lunedì 23 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Lunedì 23 Gennaio. Svezia e Danimarca all'ultima spiaggia.

Un campionato europeo ancora senza padroni, dove per il momento regnano incertezza ed equilibrio (ne sono testimonianza i vari pareggi e/o match finiti in volata con minimi scarti), si appresta ad emettere alcuni verdetti senza appello. La seconda giornata del gruppo I del Main Round potrebbe sancire la definitiva eliminazione di una o più squadre.

Ci riferiamo in particolare a due 'grandi nomi': Svezia e Danimarca. Le potenze scandinave, semifinaliste ai Mondiali di appena dodici mesi fa (i danesi giunsero fino alle soglie dell'oro), non hanno convinto molto nella prima fase del torneo, e pur smuovendo le rispettive classifiche i loro debutti alla Beogradska Arena non sono riusciti a cancellare le perplessità. Entrambe si trovano a quota due in classifica, e le sfide odierne alle capoliste Serbia e Germania hanno il sapore dell'ultima spiaggia.

Tocca prima ai danesi, che dopo la vittoria in extremis sulla Macedonia trovano sulla loro strada un avversario ben conosciuto come i teutonici. Non solo in quanto fuoriclasse tipo Hans Lindberg o Thomas Mogensen militano nella Bundesliga, ma anche per i molti confronti diretti. Come nell'edizione 2004, quando la Germania, nella corsa al suo fino adesso unico oro continentale, finì con l'abbattere pure l'ostacolo Danimarca. Oppure quattro anni più tardi, a ruoli invertiti: scandinavi vincitori sui loro dirimpettai e poco dopo proclamatisi campioni d'Europa.

La tenzone più recente risale a due mesi fa, quando Martin Heuberger debuttò sulla panchina della 'Mannschaft' tedesca con una sconfitta. Oggi però sarà una sfida assai diversa per molte ragioni. Un'altra sfida imprevedibile in un torneo imprevedibile, secondo il non-pronostico dell'altro allenatore di scena, Ulrik Wilbek. Quest'ultimo si è anche detto pentito di non aver conovocato prima Bo Spellerberg, che al rientro in nazionale dopo l'infortunio ha subito offerto una grande prestazione, per quanto il vero trascinatore della 'landshold' di Copenaghen e dintorni rimanga sempre lui: la grande stella Mikkel Hansen. Le bordate del ragazzone nordico saranno necessarie per far cadere il muro tedesco e rimanere in corsa.

Gli svedesi, pure obbligati a vincere, dovranno vedersela con i padroni di casa ed il pubblico della Beogradska Arena. Quasi una 'rimpatriata' per Dalibor Doder, centrale scandinavo di origini serbe. Ma anche una sfida tra due squadre in cerca di riscatto dopo aver dilapidato vantaggi significativi nel turno di sabato. Impressionante l'incapacità svedese di conservare il +11 dell'intervallo. Balcanici e vichinghi si sono affrontati pure nello scorso Campionato del Mondo, però sul campo dei secondi, che fecero bottino pieno (28-24). Ad un anno di distanza, Momir Ilić e connazionali sono determinati a 'restituire il favore' nel match 'di ritorno'. Interessante il 'derby di Kiel' proprio tra Ilić ed il fuoriclasse Kim Andersson. L'altro elemento-chiave dei padroni di casa, Marko Vujin, entrerà nel gruppo delle 'Zebre', attualmente in testa al campionato tedesco, solo nella prossima stagione.

Chiudiamo con ... l'incontro di apertura. La Polonia protagonista della storica rimonta contro la Svezia affronta la Macedonia, a sua volta lasciatasi raggiungere e superare dai danesi nel turno precedente, raccogliendo meno di quanto seminato. Seppure, in pratica, siano fuori dai giochi per le semifinali, i macedoni continueranno a far conto sui loro spettacolari tifosi e sulle prodezze di Kiril Lazarov, a cui se possibile affiancare il pivot Stoilov ed altri elementi in giornata positiva. E magari sul precedente datato Mondiali 2009, quando nella vicina Croazia i balcanici vinsero il confronto diretto per 30-29. Stavolta però dovranno verdersela con la straordinaria combattività dei polacchi, consapevoli dell'obbligo di fare risultato per rimanere in corsa a dispetto di infortuni e assenze rilevanti.

