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venerdì 19 ottobre 2012

Champions League: Veszprém da leggenda! il Kiel va al tappeto dopo oltre un anno!!


Prima o poi doveva capitare. E infatti è capitato. Dopo 17 risultati utili consecutivi (14 vittorie, 3 pareggi) in Champions League, spalmati su oltre dodici mesi - il THW Kiel ha perso!!

Autore di questa vera e propria impresa non è un rivale qualunque, ma la 'neo-corazzata' MKB Veszprém KC, costruita per vincere, ed uscita vincitrice dai primi quattro confronti del girone B. Compresa la battaglia di Madrid dello scorso week-end e ancor di più grande battaglia di ieri sera, una sfida avvincente, infarcita di colpi di scena ed in bilico fino all'ultimo secondo, regalando al termine un'immensa soddisfazione agli oltre cinquemila che stipavano l'Arena locale senza mai smettere di dare la propria spinta ai ragazzi di Carlos Ortega.
Celebrazioni dei vincitori dopo un match tiratissimo

Uno scontro fra titani da cui sono emerse figure 'titaniche': László Nagy, che dopo la grande prestazione di Madrid si ripete e sfiora la doppia cifra, Tamás Iváncsik ed il portiere Nándor Fazekas (solo per nominarne alcuni) tra la fila ungheresi, G.V. Sigurdsson e Christian Sprenger per le zebre. Senza dimenticare quel Marco Antonio Oneto, pivot cileno con passaporto del nostro paese, che con la sua doppietta (a conti fatti decisiva, visto lo scarto minimo alla sirena) ha dato al trionfo del Veszprém un po' di sapore italiano. Abbastanza in ombra l'ex di turno Marko Vujin, in rete appena due volte al suo ritorno come avversario dopo i sei anni trascorsi, da protagonista, in terra d'Ungheria.

Il big match di giornata non ha deluso le aspettative, all'inizio per merito dei padroni di casa, partiti tanto forte da obbligare mister Gislasson al time-out dopo un quarto d'ora, con i tedeschi sotto 9-6. Pausa quanto mai opportuna: il Kiel trova la giusta reazione, impatta con Sprenger (12 a 12) e si concede pure il vantaggio di metà gara (15-14) grazie ad una zampata del Gudjon Valur d'Islanda. La lotta punto a punto continua nella ripresa, con Nagy a fare il suo dovere, ma è il Kiel a provare la fuga sul 25-23.

Tentativo però miseramente fallito: un grande Fazekas (foto a sinistra) provvidenzialmente sostituisce Mirko Alilović tra i pali magiari e subito incanta la platea; le sue strepitose parate rilanciano l'MKB che ribalta la situazione e si porta sul 27-25. Il gigante di Kecskemét, appena giunto alle 36 primavere, respinge al mittente i tentativi germanici, superandosi in particolare su Narcisse lanciato in contropiede e su Ekberg dai sette metri. Oneto e Jamal invece non sbagliano, e fissano il tabellone sul 31-28.

Sembra fatta, ma il Kiel è il Kiel, si sa, e non getta la spugna così facilmente. Christian Zeitz, siglando il suo poker personale, riporta i campioni d'Europa ad una sola lunghezza. Il minuto finale è da brividi: i padroni di casa pasticciano in attacco e non riescono a chiudere i giochi, lo stesso Ortega ci mette del suo chiamando, con tempismo perfettamente imperfetto, un time-out proprio nel mezzo di un'azione offensiva quasi finalizzata. Ma il THW non riesce ad approfittarne: l'ultimo tentativo zebrato si schianta sui tabelloni a bordo campo, come il (troppo) lungo passaggio 'coast-to-coast', a fil di sirena, di Omeyer verso Sigurdsson.
Cliccare per ingrandire

Un assist mancato che finisce col dare il via alla festa ungherese, in campo e sugli spalti. Per quanto sia prematuro lanciarsi in giudizi netti a metà ottobre, dopo solo una manciata di partite, e per quanto lo stesso Ortega smorzi facili entusiasmi affermando che bisognerà lavorare molto per mantenere un tale livello di gioco, la candidatura di questo MKB Veszprém, ieri in grado di superare un difficilissimo esame di tedesco, al trono d'Europa appare tutt'altro che infondata.

