Visualizzazione post con etichetta Løke. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Løke. Mostra tutti i post

giovedì 27 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI: anteprima finali di Giovedì 27 Gennaio

Aspettando il week-end (allungato) che stabilirà vincitori, medagliati e vinti del Campionato Mondiale 2011 di pallamano maschile, oggi tornano in campo quattro squadre, impegnate in due finali (assai) 'minori', eppure con qualche motivo extra a renderle degne di nota.

Norvegia e Serbia si contendono la nona piazza, inutile persino in chiave play-off di qualificazione alle Olimpiadi di Londra, fuori dalla portata di entrambe. Gli scandinavi, brillanti nelle ultime due partite dopo una prima fase con molte lacune, proveranno comunque a mettere ulteriormente in mostra le loro giovani 'gemme', in particolare Espen Lie Hansen e Cristoffer Rambo. Oltre ai bravi portieri Steinar Ege ed Ole Erevik, e ad un Bjarte Myrhol tra i migliori pivot dell'intera competizione, forse NON estraneo ai nuovi problemi di Frank Løke. Il fratello della più famosa Heidi, infatti, era finito in panchina a causa delle ottime prestazioni del giocatore di linea del Rhein-Neckar Löwen, ma adesso è stato pure rispedito direttamente a casa. Per un duplice motivo, a quanto riporta il sito della federazione norvegese: forma fisica non ottimale e soprattutto una non meglio specificata 'rottura del codice interno alla squadra'. Non è la prima volta che il trentenne del Lubecca, una 'testa calda' che in carriera ha già cambiato numerosi club, ha problemi con l'allenatore Robert Hedin e gli altri compagni, ma sembra che ormai l'atleta di Sandefjord, miglior pivot agli Europei 2008, abbia sprecato l'ultima chance offertagli. La sua esperienza in nazionale, almeno con questo staff, può dirsi terminata.

Dall'altra parte i serbi, come spiegato da Žarko Šešum in una conferenza stampa, cercheranno di sigillare nel migliore dei modi un'avventura da non ricordare tra le migliori, della quale lo stesso terzino, compagno di club di Myrhol (e dell'altro norvegese Borge Lund) al Löwen, non si ritiene soddisfatto. Più interessante del match in sé potrebbe risultare la battaglia fra cannonieri, con Marko Vujin (54 reti), attuale top scorer del torneo, impegnato a difendere il primato dagli attacchi della coppia Bjarte Myrhol (48 goal) - Håvard Tvedten (47). Anche se, probabilmente, fra i tre litiganti sarà il quarto a godere: Mikkel Hansen, ora cinque 'lunghezze' dietro il serbo del Veszprém (e futura stella del THW Kiel, dove Vujin ritroverà il connazionale Momir Ilić) ma con un match in più a disposizione, in quanto la Danimarca giocherà sia la semifinale che una finale. Sarà compito del terzino destro serbo mettere fra sé e gli altri un divario tale che nemmeno Hansen sia in grado di recuperare.

Prima di slavi e vichinghi tocca a Germania ed Argentina, in un insolito remake, versione handball, di tante sfide calcistiche di alto lignaggio fra le due nazionali. Adesso però c'è in ballo solo l'undicesimo posto nella classifica finale. Per i sudamericani arrivare a giocare questa partita è comunque un buon risultato, in una 'campagna di Svezia' nella quale Matias Schulz e compagni - inclusi gli 'italiani' García e Querin - hanno fatto la storia della pallamano del loro paese, migliorando notevolmente il quindicesimo posto di Francia 2001.

Terminare con una vittoria sarebbe fonte di soddisfazione per i ragazzi di coach Gallardo, e al tempo stesso buon viatico per il futuro: questa squadra è infatti giovane, con vari elementi (i fratelli Simonet, Federico Vieyra, Federico Fernández) tratti da quella compagine che nel 2009 si spinse fino ai quarti (nel roster c'era pure Pablo Vainstein) dei Mondiali Junior egiziani; fra l'altro sconfiggendo, all'esordio, proprio ... la Germania, che in seguito avrebbe conquistato la medaglia d'oro!! Perché non provare a batterla pure 'tra i grandi', allora? Comunque finisca l'incontro, l'Argentina ha i numeri per replicare nei prossimi appuntamenti le buone cose fatte vedere in questi giorni. Magari con esiti addirittura migliori.

I tedeschi sono invece obbligati a fare i conti con un presente cupo: esito mondiale deludente, con il fondo toccato martedì sera in seguito alla pesante batosta rimediata dalla Norvegia, insoddisfazione palpabile, ed alto rischio di non vedere più i baffi di Heiner Brand sulla panchina germanica. In più la Mannschaft sembra costretta a fare a meno, nell'ultima partita, di Christian Sprenger, afflitto da problemi alla coscia e quasi certamente sostituito in campo da Patrick Groetzki del Rhein-Neckar Löwen. L'unico di loro, guarda caso, presente pure al Cairo nel 2009. Dunque la Germania potrà contare, almeno, sulla voglia di riscattare quell'affronto 'd'Egitto' subito due anni fa.

