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sabato 21 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: il tracollo francese ed un finale 'sospetto' chiudono la prima fase.

ADIEU LES BLEUS! Per la Francia adesso è crisi vera. Dopo il K.O. del debutto, solo parzialmente riscattato dal successo contro i russi, è arrivata una nuova delusione, per mano della giovane Ungheria, tra le grandi 'sorprese' del torneo. Una battuta d'arresto ... che in pratica arresta pure il cammino dei transalpini in questo Europeo, e sembra mettere fine al ciclo vincente di una nazionale abituatasi fin troppo bene, per 'colpa' dei trionfi in serie collezionati negli ultimi anni.

I francesi approdano al Main Round, ma come terza del loro gruppo, e con ZERO punti in dote. Dovranno vincere tutte le loro partite della seconda fase, anche contro i nemici croati che di sicuro li stanno attendendo al varco; e forse nemmeno una tale impresa potrebbe bastare. Infortuni, una preparazione non adeguata (giusto due amichevoli una settimana prima dell'inizio del torneo), la legge dei grandi numeri che vuole l'estinzione di tutti i cicli vincenti, la fame di vittorie ormai appagata: fattori che, in quantità diversa, sembrano aver giocato uno scherzo pesante alla truppa di Claude Onesta.

E pensare che le cose si erano messe bene: tre goal in altrettanti giri d'orologio, con Bertrand Gille scatenato, per spiegare subito agli avversari chi comanda. Ma è un bluff che non tarda a venire scoperto. L'Ungheria, trascinata da Tamás Mocsai (il quale, come Gille, esaurirà le sue cartucce dopo la fiammata iniziale) reagisce e ritrova la parità velocemente, conquistandosi pure un doppio vantaggio (8-6). La contro-reazione francese, successiva ad un opportuno time-out, è impressionante: cinque goal in tre minuti e Les Experts tornano padroni del campo, tanto da chiudere la prima frazione sul 14-12 a loro favore.

L'inizio-ripresa pare sancire la loro superiorità una volta per tutte, con Narcisse a firmare il 16-13 (minuto 37), e invece capita l'esatto contrario. I galletti perdono vigore ed efficacia, si impantano di fronte alla dura difesa avversaria, e soprattutto davanti ad un Nándor Fazekas in stato di grazia, che sfiora il 50% di parate. La saracinesca umana magiara, MVP di giornata, chiude la via del goal ai campionissimi, e l'Ungheria ne approfitta per impattare nuovamente, anche grazie al contributo delle sue seconde linee.

L'equlibrio dura fino al 20 pari griffato Arnaud Bingo a dieci minuti dalla sirena, ma è il canto del cigno transalpino. Lo spezzone conclusivo è un monologo di Szabolcs Zubai e compagni, tra l'entusiasmo del pubblico che ha colorato la SPENS di Novi Sad in bianco, rosso e verde. La Francia termina umiliata, con l'uno-due di Gergö Iváncsik a portare il divario ai massimi termini nei sessanta secondi finali. Una grande Ungheria conclude il girone al secondo posto, ma arriverà al turno successivo con lo stesso bottino (tre punti) della Spagna, e con l'obiettivo di continuare a farsi strada tra le vere o presunti grandi.

Spagna - Russia non è solo l'antipasto della battaglia che ha, come sembra, segnato la fine del ciclo francese, ma una partita vibrante conclusasi con vittoria iberica ed eliminazione degli uomini di Vladimir Maximov. Russia K.O.= Ungheria qualificata in anticipo. Per questo i fans magiari che riempivano le tribune di Novi Sad hanno tifato Spagna sin dal principio, 'ripagati' dai giocatori in maglia rossa che, dopo un inizio difficile ed equilibrato (anche per colpa di Oleg Grams, finalmente in grado di farsi valere tra i pali), piazzano un micidiale 7-0 (dal 7-8 al 14-8) in nove minuti (dal 17° al 26°). Merito della cinque-uno messa in campo da Valero Rivera, e della precisione in attacco di Roberto Garcìa Parrondo e Cristian Ugalde, i quali timbrano pure gli ultimi due goal del tempo, portando lo score sul 17-11.

