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venerdì 20 aprile 2012

Copenaghen vs.Barcellona. Stasera L'EVENTO. In uno stadio di calcio. E in diretta web.

Partono oggi i quarti di finale di EHF Champions League maschile. Apre le danze l'attesissima sfida tra AG København e F.C. Barcelona Intersport, sotto la direzione di gara dei tedeschi Lars Geipel e Marcus Helbig.

Terminata seconda nel gruppo che comprendeva pure la schiacciasassi THW Kiel, dopo aver battuto due volte su due il Montpellier, e sbarazzatasi negli ottavi del Sävehof campione di Svezia, la corazzata danese, messa in piedi a suon di colpi di mercato, grazie ai soldi del magnate Jesper 'Kasi' Nielsen, con lo scopo di arrivare il più velocemente possibile sul tetto d'Europa, misura le proprie (grandi) ambizioni contro i detentori del titolo, nonché leader a punteggio pieno della Liga Asobal dopo ben 25 turni.

Superato un momento relativamente difficile, con successi stentati in campionato e qualche battuta d'arresto fra Coppa del Re e massimo torneo continentale, i blaugrana paiono tornati a vincere e convincere. Ma questa sera si troveranno di fronte 'il peggior rivale che ci potesse capitare', come l'ha definito l'ex centrale ora dirigente Enric Masip: un'impressionante manciata di fuoriclasse, a cominciare da Mikkel Hansen, 'Giocatore dell'Anno IHF 2011' e trascinatore della nazionale fresca vincitrice degli Europei.

Il martello di Helsingør, che ha vestito la maglia blaugrana dal 2008 al 2010, non è l'unica freccia all'arco del coach svedese Magnus Andersson, il quale può contare anche su altri due ex del Barça: il portiere Kasper Hvidt, che difese la porta catalana per un biennio ed ora si alterna fra i pali al 39enne Peter Henriksen (recentemente tolto dalle liste di disoccupazione a cui era stato spedito da una lesione del legamento crociato, e chiamato a sostituire l'infortunato norvegese Steinar Ege), ed il terzino/centrale Joachim 'Trattore' Boldsen, perno della difesa nordica. Mentre lo spagnolo Cristian Malmagro, per sette stagioni al Granollers, è atteso da un derby personale con i 'cugini' della metropoli.

Nel novero dei campioni incaricati di portare l'AGK ai vertici dell'handball internazionale figurano anche Lars Jørgensen e René Toft Hansen finito nell All-Star Team degli Europei lo scorso Gennaio, lo svedese Nicklas Ekberg e ben quattro elementi della nazionale islandese: Arnór Atlason, Snorri Guðjónsson, il veterano Ólafur Stefánsson, e quel Guðjón Valur Sigurðsson che vuole regalare un grande trofeo al presidente Nielsen prima di trasferirsi al Kiel (assieme a Toft Hansen; quest'ultimo verrà sostituito la prossima estate dallo spagnolo Carlos Prieto, altro ex del Barcellona).

La quantità e qualità di fuoriclasse del Barça non ha certo bisogno di presentazione. Stasera Xavi Pascual potrà schierare pure Siarhei Rutenka, cui l'EHF ha in seconda istanza, dopo ricorso catalano, tolto la giornata di squalifica ricevuta dopo l'espulsione per fallo su Karabatic nel ritorno degli ottavi con il Montpellier. Una buona notizia per gli attuali campioni d'Europa, che potranno fare affidamento su una panchina più lunga ed obiettivamente migliore rispetto ai loro avversari.

Anche se, a detta dello stesso mister iberico, le due squadre hanno stili di gioco simili, basati su ferree difese (principalmente 6-0) e contrattacchi spesso e volentieri finalizzati dalle rispettive ali. A cui ovviamente vanno aggiunte, in campo danese, le bordate 'doc' del Michelone, che più di uno a Barcellona starà sicuramente rimpiangendo, mangiandosi le dita per esserselo lasciato scappare.

Da parte sua Hansen, che già ha battuto il Barça quattro anni fa, quando giocava nel meno famoso GOG Svendborg, ha confessato alla TV2 Sporten del suo paese di voler vincere per arrivare alla Final Four di Colonia, ma di non cercare nessuna vendetta contro la sua ex squadra, aggiungendo di ricordare il biennio passato al Palau Blaugrana come un periodo ad ogni modo positivo.


Highlights dell'unico match di handball già disputato al Parken Stadium di Copenaghen, la finale di campionato 2010-2011 tra AGK e Silkeborg. Un ambiente incredibile, l'antipasto di quello che troveremo stasera nella sfida-evento contro il Barcellona.

Gli scandinavi puntano a sfruttare al massimo il fattore ambientale: per questo motivo hanno scelto, come sede dell'incontro, il Parken Stadium della capitale danese, 'arena' abitualmente riservata ai gladiatori del calcio, dove oggi si attendono oltre 21 mila spettatori (già metà dei biglietti erano stati venduti nelle prime ore successive al sorteggio!). Cui vanno aggiunti tutti quelli che seguiranno AGK-Barcellona su uno dei venti e passa canali di vari continenti, fra cui Dubai Media Incorporated e la messicana Televisa, che lo trasmetteranno. Il tutto per un 'semplice' incontro di pallamano.

Anzi, per 'il più grande match di handball mai disputato in terra danese'. Parola di Søren Colding, direttore generale del Copenaghen. Un evento assolutamente da non perdere. In diretta web dalle ore 20:10 sul portale ehftv.com.

giovedì 9 febbraio 2012

ASOBAL: Barça e Atlético travolgenti. Cinque goal per Oneto. Bene anche l'Ademar.

Tutto come previsto nel mercoledì sera di gare in Spagna. Il Barcellona Intersport, di scena alle ore 19, non lascia scampo all'Helvetia Anaitasuna e porta a diciassette il numero di vittorie consecutive, su altrettante partite, in questo campionato. Il 6-1 piazzato dai catalani nei primi sette giri d'orologio fa pensare ad una passeggiata, ma gli ospiti si regalano quattro minuti di gloria e con un poker di reti (reso possibile dalle parate di Matías Schulz) riaprono il match, costringendo Toni Rubiella, sulla panchina blaugrana al posto di Xavi Pascual, operato alla valvola aortica a fine dicembre, a chiedere un time-out provvidenziale.

