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lunedì 22 ottobre 2012

Francia: il Montpellier va nuovamente a segno. Il Dunkerque resta in scia al PSG.


Se in Europa il Montpellier Handball rimane invischiato nei bassifondi del proprio girone, con solo in punto conquistato in quattro partite, i campioni di Francia possono trovare sollievo almeno in ambito domestico.

Dopo la vittoria a spese del Saint-Raphaël, infatti, è giunta una nuova nota positiva: gli uomini di Patrice Canayer si sono imposti domenica sul campo dell'Ivry, con lo score finale di 32-28. Fondamentale l'apporto dei fuoriclasse William Accambray e Michaël Guigou (17 reti in due) ma anche quello del meno noto Mathieu Grébille, a segno in una mezza dozzina di occasioni. Non schierato invece Dragan Gajić, nonostante lo sloveno avesse ricevuto da un giudice il nulla osta per il suo rientro in campo.

I due punti messi in tasca nel week-end hanno riportato il MAHB fino al quarto posto della Ligue 1, attualmente condotta da un inarrestabile Paris Saint Germain, vincitore sei volte su altrettanti incontri. Il successo infrasettimanale sul campo dello Chambéry (al tappeto pure in Champions League) ha consacrato la leadership della 'squadra del petrodollaro', che ora si trova come principale avversario, almeno numericamente, l'Handball Grand Littoral Dunkerque, unica formazione imbattuta assieme alle stelle della capitale francese.

Ma i vari Guillaume Joli, Kornel Nagy e Sébastien Bosquet (a segno venti volte in tre sabato sera), non hanno convinto troppo sul campo del modesto Sélestat, rischiando di compromettere nel finale una gara che sembravano avere in pugno già nella prima parte, e conclusasi sul 27-25 per gli ospiti. Difficile che una tale squadra possa davvero creare seri grattacapi alla corazzata dello sceicco.

Ne sapremo di più, comunque, dopo lo scontro di giovedì prossimo che, guarda caso, vedrà di fronte proprio Montpellier e Dunkerque. Con possibilità di 'rivincita', ma a campi invertiti e nella finale di Coupe de La Ligue, domenica 28. Il rischio concreto è che, come dice il proverbio, tra i due litiganti (MAHB ed USDK) sia davvero il terzo (PSG) a godere.

venerdì 12 ottobre 2012

Montpellier Handball: finalmente la riscossa!

Forse è presto per affermare che il peggio sia passato, ma intanto sembra che, dopo aver toccato il fondo, il Montpellier Agglomération Handball abbia finalmente trovato la forza di reagire, rimettendosi sulla via del successo dopo varie settimane.

Vittoria 'balsamica' quella di ieri sera, che riporta la squadra al momentaneo quarto posto nella classifica di Ligue 1. Vittoria 'di prestigio', in quanto a fare le spese del 'riscatto' dei campioni di Francia è quel Saint-Raphaël un mese fa impegnato nelle qualificazioni di Champions League. E vittoria meritata, perché pur faticando ed imponendosi per 29-26 solo grazie ad un mini-parziale di 3-0 negli ultimi cinque minuti, il Montpellier aveva condotto per quasi tutto il match.


Eroe di serata il portiere Mickaël Robin, in grado di neutralizzare qualcosa come 27 tiri avversari, ma risultano fondamentali pure le reti di Wissem Hmam. Ed i tifosi hanno un motivo in più per esultare: il ritorno in campo dell'ormai ex infortunato (al ginocchio) Michaël Guigou, assente dal giorno della finale olimpica di Londra.

Le dichiarazioni post-partita dell'MVP Robin dicono molto sull'importanza del risultato di ieri sera: 'Sono veramente felice. I momenti peggiori li ho lasciati alle spalle. Ora penso ad essere solidale con la mia squadra ed a giocare bene'; ancor più significative le parole di mister Patrice Canayer: 'Ci sono vittorie che danno più soddisfazione delle altre. E questa sicuramente di soddisfazione ne da' molta'.

Ed ora avanti in questa direzione, magari con l'importante contributo del 36enne pivot 'di peso' ungherese Gyula Gál, l'anno scorso al Croatia Osiguranje Zagabria, che insistenti voci di mercato danno attualmente 'in prova' al club transalpino ...

venerdì 13 gennaio 2012

Europei Pallamano Serbia 2012: la lista dei giocatori francesi.

Poche sorprese tra i 'magnifici 17' (ma entro lunedì dovranno ridursi a sedici) francesi che voleranno in Serbia per difendere il titolo Europeo conquistato due anni fa in terra austriaca.

