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sabato 28 gennaio 2012

EUROPEI PALLAMANO MASCHILE 2012: la finale è Serbia - Danimarca!!

Ebbene sì, Serbia e Danimarca vanno alla finalissima. Le due squadre, già incontratesi nella seconda giornata della fase a gruppi, con vittoria dei balcanici, il 17 Gennaio scorso, hanno guadagnato il diritto a ritrovarsi in un nuovo testa a testa. Non più alla Pionir Arena, ma nel maestoso scenario della Beogradska Arena. Non più con i soli due punti in palio, ma con il titolo europeo come unico obiettivo.

SERBIA - CROAZIA 26-22
I serbi hanno fatto loro il derby con la Croazia. Tifo caldissimo per i padroni di casa, ma nessun incidente. Il dispositivo di sicurezza, compresi l'ampio spiegamento di forze dell'ordine ed il divieto di accesso al paese per i tifosi croati senza biglietto, al momento pare aver funzionato.

Per quanto riguarda strettamente l'incontro, i padroni di casa si sono assicurati la vittoria grazie ad una sontuosa seconda parte. La prima è trascorsa su piani essenzialmente d'equilibrio, con la Croazia ad inaugurare il marcatore (Ivan Cupić dai sette metri) e rispondere ad ogni … risposta serba per otto minuti. Ivan Nikcević, compagno dell'azzurro Tin Tokić al Valladolid, e connazionali ribaltano finalmente la situazione sul 6-5, ma gli 'ospiti' che beneficiano di una panchina lunga, tornano avanti; lo scambio di reti prosegue fino a quando Ivano Balić, stavolta in campo abbastanza tempo, fissa lo score sul 12-11, e poi Marko Kopljar (migliore croato del match) ed Igor Vori (i cui trascorsi a Conversano vengono spesso ripetuti dal cronista di Sportitalia 2, alla quale facciamo i complimenti per la scelta di trasmettere in diretta le ultime, decisive sfide del torneo), rispondendo a Ivan Stanković e Marko Vujn, mandano le squadre alla pausa lunga sul 14-13 per loro.

Nessuna delle contendenti è riuscita a conquistarsi più di un rete di margine in tutta la frazione di apertura, però alla ripresa del gioco il vento cambia. In una direzione gradita alla stragrande maggioranza del pubblico. Alem Toskić e Momir Ilić regalano il primo vantaggio 'consistente' (16-14) alla Serbia, poi torna a colpire il duo Stanković-Vujin. I croati ora faticano a superare il muro difensivo rivale, incluso un Darko Stanić ancora una volta immenso. Ad un quarto d'ora dalla fine, sul 21-17, con la partita che sembra scappargli di mano, mister Goluža è obbligato a chiedere time-out. Kopljar si riscopre protagonista con due reti, che dimezzano lo scarto, e con … un due minuti rifilato dagli arbitri per un fallaccio, che propizia il nuovo allungo serbo. I dieci minuti rimanenti servono alla stella Ilić per allungare il bottino personale fino agli otto goal, portando i suoi al 25-20. Una doppietta di Vuijn, tra i canti di gioia degli spettatori, chiude la contesa. I croati falliscono l'obiettivo principale e dovranno accontentarsi della lotta per il bronzo. I loro grandi rivali invece fanno la storia e conquistano, ovviamente con il contributo imprescindibile del fattore-campo, la prima finale di sempre.

DANIMARCA - SPAGNA 25-24
La Danimarca si era in precedenza ritagliata uno spazio nella finalissima battendo la Spagna, per l'ennesima volta fermatasi alle porte dell'oro, con il minimo scarto. Nordici sempre lontani dalla forma esibita nel 2008 ed ai Mondiali dello scorso anno, però bravissimi a cogliere al volo le opportunità capitate negli ultimi sette giorni. La combinazione di risultati che aveva permesso la grande rimonta nel Main Round è stata seguita, in semifinale, da ulteriori episodi favorevoli alla squadra di Wilbek. A cui, lo ribadiamo, va riconosciuto il merito di averne saputo approfittare.

