lunedì 6 febbraio 2012

Champions League femminile di pallamano. Il Main Round parte senza sorprese.

Parlare di giochi fatti dopo la prima giornata è forse prematuro, ma sicuramente le quattro grandi favorite per l'approdo alle semifinali hanno iniziato il Main Round con il piglio giusto, e fatto immediatamente un buon passo in avanti verso il turno successivo. Quattro vittorie esterne in altrettante partite hanno subito piazzato Larvik e Györ in un caso, Oltchim e Buducnost nell'altro, in vetta ai rispettivi gironi.

E' toccato per prime alle norvegesi, brave a far loro il derby scandinavo contro il FC Midtjylland. Una vittoria agevole, da dedicare a Gro Hammerseng, che ha appena portato a termine con successo la sua maternità. Danesi rimaneggiate senza la stella Laerke Møller. Larvik invece con una grande Cecilie Leganger, che offre l'ennesima dimostrazione della sua bravura fra i pali, ma pure la difesa delle campionesse in carica svolge il proprio compito, favorendo contropiedi finalizzati da Kari Mette Johansen e compagne. Le padrone di casa tengono il ritmo per una decina di minuti, poi devono alzare bandiera bianca di fronte allo strapotere avversario. Il 16-9 pro-Larvik all'intervallo parla da solo. Nel secondo tempo la ragazze di mister Zinglersen riducono il gap, per merito soprattutto del terzino Trine Troelsen e dell'asso svedese Linnea Torstenson, ma la rimonta resta un miraggio. Leganger continua a fare buona guardia, e i due punti alla fine volano tra i fiordi.

La tradizionale classe dei portieri norvegesi fa la differenza pure nell'altro match del Gruppo I. Katrine Lunde Haraldsen, con i suoi numeri, propizia la vittoria del Györi Audi Eto KC nella tana del Grupo Asfi Itxako, il Pabellón Tierra Estella - Lizarrerria pieno di tifosi nonostante il cattivo tempo. Un successo per 28-26 che 'vendica' l'eliminazione subita, proprio per mano delle navarre, nella semifinale del passato torneo. Un risultato al quale non sono estranee le dieci reti di una Anita Görbicz in versione extralusso. A rendere felice il debutto di Karl Erik Bøhn sulla panchina del Györ ha contribuito pure la sua compagna Heidi Løke: proprio un goal del pivot nordico, allo scadere del primo tempo, rompe l'equilibrio e porta le ospiti all'intervallo sul 14-13, dopo precedenti vantaggi (anche di tre cifre: 10-7) spagnoli favoriti dalla parate di Silvia Navarro e dalla prestazione della fuoriclasse Alexandrina Barbosa. La scelta iberica di passare ad una 5-1 difensiva al ritorno di campo non è felice: fra prodezze 'made in Lunde' e qualche sbaglio di troppo dell'attacco Itxako, stavolta sono le ungheresi a scappare fino al 25-21. Come nell'altro match, i tentativi di rimonta locale si rivelano inutili: le indiziate numero uno (forse) al successo nella manifestazione si mettono in tasca la prima vittoria, con qualche polemica creata da pubblico e media spagnoli per un arbitraggio evidentemente poco gradito.

Nel Gruppo II, l'Oltchim Râmnicu Vâlcea batte un pugno sul tavolo con una prova vincente e convincente in terra di Slovenia. Dove in verità le cose si erano messe male: la partenza-sprint di Gorica Aćimović trascina il Krim Lubiana, mentre le rumene sembrano avere le polveri bagnate. Tempo di prendere il ritmo giusto, e la squadra di coach Voina (con la leggendaria Luminiţa Dinu-Huţupan tornata fra i pali anche in Europa un paio d'anni dopo il 'ritiro') ristabilisce l'equilibrio, infranto prima del ritorno negli spogliatoi quando l'Oltchim stringe le maglie in difesa e, piazzando qualche contropiede efficace, si porta sul 16-13 a proprio favore dell'intervallo. La ripresa comincia nel segno degli errori su entrambi i lati, poi la fuoriclasse turca Yeliz Özel, miglior realizzatrice delle sue con otto reti mandate a referto, trascina le ospiti verso vantaggi importanti. La bosniaca naturalizzata austriaca Aćimović (a segno nove volte in tutto) tenta di reagire, e le slovene si riportano a meno tre. Ma la nuova, ultima accelerazione dell'Oltchim non lascia loro scampo, e fissa il punteggio sul 31-25 conclusivo. In Romania hanno buoni motivi per essere soddisfatti.