Per circa 17 lunghi minuti, infatti, i navarri (che devo pure fare in conti con l'infortunio di Paco López) non riusciranno più a mandare in porta un solo pallone. Tanto che, fra bombe di László Nagy dai nove metri e contropiedi del solito Juanín García, top scorer dei suoi con una mezza dozzina di reti, il Barcellona va alla pausa con un comodo 14-7. Gara praticamente archiviata. Nel secondo tempo, assente Víctor Tomás, c'è spazio per Shiarhei Rutenka, Dani Sarmiento e soprattutto Marco Antonio Oneto: il pivot 'italiano' ringrazia della fiducia accordatagli timbrando il cartellino ben cinque volte in tutto. Si fa notare pure il giovane portiere Rodrigo Corrales, scelto come titolare al posto di Sarić, e bravo a respingere undici tiri avversari fra cui un sette metri. Alla sirena è 32-18. Il Barcellona ha sbrigato le faccende domestiche nel migliore dei modi e può volare a Chambéry: l'Europa lo aspetta.

L'Atlético Madrid rifila il medesimo scarto (+14) all'avversario di turno: gli uomini di Talant Dujshebaev (il quale, in un'intervista con i media spagnoli, ha rivelato il suo desiderio di diventare 'il Ferguson del Balonmano spagnolo', rimanendo sulla panchina della stessa squadra per molti anni. Una risposta alle voci che lo davano in partenza per il Qatar o con destinazione HSV Hamburg) asfaltano con un convincente 34-20 il Torrevieja di fronte a 'solo' 1,123 spettatori. Fondamentali le parate di José Javier Hombrados e la solidità difensiva dei biancorossi. Ne derivano contropiedi vincenti, finalizzati in particolare da Jonas Källman ed in grado di compensare qualche imprecisione di troppo in fase offensiva. Fra gli ospiti solamente il pivot Eloy González riesce a creare grattacapi alla retroguardia madrilena, ma è troppo poco.

Si arriva a metà gara sul 17-9, e nella ripresa la musica non cambia: con Luc Abalo sugli scudi, il gap va oltre la doppia cifra (24-13). Il trionfo è ormai in cassaforte e 'l'aspirante Ferguson' del balonmano spagnolo si permette di gettare nella mischia il portiere delle giovanili Antonio Díez, che lo ripaga per mezzo di alcuni pregevoli interventi. Con lui in campo, il divario cresce ancora fino al 34-20 della sirena. Ora è tempo di concentrarsi sulla sfida di Champions (sempre a Vistalegre) contro il Silkeborg danese.

Il Reale Ademar León, pur senza numerose pedine, si sbarazza del Naturhouse La Rioja con un perentorio 38-27. Successo costruito già nei primi venti minuti, che vedono i castigliani avanti 12-6. Al 16-10 dell'intervallo fa seguito una ripresa sempre di marca locale, ed il margine arriva a toccare proporzioni pesanti per il Naturhouse, al suo secondo K.O. in quattro giorni nonostante il rientro di Garabaya. Degne di nota le prove di Venio Losert fra i pali e dell'argentino Gonzalo Carou in difesa, mentre Carlos Ruesga e Dalibor Cutura (quest'ultimo reduce dall'argento agli Europei con la sua Serbia) sono una spina nel fianco degli avversari. Il Reale Ademar è in gran forma, pronto ad ospitare il Montpellier nella grande sfida di Champions League in programma Domenica 12.

Il Caja3 Aragón Saragozza a sua volta espugna il campo dell'Academia Octavio e si muove verso i quartieri alti della classifica. Decisivo quanto avvenuto a cavallo fra i due tempi, ed in particolare il break (quattro reti a zero) che segna l'apertura di ripresa. Sotto per 16-24 con appena un quarto d'ora di gioco rimasto, i galiziani cambiano portiere e tattica difensiva, e riescono a risalire fino al meno due (25-27, min. 57), ma non vanno oltre.

Il Fraikin Balonmano Granollers supera l'ostacolo Alser Puerto Sagunto con qualche difficoltà. Partita equilibrata ed a fasi alterne, con gli ultimi in classifica in grado di scappare sul 16-13 al 26°, prima che una reazione locale riporti le squadre in parità all'intervallo. I catalani non vogliono correre ulteriori rischi, ed al rientro in campo si portano a +5 (24-19), ma gli ospiti si rifanno sotto grazie a tre reti consecutive. Senza però impedire agli uomini di coach Cadenas di far loro i due punti.

* F.C. Barcelona Intersport - Helvetia Anaitasuna 32-18 (14-7)
F.C. BARCELONA INTERSPORT: Rodrigo Corrales, Saric; Rocas (3), Nagy (4), Sorhaindo (2), Jernemyr (0), Raúl Entrerríos (2), Juanín García (6, 1 rig.), Rutenka (4), Aguirrezabalaga (1), Igropulo (1), Sarmiento (3), Noddesbo (1), Oneto (5).
HELVETIA ANAITASUNA: Schulz, Sánchez; Etxebarría (1), Borragán (2, 1 rig.), Reig (3), Montávez (1), Bernatonis (1), Chocarro (2), Latorre (1), Redondo (0), Ragot (5, 2 rig.), Nadoveza (1), Cristian (1), Paco López (0).

* Fraikin Granollers - Alser Puerto Sagunto 31-28 (16-16)
GRANOLLERS: Gonzalo, Pérez; Blanxart (3), Malasinskas (2), Campos (1), Nenadic (3), Resina (4), Grundsten (6), Pujol (0), Raigal (3), Solé (1), Félez (1), Reznicek (7, 3 rig.).
PUERTO SAGUNTO: Bruixola , Ibañez; Sorrentino (4), Stefanovic (6), Sifre (6, 1 rig.), Tarrasó (5), Rodríguez (4), Cid (2), Ruiz (0), Moya Florido (1).

* Atlético de Madrid - Torrevieja 34-20 (17-9)
ATLÉTICO MADRID: Hombrados, Antonio Díez; Abalo (4), Guardiola (5), Dinart (0), Davis (1), Markussen (2), Cañellas (3), Lazarov (5, 1 rig.), Jurkiewicz (2), Alberto Entrerríos (2), Kallman (7), Aginagalde (0), Edu Fernández (3).
BALONMANO TORREVIEJA: Pejanovic, Héctor Tomás; Cuartero (0), Chernov (0), Rochel (2), Vidal (1), Jorge Sánchez (1), Eloy González (5), Ortigosa (3, 2 rig.), Quesada (0), Pablo López (1), Salinas (5, 1 rig.), Rasic (2).

