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martedì 21 giugno 2011

Norvegia: la squadra senior per gli Europei Femminili di Beach Handball.

La Federazione norvegese ha comunicato l'elenco quasi definitivo delle atlete convocate per gli Europei femminili Seniores di Beach Handball, in programma dal 4 al 9 Luglio prossimi ad Umago, nella parte croata dell'Istria. Le ambiziose ragazze agli ordini di coach Eskil Berg Andreassen puntano al 'doblete', dopo il successo ai Campionati del Mondo della scorsa estate. E proveranno anche a completare la loro scalata al trono continentale, iniziata con il bronzo europeo di quattro anni fa, proseguita con l'argento casalingo nella mitica (soprattutto per l'Italia ...) finale di Larvik del 2009, e di cui ora vorrebbero fare l'ultimo passo arrivando finalmente all'agognata medaglia d'oro. Difficile però che le altre formazioni presenti in Croazia - azzurre in testa - siano d'accordo ....

Lista quasi definitiva, abbiamo scritto, in quanto permane il dubbio relativo a Linn Jørum Sulland. Il biondissimo terzino destro del Larvik, dalla mano sinistra micidiale, è passato dalla gioia per il recente trionfo in Champions League con il suo club all'amarezza per l'infortunio patito durante uno stage di allenamento in Portogallo qualche tempo fa. Infortunio la cui portata verrà stabilita dopo ulteriori analisi da effettuare in settimana, analisi che scioglieranno ogni riserva sull'eventuale partecipazione dell'atleta (tra le pochissime a beffare la straordinaria Sabrina Porini negli shoot-out che regalarono la medaglia d'oro 2009 all'Italia) all'imminente rassegna internazionale.

La Jørum Sulland non faceva parte della squadra - con meno 'grandi nomi', ma dai risultati evidentemente migliori - che ha dominato i Mondiali 2010 in Turchia. C'erano, invece, le ormai 'veterane' Ane Brustuen, Betina Riegelhuth (da non confondere con la più celebre sorella maggiore Linn-Kristin, star del Larvik e della nazionale di pallamano...) la promettente Gina Lorentsen e soprattutto Ingrid Ødegård, 'mitico' portiere che dopo la delusione per la sconfitta nella 'sfida dentro la sfida' con la Porini sulla sabbia di Larvik, si è tolta la soddisfazione di alzare la Coppa del Mondo ad Antalya (vedi foto sotto).


Ad Umago ritroveremo tutte e quattro, compresa la Brustuen che nella pallamano 'indoor' rimane attualmente senza contratto, abita in Danimarca e si allena abitualmente da sola! In maniera comunque efficace, visto che è riuscita a guadagnarsi la fiducia dell'allenatore per l'ennesima volta.

Della partita anche Rannveig Haugen, nella rosa dei Mondiali 2010 ma non in quella dei precedenti Europei. Assenze di peso saranno invece quelle di Arnhild Holmlimo, top scorer della finalissima di Antalya contro la Danimarca, ed Iselin Klev, mentre Berg Andreassen schiererà parecchie debuttanti.

Ecco la lista delle giocatrici, di cui sono specificati club di appartenenza (di pallamano 'indoor' ovviamente), data di nascita, presenze in nazionale di beach handball e numero di reti all'attivo:

* Malene Solheim (Sola HK)
18.12.1983 000/000
* Ingrid Ødegård (FC Midtjylland - Dan)
01.03.1983 043/024
* Gina Lorentsen (Storhamar IL)
30.07.1988 013/046
* Rannveig Haugen (HC Leipzig - Ger)
23.12.1983 014/000
* Cathrine Korvald (Skrim IL)
29.04.1991 000/000
* Linn Jørum Sulland* (Larvik HK)
15.07.1984 041/310
* Kamilla Ersek (Fredrikstad Bkl.)
23.03.1984 000/000
* Renate Saastad (Flint IL)
26.06.1987 000/000
* Betina Riegelhuth (Storhamar IL)
17.06.1987 029/138
* Ane Brustuen (Senza Squadra)
16.02.1984 050/360

Riserve:
** Trine Kambuås (Byåsen HB Elite)
27.04.1987 000/000
** Heidi Samuelsen (Sola HK)
20.09.1988 000/000

STAFF
Allenatore: Eskil Berg Andreassen
Fisioterapista: Hanne Kjøsnes
Video-analisi: Tom Jakobsen
Capo Delegazione: Tonje Jelstad

mercoledì 8 dicembre 2010

EHF Europei Femminili 2010: Riassunto 1a Giornata

Sorprese e conferme, prestazioni individuali da incorniciare e flop più o meno clamorosi. Vittorie travolgenti e partite che tengono con il fiato sospeso fino all'ultimo. C'è stato di tutto nella giornata inaugurale degli Europei femminili.

Fra le squadre subito attese al varco la Danimarca, vera padrona di casa (a differenza delle norvegesi, loro giocheranno di sicuro tutti i propri incontri fra le mura amiche), che qualcuno pensava potesse soffrire la tensione per il debutto davanti ai suoi oltre quattromila tifosi. Ma non è stato così: le ragazze di Jan Pytlick hanno svolto bene il proprio compito, andando a sconfiggere la Serbia con autorità, comandando i giochi dal primo all'ultimo minuto (con punte fino al 13-5 della prima parte) e concludendo sul 25-20, con ben sette giocatrici a segno almeno tre volte - una fa pure poker. Bene Mie Augustesen, regina dei contropiedi scandinavi, ed Karin Mortensen (MVP delle sue) in porta con circa due terzi dei tentativi avversari neutralizzati nel primo tempo.

Insomma, la Danimarca ha mostrato di avere molte frecce al proprio arco; oppure, se vogliamo essere cattivi e guardare il bicchiere mezzo vuoto, ha lasciato intravedere l'apparente mancanza di un autentico leader che emerga sulle altre atlete e sappia trascinare la landshold. Intanto però, anche se i dubbi su qualità della squadra e chances di finire tra i primissimi rimangono, le danesi si sono messe in tasca i due punti, per il resto ci sarà tempo. Eppoi a che serve una trascinatrice, se le compagne non la seguono? La Serbia di ieri ne è perfetto esempio: Andrea Lekić superlativa con le sue sette meraviglie, ma ha finito col predicare nel deserto: senza l'aiuto delle altre - in particolare del terzino sinistro Sanja Damjanović, decisamente in serata no con il suo due su dieci al tiro, e la sua inefficacia assoluta dai nove metri - la squadra balcanica non ha può andare lontano.

Lo scontro di cartello nel gruppo A (il 'girone di ferro' della prima fase) vedeva però opposte Romania e Spagna. Ovvero la 'tricolore' di Voina contro la 'furie rosse', che per le rumene erano diventate la 'bestia nera', avendole buttato fuori dagli ultimi Europei e anche dai più recenti mondiali. Ma la vendetta è un piatto che si serve ... al freddo (di Aalborg, Danimarca). E vendetta fu: la Romania vince per 30-26, forse in modo ancor più lampante di quanto lo score finale possa raccontare. Balcaniche avanti per quasi tutto il match, tranne l'iniziale scatto spagnolo, con Manguè e compagnia ad approfittare di una falsa partenza di Neagu e socie, ed andare sul 3-1 dopo pochi minuti. Ma la fiesta appena cominciata è già finita. La reazione rumena, a forza di contropiedi micidiali, è immediata, porta all'immediata parità (4-4) e poi subito ad un vantaggio che le rivali non riusciranno mai ad annullare.

