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venerdì 31 dicembre 2010

Norvegia: Finali della Coppa nazionale. Larvik inarrestabile, Byåsen con un futuro davanti a sè ...

A nemmeno due settimane dal trionfo europeo, i fan norvegesi tornano a gustare pallamano di alto livello. Merito delle finali della loro Coppa nazionale, che hanno avuto luogo ieri allo Spektrum di Oslo. E soprattutto merito, non poteva essere altrimenti, delle stelle del Larvik HK. Il club del Vestfold, ossatura della pluridecorata nazionale scandinava, ha sconfitto nella finalissima del pomeriggio il Vipers Kristiansand, peraltro già battuto nella finale dei playoff della passata stagione. Vipere capaci di mordere solo nei primi minuti, poi il Larvik trova facilmente il vaccino, fatto di giocatrici di classe, ottima difesa ed attacchi efficaci, e dispone a piacimento delle pur generose avversarie.

La buona prova del giovane talento Veronica 'Vikki' Kristiansen (cinque reti) e di Ingunn Birkeland - a segno sei volte - non evitano la pesante sconfitta. Il parziale dei primi trenta minuti (16-10) è già eloquente, ed il Larvik non fa altro che aumentare il proprio vantaggio nella ripresa. Grande prestazione della veterana Cecilie Leganger tra i pali del Larvik, mentre la coetanea (classe 1975) Tonje Larsen mette in tasca il suo undicesimo trionfo personale nella competizione - su tredici finali da lei disputate. Heidi Løke, che voci di mercato sempre più insistenti vogliono al Gyori ETO ungherese dalla prossima stagione, fa la sua parte con ben otto reti. E le varie Linn Jørum Sulland, Tine Rustad Kristiansen (cinque reti a testa) e Nora Mørk mettono il loro granello di sabbia.

Uno scherzo del sorteggio ha privato i tifosi scandinavi della classica battaglia tra le due grandi rivali Larvik e Byåsen. Dopo sei faccia a faccia consecutivi nell'ultimo atto del torneo, quest'anno le squadre si sono affrontate nei quarti di finale, con la relativa vittoria che ha spianato la strada al successo conclusivo delle biancorosse di coach Karl-Erik Bøhn. Ma a Trondheim hanno comunque un motivo per festeggiare: la squadra giovanile del Byåsen ha infatti vinto la competizione under 20. Con molti elementi della nazionale juniores regina d'Europa e del mondo in campo, tra cui quella Mari Molid che in Dicembre ha pure vinto gli Europei a livello senior, non hanno fatto molta fatica a dominare il malcapitato Tertnes Bergen nella finalissima andata in scena in mattinata. Il 18-10 della prima parte aveva già indirizzato il match nel senso voluto dalle ragazze di coach Valeri Putans, che hanno portato il margine di vantaggio in doppia cifra nella ripresa e concluso in scioltezza sul 33-26, con spazio anche alle seconde linee negli ultimi minuti. Anche se Il Byåsen è squadra dal futuro roseo: difficilmente saranno in grado di contrastare lo strapotere del Larvik nell'immediato e nel breve periodo, ma se dovessero mantenere l'attuale rosa piena di giovani talenti, fra qualche anno potrebbero ribaltare le gerarchie della pallamano norvegese.

Rispettati i pronostici anche nelle due finali maschili, con l'Haslum HK vincitore della Coppa per la seconda volta dopo aver superato la coriacea resistenza del Follo HK. 24-20 lo score finale per Erlend Mamelund (nove reti) e compagni, che hanno prodotto lo scatto decisivo negli ultimi sei minuti dell'incontro. Sconfitta anche tra i ragazzini per le squadre di Bergen: a livello junior, il Falk abbatte il Fyllingen Bergen nel match andato in scena all'ora di pranzo. Axel Foyn Bruun va in doppia cifra e si guadagna il titolo di MVP dell'incontro, trascinando al successo per 29-27 una squadra già al comando (15-12) a metà gara, e capace di tenere a bada gli accenni di rimonta avversaria nel secondo tempo.

Cliccare su dettagli per i marcatori dei rispettivi match.

Finale Senior Femminile:
Larvik HK - Vipers Kristiansand 31-18 (16-10) Dettagli

Finale Under 20 Femminile:
Byåsen Trondheim - Tertnes Bergen 33-26 (18-10) Dettagli

Finale Senior Maschile:
Haslum HK - Follo 24-20 (11-10) Dettagli

Finale Under 20 Maschile:
Falk - Fyllingen Bergen 29-27 (15-12) Dettagli

sabato 18 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: E' sempre il Regno di Norvegia!

La festa, appena cominciata, è già finita. La Danimarca deve riporre in tutta fretta nella valigia i sogni di gloria. La Legge del Più Forte non fa sconti, e nemmeno il pubblico delle grandissime occasioni della Messecenter Arena riesce ad evitare l'inevitabile. La Norvegia fa un solo boccone delle 'cugine' in un derby scandinavo segnato dall'inizio alla fine, da quel 5-0 che indirizza subito il match nel senso voluto dalle campionesse in carica, al 14-10 dell'intervallo, con le norvegesi brave a tenere a freno i tentativi di rimonta e l'entusiasmo delle rivali, ad una ripresa dove la Danimarca ci prova, ma nulla può contro lo strapotere delle avversarie, che nel finale dilagano fino al 29-19 della sirena, fin troppo punitivo per la squadra di casa.

Una vittoria soprattutto della 'vecchia guardia' norvegese, con la 30enne Katrine Lunde Haraldsen muro invalicabile in porta e la coetanea Gro Hammerseng a dirigere in modo quasi perfetto sia l'attacco che la difesa delle sue, e a tenere le redini della squadra anche nei momenti in cui la Danimarca, dopo un inizio da incubo, aveva ritrovato goal ed entusiasmo e si era riportata pericolosamente sotto. Bene Tonje Larsen, 35 anni e solo una rete, ma piazzata al momento giusto per ricacciare indietro le avversarie. Heidi Løke fa il suo dovere, non male neppure Tonje Nøstvold, e se le ali della squadra a volte sembrano appena delle spettatrici non paganti, e Nora Mørk si lascia insolitamente travolgere da una pressione troppo elevata per i suoi diciannove anni e non ne azzecca una, la Norvegia può sempre contare su un valore aggiunto quale Linn Jørum Sulland. Quanto era mancata alla nazionale di Oslo. Tra rigori eseguiti con la massima freddezza ed i suoi tiri 'doc' dalla distanza, il biondo terzino destro del Larvik stabilisce una sorta di record: sette reti in sette minuti. Miglior realizzatrice delle sue.

Contro questa squadra non possono fare molto le danesi. L'assenza di Mie Augustesen si fa sentire, ma anche quelle in campo non riescono a pungere più di tanto. Camilla Dalby e Trine Troelsen sono bocche da fuoco piuttosto fatuo, A.G. Nørgaard ci mette la sua grinta, ma pochi goal, Rikke Skov è generosa e talvolta beffa la sua ex-compagna di club Haraldsen (ma non basta), ed anche la buona prova del giovane pivot Susan Thorsgaard, migliore delle sue, a conti fatti serve a poco. Non riesce a brillare come nei match precedenti neppure il portiere Karin Mortensen; a sua discolpa la grande qualità delle macchine da successo che si è trovata a fronteggiare.

Jan Pytlick porta a casa la decima sconfitta consecutiva nei suoi scontri diretti con la Norvegia, e adesso la Danimarca giovane e comunque destinata a prendersi ampie soddisfazioni in futuro sfiderà la rabbia e la fame di medaglie rumena nella lotta per il bronzo. Thorir Hergeirsson invece mette in tasca la settima finale europea della storia per la nazionale norvegese, e va ad incontrare la Svezia per il titolo numero quattro, e pure per vendicare l'inopinata batosta subita appena sette giorni prima a Lillehammer. Norvegia favorita, ma dovrà fare tesoro della sua più recente esperienza contro la fabbrica di sorprese made in Sweden.

mercoledì 15 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Main Round - Gruppo II. 2a Giornata

Se nel gruppo danese i giochi per le semifinali sono fatti, in Norvegia la situazione è ancora da definire. Nel gruppo II, con sede a Lillehammer, potremmo addirittura avere CINQUE squadre a quota sei punti al termine dell'ultima giornata. Questo non aiuterebbe molto la Francia, che a causa della differenza reti, ormai certamente sfavorevole in qualsiasi eventuale classifica avulsa, non ha più alcuna possibilità di qualificarsi.

Peccato, perché in questa seconda fase le Bleues erano tornate a far vedere qualcosa di simile alla loro miglior versione. Arrivando a porre fine, in questo girone dove nulla è da dare per scontato, alla marcia trionfale della Svezia. Prima battuta d'arresto delle scandinave, che forse pagano gli sforzi del match precedente contro la Norvegia, e pure pagano dazio a Amandine Leynaud ed alle altre transalpine (comprese una Allison Pineau finalmente incisiva e Mariama Signate che sbaglia tanto, ma segna pure), perdendo anche se con il minimo scarto - la differenza reti in questo girone si sta rivelando fondamentale. Proprio l'estremo difensore francese è uno dei fattori che consentono alla sua squadra di scappare a inizio match, spingendo Per Johansson a chiedere time-out sul 4-8. Minuto di sospensione balsamico: Isabelle Gulldén e Linnea Torstenson riportano le vichinghe sul meno uno, ma le francesi non si lasciano impressionare e, complice i due minuti rifilati a Johanna Wiberg, tornano negli spogliatoi sull'11-9 a proprio vantaggio.