Gruppo I (Beogradska Arena) - 2a Giornata
** h. 16:20: POLONIA - MACEDONIA
** h. 18:20: DANIMARCA - GERMANIA
** h. 20:20: SERBIA - SVEZIA

Classifica dopo la 1a Giornata
1. Germania 5 p. 2-1-0 (74-68) +6
2. Serbia 5 p. 2-1-0 (67-61) +6
---------------------------------
3. Polonia 3 p. 1-1-1 (74-77) -3
4. Danimarca 2 p. 1-0-2 (81-83) -2
5. Svezia 2 p. 0-2-1 (79-84) -5
6. Macedonia 1 p. 0-1-2 (81-83) -2

Diretta TV di Danimarca - Germania sul canale pubblico tedesco ZDF, mentre la privata Sport 1 (satellite Astra) mostrerà sia Polonia - Macedonia alle 16:20 che Serbia - Svezia in serata, con al termine gli highlights della sfida tra tedeschi e danesi. Sintesi dell'intera giornata dalle ore 23:00 alle 23:15 circa su Eurosport 2 tedesco (non visibile gratuitamente in Italia).

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento, dove si possono trovare anche i video 'on demand' degli incontri precedenti; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

IHF/EHF Challenge Trophy: a Belgrado c'è gloria anche per la Moldavia!

Sabato scorso, a margine delle sfide inaugurali del Main Round degli Europei maschili, si è giocata alla Beogradska Arena la finale dell'IHF/EHF Challenge Trophy, con vittoria della Moldavia, che ha prevalso sulle Isole Far Oer con il punteggio conclusivo di 30-28 (p.t. 15-9).

Come suggeriscono i tabellini, primo tempo dominato dagli ex-sovietici, con Anatolii Butov sugli scudi (cinque reti in mezz'ora, l'ultima a fil di sirena, poi altre due nel secondo tempo) ed il portiere Valeriu Erhan a fare buona guardia, coadiuvato da una difesa tosta. Troppi errori, invece, da parte scandinava.

Tutto resta più o meno uguale al rientro in campo, poi i nordici abbozzano una sorta di reazione ma riescono soltanto a ridurre il gap a 23-28 con cinque minuti da giocare. Fino a quando, trascinati da un Danjel Torgard finito in doppia cifra nel tabellino marcatori, hanno un improvviso scatto d'orgoglio nell'ultima fase di gara e si portano a meno due.

Ma ormai è troppo tardi: Erhan nega a Runi Hojgaard la gioia dell'ultimo goal ed i moldavi possono iniziare la festa, con tanto di premiazione effettuta dal gran capo dell'EHF, il norvegese Tor Lian, e da Miguel Roca Mas in rappresentanza dell'International Handball Federation. Grazie a questo trionfo la Moldavia si qualifica, come rappresentante europeo, all'IHF Intercontinental Trophy, dove sfiderà i campioni dei vari Challenge Trophy degli altri continenti.

Serghei Costin (terzino destro Moldavia): 'Alla fine di questa partita mi sento incredibilmente felice ed orgoglioso della mia squadra. Era la prima volta che disputavo l'IHF/EHF Challenge Trophy e vincerlo immediatamente è qualcosa che potevo soltanto sognarmi. Da noi i palazzetti sono piccoli, ed abitualmente giochiamo davanti a 200 spettatori; niente di paragonabile ad un luogo come la Beogradska Arena. Mi piacerebbe diventare un giocatore professionista di pallamano, e lavorerò sodo per riuscirci'.

Johan á Plógv Hansen (terzino sinistro Isole Faroer, foto in alto): 'Per me e per la mia squadra disputare la finale dell'IHF/EHF Challenge Trophy è un sogno avveratosi. Non avevamo mai giocato in un'arena con 20.000 posti a sedere, è stata una sensazione incredibile! Durante questo torneo abbiamo imparato molto, e adesso non vediamo l'ora di vedere all'opera alcuni tra i migliori giocatori del mondo. Sogno di poter giocare, qualche giorno, contro stelle del genere'.

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Croazia ed Ungheria KO, la Francia torna in corsa.

Questi Campionati Europei non riescono proprio a non stupire, non riescono proprio a non emozionare. Battaglie incerte fino all'ultimo, presunte sicurezze andate in fumo in un attimo, sono ormai all'ordine del giorno. Dopo i fuochi d'artificio di sabato sera, anche le gare di apertura del secondo gruppo del Main Round, in quel di Novi Sad, hanno offerto i loro bravi spunti pirotecnici.

A cominciare dalla sfida tra Ungheria ed Islanda, in grado di sovvertire molte impressioni lasciate dalla prima fase. Magiari in grande crescita e pericolosissimi? Islandesi lontani dalla passata forma 'olimpica? Il confronto diretto fa carta straccia di ogni valutazione. I nordici si impongono con un netto 27-21 che li tiene in corsa per le semifinali, mentre le ambizioni di coach Mocsai e del suo gruppo ne escono ridimensionate.

