lunedì 13 giugno 2011

Europei Maschili Serbia 2012. Terminate le qualificazioni. Mercoledì sorteggi fase finale.

Completate nel fine settimana anche le qualificazioni agli Europei maschili di Serbia 2012 (15-29 Gennaio 2012). L'ultimo turno dei sette gironi ha emesso i verdetti mancanti. Più o meno tutto è andato come ci si aspettava.

Avanti Polonia e Slovenia: i primi vincono il match-clou con il Portogallo. Partenza a razzo dei polacchi, per quanto i portoghesi reagiscano e mantengano la situazione in bilico a metà incontro. Ma a chiudere la porta ad ogni ambizione lusitana ci pensano le prodezze di Slawomir Szmal fra i pali. Il successo della Polonia rende addirittura superfluo il trionfo sloveno sull'Ucraina, un 43-22 che avrebbe potuto assumere dimensioni ancor più scandalose senza le parate di Gennadiy Komok.

Vittoria non necessaria - ai fini del passaggio alla fase finale - anche per la Macedonia: Kiril Lazarov e i suoi compatrioti si sbarazzano senza problemi del fanalino di coda Bosnia-Erzegovina, anche se la qualificazione era già in tasca dopo il passo falso dell'Estonia in Ungheria nel primo pomeriggio. I baltici accarezzano la storica impresa per un tempo (17-19 lo score all'intervallo), ma vengono travolti dal rullo compressore magiaro al ritorno in campo. Un tremendo parziale di 12-3 spezza loro le gambe, e regala ai padroni di casa il dodicesimo punto in sei partite.

Kiril Lazarov sarà dunque presente in Serbia. E pure Filip Jicha: la Repubblica Ceca stenta un poco all'inizio della sfida di sabato contro l'Olanda, ma un successivo parziale di 11-1 porta di fatto i boemi agli Europei. Il +9 (22-13) del primo tempo diventa +12 a fine partita. La stella del THW Kiel fa la sua parte, per quanto il miglior realizzatore dei cechi risulti un altro elemento della Bundesliga, il terzino sinistro Pavel Horák del Frisch Auf Göppingen.

La sfida più attesa della giornata vedeva però di fronte Islanda e Austria, con i primi costretti a vincere se volevano staccare il biglietto per Belgrado. Ma poteva la bella favola islandese, che negli ultimi anni ha incantato molti andando oltre i ristretti confini dell'isola atlantica, terminare così presto? Ovviamente no. Ecco quindi che di fronte al pubblico del Laugardalshöll gli islandesi trovano la forza e la potenza offensiva necessaria a stravincere l'incontro - combinata con l'ottima prova di Björgvin Páll Gústafsson fra i pali - soverchiando gli avversari per tutto l'arco dei sessanta minuti. Austriaci incapaci di trovare contromisure per frenare le bocche da fuoco nordiche già nel primo tempo, e la musica non cambia nella ripresa. Aron Pálmarsson, Guðjón Valur Sigurðsson ed Ólafur Stefánsson fanno strage nella retroguardia avversaria, mentre dall'altro lato del campo a poco servono le otto reti griffate da Roland Schlinger. Scandinavi in trionfo, la saga continua ...

Negli altri incontri, ininfluenti ai fini della qualificazione, la Croazia del trio delle meraviglie Ivan Čupić - Drago Vuković - Domagoj Duvnjak mette sotto agevolmente la Lituania, la Spagna con Sierra a difendere la propria porta sbaraglia la deludente Romania. Slovacchia e Svezia sigillano le rispettive qualificazioni con una vittoria a testa, anche se Israele resiste un tempo alla furia dei vichinghi.

Lo stesso discorso è valido per Danimarca (con Hans Lindberg che fa da spalla ad un Jesper Nøddesbo in gran forma; la Svizzera è battuta) e Russia, la quale dopo un inizio equilibrato produce l'allungo decisivo nel 'derby' con la Bielorussia. Un 'derby nel derby' era quello tra Konstantin Igropoulo e Siarhei Rutenka, recenti trionfatori in Champions League (come pure Nøddesbo) con la casacca del Barcellona. Entrambi disputano una grande partita, ma alla fine vince il russo che mette la firma su nove reti, una un più del compagno di club.