Cecilie Grubbström fa comunque il suo dovere fra i pali; la Svezia ne beneficerà nella seconda parte, quando finalmente riesce a concretizzare la sua lunga rincorsa ed arriva al pareggio sul 17-17 ad una decina di minuti dalla fine. Come spesso accade in situazioni del genere, una volta compiuta la rimonta la squadra giallo-blu si smarrisce, e lascia nuovamente scappare le avversarie, che piazzano tre reti decisive. La Svezia abbozza una reazione, che le porta sul 19-20 e poi sul 21-22, ma non riesce ad agganciare le avversarie, non sfruttando le occasioni avute nel minuto finale (attacco confuso, tiro della disperazione infranto contro il muro difensivo delle rivali).

I due punti vanno così ad Olivier Krumbholz. Troppo poco, troppo tardi: il bottino risulta inutile in prospettiva semifinale, anche se salva quantomeno l'onore delle vice-campionesse mondiali e le spinge verso la 'finalina' per il quinto posto.

Svedesi sconfitte e adesso a rischio. Una sconfitta contro l'Ungheria nel turno conclusivo potrebbe costare molto caro alla squadra-rivelazione del torneo, rendendo vana persino l'impresa con la Norvegia. A tutto vantaggio delle magiare, ancora in corsa nonostante una nuova figuraccia: l'Olanda della meraviglie distrugge l'Armata Brancaleone di Eszter Mátéfi, dominandola dall'inizio alla fine. Con una Katalin Pálinger non all'altezza della sua fama, e poi sostituita dalla Herr, l'Ungheria non riesce ad arginare gli attacchi rivali, e si trova rapidamente sotto. La difesa 'orange' risulta invece efficace, con l'aiuto di Marieke van der Wal, Per cui non sorprende che, con Laura van der Heijden a fare poker di reti, lo score a metà partita segni un chiaro 15-10 per i Paesi Bassi.

Che volano ancora più in alto nella ripresa: Anita Bulath non morde, e Zita Szucsanszki da sola non può fare molto, a dispetto delle sue sei reti. L'Ungheria completa il suo naufragio, l'Olanda, arrivata fino a +9, conduce in porto una meritatissima vittoria (27-19) che la tiene in corsa per le semifinali. E adesso ha un sogno proibito; sbancare la Håkons Hall e, in caso di mancate vittorie di Francia e Ungheria, sostituire le stra-favorite padrone di casa tra le fantastiche quattro. Un sogno quasi certamente destinato a rimanere tale, ma d'altronde chi avrebbe mai pensato ad un'Olanda ancora in gioco per le semifinali a questo punto del torneo? E allora, perché non continuare a crederci?

Forse perché, recuperato il pivot Heidi Løke, le scandinave sono tornate a fare paura. Ed a macinare gioco, contropiedi e vittorie. Ne fa le spese la malcapitata Ucraina, rimasta in partita per una dozzina di minuti, mettendo pure il naso avanti sul 4-3. Poi il pivot del Larvik, ripresasi dal virus intestinale che le aveva rovinato il compleanno, sale in cattedra e con un poker di reti (a fine partita ne avrà fatti sei. Su altrettanti tentativi!) spiana la strada alla Norvegia. Ci si mette anche la difesa naturalmente, favorendo contrattacchi finalizzati dai folletti norvegesi, mentre per le ex-sovietiche la via del goal diventa impraticabile. Solo due reti in 18 minuti per loro, con il tabellone che alla pausa racconta di un eloquente 13-6.

Poco da dire sulla ripresa; la Norvegia continua la sua passeggiata, e se non fosse per i portieri ucraini Maryna Vlasenko e Natalya Parhomenko, brave quanto la più famose Lunde Haraldsen dall'altro lato del campo, il passivo sarebbe ancor più umiliante. Si arriva alla sirena con un 32-19 che non lascia spazio a dubbi, e con festeggiamenti per Gro Hammerseng, MVP della sua squadra, per Nora Mørk (5 goal) sempre più realtà di questa nazionale, ed anche per la giovanissima Mari Molid, che entra nel finale e mette il suo secondo sigillo personale al torneo. Lo scivolone contro la Svezia è alle spalle, la Norvegia si è rialzata e adesso aspetta lo scontro con le olandesi per certificare il passaggio del turno, che peraltro molti davano già per scontato.

sabato 11 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Che sera il venerdì sera!

Risultati a dir poco incredibili, emozioni a gogo, nelle ultime due partite della giornata, e dei rispettivi gruppi C e D.

Iniziano Ucraina e Germania, che in quel di Larvik danno vita ad una delle maggiori sorprese di sempre in questo torneo: per passare il turno alle tedesche vanno bene una vittoria, un pareggio, e persino una sconfitta con meno di otto reti di scarto. Per giunta contro una squadra già umiliata dall'Olanda - cui aveva segnato la miseria di tredici goal - e battuta senza appello dalle svedesi. Insomma, nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe puntato un centesimo sull'eliminazione delle semifinaliste di Skopje 2008. E se qualcuno l'avesse fatto ... adesso starà festeggiando una bella vincita!! Già, perché ciò che non poteva assolutamente accadere è accaduto.

Con un primo tempo da favola, ed un secondo ancora migliore (o se vogliamo vederla dall'altro lato, un inizio da incubo ed una fine ancora peggio), le ucraine hanno vinto per 33-23 e mandato a casa la sgangherata truppa di Rainier Osmann. Il vantaggio di cinque reti all'intervallo (15-10), frutto di troppi errori tedeschi subito puniti dalle spietate avversarie, faceva già presagire il miracolo, ma molti pensavano che la Germania avrebbe comunque tenuto la situazione sotto controllo e limitato i danni. Invece il divario è cresciuto nella ripresa, arrivando fino al fatidico più otto. E persino oltre, a nove-dieci lunghezze di vantaggio. Uno scatto d'orgoglio riporta le tedesche a meno sei (22-28) - e quindi in zona-qualificazione - a meno di cinque minuti dalla sirena. A quel punto si credeva che, in una maniera o nell'altra, le tedesche fossero riuscite a salvarsi.

Niente di più sbagliato: un nuovo blackout assoluto nella fase conclusiva, e decisiva, costa carissimo alla Jurack (che con i suoi sei goal stava finalmente dando segni di recupero; peccato che adesso non avrà più chances di dimostrarlo) e alle sua compagne. Le ucraine le puniscono ancora con quattro reti di fila, e stavolta non c'è più nulla da fare. Il portiere Natalya Parhomenko (MVP del match) e le due migliori realizzatrici Iulia Manaharova (8 goal) e Viktoriya Borschenko (sette) sono le principali, ma non certo uniche, artefici di un'impresa storica per la nazionale di Evtushenko che, pur con zero punti in dote, arriva ad un Main Round che ormai sembrava già totalmente perduto. L'esultanza delle ucraine a fine partita (vedasi la foto sotto, cliccare per ingrandire) è più che giustificata.


Vittoria norvegese, con annessi primo posto finale nel girone e pole position, con quattro punti, alla partenza del Main Round, nella sfida contro l'Ungheria, di scena a Lillehammer davanti a 9.183 spettatori. E fin qua niente di strano. Quello che fa specie sono le dimensioni del trionfo nordico, ed in particolare lo score al sessantesimo minuto: 34-13 (!!). Sì, avete letto bene, le Bulle vichinghe hanno quasi triplicato il punteggio avversario.

E pensare che per alcuni istanti si è creduto ad un match equilibrato; giusto il tempo di vedere un parziale di 8-0 che porta la macchina da guerra di Thorir Hergeirsson sul 10-2 successivamente al doppio scambio di reti iniziale. Tra difesa arcigna e contropiedi che spezzano ali e morale agli avversari, tra i numeri di Katrine Lunde Haraldsen (che contro la nazionale espressione del campionato in cui milita chiude con il 67% di tiri neutralizzati!! Percentuale arrivata addirittura oltre al 70 nella prima frazione) in porta ed il solito 'Heidi Løke Show' dai sei metri, con le magiare costrette ad una marcatura iper-aggressiva per cercare (spesso invano) di fermarla, ecco che il divario sale fino al 19-7 dell'intervallo, molto simile a quel 19-6 contro lo Slovenia che ci aveva fatto gridare al ... bullismo.

Nella ripresa l'Ungheria smette in pratica di giocare, finendo ancora di più in balia di una Norvegia che continua a macinare punto su punto. La debacle magiara sembra non avere mai fine; con la stessa Palinger in serata negativa, le ragazze di Eszter Matefi toccano il fondo più volte ... per poi scendere ancora più in basso. Il canto della sirena a fine match è una liberazione per le sconfitte, con la testa da ormai parecchi minuti al Main Round, dove arriveranno con due punti e (sembra assurdo dirlo dopo la gara di stasera, ma è vero) con qualche seria possibilità di approdare alle semifinali. Intanto ci si interroga su chi veramente possa creare grattacapi alla Norvegia, programmata per vincere il suo quarto titolo di fila, e finora avanti con esiti che vanno oltre le più rosee aspettative.

