lunedì 2 maggio 2011

EHF Champions League: Barcellona, Ciudad Real, Amburgo ed RNL alla Final Four!!

Due squadre delle Bundesliga, due dell'Asobal. La grande sfida di fine Maggio alla Lanxess Arena partirà con un sostanziale equilibrio tra i maggiori campionati del mondo. Senza i detentori del trofeo, però. Niente festeggiamenti per Thierry Omeyer in mezzo ai giocatori del Barça questa volta. Anzi, il portiere francese, grande protagonista della vittoria tedesca nella finalissima dello scorso anno, con polemica esultanza a fine partita annessa, è stato tra i principali responsabili dell'eliminazione dei suoi, avvenuta ieri pomeriggio per mano dei blaugrana.

Una difesa colabrodo del THW Kiel nella prima parte di gara, ma anche e soprattutto un portiere lontanissimo dai suoi migliori momenti, hanno spianato la strada al successo di un Barcellona Borges che, al contrario, ha beneficiato delle parate di un Danijel Saric bravissimo a sfoggiare nuovamente il proprio talento. E ad aiutare i suoi a battere i grandi rivali per la terza volta in questa stagione (l'altra sfida, nella fase a gironi, era terminata in parità).

Dopo la vittoria di misura (27-25) catalana all'andata ci si aspettava una battaglia campale alla Sparkasse Arena. Così è stato solo per il primo quarto d'ora o giù di lì, fino al 6-5 che faceva sperare i tifosi delle 'zebre'. Gelati però subito dopo dagli errori in attacco dei loro atleti, dalle parate di Saric e dal modo in cui il Barcellona, con il pivot Jesper Noddesbo in testa, puniva gli avversari, rendendone vana la difesa 6-0. Un primo break porta gli uomini di Xavi Pascual sul 9-6, ed il vantaggio vola ancora più alto: sino al 18-12 del 26°. Lo score dell'intervallo (15-19) lascia pochissime speranze ai tedeschi, ma l'inizio ripresa di un grandissimo Siarhei Rutenka (a segno otto volte) e dei suoi compagni, che piazzano subito un micidiale 4-0, le cancella del tutto.

La sostituzione dell'abulico Omeyer con Andreas Palicka porta ad un'iniezione di euforia tra i giocatori tedeschi: il portiere si fa subito notare per alcune grandissime parate, ed il Kiel torna a meno cinque (20-25). Ma è un fuoco di paglia, utile casomai solo a far aumentare i rimpianti per non aver effettuato la sostituzione prima. Esaurito il momento magico dell'estremo difensore svedese, il Barcellona torna a colpire, e ritrova il più otto (31-23 per loro). I catalani hanno ormai il biglietto per Colonia tra le mani, e staccano il piede dall'acceleratore. La mini-rimonta finale del Kiel, che porterà sino al 33-36 della sirena, serve però solo a rendere la pillola meno amara, e ad aumentare il bottino personale di Marcus Ahlm e Filip Jicha. I Re d'Europa del 2010 hanno ufficialmente abdicato, e dopo quanto visto ieri sera, c'è già chi pensa che a sostituirli sul trono sarà proprio chi li ha battuti.

THW Kiel - F.C. Barcelona 33-36 (15-17) (andata 25-27)
THW Kiel: Omeyer, Palicka; Sprenger (3), Zeitz (2), Ahlm (8), Jicha (6, 1 rig.), Ilic (8), Lundström (-), Palmarsson (-), Klein (3), Kubes (-), Andersson (2), Jerome Fernandez (1)
F.C. Barcelona Borges: Saric; Víctor Tomás (3), Nagy (4), Noddesbo (5), Jernemyr (-), Raúl Entrerríos (2), Juanín (4), Rutenka (8), Oneto (-), Igropulo (-), Sorhaindo (1), Sarmiento (3), Rocas (4, 3 rig.) y Ugalde (2)

Quella del Primo Maggio non è stata l'unica grande impresa del ritorno dei quarti. Sabato era toccato al Rhein Neckar Löwen, capace di espugnare il campo di Montpellier per 35-26, ribaltando il meno due (27-29) casalingo dell'andata, e lasciando fuori dalla finale a quattro proprio Karabatic e compagni, fermatisi all'ultima tappa prima di Colonia per il secondo anno consecutivo. In realtà le cose sembravano andare per il verso giusto per i francesi nel primo tempo, conclusosi sul 17-15 con i transalpini sempre al comando, grazie in particolare ad un prolifico Mladen Bojinovic. Ma non avevano fatto i conti con il 'fattore S': ovvero Slawomir Szmal. Prima di tornare in patria nelle fila del Kielce, il portierone polacco regala ai Leoni di Germania una prestazione da incorniciare nella ripresa, che aiuta in maniera fondamentale i tedeschi a staccare il biglietto per la Final Four.