Da parte sua l'allenatore del Kiel (KO dopo un anno e nove giorni, l'ultima volta fu opera del Montpellier corsaro alla Sparkassen Arena), Alfred Gislason ha parlato di 'un incontro rivelatosi molto difficile, ma questo non è stata una sorpresa per noi. Abbiamo affrontato una squadra fantastica in uno dei migliori palazzetti di tutto il mondo. Venire qui è stato un autentico piacere per me, anche se, puntando a cogliere almeno un punto, non possiamo certo essere contenti del nostro risultato'.

Clicca l'immagine sopra per il VIDEO COMPLETO del match.

martedì 4 settembre 2012

Alfred Gislason (THW Kiel): vogliamo ancora la Final Four

Un'intervista con Alfred Gislason, 52enne allenatore islandese dal 2008 sulla panchina di quel THW Kiel attuale campione d'Europa, è apparsa di recente sul sito web dell'EHF (European Handball Federation). Fra meno di quattro settimane, i detentori del titolo saranno attesi da un inizio da brividi della nuova stagione internazionale, visto come, proprio al debutto, le 'Zebre' incroceranno per l'ennesima volta le spade con i loro grandi rivali dell'Atlético Madrid, battuti dal Kiel nella Final Four di Champions della scorso maggio, ma presisi la rivincita nell'ultimo atto del Super Globe (il 'Mondiale per club') andato in scena solo pochi giorni fa a Doha, in Qatar. La rivincita della rivincita è in programma in Spagna il 30 settembre 2012, all'esordio di un gruppo molto ostico di cui, in molti si augurano, potrebbe far parte il Bozen, fra poco impegnato nella sua piccola 'Final Four': il turno preliminare di Champions League in terra di Romania (sfida con il Constanta alle ore 17 italiane di sabato prossimo). Il sorteggio non è stato molto benevolo verso i campioni in carica, ma Gislason non se ne lamenta. Anzi...

* ehfCL.com: Quali sono le sue aspettative verso la prossima stagione di VELUX EHF Champions League?
** Alfred Gislason: Siamo molto soddisfatti degli avversari che dovremo affrontare nella fase a gruppi. Saremo messi alla prova sin dalla partenza, e tutte quelle partite importanti rappresenteranno un grande spettacolo per i nostri tifosi. Sono sicuro che il nostro palazzetto sarà esaurito in ogni match, il che, mi auguro, ci aiuterà a rendere migliori le nostre performance. Il nostro obiettivo è ovviamente tornare alla Final Four; vogliamo spezzare la maledizione che ha finora impedito a tutti i passati campioni in carica di ripresentarsi a Colonia l'anno seguente.

* ehfCL.com: Quale significato ha la partecipazione alla EHF Champions League per lei e la sua squadra?
** Alfred Gislason: La VELUX EHF Champions League è la competizione numero uno di ogni stagione, in quanto mette di fronte tutte le migliori squadre del mondo, e ciascuna partita rappresenta una grande sfida per noi.

* ehfCL.com: Quali sono, a suo parere, le favorite di questa stagione per raggiungere la Final Four e per vincere il titolo?
** Alfred Gislason: Come ho già detto, noi vogliamo arrivare a Colonia. Oltre alla nostra squadra mi aspetto che Barcellona e Atlético Madrid prendano parte della Final Four. Ma pure compagini quali Veszprém, Berlino, Chekhovskie Medvedi, Flensburg o Montpellier hanno i mezzi per arrivare sino in fondo. A mio parere il livello della pallamano in Champions League non è mai stato alto come in questa stagione. Per cui risulta veramente difficile prevedere le 'grandi favorite'.

mercoledì 14 marzo 2012

Wisla Plock - THW Kiel. Un'duello tra amici' apre gli ottavi di Champions League maschile.

Giunta al termine la seconda fase della competizione femminile, che ora si prende qualche settimana di pausa, in Champions League tornano di scena i gentleman. Gli ottavi di finale partono questa sera con il match di andata tra Wisla Plock e THW Kiel (ore 20:00). Arbitrano i rumeni Stark e Stefan. Diretta Tv su Eurosport tedesco, nonché sul criptatissimo Sport+ francese. Diretta web sul 'solito' portale ehftv.com.