Con un 7 su 7 al tiro che parla da solo, Heidi Løke è la miglior realizzatrice delle nordiche, seguita da Nora Mørk, sempre più una realtà della pallamano internazionale (6 goal per la diciannovenne del Larvik), da Linn-Kristin Riegelhuth (4), l'altro pivot Marit Malm Frafjord (4), Ida Alstad, che torna dall'infortunio e fa subito poker, Camilla Herrem (3), Tonje Nøstvold (2), ed i perni della difesa Gro Hammerseng e Tonje Larsen, anch'esse con una doppietta a testa.

giovedì 9 dicembre 2010

EHF Europei Femminili 2010: Giornata 2. Riassunto Gruppo D

Partita? Quale partita? Tra Norvegia e Slovenia non c'è stata alcuna partita. Solo un lungo ed impietoso ... atto di BULLISMO. Norvegesi da denuncia al telefono azzurro per come hanno maltrattato le povere baby-slovene (cinque elementi della classe 1991, ed una del '90, portate agli Europei da Ivica Rimanič) sin dal primo minuto. Le malcapitate slave all'inizio ci provano, ma i loro attacchi s'infrangono subito contro il muro (una 6-0 quasi impenetrabile, comandata da Tonje Larsen e Gro Hammerseng) rosso delle scandinave, tornate in divisa 'd'ordinanza', e vengono punite a suon di contropiedi - innescati e finalizzati a velocità pazzesche - da Camilla Herrem, Linka Riegelhuth e compagne. Che a dire il vero sbagliano pure qualcosa, ma per eccessi di leziosità, mica per non infierire ...

L'intenzione delle campionesse in carica è infatti quella di mostrare, senza alcun pudore, tutto il divario fra le due squadre. Peraltro già conosciuto in anticipo: da Thorir Hergeirsson, che può permettersi di lasciare inizialmente in panchina il miglior pivot del mondo (tanto c'è Marit Malm Frafjord a non farne sentire la mancanza ...), e da coach Rimanič, che non alza nemmeno la voce durante i time-out (d'altronde a cosa servirebbe? I valori in campo sono quelli ...). Quando poi Heidi Løke entra al posto della Frafjord, ed unisce al gioco 'da playstation' norvegese il suo solito show dalla linea dei sei metri, il vantaggio per le vichinghe non può che lievitare ulteriormente.

Fino all'intervallo, cui si arriva con le scandinave a quota 19, e la Slovenia con niente meno che ... SEI goal all'attivo in trenta minuti (una roba simile l'avevo vista tra gli uomini qualche tempo fa ... sì, ma nel girone lombardo di serie B). Unica nota positiva per le slave: le prime reti del giovane talento Ana Gros, che almeno evita l'imbarazzante zero su dieci al tiro della partita precedente. Non le segna però alla sua compagna di club (al Gyor ungherese) Katrine Lunde Haraldsen, che se ne sta invece sorridente e rilassata in panchina; tra i pali delle Norvegia ci sarà, per tutta la partita, la riserva Kari Aalvik Grimsbø, autrice di una buona prestazione.

Spazio alle seconde linee, almeno in parte, pure negli altri ruoli in una ripresa che diventa solo una formalità. Le slovene, complici le parate dell'esperta Sergeja Stefanišin (Rimanič non poteva metterla in campo prima ?) ed una fase difensiva maggiormente efficace, riescono addirittura a segnare quanto e più delle avversarie nel primo quarto d'ora, ma poi la Norvegia torna a spingere sull'acceleratore e vola sino al 32-16 conclusivo.

Il massimo interesse dell'ultima fase del match sta nel vedere all'opera i tre innesti arrivati dalla pluridecorata nazionale juniores. Nora Mørk, ormai inserita a pieno titolo tra le 'grandi', non farà fatica a mettere a segno un poker di reti. Mari Molid, dopo qualche fatica, riesce a battezzare la sua esperienza nella nazionale maggiore con un goal salutato dal boato del pubblico. Il centrale Stine Bredal Oftedal gioca troppo lontano dalla porta, ed è troppo minuta per sfidare da sola i tentacoli delle difese avversarie. Resta quindi ancora all'asciutto, ma in fin dei conti chi se ne frega ... Tutte le Bulle di Norvegia sono in festa a fine partita, e l'intera Håkons Hall con loro. Quattro punti ed il matematico passaggio al Main Round sono già in tasca; il resto - compresi avversari più impegnativi delle ragazzine slovene - arriverà in seguito.

Magari già da venerdì, quando la favorita numero uno del torneo affronterà l'Ungheria, come lei a punteggio pieno nel gruppo di Lillehammer. Intanto le magiare hanno messo il dito nelle piaghe francesi, battendo per 21-18 i fantasmi di una nazionale che l'anno scorso aveva impressionato fino all'argento mondiale in Cina. Olivier Krumbholz fa filotto con cinque sconfitte di fila in una dozzina di giorni, di cui questa è la più pesante, perché pur lasciando la porta aperta al passaggio del primo turno, sembra chiudere in modo definitivo quella delle semifinali. Anche se la Francia batterà la Slovenia nello spareggio per il terzo posto, andrà al Main Round senza punti in dote.

Tornando all'incontro di mercoledì sera, applausi alla truppa di Eszter Matéfi, che a dispetto delle assenze eccellenti macina punti e vittorie. Merito di Anita Bulath, la quale con undici reti è al momento la seconda miglior realizzatrice degli europei, e della versatile ala sinistra Orsolya Vérten: sette goal in due match sono un bottino di tutto rispetto, ma otto palloni recuperati (finora nessuna come lei) sono ancora meglio ... Aggiungiamo il lavoro svolto ottimamente dalla difesa (prima una 4-2, poi 5-1), e la presenza di una certa Katalin Pálinger e si può capire come alle povere Bleues siano stati concessi appena cinque goal in 25 minuti, sette all'intervallo.

Si torna in campo sul 12-7 per l'Ungheria, che vede le avversarie rifarsi sotto pericolosamente grazie ad un'immensa Alexandra Lacrabere, ben supportata dalla martinicana Katty Tolla Piejos. Ma Alison Pineau, ormai abbonata all'uno su quattro al tiro, continua a latitare, e quando sul 18-20 a circa due minuti dalla fine Orsolya Herr neutralizza le speranze della Lacrabere (e di tutte le Bleues) dai sette metri, con Piroska Számoransky che subito punisce dall'altra parte, alla Francia non rimane più niente da fare. A questo punto bisognerà salvare il salvabile nell'ultima partita, mentre l'Ungheria andrà a giocarsi il primato nella sfida di gala con le norvegesi.

mercoledì 8 dicembre 2010

EHF Europei Femminili 2010: Riassunto 1a Giornata

Sorprese e conferme, prestazioni individuali da incorniciare e flop più o meno clamorosi. Vittorie travolgenti e partite che tengono con il fiato sospeso fino all'ultimo. C'è stato di tutto nella giornata inaugurale degli Europei femminili.

Fra le squadre subito attese al varco la Danimarca, vera padrona di casa (a differenza delle norvegesi, loro giocheranno di sicuro tutti i propri incontri fra le mura amiche), che qualcuno pensava potesse soffrire la tensione per il debutto davanti ai suoi oltre quattromila tifosi. Ma non è stato così: le ragazze di Jan Pytlick hanno svolto bene il proprio compito, andando a sconfiggere la Serbia con autorità, comandando i giochi dal primo all'ultimo minuto (con punte fino al 13-5 della prima parte) e concludendo sul 25-20, con ben sette giocatrici a segno almeno tre volte - una fa pure poker. Bene Mie Augustesen, regina dei contropiedi scandinavi, ed Karin Mortensen (MVP delle sue) in porta con circa due terzi dei tentativi avversari neutralizzati nel primo tempo.

Insomma, la Danimarca ha mostrato di avere molte frecce al proprio arco; oppure, se vogliamo essere cattivi e guardare il bicchiere mezzo vuoto, ha lasciato intravedere l'apparente mancanza di un autentico leader che emerga sulle altre atlete e sappia trascinare la landshold. Intanto però, anche se i dubbi su qualità della squadra e chances di finire tra i primissimi rimangono, le danesi si sono messe in tasca i due punti, per il resto ci sarà tempo. Eppoi a che serve una trascinatrice, se le compagne non la seguono? La Serbia di ieri ne è perfetto esempio: Andrea Lekić superlativa con le sue sette meraviglie, ma ha finito col predicare nel deserto: senza l'aiuto delle altre - in particolare del terzino sinistro Sanja Damjanović, decisamente in serata no con il suo due su dieci al tiro, e la sua inefficacia assoluta dai nove metri - la squadra balcanica non ha può andare lontano.

