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giovedì 6 settembre 2012

L'handball tra crisi spagnola e 'terra promessa' francese

Sull'edizione online del quotidiano sportivo madrileno Marca è apparso, corredato da 'inevitabile' foto di un Mikkel Hansen a tutto sorriso con la maglia della sua nuova squadra, un interessante (seppur lungo e un po' ridondante) articolo a firma Jorge Dargel che tratta l'attualissima questione del trasferimento degli assi di varie nazionalità nel campionato di Francia, visto ormai se non a livello di 'Paese dei Bengodi' dell'handball, quantomeno come una destinazione molto attraente, vuoi anche solo per motivi economici - leggasi in particolare alla voce 'sceicchi del Paris Saint Germain'. Articolo che quindi si sofferma, partendo da presupposti reali ma forse scivolando nel catastrofismo, sulla crisi del 'balonmano' spagnolo, con l'emorragia di campioni (anche della nazionale) verso altri lidi, soprattutto appena oltre i Pirenei.

Traduciamo e riportiamo il contenuto del pezzo (con il quale, va detto, la maggioranza dei lettori spagnoli sembra d'accordo).



Francia, la nuova terra 'promessa'

La Ligue Nationale d'Handball ha fatto un salto di qualità accaparrandosi un buon numero di stelle, alcune delle quali spagnole, provenienti da altri grandi campionati come la Asobal. La massima competizione francese progredisce ogni anno, grazie alla solidità economica che offrono i suoi club, in parallelo al continuo peggioramento di quella spagnola causato sia dalla crisi economica che dalla cattiva gestione finanziaria opera dei suoi dirigenti.

Molti storsero il naso quando, nel 2009, Nikola Karabatić, allora senza dubbio il miglior giocatore del mondo, decise di lasciare il THW Kiel e la Bundesliga per 'tornare a casa'. Il giocatore francese aveva scelto di tornare a Montpellier, nella squadra che lo aveva visto crescere sportivamente e 'spinto' verso il campionato tedesco - il migliore del pianeta - e verso uno dei più grandi club di questo sport.

Alcuni lo criticarono affermando che 'Kara' stesse facendo un passo indietro nella sua carriera, ma il giocatore di origine serba aveva le idee chiare: intendeva tornare in Francia ed a far parte della 'squadra del cuore', vicino al fratello Luka ed al padre Branko, poi morto nel maggio 2011. In uno di quei gesti che sembrano riservati ai geni, questo fuoriclasse aveva deciso di rinunciare ad una maggiore quantità di denaro e titoli internazionali per motivi sentimentali.

Ma anche perché era a conoscenza dell'interessante progetto sportivo del Montpellier, squadra che migliora sostanzialmente in ogni stagione, con l'apporto di gente nuova, per cercare di raggiungere la Final Four e lottare per vincere la Champions League, dato che in Francia oggi è già, in maniera quasi dittatoriale, l'assoluto padrone delle competizioni nazionali. Forse 'Niko', oltre ad essere uno di quei giocatori che saranno sempre ricordati nel mondo della pallamano per le loro qualità, è stato una specie di 'veggente', in grado di aprire ad altre grandi stelle le porte del campionato transalpino.

A seguire subito Il 'genio francese' sulla strada da Kiel a Montpellier ci ha pensato l'ala slovena Kavticnik, tra i migliori in assoluto nel proprio ruolo. Ma anche nella scorsa stagione uno degli atleti di maggior successo, Jérôme Fernandez, ha lasciato lo squadrone tedesco per trascorrere i suoi ultimi anni di carriera sportiva nel Tolosa. A questi nomi si aggiungerà prossimamente Thierry Omeyer, con Sjöstrand pronto a rimpiazzarlo fra i pali della compagine teutonica. L'ultimo della lista potrebbe risultare Narcisse, di cui tempo fa si vociferaba di un futuro approdo al Saint Raphaël.

In procinto di debuttare come parte integrante del campionato francese nella stagione ormai dietro l'angolo sono i fratelli Gille, di ritorno nella 'loro' Chambéry dopo aver vissuto i migliori anni di carriera ad Amburgo, ove sono considerati due autentici miti. Altri, come il norvegese Erlend Mamelund, il croato Metlicic e lo spagnolo Malmagro, vanno a rafforzare ulteriormente l'attuale campione Montpellier, che si troverà Paris Saint-Germain e Chambéry come concorrenti principali per i trofei nazionali. La squadra parigina ha visto la propria traiettoria cambiare di 180 gradi dopo aver raggiunto la salvezza in extremis all'ultimo turno della scorsa stagione. Salvezza che ha consentito l'accesso dei 'petrodollari' della Qatar Foundation, alla base di un progetto sportivo apparentemente faraonico.