Nella lista quasi definitiva comunicata da Claude Onesta non figura il terzino destro Sébastien Bosquet, che paga l'infortunio d'inizio stagione e la relativa assenza dai campi di gioco per un paio di mesi. Il mister transalpino gli ha preferito il 'parigino' Kevynn Nyokas, il quale affiancherà Xavier Barachet. Fra i pali sarà come al solito Daouda Karaboué, e non Cyril Dumoulin, che pure sta facendo molto bende con lo Chambéry, a recitare il ruolo di vice Thierry Omeyer; Michael Guigou e Arnaud Bingo (quest'ultimo rimpiazza l'indisponibile Samuel Honrubia) si alterneranno all'ala sinistra, con Luc Abalo e Guillaume Joli a destra.

Nel caso dei terzini sinistri, spazio a William Accambray (la cui condizione post-infortunio, come quella di Guigou, rappresenta una vera incognita per i campioni di tutto ...) Jérôme Fernandez e Daniel Narcisse, mentre Guillaume Gille e Nikola Karabatic fungeranno da 'coppia centrale'. Qualche grattacapo sul lato pivot, a causa dei problemi di Cédric Sorhaindo, infortunatosi ad una coscia nella sfida di ieri con la Norvegia; se il fuoriclasse del Barcellona non dovesse farcela, il suo posto dietro la 'roccia' Didier Dinart, pivot 'difensivo', ed a Bertrand Gille verrebbe preso da Grégoire Detrez dello Chambéry.

La nazionale francese per gli Europei di Serbia 2012:

PORTIERI: Thierry Omeyer (THW Kiel), Daouda Karaboué (Toulouse);

TERZINI: Jérôme Fernandez (Toulouse, sx), Daniel Narcisse (THW Kiel, sx), William Accambray (Montpellier, sx), Xavier Barachet (Chambéry Savoie, dx), Kévynn Nyokas (Paris Handball, dx),

CENTRALI: Guillaume Gille (HSV Hamburg), Nikola Karabatic (Montpellier);

ALI: Luc Abalo (Atlético Madrid, dx), Guillaume Joli (Cuatro Rayas Valladolid, dx), Michaël Guigou (Montpellier, sx), Arnaud Bingo (Tremblay-en-France sx);

PIVOT: Bertrand Gille (HSV Hamburg), Didier Dinart (Atlético Madrid), incerti: Cédric Sorhaindo (Barcelona Intersport) oppure Grégoire Detrez (Chambéry Savoie).

mercoledì 11 gennaio 2012

Europei Pallamano 2012. Francia QUASI pronta: battuta la Norvegia nel test-match di Tolosa.

I Bleus 'vendicano' le Bleues. Quasi un mese dopo l'ultimo atto dei Mondiali Femminili, dominato dalla Norvegia sulla Francia, Titi Omeyer e compagni sconfiggono la controparte maschile di Marit Malm Frafjord e compagne. Anche se in questo caso si trattava di un semplice test-match in vista dell'imminente campionato Europeo di Serbia 2012.

Un incontro, vinto dai francesi per 35-29 davanti ai quattromila del palazzetto di Tolosa, che ha offerto (più o meno) buone indicazioni alla truppa di un (più o meno) soddisfatto Claude Onesta, tornata in campo dopo circa due mesi e dopo essere stata colpita da una spiacevole serie di infortuni. Ormai fuori dai giochi per gli Europei l'ala sinistra Samuel Honrubia, incerta la forma del compagno di reparto (e di club a Montpellier) Mickaël Guigou, il mister campione di tutto si è visto 'obbligato' a convocare Baptiste Butto del Dunkerque, non proprio famosissimo, tanto che un gossip non sappiamo quanto fondato vuole che il poveretto non sia stato neppure salutato da Didier Dinart al ritrovo della nazionale ... perchè quest'ultimo non lo aveva manco riconosciuto!

E poi c'è l'incognita William Accambray, visto in campo a Tolosa e, al pari di Gigou, ancora fuori condizione dopo il suo infortunio. In realtà, pur facendo parte della rosa del match, Butto è rimasto in tribuna, al fianco di Bosquet, Dumoulin, Mahé e Cedric Sorhaindo. Ma lo scarso minutaggio concesso a Kevynn Nyokas e Grégoire Détrez suggerisce quanto sia Bosquet che il pivot del Barcellona non corrano troppi rischi al riguardo...