Lo scontro di cartello nel gruppo A (il 'girone di ferro' della prima fase) vedeva però opposte Romania e Spagna. Ovvero la 'tricolore' di Voina contro la 'furie rosse', che per le rumene erano diventate la 'bestia nera', avendole buttato fuori dagli ultimi Europei e anche dai più recenti mondiali. Ma la vendetta è un piatto che si serve ... al freddo (di Aalborg, Danimarca). E vendetta fu: la Romania vince per 30-26, forse in modo ancor più lampante di quanto lo score finale possa raccontare. Balcaniche avanti per quasi tutto il match, tranne l'iniziale scatto spagnolo, con Manguè e compagnia ad approfittare di una falsa partenza di Neagu e socie, ed andare sul 3-1 dopo pochi minuti. Ma la fiesta appena cominciata è già finita. La reazione rumena, a forza di contropiedi micidiali, è immediata, porta all'immediata parità (4-4) e poi subito ad un vantaggio che le rivali non riusciranno mai ad annullare.

Trascinate da una Varzaru superlativa (nove reti per la giocatrice del Viborg) e dal pivot Ionela Stanca (a segno sette volte) in attacco, ma pure dal grande lavoro difensivo della Tivadar e di Aurelia Bradeanu, che disinnescano la 'miccia Begona (Fernañdez'), la quale avrà due reti come misero bottino, le rumene volano a più cinque, arrivando alla pausa sul 15-10. La musica non cambia nella ripresa, anzi il gap arriva fino al più otto, con Oana Soit, che gioca nella spagnola Itxako, sugli scudi, prima che - complice qualche cambio effettuato da Voina - la Spagna riesca a ridurre lo svantaggio fino al 19-22, ma non vada oltre. Alla truppa di Jorge Dueñas non bastano i sei goal di un'ottima Nerea Peña, e adesso, mentre le rumene si preparano alla grande sfida contro la Danimarca, la Spagna è costretta a fare risultato pieno contro la Serbia per evitare i rischi di una clamorosa eliminazione anticipata.

La vera regina della prima giornata, però, è stata Bojana Popović. Dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, il suo valore assoluto (chi può vincere l'IHF Player of the Year se non lei?) la montenegrina battezza il ritorno (dopo sette anni) in un grande evento per nazioni trascinando la sua patria, indipendente solo dal 2006, ad una vittoria storica. Tanto più prestigiosa sia in quanto l'avversario era la Russia, priva di alcune giocatrici importanti ma sempre campionessa del mondo, sia per il modo in cui è stata conquistata, al termine di una rimonta epica.

Alzi la mano chi, con le russe avanti 15-9 appena prima dell'intervallo e Bojana ben controllata - nei limiti del possibile - da Ekaterina Vetkova, avrebbe puntato un centesimo sulla vittoria montenegrina. Ma nel secondo tempo accade l'impensabile: Evgueni Trefilov, 'generale' (da panchina) di mille battaglie, si scopre incapace di gestire il vantaggio, che le avversarie, spinte dalla Popović e da Maria Jovanović, rosicchiano punto su punto fino al 18-18. Riuscendo persino a mettere il naso avanti sul 20-19. Sul 20 pari seguono minuti convulsi in cui, tra nervosismo in attacco e bravura dei rispettivi portieri, nessuna delle due squadre riesce a far male all'avversario, ma poi si ritrova la via del goal, con il Montenegro a portarsi sul 23-21 nella volata finale. A poco serve l'ultima rete russa; Bojana (chi altri?) sigilla a fil di sirena il trionfo, ed esplode in un'esultanza già vista ai tempi delle sue grandi vittorie in Champions League. Con una fuoriclasse del genere, ed altri elementi di qualità in rosa, coach Dragan Adzić può puntare in alto.

Dominio balcanico nel girone B: vince pure la Croazia, brava a fare il suo dovere contro l'Islanda. A differenza del Montenegro, le scandinave arrivano al ballo delle debuttanti senza il vestito della festa, e senza grandi pretese. Il vantaggio iniziale opera di Karen Knútsdóttir sarà l'unico momento da ricordare con piacere nella 'prima volta' dell'isola scandinava (in versione femminile) agli Europei. Poi arriva il ciclone croato e travolge senza pietà le avversarie. Cinque reti di fila aprono la strada a un dominio che arriverà fino al 19-12 dell'intervallo, con molte delle atlete slave a segno. Troppa anche la differenza di percentuali fra i rispettivi portieri. Nella ripresa il coach balcanico lascia maggiore spazio alle seconde linee, risparmiando la stella Andrea Penezić, ma neppure questo aiuta Anna Guðrún Stefánsdóttir (comunque sei reti per la top scorer islandese) e compagne. La Croazia compie la sua missione. Fuori una, adesso avanti la prossima ...

C'è chi riesce a far peggio dell'Islanda: è l'Ucraina, umiliata dalle terribili olandesi, sempre più squadra da prendere con le molle. Pidpalova (a segno solo una volta) e compagne terminano l'incontro con un imbarazzante tredici alla voce 'goal segnati'. La loro gara inizia male (8-13 all'intervallo) e finisce peggio, tanto che le slave non riescono più a segnare negli ultimi tredici minuti e mezzo!! La coppia formata da Maura Visser (dieci reti su tredici per la giocatrice del KIF Vejen. Non male come debutto, eh?) e Pearl van der Wissel (tre 'perle' su cinque, ma tutte al momento giusto) ne approfitta per completare la sua devastante opera fino al 25-13, incredibile score conclusivo di un match che ha visto l' Olanda sempre avanti. La cinquina di Rehina Shymkute serve a ben poco, e a questo punto viene da chiedersi se un'Irina Chernova (le cui recenti prestazioni di Coppa Coppe contro il Rostov, ricordiamo, le avevano fruttato pure i complimenti sul sito della capolista del campionato russo) non avrebbe fatto comodo a questa squadra. Comprensibile l'imbarazzo a fine partita di coach Leonid Yevtushenko, che si spreca in elogi per le avversarie ma in pratica evita ogni commento sulla prestazione della propria squadra.

Se nel gruppo C l'Ucraina piange, la Germania non ride. Tedesche tradite ancora una volta da Grit Jurack, abulica per quasi tutto il match, e battute dalla sorprendente Svezia al termine di una sfida equilibrata ed emozionante. Alle semifinaliste di Skopje 2008 non basta il pokerissimo di Anja Althuas, nè la mezza dozzina di reti di Franziska Mietzner, terzino destro classe 1988 dal braccio potente che si sta facendo conoscere dal grande pubblico. Non basta anche perché dall'altra parte c'è una stra-to-sfe-ri-ca Gabriella Kain in versione saracinesca. Rigori parati ed altre prodezze del portiere scandinavo tengono a galla (a dir la verità assieme al sangue freddo di Isabelle Gulldén dai sette metri) la Svezia in un primo tempo finito sul 14-12 per la Germania. Nella ripresa al suo show personale si aggiungono la stessa Gulldén, Linnea Torstenson (stella poco brillante nel match, ma comunque autrice di una tripletta decisiva) e soprattutto la 'Toulon connection': Therese Helgesson e Kristina Flognman, compagne di squadra nelle fila delle campionesse di Francia, le due salgono in cattedra al momento giusto e piazzano le reti che fanno la differenza, completando il sorpasso delle vichinghe e portando la squadra al 27-25 finale.

Solo la sconfitta islandese macchia il debutto delle formazioni scandinave: oltre a Danimarca a Svezia, anche la favoritissima Norvegia esordisce (a Lillehammer) con una bella vittoria. Trenta minuti stellari, vicinissimi alla perfezione, sono più che sufficienti ad asfaltare la malcapitata Francia. Scandinave esaltate ed esaltanti di fronte al proprio pubblico. Transalpine battagliere nei primissimi minuti, ma la loro resistenza si scioglie come neve al sole quando un poker di reti del terzino destro Tonje Nostvøld spiana la strada alle norvegesi, portando ad un vantaggio che arriva fino al 19-10 dell'intervallo. Arcigna difesa ed efficaci contrattacchi (nei quali si fa notare, sempre sul lato destro, la 'solita' Linn-Kristin 'Ferrari' Riegelhuth), uniti alla 'solita' buona prestazione fra i pali di Katrine Lunde Haraldsen, ed alla classe di una grande Tonje Larsen, sono gli ingredienti principali dello spettacolo offerto dalla landslag.

Nella ripresa coach Hergeirsson offre maggior spazio alle giovani Nora Mørk (a segno per la prima volta in una competizione del genere), Mari Molid e Stine Bredal Oftedal (quest'ultima un po' emozionata, fa bene il lavoro da centrale ma purtroppo fallisce i tre tentativi di battezzare il suo debutto 'fra i grandi' con una rete). Turnover o meno, le norvegesi non lasciano comunque alle avversarie neppure un vero e proprio accenno di rimonta, ed alla sirena il 33-22 finale risulta frustrante per le transalpine, che continuano una serie negativa iniziata nelle ultime tre partite di preparazione, tutte perse. Alison Pineau mediocre, tra le Bleues si salvano forse Audrey Deroin (quattro reti) e Katty Tolla Piejos (tre tiri, tre goal), con Amandine Leynaud almeno brava ad evitare un passivo ancora peggiore.