Bene pure la Norvegia, che sabato a Trondheim si sbarazza della Grecia, con l'ennesima prova convicente (sette meraviglie nella porta avversaria) del 21enne Christoffer Rambo, ormai ex del Valladolid spagnolo. Infine, oltre 4.500 tifosi salutano a Treviri, in un palazzetto esaurito, Heiner Brand ed i suoi baffi. Il leggendario coach tedesco festeggia la sua ultima battaglia sulla panchina della nazionale - alla cui guida aveva conquistato un Mondiale ed un Europeo, finendo un paio di altre volte sul podio - con un successo sullo sparring-partner Lettonia, favorito dai cinque goal a testa di Christian Sprenger e Dominik Klein.

Europei Maschili 2012 - Gironi di qualificazione
6a Giornata - Risultati e classifiche finali:


Gruppo 1:
Ungheria (12 punti) - Estonia (4) 34:27 (17:19)
Macedonia (7) - Bosnia Erzegovina (1) 25:19 (12:7)
Gruppo 2:
Croazia (12) - Lituania (4) 34:26 (19:13)
Spagna (8) - Romania (0) 36:23 (18:11)
Gruppo 3:
Polonia (9) - Portogallo (5) 30:22 (14:11)
Slovenia (8) - Ucraina (2) 43:32 (22:16)
Gruppo 4:
Slovacchia (1O) - Montenegro (2) 36:21 (18:10)
Svezia (10) - Israele (2) 28:17 (14:11)
Gruppo 5:
Germania (9) - Lettonia (0) 32:22 (17:11)
Islanda (8) - Austria (7) 44:29 (21:14)
Gruppo 6:
Repubblica Ceca (8) - Olanda (1) 38:26 (22:13)
Norvegia (10) - Grecia (5) 31:25 (17:12)
Gruppo 7:
Danimarca (10) - Svizzera (0) 34:29 (20:12)
Russia (10) - Bielorussia (4) 35:27 (20:14)

Europei Maschili 2012 - Qualificate alla Fase Finale:
Gruppo 1: Ungheria, Macedonia
Gruppo 2: Croazia, Spagna
Gruppo 3: Polonia, Slovenia
Gruppo 4: Svezia, Slovacchia
Gruppo 5: Germania, Islanda
Gruppo 6: Norvegia, Repubblica Ceca
Gruppo 7: Danimarca, Russia
* Serbia (Paese organizzatore)
* Francia (Detentrice del trofeo)

Sorteggio gironi fase finale: avrà luogo al Belexpo Centre di Belgrado Mercoledì 15 Giugno a mezzogiorno.

* Fascia 1: Francia / Croazia / Germania / Polonia
* Fascia 2: Danimarca / Svezia / Norvegia / Ungheria
* Fascia 3: Serbia / Islanda / Spagna / Repubblica Ceca
* Fascia 4: Slovenia / Slovacchia / Russia / Macedonia

La Serbia giocherà le sue partite nel Girone A di Belgrado, mentre per motivi di 'vicinanza geografica' la Macedonia sarà inserita nel girone B (sede a Niš), l'Ungheria in quello di Novi Sad (Girone C) e la Croazia a Vršac (Girone D).

Mondiali Femminili 2011: completate le qualificazioni europee

E' ufficiale adesso: la squadra che, quando vedremo le varie Australia e simili perdere di trenta (o giù di lì) i loro match ai prossimi Mondiali, in molti rimpiangeranno, criticando (succede sempre così...) l'IHF per il numero troppo esiguo di posti concessi alle nazionali europee è l'Ungheria. Anche se, ad essere onesti, le ragazze viste in campo nello 'scontro grandicida' che le ha viste soccombere alla Germania non si sono impegnate molto per farsi rimpiangere.

