mercoledì 2 febbraio 2011

Mercato: Accambray e Du Rietz prossime 'vittime' di Jesper Nielsen?

Chi dopo Niklas Landin e Alexander Pettersson (di cui avevamo già parlato ieri)? In Danimarca continuano le voci su presunti possibili nuovi acquisti da parte di 'Kasi-Jesper', all'anagrafe Jesper Laustrup Nielsen, il magnate presidente del Rhein Neckar Löwen in Germania e al tempo stesso propietario dell'AG København nella capitale danese.

In dichiarazioni rese a sporten.tv2.dk Nielsen ha affermato di aver messo gli occhi su due giocatori il cui talento è stato confermato dal recente Mondiale: il francese William Accambray (classe 1988), nativo di Cannes e attualmente terzino del Montpellier HB, e l'ancor più giovane (23/07/1989) terzino sinistro Kim Ekdahl Du Rietz (foto a sinistra), l'unico atleta della nazionale svedese che ancora militi in patria - nel Lugi Lund. Ma per il ventuenne con ottimo fiuto del goal potrebbero presto spalancarsi le porte di un prestigioso campionato estero, se Nielsen si deciderà a mettere le mani su di lui. Ed a mettere mano al portafogli, ovviamente. Che poi il riccone danese riesca a portare pure Accambray in uno dei suoi due 'giocattoli' è tutto un altro discorso, ma non saremmo sorpresi se ci facesse un pensierino, e magari qualche serio tentativo ...

Per la cronaca, 'Kasi-Jesper' Nielsen, il quale finanzia pure la squadra di calcio del Brøndby Copenhagen, deve fama e fortune economiche alla Kasi Group (da cui deriva il suo soprannome), società fondata nel 2003 che da Amburgo opera nel ramo distribuzione gioielli (della danese Pandora Group) ed orologi, e nel 2008 contava circa 140 dipendenti. Una fonte di palanche niente male per il Paperone nordico, che ha deciso di investire parte dei suoi ricavi nel calcio ma soprattutto nell'handball.

Crisi economica in Spagna: il rovescio della medaglia dei Mondiali. Il caso Vink.

Giornali, TV e tifosi hanno accolto con enorme soddisfazione la medaglia di bronzo della nazionale ai recenti Mondiali, un grande successo che ha portato la selección sul podio del torneo per la seconda volta nella storia. Ma la scintillante campagna di Svezia degli uomini di Valero Rivera ha un rovescio della medaglia: la crisi economica in cui versano numerosi club del campionato spagnolo, che sta cominciando a produrre effetti negativi. L'esempio più lampante, ma non certo unico, è il Balonmano Alcobendas, società della regione di Madrid che si trova praticamente in stato di bancarotta, e da cui si è verificata un'imponente emorragia di giocatori, che in Spagna ha (seppur parzialmente) rubato la scena alle notizie sui Campionati del Mondo. Il quotidiano Marca, nella sua edizione online, riporta la storia 'esemplare' di Matias Vink, ormai ex giocatore dell'Alcobendas, piuttosto indicativa della situazione drammatica del suo e di altri club. Traduciamo e riportiamo:

Paradossi della vita ... Mentre la nazionale ha conquistato domenica uno straordinario bronzo ai Mondiali di Svezia, la realtà è ben diversa per altri giocatori spagnoli e stranieri che, in alcuni club dell'Asobal, hanno vissuto il Campionato del Mondo in modo 'parallelo'. Le gare dei principali tornei nazionali sono state sospese in contemporanea ai Mondiali, ma non per questo possiamo voltare le spalle di fronte alla grave situazione economica che affligge alcune formazioni del campionato spagnolo, di secondo piano come Alcobendas, Arrate o Antequera, ma anche 'storiche' quali il Granollers.

E' curioso che la Germania, terminata undicesima ai Mondiali e ancora una volta deludente in un grande torneo internazionale, abbia un campionato con club economicamente più sani, dotati di budget paragonabili solo a quello di un Barcellona. Se le notizie sui debiti di alcune società Asobal con i loro giocatori si fanno sempre più frequenti, vuol dire che qualcosa non va nella pallamano spagnola. E le sensazioni, riguardo al futuro, sono preoccupanti.