Inizio gara con prevedibile dominio delle difese, ed errori su entrambi i lati, tanto che ci vogliono quattro minuti perché Hans Lindberg sblocchi il punteggio. Dopo dieci minuti di equilibrio è la Spagna a regalarsi il primo break: un poker di reti, favorito da buone difese e relativi contropiedi, propizia il 7-3 e illude qualche tifoso della 'Roja'. Il coach scandinavo chiede time-out al momento giusto: al rientro i suoi tornano alla carica, spinta da Thomas Mogensen e dalle bombe del giovanissimo (appena 20 anni) centrale Rasmus Hauge Schimdt, nonché da un Niklas Landin ormai tornato (quasi) una certezza fra i pali. Dopo otto minuti senza reti, René Toft Hansen fissa dai sei metri la parità a quota dieci, e i danesi mettono la freccia con Anders Eggert autore dell'11-10. Spagna senza bussola in attacco nell'ultima fase del periodo, incapace di aggirare la sei-zero difensiva rivale, e priva (ma questo lo si sapeva da tempo) di cecchini in grado di fare la differenza dai nove metri. Non molto meglio in difesa, dove combina un pasticcio rivelatosi alla fine determinante: la barriera copre in modo inadeguato una punizione di Mikkel Hansen a tempo scaduto, lo stesso José Manuel Sierra si fa trovare fuori posto, ed il fuoriclasse del Copenaghen dice gracias: palla in rete e più due per la 'Danish Dynamite' a metà gara.

Romero e soci finiscono male e ricominciano peggio: un tris dell'ispiratissimo Lauge Schmidt apre la porta al più cinque avversario (17-12) del 38° minuto. Poi finalmente la Selección richiude le maglie in difesa, con Sierra a fare il proprio dovere, colpisce duro in contrattacco, e finalizza la 'remontada'. I trascinatori saranno Jorge Maqueda (unico vero 'bombardiere' dalla lunga distanza) e Julen Aguinagalde, per quanto il 19 pari con cui si entra nei dieci minuti conclusivi rechi la firma di Cristian Ugalde. Gli spagnoli pagano lo sforzo della rimonta e tornano a collezionare errori, lasciandosi ri-scappare gli avversari. Manco a dirlo, nel nuovo parziale troviamo lo zampino del giovane Rasmus eroe di giornata. Game over? Per nulla. La truppa di coach Rivera non starà disputando la miglior partita di sempre, ma non ha perso la grinta. Ed impatta a due giri di lancetta dal termine. A questo punto torna in scena di prepotenza l'altro Hansen, il Michelone da Helsingør, perfetto simbolo della nazionale danese di questo Europeo. Il Michelone non esalta più di tanto, non gioca benissimo, ma proprio come la sua squadra riesce a fare la cosa giusta al momento giusto. A fine primo tempo annota quel goal incredibile su punizione, ed ora griffa la doppietta che decide l'esito del confronto, catapultando i danesi nella finale per l'oro.

Con qualche recriminazione avversaria, non infondata: l'impatto tra Ugalde ed uno scandinavo nell'ultima azione iberica poteva essere sanzionato con un sette metri in grado di cambiare tutto. Ma gli arbitri, che hanno sempre ragione (anche quando hanno torto), la vedono diversamente, e poi con una gara diversa (ed un Joan Cañellas capace di combinare almeno qualcosa...) gli spagnoli ora starebbero a festeggiare, non a rammaricarsi per il nuovo K.O. subito ad un anno di distanza dalla semifinale mondiale. La Danimarca ringrazia e va avanti, beffarda e testarda nel conquistare un risultato sul quale, una settimana fa, pochi nello Jutland e dintorni avrebbero sinceramente puntato.

SEMIFINALI - RISULTATI
** Danimarca - Spagna 25-24 (12-10)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

** Serbia - Croazia 26-22 (13-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)

FINALE 1-2 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 17.00)
** SERBIA – DANIMARCA

FINALE 3-4 POSTO
(Beogradska Arena. Domenica 29/01/2012 - h. 14.30)
** SPAGNA – CROAZIA

giovedì 12 gennaio 2012

Serbia pronta al debutto europeo. Regolata la Repubblica Ceca di Jicha.

Bella vittoria della Serbia che, di fronte ai circa seimila tifosi della 'mitica' Pionir Arena belgradese, s'impone alla Repubblica Ceca per 26-21 nell'ultimo test-match prima dei Campionati Europei, in programma da Domenica 15 Gennaio proprio nel paese balcanico.

Un incontro, quello di mercoledì, sempre condotto da Darko Stanić, che con le sue 17 parate è risultato decisivo tanto da guadagnarsi una meritata standing ovation al ritorno in panchina a tre minuti dalla fine, Momir Ilić (a segno sette volte, vincendo la sfida personale con il compagno di club Filip Jicha, a sua volta fattosi notare più che altro per un accenno di rissa con Dalibor Cutura) e connazionali.