Magiare in partita solo nei primi minuti, nei quali si sono portate sul 7-5, assaporando per alcuni istanti l'ebbrezza della qualificazione. Gioia di brevissima durata: l'Ungheria è stata in seguito sommersa dalla marea tedesca, e dopo aver chiuso il primo tempo sul 14-12 a loro vantaggio, le teutoniche hanno dilagato al ritorno in campo, volando sul 20-13 ed ipotecando il trionfo. I timidi tentativi di reazione delle padrone di casa, arrivati quando tutto era perduto, non hanno cambiato minimamente i destini di una battaglia ormai segnata.

Non sono state sufficienti le parate di Katalin Pálinger - non moltissime in realtà - e neppure la vena realizzativa della 'solita' Anita Görbicz. Il leggendario portiere di Mosonmagyaróvár conclude in maniera amarissima quella che dovrebbe essere la sua ultima partita con la maglia della nazionale, mentre le dieci reti all'attivo di sabato pomeriggio dimostrano come la stella dell'Audi ETO rimanga il punto fermo su cui ripartire. A patto che le giovani promesse come Szandra Zácsik e Anikó Kovacsicz facciano meglio del poco o nulla esibito contro la Germania.

Squadra parzialmente da ricostruire, e primavera da dimenticare in fretta a Győr, dove dopo l'inaspettata eliminazione in Champions League per mano dell'Itxako è arrivata un'altra delusione. Sul lato opposto, invece, grande riscatto della Germania, che ha saputo reagire al disastro degli scorsi Europei ed evitare un nuovo tracollo dagli esiti imprevedibili. Su tutte emergono Katja Schülke (22 parate), portiere già visto all'opera, con buoni risultati, in Champions League con la maglia del Lipsia, ed il giovane e promettentissimo terzino di origine ucraina Nadja Nadgornaja, che sopperiscono anche a qualche passaggio a vuoto di Grit Jurack, fuoriclasse un po' stagionata ed incapace di brillare più di tanto in questi play-off.

Per quanto riguarda - indirettamente - la nostra nazionale, le indicazioni che arrivano dagli spareggi europei non sono troppo positive. Danimarca e Croazia, prossime rivali delle azzurre nel gruppo di qualificazione agli Europei 2012, hanno dato un'ennesima dimostrazione della loro qualità e passato agevolmente il turno. Le scandinave, già trionfatrici in Polonia all'andata, hanno bissato il successo tra le mura amiche. Ed in maniera simile, uscendo alla distanza nella ripresa dopo trenta minuti poco esaltanti.

A Randers le polacche si trovavano addirittura in vantaggio (11-9; dopo essere state a più tre) alla pausa, ma la truppa di Jan Pytlick, che ha saputo far fronte ad alcune assenze di peso, è riuscita a raddrizzare la situazione, infilando un micidiale 7-0 (da 10-12 a 17-12) ad inizio ripresa. Danimarca non perfetta, ma decisamente forte, con la giovane Camilla Dalby, appena eletta 'atleta dell'anno' dalla sua federazione, e la veterana Mette Melgaard sugli scudi.

A loro volta le croate, trascinate dalla sempre prolifica di reti Andrea Penezić, hanno amministrato senza troppi problemi il significativo margine di vantaggio (+11) acquisito nel derby d'andata contro la Serbia, resistendo all'ambiente 'ostile' di Kragujevac, tanto che la sconfitta con il minimo scarto è risultata indolore. Il 6-2 piazzato dalle ospiti nei primi dieci minuti aveva già tolto ogni speranza di rimonta alle serbe, che sono comunque riuscite a pareggiare prima dell'intervallo, ed a ribaltare l'andamento del match nella ripresa, arrivando fino sul più tre (27-24). Buona la prova di Sladjana Pop Lazić, migliore delle sue, Andrea Lekić e Sanja Damnjanović tra le fila della Serbia.