Risultato positivo per il Budućnost Podgorica, seppure le montenegrine debbano faticare per aver ragione di un coriaceo Metz Handball. Le francesi, al loro debutto assoluto in questa fase del torneo, oppongono una resistenza forse inaspettata da Bojana Popović (sei goal), Katarina Bulatović (sette) e compagnia, costrette, per uscire indenni dalle Arènes, a far ricorso alla maggiore esperienza internazionale, che ha permesso loro di punire gli errori avversari (tiri e passaggi sbagliati: un dazio da pagare inevitabilmente per la squadra di mister Sébastien Gardillou, alla sua 'prima volta' tra le 'magnifiche otto') con cinici contropiedi, ed alle venti meraviglie di Clara Woltering, confermatasi azzeccatissimo neo-acquisto in porta. Transalpine KO, come nel precedente di Coppa Coppe 2010, ma a testa alta, con l'ultima arrivata Kristina Liscević brava a non far rimpiangere Allison Pineau; solo Claudine Mendy segna più di lei nelle fila del Metz. Offrono il loro contributo pure Ekatarina Andryushina, con la sua tripletta, ed il portiere Amandine Leynaud (13 salvataggi).

1a Giornata - RISULTATI:

GRUPPO 1:
FC Midtjylland (Dan) - Larvik HK (Nor) 22-26 (9-16)
* Statistiche;
* Video integrale del match
Grupo Asfi Itxako (Spa) - Györi Audi ETO (Ung) 26-28 (13-14)
* Statistiche;
* Video integrale del match

GRUPPO 2:
Krim Mercator (Slo) - Oltchim Rm.Vâlcea (Rom) 25-31 (13-16)
* Statistiche;
* Video integrale del match
Metz Handball (Fra) - Budućnost Podgorica (Mne) 27-29 (14-15)
* Statistiche;
* Video integrale del match

domenica 5 febbraio 2012

Ultim'ora: la Corea del Sud (ri)vince i Campionati Asiatici.

La Corea del Sud mantiene il titolo di Campione Asiatico maschile, sconfiggendo il Qatar per 23-22 nella finalissima disputata questo pomeriggio a Gedda (Arabia Saudita).

Primo tempo equlibrato, con vantaggi alternati ma in prevalenza del Qatar, che infatti giunge a metà gara avanti per 11-10. Protagonisti, oltre a portieri e difese, Jae-Woo Lee ed il 'solito' Yoon Kyung-Shin tra i coreani, Mabrouk Hassan e Sinen Wajidi nelle fila avversarie.

Le dinamiche non cambiano subito dopo la ripresa del gioco, il botta-risposta prosegue fino a quando la Corea infila un mini-break (risultato decisivo), tanto da arrivare a metà ripresa 16-14. Vantaggio esteso fino al +4 (20-16) del minuto 48, con i giochi che sembrano ormai fatti.

Il Qatar non getta la spugna e, trascinato da Mabrouk Hassan (in goal nove volte in tutto), prova a rientrare: non solo si porta a meno uno, ma ha pure l'occasione del pareggio sia sul 21-20 con cinque minuti da giocare, che sul 22-21. La spreca in entrambi i casi, ed una bomba dai nove metri di Young-geu Park a meno di mezzo minuto dalla sirena sigilla il trionfo coreano; il goal finale qatariota serve solo ad addolcire (di poco) la pillola. Il trofeo resta nelle mani della Corea del Sud.

La sfida per il terzo posto è vinta dai padroni di casa: l'Arabia Saudita prevale sul Giappone per 25-21 (p.t. 13-11), score che non la dice nemmeno tutta sul dominio locale, specie nella seconda parte di gara, ed oltre alla medaglia di bronzo si conquista il diritto di partecipare ai Campionati Mondiali di Spagna 2013. Sullo slancio di un parziale di 4-0 che aveva chiuso la prima frazione (in risposta ad un precedente poker di reti nipponico), gli arabi iniziano alla grande la ripresa, scappando fino al 20-13, e poi amministrano il vantaggio. Grandi trascinatori Bandar Al-Harbi con le sue sette meraviglie, e soprattutto il portiere Manaf Al-Saeed, che conclude con una percentuale di parate superiore al 50%.