Questo nuovo PSG incute timore solo a vederne la formazione, rimodellata (con 11 facce nuove) quest'estate con l'arrivo di numerosi rinforzi, la maggior parte da altri campionati. Il loro ultimo acquisto, Mikkel Hansen, attualmente il migliore giocatore del mondo, va a completare una rosa che se si amalgama in fretta può aspirare a vincere tutte le competizioni nazionali. Al fuoriclasse danese va infatti aggiunto un cast di star del calibro di Luc Abalo, Antonio García, Didier Dinart, Marko Kopljar, Samuel Honrubia, José Manuel Sierra, più gli islandesi Robert Gunnarsson e Asgeir Hallgrimsson.

Anche la seconda divisione francese avrà nomi conosciuti, come il 'globetrotter' Vladica Stojanovic che entrerà nei ranghi dell'Aix-en-Provence, o l'argentino Federico Vieyra, il ceco Tomas Reznicek ed il tedesco Matthias Baur, tutti acquisti dell'Istres che punta a tornare nella LNH il più velocemente possibile.

E adesso quelli che si strappavano i capelli quando Karabatic era tornato a Montpellier cominciano a notare quanto i club francesi si rinforzino ad ogni stagione con pedine di fama internazionale. I motivi di questa 'migrazione' sono chiari: il campionato transalpino ed i suoi team stanno migliorando in virtù di interessanti progetti economici e sportivi, che fra l'altro tolgono protagonismo all'Asobal, tuttora secondo miglior campionato al mondo dopo l'onnipotente Bundesliga, sorta di 'NBA' della pallamano. Da parecchi anni il campionato spagnolo ha perso lo status di 'migliore al mondo' a tutto vantaggio della Bundesliga tedesca, ma adesso rischia persino di scivolare in terza posizione, a benificio del paese limitrofo.

Vedere come un posto nella Ligue garantisca uno stipendio mensile, per giunta con una buona busta paga, è un fattore chiave al momento della scelta di militare in un club francese. Basterebbe domandare a qualsiasi atleta di una squadra spagnola se preferisce avere la certezza di essere pagato alla fine di ogni mese, oppure solo a fine anno ... E' sintomatico che ben tredici giocatori siano emigrati dalla Liga verso il torneo francese, con una nutrita rappresentanza di atleti spagnoli in questo esodo. Mentre solo tre 'coraggiosi' (Barachet, Dahl e Iker Serrano) hanno fatto il cammino opposto, lasciando la Francia in direzione Spagna ...

Alla salute finanziaria dei club transalpini, tranne il caso del Tolosa con i suoi gravi problemi economici (i giocatori hanno dovuto abbassarsi lo stipendio del 17%), va aggiunto il buon lavoro svolto dalla LNH, l'ottima affluenza di pubblico nei vari palazzetti e l'attenzione mediatica. Appare chiaro come, se tutti questi fattori funzionano, sia solo questione di tempo prima che affluiscano gli sponsor, fondamentali perché qualsiasi entità sportiva non si veda costretta a chiedere aiuto alle istituzioni pubbliche, a loro volta obbligate dalla crisi economica a tagliare quelle sovvenzioni in precedenza elargite ai club professionistici.

La Francia è dunque tornata ad essere la 'terra promessa', soprattutto per gli spagnoli, come accadeva dopo la Seconda Guerra Mondiale ed alla fine degli anni '50, in quanto la Ligue assicura stabilità economica ed buon salario che, in generale, permette agli atleti di vivere esclusivamente giocando a pallamano. Cosa che in Spagna sta diventando sempre più patrimonio unico delle maggiori squadre, o di qualche elemento dei club 'minori': é raro che nel corso di una stagione non si parli di società dove gli stipendi non vengono pagati, oppure costrette a rinunciare a giocare in Europa, a retrocedere se non addirittura scomparire in seguito al debito accumulato dopo una nefasta gestione da parte dei dirigenti.