Uno degli effetti negativi dell'infausto mondiale tedesco è stato lo spostamento della partita conclusiva dalle più popolari reti pubbliche, ARD e ZDF, alla privata e meno seguita Sport 1 che, dal satellite Astra (19-2° Est), irradierà il segnale dell'unico match odierno visibile gratuitamente in TV in Italia. Per il resto c'è comunque internet ...

Finale 11°-12° Posto (Kristianstad Arena, Kristianstad)
** h. 18:00: Germania - Argentina
(Copertura TV: Sport 1 - Satellite Astra. 19:2° Est)

Finale 9°-10° Posto (Kristianstad Arena, Kristianstad)
** h. 20:30 Norvegia - Serbia

Programma della giornata - Copertura WEB
Per quanto concerne internet, la soluzione più comoda sembra essere quella firmata http://www.livehandball.tv/page/Home dove, a quanto scritto sul sito, per trenta denari (euri, of course ...) diventa possibile registrarsi ed abbonarsi alle dirette di tutte le partite, ed inoltre rivedere gli incontri ed i relativi highlights 'on demand'. Anche se farlo con soltanto una decina di match rimasti non è forse la soluzione migliore ...

Per chi non vuole spendere, è possibile, ma spesso all'ultimo minuto o addirittura a partite già iniziate, trovare link agli streaming dei vari incontri spulciando nei seguenti portali:

** http://www.fromsport.com/
** http://www.rojadirecta.org/
** http://www.myp2p.eu
** http://www.livescorehunter.com
** http://www.atdhe.net

mercoledì 22 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: la finale in (doppia) replica su Sportitalia 2.

Chi si fosse perso la replica di Norvegia-Svezia, finale degli Europei femminili 2010 di handball, ritrasmessa da Sportitalia2 domenica sera alle 23.30, ha ancora una possibilità di vedere la partita con il commento in italiano di Giampiero Scevola.

Con le unghie (soprattutto) e coi denti.
Così Tonje Larsen e Heidi Løke difendono
la Norvegia dalla minaccia Linnea Torstenson.
Cliccare per ingrandire.

Anzi due: il canale infatti manderà nuovamente in onda il match, oggi pomeriggio (mercoledì 22 Dicembre 2010) alle ore 16.15, e domani mattina intorno alle ore 10, secondo quanto pubblicato nella sezione 'guida tv' sul sito dell'emittente. Oltre che in televisione, il segnale di Sportitalia 2 può essere visto anche su internet, al seguente URL:

http://www.sportitalia.com/SI2live.aspx

Altri dettagli sulle partite visibili (gratuitamente) in televisione e su internet nel nostro paese sono disponibili nell'apposita sezione del sito Pallamanoitalia:

http://www.pallamanoitalia.it/risultati-classifiche/la-pallamano-in-tv/

domenica 19 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: La squadra ideale del torneo

La squadra ideale dei Campionati Europei Femminili di pallamano 2010, scelta ed annunciata prima della finalissima. Sorprende l'assenza di Bojana Popovic, ma fino a un certo punto, visto che a farle concorrenza nel suo ruolo di terzino sinistro c'era una certa Neagu ... Linnea Torstenson è in pratica sparita dal campo nel secondo tempo della finalissima, ma questo poco conta a livello personale: la svedese è stata scelta come miglior giocatrice del torneo.

Linnea Torstenson, MVP degli Europei 2010.
(Cliccare per ingrandire).

* PORTIERE: HARALDSEN, Katrine Lunde (Norvegia)
* ALA SINISTRA: AUGUSTESEN, Mie (Danimarca)
* TERZINO SINISTRO: NEAGU, Cristina Georgiana (Romania)
* CENTRALE: HAMMERSENG, Gro (Norvegia)
* PIVOT: LOKE, Heidi (Norvegia)
* TERZINO DESTRO: PENA, Nerea (Spagna)
* ALA DESTRA: KVIESGAARD, Maibritt (Danimarca)

* MIGLIOR DIFENSORE: WIBERG Johanna (Svezia)
* MVP TORNEO: TORSTENSON Linnea (Svezia)

sabato 18 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: E' sempre il Regno di Norvegia!

La festa, appena cominciata, è già finita. La Danimarca deve riporre in tutta fretta nella valigia i sogni di gloria. La Legge del Più Forte non fa sconti, e nemmeno il pubblico delle grandissime occasioni della Messecenter Arena riesce ad evitare l'inevitabile. La Norvegia fa un solo boccone delle 'cugine' in un derby scandinavo segnato dall'inizio alla fine, da quel 5-0 che indirizza subito il match nel senso voluto dalle campionesse in carica, al 14-10 dell'intervallo, con le norvegesi brave a tenere a freno i tentativi di rimonta e l'entusiasmo delle rivali, ad una ripresa dove la Danimarca ci prova, ma nulla può contro lo strapotere delle avversarie, che nel finale dilagano fino al 29-19 della sirena, fin troppo punitivo per la squadra di casa.