Una sfida, almeno sulla carta, a senso unico, che mette a confronto realtà profondamente diverse. Da una parte la mega-corazzata teutonica, a punteggio pieno dopo 24 turni di campionato (e stiamo parlando della Bundesliga...) e vincitrice del proprio girone europeo, con il ritorno alla Final Four di Colonia come target minimo (ma le 'zebre' puntano dritto alla riconquista dello scettro continentale). Dall'altra una squadra rivelazione che aveva già ottenuto un risultato notevole partecipando alla Champions League (in virtù della clamorosa vittoria sul favorito Kielce nelle finali dello scorso campionato polacco) e che passando il primo turno ha compiuto un'impresa davvero storica. Anche alla luce dell'ultimo, disastroso precedente: l'uscita immediata, con un solo punto in sei partite, dal torneo di tre anni fa.

Ma le due contendenti hanno pure qualcosa di significativo in comune: la partnership nell'iniziativa 'Handball Friends in a United Europe', che ha portato il Kiel ad allenarsi e giocare un torneo in Polonia la scorsa estate, ed il Wisla a restituire successivamente la visita in terra di Germania. In entrambe le occasioni (Orlen Cup ed Unser Norden Cup) il successo è andato al favorito THW, ma il risultato stretto (29-31) della sfida di Plock potrebbe far sperare in un avvincente ed equilibrato match odierno, magari con il contributo del capocanniere dei polacchi Michal Kubisztal (foto), ex Bundesliga con il Füchse Berlino. Così come incoraggia il precedente casalingo dell'edizione 2005/2006, quando il Wisla colse la vittoria tra le mura amiche (32-31), anche se poi finì asfaltato (37-22) fuori casa. Il coach dei tedeschi Alfred Gislason, costretto a fare a meno degli infortunati Tobias Reichmann e Daniel Kubes e di Milutin Dragićević, non si fida troppo e punta ad un 'colpo' esterno che indirizzi da subito l'eliminatoria nel senso a lui più gradito.

La partnership tra Wisla e Kiel, rinnovata con due amichevoli in programma nel prossimo Agosto, è una buona iniziativa (pure in ambito 'business': la Orlen, principale sponsor dei polacchi, è anche partner commerciale del THW nella stagione corrente) che ha reso il presidente del sodalizio est-europeo Andrzej Miszczynski felice per l'esito del sorteggio: 'abbiamo buoni rapporti con il THW Kiel, senza dubbio uno dei migliori club del mondo, contro il quale è un piacere giocare. Noi stiamo ancora cercando di ritagliarci un posto fra le squadre europee di vertice, ed ogni partita contro avversari di tale rango offre una grande opportunità per migliorarci. Faremo sicuramente del nostro meglio. La Orlen Arena di Plock sarà esaurita, con oltre 5.500 persone sugli spalti'.

L'unico deluso era forse Lars Walther, mister danese del Wisla, il quale fra tante amichevoli con il THW avrebbe desiderato un avversario spagnolo, almeno per cambiare un po'...

lunedì 31 maggio 2010

Champions League - Finale. Commenti nel dopo-partita

Parlano Gislasson, Omeyer, Lund, Pascual, Barrufet e Nøddesbo

** Alfred Gislasson, allenatore del THW Kiel: 'Non riesco ancora a prendere bene coscienza di quel che siamo riusciti a fare. Ci vorranno diversi giorni per rendersene conto. E 'stato qualcosa di incredibile e di molto difficile da descrivere, perché abbiamo superato una grande squadra. Il Barcellona ha giocato in maniera eccezionale, e sono convinto che ci incontreremo di nuovo in un'altra finale.

"Siamo stati fortunati perchè nei momenti-chiave della partita sono venuti fuori anche giocatori come Anic e Lund, che fino ad allora non avevano contribuito molto. Lo stesso Zeitz oggi ha segnato quasi tutto (quel che ha tirato). Il pubblico della Lanxess Arena ci ha aiutato molto nella rimonta'.

'So cosa prova il Barcellona, so quanto è duro, come ci sente quando si perde una finale. Io ci sono passato l'anno scorso. Mi dispiace molto per David (Barrufet) perché è un grande uomo ed un grande sportivo'.

** Thierry Omeyer, portiere del THW Kiel: 'E' stata una grande partita, con un grande ambiente. Nella prima parte non abbiamo giocato bene ma nella seconda, con il sostegno dei tifosi, siamo cresciuti e siamo riusciti a vincere. E' emozionante essere i vincitori della prima Final Four di Champions League di sempre. E' qualcosa di veramente grande. Giocare di fronte a 20.000 tifosi per due giorni consecutivi è stata un'esperienza bellissima'.