Vink, ormai ex giocatore dell'Alcobendas, è un chiaro esempio della complicata situazione economica nella quale versa il club madrileno. Dopo che la società, incapace di garantire l'integrità dei pagamenti fino al termine della stagione, data la grave crisi finanziaria in cui si trova, ha lasciato i suoi atleti liberi di trovarsi una nuova destinazione, il giocatore olandese ha dovuto rifarsi una vita (sportivamente parlando). Grazie all'offerta del Toledo, è riuscito a rimanere in Spagna ed a fare ciò che più gli piace: giocare a pallamano. 'Alcuni però hanno avuto problemi ad arrivare a fine mese, perché devono pagare l'affitto, un mutuo o mantenere una famiglia. E c'è chi è stato costretto a chiedere soldi ai propri genitori o mettere mano ai risparmi di una vita' aggiunge Vink (foto a sinistra) al riguardo.

Gli atleti della compagine madrilena hanno percepito soltanto una delle cinque mensilità loro dovute in questa stagione, ma preoccupa il fatto che il 'caso Alcobendas' non sia una novità: già due anni fa il club era stato costretto a rivolgersi ad un istituto finanziario per avere le liquidità necessarie a portare avanti la squadra fino a settembre. A questo proposito l'olandese dice che: 'la situazione non è nuova. Ci dovevano soldi dalla fine dello scorso campionato, ed il club non ha fatto altro che prendere tempo. In estate abbiamo cominciato la nostra preparazione senza ricevere un euro, e adesso noi che siamo andati ci troviamo con soltanto un assegno sui cinque che ci dovevano nell'attuale stagione'.

Gli occhi sono puntati sulla crisi economica che affligge il nostro paese, ma anche sulla cattiva gestione da parte dei dirigenti della squadra. 'Non si è stati in grado di gestire il club di fronte alla crisi, per alcuni anni abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, e la bolla è diventata sempre più grande. Inoltre, mantenere una squadra nella massima serie maschile ed una in quella femminile non è facile; per prima cosa avrebbero dovuto sanare i debiti già molto tempo fa. Adesso, con la prevedibile retrocessione, i problemi continueranno, perché si aggiungerà pure una minore copertura mediatica' afferma Matthias Vink.

Rados e Milos Pesic, Mijatovic, Aldomar, Sluijters, Tremps e Djukic sono gli altri giocatori che hanno lasciato l'Alcobendas per cercarsi un futuro altrove (la maggior parte si é accasata a Toledo), ma nel caso di Vink la decisione è stata ancora più sofferta a causa delle sue implicazioni nella società. Infatti l'olandese non si limitava a giocare, ma pure aiutava le formazioni-base del club madrileno, allenando le giovanili: 'Sono molto triste per la maniera in cui sono stati congedati alcuni giocatori che hanno dato molto al club. Io sono straniero, ma mi sono trovato pienamente coinvolto nella squadra sin da quando sono arrivato quattro anni fa, e adesso lascio molti amici'.

E per rincarare la dose: 'la dirigenza dell'Alcobendas non si è comportata a dovere. Lo so che ci troviamo in una situazione difficile ed insolita, però se hai dei sentimenti non puoi lasciare andar via la gente senza nemmeno un semplice grazie. Dovrebbero mettersi nei nostri panni e cercare di aiutarci di più, offrendoci maggiore sostegno. Gli unici ad interessarsi veramente a noi sono stati l'allenatore Rafa Guijosa ed il manager del club'.

Il banner della pagina web dell'Alcobendas.
Con quello che è successo negli ultimi tempi,
quell'un club, una familia rischia di suonare ironico.

Matias Vink conclude sostenendo che 'non possiamo essere dei 'giocattoli' in mano alla dirigenza. C'è molto da cambiare nella gestione dei club se si vuole risolvere questa situazione preoccupante della pallamano spagnola. Una soluzione potrebbe essere quella di 'professionalizzare' l'Asobal, perché in Germania o in Francia, se non hai i soldi, non ti danno la licenza per giocare, e di conseguenza la squadra scende di diverse categorie'.