Trascinate da una Varzaru superlativa (nove reti per la giocatrice del Viborg) e dal pivot Ionela Stanca (a segno sette volte) in attacco, ma pure dal grande lavoro difensivo della Tivadar e di Aurelia Bradeanu, che disinnescano la 'miccia Begona (Fernañdez'), la quale avrà due reti come misero bottino, le rumene volano a più cinque, arrivando alla pausa sul 15-10. La musica non cambia nella ripresa, anzi il gap arriva fino al più otto, con Oana Soit, che gioca nella spagnola Itxako, sugli scudi, prima che - complice qualche cambio effettuato da Voina - la Spagna riesca a ridurre lo svantaggio fino al 19-22, ma non vada oltre. Alla truppa di Jorge Dueñas non bastano i sei goal di un'ottima Nerea Peña, e adesso, mentre le rumene si preparano alla grande sfida contro la Danimarca, la Spagna è costretta a fare risultato pieno contro la Serbia per evitare i rischi di una clamorosa eliminazione anticipata.

La vera regina della prima giornata, però, è stata Bojana Popović. Dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, il suo valore assoluto (chi può vincere l'IHF Player of the Year se non lei?) la montenegrina battezza il ritorno (dopo sette anni) in un grande evento per nazioni trascinando la sua patria, indipendente solo dal 2006, ad una vittoria storica. Tanto più prestigiosa sia in quanto l'avversario era la Russia, priva di alcune giocatrici importanti ma sempre campionessa del mondo, sia per il modo in cui è stata conquistata, al termine di una rimonta epica.

Alzi la mano chi, con le russe avanti 15-9 appena prima dell'intervallo e Bojana ben controllata - nei limiti del possibile - da Ekaterina Vetkova, avrebbe puntato un centesimo sulla vittoria montenegrina. Ma nel secondo tempo accade l'impensabile: Evgueni Trefilov, 'generale' (da panchina) di mille battaglie, si scopre incapace di gestire il vantaggio, che le avversarie, spinte dalla Popović e da Maria Jovanović, rosicchiano punto su punto fino al 18-18. Riuscendo persino a mettere il naso avanti sul 20-19. Sul 20 pari seguono minuti convulsi in cui, tra nervosismo in attacco e bravura dei rispettivi portieri, nessuna delle due squadre riesce a far male all'avversario, ma poi si ritrova la via del goal, con il Montenegro a portarsi sul 23-21 nella volata finale. A poco serve l'ultima rete russa; Bojana (chi altri?) sigilla a fil di sirena il trionfo, ed esplode in un'esultanza già vista ai tempi delle sue grandi vittorie in Champions League. Con una fuoriclasse del genere, ed altri elementi di qualità in rosa, coach Dragan Adzić può puntare in alto.

Dominio balcanico nel girone B: vince pure la Croazia, brava a fare il suo dovere contro l'Islanda. A differenza del Montenegro, le scandinave arrivano al ballo delle debuttanti senza il vestito della festa, e senza grandi pretese. Il vantaggio iniziale opera di Karen Knútsdóttir sarà l'unico momento da ricordare con piacere nella 'prima volta' dell'isola scandinava (in versione femminile) agli Europei. Poi arriva il ciclone croato e travolge senza pietà le avversarie. Cinque reti di fila aprono la strada a un dominio che arriverà fino al 19-12 dell'intervallo, con molte delle atlete slave a segno. Troppa anche la differenza di percentuali fra i rispettivi portieri. Nella ripresa il coach balcanico lascia maggiore spazio alle seconde linee, risparmiando la stella Andrea Penezić, ma neppure questo aiuta Anna Guðrún Stefánsdóttir (comunque sei reti per la top scorer islandese) e compagne. La Croazia compie la sua missione. Fuori una, adesso avanti la prossima ...

C'è chi riesce a far peggio dell'Islanda: è l'Ucraina, umiliata dalle terribili olandesi, sempre più squadra da prendere con le molle. Pidpalova (a segno solo una volta) e compagne terminano l'incontro con un imbarazzante tredici alla voce 'goal segnati'. La loro gara inizia male (8-13 all'intervallo) e finisce peggio, tanto che le slave non riescono più a segnare negli ultimi tredici minuti e mezzo!! La coppia formata da Maura Visser (dieci reti su tredici per la giocatrice del KIF Vejen. Non male come debutto, eh?) e Pearl van der Wissel (tre 'perle' su cinque, ma tutte al momento giusto) ne approfitta per completare la sua devastante opera fino al 25-13, incredibile score conclusivo di un match che ha visto l' Olanda sempre avanti. La cinquina di Rehina Shymkute serve a ben poco, e a questo punto viene da chiedersi se un'Irina Chernova (le cui recenti prestazioni di Coppa Coppe contro il Rostov, ricordiamo, le avevano fruttato pure i complimenti sul sito della capolista del campionato russo) non avrebbe fatto comodo a questa squadra. Comprensibile l'imbarazzo a fine partita di coach Leonid Yevtushenko, che si spreca in elogi per le avversarie ma in pratica evita ogni commento sulla prestazione della propria squadra.

Se nel gruppo C l'Ucraina piange, la Germania non ride. Tedesche tradite ancora una volta da Grit Jurack, abulica per quasi tutto il match, e battute dalla sorprendente Svezia al termine di una sfida equilibrata ed emozionante. Alle semifinaliste di Skopje 2008 non basta il pokerissimo di Anja Althuas, nè la mezza dozzina di reti di Franziska Mietzner, terzino destro classe 1988 dal braccio potente che si sta facendo conoscere dal grande pubblico. Non basta anche perché dall'altra parte c'è una stra-to-sfe-ri-ca Gabriella Kain in versione saracinesca. Rigori parati ed altre prodezze del portiere scandinavo tengono a galla (a dir la verità assieme al sangue freddo di Isabelle Gulldén dai sette metri) la Svezia in un primo tempo finito sul 14-12 per la Germania. Nella ripresa al suo show personale si aggiungono la stessa Gulldén, Linnea Torstenson (stella poco brillante nel match, ma comunque autrice di una tripletta decisiva) e soprattutto la 'Toulon connection': Therese Helgesson e Kristina Flognman, compagne di squadra nelle fila delle campionesse di Francia, le due salgono in cattedra al momento giusto e piazzano le reti che fanno la differenza, completando il sorpasso delle vichinghe e portando la squadra al 27-25 finale.

Solo la sconfitta islandese macchia il debutto delle formazioni scandinave: oltre a Danimarca a Svezia, anche la favoritissima Norvegia esordisce (a Lillehammer) con una bella vittoria. Trenta minuti stellari, vicinissimi alla perfezione, sono più che sufficienti ad asfaltare la malcapitata Francia. Scandinave esaltate ed esaltanti di fronte al proprio pubblico. Transalpine battagliere nei primissimi minuti, ma la loro resistenza si scioglie come neve al sole quando un poker di reti del terzino destro Tonje Nostvøld spiana la strada alle norvegesi, portando ad un vantaggio che arriva fino al 19-10 dell'intervallo. Arcigna difesa ed efficaci contrattacchi (nei quali si fa notare, sempre sul lato destro, la 'solita' Linn-Kristin 'Ferrari' Riegelhuth), uniti alla 'solita' buona prestazione fra i pali di Katrine Lunde Haraldsen, ed alla classe di una grande Tonje Larsen, sono gli ingredienti principali dello spettacolo offerto dalla landslag.