* Reale Ademar León - Naturhouse La Rioja 38-27 (16-8)
REALE ADEMAR: Losert, Álamo; Cabanas (2), Andreu (2), Carou (0), Goñi (1), Cutura (8), Stranovsky (6, 2 rig.), Antonio García (6), Ruesga (9), Baena (1), Borges (1), Piñeiro (2, 1 rig.).
NATURHOUSE LA RIOJA: Jorge Martínez, Aguinagalde; Curuvija (3, 3 rig.), Velasco (0), Tioumentsev (4), Dujshebaev (4), Garabaya (5), Pedro Rodríguez (0), Víctor Hugo (3), Juárez (0), Abrao (2), Arrieta (1), García Vega (0), Prce (5).

* Academia Octavio - Caja3 BM. Aragón 26-29 (13-15)
ACADEMIA OCTAVIO: Javi Díaz, Maciel; Edu Moledo (2), Cacheda (4), Polakovic (5), Víctor Frade (1), Nantes (2), Cerillo (4, 1 rig.), Rafa Dasilva, Cerqueira (1), Fran González (5, 2 rig.), Barbón, Nando (2).
CAJA3 ARAGÓN: Malumbres (1), Cartón (3, 1 rig.), Maqueda (3), Víctor Vigo (4), Javi García (3), Grebenar (1), Sorli (4), Casanova, Lozano (4), Alberto Val (2), Humet (2), Masachs (2).

CLASSIFICA dopo 17 Giornate
1. FC Barcelona Intersport 34 punti
2. BM. Atlético Madrid 32
3. Reale Ademar León 24
4. Cuatro Rayas BM Valladolid 21 (**)
5. Caja3 BM Saragozza 20
6. Ciudad Encantada Cuenca 17 (**)
7. Balonmano Torrevieja 16
8. Naturhouse La Rioja 16
9. Fraikin BM. Granollers 15
10. Academia Octavio 15
11. AMAYA Sport San Antonio 12 (**)
12. Quabit BM. Guadalajara 12 (**)
13. Helvetia Anaitasuna 11
14. Balonmano Huesca 8 (**)
15. Balonamno Antequera 7 (**)
16. Alser Puerto Sagunto 6
(**) = una partita in meno

sabato 10 dicembre 2011

L'altro 'Classico': oggi la grande sfida tra Atlético Madrid e Barcellona (di pallamano).

LA PARTITA delle partite, quella tra Messi, Ronaldo e compagnia in programma allo stadio Santiago Bernabeu questa sera alle 22, avrà un antipasto prelibato. Le due grandi metropoli iberiche si daranno battaglia anche nel balonmano. A rappresentare la capitale di Spagna nella sfida contro lo strapotere blaugrana sarà però l'altra Madrid, quella biancorossa targata Atlètico.

Il Clàsico che per tanti anni ha scandito la stagione dei calienti tifosi di Ciudad Real si è trasferito, assiema alla squadra, nel Palacio de Deportes di Vistalegre. Dove oggi dalle ore 16 si affronteranno le due grandi potenze dell'Asobal, reduci da una dozzina di vittorie a testa in altrettante partite di Liga (e pure da ottime campagne europee). Adesso, finalmente, almeno una di loro sarà obbligata a cedere punti.

In realtà il 'nuovo' Atlètico Madrid, ex Ciudad Real tornato a suo modo in Asobal dopo 18 anni, ed il Barcellona Intersport si sono già incontrati a Vistalegre tre mesi fa: correva il giorno 5 Settembre e, davanti a quasi DODICIMILA spettatori (affluenza record, ma anche potenza della novità …), gli uomini di Talant Dujshebaev 'battezzarono' la loro avventura nella capitale con un chiaro successo per 33-26 nella Supercoppa nazionale (a partita unica).

Oggi, anche a causa della 'concorrenza' di un Clàsico ben più famoso e mediatico, sarà difficile ripetere tale exploit di pubblico; però la dirigenza madrilena sta facendo di tutto per avere un buon numero di fans che, dagli spalti, fungano da ottavo giocatore e aiutino i vari Sterbik e Lazarov a vincere 'La batalla por la Liga'.

Scambio di complimenti nei giorni prima del match 'Sappiamo tutti che il Barcellona è al momento la squadra numero uno al Mondo' ha insinuato il conferenza stampa il coach avversario Dujshebaev, mentre il sito dei catalani non risparmia elogi alla qualità dei giocatori biancorossi, e lo stesso allenatore Xavi Pascual ci ricorda che 'considerando i risultati della passata stagione, siamo davanti alle due squadre migliori d’Europa'.

Ecco alcuni dati relativi alle contendenti.

Vittorie:
FC Barcelona Intersport 12 su 12 / Atlètico Madrid 12 su 12

Punti:
FC Barcelona Intersport 24 / Atlètico Madrid 24

Reti a favore:
FC Barcelona Intersport 421 / Atlètico Madrid 449

Reti contrarie:
FC Barcelona Intersport 282 / Atlètico Madrid 323

Differenza reti:
FC Barcelona Intersport +139 / Atlètico Madrid +126

Top scorer:
* FC Barcelona Intersport: Siarhei Rutenka, 64 reti
* Atlético Madrid: Kiril Lazarov, 66 reti

Reti in casa:
Atlètico Madrid: 38,8 a favore; 27,1 contro

Reti fuori casa:
F.C.B. Intersport 34,5 a favore; 23,5 contro

Parate (percentuali):
FC Barcelona Intersport 40% / Atlètico Madrid 38%

Tiri (percentuali):
FC Barcelona Intersport 70%/ Atlètico Madrid 68%

Diretta streaming ? PROBABILMENTE QUA.

Se poi troveremo qualche altro link, lo posteremo ...

lunedì 30 maggio 2011

EHF Champions League: Finale - Interviste nel dopo-partita

Xavier Pascual, allenatore del FC Barcelona Borges:. 'Prima di tutto lasciatemi dire che sono orgoglioso della mia squadra. Mi trovo d'accordo con Talant Dujshebaev sul fatto che il nostro portiere Danijel Saric sia stato il fattore che ha deciso la gara. E' la prima Champions League che vince, ed io sono molto contento per lui, sia come giocatore che come persona. La partita è stata una tipica finale, con gioco duro su entrambi i lati. Quest'anno ci troviamo dalla parte del vincitore, ma dopo la sconfitta in finale dello scorso anno, sappiamo bene anche cosa significhi stare dalla parte dei perdenti. I miei giocatori hanno dato tutto, e credo che il risultato finale sia persino riduttivo per quanto si è visto in campo. Dedico questa vittoria anche a tutti quelli che oggi erano per strada a festeggiare il successo del Barcellona nella Champions League di calcio'.