Serbi avanti già per 9-4 dopo una dozzina di minuti (merito di una ferrea 6-0 difensiva, e dell'intesa tra Ilić, Cutura e Marko Vujin, un trio che sembrava giocare assieme da anni ...) con i loro rivali ad abbozzare una sorta di reazione verso la fine del tempo, in grado di portarli sul meno due (14-12) all'intervallo, dopo il massimo vantaggio locale toccato sul 13-7. Ad inizio ripresa gli ospiti, arrivati ad una sola rete di scarto grazie a Tomas Sklenák, appaiono in grado di ribaltare le sorti dell'incontro. Trattasi di un semplice miraggio: un nuovo break di cinque reti a zero in quattro minuti rimette le ali alla squadra di casa, cha passa alla velocità della luce da 18-17 a 23-17, chiudendo di fatto il match.

Nelle interviste del dopo-partita, Stanić ha sottolineato l'importanza della sfida di esordio contro la Polonia che, a suo parere, influenzerà notevolmente l'andamento del torneo per la nazionale di Belgrado. Il portiere si è detto felice per la prestazione che la squadra ha saputo offrire nell'ultima prova prima degli Europei, nonostante alcuni cali di concentrazione durante l'incontro.

Soddisfazione condivisa da mister Veselin Vuković: 'Abbiamo tenuto il match sotto controllo dall'inizio alla fine, e questo è molto incoraggiante in vista dei 'veri' impegni. Adesso abbiamo tre giorni di relax prima della sfida con la Polonia; ci sono ancora certi dettagli da sistemare, però la cosa più importante è avere scoperto di poter battere rivali forti come la Repubblica Ceca'.

Tra gli sconfitti, tre reti a testa di Jícha, Horák, Filip e Motl, doppiette di Sklenák, Sobol, Stehlík e Vraný, mentre Kubeš va in goal appena una volta. Non male il secondo portiere Petr Stohl, con le sue tredici prodezze.

lunedì 12 dicembre 2011

Bundesliga Maschile: THW Kiel inarrestabile, pure l'Amburgo va K.O.

Non si dica che non ci hanno provato. L'Amburgo ha reagito alla partenza a razzo avversaria (10-5 al 16°, 13-7 al 23°). E' riuscito a mantenere i giochi aperti all'intervallo (15-12). Ha pareggiato i conti (18-18) dopo 38 minuti, e ha pure messo la testa avanti più di una volta. Ha continuato a rispondere colpo su colpo fino al 25 pari. Ma alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca. In Germania è sempre e solo THW Kiel.

Le Zebre consumano la loro vendetta sulla squadra che lo scorso hanno aveva osato rubare loro il posto ai vertici della Bundesliga, e compiono un altro passo importante verso la riconquista del titolo nazionale, mettendo in cassaforte la vittoria numero sedici in altrettante partite. E tenendo così tutti gli 'inseguitori', dalle volpi di Berlino al resto della comitiva, a debita distanza di sicurezza.

Decisive le prodezze del 'solito' Titi Omeyer, che ha tenuto i padroni di casa a galla anche nei momenti più difficili dell'incontro (non che Johannes Bitter abbia fatto poi così male nell'altra porta, ad ogni modo ...) ed un Momir Ilić - foto a sinistra - implacabile dai sette metri. Se il serbo termina in doppia cifra, Hans Lindberg ci arriva molto vicino, ma qualche suo errore di troppo nella trasformazione dei rigori costa caro all'HSV, che smarrisce totalmente la via del goal negli ultimi otto minuti.

Al contrario di un Kiel lanciatissimo, soprattutto grazie al contropiede finalizzato da Dominik Klein, il quale portando lo score sul 27-25 spiana la strada al trionfo locale, per la gioia degli oltre diecimila stipati in una Sparkassen-Arena dal tutto esaurito (nonostante ciò, a livello spettatori il big match della Bundesliga è stato sconfitto dal 'Classico' di Spagna con i suoi oltre dodicimila fans).

Nel link sotto trovate i dettagli numerici della grande sfida di ieri pomeriggio, così come degli altri incontri del turno di campionato, caratterizzato pure dai colpi esterni di Füchse, Rhein-Neckar Löwen - che inguaia sempre più il Gummersbach - e Flensburg (in altre parole, tutte cattive notizie per l'Amburgo...), mentre Lemgo e Lubecca non mollano la presa nella lotta per l'Europa; in chiave-salvezza due punti fondamentali per un Hüttenberg con l'acqua alla gola ma soprendentemente corsaro a Balingen, mentre l'Hannover infierisce sul povero Eintracht Hildesheim, sempre più desolatamente in fondo alla classifica.