FINALE 1/2 POSTO
** Corea del Sud - Qatar 23-22 (10-11)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 3/4 POSTO
** Arabia Saudita - Giappone 25-21 (13-11)
Statistiche 1;
Statistiche 2

CLASSIFICA FINALE
1. COREA DEL SUD
2. QATAR
3. ARABIA SAUDITA
_________________
4. GIAPPONE
5. IRAN
6. BAHRAIN
7. EMIRATI ARABI UNITI
8. KUWAIT
9. GIORDANIA
10. UZBEKISTAN

sabato 4 febbraio 2012

Campionati Asiatici Maschili di Pallamano: Corea del Sud e Qatar in finale. I sauditi sfiorano la grande impresa.

Saranno dunque Corea del Sud e Qatar a contendersi la medaglia d'oro ai XV Campionati Asiatici di Pallamano maschile, in corso di svolgimento a Gedda. I Coreani campioni in carica si sono ritagliati un posto per l'ultimo atto prevalendo sui padroni di casa dell'Arabia Saudita al termine di una sfida incerta ed emozionante fino all'ultimo. Senza però lo 'scacco al re' che in una certa fase di gara sembrava davvero materializzarsi.

Pubblico da grandi occasioni, con cinquemila ugole (più o meno) sugli spalti; gran tifo per la squadra locale, ma anche una discreta rappresentanza di fans in arrivo da Seul e dintorni. Già alla partenza si intuisce che non sarà una passeggiata per i detentori del titolo, in grado di trovare la prima rete solo dopo quattro minuti. Jae Woo-Lee porta i suoi in testa dopo circa sette minuti, e da quell'istante i sauditi si vedranno obbligati a rincorrere per tutto il primo tempo, rimanendo comunque addosso agli avversari. Grande protagonista, per la squadra in maglia verde, il 25enne Hussain Al-Mohsin, che concluderà la gara con un ragguardevole bottino personale di otto segnature. Nelle fila coreane si distinguono invece Eun Ho Lee e Hyo-Won Eoo, le cui reti mantengono la squadra avanti alla pausa (14-13).

Il secondo tempo è suddiviso in tre parti diverse. Innanzitutto un monologo dell'Arabia Saudita, inarrestabile al ritorno in campo. Per dodici lunghissimi minuti si nota solo una squadra, capace di infilare un parzialone di 8-0 e volare sul più sette (21-14) con i tifosi ed i telecronisti di Saudi Sports 2 letteralmente in visibilio, complici le parate di Manaf Al-Saeed. Ma proprio quando molti già pregustavano il trionfo locale e la grande sorpresa che mettesse fine al dominio coreano, arriva la maestosa reazione degli ospiti, che con un contro-break di 8-1, realizzato in appena SEI minuti, ritrovano la parità.

La Corea è squadra tosta, di blasone ed esperienza, almeno se paragonata alle sue concorrenti continentali, e lo dimostra appieno in questo frangente. Trascinatore e attore principale del 'ribaltone' è il mitico Yoon Kyung-shin, fuoriclasse (ex Bundesliga) a segno cinque volte in pochissimo tempo, ed otto nell'intera seconda frazione. Sullo slancio, i giocatori dell'Estremo Oriente staccano addirittura gli avversari, ed il +3 (26-23) indicato dal tabellone ai tre minuti e mezzo dalla fine sembra aver chiuso la porta agli arabi.

Ma a questo punto inizia l'ultima fase, con il tentativo di rientro dei padroni di casa, totalmente restii a gettare la spugna. Tornano sul meno uno, e nell'ultimo minuto di gioco hanno addirittura la palla del pareggio; peccato che il tiro del possibile 27-27 si infranga contro il portiere avversario, e con esso le speranze di (quasi) tutto il pubblico. La Corea deve solo amministrare il possesso finale prima di scatenare l'urlo liberatorio. E' stata una fatica enorme, ma alla fine i detentori sono riusciti a cavarsela.

Alla battaglia cominciata alle 16:30 italiane non fa seguito una seconda semifinale altrettanto avvincente. Il Giappone tiene il passo del favorito Qatar per una decina di minuti, e prova a resistere comunque fino al 17°. Ma nel periodo che va da metà della frazione iniziale (terminata 19-13) alla metà del secondo tempo si assiste in pratica ad un assolo qatariota, con i figli del Sol Levante addirittura sotto di undici (28-17) al minuto 46, a dispetto degli sforzi di Kenij Toyoda e Kota Ozawa. La 'stella' Higashigahama stavolta brilla meno del solito: una rete dopo tre minuti, poi il nulla. perto il solco necessario a garantire loro la vitttoria, grazie anche al portiere Yousef Almaleem, i giocatori allenati dallo sloveno Borut Maček tirano un po' i remi in barca negli ultimi minuti ed il Giappone rende il distacco meno pesante, fino al 33-28 della sirena; un +5 comunque riduttivo per quanto si era visto nel match.