E come succedeva nel lontano passato, i giocatori spagnoli iniziano a vedere di nuovo nella Francia la terra promessa. Prima era difficile trovare qualcuno del nostro paese in una squadra francese, Edu Fernández è stato fra i pochi tentando la fortuna a Chambéry, in un campionato a quei tempi minore, ma adesso, visto come stanno le cose nella Asobal, sta diventando un'opzione altamente consigliata. Un altro 'pioniere' fu Valero Rivera Jr., che aveva scelto di trasferirsi a Nantes per aprire una nuova tappa della sua carriera sportiva in un posto dove i tifosi non guardassero troppo al suo cognome. Ed il figlio dell'allenatore della nazionale non sta facendo affatto male, tanto da risultare capocannoniere della sua squadra nelle ultime due stagioni, ed essere scelto come 'miglior ala sinistra' e 'miglior giocatore' della LNH' nel più recente campionato, quando è pure terminato secondo nella classifica dei top scorer dell'intera Ligue.

Al termine della stagione 2010-11 altri giocatori spagnoli decisero di emigrare nel campionato francese: i pivot Borja Fernández, che scelse il Nantes del suo ex compagno Valero Rivera Jr., ed Iker Serrano, acquistato dal Tremblay, più il terzino destro Salva Puig attualmente al Tolosa. Ma il grande 'fuggi-fuggi' ha sicuramente avuto luogo quest'estate, quando sei giocatori del nostro paese, compresi alcuni membri della nazionale, sono stati 'costretti' ad andarsene dalla Spagna in cerca di un futuro più roseo. Il primo è stato Jorge Maqueda, che ha visto il Nantes come miglior scelta professionale, seguito da Alberto Entrerríos. Poi sono arrivati Rafa Baena (Creteil), Antonio García e José Manuel Sierra (PSG), oltre a Cristian Malmagro (Montpellier).

Continuando di questo passo, probabilmente non saranno gli ultimi a trasferirsi nel torneo francese, di fronte al panorama che offrono la Liga e vari club spagnoli, in un campionato dove ormai non basta più perdere alcune delle sue stelle, ma che comincia a lasciarsi scappare alcuni fra i migliori atleti della selección ... E purtroppo ciò non capita solo nella pallamano maschile spagnola; vi è qualcosa di simile in ambito femminile, che a sua volta patisce un esodo di giocatrici verso altri paesi, tra cui la Francia (Nely Carla Alberto, Eli Chávez, Marta López, Lara González ecc.).

giovedì 2 agosto 2012

AG København. La 'saga nordica' finisce in bancarotta.

Ai margini delle Olimpiadi, un'altra notizia-bomba ha scosso il panorama dell'handball internazionale. Il castello di carte è crollato, tanto velocemente come era stato costruito: l'AG København, ipermegasquadra messa in piedi per arrivare a tempo di record ai vertici europei, ed in effetti giunta alla Final Four di Champions League lo scorso maggio, è in bancarotta. Il club in grado di portare oltre 30 mila spettatori ad una finale di campionato ripartirà dalla terza divisione nazionale, mentre le numerose stelle reclutate a suon di palanche dal magnate Jesper Laustrup Nielsen, che ha abbandonato la nave (lasciandola alla deriva, vista la mancanza di investitori seriamente intenzionati a prenderne il posto) non ritenendo il progetto più vantaggioso, in termini economici, sono ora 'libere' di cercarsi un'altra squadra.

Sarà particolarmente interessante vedere la destinazione di Mikkel Hansen, ma oltre all'IHF Player of the Year 'in carica' pure altri elementi (Sigurdsson, Ekberg, Atlason giusto per nominarne alcuni) potrebbero rinforzare varie compagini europee. Magari rimpolpando il roster dell'ambizioso IFK Kristianstad svedese o soprattutto quel Paris Saint Germain Handball che, grazie ai petrodollari degli emiri, non sembra badare a spese (proprio come la sua controparte calcistica) e punta a sostituire il club della capitale danese come 'next big thing'. Seguendone le orme tanto nella rapida ascesa quanto nella fragorosa caduta? Vedremo. Di sicuro la lista della spesa (effettuata) parigina è già impressionante: basta dare un'occhiata qua: http://fr.wikipedia.org/wiki/Paris_Saint-Germain_Handball#Transferts_en_2012.2F2013. Altrettanto sicuramente, la saga nordica appena conclusasi, senza lieto fine, nella città della Sirenetta non lascia una piacevole sensazione.


venerdì 9 marzo 2012

Copa del Rey di pallamano. Quarti di finale: Atlético a valanga, Torrevieja a sorpresa.

Nella seconda giornata dei quarti di finale di Copa del Rey, tutto facile per l'Atlético Madrid, che si sbarazza agevolmente (35-28) di un Reale Ademar León afflitto da problemi economici (con corollario di stipendi non pagati, la solita triste storia ...) e costretto ad incassare una sconfitta pesante.