Game over? Ma anche no. Complice una fase difensiva tornata efficace, la Russia estrae dal cilindro una maestosa (quanto obbligatoria, date le circostanze) reazione nella seconda parte, riducendo il gap ad una lunghezza quando corre il minuto 47. Sforzo fruttuoso ma notevole, a cui pagheranno dazio nell'ultima fase di gara: la rimonta terminerà incompiuta, con gli spagnoli, tra i quali eccelle pure Joan Cañellas, ad allungare di nuovo mettendo al sicuro risultato e vittoria del gruppo. Non bastano le otto meraviglie di Konstantin Igropoulo, esaltatosi nel 'derby personale' con i compagni di club del Barcellona e i grandi rivali dell'Atlètico Madrid, né il 100% al tiro di Alexander Chernoivanov: come prevedibile, la Russia, pur uscendo a testa alta, è la vittima sacrificale del girone di ferro.

Curioso il commento di Valero Rivera sulla direzione di gara, evidentemente non gradita al mister iberico: 'gli arbitri sono stati il fattore che ha riequilibrato la partita; poi però, quando si sono resi conto che la Russia era arrivata ad un solo goal, ci hanno favorito'.

Gruppo C - Risultati
** Spagna - Russia 30-27 (11-11)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Ungheria - Francia 26-23 (12-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Spagna 5 p. 2-1-0 (83-77) +6
3. Ungheria 4 p. 1-2-0 (81-78) +3
2. Francia 2 p. 1-0-2 (77-79) -2
_________________________________
4. Russia 1 p. 0-1-2 (82-89) -7

Nell'altro girone la Slovenia, trascinata dai goal del trio Gaijć-Skube-Dolenec, conquista una meritata vittoria contro gli islandesi ai quali, in una serata-no di entrambi i portieri messi in campo da coach Gudmundsson, non sono sufficienti i nove goal di Gudjón Valur Sigurdsson. Gli islandesi però ricevono un fondamentale e (forse) insperato aiuto proprio dagli avversari, in uno 'strano' (eufemismo) finale che ha visto i nordici, sotto di quattro lunghezze (34-30) a meno di trenta secondi dalla fine ed a secco di reti da oltre tre minuti, andare in goal due volte nel giro di 25 secondi, contro una difesa slovena all'apparenza non troppo agguerrita (eufemismo).

PICCOLO PARTICOLARE: una vittoria slovena di quattro reti avrebbe portato avanti Slovenia e Norvegia, ma con gli sloveni al Main Round con ZERO punti, per via dei confronti diretti con le altre qualificate. Con il più due finale (34-32), se combinato ad una probabilissima vittoria croata sulla Norvegia, passavano sloveni e islandesi, e la Slovenia sarebbe andata al turno seguente con DUE punti. Ma guarda che coincidenza ...

La pantomima (di questo si è trattato) recitata dalla difesa slovena negli ultimi trenta secondi, finita mediaticamente in ombra dopo il tracollo francese, ha influenzato l'esito del gruppo, però la Norvegia ci ha messo del suo, 'guadagnandosi' l'eliminazione con una prova incolore nella sfida, ovviamente persa, contro la Croazia. Ivan Cupić (miglior realizzatore slavo), Denis Buntić (MVP dei suoi), Mirko Alilović (una certezza tra i pali) e le altre stelle balcaniche hanno dominato sin dalle prime fasi, contro una formazione scandinava apparsa troppo Mamelund-dipendente in attacco, ed in grado di segnare la miseria di otto goal in trenta minuti. Il 13-8 dell'intervallo la dice tutta. O forse no, perché senza la parate di un grande Ole Erevik (43% di media a fine partita), bravo a rispondere da par suo alle prodezze di Alilović, la nave vichinga sarebbe totalmente colata a picco.

