga contro il Celje sloveno, che non se la sta passando molto bene a livello societario, mentre il Rhein-Neckar Löwen, costretto ad inseguire i campioni d'Europa, se la vedrà con il Vive Targi Kielce fanalino di coda ed ormai eliminato, ma che all'andata fermò i 'leoni'. Sarà una sfida dal sapore particolare per Sławomir Szmal, obbligato a fermare i tiri dei suoi prossimi compagni di squadra, e per Mariusz Jurasik, già adesso ex della formazione tedesca.

Tornando al girone B, l'Amburgo regina di Germania, ma non d'Europa (come anche la sconfitta interna ad opera del Montpellier ha impietosamente dimostrato) prova a riprendere il suo cammino continentale in Svezia, ospite del debole IK Sävehof. Successo d'obbligo per i tedeschi, come del resto per i francesi di Nikola Karabatic e compagnia, che dovrebbero avere la meglio sul Tatran Presov, collezionando così la sesta vittoria consecutiva in ambito europeo, con un occhio a quanto succederà nello Jutland. I transalpini sono ambiziosissimi, come dichiarato dal giovane e promettente terzino sinistro William Accambray in una recente intervista apparsa sul sito dell'EHF.

Nel gruppo D, oltre allo scontro di cartello della Quijote Arena, è in programma un importantissimo Bosna Sarajevo - HCM Constanta. In palio l'ultima piazza disponibile per il secondo turno, con il San Pietroburgo spettatore interessato. Per quanto i giochi al riguardo si chiuderanno solo alla prossima giornata, fare risultato nello scontro diretto è praticamente un obbligo sia per gli slavi che per i rumeni.

Sfida 'dell'ultima spiaggia' anche nel girone C, dove Dinamo Minsk ed Aalborg danese, entrambe 'vittime' della grande rimonta in classifica del Kadetten Sciaffusa, si daranno battaglia con un solo imperativo: vincere. Qualunque altro esito comprometterebbe del tutto le loro rispettive rincorse al quarto posto. A vantaggio pure del Pick Szeged, impegnato in un non facile confronto con il Cuatro Rayas Valladolid spagnolo, che a sua volta proverà ad approfittare dello scivolone infrasettimanale del Medvedi in Svizzera per tornare in vetta.

Programma per orari italiani:

Sabato 26 Febbraio
16:15 KIF Kolding (10) - MKB Veszprém KC (14)
16:20 IK Sävehof (2) - HSV Hamburg (9)
18:00 Pick Szeged (8) - Cuatro Rayas BM Valladolid (11)
19:00 HC Bosna Sarajevo (3) - HCM Constanta (4)

Domenica 27 Febbraio
14:00 HC Dinamo Minsk (5) - AaB Aalborg (4)
16:00 Montpellier HB (12) - Tatran Presov (1)
17:00 Rhein-Neckar Löwen (11) - KS Vive Targi Kielce (4)
17:15 F.C. Barcelona Borges (9) - Chambéry Savoie HB (6)
18:45 THW Kiel (12) - HC Celje Pivovarna Lasko (6)
19:00 Ciudad Real (13) - Croatia Osiguranje Zagabria (12)

Programma per gironi:

Gruppo A:
Domenica 27 Febbraio
17:00 Rhein-Neckar Löwen (11) - KS Vive Targi Kielce (4)
17:15 F.C. Barcelona Borges (9) - Chambery Savoie HB (6)
18:45 THW Kiel (12) - HC Celje Pivovarna Lasko (6)

Gruppo B:
Sabato 26 Febbraio
16:15 KIF Kolding (10) - MKB Veszprém KC (14)
16:20 IK Sävehof (2) - HSV Hamburg (9)
Domenica 27 Febbraio
16:00 Montpellier HB (12) - Tatran Presov (1)

Gruppo C:
Sabato 26 Febbraio
18:00 Pick Szeged (8) - Cuatro Rayas Valladolid (11)
Domenica 27 Febbraio
14:00 HC Dinamo Minsk (5) - AaB Aalborg (4)
Già disputata
Kadetten Sciaffusa (9) - Chekhovskie Medvedi (13) 32-29

Gruppo D:
Sabato 26 Febbraio
19:00 HC Bosna Sarajevo (3) - HCM Constanta (4)
Domenica 27 Febbraio
19:00 Renovalia Ciudad Real (13) - Croatia Osiguranje (12)
Già disputata
San Pietroburgo (4) - SG Flensburg-Handewitt (14) 25-31

Copertura Televisiva / Internet (dirette):
Sabato 26 Febbraio
** 16:15 KIF Kolding - MKB Veszprém KC
(EHFTV.com)
** 16:20 IK Sävehof - HSV Hamburg
(Eurosport Germania)
** 18:00 Pick Szeged - Cuatro Rayas Balonmano Valladolid
(EHFTV.com)
** 19:00 HC Bosna Sarajevo - HCM Constanta
(Digi Sport Plus - Sopcast)