L'equilibrio dura lo spazio di quattro minuti, ed il tempo di scambiarsi una rete a testa, poi i madrileni scappano e gli avversari non saranno mai in grado di riprenderli. Il gap si dilata, all'inizio lentamente, ma sempre in modo inesorabile: 7-5 (minuto 11), 11-8 (minuto 17), 16-10 (minuto 23), fino al 18-11 ed al 20-14 dell'intervallo. Nemmeno i vari cambi attuati da Talant Dujshebaev (foto sotto) fermano l'onda biancorossa: dal pivot Aguinagalde (cui risponde il compagno di reparto dell'Ademar Rafa Baena) alle bordate di Lazarov, Cañellas, Markussen ed Entrerríos fino alla rapidità di Chema Rodríguez, l'Atlético ha molte frecce al proprio arco, e tutte riescono a colpire in modo efficace, rendendo inutile qualche prodezza di Davor Cutura, unica alternativa in attacco di un León comunque troppo monotono nella continua ricerca di Baena.

Niente di nuovo nel secondo tempo, se non ad ulteriore vantaggio dell'Atlético, al cui festival di reti partecipa pure Roberto García Parrondo. Il margine arriva persino in doppia cifra (32-22), ed il coach dei madrileni, fresco di rinnovo di contratto, può permettersi di dare spazio alle seconde linee, compreso il giovane portiere Antonio Díez.

Nella semifinale di sabato, la parata di stelle in maglia a strisce bianche e rosse si troverà di fronte la rivelazione Balonmano Torrevieja, brava a sfruttare il fattore-campo per imporsi al CAI Saragozza. 27-25 il risultato finale per i padroni di casa, dopo un supplementare. La partenza è però di marca ospite: il Torrevieja sbaglia eccessivamente in attacco, e gli avversari lo puniscono: intorno alla metà del primo tempo, il CAI è avanti per 11-6. Un opportuno time-out ed un opportunissimo assestamento della difesa contribuiscono, assieme ai goal di Pepe Novelle e del pivot Eloy González, a riportare i locali in partita. Il Caja3 Aragón, nel quale si afferma sempre più il giovane nazionale Jorge Maqueda, riesce comunque a tornare negli spogliatoi in vantaggio con il minimo scarto (15-14). Al rientro in campo il Torrevieja riesce, con qualche difficoltà, ad impattare l'incontro (a quota 17), e la battaglia punto a punto va avanti fino al sessantesimo, cui si giunge ancora in parità: 24-24. Nel frattempo, il mister ospite Mariano Ortega, ex giocatore del Barcellona, si guadagna un cartellino rosso per proteste.

L'appendice ai tempi regolamentari decreta il trionfo degli alicantini, con i numeri del portiere (foto a lato) serbo Dimitrije Pejanović (autentico eroe di giornata grazie a percentuali superiori al 50%, e protagonista fra i pali in tutto il corso del match) e la tripletta di Jorge Sánchez a mandare in visibilio il pubblico del Palacio de Deportes Infanta Cristina. Il piccolo Torrevieja ha già conseguito un risultato storico, adesso proverà a sgambettare il gigante madrileno, con il 'vantaggio' di non avere nulla da perdere e la determinazione di chi vorrà vendere cara la pelle. Nell'altra semifinale, il Cuatro Rayas Valladolid di Tin Tokic proverà a sorprendere il Barcellona di Laszlo Nagy (e dell'italiano Oneto), approfittando magari delle piccole crepe mostrate dalla corazzata catalana negli ultimi tempi.

Copa del Rey 2012. Quarti di Finale: seconda giornata
* * * BM. Atlético de Madrid - Reale Ademar León 35-28 (20-14)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Play by play
* Balonmano Torrevieja - Caja3 Aragón 27-25 dts (14-15; 24-24)
Statistiche 1;
Statistiche 2;
Play by play

Semifinali (Sabato 11 Marzo)
* h. 18:00 F.C Barcelona Intersport - Cuatro Rayas Valladolid
* h. 20:00 Balonmano Torrevieja - Atlético de Madrid

mercoledì 8 febbraio 2012

ASOBAL: stasera cinque anticipi. Impegni 'facili' per Barcellona ed Atlético. Diretta web per Ademar - Naturhouse.