Il Montpellier riesce ad andare a segno appena nove volte in un secondo tempo che già inizia sotto il peggiori auspici per loro: RNL subito avanti sul 18-17, e poi in grado di ribaltare anche il parziale dell'intera eliminatoria portandosi sul 24-21. Con il solo Karabatic (Nikola) a non gettare la spugna, e Vid Kavticnik in campo in non ottime condizioni, resistere all'avanzata dei cavalieri teutonici, trascinati in attacco dal solito Uwe Gensheimer (il capocannoniere di Champions terminerà l'incontro in doppia cifra) diventa impresa impossibile per i francesi che, totalmente incapaci di reagire, vedono il loro svantaggio lievitare sino sul 23-28 e poi all'umiliante score finale di 26-35. Un crollo tanto clamoroso quanto (forse) inaspettato, che fa felici i tedeschi e al tempo stesso priva ancora la Final Four di Nikola Karabatic, beffato in maniera simile a quanto successo nella finale di Champions alcuni anni fa, quando il suo Kiel vinse a Ciudad Real proprio per 29-27, ma perse partita e titolo fra le mura amiche al ritorno.

Montpellier - Rhein-Neckar Löwen 26-35 (17-15) (andata 29-27)
Montpellier Agglomeration HB: Stochl, Robin; Nikola Karabatić (6), Bojinović (6, 2 rig.), Accambray (5), Dipanda, Guigou (5), Luka Karabatić, Salou (3), Markez (n.e.), Honrubia, Hammed, Grebille (n.e.), Hmam, Kavticnik (1), Joli.
Rhein-Neckar Löwen: Szmal, Fritz (n.e.); Rominger (n.e.), Stefánsson (1), Šešum (6), Tkaczyk (4), Čupić (7), Gensheimer (10, 3 rig.), Gunnarsson (3), Schmid, Roggisch, Bielecki (3), Sigurdsson (1), Rigterink (n.e.), Groetzki (n.e.), Lund (n.e.).


Tante emozioni e sorprendenti trionfi esterni a Kiel e Montpellier. Poco da dire invece sulle due altre sfide. Sabato pomeriggio l'Amburgo certifica il suo passaggio alla Final Four, scontato dopo il +14 dell'andata, impattando nella tana del Chekhovskie Medvedi. A dir la verità non si è trattato di una passeggiata per i tedeschi, presi allo sprovvisto dalla partenza-lampo degli avversari, con punteggi (9-3 e poi 15-7) che, nel primo tempo, rischiavano di far traballare le germaniche certezze. Ma a cavallo tra i due tempi l'HSV rimette le cose a posto, prima tornando negli spogliatoi sotto di 'appena' cinque reti (14-19), e poi cominciando la ripresa nel verso giusto. Chiusa la porta ad ogni flebile speranza di qualificazione russa i tedeschi, trascinati da un ottimo Domagoj Duvnjak, si possono dedicare anche alla vittoria nel match.

Prima di tutto eguagliando lo score (28-28) intorno a metà ripresa, poi addirittura mettendo il naso avanti (32-31 e 35-33). Il Medvedi non ci sta e, grazie alle reti di Siarhei Harbok e Dmitry Kovalev, riesce quantomeno ad evitare una sconfitta immeritata, chiudendo il match sul 37-37. Lo scorso anno i russi conquistarono, unica squadra dell'Est, la partecipazione alla Final Four mentre l'Amburgo si fermò alle porte di Colonia; quest'anno le parti si sono invertite, e potete star certi che la truppa di Martin Schwalb andrà all'atto finale della Champions con intenzioni piuttosto serie.

Chekhovskie Medvedi - Amburgo 37-37 (19-14) (andata 24-38)
Chekhovskie Medvedi: Grams, Budkov; Harbok 8, Kovalev 8 (4 rig.), Shelmenko 5, Chernoivanov 4, Chipurin 4, Filippov 4, Dibirov 2, Starykh 2, Rastvortsev, Ivanov, Aslanyan n.e., Skopintsev n.e., Zotov n.e., Shishkarev n.e.
HSV Hamburg: Bitter, Sandström; Duvnjak 7, Hens 6, Vori 5, Lindberg 5 (2 rig.), K. Lijewski 5, Schröder 4, Flohr 2, Lackovic 1, Jansen 1, Schliedermann 1, B. Gille, G. Gille

Alla Lanxess Arena troveranno pure il Ciudad Real. Battuti in casa dal Flensburg per 22-21, gli spagnoli hanno perso ieri l'imbattibilità interna che durava da circa tre anni, ma nessuno alla Quijote Arena sembrava particolarmente afflitto. Il grande successo dell'andata (38-24) in terra di Germania era una perfetta assicurazione sulla Final Four. Tedeschi rimaneggiati, ma combattivi, tanto da piazzare un break di partenza, e chiudere la prima parte sul 13-9 dopo essere stati avanti di cinque lunghezze (11-6) quattro minuti prima. Troppo poco per sperare in una fantascientifica qualificazione, abbastanza per credere in una uscita di scene onorevole e vittoriosa.