Martedì sera Les Experts (così vengono chiamati in patria) hanno inizialmente stentato (4-6 dopo una decina di minuti) di fronte ai vari Koren, Lund e Rambo, con più match nelle gambe rispetto ai loro avversari; ma una volta riscaldati i motori ed ingranata la marcia, per gli scandinavi - che in ambito maschile non hanno la classe e della qualità della 'landslag' femminile pigliatutto - non c'è stato molto da fare. Con Luc Abalo e Jérôme Fernandez sugli scudi, ed i vari Barachet e Karabatic a fare la loro parte, come del resto Narcisse e Bingo, i francesi volavano sul 16-6, trasformatosi in 20-10 a pochi istanti dall'intervallo.

Bene la fine del primo periodo, male l'inizio del secondo: un parzialone di 11-4, favorito dalle rotazioni in casa Onesta, permette alla Norvegia, che sfrutta la potenza dai nove metri dello scatenato Mamelund, di rifarsi sotto fino al meno tre del 42° minuto; poi Nikola Karabatic e soci (compreso Karabouè, subentrato fra i pali ad Omeyer) riprendono la situazione in mano e chiudono definitivamente l'incontro. Alla sirena è più sei per i padroni di casa, con qualche campanello d'allarme per le ventinove reti subite da un avversario non fenomenale. 'C'è ancora qualcosa da sistemare' ammetteva a fine partita il 'ministro della difesa' Dinart.

Qui sotto il video con le reazioni francesi nel dopo-partita.


HandTV - Tournoi FDJ - 10/01/12 : réactions... di ff-handball

Rivincita in programma Giovedì sera (ore 21) a Parigi-Bercy, successivamente, nel mattino di Venerdì, il coach transalpino svelerà al Mondo la tanto attesa lista dei 'magnifici 16' che difenderanno il titolo continentale.

** Francia - Norvegia 35-29 (21-13)
FRANCIA: Omeyer, Karaboué, Fernandez 4/6, Dinart, Barachet 2/3, Gille G. 0/1, Gille B. 4/5, Narcisse 2/5, Joli 3/4 (2/2 rig.), Nyokas 1/1, Karabatic 7/9, Accambray 0/1, Abalo 7/11, Guigou 1/2, Detrez, Bingo 4/4
NORVEGIA: Medhus, Dahl, Erevik; Jensen, Hippe, Bjornsen, Myrhol 2/4, Lund 2/5, Tvedten 3/4 (3/3 rig.), Mamelund 8/11, Rambo 3/9, Hansen 0/4, Jondal 2/2, Samdahl 2/3, Koren 4/4, Paulsen 3/5, Tonnesen, Klev 0/1

lunedì 31 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: ENCORE LA FRANCE, TOUJOURS LA FRANCE!

Francia ancora sul tetto del mondo. I Bleus si impongono su un avversario a dir poco irriducibile in una delle più emozionanti e combattute finali mai viste. Ci sono voluti i tempi supplementari perché Omeyer (stavolta non straordinario) e soci avessero ragione della tenacia danese, con il risultato finale di 37-35. I transalpini hanno tremato prima di riuscire ad imporre la loro legge ottenendo la loro vittoria più sofferta da quando è cominciato il loro ciclo dal 2008. E con questa, proprio partendo da Pechino, raggiungono il poker di grandi successi internazionali consecutivi. La Danimarca e i suoi calorosissimi supporter, che avevano attraversato il ponte di Oresund sperando in un finale diverso, ci hanno provato, ma alla fine ... ENCORE LA FRANCE, TOUJOURS LA FRANCE!

La Francia resta dunque seduta sul trono mondiale, ma ha davvero rischiato di cadere e farsi male. Avanti per tutto l'incontro o quasi - seppure mai con un vantaggio che potesse dare tranquillità - e capaci di rintuzzare i tentativi di rimonta avversaria, i francesi si sono infatti visti raggiungere a pochi secondi dal termine, e addirittura superare all'inizio dei dieci minuti supplementari, che poi li avrebbero visti uscire trionfanti.

Una finale intensa come poche, una Francia in difficoltà come mai in questi ultimi anni, ma alla lunga vincente. Tutto logico, quando di mezzo ci sono personaggi del calibro di Nikola Karabatic e Mikkel Hansen: dieci reti a testa nella finalissima, e la prova che se il primo ha meritato il premio come MVP del torneo, il secondo non avrebbe rubato nulla se l'avesse vinto lui. Oppure come Thierry Omeyer e quello che molti vedono come suo successore nel ruolo di miglior portiere del mondo: Niklas Landin (22 anni), che con ventuno parate si è fatto notare anche nell'ultimo atto. Oppure ancora come Didier Dinart, roccia in difesa a dispetto delle zero penalità subite dagli arbitri spagnoli, ed un Lars Christiansen che ha griffato la finalissima con cinque reti personali.