Mentre in Germania, dopo la vittoria di ieri del Lemgo (31-29 sul Flensburg), l'HSV Hamburg ed il Füchse Berlino si sfidano alle ore 20:15, con diretta tv su Sport 1 tedesco satellitare e diretta internet su laola1.tv, per stabilire 'ufficialmente' l'anti-Kiel (ma se le Zebre continuano di questo passo, anche la vincente potrà solo fare da damigella d'onore a Jicha e compagni), il campionato spagnolo torna in scena con cinque anticipi della 17a giornata, che vedono impegnate le squadre future protagoniste del week-end di coppe europee fra Sabato 11 e Domenica 12 Febbraio.

Turno sulla carta agevole per la 'coppia regina': Barcellona Intersport ed Atlético Madrid. Gli invincibili catalani ospitano l'Helvetia Anaitasuna al Palau Blaugrana, mentre i loro diretti rivali/inseguitori se la vedranno con la rivelazione Torrevieja, in un match forse leggermente più insidioso. Sempre stasera va in campo la terza della classe, quel Reale Ademar León che, dopo aver staccato il Valladolid, tenterà (a dispetto della serie di infortuni che lo ha colpito) l'allungo mettendosi in tasca i due punti in palio contro il Naturhouse La Rioja, a sua volta uscito malconcio dal debutto nel 2012 contro il Barça.

Il Caja3 BM. Aragón Saragozza di Mariano Ortega proverà a compiere un nuovo salto verso i quartieri alti della classifica, ma il compito che l'attende in Galizia contro l'Academia Octavio si presenta tutt'altro che facile. Più facile in teoria per il Fraikin Granollers: catalani con il secondo successo di fila nell'anno nuovo già nel mirino, in campo (loro) alle otto di sera contro il fanalino di coda Alser Puerto Sagunto. Chiuderanno il turno sabato il derby castigliano fra il Cuenca di Zupo e Paván ed il Quabit Guadalajara e lo scontro tra Balonmano Antequera (andalusi, con oltre mezzo milione di Euro di debiti e giocatori 'in fuga', ormai vicini al fallimento; il problema adesso per loro è avere abbastanza gente da mandare in campo...) ed AMAYA Sport San Antonio Pamplona, e domenica la sfida del Cuatro Rayas Valladolid dell'azzurro Tokic nella tana di un Huesca obbligato a vincere per uscire dai bassifondi della graduatoria.

Diretta web di Reale Ademar León - Naturhouse La Rioja su laola1.tv.

ASOBAL - 17a Giornata: programma
Mercoledì 8 Febbraio
** h. 19.00: Barcellona Intersport - Helvetia Anaitasuna
** h. 20.00: Fraikin Granollers - Alser Puerto Sagunto
** h. 20.30: Atlético Madrid - Balonmano Torrevieja
** h. 20.30: Reale Ademar León - Naturhouse La Rioja
** h. 20.45: Academia Octavio Vigo - Caja3 BM. Aragón
Sabato 11 Febbraio
** h. 18.30: BM. Antequera - AMAYA Sport San Antonio
** h. 19.00: Ciudad Encantada Cuenca - Quabit Guadalajara
Domenica 12 Febbraio
** h. 20.15: Balonmano Huesca - Cuatro Rayas Valladolid

venerdì 4 febbraio 2011

Niente soldi? Non ci radiamo! L'ironica risposta alla crisi economica del Granollers.

Coi tempi che corrono, neanche un terzo posto nel prestigioso campionato Asobal, dietro ai 'mostri sacri' Barça e Ciudad Real, mette al riparo da gravi problemi economici. Se ne sono accorti al Fraikin Granollers, una delle formazioni 'storiche' della pallamano iberica. I cui integranti, secondo la stampa spagnola, hanno deciso di ... non radersi più, in segno di protesta contro i due mesi e mezzo da cui non ricevono lo stipendio!

'Durante una riunione della squadra, il nostro allenatore ha scherzosamente (???) affermato che non avevamo più nemmeno i soldi per le lamette da barba; da ciò è nata questa iniziativa semiseria, uno 'scherzo' che almeno rende la situazione più sopportabile' ha spiegato Álvaro Ferrer, capitano del club catalano.

L'allenatore Manolo Cadenas ha lodato l'impegno e la professionalità dei giocatori che, nonostante la complicata situazione economica, stanno ottenendo risultati migliori persino degli obiettivi stagionali prefissati e si augura che questa forma insolita di protesta serva a tenere unita la squadra ed attirare un po' di attenzione (sulla loro drammatica situazione finanziaria).

Sia il capitano che l'allenatore hanno voluto sottolineare come, pur essendo sportivi 'di elite', rimangano dei normali lavoratori, e che i giocatori del Granollers 'non prendono certamente gli stessi stipendi dei calciatori o dei cestisti, ma hanno pur sempre le loro spese a cui devono far fronte'.