Non cambia molto, comunque: seppure i norvegesi abbozzino una mini-rimonta in apertura di ripresa (quando la fase difensiva raccoglie qualche frutto ed i vari Tvedten, Myrhol, Lund tornano brevemente a farsi notare) portandosi sul 12-15 (minuto 38), la Croazia non si lascia impressionare: Ivano Balić (due reti per meno di venti minuti in campo) ed i già citati Buntić e Cupić rispediscono indietro l'avversario. L'ultimo spicchio del match serve solo a rimpinguare il tabellino di alcuni giocatori, ma la Norvegia vista in campo venerdì a Vršac è davvero poca cosa, e finisce per meritare l'eliminazione, a prescindere da quanto di 'sospetto' avvenuto in precedenza.

Gruppo D - Risultati
** Slovenia - Islanda 34-32 (17-13)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Croazia - Norvegia 26-20 (13-8)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica Finale
1. Croazia 6 p. 3-0-0 (88-78) +10
2. Slovenia 2 p. 1-0-2 (90-91) -1
3. Islanda 2 p. 1-0-2 (85-87) -2
_________________________________
4. Norvegia 2 p. 1-0-2 (80-87) -6

venerdì 13 gennaio 2012

Europei Pallamano Serbia 2012: la lista dei giocatori francesi.

Poche sorprese tra i 'magnifici 17' (ma entro lunedì dovranno ridursi a sedici) francesi che voleranno in Serbia per difendere il titolo Europeo conquistato due anni fa in terra austriaca.

Nella lista quasi definitiva comunicata da Claude Onesta non figura il terzino destro Sébastien Bosquet, che paga l'infortunio d'inizio stagione e la relativa assenza dai campi di gioco per un paio di mesi. Il mister transalpino gli ha preferito il 'parigino' Kevynn Nyokas, il quale affiancherà Xavier Barachet. Fra i pali sarà come al solito Daouda Karaboué, e non Cyril Dumoulin, che pure sta facendo molto bende con lo Chambéry, a recitare il ruolo di vice Thierry Omeyer; Michael Guigou e Arnaud Bingo (quest'ultimo rimpiazza l'indisponibile Samuel Honrubia) si alterneranno all'ala sinistra, con Luc Abalo e Guillaume Joli a destra.

Nel caso dei terzini sinistri, spazio a William Accambray (la cui condizione post-infortunio, come quella di Guigou, rappresenta una vera incognita per i campioni di tutto ...) Jérôme Fernandez e Daniel Narcisse, mentre Guillaume Gille e Nikola Karabatic fungeranno da 'coppia centrale'. Qualche grattacapo sul lato pivot, a causa dei problemi di Cédric Sorhaindo, infortunatosi ad una coscia nella sfida di ieri con la Norvegia; se il fuoriclasse del Barcellona non dovesse farcela, il suo posto dietro la 'roccia' Didier Dinart, pivot 'difensivo', ed a Bertrand Gille verrebbe preso da Grégoire Detrez dello Chambéry.

La nazionale francese per gli Europei di Serbia 2012:

PORTIERI: Thierry Omeyer (THW Kiel), Daouda Karaboué (Toulouse);

TERZINI: Jérôme Fernandez (Toulouse, sx), Daniel Narcisse (THW Kiel, sx), William Accambray (Montpellier, sx), Xavier Barachet (Chambéry Savoie, dx), Kévynn Nyokas (Paris Handball, dx),

CENTRALI: Guillaume Gille (HSV Hamburg), Nikola Karabatic (Montpellier);

ALI: Luc Abalo (Atlético Madrid, dx), Guillaume Joli (Cuatro Rayas Valladolid, dx), Michaël Guigou (Montpellier, sx), Arnaud Bingo (Tremblay-en-France sx);

PIVOT: Bertrand Gille (HSV Hamburg), Didier Dinart (Atlético Madrid), incerti: Cédric Sorhaindo (Barcelona Intersport) oppure Grégoire Detrez (Chambéry Savoie).

mercoledì 11 gennaio 2012

Europei Pallamano 2012. Francia QUASI pronta: battuta la Norvegia nel test-match di Tolosa.