Domenica 27 Febbraio
** 17:00 Rhein-Neckar Löwen - KS Vive Targi Kielce
(Eurosport Germania / EHFTV.com)
** 18:45 THW Kiel - HC Celje Pivovarna Lasko
(Eurosport Germania)
** 19:00 Renovalia Ciudad Real - Croatia Osiguranje Zagabria
(Eurosport 2 / EHFTV.com)

sabato 18 dicembre 2010

Spagna: Finali della Copa Asobal


Nonsoloeuropei. Il fine settimana offre anche altri spunti interessanti a livello internazionale. Per esempio la Copa Asobal in Spagna, parente povera della più celebre Copa del Rey, con la Final Four della 21a edizione in programma tra sabato e domenica nella città galiziana di Vigo. Che potrebbe ospitare l'ennesimo capitolo dell'eterna lotta fra Barcellona e Ciudad Real, finaliste pure l'anno scorso con vittoria della prima ai supplementari, e prova superlativa di David Barrufet. Per arrivare allo scontro diretto le due grandi rivali devono superare i rispettivi impegni odierni. I Blaugrana imbattuti in campionato se la vedranno, da favoriti, con il sempre ostico Reale Ademar, che vinse il trofeo (per la tera volta) nel 2008/2009 proprio a spese dei catalani. Barça senza l'ala destra Victor Tomás, ma ancor più pesanti risultano le assenze fra i castigliani, privi del centrale Carlos Ruesga e della stella slovacca Martin Stranovsky. Nell'ultima sfida della Liga, la capolista aveva sbancato la tana avversaria al termine di una partita equilibrata solo per un tempo.

Pronostico dalla parte del Ciudad Real nella seconda sfida, ma il Cuatro Rayas Valladolid è sempre da prendere con le molle, specialmente in tornei come questo, che bene sembrano adattarsi a loro. Ed ancor di più in un momento non felice in campionato, per cui i pucelanos, solo settimi nella classifica della Liga e pure reduci da due sfortunate prestazioni in Champions League, punteranno molto sulla Copa Asobal come terreno di riscatto. Ci sarà bisogno di una grande prova dei campioni di Spagna per arrivare in finale e tentare di conquistare il trofeo per la sesta volta, raggiungendo in questo modo proprio il Barcellona, che al momento vanta il miglior palmares nella competizione.

Sabato 18 Dicembre - ore 16:00
Reale Ademar León - F.C. Barcelona Borges

Sabato 18 Dicembre - ore 20:00
Renovalia Ciudad Real - Cuatro Rayas Valladolid

Domenica 19 Dicembre - ore 20:00
Finale

mercoledì 9 giugno 2010

Video-omaggio a David Barrufet

Direttamente dal sito ufficlale del Barcellona, e della pagina ufficiale Youtube del club catalano, un ulteriore, e dovuto, video-tributo ad uno dei più grandi portieri di ogni tempo, che con la recente Final Four di Colonia, nella quale ha mancato per un soffio il suo ottavo titolo di campione europeo, ha posto fine ad una gloriosa carriera di oltre due decenni in maglia blaugrana, costellata da circa 70 titoli vinti.

lunedì 31 maggio 2010

Champions League - Finale. Commenti nel dopo-partita

Parlano Gislasson, Omeyer, Lund, Pascual, Barrufet e Nøddesbo

** Alfred Gislasson, allenatore del THW Kiel: 'Non riesco ancora a prendere bene coscienza di quel che siamo riusciti a fare. Ci vorranno diversi giorni per rendersene conto. E 'stato qualcosa di incredibile e di molto difficile da descrivere, perché abbiamo superato una grande squadra. Il Barcellona ha giocato in maniera eccezionale, e sono convinto che ci incontreremo di nuovo in un'altra finale.

"Siamo stati fortunati perchè nei momenti-chiave della partita sono venuti fuori anche giocatori come Anic e Lund, che fino ad allora non avevano contribuito molto. Lo stesso Zeitz oggi ha segnato quasi tutto (quel che ha tirato). Il pubblico della Lanxess Arena ci ha aiutato molto nella rimonta'.

'So cosa prova il Barcellona, so quanto è duro, come ci sente quando si perde una finale. Io ci sono passato l'anno scorso. Mi dispiace molto per David (Barrufet) perché è un grande uomo ed un grande sportivo'.

** Thierry Omeyer, portiere del THW Kiel: 'E' stata una grande partita, con un grande ambiente. Nella prima parte non abbiamo giocato bene ma nella seconda, con il sostegno dei tifosi, siamo cresciuti e siamo riusciti a vincere. E' emozionante essere i vincitori della prima Final Four di Champions League di sempre. E' qualcosa di veramente grande. Giocare di fronte a 20.000 tifosi per due giorni consecutivi è stata un'esperienza bellissima'.

** Borge Lund, terzino destro del THW Kiel: 'E' qualcosa di assolutamente surreale. Abbiamo sofferto per quasi tutta la partita e alla fine ce l'abbiamo fatta. Siamo riusciti a portare a casa la Coppa dopo che abbiamo cominciato a far funzionare le difesa, e il portiere ha fatto molto bene. Adesso sono entrato nella storia (in qualità di il primo norvegese a vincere a la Champions League, ndr), ma lo avrei fatto anche in caso di sconfitta, come il primo a perdere tre finali di seguito. Certo entrarci in questo modo è preferibile ...'.



** Xavier Pascual, allenatore del Barcellona Borges, si è rifiutato di accampare l'arbitraggio come scusa, e ha detto che 'Il Kiel ha meritato la vittoria sul campo, e io mi devo congratulare con loro. Certo che con così tanti tifosi è più facile vincere; tutti vorremmo avere una tifoseria come questa, non soltanto oggi ma in tutte le partite'.

'Sono contento del lavoro della squadra. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, che ci ha permesso di rimanere sempre avanti nel punteggio. Poi nel secondo tempo, abbiamo sbagliato molti tiri e questo ha permesso di Kiel di riportarsi in partita. Ci aspettavamo la difesa 5-1 su Rutenka, e siamo riusciti a farvi fronte bene in quanto siamo riusciti a procurarci numerosi tiri da posizione favorevole. Li abbiamo sbagliati per merito di un Omeyer particolarmente ispirato, e questo ha definitivamente consentito al Kiel di rientrare. Non credo che fosse necessario chiamare un time-out prima (di quando l'ho fatto)'.