Che gli uomini di Ljubo Vranjes fossero decisi a portare a casa il trionfo parziale lo si è notato pure dalla loro reazione al 5-0 che, al ritorno in campo, ha portato avanti gli iberici, il cui miglior realizzatore è stato, guarda caso, Kiril Lazarov. Il match si è quindi trasformato in una sfida punto a punto, con i tedeschi di nuovo in vantaggio (15-17), ma Viran Morros a ribaltare la situazione (21-20) ad un giro e mezzo di orologio dalla conclusione. Lasse Boesen impatta a mezzo minuto dalla fine, il palo nega il goal ad Alberto Entrerríos, ed il terzino destro svedese Tobias Karlsson regala la vittoria ai suoi a fil di sirena.

Ciudad Real - SG Flensburg 21-22 (9-13) (andata 38-24)
Renovalia Ciudad Real: Sterbik, Hombrados, Antonio Carreño; Kallman (4), Abaló (1), Cañellas (2), Alberto Entrerríos (1), Viran Morros (3), Dinart (-), Isaías Guardiola (-), Juanjo Fernández (-), Julen Aginagalde (1), David Davis (1), Shevelev (-), Lazarov (7, 1 rig.) y Jurkiewicz (1).
SG Flensburg-Handewitt: Rasmussen, Weidner (ps); Karlsson (1), Eggert (3, 1 rig.), Fahlgren (3), Mogensen (4), Mocsai (-), Heinl (3), Szilagyi (3), Boesen (4), Knudsen (1).

Il sorteggio che deciderà gli accoppiamenti della Final Four è fissato per le ore 15:00 di Lunedì 2 Maggio.

sabato 30 aprile 2011

EHF Champions League Maschile: oggi e domani il ritorno dei quarti.

Il cammino verso Colonia è giunto all'ultima tappa. Fra oggi e domani, le gare di ritorno dei quarti di finale di Champions League maschile riveleranno i nomi delle 'fantastiche quattro' destinate ad animare la Final Four della Lanxess Arena a fine Maggio. In realtà molto sembra già rivelato: le due partite che aprono le danze nei rispettivi giorni di competizione hanno l'aria di semplici formalità da sbrigare, sia per l'HSV Hamburg che per il Renovalia Ciudad Real.

I tedeschi vanno in campo in Russia oggi alle ore 15:30 italiane (17:30 locali) contro il Chekhovskie Medvedi, con la non esattamente impossibile missione di difendere il +14 che si portano in dote dalla gara casalinga, dominata la scorso week-end con il punteggio finale di 38-24. Un trionfo dalle dimensioni inaspettate, come ammette lo stesso Igor Vori. Il pivot croato in forza all'Amburgo risulta invece meno credibile quando sostiene, in un'intervista al sito EHF, che la partita di Chekhov sarà molto dura, e che la sua squadra dovrà fare come se ripartisse da zero. Frasi di circostanza a parte, sinceramente non vediamo come la truppa di Martin Schwalb, pure lui in verità molto misurato nelle dichiarazioni dei giorni scorsi, possa gettare alle ortiche una qualificazione già guadagnata e straguadagnata.


Lo stesso discorso vale per il Ciudad Real che, guarda caso, ha asfaltato il Flensburg-Handewitt con identico score (38-24) in gara uno. Ma in terra tedesca, per cui gli spagnoli avranno addirittura il vantaggio di giocarsi la sfida di ritorno alla Qujiote Arena, dove non perdono in Champions League dal 2008 (ed in campionato dal 2004!), e dove le possibilità di una sconfitta con 14-15 reti di scarto per Sterbik e compagnia non vengono contemplate neppure nei romanzi di fanta-handball (se esistono ... xD).

Nemmeno se il rivale è l'unica squadra finora in grado di batterli nell'attuale campagna europea (avvenne nella fase a gironi, ma in Germania, qualche mese fa); nemmeno se il Flensburg arriva alla sfida in terra iberica rinfrancato dalla vittoria contro il Gummersbach in campionato. Anche perché pure Sterbik e soci si sono fatti un'ulteriore iniezione di fiducia, vincendo senza troppi problemi il 'Clasico' di martedì scorso, e 'regalando' al Barcellona la sua prima sconfitta stagionale nella Liga Asobal. Aggiungiamo qualche assenza di troppo nelle fila tedesche - mentre le sfide del campionato di categoria in cui sono impegnate le formazioni giovanili 'obbligherà' il Ciudad Real a schierare più o meno tutti i 'grandi' - e possiamo capire come l'incontro in programma domenica alle ore 17:00, e diretto da Vaclav Horacek e Jiri Novotny, dovrebbe offrire emozioni con il contagocce.