Corea del Sud e Qatar si giocheranno il titolo asiatico Domenica 5 Febbraio a partire dalle ore 16:30 nostrane (le 18:30 saudite); intanto però sono liberi di festeggiare in anticipo la qualificazione ai Mondiali del 2013, il cui ultimo biglietto disponibile verrà asssegnato alla vincente della finale per il bronzo: sauditi e giapponesi in campo, sempre Domenica 5, alle ore 14:30 di Roma (16:30 a Gedda).

Dirette televisive sul canale satellitare Saudi Sports 2 (Al Riyadiyah 2) del satellite Hotbird (13° Est), o meno probabilmente sul 'gemello' Saudi Sports 1.

SEMIFINALE #1
* Arabia Saudita - Corea del Sud 26-27 (13-14)
Statistiche 1;
Statistiche 2

SEMIFINALE #2
* Qatar - Giappone 33-28 (19-13)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 1/2 POSTO
* Qatar - Corea del Sud (Domenica 5 Febbraio, h: 16:30)

FINALE 3/4 POSTO
* Arabia Saudita - Giappone (Domenica 5 Febbraio, h: 14:30)

FINALE 5/6 POSTO
* Iran - Bahrain 25-20 (11-12)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 7/8 POSTO
* Emirati Arabi Uniti - Kuwait 31-29 (15-12)
Statistiche 1;
Statistiche 2

FINALE 9/10 POSTO
* Giordania - Uzbekistan 32-30 (17-17)
Statistiche 1;
Statistiche 2

venerdì 3 febbraio 2012

Torna la Champions League femminile: Larvik di scena in Danimarca (e sul web)

Passata la sbornia di Europei e Mondiali vari, i club si riprendeno la scena. Tornano le coppe Europee, ed in particolare la Champions League femminile, la cui seconda fase è ai nastri di partenza nella serata odierna.

L'onore di inaugurare il 'Main Round' spetta, e non potrebbe essere altrimenti, al Larvik HK, detentore del trofeo ma pure 'colonna portante' di quella nazionale norvegese dominatrice ai recenti Campionati del Mondo. Le campionesse in carica volano in Danimarca, paese fresco vincitore della massima rassegna continentale maschile, però in questo caso rappresentato dal FC Midtjylland, formazione alla prese con assenze ed infortuni vari, ed con risultati non molto lusinghieri in ambito domestico. La squadra di Ikast dovrà fare a meno di una pedina-chiave quale la giovane centrale Lærke Møller, infortunatasi (per la seconda volta in pochi mesi) una decina di giorni fa. Spazio dunque alla sua vice, la nazionale olandese Nycke Groot. Dubbi anche sulla condizione del portiere tedesco Sabine Englert, in fase di recupero dopo un infortunio. Sarà della partita? Il Larvik si annuncia in forma; il pivot Isabel Blanco torna da avversaria sul campo che la ha vista protagonista, con i colori locali, per molti anni. L'unico grattacapo per mister Tor Odvar Moen si chiama Tine Stange, uscita malconcia dall'ultima sfida del 'campionato delle campionesse'. Fischio d'inizio alle ore 18:30 odierne, diretta web su EHFTTV.com e Laola1.tv.

La giornata inaugurale prosegue e si completa sabato. Il Györi Audi ETO delle altre due stelle della nazionale norvegese, il portiere Katrine Lunde Haraldsen ed il pivot Heidi Løke, va in campo alle ore 19:00 contro il Grupo Asfi Itxako Reyno De Navarra. La trasferta in casa delle finaliste della passata stagione, ma soprattutto contro la squadra che le eliminò in semifinale la scorsa primavera, vedrà il debutto internazionale, sulla panchina delle magiare, di Karl Erik Bøhn, altro vichingo trasferitosi in Ungheria, paese di cui ora allena pure la nazionale. Il principale artefice (in qualità di coach) della crescita del Larvik proverà a vincere la Champions con una squadra straniera. Ma non sarà semplice; la concorrenza è agguerrita, ed il girone in cui Andrea Lekić e compagne sono inserite appare molto impegnativo, seppure la centrale serba e la compagna di reparto Anita Görbicz (che ha rinnovato il suo contratto fino al 2017) ostentino ottimismo.

Da parte iberica, si conta sul pieno recupero dell'ala destra Carmen Martín (afflitta recentemente da problemi al ginocchio) come del pivot Begoña Fernández, quest'ultima affamata di gioco e vittorie dopo l'assenza forzata dai mondiali dello scorso Dicembre, nei quali la Selección ha conquistato uno storico bronzo. Spagnole anche 'caricate' dal fondamentale successo conseguito un paio di giorni fa sul campo del Bera Bera nel match-clou della Liga femminile.