I Bleus 'vendicano' le Bleues. Quasi un mese dopo l'ultimo atto dei Mondiali Femminili, dominato dalla Norvegia sulla Francia, Titi Omeyer e compagni sconfiggono la controparte maschile di Marit Malm Frafjord e compagne. Anche se in questo caso si trattava di un semplice test-match in vista dell'imminente campionato Europeo di Serbia 2012.

Un incontro, vinto dai francesi per 35-29 davanti ai quattromila del palazzetto di Tolosa, che ha offerto (più o meno) buone indicazioni alla truppa di un (più o meno) soddisfatto Claude Onesta, tornata in campo dopo circa due mesi e dopo essere stata colpita da una spiacevole serie di infortuni. Ormai fuori dai giochi per gli Europei l'ala sinistra Samuel Honrubia, incerta la forma del compagno di reparto (e di club a Montpellier) Mickaël Guigou, il mister campione di tutto si è visto 'obbligato' a convocare Baptiste Butto del Dunkerque, non proprio famosissimo, tanto che un gossip non sappiamo quanto fondato vuole che il poveretto non sia stato neppure salutato da Didier Dinart al ritrovo della nazionale ... perchè quest'ultimo non lo aveva manco riconosciuto!

E poi c'è l'incognita William Accambray, visto in campo a Tolosa e, al pari di Gigou, ancora fuori condizione dopo il suo infortunio. In realtà, pur facendo parte della rosa del match, Butto è rimasto in tribuna, al fianco di Bosquet, Dumoulin, Mahé e Cedric Sorhaindo. Ma lo scarso minutaggio concesso a Kevynn Nyokas e Grégoire Détrez suggerisce quanto sia Bosquet che il pivot del Barcellona non corrano troppi rischi al riguardo...

Martedì sera Les Experts (così vengono chiamati in patria) hanno inizialmente stentato (4-6 dopo una decina di minuti) di fronte ai vari Koren, Lund e Rambo, con più match nelle gambe rispetto ai loro avversari; ma una volta riscaldati i motori ed ingranata la marcia, per gli scandinavi - che in ambito maschile non hanno la classe e della qualità della 'landslag' femminile pigliatutto - non c'è stato molto da fare. Con Luc Abalo e Jérôme Fernandez sugli scudi, ed i vari Barachet e Karabatic a fare la loro parte, come del resto Narcisse e Bingo, i francesi volavano sul 16-6, trasformatosi in 20-10 a pochi istanti dall'intervallo.

Bene la fine del primo periodo, male l'inizio del secondo: un parzialone di 11-4, favorito dalle rotazioni in casa Onesta, permette alla Norvegia, che sfrutta la potenza dai nove metri dello scatenato Mamelund, di rifarsi sotto fino al meno tre del 42° minuto; poi Nikola Karabatic e soci (compreso Karabouè, subentrato fra i pali ad Omeyer) riprendono la situazione in mano e chiudono definitivamente l'incontro. Alla sirena è più sei per i padroni di casa, con qualche campanello d'allarme per le ventinove reti subite da un avversario non fenomenale. 'C'è ancora qualcosa da sistemare' ammetteva a fine partita il 'ministro della difesa' Dinart.

Qui sotto il video con le reazioni francesi nel dopo-partita.


HandTV - Tournoi FDJ - 10/01/12 : réactions... di ff-handball

Rivincita in programma Giovedì sera (ore 21) a Parigi-Bercy, successivamente, nel mattino di Venerdì, il coach transalpino svelerà al Mondo la tanto attesa lista dei 'magnifici 16' che difenderanno il titolo continentale.

** Francia - Norvegia 35-29 (21-13)
FRANCIA: Omeyer, Karaboué, Fernandez 4/6, Dinart, Barachet 2/3, Gille G. 0/1, Gille B. 4/5, Narcisse 2/5, Joli 3/4 (2/2 rig.), Nyokas 1/1, Karabatic 7/9, Accambray 0/1, Abalo 7/11, Guigou 1/2, Detrez, Bingo 4/4
NORVEGIA: Medhus, Dahl, Erevik; Jensen, Hippe, Bjornsen, Myrhol 2/4, Lund 2/5, Tvedten 3/4 (3/3 rig.), Mamelund 8/11, Rambo 3/9, Hansen 0/4, Jondal 2/2, Samdahl 2/3, Koren 4/4, Paulsen 3/5, Tonnesen, Klev 0/1

sabato 11 giugno 2011

Amichevoli: la Francia vince ancora, ma l'Argentina esce a testa alta ...