Lo storico risultato della nazionale spagnola, che ha conquistato il suo primo bronzo ai Mondiali, deve servire a rilanciare questo sport nel nostro paese, e a ricevere maggior sostegno da parte di sponsor, istituzioni, tifosi e, perché no, dai media stessi. La pallamano si merita di stare fra gli sport di primo livello in Spagna.

In realtà una prima risposta, sia all'articolo di Marca che abbiamo appena finito di citare sia più in generale alla drammatica situazione economica di vari club spagnoli, non si è fatta attendere, almeno dal punto di vista formale. Lo stesso quotidiano madrileno riporta infatti che le associazioni dei club professionistici (Asobal), dei giocatori (AJBM) e degli allenatori (AEBM) avrebbero accettato di rivedere le pretese economiche ed adattarsi alla crisi in cui versa il paese.

In una nota congiunta, le tre parti riconoscono 'l'impatto della attuale situazione economica sullo sport professionistico' e più in concreto sulla pallamano: 'non c'è modo di superare l'attuale situazione, e quella che può verificarsi nel futuro immediato, senza un'assoluta presa di coscienza da parte di tutti i settori della nostra pallamano professionale. Tanto l'Asobal quanto le associazioni di giocatori ed allenatori ritengono molto importante che ciascuna delle parti firmatarie prenda tutti i provvedimenti necessari a consentire la fattibilità di questo progetto comune'.

E ancora: 'le tre associazioni riconoscono gli sforzi di contenimento economico finora realizzati ed il loro impatto positivo sulla gestione quotidiana dei club, e si augurano che queste misure servano a superare il più presto possibile il difficile momento che sta attraversando lo sport spagnolo in generale e l'Asobal in particolare'.

'Parole, parole, parole, soltanto parole' come diceva una canzone? O queste dichiarazioni d'intenti si trasformeranno nei risultati concreti che i tempi che corrono inevitabilmente richiedono? Ai posteri l'ardua sentenza...

martedì 1 febbraio 2011

Löwen scatenati sul mercato: arrivano Petersson e il portiere-rivelazione Landin (dal 2012)

La notizia era nell'aria da qualche tempo, ma ora sembra avere tutti i crismi dell'ufficialità, inclusa la conferma del diretto interessato. Niklas Landin, portiere-rivelazione dei recentissimi Campionati del Mondo, vestirà la maglia del Rhein-Neckar Löwen dal Luglio 2012.

Dietro l'arrivo (a quale prezzo non è stato rivelato) della giovane stella danese, argento ai Mondiali con la sua nazionale, c'è Jesper Nielsen, presidente ma soprattutto magnate-mecenate che, a colpi di palanche e grandi acquisti, sta cercando di rinforzare il club tedesco, ed allo stesso tempo trasformare l'AG København - di cui è proprietario - in una delle migliori realtà a livello continentale, con ambizioni di arrivare fin sul tetto d'Europa. Tanto che qualcuno aveva addirittura ipotizzato che Landin potesse raggiungere Mikkel Hansen nella capitale danese; ma dalle parti della Sirenetta hanno già gli ottimi Kasper Hvidt e Steinar Ege, quindi preferiscono investire in altri ruoli e giocatori (Karabatic? Balic? Ólafur Stefánsson? Le voci si rincorrono. Per ora giusto quelle ...). E poi vuoi mettere il fascino della Bundesliga? Logico quindi che il ragazzone di due metri per 22 anni abbia imboccato il cammino verso Mannheim.

Nielsen, risposta dell'handball ai vari Abramovich e Florentino Pérez, voleva averlo in Germania anche prima (e non è detto che non continui a provarci): nella prossima estate, quando Slawomir Szmal farà le valigie per tornare in patria nel Vive Targi Kielce. Ma Landin (foto a sinistra) ha preferito onorare i suoi impegni (più o meno, in quanto l'estate scorsa aveva firmato per tre anni, ma il suo contratto includeva una clausola di rescissione dopo il secondo...) con l'attuale club, il meno conosciuto Bjerringbro-Silkeborg, per la gioia di coach Carsten Albrektsen: 'Sono felicissimo di poter avere un portiere di tale bravura ancora per diciotto mesi, ed anche onorato ed orgoglioso che insieme noi siamo riusciti a contribuire allo sviluppo di un giocatore di talento, che naturalmente poi si misurerà sulla grande scena (internazionale)'. Albrektsen vede il passaggio del suo pupillo in una squadra tedesca come l'evoluzione naturale della carriera di un elemento di valore come Landin.