La grande notizia della giornata di partenza del Gruppo II è il ritorno di Luminita Dinu-Hutupan, leggendario portiere rumeno, tra le migliori di sempre nel suo ruolo. Ritiratatsi un paio di anni fa, e passata ad allenare dei portieri del club numero uno del suo paese, ha deciso di far fronte alla problematica situazione (che riguarda gli altri estremi difensori: Sanela Knezević e Talida Tolnai) dell'Oltchim Râmnicu Vâlcea rimettendosi tuta e scarpe e tornando fra i pali. Già scesa in campo nel torneo nazionale, adesso è pronta per il palcoscenico europeo. La squadra di Radu Voina gioca in trasferta a Lubiana con Oana Manea come unico pivot (Ekaterina Vetkova è indisposta), senza la Neagu (come al solito), ma pure priva di Roxana Han e del terzino destro Geiger, emigrate verso altri lidi: la prima al Craiova, la seconda in Germania. Il Krim rivale delle rumene non è però messo meglio. Anzi: coach Tone Tiselj ha a che fare con i problemi di Kristina Franić, Andreja Šerić Liudmila Bodnieva e dell'ungherese Ibolya Mehlmann. La freccia all'arco degli sloveni, che proveranno comunque ad andre oltre il risultato dello scorso anno e qualificarsi per le semifinali, si chiama Andrea Penezić, candidata all'IHF World Player of the Year 2011. Se Voina intende portare a casa i due punti, dovrà riuscire a disinnescare la fuoriclasse croata.

L'ultima sfida del sabato, e del fine settimana, vede il Metz Handball sorprendente qualificato al secondo turno sfidare il Budućnost Podgorica arrivato tra le Magnifiche Quattro la passata stagione, con buone possibilità di ripetersi quest'anno. Le montenegrine si sono rinforzate con l'arrivo di Elena Gjorgijevska dal Metalurg Skopje (pur cedendo Dijana Števin in prestito al Nîmes, rivale del Metz nel campionato francese), e l'infortunio di Dijana Jovetić riguarda la mano destra, non quella 'di tiro' dell'atleta. Nella fila transalpine è arrivata la centrale serba Kristina Liscević, in sostituzione della Pineau tornata a casa infortunata dai Mondiali brasiliani. Pure all'infortunio di Katty Piejos si è rimediato attingendo al mercato est-europeo: reclutanta Viktória Csáki dal Debrecen ungherese.

GRUPPO I - 1a GIORNATA

** Venerdì 03 Febbraio - h: 18:30 (Ikast):
FC Midtjylland Ikast (DAN) - Larvik HK (NOR)
(Digisport 1 Romania (Sopcast) / EHFTV.COM / LaOla1.tv)

** Sabato 04 Febbraio - h: 19:00 (Estella):
Grupo Asfi Itxako. (SPA) - Györi AUDI ETO KC (UNG)
(EHFTV.COM / LaOla1.tv)

GRUPPO II - 1a GIORNATA

** Sabato 04 Febbraio - h: 18:00 (Lubiana):
RK Krim Mercator (SLO) - Oltchim Râmnicu Vâlcea (ROM)
(Digisport 1 Romania (Sopcast) / LaOla1.tv)

** Sabato 04 Febbraio - h: 19:00 (Metz):
Metz Handball (FRA) - Budućnost Podgorica (MNE)
(LaOla1.tv)

Campionati Asiatici Maschili di Pallamano: Oggi le semifinali.

I XV Campionati Asiatici di pallamano maschile sono giunti alla stretta conclusiva. Oggi pomeriggio si decidono le due finaliste che Domenica 5 Febbraio lotteranno per la medaglia d'oro, con la certezza di un pass per i Mondiali 2013 già acquisita. E pure chi si disputerà il bronzo e, al tempo stesso, l'ultimo biglietto disponibile per la Spagna.

Il programma odierno prevede, alle ore 16:30 italiane (le ore 18:30 a Gedda) lo scontro fra i padroni di casa dell'Arabia Saudita, decisi a tentare la grande impresa, e la favorita Sud Corea. I campioni in carica hanno ultimato la prima fase a punteggio pieno, grazie al non agevole successo (28-27) sul Giappone al termine di un match passato inizialmente a rincorrere i nipponici, ma condotto lungo l'intero secondo tempo. Due vittorie e due pareggi sono invece il bottino saudita nel gruppo B. Fondamentale il punto conquistato in rimonta con il Qatar: due reti negli ultimi trenta secondi hanno spalancato ai locali le porte della semifinale, a spese del Bahrain. Pronostico sulla carta per gli uomini di Choi Suk-Ja, lontani però dalla migliore condizione, almeno per quanto mostrato nel primo turno, ed obbligati a vedersela anche con il 'fattore-campo'.