Nel più recente consiglio di amministrazione, il club ha riconosciuto di avere accumulato, a partire dalla stagione 2008-2009, debiti per un totale di 209 mila euro nei confronti dei suoi giocatori. I quali, nelle parole di coach Cadenas 'ancora non stanno ottenendo dalla società assicurazioni tali da alimentare speranze' di ricevere quanto a loro dovuto.

Un nuovo 'caso Alcobendas', stavolta alle porte di Barcellona? Per ora la diversa posizione in classifica e l'ironia con cui al Fraikin stanno affrontando il momento delicato paiono scongiurare un esodo di massa sul modello dei madrileni. Ma se il tutto dovesse degenerare, dimostrando che anche una società di glorie e tradizioni pari al Granollers può andare incontro a tale destino, sarebbe un segnale terribile per l'intero movimento, in Spagna e non solo.

mercoledì 2 febbraio 2011

Crisi economica in Spagna: il rovescio della medaglia dei Mondiali. Il caso Vink.

Giornali, TV e tifosi hanno accolto con enorme soddisfazione la medaglia di bronzo della nazionale ai recenti Mondiali, un grande successo che ha portato la selección sul podio del torneo per la seconda volta nella storia. Ma la scintillante campagna di Svezia degli uomini di Valero Rivera ha un rovescio della medaglia: la crisi economica in cui versano numerosi club del campionato spagnolo, che sta cominciando a produrre effetti negativi. L'esempio più lampante, ma non certo unico, è il Balonmano Alcobendas, società della regione di Madrid che si trova praticamente in stato di bancarotta, e da cui si è verificata un'imponente emorragia di giocatori, che in Spagna ha (seppur parzialmente) rubato la scena alle notizie sui Campionati del Mondo. Il quotidiano Marca, nella sua edizione online, riporta la storia 'esemplare' di Matias Vink, ormai ex giocatore dell'Alcobendas, piuttosto indicativa della situazione drammatica del suo e di altri club. Traduciamo e riportiamo:

Paradossi della vita ... Mentre la nazionale ha conquistato domenica uno straordinario bronzo ai Mondiali di Svezia, la realtà è ben diversa per altri giocatori spagnoli e stranieri che, in alcuni club dell'Asobal, hanno vissuto il Campionato del Mondo in modo 'parallelo'. Le gare dei principali tornei nazionali sono state sospese in contemporanea ai Mondiali, ma non per questo possiamo voltare le spalle di fronte alla grave situazione economica che affligge alcune formazioni del campionato spagnolo, di secondo piano come Alcobendas, Arrate o Antequera, ma anche 'storiche' quali il Granollers.

E' curioso che la Germania, terminata undicesima ai Mondiali e ancora una volta deludente in un grande torneo internazionale, abbia un campionato con club economicamente più sani, dotati di budget paragonabili solo a quello di un Barcellona. Se le notizie sui debiti di alcune società Asobal con i loro giocatori si fanno sempre più frequenti, vuol dire che qualcosa non va nella pallamano spagnola. E le sensazioni, riguardo al futuro, sono preoccupanti.

Vink, ormai ex giocatore dell'Alcobendas, è un chiaro esempio della complicata situazione economica nella quale versa il club madrileno. Dopo che la società, incapace di garantire l'integrità dei pagamenti fino al termine della stagione, data la grave crisi finanziaria in cui si trova, ha lasciato i suoi atleti liberi di trovarsi una nuova destinazione, il giocatore olandese ha dovuto rifarsi una vita (sportivamente parlando). Grazie all'offerta del Toledo, è riuscito a rimanere in Spagna ed a fare ciò che più gli piace: giocare a pallamano. 'Alcuni però hanno avuto problemi ad arrivare a fine mese, perché devono pagare l'affitto, un mutuo o mantenere una famiglia. E c'è chi è stato costretto a chiedere soldi ai propri genitori o mettere mano ai risparmi di una vita' aggiunge Vink (foto a sinistra) al riguardo.

Gli atleti della compagine madrilena hanno percepito soltanto una delle cinque mensilità loro dovute in questa stagione, ma preoccupa il fatto che il 'caso Alcobendas' non sia una novità: già due anni fa il club era stato costretto a rivolgersi ad un istituto finanziario per avere le liquidità necessarie a portare avanti la squadra fino a settembre. A questo proposito l'olandese dice che: 'la situazione non è nuova. Ci dovevano soldi dalla fine dello scorso campionato, ed il club non ha fatto altro che prendere tempo. In estate abbiamo cominciato la nostra preparazione senza ricevere un euro, e adesso noi che siamo andati ci troviamo con soltanto un assegno sui cinque che ci dovevano nell'attuale stagione'.