Una vittoria soprattutto della 'vecchia guardia' norvegese, con la 30enne Katrine Lunde Haraldsen muro invalicabile in porta e la coetanea Gro Hammerseng a dirigere in modo quasi perfetto sia l'attacco che la difesa delle sue, e a tenere le redini della squadra anche nei momenti in cui la Danimarca, dopo un inizio da incubo, aveva ritrovato goal ed entusiasmo e si era riportata pericolosamente sotto. Bene Tonje Larsen, 35 anni e solo una rete, ma piazzata al momento giusto per ricacciare indietro le avversarie. Heidi Løke fa il suo dovere, non male neppure Tonje Nøstvold, e se le ali della squadra a volte sembrano appena delle spettatrici non paganti, e Nora Mørk si lascia insolitamente travolgere da una pressione troppo elevata per i suoi diciannove anni e non ne azzecca una, la Norvegia può sempre contare su un valore aggiunto quale Linn Jørum Sulland. Quanto era mancata alla nazionale di Oslo. Tra rigori eseguiti con la massima freddezza ed i suoi tiri 'doc' dalla distanza, il biondo terzino destro del Larvik stabilisce una sorta di record: sette reti in sette minuti. Miglior realizzatrice delle sue.

Contro questa squadra non possono fare molto le danesi. L'assenza di Mie Augustesen si fa sentire, ma anche quelle in campo non riescono a pungere più di tanto. Camilla Dalby e Trine Troelsen sono bocche da fuoco piuttosto fatuo, A.G. Nørgaard ci mette la sua grinta, ma pochi goal, Rikke Skov è generosa e talvolta beffa la sua ex-compagna di club Haraldsen (ma non basta), ed anche la buona prova del giovane pivot Susan Thorsgaard, migliore delle sue, a conti fatti serve a poco. Non riesce a brillare come nei match precedenti neppure il portiere Karin Mortensen; a sua discolpa la grande qualità delle macchine da successo che si è trovata a fronteggiare.

Jan Pytlick porta a casa la decima sconfitta consecutiva nei suoi scontri diretti con la Norvegia, e adesso la Danimarca giovane e comunque destinata a prendersi ampie soddisfazioni in futuro sfiderà la rabbia e la fame di medaglie rumena nella lotta per il bronzo. Thorir Hergeirsson invece mette in tasca la settima finale europea della storia per la nazionale norvegese, e va ad incontrare la Svezia per il titolo numero quattro, e pure per vendicare l'inopinata batosta subita appena sette giorni prima a Lillehammer. Norvegia favorita, ma dovrà fare tesoro della sua più recente esperienza contro la fabbrica di sorprese made in Sweden.

mercoledì 15 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Norvegia - Olanda 35-13



Primo tempo 18-9.

C'è bisogno di aggiungere altro ? Credo che i numeri parlino da soli ...

Se però proprio vogliamo aggiungere qualcosa, possiamo dire che la macchina da goal chiamata Norvegia demolisce lo sparring partner Olanda con lo scarto maggiore visto finora in questi campionati (difficile che si possa far meglio negli incontri rimasti) e vola, da seconda classificlpèata nel girone II dietro alla Svezia, in semifinale, dove l'attende un impegno di ben altra natura nella tana delle fortissime 'cugine' danesi.

Il nocciolo della non-partita che ha chiuso la fase norvegese (nel senso di 'in Norvegia') dell'Europeo sta tutto nei numeri dei vari parziali, impietosi verso la povera Olanda, che meritava una migliore uscita di scena da un campionato a cui le arancioni hanno sicuramente fatto onore: 8-1 dopo 13 minuti, 13-3 al ventunesimo. Poi uno scatto d'orgoglio delle ospiti riduce il divario fino al 14-8, ma il primo tempo è chiuso da una spettacolare rete in acrobazia di Gro Hammerseng, al termine di un'azione corale assolutamente da playstation.

Nella ripresa il 'Norge Express' non lascia, anzi raddoppia (numero di reti, margine di vantaggio, di tutto e di più ...) e va pure oltre. L'Olanda pare solamente attendere la fine del suo calvario, mentre tra un contropiede e l'altro, che mandano in visibilio gli oltre cinquemila fansa della Håkons Hall, c'è tempo anche per fare una bella dose di turnover e mandare in rete (due volte) il 'cucciolo' della squadra, la diciannovenne Stine Bredal Oftedal, arrivata in nazionale maggiore all'ultimo minuto, che finalmente lascia la propria impronta sul campionato.

Buon per lei che ci sia riuscita in tempo, perché è difficile che il biondo folletto dello Stabaek Oslo possa ritagliarsi ulteriori spazi nella 'Final Four' di Herning del prossimo fine settimana. Contro la Danimarca e nell'eventuale finalissima ci sarà da faticare sul serio. In un ambiente assai meno amichevole dalla grande festa che ha congedato la håndballjentene ('ragazze della pallamano' in norvegese) dal proprio pubblico, prima della partenza per lo Jutland. Al pivot Heidi Løke, oggi pure lei quasi infallibile in contropiede, è andato il premio come MVP della sua squadra.

Curiosamente l'ultima rete dell'incontro, un sette metri a tempo scaduto, è stata segnata dall'Olanda, fino ad allora capace di andare in goal la miseria di tre volte in tutta la seconda frazione. Il rigore realizzato da Maura Visser (stavolta non 'top scorer' delle sue, 'onore' andato a Lois Abbingh con un poker di reti) è il saluto dell'Olanda, che manca pure la finalina per il quinto posto (ci andrà invece la Francia, come premio di consolazione per l'ottima seconda fase delle Bleues), ma migliora nettamente il risultato dell'unica altra volta dei Paesi Bassi agli Europei, il decimo posto casalingo del 1998. Alla federazione olandese possono camminare a testa alta ...