Buonissima la prima nel girone D per l'Ungheria. Vittoria agevole alla Håkons Hall, come agevole era l'avversario: la Slovenia, incapace di trovare la via del goal per i sette minuti iniziali, è in buona parte troppo giovane ed inesperta per ostacolare le avversarie, che vincono per 28-19 (ma già il 16-10 della pausa, a dispetto di una doppia inferiorità numerica per la magiare, faceva capire come sarebbe finita), trascinate da Anita Bulath (sei goal), da Orsolya Verten (cinque) e dal poker immediato di Zita Szucsánszki, utile a fare subito il break decisivo. Colpiscono però anche gli ZERU goal su dieci tentativi di Ana Gros: la giovane promessa dell'handball sloveno si fa letteralmente ipnotizzare dall'ottima Katalin Pálinger, sua compagna di club al Győri ETO, e non ne azzecca una che sia una. Il pivot Urša Oven e la 'rigorista' Maja Zrnec sono più prolifiche, ed entrano fra le poche note positive viste al debutto delle slave.

domenica 5 dicembre 2010

Test pre-europei: con Nora e Heidi la Norvegia vola

Vittoria norvegese nell'ultimo test-match di preparazione agli Europei femminili - per metà casalinghi - che inizieranno martedì prossimo. Le vichinghe si sono imposte chiaramente (29-22) sui Paesi Bassi di fronte a circa 2500 persone. Sfida a dire il vero inizialmente più equilibrata del previsto: squadre in parità (4-4) dopo una decina di minuti. Neppure il time-out chiesto da coach Thorir Hergeirsson scuote le campionesse d'Europa in carica: ai cinque dalla pausa siamo ancora punto a punto (11-11). Solo nel finale di tempo arriva l'atteso scatto che porta la Norvegia al riposo sul 15-12. Le olandesi non riescono a reagire, e nella seconda frazione il margine di vantaggio cresce, piano ma inesorabilmente, fino al 29-22 conclusivo.

Sugli scudi, ancora una volta, Nora Mørk (foto a sinistra) ed il pivot Heidi Løke, con sei reti a testa. Nel caso della seconda si tratta dell'ennesima prova della sua efficacia e pericolosità per le difese avversarie. In quello della prima, MVP dell'incontro, un nuovo passo sul cammino della definitiva consacrazione internazionale di una ragazza che, a nemmeno vent'anni (e con esperienze in già quattro squadre professionistiche di campionati d'alto livello), è ormai uno dei punti di forza del Larvik - ovvero uno dei migliori club europei in assoluto - e si appresta a diventarlo pure nella sua nazionale. In campo olandese di nuovo protagonista, anche lei con una mezza dozzina di goal, il forte centrale Maura Visser, finalista di Coppa Coppe la scorsa stagione con il KIF Vejen danese.

Norvegia - Olanda 29-22 (15-11)
Norvegia: Ingrid Ødegård, Katrine Lunde Haraldsen, Mari Kristine Søbstad Molid 1; Nora Mørk 6; Ida Alstad 3; Heidi Løke 6 ; Tonje Nøstvold 2; Karoline Dyhre Breivang 1; Gro Hammerseng 3;Kari Mette Johansen 2; Marit Malm Frafjord; Linn-Kristin Riegelhuth 4; Stine Bredal Oftedal 0; Tine Stange 1; Camilla Herrem 0.
Olanda: Marieke Van Der Wal; Inge Roelofs 0; Laura Van Der Heiden 3; Debbie Bont 2; Lois Abbingh 0; Marcella Deen 0; Danick Snelder 0; Miranda Robben 0; Diane Lamein 4; Joyce Hilster 2; Willemijn Karsten 0; Maura Visser 6; Nycke Groot 2; Pearl Van Der Wissel 3; Angela Malestein 0; Debbie Klijn 0.

giovedì 4 novembre 2010

Europei Femminili. Le pre-convocazioni di Danimarca e Norvegia.

Emanate dai rispettivi allenatori (Jan Pytlick e Thorir Heirgeirsson) le liste delle 'pre-convocazioni' delle due nazionali 'di casa' agli imminenti campionati Europei femminili di Danimarca e Norvegia.

Scorrendo i ventotto nomi della rappresentativa danese si nota immediatamente il nome del leggendario portiere quarantaduenne Lene Rentala, debuttante con la casacca danese nel lontano 1991 (quando Maria Fisker del Randers HK, altra pre-convocata per i prossimi Europei ... aveva appena quattro mesi) e medaglia d'oro con la sua nazionale già agli Europei del 1994 e ad Atlanta 1996, mentre non vi è alcuna traccia della sua attuale compagna di club (al Larvik HK) Cecilie Leganger, da anni fuori dal giro della propria nazionale a dispetto della sua innegabile classe e bravura, nella lista delle norvegesi, in cui compaiono invece esperte giocatrici come Tonje Larsen ma pure ben cinque elementi (Molid, Bredal Oftedal, Mørk, Kurtovic e Solberg) della squadra juniores che negli ultimi due anni ha dominato la scena internazionale di categoria. Troviamo pure quella Ingrid Ødegård che abitualmente difende i pali della selezione di beach handball (lo ha fatto anche nella celeberrima finale degli Europei 2009 contro le azzurre ...) nonché June Andenæs, ex 'allieva' di coach Marco Trespidi nella fila del Levanger. Anche se sembra praticamente impossibile che quest'ultima possa vincere la concorrenza di elementi del calibro di Heidi Løke e Marit Malm Frafjord.

Le liste verranno ristrette ad una rosa definitiva di sedici elementi ciascuna nei giorni precedenti l'inizio della massima rassegna continentale, fissato per il 7 Dicembre.

DANIMARCA
Portieri:
1 Mette Sahlholdt, HC Odense, 39/0
12 Karin Mortensen, FIF, 187/4
16 Christina Pedersen, Viborg HK, 65/1
20 Sandra Toft, TTH, 10/0
28 Lene Rantala, Larvik HK, 226/0
Altre Giocatrici:
2 Mette Melgaard, Randers HK, 42/60
3 Maibritt Kviesgaard, SK Aarhus, 61/138
4 Susan Thorsgård, FCM Håndbold, 32/64
5 Mie Augustesen, Randers HK, 46/166
6 Anna Sophie Okkels, Randers HK, 13/17
7 Gitte Brøgger Led, SK Aarhus, 12/24
8 Louise Lyksborg, HC Leipzig, 22/22
9 Camilla Dalby, Randers HK, 60/170
10 Christina Krogshede, FIF, 47/85
11 Kristina Bille-Hansen, Aalborg DH, 67/92
13 Maria Fisker, Randers HK, 2/10
14 Lærke Winther Møller, FCM Håndbold, 30/108
15 Pernille Holst Larsen, HC Odense, 37/42
17 Gitte Aaen, Randers HK, 36/101
18 Kamilla Kristensen, HC Odense, 81/147
19 Line Jørgensen, FCM Håndbold, 34/94
21 Kristina "Mulle" Kristiansen, TTH, 37/96
22 Trine Troelsen, FCM Håndbold, 81/196
23 Ann Grete Nørgaard, TTH, 25/91
24 Berit Kristensen, Randers HK, 41/63
25 Rikke Skov, Viborg HK, 107/296
26 Louise "Svala" Spellerberg, KIF Vejen, 19/27
27 Sofie Bloch-Sørensen, SK Aarhus, 2/2

NORVEGIA
Portieri:
Kari Aalvik Grimsbø, Team Esbjerg;
Katrine Lunde Haraldsen, Györ;
Sakura Hauge, Tertnes Håndball;
Ingrid Ødegård, FC Midtjylland;
Terese Pedersen, Hypo Niederosterreich.
Terzini / Centrali:
Ida Alstad, Byåsen Håndball;
Tonje Nøstvold, FC Midtjylland;
Karoline Dyhre Breivang, Larvik;
Gro Hammerseng, Larvik;
Tonje Larsen, Larvik;
Tine Rustad Kristiansen, Larvik ;
Tine Stange, Larvik;
Mari Molid, Byåsen Håndball;
Stine Bredal Oftedal, Helset (spiller for Stabæk);
Karoline Næss, Stabæk.
Ali Destre:
Linn Jørum Sulland, Larvik;
Linn-Kristin Riegelhuth, Larvik;
Nora Mørk, Larvik;
Amanda Kurtovic, Byåsen Håndball;
Ida Bjørndalen, Kolding.
Ali Sinistre:
Kari Mette Johansen, Larvik;
Camilla Herrem, Byåsen Håndball;
Charlotte Mordal, Issy Paris;
Sanna Solberg, Stabæk.
Pivot:
Heidi Løke, Larvik;
Marit Malm Frafjord, Viborg Håndball;
June Andenæs, Levanger;
Hege Christin Vikebø, Tertnes Håndball.

lunedì 25 ottobre 2010

Champions League Femminile - Riassunto 3a Giornata

L'ultimo turno di andata della fase a gruppi di Champions League femminile è caratterizzato da alcune sorprese, ma ancor di più da una conferma: quella del valore assoluto del Larvik HK. Le norvegesi escono vincenti dalla 'finale anticipata' contro l'Oltchim Vâlcea ed ipotecano il passaggio al turno successivo, così come probabilmente il primo posto finale all'interno del Girone C.

