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lunedì 19 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Danimarca K.O., alla Spagna un bronzo storico.

La Spagna femminile conquista il suo primo, storico bronzo mondiale ed eguaglia il terzo posto ottenuto nello scorso Gennaio dalla Selección maschile. Sconfitte dalla Norvegia nella finalina del 2009, questa volta le iberiche si prendono la rivincita, a spese dell'altra potenza nordica, la Danimarca di Jan Pytlick.

Partita in bilico per tutto il primo tempo, con pochi goal (una costante quando ci sono di mezzo le danesi) e vantaggi minimi da entrambe le parti. Si arriva alla pausa sul 9-9, merito soprattutto dei due portieri: Christina Pedersen, protagonista di un buon mondiale, e Silvia Navarro che, una settimana dopo la prestazione superlativa contro il Montenegro, si regala un'altra Domenica bestiale, terminando il match con il 54% di parate.

Le scandinave abbozzano una fuga al ritorno in campo (12-10), ma trattasi di mera illusione: le reti di Carmen Martín (poi finita nell'All-Star team) e Nerea Pena fanno da trampolino di lancio verso il podio per la Spagna, che rifila alle avversarie un micidiale sei a zero in grado di spianarle la strada. Senza dimenticare l'apporto di Macarena Aguilar, e naturalmente lo show della Navarro, le cui prodezze hanno un effetto demoralizzante sull'attacco danese. Anche la scelta di Pytlick di puntare molto sulle ali si rivela inefficace.

Gli ultimi minuti servono solo ad ampliare il divario fra le contendenti fino al 24-18. Poi, al fischio finale, arriva la liberazione per le vincitrici, libere di festeggiare con balli, canti e lacrime che coinvolgono persino mister Jorge Dueñas, ormai consacratosi come allenatore di maggior successo nella storia della nazionale femminile di Madrid e dintorni. Sotto la sua guida, la Roja ha conquistato l'argento agli Europei 2008, le semifinali al Campionato del Mondo l'anno successivo, ed ora questa storica medaglia nella massima rassegna internazionale.
Silvia Navarro: 'Eravamo affaticate, ma valeva la pena fare un ultimo sforzo, nel secondo tempo la squadra ha stretto i denti per vincere la partita. Finire nell'All Star Team sarebbe stato un grande riconoscimento, ma non lo cambierei di certo con la medaglia di bronzo. Abbiamo raggiunto un enorme risultato, ora è il momento di goderselo assieme alla mia famiglia'.

Macarena Aguilar: 'Sono felicissima, in Cina eravamo rimaste con l'amaro in bocca, stavolta è arrivata la ricompensa per il lavoro svolto negli ultimi anni. Non posso lamentarmi, dopo l'infortunio e le prestazione dell'anno scorso in Danimarca abbiamo dimostrato che la squadra è di alto livello. Ci hanno detto che la gente è tutta con noi, ma non ce ne renderemo totalmente conto fino a quando non arriveremo in Spagna. Nei prossimi giorni staccheremo un attimo e ricaricheremo le pile, la stagione è ancora lunga'.

Carmen Martin: 'Sono stanca ma molto felice per la medaglia di bronzo, che è una grande ricompensa, e per il riconoscimento personale ottenuto. In Danimarca non avevamo mostrato il nostro autentico valore, però la squadra ha ripreso il cammino e ne siamo contentissime. Mi sono ricordata parecchio delle compagne che non sono qui con noi: Begoña Fernández, Beatriz Fernandez e Zulai Aguirre'.

Jorge Dueñas: 'Sono ancora un po' con la testa nelle nuvole, la reazione della squadra dopo la sconfitta con la Norvegia è stata incredibile. Abbiamo meritato questo riconoscimento, sia per il lavoro che abbiamo svolto, sia perché eravamo tornati dai campionati in Cina e Danimarca molto delusi. Le ragazze credevano nella vittoria, e la abbiamo raggiunta grazie al contributo di tutte loro. Adesso è arrivato il momento di divertirsi e rilassarsi al ritorno a casa, perché il calendario che ci attende nel 2012 è durissimo'.

Su lato danese, amarezza e frustrazione per la sconfitta e la medaglia mancata di un soffio, proprio come agli Europei casalinghi di un anno fa. Seppure il quarto posto ottenuto da una squadra priva di alcune pedine fondamentali, ma che ha messo in mostra il talento della rivelazione Louise Burgaard, sia un buon risultato. Recriminazioni arbitrali da parte di Louise Svalastog Spellerberg, la quale però ammette anche le colpe della sua squadra nell'insuccesso di domenica, mentre Jan Pytlick, mettendo in mostra la stessa 'affabilità' esibita prima della partita di Mestrino, ironizza (a vuoto) sulla nazionalità dei direttori di gara, a suo parere inadatti ad arbitrare a questi livelli in quanto israeliani. Certe frasi è meglio non commentarle neanche ...