Qatarioti e nipponici si daranno invece battaglia alle ore 18:30 italiane (le 20:30 saudite). Del Qatar, vincitore del suo raggruppamento dopo aver asfaltato Uzbekistan ed Emirati, battuto con il minimo scarto il malcapitato Bahrain ed impattato coi sauditi, abbiamo già detto, mentre il Giappone ha passato il turno in virtù della classifica avulsa, dopo aver terminato la prima fase a quattro punti, gli stessi dell'Iran, dal quale erano stati sconfitti, e del Kuwait, su cui avevano prevalso per 30-27. Stessa differenza reti fra giapponesi ed iraniani nel computo degli scontri diretti 'a tre', ma il goal in più all'attivo ha mandato i primi in semifinale. Decisive per il buon esito del girone le reti di Shusaku Higashinagahama, 27enne di Okinawa.

** GRUPPO A - RISULTATI
Giordania - Corea del Sud 13-25 (7-11) statistiche;
Iran - Kuwait 26-27 (14-14) statistiche;
Giappone - Giordania 35-22 (18-10) statistiche;
Corea del Sud - Iran 26-21 (16-7) statistiche;
Kuwait - Giappone 27-30 (14-14) statistiche;
Iran - Giordania 25-17 (16-10) statistiche;
Kuwait - Corea del Sud 26-27 (12-14) statistiche;
Giappone - Iran 25-27 (12-13) statistiche;
Corea del Sud - Giappone 28-27 (14-13) statistiche;
Giordania - Kuwait 28-31 (15-12) statistiche
CLASSIFICA FINALE
Corea del Sud 8 p. 4-0-0 (106-87) +19
Giappone 4 p. 2-0-2 (117 104) +13
__________________________
Iran 4 p. 2-0-2 (99 95) +4
Kuwait 4 p. 2-0-2 (111 111) 0
Giordania 0 p. 0-0-4 (80-116) -36 0

** GRUPPO B - RISULTATI
* Emirati Arabi Uniti - Uzbekistan 40-20 (22-13)
* Bahrain - Arabia Saudita 23-23 (9-13) statistiche;
* Qatar - Uzbekistan 41-19 (23-5) statistiche;
* Bahrain - Qatar 26-27 (13-12) statistiche;
* Arabia Saudita - Emirati Arabi Uniti 26-19 (15-10) statistiche;
* Uzbekistan - Arabia Saudita 14-47 (6-22) statistiche;
* Qatar - Emirati Arabi Uniti 28-21 (12-9) statistiche;
* Uzbekistan - Bahrain 15-52 (8-24) statistiche;
* Arabia Saudita - Qatar 24-24 (10-14) statistiche;
* Emirati Arabi Uniti - Bahrain 29-30 (12-14) statistiche
CLASSIFICA FINALE
Qatar 7 p. 3-1-0 (120-90) +30
Arabia Saudita 6 p. 2-2-0 (120-80) +40
___________________________
Bahrain 5 p. 2-1-1 (131-94) +37
Emirati Arabi Uniti 2 p. 1-0-3 (109 104) +5
Uzbekistan 0 p. 0-0-4 (68-180) -112

SEMIFINALI (Venerdì 3 Febbraio)
** H. 16:30 Arabia Saudita - Corea del Sud
** H. 18:30 Qatar - Giappone

(Diretta TV possibile su Saudi Sports 1 oppure Saudi Sports 2. Satellite HOT BIRD 13° Est).

Finale 9/10 Posto
** H. 10:30 Giordania - Uzbekistan

Finale 7/8 Posto
** H. 12:30 Kuwait - United Arab Emirates

Finale 5/6 Posto
** H. 14:30 Iran - Bahrain

domenica 29 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Danimarca campione!! Serbia battuta 21-19 in finale.

DANIMARCA CAMPIONE D'EUROPA. Quattro anni dopo il loro primo successo, gli scandinavi tornano ai vertici continentali. Sconfitta (ed incapace di realizzare il 'triplete' dopo i trionfi di Djoković e della nazionale di pallanuoto nelle ore anteriori) la Serbia, forse presentatasi all'ultimo atto con le pile un po' scariche dopo una camminata trionfale. Lo score di 21-19 sigilla una gara intensa e combattuta anche se non spettacolare in senso stretto, data la prevalenza delle difese sugli attacchi ed i numeri di due grandi portieri quali Niklas Landin e Darko Stanić.