Gli occhi sono puntati sulla crisi economica che affligge il nostro paese, ma anche sulla cattiva gestione da parte dei dirigenti della squadra. 'Non si è stati in grado di gestire il club di fronte alla crisi, per alcuni anni abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, e la bolla è diventata sempre più grande. Inoltre, mantenere una squadra nella massima serie maschile ed una in quella femminile non è facile; per prima cosa avrebbero dovuto sanare i debiti già molto tempo fa. Adesso, con la prevedibile retrocessione, i problemi continueranno, perché si aggiungerà pure una minore copertura mediatica' afferma Matthias Vink.

Rados e Milos Pesic, Mijatovic, Aldomar, Sluijters, Tremps e Djukic sono gli altri giocatori che hanno lasciato l'Alcobendas per cercarsi un futuro altrove (la maggior parte si é accasata a Toledo), ma nel caso di Vink la decisione è stata ancora più sofferta a causa delle sue implicazioni nella società. Infatti l'olandese non si limitava a giocare, ma pure aiutava le formazioni-base del club madrileno, allenando le giovanili: 'Sono molto triste per la maniera in cui sono stati congedati alcuni giocatori che hanno dato molto al club. Io sono straniero, ma mi sono trovato pienamente coinvolto nella squadra sin da quando sono arrivato quattro anni fa, e adesso lascio molti amici'.

E per rincarare la dose: 'la dirigenza dell'Alcobendas non si è comportata a dovere. Lo so che ci troviamo in una situazione difficile ed insolita, però se hai dei sentimenti non puoi lasciare andar via la gente senza nemmeno un semplice grazie. Dovrebbero mettersi nei nostri panni e cercare di aiutarci di più, offrendoci maggiore sostegno. Gli unici ad interessarsi veramente a noi sono stati l'allenatore Rafa Guijosa ed il manager del club'.

Il banner della pagina web dell'Alcobendas.
Con quello che è successo negli ultimi tempi,
quell'un club, una familia rischia di suonare ironico.

Matias Vink conclude sostenendo che 'non possiamo essere dei 'giocattoli' in mano alla dirigenza. C'è molto da cambiare nella gestione dei club se si vuole risolvere questa situazione preoccupante della pallamano spagnola. Una soluzione potrebbe essere quella di 'professionalizzare' l'Asobal, perché in Germania o in Francia, se non hai i soldi, non ti danno la licenza per giocare, e di conseguenza la squadra scende di diverse categorie'.

Lo storico risultato della nazionale spagnola, che ha conquistato il suo primo bronzo ai Mondiali, deve servire a rilanciare questo sport nel nostro paese, e a ricevere maggior sostegno da parte di sponsor, istituzioni, tifosi e, perché no, dai media stessi. La pallamano si merita di stare fra gli sport di primo livello in Spagna.

In realtà una prima risposta, sia all'articolo di Marca che abbiamo appena finito di citare sia più in generale alla drammatica situazione economica di vari club spagnoli, non si è fatta attendere, almeno dal punto di vista formale. Lo stesso quotidiano madrileno riporta infatti che le associazioni dei club professionistici (Asobal), dei giocatori (AJBM) e degli allenatori (AEBM) avrebbero accettato di rivedere le pretese economiche ed adattarsi alla crisi in cui versa il paese.

In una nota congiunta, le tre parti riconoscono 'l'impatto della attuale situazione economica sullo sport professionistico' e più in concreto sulla pallamano: 'non c'è modo di superare l'attuale situazione, e quella che può verificarsi nel futuro immediato, senza un'assoluta presa di coscienza da parte di tutti i settori della nostra pallamano professionale. Tanto l'Asobal quanto le associazioni di giocatori ed allenatori ritengono molto importante che ciascuna delle parti firmatarie prenda tutti i provvedimenti necessari a consentire la fattibilità di questo progetto comune'.

E ancora: 'le tre associazioni riconoscono gli sforzi di contenimento economico finora realizzati ed il loro impatto positivo sulla gestione quotidiana dei club, e si augurano che queste misure servano a superare il più presto possibile il difficile momento che sta attraversando lo sport spagnolo in generale e l'Asobal in particolare'.