Infine il coach 'prodotto della casa' blaugrana si è congratulato con l'EHF per il modo in cui hanno organizzato un evento 'importantissimo per il nostro sport. Si è trattato di uno spettacolo incredibile'.

** David Barrufet, portiere del Barcellona Borges: 'Abbandono la pallamano triste per non essere riuscito a conquistare un ottavo titolo europeo, ma contento perché ho trovato molti amici e ottimi ricordi. La mia vita è sempre stata legata al balonmano, e continuerà ad esserlo. Sarò sempre a disposizione della pallamano spagnola quando avrà bisogno di me. Oggi abbiamo giocato una partita completa fino al 45° minuto. Da quel momento abbiamo sbagliato molti tiri, Omeyer è stato efficacissimo, e pure la fortuna non ci ha assistito in quanto abbiamo più volte colpito i pali avversari e loro ne hanno subito approfittato per farci molto danno in contropiede'.

** Jesper Nøddesbo (Barcellona Borges) ha giocato molto bene, ma il suo bottino personale non ha addolcito molto la pillola amara della sconfitta: 'Non è facile spiegare cosa sia andato storto. Direi che nel secondo tempo abbiamo giocato un po' con il freno a mano tirato, senza dare tutto. Così il Kiel è tornato in partita, e di conseguenza noi siamo diventati più nervosi. Ma non è stata tutta colpa nostra, anche Omeyer si è dimostrato molto bravo a chiuderci lo specchio della porta'. Il pivot danese dovrebbe a breve rinnovare il contratto con il suo attuale club, e sarà inoltre di ritorno nella nazionale del suo paese, impegnata a Giugno in amichevoli ed incontri di qualificazione ai Mondiali 2011.
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Champions League. 'Tiro incrociato' sul 'galletto' Omeyer.

La quasi-rissa scatenata al termine della finale dall'atteggiamento provocatorio dell'istrionico fuoriclasse francese ha fatto perdere la pazienza perfino a David Barrufet. E pure coach Gislasson stigmatizza l'accaduto.

Che Thierry 'Titi' Omeyer, estremo difensore del THW Kiel e della nazionale francese pigliatutto, sia un grandissimo portiere è cosa risaputa, e nella finalissima di Champions League appena trascorsa ne ha fornito ulteriore dimostrazione, dapprima evitando con le sue prodezze il crollo definitivo della squadra tedesca nei lunghi momenti di difficoltà, poi contribuendo in maniera decisiva alla rimonta che ha fruttato loro la conquista del trofeo.

'Titi' ha avuto i primi scambi di convenevoli con Rutenka,
un altro che se c'è da riscaldare l'ambiente non si tira mai indietro ...

Nemmeno i suoi atteggiamenti poco simpatici (eufemismo) sono però una novità, dalle esultanze plateali e 'sboronesche' che si concede dopo molte (buone) parate a sguardi ed atteggiamenti provocatori nei confronti negli avversari, di cui ha per esempio fatto sfoggio anche nel primo tempo del match contro il Barcellona, quando, ritardando in modo plateale una rimessa avversaria, lanciava occhiatacce di sfida all'indirizzo Victor Tomas. O nelle ripetute reazioni 'non molto composte' (eufemismo) ai fischi arbitrali contrari.

Poi ha avuto qualcosa da dire con Victor Tomas

Tutto parte del gioco, per carità, anche perché in questo sport - come in tanti altri - forse contano più l'efficacia ed il numero di trofei vinti che la classe (non) dimostrata sul campo. Ieri sera, però, al termine del grande happening di Colonia, il buon (??) Titi è andato un po' sopra le righe. Mentre i suoi compagni giustamente festeggiavano il ritorno del THW sul tetto d'Europa, il nostro non ha trovato niente di meglio da fare che precipitarsi verso gli avversari e continuare a provocarli, scatenando una reazione che rischiava di rovinare un fine settimana di grandissima pallamano con una maxi-rissa finale. Per fortuna non si è arrivati a tanto.


Almeno sul campo, perché nei forum spagnoli era tutto un florilegio di 'simpatici commenti' dedicati ad Omeyer da tifosi del Barcellona, ma anche del Ciudad Real e di altre squadre. Se reazioni 'a caldo' del genere da parte di tifosi non sorprendono più di tanto, il vero 'termometro' della portata degli atteggiamenti del francese sta nelle parole di David Barrufet, persona misurata, allergica ad eccessi e guasconate, che in due decenni di onorata carriera si è guadagnato stima e rispetto da parte di amici e - in modo ancor più significativo - avversari (non era raro vedere persino tifosi confessi di Real Madrid e / o Balonmano Ciudad Real rendere omaggio al portiere catalano, tanto in passato come negli ultimi tempi).