Con Cecilie Leganger muro quasi invalicabile tra i pali, il pivot Heidi Løke perenne spina nel fianco delle retroguardie avversarie (in pratica o segna o si procura un sette metri ...) e Tine Stange straordinariamente efficace dalla lunga distanza, è facile per le ragazze di coach Karl-Erik Bøhn aprire un gap significativo (fino al 13-8) già nelle prima fasi di gioco, a dispetto di una difesa tutt'altro che impeccabile, complice la forzata assenza di Gro Hammerseng. Ma le 'galacticele' rumene sono squadra di qualità, non a caso finalista della passata edizione. Riescono ad evitare il tracollo nei momenti difficili e, appena le avversarie hanno un (inspiegabile) blackout negli ultimi dieci minuti del tempo, piazzano un micidiale 10-4, cui la prova di Ionela Stanca non è certo estranea, che permette loro non soltanto di riaprire il match, ma addirittura di tornare negli spogliatoi avanti sul 17-18, a dispetto del dominio esercitato dal Larvik per buona parte della frazione inaugurale.

Ma quando le scandinave tornano a stringere le maglie della difesa nel secondo tempo, per l'Oltchim si fa di nuovo buio pesto. Per quanto Paula Ungureanu e la sua vice Talida Tolnai si sforzino di tenere la loro porta il più 'immacolata' possibile, le difficoltà offensive delle rumene, ancora una volta 'tradite' da una Neagu poco incisiva, affondano l'Oltchim. Dall'altro lato Nora Mørk, veloce el tempo stesso quasi infallibile dai sette metri, con i suoi nove goal risulta fondamentale. Ai dieci minuti dalla fine il 31-24 a favore del Larvik sembra porre il sigillo definitivo al match. Poi, però, le vichinghe tornano a girare a vuoto in un finale di tempo. Ma è troppo tardi per l'Oltchim, che riesce solo a dimezzare lo svantaggio, ed a cui non bastano le 'sette meraviglie' della loro top-scorer Ramona Petruta Farcau. Il Larvik mette in tasca i due punti, anche se le due crisi nei rispettivi finali di tempo avrebbero potuto costar loro la sconfitta. Cadute di ritmo sulle quali in Norvegia dovranno lavorare parecchio, se vogliono davvero portare la Champions tra i fiordi. Per quanto riguarda le rumene, preoccupa l'ennesima prestazione non all'altezza della sua fama, e del suo talento, di Cristina Neagu, delle cui reti l'Oltchim ha decisamente bisogno. La panchina di Peter Kovacs al momento non pare assolutamente a rischio.

Anche perché nonostante il nuovo passo falso il Vâlcea mantiene il secondo posto nel girone, grazie all'inattesa sconfitta casalinga del Randers HK contro il Tolone. Francesi arcigne in difesa, con la sola Nina Wörz (sei reti per lei) brava a trovare la porta avversaria (ma il merito va pure ad Alexandra Bettacchini tra i pali), e pungenti in attacco con Paula Bredou-Gondo, Marie-Paule Gnabouyou e Christiane Mwases. Tanto da spingere le ospiti al più quattro, sigillato da una magia di Siraba Dembélé, all'intervallo. La reazione danese arriva nella ripresa, con Camilla Dalby che sale in cattedra e unisce le sue forze a quelle della Wörz, ma forse alla ELRO Arena pensavano che, una volta raggiunta la parità a quota 24 (minuto 53), la loro missione fosse compiuta. Non è così: le transalpine allungano di nuovo, trascinate dalla Bredou-Gondo MVP dell'incontro, e questa volta il Randers, nuovamente pasticcione in attacco, si trova sorpreso ed incapace di negare al TVHB un successo a suo modo storico.

Gruppo C - Risultati
** Randers HK - Toulon Saint Cyr Var 25:29
** Larvik HK - Oltchim Râmnicu Vâlcea 34:31

Classifica
1. Larvik HK 6 300 (20)
2. Oltchim Râmnicu Vâlcea 2 102 (2)
3. Toulon Saint Cyr Var 2 102 (-8)
4. Randers HK 2 102 (-14)

Il predominio danese sull'Europa dell'handball (femminile) sembra sul viale del tramonto. Per il secondo week-end consecutivo entrambe le squadre impegnate restano a secco. Alla batosta del Randers fa infatti seguito quella del Viborg HK, umiliato dalla Dinamo Volgograd in un vero e proprio 'spareggio-qualificazione', e per lo più con uno score (41-33) difficile da ribaltare nel ritorno in Danimarca. Le campionesse d'Europa ritrovano Anja Althaus e la rumena Varzaru, ma la loro difesa è un colabrodo, tanto da concedere una quindicina di goal in altrettanti minuti. Tra i pali sia Louise Bager Due che Christine Pedersen non offrono la qualità garantita nelle scorse stagioni da Katrine Lunde, che nello Jutland molti staranno già rimpiangendo. In realtà, dopo il forte passivo iniziale, le ragazze di coach Vestergaard, con Grit Jurack e Rikke Skov al timone, abbozzano una reazione, che successivamente al 15-20 dell'intervallo le porterà fino ad un meno tre (33-36) foriero di qualche speranza. Prontamente resa vana da Anna Kochetova, inarrestabile tanto da andare a segno ben diciassette (!) volte, Olga Levina (otto reti contro la mediocre retroguardia scandinava) e dalle altre atlete russe, Khmyrova compresa. Che adesso iniziano a pensare seriamente di buttare il Viborg prematuramente fuori dalla massima competizione per club.

E intanto, sempre nel Girone A, il Budućnost se la ride. Dall'alto delle sue tre vittorie su tre. La squadra di Podgorica torna a casa dalla Scandinavia con il sorriso sulle labbra: dopo aver profanato il tempio del Viborg, le montenegrine vanno in Svezia e sbrigano la 'pratica IK Sävehof' piuttosto agevolmente. Locali in grado di tenere testa alle più quotate avversarie solo nel primo tempo, concluso sul 13-16. Ma quando la coppia delle meraviglie Katarina Bulatović-Bojana Popović (sette reti a testa) accelera il passo, neppure le otto segnature 'made in Jessica Helleberg' servono a molto. Lo scarto finale - nove reti - la dice tutta sull'attuale divario fra le due squadre. Sävehof ancora fermo al palo, Budućnost in posizione privilegiata al giro di boa.

Gruppo A - Risultati
** IK Sävehof - Buducnost Podgorica 24:33
** Dinamo Volgograd - Viborg HK 41:33

Classifica
1. Buducnost Podgorica 6 300 (25)
2. Dinamo Volgograd 4 201 (12)
3. Viborg HK 2 102 (-4)
4. IK Sävehof 0 003 (-33)

Chi non è più fermo a quota zero è invece l'Hypo Niederösterreich, bravo a sbancare Lipsia in un match 'dall'esito talmente scontato' da terminare in modo esattamente opposto a quel che avevamo previsto. Di smentire i nostri pronostici si occupano la Do Nascimento, ma soprattutto una ritrovata Gabriela Rotis-Nagy, la quale con una mezza dozzina di goal già nella prima parte conduce le sue fino ad un 14-8 che spiana la strada al trionfo viennese. Le tedesche, con Louise Lyksborg a segno cinque volte in tutto, riducono lo scarto a meno tre alla pausa, e arrivano al 14-15 ad inizio ripresa, ma non riescono ad andare oltre. Una doppia penalità per il Lipsia chiude definitivamente i giochi, con le austriache che vanno sul 26-22 e sigillano il loro trionfo nel finale.

Ne approfitta l'Itxako Reyno de Navarra, che andando a vincere in quel di Debrecen recupera lo status di favoritissima per la vittoria finale nel Gruppo B, e si mette definitivamente alle spalle lo scivolone del primo turno. Il botta e risposta pirotecnico fra Anett Sopronyi dal lato ungherese e Alexandrina Cabral Barbosa per le iberiche, con nove reti a testa, è solo uno degli ingredienti di una sfida che vede l'Itxako avanti in pratica sin dalle prime battute, con un parziale di 5-0 che ribalta a loro vantaggio il 3-6 iniziale. Lo scarto cresce fino al 19-15 dell'intervallo, ed aumenta ulteriormente dopo il ritorno in campo, fino ad un 28-21 che sembra mettere la parola fine all'incontro. Già, sembra: perché in realtà il DVSC-Korvex si rifà sotto fino al 27-29, generando nuove speranze nel solitamente caloroso pubblico magiaro. Purtroppo per loro, negli ultimi minuti Oana Soit ed Eli Pinedo mantengono la freddezza necessaria a condurre le spagnole alla vittoria.