Cattive nuove, se vogliamo, pure dal Montenegro, dove la Repubblica Ceca, che a Oderzo aveva maramaldeggiato sull'Italia e sulle altre avversarie del gruppo, è stata presa nuovamente a pallonate. Umiliate (42-26) in casa all'andata, le ceche sono state sconfitte ancora in modo netto, con un 33-26 forse fin troppo clemente per Iva Zamorska e compagne: lo scarto era infatti più ampio prima che le balcaniche, ormai stra-sicure del loro trionfo, tirassero il freno a mano negli ultimi minuti. Anche senza alcun apporto da Bojana Popović, le montenegrine, con le varie Katarina Bulatović, Marija Jovanović e Jovanka Radičević a far faville, hanno dimostrato di essere ormai una realtà consolidata della scena internazionale.

Lo stesso, forse in misura minore, si può dire dell'Olanda, rivelazione degli ultimi Europei che vedremo in campo anche ai Mondiali, cui si è qualificata passando per la porta principale. Maura Visser e socie rappresentano un gruppo, maturato facendo esperienza in campionati di qualità come la Bundesliga ed ovviamente quello danese, vincente e convincente, capace di imporsi con grande autorità sulla (presunta emergente) Turchia pure in quel di Istanbul. Senz'altro un esempio positivo per l'handball europeo, da imitare, e da cui imparare, per quanto possibile.

Promossa a pieni voti anche l'Islanda, in grado di bissare con una qualificazione ai Mondiali la presenza al recente campionato d'Europa. Pur senza illudersi di ripetere la saga ed i successi mietuti in ambito maschile, anche le 'signore dei Geyser' hanno voglia di farsi notare. Ne fa le spese l'Ucraina, la cui rimonta sembrava già impossibile dopo il -19 dello scorso week-end, e che non riesce ad andare oltre un pareggio nel ritorno casalingo.

In effetti nessuna squadra è riuscita a rimediare al risultato sfavorevole del passato fine settimana. Nemmeno Macedonia e Slovenia. La prima veniva da una batosta (22-37) in terra di Spagna, ma si è comunque presa la soddisfazione di battere le iberiche a Skopje, con una buona prova di Tanja Andrejeva in particolare. Discorso qualificazione chiuso all'andata e mai riaperto: Cristina González, con le sue parate, e le altre pupille di coach Dueñas (a dire il vero un po' perplesso a fine incontro...) si erano già incaricate di spegnere ogni velleità macedone all'inizio del match di ritorno, portandosi sul 9-5 a loro favore; anche se in seguito, favorita dalle rotazioni in casa spagnola, è uscita la grinta locale, foriera della parità che segnava il tabellone all'intervallo, e di un parziale di un 5-0 negli ultimi minuti che ha regalato il successo alle balcaniche.

Più autoritaria delle spagnole è risultata la Francia, che dopo aver asfaltato (ma non troppo) la Slovenia in casa ha fatto sua pure 'gara due' in quel di Lubiana. Giochi chiusi, anche a livello del singolo incontro, già nel primo tempo, come suggerito dal 16-10 dell'intervallo. Nella frazione successiva Les Bleues, le quali hanno fatto affidamento sulle reti di Siraba Dembélé, Mariama Signaté e Amélie Goudjo, e sulle parate di Amandine Leynaud e dell'ultima arrivata Armelle Attingré (equa divisione del lavoro per i portieri, in campo trenta minuti a testa), amministrano il risultato fino al più otto della sirena. Anche per loro si prospetta un bel viaggio al caldo del Brasile.

** Campionati Mondiali Femminili 2011 - Spareggi Europa:

Montenegro - Repubblica Ceca 33-26 (16-11)
* andata 42-26

Turchia - Olanda 34-38 (16-23)
* andata 28-40

Macedonia - Spagna 24-21 (11-11)
* andata 22-37

Slovenia - Francia 20-28 (10-16)
* andata 19-28

Serbia - Croazia 31-30 (15-15)
* andata 25-36

Ucraina - Islanda 24-24 (12-13)
* andata 18-37

Ungheria - Germania 22-27 (12-14)
* andata 24-26

Danimarca - Polonia 24-19 (9-11)
* andata 23-16

Nazionali qualificate (al 12 Giugno 2011):
Brasile (Paese ospitante)
Russia (Campione in carica)
Kazakhstan (Campione Asiatico)
Corea del Sud
Giappone
Cina
Angola (Campione Africano)
Congo
Tunisia
Norvegia (Campione d'Europa)
Svezia (Argento agli Europei)
Romania (Bronzo agli Europei)
Montenegro
Olanda
Spagna
Francia
Croazia
Islanda
Germania
Australia

sabato 11 giugno 2011

Qualificazioni Mondiali Femminili. Risultati playoff Europa.