Nella ripresa coach Hergeirsson offre maggior spazio alle giovani Nora Mørk (a segno per la prima volta in una competizione del genere), Mari Molid e Stine Bredal Oftedal (quest'ultima un po' emozionata, fa bene il lavoro da centrale ma purtroppo fallisce i tre tentativi di battezzare il suo debutto 'fra i grandi' con una rete). Turnover o meno, le norvegesi non lasciano comunque alle avversarie neppure un vero e proprio accenno di rimonta, ed alla sirena il 33-22 finale risulta frustrante per le transalpine, che continuano una serie negativa iniziata nelle ultime tre partite di preparazione, tutte perse. Alison Pineau mediocre, tra le Bleues si salvano forse Audrey Deroin (quattro reti) e Katty Tolla Piejos (tre tiri, tre goal), con Amandine Leynaud almeno brava ad evitare un passivo ancora peggiore.

Buonissima la prima nel girone D per l'Ungheria. Vittoria agevole alla Håkons Hall, come agevole era l'avversario: la Slovenia, incapace di trovare la via del goal per i sette minuti iniziali, è in buona parte troppo giovane ed inesperta per ostacolare le avversarie, che vincono per 28-19 (ma già il 16-10 della pausa, a dispetto di una doppia inferiorità numerica per la magiare, faceva capire come sarebbe finita), trascinate da Anita Bulath (sei goal), da Orsolya Verten (cinque) e dal poker immediato di Zita Szucsánszki, utile a fare subito il break decisivo. Colpiscono però anche gli ZERU goal su dieci tentativi di Ana Gros: la giovane promessa dell'handball sloveno si fa letteralmente ipnotizzare dall'ottima Katalin Pálinger, sua compagna di club al Győri ETO, e non ne azzecca una che sia una. Il pivot Urša Oven e la 'rigorista' Maja Zrnec sono più prolifiche, ed entrano fra le poche note positive viste al debutto delle slave.

lunedì 22 novembre 2010

Champions League Femminile - Riassunto 6a Giornata

Si è dunque conclusa nel fine settimana la fase a gruppi della Champions League femminile 2010/11. E con essa ha avuto termine l'impero del Viborg Håndbold Klub . Le danesi sono riuscite a battere la Dinamo Volgograd nel match casalingo decisivo, ma non con lo scarto necessario per passare in vantaggio nei confronti diretti, e di conseguenza passare il turno visto che le due squadre hanno terminato il girone A appaiate a quota sei punti. Il Viborg paga un primo tempo disastroso, che le vede soccombere di tre lunghezze (14-17) all'intervallo dopo essere state anche a meno quattro. Troppo sola Grit Jurack per contrastare il potere di Marina Lambevska e delle sue compagne. La musica cambia - e di molto - nella ripresa, complice una più efficace difesa e la buona prova di Louise Bager Due fra i pali, tanto che il pubblico di casa torna a sperare quando ogni speranza sembrava ormai persa, ma il più sette a cui arrivano le scandinave, sia a pochi minuti dal termine sia al suono della sirena conclusiva, non basta e lascia coach Jakob Vestergaard e le sue ragazze con l'amaro in bocca.

La Dinamo Volgograd quindi passa il turno, assieme a quel Budućnost Podgorica che, sconfiggendo senza penarsi troppo (e rischiando un po' troppo nella prima frazione) il modesto assai IK Sävehof rimane l'unica partecipante in grado di terminare questa fase a punteggio pieno. Esattamente come le malcapitate svedesi restano la sola compagine ad aver perso tutti e sei gli incontri disputati. Alle scandinave rimarrà comunque la soddisfazione di essere entrate nell'Europa 'che conta', e pure gli applausi che il pubblico della Sportski Centar Morača ('ultras' montenegrini compresi) ha riservato al portiere svedese Cecilia Grubbström quando questa ha segnato un gran bel goal direttamente dalla sua porta, prendendo alla sprovvista la sua collega dall'altra lato del campo. Il cammino europeo di Budućnost e Dinamo Volgograd continua, quello del Viborg ... pure, ma questa volta in Coppa delle Coppe, mentre al Sävehof possiamo solo augurare un veloce ritorno nella massima competizione continentale.

Gruppo A - Risultati
** Viborg HK – Dinamo Volgograd 36:29 (14:17) statistiche
** Budućnost Podgorica- IK Sävehof 33:26 (16:14) statistiche

Classifica
1. Buducnost Podgorica 12 600 (45) QUALIFICATO
2. Dinamo Volgograd 6 303 (5) QUALIFICATO
3. Viborg HK 6 303 (-1) in Coppa della Coppe
4. IK Sävehof 0 006 (-49)

Oltre alla Dinamo, stacca il biglietto per il turno successivo anche il Lipsia, che va ad imporsi a Vienna sull'Hypo Niederösterreich nel match decisivo, vendicando pure la sconfitta interna del match di andata. Tedesche nella storia dopo la loro seconda entrata consecutiva tra le otto migliori d'Europa. Partita caratterizzata da molti errori in attacco, dovuti però anche alla bravura delle difese e dei rispettivi portieri: Olga Sanko, che di certo meriterebbe un posto nella nazionale russa, per l'Hypo e
Katja Schülke, le cui parate sono risultate decisive proprio come nella fase a gruppi della passata stagione, per il Leipzig. La sempre pericolosa Ale Do Nascimento è troppo sola come 'bocca di fuoco dell'Hypo, per cui dopo un primo tempo concluso sul 12-11 per le padrone di casa, le ragazze di Sassonia riescono a ribaltare la situazione nella seconda parte, mettono la testa avanti al 36°e non mollano il comando fino alla sirena, a dispetto degli sforzi delle locali, cui stavolta manca parzialmente l'apporto di Gabriela Rotis-Nagy, mentre le vincitrici possono contare sulle sette meraviglie di Anne Ulbricht.

Nell'altro scontro l'Itxako Reyno de Navarra travolge fra le mura amiche di Estella il DVSC-Korvex Debrecen magiaro e conclude nel migliore dei modi la sua camminata vittoriosa nel girone B. Ungheresi in partita solo per una ventina di minuti, poi le spagnole, dalla straordinaria molteplicità di giocatrici capaci di andare in goal, spiccano il volo e pongono la propria candidatura al ruolo di outsider di lusso, che potrebbe giocare qualche scherzo alle più blasonate avversarie che si troverà di fronte nel main round.

Gruppo B - Risultati
Hypo Niederösterreich - HC Leipzig 20:23 (12:11) statistiche
Itxako Reyno Navarra - DVSC-Korvex 39:24 (10:14) statistiche

Classifica
1. Itxako Reyno De Navarra Estella 10 501 (36) QUALIFICATO
2. Hypo Niederösterreich Vienna 6 303 (-4) QUALIFICATO
3. HC Leipzig 6 303 (-4) in Coppa della Coppe
4. DVSC-Korvex Debrecen 2 105 (-28)

Il calendario del girone C intanto ha già giocato un brutto scherzo ad Oltchim Vâlcea e Larvik HK: con le norvegesi già prime e le rumene matematicamente qualificate il loro scontro diretto, in programma per l'ultima giornata, si è rivelato una piacevole passerella di star, ma essenzialmente priva di contenuti. Vinta - giustamente e chiaramente - dalla squadra di casa, che poi era quella che aveva schierato più titolari (tra le scandinave invece erano rimaste in patria le varie Cecilie Leganger, Tonje Larsen, Gro Hammerseng e pure Linka Riegelhuth, impossibilitata a recarsi in Romania dopo che le era stato rubato il passaporto in Norvegia ... per la serie tutto il mondo è paese!). Oltchim più gagliardo, convincente e determinato a vendicare la sconfitta dell'andata. Missione compiuta, ed ora la panchina di Péter Kovács, neo-coach delle vice-campionesse d'Europa, traballa sempre meno.