Bundesliga Maschile - 14a Giornata
* THW Kiel - HSV Hamburg 30-25 Dettagli
* MT Melsungen - SC Magdeburg 29-35 Dettagli
* TSV Hannover-Burgdorf - Eintracht Hildesheim 31-24 Dettagli
* VfL Gummersbach - Rhein-Neckar Löwen 27-35 Dettagli
* TV Großwallstadt - Füchse Berlin 26-29 Dettagli
* HSG Wetzlar - TuS N-Lübbecke 24-28 Dettagli
* TBV Lemgo - Frisch Auf Göppingen 26-20 Dettagli
* Balingen-Weilstetten - TV 05/07 Hüttenberg 27 -28 Dettagli
* Bergischer HC - SG Flensburg-Handewitt 25-36 Dettagli

Classifica
1. THW Kiel 32:0
2. Füchse Berlin 25:5
3. HSV Hamburg 22:8
4. SG Flensburg-Handewitt 22:8
5. Rhein-Neckar Löwen 21:9
6. TBV Lemgo 18:12
7. TuS N-Lübbecke 18:14
8. SC Magdeburg 16:12
9. Frisch Auf Göppingen 14:16
10. HBW Balingen-Weilstetten 13:15
11 MT Melsungen 13:17
12 HSG Wetzlar 12:18
13 TSV Hannover-Burgdorf 11:19
14. TV Großwallstadt 9:21
15. Bergischer HC 8:22
16. VfL Gummersbach 7:23
17. TV 05/07 Hüttenberg 7:23
18. Eintracht Hildesheim 2:28

mercoledì 23 novembre 2011

Champions League: THW Kiel d'autorità a Belgrado.

Nell'anticipo della sesta giornata di Champions League maschile, il THW Kiel s'impone alla Pionir Arena sul Partizan, in maniera ancor più netta di quanto avesse fatto tra le mura amiche alcuni giorni prima. Zebre trascinate da un grande Jicha, ben coadiuvato da Momir Ilic di ritorno nella sua nazione, ed avanti di nove lunghezze già all'intervallo; il gap va addirittura in doppia cifra nel secondo tempo. Con questo successo i tedeschi volano a quota sette in classifica, in una posizione maggiormente consona al loro blasone, mentre i bianconeri di Serbia non riescono nemmeno stavolta a guadagnare almeno un punto.

** RK Partizan Belgrado - THW Kiel 24-35 (pt 10-19)

RK Partizan Belgrado: Vasic, Milic; Milosevic (3), V. Ilic (2, 1 rig.), Minic, Mandic (3), Radanovic, Dimitrijevic (4), Maksic (3), Radivojevic (1, 1 rig.) Babic, Milinic (2), Kostadinovic (2), Mester (2), Marsenic, Potic (2, 1 rig.);
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Andersson (3), Lundström (1), Dragicevic (1), Sprenger (2), Kubes, Reichmann (5), Zeitz (1), Palmarsson (1), Narcisse (1), Ilic (6), Klein (3), Jicha (11, 3 rig.)

Parziali: 0:3 (5.), 1:4, (7.), 3:5 (9.), 3:7, (12.), 4:8 (13.), 5:9, 6:10 (15.), 8:11 (18.), 9:12 (19.), 10:13 (22.), 10:15 (25.), 10:19 (30.); 10:20, 11:22 (34.), 12:23 (35.), 16:23 (40.), 17:24, 17:29 (46.), 20:29 (48.), 22:31, 23:33 (57.), 24:34, 24:35 (58.). 24:35 (60.)

martedì 26 aprile 2011

EHF Champions League: tra Barça e Kiel la sfida rimane aperta

La sfida stellare fra Barcellona Borges e THW Kiel, ultimo quarto di finale della Champions League maschile in programma lo scorso fine settimana, non delude le attese. Le finaliste della passata stagione ci regalano una battaglia appassionante, terminata con vittoria dei padroni di casa, ma il margine conclusivo (+2; con lo score finale di 27-25), lascia i giochi totalmente aperti in vista di un ritorno in Germania che si preannuncia sul filo del rasoio.

Inizio con qualche errore da entrambe le parti, segno che la tensione è molto forte. E non potrebbe essere altrimenti, data la posta in palio. Una doppietta dai sette metri di Albert Rocas inaugura la partita, ma la reazione dei tedeschi, con Momir Ilić sugli scudi, non si fa attendere. Anche Christian Zeitz e Marcus Ahlm ci mettono del loro, mentre Titi Omeyer, spesso coadiuvato da una buona difesa 6-0, sembra ipnotizzare Juanín García, i cui contrattacchi risultano meno efficaci del solito.