EHF Europei Femminili. Main Round - Gruppo II. 2a Giornata

Se nel gruppo danese i giochi per le semifinali sono fatti, in Norvegia la situazione è ancora da definire. Nel gruppo II, con sede a Lillehammer, potremmo addirittura avere CINQUE squadre a quota sei punti al termine dell'ultima giornata. Questo non aiuterebbe molto la Francia, che a causa della differenza reti, ormai certamente sfavorevole in qualsiasi eventuale classifica avulsa, non ha più alcuna possibilità di qualificarsi.

Peccato, perché in questa seconda fase le Bleues erano tornate a far vedere qualcosa di simile alla loro miglior versione. Arrivando a porre fine, in questo girone dove nulla è da dare per scontato, alla marcia trionfale della Svezia. Prima battuta d'arresto delle scandinave, che forse pagano gli sforzi del match precedente contro la Norvegia, e pure pagano dazio a Amandine Leynaud ed alle altre transalpine (comprese una Allison Pineau finalmente incisiva e Mariama Signate che sbaglia tanto, ma segna pure), perdendo anche se con il minimo scarto - la differenza reti in questo girone si sta rivelando fondamentale. Proprio l'estremo difensore francese è uno dei fattori che consentono alla sua squadra di scappare a inizio match, spingendo Per Johansson a chiedere time-out sul 4-8. Minuto di sospensione balsamico: Isabelle Gulldén e Linnea Torstenson riportano le vichinghe sul meno uno, ma le francesi non si lasciano impressionare e, complice i due minuti rifilati a Johanna Wiberg, tornano negli spogliatoi sull'11-9 a proprio vantaggio.

Cecilie Grubbström fa comunque il suo dovere fra i pali; la Svezia ne beneficerà nella seconda parte, quando finalmente riesce a concretizzare la sua lunga rincorsa ed arriva al pareggio sul 17-17 ad una decina di minuti dalla fine. Come spesso accade in situazioni del genere, una volta compiuta la rimonta la squadra giallo-blu si smarrisce, e lascia nuovamente scappare le avversarie, che piazzano tre reti decisive. La Svezia abbozza una reazione, che le porta sul 19-20 e poi sul 21-22, ma non riesce ad agganciare le avversarie, non sfruttando le occasioni avute nel minuto finale (attacco confuso, tiro della disperazione infranto contro il muro difensivo delle rivali).

I due punti vanno così ad Olivier Krumbholz. Troppo poco, troppo tardi: il bottino risulta inutile in prospettiva semifinale, anche se salva quantomeno l'onore delle vice-campionesse mondiali e le spinge verso la 'finalina' per il quinto posto.

Svedesi sconfitte e adesso a rischio. Una sconfitta contro l'Ungheria nel turno conclusivo potrebbe costare molto caro alla squadra-rivelazione del torneo, rendendo vana persino l'impresa con la Norvegia. A tutto vantaggio delle magiare, ancora in corsa nonostante una nuova figuraccia: l'Olanda della meraviglie distrugge l'Armata Brancaleone di Eszter Mátéfi, dominandola dall'inizio alla fine. Con una Katalin Pálinger non all'altezza della sua fama, e poi sostituita dalla Herr, l'Ungheria non riesce ad arginare gli attacchi rivali, e si trova rapidamente sotto. La difesa 'orange' risulta invece efficace, con l'aiuto di Marieke van der Wal, Per cui non sorprende che, con Laura van der Heijden a fare poker di reti, lo score a metà partita segni un chiaro 15-10 per i Paesi Bassi.

Che volano ancora più in alto nella ripresa: Anita Bulath non morde, e Zita Szucsanszki da sola non può fare molto, a dispetto delle sue sei reti. L'Ungheria completa il suo naufragio, l'Olanda, arrivata fino a +9, conduce in porto una meritatissima vittoria (27-19) che la tiene in corsa per le semifinali. E adesso ha un sogno proibito; sbancare la Håkons Hall e, in caso di mancate vittorie di Francia e Ungheria, sostituire le stra-favorite padrone di casa tra le fantastiche quattro. Un sogno quasi certamente destinato a rimanere tale, ma d'altronde chi avrebbe mai pensato ad un'Olanda ancora in gioco per le semifinali a questo punto del torneo? E allora, perché non continuare a crederci?

Forse perché, recuperato il pivot Heidi Løke, le scandinave sono tornate a fare paura. Ed a macinare gioco, contropiedi e vittorie. Ne fa le spese la malcapitata Ucraina, rimasta in partita per una dozzina di minuti, mettendo pure il naso avanti sul 4-3. Poi il pivot del Larvik, ripresasi dal virus intestinale che le aveva rovinato il compleanno, sale in cattedra e con un poker di reti (a fine partita ne avrà fatti sei. Su altrettanti tentativi!) spiana la strada alla Norvegia. Ci si mette anche la difesa naturalmente, favorendo contrattacchi finalizzati dai folletti norvegesi, mentre per le ex-sovietiche la via del goal diventa impraticabile. Solo due reti in 18 minuti per loro, con il tabellone che alla pausa racconta di un eloquente 13-6.