Da parte sua il giocatore preferisce mantenere un basso profilo e pensare al futuro più immediato, che è ancora nel suo paese: 'Ovviamente sarà interessante in Germania, ma adesso sono felice di giocare in una delle squadre migliori di Danimaca, e sia io che il mio club puntiamo a vincere titoli'. E punta anche, possibilmente, a vincere qualcosa pure con la nazionale. Il grande salto può attendere, per un ragazzo che dimostra di avere la testa sulle spalle e intraprendere la scalata verso l'Olimpo dei grandi portieri (molti lo vedono come il degno successore di Titi Omeyer ...) un passo alla volta, perfezionandosi e migliorando gradualmente.

I ruggiti di mercato dei Leoni non si fermano qui: contemporaneamente a Landin arriverà in casa RNL il 30enne Alexander Petersson (foto sopra), ala-terzino islandese di origine lettone, molto bravo in difesa, che sta contribuendo al superlativo campionato del Füchse dopo aver militato anche a Dusseldorf, nel TV Grosswallstadt e nel Flensburg-Handewitt. Rimarrà a Berlino ancora una stagione per poi raggiungere Gudmundur Gudmundsson, suo coach già in nazionale, anche nella squadra di club allenata da quest'ultimo. Dove Petersson resterà, secondo contratto, per tre anni.

Prima di loro, ricordiamo, giungerà dall'Amburgo il forte terzino polacco Krzysztof Lijewski. Ma questo era già risaputo da alcuni mesi.

Zebre di Kiel, Volpi di Berlino, 'galletti amburghesi' e il resto della zoo-Bundesliga sono avvisati: dall'estate 2012 i Leoni avranno denti ancora più affilati. E tanta, tanta fame ...

MONDIALI MASCHILI 2011. Dove scaricare la finalissima


Chiunque si sia perduto la finale dei Mondiali maschili di domenica scorsa, un Francia-Danimarca a dir poco storico, una delle partite di pallamano più intense ed emozionanti mai viste, non disperi. C'è sempre la possibilità di scaricarlo da internet, in buona qualità video, con il commento in spagnolo di Teledeporte.

I link dei file .rar dove trovare il match sono i seguenti:

Primo Tempo
Secondo Tempo
Supplementari. Primo Tempo
Supplementari. Secondo Tempo

Aspettare la scadenza dei 45 secondi del 'conto alla rovescia', cliccare su 'download standard' e quindi salvare sul computer. Se i link dovessero risultare al momento non disponibili, riprovare successivamente.

Una volta salvati, estrarre i file .rar con programmi tipo winrar. Per poter estrarre il primo tempo, è necessario aver salvato anche il secondo, e viceversa. Lo stesso dicasi per i due tempi supplementari.

AGGIORNAMENTO: in alternativa o in modo complementario a Megaupload, è possibile scaricare, gratuitamente, il match pure dai link di fileserve, senza bisogno di ulteriori programmi per estrarre il file: 'basta' cliccare sul banner di download più lento a fondo pagina, digitare nello spazio bianco il relativo codice che comparirà, attendere la fine del 'countdown', quindi ri-cliccare sul banner di 'download lento' e salvare il filmato sul computer.

In questo caso, però, dopo aver scaricato un file bisogna attendere parecchi minuti per poter effettuare un altro download gratuito.

Primo Tempo
Secondo Tempo
Premiazione

Totale file: 1.32 GB.

E' infine possibile vedere i dieci minuti supplementari su youtube, con commento in lingua croata, ecco il video:

lunedì 31 gennaio 2011

MONDIALI MASCHILI 2011: Marcatori, Portieri e Fair Play. Classifiche finali.