Due su due. La Francia (non troppo) 'sperimentale' di Claude Onesta, che ben inserisce i giovani Luka Karabatic e Kévynn Nyokas (il terzino destro parigino sembra aver convinto...) ma poi quando il gioco si fa duro fa sempre affidamento sui 'senatori', conquista anche la seconda amichevole, disputata la scorsa notte, in terra d'Argentina. Dopo Almirante Brown, Les Experts espugnano anche il 'Luna Park' di Buenos Ayres, per quanto, come suggerito dal punteggio finale (34-31), i sudamericani non abbiano certamente sfigurato.

Buona la reazione argentina dopo un primo tempo dominato dai francesi (trascinati dal ... 'pivot' Nikola Karabatic, la cui connessione con il neo-campione d'Europa Cédric Sorhaindo pare funzionare a meraviglia), con il tabellone che segnava un impietoso 17-10 a metà gara; ma il vantaggio francese era andato persino in doppia cifra.

Tra aggiustamenti in difesa, prodezze fra i pali del 'Negro' García e reti in serie - inclusa una tripletta di Agustín Vidal - l'albiceleste torna a meno due (19-21) quando Fede Fernández mette la sua firma dai sette metri al 43°. Ed ha in mano anche la palla del meno uno, ma non ne approfitta.

La 'remontada' argentina si ferma lì. Con William Accambray sugli scudi, la Francia va nuovamente in fuga, e portandosi sul 28-22 mette di fatto le mani sull'incontro. Ancora una volta, però, gli uomini di Eduardo Gallardo, non a caso soprannominati 'Los Gladiadores', mettono in mostra carattere da vendere e dimezzano il passivo negli ultimi minuti.

L'allenatore argentino può comunque trarre indicazioni positive dalla doppia sfida di questa settimana, anche in prospettiva dei quasi imminenti Giochi Panamericani. Lo stesso discorso vale, a maggior ragione, per i transalpini, che usciti vincitori dai palazzetti 'gauchos' adesso si godranno un meritato week-end di vacanza alle cascate di Iguazù.

lunedì 3 gennaio 2011

Francia ai Mondiali senza Guillaume Gille


Dopo le forzate, e non certo gradite dai tifosi transalpini, assenze dei vari Daniel Narcisse e Franck Junillon, arriva un'altra tegola sul cammino della Francia verso la riconferma del titolo conquistato in Croazia due anni fa. L'infortunio al piede sinistro subito nell'incontro di Bundesliga tra il suo HSV Hamburg ed il TBV Lemgo costerà molto caro a Guillaume Gille (foto da wikimedia sopra, cliccare per ingrandire): il 34enne centrale francese sarà infatti costretto a saltare i Mondiali di Svezia (13-30 Gennaio) con la sua nazionale.

Claude Onesta non ha chiamato nessun sostituto al suo posto, per cui la lista definitiva dei magnifici 16 che viaggeranno alla volta delle fredde lande scandinave uscirà dal seguente lotto di 19 giocatori, tra cui 14 dei 17 atleti vincitori dell'Europeo lo scorso Gennaio, annunciati dal mister transalpino già da alcuni giorni.

Guillaume Gille, che ha fatto il suo debutto tra i Bleus nel lontano 1996 e con loro ha vinto Olimpiadi del 2008, Mondiali nel 2001 e 2009, Europei nel 2006 e nel 2010, realizzando 669 reti in 285 incontri, era in pratica l'unico centrale 'puro' nella pre-selezione francese; toccherà quindi presumibilmente a Nikola Karabatic occupare il suo posto.