Danijel Saric, portiere del F.C. Barcelona Borges: 'Prima di tutto voglio ringraziare la mia squadra per il grande torneo disputato. Abbiamo infatti giocato un vero e proprio torneo negli ultimi due giorni, ed oggi abbiamo fatto veramente bene. Ringrazio sia il mio allenatore Xavier Pascual che Talant Dujshebaev per le belle parole che hanno detto su di me. E 'un grandissimo giorno per me , per la squadra, e per tutta la società. La finale di un anno fa è stato un incidente di percorso, ma quest'anno abbiamo vinto. Per riuscirci ci vogliono un po 'di fortuna, tanto duro lavoro e fiducia in sé stessi'.

Talant Dujshebaev
, allenatore del Renovalia Ciudad Real: 'Congratulazioni al Barcellona Borges per la loro vittoria; anche se naturalmente io adesso sono molto dispiaciuto. Come tutti possono immaginare, una sconfitta come questa fa molto male, però non posso rimproverare i miei giocatori, che hanno lottato e perso contro una squadra la cui superiorità è arrivata grazie ad un singolo giocatore, Danijel Saric. Ha fatto almeno quattordici parate difficili, e di conseguenza la mia squadra si è innervosita sia in attacco che in difesa, mentre gli avversari erano molto più precisi al tiro. Era uno di quei giorni (dove tutto va storto) ... Finisco parlando di Didier Dinart. Chiedo che la EHF lo proclami 'Giocatore dell'Anno'. Con la nazionale francese e con il Ciudad Real lui ha vinto tutti i titoli possibili, e pure l'impossibile .... Per me, da allenatore, è un piacere lavorare con un atleta che ogni giorno dà il massimo, e quindi mi piacerebbe che la Federazione (internazionale) gli rendesse onore; sarebbe anche il riconoscimento del fatto che gli sforzi difensivi sono importanti quanto un buon lavoro in attacco'.

Didier Dinart
, pivot del Renovalia Ciudad Real: 'Dal punto di vista personale, si è trattato di una partita molto difficile. Danijel Saric è stato bravissimo. Noi abbiamo lottato tutti, ma non siamo riusciti a farcela. Bisogna riconoscere che il Barcellona è stato migliore'.

mercoledì 27 aprile 2011

Spagna: il Ciudad Real vince il Clásico e 'regala' al Barça la prima sconfitta

Inframezzata tra i vari Clásicos calcistici di questo periodo, ha avuto luogo ieri sera la grande sfida al vertice del campionato ASOBAL di pallamano. Con il Renovalia Ciudad Real al posto del Real Madrid, ovviamente. I manchegos, per quanto lontanissimi dai vertici della Liga, si sono presi una bella soddisfazione rifilando al Barcellona la prima sconfitta stagionale nella Liga, dopo 26 vittorie consecutive dei blaugrana. Ed hanno pure vendicato la batosta subita all'andata, quando era stato il Barça ad interrompere l'impressionante serie di 67 trionfi di fila, in ambito domestico, del Ciudad Real. Il quale, con il successo di ieri sera, riesce a mantenere l'imbattibilità casalinga in campionato, che dura ormai da 97 partite (l'ultimo a violare il loro campo in Asobal fu proprio il Barcellona, nel lontano 2004...)

30-27 lo score finale per la truppa di Talant Dujshebaev. Successo meritato, anche se certamente favorito dal calendario: il Renovalia aveva giocato la sua ultima sfida di Champions League giovedì scorso, mentre i blaugrana venivano dalla battaglia campale contro il Kiel avvenuta solo 48 ore prima circa. I catalani tengono il passo dei rivali nel primo quarto d'ora, mettendo pure il naso avanti sul 6-7 (min. 11:30). Ma quando i padroni di casa stringono le maglie in difesa, portando la loro solita 5-1 alla massima dinamica ed efficacia, con l'aiuto delle parate di Hombrados, arriva il primo break significativo dei locali, che si portano sul 12-9 e tornano negli spogliatoi sul 17-15, frutto anche della buona prova di Kiril Lazarov, che aggiunge una mezza dozzina di reti alla sua collezione, e di Alberto Entrerríos, vincente nella sfida personale contro il fratello Raúl.

Una doppietta di Nagy (top scorer dei suoi al pari di Juanín e Rutenka) ad inizio ripresa illude il Barcellona Borges, ma la 5-1 di coach Talant funziona sempre, e Sterbik sostituisce egregiamente l'altro portiere del Ciudad Real. Per la gioia dei tifosi della - stavolta non esaurita - Quijote Arena, che vedono i propri idoli scappare sul 22-17 e poi fino al 25-19, sigillato da Viran Morros al 43°. La gara è di fatto chiusa e neppure i cambi tattici difensivi operati (tardivamente) da Xavi Pascual sortiscono alcun effetto concreto: il Barça si limita a dimezzare lo scarto al meno tre della sirena.

Quella di Martedì è serata di festa per i fans del Renovalia; al Barcellona rimane il fatto che il successo finale numero 18 in campionato non può sfuggire: quattro punti (52 a 48) - corrispondenti a due vittorie - di vantaggio in classifica a tre giornate dalla fine sono un margine che, a rigor di logica, non può essere colmato. Archiviato con questa certezza, aspettando quella matematica, uno dei Clásicos forse meno 'glamour' di sempre, il Barça può focalizzarsi sulla battaglia che lo attende a Kiel domenica 1° Maggio, mentre tra il Ciudad Real e la Final Four di Colonia rimane solo la formalità-Flensburg da sbrigare nei prossimi giorni.

** Ciudad Real - Barcellona Borges 30-27 (17-15)
Renovalia Ciudad Real: Hombrados, Sterbik; Davis (1), Julen Aginagalde (5), Luc Abalo (3), Isaías Guardiola (2), Kallman (4), Shevelev, (0), Cañellas (0), Alberto Entrerríos (4), Viran Morros (2), Dinart (0), Jurkiewicz (3), Kiril Lazarov (6).
F.C. Barcelona Borges: Sjöstrand, Saric; Noddesbo (2), Juanín García (5), Víctor Tomás (1), Raúl Entrerríos (2), Sorhaindo (0), Dani Sarmiento (2), Iker Romero (2), Nagy (5), Jernemyr (0), Rutenka (5, 4 rig.), Oneto (2), Igropulo (1).
Parziali ogni 5 minuti: 4-3, 6-5, 8-8, 12-9, 14-12, 17-15 (intervallo). 20-17, 22-19, 25-20, 28-23, 30-25, 30-27 (finale).

martedì 21 dicembre 2010

Spagna: la Copa Asobal resta nella Mancia.