E si è infine reso protagonista di un agitato dopo-partita.
Ecco il 'galletto' circondato da minacciose maglie blaugrana

Ieri sera la carriera di Barrufet è terminata ... cercando di impartire lezioni di classe al suo collega, di spiegargli, al termine della 'scampata rissa', come certi atteggiamenti ... non s'hanno proprio da fare. La polemica è continuata nel dopo-partita, dove il portiere blaugrana ha dichiarato che Omeyer 'oggi ci ha mostrato un lato di lui che non conoscevamo. E' un grande portiere, ma anche uno tra i giocatori più anti-sportivi che abbia conosciuto durante tutta la mia carriera. Questa sera ha vinto la Champions League, ma ha perso il nostro rispetto come uomo di sport'. E rincarando la dose 'Ci ha provocato per tutto l'incontro, e questo lo posso capire. Non capisco invece i suoi gesti alla fine della partita. E' venuto di corsa verso di noi provocandoci di continuo, per cui molti miei compagni sono 'andati a cercarlo'. E' stato vergognoso. Quando abbiamo parlato successivamente, mi ha detto ... che lui non aveva fatto nulla! Mi sembra imperdonabile. Ma il tempo metterà ciascuno al suo posto'.

Barrufet 'rimprovera' il francese per i suoi atteggiamenti

Oltre che dall'insolitamente spazientito Barrufet, critiche significative al 'galletto' sono arrivate dal suo stesso allenatore (di club) Alfred Gislasson: 'Che Titi (Omeyer) abbia provocato alcuni giocatori non è una buona cosa. Chiedo scusa al Barcellona per quello che ha fatto. Ha perso per un attimo la testa, forse perché era molto eccitato'.

L'Omeyer che ci piace é quello che dimostra
tutte le sue qualità tra i pali, che si dedica a giocare
come sa lui e non a sceneggiate varie ...

E Omeyer? L'imputato ... si è alzato in piedi ed ha abbozzato una sua difesa attribuendo, nelle interviste del dopo-partita, il suo atteggiamento agli 'eccessi di adrenalina' ed alla 'pressione' accumulata nel corso dell'incontro, e chiedendo scusa. Parole che alla fine rendono parzialmente onore al francese, per quanto chiamare in causa pressione ed adrenalina ci sembra una soluzione facile facile, presa a basso costo al 'supermercato delle scuse'. La pressione, in partite del genere, grava fortissima sulle spalle di tanti, ma ben pochi reagiscono a quella maniera, peraltro in modo del tutto gratuito. La speranza è che la lezione sia servita ed il (lo ribadiamo) grande fuoriclasse transalpino ci risparmi nuovi show del genere in futuro. Spesso saper vincere è ancora più importante che saper perdere.
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domenica 30 maggio 2010

Champions League Finale: Kiel - Barcellona 36-34

Il THW Kiel è campione d'Europa. Proprio come ieri, i tedeschi si sono resi protagonisti di una grandissima rimonta nell'ultima parte dell'incontro, e se nel primo caso la vittima era stata il Ciudad Real, anche oggi a bocca asciutta, dopo avere assaporato per lungo tempo il gusto della vittoria, è rimasta una squadra iberica, il Barcellona ha cui non è bastato un grandissimo David Barrufet (al quale per altro ha risposto da par suo 'il solito' Thierry Omeyer, per l'ennesima volta tanto decisivo nella sua bravura quanto irritante in certi atteggiamenti).

Catalani avanti praticamente per tre quarti dell'incontro, ma sopraffatti dalla maggiore grinta e determinazione dei 'padroni di casa' usciti alla distanza, e ancora una volta spinti da un pubblico eccezionale, per tornare sul gradino più alto della massima competizione continentale.

La Germania così conquista uno storico 'triplete' in pochi giorni: giovedì il Gummersbach vincitore della Coppa Coppe, ieri il TBV Lemgo in EHF Cup, ed oggi il Kiel dei campionissimi - da Jicha a Narcisse, da Zeitz allo stesso Omeyer naturalmente - a completare l'opera.



Come nel match di ieri i primi minuti sono spettacolari, anche se stavolta sono i rispettivi attacchi a partire con l'intensità giusta. Le difese non riescono a prendere le misure con le buone, e allora ci provano con le cattive, tanto che ben tre giocatori (Jernemyr, Ahlm, Nagy) finiscono presto sulla panca dei puniti, e nel quarto iniziale Juanin Garcìa è già andato tre volte a segno dai sette metri.

I rigori della piccola grande ala sinistra spagnola contribuiscono alla buona partenza dei blaugrana, forse non travolgenti come ieri - d'altronde il rivale è ben diverso - ma pur sempre capaci di portarsi sul 10-7. Saric ed Omeyer sembrano insolitamente fuori forma però, e vengono entrambi sostituiti. Con buoni risultati almeno per il Barcellona, che trova un David Barrufet determinato a lasciare il segno nell'ultimo atto di una straordinaria carriera: la sua prestazione aiuta gli uomini di Xavi Pascual ad allungare fino ad un promettente 15-10 al diciannovesimo, spingendo Gislasson a chiamare un necessario time-out, con il Barça all'ottantotto percento di efficacia al tiro ed i suoi intorno al cinquanta.

Thierry Omeyer oggi è in versione 'diesel'. Dopo un inizio lento, torna in campo e comincia a calibrare. Se poi ci si mettono anche Jicha, Klein e Zeitz dall'altra parte del rettangolo di gioco, per i tedeschi diventa facile riaprire i giochi, portandosi sul 15-17 ai cinque dall'intervallo. Successivamente l'estremo difensore del Kiel fa un po' di teatro ritardando una rimessa avversaria, ma ogni tanto sembra che nella pallamano ci sia una sorta di 'Lodo Omeyer' per cui al portiere francese viene consentito un po' tutto ...