Gruppo B - Risultati
** HC Leipzig - Hypo Niederösterreich 23:28
** DVSC Korvex - Itxako Reyno De Navarra 27:32

Classifica
1. Itxako Reyno De Navarra Estella 4 201 (15)
2. HC Leipzig 4 201 (2)
3. Hypo Niederösterreich Vienna 2 102 (-7)
4.DVSC Korvex Debrecen 2 102 (-10)

Nessuna squadra a punteggio pieno neppure nel Gruppo D. Il Krim Lubiana, infatti, cede i suoi primi punti al cospetto di un Györi Audi ETO che, al pari dell'Itxako, sembra ormai pienamente in forma. Principale artefice del successo ungherese, con un bottino di dieci reti, è la 'divina' Anita Görbicz, tornata a mostrare la sua migliore versione. Le slovene si trovano ad inseguire (4-9) già dalle prime battute, ed il parziale che le riporta a meno uno (8-9) si rivela un'illusione: in barba alla prestazione di Andrea Lekić - che pareggia la sua sfida tutta personale con la Görbicz, il Krim non sarà mai in grado di ribaltare la situazione. Il Györ chiude la frazione sul 19-14, e si porta sul 27-20 nella ripresa, anche grazie alle parate di una Lunde-Haraldsen che pare ambientarsi sempre più nella sua nuova squadra. Il ritorno finale delle padrone di casa serve ad addolcire un poco la pillola, ma il trionfo è saldamente nelle mani delle ragazze di Csaba Konkoly.

Krim e Györ condividono l'affollata testa del girone con lo Zvezda Zvenigorod, che in seguito ad un grande secondo tempo trasforma lo svantaggio (meno tre) dell'intervallo in un uguale vantaggio alla sirena conclusiva. Ludmila Postnova torna in forma, Anna Sen continua a 'stupire', e se vi aggiungiamo pure la mezza dozzina di reti della macchina da goal Polina Kuznetcova, non sorprende che la 'truppa' del comandante Trefilov abbia la meglio sulle croate del Podravka Vegeta Koprivinica, ancora una volta generose ma sfortunate, e calate alla distanza proprio nel momento decisivo, quando le russe ottengono il primo vantaggio sul 18-17 e poi allungano fino al 26-22 che toglie alle rivali qualsiasi illusione.

Gruppo D - Risultati
** RK Krim Lubiana - Györi AUDI ETO KC 30 : 34
** Zvezda Zvenigorod - Podravka Vegeta Koprivinica 29:26

Classifica
1. RK Krim Lubiana 4 201 (6)
2. Györi AUDI ETO KC 4 201 (3)
3. Zvezda Zvenigorod 4 201 (1)
4. HC Podravka Vegeta Koprivinica 0 003 (-10)

giovedì 21 ottobre 2010

Norvegia: al Larvik il primo 'scontro fra titani' della stagione.

Facile vittoria (33-24) del Larvik sul Byåsen nella prima sfida dell'annata fra le due grandi della pallamano femminile norvegese, questa volta 'trasferita' ai quarti della coppa nazionale. In realtà il divario a favore del Larvik, già costante negli ultimi anni, si è ulteriormente ampiato con l'aggressiva campagna acquisti che ha portato all'arrivo di gente del calibro di Gro Hammerseng e Cecilie Leganger, tanto per fare due nomi, mentre a Trondheim hanno fatto incetta di giocatrici sicuramente talentuose - tra cui Amanda Kurtovic e Maja Jakobsen - ma ancora piuttosto acerbe e prive di esperienza ad altissimi livelli. Per cui non sorprende che, in pratica, non ci sia stata molta storia alla Larvik Arena mercoledì. Inizio tutto sommato in equilibrio, ma il parziale di 7-2 che porta lo score dal 10-9 al 17-11 nel finale della prima frazione chiude di fatto i giochi.

Tine Stange risulta la miglior realizzatrice del Larvik con sei reti; stesso bottino per Ida Alstad dal lato opposto. Buone anche le prove di Nora Mørk e Tine Rustad Kristiansen (cinque marcature a testa) per la squadra vincente, e di Amanda Kurtovic - quattro goal - tra le sconfitte.

Mini-sintesi della partita (con commento e breve intervista finale a Gro Hammerseng in norvegese) su Youtube:

sabato 25 settembre 2010

World Cup Donne: Romania e Norvegia in finale.

Cambiano i numeri sul calendario, ma la musica rimane la stessa: proprio come 12 mesi fa Romania e Norvegia si ritrovano nella finale della GF World Cup femminile, in corso di svolgimento ad Aarhus (Danimarca).

Le ragazze di Radu Voina hanno infatti sconfitto la Francia per 23-21 nella prima semifinale disputata sabato. Neagu e compagne sembravano aver già chiuso i giochi dopo un grandissimo primo tempo, dominato dal 6-0 iniziale (le Bleues hanno dovuto aspettare oltre una decina di minuti per mettere a segno la loro prima rete) fino al 15-7 dell'intervallo.

Nella ripresa, però, la reazione delle transalpine, trascinate da Claudine Mendy e dalle prodezze fra i pali di Cléopatre Darleux, ha portato Pineau e socie ad avere la palla del pareggio per ben due volte, rispettivamente sul 17-16 e sul 21-20. Putroppo per loro, alle francesi è mancata la freddezza necessaria nei momenti-chiave, ed un rigore di Cristina Neagu (otto marcature è il bottino odierno della stella della nazionale di Bucarest) seguito da una rete dai sei metri di Oana Manea (a segno una mezza dozzina di volte in tutto) hanno definitivamente sancito la vittoria delle romene, che ora aspettano la vincente del derby tutto scandinavo tra Norvegia e Danimarca.

E la vincente di questa partita si chiama Norvegia. Gro Hammerseng e compagnia si sono imposte in un incontro dall'andamento molto simile al precedente. Come le romene, infatti, le norvegesi hanno chiuso il primo tempo con un vantaggio importante (15-9 in questo caso), ma poi si sono praticamente scordate di entrare in campo a inizio ripresa. La confusa manovra norvegese (con Anja Edin protagonista negativa in tal senso), combinata ad una efficace ed aggressiva difesa delle avversarie, ha consentito alle ragazze di Jan Pytlick, la cui porta è rimasta 'illibata' per una decina di minuti, di rientrare in partita ed avere per ben due volte (sul 14-15 e 17-18) la possibilità di impattare.

Ma proprio come capitato alle francesi, la rimonta della Danimarca è risultata incompleta (complice qualche buona parata di Kathrine Lunde Haraldsen), e le bordate di Ida Alstad, combinate ai numeri del pivot Heidi Løke - come (quasi) sempre una spina nel fianco delle retroguardie rivali - le hanno punite. Anche l'intensità difensiva delle padrone di casa è calata alla distanza, con risultati non certo lusinghieri per loro. Alla fine la 'debuttante' norvegese Nora Mørk è riuscita a completare il suo poker di reti nel match e sigillare la vittoria di una squadra sicuramente talentuosa, seppur non in grado di sciogliere tutti i dubbi.

La Danimarca continua la sua serie nera contro le 'cugine', ma potrà rifarsi nella finalina di domani contro la Francia. Per quanto riguarda la finalissima, Romania e Norvegia si affrontano per la terza volta in dodici mesi ad Aarhus. Curiosamente, entrambi gli incontri più recenti (finale del 2009 e partita inaugurale di Martedì scorso) hanno visto le balcaniche imporsi con il minimo scarto, e con la Norvegia a sprecare l'occasione per il pareggio negli ultimi secondi. Ma sia i precedenti che la qualità delle due squadre, ed una certa irregolarità dimostrata da entrambe lungo parte dell'attuale torneo, rendono un pronostico per la vittoria finale alquanto difficile.

** Romania - Francia 23-21 (15-7)

Romania: Cristina Neagu 8, Oana Manea 6, Carmen Amariei 3, Aurelia Bradeanu 2, Valentina Elisei 2, Magdalena Paraschiv 1, Ada Moldovan 1.

** Danimarca - Norvegia 19-24 (9-15)

Norvegia: Kari Aalvik Grimsbø, Katrine Lunde Haraldsen, - Mari Molid, Ida Alstad 5, Heidi Løke 4, Tonje Nøstvold 5 (4), Karoline Dyhre-Breivang, Gro Hammerseng, Kari-Mette Johansen 1, Marit Malm Frafjord 2, Tine Kristiansen, Linn Sulland, Linn-Kristin Riegelhuth 1, Nora Mørk 4, Anja Edin 1, Camilla Herrem 1.
Danimarca: Karin Mortensen, Christina Pedersen, - Mette Melgaard, Maibritt Kviesgaard 3, Susan Thorsgaard 1, Mie Augustesen 4, Anna Sophie Okkels, Louise Lyksborg, Camilla Dalby, Christina Krogshede, Gitte Aaen 1, Kamilla Kristensen 1, Line Jørgensen 1, Kristina Kristiansen 5 (4), Trine Troelsen 2 og Berit Kristensen 1.

Penalità: Norvegia 2, Danimarca 3.
7 metri: Norvegia 4/5, Danimarca 4/5.

venerdì 24 settembre 2010

Donne: World Cup. Il Punto della Situazione.

Mentre parecchi dei migliori giocatori del mondo sono impegnati nel primo turno di Champions League, a livello femminile le stelle non stanno certo a guardare, e si sfidano sul campo di Aarhus, città dello Jutland danese annualmente (ed attualmente) sede della World Cup di pallamano, torneo in cui si affrontano otto delle nazionali più forti del pianeta.