I transalpini mettono le cose in chiaro dall'inizio: difesa aggressiva (subito un giallo a Bertrand Gille) e la coppia Fernandez-Guigou a mandare lo score sul 2-0. I danesi non si lasciano impressionare così facilmente, e rispondono colpo su colpo, includendo un botta e risposta proprio fra Hansen e Karabatic. I francesi non sono squadra da lasciarsi rimontare facilmente però, e con un sette metri trasformato da Guillaume Joli vanno sul più tre (9-6) intorno a metà tempo. Contro-break nordico, con lo zampino di Landin, e arriva il primo aggancio (9-9); peccato per loro che due minuti rifilati alla stella degli scandinavi spianino la strada ad un nuovo allungo rivale, con il giovane Xavier Barachet a siglare il 12-9, e spingere coach Wilbek verso il time-out. Però al ritorno in campo Sua Maestà Karabatic regala alla Francia il massimo vantaggio. Gli ribatte il Michelone di Danimarca, che William Accambray non riesce a contenere, e si va negli spogliatoi sul 15-12.


La sensazione dopo i primi trenta minuti è quella di una Francia superiore, in virtù di maggiore 'solidità' ed esperienza, ma incapace di mettere del tutto le mani sull'incontro. Anche per merito della controparte, a sua volta brava a non farsi travolgere, ma a cui manca qualcosa per giocare a tu per tu con il più quotato e 'nobile' avversario. Impressioni confermate nei primi dieci-quindici minuti nella ripresa, con il divario sempre oscillante fra due e tre lunghezze, mentre Karabatic continua a perforare la difesa scandinava, si vede finalmente Accambray, e dall'altro lato Jesper Nøddesbo acquista maggiore protagonismo.

Il pivot danese del Barcellona, assieme ad Hansen, contribuisce al nuovo pareggio della sua squadra: un 24-24 (poi 25-25) che insinua i primi seri dubbi in una Francia che si pensava invincibile ed ora si vede costretta a cercare sempre più volte Luc Abalo all'ala destra, visto che al centro non sfonda più di tanto, e quando lo fa rischia di trovarsi la strada sbarrata da Landin. Il fuoriclasse del Ciudad Real fa comunque la sua parte, pure come assist-man per Gille, che riporta i Bleus avanti, con Karabatic ad arrotondare sul 27-25.

Giochi chiusi, anche se a fatica? No. Sale alla ribalta Lars Christiansen: il 'vecchietto' (sempre arzillo) scandinavo punisce tre volte, dall'alto dei suoi 38 anni e dall'ala sinistra: la terza vale il 29 pari. Tripletta rovinata da Bo Spelleberg, che cintura Barachet e manda Guigou ai sette metri, e sè stesso fuori per due giri di lancetta. I francesi ringraziano, segnano e potrebbero addirittura operare il break decisivo; ma Gille tira su Landin, e Lasse Boesen trova uno dei pochi raggi di luce in una serata per lui opaca, firmando il trenta pari.

Scintillante è invece la giornata di Re Nikola: suo il 31-30 che potrebbe decidere partita e torneo. E quale miglior match-winner che l'MVP dei mondiali, il giocatore probabilmente più famoso in assoluto? La trama ideale per un grande finale. Peccato che nessuno avesse avvisato Gille e Bo Spellerberg. Il primo, nel tentativo di difendere l'ultimo attacco danese, si fa prendere dalla foga e si piglia i suoi bei due minuti. Il secondo, con la squadra addirittura in doppia superiorità numerica (portiere tolto da Wilbek, dentro un altro giocatore...), trova il varco giusto per spedire il pallone fra Omeyer e l'angolino in basso, rasente al palo destro della porta francese. Si va ai supplementari! Che partita!


Il 31-31 acciuffato con unghie e denti (e volontà di ferro) a fil di sirena manda in visibilio i tifosi danesi, incluso il principe Frederik, ormai cliente fisso dei match della nazionale. Ed esalta Spelleberg e Knudsen, che smentiscono la Hansen-dipendenza in attacco e, dopo 64 minuti (!!!), trovano il primo vantaggio nordico della partita (33-32). Ora in Danimarca ci credono davvero ...