Meno bene va a Borge Lund quando decide di risolvere a 'sportellate' il derby scandinavo con Jesper Noddesbo; i relativi due minuti affibbiati al norvegese lasciano le zebre in inferiorità numerica fino alla conclusione del tempo. Per loro fortuna, il tiro di Igropulo a fil di sirena si stampa contro il palo. E' forse un segno del destino: sotto 'soltanto' di tre (17-20) all'intervallo, il Kiel rimane comunque ancora in gioco.

Al ritorno in campo Omeyer continua la sua progressione con nuove, mirabolanti parate, di cui i suoi compagni non approfittano più di tanto. Una sola rete su cinque possessi per il Kiel, soprattutto a causa di quella frenesia che, per esempio, porta Jicha a cercare un'impossibile soluzione da quasi metà campo, mentre c'erano ben altre e migliori alternative per finalizzare un contropiede. Juanin Garcia punisce due volte (entrambe dai sette metri) le imprecisioni offensive delle 'zebre', e con un altra rete dell'ottimo Noddesbo si ritorna sul più cinque per Il Barça, e sul time-out per il Kiel. Una buona circolazione di palla in attacco e la scarsa capacità avversaria di trovare la via della porta (con Zeitz e soprattutto Jicha come eccezioni) sembravano indirizzare la coppa sulla via del Mediterraneo.

Ma ecco che, proprio come il giorno precedente, i campioni (anche futuri, secondo logica ...) di Germania trovano la forza di reagire e ribaltare la situazione. Il motore della riscossa è ovviamente la saracinesca umana del Kiel, che aveva appena salvato la squadra dal tracollo definitivo, ma anche la nuova difesa mista su Rutenka fa il proprio dovere mandando in crisi la manovra blaugrana in un ultimo quarto disastroso per i catalani. Con un veloce 3-0, opera di Zeitz, Narcisse e di un contropiede di Lundström dove si può cogliere tutta la grinta e la rabbia dei tedeschi, il Kiel è già a metà della 'remontada', e i suoi ventimila tifosi circa tornano a ruggire.

Né l'ennesimo (giusto) rigore trasformato da Juanin né una doppietta di Noddesbo - a Barcellona farebbero un errore STRATOSFERICO se dovessero lasciarlo partire - mettono il Barça al riparo; il Kiel è ormai diventata una perfetta macchina da guerra, dove riesce a segnare ... perfino Borge Lund (!!). Omeyer continua il suo show. Danijel Saric, ritornato al posto di un Barrufet a cui non si può chiedere di tenere il campo per tre quarti d'incontro, continua a non prenderne una, e si arriva agli ultimi dieci minuti con i catalani che sentono il fiato sul collo: solo 29-28 per gli uomini del presidente Laporta, che le telecamere inquadrano sempre più preoccupato.

Ne ha ben donde: Christian Zeitz pareggia sorprendendo una difesa quasi paralizzata, Omeyer neutralizza Sarmiento (non esattamente decisivo oggi) ed Henrik Lundström porta il THW avanti per la prima volta. Una sequenza micidiale che, oltre a costringere Xavi Pascual a chiamare time-out con colpevole ritardo, fa esplodere la Lanxess Arena, ma non basta: adesso c'è da aprire un gap che possa mettere al sicuro la vittoria di cui ormai tutti sentono il profumo nell'aria. Detto fatto: Ilic su rigore, Narcisse in contropiede e Zeitz, ed è 33-30.

Il Barça ha un'ultima impennata d'orgoglio, che non poteva avere altro protagonista se non Juanin Garcìa, a segno dall'angolo sinistro e dai sette metri. Ma se ci si mette pure il veterano Peter Gentzel, che para un ultimo rigore al fino allora infallibile spagnolo, vuol dire che è proprio finita. La 4-2 ordinata da Pascual non porta frutti, nemmeno Barrufet fa più miracoli, e quando Jicha (ancora lui, e fanno undici goal in totale) scarica dentro la porta rivale il 36-34, i giocatori possono festeggiare. Qualcuno nel modo sbagliato: Omeyer (chi altri?) non trova di meglio che andare a provocare alcuni avversari di fronte alla loro panchina; ne nasce una mezza rissa (soprattutto con Rocas) che termina con David Barrufet a cercare di spiegare al suo collega che certe cose sarebbe meglio evitarle.

In termini di classe, tra i due portieri non c'è proprio storia. Ma in termini di capacità di fare il proprio lavoro nel migliore dei modi, Thierry Omeyer ha pochi rivali, e la Coppa quest'anno la alza lui. Una fine crudele e magari ingiusta per la bella favola di Barrufet, ma anche questo fa parte dello sport.

Secondo successo nella competizione per i tedeschi, dopo quello del 2007 a spese dei connazionali del Flensburg, e vendetta sul Barça servita molto fredda, a dieci anni dalla sfida perduta nel lontano 2000. Il Kiel ha approfittato del fattore campo e, come già detto dopo il match precdente, della Formula F4 (in caso di andata-ritorno, le cose sarebbero magari andate diversamente). E con le prossime edizioni forse ancora in terra di Germania, non è detto che non si apra addirittura un ciclo …
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mercoledì 26 maggio 2010

David Barrufet: 'Ogni giocatore sognerebbe un finale di carriera come questo'.

Arrivato ormai alle quaranta primavere, il leggendario David Barrufet porrà termine alla sua lunga carriera in campo in occasione della 'Final Four' di Champions League in programma a Colonia il prossimo fine settimana. Un appuntamento che il veterano estremo difensore del Barcellona Borges affronterà 'con lo stesso entusiasmo di un debuttante' secondo quanto da lui stesso dichiarato al quotidiano sportivo spagnolo Marca. 'E' il modo di porre fine ad una carriera che ogni giocatore avrebbe sognato. La cosa più importante per me è però che vincendo la Coppa il Barcellona riconquisterebbe un trofeo che gli è sfuggito negli ultimi cinque anni; più che un fatto di soddisfazione personale, si tratterebbe del premio per il lavoro straordinario svolto da tutta la squadra in questa stagione'.