La sfida de 'las cinco de la tarde', orario abituale della corrida, di oggi pomeriggio promette qualche scintilla in più. Il Montpellier Agglomeration HB ha fatto un passo importante verso la finale a quattro espugnando Mannheim (29-27) domenica scorsa, ma lo scarto dell'andata rimane troppo esiguo per consentire ai francesi di sedersi sugli allori, e prenotare in anticipo il volo per Colonia. Fuoriclasse del calibro di Uwe Gensheimer, solo per citarne uno tra molti, e precedenti non lontani quali la vittoria a Barcellona in Champions e quella a Kiel in Bundesliga, suggeriscono di non sottovalutare il Rhein-Neckar Löwen, neppure nei loro confronti esterni. Patrice Canayer, sconfitto dall'Amburgo tra le mura amiche al debutto stagionale europeo, dovrebbe esserne ben conscio.

Tanto più che il coach transalpino si trova costretto a fare di nuovo a meno degli infortunati Issam Tej e David Juricek. Quest'ultimo è già stato egregiamente sostituito da Luka Karabatic, pivot autore di una prestazione sontuosa in Germania, mentre il 'fratellone' Nikola era rimasto sotto il suo livello abituale. Per mettere al sicuro la qualificazione ed arrivare a quella Final Four mancata per un soffio (e tanta sfortuna) la passata stagione ci sarà comunque bisogno della miglior versione di Nikola Karabatic. Il quale, tra l'altro, ha già assaporato il gusto, amaro, di un'eliminatoria persa dopo aver vinto in trasferta per 29-27 la gara di andata: gli capitò contro il Ciudad Real, quando ancora vestiva la maglia del THW Kiel, in una finale di Champions. Tutto sembra indicare una sola cosa ai transalpini: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.


Come nelle migliori tradizioni, il piatto forte si gusta per ultimo. Domenica 1° Maggio, ore 18:30: va in scena l'ennesimo capitolo della saga Kiel-Barcellona, che l'anno scorso ha deciso la vittoria finale mentre adesso ha in palio 'solo' un biglietto per la Lanxess Arena. Germanici ed iberici si affrontano per la quarta volta nella attuale stagione, con un bilancio per ora favorevole ai blaugrana (due successi ed un pareggio). Ma che non deve ingannare, anche perché il teutonico THW si è dimostrato spesso più bravo e 'freddo' al punto giusto nei momenti decisivi. Vale per la finalissima del Maggio 2010, con il loro trionfo in rimonta, ma anche per la sfida al Palau Blaugrana del passato week-end quando, con l'aiuto di una pessima gestione degli ultimi minuti da parte barcellonista, il Kiel ha potuto dimezzare uno svantaggio che, sino a qualche attimo prima, sembrava indirizzare l'eliminatoria nel verso desiderato dai catalani, autori di un ottimo secondo tempo.

Invece il 27-25 dei primi sessanta minuti lascia i giochi aperti, e preannuncia una battaglia epica alla Sparkassen Arena, con coach Alfred Gislasson ad augurarsi che i tifosi tedeschi, di sicuro oltre diecimila, sugli spalti facciano 'molto rumore'. Inutile stare ad elencare tutte le stelle su entrambi i lati del campo, e delle panchine: si rischia di metterci troppo tempo. La sensazione è che il ruolo dei portieri (soprattutto Omeyer e Saric, entrambi sugli scudi all'andata) sarà nuovamente decisivo, anche se l'impegnativo calendario del Barça (la sfida interna col Kiel e la trasferta in Germania sono stati inframezzati dall'infruttuoso viaggio a Ciudad Real) potrebbe dare qualche vantaggio alle 'zebre', che in più, avendo ormai quasi del tutto perso la Bundesliga, mentre al Barcellona Borges basta poco per proclamarsi campione di Spagna, vedono la Champions come 'ultima spiaggia' (di lusso, ovviamente) e daranno il tremila per cento per tornare a Colonia. Ai danesi Martin Gjeding e Mads Hansen il non facile compito di arbitrare la contesa.

Tutte le partite in DIRETTA streaming sul sito ehftv.com; diretta anche televisiva sulla versione tedesca di Eurosport, visibile gratuitamente in Italia a chi può ricevere il Satellite Astra.

venerdì 29 aprile 2011

Tomas 'Spider' Svensson e l'elisir di lunga ... carriera.