** Borge Lund, terzino destro del THW Kiel: 'E' qualcosa di assolutamente surreale. Abbiamo sofferto per quasi tutta la partita e alla fine ce l'abbiamo fatta. Siamo riusciti a portare a casa la Coppa dopo che abbiamo cominciato a far funzionare le difesa, e il portiere ha fatto molto bene. Adesso sono entrato nella storia (in qualità di il primo norvegese a vincere a la Champions League, ndr), ma lo avrei fatto anche in caso di sconfitta, come il primo a perdere tre finali di seguito. Certo entrarci in questo modo è preferibile ...'.



** Xavier Pascual, allenatore del Barcellona Borges, si è rifiutato di accampare l'arbitraggio come scusa, e ha detto che 'Il Kiel ha meritato la vittoria sul campo, e io mi devo congratulare con loro. Certo che con così tanti tifosi è più facile vincere; tutti vorremmo avere una tifoseria come questa, non soltanto oggi ma in tutte le partite'.

'Sono contento del lavoro della squadra. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, che ci ha permesso di rimanere sempre avanti nel punteggio. Poi nel secondo tempo, abbiamo sbagliato molti tiri e questo ha permesso di Kiel di riportarsi in partita. Ci aspettavamo la difesa 5-1 su Rutenka, e siamo riusciti a farvi fronte bene in quanto siamo riusciti a procurarci numerosi tiri da posizione favorevole. Li abbiamo sbagliati per merito di un Omeyer particolarmente ispirato, e questo ha definitivamente consentito al Kiel di rientrare. Non credo che fosse necessario chiamare un time-out prima (di quando l'ho fatto)'.

Infine il coach 'prodotto della casa' blaugrana si è congratulato con l'EHF per il modo in cui hanno organizzato un evento 'importantissimo per il nostro sport. Si è trattato di uno spettacolo incredibile'.

** David Barrufet, portiere del Barcellona Borges: 'Abbandono la pallamano triste per non essere riuscito a conquistare un ottavo titolo europeo, ma contento perché ho trovato molti amici e ottimi ricordi. La mia vita è sempre stata legata al balonmano, e continuerà ad esserlo. Sarò sempre a disposizione della pallamano spagnola quando avrà bisogno di me. Oggi abbiamo giocato una partita completa fino al 45° minuto. Da quel momento abbiamo sbagliato molti tiri, Omeyer è stato efficacissimo, e pure la fortuna non ci ha assistito in quanto abbiamo più volte colpito i pali avversari e loro ne hanno subito approfittato per farci molto danno in contropiede'.

** Jesper Nøddesbo (Barcellona Borges) ha giocato molto bene, ma il suo bottino personale non ha addolcito molto la pillola amara della sconfitta: 'Non è facile spiegare cosa sia andato storto. Direi che nel secondo tempo abbiamo giocato un po' con il freno a mano tirato, senza dare tutto. Così il Kiel è tornato in partita, e di conseguenza noi siamo diventati più nervosi. Ma non è stata tutta colpa nostra, anche Omeyer si è dimostrato molto bravo a chiuderci lo specchio della porta'. Il pivot danese dovrebbe a breve rinnovare il contratto con il suo attuale club, e sarà inoltre di ritorno nella nazionale del suo paese, impegnata a Giugno in amichevoli ed incontri di qualificazione ai Mondiali 2011.
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Champions League. 'Tiro incrociato' sul 'galletto' Omeyer.

La quasi-rissa scatenata al termine della finale dall'atteggiamento provocatorio dell'istrionico fuoriclasse francese ha fatto perdere la pazienza perfino a David Barrufet. E pure coach Gislasson stigmatizza l'accaduto.

Che Thierry 'Titi' Omeyer, estremo difensore del THW Kiel e della nazionale francese pigliatutto, sia un grandissimo portiere è cosa risaputa, e nella finalissima di Champions League appena trascorsa ne ha fornito ulteriore dimostrazione, dapprima evitando con le sue prodezze il crollo definitivo della squadra tedesca nei lunghi momenti di difficoltà, poi contribuendo in maniera decisiva alla rimonta che ha fruttato loro la conquista del trofeo.