Con tali premesse, e qualche contributo pure dell'ex di turno Jérôme Fernandez, non sorprende che le 'zebre' tentino la fuga, volando sul 15-11 a tre minuti dall'intervallo. Ma proprio gli istanti conclusivi della prima frazione vedono un ritorno impetuoso dei blaugrana: Rául Entrerríos, Konstantin Igropulo ed Iker Romero - il basco è alla sua ultima sfida internazionale casalinga in maglia azulgrana - riaprono in un battibaleno la contesa, anche grazie ad un'esclusione di Fernandez.

Il Barça completa la 'remontada' al rientro in campo: un ottimo Rutenka ed una rete di Víctor Tomás portano la squadra di casa avanti di due lunghezze (17-15) su un Kiel alle cui difficoltà in fase offensiva (un goal in dieci minuti a cavallo dei due tempi, mentre Palmarsson stavolta non brilla) non è certo estraneo l'arrivo di Daniel Sarić, al posto di Johan Sjöstrand, fra i pali catalani. Il bosniaco è più ispirato del collega svedese, ma dall'altro lato del campo il solito Omeyer non scherza, e la sfida rimane in equilibrio ancora per lungo tempo, con i già nominati Ilić e Rutenka a fare la loro parte ma anche i vari Laszlo Nagy e Filip Jicha (quest'ultimo efficace a dispetto di alcuni problemi alla mano) a minacciare le retroguardie avversarie, fino ad un nuovo allungo del Barcellona, che scappa sul 27-23, sigillato da un contrattacco del pivot danese Jesper Nøddesbo a due minuti dalla sirena.

Un divario che potrebbe indirizzare l'intera eliminatoria nella maniera desiderata dai catalani. Peccato (per loro) che una pessima gestione degli ultimi giri di lancetta da parte dei ragazzi di Xavi Pascual consenta al Kiel di dimezzare lo scarto: la rete di Fernandez, e soprattutto quella a fil di sirena di un Dominik Klein marcato poco adeguatamente, rischiano di avere un peso specifico enorme in vista del match in programma domenica prossima alla Sparkassen Arena. Dove, possiamo prevedere, il clima sarà caldissimo, ancor più di quanto lo è stato in un Palau Blaugrana che finalmente ha esibito un'affluenza di pubblico (ben oltre i cinquemila spettatori) degna di un grande incontro di pallamano.

** Barcelona Borges - THW Kiel 27-25 (14-15)
F.C. Barcelona Borges: Saric, Sjöstrand; Noddesbo (5), Juanín García (1), Víctor Tomás (3), Raúl Entrerriós (2), Sorhaindo (0), Sarmiento (0), Ugalde (O), Iker Romero (2), Nagy (5), Jernemyr, Rutenka (6, 2 rig.), Albert Rocas (2, 2 rig.), Oneto (0), Igropulo (1).
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Andersson (1), Dragicevic (0), Sprenger (2), Ahlm (3), Kubes (0), Reichmann (0), Zeitz (2), Palmarsson (0), Narcisse (0), Ilic (5, 2 rig.), Klein (3), Jicha (5), Jerome Fernández (4).
Parziali ogni cinque minuti: 2-1, 4-5, 5-6, 9-11, 11-13, 14-15 (fine pt), 15-15, 18-17, 21-20, 24-21, 25-23, 27-25 (finale).

martedì 16 novembre 2010

Bundesliga: Amburgo-Kiel (spettacolare) 26-25

Incredibile finale nello spettacolare scontro al vertice di questa sera in Bundesliga maschile. Sotto gli occhi - e gli impeccabili (si fa per dire) baffi - del coach della nazionale Heiner Brand, l'Amburgo emerge vincitore da una battaglia di straordinaria intensità, e talora di giocate quasi 'da playstation', contro il THW Kiel. A rendere ancor più epico il trionfo dei padroni di casa in una O2 World Arena (manco a dirlo) stipatissima, il fatto che Igor Vori e soci abbiano dovuto rincorrere l'avversario praticamente lungo l'intero arco del match, per superarlo esattamente al momento giusto, merito di una rete decisiva del decisivo Marcin Lijewski ad una dozzina di secondi dal termine.

Kiel subito in goal con Momir Ilic, e autore di un paio di mini-break, ma Amburgo in grado di tenersi a galla e addirittura godere di un minimo vantaggio (10-9), l'unico prima del clamoroso finale, intorno al diciottesimo minuto. Ma Palmarsson, Jicha e soprattutto lo svedese Ahlm propiziano uno scatto degli ospiti appena prima dell'intervallo, che sembra far pendere l'inerzia dell'incontro a favore del Kiel, avanti per 16-12 al ritorno negli spogliatoi.