A Tolone c'era invece in palio il terzo posto e la permanenza europea (in Coppa Coppe). Vittoria locale del Saint Cyr Var Handball a spese di un Randers HK la cui uscita da ogni competizione internazionale completa, nel peggiore dei modi, la débacle della pallamano danese, ovvero di quello spesso definito 'il miglior campionato femminile del mondo' (ma sarà ancora così)? Scandinave nervose e più di una volta irritate dall'arbitraggio, ma proprio come nel caso del Viborg le maggiori responsabilità ricadono su di un pessimo primo tempo, che rende inutili i tentativi di rimonta in un finale quantomeno generoso. La solita, immensa (11 reti) Camilla Dalby dal braccio potente non basta alle vincitrici della scorsa Coppa EHF, mentre la multinazionale della Costa Azzurra festeggia alle grande, assieme ai propri tifosi, l'esito in fin dei conti soddisfacente nella sua prima apparizione in Champions.

Gruppo C - Risultati
** Toulon Saint Cyr Var - Randers HK 24:23 (16:10) statistiche
** Oltchim Râmnicu Vâlcea - Larvik HK 33:28 (18:13) statistiche

Classifica
1. Larvik HK 10 501 (45) QUALIFICATO
2. Oltchim Râmnicu Vâlcea 8 303 (17) QUALIFICATO
3. Toulon Saint Cyr Var 4 204 (-23) in Coppa della Coppe
4. Randers HK 2 105 (-39)

Scontro al vertice nel gruppo D con vittoria - e sono cinque di fila - dell'Audi ETO Győr, che supera l'ostacolo Krim Lubiana, peraltro già battuto in Slovenia, e conquista il primo posto finale nel girone. Orsolya Verten - una mezza dozzina di goal il suo bottino personale dell'incontro - e compagne partono a razzo, ma il Krim reagisce e limita i danni al meno due dell'intervallo. Le ungheresi spingono sull'acceleratore pure al ritorno in campo, ed il 16-10 del minuto 39 lascia poche speranze alle rivali; il distacco aumenta fino al 24-16 e le ospiti - con l'ucraina Vergelyuk e la giovanissima slovena Mavsar top scorer (cinque reti a testa), ma Andrea Penezić sottotono, riescono solo a rendere il passivo finale meno pesante.

Meglio tardi che mai. Gli sforzi del Podravka Vegeta Koprivnica lungo tutto l'arco della prima fase vengono finalmente premiati all'ultima occasione possibile. Le croate trovano i due punti umiliando lo Zvezda Zvenigorod, comunque già sicuro del passaggio in Coppa Coppe. Ben quarantuno reti per le balcaniche, grazie soprattutto ad Ivana Petković (nove) e Vesna Milanović-Litre (sette); poco utile alla truppa del (questa volta assente) generale Trefilov, sconfitta pesantemente in entrambi i parziali, l'ottimo score personale (11 segnature) del pivot Ekaterina Vetkova.

Gruppo D - Risultati
** Audi ETO Győr - RK Krim Ljubljana 26:21 (11:9) statistiche
** Podravka - Zvezda Zvenigorod 41:28 (22:17) statistiche

Classifica
1. Györi AUDI ETO KC 10 501 (30) QUALIFICATO
2. RK Krim Lubiana 8 402 (9) QUALIFICATO
3. Zvezda Zvenigorod 4 204 (-27) in Coppa della Coppe
4. HC Podravka Vegeta Koprivinica 2 105 (-12)

Tutte le partite di cui sopra chiudono la fase a gruppi, ma già incombe il Main Round. O almeno il relativo sorteggio, che avrà luogo domani mattina (martedì 23 Novembre) alle ore 11 circa presso il quartier generale viennese dell'European Handball Federation, ma anche su ehfTV.com! e - guarda caso - qui su Pallamanoeuropa.

lunedì 15 novembre 2010

Champions League Femminile - Riassunto 5a Giornata

Forse il Viborg Håndbold Klub non avrà sette vite, ma di sicuro ne ha almeno cinque. Dopo altrettanti turni di Champions League, infatti, le attuali detentrici del titolo sono ancora in corsa per la qualificazione alla fase successiva nel girone A. Merito anche e soprattutto della ex Bojana Popović che, con la sua nuova squadra, il Budućnost Podgorica, ha fatto un bel favore alle antiche compagne - con le quali aveva condiviso parecchi trionfi negli ultimi anni - andando a vincere in quel di Volgograd contro la Dinamo diretta rivale del Viborg per il secondo posto nel gruppo A. Il primo è ormai matematicamente nelle tasche delle montenegrine, brave a rimanere a punteggio pieno anche dopo la difficile trasferta in terra di Russia. Olga Levina (otto reti), Tatiana Khmyrova e compagne hanno provato a fare il colpaccio e, dopo una forte partenza delle ospiti, ad un certo punto della prima frazione sembravano quasi in grado di riuscirci. Ma il ritorno del Budućnost, spinto dalla Popović (sette goal per lei a fine partita) e dalla ancora una volta scatenata Katarina Bulatović (nove volte a segno, rinforzando il secondo posto nella classifica marcatrici di Champions), permette alle balcaniche di tornare negli spogliatoi in vantaggio. Il margine cresce nella ripresa, ed anche grazie alle parate della 24enne Sonja Barjaktarović le girls di coach Dragan Adžić respingono i tentativi di rimonta russa nell'ultima parte dell'incontro.

Da parte sua, il Viborg HK sbriga la 'pratica Sävehof IF', sbarazzandosi per la seconda volta del non trascendentale avversario svedese. La sfida è in pratica chiusa già dalla prima frazione, che le campionesse d'Europa dominano fino al 23-16 dell'intervallo, complice la difesa-colabrodo ospite. Nella seconda metà le padrone di casa allentano parzialmente il ritmo, ed il Sävehof, trascinato dai dieci centri di Isabelle Gulldén, ne approfitta per ridurre le distanze sino ad un onorevole meno quattro finale. La tunisina Mouna Chebbah - otto volte in rete - ed il pivot norvegese Marit Malm Frafjord - sei goal ed un apporto significativo anche in difesa - sono le migliori in campo per il Viborg, che però adesso è chiamato ad una prova durissima: sconfiggere la Dinamo ribaltando il meno otto dell'andata in Russia. Visto il cammino delle danesi nell'attuale competizione, l'impresa sembra al limite dell'impossibile. Ma rimane l'unica opzione per la truppa di Jakob Vestergaard, che già in passato ci ha abituato a grandi rimonte (vedasi tra le altre la finale del 2009 contro il Gyor). Per cui a Volgograd farebbero bene ad ascoltare le pillole di saggezza del vecchio Trap e a ... non dire gatto se non c'è l'hanno nel sacco :D .