Proclamandosi campione d'Europa in Germania domenica prossima, il portiere blaugrana diventerebbe l'unico giocatore nella storia della pallamano a vincere otto volte il massimo trofeo continentale per club, anche se il prodotto del vivaio del Barça non sembra considerare questo record una priorità: 'Io non sono solito tenere la conta dei titoli che vinco. E' vero che sarebbe la mia ottava volta da campione europeo, ma, ripeto, il mio desiderio di vincere non è legato al fatto di stabilire un record quanto al ritorno del Barcellona nell'elite della pallamano europea'.


Barrufet già guarda al suo futuro immediato ed ammette che 'ormai è giunto il momento decisivo. Rimangono solo quelle due partite, che pensavo non sarebbero mai arrivate. E' una sensazione un po' diversa da tutte quelle che ho vissuto fino ad ora, ma io sono totalmente concentrato sulla finale. La squadra mi sembra molto determinata, e sicura di esser pronta a combattere fino in fondo per conquistare questo titolo, che per me sarebbe l'ultimo'.
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mercoledì 19 maggio 2010

Ultime di Mercato. 19 Maggio 2010

Parecchia carne al fuoco di questi tempi nell'handball-mercato. Partiamo dall'Asobal dove il Cuenca 2016, oltre alla partenza già nota di Pasquale Maione, lascia per strada anche l'allenatore serbo Goran Dzokic, che secondo quanto comunicato dai dirigenti della formazione castigliana non rinnoverà il suo contratto.

Partenze in vista anche nel Lábaro Toledo in piena turbolenza economica: il portiere lituano Egidijus Petkevicius ed il suo conterraneo Remigijus Cepulis se ne vanno alla Dinamo Minsk bielorussa. Ma altri giocatori potrebbero già avere le valigie pronte.

Rimane dov'è invece Juan Antonio Vázquez 'Chispi' che ha prolungato per un'altra stagione il suo contratto con l'Antequera 2010. In Andalusia si attende per le prossime ore pure il rinnovo dell'ala Nacho Soto.

Cambio di portieri all'Ademar Leon: al croato Mirko Alilovic, attualmente in forza all'Al-Sadd nel mondiale per club e l'anno prossimo di ritorno in patria a Zagabria, subentrerà un connazionale: Venio Losert, ex di Barça e Granollers. In Castiglia pensano a lui in quanto non si fidano troppo dell'alternativa, il serbo Radivoje Ristanovic. Parlando del Granollers, proprio dalla seconda squadra catalana arriverà all'Ademar il pivot Juan Andreu, nuovo acquisto alla pari del forte Carlos Ruesga (di provenienza Reyno de Navarra San Antonio Pamplona), il quale però sarà disponibile solo da novembre (se va bene) dopo essere stato recentemente operato al ginocchio. La campagna-acquisti dei ragazzi del presidente Carlos Pollán non sembra finita, anche perché Raul Entrerrios sembra ormai prendere la strada di Barcellona.

Nella capitale catalana sono intanto giustamente orgogliosi della nomina di David Barrufet a candidato al Premio Príncipe de Asturias del Deporte, maggior riconoscimento dedicato ad uno sportivo nella penisola iberica. Vincerlo sarebbe un sigillo più che meritato ad una carriera straordinaria, durata oltre vent'anni e resa irripetibile dalla settantina di trofei terminati nel palmares del leggendario portiere di Horta.

Rimanendo in Spagna, ma passando alle gentildonne, si fa sempre più 'galattica' la campagna-acquisti delle campionesse in carica dell'Itxako Reyno de Navarra. Dopo la romena Oana Soit, stella di prima grandezza delle rivali dell'Elda Prestigio, e la nazionale spagnola Carmen Martín, arrivano altre giocatrici di prestigio. A cominciare da Raphaëlle Tervel, forte difensore a capitano della nazionale francese, che una volta terminato il periodo a Larvik ritorna in Spagna, dove aveva già militato nelle file dell'Akaba Bera-Bera. Per continuare, secondo voci di stampa, con Emiliya (Khalsberiyevna) Turey, venticiquenne russa proveniente dal (fu) Copenaghen di Anja Andersen, che con la mitica allenatrice (ed ex giocatrice) danese aveva già vinto la Champions League femminile ai tempi dello Slagelse. Nel suo palmares figurano anche tre successi mondiali con la nazionale di Evgueni Trefliov Sicuro al cento per cento l'arrivo di un'altra russa: il pivot Natalia Kurbanova proveniente dal Lada Togliatti. Itxako molto attiva pure dal lato cessioni comunque: se ne vanno Marieke Van der Wal, Conchi Berenguel, Eli Pinedo, Nely Carla Alberto, Christina Rhode a la romena Laura Craciun.

La Tervel non è l'unica partenza eccellente da Larvik però. Ancora più clamoroso è il caso di Amanda Kurtovic, sul punto di rescindere il contratto ... senza mai aver giocato un secondo per le campionesse del suo paese. La diciannovenne stellina della nazionale regina d'Europa juniores era stata presentata in pompa magna, assieme alle mitiche Gro Hammerseng e Katja Nyberg, lo scorso inverno, quando tra sorrisi e qualche imbarazzo si era detta felicissima di approdare alla squadra più forte di Norvegia.