Poco da dire sulla ripresa; la Norvegia continua la sua passeggiata, e se non fosse per i portieri ucraini Maryna Vlasenko e Natalya Parhomenko, brave quanto la più famose Lunde Haraldsen dall'altro lato del campo, il passivo sarebbe ancor più umiliante. Si arriva alla sirena con un 32-19 che non lascia spazio a dubbi, e con festeggiamenti per Gro Hammerseng, MVP della sua squadra, per Nora Mørk (5 goal) sempre più realtà di questa nazionale, ed anche per la giovanissima Mari Molid, che entra nel finale e mette il suo secondo sigillo personale al torneo. Lo scivolone contro la Svezia è alle spalle, la Norvegia si è rialzata e adesso aspetta lo scontro con le olandesi per certificare il passaggio del turno, che peraltro molti davano già per scontato.

sabato 11 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Che sera il venerdì sera!

Risultati a dir poco incredibili, emozioni a gogo, nelle ultime due partite della giornata, e dei rispettivi gruppi C e D.

Iniziano Ucraina e Germania, che in quel di Larvik danno vita ad una delle maggiori sorprese di sempre in questo torneo: per passare il turno alle tedesche vanno bene una vittoria, un pareggio, e persino una sconfitta con meno di otto reti di scarto. Per giunta contro una squadra già umiliata dall'Olanda - cui aveva segnato la miseria di tredici goal - e battuta senza appello dalle svedesi. Insomma, nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe puntato un centesimo sull'eliminazione delle semifinaliste di Skopje 2008. E se qualcuno l'avesse fatto ... adesso starà festeggiando una bella vincita!! Già, perché ciò che non poteva assolutamente accadere è accaduto.

Con un primo tempo da favola, ed un secondo ancora migliore (o se vogliamo vederla dall'altro lato, un inizio da incubo ed una fine ancora peggio), le ucraine hanno vinto per 33-23 e mandato a casa la sgangherata truppa di Rainier Osmann. Il vantaggio di cinque reti all'intervallo (15-10), frutto di troppi errori tedeschi subito puniti dalle spietate avversarie, faceva già presagire il miracolo, ma molti pensavano che la Germania avrebbe comunque tenuto la situazione sotto controllo e limitato i danni. Invece il divario è cresciuto nella ripresa, arrivando fino al fatidico più otto. E persino oltre, a nove-dieci lunghezze di vantaggio. Uno scatto d'orgoglio riporta le tedesche a meno sei (22-28) - e quindi in zona-qualificazione - a meno di cinque minuti dalla sirena. A quel punto si credeva che, in una maniera o nell'altra, le tedesche fossero riuscite a salvarsi.

Niente di più sbagliato: un nuovo blackout assoluto nella fase conclusiva, e decisiva, costa carissimo alla Jurack (che con i suoi sei goal stava finalmente dando segni di recupero; peccato che adesso non avrà più chances di dimostrarlo) e alle sua compagne. Le ucraine le puniscono ancora con quattro reti di fila, e stavolta non c'è più nulla da fare. Il portiere Natalya Parhomenko (MVP del match) e le due migliori realizzatrici Iulia Manaharova (8 goal) e Viktoriya Borschenko (sette) sono le principali, ma non certo uniche, artefici di un'impresa storica per la nazionale di Evtushenko che, pur con zero punti in dote, arriva ad un Main Round che ormai sembrava già totalmente perduto. L'esultanza delle ucraine a fine partita (vedasi la foto sotto, cliccare per ingrandire) è più che giustificata.


Vittoria norvegese, con annessi primo posto finale nel girone e pole position, con quattro punti, alla partenza del Main Round, nella sfida contro l'Ungheria, di scena a Lillehammer davanti a 9.183 spettatori. E fin qua niente di strano. Quello che fa specie sono le dimensioni del trionfo nordico, ed in particolare lo score al sessantesimo minuto: 34-13 (!!). Sì, avete letto bene, le Bulle vichinghe hanno quasi triplicato il punteggio avversario.

E pensare che per alcuni istanti si è creduto ad un match equilibrato; giusto il tempo di vedere un parziale di 8-0 che porta la macchina da guerra di Thorir Hergeirsson sul 10-2 successivamente al doppio scambio di reti iniziale. Tra difesa arcigna e contropiedi che spezzano ali e morale agli avversari, tra i numeri di Katrine Lunde Haraldsen (che contro la nazionale espressione del campionato in cui milita chiude con il 67% di tiri neutralizzati!! Percentuale arrivata addirittura oltre al 70 nella prima frazione) in porta ed il solito 'Heidi Løke Show' dai sei metri, con le magiare costrette ad una marcatura iper-aggressiva per cercare (spesso invano) di fermarla, ecco che il divario sale fino al 19-7 dell'intervallo, molto simile a quel 19-6 contro lo Slovenia che ci aveva fatto gridare al ... bullismo.