La nazionale transalpina, attualmente in ritiro a Capbreton, completerà la sua preparazione (svolta, a dire la verità, in tempi piuttosto ristretti) ai Mondiali nel Torneo di Parigi-Bercy, in programma tra Sabato e Domenica prossimi con la partecipazione anche di Argentina, Croazia e Corea del Sud, per poi volare in Svezia dove il giorno 14 affronterà la Tunisia in un impegnativo Gruppo A che la vedrà opposta pure a Bahrein, Egitto ed in particolare Spagna e Germania.

La lista dei 19 pre-convocati:

Portieri: Thierry Omeyer (THW Kiel), Daouda Karaboué (Toulouse), Cyril Dumoulin (Chambéry)

Terzini e Centrali: Jérôme Fernandez (THW Kiel), Xavier Barachet (Chambéry), Nikola Karabatic (Montpellier), William Accambray (Montpellier), Bertrand Roiné (Chambéry), Sébastien Bosquet (Dunkerque)

Ali: Luc Abalo (Renovalia Ciudad Real), Sébastien Ostertag (Tremblay), Guillaume Joli (Pevafersa Valladolid), Cédric Paty (Chambéry), Samuel Honrubia (Montpellier), Michaël Guigou (Montpellier), Arnaud Bingo (Tremblay)

Pivot: Bertrand Gille (HSV Hamburg), Cédric Sorhaindo (FC Barcelona Borges), Grégoire Detrez (Chambéry), Didier Dinart (Renovalia Ciudad Real)

venerdì 11 giugno 2010

La favola di Cedric Sorhaindo

Ovvero, un esempio di come forza di volontà e talento possano sconfiggere le avversità. Ecco come l'agenzia spagnola EFE presenta la storia del nuovo acquisto del Barcellona.

Il pivot della nazionale francese Cedric Sorhaindo, che ha recentemente firmato un contratto con il Barcellona Borges per le prossime tre stagioni, è considerato uno dei migliori giocatori al mondo nella sua posizione, ed il suo cammino verso la gloria è stato un grande esempio di come lottare contro le avversità e superarle.

Sorhaindo è infatti nato con gravi problemi alle tibie che gli impedivano di camminare normalmente. All'età di tre anni ha dovuto sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico per alleviare i terribili dolori di cui soffriva alle ginocchia.

'La gente parlava di me come se fossi un disabile. Dicevano che non avrei combinato niente nella mia vita' ricorda Sorhaindo. L'operazione sembrava però aver avuto successo, tanto che Cedric poteva iniziare a praticare sport, cominciando (ovviamente) dal calcio, ma un giorno, all'età di 15 anni, passeggiando per la sua città gli capitò di assistere ad un incontro di pallamano e decise di parteciparvi, mostrando qualità sorprendenti che non passarono inosservate ai tecnici locali, e che lo portarono a venire incorporato tra le fila della compagine del Gauolise de Trinitè.


Cedric Sorhaindo (Fotografia da lnh.fr)

Nel 2001, a diciassette anni, si trasferì dalla Martinica in Francia, dopo aver firmato un contratto con il centro di formazione Angers-Noyan. Lì i medici gli consigliarono di sottoporsi ad un nuovo intervento per evitare danni irreversibili. Una delle sue ginocchia presentava infatti una rotazione incompleta al 18 per cento. L'operazione, senza precedenti in quanto era il primo caso che vedesse coinvolto un giocatore di così alto livello, fu effettuata nel 2002, e consisteva nel rompere la tibia per raddrizzarla e porvi una placca di metallo per mantenerla nella giusta posizione. Sorhaindo fu costretto ad affrontare una lunga convalescenza di circa sei mesi.

Rientrato in attività. giocò nell'Angers fino al 2004 prima di trasferirsi a Parigi ed entrare nella squadra della capitale francese, ma la sfortuna continuava a perseguitarlo. Nel 2005 venne convocato nella nazionale transalpina, ma senza avere molte opportunità di giocare. Sembrava poi che il suo momento fosse finalmente arrivato nel 2008, ma un incredibile infortunio lo costrinse a saltare i campionati Europei di Norvegia e la Olimpiadi di Pechino: si era rotto un tendine dell'adduttore dopo un fortuito scontro con ... il coach Claude Onesta durante un allenamento.