Marcatori - Top 20
1. HANSEN Mikkel DEN 68 reti
2. VUJIN Marko SRB 56 reti (10 rig.)
2. TVEDTEN Håvard NOR 56 reti (23 rig.)
4. MYRHOL Bjarte NOR 54 reti
4. ZRNIC Vedran CRO 54 reti (18 rig.)
6. PETERSSON Alexander ISL 53 reti
7. KARABATIC Nikola FRA 51 reti
8. TLUCZYNSKI Tomasz POL 47 reti (19 rig.)
8. SIGURÐSSON Guðjón Valur ISL 47 reti
10. EKBERG Niclas SWE 43 reti (18 rig.)
11. KÄLLMAN Jonas SWE 42 reti
11. BUNTIC Denis CRO 42 reti (1 rig.)
13. GLANDORF Holger GER 40 reti
13. FEUCHTMANN PEREZ Emil CHI 40 reti (6 rig.)
13. ILIC Momir SRB 40 reti (12 rig.)
13. FERNANDEZ Federico ARG 40 reti (17 rig.)
13. ROMERO FERNANDEZ Iker ESP 40 reti (26 rig.)
18. CARLÉN Oscar SWE 39 reti
18. SZILAGYI Viktor AUT 39 reti
18. YU Dong Geun KOR 39 reti (14 rig.)

Classifica finale dettagliata (cliccare);
Classifica Portieri (Cliccare);
Classifica Fair Play (Cliccare)

MONDIALI MASCHILI 2011: Classifica Finale


1. Francia

2. Danimarca

3. Spagna

4. Svezia
5. Croazia
6. Islanda
7. Ungheria
8. Polonia
9. Norvegia
10. Serbia
11. Germania
12. Argentina

13. Corea del Sud
14. Egitto
15. Algeria
16. Giappone
17. Slovacchia
18. Austria
19. Romania
20. Tunisia
21. Brasile
22. Cile
23. Bahrain
24. Australia

** Francia medagalia d'oro
** Danimarca medaglia d'argento
** Spagna medaglia di bronzo

** Le squadre dal 2° al 7° posto qualificate per il torneo preolimpico di qualificazione a Londra 2012.

MONDIALI MASCHILI 2011: ENCORE LA FRANCE, TOUJOURS LA FRANCE!

Francia ancora sul tetto del mondo. I Bleus si impongono su un avversario a dir poco irriducibile in una delle più emozionanti e combattute finali mai viste. Ci sono voluti i tempi supplementari perché Omeyer (stavolta non straordinario) e soci avessero ragione della tenacia danese, con il risultato finale di 37-35. I transalpini hanno tremato prima di riuscire ad imporre la loro legge ottenendo la loro vittoria più sofferta da quando è cominciato il loro ciclo dal 2008. E con questa, proprio partendo da Pechino, raggiungono il poker di grandi successi internazionali consecutivi. La Danimarca e i suoi calorosissimi supporter, che avevano attraversato il ponte di Oresund sperando in un finale diverso, ci hanno provato, ma alla fine ... ENCORE LA FRANCE, TOUJOURS LA FRANCE!

La Francia resta dunque seduta sul trono mondiale, ma ha davvero rischiato di cadere e farsi male. Avanti per tutto l'incontro o quasi - seppure mai con un vantaggio che potesse dare tranquillità - e capaci di rintuzzare i tentativi di rimonta avversaria, i francesi si sono infatti visti raggiungere a pochi secondi dal termine, e addirittura superare all'inizio dei dieci minuti supplementari, che poi li avrebbero visti uscire trionfanti.

Una finale intensa come poche, una Francia in difficoltà come mai in questi ultimi anni, ma alla lunga vincente. Tutto logico, quando di mezzo ci sono personaggi del calibro di Nikola Karabatic e Mikkel Hansen: dieci reti a testa nella finalissima, e la prova che se il primo ha meritato il premio come MVP del torneo, il secondo non avrebbe rubato nulla se l'avesse vinto lui. Oppure come Thierry Omeyer e quello che molti vedono come suo successore nel ruolo di miglior portiere del mondo: Niklas Landin (22 anni), che con ventuno parate si è fatto notare anche nell'ultimo atto. Oppure ancora come Didier Dinart, roccia in difesa a dispetto delle zero penalità subite dagli arbitri spagnoli, ed un Lars Christiansen che ha griffato la finalissima con cinque reti personali.