Nella ripresa l'Ungheria smette in pratica di giocare, finendo ancora di più in balia di una Norvegia che continua a macinare punto su punto. La debacle magiara sembra non avere mai fine; con la stessa Palinger in serata negativa, le ragazze di Eszter Matefi toccano il fondo più volte ... per poi scendere ancora più in basso. Il canto della sirena a fine match è una liberazione per le sconfitte, con la testa da ormai parecchi minuti al Main Round, dove arriveranno con due punti e (sembra assurdo dirlo dopo la gara di stasera, ma è vero) con qualche seria possibilità di approdare alle semifinali. Intanto ci si interroga su chi veramente possa creare grattacapi alla Norvegia, programmata per vincere il suo quarto titolo di fila, e finora avanti con esiti che vanno oltre le più rosee aspettative.

Con un 7 su 7 al tiro che parla da solo, Heidi Løke è la miglior realizzatrice delle nordiche, seguita da Nora Mørk, sempre più una realtà della pallamano internazionale (6 goal per la diciannovenne del Larvik), da Linn-Kristin Riegelhuth (4), l'altro pivot Marit Malm Frafjord (4), Ida Alstad, che torna dall'infortunio e fa subito poker, Camilla Herrem (3), Tonje Nøstvold (2), ed i perni della difesa Gro Hammerseng e Tonje Larsen, anch'esse con una doppietta a testa.

domenica 5 dicembre 2010

Test pre-europei: con Nora e Heidi la Norvegia vola

Vittoria norvegese nell'ultimo test-match di preparazione agli Europei femminili - per metà casalinghi - che inizieranno martedì prossimo. Le vichinghe si sono imposte chiaramente (29-22) sui Paesi Bassi di fronte a circa 2500 persone. Sfida a dire il vero inizialmente più equilibrata del previsto: squadre in parità (4-4) dopo una decina di minuti. Neppure il time-out chiesto da coach Thorir Hergeirsson scuote le campionesse d'Europa in carica: ai cinque dalla pausa siamo ancora punto a punto (11-11). Solo nel finale di tempo arriva l'atteso scatto che porta la Norvegia al riposo sul 15-12. Le olandesi non riescono a reagire, e nella seconda frazione il margine di vantaggio cresce, piano ma inesorabilmente, fino al 29-22 conclusivo.

Sugli scudi, ancora una volta, Nora Mørk (foto a sinistra) ed il pivot Heidi Løke, con sei reti a testa. Nel caso della seconda si tratta dell'ennesima prova della sua efficacia e pericolosità per le difese avversarie. In quello della prima, MVP dell'incontro, un nuovo passo sul cammino della definitiva consacrazione internazionale di una ragazza che, a nemmeno vent'anni (e con esperienze in già quattro squadre professionistiche di campionati d'alto livello), è ormai uno dei punti di forza del Larvik - ovvero uno dei migliori club europei in assoluto - e si appresta a diventarlo pure nella sua nazionale. In campo olandese di nuovo protagonista, anche lei con una mezza dozzina di goal, il forte centrale Maura Visser, finalista di Coppa Coppe la scorsa stagione con il KIF Vejen danese.

Norvegia - Olanda 29-22 (15-11)
Norvegia: Ingrid Ødegård, Katrine Lunde Haraldsen, Mari Kristine Søbstad Molid 1; Nora Mørk 6; Ida Alstad 3; Heidi Løke 6 ; Tonje Nøstvold 2; Karoline Dyhre Breivang 1; Gro Hammerseng 3;Kari Mette Johansen 2; Marit Malm Frafjord; Linn-Kristin Riegelhuth 4; Stine Bredal Oftedal 0; Tine Stange 1; Camilla Herrem 0.
Olanda: Marieke Van Der Wal; Inge Roelofs 0; Laura Van Der Heiden 3; Debbie Bont 2; Lois Abbingh 0; Marcella Deen 0; Danick Snelder 0; Miranda Robben 0; Diane Lamein 4; Joyce Hilster 2; Willemijn Karsten 0; Maura Visser 6; Nycke Groot 2; Pearl Van Der Wissel 3; Angela Malestein 0; Debbie Klijn 0.

lunedì 25 ottobre 2010

Champions League Femminile - Riassunto 3a Giornata

L'ultimo turno di andata della fase a gruppi di Champions League femminile è caratterizzato da alcune sorprese, ma ancor di più da una conferma: quella del valore assoluto del Larvik HK. Le norvegesi escono vincenti dalla 'finale anticipata' contro l'Oltchim Vâlcea ed ipotecano il passaggio al turno successivo, così come probabilmente il primo posto finale all'interno del Girone C.

Con Cecilie Leganger muro quasi invalicabile tra i pali, il pivot Heidi Løke perenne spina nel fianco delle retroguardie avversarie (in pratica o segna o si procura un sette metri ...) e Tine Stange straordinariamente efficace dalla lunga distanza, è facile per le ragazze di coach Karl-Erik Bøhn aprire un gap significativo (fino al 13-8) già nelle prima fasi di gioco, a dispetto di una difesa tutt'altro che impeccabile, complice la forzata assenza di Gro Hammerseng. Ma le 'galacticele' rumene sono squadra di qualità, non a caso finalista della passata edizione. Riescono ad evitare il tracollo nei momenti difficili e, appena le avversarie hanno un (inspiegabile) blackout negli ultimi dieci minuti del tempo, piazzano un micidiale 10-4, cui la prova di Ionela Stanca non è certo estranea, che permette loro non soltanto di riaprire il match, ma addirittura di tornare negli spogliatoi avanti sul 17-18, a dispetto del dominio esercitato dal Larvik per buona parte della frazione inaugurale.