Il punteggio dopo trenta minuti (un 9-7 quasi 'd'altri tempi') aveva già fatto intendere, a chiunque aspirasse a gustarsi un grande spettacolo pieno di goal, che forse era meglio andare al cinema... Qualche rete di più nella ripresa si vede, ma l'andazzo del match non cambia: Danimarca a fare da lepre, Serbia, tra l'altro salvata in molte occasioni da Stanić, ad inseguire senza mai mollare, ma pure senza mai raggiungere la 'preda'. Nemmeno la fiammata che in un attimo porta i padroni di casa dal 12-16 al 15-16 può cambiare un copione già scritto.

Un Mikkel Hansen stratosferico, che da buon fuoriclasse esce al momento giusto, ricaccia indietro gli avversari e mette al sicuro il trionfo, con la collaborazione di Landin. Al Michelone in grandissima forma corrisponde, dall'altra parte, la giornata no sia di Momir Ilić che di Marko Vujin, incapaci di provocare danni alla retroguardia 'ospite'. Dopo Canellas in semifinale, altre due presunte macchine da goal 'evaporano' al momento stesso in cui devono affrontare la Danimarca. Coincidenza o grande merito degli scandinavi? Il fattore ambientale non è riuscito ad incidere più di tanto questa volta. Ancor meno ha inciso Žarko Šešum, costretto in tribuna con un occhio bendato dopo essere stato colpito ad un oggetto lanciato dagli spalti venerdì scorso, pare diretto al coach dalla Croazia.

Danesi vincitori di un Europeo probabilmente non di qualità sopraffina (la squadra campione nel 2008 e quella che ha sfiorato il titolo mondiale un anno ci sembravano migliori delle 'truppa Wilbek' attuale), caratterizzato più dai grandi fallimenti (Francia in primis, ma non solo) che dalle grandi prodezze, ma in ogni caso bravissimi a raccogliere tutte le possibilità presentatesi davanti da otto giorni a questa parte. Gli uomini di Wilbek, che sulla panchina della nazionale maschile uguaglia la doppietta continentale al suo attivo come coach della nazionale danese femminile negli anni novanta, vendicano la sconfitta della fase a gruppi, e passano direttamente alle Olimpiadi, obbligando una Serbia comunque giunta ad un risultato storico a cercarsi il biglietto per Londra nel futuro torneo di qualificazione.

Conoscendo la solidità difensiva dei nordici, e la bravura di chi difende la porta su entrambi i lati del campo, pochi si aspettavano un inizio (e più in generale una partita) spumeggiante. Le previsioni, in particolare sulla difficoltà serba di abbattere il muro avversario, sono state rispettate in pieno. Dalla partenza. Ci vogliono oltre cinque minuti e mezzo perché Rajko Prodanović, miglior marcatore dei suoi con appena quattro reti (e questo vorrà pur dire qualcosa...), inauguri il tabellino serbo, per giunta con fatica: parata di Landin, traversa, e poi finalmente palla dentro. Nel frattempo, però, Mikkel Hansen ed Anders Eggert (l'ala sinistra è stata una delle note migliori della 'landshold' di Copenaghen in questo torneo) avevano già portato gli avversari sul 2-0.

La Serbia pareggia, poi la lepre scandinava fugge ancora, ma per quanto la stella balcanica del THW Kiel non ne azzecchi una, il portiere riesce a tenere i suoi in partita. E se Nenad Vucković, di nuovo in forma(zione), ritrova il piacere del goal, Stanić rimane sempre il grande trascinatore: para, si esalta ed incita il pubblico. L'estremo difensore del Metalurg Skopje non può comunque fermare ogni bomba avversaria, così la Danimarca, favorita anche da una leggerezza di Dalibor Cutura che le regala due minuti in superiorità numerica, riesce ad ottenere il primo vantaggio importante: un 8-5 griffato Hansen (chi altri?) al ventiduesimo.

In una frazione che va 'a scatti', però, arriva la contro-replica serba: due goal in un minuto, con Ilić a timbrare finalmente la rete nemica, ed il distacco torna minimo. Il tempo si chiude con un nuovo Darko & Niklas Show. Solo Bo Spellerberg, il cui arrivo in squadra ha elevato il livello di gioco ed i risultati dei futuri vincitori, riesce a segnare, mandando tutti negli spogliatoi con il basso punteggio già citato. E con entrambi i portieri oltre al 50%. L'impressione alla pausa è che la Danimarca sia sulla strada giusta, e la Serbia abbia assolutamente bisogno dei suoi due gemelli del goal.