Un anno dopo fu finalmente in grado di debuttare, ai mondiali di Croazia 2009, con il non facile compito di garantire la successione ad un grande quale Bertrand Gille, ai tempi forse il miglior pivot del mondo, che aveva però deciso di prendersi una pausa dalla nazionale. Sorahindo vincerà la medaglia d'oro, a cui farà seguito il trionfo nell'Europeo di Austria 2010.

Una volta entrato effettivamente nel giro della nazionale, non si è più fermato, collezionando una sessantina di presenze ed oltre un centinaio di reti, sempre con il numero 97 (quello assegnato in Francia ai Dipartimenti d'Oltre Mare) sulle spalle, in omaggio alla sua Martinica, tanto nella squadra di club come tra i 'Bleus'. Un numero che molto probabilmente lo accompagnerà anche nella sua nuova avventura in maglia blaugrana.
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martedì 8 giugno 2010

Claude Onesta ed Evgeni Trefilov 'Allenatori dell'Anno 2009'.

Il successo paga. Anche a livello di riconoscimenti. Una giuria di esperti internazionali, scelta dall'IHF (International Handball Federation), ha infatti votato Claude Onesta (pallamano maschile) ed Evgeni Trefilov (pallamano femminile), come 'allenatori dell'anno' per il 2009.

Per quanto riguarda il buon Claude Onesta, ci pare una scelta più che obbligata. Lo scorso anno, infatti, lo stratega della nazionale francese pigliatutto ha compiuto un passo fondamentale nel cammino verso la storia che i Bleus hanno intrapreso con successo: la vittoria ai Mondiali croati, che va abbinata a quella Olimpica di Pechino 2008 ed al più recente trionfo ai campionati europei per nazioni. Un risultato mai raggiunto da nessun altro coach, e che pone il cinquantatreenne transalpino, alla guida della nazionale dal lontano 2001, in posizione unica (o quasi, visto che il 'triplete' era in precedenza riuscito anche a Vladimir Maximov sulla panchina russa).

La scalata al successo di Onesta ha assunto i caratteri di un processo graduale ma inesorabile. Chiamato alla non facile successione di quel Daniel Constantini medaglia d'oro ai Mondiali nel 1995 e nel 2001, ha saputo integrare talenti quali Nikola Karabatic e Luc Abalo – giusto per fare alcuni nomi - nell'organico della squadra che ha condotto ad un doppio bronzo mondiale ed al titolo continentale nel 2006, prima della definitiva esplosione vissuta nell'ultimo triennio.

Claude Onesta è divenuto allenatore nel 1987, dopo una ... onesta carriera da giocatore. Prima di arrivare alla nazionale, è rimasto sulla panchina del Tolosa per ben 14 anni, arrivando fino in semifinale di Champions League.

La scelta di Evgeni Trefilov in ambito femminile è forse un'ulteriore prova dell'importanza di grandi risultati oggettivi negli appuntamenti di maggior richiamo planetario, rispetto a competizioni come la Champions League, sicuramente importanti ma con minore appeal. Il terzo trionfo consecutivo ai Campionati del Mondo, ottenuto lo scorso dicembre, ha infatti consentito al gigante russo di vincere la concorrenza di colleghi talentuosi quali Jakob Vestergaard - dominatore a livello di club con il suo Viborg - ed Oliver Krumbholz, bravissimo a portare la Francia ad un inatteso argento mondiale ma arresosi senza appello in finale, a dispetto del povero bilancio stagionale dello Zvezda Zvenigorod, il club allenato da 'Trefi'.

Stakanovista e burbero, celebre per le strigliate, nei time-out e non solo, alla sue giocatrici, il 54enne di Krasnodar è ormai più che un'istituzione nell'ambiente della pallamano internazionale. E se c'è chi, come Emiliya Turey, ha sempre declinato gli inviti a raggiungerlo anche nel club ('Un mese di Trefilov all'anno è sufficiente' fu la frase, divenuta celebre, dell'ormai ex-giocatrice del Copenhagen per spiegare il suo niet al coach...) molte ragazze della nazionale russa hanno invece accettato di seguire l'orso Trefilov pure nel Lada o allo Zvezda.