L'edizione 2010 ha luogo da Martedì 21 Settembre a Domenica 26 Settembre, e vede come protagoniste le nazionali di Russia, Svezia, Romania, Norvegia, Francia, Germania ed Ungheria, oltre ovviamente alla Danimarca padrona di casa.

La prima fase (due gironi di quattro squadre ciascuno) si è conclusa ieri, con Romania e Danimarca vincitrici dei rispettivi raggruppamenti. Cristina Neagu - che ancora una volta ha dimostrato il suo talento nel bucare le difese avversarie - e socie hanno battuto in rimonta la Norvegia 'sperimentale' di Thorir Hergeirsson nella partita inaugurale, poi maramaldeggiato su una Russia ben lontana da quella vincitrice dei Mondiali in Cina nemmeno un anno fa, ed infine conquistato contro la Svezia il punto di cui aveva bisogno per terminare in testa al suo girone.

D'altro canto la Danimarca di Jan Pytlick e delle giovani Mie Augustesen e Camilla Dalby ha ben figurato nelle partite contro Francia e Ungheria - vinte pur senza dominare - e si è 'lasciata andare' nell'ultima sfida contro la Germania, subendo una pesante sconfitta che però non ha impedito alle scandinave di conquistare il primato nel gruppo, grazie alla vittoria nel confronto diretto contro le Francesi. Alle transalpine, dunque, verrà riservata una semifinale contro la Romania vincitrice del trofeo lo scorso anno, e con le carte - e le giocatrici - in regola per bissare il successo.

L'altro incontro di Sabato non sarà altro che l'ennesimo 'derby vichingo' tra la regolare (almeno nei primi due match) Danimarca e la folle (capace di gettare alle ortiche il match con la Romania dopo avere dominato il primo tempo, e di fare esattamente il contrario contro la Russia) Norvegia, con le prime assetate di rivincita dopo le sconfitte subite dalle 'cugine nordiche' nelle ultime due edizioni della World Cup, e le seconde in cerca di un equilibrio tra le 'vecchie glorie' come Gro Hammerseng (di ritorno in nazionale quest'estate dopo un'assenza biennale) e le ragazzine terribili della (ormai ex) squadra juniores che ha dominato Mondiali ed Europei di categoria negli ultimi 15 mesi, e che ora vede ben quattro sue rappresentanti fare il loro debutto 'in società', nella pallamano al massimo livello. Tra loro la più famosa è certamente Nora Mørk, ma quella che ha più impressionato nei tre giorni di sfide nello Jutland è stata sicuramente Mari (Kristine Søbstad) Molid, biondo terzino dalle gambe lunghe e dal gol facile, che nonostante la giovane età già da anni si sta facendo le ossa tra le file del Byåsen Trondheim nella massima divisione norvegese.

Gruppo 1 - Risultati
Russia - Svezia 24-25 (12-12)
Norvegia - Romania 20-21 (12-6)
Russia - Romania 24-32 (9-15)
Svezia - Norvegia 23-31 (11-16)
Romania - Svezia 27-27 (14-12)
Russia - Italia 21-30 (14-11)

Gruppo 1 - Classifica Finale
* Romania 5 (80-71)
* Norvegia 4 (81-65)
Svezia 3 (75-82)
Russia 0 (69-87)

Gruppo 2 - Risultati
Danimarca - Francia 32-29 (15-13)
Ungheria - Germania 22-19 (90-10)
Germania - Francia 29-39 (12-21)
Danimarca - Ungheria 28-24 (11-10)
Francia - Ungheria 29-26 (14-12)
Danimarca - Germania 19-27 (10-10)

Gruppo 2 - Classifica Finale
* Danimarca 4 (79-80)
* Francia 4 (97-87)
Ungheria 2 (72-76)
Germania 2 (75-80)

Semifinali (Sabato 25/09/2010)
h. 1415 Francia - Romania
h. 1615 Danimarca - Norvegia

Finali (Domenica 26/09/2010)
h. 1415 Finale per il bronzo
h. 1615 Finalissima

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lunedì 19 luglio 2010

Hasta la vista BABY! Il BLOG della nazionale norvegese ai Mondiali Femminili Juniores.

Interessante e simpatica l'iniziativa delle ragazzine della nazionale norvegese femminile juniores, attualmente impegnata a disputare i Campionati del Mondo di categoria, che hanno deciso di creare un blog dedicato all'evento, nel quale raccontano, attraverso continui aggiornamenti, la loro esperienza in Corea del Sud.

Dall'immancabile 'shopping tour' alla sessione di karate con un branco di bambini coreani scatenati, dall'occhio pesto della biondissima centrale Stine Bredal Oftedal, souvenir di un incontro ravvicinato con 'la versione serba dell'incredibile Hulk' a quello nero (cose che capitano in allenamento) di Sanna Solberg, appunti quotidiani e tante fotografie (qui non ne mettiamo per rispetto del copyright) che parlano delle loro sfide sul campo, ma anche e soprattutto del 'dietro le quinte', del 'vissuto' di un gruppo di teen-ager (tra loro anche Susann Iren Hall, allenata da Marco Trespidi al Levanger durante la stagione 2008/2009) catapultate per la prima volta in un'esperienza di così alto livello, per quanto avessero sperimentato qualcosa di simile ai campionati europei vinti la scorsa estate in Ungheria - tra l'altro il cammino verso il successo era cominciato proprio contro l'Italia nelle qualificazioni ...

Alcune di loro, dalla già menzionata Bredal Oftedal (che in molti vedono come erede della mitica Gro Hammerseng) a Nora Mørk fino alle gemelle Solberg (possibili eredi di Kathrine e Kristine Lunde ...) continueranno probabilmente sulla strada della fama e del successo, e diverranno parecchio conosciute a livello internazionale. Ma ora come ora rimangono sempre ragazzine come le altre, con mamme, papà e zie che le salutano e si congratulano con loro dalla sezione-commenti del blog.

Insomma, un blog che merita di essere visto, anche se scritto (da quale atleta direttamente? Non si sa!! E' un segreto meglio custodito di quelli di Fatima ...) in una lingua - il Bokmål norvegese - non proprio accessibile alla stragrande maggioranza di noi italiani. Ma per ovviare a questo problema si può sempre utilizzare il servizio di Google translator (magari dal norvegese all'inglese, che è meglio ...).

L'indirizzo a cui trovare il 'diario di bordo' della nazionale norvegese femminile junior e il seguente:
http://norgejuniorvm.blogg.no/.

Buona lettura e ... Hasta la vista BABY!
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sabato 17 luglio 2010

Mondiali Femminili Juniores. Prima Giornata


Hanno avuto inizio oggi, nella mattinata italiana, i diciassettesimi Campionati del Mondo Juniores Femminili, che continueranno per due settimane (la finalissima è programmata per Sabato 31 Luglio) in Corea del Sud.

Un inizio con il botto, e con alcune sorprese non di poco conto. A cominciare dalla favoritissima Russia che (forse per imitare la Spagna nel calcio?) ha debuttato nel peggiore dei modi, venendo clamorosamente sconfitta dal Montenegro. Le 'eredi' della grande Bojana Popovic hanno trionfato con quattro reti di scarto, concludendo in vantaggio anche il primo tempo. Fa notizia anche il pareggio cui il Brasile ha costretto l'Ungheria; le vice-campionesse d'Europa sentiranno molto l'assenza dell'infortunata Sandra Zacsik. Neppure la Croazia brilla più di tanto, e deve spartire la posta con le brave olandesi.

Vittoria tedesca sulla Serbia nel 'match-clou' della giornata inaugurale, mentre la Norvegia regina d'Europa lo scorso anno (ma adesso priva di un elemento-chiave quale l'ala destra Amanda Kurtovic) vince tranquillamente contro la Tunisia. Buone in particolare le prestazioni di Nora Mørk (MVP dell'incontro) e Maja Jakobsen. Nessun problema neanche per Francia, Argentina, Spagna e Svezia (con sette reti di Nathalie Hagman per le scandinave), per quanto le loro rispettive rivali non fossero certo irresistibili; la presenza di compagini quali Australia, Congo, Hong Kong e addirittura Groenlandia assicura un certo numero di squadre-materasso. Debutto positivo per le padrone di casa, che battono agevolmente la Cina, mentre l'altro derby asiatico va al Giappone, trionfatore sulla debole Thailandia.

La gioia delle montenegrine dopo la vittoria sulla Russia.

Gruppo A (Gwangju):
Norvegia - Tunisia 43:24 (24:10)
Francia - Groenlandia 47:12 (25:4)
Germania - Serbia 29:27 (13:13)

Gruppo B (Gwangju):
Argentina - R.D. Congo 38:19 (22:10)
Sud Corea - Cina 34:19 (11:8)
Olanda - Croazia 23:23 (12:14)

Gruppo C (Seul):
Ungheria - Brasile 25:25 (10:13)
Spagna - Australia 43:12 (22:7)
Giappone - Thailandia 37:14 (18:9)

Gruppo D (Cheonan):
Russia - Montenegro 24:28 (11:14)
Svezia - Hong Kong 42:7 (18:3)
Angola - Messico 30:19 (15:9)
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