Quarantre anni e non sentirli. Continuando a sfidare il moto perpetuo delle lancette dell'orologio. Quando Tomas Runar Svensson vinse il suo primo titolo mondiale con la nazionale svedese, un bel po' di lustri orsono, un tal Víctor Alonso, suo attuale compagno di squadra nel Cuatro Rayas Valladolid, addirittura non era ancora venuto al mondo. Ma questo piccolo dettaglio non deve impressionare più di tanto il portierone di Eskilstuna, nato nel Febbraio 1968 e che continuerà ad esibire la sua classe, fondamentale nel renderlo uno dei migliori estremi difensori che la pallamano abbia mai potuto vantare, almeno fino alle 44 primavere. 'Spider Svensson', come era stato soprannominato, ha infatti rinnovato il suo accordo economico con il club spagnolo ancora per una stagione.


Le prestazioni sfoggiate dallo scandinavo hanno cancellato ogni dubbio emerso all'inizio dell'attuale campionato, quando lo svedese aveva pure meditato il ritiro. Non fosse mai: la società si è convinta di quanto fosse cosa buona e giusta offrirgli una nuova possibilità (anche se 'al ribasso', ma di questi tempi é pratica corrente nei contratti Asobal...), ed il giocatore ha accettato. Essenzialmente 'per tre motivi: perchè mi piace giocare, posso continuare a farlo e mi sento ben voluto. I tifosi di Valladolid mi hanno trattato molto bene'.

Superando in longevità il record del mitico David Barrufet. Addirittura stracciando quello del connazionale Mats Olsson, che appese le scarpe al chiodo nel 1997 a soli 37 anni. Altri tempi. Ora c'è sempre più gente che rimane tra i pali pure dopo gli 'anta' e, secondo le previsioni del medesimo Svensson, ne avremo ancora di più in futuro, grazie alla 'evoluzione dello sport, del materiale, della preparazione, del recupero dagli infortuni' (Spider Dixit...).

Ed il soggetto ne parla a ragion veduta, visto che quando arrivò tra le fila della sua attuale squadra, nel 2009, un problema al ginocchio gli impediva di correre. Tutto dimenticato: oggi Svensson è arzillo e scattante come non mai: 'fisicamente non ho alcun problema ad allenarmi come piace a me'. E nemmeno a fare praticamente da allenatore al suo giovane compagno di squadra Sierra, nè a bagnare il naso ad una generazione di portieri che un po' fatica ad emergere e 'rubare il posto'agli 'anziani' colleghi. Ma con elementi del calibro di Svensson, che quando arrivò in Spagna nel lontano 1990 (c'era ancora il leggendario Atlético de Madrid, in cui militò un paio di stagioni) pensava di rimanerci appena qualche mese, non c'è da stupirsi ....


Tomas Runar Svensson
Nato a Eskilstuna, Svezia il 15 Febbraio 1968
Altezza: 1,94 m
Peso: 98 kg

Carriera:
1984 - 1990: IF Guif Eskilstuna (Svezia)
1990 - 1992: Atlético de Madrid (Spagna)
1992 - 1995: Club Deportivo Bidasoa (Spagna)
1995 - 2002: FC Barcelona
2002 - 2005: HSV Hamburg (Germania)
2005 - 2009: Portland San Antonio Pamplona (Spagna)
2009 - ??: Club Balonmano Valladolid (Spagna)

Nazionale: 1988–2009: Svezia (237 presenze)

Olimpiadi:
Barcelona 1992 - Argento
Atlanta 1996 - Argento
Sydney 2000 - Argento

Campionati Mondiali:
Cecoslovacchia 1990 - Oro
Svezia 1993 - Bronzo
Islanda 1995 - Bronzo
Egitto 1999 - Oro

Campionati Europei:
Portogallo 1994 - Oro
Croazia 2000 - Oro

giovedì 28 aprile 2011

Europei Donne 2012: calendario dei gironi di qualificazione


Dopo il sorteggio, svoltosi ieri pomeriggio al Castello di Nienoord (Leek, Paesi Bassi) dei sette gironi di qualificazione agli Europei Femminili 2012, che avranno luogo nel mese di Dicembre del prossimo anno in terra olandese, l'European Handball Federation ha diramato il calendario dei rispettivi gruppi.

All'Italia è capitato un ostico girone che comprende la fortissima Danimarca, espressione di quello che comunque rimane il campionato femminile numero uno al mondo, la forte Croazia, con varie giocatrici di qualità che disputando un buon europeo lo scorso Dicembre hanno cancellato alcune delusioni del recente passato, e la 'accessibile' Slovacchia. Le possibilità azzurre di terminare fra le prime due, e di conseguenza staccare il biglietto per la fase finale della manifestazione, sono pochissimissimissime, inutile ingannarsi e farsi velleitarie illusioni. La qualità delle avversarie di fatto chiude la porta ad ogni pronostico favorevole.