Alla SPENS Hall si parte con il pubblico delle grandi occasioni, sempre a stragrande maggioranza ungherese. L'equilibrio dura una ventina di minuti, caratterizzati da pochi goal e fasi difensive efficaci, con due fra i maggiori protagonisti dell'incontro a mettersi in evidenza. Il centrale Gábor Császár perfora tre volte la difesa rivale, ma in campo islandese Björgvin Páll Gustavsson fa comunque ottima guardia: il portiere del Magdeburgo sarà tra i maggiori artefici di un successo del quale l'Islanda getta le basi, anche grazie ad opportuni cambi effettuati da mister Gudmundsson, a cavallo tra i due tempi.

Il primo, fra pali, errori, parate avversarie e palle perse, vede l'Ungheria finire sotto per 10-14 (parziale di 2-6 negli ultimi minuti). Il secondo inizia ancora peggio: ben sei 'cecchini' diversi colpiscono la rete magiara, e portano l'Islanda sul 20-13 dopo 39 minuti. I tifosi con le bandiere bianco, rosso e verdi non smettono di incitare Ferenc Ilyés, Roland Mikler e gli altri loro connazionali. Il primo firma una tripletta in pochi minuti, il secondo torna a difendere la sua porta egregiamente, ma ormai è troppo tardi: ogni accenno di 'riscossa' viene tenuto a bada dagli islandesi, attenti a non lasciarsi sfuggire due punti di importanza capitale. Con pieno merito di Gudjón Valur Sigurdsson ed Aron Pálmarsson, a segno cinque volte ciascuno, e di un Gustavsson abbastanza diverso dal portiere-gruviera (non) ammirato due giorni prima.

La rimonta mancata all'Ungheria riesce alla Francia, che dopo essere finita più volte sull'orlo del baratro ottiene una soffertissima vittoria sulla Slovenia dei 'debuttanti terribili' e sale a quota due in graduatoria, evitando una clamorosa uscita dai giochi anticipata. La gara si mette male dal principio per i francesi, sempre costretti ad inseguire, anche da distanze notevoli come il meno quattro (4-8) materializzatosi al tredicesimo, a cui non sono estranei due giocatori del campionato transalpino: Dragan Gaijć ed il portiere Primoz Prost del Montpellier, entrambi apparsi molto più in palla del famosissimo, e ben marcato, compagno di club Nikola Karabatic. Gli sloveni conservano il vantaggio fino all'11-7, ma qualche pasticcio in attacco rovina tutto: Luc Abalo, un combattivo Xavier Barachet e lo stesso Karabatic li puniscono rapidamente, e la Francia ritrova la parità, cancellata da Jure Golenec appena prima dell'intervallo (14-15 dopo mezz'ora).

William Accambray impatta di nuovo alla ripresa del gioco, ma quando ti aspetti, finalmente, la zampata dei Campionissimi, escono ancora gli sloveni: Luka Žvižej, implacabile dall'ala sinistra ed in contropiede, più il solito Gajić firmano un interessante 19-17 ai due terzi dell'incontro. Stavolta però i Bleus non hanno alcuna intenzione di lasciarli scappare: Abalo, Barachet e Bertrand Gille ribaltano addirittura la situazione, con la complicità dei due minuti rifilati ad Uroš Zorman: incredibile ma vero, dopo tante peripezie la Francia arriva all'ultimo quarto d'ora in vantaggio.

Un'altra sospensione (a Peter Pucelj), propizia il +2 (24-22) che sembra mettere al sicuro la vittoria. E invece no. Žvižej con una doppietta emette un nuovo acuto sloveno, ma è davvero l'ultimo: gli uomini di Boris Denić sono in riserva, riescono a fermare gli avversari soltanto con le 'cattive' e fanno incetta di penalità. A sancire il trionfo dei galletti è l'ultimo arrivato, quel Samuel Honrubia reduce da un infortunio e chiamato in sostituzione dell'altro acciaccato Guigou. Tempo di trasformare il 27-25 nel 28-26 di fine partita, ed i francesi possono esultare per lo scampato pericolo.

Nel prossimo turno, la Francia è attesa dalla Croazia in un remake di 'antiche' battaglie fino a poco tempo fa valide per titoli e medaglie, e adesso ridotte a spareggio-qualificazione per le semifinali. I croati, usciti dalla prima fase a pieni punti, non approfittano degli altri risultati e perdono un'occasione d'oro, oltre alla sfida con la Spagna, la cui difesa, soprattutto nel secondo tempo, si dimostra chiave di volta del successo. Anche lo scontro al vertice del girone è intenso ed avvincente, e deciso soltanto negli ultimi minuti. Partenza doppiamente ingannevole: il 4-1 piazzato dalla selección fa credere ad una passeggiata iberica, le sette reti di fila (molte in contropiede, grazie ad Alilović) avversarie che seguono illudono i tanti fans balcanici presenti. Gli uomini di Valero Rivera riescono a non lasciarsi travolgere dal tornado croato, e rimangono in qualche modo a galla, pur arrivando all'equatore del match tre reti (11-14) dietro Manuel Strlek e compagni.