Non sanno, poveri loro, che il destino ha già preso la sua decisione. Ha scelto la Francia, e vuole mostrarlo nel modo più crudele per i danesi: li lascia illudere per un attimo, poi manda Karabatic a pareggiare, Jérôme Fernandez a rubare palla e lanciare Michaël Gigou, che ristabilisce le gerarchie in contropiede. Il tutto alla velocità della luce. Uno-due micidiale che esalta i telecronisti di France 2 (mettendo alla prova le loro corde vocali) ma spezza le gambe alla Danimarca. Il sette metri di Lars Christiansen è solo il canto del cigno: quando capitan Fernandez prende il mano la situazione e infila la doppietta decisiva (uno dai sette metri), i giochi sono fatti. 36-34 con un solo minuto rimasto: la Danimarca ora si è arresa davvero.

L'ultimo a gettare la spugna è - manco a dirlo - il ragazzone di Helsingør (al secolo Hansen Mikkel, classe 1987), cittadina a poche decine di chilometri da Malmö dove stasera non si festeggerà. Lo faranno invece i ragazzi di Claude Onesta. Dopo che Guigou sigla il 37-35 finale, evitando pure l'onta di una vittoria con il minimo scarto, esplode tutta la loro gioia, e la tensione per una partita che si è rivelata forse più difficile di quanto in tanti pensassero alla vigilia.

Modalità e difficoltà passano comunque in secondo piano. La Francia ha vinto ed è questo che conta. Assieme ad altri numeri, tipo i quattro successi mondiali (1995, 2001, 2009, 2011) di una nazionale che uguaglia la mitica Romania degli anni '60 e '70 e la Svezia. Si può tifare per i francesi o meno, ma bisogna levarsi il cappello di fronte a quanto ha saputo conquistare il movimento dei cugini d'Oltralpe. La Danimarca si lecca le ferite ed esce con la consapevolezza che le sue giovani stelle sapranno regalarle nuove soddisfazioni. Magari, con l'aiuto di una maggiore esperienza, arrivando a quel titolo mondiale che ancora manca al loro palmares e stavolta è sfuggito per un soffio.

Finale 1°-2° Posto
** Francia - Danimarca 37-35 dts (15-12; 31-31)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

La partita 'raccontata' sul sito del quotidiano L'Equipe
(solo testo, in Francese)


L'incredibile finale delle cinque della sera ha fatto passare in secondo piano la vittoria della Spagna, che in una (quasi) altrettanto tirata battaglia per il terzo posto ha conquistato la medaglia di bronzo a spese della Svezia. Medaglia (la seconda per gli iberici dopo l'oro di Tunisi 2005, cui vanno aggiunti tre argenti Europei, un bronzo pure continentale e tre bronzi olimpici) meritata, e giunta soprattutto grazie alla difesa, come al solito efficace, ed alle buone prove dei vari Alberto Entrerríos, Arpad Sterbik e Joan Cañellas.

Poco convincenti in attacco, anche a causa dei numeri di Johan Sjöstrand, portiere del Barcellona oggi opposto a vari compagni di club, gli spagnoli si trovano sotto (5-4) dopo un primo quarto d'ora avido di reti ed emozioni. Ma equilibrato come tutta la prima parte, che finirà in parità (11-11). La Svezia scatta al ritorno in campo (15-12) ma poi, con lo zampino di alcune penalità, subisce il ritorno spagnolo, sotto forma di un parziale di 6-0 che porta lo score dal 16-13 locale al 19-16 ospite.

Spinti dai tifosi della Malmö Arena, gli uomini di Ola Lindgren reagiscono, senza farsi abbattere dall'infortunio al loro top scorer Jonas Källman (anche lui stavolta impegnato contro i compagni, ma del Ciudad Real) e si arriva ai cinque dalla fine in perfetto equilibrio (22-22). A quel punto Sterbik, Entrerríos e Julen Aguingalde fanno la differenza nello sprint decisivo. Gli spagnoli festeggiano un bronzo che profuma quasi d'oro, gli scandinavi rimangono con l'amarezza della medaglia di legno che sa di occasione perduta davanti al proprio pubblico, in un mondiale da cui, ad ogni modo, escono a testa alta.

Finale 3°-4° Posto
** Spagna - Svezia 24-23 (11-11)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

sabato 29 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: Riassunto, risultati della partite di Venerdi 28 Gennaio

Il Mondiale di pallamano maschile 2011 avrà l'atto conclusivo che, dopo l'eliminazione della Croazia, in molti si attendevano. Francia e Danimarca infatti si contenderanno il trono (Domenica prossima, ore 17:00, Malmö Arena) dopo essersi aggiudicate le rispettive semifinali.