Nella ripresa l'Amburgo non demorde, ma per quanto si sforzi risulta incapace di raggiungere gli avversari, che rimangono sempre al comando fino al 23-25, opera del 'solito' Ilic (sette meraviglie per lui nel big-match, top scorer dei suoi al pari di Filip Jicha) intorno al 53°. Da quel momento in poi, per i campionissimi di Germania ed Europa cala la notte: un Johannes Bitter in gran forma chiude loro la via della porta, con l'aiuto di qualche scelta avventata negli attacchi del Kiel, ed a poco servono le parate di Titi Omeyer (oggi abbastanza bene, ma non al top) dall'altro lato del campo. Lijewski - miglior marcatore amburghese in condominio con Blazenko Lackovic, sale nuovamente in cattedra, trova il punto del pareggio e quindi, nell'ultimissima azione dell'incontro, tira fuori dal cilindro una bordata che s'infila alle spalle del portiere francese e manda in visibilio i fans di casa.

Amburgo vittorioso ed ora solo in testa al campionato a quota 22 punti dopo 12 partite. Kiel rimandato, staccato dai diretti rivali e forse tra un po' addirittura scavalcato dal Rhein-Neckar Löwen. Ma oltre a sancire la sconfitta dell'Amburgo ed un esito alla fine disastroso per il Kiel la stessa, equilibratissima sfida, in fin dei conti decisa dai dettagli, ha dimostrato che la Bundesliga rimane sempre assai aperta e la strada per il titolo è molto, molto lunga.

Cliccando sul seguente link trovate i tabellini, le statistiche e i dati sull'andamento dell'incontro:

http://liveticker.toyota-handball-bundesliga.de/spiel_001511000000000000000000000000000001108.html

mercoledì 3 novembre 2010

Bundesliga - 10a Giornata. Kiel OK. Zeitz KO.

Due anticipi del martedì nella Bundesliga maschile, ed altrettante vittorie esterne.

Spicca ovviamente il successo del THW Kiel, sempre privo di Daniel Narcisse e Kim Andersson, e con l'islandese Palmarsson non in perfette condizioni, ma corsaro alla Frankenstolz Arena di Aschaffenburg grazie in particolare alle prestazioni di Momir Ilic (7 goal), Filip Jicha (8) e Jerome Fernandez. Primo tempo combattuto su un campo difficile, ma chiuso in vantaggio dai campioni d'Europa dopo l'allungo finale. Il margine di vantaggio si dilata fino al 20-14 ad inizio ripresa (minuto38) , però i locali non si danno per vinti e si rifanno sotto grazie ad un parziale di 6-2. Trattasi di mera illusione: Fernandez, Marcus Ahlm ed un contropiede di Jicha pongono velocemente fine ai sogni di gloria del combattivo Großwallstadt. Zebre momentaneamente da sole in testa alla classifica, seppur con la tegola dell'infortunio alla caviglia sinistra di Christian Zeitz, caduto male nel primo tempo e costretto a rimanere fuori per tutto il resto della gara.

Nell'altro match della giornata, il TBV Lemgo perde a sorpresa il derby con il Lubecca a causa di un pessimo inizio di secondo tempo, in cui neppure qualche superiorità numerica riesce a rendere efficace un attacco dalle polveri bagnate, mentre dall'altro lato il pivot norvegese Frank Løke (fratello di Heidi, fuoriclasse del Larvik femminile) fa abbastanza danni alla retroguardia locale, anche se il top scorer degli ospiti è Henrik Hansen con sette reti. Tanto che il TuS arriva sul 27-21 ai quattro minuti dalla fine. Incontro chiuso, e due punti d'oro per il Lubecca in chiave-salvezza, mentre i vincitori della passata Coppa EHF rimangono invischiati nelle paludi di centro classifica.

Oggi in programma tre incontri, compreso quello del Rhein-Neckar Löwen impegnato a sbrigare la 'pratica MT Melsungen' contro il fanalino di coda che deve ancora conquistare il suo primo punto.