Anno nuovo, risultato vecchio. Il Ciudad Real porta a casa l'edizione numero ventuno della Copa Asobal battendo in finale, proprio come dodici mesi prima, l'eterno nemico Barcellona. Le due squadre avevano iniziato la Final Four della competizione, disputata al Palazzo dello Sport 'As Travesas' di Vigo, vincendo le reciproche semifinali contro Reale Ademar León (il Barça, soffrendo un po' ma venendo fuori alla grande nella ripresa) e Cuatro Rayas Valladolid (il CR, in maniera agevole dopo solo un quarto d'ora equilibrato).

E domenica sera si sono trovate di fronte per l'ennesima puntata della loro telenovela. Con appendice polemica. Dopo un primo tempo di marca blaugrana (a prescindere dal 3-0 iniziale per il Ciudad Real, subito ribaltato) e terminato 16-14 per Rutenka e compagni, che avevano toccato il più quattro sul 14-10 a cinque minuti dall'intervallo, la musica cambia nella ripresa.

Salvati dal portiere José Javier Hombrados nei primi trenta minuti, i campioni di Spagna tornano in campo con il coltello tra i denti e piazzano un micidiale sei a uno nel giro di cinque minuti, che taglia le ali al Barcellona e capovolge le dinamiche dell'incontro. Il lavoro di Chema Rodríguez, le parate di Arpad Sterbik, le reti dei vari Julen Aguinagalde e Mariusz Jurkiewicz conducono il Ciudad Real sul 30-25 al 50° minuto; ma i loro avversari non gettano la spugna e, con il traino di Dani Sarmiento (otto reti il suo bottino personale) e Siarhei Rutenka (sei) tornano ad appena una lunghezza. A quel punto risultano decisivi una nuova prodezza del portiere spagnolo-bielorusso del CR ed una palla persa da Laszlo Nagy, con la doppietta finale di Joan Cañellas che mette al sicuro la vittoria per i propri colori.

Il Ciudad Real solleva la coppa per la sesta volta (la seconda di fila), raggiungendo proprio i suo rivali nell'albo d'oro della manifestazione. L'allenatore del Barcellona Xavi Pascual solleva invece polemiche con frasi tipo 'è meglio che mi morda la lingua' riferite all'operato degli arbitri (catalani, come il Barça ...) Pastor Gamón e García Fernández, aggiungendo che la sua squadra avrebbe in pratica 'giocato tutta la seconda parte in inferiorità numerica' (sei contro otto?).

All'irascibile Pascual risponde il suscettibile Talant Dujshebaev, che poco gradisce le esternazioni del collega e risponde per le rime in modo allusivo: 'Io non parlo mai degli arbitri, lo ho fatto solo una volta, nelle semifinali della Champions League 2008 ad Amburgo. Ad ogni modo, Xavi Pascual può rivedersi la partita che abbiamo perso a Barcellona poco tempo fa'. Anche quella condizionata dai direttori di gara? Di certo i due allenatori potranno continuare la loro sfida, anche dialettica, nei futuri scontri di campionato e magari anche Champions e Coppa di Spagna (da non confondersi con la 'minore' Copa Asobal). Le due squadre sono abbastanza forti da tornare ad incontrarsi ai più alti livelli.

XXI COPA ASOBAL - FINALE:
** F.C. Barcelona Borges - Renovalia Ciudad Real 31-34 (16-14)
FC Barcelona Borges: Saric, Noddesbo (3), Juanín García (5, 2 rig.), Nagy (2), Jermenyr (-), Rocas (2), Sarmiento (8) --siete inicial-- Sorhaindo (-), Ugalde (1), Romero, Rutenka (6), Oneto (2), Igropulo (2).
Renovalia Ciudad Real: Sterbik, Källman (4), Guardiola (5), Aguinagalde (5), Abalo (2), Rodríguez (5), Jurkiewicz (3), Parrondo (2), Cañellas (3), Morros (1), Dinart, Lazarov (4, 1 rig.).

XXI COPA ASOBAL - SEMIFINALI:
** Reale Ademar León - FC Barcelona Borges 26-29 (15-12)
Reale Ademar León: Losert, Álamo, Costa (2, 1 rig.), Montoro (1), García Vega (4), Andreu (2), Dalibor Cutura (2), Ortigosa (4, 1 rig.), Carou, Castresana (3), Buntic (4), Chernov, Aguirrezabalaga (2), Krivochlykov (2).
FC Barcelona Borges: Sjostrand, Saric, Rocas (1), Nagy (3), Jernemyr, Sorhaindo, Noddesbo (1), Juanín García (6, 5 rig.), Sarmiento (4), Rutenka (7), Iker Romero, Oneto, Cristian Ugalde, Igropulo (7).
** Renovalia Ciudad Real - Cuatro Rayas Valladolid 35-29 (17-11)
Renovalia Ciudad Real: Hombrados, Lazarov (8, 2 rig.), Morros, Dinart, Cañellas (3, 1 rig.), Davis, García Parrondo (3, 1 rig.), Julen Aguinalgalde (4), Jurkiewicz (5), Chema Rodríguez (2), Källman (3), Isaías Guardiola (6), Abalo (1).
Cuatro Rayas Valladolid: Sierra, Svensson, Joli (8, 1 rig.), Gurbindo (5), Edu Fernández (6), Óscar Perales (5), Krivocapic (2), Tvedten (3, 1 rig.), Asier Antonio, Ávila, Davor Cutura, Bilbija.

mercoledì 24 novembre 2010

Ultim'ora: Ciudad Real sconfitto dopo 67 vittorie!

Ebbene sì: il Ciudad Real delle meraviglie, in grado di vincere qualcosa come 67 partite consecutive nel campionato spagnolo, deve arrendersi dopo due anni e due mesi (l'ultima KO, per 28-26, risaliva alla sfida del 27 Settembre 2008 contro l'Arrate Eibar) e rinunciare ad eguagliare un nuovo record: quello di 69 partite utili di fila, stabilito dal fu mitico Atlético de Madrid.