I nove marcatori diversi in campo iberico testimoniano la potenzialità della loro rosa, che però ha bisogno di qualcuno in grado di segnare con continuità. Ci pensano Dani Sarmiento ed il folletto Victor Tomás: il duo del Barcellona firma il pareggio a quota sedici, ottenuto al 38° anche in virtù delle parate di Juan Manuel Sierra, MVP di giornata, ed a dispetto dei numeri del portiere avversario. Comincia una nuova fase, con la Spagna (tra cui va segnalata anche l'ottima prova di Viran Morros) pronta a reagire ad ogni nuovo affondo rivale e addirittura a trovare il vantaggio dopo tre reti di fila.

Iberici ormai esaltati, l'inerzia del match è dalla loro parte, l'ultima parità ristabilita da Ivan Čupić non serve a nulla: il giovane Jorge Maqueda e Joan Cañellas (con un goal al limite del passivo) assicurano la vittoria, alla fine meritata, di una squadra che sa emergere anche in palazzetti ostili, ed a questo punto, con la sua entrata nella lotta finale per le medaglie ormai ad un passo, diventa forse la pretendente numero uno al titolo.

Pur sempre in un torneo dove, lo abbiamo già detto e ripetuto, sorprese e pronostici ribaltati sono la norma...

Main Round: Gruppo 2 - Risultati 1a Giornata
** Islanda - Ungheria 27-21 (14-10)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Francia - Slovenia 28-26 (14-15)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Spagna - Croazia 24-22 (11-14)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 1a Giornata
1. Spagna 5 p. 2-1-0 (77-72) +5
2. Croazia 4 p. 2-0-1 (84-82) +2
---------------------------------
3. Ungheria 3 p. 1-1-1 (71-74) -3
4. Islanda 2 p. 1-0-2 (88-86) +2
5. Slovenia 2 p. 1-0-2 (89-91) -2
6. Francia p. 1-0-2 (77-81) -4

domenica 22 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: anteprima gare di Domenica 22 Gennaio.

La seconda fase del torneo è ai nastri di partenza anche nel gruppo di Novi Sad. Match di cartello della giornata è senza dubbio la tradizionale sfida tra Spagna e Croazia, un classico dell'handball maschile di alto livello che qualcuno già vede come anticipo della finalissima di Domenica 29. Una vittoria nello 'scontro fra titani' in programma alle ore 20:10 spedirebbe i croati alle soglie dalle semifinali, ma la posta in gioco è altissima anche e soprattutto per gli iberici, i quali partono con un punto in classifica meno degli avversari. Sbagliare non comprometterebbe tutto, ma è comunque sconsigliato.

Alla finestra c'è l'Ungheria, sorpresa positiva delle fase iniziale, e mina vagante per entrambe le 'grandi favorite' del gruppo. I magiari, che come al solito potranno contare sull'apporto di numerosissimi fans sulle gradinate, questa volta hanno il pronostico dalla loro contro l'Islanda, qualificatasi a fatica e con il 'contributo' degli avversari nella sfida con la Slovenia. Nordici lontani dalla forma che li ha portati sul podio di manifestazioni importanti, e ad un passo dall'eliminazione, però sempre in grado di dare qualche zampata. L'Ungheria gagliarda contro Spagna e Francia, ma bloccata sul pari dalla Russia, deve fare attenzione ...

E' strano non includere più la Francia tra i grandi favoriti, ma questo è quanto ha detto la prima fase: due K.O. su tre gare hanno portato Les Experts sull'orlo di una clamorosa uscita di scena anticipata. Che potrebbe diventare ormai certa in caso di sconfitta nel match odierno con la Slovenia, a sua volta giunta al Main Round con due punti in dote ... grazie alle due reti subite nel finale del match con l'Islanda (paradossale ma vero)!! I transalpini ci sembrano ad ogni modo in grado di superare gli sloveni, e quantomeno ritardare la loro eliminazione.

Main Round - Gruppo 2: 1a Giornata
(NOVI SAD, SPENS HALL)

** h. 16:10 Ungheria (3 punti) - Islanda (0)

** h. 18:10 Francia (0) - Slovenia (2)

** h. 20:10 Spagna (3) - Croazia (4)

Dirette TV sul canale tedesco Sport 1.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: Main Round partito con tre battaglie incredibili.

Persino in una serata che, a livello di classifica, non cambia quasi nulla, lasciando le gerarchie sostanzialmente immutate, questo avvincente torneo regala emozioni a raffica. Il pubblico della capitale serba, trasferitosi per l'occasione dalla Pionir Arena alla più grande Beogradska Arena, assiste ad un trittico di partite spumeggianti, quasi in fotocopia, nel turno inaugurale del Main Round.