Gruppo A - Risultati
** Viborg HK – Sävehof IF 37:33 (23:16) statistiche
** Dinamo Volgograd – Budućnost Podgorica 27:32 (14:15) statistiche

Classifica
1. Buducnost Podgorica 10 500 (38) QUALIFICATO
2. Dinamo Volgograd 6 302 (12)
3. Viborg HK 4 203 (-8)
4. IK Sävehof 0 005 (-42)

I giochi rimangono aperti pure nel gruppo B. Se infatti l'Itxako Reyno de Navarra, rispettando i pronostici di inizio stagione, si è dimostrata la migliore squadra del girone e qualificata con un turno di anticipo, assicurandosi pure la vittoria finale nel raggruppamento, il Lipsia ora rischia grosso. Le spagnole si sono vendicate della sconfitta interna subita nella prima giornata andando a sbancare il campo delle tedesche. Delusione per gli oltre tremila spettatori della locale Arena, che hanno visto la loro squadra, priva di alcune giocatrici importanti, tener testa alle avversarie per solo metà tempo. Poi l'allungo delle iberiche, propiziato dai salvataggi di Silvia Navarro fra i pali della sua porta, ha condotto l'Itxako fino al 20-16 della pausa. Divario lievitato, complice qualche errore di troppo del Lipsia, fino al 27-20 in apertura di ripresa, con i tentativi di rimonta finali delle germaniche, spinte dalla polacca Karolina Kudlacz, di nuovo miglior realizzatrice delle sue, in grado solo di rendere il passivo finale meno amaro.

Il nuovo scivolone del Leipzig, che dopo due turni in molti vedevano già qualificato, rilancia le ambizioni dell'Hypo Niederösterreich, che dopo due turni in molti vedevano già desolatamente fuori dai giochi. I rientri delle varie Dani Piedade e Terese Pedersen hanno dato nuova linfa alle austriache e favorito il loro recupero in classifica, per quanto le due artefici primarie del trionfo di sabato sul combattivo Debrecen, mai arresosi, siano risultate la 'solita' Alexandra Do Nascimento (otto reti per la brasiliana) ed il terzino sinistro di origine rumena Gabriela Rotis-Nagy. Ora alle viennesi manca 'solo' una vittoria - con qualsiasi punteggio - nell'ultima, decisiva sfida interna con il Lipsia per completare l'opera ed allo stesso tempo estromettere le rivali tedesche dalla massima competizione per club. Nulla da fare invece per il DVSC-Korvex, a cui non sono servite le 'otto meraviglie' del centrale Barbara Bognár: ormai ultime nel girone, le ungheresi concluderanno la loro tutt'altro che disonorevole avventura europea in Spagna nel prossimo week-end.

Gruppo B - Risultati
** Hypo Niederösterreich – DVSC-Korvex Debrecen 28:26 (15:14) statistiche
** HC Leipzig – SD Itxako Reyno de Navarra 27:31 (16:20) statistiche

Classifica
1. Itxako Reyno De Navarra Estella 8 401 (21) QUALIFICATO
2. HC Leipzig 6 302 (-1)
3. Hypo Niederösterreich Vienna 4 203 (-7)
4. DVSC-Korvex Debrecen 2 104 (-13)

Tutto definito, almeno se parliamo delle prime due posizioni, nel gruppo C. Anche l'Oltchim Vâlcea finalista della scorsa edizione ha infatti staccato il biglietto per il main round, vendicandosi della sconfitta patita a Randers nel primo turno. Le rumene hanno inizialmente faticato a trovare il ritmo contro le scandinave aggressive in difesa, ma una volta riuscitevi hanno decisamente preso le redini dell'incontro. Tanto da giungere all'intervallo sul più tre. Gap raddoppiato nella ripresa, in cui le reti del pivot Ionela Stanca (top scorer delle sue con otto gol), e Ramona Farcau (sette), combinate con la buona prova della stella Neagu, hanno chiuso la porta alle speranze del Randers, ora chiamato a vincere in quel Tolone per ritagliarsi almeno un posto in Coppa delle Coppe. Un'uscita di scena così anticipata da ogni competizione europea sarebbe un duro colpo per le vincitrici dell'ultima Coppa EHF.

Da parte sua, nulla da fare per la compagine della Costa Azzurra, impegnata nella tuttora inespugnabile tana-fortezza del Larvik HK. Norvegesi troppo forti, e bravissime nel mettere in pratica la 'ricetta Marit Breivik': un inizio scatenato a base di difese aggressive e micidiali contropiedi per mettere tra sé e le avversarie un gap già incolmabile, e quindi controllare la situazione nel resto del match. Tattica che aveva fruttato medaglie d'oro a Olimpiadi ed Europei per la nazionale della mitica allenatrice scandinava, e che viene replicata con successo da coach Karl-Erik Bøhn nella squadra regina di Norvegia. Certo quando si hanno elementi del calibro di Linn-Kristin Ullevoldsæter Riegelhuth (detta 'Ferrari' in omaggio alla sua velocità quando è lanciata a rete), tornata in piena forma dopo il periodo buio al Copenaghen, e dell'acrobatico pivot Heidi Løke, miglior marcatrice dell'intero torneo ma soprattutto vera e propria spina nel fianco delle difese avversarie, tutto è più facile. Tanto facile che in partite come queste alla fine persino le seconde linee possono godere di più minuti in campo del solito. Da sottolineare il ritorno di Gro Hammerseng, ed il boato con cui il pubblico ha accolto la suo prima rete, e la stretta marcatura 'a donna' riservata a Christiane Mwasesa, tanto che alla macchina da goal congolese, a segno ben dieci volte in Romania la settimana precedente, questa volta è stata concesso un misero bottino: appena tre palloni nella porta avversaria.

Gruppo C - Risultati
** Larvik HK – Toulon Saint Cyr Var 38:26 (23:12) statistiche
** Oltchim Vâlcea – Randers HK 28:22 (12:9) statistiche

Classifica
1. Larvik HK 10 500 (50) QUALIFICATO
2. Oltchim Râmnicu Vâlcea 6 302 (12) QUALIFICATO
3. Toulon Saint Cyr Var 2 104 (-24)
4. Randers HK 2 104 (-38)

Krim Lubiana e Győri Audi ETO avanti con autorità nel gruppo D. Slovene e magiare si giocheranno la vetta del girone nello scontro del prossimo week-end in Ungheria (alle padrone di casa basterà un pareggio), ma intanto si sono assicurate il passaggio del turno. Le croate del Podravaka Vegeta hanno nuovamente disputato una gara coraggiosa e generosa, pure grazie alle ventitré parate di Ivana Jelzic, ma ancora una volta alla fine hanno dovuto soccombere ad avversarie maggiormente quotate. Anche perché pure dall'altra parte del campo c'era un portiere (Jelena Grubišić, 18 salvataggi) che non scherzava. Match equilibrato nel primo tempo, concluso in parità, e per buon parte della ripresa fino al 22-21 sul tabellone, poi il Krim ha prodotto l'accelerazione finale, grazie soprattutto all'ex di turno Andrea Penezić, il cui passaggio dalle croate alle slovene nella scorsa estate a spostato gli equilibri del derby balcanico (ancor più) a favore del Krim.