I transalpini mettono le cose in chiaro dall'inizio: difesa aggressiva (subito un giallo a Bertrand Gille) e la coppia Fernandez-Guigou a mandare lo score sul 2-0. I danesi non si lasciano impressionare così facilmente, e rispondono colpo su colpo, includendo un botta e risposta proprio fra Hansen e Karabatic. I francesi non sono squadra da lasciarsi rimontare facilmente però, e con un sette metri trasformato da Guillaume Joli vanno sul più tre (9-6) intorno a metà tempo. Contro-break nordico, con lo zampino di Landin, e arriva il primo aggancio (9-9); peccato per loro che due minuti rifilati alla stella degli scandinavi spianino la strada ad un nuovo allungo rivale, con il giovane Xavier Barachet a siglare il 12-9, e spingere coach Wilbek verso il time-out. Però al ritorno in campo Sua Maestà Karabatic regala alla Francia il massimo vantaggio. Gli ribatte il Michelone di Danimarca, che William Accambray non riesce a contenere, e si va negli spogliatoi sul 15-12.


La sensazione dopo i primi trenta minuti è quella di una Francia superiore, in virtù di maggiore 'solidità' ed esperienza, ma incapace di mettere del tutto le mani sull'incontro. Anche per merito della controparte, a sua volta brava a non farsi travolgere, ma a cui manca qualcosa per giocare a tu per tu con il più quotato e 'nobile' avversario. Impressioni confermate nei primi dieci-quindici minuti nella ripresa, con il divario sempre oscillante fra due e tre lunghezze, mentre Karabatic continua a perforare la difesa scandinava, si vede finalmente Accambray, e dall'altro lato Jesper Nøddesbo acquista maggiore protagonismo.

Il pivot danese del Barcellona, assieme ad Hansen, contribuisce al nuovo pareggio della sua squadra: un 24-24 (poi 25-25) che insinua i primi seri dubbi in una Francia che si pensava invincibile ed ora si vede costretta a cercare sempre più volte Luc Abalo all'ala destra, visto che al centro non sfonda più di tanto, e quando lo fa rischia di trovarsi la strada sbarrata da Landin. Il fuoriclasse del Ciudad Real fa comunque la sua parte, pure come assist-man per Gille, che riporta i Bleus avanti, con Karabatic ad arrotondare sul 27-25.

Giochi chiusi, anche se a fatica? No. Sale alla ribalta Lars Christiansen: il 'vecchietto' (sempre arzillo) scandinavo punisce tre volte, dall'alto dei suoi 38 anni e dall'ala sinistra: la terza vale il 29 pari. Tripletta rovinata da Bo Spelleberg, che cintura Barachet e manda Guigou ai sette metri, e sè stesso fuori per due giri di lancetta. I francesi ringraziano, segnano e potrebbero addirittura operare il break decisivo; ma Gille tira su Landin, e Lasse Boesen trova uno dei pochi raggi di luce in una serata per lui opaca, firmando il trenta pari.

Scintillante è invece la giornata di Re Nikola: suo il 31-30 che potrebbe decidere partita e torneo. E quale miglior match-winner che l'MVP dei mondiali, il giocatore probabilmente più famoso in assoluto? La trama ideale per un grande finale. Peccato che nessuno avesse avvisato Gille e Bo Spellerberg. Il primo, nel tentativo di difendere l'ultimo attacco danese, si fa prendere dalla foga e si piglia i suoi bei due minuti. Il secondo, con la squadra addirittura in doppia superiorità numerica (portiere tolto da Wilbek, dentro un altro giocatore...), trova il varco giusto per spedire il pallone fra Omeyer e l'angolino in basso, rasente al palo destro della porta francese. Si va ai supplementari! Che partita!


Il 31-31 acciuffato con unghie e denti (e volontà di ferro) a fil di sirena manda in visibilio i tifosi danesi, incluso il principe Frederik, ormai cliente fisso dei match della nazionale. Ed esalta Spelleberg e Knudsen, che smentiscono la Hansen-dipendenza in attacco e, dopo 64 minuti (!!!), trovano il primo vantaggio nordico della partita (33-32). Ora in Danimarca ci credono davvero ...

