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mercoledì 5 settembre 2012

Oltchim - Zaječar 26-27. La corazzata rumena vince e convince in amichevole

Dopo la tegola del recente infortunio di Amandine Leynaud, la cui rottura del legamento crociato al ginocchio sinistro riportata durante un semplice allenamento costerà al portiere francese un'operazione con relativo stop di circa sei mesi (per cui si perderà i prossimi Europei in Serbia, e buona parte della stagione...), l'Oltchim Râmnicu Vâlcea si consola con le buone impressioni destate nell'amichevole di prestigio disputata ieri a Turnu Severin di fronte a 500 spettatori.

La corazzata rumena, reduce da una campagna acquisiti faraonica che ha portato alla corte del neo-coach Jakob Vestergaard (già vincitore di due Champions League consecutive con il Viborg nella sua Danimarca) atlete del calibro di Allison Pineau, Katarina Bulatović, Alexandrina Barbosa e l'estremo difensore spagnolo Silvia Navarro, oltre alla sopracitata Leynaud, ha battuto nettamente lo Zaječar RK campione di Serbia con lo score finale di 36-27 (pt 21-13). Una prestazione all'altezza della squadra che molti vedono come principale indiziata a salire sul trono continentale il prossimo Maggio. Tra i molti sembra esserci Cristian Gaţu, presidente (dal lontano 1996) della Federazione Rumena di Handball, che nelle sua dichiarazioni non ha usato mezzi termini: 'con il materiale umano che possiede l'Oltchim, le ragazze hanno l'obbligo di vincere la Champions League, se non lo faranno sarà imperdonabile. Un investimento del genere non l'avevo mai visto da nessuna parte'.

Il 'materiale umano' cui accenna l'entusiasta presidente federale rumeno non comprende solo le grandi stelle straniere attirate in Oltenia, ma pure i numerosi elementi di spicco locali, tra cui il portiere Paula Ungureanu, le varie Cristina Neagu, Adriana Nechita, Ionela Stanca e l'ala sinistra Iulia Puşcaşu-Curea, quest'ultima top scorer nel match contro lo serbe con sette goal all'attivo. Miglior realizzatrice tra le fila slave è risultata la fuoriclasse iberica Marta Mangue.

Qui sotto un video con gli highlights della partita, nel quale come potete sentire si accenna alla sfida di sabato prossimo (ore 17 italiane) tra il Constanta ed il nostro Bolzano, turno preliminare di Champions League maschile che andrà sicuramente in diretta sul canale rumeno Digisport 1, solitamente visibile a chi ha scaricato il programma Sopcast.


Oltchim – RK Zaječar 36:27 (21:13)
* Oltchim: Navarro, Ungeureanu, Curea 7, Managarova 2, Nechita 5, Neagu, Stanca 2, Farcau 2, Pserosu 2, Vetkova, Manea 3, Bulatović 6, Jovanović, Pineau 1, Bradeanu 3, Barbosa 3.
* RK Zaječar: Matić 2, Fernandez 2, Peraica 2, Gorilska 4, Alonso 4, Pislaru, Sopronji 2, Vučković, Rajović, Nišavić 1, Georgijev 4, Dragoljubović, Zebić 1, Mangue 5.

giovedì 15 dicembre 2011

Mondiali Femminili Pallamano 2011. Russia fuori! Francia e Danimarca approdano alle semifinali.

Da svidaniya Rossiya!! Dopo tre edizioni consecutive vinte, l'Armata Russa è costretta ad abdicare. Nel giorno in cui Trefilov perde il vocione, le sue ragazze perdono lo scettro mondiale. Non solo, ma finiscono addirittura fuori dal podio, concludendo nel peggiore dei modi la difesa del titolo, cominciata alla grande ma proseguita in maniera sempre meno convincente fino al K.O. nei quarti. Colpa, o merito a seconda dei punti di vista, della Francia di Olivier Krumbholz, cresciuta progressivamente ed inesorabilmente fino all'impresa di ieri.

Che non tirasse buona aria per Postnova e compagnia lo si era capito nel primo quarto d'ora, con la Francia a rispondere colpo su colpo alle avversarie, e la Pineau a siglare il 7-5 a metà frazione. Una difesa rocciosa e le parate di Amandine Leynaud aprono la strada alle Bleues, che verso l'intervallo si trovano fra le mani un'occasione d'oro: in vantaggio, in doppia superiorità numerica, e con Audrey Deroin ai sette metri per trasformare un rigore. Mai vendere la pelle dell'orso (russo) prima di averlo preso, però: Anna Sedoykina respinge il tiro al mittente, la Russia non molla e si torna negli spogliatoi con i giochi ancora aperti (13-12 transalpino).