Ma qualcosa deve essere andato storto se ora la giovane di origini croate è sul punto di passare al Byåsen grande rivale del Larvik, dove ritroverà il suo allenatore in nazionale Valeri Putans. A convincerla a cambiare aria sono stati molto probabilmente gli effetti collaterali della faraonica campagna-acquisti del Larvik, che oltre a prendersi Gro & Katja ha 'intasato' il lato destro del campo con il ritorno di Linn-Kristin Riegeluth, da aggiungersi alla presenza ormai consolidata delle talentuose Nora Mørk e Linn Jørum Sulland. Per cui la Kurtovic avrebbe trovato enorme concorrenza a Larvik, e molto meno tempo in campo di quanto si addice ad una giovane promessa di belle speranze ma ancora in fase di maturazione. Il suo passaggio 'al nemico' ci pare una logica conseguenza dell'ingordigia del Larvik, sulla quale i dirigenti della formazione quest'anno semifinalista di Champions League farebbero bene a riflettere.

La notizia di mercato più clamorosa in ambito femminile viene però dalla Romania, e riguarda ... un uomo! Vale a dire Olivier Krumbhölz, allenatore della nazionale francese argento ai recenti mondiali, e soprattutto tecnico di grande valore, tanto da convincere Constantin Roibu, manager dell'Oltchim Râmnicu Vâlcea, ad offrirgli, secondo quanto riportato dalla 'Gazzetta dello Sport' (quella romena, la Gazeta Sporturilor), la panchina della squadra vice campionessa d'Europa. Il contratto dell'attuale allenatore Radu Voina scade a fine Giugno, e sembra che in Oltenia non abbiano molta intenzione di rinnovarlo.

In Danimarca la ventiseienne Ann Grete Nørgaard, ala sinistra ex di Viborg e Randers e con all'attivo 22 presenze nella nazionale maggiore, passa dall'Horsens HK al Team Tvis Holstebro, per il quale ha firmato un contratto annuale. La difficile situazione economica dell'SK Aarhus, unita all'impossibilità di conciliare sport e lavoro nel migliore dei modi, hanno intanto convinto Camilla Transel (30 anni) ad abbandonare il club dello Jutland.

Andrea Penezić, macchina da gol croata in partenza dal Podravka Vegeta, potrebbe diventare il nuovo rinforzo dell'Hypo Niederoesterreich viennese, secondo quanto riportato recentemente da organi di stampa balcanici.

Dragica Kresoja, centrale serba divenuta cittadina macedone nel 2007, passa dal Kikinda - anch'esso in cattive acque dal punto di vista finanziario, chissà che qualcuna delle loro atlete non venga in Italia - alle francesi del Le Havre appena battute dal Tolone nelle finali dei playoff transalpini.

Rimanendo nei Balcani, ma tornando ai gentiluomini, in Croazia si parla del trentaduenne portiere Gorazd Škof, che ha accettato di rinnovare il suo contatto e rimanere a Zagabria. Il suo esempio sarà seguito dai vari Zlatko Horvat, Manuel Štrlek, Gyula Gal, Tonči Valčić e Ivano Balić, tutti probabilmente di nuovo in campo per il Croatia Osiguranja la prossima stagione. Škof non sarà l'unico sloveno nella capitale croata, dato che all'Osiguranje si sono pure assicurati i servigi di David Špiler, in procinto di trasferirsi dal Cimos Capodistria con un contratto triennale. Il ventiseienne Špiler ha giocato anche nel Termo Škofja Loka, nel Prevent Slovenj Gradec ed in quel Celje Pivovarna Laško che (pure) quest'anno ha vinto il titolo nazionale del suo paese.

Dallo Zagabria partirà sicuramente Kiril Lazarov, che forse tornerà in Macedonia a farsi allenare da Lino Cervar, ma potrebbe anche finire all'Amburgo in caso, come riportano alcuni giornali tedeschi, Krzysztof Lijewski dovesse finire al Rhein-Neckar Löwen.
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martedì 11 maggio 2010

Francia e Spagna (purché se magna)

Ovvero, notizie dai nostri 'fratelli latini'. Record battuti a Leon e Barcellona. Problemi per i rivali del Barça in Champions. Dominikovic saluta Pamplona. Dinart non abbassa la guardia. Foto finale Coppa EHF ad Elda. Al Toulon il primo round della finale francese donne.

** Due record sono stati battuti nella più recente giornata della Liga Asobal in terra iberica. A cominciare da quello di singole reti in un'unica partita nel corrente campionato, stabilito dallo slovacco Martin Stranovsky, a segno ben 14 volte nel successo del suo Reale Ademar contro il già retrocesso Frigoríficos Morrazo Cangas per 32-25.

** Ben altro record stabilito a Barcellona: quello stagionale di spettatori al Palau Blaugrana. Se infatti circa 5.500 persone si erano date appuntamento in occasione del match-clou di campionato con il Ciudad Real, ben mille in più sono accorse sabato a congedare il grande portiere David Barrufet, al suo ultimo incontro casalingo con la casacca del Barça prima di appendere le scarpe al chiodo.