Apre le danze la straordinaria impresa della Polonia che, sotto di undici reti (9-20) all'intervallo contro la Svezia, mette in scena un'incredibile rimonta riuscendo ad agguantare i rivali all'ultimo minuto. Lo score finale (29-29) suona beffardo per i vichinghi, avanti dall'inizio sino a 35 secondi dal termine, e permette alla truppa di mister Wenta di salvare un punto, salendo a quota tre in graduatoria. Già dopo dieci minuti, con il tabellone a segnare il 7-1 pro-Svezia ('colpa' in particolare dell'ala sinistra Henrik Lundström e dei disastri dell'attacco 'made in Polonia') nessuno avrebbe immaginato un simile esito; tanto meno alla fine del primo tempo, cui si arriva con gli scatenati gialloblu a tormentare in serie i poveri Marcin Wichary e Piotr Wyszomirski. Netto il contrasto fra loro ed un Andreas Palicka ottimale nella porta svedese.

Il vento cambia totalmente nella ripresa. Il poker di reti consecutive in apertura, che obbliga Steffan Olsson a chiamare time-out, ne è prima avvisaglia. Il minuto di sospensione permette ai nordici di ritrovarsi, ed anche se Bartlomiej Jaska, MVP e top scorer degli est-europei, continua a martellarli, il gap rimane notevole: 25-19 a una quarto d'ora dalla fine. A quel punto giunge la seconda ondata polacca, che sommerge ogni speranza di vittoria avversaria. Trascinata da Michal Jurecki, la nazionale di Varsavia si avvicina alla preda, e la agguanta nei minuti finali, quando la Svezia non indovina più nulla in fase offensiva. L'onore di firmare il pareggio-beffa, e mandare in visibilio i propri tifosi, spetta ad Adam Wisniewski, ala sinistra del Wisla Plock.

Risultato 'bizzarro' anche nella gara successiva, protagoniste Danimarca e Macedonia. Spinti dal solito tifo straordinario, i balcanici volano sulle ali dell'entusiasmo e, dopo un botta e risposta lungo un quarto d'ora fra le due squadre, infilano un parzialone di dieci a quattro, trampolino di lancio per il massimo vantaggio dell'incontro intero (19-13). Responsabile numero uno, ovviamente, è Kiril Lazarov, bravo a martellare senza sosta la difesa scandinava. Peccato (dal punto di vista macedone) per quel finale di tempo in cui 'Kire' si prende una pausa e la Danimarca dimezza il margine. Si torna negli spogliatoi sul 19-16.

Il cannoniere dell'Atlético Madrid timbra di nuovo il cartellino al rientro in campo, con una tripletta in 15 minuti: però adesso mettere il pallone alle spalle di un Niklas Landin finalmente in forma è molto più complicato. Il giovane portiere nordico, ben assistito dalla difesa, spinge alla rimonta, che arriva dopo un goal del pivot Toft Hansen: 23 pari a metà secondo tempo, ora è tutto da rifare. L'orda vichinga non si arresta qui: sale in cattedra uno stratosferico Mikkel Hansen, che risponde da par suo all'altro 'martello' (quel Lazarov improvvisamente calato, al pari dei suoi compagni) e con un pokerissimo di reti porta la Danimarca avanti nello score.

Ribaltone definitivo? No!! La Macedonia è squadra guerriera, e torna a colpire. Il solito implacabile Lazarov, che vincerà il personalissimo scontro fra titani con Hansen (13 reti a 12 per il balcanico) firma il contro-pareggio, con addirittura possibilità di contro-sorpasso all'ultimo minuto. Quando si consuma il dramma: 5 secondi al termine, palla al solito 'Kire', il suo tiro rimbalza sulla gamba di Landin e termina in mano danese; contropiede lanciato, e finalizzato all'ultimo istante da Hans Lindberg. Esplosione di gioia per gli scandinavi: i due punti li salvano dal baratro e permettono a Bo Spellerberg (buona prova per il centrale appena rientrato da un infortunio) e compagni di mantenere qualche piccola opzione per il raggiungimento delle semifinali. Delusione per squadra e pubblico macedone che, come contro la Germania, escono da una grande gara a testa alta ma a mani vuote, raccogliendo meno di quanto avrebbero meritato. Ancora una volta gli ultimi, decisivi secondi non sorridono agli uomini di coach Shundovski.

Rimonta finale con pareggio in extremis pure nell'ultima gara della serata: lo scontro al vertice tra Serbia e Germania, vincitrici dei rispettivi gruppi ed arrivate al Main Round con il massimo dei punti disponibili. Una divisione della posta che accontenta di più i tedeschi, bravi a raddrizzare una partita compromessa nella prima parte. L'inizio serbo è travolgente: quattro goal in sei minuti, mentre la Germania non ne azzecca una contro un grande Darko Stanić e l'arcigna difesa locale. Superate le difficoltà dell'impatto, alle quali non era estraneo l'ambiente creato dai tifosi sugli spalti, la Germania torna in partita, soprattutto grazie ad Holger Glandorf. Ma nei sette minuti precedenti l'intervallo la Serbia ruggisce di nuovo, con il capitano Momir Ilić, micidiale dai sei come dai nove metri, a timbrare per cinque volte la rete avversaria.