I Bleus 'espugnano' Malmö battendo la Svezia per 29-26, un risultato forse ancor riduttivo se rapportato alla loro effettiva superiorità in campo. Transalpini un poco in affanno all'inizio, con gli svedesi subito trascinati dall'entusiasmo, ma poi Bertrand Gille e Michaël Guigou in particolare (otto reti a testa nei sessanta minuti) portano i campionissimi al vantaggio, nonostante sia William Accambray che Xavier Barachet sentano il peso della loro relativa inesperienza a questi livelli. Il più tre della pausa (15-12) si allarga a macchia d'olio nel secondo tempo, con il giovane talento nativo di Cannes (ovvero Accambray) finalmente in palla, e sia Luc Abalo che Titi Omeyer a far sfoggio della loro bravura. Tanto che, sul 24-17 a metà ripresa, la pratica-Svezia sembrava davvero archiviata.

Però gli scandinavi, di fronte al pubblico delle grandi occasioni - seppur incapace di creare un ambiente 'caldissimo' - non sono disposti a gettar via un'opportunità storica, e tra un paio di reti di Jonas Källman e qualche bel numero di Mattias Andersson, subentrato nell'ultimo quarto d'ora ad un Johann Sjöstrand in giornata no (anche Oscar Carlén non era in forma fisica ottimale, ma è riuscito comunque a fare una cinquina di reti) piazzano un 6-1 che li riporta a meno due con poco tempo da giocare, ma abbastanza per sperare in una clamorosa rimonta. Speranze mal riposte: la Francia non si lascia impressionare e, complice un opportuno time-out che spezza il 'momento magico' degli avversari, conduce in porto una vittoria meritata, con due reti di Guigou che scacciano ogni paura.

Vittoria che li manda in finale, dove troveranno la temibile squadra danese, brava a sbarazzarsi di un avversario ostico quale la Spagna. Partita strana, con i nordici avanti quasi sempre, ma sul filo dell'equilibrio fino a pochi istanti dalla sirena. Partenza con botta e risposta tra le due parti, e con giocate spesso alla velocità della luce; i danesi, abituati a ritmi rapidissimi sin dalle prime gare, prendono un buon margine di vantaggio, con una doppietta di Kasper Søndergaard a spedirli sul 10-6.

Però sono pur sempre umani, non possono tenere il ritmo altissimo e pretendere di non sbagliare mai. Ed allora ecco che, dopo qualche imprecisione di troppo, frutto di eccessiva frenesia e della finalmente efficace 5-1 avversaria, i combattivi spagnoli ne approfittano e, tra un contropiede e l'altro, ritrovano la parità (10-10), con cui si conclude anche il tempo (12-12). L'entrata di Arpad Sterbik al posto di un non certo stratosferico Hombrados non è estranea alla 'remontada' iberica. Nè lo sono quelle di Raúl Entrerríos e Joan Cañellas.

Ma con Julen Aguinagalde pivot dalle polveri bagnate (e dalle zero reti), e le ali altrettanto inefficaci, l'inizio della seconda parte è favorevole alla 'Danish Dynamite', che stacca di nuovo i 'nemici', in grado di andare in rete appena una volta (Garabaya) in nove minuti, e vola sul 17-13. Strada spianata verso il successo? Macchè. il serbo-ungherese di Spagna torna a sbarrare la via del goal, e l'incontro si riapre: 17-16, 21-20 e poi di nuovo parità a quota 23. E' a quel punto che si decide la gara: i danesi spingono ancora sull'acceleratore e, complice qualche due minuti affibbiato alla selección da arbitri cechi non proprio amici della Spagna, provano a scrollarsi di dosso Viran Morros - finito giustamente sulla panca dei puniti - e compagni. Stavolta è quella buona: una doppietta di Hans Lindberg, spina nel fianco (destro) della difesa spagnola, fissa la score sul 27-23, leggermente ritoccato negli ultimi istanti fino al 28-24 conclusivo, score forse bugiardo di una partita incerta fino a pochi minuti dal termine.

Ma l'anima della squadra danese, il cui trionfo ha mandato in visibilio gli oltre quattromila fans che avevano tinto la Kristianstad Arena di bianco-rosso, e tra loro il principe Frederik in versione 'ultrà', sono soprattutto Mikkel Hansen e Niklas Landin. Il primo, sempre più consacrato nell'elite della pallamano internazionale (e che adesso insidia la Wozniacki come sportivo più popolare del suo paese), va a segno nove volte - sette della quali dalla lunga distanza (a Barcellona quanto si saranno pentiti di averlo lasciato andar via?) Il secondo, principale artefice della vittoria, almeno a sentire le dichiarazioni post-partita del compagno Jesper Nøddesbo, può invece vantare una percentuale di salvataggi intorno al 50%, compresi tre rigori neutralizzati. Con loro al timone, una squadra ed un'intera nazione possono sognare il colpaccio; la Francia è avvertita.