Ma, come giustamente sottolineato nel comunicato 'post-sorteggio' della federazione, confrontarsi con le stelle danesi e croate sarà comunque un'utile esperienza per la giovane nazionale italiana, ed una nuova tappa nella costruzione di una squadra in futuro forte ed ambiziosa al punto giusto, magari dando spazio da subito, ed in quantità adeguata, ad alcuni elementi di quella Under 19 che bene ha figurato nelle recenti qualificazioni europee di categoria, e che dovrebbe rappresentare la base su cui si appoggiano le speranze dei tifosi.

Di seguito trovate incontri e date dei vari gruppi. Dei Gironi 2 e 3 faranno parte anche, rispettivamente, la prima e la seconda classificata del torneo di pre-qualificazione, cui parteciperanno Grecia, Finlandia, Gran Bretagna ed Israele.

1a Giornata (19-20 Ottobre 2011)
** Gruppo 1
Germania - Bielorussia
Ungheria - Azerbaigian
** Gruppo 2
Romania - Portogallo
Serbia - 1° Classificato Qualificazioni
** Gruppo 3
Russia - Polonia
Montenegro - 2° Classificato Qualificazioni
** Gruppo 4
Francia - Turchia
Macedonia - Lituania
** Gruppo 5
Svezia - Slovenia
Austria - Repubblica Ceca
** Gruppo 6
Danimarca - Slovacchia
Croazia - Italia

** Gruppo 7
Spagna - Islanda
Ucraina - Svizzera

2a Giornata (22-23 Ottobre 2011)
** Gruppo 1
Azerbaigian - Germania
Bielorussia - Ungheria
** Gruppo 2
1° Classificato Qualificazioni - Romania
Portogallo - Serbia
** Gruppo 3
2° Classificato Qualificazioni - Russia
Polonia - Montenegro
** Gruppo 4
Lituania - Francia
Turchia - Macedonia
** Gruppo 5
Repubblica Ceca - Svezia
Slovenia - Austria
** Gruppo 6
Italia - Danimarca
Slovacchia - Croazia

** Gruppo 7
Svizzera - Spagna
Islanda - Ucraina

3a Giornata (21-22 Marzo 2012)
** Gruppo 1
Ungheria - Germania
Azerbaigian - Bielorussia
** Gruppo 2
Serbia - Romania
1° Classificato Qualificazioni - Portogallo
** Gruppo 3
Montenegro - Russia
2° Classificato Qualificazioni - Polonia
** Gruppo 4
Macedonia - Francia
Lituania - Turchia
** Gruppo 5
Austria - Svezia
Repubblica Ceca - Slovenia
** Gruppo 6
Croazia - Danimarca
Italia - Slovacchia

** Gruppo 7
Ucraina - Spagna
Svizzera - Islanda

4a Giornata (24-25 Marzo 2012)
** Gruppo 1
Germania - Ungheria
Bielorussia - Azerbaigian
** Gruppo 2
Romania - Serbia
Portogallo - 1° Classificato Qualificazioni
** Gruppo 3
Russia - Montenegro
Polonia - 2° Classificato Qualificazioni
** Gruppo 4
Francia - Macedonia
Turchia - Lituania
** Gruppo 5
Svezia - Austria
Slovenia - Repubblica Ceca
** Gruppo 6
Danimarca - Croazia
Slovacchia - Italia

** Gruppo 7
Spagna - Ucraina
Islanda - Svizzera

5a Giornata (30-31 Maggio 2012)
** Gruppo 1
Bielorussia - Germania
Azerbaigian - Ungheria
** Gruppo 2
Portogallo - Romania
1° Classificato Qualificazioni - Serbia
** Gruppo 3
Polonia - Russia
2° Classificato Qualificazioni - Montenegro
** Gruppo 4
Turchia - Francia
Lituania - Macedonia
** Gruppo 5
Slovenia - Svezia
Repubblica Ceca - Austria
** Gruppo 6
Slovacchia - Danimarca
Italia - Croazia

** Gruppo 7
Islanda - Spagna
Svizzera - Ucraina

6a Giornata (02-03 Giugno 2012)
** Gruppo 1
Germania - Azerbaigian
Ungheria - Bielorussia
** Gruppo 2
Romania - 1° Classificato Qualificazioni
Serbia - Portogallo
** Gruppo 3
Russia - 2° Classificato Qualificazioni
Montenegro - Polonia
** Gruppo 4
Francia - Lituania
Macedonia - Turchia
** Gruppo 5
Svezia - Repubblica Ceca
Austria - Slovenia
** Gruppo 6
Danimarca - Italia
Croazia - Slovacchia