In oltre un decennio di onorata carriera, a livello sia di nazionale che di squadre di club, egli ha collezionato sette campionati russi - cinque con il Lada Togliatti, due con l'attuale club Zvezda Zvenigorod - e tutti e tre i maggiori trofei internazionali, oltre a quattro titoli mondiali (2001, 2005, 2007, 2009), agli argenti olimpico (2008) ed europeo (2006), ed ai bronzi europei di 2000 e 2008.

Trefilov ha giocato in varie formazioni sino al 1984 per poi intraprendere la carriera di allenatore, dapprima al Krasnodar femminile, con il quale ha pure vinto il campionato 1998, quindi alla Dinamo Volgograd, cui hanno fatto seguito i trasferimenti a Lada e Zvezda. Dopo un periodo in qualità di assistente allenatore, ha inoltre preso le redini della nazionale del suo paese, con risultati che parlano da soli.
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Amichevoli: Francia d'autorità sull'Egitto

Facile vittoria per la nazionale maschile francese - priva di Karabatic ed Ostertag ma con Michaël Guigou, reduce dalla recentissima affermazione in Coppa di Francia con il suo Montpellier, nuovamente in campo - nell'amichevole di scena a Metz lunedì sera.

Giocando di fronte al pubblico amico per la prima volta dopo il trionfo agli europei di Austria 2010, i 'Bleus' si sono sbarazzati con relativa comodità (41-25) dell'Egitto vice-campione africano. Con otto reti all'attivo, il ventiduenne William Accambray è stato il miglior realizzatore dei transalpini, seguito dal capitano Jérôme Fernandez (7), e da Joli (5) e Luc Abalo (4). Bene anche Cyril Dumoulin tra i pali (nove parate in soli trenta minuti).

La migliore nazionale al mondo partiva con il piede giusto, portandosi sul 6-3 dopo appena nove minuti, ed aumentando il vantaggio fino al 17-11 al ventiquattresimo. Al termine di qulla sorta di 'festival del gol' che si è rivelato il primo tempo, lo score era fisso sul 22-14. I 'galletti' incrementavano ulteriormente il margine nella seconda frazione (31-19 al 40°, 36-22 al minuto 51), aiutati dalla eccellente prestazione difensiva di Cédric Sorhaindo, futuro giocatore del Barcellona, e chiudevano in scioltezza.

'Va tutto per il meglio. Siamo soddisfatti' ha affermato coach Claude Onesta, 'nonostante la stanchezza, si è trattato di un buon incontro, i ragazzi hanno mantenuto la concentrazione. Ho potuto effettuare delle rotazioni ed utilizzare i giocatori in ruoli per loro non abituali'. Frasi cui ha fatto eco Samuel Honrubia: 'Abbiamo giocato una buona partita. Il punteggio finale parla da solo'.

La seconda sfida tra le due nazionali avrà luogo mercoledì a Tolosa.

** Francia - Egitto 41-25 (22-14)

Francia: Omeyer (11 parate), Dumoulin (9 parate), Jérôme Fernandez (7), Dinart (0), Guillaume Gille (1), Bertrand Gille (3), Narcisse (1, 1 rig.), Joli (5, 1 rig.), Marroux (2), Honrubia (2), Accambray (8), Abalo (4), Sorhaindo (1), Guigou (2), Bosquet (3), Detrez (2)
Egitto: El Nakib (8 parate), Hendawy (6 parate), El Bohy (1), Ramadan (1), Refaie (0), Sayed Hussein (1), El Ahmar (6, 1 rig.), Sadek Youssef (1), Hassan (2), Sanad (0), Mamdouh Hashem (2), Awwad (3), Abdel Wares (0), Zein El Abedin (3), Haggag (4), Keshk (1)