Spagnoli e svedesi si contenderanno il bronzo domenica alle 14:30, mentre nel 'derby delle deluse' (nonché ex vittime predilette della Francia) la Croazia si è imposta di misura all'Islanda in un match equilibrato ed emozionante. Balcanici avanti per buona parte della frazione di partenza, con i soliti Buntić, Zrnić e Vori ad aprire il divario a suon di goal, ma un incredibile contro-break islandese (8-1) sul finire del tempo porta all'intervallo sul 16-14 per i nordici. Al ritorno in campo le distanze rimangono tali, poi però gli slavi agganciano (25-25) e staccano gli avversari, restituendo loro l'otto a uno della prima frazione. Gli uomini del paese dei vulcani non gettano la spugna, e provano a rientrare, ma alla fine devono soccombere, anche se con il minimo scarto (34-33). Per Duvnjak e compagni arriva almeno un quinto posto finale.

La sfida per la settima piazza, più importante della precedente in quanto assegnava l'ultimo posto al 'tavolo' delle qualificazioni per Londra 2012, ha visto l'Ungheria prevalere a sorpresa su una Polonia che chiude nel peggiore dei modi un Mondiale da dimenticare. Altro che podio o addirittura finalissima, come in certe previsioni della vigilia: i polacchi rischiano di essere ormai fuori da ogni prospettiva di partecipazione olimpica (solo un 'ripescaggio' dopo gli Europei di inizio 2012 li potrebbe aiutare).

Vittoria giusta dei magiari, bravi alla partenza (3-0 immediato), e poi bravissimi a ribaltare una situazione che si era fatta difficile: dal 14-10 per Bielecki e soci si arriva al 16-14 pro-Ungheria dell'intervallo, grazie soprattutto alle reti di Tamás e Gergö Iváncsik. Il black-out polacco continua ad inizio ripresa, con conseguente incremento (19-14, pure Ferenc Ilyés ci mette lo zampino) del loro svantaggio. La reazione dei vari Bartosz Jurecki e Bartolomiej Jaszka arriva troppo tardi, e si limita a riportarli a meno due (28-30) a poco dalla sirena; il rigore - nonchè undicesimo goal personale del giorno - di Gergö Ivancsik, ala sinistra del MKB Veszprém KC, non fa altro che sigillare il trionfo della propria squadra.

Semifinale #1 (Malmö Arena, Malmö)
** Francia - Svezia 29-26 (15-12)
Francia: Guigou (8 reti), Bertrand Gille (8), Accambray (3), Karabatic (3), Abalo (2), Barachet (2), Fernandez (2), Joli (1)
Svezia: Källman (6), Ekdhal Du Rietz (5), Carlén (5), Ekberg (3), Doder (3), Arrhenius (2), Larholm 2
goal-by-goal e statistiche dell'incontro

Semifinale #2 (Kristianstad Arena, Kristianstad)
** Danimarca - Spagna 28-24 (12-12)
Danimarca: Mikkel Hansen (9 reti), Lindberg (6), Søndergaard (5), Lars Christiansen (2), Toft Hansen (2), Mads Christiansen (1), Spellerberg (1), Boesen (1), Knudsen (1)
Spagna: Cañellas (6), Raúl Entrerríos (3), Alberto Entrerríos (3), Gurbindo (2), Ugalde (2), Roberto García (2), Chema Rodríguez (1), Viran Morros (1), Juanín García (1), Rocas (1), Romero (1), Garabaya (1).
goal-by-goal e statistiche dell'incontro

* Francia e Danimarca alla finalissima.
* Spagna e Svezia alla finale 3°-4° Posto.

Finale 5°-6° Posto (Malmö Arena, Malmö)
** Croazia - Islanda 34-33 (14-16)
goal-by-goal dell'incontro

Finale 7°-8° Posto (Kristianstad Arena, Kristianstad)
** Ungheria - Polonia 31-28 (16-14)
goal-by-goal dell'incontro

martedì 8 giugno 2010

Amichevoli: Francia d'autorità sull'Egitto

Facile vittoria per la nazionale maschile francese - priva di Karabatic ed Ostertag ma con Michaël Guigou, reduce dalla recentissima affermazione in Coppa di Francia con il suo Montpellier, nuovamente in campo - nell'amichevole di scena a Metz lunedì sera.

