Visualizzazione post con etichetta Mangue. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mangue. Mostra tutti i post

giovedì 16 dicembre 2010

EHF Europei Femminili: Croazia allo sprint sulla Spagna

Spagna e Croazia, ormai entrambe tagliate fuori da ogni finale dopo il risultato di Russia-Romania, giocano libere e senza più alcuna pressione. Ne esce una partita divertente ed equilibrata, con le due squadre ad alternarsi al comando. Iberiche avanti per buona parte delle prima frazione, ma paradossalmente sono le balcaniche in vantaggio per 11-10 all'intervallo. Il botta e risposta prosegue nella ripresa; Andrea Penezić trascina le croate, Begoña Fernández e Marta Manguè svolgono lo stesso ruolo sul versante spagnolo.

Risultato dunque incertto fino al mini-break (tre a zero) che porta le slave sul 21-18 a cinque minuti dalla fine. La Spagna non ci sta, e prova a riportare l'equilibrio, ma l'ottava meraviglia della Penezić all'entrata dell'ultimo minuto fissa lo score su un 23-21 che toglie alle ragazze di Jorge Dueñas qualsiasi speranza di vittoria. La rete a fil di sirena di Nerea Peña, che sancisce il 23-22 finale, non riesce a rendere la pillola mano amara per una squadra scivolata dall'argento del 2008 ad un poco onorevole undicesimo posto, mentre le slave chiudono la loro campagna di Scandinavia in maniera tutto sommato onorevole.

lunedì 13 dicembre 2010

EHF Europei Femminili. Amaro Montenegro per la Spagna

Adios España! Spinto da Bojana Popović, ma non solo da lei, il Montenegro emerge vittorioso dalla battaglia con le furie rosse (non molto 'furie' in questi Europei), trova due punti fondamentali per il proseguimento del suo cammino, volando a quota quattro nel girone, e di fatto estromette dalla corsa per le semifinali le iberiche, medaglia d'argento due anni fa ma adesso ferme a zero punti nel Gruppo I del Main Round. 22-20 il risultato finale, in una partita non facile per le balcaniche, con il primo tempo conclusosi 12-12 dopo la buona partenza delle spagnole, la reazione delle slave - con Bojana a fare la parte del leone - e la contro-reazione che, dopo tre reti 'made in Spain' consecutive riportava il match in perfetta parità all'intervallo.

Una maggiore determinazione e le parate di Sonja Barjaktarović proiettano il Montenegro in avanti (16-14) dopo il ritorno in campo, ma una siccità offensiva preoccupante su entrambi i lati lascia lo score intatto per circa otto minuti, fino alle rete di Marija Jovanović (con cinque reti la top scorer delle sue dopo Bojana, che invece ne mette in tasca sei come bottino del giorno), la quale riporta la propria squadra sul massimo vantaggio (+3). La Spagna reagisce, merito soprattutto del buon lavoro di Silvia Navarro tra i pali, e addirittura riagguanta le avversarie sul 17 pari, con l'unica rete di Andre Barnò. Ma perde la bussola al momento decisivo: ne approfittano le avversarie che, con cinque goal da parte di altrettante giocatrici (e nessuno della Popović, a riprova del fatto che coach Adzić ha più di un asso nella manica ...) chiudono i giochi; dall'altra parte Nely Carla Alberto, miglior realizzatrice iberica, non trova più la via del goal negli ultimi tredici minuti, e la Spagna ne subisce pesantemente le conseguenze, così come paga il deludente europeo di Marta Mangué e più in generale uno stato di forma piuttosto basso.

giovedì 9 dicembre 2010

EHF Europei Femminili, la Spagna si salva

La Spagna di Jorge Dueñas vince la sua battaglia contro la Serbia (26-23 lo score finale) e raggiunge la Romania a quota due punti.

Furie rosse vincenti, ma non del tutto convincenti. L'inizio partita è una sagra dell'errore, con le slave incapaci di trovare la via del goal per sei minuti dopo l'1-0 di Biljana Balac, e la nervosa Spagna in rete solo su rigore, grazie a Carmen Martín dell'Itxako. Con tali premesse non sorprende che si giunga a metà tempo su un poco entusiasmante 4-4. Marta Mangue non è proprio in vena, quindi tocca alle parate di Cristina Gonzales (quasi 50% la sua straordinaria percentuale nella prima metà di gara) ed alla mano calda di Nely Carla Alberto rompere l'equilibrio: 8-4 al 18°minuto, poi evolutosi in 11-5, che si completa in un incoraggiante 14-9 all'intervallo; vantaggio nel quale anche Nerea Pena ci mette lo zampino.

La Serbia, che nel primo tempo ha abusato troppo del gioco per vie centrali, rientra in campo decisa a dare il tutto per tutto, visto che sconfitta farebbe rima con (quasi certa) eliminazione; tanto decisa che nemmeno l'infortunio dell'ala sinistra Jovana Bartosic - KO dopo uno scontro con la Alberto - adesso blocca la volontà di rimonta delle ragazze di Dusko Milic. Con Sanja Damnjanovic, assai più in forma che nella prima partita, a dare una mano ad Andrea Lekic, e qualche errore di troppo nella fase offensiva iberica combinato ad una doppia penalità per Verónica Cuadrado, le slave arrivano ad una sola lunghezza (17-18, segna Jelena Nisavic) con un buon quarto d'ora da giocare.

Ma la scalata serba al successo si frema lì. La Spagna ritrova un margine di (relativa) sicurezza sul 22-20, e le avversarie ora non riescono neanche ad approfittare di una nuova penalità, rifilata a Marta Manguè, che intanto ha segnato il suo unico goal al momento giusto. Al contrario, sono Veronica Cuadrado con una doppietta - e Jessica Alonso a mettere in cascina i due punti. Spagna vicinissima al Main Round; adesso però, per evitare rischi e cominciare la seconda fase in buona posizione, è d'obbligo battere la Danimarca (facile a dirsi, non tanto a farsi ...).