Ed i furono tifosi di quella che fu una leggenda della pallamano spagnola dovranno ora ringraziare il Barcellona, che al termine di una partita veramente storica ed appassionante ha sconfitto i suoi grandi rivali per 27-24 (primo tempo 15-12). Ed inoltre, tanto per aggiungere ancor più valore all'epica impresa, è riuscito a non andare MAI in svantaggio lungo l'intero arco del match. I blaugrana partono a razzo portandosi subito sul 3-0, vantaggio che in pratica manterranno alla fine di entrambe le frazioni. Arrivano pure sul 7-2 e sul 15-11, ma i campioni di Spagna reagiscono ed arrivano al pareggio nel ripresa sul 17-17; ancora uno scatto del Barça (20-17), ed ancora gli uomini di Dushebajev li riprendono sul 21 pari a poco più di dieci minuti dal termine.

Però quando Víctor Tomás González piazza un nuovo mini-break e porta i suoi sul 24-21 è la volta buona. I manchegos devono gettare la spugna. Più che Víctor Tomás, comunque, i veri artefici del trionfo barcellonista sono il portiere Danijel Saric, che con le sue 22 parate corona un'ottima prestazione difensiva dei catalani (la 6-0 di Xavi Pascual, 'coordinata' da Sorhaindo, Jernemyr e Nagy, ha funzionato), e soprattutto l'ala sinistra Juanín García. Il folletto del Barcellona è infatti andato a segno qualcosa come dodici volte, distruggendo i sogni di gloria degli avversari.

Poco efficace la 4-2 difensiva con cui Dujshebaev ha affrontato l'inizio del match. Arpad Sterbik non male tra i pali del C.R., ma nemmeno troppo bene, tanto che nella seconda parte entra José Javier Hombrados, che però non riesce a fermare la macchina da goal García. E non ferma un destino cinico che ha fermato il Ciudad Real sulla soglia di una nuova impresa. Adesso per Lazarov (sotto tono stasera, mentre Julen Aguinagalde è stato il più prolifico in attacco per i suoi) e soci si complica pure il cammino nella Liga. A dispetto delle molte giornate ancora da disputarsi, rimontare i due attuali punti di distacco dal Barça potrebbe non essere compito facile. Per nulla. Decisivo dovrebbe comunque risultare il match di ritorno alla Quijote Arena.

E venne il giorno di Barcellona - Ciudad Real

Non avrà la tradizione, l'appeal e l'impatto mediatico di un Barcellona-Real Madrid di calcio, non porterà mezza Europa davanti alla TV come dovrebbe invece fare la sfida di lunedì prossimo tra Messi e Mourinho, ma nel suo 'piccolo' anche un certo Barcellona-Ciudad Real si è ormai guadagnato il titolo di Clásico della pallamano iberica. E sicuramente lo scontro fra titani in programma questa sera nella città catalana attirerà l'attenzione degli appassionati di handball, e non solo in Spagna.

Le due massime potenze della Liga Asobal giungono allo scontro diretto dopo un cammino parallelo in campionato, con undici vittorie in altrettante partite per ciascuna delle due, ma diverso in Champions League: Ciudad Real a vele spiegate in vetta al proprio girone, Barça incappato negli inattesi scivoloni contro Rhein-Neckar Löwen e Chambéry. Proprio l'ultimo turno europeo ha comunque restituito una squadra in grande condizione, e sopratutto un Iker Romero tornato ai suoi migliori livelli, capace di mettere ben undici palloni nella rete del Kielce polacco.

Lo stesso Romero che i tifosi del Palau Blaugrana si augurano di trovare questa sera. Una sfida del genere meriterebbe un palazzetto pieno, ma la quasi concomitante sfida esterna di Champions del Barcellona calcistico rischia di avere effetti negativi in tal senso, a dispetto dello 'strategico' spostamento dell'incontro alle ore 19:00, dell'entrata gratuita per i soci del club, e persino della ... birra gratis che il Barça offrirà il 5 Dicembre (giorno del match di Champions con il Kiel) a tutti gli spettatori del Clásico odierno in caso di vittoria sul Ciudad Real.

Si tratta di una sfida di altissima qualità che oppone l'attacco maggiormente prolifico (34.6 reti a partita il bottino medio del Renovalia Ciudad Real) alla difesa meno battuta (il Barcellona Borges, con una media di appena 24.1 goal subiti per incontro). Ma anche di uno scontro tradizionalmente fra grandi talenti individuali, impreziosito dall'arrivo in Castiglia-La Mancia della 'macchina da goal' macedone Kiril Lazarov, le cui bordate dovrebbero servire da risposta a quelle di Romero. Degna di rilievo, nel primo Clásico post-Barrufet, la sfida tra portieri, con Sterbik e Hombrados da una parte, Saric e Sjöstrand (quest'ultimo reduce da una prova positiva in Champions League) dall'altra. E poi i vari Abalo, Aguinagalde, David Davis, Jonas Källman a misurarsi con i vari Nagy, Rutenka, Sorahindo, Juanìn Garcia eccetera. Non mancherà lo scontro fratricida tra Alberto e Raúl Entrerrios. E ci sarà pure ... Guardiola, che però di nome fa Isaias, e in campo non starà dalla parte del Barça.

Siarehi Rutenka, ex di turno,
è in gran forma (24 goal
nelle ultime tre partite)

Campioni di Spagna che viaggiano a Barcellona quasi al completo - ancora una volta manca l'infortunato 'cronico' Egor Evdokimov. Blaugrana in forma e più che mai determinati. Nei giorni scorsi si è perso il conto delle interviste rilasciate da rappresentanti di entrambi i contendenti, tutte più o meno improntate all'ottimismo. 'Questo Barça è diverso dagli anni passati', dice coach Xavi Pascual. 'Bisogna vincere ... sì o sì', gli fa eco il direttore sportivo ed ex-giocatore Enric Masip. 'Che il pubblico sia il nostro ottavo giocatore', parola di Saric & Nagy. Dall'altro lato: 'Ci giochiamo tantissimo, i punti in palio saranno fondamentali', si sbilancia il capitano dei manchegos José Javier Hombrados. 'Ci siamo preparati per bene. La partita sarà decisa dai dettagli' aggiunge Raul González, vice del mitico coach Talant Dujshebaev, il quale intanto ha provato a porte chiuse gli schemi anti-Barcellona.

Kiril Lazarov: una minaccia perenne
per le difese avversarie.