** Gruppo 7
Spagna - Svizzera
Ucraina - Islanda

mercoledì 27 aprile 2011

Europei Donne 2012: Duro sorteggio per l'Italia

Sono stati sorteggiati oggi pure i gruppi di qualificazione agli Europei Femminili Senior, la cui fase finale si svolgerà, a fine 2012, guarda caso in Olanda. Sorteggio abbastanza ostico per le azzurre che si troveranno di fronte una squadra come la Danimarca - di grandi tradizioni, ed in ripresa, dopo qualche anno difficile, grazie soprattutto alla 'generazione 88/89', che dopo aver mietuto successi a livello giovanile ha riportato la propria nazionale in una semifinale europea lo scorso Dicembre - oltre alla sempre temibile, per quanto assai meno poderosa che in campo maschile, Croazia ed alla Slovacchia, certamente la meno 'glamour' tra le avversarie delle azzurre ma comunque rivale da prendere con le molle.


Ecco i sette gruppi delle qualificazioni (le prime due di ciascun girone passano alla fase finale, unendosi al paese organizzatore ed alla Norvegia detentrice del trofeo):

Gruppo 1
Germania
Ungheria
Bielorussia
Azerbaigian

Gruppo 2
Romania
Serbia
Portogallo
** 1a Classificata girone pre-qualificazione

Gruppo 3
Russia
Montenegro
Polonia
** 2a Classificata girone pre-qualificazione

Gruppo 4
Francia
Macedonia
Turchia
Lituania

Gruppo 5
Svezia
Austria
Slovenia
Repubblica Ceca

Gruppo 6
Danimarca
Croazia
Slovacchia
Italia

Gruppo 7
Spagna
Ucraina
Islanda
Svizzera

1a Giornata: 19-20 Ottobre 2011,
2a Giornata: 22-23 Ottobre 2011,
3a Giornata: 21-22 Marzo 2012,
4a Giornata: 24-25 Marzo 2012,
5a Giornata: 30-31 Maggio 2012,
6a Giornata: 02-03 Giugno 2012.

** Girone pre-qualificazione
Finlandia
Gran Bretagna
Grecia
Israele

Le prime due classificate del girone di pre-qualificazione accedono alla fase successiva.

Europei Femminili Under 19. Azzurrine, impresa sfiorata. I sorteggi della fase finale.

Peccato, perchè c'erano andate davvero vicino. Le Azzurrine della nazionale femminile Under 19, tra l'altro con numerosi elementi delle classi '94/95, hanno sfiorato, ed alla fine mancato di poco, la qualificazione alle fasi finali degli Europei di categoria. Ma si sono rivelate comunque protagoniste di una buona 'campagna di Ucraina': dopo lo scivolone all'esordio con le padrone di casa, sono riuscite a travolgere la Repubblica Ceca (che NON sarà certo una potenza della pallamano europea come qualcuno vorrebbe, ma è sempre squadra di discreto livello ...) con un ottimo e 'storico' 30-20, per arrendersi solo nella partita decisiva con la Slovenia, persa 31-27 ma lottando sino al termine, ed evitando certe débacle cui purtroppo varie passate esperienze di altre nazionali azzurre ci avevano abituato.

Giù il cappello alle ragazze guidate da Sergio Dovesi e Sonia Giovannini, dunque. Ma che le prove soddisfacenti di Kherson non siano un punto d'arrivo, bensì punto di partenza, o semplicemente tappa nella costruzione di una squadra che sappia farsi strada ed imporsi in campo internazionale. Magari cominciando dalle qualificazioni mondiali del prossimo anno, e poi dagli Europei del 2013, quando molte di loro non dovranno vedersela con avversarie più 'vecchie' ma con pari età. E finalmente staccare sul campo, prima nazionale italiana di sempre, il biglietto per la fase finale di una grande competizione.

La senszione è che la maggioranza dei tifosi, per quanto ora si accontenti del 'responso' del passato week-end, sia davvero in attesa del 'grande salto', del momento in cui vittorie come quella di sabato scorso non siano più 'storiche' ma (più o meno) 'ordinaria amministrazione', e l'Italia possa entrare a pieno titolo in qualche grande rassegna internazionale di pallamano (il beach handball piace, regala soddisfazioni all'Italia, ma è comunque ben altra cosa ...). Le basi per raggiungere lo scopo ci sono, sarebbe un peccato (molto più grave del mancato approdo ad Olanda 2011...) non sfruttarle.