'Titi' ha avuto i primi scambi di convenevoli con Rutenka,
un altro che se c'è da riscaldare l'ambiente non si tira mai indietro ...

Nemmeno i suoi atteggiamenti poco simpatici (eufemismo) sono però una novità, dalle esultanze plateali e 'sboronesche' che si concede dopo molte (buone) parate a sguardi ed atteggiamenti provocatori nei confronti negli avversari, di cui ha per esempio fatto sfoggio anche nel primo tempo del match contro il Barcellona, quando, ritardando in modo plateale una rimessa avversaria, lanciava occhiatacce di sfida all'indirizzo Victor Tomas. O nelle ripetute reazioni 'non molto composte' (eufemismo) ai fischi arbitrali contrari.

Poi ha avuto qualcosa da dire con Victor Tomas

Tutto parte del gioco, per carità, anche perché in questo sport - come in tanti altri - forse contano più l'efficacia ed il numero di trofei vinti che la classe (non) dimostrata sul campo. Ieri sera, però, al termine del grande happening di Colonia, il buon (??) Titi è andato un po' sopra le righe. Mentre i suoi compagni giustamente festeggiavano il ritorno del THW sul tetto d'Europa, il nostro non ha trovato niente di meglio da fare che precipitarsi verso gli avversari e continuare a provocarli, scatenando una reazione che rischiava di rovinare un fine settimana di grandissima pallamano con una maxi-rissa finale. Per fortuna non si è arrivati a tanto.


Almeno sul campo, perché nei forum spagnoli era tutto un florilegio di 'simpatici commenti' dedicati ad Omeyer da tifosi del Barcellona, ma anche del Ciudad Real e di altre squadre. Se reazioni 'a caldo' del genere da parte di tifosi non sorprendono più di tanto, il vero 'termometro' della portata degli atteggiamenti del francese sta nelle parole di David Barrufet, persona misurata, allergica ad eccessi e guasconate, che in due decenni di onorata carriera si è guadagnato stima e rispetto da parte di amici e - in modo ancor più significativo - avversari (non era raro vedere persino tifosi confessi di Real Madrid e / o Balonmano Ciudad Real rendere omaggio al portiere catalano, tanto in passato come negli ultimi tempi).

E si è infine reso protagonista di un agitato dopo-partita.
Ecco il 'galletto' circondato da minacciose maglie blaugrana

Ieri sera la carriera di Barrufet è terminata ... cercando di impartire lezioni di classe al suo collega, di spiegargli, al termine della 'scampata rissa', come certi atteggiamenti ... non s'hanno proprio da fare. La polemica è continuata nel dopo-partita, dove il portiere blaugrana ha dichiarato che Omeyer 'oggi ci ha mostrato un lato di lui che non conoscevamo. E' un grande portiere, ma anche uno tra i giocatori più anti-sportivi che abbia conosciuto durante tutta la mia carriera. Questa sera ha vinto la Champions League, ma ha perso il nostro rispetto come uomo di sport'. E rincarando la dose 'Ci ha provocato per tutto l'incontro, e questo lo posso capire. Non capisco invece i suoi gesti alla fine della partita. E' venuto di corsa verso di noi provocandoci di continuo, per cui molti miei compagni sono 'andati a cercarlo'. E' stato vergognoso. Quando abbiamo parlato successivamente, mi ha detto ... che lui non aveva fatto nulla! Mi sembra imperdonabile. Ma il tempo metterà ciascuno al suo posto'.

Barrufet 'rimprovera' il francese per i suoi atteggiamenti

Oltre che dall'insolitamente spazientito Barrufet, critiche significative al 'galletto' sono arrivate dal suo stesso allenatore (di club) Alfred Gislasson: 'Che Titi (Omeyer) abbia provocato alcuni giocatori non è una buona cosa. Chiedo scusa al Barcellona per quello che ha fatto. Ha perso per un attimo la testa, forse perché era molto eccitato'.

L'Omeyer che ci piace é quello che dimostra
tutte le sue qualità tra i pali, che si dedica a giocare
come sa lui e non a sceneggiate varie ...