Ma quando le scandinave tornano a stringere le maglie della difesa nel secondo tempo, per l'Oltchim si fa di nuovo buio pesto. Per quanto Paula Ungureanu e la sua vice Talida Tolnai si sforzino di tenere la loro porta il più 'immacolata' possibile, le difficoltà offensive delle rumene, ancora una volta 'tradite' da una Neagu poco incisiva, affondano l'Oltchim. Dall'altro lato Nora Mørk, veloce el tempo stesso quasi infallibile dai sette metri, con i suoi nove goal risulta fondamentale. Ai dieci minuti dalla fine il 31-24 a favore del Larvik sembra porre il sigillo definitivo al match. Poi, però, le vichinghe tornano a girare a vuoto in un finale di tempo. Ma è troppo tardi per l'Oltchim, che riesce solo a dimezzare lo svantaggio, ed a cui non bastano le 'sette meraviglie' della loro top-scorer Ramona Petruta Farcau. Il Larvik mette in tasca i due punti, anche se le due crisi nei rispettivi finali di tempo avrebbero potuto costar loro la sconfitta. Cadute di ritmo sulle quali in Norvegia dovranno lavorare parecchio, se vogliono davvero portare la Champions tra i fiordi. Per quanto riguarda le rumene, preoccupa l'ennesima prestazione non all'altezza della sua fama, e del suo talento, di Cristina Neagu, delle cui reti l'Oltchim ha decisamente bisogno. La panchina di Peter Kovacs al momento non pare assolutamente a rischio.

Anche perché nonostante il nuovo passo falso il Vâlcea mantiene il secondo posto nel girone, grazie all'inattesa sconfitta casalinga del Randers HK contro il Tolone. Francesi arcigne in difesa, con la sola Nina Wörz (sei reti per lei) brava a trovare la porta avversaria (ma il merito va pure ad Alexandra Bettacchini tra i pali), e pungenti in attacco con Paula Bredou-Gondo, Marie-Paule Gnabouyou e Christiane Mwases. Tanto da spingere le ospiti al più quattro, sigillato da una magia di Siraba Dembélé, all'intervallo. La reazione danese arriva nella ripresa, con Camilla Dalby che sale in cattedra e unisce le sue forze a quelle della Wörz, ma forse alla ELRO Arena pensavano che, una volta raggiunta la parità a quota 24 (minuto 53), la loro missione fosse compiuta. Non è così: le transalpine allungano di nuovo, trascinate dalla Bredou-Gondo MVP dell'incontro, e questa volta il Randers, nuovamente pasticcione in attacco, si trova sorpreso ed incapace di negare al TVHB un successo a suo modo storico.

Gruppo C - Risultati
** Randers HK - Toulon Saint Cyr Var 25:29
** Larvik HK - Oltchim Râmnicu Vâlcea 34:31

Classifica
1. Larvik HK 6 300 (20)
2. Oltchim Râmnicu Vâlcea 2 102 (2)
3. Toulon Saint Cyr Var 2 102 (-8)
4. Randers HK 2 102 (-14)

Il predominio danese sull'Europa dell'handball (femminile) sembra sul viale del tramonto. Per il secondo week-end consecutivo entrambe le squadre impegnate restano a secco. Alla batosta del Randers fa infatti seguito quella del Viborg HK, umiliato dalla Dinamo Volgograd in un vero e proprio 'spareggio-qualificazione', e per lo più con uno score (41-33) difficile da ribaltare nel ritorno in Danimarca. Le campionesse d'Europa ritrovano Anja Althaus e la rumena Varzaru, ma la loro difesa è un colabrodo, tanto da concedere una quindicina di goal in altrettanti minuti. Tra i pali sia Louise Bager Due che Christine Pedersen non offrono la qualità garantita nelle scorse stagioni da Katrine Lunde, che nello Jutland molti staranno già rimpiangendo. In realtà, dopo il forte passivo iniziale, le ragazze di coach Vestergaard, con Grit Jurack e Rikke Skov al timone, abbozzano una reazione, che successivamente al 15-20 dell'intervallo le porterà fino ad un meno tre (33-36) foriero di qualche speranza. Prontamente resa vana da Anna Kochetova, inarrestabile tanto da andare a segno ben diciassette (!) volte, Olga Levina (otto reti contro la mediocre retroguardia scandinava) e dalle altre atlete russe, Khmyrova compresa. Che adesso iniziano a pensare seriamente di buttare il Viborg prematuramente fuori dalla massima competizione per club.

E intanto, sempre nel Girone A, il Budućnost se la ride. Dall'alto delle sue tre vittorie su tre. La squadra di Podgorica torna a casa dalla Scandinavia con il sorriso sulle labbra: dopo aver profanato il tempio del Viborg, le montenegrine vanno in Svezia e sbrigano la 'pratica IK Sävehof' piuttosto agevolmente. Locali in grado di tenere testa alle più quotate avversarie solo nel primo tempo, concluso sul 13-16. Ma quando la coppia delle meraviglie Katarina Bulatović-Bojana Popović (sette reti a testa) accelera il passo, neppure le otto segnature 'made in Jessica Helleberg' servono a molto. Lo scarto finale - nove reti - la dice tutta sull'attuale divario fra le due squadre. Sävehof ancora fermo al palo, Budućnost in posizione privilegiata al giro di boa.