Gli 'zeru punti' in classifica del povero Podravka rimangono l'unica buona notizia del week-end per lo Zvezda Zvenigorod, che quantomeno si assicura il terzo posto nel girone ed il passaggio nella Coppa Coppe. Duro, invece, il responso del campo di Győr per la truppa del generale Trefilov. Russe totalmente inadeguate, a dispetto delle otto reti di Anna Sen sempre più giovane prodigio, a contrastare la potenza delle ungheresi, che puniscono quasi tutti i loro errori nei primi venti minuti. Tra difesa (magiara) efficace, numeri di Katalin Pálinger tra i pali e spietati contropiedi, si arriva facilmente al +7 (19-12) dell'intervallo. Nella ripresa Katrine Lunde Haraldsen sostituisce egregiamente la Pálinger in porta, mentre Anita Görbicz, sempre in gran forma, completa il suo show, che le frutterà sette reti in totale. Le russe alzano bandiera bianca, aspettando di tornare ancora in Champions con maggiori chances ed esperienza. Il Győr invece ricorda alle varie Larvik, Oltchim e Budućnost che tra le pretendenti al trono ci sono anche loro e che, con una squadra ed una Görbicz del genere, il caloroso pubblico magiaro può legittimamente pensare in grande.

Gruppo D - Risultati
** Győri Audi ETO – Zvezda Zvenigorod 33:22 (19:12) statistiche
** RK Krim – Podravka Vegeta 26:22 (12:12) statistiche

Classifica
1. Györi AUDI ETO KC 8 401 (25) QUALIFICATO
2. RK Krim Lubiana 8 401 (14) QUALIFICATO
3. Zvezda Zvenigorod 4 203 (-14)
4. HC Podravka Vegeta Koprivinica 0 005 (-25)

sabato 26 giugno 2010

Baech Handball: gli ultimi risultati

Ultimi risultati dai campi di Antalya, dove le partite sono riprese ieri sera dopo la sospensione dovuta al maltempo. Azzurre vittoriose su Cina (nettamente) e Spagna (agli shootout) nel girone di consolazione. Non arriverà il titolo mondiale, questo è ormai certo, ma quantomeno le ragazze di coach Tamas Neukum puntano ad uscire con onore.

E con qualche rimpianto, visto come la Danimarca, che ha eliminato l'Italia, si sia dimostrata (anche) nel 'main round' squadra di buona levatura ma tutt'altro che irresistibile. Scandinave battute venerdì pomeriggio nel derby con la Norvegia: le danesi vincono, seppur di misura, il primo parziale, ma cedono nettamente nel secondo, in cui Sissel Nygaard Pedersen punisce più volte la non impenetrabile difesa 'made in Denmark', e perdono il match agli shoot-out grazie ad una rete decisiva di Betina Riegeluth. Ancora peggio sabato mattina, quando la Danimarca si trova di fronte il fortissimo Brasile e non riesce a portare a casa nemmeno un set.

Continua dunque la marcia delle sudamericane e delle norvegesi, che a loro volta riescono a trovare di nuovo lo spunto vincente 'in volata', e superano l'Ucraina in due set terminati con il minimo scarto. Ucraine battute anche ieri, dalle padrone di casa che però escono pesantemente ridimensionate dopo lo scontro con la la Croazia, la cui sfida contro le brasiliane, rinviata ad oggi a causa della pioggia e del vento di ieri, sarà decisiva.

In ambito maschile, il Brasile che fino a ieri non aveva concesso agli avversari nemmeno un parziale perde 'addirittura' un intero incontro. Il 'miracolo' avviene ad opera della Russia, forse unica vera rivale dei carioca, agli shoot-out disputati questa mattina. Il cammino dell'Egitto si interrompe contro l'Ungheria ed oggi per gli africani sarà dura contro i brasiliani desiderosi di un pronto riscatto. Croazia maschile come l'Italia femminile: eliminati a sorpresa dalla lotta per il titolo, stanno almeno salvando un po' di onore nel girone di consolazione.

Uomini - Main Round
BRASILE (6) - DANIMARCA (0) 2:0 (26:17, 20:7)
TURCHIA (2) - RUSSIA (2) 2:0 (9:8, 14:11)
UNGHERIA (4) - EGITTO (4) 2:1 (19:18, 14:18, 8:7)

BRASILE (6) - RUSSIA 1:2 (22:20, 20:21, 5:6)

Uomini - Consolation Round
SPAGNA (6) - AUSTRALIA (0) 2:0 (32:14, 25:9)
OMAN (0) - QATAR (4) 0:2 (10:14, 12:13)
LIBIA (2) - CROAZIA (6) 0:2 (3:22, 9:22)

SPAGNA (8) - QATAR (4) 2:0 (22:15, 24:16)
OMAN (0) - CROAZIA (8) 0:2 (13:26, 14:18)

Donne - Main Round
DANIMARCA - NORVEGIA 1:2 (13:12, 7:19, 7:8)
TURCHIA - UCRAINA 2:0 (16:14, 15:12)
CROAZIA - BRASILE rinviato al 26.06 ore 12:00

UCRAINA - NORVEGIA 0:2 (17:18, 17:18)
TURCHIA - CROAZIA 0:2 (14:15, 12:17)
DANIMARCA - BRASILE 0:2 (16:20, 12:21)

Donne - Consolation Round
ITALIA - CINA 2:0 (23:10, 18:15)
NUOVA ZELANDA - UNGHERIA 0:2 (6:24, 5:25)
GIAPPONE - SPAGNA rinviato al 26.06 ore 12:00

ITALIA - SPAGNA 2:1 (15:14, 14:15, 7:3)
GIAPPONE - UNGHERIA 0:2 (10:18, 10:18)
NUOVA ZELANDA - CINA 0:2 (9:14, 16:20)
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venerdì 25 giugno 2010

Beach Handball. Sessione pomeridiana: le norvegesi battono la Danimarca. Live Streaming.

La sessione pomeridiana, che ha inaugurato la seconda fase dei Mondiali di Beach Handball maschile e femminile ad Antalya, Turchia, è stata inizialmente sospesa a causa di un temporale accompagnato da forti venti, maltempo cominciato - guarda caso - proprio all'arrivo sul campo di Hassan Moustafa, presidente egiziano dell'International Handball Federation. Ma è ripresa in seguito ed è tuttora in corso.

Nell'incontro da poco terminato nel torneo femminile la Norvegia ha battuto la Danimarca che aveva eliminato le azzurre. Vittoria però sofferta per le vicecampionesse d'Europa, che devono cedere il primo parziale (13-12) alle sorprendenti 'cugine' scandinave. Si riprendono nel secondo, da loro dominato, e poi si aggiudicano la serie degli gli shoot-out, anche se con molta fatica e un po' di buona sorte, grazie alla rete decisiva di Betina Riegelhuth.

P.S. - Il link al live streaming della partite fornito ieri (ovvero http://www.ustream.tv/channel/e2-000001420) pare proprio non funzionare oggi ... MA se ne può trovare un altro al seguente indirizzo:
http://www.ustream.tv/channel/e2-000001430#flashWrapper.

giovedì 17 giugno 2010

Beach Handball. Azzurre battute dalle Norvegesi.

Italia femminile sconfitta dalla Norvegia nel primo incontro del 'test event' di preparazione ai Campionati del Mondo di Beach Handball, in programma ad Antalya (Turchia) dal 22 al 27 Giugno prossimi.