Non sanno, poveri loro, che il destino ha già preso la sua decisione. Ha scelto la Francia, e vuole mostrarlo nel modo più crudele per i danesi: li lascia illudere per un attimo, poi manda Karabatic a pareggiare, Jérôme Fernandez a rubare palla e lanciare Michaël Gigou, che ristabilisce le gerarchie in contropiede. Il tutto alla velocità della luce. Uno-due micidiale che esalta i telecronisti di France 2 (mettendo alla prova le loro corde vocali) ma spezza le gambe alla Danimarca. Il sette metri di Lars Christiansen è solo il canto del cigno: quando capitan Fernandez prende il mano la situazione e infila la doppietta decisiva (uno dai sette metri), i giochi sono fatti. 36-34 con un solo minuto rimasto: la Danimarca ora si è arresa davvero.

L'ultimo a gettare la spugna è - manco a dirlo - il ragazzone di Helsingør (al secolo Hansen Mikkel, classe 1987), cittadina a poche decine di chilometri da Malmö dove stasera non si festeggerà. Lo faranno invece i ragazzi di Claude Onesta. Dopo che Guigou sigla il 37-35 finale, evitando pure l'onta di una vittoria con il minimo scarto, esplode tutta la loro gioia, e la tensione per una partita che si è rivelata forse più difficile di quanto in tanti pensassero alla vigilia.

Modalità e difficoltà passano comunque in secondo piano. La Francia ha vinto ed è questo che conta. Assieme ad altri numeri, tipo i quattro successi mondiali (1995, 2001, 2009, 2011) di una nazionale che uguaglia la mitica Romania degli anni '60 e '70 e la Svezia. Si può tifare per i francesi o meno, ma bisogna levarsi il cappello di fronte a quanto ha saputo conquistare il movimento dei cugini d'Oltralpe. La Danimarca si lecca le ferite ed esce con la consapevolezza che le sue giovani stelle sapranno regalarle nuove soddisfazioni. Magari, con l'aiuto di una maggiore esperienza, arrivando a quel titolo mondiale che ancora manca al loro palmares e stavolta è sfuggito per un soffio.

Finale 1°-2° Posto
** Francia - Danimarca 37-35 dts (15-12; 31-31)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report

La partita 'raccontata' sul sito del quotidiano L'Equipe
(solo testo, in Francese)


L'incredibile finale delle cinque della sera ha fatto passare in secondo piano la vittoria della Spagna, che in una (quasi) altrettanto tirata battaglia per il terzo posto ha conquistato la medaglia di bronzo a spese della Svezia. Medaglia (la seconda per gli iberici dopo l'oro di Tunisi 2005, cui vanno aggiunti tre argenti Europei, un bronzo pure continentale e tre bronzi olimpici) meritata, e giunta soprattutto grazie alla difesa, come al solito efficace, ed alle buone prove dei vari Alberto Entrerríos, Arpad Sterbik e Joan Cañellas.

Poco convincenti in attacco, anche a causa dei numeri di Johan Sjöstrand, portiere del Barcellona oggi opposto a vari compagni di club, gli spagnoli si trovano sotto (5-4) dopo un primo quarto d'ora avido di reti ed emozioni. Ma equilibrato come tutta la prima parte, che finirà in parità (11-11). La Svezia scatta al ritorno in campo (15-12) ma poi, con lo zampino di alcune penalità, subisce il ritorno spagnolo, sotto forma di un parziale di 6-0 che porta lo score dal 16-13 locale al 19-16 ospite.

Spinti dai tifosi della Malmö Arena, gli uomini di Ola Lindgren reagiscono, senza farsi abbattere dall'infortunio al loro top scorer Jonas Källman (anche lui stavolta impegnato contro i compagni, ma del Ciudad Real) e si arriva ai cinque dalla fine in perfetto equilibrio (22-22). A quel punto Sterbik, Entrerríos e Julen Aguingalde fanno la differenza nello sprint decisivo. Gli spagnoli festeggiano un bronzo che profuma quasi d'oro, gli scandinavi rimangono con l'amarezza della medaglia di legno che sa di occasione perduta davanti al proprio pubblico, in un mondiale da cui, ad ogni modo, escono a testa alta.

Finale 3°-4° Posto
** Spagna - Svezia 24-23 (11-11)
Statistiche Match;
Statistiche Squadre;
Play-by-Play del match;
Match Report