Macedonia - Spagna 24-21 (andata: 22-37)
SPAGNA qualificata ai Campionati del Mondo Femminili 2011

Turchia - Olanda 34-38 (andata 28-40)
OLANDA qualificata ai Campionati del Mondo Femminili 2011

Ungheria - Germania 22-27 (andata 24-26)

GERMANIA qualificata ai Campionati del Mondo Femminili 2011

Serbia - Croazia 31-30 (andata 25-36)
CROAZIA qualificata ai Campionati del Mondo Femminili 2011

Amichevoli: la Francia vince ancora, ma l'Argentina esce a testa alta ...

Due su due. La Francia (non troppo) 'sperimentale' di Claude Onesta, che ben inserisce i giovani Luka Karabatic e Kévynn Nyokas (il terzino destro parigino sembra aver convinto...) ma poi quando il gioco si fa duro fa sempre affidamento sui 'senatori', conquista anche la seconda amichevole, disputata la scorsa notte, in terra d'Argentina. Dopo Almirante Brown, Les Experts espugnano anche il 'Luna Park' di Buenos Ayres, per quanto, come suggerito dal punteggio finale (34-31), i sudamericani non abbiano certamente sfigurato.

Buona la reazione argentina dopo un primo tempo dominato dai francesi (trascinati dal ... 'pivot' Nikola Karabatic, la cui connessione con il neo-campione d'Europa Cédric Sorhaindo pare funzionare a meraviglia), con il tabellone che segnava un impietoso 17-10 a metà gara; ma il vantaggio francese era andato persino in doppia cifra.

Tra aggiustamenti in difesa, prodezze fra i pali del 'Negro' García e reti in serie - inclusa una tripletta di Agustín Vidal - l'albiceleste torna a meno due (19-21) quando Fede Fernández mette la sua firma dai sette metri al 43°. Ed ha in mano anche la palla del meno uno, ma non ne approfitta.

La 'remontada' argentina si ferma lì. Con William Accambray sugli scudi, la Francia va nuovamente in fuga, e portandosi sul 28-22 mette di fatto le mani sull'incontro. Ancora una volta, però, gli uomini di Eduardo Gallardo, non a caso soprannominati 'Los Gladiadores', mettono in mostra carattere da vendere e dimezzano il passivo negli ultimi minuti.

L'allenatore argentino può comunque trarre indicazioni positive dalla doppia sfida di questa settimana, anche in prospettiva dei quasi imminenti Giochi Panamericani. Lo stesso discorso vale, a maggior ragione, per i transalpini, che usciti vincitori dai palazzetti 'gauchos' adesso si godranno un meritato week-end di vacanza alle cascate di Iguazù.

Europei Maschili 2012: tra oggi e domani si completano le qualificazioni

Ecco il programma dell'ultima giornata dei gruppi di qualificazione ai prossimi campionati europei maschili di pallamano (Serbia 2012). Tutti gli incontri avranno luogo nella giornata di Domenica, tranne quelli del Gruppo 6, che chiuderà i battenti già oggi.

Ungheria, Croazia, Spagna, Slovacchia, Svezia, Germania, Norvegia, Russia e Danimarca hanno prenotato in anticipo un posto sull'aereo per Belgrado, dove li attenderanno i padroni di casa e la Francia detentrice del titolo. Si lotta ancora per gli ultimi posti disponibili, con la Macedonia in posizione privilegiata rispetto all'Estonia, e lo stesso discorso vale per la Repubblica Ceca nei confronti della Grecia. Più incerto il Girone 3, con nessuna squadra già qualificata e tre nazionali ancora in gioco, per quanto la Polonia si trovi in posizione invidiabile e il Portogallo in una situazione non facile; ma il loro scontro diretto può cambiare tutto.