Le scandinave, giunte nella torrida Anatolia soltanto la sera prima, hanno battuto le azzurre con un netto 2-0 (16-12 e 22-13) nella sfida disputata a mezzogiorno - ora locale - sullo stesso campo di gioco che la prossima settimana ospiterà i Mondiali. Ottima in particolare la prova di Betina Riegelhuth: la sorella minore della più celebre 'Linka' ha sfruttato alla perfezione l'asse con Ane Brustuen ed è andata in rete numerose volte. Comprensibile la soddisfazione, a fine partita, di coach Eskil Berg Andreassen e delle sue ragazze, anche se, da italiani, siamo convinti che le azzurre avranno tutto il tempo per migliorare, e per rifarsi, nella competizione che conta davvero.

venerdì 4 giugno 2010

Beach Handball. Mondiali: la formazione Norvegese femminile.

La federazione norvegese e coach Eskil Berg Andreassen hanno comunicato ufficialmente l'elenco delle ragazze che rappresenteranno le vice-campionesse d'Europa ai mondiali di beach handball di Antalya (Turchia), in programma nella seconda metà del mese.

Una formazione con molte giovani atlete, addirittura quattro debuttanti, ma priva delle tre grandi stelle - Linn Jørum Sulland, Marit Malm Frafjord ed Anja Edin, che nemmeno un anno fa contesero fino all'ultimo il titolo continentale alle azzurre. Saranno della partita invece le 'veterane' Ane Brustuen (convocata in nazionale di beach pur non avendo fatto parte di alcuna squadra di club nella stagione appena trascorsa), Iselin Klev ed Arnhild Holmlimo. Proprio come a Larvik l'anno scorso, ci sarà pure Betina Riegelhuth, sorellina minore (anche in quanto a talento) di quella Linn-Kristin Riegelhuth campionessa europea ed olimpica con la truppa di Marit Breivik, e giocatrice dell'anno 2008.

Nessun dubbio in porta: ancora una volta fra i pali delle scandinave ci sarà Ingrid Ødegård (foto tratta dal sito handball.no), già protagonista di mille battaglie contro Sabrina Porini e compagnia. Per quanto riguarda il portiere di riserva, invece, il ballottaggio è stato vinto dalla bionda (Alma Hasanic del Njård Oslo) sulla mora (Emily Stang Sando, l'anno scorso a far panchina al potentissimo Larvik, l'anno prossimo tra le fila del neopromosso Flint). Una scelta probabilmente obbligata, dato che la Stang Sando è stata invece convocata nella nazionale di pallamano 'indoor', con tanto di annullamento forzoso di ferie già programmate, da Thorir Hergeirsson. Una scelta che comunque non dovrebbe influire più di tanto, in quanto sarebbe difficile per chiunque rubare minuti di gioco (nel beach handball)alla Ødegård.

Tutto sommato ci pare una squadra in tono minore rispetto a quella che, la scorsa estate, puntava all'oro di fronte al proprio pubblico. L'interesse in Norvegia è infatti inferiore in confronto ai passati europei, il pubblico è già in maggioranza concentrato su di un altro torneo continentale, quello di pallamano 'indoor' che avrà luogo in Scandinavia nel dicembre prossimo. Per cui riteniamo difficile che le vichinghe possano ripetere l'ottimo risultato di Larvik. Anche se, trattandosi sempre e comunque di Norvegia, rimane una squadra da trattare con rispetto.

Ecco la lista completa delle atlete norvegesi di scena ai mondiali di Antalya (cliccare sull'immagine per ingrandire):

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lunedì 17 maggio 2010

Beach Handball. Mondiali 2010: parte l'avventura norvegese.

Con uno stage di circa una settimana (dal 19 al 25 Maggio) in Danimarca, la nazionale femminile norvegese di Beach Handball inizia la sua preparazione in vista dei mondiali turchi di fine Luglio. Medaglia d'argento dietro alle azzurre negli europei 'casalinghi' dello scorso anno, le scandinave dovrebbero puntare al podio anche nella massima rassegna internazionale.

Il condizionale diviene però d'obbligo quando si legge la lista delle convocate da coach Eskil Berg Andreassen. Assenti (per ora?) le tre 'stelle' principali (Marit Malm Frafjord, Linn Jørum Sulland e la pirotecnica Anja Edin) ci sono invece le veterane Ane Brustuen (rimasta senza squadra di club nella passata stagione), Iselin Klev ed Arnhild Holmlimo. C'è anche Betina Riegelhuth, sorella minore e meno conosciuta di Linn-Kristin, e pure la talentuosa Gina Lorentsen. Ed in porta, ovviamente, la ventisettenne Ingrid Ødegård, già protagonista (in negativo) della sfida con Sabrina Porini nella finale di Larvik. Incertezza su Kamilla Sundmoen, che molto bene ha fatto nei palazzetti norvegesi per tutto l'inverno, vestendo la maglia dello Storhamar, ma potrebbe essere costretta a saltare lo stage a causa di un infortunio.

Sorprende però la convocazione di alcune giovani ed inesperte giocatrici, in particolare (data l'importanza enorme di un buon estremo difensore nel Beach Handball) quando si parla dei due portieri di riserva, entrambe reduci da un'annata poco felice: Alma Hasanic ed Emily Stang Sando. La prima, medaglia d'argento con la sua nazionale ai Giochi Olimpici Giovanili di Lignano nel 2005, é recentemente retrocessa dalla Postenligaen (l'Elite norvegese) con il Njård Oslo; la seconda non si può certamente lamentare in quanto a trofei vinti (dominio assoluto in patria e semifinale di Champions League raggiunta con il Larvik), ma in realtà ha trascorso quasi tutto il suo tempo a scaldare panchine, ed osservare da lontano le prodezze della titolare Lene Rantala (42 primavere e sempre in forma ...) tra i pali. Tanto che, per avere un po' più di tempo in campo, la Stang Sando è stata costretta a trasferirsi al Flint, piccola formazione neopromossa per la quale militerà la prossima stagione. Curiosamente lo stesso destino già sperimentato dalla Ødegård, 'scappata' nel 2008 in un club danese perché con la Rantala in porta a Larvik non c'era trippa per gatti ...

Stang Sando e Hasanic sono state compagne di squadra anche nelle categorie minori della nazionale vichinga (di pallamano, non di beach handball), anche se difficilmente vedremo entrambe all'opera ad Antalya. E crediamo che, se veramente in Norvegia vogliono puntare in alto e confermare quanto di buono fatto vedere sulle spiagge di casa la scorsa estate, ben altri innesti rispetto alle prime (pre?) convocazioni siano necessari.

Ecco la lista delle atlete convocate per il primo stage di preparazione, tratta dal sito della Federazione Norvegese (handball.no). Cliccare sull'immagine per ingrandire.

(Navn=Nome; Klubb=Squadra; Født=Data di Nascita: Kamper=Presenze; Poeng=Reti)
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lunedì 3 maggio 2010

Campionato Danese Femminile. Il Punto

Fallisce in maniera praticamente definitiva l'esperimento-Copenhagen. Il tentativo di trapiantare nella capitale allenatrice, giocatrici e mentalità vincente dello Slagelse tre volte regina d'Europa, iniziato nell'estate 2008, si è dovuto confrontare con la dura realtà: scarso pubblico, poco interesse e risultati inferiori alle aspettative. Una Coppa Coppe conquistata la scorsa primavera e la coppa nazionale vinta a Dicembre sono poca cosa, specie se paragonati all'ultimo posto nella fase a gruppi di Champions, tra l'altro in un girone non irresistibile, e all'incapacità di arrivare alla finale in campionato.