Bundesliga Maschile - 10a Giornata

Martedì 02 Novembre
** Großwallstadt - THW Kiel 23:28 (13:15)
TV Großwallstadt: Rominger, Andersson; Spatz (3/1), Weinhold (3), Kneer (7), Tiedtke (4), Larsson (n.e.), Jakobsson, Schäpsmeier (2), Kunz, Reuter (1), Köhrmann (1), Szücs (2), Kossler (n.e.)
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Lundström (n.e.), Dragicevic (n.e.), Sprenger (4), Ahlm (2), Kubes, Reichmann (n.e.), Zeitz (3), Palmarsson (1), Ilic (7/3), Klein, Jicha (8/1), Fernandez (3)

** TBV Lemgo - TuS N-Lübbecke 24:27 (15:13)
TBV Lemgo: Lichtlein, Galia; Ilyes (2), Smoler (1/1), Preiß (2), Bechtloff (1), Datukashvili (3), Glandorf (1), Theuerkauf (4/1), Kehrmann (3), Strobel (3), Hermann (4), Link, Schneider.
TuS N-Lübbecke: Blazicko, Putera (n.e.); Verjans, Gustafsson (2), Loke (2), Siodmiak, Hansen (7), Svensson (1), Tlczynski (6/5), Konitz (n.e.), Just (n.e.), Niemeyer (5), Alvanos (3), Remer (1).

Mercoledì 03 Novembre
** 20:15 TSG Lu.-Friesenheim - DHC Rheinland
** 20:15 Rhein-Neckar Löwen - MT Melsungen
** 20:15 SC Magdeburg - HBW Balingen-Weilstetten

CLASSIFICA
1 THW Kiel 18:2
2 HSV Hamburg 16:2
3 Füchse Berlin 15:3
4 Rhein-Neckar Löwen 15:3
5 VfL Gummersbach 14:4
6 SG Flensburg-Handewitt 14:6
7 SC Magdeburg 12:4
8 TV Grosswallstadt 12:8
9 Frisch Auf Göppingen 10:8
10 TBV Lemgo 10:10
11 TSG Lu.-Friesenheim 7:13
12 HBW Balingen-Weilstetten 6:10
13 TuS N-Lübbecke 5:13
14 TSV Hannover-Burgdorf 4:14
15 HSG Wetzlar 3:15
16 DHC Rheinland 2:14
17 HSG Ahlen-Hamm 1:17
18 MT Melsungen 0:18

martedì 26 ottobre 2010

Bundesliga Maschile - 9a Giornata

Due squadre in condominio al primo posto pure nella Bundesliga dopo la disputa della nona giornata: trattasi (ma che sorpresa!) del THW Kiel che ridicolizza l'Ahlen penultimo in classifica, e dell'Amburgo che, seppur in manier assai meno agevole, sbanca Melsungen. Il 21-7 dell'intervallo, con il solo Momir Ilic a segno tante volte quanto l'intero Ahlen nei primi trenta minuti, la dice lunga sul divario tra il Kiel ed i poveracci finiti sotto le sue grinfie, mentre gli otto goal di Marcin Lijewski tolgono le castagne dal fuoco ad un HSV che riesce ad aver ragione della resistenza del fanalino di coda del campionato tedesco solo nel finale.

Le due 'grandissime' di Germania aprrofittano della battaglia, terminata senza vincitori nè vinti, fra la rivelazione Füchse Berlino ed il favorito Rhein-Neckar Löwen; il derby tra allenatori islandesi (Dagur Sigurdsson e Gudmundur Gudmundsson) termina sul 28 pari alla fine di un incontro esaltante, con le due squadre impattate già all'intervallo, dopo che il RNL aveva tremato sul 10-6 per le 'volpi' berlinesi. L'equilibrio si rompe solo minimamente nella ripresa, i locali si spingono di nuovo avanti fino al 26-22, ed illudono i novemila tifosi nel palazzetto della capitale, ma con il norvegese Bjarte Myrhol al timone i più quotati avversari rispondono, e l'incontro termina con una tutto sommato giusta divisione della posta.

Intanto si rifanno sotto il Gummersbach, che beneficia delle nove reti del croato Drago Vuković per imporsi a Dormagen, ed il Flensburg alla sua terza vittoria casalinga consecutiva. Un buon primo tempo è sufficiente a Lasse Svan Hansen e soci per regolare il TV Großwallstadt e staccarlo in classifica. Vittoria importante in chiave-salvezza per la squadra HSG Wetzlar che, al termine di un incontro tiratissimo, trova lo spunto vincente per sconfiggere il Göppingen e conquistare così il suo primo successo, mentre il Lubecca del centrale Henrik Hansen (nove reti per lui nell'ultimo turno) conquista un prezioso punto fermando il Friesenheim.