Parlando di scontri diretti decisivi, il match di cartello è sicuramente quello in programma domani sera alla Laugardalshöll di Reykjavik, dove (nel girone 'mancato' dall'Italia) la bella favola dell'Islanda che ngeli ultimi anni ha stupito l'Europa e il Mondo rischia di subire un brusco stop: i nordici sono obbligati a sconfiggere l'Austria se vogliono passare il turno.

La sfida da ultima spiaggia tra islandesi ed austriaci sarà visibile in diretta streaming sul 'solito' portale ehftv.com, ma anche sul canale satellitare ORF Sport Plus (TW1), satellite Astra 19.2° Est. Germania e Lettonia saranno invece in diretta su Eurosport tedesco. Diretta web sul portale dello Schweizer Sport Fernsehen per Danimarca e Svizzera. Pure Macedonia e Bosnia-Erzegovina vedranno il loro incontro trasmesso sui rispettivi canali nazionali.

Gruppo 1 (Domenica 12 Giugno)
12:15 Ungheria (10 punti) - Estonia (4)
20:15 Macedonia (5) - Bosnia (1) BHT1 / A1 Macedonia

Gruppo 2 (Domenica 12 Giugno)
18:00 Croazia (10) - Lituania (4)
18:00 Spagna (6) - Romania (0)

Gruppo 3 (Domenica 12 Giugno)
14:45 Polonia (7) - Portogallo (5)
16:30 Slovenia (6) - Ucraina (2)

Gruppo 4 (Domenica 12 Giugno)
16:00 Slovacchia (8) - Montenegro (2)
18:15 Svezia (8) - Israele (2)

Gruppo 5 (Domenica 12 Giugno)
15:00 Germania (7) - Lettonia (0) Eurosport Germania
18:30 Islanda (6) - Austria (7) ehftv.com / ORF

Gruppo 6 (Sabato 11 Giugno)
15:00 Repubblica Ceca (6) - Olanda (1)
16:15 Norvegia (8) - Grecia (5)

Gruppo 7 (Domenica 12 Giugno)
15:00 Russia (8) - Bielorussia (4)
16:50 Danimarca (8) - Svizzera (0) Schweizer Sport Fernsehen

venerdì 10 giugno 2011

Mondiali femminili: da oggi il ritorno dei play-off Europei

Tra oggi e domenica, tornano in campo le nazionali femminili impegnate nei play-off europei di qualificazione ai Campionati del Mondo in programma in Brasile il prossimo Dicembre.

Si parte questa sera con una pura formalità: il Montenegro che ha già asfaltato la Repubblica Ceca (42-26) in trasferta festeggerà tra le mura amiche la prima, storica qualificazione al Campionato del Mondo: un meritato premio per il pubblico dello Sportski Centar Ada di Pljevlja, poco abituato, a differenza di quello della più celebre Morača di Podgorica, ad eventi di tale portata.

Anche la maggior parte delle altre disfide sembra già decisa, o quasi, dopo i primi sessanta minuti. Aspettando le azzurre nel (per noi proibitivo, inutile illudersi ...) girone di qualificazione agli Europei 2013, Danimarca e Croazia hanno prenotato un biglietto sul volo per il Brasile. Le prime 'facendo scalo' in Polonia, dove si sono imposte d'autorità (23-16) sulla nazionale locale, a dispetto degli infortuni di due pedine importanti quali Lærke Møller e Line Jørgensen; ma coach Pytlick ha un'infinità di frecce al proprio arco, per cui le scandinave non ne hanno risentito più di tanto, emergendo alla distanza dopo un primo tempo equilibrato, ed alla fine non lasciando nemmeno le briciole alle avversarie. Il match che chiuderà la serie dei play-off, domenica sera a Randers, sancirà, a meno di cataclismi, il passaggio del turno per le ragazze in bianco e rosso.