E Omeyer? L'imputato ... si è alzato in piedi ed ha abbozzato una sua difesa attribuendo, nelle interviste del dopo-partita, il suo atteggiamento agli 'eccessi di adrenalina' ed alla 'pressione' accumulata nel corso dell'incontro, e chiedendo scusa. Parole che alla fine rendono parzialmente onore al francese, per quanto chiamare in causa pressione ed adrenalina ci sembra una soluzione facile facile, presa a basso costo al 'supermercato delle scuse'. La pressione, in partite del genere, grava fortissima sulle spalle di tanti, ma ben pochi reagiscono a quella maniera, peraltro in modo del tutto gratuito. La speranza è che la lezione sia servita ed il (lo ribadiamo) grande fuoriclasse transalpino ci risparmi nuovi show del genere in futuro. Spesso saper vincere è ancora più importante che saper perdere.
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venerdì 23 aprile 2010

THW Kiel-Rhein Neckar Löwen: parlano gli allenatori.

Gislasson: possibilità al cinquanta per cento. Lindgren: siamo in grado di farcela.

Non sarà solo una sfida tutta tedesca in campo, ma anche un derby scandinavo sulle panchine. L'imminente quarto di finale di Champions tra THW Kiel e Rhein Neckar Löwen (domenica ore 19, diretta televisiva su Eurosport tedesca e live streaming su ehftv.com), riedizione della semifinale dello scorso anno, e di infinite battaglie interne alla Bundesliga, vedrà di fronte l'islandese Alfred Gislasson, coach dei (presunti) favoriti, e lo svedese Ola Lindgren, che oltre ad allenare la nazionale maschile del suo paese, proverà a condurre il Löwen alla Final Four 'casalinga' di Colonia.

Il duello ha avuto inizio sul sito dell'European Handball Federation (eurohandball.com), dove sono apparse le interviste effettuate ad entrambi i protagonisti, che qui riportiamo tradotte.

eurohandball.com: Considerando tutti i voli ultimamente cancellati in Europa, è contento del fatto che il Kiel giochi in Germania questo fine settimana?
Alfred Gislasson: Certamente lo sono.

eurohandball.com: Il fatto che entrambe le squadre si conoscano molto bene è un vantaggio o uno svantaggio?
Alfred Gislasson: Non ha importanza. Noi ci conosciamo molto bene, ma a livello internazionale tutte le squadre si conoscono molto bene.

eurohandball.com: La sua squadra ha battuto il Rhein-Neckar Löwen due volte in Bundesliga nella stagione attuale. Questi risultati rendono il THW la squadra favorita?
Alfred Gislasson: Nonostante le due vittorie, non direi così. Il Löwen é migliorato molto nell'arco della stagione, per cui ritengo le possibilità non più di 50:50.

eurohandball.com: Quanto può rappresentare un vantaggio per la tua squadra il ritorno sul campo di casa?
Alfred Gislasson: Se guardiamo ai precedenti incontri di Champions League, non mi sembra un vantaggio.

eurohandball.com: La stagione passata la rivalità tra Kiel e Löwen si é estesa anche fuori dal rettangolo di gioco. Questo influirà sui quarti di finale di quest'anno, o avremo due partite 'normali'?
Alfred Gislasson: I quarti di finale di questa stagione non hanno nulla a che fare con qualsiasi rivalità. Saranno due partite assolutamente normali.

eurohandball.com: Qual'é la situazione dei giocatori al momento?
Alfred Gislasson: E 'difficile da dirsi. Ancora non so se Kim Andersson potrà giocare, e non è chiaro se Marcus Ahlm sarà in grado di aiutarci.

eurohandball.com: Il THW Kiel ha perso solo una partita nella corrente stagione. Come valuta gli incontri disputati fino adesso?
Alfred Gislasson: La nostra stagione di Champions è andata piuttosto bene. Non mi sono piaciute soltanto la partita di Kolding e quella in casa contro il Barcellona.

eurohandball.com: Qual'è stata la sua prima reazione dopo il sorteggio?
Ola Lindgren: Sapevamo in anticipo che avremmo trovato un avversario molto forte nei quarti di finale. Speravamo di non incontrare un'altra squadra tedesca. Ma anche se il Kiel è favorito noi crediamo nelle nostre possibilità.