Intanto le sedici squadre ammesse (cinque di diritto - Olanda, Danimarca, Russia, Norvegia e Francia - ed undici uscite dai gironi del passato week-end - Austria, Croazia, Germania, Ungheria, Polonia, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ucraina) alla fase finale della manifestazione, in programma dal 4 al 14 Agosto prossimi, sono state suddivise nei seguenti gironi, dopo il sorteggio avvenuto questo pomeriggio:

Gruppo A
Russia
Spagna
Romania
Slovenia

Gruppo B
Norvegia
Olanda
Ucraina
Austria

Gruppo C
Danimarca
Ungheria
Croazia
Polonia

Gruppo D
Germania
Francia
Svezia
Serbia

Spagna: il Ciudad Real vince il Clásico e 'regala' al Barça la prima sconfitta

Inframezzata tra i vari Clásicos calcistici di questo periodo, ha avuto luogo ieri sera la grande sfida al vertice del campionato ASOBAL di pallamano. Con il Renovalia Ciudad Real al posto del Real Madrid, ovviamente. I manchegos, per quanto lontanissimi dai vertici della Liga, si sono presi una bella soddisfazione rifilando al Barcellona la prima sconfitta stagionale nella Liga, dopo 26 vittorie consecutive dei blaugrana. Ed hanno pure vendicato la batosta subita all'andata, quando era stato il Barça ad interrompere l'impressionante serie di 67 trionfi di fila, in ambito domestico, del Ciudad Real. Il quale, con il successo di ieri sera, riesce a mantenere l'imbattibilità casalinga in campionato, che dura ormai da 97 partite (l'ultimo a violare il loro campo in Asobal fu proprio il Barcellona, nel lontano 2004...)

30-27 lo score finale per la truppa di Talant Dujshebaev. Successo meritato, anche se certamente favorito dal calendario: il Renovalia aveva giocato la sua ultima sfida di Champions League giovedì scorso, mentre i blaugrana venivano dalla battaglia campale contro il Kiel avvenuta solo 48 ore prima circa. I catalani tengono il passo dei rivali nel primo quarto d'ora, mettendo pure il naso avanti sul 6-7 (min. 11:30). Ma quando i padroni di casa stringono le maglie in difesa, portando la loro solita 5-1 alla massima dinamica ed efficacia, con l'aiuto delle parate di Hombrados, arriva il primo break significativo dei locali, che si portano sul 12-9 e tornano negli spogliatoi sul 17-15, frutto anche della buona prova di Kiril Lazarov, che aggiunge una mezza dozzina di reti alla sua collezione, e di Alberto Entrerríos, vincente nella sfida personale contro il fratello Raúl.

Una doppietta di Nagy (top scorer dei suoi al pari di Juanín e Rutenka) ad inizio ripresa illude il Barcellona Borges, ma la 5-1 di coach Talant funziona sempre, e Sterbik sostituisce egregiamente l'altro portiere del Ciudad Real. Per la gioia dei tifosi della - stavolta non esaurita - Quijote Arena, che vedono i propri idoli scappare sul 22-17 e poi fino al 25-19, sigillato da Viran Morros al 43°. La gara è di fatto chiusa e neppure i cambi tattici difensivi operati (tardivamente) da Xavi Pascual sortiscono alcun effetto concreto: il Barça si limita a dimezzare lo scarto al meno tre della sirena.

Quella di Martedì è serata di festa per i fans del Renovalia; al Barcellona rimane il fatto che il successo finale numero 18 in campionato non può sfuggire: quattro punti (52 a 48) - corrispondenti a due vittorie - di vantaggio in classifica a tre giornate dalla fine sono un margine che, a rigor di logica, non può essere colmato. Archiviato con questa certezza, aspettando quella matematica, uno dei Clásicos forse meno 'glamour' di sempre, il Barça può focalizzarsi sulla battaglia che lo attende a Kiel domenica 1° Maggio, mentre tra il Ciudad Real e la Final Four di Colonia rimane solo la formalità-Flensburg da sbrigare nei prossimi giorni.

** Ciudad Real - Barcellona Borges 30-27 (17-15)
Renovalia Ciudad Real: Hombrados, Sterbik; Davis (1), Julen Aginagalde (5), Luc Abalo (3), Isaías Guardiola (2), Kallman (4), Shevelev, (0), Cañellas (0), Alberto Entrerríos (4), Viran Morros (2), Dinart (0), Jurkiewicz (3), Kiril Lazarov (6).
F.C. Barcelona Borges: Sjöstrand, Saric; Noddesbo (2), Juanín García (5), Víctor Tomás (1), Raúl Entrerríos (2), Sorhaindo (0), Dani Sarmiento (2), Iker Romero (2), Nagy (5), Jernemyr (0), Rutenka (5, 4 rig.), Oneto (2), Igropulo (1).
Parziali ogni 5 minuti: 4-3, 6-5, 8-8, 12-9, 14-12, 17-15 (intervallo). 20-17, 22-19, 25-20, 28-23, 30-25, 30-27 (finale).