A proposito: 'buone notizie' per i catalani vengono dalla Russia, dove il loro prossimi avversari nella semifinale della Final Four di Colonia sembrano lottare contro una serie di infortuni: all'incertezza sul recupero del terzino sinistro Alexey Rastvortsev (69 reti all'attivo nelle sua campagna europea quest'anno), infortunatosi alla mano destra, in tempo per l'atto conclusivo della Champions League si sono aggiunti i problemi della sua riserva Andrey Starykh, uscito malconcio dalla battaglia con il Montpellier e tenuto precauzionalmente in panchina nell'ultima sfida di campionato del Medvedi. Il giocatore verrà sottoposto ad ulteriori accertamenti in settimana, ed in caso di esito sfavorevole l'allenatore Vladimir si troverà di fronte a fastidiosi grattacapi in vista dell'incontro della Lanxess Arena.

** Non solo Barrufet. Anche il terzino croato del Reyno de Navarra San Antonio Davor Dominikovic ha salutato il suo pubblico sabato scorso, dopo quattro stagioni a Pamplona. Destinato non alla pensione, ma molto probabilmente alla Bundesliga (non ha però voluto specificare, dato che almeno tre opzioni rimangono ancora aperte), il croato ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Marca, in cui ringrazia tutti i tifosi navarri e sostiene di sentirsi ormai un cittadino di Pamplona, dove ha passato i momenti 'più duri' (si riferisce probabilmente alla sua falsa positività all'anti-doping ed a un grave infortunio) ma anche quelli 'più felici' della sua carriera sportiva. 'Andarmene da Pamplona adesso è ancor più difficile di quanto lo è stato partire dalla mia città Metkovic molti anni fa', ha confessato Dominikovic (co-capitano della squadra assieme a quel Fernando Hernández che pur in scadenza di contratto dovrebbe rimanere al San Antonio), cui sarebbe piaciuto concludere la sua traiettoria sportiva al Reyno de Navarra, ma che la tribolata situazione economica della società ha convinto ad emigrare verso altri lidi.

** Con il più celebre giornale sportivo di Spagna si è confidato anche Didier Dinart, pivot transalpino del Ciudad Real, che ha ammesso di non esser rimasto sorpreso dalla dura resistenza opposta loro dal Granollers nell'incontro dell'ultima giornata, vinto dai suoi dopo essere stati sotto fino a sei reti. Il francese ha avvertito che non bisogna abbassare la guardia proprio adesso che il record di 30 vittorie in 30 partite è a portata di mano - proveranno ad ottenerlo contro il Cuenca 2016 di Pasquale Maione. 'Nella mia carriera ho sempre lottato per ottenere ciò che finora non sono riuscito ad ottenere, né in Germania né in Francia. Però sarebbe veramente bello riuscirci in una competizione tanto prestigiosa come la Asobal'.

Due grandi sfide internazionali attendono il Ciudad Real nelle prossime settimane: il 'mondiale per club' in Qatar e ovviamente la Final Four di Colonia. Rispetto al primo, il grande rivale degli spagnoli dovrebbe essere l'Al-Sadd di ... Balic, Lazarov e Lars Jorgensen, del quale Dinart ha detto che 'rinforzarsi con nuovi acquisti 'ad hoc' è legittimo, e noi dobbiamo rispettarli, come rispettiamo tutti gli altri, ma ci vuole almeno un mese di preparazione per rendere una squadra competitiva'. Se il francese nutre qualche dubbio sull'effettiva efficacia, come squadra, dei qatarioti aspiranti al trionfo tra le mura amiche, non pare averne riguardo alla preparazione del CR per la prossima fase finale di Champions: 'la difesa è più che mai pronta. Nessuno difende in maniera tanto intelligente come noi. Ho grande fiducia nel lavoro che stiamo svolgendo e sono molto contento dei miei compagni di squadra. Siamo in grado di analizzare bene i rivali e portarli alla sconfitta'.

Dinart ha espresso la sua preferenza per giocare al centro della difesa, e rispetto al Kiel prossimo rivale in terra tedesca ha affermato che si tratterà di una partita molto difficile, anche per la volontà di riscatto degli avversari dopo le due ultime finali di Champions, ma che se ciascuno saprà fare bene il proprio compito durante l'incontro sarà possibile batterli.

** Un'ampia galleria fotografica della finale di andata della Coppa EHF femminile, svoltasi in Spagna domenica scorsa e vinta dall'Elda Prestigio sul Randers HK con il punteggio finale di 22-20, è disponibile al seguente URL:
http://picasaweb.google.es/txusma58/FinalEHFProsoliaSiidEldaPrestigioRanders090510FotosRealizadasPorJesusIborra#.

** Vittoria facile del Tolone nella finale di andata del campionato francese femminile. Senza il Metz ormai ridotto a maramaldeggiare inutilmente sul povero Mios Biganos nella finalina per il bronzo, le ragazze del sud-est della Francia sconfiggono il Le Havre (provato dal maggior numero di partite giocate) per 27-22 tra le mura amiche, con una Siraba Dembele grandissima - otto reti all'attivo - ma anche prudente ('ci sono ancora sessanta minuti da giocare') in vista del ritorno in programma domenica prossima alle ore 17:00. Ottima anche la prova tra i pali di Alexandra Bettachini per le padrone di casa.


Highlights del match

* Toulon - Le Havre 27-22 (10-9)
Toulon: Bettachini, Oliveira, Le Bihan 2, Gnabouyou 3, Mwasesa 5, Bredou-Gondo 5, Audebert, Tuvène 2, Van Der Wissel 2, Dembélé 8.
Le Havre: Pradel, Mendy 2, Vanparys 7, Sawaneh, Guillerme 2, Briemant, Siodmiak 2, Cavaleiro 3, Marzouk 6, Ntsama-Akoa.