eurohandball.com: Nella finale di Coppa di Germania la sua squadra ha sfortunatamente perso di un gol contro l'Amburgo. Ritiene che questo possa avere un effetto negativo sui vostri imminenti duelli con il Kiel?
Ola Lindgren: No, casomai il contrario. Possiamo essere fieri della nostra prestazione contro l'Amburgo. Ero molto soddisfatto di come abbiamo giocato, anche se magari non degli ultimi minuti della finale. Questa partita ci ha dato speranza e fiducia nelle possibilità di sconfiggere il Kiel.

eurohandball.com: Non è la prima partita tra voi: la scorsa stagione la sua squadra è stata eliminata dal Kiel in semifinale di Champions, ed in quella attuale ha perso due volte contro di loro in Bundesliga. Come giudica le sue possibilità di successo questa volta?
Ola Lindgren: Non si può sempre continuare a voltarsi indietro, quindi ora stiamo guardando avanti. Ci attendono due partite nuove, due nuove sfide per noi. Dopo le partite di campionato di quest'anno con il THW abbiamo imparato la lezione, e siamo migliorati molto da allora.

eurohandball.com: Alcuni dei suoi giocatori islandesi hanno subito personalmente le conseguenze della situazione dei voli in Europa. Quali sono le ultime notizie sulla rosa del Löwen?
Ola Lindgren: Tutti i nostri islandesi che hanno partecipato ad un torneo nel loro paese sono arrivati nella mattinata di martedì, e io sono arrivato dalla Svezia lunedì sera, quindi mi sembra che vada tutto bene. Per fortuna abbiamo una rosa ampia e possiamo sostituire abbastanza agevolmente i giocatori mancanti. Ma non credo che Gudjon Valur Sigurdsson sarà in grado di giocare, in quanto è appena tornato da una fase di riabilitazione in Islanda dopo un infortunio.

eurohandball.com: Lei conosce il Kiel molto bene, un vantaggio o uno svantaggio?
Ola Lindgren: E' sempre questione di punti di vista. Naturalmente sappiamo molto del Kiel, ma al giorno d'oggi è possibile ottenere tutte le informazioni utili su qualunque avversario con estrema facilità. Penso sia un peccato che due squadre tedesche debbano incontrarsi in questa fase della competizione e non dopo. Di sicuro vedremo un duello tra grandi formazioni, che ancora una volta potrebbe essere deciso dai dettagli. Come per esempio la forma dei portieri al momento del match. Noi sappiamo di avere le nostre possibilità e vogliamo sfruttarle.

eurohandball.com: Quali sono i punti di forza del Kiel?
Ola Lindgren: Thierry Omeyer è un portiere eccezionale. E hanno molte individualità straordinarie come Jicha o Narcisse, entrambi in grado di decidere una partita da soli.

eurohandball.com: Quindi la vostra squadra non ha bisogno di motivazioni speciali prima dei quarti?
Ola Lindgren: Certo che no. E' un quarto di finale di Champions League, e la Champions significa sempre qualcosa di molto speciale, indipendentemente da quale sia l'avversario. Dobbiamo prepararci in modo ottimale e rimanere concentrati, e dovremo trovare la tattica giusta; ridurre il numero di errori in attacco e puntare ad ottenere reti facili grazie al nostro contropiede.

eurohandball.com: Con la gara di ritorno a Kiel, di quale risultato ha bisogno la sua squadra domenica prossima per riuscire ad arrivare alla Final Four?
Ola Lindgren: Il quarto non sarà deciso questa domenica ma nel ritorno. Per il Löwen non è uno svantaggio avere la prima partita in casa, in quanto spesso giochiamo in maniera più stabile e concentrata le gare in trasferta. Siamo in grado di vincere a Kiel.

eurohandball.com: Come giudica le precedenti prestazioni della sua squadra in Champions League?
Ola Lindgren: Nove vittorie, due pareggi e una sola sconfitta a Veszprem. I risultati sembrano buoni, anche se i pareggi casalinghi contro Kielce e Velenje ci sono forse costati la vittoria nel girone. Ma poi i due successi negli ottavi contro il Valladolid ci hanno dato fiducia. Potremo mettere in mostra la nostra forma brillante nella prossime due partite contro il Kiel.

eurohandball.com: Quali sono le quattro squadre che pensa riescano a qualificarsi per la Final Four di Colonia?
Ola Lindgren: Questa è una domanda molto difficile. Se guardiamo ai quarti, solo il Montpellier è favorito contro il Chekhovskie Medvedi, le altre tre sfide sono tutte incerte.