Giocando di fronte al pubblico amico per la prima volta dopo il trionfo agli europei di Austria 2010, i 'Bleus' si sono sbarazzati con relativa comodità (41-25) dell'Egitto vice-campione africano. Con otto reti all'attivo, il ventiduenne William Accambray è stato il miglior realizzatore dei transalpini, seguito dal capitano Jérôme Fernandez (7), e da Joli (5) e Luc Abalo (4). Bene anche Cyril Dumoulin tra i pali (nove parate in soli trenta minuti).

La migliore nazionale al mondo partiva con il piede giusto, portandosi sul 6-3 dopo appena nove minuti, ed aumentando il vantaggio fino al 17-11 al ventiquattresimo. Al termine di qulla sorta di 'festival del gol' che si è rivelato il primo tempo, lo score era fisso sul 22-14. I 'galletti' incrementavano ulteriormente il margine nella seconda frazione (31-19 al 40°, 36-22 al minuto 51), aiutati dalla eccellente prestazione difensiva di Cédric Sorhaindo, futuro giocatore del Barcellona, e chiudevano in scioltezza.

'Va tutto per il meglio. Siamo soddisfatti' ha affermato coach Claude Onesta, 'nonostante la stanchezza, si è trattato di un buon incontro, i ragazzi hanno mantenuto la concentrazione. Ho potuto effettuare delle rotazioni ed utilizzare i giocatori in ruoli per loro non abituali'. Frasi cui ha fatto eco Samuel Honrubia: 'Abbiamo giocato una buona partita. Il punteggio finale parla da solo'.

La seconda sfida tra le due nazionali avrà luogo mercoledì a Tolosa.

** Francia - Egitto 41-25 (22-14)

Francia: Omeyer (11 parate), Dumoulin (9 parate), Jérôme Fernandez (7), Dinart (0), Guillaume Gille (1), Bertrand Gille (3), Narcisse (1, 1 rig.), Joli (5, 1 rig.), Marroux (2), Honrubia (2), Accambray (8), Abalo (4), Sorhaindo (1), Guigou (2), Bosquet (3), Detrez (2)
Egitto: El Nakib (8 parate), Hendawy (6 parate), El Bohy (1), Ramadan (1), Refaie (0), Sayed Hussein (1), El Ahmar (6, 1 rig.), Sadek Youssef (1), Hassan (2), Sanad (0), Mamdouh Hashem (2), Awwad (3), Abdel Wares (0), Zein El Abedin (3), Haggag (4), Keshk (1)

sabato 24 aprile 2010

Brevi dalla Francia - 24 Aprile

Si complicano le cose per il Montpellier. La squadra transalpina dovrà fare a meno di due pedine importanti nel viaggio in Russia per la sfida di mercoledì prossimo contro il Medvedi, valida per i quarti di finale di Champions League. L'ala sinistra, nonchè nazionale francese, Michaël Guigou dovrà stare a riposo, causa probelmi alla coscia sinistra, una decina di giorni circa, con la speranza quantomeno di riuscire ad esserci nella partita di ritorno, mentre l'infortunio al quadricipite della sua coscia sinistra sofferto in settimana durante gli allenamenti terrà lo sloveno Vid Kavticnik, capocannoniere della squadra in Champions, lontano dai campi da gioco per un periodo da quattro a sei settimane. L'allenatore Patrice Canayer si augura almeno che questi contrattempi riescano a rafforzare ulteriormente lo spirito di squadra in vista del non facile confronto con i russi.

Metz e Nîmes per la prima volta di fronte in una finale di Coppa di Lega francese. Nelle loro semifinale di venerdì Pineau e compagne si sono sbarazzate del Le Havre (28-22), ma oggi pomeriggio dovranno vedersela, oltre che con l'Handball Cercle Nîmes, con il pubblico della Parnasse, che ieri ha spinto le padrone di casa di questa Final Eight alla vittoria contro il Toulon (26-24) ed oggi cercherà di aiutarle a sovvertire i pronostici che vedono le ragazze di Bertrand François favorite nella loro settima finale di questa coppa (opposta alla 'prima volta' del Nîmes), e determinate a riscattarsi dopo la bruciante eliminazione dalla Coppa delle Coppe europea sofferta una settimana fa ad opera del Buducnost.

Appuntamento alle ore 16 in punto, con diretta web su http://video-direct.france3.fr/player.php?id=814, però molto probabilmente limitata al solo territorio francese.

Francia - Coppa di Lega Femmnilie: semifinali
* Metz - Le Havre 28-22 (galleria forografica)
* Nîmes - Toulon 26-24 (16-14)

Finale (Sabato 24 Aprile)
1600 Handball Cercle Nîmes-Metz