Peccato che sia Vujin che Ilić proseguano la loro battaglia con il goal in apertura di ripresa, mentre l'uno-due firmato da Nikolaj Markussen porta l'Armata Wilbek al nuovo massimo vantaggio: 11-7. E se Stanić continua a fare il possibile fra i pali, il Momir nazionale continua a sbagliare, pure dai sette metri. Il rigore neutralizzatogli da Landin però non scoraggia i serbi, come al solito molto combattivi, che ora fanno piuttosto affidamento sul pivot Alem Toksić. Suo il meno uno (10-11), poi vanificato da Hansen e dal giovane Rasmus Lauge Schmidt, oggi in verità non molto considerato dal proprio allenatore, né molto preciso (due su sette, ben diversa era stata la mira contro la Spagna).

Il secondo, ed ultimo centro di Ilić è seguito da un nuova bomba del Michelone, che sbatte su palo e portiere e poi va dentro. Quando ti riescono anche tiri del genere, vuol proprio dire che è la tua giornata. E di segnali premonitori della vittoria finale della Danimarca ne abbiamo visti parecchi dall'inizio del Main Round otto giorni prima. Dall'altra parte, invece, le bordate sbattono sulla traversa o … sul naso di Landin, senza però riuscire a mettere fuori combattimento il portierone danese.

Il già menzionato break che porta di nuovo i locali sul meno uno agli otto dalla fine, segnando l'entrata di Marko Vujin nel novero dei marcatori (due golletti: troppo poco, troppo tardi) è soltanto un'illusione. A sistemare le cose ci (ri)pensa Sua Altezza Re Mikkel con tre reti nel giro di quattro minuti!! Serbia sotto di due lunghezze quando arriva il giro di lancette conclusivo, e pure terribilmente sotto pressione. Tanto da perdere l'ultima palla proprio davanti a Mikkel Hansen, che con tutta la calma del mondo sigilla il trionfo danese. Chi altri poteva farlo?

** Danimarca - Serbia 21-19 (9-7)
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EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: La Croazia vince agevolmente la finale per il Terzo posto.

Croazia di Bronzo. I balcanici vincono meritatamente, battendo la Spagna con lo score di 31-27, la finale per il 3/4 posto, condotta in pratica dall'inizio alla fine. Decisive la precisione al tiro di Ivan Čupić e gli otto goal di Blazenko Lacković, quest'ultimo MVP dei suoi. Oltre alla coppia-vincente, tra le fila slave bene Igor Vori, Marko Kopljar, e Mirko Alilović in porta (tre rigori avversari neutralizzati). Sull'altro fronte positive le prestazioni di Daniel Sarmiento, Victor Tomás ed Iker Romero, però non assistiti in fase offensiva dai compagni, e la Spagna ne risente. Sierra gioca poco e non azzecca nulla, mentre l'altro portiere Hombrados offre una prestazione così così.

Le reti della coppia Vori - Lacković propiziano il 9-4 del primo quarto d'ora, che sembra già indirizzare la sfida nel verso giusto per la Goluza-band. Iberici impacciatissimi in attacco nella prima fase di gara, ma Sarmiento e Tomás evitano comunque il tracollo, ed è proprio un tris a firma dei due assi del Barcellona a riportare la Spagna, brava ad approfittare di una superiorità numerica (due minuti a Čupić), al meno uno dell'intervallo. Peccato che l'infortunio di Tomás sullo slancio di un goal realizzato lo metta fuori gioco per il secondo tempo.

Che inizia con Julen Aguinagalde a trovare addirittura il pareggio dai sei metri, sfruttando un assist del solito Sarmiento, ma è un fuoco di paglia. Lacković e Čupić ristabiliscono il +4, poi fa brevemente la sua apparizione nel tabellino marcatori anche Ivano Balić. Ci mette la firma (tre volte) pure Ivan Nincević, ed all'entrata negli ultimi dieci minuti, sul 26-21, i giochi sembrano fatti. La Spagna prova ad abbozzare una rimonta, arriva sul meno due, ma con Alilović di nuovo sugli scudi (sette metri di un mediocre Parrondo respinto al mittente) la Croazia amministra e si porta a casa un terzo posto conquistato con pieno merito.

** Croazia - Spagna 31-27 (13-12)
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