Il 12-7 di metà gara viene persino migliorato al rientro in campo: 15-8 al 34°. Nove minuti sciagurati, però, riaprono i giochi: Glandorf, Roggisch e Gensheimer riportano gli ospiti ad un'incollatura (17-16) con un quarto d'ora di battaglia rimasto. Theuerkauf addirittura pareggia, poi la Serbia cerca di scappare di nuovo, piazzando un paio di colpi vincenti. Adrian Pfahl azzecca dai sei metri l'unico tiro buono della sua serata per fissare lo score sul 21-20 a sei minuti e mezzo dal termine. Da quel momento arriva una serie di errori, palle perse, parate, che sembrano congelare il punteggio. Un andazzo che ai padroni di casa non dispiacerebbe; purtroppo per loro, a cambiarlo con UN PAIO DI SECONDI rimasti ci pensa Sven-Sören Christophersen, subentrato al portiere Heinvetter per consentire alla Germania la superiorità numerica nell'ultimo attacco. Una scelta vincente: proprio il terzino delle 'Volpi' berlinesi trova, a fil di sirena, la bomba giusta dai nove metri. Alle fine del terzo match incredibile consecutivo, la Beogradska Arena è ammutolita, mentre i teutonici festeggiano il punto strappato con le unghie e coi denti, ed il primato nel girone mantenuto per un soffio.

Main Round: Gruppo 1 - Risultati 1a Giornata
** Polonia - Svezia 29-29 (9-20)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Danimarca - Macedonia 33-32 (16-19)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
** Serbia - Germania 21-21 (12-7)
Statistiche 01 (pdf);
Statistiche 02 (pdf);
Statistiche 03 (pdf);
Play-by-play (pdf);
Start List (formazioni) (pdf)
Classifica dopo la 1a Giornata
1. Germania 5 p. 2-1-0 (74-68) +6
2. Serbia 5 p. 2-1-0 (67-61) +6
---------------------------------
3. Polonia 3 p. 1-1-1 (74-77) -3
4. Danimarca 2 p. 1-0-2 (81-83) -2
5. Svezia 2 p. 0-2-1 (79-84) -5
6. Macedonia 1 p. 0-1-2 (81-83) -2

sabato 21 gennaio 2012

EUROPEI MASCHILI PALLAMANO 2012: partenza pirotecnica del Main Round. Che rimonta la Polonia! Di seguito altre due sfide.

Sotto di qualcosa come UNDICI reti alla pausa (20-9), i polacchi mettono in scena una rimonta straordinaria nel secondo tempo, arrivando ad impattare la sfida con la Svezia, che ha aperto il girone del Belgrado del Main Round. 29-29 il risultato finale tra le due compagini. In virtù del clamoroso esito della sfida di apertura, la Polonia sale a tre punti in classifica, mentre gli svedesi vanno solo a due.

Ecco il goal-by-goal dell'incontro.
** POLONIA - SVEZIA 29-29 (9-20)
59:25 Wisniewski 29 - 29 -
58:16 Wisniewski 28 - 29 -
56:49 Syprzak 27 - 29 -
55:35 - 26 - 29 Ekberg
54:56 Jurecki 26 - 28 -
54:16 Wisniewski 25 - 28 -
52:42 Jurkiewicz 24 - 28 -
51:33 - 23 - 28 Nilsson
51:07 Jurecki 23 - 27 -
50:04 - 22 - 27 Nilsson
49:31 Jurecki 22 - 26 -
47:19 - 21 - 26 Doder
46:55 Jurkiewicz 21 - 25 -
45:30 Jurecki 20 - 25 -
43:59 Jaszka 19 - 25 -
43:09 - 18 - 25 Ekberg
42:14 Wisniewski 18 - 24 -
40:06 - 17 - 24 Larholm
39:29 Jaszka 17 - 23 -
38:44 Kuchczynski 16 - 23 -
37:34 - 15 - 23 Nilsson
36:51 - 15 - 22 Larholm
36:19 Jaszka 15 - 21 -
36:00 Jaszka 14 - 21 -
35:18 - 13 - 21 Ekberg
34:50 Jaszka 13 - 20 -
34:01 Wisniewski 12 - 20 -
32:04 Syprzak 11 - 20 -
30:37 Jaszka 10 - 20 -
29:07 - 9 - 20 Ekdahl Du Rietz
26:46 Tluczynski 9 - 19 -
26:22 - 8 - 19 Lundström
24:13 - 8 - 18 Ekberg
23:56 - 8 - 17 Ekdahl Du Rietz
22:45 - 8 - 16 Ekberg
22:02 - 8 - 15 Jakobsson
21:29 Tluczynski 8 - 14 -
20:48 Tluczynski 7 - 14 -
20:39 - 6 - 14 Larholm
20:08 Jaszka 6 - 13 -
19:19 - 5 - 13 Ekberg
18:07 - 5 - 12 Lundström
17:17 - 5 - 11 Jakobsson
15:30 - 5 - 10 Larholm
15:00 - 5 - 9 Lundström
14:21 Kuchczynski 5 - 8 -
14:03 - 4 - 8 Andersson
13:00 Bielecki 4 - 7 -
12:23 Wisniewski 3 - 7 -
11:09 Jaszka 2 - 7 -
09:55 - 1 - 7 Karlsson
07:55 - 1 - 6 Lundström
07:24 - 1 - 5 Ekberg
06:46 Kuchczynski 1 - 4 -
06:43 - 0 - 4 Nilsson
04:56 - 0 - 3 Lundström
03:21 - 0 - 2 Lundström
01:53 - 0 - 1 Andersson