I precedenti degli ultimi anni sono dalla parte del C.R., capace di profanare il tempio nemico sia nella passata stagione (30-33), sia al termine del girone di andata 2008-2009, quando si impose per 26-29. A queste vanno aggiunte tre vittorie casalinghe alla Qujote Arena in altrettanti Clásicos, che praticamente trasformano l'ultimo successo barcellonista (26-24 nella Liga 2007-2008) in un lontano ricordo.

Oltre al primato solitario, e ad un passo avanti importantissimo verso il titolo nazionale, c'è in ballo un nuovo record: raggiunta l'impressionante cifra di 67 (!) vittorie consecutive in Asobal, il Ciudad Real punta ad uguagliare le 69 (!) partite utili consecutive del leggendario Atlético Madrid. Tra loro e questa nuova impresa, però, c'è di mezzo il peggiore ostacolo possibile ...

Si parte alle ore 19:00, con il peso dell'arbitraggio sulle spalle di Raluy Lópes e Sabroso Ramírez. Diretta televisiva in Spagna su Teledeporte, ma se troveremo qualche link per la diretta streaming dell'incontro, lo pubblicheremo su questo blog.

Seppur 'oscurate' dalla battaglia di Barcellona, ci sono anche altre sfide in programma oggi nella Liga. Alle 20:15 l'Alser Puerto Sagunto penultimo ed alla ricerca di preziosi punti-salvezza ospita il più tranquillo Naturhouse La Rioja. Alle 20:30 sarà il turno del CAI Aragón Saragozza e di quel Cuatro Rayas Valladolid leader solitario del gruppo C di Champions. Diretta in Spagna su Canal + Deportes HD e Sportmanía. Stessa ora, ma luogo diverso, per il match che vedrà l'Alcobendas, allenato dall'ex giocatore del Barça Rafa Guijosa e quattordicesimo in classifica, opposto al Reale Ademar León terzo e pronto ad avvicinarsi alla perdente (sempre che ce ne sia poi una) del Clásico.

E adesso che Clásico sia!

lunedì 31 maggio 2010

Champions League - Finale. Commenti nel dopo-partita

Parlano Gislasson, Omeyer, Lund, Pascual, Barrufet e Nøddesbo

** Alfred Gislasson, allenatore del THW Kiel: 'Non riesco ancora a prendere bene coscienza di quel che siamo riusciti a fare. Ci vorranno diversi giorni per rendersene conto. E 'stato qualcosa di incredibile e di molto difficile da descrivere, perché abbiamo superato una grande squadra. Il Barcellona ha giocato in maniera eccezionale, e sono convinto che ci incontreremo di nuovo in un'altra finale.

"Siamo stati fortunati perchè nei momenti-chiave della partita sono venuti fuori anche giocatori come Anic e Lund, che fino ad allora non avevano contribuito molto. Lo stesso Zeitz oggi ha segnato quasi tutto (quel che ha tirato). Il pubblico della Lanxess Arena ci ha aiutato molto nella rimonta'.

'So cosa prova il Barcellona, so quanto è duro, come ci sente quando si perde una finale. Io ci sono passato l'anno scorso. Mi dispiace molto per David (Barrufet) perché è un grande uomo ed un grande sportivo'.

** Thierry Omeyer, portiere del THW Kiel: 'E' stata una grande partita, con un grande ambiente. Nella prima parte non abbiamo giocato bene ma nella seconda, con il sostegno dei tifosi, siamo cresciuti e siamo riusciti a vincere. E' emozionante essere i vincitori della prima Final Four di Champions League di sempre. E' qualcosa di veramente grande. Giocare di fronte a 20.000 tifosi per due giorni consecutivi è stata un'esperienza bellissima'.

** Borge Lund, terzino destro del THW Kiel: 'E' qualcosa di assolutamente surreale. Abbiamo sofferto per quasi tutta la partita e alla fine ce l'abbiamo fatta. Siamo riusciti a portare a casa la Coppa dopo che abbiamo cominciato a far funzionare le difesa, e il portiere ha fatto molto bene. Adesso sono entrato nella storia (in qualità di il primo norvegese a vincere a la Champions League, ndr), ma lo avrei fatto anche in caso di sconfitta, come il primo a perdere tre finali di seguito. Certo entrarci in questo modo è preferibile ...'.



** Xavier Pascual, allenatore del Barcellona Borges, si è rifiutato di accampare l'arbitraggio come scusa, e ha detto che 'Il Kiel ha meritato la vittoria sul campo, e io mi devo congratulare con loro. Certo che con così tanti tifosi è più facile vincere; tutti vorremmo avere una tifoseria come questa, non soltanto oggi ma in tutte le partite'.

'Sono contento del lavoro della squadra. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, che ci ha permesso di rimanere sempre avanti nel punteggio. Poi nel secondo tempo, abbiamo sbagliato molti tiri e questo ha permesso di Kiel di riportarsi in partita. Ci aspettavamo la difesa 5-1 su Rutenka, e siamo riusciti a farvi fronte bene in quanto siamo riusciti a procurarci numerosi tiri da posizione favorevole. Li abbiamo sbagliati per merito di un Omeyer particolarmente ispirato, e questo ha definitivamente consentito al Kiel di rientrare. Non credo che fosse necessario chiamare un time-out prima (di quando l'ho fatto)'.

Infine il coach 'prodotto della casa' blaugrana si è congratulato con l'EHF per il modo in cui hanno organizzato un evento 'importantissimo per il nostro sport. Si è trattato di uno spettacolo incredibile'.

** David Barrufet, portiere del Barcellona Borges: 'Abbandono la pallamano triste per non essere riuscito a conquistare un ottavo titolo europeo, ma contento perché ho trovato molti amici e ottimi ricordi. La mia vita è sempre stata legata al balonmano, e continuerà ad esserlo. Sarò sempre a disposizione della pallamano spagnola quando avrà bisogno di me. Oggi abbiamo giocato una partita completa fino al 45° minuto. Da quel momento abbiamo sbagliato molti tiri, Omeyer è stato efficacissimo, e pure la fortuna non ci ha assistito in quanto abbiamo più volte colpito i pali avversari e loro ne hanno subito approfittato per farci molto danno in contropiede'.