A sua volta la Croazia ha sconfitto nettamente la Serbia nel derbyssimo balcanico, scavando tra sè e le avversarie un solco (undici reti) in teoria utilissimo a metterla al riparo anche dall'ambiente 'caldo' e non certo amichevole che troverà domani sera a Kragujevac.

A metà dell'opera, e forse oltre, pure l'Olanda che, trascinata da Maura Visser, ha confermato le buone impressioni degli ultimi Europei rifilando alla Turchia ben quaranta reti. Ad Istanbul dovranno mettercela davvero tutta per ribaltare il pesante meno dodici dell'andata. Ad un'impresa ancor più proibitiva è chiamata la Macedonia, umiliata (37-22) ad Elche lo scorso week-end. La Spagna ha già un piede e mezzo in Brasile, ma dovrà comunque guadagnarsi il biglietto sul non facile campo di Skopje.

L'Islanda ha fatto addirittura meglio, arrivando a 'doppiare' la malcapitata Ucraina. Una generosa Anastasia Pidpalova (autrice di 12 dei 18 goal della sua squadra!) non è bastata ad evitare il tracollo delle slave; con il +19 dell'andata, la storica qualificazione delle nordiche, rappresentanti di un movimento che dopo i fasti maschili sembra ormai deciso a farsi strada pure tra le donne, è ormai in cassaforte, e si concretizzerà domenica pomeriggio. Qualche speranza in più rimane alla Slovenia, battuta nettamente in Francia ma con un divario (9 lunghezze) che, se domenica a Lubiana le padrone di casa tirassero fuori dal cilindro una grande partita, risulterebbe (magari) colmabile.

L'unica battaglia dall'esito assolutamente incerto, a questo punto, rimane quella fra Germania ed Ungheria. Due compagini dalle grandi tradizioni; una di loro resterà forzatamente lontana dal Brasile. Il successo tedesco all'andata è troppo esiguo (26-24) per affrontare, domani alle cinque e mezza del pomeriggio, la prevedibile bolgia di Györ con la dovuta sicurezza. Ribaltare il risultato di gara uno non sarà impresa impossibile per le magiare, che avranno comunque bisogno di una Anita Gorbicz più incisiva di quanto lo sia stata nei primi sessanta minuti, in cui è andata in rete appena una volta.

* Venerdì 10 Giugno 2011 (h. 20:15, Pljevlja):
Montenegro - Repubblica Ceca (andata: 42:26)

* Sabato 11 Giugno 2011 (h. 17:00, Istanbul):

Turchia - Olanda (andata: 28:40)
* Sabato 11 Giugno 2011 (h. 17:30, Györ):
Hungary - Germany (andata: 24:26)
* Sabato 11 Giugno 2011 (h. 18:00, Kragujevac):
Serbia - Croazia (andata: 25:36)
* Sabato 11 Giugno 2011 (h. 20:15, Skopje):
Macedonia - Spagna (andata: 22:37)

* Domenica 12 Giugno 2011 (h. 14:00, Lubiana):
Slovenia - Francia (andata: 19:28)
* Domenica 12 Giugno 2011 (h. 16:30, Uzhgorod):
Ucraina - Islanda (andata: 18:37)
* Domenica 12 Giugno 2011 (h. 20:15, Randers):
Danimarca - Polonia (andata: 23:16)

Europei Maschili 2012: anche Spagna e Slovacchia alla fase finale.

Spagna e Slovacchia si uniscono al lotto delle nazionali qualificate agli Europei maschili di Serbia 2012. Entrambe hanno conquistato il loro obiettivo grazie ai risultati positivi ottenuti in trasferta giovedì pomeriggio.

Gli iberici si impongono in Lituania in una gara il cui punteggio finale (16-25) è fin troppo eloquente riguardo al predominio delle difese rispetto agli attacchi. Gli uomini di Valero Rivera trovano inizialmente difficoltà a superare le 'barricate' dei padroni di casa, tra i quali spicca il portiere Aistis Pazemeckas, ma al tempo stesso la loro 6-0 chiude efficacemente la via del goal ai baltici, che riescono a segnare appena tre volte in sedici minuti circa, con il terzino destro Aidenas Malasinskas incapace di offrire il contributo sperato dal pubblico di Vilnius. Sono invece contropiedi e reti dall'ala a spianare la strada agli spagnoli, i quali arrivano alla pausa con un (più o meno) comodo vantaggio di cinque lunghezze: 6-11.