Bundesliga Maschile: 9a Giornata - Risultati

** Füchse Berlin - Rhein Neckar Löwen 28:28 (13:13)
Füchse Berlin: Richwien (5), Petersson (5), Christophersen (5), Jaszka (4), Wilczynski (3/3), Nincevic (3/1), Laen (2), Spoljaric (1)
Rhein-Neckar Löwen: Myrhol (8), Stefansson (6/3), Schmid (2), Cupic (2), Bielecki (2), Tkaczyk (1), Lund (1)

** HSG Wetzlar - Frisch Auf Göppingen 23:22 (12:12)
HSG Wetzlar: Valo (4), Schmidt (4), Friedrich (4), Fäth (3/2), Kristjansson (3), Salzer (2), Müller (1), Jungwirth (1), Chalkidis (1)
Frisch Auf Göppingen: Oprea (6), Horak (5), Mrvaljevic (3), Schöne (2), Häfner (2), Haaß (2), Thiede (1), Gutbrod (1)

** HSG Ahlen Hamm - THW Kiel 23:36 (7:21)
HSG Ahlen-Hamm: Pomeranz (8/3), Hock (4), Gudat (4), Wiegers (3), Simon (2), Schröder (1), Clößner (1)
THW Kiel: Ilic (9/3), Zeitz (6), Jicha (6), Ahlm (5), Sprenger (2), Klein (2), Fernandez (2), Dragicevic (2), Reichmann (1), Kubes (1)

** DHC Rheinland - VfL Gummersbach 33:38 (15:18)
DHC Rheinland: Wernig (5), Nippes (5), Mahé (4), Lochtenbergh (4), Linder (3), Sveinsson (10), Holst (1/1), Dmytruszynski (1)
VfL Gummersbach: Vukovic (9), Pfahl (7), Lützelberger (4), Krantz (3), Wiencek (2), Zrnic (10/5), Wagner (1), Schindler (1), Anic (1)

** TuS N-Lübbecke - Friesenheim 32:32 (16:15)
TuS N-Lübbecke: Hansen (9), Loke (6), Tluczynski (5/3), Olafsson (4), Svensson (3), Gustafsson (2), Alvanos (2), Konitz (1)
TSG Lu.-Friesenheim: Ancsin (8), Hauk (5), Grimm (4), Dietrich (4), Kogut (3/3), Pevnov (3), Gaubatz (2), Bonnkirch (2), Matschke (1/1)

** SG Flensburg Handewitt - TV Grosswallstadt 34:27 (16:11)
SG Flensburg-Handewitt: Eggert (9/4), Svan Hansen (6), Carlen (6), Szilagyi (3), Heinl (3), Mogensen (2), Karlsson (2), Mocsai (1), Djordjic (1), Boesen (1)
TV Grosswallstadt: Schäpsmeier (5), Tiedtke (4), Kneer (3), Szücs (2), Spatz (10/6), Reuter (1), Köhrmann (1), Kunz (1)

** MT Melsungen - HSV Hamburg 26:30 (13:13)
MT Melsungen: Vuckovic (7), Vasilakis (6), Sanikis (5), Karipidis (3/1), Allendorf (2), Schoengarth (1), Klimovets (1), Danner (1)
HSV Hamburg: Lijewski (8), Lindberg (5/2), Gille (5), Duvniak (4), Schroeder (3), Lackovic (2), Vori (1), Hens (1), Gille (1)

** TSV Hannover Burgdorf - TBV Lemgo 26:31 (14:16)
TSV Hannover-Burgdorf: Olsen (7), Svavarsson (3), Przybecki (3), Johannsen (3), Hallgrimsson (3), Jonsson (2/1), Jurdzs (2), Rydergard (1), Lehnhoff (1), Buschmann (1)
TBV Lemgo: Kehrmann (6), Datukashvili (5/1), Glandorf (5), Strobel (3/1), Hermann (3), Theuerkauf (2), Smoler (2), Bechtloff (2), Liniger (1/1), Schneider (1), Ilyes (1)

** SC Magdeburg - HBW Balingen-Weilstetten 03.11. (h. 20:15)

CLASSIFICA
1. THW Kiel 16:2 +96
2. HSV Hamburg 16:2 +65
3. Füchse Berlin 15:3 +25
4. Rhein-Neckar Löwen 15:3 +23
5. VfL Gummersbach 14:4 +25
6. SG Flensburg-Handewitt 14:6 +43
7. SC Magdeburg 12:4 +27
8. TV Grosswallstadt 12:6 +7
9. TBV Lemgo 10:8 +6
10. Frisch Auf Göppingen 10:8 +1
11. TSG Lu.-Friesenheim 7:13 -35
12. HBW Balingen-Weilstetten 6:10 -25
13. TSV Hannover-Burgdorf 4:14 -40
14. TuS N-Lübbecke 3:13 -31
15. HSG Wetzlar 3:15 -36
16. DHC Rheinland 2:14 -48
17. HSG Ahlen-Hamm 1:17 -48
18. MT Melsungen 0:18 -55