Nelle due finali minori, il Brasile mette il sigillo al suo buon Mondiale casalingo annichilendo (36-20, lo score parla da solo ...) una Russia che, dopo aver perso ogni chances di medaglia, gioca (??) con la testa già sull'aereo per Mosca, offrendo una non-prestazione indegna. Tutto il contrario della Croazia, che si regala un ottima piazza numero sette nella tabella finale a spese di una Angola il cui traguardo prossimo è la vittoria negli imminenti Campionati africani, con relativa conquista del biglietto per Londra 2012.

giovedì 15 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Nella sfida latina è la Spagna a far 'fiesta'.

Alla 'festa latina' di Sao Paulo si brinda a sangría. Spagna e Brasile danno vita ad una battaglia epica, intensa, frenetica; alla fine la spunta la Roja, che prevale di un punto sulle verde-oro. Si parte con un uragano di reti da una parte e dall'altra: venti in tutto solo nel primo quarto d'ora di gioco! Le spagnole volano sul 4-0 dopo il fischio d'inizio, ma la Seleçao non tarda a reagire e prova anche a mettere la testa avanti. Si va alla pausa sul 19-17 per la Spagna, uno score elevato anche per un incontro maschile ...

Nella seconda parte i goal latitano (saranno appena diciassette in totale), ma le emozioni assolutamente no. Il Brasile torna avanti sul 21-20, poi ci si alterna al comando fino al +2 firmato Marta Mangue, ed immediatamente annullato dalle padrone di casa. Sarà Eli Pinedo a regalare il trionfo alle sue grazie ad un contrattacco vincente a 15 secondi dal termine, mentre il tiro franco del Brasile (con appena quattro giocatrici in campo) a tempo scaduto si infrange sulla barriera avversaria, e così fanno le speranze della Torçida. Le ragazze di Martin Soubak escono comunque a testa alta, fra gli applausi dei loro tifosi, mentre la Spagna torna in semifinale due anni dopo, con la speranza di migliorare il quarto posto di Nanjing.

Ma vediamo come il sito web della Real Federación Española de Balonmano ha celebrato il trionfo delle proprie chicas. Il titolo, un '¡Maracanazo!' che ricorda la grande impresa dell'Uruguay al Maracanà di Rio nella finale dei Mondiali di Calcio del 1950, è già tutto un programma ...

¡Maracanazo!

La nostra nazionale ha sconfitto il Brasile (27:26, 19:17 all'intervallo) nei quarti di finale del Campionato del Mondo 2011, ottenendo il passaggio al turno successivo e anche il diritto di organizzare il torneo di qualificazione per le Olimpiadi del 2012.

La partenza del match è stata eccezionale per la nostra formazione, che ha subito conseguito un parziale micidiale (6:1) e ridotto notevolmente la pressione del pubblico di casa. Tuttavia le brasiliane sono state capaci di reagire con vigore al colpo iniziale, specie per mano di Fachinello, letale nel primo tempo. L'equilibrio era assoluto, con vantaggi minimi per entrambe le squadre, molto precise nelle loro azioni offensive. Al riposo, due reti di vantaggio per le spagnole: 19-17 sigillato da una grande azione di Carmen Martín.

Nel secondo tempo, l'intensità difensiva delle brasiliane è cresciuta, permettendo loro di annullare lo svantaggio e portarsi avanti sul tabellone, per la felicità dei tifosi sugli spalti. Tuttavia la nazionale ha sfoggiato una dedizione a prova di bomba, con l'impegno ed il coraggio di una geniale Nerea Pena, con Marta Mangue a dirigere la squadra nonostante tutti i problemi fisici che aveva accumulato, e specialmente con Eli Pinedo, eroina della formazione spagnola in quanto ha messo a segno il goal indimenticabile che ci ha permesso di sconfiggere la squadra locale.

A fine partita l'allenatore Jorge Dueñas ha affermato che 'la nostra vittoria è stata una emorragia di soddisfazione; il Brasile non aveva mai perso nessuna partita, ufficiale o amichevole che fosse; mantenere la giusta tensione e concentrazione è stato fondamentale (per la nostra vittoria)'.

Riguardo al primo tempo, Dueñas ha ammesso che 'non è stato positivo, per colpa di alcune distrazioni nella fase difensiva, anche se quando il Brasile è andato in vantaggio abbiamo risposto con percentuali offensive molto più alte del solito'. Ha inoltre sottolineato come sia stato utile 'evitare che il Brasile acquisisse un vantaggio importante, perché con il passare dei minuti l'equilibrio del match ha pesato molto su di loro'.

L'allenatore di Bilbao ha dichiarato che questa impresa fa giustizia della 'sofferenza patita dalle giocatrici nel corso dell'ultimo anno in quanto sapevano che il destino era stato ingiusto con loro nel 2010 in Danimarca. Ma si era trattato solo di un piccolo incidente in un grande percorso'.

Dueñas ha infine confessato che questa volta la Spagna vuole di più, che non si accontenta di finire al quarto posto, ma punta a vincere la prossima partita e terminare in zona medaglie.

Manca ancora una conferma ufficiale da parte dell'IHF, ma Norvegia e Spagna dovrebbero giocare Venerdì sera alle ore 23:00, con in palio un posto nella finalissima di Domenica.