Vincitrici della regular season grazie ad una partenza sprint - e per questo arrivate ai play-off con un punto di bonus che avrebbe potuto risultare decisivo a loro favore - le ragazze di Anja Andersen hanno poi deluso: l'ultimo, cruciale appuntamento, lo scontro casalingo di sabato con il Randers, che il FCK doveva vincere a tutti i costi di almeno tre reti (non un'impresa impossibile) è terminato in un desolante pareggio, nonostante la prestazione maiuscola di Linka Riegelhuth. Giusto esito di una sfida equilibrata, con nessuna squadra capace di andare avanti per più di due lunghezze nell'arco dei sessanta minuti.

Fuori malamente dai giochi in tutte le competizioni di primo piano, il Copenhagen dovrebbe subire anche un forte ridimensionamento societario; il ritorno della Riegelhuth in Norvegia è ormai cosa certa, ed altre atlete (come Louise Lyksborg in partenza per Lipsia) dovrebbero lasciare la capitale danese. Lo stesso capiterà molto probabilmente ad Anja Andersen in panchina, e dulcis in fundo la squadra dovrebbe pure cambiare nome.

Il Copenhagen incontrerà il KIF Vejen nella poco significativa sfida per il terzo posto, mentre a contendere il titolo allo strafavorito Viborg ci sarà il Randers, compagine dello Jutland partita senza grande ambizioni e che si ritrova nella finale nazionale ed in quella europea di Coppa EHF, dove affronterà le spagnole dell'Elda Prestigio. Che poi arrivi davvero qualche 'titulo' è cosa tutt'altro che certa - anzi non ci sorprenderemmo se dovessero uscire dalla due sfide a mani vuote - ma la stagione dei giovani talenti Camilla Dalby e Mie Augustesen, e delle loro compagne, è già adesso da incorniciare.

Un'ampia galleria fotografica dell'incontro è disponibile in questa pagina,

Da parte sua il Viborg, da tempo sicuro di un posto nella patria finale, e con la mente ormai alla prossima battaglia europea contro l'Oltchim, concede l'onore delle armi a Gro Hammerseng, la leggendaria giocatrice norvegese alla sua ultima partita con la maglia del FC Midtjylland. Le tre reti della bionda vichinga, che assieme a Katja Nyberg e alla stessa Riegelhuth andrà a rinforzare il Larvik dalla prossima stagione, sono decisive nel successo (il primo a Viborg da dieci anni!) della sua squadra in casa delle campionesse in carica. Trine Troelsen è però la miglior marcatrice delle ospiti, mentre un'altra nazionale danese, Rikke Skov, va a segno sette volte per la truppa di Jakob Vestergaard. Il Midtjylland non potrà quindi aspirare al titolo a livello senior, ma si consola con il trionfo nel campionato nazionale Under 18.

Campionato Danese Femminile - Playoff: Gruppo A

-FCK Håndbold - Randers HK 26-26 (13-12)

FCK: Linn-Kristin Riegelhuth 13 (4 rig.), Carmen Amariei 4, Louise Lyksborg 2, Marianne Bonde 2, Julie Transel 1, Mia Rej 1, Sofie Bloch-Sørensen 1, Michelle Skovgaard 1, Christina Krogshede 1.
Randers HK: Nina Wörz 8 (1 rig.), Maria Fisker 4, Camilla Dalby 4 (1 rig.), Mie Augustesen 3, Katrine Fruelund 3 (3 rig.), Berit Kristensen 2, Alessandra Medeiros 1, Jelena Eric 1.

Classifica Finale:
Randers HK 6 (220 / 106-100)
FCK Håndbold 4 (112 / 92-96)
Team Esbjerg 3 (112 / 103-105)

** Randers HK in finale.

Campionato Danese Femminile - Playoff: Gruppo B

* Viborg HK - FC Mitdjylland 31-32

Viborg HK: Rikke Skov 7, Anja Althaus 6, Nora Reiche 5, Bojana Popovic 4, Grit Jurack 3 (1 rig.), Henriette Mikkelsen 3, Gitte Aen 1, Johanna Ahlm 1, Kristine Lunde-Borgersen 1
FCM: Trine Troelsen 12 (6 rig.), Tonje Nostvold 9, Gro Hammerseng 3, Susan Thorsgaard 3, Malena Dalgaard 3, Alette Stang 1, Line Fruensgaard 1

Classifica Finale:
Viborg HK 7 (301 / 113-97)
KIF Vejen 4 (202 / 91 - 93)
FC Midtjylland 2 (103 / 91-105)

** Viborg HK in finale.

giovedì 29 aprile 2010

Larvik: Linka torna a casa

Dopo una sola stagione, tutt'altro che esaltante, nelle fila del Copenaghen, il terzino destro / ala destra norvegese di origine tedesca Linn Kristin Riegelhuth ha firmato un contratto triennale con il Larvik, compagine nella quale aveva già militato per alcuni anni.

La popolare 'Linka', eletta miglior giocatrice del 2008, anno in cui aveva vinto campionato e coppa norvegesi, Coppa delle Coppe ma soprattutto Olimpiadi (fondamentali i suoi contropiedi nel demolire la Russia nella finale di Pechino) ed Europei con la maglia della nazionale di Marit Breivik, va a rinforzare ulteriormente la rosa di un club che aveva già fatto notizia per l'acquisto delle leggendarie Gro Hammerseng & Katja Nyberg, nonché del giovanissimo talento - pure lei non male a finalizzare contrattacchi - Amanda Kurtovic, ed infine di Thea Mørk, che a Larvik ritroverà la più celebre gemella Nora.


Riegelhuth in azione

La pirotecnica campagna-acquisti aumenta notevolmente il potenziale offensivo delle scandinave, e ci si augura pure le alternative in attacco di una squadra che nella semifinale di Champions contro il Viborg (così come in qualche incontro precedente) aveva mostrato una monotonia di gioco desolante: palla (quasi) sempre al pivot Heidi Loke, e che pensi a tutto lei ... Peccato che in questo modo siano state sufficienti difese aggressive - talora al limite del wrestling - sulla 'prima punta' norvegese e un po' di tolleranza arbitrale per disinnescare buona parte della minaccia-Larvik.

Adesso però mister Karl Erik Bøhn non ha più scuse: il materiale c'è, e puntare seriamente al massimo trofeo continentale (oltre che confermare la supremazia assoluta in patria, questo non c'è nemmeno bisogno di dirlo ...) nella prossima stagione sarà un dovere.

Anche se prima sarebbe il caso di procurarsi un estremo difensore in grado di sostituire degnamente, se e quando necessario, Lene Rantala, tuttora bravissima ma ormai quasi quarantaduenne. Il paradosso di una squadra 'sovraffollata' (Linka, Linn Jørum Sulland, Nora Mørk, Amanda Kurtovic ...) sul lato destro del campo e al tempo stesso priva di un portiere di riserva decente non può essere accettato in un club che aspiri ai traguardi più importanti.

Per la cronaca (o per la serie 'chissenefrega'): nel suo ritorno in patria, la Riegelhuth sarà accompagnata dal fidanzato Einar Sand Koren, che quest'anno l'aveva seguita nel Copenhagen - versione maschile ovviamente - ed ha ora firmato per la squadra norvegese dell'Haslum.