Gruppo A - Risultati
** IK Sävehof - Buducnost Podgorica 24:33
** Dinamo Volgograd - Viborg HK 41:33

Classifica
1. Buducnost Podgorica 6 300 (25)
2. Dinamo Volgograd 4 201 (12)
3. Viborg HK 2 102 (-4)
4. IK Sävehof 0 003 (-33)

Chi non è più fermo a quota zero è invece l'Hypo Niederösterreich, bravo a sbancare Lipsia in un match 'dall'esito talmente scontato' da terminare in modo esattamente opposto a quel che avevamo previsto. Di smentire i nostri pronostici si occupano la Do Nascimento, ma soprattutto una ritrovata Gabriela Rotis-Nagy, la quale con una mezza dozzina di goal già nella prima parte conduce le sue fino ad un 14-8 che spiana la strada al trionfo viennese. Le tedesche, con Louise Lyksborg a segno cinque volte in tutto, riducono lo scarto a meno tre alla pausa, e arrivano al 14-15 ad inizio ripresa, ma non riescono ad andare oltre. Una doppia penalità per il Lipsia chiude definitivamente i giochi, con le austriache che vanno sul 26-22 e sigillano il loro trionfo nel finale.

Ne approfitta l'Itxako Reyno de Navarra, che andando a vincere in quel di Debrecen recupera lo status di favoritissima per la vittoria finale nel Gruppo B, e si mette definitivamente alle spalle lo scivolone del primo turno. Il botta e risposta pirotecnico fra Anett Sopronyi dal lato ungherese e Alexandrina Cabral Barbosa per le iberiche, con nove reti a testa, è solo uno degli ingredienti di una sfida che vede l'Itxako avanti in pratica sin dalle prime battute, con un parziale di 5-0 che ribalta a loro vantaggio il 3-6 iniziale. Lo scarto cresce fino al 19-15 dell'intervallo, ed aumenta ulteriormente dopo il ritorno in campo, fino ad un 28-21 che sembra mettere la parola fine all'incontro. Già, sembra: perché in realtà il DVSC-Korvex si rifà sotto fino al 27-29, generando nuove speranze nel solitamente caloroso pubblico magiaro. Purtroppo per loro, negli ultimi minuti Oana Soit ed Eli Pinedo mantengono la freddezza necessaria a condurre le spagnole alla vittoria.

Gruppo B - Risultati
** HC Leipzig - Hypo Niederösterreich 23:28
** DVSC Korvex - Itxako Reyno De Navarra 27:32

Classifica
1. Itxako Reyno De Navarra Estella 4 201 (15)
2. HC Leipzig 4 201 (2)
3. Hypo Niederösterreich Vienna 2 102 (-7)
4.DVSC Korvex Debrecen 2 102 (-10)

Nessuna squadra a punteggio pieno neppure nel Gruppo D. Il Krim Lubiana, infatti, cede i suoi primi punti al cospetto di un Györi Audi ETO che, al pari dell'Itxako, sembra ormai pienamente in forma. Principale artefice del successo ungherese, con un bottino di dieci reti, è la 'divina' Anita Görbicz, tornata a mostrare la sua migliore versione. Le slovene si trovano ad inseguire (4-9) già dalle prime battute, ed il parziale che le riporta a meno uno (8-9) si rivela un'illusione: in barba alla prestazione di Andrea Lekić - che pareggia la sua sfida tutta personale con la Görbicz, il Krim non sarà mai in grado di ribaltare la situazione. Il Györ chiude la frazione sul 19-14, e si porta sul 27-20 nella ripresa, anche grazie alle parate di una Lunde-Haraldsen che pare ambientarsi sempre più nella sua nuova squadra. Il ritorno finale delle padrone di casa serve ad addolcire un poco la pillola, ma il trionfo è saldamente nelle mani delle ragazze di Csaba Konkoly.

Krim e Györ condividono l'affollata testa del girone con lo Zvezda Zvenigorod, che in seguito ad un grande secondo tempo trasforma lo svantaggio (meno tre) dell'intervallo in un uguale vantaggio alla sirena conclusiva. Ludmila Postnova torna in forma, Anna Sen continua a 'stupire', e se vi aggiungiamo pure la mezza dozzina di reti della macchina da goal Polina Kuznetcova, non sorprende che la 'truppa' del comandante Trefilov abbia la meglio sulle croate del Podravka Vegeta Koprivinica, ancora una volta generose ma sfortunate, e calate alla distanza proprio nel momento decisivo, quando le russe ottengono il primo vantaggio sul 18-17 e poi allungano fino al 26-22 che toglie alle rivali qualsiasi illusione.

Gruppo D - Risultati
** RK Krim Lubiana - Györi AUDI ETO KC 30 : 34
** Zvezda Zvenigorod - Podravka Vegeta Koprivinica 29:26

Classifica
1. RK Krim Lubiana 4 201 (6)
2. Györi AUDI ETO KC 4 201 (3)
3. Zvezda Zvenigorod 4 201 (1)
4. HC Podravka Vegeta Koprivinica 0 003 (-10)