Alle ore 18:15 scendono in pista Danimarca e Maceedonia, entrambe obbligate a fare bottino pieno. Sarà particolarmente forte la pressione sulle spalle dei danesi, in quanto solo i due punti possono evitare (o semplicemente rinviare?) la matematica eliminazione prematura di una compagine che molti vedevano già come minimo sul podio. I macedoni avranno dalla loro parte il solito grande gruppo di caldissimi tifosi, anche se probabilmente nella capitale serba la 'Falange' sarà leggermente meno numerosa che a Nis.

Chiude le danze, alle ore 20:15, il match di cartello, con protagoniste Serbia e Germania, vincitrici un po' a sorpresa dei rispetti gironi, ed entrambe al Main Round con quattro punti, a contendersi una vittoria che spedirebbe chiunque riesca a coglierla veramente ad un passo dalle semifinali.

Dirette TV di Danimarca - Macedonia sul canale tedesco Sport 1 (satellite Astra): Spagna - Russia alle 18:15 e, due ore dopo, di Serbia - Germania sui canali NDR e WDR (sempre satllite Astra, 19:2° Est). Sintesi della giornata alle ore 00:15 circa su Eurosport tedesco.

Dirette web sul Canale Youtube dell'evento; in alternativa possibili link ai vari live streaming sui seguenti portali:

Sportlemon (FromSport)
Live Score Hunter
Rojadirecta

Campionati Africani di Pallamano 2012. Tunisia e Angola rivincono il titolo.

In Europa le gerarchie dell'handball continentale stanno cambiando, in Africa no. La serata che, con ogni probabilità, chiude il ciclo vincente della Francia maschile, vede Tunisia (tra gli uomini) ed Angola (in ambito femminile) riconfermarsi ai vertici nelle finali dei XX Campionati Africani.

Nella sfida che venerdì sera a Rabat (Marocco) ha chiuso il torneo, la favorita Tunisia riconquista l'oro ai danni di un'Algeria incapace di ripetere l'impresa compiuta 24 ore prima contro l'Egitto. Le' Aquile di Cartagine' hanno ragione degli avversari grazie soprattutto ad un'ottima prima frazione, in cui concedono appena sei reti. Wissem Hmam ed Issam Tej stroncano dal principio la resistenza nemica, portando il tabellone sul 10-3 dopo una ventina di minuti. Parziale tremendo, ma che invece di abbattere l'Algeria finisce per illudere i tunisini. I quali, forse pensando ad una facile passeggiata, tolgono il piede dall'acceleratore.

Ed allentano le maglie in difesa, tanto che la stessa squadra a segno con il contagocce per tutto il primo tempo, terminato 12-6, al rientro in campo trafigge la difesa rivale cinque volte in sei minuti, riaprendo l'incontro (13-11). I tifosi algerini alla Salle Ibn Yassine esplodono e pre-gustano la grande rimonta. Che resta incompiuta: passato l'attimo di smarrimento, la squadra di coach Alain Portes riesce a non farsi raggiungere e, dopo essere arrivata sul 19-17 a dieci minuti dalla fine, gestisce ottimamente l'ultima tranche di gara, chiudendo con lo score di 23-20.

Tra fumogeni accesi in campo e cori inaspettatamente affittati dallo sport spagnolo ('Campeones, Campeones...'), Heykel Mégannem (sei reti il suo bottino personale) e compagni festeggiano il loro nono titolo africano e la relativa qualificazione olimpica. I tunisini hanno pure staccato il biglietto per i Mondiali 2013, in questo caso assieme all'Algeria (ferma a sei stagionatissimi ori continentali, l'ultimo datato 1996, e 'dirottata' sul torneo preolimpico in Danimarca) e ad alle altre due semifinaliste: Egitto e Marocco. Nello scontro tra questi ultimi, valido per il bronzo, successo (non si sa quanto) consolatorio dei Faraoni che travolgono i padroni di casa per 29-15.