Firma d'autore (Ludmila Postnova) sul pareggio che battezza il secondo tempo, ma è solo un'illusione: la Francia dal muro difensivo invalicabile scappa ancora, con Kamto prima ed una Lacrabere in grande spolvero poi a condurla sul 20-16 e addirittura sul +5 (24-19). Partita chiusa e fino di un ciclo? Non ancora. La rabbia dell'orso, le parate di Sedoykina, e qualche errore di troppo francese in attacco, permettono alle campionesse - più che mai uscenti - di metterne quattro di fila e tornare a ridosso delle rivali.

E lì si fermano: gli ultimi tre minuti senza goal all'attivo, con Leynaud a respingere il tiro di Davydenko che avrebbe forse riaperto il match, sanciscono l'impotenza e la resa definitiva dello 'squadrone' russo. Le francesi possono sfogare tutta la loro gioia per un risultato di enorme prestigio: le semifinali e la zona-medaglie sono una realtà, ma a questo punto credere ad un ritorno sul tetto del mondo dopo otto anni non è proibito.

La Francia lotterà per l'accesso alla finale contro la Danimarca, che a distanza di due anni si è vendicata dell'Angola battendola per 27-22. Successo forse ancor meno tribolato del previsto per le scandinave, avanti in pratica lungo l'intero incontro. Al buon avvio danese non sono estranee la solita efficace fase difensiva, le parate di Christina Pedersen e nemmeno i troppi errori della manovra angolana; dopo aver eguagliato lo storico passaggio ai quarti, le africane sembravano aver ormai esaurito le pile. Alla pausa è 15-11 per la Danimarca.

Spinta dal tifo sugli spalti, l'Angola ha un ultimo sussulto d'orgoglio quando con tre reti di fila si porta sul 19-20, e si trova fra le mani pure la palla del possibile pareggio. Che non riesce a sfruttare, e le danesi la puniscono, ancora una volta con la complicità del loro ottimo estremo difensore e di contropiedi micidiali. Ai sette dalla fine il tabellone segna 25-21; partita chiusa?

In pratica sì. L'Angola non riuscirà mai più a pungere, e la squadra di Jan Pytlick condurrà in porto un grande risultato: l'approdo alle semifinali, che segue il quarto posto all'Europeo casalingo del 2010, è motivo d'orgoglio per una formazione obbligata a fare i conti con svariate assenze ed infortuni, ma che ha pure 'scoperto' giovanissime di grande talento come, ad esempio, la 19enne Louise Burgaard, anche ieri straordinaria dai nove metri.

Alle angolane, penalizzate dalla cattiva forma di Marcelina Kiala, rimane la soddisfazione per il traguardo raggiunto, e la conferma dello status di migliore nazionale africana. Un più che verosimile trionfo ai prossimi campionati continentali le proietterebbe direttamente alle Olimpiadi di Londra.

sabato 18 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: La Francia si beve il Montenegro


La Francia vince per 23-19 la 'finalina' per il quinto e sesto posto contro un Montenegro piuttosto spento, e chiude in maniera più che onorevole, seppur con qualche rimpianto per un risveglio tardivo, la propria campagna europea. Transalpine vincenti grazie soprattutto ad un primo tempo a senso unico, terminato con un eloquente 12-5, ed in cui se le francesi fanno dodici (reti) le loro avversarie fanno tredici. Si ... tredici tentativi dai nove metri, tutti andati a vuoto, specialmente nei quindici minuti conclusivi, in cui le slave smarriscono totalmente la via del goal. Non sorprende quindi che lo score a metà gara fosse già così squilibrato a tutto vantaggio della Francia.

Al ritorno in campo Bojana Popović, a segno cinque volte nella sua ultima apparizione ad Herning, mette fine ad un black-out durato quasi venti minuti, e poi un parziale di 5-0 sembra rimettere in gioco il Montenegro, sotto 'appena' di cinque (11-16) al quarantatreesimo. Ma le francesi riescono a stroncare sul nascere ogni altro accenno di rimonta avversaria, conducendo in porto una vittoria che soddisfa Olivier Krumbholz, anche se, con una migliore prima fase e magari senza quel 'maledetto' Norvegia-Svezia, il cui esito a sorpresa ha influito pesantemente sulle dinamiche dell'intero torneo, adesso le vice-campionesse del mondo sarebbero a giocarsi una medaglia pure a livello continentale. Invece si devono accontentare di una quinta piazza che garantisce loro una posizione 'privilegiata' nel sorteggio dei play-off per i Mondiali 2011, che avrà luogo domani, ed il diritto a partecipare alle qualificazioni olimpiche per Londra 2012.

Amandine Leynaud - ancora una volta - decisiva per la Bleues con il suo cinquanta per cento in porta, ma fa la sua parte anche la franco-senegalese Mariama Signate (sette reti), e pure Camilla Ayglon che oggi fa poker. Un po' a sorpresa, è la meno conosciuta Radmila Miljanić a venire scelta come MVP delle balcaniche.