La scarsa prolificità di entrambe le formazioni, unita alla durezza della fase difensiva locale, spesso punita dagli arbitri, caratterizza anche la prima parte della ripresa, ma il vantaggio ospite non smette di crescere: 16-8 al 41° minuto, diventato poi 20-11 intorno al 49°. L'ultimo spezzone di gara è solo una formalità per i vari Víctor Tomás e Roberto García Parrondo (quest'ultimo timbra la rete avversaria parecchie volte), che si 'limitano' a condurre in porto la vittoria e guadagnarsi il biglietto per Belgrado e dintorni. Niente premio invece per la generosità di Vaidas Drevinskas, top scorer dei suoi.

I giochi del Gruppo 2 si chiudono con un turno di anticipo: la Spagna vola a quota sei e raggiunge la Croazia (dieci punti) sull'aereo per la Serbia, mentre la Lituania (4 punti) si unisce alla Romania, sempre sconfitta, nel gruppo delle deluse.

** Lituania - Spagna 16-25 (6-11)
Lituania: Pazemeckas, Rasimas; Rackauskas (3, 2 rig.), Eitutis (2), Sabonis (0), Cepulis (2), Grosas (0), Malasinskas (1), Pleta (0), Strazdas (3), Novickis (1), Bernatonis (0), Svedas (0), Stankevicius (0), Drevinskas (4), Babarskas (0)
Spagna: Hombrados, Sierra; Víctor Tomás (3), Gurbindo (2), Raúl Entrerríos (1), Romero (3, 2 rig.), Juanín García (2), Garabaya (2), Roberto García Parrondo (5), Montoro (1), Sarmiento (2), Cañellas (1, 1 rig.), Antonio García (1), Morros (0), Ugalde (2), Baena (0)

Parziali: 1-3, 3-3, 3-5, 3-7, 5-9, 6-11 (Fine p.t.), 6-12, 8-15, 11-16, 11-20, 15-23, 16-25 (Finale).

Come già accennato, buone nuove anche per la Slovacchia, che passa il turno grazie al successo in terra di Israele. Un punto era sufficiente a Martin Stranowsky (che mette la firma su una mezza dozzina di goal) e compagnia, ma gli slavi hanno voluto 'strafare', andando a vincere per 31-27 e raggiungendo la Svezia al comando del Girone 4 - otto punti per entrambe, seppure i confronti diretti favoriscano gli scandinavi.

Il successo è maturato in buona parte grazie all'ottima partenza degli ospiti, subito avanti 12-5 (min. 18); Israele abbozza una reazione e torna a meno due (11-13), prima che un nuovo allungo slovacco verso la fine del tempo sigilli il 12-17 dell'intervallo. I vari Chen Pomeranz (otto reti) e Avishay Smoler (sette goal per l'ala destra del Lemgo), 'stelle' israeliane della Bundesliga, non gettano la spugna, tanto che i padroni di casa rimangono in scia agli avversari fino al 20-22; poi però una nuova accelerazione toglie definitivamente ogni dubbio sul vincitore: la Slovacchia scappa sul 25-20 e chiude di fatto l'incontro ed il discorso-qualificazione. La sfida di domenica prossima contro il Montenegro sarà solo una grande festa.

** Israele - Slovacchia 27-31 (12-17)
Israele: Pomeranz 8, Smoler 7, Halifi 4, Rosental 4, Shimoni 2, Langlieb 1, Nathan 1, Birenbaum, Cohen, Kappon, Luzon, Meirovich, Neeman, Ran, Rosental, Yaakov
Slovacchia: Stranovsky 6, Antl 5, Kukucka 5, Szabo 4, Petro 3, Rabek 2, Urban 2, Kopco 1, Mikeci 1, Valo 1, Volentics 1, Balaz, Duris, Mazak, Paul, Stochl