** Jesper Nøddesbo (Barcellona Borges) ha giocato molto bene, ma il suo bottino personale non ha addolcito molto la pillola amara della sconfitta: 'Non è facile spiegare cosa sia andato storto. Direi che nel secondo tempo abbiamo giocato un po' con il freno a mano tirato, senza dare tutto. Così il Kiel è tornato in partita, e di conseguenza noi siamo diventati più nervosi. Ma non è stata tutta colpa nostra, anche Omeyer si è dimostrato molto bravo a chiuderci lo specchio della porta'. Il pivot danese dovrebbe a breve rinnovare il contratto con il suo attuale club, e sarà inoltre di ritorno nella nazionale del suo paese, impegnata a Giugno in amichevoli ed incontri di qualificazione ai Mondiali 2011.
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giovedì 22 aprile 2010

Veszprém-Barça: parlano gli allenatori.

Con i quarti di Champions sempre più vicini, continua il lavoro degli 'intervistatori seriali' dell'EHF, e pure quello di tradurre e postare qui le interviste agli allenatori coinvolti apparse sul sito eurohandball.com.

La prossima 'vittima' è Lajos Mocsai, l'esperto coach che dopo oltre 30 anni di onorata carriera tra squadre di club e nazionali (del suo paese) maschili e femminili si trova sulla panchina dell'MKB Veszprém pronto sovvertire i pronostici che vogliono la compagine ungherese sfavorita nei confronti del più prestigioso, e ricco, Barcellona.

eurohandball.com: Come vede il suo avversario nei quarti, la squadra spagnola del FC Barcelona Borges?
Lajos Mocsai: Abbiamo letto le loro dichiarazioni, nelle quali affermano di essere molto felici ed orgogliosi di giocare contro di noi. Mi sa che pensano di aver già raggiunto la Final Four. Hanno ovviamente buoni motivi per essere così sicuri di sé, avendo a disposizione 22 giocatori in totale. Negli ultimi anni hanno sempre avuto due elementi di alto livello in quasi tutte le posizioni, ed hanno tre giocatori per ciascuna delle posizioni rimanenti. Ciò significa che hanno una scala molto ampia di varianti tattiche, sia in attacco e in difesa. Qualsiasi squadra che li può battere diventa automaticamente favorita per la vittoria finale in Champions League. Direi che il FC Barcelona Borges è almeno sullo stesso livello di Ciudad Real, Amburgo e Kiel.

eurohandball.com: E' soddisfatto delle prestazioni avute dal Veszprém, fino a questo momento, nel corso della stagione?
Lajos Mocsai: Siamo tra le migliori 8 squadre d'Europa, e credo proprio che sia grande successo per il club. Anche se il budget del Veszprém è solo un quinto di quello del Barcellona, il campo da gioco è uguale per tutti. Direi che la preparazione ricoprirà una ruolo molto importante in questo scontro dei quarti di finale. La nostra squadra sta lavorando sodo ed è motivata per la partita di domenica a Barcellona, in quanto sarà un incontro prestigioso. Abbiamo giocato molte volte contro gli spagnoli, e ci hanno battuto spesso. Siamo riusciti ad eliminarli solo nel 2004 (negli ottavi di finale il Veszprém si qualificò per un solo gol di differenza). Ma sappiamo che il Barcellona fisicamente è una squadra del tutto diversa da allora.

eurohandball.com: Siete ottimisti riguardo ai due incontri?
Lajos Mocsai: Siamo molto fiduciosi. Ci sono ancora questioni aperte, la più importante è quella del viaggio. Non sappiamo ancora come arrivare a Barcellona con la complessa situazione del traffico aereo europeo. Se non otterremo il permesso delle autorità, dovremo viaggiare in autobus. Ciò significa 2.000 chilometri, e due giorni di viaggio. Però c'é anche una buona notizia: che posso contare su tutti e sedici i miei giocatori. Devo dire che in questa stagione il Veszprém non mai è stato battuto nettamente su nessun campo, quindi siamo convinti di ottenere il miglior risultato possibile in Spagna.

eurohandball.com: Cosa significherebbe per il Veszprém l'accesso alla Final Four?
Lajos Mocsai: Sarebbe ovviamente un enorme successo. E per quanto gli esperti e la stampa internazionale vedano il Barcellona come favorito, faremo del nostro meglio per dimostrare a tutti loro che si sbagliano.

+++ Al 56enne magiaro risponde il suo più giovane collega catalano, Xavi Pascual, che sembra diffidare dai facili pronostici favorevoli ed immaginare una sfida dall'esito incerto.

eurohandball.com: Il Barcellona è al top della condizione in questa fase della stagione?
Xavi Pascual: Non lo so. Siamo riusciti a consolidare il nostro gioco e a fare della buone partite. Credo comunque che avremo una buona prestazione, ma è soltanto una sensazione. E né le sensazioni da sole, né la nostra storia piena di successi bastano per arrivare al Final Four.

eurohandball.com: L'allenatore del Veszprém, Mocsai, ha elogiato i suoi giocatori e ha detto che avete molte opzioni dal punto di vista tattico.
Xavi Pascual: Ogni squadra è diversa. Credo che il nostro maggiore vantaggio sia la fiducia. Crediamo in noi stessi e nella possibilità di vincere. Questo è di importanza cruciale. I due incontri dei quarti saranno due partite molto interessanti sul cammino verso il nostro obiettivo finale.

eurohandball.com: Come descriverebbe il Veszprém, suo prossimo avversario?
Xavi Pascual: E' una squadra forte, solida ed equilibrata. Riescono a fare partite con molte reti e sono al tempo stesso in grado di impostare bene l'incontro in fase difensiva. Gli ungheresi difendono molto bene e sono abili in contropiede. Si tratta di una squadra costruita per vincere.

eurohandball.com: In qualità di ex-portiere, qual'è la sua relazione con il loro portiere Dejan Peric?
Xavi Pascual: Naturalmente conosco Dejan molto bene. Non solo è un grande portiere, ma la sua esperienza può essere di ulteriore aiuto alla squadra. È un giocatore fantastico, eccellente, e dopo averlo avuto due anni a Barcellona lo rispettiamo molto.

eurohandball.com: Quanto può influire il fatto che la partita di ritorno si giochi in Ungheria?
Xavi Pascual: E' difficile da dire. A mio parere ci troviamo in una fase dove sono rimasti i migliori club d'Europa, e dove ogni squadra è in grado di vincere su qualsiasi campo. Tutto quello che so è che sarà una eliminatoria molto difficile.

eurohandball.com: Cosa pensa del nuovo formato della Final Four?
Xavi Pascual: Credo che sia una buona idea e avrà successo. Ognuno ha grandi aspettative, il che rende il torneo molto importante. Credo pure che la finale a quattro diventerà un evento ancor più significativo in futuro. E poi proprio questa formula rende le sfide dei quarti di finale più essenziali (che in passato).