'Parole, parole, parole, soltanto parole' come diceva una canzone? O queste dichiarazioni d'intenti si trasformeranno nei risultati concreti che i tempi che corrono inevitabilmente richiedono? Ai posteri l'ardua sentenza...

venerdì 15 ottobre 2010

Spagna: l'Arrate di Tin Tokic in grave crisi economica.

Cambiano gli 'attori' ma, purtroppo, il film è di quelli già visti. Ancora una volta, in Spagna, una squadra di pallamano è costretta a convocare una conferenza stampa al fine rendere pubblico il grave stato economico in cui versa. Ora è toccato ad uno dei club storici del balonmano iberico, l'Arrate Eibar, nelle cui fila milita l'azzurro Tin Tokic.

Davanti a microfoni e taccuini della stampa locale e nazionale, atleti e staff della formazione basca hanno illustrato ieri la problematica situazione - leggasi: debiti per oltre un milione di euro - nella quale si trova da qualche tempo la società. E' toccato al capitano Sergio Berrios farsi portavoce dell'equipo e 'denunciare' i mancati pagamenti degli stipendi dei giocatori, circostanza che comincia a farsi pesante e che, se non si agisce immediatamente per farvi fronte (magari attraverso un prestito bancario ottenuto con la mediazione delle autorità locali, del quale si parla insistentemente ma che rimane lontano dal concretizzarsi), rischia di avere effetti pure gravi sulla squadra in tempi ristretti.


Oltre a richiedere una soluzione necessariamente rapida e che 'rispetti i diritti a noi dovuti in quanto lavoratori', agli attuali problemi economici, Berrios e gli altri giocatori, spalleggiati da coach Julián Ruiz, hanno ringraziato il presidente Iñaki Bolinaga, il quale starebbe facendo tutti gli sforzi possibili al fine di risolvere i problemi, ed assicurato il massimo impegno sul campo. A cominciare (anzi, a continuare, perché comunque la volontà di rimanere uniti e dare tutto sul terreno di gioco non è mai venuta meno) dalla sfida di questa sera contro il non irresistibile Antequera, escludendo ogni possibilità di 'sciopero' o simili iniziative, ed al contrario chiedendo alla cittadinanza di presenziare in massa all'incontro per far sentire la propria vicinanza alla squadra.

mercoledì 14 aprile 2010

Spagna: problemi finanziari anche per l'Antequera.

Persino in un paese dalla radicata tradizione pallamanistica quale la Spagna, molti club soffrono l'impatto della crisi economica. Dopo la conferenza stampa organizzata dal Portland Reyno de Navarra la settimana scorsa al fine di denunciare il mancato adempimento degli oneri finanziari da parte del club, è ora il turno dell'Antequera 2010, squadra della provincia di Malaga i cui giocatori hanno pubblicamente rivelato, seppur con toni diversi da quelli usati dai loro colleghi navarri, la non positiva situazione economica della società, che deve loro quattro mesi di pagamento in quota diritti di immagine.

'Questa situazione pone seri problemi alla nostra vita personale e professionale' affermano gli andalusi, che si sentono sfiduciati ed in dovere di denunciare il fatto di avere esaurito tutti i mezzi per far fronte alla crisi.

I giocatori sostengono di 'non voler puntare il dito contro nessuno', ma fanno un appello pubblico affinchè si riesca a trovare qualche soluzione. Hanno anche aggiunto che, nonostante tutto, non prenderanno alcuna misura (contro la società) e continueranno a lavorare come sempre ed a lottare in ogni partita.

'Non abbiamo mai dubitato del lavoro dei dirigenti' hanno affermato i giocatori, i quali ritengono che il motivo per cui non prendano più i soldi pattuiti risieda semplicemente nella mancanza di liquidità, ma al tempo stesso hanno richiamato l'attenzione di tutti perchè si cerchi una possibile via d'uscita.

Da parte sua il presidente del Balonmano Antequera, Juan Carlos Jiménez, ha dichiarato ad un'emittente radio locale che il problema riguarda esclusivamente i soldi relativi ai diritti d'immagine, e che la situazione 'se va a resolver'. Jiménez ha appoggiato l'azione dei suoi giocatori ma si é lamentato della mancanza di sostegno economico, soprattutto da parte delle imprese locali, mentre a suo dire il comune sta facendo il possibile per aiutare la squadra. Ha infine smentito l'esistenza di un pericolo di sparizione del club, che sarebbe da solo in grado di generare il 60 per cento del budget necessario, mentre il resto verrebbe da eventuali sponsor.