A Tunisi puntavano ad una storica doppietta, tornando a vincere contemporaneamente il titolo maschile e quello femminile dopo 36 anni. Dovranno aspettare ancora ... le angolane non hanno ceduto lo scettro: le Regine d'Africa sono sempre loro!! Finale combattuta, come quella dell'edizione 2010, e con le stesse vincitrici. Le tunisine non si lasciano impressionare dalla partenza a razzo delle 'Palancas Negras' (antilopi nere), avanti per 4-1 dopo 5 minuti, e ristabiliscono la parità (7-7) senza esitare. Con la fuoriclasse Mouna Chebbah a corrente alternata, l'equilibrio regge anche in seguito: 12-12 a metà gara.

La situazione non cambia fino agli ultimi dodici minuti circa (19 pari), poi le angolane fanno valere tutta la loro (maggiore) classe, ed esperienza, e cattiveria, e mentalità vincente, e chi più ne ha più ne metta ... Con le sorelle Kiala a fare la differenza, le atlete in rosso e nero prendono quel margine di vantaggio (24-21 al 55°) che in pratica si porteranno fino alla sirena (26-24). Abbastanza per festeggiare una nuova medaglia d'oro - l'ottava di seguito, l'undicesima in totale - ribadire chi sono le più forti, e prenotare il biglietto per Londra.

La Tunisia è invece 'condannata' ad un duro girone di qualificazione olimpico, dove, tra le altre, l'attende la Danimarca. Terzo posto a sorpresa per la Repubblica Democratica del Congo, che dopo aver raggiunto per la prima volta le semifinali, termina addirittura sul podio, sconfiggendo nettamente (33-24) l'Algeria nella 'finalina'. Come tra gli uomini, le prime quattro squadre classificate accedono al Campionato del Mondo 2013.

Torneo Maschile - Finale 1/2 Posto
** TUNISIA - ALGERIA 23-20 (12-6)
Tunisia: Magaiez, Helal (1 arrêt); Megannem (6/6), Tej (5/6), Hmam (3/3), Gharbi (2/2), Bousnina (2/4), Ayed (2 /2 rig.) Boughamni (1/2), Banour (1/4), Sanai (1/7), Touati (0/2)
Algéria: Kerbouche; Rahim (4/4), Chebhour (4/6), Berkous (3/8), Soudani (3/5), Daoud (2/2), Boultif (2/5), Kaabache (2/2), Labane (0/2)

Torneo Maschile - Finale 3/4 Posto
** MAROCCO - EGITTO 15-29 (5-16)

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Torneo Maschile - Classifica Finale
1. Tunisia
2. Algeria
3. Egitto
4. Marocco
5. Senegal
6. Angola
7. Camerun
8. Repubblica Democratica del Congo
9. Congo Brazzaville
10. Costa d’Avorio
11. Gabon
12. Burkina Faso

Torneo Maschile - Albo d'oro
2012. Tunisia
2010. Tunisia
2008. Egitto
2006. Tunisia
2004. Egitto
2002. Tunisia
2000. Egitto
1998. Tunisia
1996. Algeria
1994. Tunisia
1992. Egitto
1991. Egitto
1989. Algeria
1987. Algeria
1985. Algeria
1983. Algeria
1981. Algeria
1979. Tunisia
1976. Tunisia
1974. Tunisia


Torneo Femminile - Finale 1/2 Posto
*+ ANGOLA - TUNISIA 26-24 (12-12)
Torneo Femminile - Finale 3/4 Posto
** REP. DEM. CONGO - ALGERIA 33-24 (14-8)
Torneo Femminile - Finale 5/6 Posto
** CAMERUN - CONGO BRAZZAVILLE 22-19 (11-8)
Torneo Femminile - Finale 7/8 Posto
** COSTA D'AVORIO - SENEGAL 28-21 (14-8)

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Torneo Femminile - Classifica Finale
1. Angola
2. Tunisia
3. Repubblica Democratica del Congo
4. Algeria
5. Camerun
6. Congo Brazzaville
7. Costa d’Avorio
8. Senegal
9. Egitto
10. Marocco

Torneo Femminile - Albo d'oro
2012. Angola
2010. Angola
2008. Angola
2006. Angola
2004. Angola
2002. Angola
2000. Angola
1998. Angola
1996. Costa d’Avorio
1994. Angola
1992. Angola
1991. Nigeria
1989. Angola
1987. Costa d’Avorio
1985. Congo
1983. Congo
1981. Congo
1979. Congo
1976. Tunisia
1974. Tunisia